L'obiettivo dei sindacati

è quello di arrivare ad ottenere 2 contingenti:

Oti e 151nisti.

Obiettivo condiviso anche dai due assessori!

Ecco allora quanto manca

per la presentazione della riforma:






07 dicembre 2019

FORESTALI. CHIUSA SCLAFANI, FIGUCCIA: "CANTIERE FIORE ALL'OCCHIELLO PREMIATI GLI OPERAI. VIDEO

Ricevo e pubblico
dall'On. Figuccia


Leggi anche: 






ELEZIONE. LA FLAI CGIL CATANIA SI RINNOVA. ECCO LA NUOVA SEGRETERIA


Dal sito catania.livesicilia.it

Alla presenza del segretario nazionale Mininni.

CATANIA - A seguito dell'assemblea generale della Flai Cgil Catania tenutasi ieri mattina nel Salone Russo, è stata eletta all'unanimità la nuova segreteria. Ad affiancare il segretario generale Pino Mandrà, saranno Nino Calandra, Angela Battista, Claudio Petralia e Grazia Arcodia. Ai lavori di oggi hanno preso parte Giovanni Mininni, segretario generale della FLAI nazionale, Giacomo Rota segretario generale della Camera del lavoro di Catania, Tonino Russo segretario generale FLAI Cgil Sicilia.
07 Dicembre 2019

Fonte: catania.livesicilia.it






06 dicembre 2019

SICILIA, A RISCHIO FONDI UE PER UN MILIARDO! LA LETTERA SHOCK E LE TUTTE GARE «IRREGOLARI»


Dal sito www.lasicilia.it

06/12/2019 - 15:49di Mario Barresi
Fesr, Agenda urbana, Poc, rifiuti, porto di Gela: risorse in bilico e progetti con criticità

BRUXELLES - Se dentro questi palazzoni di vetro (tutt’altro che sterilizzati da sprechi e caste), fra una mozione sulla barbabietola lituana e un tentativo di regolamentare la misura di sardine e acciughe pescate nell’Adriatico, la Sicilia è considerati meno affidabile della regione bulgara dello Yugozapadanen, magari un motivo ci sarà.

La narrazione dell’Isola incapace a spendere i fondi comunitari è ormai da anni un classico della letteratura mittleuropea. Gli sforzi per fare meglio - e anche qualche risultato, numeri alla mano - da un paio d’anni ci sono. Ieri, a Bruxelles, Gaetano Armao annuncia un risultato già risaputo, ovvero che «dalla Commissione europea è arrivata la conferma che è stato scongiurato il pericolo di perdere 112,5 milioni di euro, che avremmo dovuto riversare dal bilancio regionale» alle casse Ue per il progetto della tratta ferroviaria Palermo-Punta Raisi.

Ma non s’è risolto uno dei problemi più spinosi del rapporto Palermo-Bruxelles: l’interruzione dei rimborsi da parte dell’Ue sul Programma operativo Fesr Sicilia 2014-2020. In gioco circa 600 milioni di risorse da accreditare, sospese perché la Commissione non ha ancora ricevuto una risposta alle istanze sollevate nei mesi scorsi. Marc Lemaître, direttore generale delle Politiche regionali, ha chiaramente parlato di «evidenti elementi di prova che evidenziano carenze significative nel funzionamento del sistema di gestione e controllo del programma in questione».

Nella lettera (su cui erano circolate indiscrezioni di stampa, ma che La Sicilia ha potuto finalmente consultare) si elencano le «necessarie rettifiche finanziarie per le carenze» e le «irregolarità dei sistemi esistenti in passato», del Fesr siciliano. A partire dall’uso, «con una procedura molto generica» dei cosiddetti “progetti retrospettivi”: si spostano le risorse europee da progetti in forte ritardo o a binario morto su opere in corso, spesso in fase avanzata, già finanziate con altre risorse nazionali. È il metodo con cui la Regione è riuscita a raggiungere, nel 2018, il target di spesa.

In quest’ambito la Commissione segnala che «una delle operazioni campionate» (ovvero il progetto per gli impianti di potabilizzazione di Vulcano e Lipari) era «fisicamente completata prima che la domanda per l’ammissione a finanziamento fosse trasmessa». Come dire: retrospettivi sì, ma c’è un limite. Nella nota si citano anche «irregolarità sugli appalti, non identificate dalle verifiche» della Regione per 4 degli 8 progetti controllati: l’allestimento dei centri funzionali di Protezione civile, il raddoppio ferroviario Palermo Carini Tratta B, le opere fognarie di Aci Castello e la riqualificazione urbana di Bronte. Tutte criticità superabili e in parte anche superate, tant’è che a Palermo c’è ottimismo sullo sblocco dei vecchi pagamenti.

E il target di spesa Fesr del 2019? Su questo punto (e non solo), mercoledì pomeriggio, c’è stato un incontro informale fra l’europarlamentare Ignazio Corrao e il deputato regionale Luigi Sunseri con Pasquale D’Alessandro, responsabile per l’Italia alla Dg “Regio” della Commissione europea. Col dirigente Ue, da quanto trapela dai due esponenti del M5S, sarebbe emerso «un quadro preoccupante sul fronte della spesa dei fondi Ue e sull’alta probabilità dell’ennesimo fallimento degli obiettivi della programmazione 2014/2020 per la Sicilia».

Eppure la Regione in un cronoprogramma, inviato a Bruxelles qualche giorno fa, annuncia che nel target di spesa “N+3” del 2019, «nella migliore delle ipotesi» non riuscirà a certificare soltanto una cinquantina di milioni su 1,1 miliardi. «Non è una bella notizia perdere decine di milioni in una prospettiva ottimistica, ma è più plausibile - afferma Sunseri - che alla fine le risorse perse potranno sfiorare i 100 milioni». La spesa certificata, aggiornata a inizio dicembre, è di 733.804.208,05 euro. Particolarmente in affanno, secondo quanto risulta a Bruxelles, i progetti delle Attività produttive.

Un altro aspetto critico riguarda la riprogrammazione di risorse Fesr. E in particolare i 280 milioni del Poc (Programma operativo complementare) approvato dalla giunta regionale nel febbraio 2018. «Per rendere queste risorse disponibili e spendibili c’è bisogno di una delibera Cipe», ricordano i due esponenti grillini di Bruxelles e Palermo. Pronti ad assumersi la responsabilità politica del M5S al governo di Roma: accelerare l’iter, ma soprattutto evitare il “gioco delle tre carte” (con illustri precedenti nel passato) in cui vengono riciclati, come se fossero nuovi, soldi già disponibili. E il rischio che il Poc finisca nel grande calderone del Piano per il Sud potrebbe esserci. La denuncia qui non basta, serve anche una moral suasion sul governo Conte.

E poi la corsa contro il tempo per evitare di perdere i circa 150 milioni per la nuova darsena commerciale del porto di Gela. La Regione non avrebbe ancora inserito l’opera, nonostante le sollecitazioni della Dg “Regi”, nella cosiddetta “Scheda grandi progetti». Non c’è da cullarsi più di tanto: «Attualmente - ricorda Corrao - la posizione della Commissione europea è quella di confermare lo stop agli investimenti per la portualità nel 2021/27. Quindi ci troviamo all’ultima chiamata per i porti siciliani».

Senza dimenticare un evergreen siciliano: l’immondizia. «È venuto fuori - rivela Sunseri - che, a fronte del via libera a circa 60 milioni per impianti di compostaggio e centri comunali di raccolta, l’Europa tiene bloccati altri 52 milioni, che servirebbero per realizzare Tmb (tecnologie di trattamento meccanico-biologico, ndr) a causa della mancata adozione, da parte della Regione, del Piano rifiuti». In questo caso la clessidra consumerà i suoi granelli fino al 2021. E poi sarà addio ai fondi per la Sicilia.

Dal confronto di Corrao e Sunseri con il super burocrate Ue emergono ulteriori «pessime notizie», che riguardano le cosiddette “risorse territorializzate” (ovvero quelle non gestite direttamente dalla Regione) che ammontano a 631.239.457 euro, soprattutto dentro l’Agenda urbana. «I Comuni che hanno il ruolo di autorità di gestione sono ben oltre la concezione di ritardo negli impegni, gare e avvisi, nella spesa e naturalmente nella certificazione», rivela Sunseri, auspicando una «cabina di regia regionale».

E infine una buona nuova. O, quanto meno, una nuova prospettiva. Per superare un limite imposto dalla Commissione europea alla percentuale di spesa ammissibile per infrastrutture, già di fatto tutta impegnata dalla Sicilia per la strada statale Agrigento-Caltanissetta e per gli anelli ferroviari di Catania e Palermo. E allora dallo staff di Corrao viene fuori una strategia possibile: «Considerare le opere di viabilità secondaria non come un mero rifacimento stradale, ma come azione contro il dissesto idrogeologico, di messa in sicurezza».

Un primo strumento operativo potrebbe essere la cosiddetta “riserva di efficacia” con decine di milioni riprogrammabili nell’Obiettivo tematico 5 del dissesto idrogeologico. In attesa di sapere come andrà a finire, è rassicurante l’approccio politico di Corrao (che non ha mai nascosto il suo rispetto per «il profilo istituzionale» di Nello Musumeci) su un «piano condiviso per recuperare risorse dopo anni di sbagli». In ballo oltre un miliardo di fondi a rischio. Con il dirigente D’Alessandro, ricorda l’eurodeputato, «abbiamo condiviso strategie precise per chiudere nel migliore dei modi l’attuale programmazione 2014/20 e indirizzare in modo serio la prossima 2021/27, senza commettere gli stessi gravi errori del passato». Senza sconti per nessuno: «Continuerò a far sentire il fiato sul collo del governo regionale e di quello nazionale, nonostante quest’ultimo sia in buona parte 5stelle». Un chiaro messaggio, prima di una birra di fine serata in Place du Luxembourg, anche per Giuseppe Conte e Luigi Di Maio.

Twitter: @MarioBarresi

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LAVORATORI AIB SIRACUSA. E’ AUTORIZZATA L’EMISSIONE DI UN ORDINE DI ACCREDITAMENTO PER IL PAGAMENTO DEL CHILOMETRAGGIO. DECRETO







MESSINA, LA FAI CISL INTEGRA LA SEGRETERIA, SABINA BARRESI: “RIFORMA SETTORE FORESTALE, PROSSIMO GRANDE OBIETTIVO”


Dal sito www.messinaindiretta.it

05 Dicembre 2019
Il punto della situazione attuale proiettandosi sul 2020 e sugli impegni che attendono il gruppo dirigente della Fai Cisl Messina e siciliana. Il Consiglio Generale della Fai messinese, tenutosi alla presenza del segretario generale regionale Pierluigi Manca, del segretario generale della Cisl Messina Tonino Genovese e del segretario generale provinciale Sabina Barresi, ha voluto fare sintesi di un 2019 proficuo, dove non si sono registrati i gravi disagi degli anni precedenti che hanno penalizzato il settore, soprattutto dei forestali. «Abbiamo messo in campo delle azioni in maniera pragmatica e questi sono i risultati – hanno sottolineato il segretario regionale Pierluigi Manca e la segretaria generale della Fai Cisl Messina Sabina Barresi – con l’assessore regionale stiamo lavorando per la riforma del comparto forestale e abbiamo firmato la costituzione del comitato paritetico previsto dal contratto e adesso siamo pronti a discutere della riforma complessiva che contiamo di avere in forma definitiva entro la fine del prossimo febbraio e c’è un impegno formale del Governo per lavorare da subito sul testo». Forestali ma non solo, perché interessati ad un processo di riforma ci sono anche i consorzi di bonifica. «Sulla Forestale chiedevamo da anni una riforma – ha continuato Manca – così come sui consorzi di bonifica per i quali è in programma un incontro con l’assessore per arrivare, anche qui, ad un testo di riforma che sia condiviso». La Fai Cisl, poi, si prepara al periodo più importante dell’anno, quello in cui la presenza sul territorio è fondamentale. «Stiamo già lavorando per essere pronti alle richieste dei lavoratori che avranno bisogno del nostro aiuto per la disoccupazione agricola – hanno detto Manca e Barresi – il progetto organizzativo che ci vede presenti in maniera più forte sul territorio sta dando i suoi frutti, nei prossimi giorni ci saranno degli incontri con la Cisl, Inas e Caf per dare servizi ai lavoratori ed informarli non solo sulla disoccupazione agricola ma anche sulle assicurazioni previste dai contratti e sulle pratiche per gli infortuni. Sono tante le cose da fare ma abbiamo una squadra forte e coesa, siamo pronti a fare buon lavoro per allargare la nostra base di associati». E la squadra della Fai Cisl di Messina si è infatti rafforzata: il Consiglio generale ha eletto in segreteria Gaetano Merlino che affiancherà la segretaria generale Sabina Barresi e il segretario territoriale Gino Lunghitano.









BUONE NUOVE DAL DIRIGENTE DEL COMANDO CORPO FORESTALE

 Dott. Filippo Principato, Dirigente Generale del Corpo Forestale Regionale

Ricevo e pubblico da
Enzo Latona
Lti Agrigento

Condivido una considerazione personale perché a volte capita di incontrare persone che vogliono semplificare invece di complicare le cose.
Stamattina ho avuto modo di incontrare il Dirigente Generale del Corpo Forestale dott. Filippo Principato per fargli gli auguri e ringraziarlo di essersi dedicato alla questione annosa dei ritardati pagamenti dei salari ed avere trovato una efficace soluzione per la maggiore puntualità nella retribuzione agli Lti e anche agli Ltd. 
Il dott. Principato ha fatto sapere che sta lavorando per rendere ancor più immediata l'erogazione delle paghe non solo degli Lti ma anche degli Ltd. Ha poi aggiunto che le scadenze di legge sulla suddivisione dei fondi con il Dipartimento Rurale sono già state rispettate, grazie anche al fatto che il Governo Regionale anche quest'anno andrà in deroga, in caso di bilancio provvisorio, per l'uso delle risorse destinate al settore. È questa una grande novità ed è la prima volta che tale suddivisione viene fatta prima che finisca l'anno. Ciò semplifichera' l'approvazione e l'operatività della nuova Perizia Lti. Noi speriamo vivamente che il dott. Principato possa essere riconfermato nel suo incarico di Dirigente Generale del Corpo non soltanto perché conosce bene e dal di dentro l'amministrazione forestale, come dimostra la soluzione dei problemi rimasti a lungo irrisolti, ma anche per l'impronta sociale che contraddistingue la sua azione.
Auguri Direttore!
Enzo Latona
Lti Agrigento







SIRACUSA. AVVISO PER LAVORATORI FORESTALI 78ISTI CHE NON POTRANNO RAGGIUNGERE LE GIORNATE DI CONTINGENTE



Dalla pagina Facebook
Antonio Galioto
Ugl Siracusa

Avviso lavoratori forestali contingente 78 giorni: Si è svolto incontro con il Dirigente provinciale dell'Azienda Forestale dalla quale è stato raggiunto accordo che tutti i lavoratori che a causa piogge ecc. ecc. che non potranno raggiungere 78 giorni al 31 dicembre c.a. Dovranno presentare apposita richiesta di svolgere un ora e mezza in più al giorno, ciò consentirà il raggiungimento di 78 giorni si fini previdenziali e assistenziali. Azienda invierà la circolare a tutte le OO.SS in allegato modello di richiesta.






FORESTALI. CHIUSA SCLAFANI, FIGUCCIA: "CANTIERE FIORE ALL'OCCHIELLO PREMIATI GLI OPERAI


Ricevo e pubblico
dall'On. Figuccia

"Continua il nostro impegno a sostegno dell'intero comparto. Oggi la mia presenza nel cantiere di Monte Lucerto, nei pressi di Chiusa Sclafani, mi rende testimone di uno spaccato meraviglioso, fiore all'occhiello nella gestione e nell'impegno dei forestali che hanno ripulito il sottobosco dalle sterpaglie e hanno messo in sicurezza il territorio - a dirlo è Vincenzo Figuccia deputato dell'Udc all'Ars e leader del Movimento Cambiamo la Sicilia che prosegue - purtroppo le problematiche sono sempre le stesse e non si può di certo soprassedere innanzi alla condizione di chi come coloro i quali ho incontrato oggi, lavora solamente 78,101 o 151 giornate l'anno. Dopo quarant'anni di precariato solo in questo paese si può assistere ad un simile scempio. Mi batterò perché questa gente possa essere avviata a processi di stabilizzazione che da anni vengono rivendicati. Abbiamo tra l'altro avuto occasione di verificare come il caso dell'operaio di Palazzo Adriano che era stato trasferito, è stato un mero equivoco e pertanto tornerà presto in cantiere. Per questo, voglio lanciare un accorato appello che sono certo sarà accolto, a tutti i direttori dei cantieri perché si lavori in sinergia e armonia con gli operai impegnati ogni giorno nella salvaguardia del nostro territorio".






ANTINCENDIO PALERMO. ACCREDITATO NEI CONTI UNICREDIT IL MESE DI OTTOBRE, A SEGUIRE NEGLI ALTRI ISTITUTI DI CREDITO


Accreditato nei conti Unicredit gli stipendi dei lavoratori antincendio della provincia di Palermo, a seguire negli altri istituti di credito




COMITATO EUROPEO: VIOLATI I DIRITTI SOCIALI DEL CORPO FORESTALE


Dal sito ofcs.report

27/11/2019
IL LEGALE: “PROSSIMO PASSO IL DEPOSITO DI OLTRE 1.500 RICORSI ALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO”

Il Comitato europeo dei diritti sociali, con una decisione presa il 3 luglio e ieri resa pubblica, ha giudicato che l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato (CFS) nell’Arma dei Carabinieri viola i diritti sociali dei dipendenti che, divenendo personale militare, hanno perso le libertà sindacali prima garantite.
Bisogna ricordare che, con una riforma voluta nel 2016 dal Governo Renzi, il Corpo Forestale dello Stato, una polizia civile, è stato soppresso e la massima parte del suo personale trasferito all’Arma dei Carabinieri, così confluendo nell’ordinamento militare dove non è garantita una piena libertà associativa sindacale e si nega la partecipazione dei lavoratori alla contrattazione collettiva attraverso i propri rappresentati.
Contro questi aspetti della riforma, non appena era entrata in vigore, gli ex sindacati del personale (l’UGL-CFS ed il SAPAF) con i loro segretari Danilo Scipio e Marco Moroni, avevano deciso di rivolgersi al Comitato europeo, denunciando la violazione dei diritti riconosciuti della Carta sociale europea.
“L’importanza della decisione – commenta l’avvocato Egidio Lizza, che ha assistito le sigle sindacali in Europa – risiede nel fatto che il giudizio del Comitato europeo arriva dopo aver soppesato le sentenze della Corte Costituzionale intervenute in materia. Le due sentenze della Consulta, la 120/2018 e la 170/2019, che da un lato avevano riconosciuto una limitata libertà sindacale nell’ordinamento militare e dall’altro ritenuto legittimo il transito in tale ordinamento dei Forestali, non sono evidentemente state giudicate sufficienti a garantire i diritti sociali minimi, che l’Italia dovrebbe garantire nel rispetto dei Trattati internazionali che ha sottoscritto in materia”.
Proprio a luglio la Consulta aveva giudicato l’accorpamento della Forestale ai Carabinieri non incompatibile con la nostra Costituzione.
“Lo è evidentemente ai sensi del diritto internazionale – continua il legale Lizza – cui il nostro Paese, quale membro del Consiglio d’Europea, deve pur conformarsi. Il prossimo passo è il deposito in massa dei ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo: abbiamo ricevuto oltre 1.500 mandati dagli ex membri del CFS intenzionati a chiedere conto al proprio Paese della violazione dei loro diritti e libertà fondamentali. Resta incomprensibile come, in una democrazia evoluta, si sia potuta concepire una riforma che ha militarizzato, d’emblée e contro la propria volontà, oltre 7.000 dipendenti civili”.
Intanto, diversi sono i progetti di legge presentati in Parlamento per il ripristino del Corpo Forestale dello Stato: da quello dell’on.le Maurizio Cattoi (Movimento 5 Stelle), a quelli dell’on.le Silvia Benedetti (Gruppo Misto), dell’on.le Luca De Carlo (Fratelli d’Italia) e dell’on.le Claudio Barbaro (Lega).
“Occorre che la politica faccia definitivamente propria l’esigenza di ripristinare un corpo di polizia civile specializzato nella tutela ambientale, imprescindibile presidio in un territorio sensibile come il nostro, tralasciando alcune trovate, come quella dei caschi verdi – conclude l’avv. Egidio Lizza – che avrebbero l’unico fine di portare definitivamente a segno un progetto creato con l’unico obiettivo di eliminare diritti e tutele per coloro che, da sempre, hanno tutelato il nostro territorio, gravemente discriminandoli”.



Il Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d’Europa (ECSR) è istituito allo scopo di determinare se la normativa e la pratica degli Stati membri sia in conformità con le norme della Carta sociale europea e dei suoi Protocolli.
La principale specificità della Carta sociale europea è che gli Stati si impegnano a considerarsi vincolati alle sue disposizioni. Possono essere presentati al Comitato reclami sulla violazione delle disposizioni contenute nella Carta da parte degli Stati.
I reclami possono provenire non dai singoli cittadini ma da organizzazioni rappresentative, ONG iscritte ad una particolare categoria ed altri soggetti pubblici.
Il Comitato esamina il reclamo e, all’esito di una procedura, prende una decisione sul merito del reclamo, che invia alle parti interessate e al Comitato dei Ministri in un rapporto, reso successivamente pubblico entro quattro mesi dall’invio.
Il Comitato dei Ministri adotta quindi una risoluzione, in cui, se lo ritiene appropriato, può raccomandare allo Stato di prendere specifiche misure per portare la situazione in linea con la Carta sociale europea.
L’avvocato Egidio Lizza è esperto di diritto internazionale ed opera a Roma e Strasburgo, garantendo assistenza legale sia dinanzi agli organi giurisdizionali italiani che agli organismi europei e, principalmente, la Corte europea dei diritti dell’uomo, la Corte di Giustizia UE ed il Comitato europea dei diritti sociali.

Comunicato Stampa

Fonte: ofcs.report



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NO ALLA SOPPRESSIONE DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO



Non si cancellano con un tratto di penna 197 anni di storia del glorioso Corpo Forestale dello Stato


Anche il nostro Blog ha aderito










SANZIONATI 4 SOGGETTI PER CACCIA ILLECITA, IL CABS CHIEDE UN RINFORZAMENTO DEL CORPO FORESTALE DELLA REGIONE SICILIANA


Dal sito newsicilia.it

05/12/2019
PALERMO – Apprezzamento da parte del CABS, un’organizzazione anti bracconaggio che opera attraverso i propri volontari per salvare i volatili, al corpo forestale della Regione Siciliana per aver provveduto a sanzionare quattro individui che sarebbero stati trovati a svolgere attività di caccia illecita nella zona D del parco dell’Etna.

“Apprezziamo l’intervento dei Forestali – ha commentato il CABS -. Molto, invece, ci sarebbe da dire sulle dichiarazioni riportate a nome del Presidente della Regione e dell’Assessore al Territorio e Ambiente”.

Stante quanto riferito nel comunicato della Regione Siciliana, i due uomini politici avrebbero altresì affermato sulla “capillare presenza dei nostri agenti nelle aree boschive di tutta l’Isola. Il loro impegno rappresenta una costante garanzia per assicurare la legalità e proteggere il territorio da gente senza scrupoli”.

Pronta la risposta del CABS. “Nulla da dire sull’impegno dei Forestali regionali – hanno affermato i protezionisti – ma per il resto andrebbe sottolineato come da decenni non vengono più banditi concorsi ed il personale, ormai di fascia di età alta, è inesorabilmente destinato al pensionamento. Che ne sarà poi dell’attività di vigilanza che, stante così le cose, definire ‘capillare’ ci sembra quantomeno inopportuno?”.

Secondo il CABS la Sicilia avrebbe bisogno di un urgente rinforzamento del personale del Corpo Forestale regionale oltre che un aumento di mezzi e attrezzature tecniche da impegnare nella lotta contro il bracconaggio e la difesa del territorio in generale.

Il CABS è un’associazione anti bracconaggio di volontari con sede a Bonn, la quale è attiva in Italia con numerosi nuclei, oltre che  a Malta, Francia, Spagna, Cipro e Libano.

Fonte: newsicilia.it






05 dicembre 2019

LA REGIONE NON SA QUANTI SOLDI HA IN CASSA, LA CORTE DEI CONTI CONTESTA UN SALDO NEGATIVO DA 110 MILIONI


Dal sito www.blogsicilia.it

di Manlio Viola e Ignazio Marchese - 05/12/2019
Ammontano a 3 miliardi di euro i fondi vincolati della Regione: una massa di denaro che il governo Musumeci non potrebbe utilizzare in presenza del disavanzo sui conti pubblici e che dunque, in base alla norma vigente, potrebbe appesantire ulteriormente la situazione finanziaria in vista della prossima manovra di bilancio. E’ quanto emerso nella pre-adunanza alla Corte dei conti in vista della parifica del rendiconto per il 2018 della Regione previsto il 13 dicembre.

“C’è da recuperare parecchio disavanzo, una buona parte secondo me già va recuperata sul bilancio di quest’anno. Spero che la Regione non produca ulteriori disavanzi” ha detto il procuratore della Corte dei conti, Maria Rachele Aronica, concludendo il suo intervento nella pre-adunanza pubblica. Relatori per conto della Procura Adriana La Porta e Luciano Abbonato.

Tegole che si aggiungono alle tante esistenti che vanno dai conti ai problemi politici, Sarà, infatti, incardinata solo la prossima settimana ed esattamente martedì 10 dicembre la legge voto per l’istituzione delle Zone Franche Montane. La norma, che riguarda ben 132 comuni dell’isola e che è al centro di una battaglia che dura da anni e che si è intensificata negli ultimi mesi, doveva vedere ieri sera il via al suo percorso d’aula dopo essere stata esitata dalle commissioni competenti ma l’Ars è stata ancora una volta rinviata dopo l’ennesima polemica. Sono ben sette le leggi all’ordine del giorno di martedì prossimo e il tempo per lavorare a queste norme è davvero poco.

Oggi, come accennato, è iniziato il percorso che porterà alla parifica del bilancio della Regione 2018 davanti alla Corte dei Conti nella giornata di venerdì prossimo 13 dicembre. La parifica di quel bilancio, quale che sia l’esito del lungo e travagliato percorso, sbloccherà la sessione di bilancio e da quel momento l’Ars dovrà dedicarsi alle questioni economico finanziarie che sono fondamentali.

Un percorso, fra riassestamento del bilancio parificato, variazioni del bilancio in corso, esercizio provvisorio e predisposizione del bilancio di previsione 2020, che durerà dal 13 dicembre probabilmente fino a tutto febbraio 2020 senza lasciare più spazio a nessun’altra norma. Da qui l’urgenza per le zone franche montane e magari per un’altra delle leggi in discussione mentre ormai appare veramente difficile che si torni a parlare della riforma dei rifiuti impantanata da mesi.

Intanto La Procura della Corte dei conti contesta alla Regione di non avere la piena contezza della propria cassa; a fine dell’anno scorso, secondo il rendiconto all’esame dei giudici per la parifica nella cassa regionale, ci sarebbero stati 314 milioni, ma i magistrati, che segnalano comunque una riduzione dell’ammontare di ben il 70% rispetto all’anno precedente, prefigurano uno scenario ben più drastico: la cassa sarebbe in negativo se si considerano i vecchi debiti di tesoreria non ancora pagati.

E’ solo uno dei temi affrontati nella pre-adunanza pubblica alla parifica del rendiconto del 2018 della Regione, previsto proprio per il 13 dicembre, alla quale per la Regione ha partecipato il ragioniere generale Giovanni Bologna.

La Corte ha sottolineato che il risultato di cassa, al netto dei pignoramenti, è pari a 124 milioni di euro. In realtà, secondo i magistrati, la cassa avrebbe chiuso in rosso poiché vanno computati anche i vecchi debiti di tesoreria non pagati pari a 234 milioni di euro. Il saldo, dunque, sarebbe negativo: – 110 milioni di euro.

Il saldo di cassa vincolata a valere sui fondi regionali sarebbe negativo per oltre 6 miliardi di euro e questo sulla base di quanto ricostruito dalla Corte dei conti, che non è riuscita ad avere dalla Regione le informazioni che aveva richiesto. E’ una delle tante anomalie emerse stamani nella pre-adunanza pubblica che si è tenuta alla Corte dei conti, in vista della parifica del rendiconto della Regione per il 2018. I magistrati hanno sottolineato che “a più riprese questa sezione ha tentato di ottenere riscontro da parte dell’amministrazione sulla quantificazione dei fondi regionali, non ottenendo alcuna risposta”.

“Abbiamo dovuto operare una ricostruzione con i dati ufficiali in nostro possesso e si è pervenuti a una quantificazione di un saldo in cassa da fondi regionali negativo pari a 6 miliardi e 5 mln – hanno evidenziato i magistrati contabili -. A fronte di questo corrisponde un saldo di cassa dei fondi vincolati da ricostituire abbastanza consistente”. Sul punto il ragioniere generale, Giovanni Bologna, ha impegnato l’amministrazione a fare chiarezza.

“Questo aspetto rimarrà come ultima grande questione da affrontare, oltre a quelle che ci auguriamo di avere risolto o in corso di soluzione – ha replicato Bologna -. Sulla cassa al di là del dato normativo e della obbligatorietà o meno della tenuta della cassa vincolata, sono convinto che una amministrazione debba avere sotto controllo tutte le voci che la riguardano per evitare che poi la mancata conoscenza esatta dei vincoli di cassa possa comportare una richiesta di restituzione di somme. E’ un punto che certamente sarà all’attenzione della ragioneria e di tutta la Regione. Speriamo di avere i primi effetti positivi in termini almeno di conoscenza nel 2019”.

La Procura della Corte dei conti ribadisce le sue perplessità sui fondi vincolati iscritti nel rendiconto per il 2018 dalla Regione: i magistrati contabili nella pre-adunanza alla parifica del rendiconto contestano i numeri che riguardano il fondo per i crediti di indubbia esigibilità, il fondo per le società partecipate e quello per il contenzioso. I magistrati contabili accusano la Regione di non avere prodotto i bilanci di nessuna delle società partecipate e di non avere contezza del contenzioso poiché non esiste una banca dati.

Da qui a venerdì prossimo sarà una lunga sequenza di giorni di lavoro alla ricerca di una difficile quadratura

Fonte: www.blogsicilia.it






DECRETO IRF CATANIA. AUTORIZZATA L’EMISSIONE DI ORDINE DI ACCREDITAMENTO PER PAGHE O.T.D. MESE DI OTTOBRE 2019






PROVINCIA PALERMO. ACCREDITATO IL MESE DI OTTOBRE PER I LAVORATORI DELLA MANUTENZIONE


Accreditato nei conti Unicredit gli stipendi dei lavoratori forestali della manutenzione.



BRACCONIERI NEL PARCO DELL’ETNA, DENUNCIATI


Dal sito www.informasicilia.it

04 Dicembre 2019 SI È TRATTATO DI UN’OPERAZIONE CONGIUNTA PORTATA A TERMINE DA UOMINI DEI DISTACCAMENTI DI BRONTE, MANIACE E RANDAZZO

Bracconieri nel Parco dell’Etna, denunciati. Cacciavano di frode. Operazione conclusa dagli uomini della forestale distaccamenti Bronte, Maniace e Randazzo.

Bracconieri nel Parco dell’Etna, denunciati. Tre bracconieri sorpresi e denunciati da agenti del Corpo forestale della Regione Siciliana.

Si è trattato di un’operazione congiunta portata a termine da uomini dei distaccamenti di Bronte, Maniace e Randazzo.

Nel corso dell’identificazione sequestrati ai cacciatori di frodo i fucili e le munizioni, consegnate alla Procura della Repubblica di Catania per la convalida.

I responsabili saranno sanzionati con una multa, di 1.856 euro.

Il presidente della Regione Nello Musumeci e l’assessore per il Territorio e ambiente Toto Cordaro esprimono plauso.

Gli amministratori regionali soddisfatti per questa ennesima azione di contrasto al bracconaggio da parte delle guardie Forestali.

Presidente e assessore evidenziano:

«E’ la conferma di quanto sia preziosa la capillare presenza dei nostri agenti nelle aree boschive di tutta l’Isola».

Musumeci e Cordaro concludono dicendo che:

«Il loro impegno rappresenta una costante garanzia per assicurare la legalità e proteggere il territorio da gente senza scrupoli».

Fonte: www.informasicilia.it






“MORÌ DURANTE UN’ESCURSIONE”, CONDANNA DA 560 MILA EURO PER L’ASSESSORATO ALL’AGRICOLTURA


Dal sito www.blogsicilia.it

L'INCIDENTE A CAVA GRANDE DI CASSIBILE

di Gaetano Scariolo - 04/12/2019
Una condanna pari a 560 mila euro è stata comminata dal giudice del tribunale di Catania nei confronti dell’assessorato regionale all’Agricoltura, allo Sviluppo Rurale ed alla Pesca. Il risarcimento, come previsto dalla sentenza, è stato assegnato ai familiari di Paola Dugo, deceduta nell’aprile del 1999 nel corso di una escursione nella riserva di Cava Grande di Cassibile.

La vittima, secondo la ricostruzione indicata nella sentenza, si trovava su un  sentiero aperto al pubblico e da un costone roccioso si staccò un masso che la colpì  in testa, “causandole la morte per l’emorragia causata dall’urto” si legge nel dispositivo del giudice. I familiari, a seguito del decesso, presentarono una denuncia contro il Dipartimento regionale azienda foreste demaniali, l’assessorato regionale all’Agricoltura, allo Sviluppo Rurale ed alla Pesca mediterranea, e la Regione.

Nella motivazione della sentenza, il giudice, alla luce della perizie dei consulenti, ha scagionato la Regione ed il Dipartimento, mentre “va affermata la responsabilità del solo l’assessorato regionale all’Agricoltura, allo Sviluppo Rurale ed alla Pesca mediterranea per omessa custodia del bene e per l’incidente occorso alla Dugo con il conseguente obbligo di risarcire il danno arrecato”.

Fonte: www.blogsicilia.it






04 dicembre 2019

DECRETO IRF PA. MANODOPERA LTD OTTOBRE 2019











RANDAZZO, CONTRADA SCIARONE, ASSEMBLEA LAVORATORI FORESTALI INDETTA DA FLAI CGIL E UILA UIL. ILLUSTRATA LA PROPOSTA DI RIFORMA DEL SETTORE FORESTALE


Dalla pagina facebook
FLAI CGIL Catania

Si è svolta ieri, martedì 3 dicembre 2019, un’assemblea sindacale dei lavoratori del settore forestale presso Contrada Sciarone di Randazzo, Parco dell’Etna, indetta da Flai Cgil e Uila Uil. Presente il Segretario generale della Flai Cgil di Catania Pino Mandrà, che ha illustrato la proposta di riforma del settore forestale. Costruttivo come sempre il confronto con i lavoratori, con proposte che puntano a valorizzare il territorio etneo e il patrimonio boschivo. Difesa e rilancio del settore forestale meritano una politica in grado di programmare e investire per rendere il bosco fattore di crescita e di occupazione stabile. “Per il nostro territorio, per i nostri giovani e per il nostro futuro. È giunta l’ora”.


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Regione, vertice sui forestali: “Entro tre mesi la riforma”. L'obiettivo dei sindacati è quello di arrivare ad ottenere 2 contingenti: Oti e 151nisti. Obiettivo condiviso anche dai due assessori!

Inizia il conto alla rovescia per la riforma forestale. Il governo condivide i due contingenti trasformando tutti i centocinquantunisti in lavoratori a tempo indeterminato e i settantottisti e centunisti a 151 giornate. Riordino entro il 21 febbraio 2020. Ecco il countdown







FORESTALE: COSTITUITO COMITATO REGIONALE PREVISTO DAL NUOVO CONTRATTO. SINDACATI: “IMPORTANTE SEDE DI CONFRONTO”



Palermo, 4 dic- Costituito presso l’assessorato regionale all’Agricoltura il Comitato paritetico regionale del contratto dei forestali. Una sede di discussione, salutata positivamente dai sindacati di categoria chiamati a farne parte,  con il compito di esaminare i programmi regionali d’intervento, analizzare le dinamiche occupazionali, la mobilità , esaminare e promuovere i bisogni formativi, svolgere attività di vigilanza sull’applicazione del testo unico sulla sicurezza, rivedere il proprio regolamento e formulare quelli dei comitati provinciali di prossima istituzione. “E’ la prima volta che si costituisce il Comitato- dicono i segretari generali di Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil regionali, Tonino Russo, Antonino Marino e Pierluigi Manca- , nell’ambito di un contratto rinnovato dopo 16 anni dall’ultimo, cui finalmente si va dando piena operatività. Riteniamo che possa essere una sede per affrontare le importanti problematiche della categoria, ma anche per cominciare a discutere della necessaria riforma del settore forestale”. Del Comitato fanno parte gli assessori regionali all’agricoltura e al territorio, Edy Bandiera e Totò Cordaro, il dirigente regionale allo sviluppo rurale, Mario Candore, Filippo Principato, del dipartimento corpo forestale  e i segretari generali di Flai, Fai e Uila Sicilia.





ADRANO (CT). GRAZIE ALL’UTILIZZO DEI LAVORATORI STAGIONALI FORESTALI È STATO POSSIBILE RIPULIRE ALCUNE AREE A VERDE DEL COMUNE


Dalla pagina Facebook
Ing. Elio Arcoria

A seguito della stipula di un accordo fra l’Amministrazione Comunale di Adrano e il Servizio XI Servizio per il Territorio di Catania (ex Azienda Forestale) è stato possibile ripulire alcune aree a verde del nostro comune quali la Villa Comunale, Piazza Immacolata, Piazza Giacomo Maggio, Piazza Falzone, Piazza del Popolo. Aiuole interne ed esterne della scuola media Mazzini dove inoltre si sono messe a dimora delle piantine, area circostante le casette in legno dove si svolgerà il mercatino di Natale) grazie all’utilizzo dei lavoratori stagionali forestali guidati dal Capo Operaio Giuseppe Bua.






UNICREDIT. RAFFA (FABI): “PIANO INDUSTRIALE CHE PREVEDE NON SOLO LACRIME E SANGUE PER IL PERSONALE, MA LA VOLONTÀ DI NON FARE PIÙ BANCA”


Ricevo e pubblico
dal Giornalista Filippo Virzì
Dipartimento Comunicazione & Immagine
Federazione  Autonoma  Bancari Italiani

UniCredit. Raffa (FABI): “Piano industriale che prevede non solo lacrime e sangue per il personale,  ma la volontà di non fare più Banca”

“Un piano da delirio quello presentato oggi dal Signor Jean Pierre Mustier che prevede 8.000 nuovi tagli di Personale e la chiusura di altre 500 filiali.

Bene hanno fatto i sindacati con in testa il Leader della più rappresentativa sigla dei bancari Lando Maria Sileoni che subito ha sparato a zero sui nuovi obiettivi fantasticati da Mustier”.

A dichiararlo è il Coordinatore regionale in Sicilia della FABI, Carmelo Raffa.

Il Segretario Generale della Fabi, Lando Maria Sileoni ha così risposto:

“Jean Pierre Mustier farà come Lakshmi Mittal per la ex Ilva di Taranto: chiederà uno scudo penale per Unicredit? Nel nuovo piano non è prevista alcuna assunzione e Unicredit è una banca nella quale le lavoratrici e i lavoratori hanno già fatto molti sacrifici: gli 8.000 esuberi inseriti nel nuovo piano industriale si andrebbero ad aggiungere ai 26.650 posti di lavoro tagliati a partire dal 2007. Stesso discorso per gli sportelli: ne sono stati chiusi 1.381 e Mustier ne vorrebbe chiudere altri 500, recidendo ancora di più il rapporto con la clientela e il legame col territorio.
Non c’è da sorprendersi per gli 8.000 esuberi, adesso proveranno addirittura a dire che sono 2.000 in meno rispetto a quei 10.000 che la stessa banca ha fatto filtrare a fine luglio. Ma il giochetto è banale e si smascherano da soli. Il piano industriale così com’è non può nemmeno essere preso in considerazione.

Mustier non ha realizzato un progetto che guarda alla crescita, allo sviluppo e al futuro, ma ha creato le condizioni per tagliare i costi così da aumentare gli utili che non riesce a produrre industrialmente, che in quattro anni saranno di 17 miliardi, e distribuire dividendi per 8 miliardi. La banca è destinata a galleggiare col rischio di essere mangiata al primo passaggio di squalo. Sono pronto a confrontarmi pubblicamente, anche in uno studio televisivo, con Mustier e chiedo alla politica di intervenire nell’interesse del Paese.”

“Dalla Sicilia che già ha subito tagli su tagli di sportelli bancari e il pesante ridimensionamento del personale  - conclude Raffa - non staremo ad osservare e quando chiamati alla protesta da parte di Lando Maria Sileoni faremo sentire la nostra voce anche sotto  l’Eliseo e indossando gilet azzurri”.





03 dicembre 2019

FORESTALI. FIGUCCIA: "PRESENTATA INTERROGAZIONE AL FINE DI AGEVOLARE ACCESSO AL COMPARTO ANTINCENDIO DEGLI OPERAI CHE APPARTENGONO ALLA MANODOPERA AGRICOLA"


Ricevo e pubblico
dall'On. Figuccia

"Il Piano per la difesa della vegetazione dagli incendi boschivi (A.I.B.) rappresenta il principale strumento di pianificazione strategica e di programmazione ai fini delle attività di prevenzione e lotta attiva contro il fuoco per la difesa del patrimonio boschivo e faunistico della Regione siciliana. 

La campagna antincendio solitamente, ogni anno, ha inizio a partire dalla seconda settimana del mese di giugno per concludersi durante il mese di ottobre dello stesso anno, ed è opportuno programmarla in largo anticipo per non farsi trovare impreparati". - A dichiararlo è l'on. Vincenzo Figuccia deputato Udc all'Ars e leader del Movimento CambiAmo la Sicilia -.

"Come ho avuto modo di constatare recandomi di persona in visita nelle postazioni di lavoro dislocate su tutto il territorio regionale, - prosegue Figuccia -
le criticità relative alla riuscita di una campagna antincendio risiedono nell’organico insufficiente correlata ad una mancanza di mezzi (autobotti) e strumentazioni di lavoro (vestiario, radio trasmittenti, ecc.)".

"Ad oggi l'Assessorato al Territorio facendo leva su una nota interna relativa l'idoneità professionale, nei fatti  preclude la possibilità di accesso al citato comparto agli operai che appartengono alla manodopera agricola aventi requisiti e diritti.

Ciò rappresenta - continua il deputato - un limite in quanto viene meno il convogliamento delle risorse umane disponibili atte a rimpinguare le carenze nella pianta organica del comparto A.I.B.
oltre tutto, viene bloccato il processo di svecchiamento necessario a rendere efficiente ed efficace l’azione di un comparto le cui mansioni richiedono una sana e robusta costituzione del lavoratore."

Per tali ragioni - conclude Figuccia - ho già inoltrato un'interrogazione parlamentare all'Assessore al ramo, al fine di agevolare l’accesso degli operai forestali aventi requisiti e diritti dalla manodopera agricola al comparto A.I.B. per fronteggiare la prossima campagna antincendio.
[12:25, 3/12/2019] Francesco Campa: Forestali, Figuccia: "Nuovo trasferimento, pronto a verificare le responsabilità"

"Quanto avvenuto al cantiere forestale Gebbia nei pressi di Palazzo Adriano, è assolutamente grave. Un altro trasferimento d'imperio nei confronti di un operaio 'reo' di essersi reso disponibile ad illustrare alla deputazione in visita, il lavoro sin qui svolto nel contrasto al dissesto idrogeologico. Si registra ancora una volta un atteggiamento autoritario fine a sé stesso che vuole imporre una visione di sudditanza verso quei lavoratori meritevoli e impegnati nelle tutele. Stavolta è toccato al forestale Castenzio Canale, un operaio modello che nel quotidiano si impegna per migliorare le condizioni lavorative dei colleghi ingessato da un clima di tensione che non può essere in alcun modo giustificato. Mi auguro che in questi giorni il dirigente preposto possa ravvedersi ritirando il provvedimento che di fatto, anche questa volta non ha alcun fondamento giuridico, diversamente sarò costretto ad accertarne personalmente le responsabilità"





FORESTALI, FIGUCCIA: "NUOVO TRASFERIMENTO, PRONTO A VERIFICARE LE RESPONSABILITÀ"



Ricevo e pubblico
dall'On. Figuccia

"Quanto avvenuto al cantiere forestale Gebbia nei pressi di Palazzo Adriano, è assolutamente grave. Un altro trasferimento d'imperio nei confronti di un operaio 'reo' di essersi reso disponibile ad illustrare alla deputazione in visita, il lavoro sin qui svolto nel contrasto al dissesto idrogeologico. Si registra ancora una volta un atteggiamento autoritario fine a sé stesso che vuole imporre una visione di sudditanza verso quei lavoratori meritevoli e impegnati nelle tutele. Stavolta è toccato al forestale Castenzio Canale, un operaio modello che nel quotidiano si impegna per migliorare le condizioni lavorative dei colleghi ingessato da un clima di tensione che non può essere in alcun modo giustificato. Mi auguro che in questi giorni il dirigente preposto possa ravvedersi ritirando il provvedimento che di fatto, anche questa volta non ha alcun fondamento giuridico, diversamente sarò costretto ad accertarne personalmente le responsabilità"








SIFUS CONFALI: QUI, QUO, QUA , L'ART. 13 E LE RISATE CHE LI SEPPELLIRANNO


Ricevo e pubblico
dal Segretario Regionale 
Sifus Confali Consorzi Bonifica
Ernesto Abate


Come sapete, nei giorni scorsi abbiamo inoltrato 9 diffide alle 9 ex aziende provinciali siciliane poiché non avrebbero previsto per i salari dei forestali che hanno prestato attivita lavorativa presso i fiumi (per la messa in sicurezza del territorio) l'incremento del 10% come da art.13 del contratto integrativo regionale.
La verifica che ci sia corrispondenza tra quanto sancito dal contratto e quello che riceve il lavoratore in termini di diritti, tutele e salario, rappresenta l'abc del lavoro quotidiano che un sindacato serio deve fare per i lavoratori.

Ebbene, questa nostra legittima presa di posizione, tra l'altro molto apprezzata dai lavoratori, è stata ritenuta, addirittura " ridicola" da qui ,quo, qua.

Qui, quo, qua in una nota, mentre ridono poiché le cose gli vanno a gonfie vele, ci ricordano che il contratto lo hanno sottoscritto loro dimenticando che il Sifus non lo ha voluto sottoscrivere poiche', a parte qualche " specchietto per le allodole" come l'art. 13 , il contratto in questione, e' peggiorativo del precedente in termini di diritti e tutele.
Solo per ricordare una delle tante porcherie contenute, il contratto sottoscritto da qui, quo, qua prevede 9 mila ora di permessi sindacali retribuiti profumatamente per i qui, quo, qua medesimi (ecco perchè ridono!), come ai tempi in cui i forestali erano oltre 30 mila e loro agivano (male) in regime di monopolio.

Ma poi cari qui, quo, qua cosa c'entra il fatto che avete sottoscritto il contratto con il fatto che non viene applicato l'art. 13?

Quante accordi, contratti, documenti, ecc, avete sottoscritto nel corso della vostra storia per farvi belli o per ottere qualcosa alle spalle dei lavoratori e non siete poi riusciti a farli applicare poiche' siete parte integrante del problema ossia del potere costituito?
Vi ricordate l'accordo del maggio 2009 col governo lombardo?
Quando mai siete riusciti a farlo applicare pur avendo dichiarato che voi lo avevate sottoscritto e voi lo avreste fatto applicare?
Cari qui, quo, qua, smettete di ridere poichè con l'art. 13 del Cirl, se non lo avete ancora capito, finirà come per l'accordo del 2009: lo avete sottoscritto ma non siete capaci di farlo onorare.
Tranquilli, continuate a ridere, ci pensiamo noi a far rispettare l'art. 13 e tutto quanto è funzionale agli interessi dei lavoratori.
però, state attenti, le risate vi seppelliranno.

Maurizio Grosso Sifus Confali


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I lavoratori forestali non abboccano!







I TORRETTISTI DEL 2° DISTRETTO PALERMO SEGNALANO L'ASSENZA DEL RADDOPPIO DEL PERSONALE ALL'INTERNO DELLE TORRETTE


di Michele Mogavero
Gli addetti alle torrette avvistamento incendi del 2° distretto Palermo, segnalano l'assenza del raddoppio del personale all'interno delle torrette. I torrettisti fanno presente con un documento spontaneo, che se nelle ore diurne dovessero verificarsi incidenti e/o malori più gravi di quelli accaduti in diverse occasioni del recente passato, non vi sarebbe possibilità alcuna di prestare immediato e tempestivo soccorso. Inoltre, la viabilità di servizio interna ai cantieri forestali, spesso dissestata gravemente, può compromettere e/o allungare la tempestività di accesso alle torrette in caso di emergenza sanitaria. I lavoratori ricordano che l'art. 45, comma 1 del D.lgs 81/08 dispone che il datore di lavoro adotta i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso ed assistenza medica di emergenza, stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni, anche per il trasporto di lavoratori infortunati. Quindi, una corretta e condivisa lettura di questa norma comporta (oltre al resto) il superamento del lavoro in solitudine e la compresenza di almeno due operatori formati e addestrati al primo soccorso. I firmatari della lettera chiedono che vengano poste le basi per il miglioramento nel tempo della sicurezza nelle torrette di avvistamento incendi, predisponendo sin da adesso i provvedimenti necessari affinchè già dalla prossima campagna antincendio si possa pervenire al raddoppio H24.

Il Blog ha da sempre affrontato tali problematiche del personale delle torrette, evidenziando i gravi incidenti, anche mortali di cui sono stati vittime. Ci domandiamo: si potevano salvare se ci fosse stata un'altra persona?
Con l'occasione ribadiamo che la sicurezza viene prima di tutto, e che quindi è arrivato anche il momento, che un uomo da solo in torretta non può più stare.

I rischi del lavoro in solitudine - Guida per i datori di lavoro e gli addetti alla sicurezza. 
Quando si lavora da soli si rischia di non ricevere un aiuto tempestivo in caso di infortunio o di fronte a una situazione critica. I lavoratori dispongono in ogni caso dell’esperienza necessaria a eseguire l’attività in tutta sicurezza. Bisogna garantire che le persone tenute a lavorare da sole ricevano un aiuto tempestivo in caso di infortunio o di fronte a una situazione critica. 
Importante: garantire che la persona tenuta a lavorare da sola sia idonea alla mansione e possa essere soccorsa in caso di bisogno.
Tratto dall'opuscolo edito da SUVA, che fornisce alcune utili indicazioni sui requisiti che devono soddisfare le persone tenute a lavorare da sole, sui posti di lavoro occupati da una persona sola e sul piano di emergenza da mettere in atto per la tutela del salute del lavoratore. Questo materiale informativo può fornire utili consigli per una corretta valutazione del rischio.

Un'organizzazione del lavoro la quale costituisce pur sempre una scelta aziendale che permetta o, addirittura, imponga ad un lavoratore di operare da solo va gestita in modo tale da garantire in modo efficace l’obbligo di tutela attraverso idonee misure organizzative e gestionali essendo tale obbligo parte integrante dei compiti gravanti sui soggetti della prevenzione in azienda, a partire dal datore di lavoro.
Tra le tematiche che sono più "sensibili" allo svolgimento "in solitario" del lavoro va annoverata senz'altro quella del soccorso del lavoratore isolato, anche essa priva di una specifica regolamentazione nell’ambito del “testo unico” di salute e sicurezza sul lavoro in modo che vi siano lavoratori “isolati” di permettere anche attraverso presidi tecnologici, di considerare l’eventualità che la persona sola abbia un malore organizzando i contatti con il 118 e, al contempo, permettendo che il lavoratore venga soccorso nel minor tempo possibile.

L'Art. 32 della Costituzione Italiana prevede che: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività"



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Messina. Antonio Bongiorno colpito da un infarto fulminante mentre era in servizio presso la torretta. Si poteva salvare se ci fosse stata un'altra persona? 

Mimmo Valenza torrettista di Monreale, circa trent'anni fà moriva in un tragico evento. Stava rifornendo il gruppo elettrogeno di carburante. Partì una scintilla e l’uomo venne avvolto dalle fiamme. Era da solo in torretta!

Nota delle Segreterie Provinciali di Flai, Fai e Uila, al Capo dell'Irf di Palermo: sicurezza del personale A.T.A.I. in servizio presso questo Ispettorato

L'uomo solo in torretta

Il secondo uomo in torretta

La nota di Giuseppe Costa sul documento presentato al “Servizio di prevenzione della salute negli ambiti di lavoro”

A proposito dei torrettisti. In torretta succedono anche gli incidenti, quindi è arrivato il momento che l'uomo da solo in torretta non deve più stare!

Prevenzione incendi. Il servizio del TG3 - buongiorno regione. L'intervista al Torrettista di Gibilmesi, Vincenzo Marino