28 marzo 2019

SOTTO LA PIOGGIA, AL TERZO GIORNO DEL PRESIDIO DI PIAZZA INDIPENDENZA, IL SIFUS CHIEDE LA DISPONIBILITÀ AL DIALOGO DA PARTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIANA NELLO MUSUMECI

Ricevo e pubblico
dalla Segreteria generale SIFUS-CONFALI
Ernesto Abate e Giuseppe Fiore









FORESTALI, SIT-IN DAVANTI LA PRESIDENZA DELLA REGIONE


Dal sito www.lagazzettadisicilia.it

di Gioacchino Bosco - 28 Marzo 2019
Piazza Indipendenza. I forestali tornano in presidio per denunciare la tanto conclamata stagione di riforme che dal governo regionale stenta ad arrivare, soprattutto con riferimento all’intero comparto che richiede una riforma organica dagli assessorati Territorio e Ambiente e Agricoltura. Sì una vera riforma. Fino a qualche tempo fa un’opportunità, oggi una necessità per rimettere ordine e porre fine al caos dell’inefficienza e dell’incertezza per migliaia di operatori forestali.

“Dopo aver atteso per oltre un anno dall’inizio del suo mandato – si legge in una nota pervenutaci dalla O.S.- senza aver compreso quale fosse la stagione propiziatoria, in data 14 marzo il SIFUS, con una mail a firma del segretario generale Maurizio Grosso, ha invitato il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e l’assessore all’agricoltura Edgardo Edy Bandiera, a ricevere la scrivente, per poter stabilire una calendarizzazione sia per il comparto Forestale che per quello della Bonifica. Nella richiesta si chiedeva riscontro entro il 25 marzo e nel caso contrario, si sarebbe proceduto con un presidio formato da una delegazione di lavoratori presenti a rotazione in Piazza Indipendenza, nel periodo tra il 26 ed il 29 marzo”.

I fatti e la presenza in piazza, dimostrano il silenzio assordante dalle stanze della Presidenza.
Ieri è calato il buio sul secondo giorno di presidio senza che vi sia stata percezione alcuna di disponibilità al confronto. Con gli operai c’era anche il deputato regionale Vincenzo Figuccia.
“È evidente che il SIFUS abbia riservato tolleranze e flessibilità al Governo rispetto agli impegni assunti in campagna elettorale – dice ancora Grosso – la nostra linea guarda ad un percorso di stabilizzazione mediante l’aumento delle competenze, la liquidazione separata dei debiti e il riempimento delle piante organiche.
La nostra organizzazione sindacale è lineare nelle proprie attività e con lo stile che gli si addice, chiede a questo Governo Regionale che mantenga gli impegni assunti, mostrando concretamente l’apertura a quella stagione di riforme, partendo proprio dalla pubblicazione della calendarizzazione e dalla tabella di marcia prevista nel corso del suo mandato politico”.
Ci risiamo. Oggi è il terzo giorno di presidio per uomini pieni di speranza, quella si che è l’ultima a morire.

Fonte: www.lagazzettadisicilia.it







LA STRANA PROPOSTA DI ZANDA, TESORIERE PD: “AUMENTIAMO GLI STIPENDI DEI PARLAMENTARI”

Luigi Zanda. Credit: ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Dal sito www.tpi.it

Di Giovanni Macchi 28 Marzo 2019
Aumentare lo stipendio dei parlamentari italiani, adeguandolo a quello dei parlamentari europei.

In una fase storica caratterizzata dal populismo e da un sentimento montante di ostilità nei confronti delle élite, la proposta suona quantomeno bizzarra. Eppure a formularla è il senatore del PD Luigi Zanda, nominato dal nuovo segretario Nicola Zingaretti tesoriere del partito.

Secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano, Zanda ha depositato la proposta lo scorso febbraio. Il testo in questione prevede uno “scatto” di stipendio per i parlamentari italiani, che arriverebbero a guadagnare tra i 16 e i 19mila euro al mese, in linea con i colleghi dell’Ue.

Un aumento considerevole, se si pensa che lo stipendio attuale è di 14mila euro.

Come scrive il giornale diretto da Marco Travaglio, la proposta prevede anche “un’indennità transitoria a carattere temporaneo, il cui diritto matura allo scadere del mandato (una sorta di liquidazione); una pensione di sostegno in caso di invalidità insorta nel corso del mandato; un trattamento differito per garantire agli ex parlamentari una meritata serenità al compimento del 63esimo anno d’età: insomma un vitalizio non di natura previdenziale, ma assicurativa, calcolato sul metodo contributivo”.

Zanda vorrebbe anche reintrodurre il finanziamento pubblico ai partiti, abolito nel corso della precedente legislatura dal governo a guida PD, ma sotto la forte spinta delle battaglie portate avanti dal Movimento Cinque Stelle.

Nell’idea del tesoriere PD, sarebbero circa 90 i milioni da suddividere tra i vari partiti durante i cinque anni di legislatura (circa 4 milioni l’anno per partito).

La proposta, come c’era da aspettarsi, è stata accolta con sdegno da parte del Movimento Cinque Stelle. Anche a sinistra, però, c’è chi considera la mossa del senatore PD decisamente troppo avventata in un momento storico come questo.

A fare ironia sulla proposta anche diversi intellettuali, tra cui Massimo Cacciari, che proprio sul giornale di Travaglio ha scritto: “Voi del Fatto avete cavalcato la questione degli stipendi dei politici con una cretina demagogia, ma oggi, ve ne posso dare atto, il senatore vi batte con una inutile idiozia”.

Stipendi dei parlamentari: quanto guadagnano deputati e senatori in Italia

Fonte: www.tpi.it







LAVORI PER 9 KM. MESSINA, AL VIA PULIZIA DEL TORRENTE FITALIA-ZAPPULLA. MUSUMECI: "RIDURRE RISCHIO INONDAZIONI". IL BLOG: SPERAVAMO IN UNA COLLOCAZIONE DEI FORESTALI E DELL'ESA


Dal sito messina.gds.it

27 Marzo 2019
Al via i lavori di pulizia del torrente Fitalia-Zappulla nel Messinese. La gara è stata aggiudicata dalla Cecim di Cotronei, in provincia di Cotrone, per un importo di 308 mila euro. La pulizia del torrente consentirà di rimettere in sicurezza il territorio.

"In questo modo non solo si mette in sicurezza il territorio, i centri abitati e le coltivazioni – commenta il governatore Musumeci - ma si riduce il rischio di inondazioni, nei tratti del corso d’acqua che presentano maggiori criticità e potenziale pericolo, a seguito dei rilievi e dei controlli effettuati dal Genio Civile di Messina".

L'intervento si estende per nove chilometri e tocca 7 Comuni: Torrenova, Capo d’Orlando, Mirto, Naso, Castell’Umberto, San Salvatore di Fitalia e Capri Leone. Oltre alla risagomatura dell'alveo si procederà alla rimozione dei detriti e del materiale ligneo che rende difficoltoso il passaggio dell'acqua. Si passerà poi al consolidamento e al decespugliamento.

Fonte: messina.gds.it











27 marzo 2019

IL GIORNO DELLE COMMISSIONI, IN 24 ORE VIA LIBERA A TRE RIFORME: ‘RIFIUTI’, ‘DIRITTO ALLO STUDIO’ E ‘PESCA MEDITERRANEA’. IL BLOG: MA QUELLA DEI FORESTALI È FINITA NEL DIMENTICATOIO?


Dal sito www.blogsicilia.it

di Manlio Viola - 27/03/2019
Tre grandi riforme approvate in due commissioni nel giro di 24ore, anzi poco meno. Svolta operativa all’Ars dopo una paralisi che dura da tempo. Ieri è stato il giorno delle approvazioni a sorpresa.

In Commissione Bilancio è arrivato il sì ai disegni di legge sulla “Riforma degli ambiti territoriali e nuove disposizioni per la gestione integrata dei rifiuti” e “Sicilia Pesca Mediterranea”.

“Finalmente è stata varata la riforma sui rifiuti, in linea con il cambio epocale dettato dall’attuale Governo, in rottura con il recente passato. Nello specifico, il lavoro portato avanti insieme all’Assessore Pierobon merita un elogio particolare perché blocca una situazione di paralisi in cui versa l’intero territorio siciliano”. A riferirlo al termine della seduta è il Presidente della II Commissione, on. Riccardo Savona, .

“Altro passo in avanti – conclude il Parlamentare – è stato il voto favorevole al ddl sulla Pesca in Sicilia, che ridisegna gli scenari per un comparto che per troppi anni è stato in ginocchio. Sarà destinato a valorizzare l’attività dei pescatori, attraverso un sistema normativo chiaro e in funzioni di concrete esigenze. Un ringraziamento particolare all’Assessore Bandiera e al Presidente della Commissione Attività produttive, Orazio Ragusa, che in sinergia con il Dirigente generale del Dipartimento Pesca della Regione, Dario Cartabellotta, hanno seguito l’iter dei lavori”.

“Con l’approvazione del ddl rifiuti è stato compiuto un altro passo avanti per riportare la gestione dei rifiuti in Sicilia nell’ordinario. Speriamo adesso che in Aula venga approvato in tempi rapidi per poi passare all’attuazione della nuova governance” commenta l’assessore regionale all’Energia e servizi di pubblica utilità, Alberto Pierobon, commentando l’approvazione in commissione Bilancio all’Ars del ddl sulla “riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni per la gestione integrata dei rifiuti”.

“Con questa norma del governo Musumeci – prosegue Pierobon – fissiamo una cornice normativa e rimettiamo ordine al settore da decenni in emergenza. Speravamo in un’approvazione unanime, confidiamo che per il bene dell’Isola si possa arrivare a un’intesa”.

In Commissione bilancio la maggioranza approfitta dell’assenza dei 5 stelle che disertano i lavori per protestare contro la presidenza Savona al quale chiedono di dimettersi dopo essere stato raggiunto da un avviso di garanzia

La riforma prevede l’istituzione di nove autorità d’ambito provinciali che avranno il compito di gestire il settore a livello territoriale. Gli obiettivi sono quelli di migliorare il servizio, aumentare la differenziata, rendere autonomi i territori, ridurre i costi di gestione e quelli in bolletta a carico dei cittadini.

Intanto, però, torna il rischio emergenza rifiuti che a Palermo è statao solo rinviato. “Accogliamo positivamente il decreto del presidente della Regione Musumeci che istituisce la struttura tecnica regionale per un confronto continuo fra Anci, SRR, associazione datoriali e sindacati, sulle problematiche gestionali. Adesso il governo ponga massima attenzione alla prossima scadenza dell’ordinanza regionale fissata al 31 marzo, per scongiurare l’elevato rischio di interruzione dei servizi di raccolta a partire dal primo aprile in molti comuni dell’Isola” dicono Dionisio Giordano segretario regionale Fit Cisl Sicilia e Pietro Caleca segretario regionale Uiltrasporti.

“Il decreto del 20 marzo, che avevamo ripetutamente chiesto, è un fatto concreto che consentirà almeno secondo le nostre volontà, un confronto continuo con Anci e le SRR, le imprese e i sindacati per dirimere le problematiche della gestione dei servizi e del personale”. “Valutiamo positivamente, dunque, la decisione del governo regionale di istituire un tavolo di confronto permanente sulle singole problematiche territoriali di gestione, di monitoraggio dei servizi e di verifica delle condizioni d’appalto”. “Resta la preoccupazione per la possibile interruzione dei servizi in diversi comuni dell’Isola dal primo aprile. Il prossimo 31 marzo infatti, scade l’ordinanza regionale sui commissariamenti di alcune SRR che non hanno ancora determinato il transito del personale dai vecchi Ato alle nuove società. L’impossibilità normativa di prorogare ancora con altra ordinanza alcuni commissari in quelle poche SRR che non hanno completato il passaggio dei lavoratori, mette a rischio la continuità dei servizi in diversi comuni dell’Isola, molti nella provincia di Palermo. Le indiscrezioni di queste ore indirizzano la soluzione verso la presa in carico della questione da parte delle Città metropolitane e dei Liberi consorzi, noi esortiamo il presidente Musumeci ad approvare con urgenza un decreto che possa consentire all’attuale sistema dei Commissari di portare a compimento il lavoro di passaggio di tutti i lavoratori aventi diritto”, concludono i due sindacalisti.

Tornando fra le aule di Palazzo dei Normanni qualche ora prima era arrivato anche il via libera in V Commissione dell’Assemblea Regionale Siciliana, con il solo voto contrario del M5S (qui, invece, presente), al disegno di legge sul diritto allo studio. Già da oggi, questo sarà finalmente pronto per affrontare l’ultima fase, cioè quella dell’approvazione definitiva in Aula.

L’assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale, Roberto Lagalla, dichiara piena soddisfazione per il risultato raggiunto:

“Per il governo Musumeci si tratta di un risultato importante che, attraverso un lavoro costante portato avanti in sinergia con tutti i membri della Commissione parlamentare, dà finalmente voce, dopo anni di stallo, al mondo dell’istruzione, grazie ad una legge che in Sicilia manca da sempre. Nonostante l’inaspettato voto contrario espresso dai rappresentanti del M5S, dopo i diversi contributi forniti durante i lavori di questi ultimi mesi, tutti i membri della Commissione, portando avanti l’unico interesse che è quello degli studenti siciliani, hanno espresso parere favorevole. Ci auguriamo, quindi, che il passaggio in Aula possa essere oggetto di contributi operosi, così come avvenuto nella fase di preparazione del testo, e confidiamo che in breve tempo la scuola siciliana possa finalmente essere dotata di una legge che equipara la Sicilia al resto delle regioni italiane”.

Raccolta rifiuti, “elevato rischio interruzione dei servizi da aprile” 

Via libera alla legge sul diritto allo studio, la V Commissione dell’Ars ha detto sì 

Musumeci picchia duro su Toninelli: “Abbia più rispetto per la Sicilia” (VIDEO INTERVISTA) 

E’ scontro duro M5S-Musumeci, Cappello: “Da Palazzo d’Orleans festival miserabilità” 

Massacro di norme all’Ars, governo battuto: salta la ‘presenza di genere nelle giunte’

Fonte: www.blogsicilia.it







IL 5 APRILE LA “GIORNATA PER LA RIFORMA FORESTALE”. ECCO TUTTI GLI APPUNTAMENTI IN PROVINCIA DI CATANIA


Dal sito nuke.flaicgilcatania.it

Prosegue il pressing dei sindacati sul governo regionale per ottenere la riforma del sistema forestale. I sindacati hanno deciso di organizzare per il 5 aprile la “Giornata per la riforma forestale”, che vedrà in tutti i comuni forestali della Sicilia, a partire dalle 17, l’occupazione simbolica dei Consigli comunali.

Hanno aderito in provincia di Catania i sindaci dei comuni di Ragalna, Belpasso, Nicolosi, Randazzo, Bronte, Maletto, Maniace, Adrano, Linguaglossa, Castiglione di Sicilia, Giarre, Fiumefreddo di Sicilia, Mascali, Calatabiano, Zafferana, Milo. Si punta a coinvolgere quanti più soggetti possibili con l’obiettivo di giungere in Sicilia a un’organizzazione del settore in grado di realizzare azioni efficaci di tutela del territorio e una forestazione produttiva che dia un contributo allo sviluppo. Tutto questo dando il giusto riconoscimento al lavoro svolto dai forestali organizzandolo in due sole fasce: 151 giornate e lavoro a tempo indeterminato.

TUTTI I LAVORATORI FORESTALI SONO INVITATI A PARTECIPARE PER FAR SENTIRE LA PROPRIA VOCE A FAVORE DELLA RIFORMA.

QUI Leggi il comunicato stampa




27 Marzo 2019














SIFUS CONFALI. VIDEOMESSAGGIO DELLA SECONDA GIORNATA DI PRESIDIO SOTTO LA PRESIDENZA DELLA REGIONE SICILIANA

Ricevo e pubblico
dalla Segreteria Generale SIFUS-CONFALI




IRF PALERMO. ACCREDITATI NEI CONTI CORRENTI UNICREDIT GLI ARRETRATI DEL NUOVO CONTRATTO



Accreditati nei conti Unicredit gli arretrati del nuovo Cirl, a seguire in tutti gli altri istituti bancari e/o postali. Ma il pagamento si riferisce al mese di ottobre. Quello di settembre avverrà con un altro accredito. 







PRESIDENTE MUSUMECI SVEGLIA! O DUE SOLI CONTINGENTI PER COME HA DETTO ANCHE IL SUO ASSESSORE, OPPURE NESSUN GIORNO DI RIPOSO. DECIDA LEI, MA DECIDA! NON POSSIAMO PIU' ASPETTARE



Vi chiediamo di rispettare gli impegni!









LE INTERCETTAZIONI. "COSÌ CI ARRESTANO.. PEZZO DI M..." PADRE, FIGLIO E I BOSCHI BRUCIATI

L'incendio che devastò San Martino delle Scale

Dal sito livesicilia.it

di Riccardo Lo Verso
Il retroscena che ha portato all'arresto di Pietro e Angelo Cannarozzo.

PALERMO - Il padre, Pietro Cannarozzo, nulla ha fatto per fermarlo. Anzi, in alcuni casi sarebbe diventato suo complice ed è stato arrestato assieme al figlio Angelo. La madre, invece, non lo ha coperto.

“Di sera verso le 23:00... lo vedevo rientrare di corsa in casa, scalzo e solo con gli slip - ha raccontato la donna ai carabinieri di Monreale - c'era un forte odore di bruciato... mi diceva di stare zitta, di farmi i fatti miei. Contestualmente vedevo propagarsi dall'esterno della mia finestra le fiamme alte nella montagnetta”. La montagnetta era quella di Boccadifalco, alle spalle della casa degli indagati, distrutta da un incendio doloso nel giugno 2017.





IL VIDEO

Del reato risponde Angelo Cannarozzo, finito in carcere, che aveva parole sprezzanti per il padre, a cui sono stati concessi i domiciliari, suo complice in numerosi furti. I due, il padre è un operaio del Servizio antincendio dell’azienda Foreste e territorio della Regione, si sarebbero appropriati di motoseghe e decespugliatori della Forestale, e di materiale in ferro da rivendere.


Le intercettazioni raccontano dei tentativi inutili del padre di convincere il figlio: “... così ci arrestano”. Angelo Cannarozzo non desisteva: “... scendi pezzo di merda, cornuto e sbirro che mi serve aiuto”; “... tu mi fai arrestare”; “... perché fai cose che non devi fare...”; “... i soldi mi servono a me...”; “... quando le faccio io ti devi stare zitto”. È finita davvero che i carabinieri, coordinati dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e del sostituto Alfredo Gagliardi hanno arrestato entrambi.
26 Marzo 2019


Fonte: livesicilia.it



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Monreale. Sono gli autori degli incendi di Piano Geli: arrestati padre e figlio. Uno dei due è un operaio del Servizio Antincendio dell’Azienda Foreste e Territorio della Regione. Il video






26 marzo 2019

CHIUSURA DELLA GIORNATA DI PRESIDIO. VIDEO MESSAGGIO DI MAURIZIO GROSSO SIFUS CONFALI

Ricevo e pubblico
dalla Direzione Generale SIFUS-CONFALI



SIFUS CONFALI: DA OGGI IN POI PRESIDIO SOTTO LA PRESIDENZA DELLA REGIONE SICILIANA PER RIVENDICARE SENZA SE E SENZA MA, NEI CONFRONTI DEL GOVERNO MUSUMECI, L'AVVIO DELLE RIFORME PRO STABILIZZAZIONE PER I LAVORATORI FORESTALI E DEI CONSORZI DI BONIFICA. FOTO

Dalla pagina facebook
Maurizio Grosso Sifus Confali
















MONREALE. SONO GLI AUTORI DEGLI INCENDI DI PIANO GELI: ARRESTATI PADRE E FIGLIO. UNO DEI DUE È UN OPERAIO DEL SERVIZIO ANTINCENDIO DELL’AZIENDA FORESTE E TERRITORIO DELLA REGIONE. IL VIDEO


Dal sito www.monrealenews.it

Uno dei due è un operaio del Servizio Antincendio dell’Azienda Foreste e Territorio della Regione. IL VIDEO

MONREALE, 26 marzo – Nella mattina odierna, su delega della Procura della Repubblica di Palermo, i Carabinieri della Compagnia di Monreale, in esecuzione di un’ordinanza del Gip presso il Tribunale di Palermo, hanno arrestato due persone, padre e figlio, poiché ritenute responsabili a vario titolo dei reati di furto pluri aggravato in continuazione e in concorso, peculato e incendio boschivo.

Si tratta di Pietro Cannarozzo, sessantaduenne, palermitano, operaio del Servizio Antincendio dell’Azienda Foreste e Territorio della Regione Siciliana e suo figlio Angelo, ventiseienne, palermitano.
Le indagini, svolte dai Carabinieri di Monreale sotto la direzione e il coordinamento della Procura della Repubblica di Palermo, sono nate a seguito di una serie di gravissimi episodi incendiari, di matrice dolosa, che hanno interessato la zona boschiva dell’agro di Monreale tra il mese di giugno e i primi giorni di agosto del 2017.

Le risultanze hanno consentito di individuare Angelo Cannarozzo quale responsabile degli incendi del 18 giugno, appiccato nel vallone alle spalle della via Torrente d’Inverno che distruggeva circa 5.000 mq di vegetazione, del 13, 17, e 25 luglio 2017, sviluppatisi in zona Piano Geli del Comune di Monreale, i quali hanno interessato diversi ettari di macchia mediterranea, richiedendo mirati e prolungati interventi per lo spegnimento delle fiamme. In particolare, l’incendio del 25 luglio è arrivato a minacciare le abitazioni presenti nell’area danneggiando altresì alcuni cavi elettrici con conseguente interruzione dell’erogazione di energia elettrica nella borgata.
Inoltre, è emerso anche che gli indagati hanno commesso una serie di furti, finalizzati all’accaparramento di materiale ferroso che poi veniva rivenduto, talvolta sottratto alle locali infrastrutture stradali senza alcuna remora per eventuali rischi per gli utenti delle strade. È emerso, inoltre, come Angelo Cannarozzo si sia impossessato anche di una telecamera con relativi fili di rame, installata dalla Polizia Giudiziaria per finalità investigative concernenti proprio gli incendi che avevano colpito l’agro monrealese.
Infine, Pietro Cannarozzo è stato trovato in possesso di diversi attrezzi agricoli (motoseghe e decespugliatori privati di matricole ed etichette identificative) di proprietà dell’Azienda Foreste e Territorio della Regione Siciliana, da lui sottratti approfittando del proprio incarico come operaio del Servizio Antincendio del predetto ente.




Fonte: www.monrealenews.it



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INCENDI DOLOSI A MONREALE, ARRESTATI OPERAIO FORESTALE ANTINCENDIO E IL FIGLIO. IL BLOG: PIENA FIDUCIA NELLA MAGISTRATURA. QUESTO SPAZIO HA SEMPRE PRESO LE DISTANZE DAI DELINQUENTI, LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DI OPERAI SONO PERSONE ONESTE! PURTROPPO LE PECORE NERE SONO DAPPERTUTTO


Dal sito www.lasicilia.it

26/03/2019 
Le indagini hanno consentito di individuare Angelo Cannarozzo come responsabile dei roghi dell'estate 2017

PALERMO - Scoperti i presunti autori di alcuni incendi dolosi che nel 2017 avevano distrutto ettari di verde nella zona di Monreale (Palermo). Si tratta di un operaio al Servizio antincendio dell’Azienda foreste e Territorio della Regione siciliana e del figlio 26enne. In manette sono finiti Pietro Cannarozzo e il figlio Angelo Cannarozzo, in esecuzione di un’ordinanza del G.I.P. presso il Tribunale di Palermo. Sono accusati, a vario titolo, dei reati di furto pluriaggravato in continuazione e in concorso, peculato e incendio boschivo. Le indagini, svolte dai Carabinieri di Monreale sotto la direzione e il coordinamento della Procura della Repubblica di Palermo, sono nate a seguito di una serie di gravissimi episodi incendiari, di matrice dolosa, che hanno interessato la zona boschiva dell’agro di Monreale tra il mese di giugno e i primi giorni di agosto del 2017.

Le risultanze hanno consentito di individuare Angelo Cannarozzo "quale responsabile degli incendi del 18 giugno 2017, appiccato in Palermo nel vallone alle spalle della via Torrente d’Inverno che distruggeva circa 5.000 mq di vegetazione, del 13, 17, e 25 luglio 2017, sviluppatisi in zona Piano Geli del Comune di Monreale, i quali hanno interessato diversi ettari di macchia mediterranea, richiedendo mirati e prolungati interventi per lo spegnimento delle fiamme - dicono i carabinieri che hanno condotto l’indagine - In particolare, l’incendio del 25 luglio è arrivato a minacciare le abitazioni presenti nell’area danneggiando altresì alcuni cavi elettrici con conseguente interruzione dell’erogazione di energia elettrica nella borgata".

Inoltre, è emerso anche che gli indagati hanno commesso una serie di furti, finalizzati all’accaparramento di materiale ferroso che poi veniva rivenduto, talvolta sottratto alle locali infrastrutture stradali senza alcuna remora per eventuali rischi per gli utenti delle strade. E’ altresì emerso come Angelo Cannarozzo si sia impossessato anche di una telecamera con relativi fili di rame, installata dalla P.G. per finalità investigative concernenti proprio gli incendi che avevano colpito l’agro monrealese. Infine, Pietro Cannarozzo è stato trovato in possesso di diversi attrezzi agricoli (motoseghe e decespugliatori privati di matricole ed etichette identificative) di proprietà dell’Azienda Foreste e Territorio della Regione Siciliana, da lui sottratti approfittando del proprio incarico come operaio del Servizio Antincendio del predetto ente.

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Comitato Pioppo Comune

Davano fuoco ai boschi attorno la conca d'oro. ARRESTATI Pietro Cannarozzo, 62 anni, palermitano, operaio Azienda Foreste e Territorio della Regione Siciliana e Angelo Cannarozzo, 26 anni, palermitano.




TRAPANI. PUBBLICATE NEL SITO DELLA REGIONE LE GRADUATORIE DEFINITIVE. AUGURI SINCERI AI NEO PROMOSSI. ECCO LA SITUAZIONE AGGIORNATA


Graduatorie Definitive 2019

Ambito Catania

Ambito Enna

Ambito Messina

Ambito Ragusa


Ambito Trapani


Graduatorie Provvisorie 2019


Ambito Palermo

Ambito Siracusa





"IL TEMPO E' SCADUTO", L'APPELLO-DENUNCIA DI NINO MARINO. IL 5 APRILE LA "GIORNATA SVEGLIAREGIONE! PER LA RIFORMA FORESTALE"

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Sicilia Uila















IERI SERA E' VENUTO A MANCARE PREMATURAMENTE UN COLLEGA TORRETTISTA DEL 3° DISTRETTO PALERMO, ANTONIO SCHICCHI. ALLA FAMIGLIA LE PIU' SENTITE CONDOGLIANZE DA PARTE DEL BLOG


Dolore e sgomento dai colleghi, amici e compagni della Flai Cgil: abbiamo perso un compagno di lavoro e di vita - dicono, sempre presente nelle mobilitazioni dei lavoratori per cercare di migliorare le condizioni lavorative di tutto il comparto.

Anche la Fai Cisl di Monreale, nel nome del Capo Lega Rosolino Salerno, esprime le più sentite condoglianze alla famiglia Schicchi per la perdita prematura dell'amico e collega Antonio, torrettista dis. 3.

Classe 1958 di Misilmeri

Il Blog si unisce a questo immenso e ingiusto dolore


Ciao Antonio
R.I.P.








SIRACUSA, ASSUNZIONI OPERAI FORESTALI. SI È SVOLTO IN AZIENDA FORESTE L'INCONTRO TRA I SINDACATI CONFEDERALI E IL NUOVO DIRIGENTE PROVINCIALE DOTT. GIANCARLO PERROTTA



Ricevo e pubblico
dal Responsabile Provinciale Uila –Uil per il settore Forestale
Gianni Garfì

Esito incontro odierno in Azienda Foreste con il nuovo Dirigente Provinciale Dottore Giancarlo Perrotta. In settimana saranno inviate alle sciche le richieste di assunzione per 112 unità interamente tra gli specializzati 151nisti. Le assunzioni non toccheranno tutti i comuni perché saranno evase in base a delle somme residue di progetti anno 2018 non completati infatti, saranno assunti per l'80% solo motoseghisti e muratori a secco, meccanici, fabbri, trattoristi e capi squadra; pochissimi braccianti agricoli. La settimana prossima scatteranno le visite mediche pre assuntive e l'inizio lavori è previsto per l'8 aprile. Tutto il resto dei 151nisti non assunti e tutti i 101nisti, compresi alcuni 78ttisti specializzati, saranno assunti a fine aprile con inizio lavori il 2 maggio per i viali parafuoco. Saluti. 
D. Bellinvia Flai Cgil, S. Cutrale Fai Cisl, G. Garfì Uila Uil Siracusa.







INCONTRO DELLO SNAF FNA PRESSO IL COMUNE DI MINEO (CT). SPIEGATO IL RIORDINO DI LEGGE DEL COMPARTO FORESTALE


Ricevo e pubblico
dal Segretario Prov.le dello Snaf Fna Catania
Franco Cupane

Appena concluso l'incontro con i colleghi forestali del comune di Mineo. Abbiamo spiegato il nostro riordino di legge del comparto forestale. Grande partecipazione dei colleghi, ma un grazie va al sindaco Mistretta, che ha sposato le idee dello Snaf Sicilia. A presto la prossima tappa, in attesa dell'incontro regionale a Catania previsto per il 12  Aprile.
Il riordino è necessario con idee concrete: contratto pubblico e collaborazione con tutti gli enti; stabilità lavorativa e economica per tutti i forestali siciliani.
CF. Snaf. Catania





UN GRANDE PINO APRILE A "MADE IN SUD" SPIEGA A OLTRE 2 MILIONI DI PERSONE LA VERITÀ STORICA SUL SUD E SULL'UNITÀ D'ITALIA. SACCHEGGI, MASSACRI, EMIGRAZIONE, ORGOGLIO

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25 marzo 2019

SIFUS: DOMANI PRESIDIO PER LA TUA STABILIZZAZIONE

Ricevo e pubblico
Dalla Segreteria Regionale SIFUS CONFALI








INCONTRO SIFUS - UST TRAPANI. ASSUNZIONI 151ISTI PER GIORNO 5 APRILE



Dalla pagina Facebook
Si.F.U.S. (Sindacato Forestali Uniti per la Stabilizzazione)

INCONTRO SIFUS - UST TRAPANI 25/03/19

- ASSUNZIONI 
Giorno 05/04 si svolgeranno le richieste per 151isti per circa 25 gg, immissione al lavoro lunedì 08/04.

Nella prima settimana di Maggio subentreranno i 101 isti e i 78 isti specializzati. 
Per l'assunzione degli altri 78 isti si aspettano ulteriori risorse e progettazione.

- STIPENDI PREGRESSI 
Dicembre entro la prossima settimana

- ARRETRATI CONTRATTUALI entro il mese di Aprile

G. Fiore
Pietro Di Giovanni Sifus
Renato Cucchiara






NON E' L'ARENA. MICCICHE' E CRACOLICI CONTRO IL TAGLIO DEI VITALIZI. MA SE NON LI TAGLIERANNO A PAGARE LE CONSEGUENZE PROBABILMENTE SARANNO ANCHE I FORESTALI, INFATTI LO STATO SI TRATTERRA' 70 MILIONI DI EURO CHE VERRANNO MENO AI SERVIZI. COSA NE PENSANO AL MERCATO DI BALLARÒ?

Miccichè va su tutte le furie 
e toglie il microfono alla giornalista


Nessuna macelleria sociale per i deputati 
che godono del vitalizio!



 Taglio dei vitalizi, cosa ne pensano 
al mercato di Ballarò 



Cracolici di taglio dei vitalizi non ne vuol sentir parlare, anzi farà ricorso alla Corte Costituzionale per mantenere questo diritto.



Se la regione non taglierà i vitalizi lo Stato si tratterrà
70 milioni di euro dal bilancio della regione,
quindi probabilmente tagli anche ai forestali








L'INTERVISTA A CLAUDIO FAVA, PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE ANTIMAFIA. "MUSUMECI, NON BASTA L'ONESTÀ. INDAGATI, NE VOGLIAMO PARLARE?"


Dal sito livesicilia.it

di Accursio Sabella
Le ultime inchieste e la massoneria, l'Ars, Lombardo e il governo regionale. Parla il presidente della commissione antimafia Claudio Fava

Indagini, arresti, piccoli e grandi scandali. La mafia, il voto di scambio, la massoneria. Sono stati giorni caldissimi per la politica e la cronaca giudiziaria siciliana. Dalle inchieste sulla Formazione professionale a quelle sulle elezioni nel Palermitano, fino all’ultimo “caso” svelato dalla Procura trapanese e che ha prodotto 27 arresti coinvolgendo deputati, ex deputati, assessori e poliziotti.
Il presidente della Commissione antimafia Claudio Fava nei giorni scorsi ha lanciato un appello: “Non nascondiamoci, ma affrontiamo la questione in parlamento”.

La questione, per l’esattezza, è la questione morale. Ci risiamo, onorevole Fava?

“Credo che dalla questione morale in realtà non siamo mai usciti. Ormai appare come un aspetto strutturale della politica siciliana. Più la trascuri, più questa diventa urgente. Pensare che tutto sia fisiologico, tacendo e sottovalutando, produce solo danni”.

È vero che i casi recenti sono tanti. Ma è anche vero che sono molto diversi.

“E anche a questo servirebbe una discussione aperta, trasparente. A distinguere le singole situazioni. Ma non si può nemmeno correre il rischio di minimizzare quello che sta accadendo, limitandosi a esaminare i casi uno per volta”.

E allora come si analizza questa situazione? Questo dilagare di inchieste e di indagati nella politica siciliana?

“Intanto tenendo ben a mente i numeri. Oggi, se non sbaglio, un quarto del parlamento è composto da deputati indagati. Non si può dire che la media rispecchi quella della società. Poi è chiaro che chi amministra è maggiormente esposto al rischio giudiziario. Ma insieme ai comportamenti solo superficiali, c’è molto altro”.

E la politica, dice lei, dovrebbe affrontare la questione a Sala d’Ercole.

“Certamente. Ne vogliamo parlare? Lo dico a Micciché e lo dico anche a Musumeci. Se non ne parliamo, se non ne discutiamo, se non abbiamo la capacità e l’occasione di distinguere e capire, non ci resta che lasciare lo spazio alla piazza, alle forche. E io non voglio né la piazza, né le forche”.

Lei fa riferimento a Musumeci. Anche, immagino, per il coinvolgimento in alcune inchieste di quattro suoi assessori.

“Certamente. Musumeci non può far finta di niente, come se non fosse lui il presidente. Questi fatti rischiano di minare l’autorevolezza di una giunta che non può lavorare accompagnata da questi dubbi”.

A cosa può portare una discussione in parlamento?

“L’obiettivo è proprio quello di discuterne. Poi è chiaro che l’Ars non può sostituirsi alle Procure. Le faccio un esempio”.

Prego…

“… uno degli argomenti da affrontare sarebbe quello che riguarda un assessore in carica. I fatti contestati a Lagalla riguardano la sua precedente attività di rettore, quindi non hanno a che vedere col suo attuale ruolo politico. Ma possiamo chiederci se ‘regalare’ una borsa di studio sia oppure no un problema morale?”.

Torniamo a quel punto: distinguere i casi l’uno dall’altro.

“Certo. È ovvio che il caso di un deputato, in quel periodo addirittura componente della commissione antimafia, che crea una loggia utile a tenere in piedi affari e spartizioni di nomine sia assai diverso da altre vicende”.

A proposito: Lo Sciuto non è l’unico deputato che abbia fatto parte della Commissione antimafia a essere stato raggiunto da una indagine e da accuse molto gravi. Che segnale è questo? Il fatto che gli indagati possano sedersi anche in una Commissione che dovrebbe rappresentare la garanzia massima all’interno del parlamento siciliano?

“Il problema è uno: la commissione Antimafia, come le altre commissioni, rispecchia il parlamento stesso. Sono i partiti a indicare i componenti della commissione stessa. In Antimafia, quindi, può esserci una quota ‘fisiologica’ di indagati, rispetto all’intero parlamento. Però anche qui dobbiamo fare molta attenzione: una cosa è la vicenda di Lo Sciuto, altra cosa sono le vicende, ad esempio, di Pellegrino e Lupo, che si sono anche autosospesi dalla commissione”.

Cosa l’ha impressionata maggiormente di questa inchiesta trapanese?

“Una spregiudicatezza che non ha paragoni. E che, proprio per questo, ci deve spingere a non fare di tutta l’erba un fascio. E a discuterne apertamente, lo ripeto”.

Anche di massoneria, immagino. Lei è stato il promotore di una legge per chiedere ai massoni in politica di venire allo scoperto. Alla luce di queste indagini, quella legge appare di stretta attualità.

“Evidentemente avevo ragione. E vorrei precisare una volta di più che non è una legge contro l’istituto della massoneria, ma contro l’uso distorto che a volte si fa di alcuni principi di questa associazione. A cominciare dall’obbedienza e dalla segretezza che diventano, per alcuni, il collante utile a tramare, a trafficare”.

I gruppi ristretti, le associazioni e le lobby che influenzano la gestione della ‘cosa pubblica’. Qualcosa in comune col cosiddetto ‘sistema Montante’ che avete descritto pochi giorni fa nella relazione conclusiva della commissione Antimafia?

“Sì, la logica è più o meno la stessa del cerchio magico di Montante che però era assai meno rozzo del ‘cerchio minimo’ di Lo Sciuto. Il tratto comune è però l’esistenza di un luogo occulto nel quale portare, dopo averle rapinate dai loro legittimi luoghi, le funzioni pubbliche”.

Un vecchio dilemma si ripropone alla luce delle ultime inchieste. Di chi è davvero la colpa di questa situazione generale? Possibile che la responsabilità sia solo del politico e dell’amministratore e mai del cittadino che li sceglie, a volte svendendo il proprio voto?

“La colpa è, in generale, di chi ritiene che tutto abbia un prezzo e che tutto possa essere venduto. Esiste però un ceto politico che è stato già condannato dalla storia e che invece continua a ricevere una legittimazione. Manca la capacità della politica di avere una funzione, un ruolo autonomi”.

Ci può spiegare meglio?

“Sì, lo faccio con un esempio. A un ex presidente della Regione come Raffaele Lombardo è stato concesso di ‘dare le carte’ anche nel corso di questa legislatura. Tutti lo sanno, tranne gli idioti. So che non gradirà queste parole, ma è così. E ovviamente, in questa operazione non è da solo”.

A chi si riferisce?

“Penso a chi issa continuamente le bandiere dell’onestà e poi le ammaina di fronte ai capibastone”.

Si riferisce al presidente Musumeci?

“Certo, mi riferisco a lui. L’onestà va declinata anche sapendo, ogni tanto, dire di ‘no’”.

Fonte: livesicilia.it