20 novembre 2017

NOTA DELLE SEGRETERIE REGIONALI DI FAI, FLAI E UILA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA. VERGOGNOSO E INGIUSTIFICATO L'ATTACCO CHE UNO PSEUDO SINDACATO AUTONOMO HA FATTO NEI GIORNI SCORSI AI DIRIGENTI DEL DIP. SVILUPPO RURALE, DEL CORPO FORESTALE E DEI CONSORZI DI BONIFICA







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LA LETTERA DEL GENERALE DEI CARABINIERI FORESTALI GUIDO CONTI A MATTEO RENZI

Il generale Guido Conti, trovato morto la sera di venerdì 17 novembre a Pacentro in Abruzzo, nel 2016 scrisse una lettera a Matteo Renzi. Era l’epoca della pessima riforma Madia che aboliva il Corpo Forestale dello Stato. Leggendo la lettera si intuisce il risultato effettivo, se non ricercato, delle squallide riforme renziane: non tanto risparmiare qualche spicciolo – obiettivo completamente fallito – quanto picconare l’identità nazionale italiana fatta di provincie, scuola, Costituzione, tutela dei lavoratori e corpi militari con tradizioni bicentenarie di difesa del territorio e della natura.

Una lettera commovente e imbevuta di dignità e senso dello Stato: quello che manca totalmente a Renzi e alla sua cerchia. Lettera inevitabilmente caduta nel nulla del vuoto culturale e morale del Giglio Magico e del partito che lo ospita, organismo malato che nutre e protegge il parassita che lo divora. Nonostante l’accorato e commovente appello di un fedele servitore dello Stato infatti la pessima riforma Madia venne varata “con animo lieto e, mi consenta, assoluta misconoscenza”: le “cose buone” sono state gettate al vento da politicanti senza senso dello Stato, gente mediocre e incapace, ministri per meriti parentali. Gente di nessun valore che prevale su persone di valore come il generale Conti solo grazie alla forza dell’associazione di malfattori: letteralmente gente che si associa per fare male.

Qui la lettera del generale Guido Conti.




PS: per chi ancora non lo sapesse questi furono i primi, brillanti risultati dell’abolizione del Corpo Forestale dello Stato voluto da Renzi:



Fonte: scenarieconomici.it




NO ALLA SOPPRESSIONE DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO



Non si cancellano con un tratto di penna 193 anni di storia del glorioso Corpo Forestale dello Stato


Anche il nostro Blog ha aderito







OLTRE 140MILA ETTARI DI BOSCO ANDATI A FUOCO, MA OGGI È LA GIORNATA NAZIONALE DEGLI ALBERI. LA SICILIA UNA DELLE REGIONI PIU COLPITE


Realacci: col verde urbano bellezza e risparmi, meno gas serra e inquinamento

Mai così poco da festeggiare: il 2017 annus horribilis per la devastazione che ha divorato larga parte del patrimonio naturalistico italiano

20 Novembre 2017
Si celebra oggi in Italia la Giornata nazionale degli alberi – introdotta dalla legge per gli spazi verdi urbani, la n.10 del 2013 –, ma mai come in questo 2017 c’è così poco da festeggiare: secondo i dati elaborati da Legambiente (aggiornati al 30 ottobre scorso) sono andati in fumo, solo nel nostro Paese, ben 140.430 ettari di superfici boschive, pari al 293,0% del totale della superficie bruciata in tutto il 2016 (47.926 ettari).

Il 2017 verrà ricordato come un anno orribile per la devastazione prodotta dal fuoco che ha divorato anche gran parte del patrimonio naturalistico italiano. Le regioni italiane più colpite risultano essere la Sicilia con 42.872 ettari distrutti dal fuoco, e con uno stillicidio di roghi in quasi tutte le province, la Calabria con 35.241 ettari, la Campania 19.284, il Lazio 13.284, la Sardegna 7.255, la Puglia 4.650, l’Abruzzo 4.558, il Piemonte 4.212, la Liguria 2.425, la Basilicata 2.316, la Toscana 2.111, la Lombardia 681, le Marche 621, il Molise 388, l’Umbria 367 e l’Emilia Romagna 165 ettari. Anno dopo anno gli incendi boschivi causano la perdita di migliaia di ettari di questo immenso patrimonio e la Protezione Civile stima che negli ultimi 30 anni sia andato perso addirittura il 12% del patrimonio forestale del nostro Paese.

Un fenomeno che non ha risparmiato le aree forestali che coprono oltre il 50% dei parchi e delle riserve naturali del nostro Paese, come dimostra la cronaca di questi ultimi mesi che ha visto andare in fumo ettari di bosco nelle aree protette nazionali (Majella, Vesuvio, Gargano, Alta Murgia, Pollino, Sila, Aspromonte) e in molte aree protette dalla Liguria alla Sicilia con ingenti danni al patrimonio di biodiversità e rischi per l’incolumità delle persone e dei beni.

«Il nostro Paese –  commenta Rossella Muroni, presidente di Legambiente – ha un patrimonio boschivo unico che è in continua espansione, nonostante il consumo di suolo vada avanti a ritmi sostenuti e, soprattutto, malgrado le migliaia di incendi che colpiscono ogni anno le foreste italiane. L’albero è un prezioso alleato nella lotta ai cambiamenti climatici, proteggerlo significa anche difendere il territorio e le specie che lo abitano. Ma per salvare il pianeta è indispensabile un cambio di passo nelle politiche internazionali e nazionali per la riduzione dei gas serra. L’Italia deve promuovere scelte coerenti e di lungo periodo, cominciando con la Legge di bilancio, per dimostrare nei fatti di voler mantenere le promesse fatte a Parigi».

E se nel frattempo da Legambiente sono riusciti a mobilitare per la Festa dell’albero mille classi con il coinvolgimento di oltre 25mila studenti e la piantumazione di migliaia di piante, qualcosa si muove anche a livello istituzionale.

«Tra le misure della legge di Bilancio c’è infatti il credito d’imposta per il verde urbano per abitazioni private e condomini – ricorda Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente della Camera – Avere più verde nelle nostre città significa contribuire in modo naturale alla riduzione delle emissioni, aiutare l’assorbimento delle acque piovane e significa anche avere più bellezza, migliore qualità dell’aria e della vita nei nostri centri abitati. Secondo uno studio della dott.ssa Rita Baraldi del CNR la vegetazione urbana e peri-urbana può abbattere fino al 3% della CO2 emessa dal traffico auto veicolare; può rimuovere dall’atmosfera ogni anno fino a 161 Kg/ha  di PM10 e 73 Kg/ha di ozono, con beneficio economico stimabile di circa 5500 €/t di PM10 e 8300 €/t di ozono e produrre un  risparmio energetico per il raffreddamento e riscaldamento degli edifici fino al 30-40% quantificabile in un valore economico medio di 18 €/albero/anno. Una sfida per la qualità e la bellezza delle nostre città a cui tutti i cittadini possono partecipare con lo strumento del credito d’imposta».

Fonte: www.greenreport.it




PRECARI LSU – CASSAZIONE BOCCIA LA REITERAZIONE DEI CONTRATTI A TERMINE. LE NUOVE PRONUNCE APRONO LA STRADA ALLA PROPOSIZIONE DI NUOVE AZIONI GIURISDIZIONALI PER IL RISARCIMENTO DEI DANNI


17 Novembre 2017
Recentissima ed innovativa giurisprudenza della Corte di Cassazione ha affermato l’applicabilità ai Lavoratori Socialmente Utili siciliani della disciplina sul divieto di reiterazione di contratti a termine, aprendo scenari del tutto nuovi nel contenzioso finalizzato alla tutela dei precari.
Le nuove pronunce (depositate nell’ottobre 2017) di fatto aprono la strada alla proposizione di nuove azioni giurisdizionali per il risarcimento dei danni derivanti dall’illegittima reiterazione dei contratti a termine, sovvertendo la giurisprudenza precedentemente formatasi presso i Tribunali e le Corti d’appello della Sicilia.
Secondo la Corte di Cassazione, la disciplina regionale che fino ad oggi aveva giustificato l’esclusione dei lavoratori SU dal campo di applicazione delle norme limitative della reiterazione dei contratti a termine non può in alcun modo esimere il Giudice da un “esame del contratto e del concreto connotarsi del rapporto rispetto alla disciplina che prevede le fattispecie legali escluse”.
Detto altrimenti, a prescindere dalla qualificazione formale del rapporto come LSU, occorrerà comunque verificare se in concreto le mansioni svolte dall’interessato corrispondano a quelle previste per un soggetto assunto con contratto di lavoro dipendente “ordinario”.
Peraltro, aggiunge la Corte, l’applicazione della disciplina che sanziona l’abuso nella reiterazione dei contratti a termine, essendo qualificabile come norma di diritto civile, esula dalle materie oggetto di potestà legislativa regionale.
Pertanto, non rientra fra i poteri del Legislatore regionale quello di escludere una determinata categoria di contratti di lavoro dall’applicazione delle norme che penalizzano l’abuso dei contratti a termine, ove questi presentino i requisiti di sostanza descritti dalle norme nazionali.
La sentenza in questione determinerà un sensibile cambio di rotta nella giurisprudenza siciliana, fino ad ora ferma nell’escludere categoricamente la sussistenza di qualsiasi presupposto risarcitorio in capo ai LSU.
Proprio in ragione di tale fatto nuovo, saranno avviate le azioni per il riconoscimento di un risarcimento in favore dei tanti LSU che ormai da tanti anni vivono nel precariato.

Articolo a cura dell’ Avv. Maria Saia e dell’Avv. Massimiliano Valenza

Fonte:  www.avvocatosaia.com



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Adesso anche la Corte Costituzionale si occupa dei contratti a termine nella PA siciliana. Se non si dorme potrebbe esserci la stabilizzazione



 

E ADESSO ANDATE A LAVORARE! DA TROPPI ANNI I SICILIANI SENTONO SOLO PROCLAMI, ATTACCHI A CATEGORIE DI LAVORATORI, LICENZIAMENTI COME SE FOSSERO I LAVORATORI IL PROBLEMA E LO SPRECO E COSÌ’ VIA

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di Manlio Viola - 19 Novembre 2017
Nello Musumeci, nuovo presidente della Regione, si è insidiato a Palazzo d’Orleans. Dopo la proclamazione di ieri mattina in Corte d’Appello ed il passaggio di consegne formale con Rosario Crocetta Musumeci è rimasto fino a tarda ora a Palazzo per prendere confidenza con il personale, con i tanti meandri e i tanti corridoi non aperti al pubblico che un presidente e il suo staff devono conoscere per muoversi. Ha imparato a conoscere lo studio del Presidente e la stanza del terzo piano, quella destinata alla residenza del presidente che non tutti usano. L’ultimo ad usarla è stato Raffaele Lombardo dopo che era chiusa da qualche tempo. Crocetta no, preferiva andare tutte le sere a Tusa. Musumeci, invece, la userà visto che è abituato a lavorare dalla mattina preso fino alla tarda sera.
Proclamazione e insediamento fatti, ora si attende solo l’insedimanmeto dell’Ars che avverrà dopo la proclamazione dell’11 dicembre secondo le comunzioni della Commissione elettorale. La legislatura precedente è decaduta e attualmente siamo nella fase di transizione verso il nuovo Parlamento.
Da oggi, dunque, Musumeci è nei pieni poteri e, fino a quando non nominerà la giunta, di fatto ha sulle proprie spalle tutti i mandati dei dodici assessori. L’intera regione in questo momento è nelle sue mani. Durarà solo fino alla nomina della giunta che deve arrivare al più presto.
Di fatto, però, dopo mesi di campagna elettorale durante i quali anche il governo uscente non poteva più fare scelte, dopo polemiche sugli impresentabili, commissione antimafia con le mani legate dai tempi, legge Severino messa alla berlina, dibattitti sui rischi di annullamento del voto (abbastanza peregrini in realtà), arresti di deputati neo eletti, diffusione di notizie di indagine su altri, dopo tutto questo è ora di cominciare a lavorare.
Stop alle polemiche, stop alle chiacchere, stop alla stagione dei veleni e degli insulti, è il momento di lavorare. La Sicilia è al palo, la Regione non spende, i creditori sono sempre alla porta e molti in difficoltà (un esempio su tutti gli anni di ritardi nei pagamenti della formazione professionale), la disoccupazione è alle stelle e la ripresa sbandierata dai governi di centrosinistra siano essi della Regione o del Paese qui non si vede neanche con il cannocchiale.
Il bilancio, come lo stesso Musuemci e il suo assessore Armao hanno detto subito, è tutt’altro che risanato, al contrario è completamente allo sbando, l’amministrazione ha bisogno di essere riordinata per tornare nelle mani di persone competenti nei posti giusti (e non si parla di dirgienti generali, o almeno non soltanto, ma di organizzazione del lavoro anche ai livelli più bassi). C’è una Sicilia che ha voglia e bisogno di lavorare e che deve essere messa nelle condizioni di farlo.
Gli sprechi esistono ancora, nessuno lio ha toccati, quel che si è tagliato, al contrario, quasi ovunque sono, invece, i servizi a cominciare da quelli delle ex Province. Strade abbandonate in condizoni disastrose, scuole senza manutenzione, servizi ai disabili proprio nelle scuole mal finanziati quando vengono considerati. L’elenco è infinito.
C’è tanto lavoro da fare presidente. E non potrà certo farlo da solo. Serve una squadra competente ed agguerrita e tanto, tanto impegno. Adesso basta polemiche e divisioni. Rimboccatevi le maniche e mettevi a lavorare a partire dalla squadra. Ma fatelo tutti! Presidente, assessori (non appena ci saranno), tutti i 70 i deputati, burocrati e così via. Rimboccatevi le maniche perchè c’è una Sicilia che aspetta e spera. Ma c’è anche dio più. Lavorate e fateci sapere quel che state facendo perchè da troppi anni i siciliani sentono solo proclami, attacchi a categorie di lavoratori, licenziamenti come se fossero i lavoratori il problema e lo spreco e così’ via. Solo parole al vento. E adesso hanno bisogno di parole concrete perchè la trasparenza non può essere soltanto quella invocata dai giustizialisti a loro piacimento salvo poi cancella reogni strumento di comunicazione. La trasparenza deve essere la quotidianità della comunicazione ai siciliani di ciò che il loro governo sta facendo

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La proclamazione di Musumeci

Il passaggio di consegne Crocetta Musumeci

La festa per Musumeci insediato


Fonte: palermo.blogsicilia.it




MILAZZO CISL: “ULTIMA CHIAMATA PER LA SICILIA”. NON DOBBIAMO DIMENTICARE IL TEMA DEGLI INCENDI CHE SPESSO SI SVILUPPANO LUNGO LE STRADE PROVINCIALI INONDATE DA STERPAGLIE

 
18 novembre 2017-Angelo Scuderi
Un post it che Nello Musumeci troverà attaccato sulla sua scrivania di Palazzo d’Orleans. Il mittente è Mimmo Milazzo, il segretario regionale della Cisl siciliana che simbolicamente consegna al neo presidente della Regione la pesante eredità maturata in questi recenti anni di crisi economica a cui la politica non ha saputo fare fronte. Una realtà fatta di emergenze e priorità con le quali il Governatore dovrà confrontarsi, verosimilmente variando metodo e approccio.

“Sarà opportuno creare una piattaforma condivisa dalla politica e dalle parti sociali – sottolinea Milazzo – per procedere verso un’unica direzione, evitando di allungare i tempi di una ripresa che non più essere rimandata. Musumeci si dovrà assumere le responsabilità che derivano dalle aspettative create dopo il risultato elettorale, ma anche dalla consapevolezza che non è più possibile perdere altro tempo. Questo governo dovrà affrontare sin da subito tempi importanti, a cominciare dalla ristrutturazione della macchina regionale, perché entro il 2020 vi saranno quasi 5.000 pensionamenti. Il rischio è che diminuisca proprio in un momento cruciale la capacità della Regione di garantire efficienza. E di conseguenza bisognerà rimodulare un piano di assunzione per i profili alti affinché la Pubblica Amministrazione possa essere davvero un volano di sviluppo”.

Comprensibile, anche se impopolare, parlare di assunzioni quando in tutta Italia rinfacciano alla Sicilia un’eccedenza di personale pubblico.

“Sarebbe utile, una volta per tutte, fare luce sul numero reale del personale delle regioni. E soprattutto sulle competenze. In Sicilia il personale regionale svolge molte funzioni che nel resto del Paese sono demandate agli impiegati dello Stato. Ecco perché il conteggio spesso è falsato.
Ma il problema di fondo è che, se occorrono figure professionali specifiche e vanno in pensione 5.000 lavoratori degli enti regionali, bisognerà trovare la maniera opportuna per non far venire meno la competitività. Pensate cosa significherebbe svuotare gli uffici di progettazione che sono quelli che consentono di attrarre finanziamenti europei…”.


L’attivazione della spesa è certamente un tema centrale.

“Bisogna studiare – e non solo riferito alla Sicilia – un sistema di norme per velocizzare la capacità di spesa in relazione ai bandi pubblici. Oggi per qualsiasi bando si corre il rischio che le aziende perdenti comincino la catena di ricorsi, che di fatto bloccano le opere. Va studiato un sistema che salvaguardi la legalità, la trasparenza e i diritti di ciascuno, ma che consenta che si facciano le opere pubbliche nei tempi giusti e senza aggravio di spesa. Non è normale che l’Anas abbia 3 miliardi di euro di bandi bloccati, specie in un settore fondamentale quale quello delle infrastrutture”.

C’è anche il problema della gestione dei concorsi pubblici: pochi posti e centinaia di migliaia di partecipanti.

“Credo sia arrivato il momento di avviare selezioni nazionali con graduatorie aperte a cui ogni amministrazione può attingere. Altrimenti nessun piccolo Comune o amministrazione periferica potrà più fare un concorso. Peraltro questo è un tema quanto mai attuale perchè nell’arco di 5/8 anni si avrà una disponibilità di quasi un milione di posti di lavoro e bisognerà farsi trovare pronti per utilizzare al meglio questa opportunità”.

Torniamo alla questione Sicilia: cosa è mancata in questi anni?

“La visione prospettica, la capacità di saper guardare al futuro in maniera diversa, la percezione di una situazione d’emergenza che doveva essere governata e non subita. Ecco perché oggi si attende una svolta“.

In quale direzione?

“Il sindacato non fa leggi, ma avanza proposte. E crediamo in questi anni di avere promosso iniziative che andavano nel verso della semplificazione amministrativa e dei servizi alle comunità. Mi riferisco alla centrale unica degli acquisti che determina la razionalizzazione della spesa pubblica o al fondo di rotazione per la progettazione, un sistema che consente ai Comuni di avere anticipazioni finanziarie proprio in questa fondamentale fase preliminare. Queste sono misure che favoriscono lo sviluppo e sbloccano la spesa. Quello che noi chiediamo alla Regione è di muoversi nell’ottica del servizio alle comunità locali e dello sviluppo. Musumeci l’avrà ben chiaro perché è stato un amministratore locale e conosce bene queste dinamiche”.

Il presidente ha sempre ricordato il suo passato da presidente della Provincia di Catania. E proprio nella sede della Cisl ha manifestato l’intenzione di riportare in vita le amministrazioni provinciali…

“… troppo frettolosamente liquidate. Le Province erano il perfetto anello di congiunzione tra i Comuni e la Regione. E le loro competenze erano fondamentali per l’efficienza e il governo della cosiddetta area vasta. Basta vedere come è ridotta la viabilità provinciale per rendersi conto della necessità di un ente intermedio. Da anni zero manutenzione su quelle arterie che sono fondamentali per i collegamenti interni, e zero investimenti. E non dobbiamo dimenticare il tema degli incendi che spesso si sviluppano lungo le strade provinciali inondate da sterpaglie. Qualcosa deve essere fatta, le parole di Musumeci fanno ben sperare”.

Dall’analisi alla proposta…

“C’è la necessità di un patto sociale, di creare una piattaforma condivisa, le cui modalità dovranno essere semplici: si discute e si decide. Ci sono alcune priorità quali la corretta gestione dei fondi per il Patto per il sud e la capacità di indirizzare i fondi europei verso settori strategici; e ci sono emergenze quali la ristrutturazione della macchina regionale e la realizzazione di un efficace piano energetico che indichi un percorso in grado di gestire la questione dei rifiuti. Condividere e decidere, perché senza una svolta storica la Sicilia affonda”.

Fonte: www.ilgazzettinodisicilia.it





SICUREZZA. MESSINA (UGL), SIAMO LONTANI DA UN SICURO MODELLO ORGANIZZATIVO

 
Palermo, venerdì 17 novembre 2017, presso la Real Fonderia, una delegazione dell’Ugl Sicilia, rappresentata dal Segretario Responsabile, Giuseppe Messina, dal Responsabile della Comunicazione, Filippo Virzì, e dal membro Ugl in seno al Comitato Consultivo Provinciale presso l’Inail di Palermo, Riccardo Catalinotto, ha  partecipato ad un convegno promosso dal Comitato Inail, finalizzato ad un effettivo cambio culturale, sul tema della sicurezza e salubrità sui luoghi di lavoro e sul contrasto al lavoro nero.
Focus su un ciclo di studi sulla tematica intitolato: “Fare prevenzione!”.
Relatore del convegno, il Prof. Giovanni Catalisano, dell’Università Kore di Enna.
Interverranno, Sergio Marino, Vice Sindaco e Assessore dello Sviluppo Economico e della Vivibilità di Palermo, Fortunata Zema, Vicario del Direttore territoriale INAIL Palermo- Trapani, e Michelangelo Ingrassia, Presidente del Comitato Consultivo Provinciale presso INAIL Palermo.
Per Giuseppe Messina, Segretario Responsabile dell’Ugl Sicilia, “siamo ancora lontani da un modello organizzativo del lavoro che risponda appieno a quanto le norme prevedono in tema di sicurezza, tanto nel pubblico quanto nel privato. Servono risorse specifiche ed ancor di più serve una predisposizione a garantire politiche per la sicurezza degli ambienti di lavoro che solamente la costante formazione e informazione possono garantire, in questo senso i fondi interprofessionali vanno maggiormente utilizzati. Non è più sostenibile che in molti ambienti di lavoro vengano violate anche le norme minime di sicurezza. Come organizzazione sindacale vigiliamo nel quotidiano rapporto con il mondo imprenditoriale per tenere alta l’attenzione sulla sicurezza e siamo convinti che tanto ancora occorre fare a tutti i livelli istituzionali e del privato per abbassare il più possibile la statistica dei decessi sui luoghi di lavoro”.
“All’iniziativa di oggi, – aggiunge – va il nostro plauso, rivolto in particolare, al presidente del Comitato Inail Michelangelo Ingrassia ed ai componenti tra i quali il nostro dirigente sindacale, Riccardo Catalinotto, i quali vanno proprio nella direzione di contribuire al più generale dibattito sui contenuti normativi è giurisprudenziali in tema di sicurezza”.

Fonte: www.uglsicilia.it


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1° Convegno sicurezza sul lavoro e contributi giurisprudenziali




CIAULA SCOPRÌ LA LUNA E MUSUMECI HA SCOPERTO CHE LA SITUAZIONE FINANZIARIA DELLA REGIONE È “GRAVISSIMA”. MA NO? CHE GLI OPERAI DELLA FORESTALE RISCHIANO DI NON COMPLETARE LE GIORNATE LAVORATIVE?

 
 
19 Novembre 2017
Qualcuno ha mentito la scorsa estate o sta mentendo oggi. Ricordiamo che, la scorsa estate, l’ormai ex assessore regionale Baccei e i vertici del PD siciliano dicevano che i conti della Regione siciliana “erano a posto”. Ieri, insediandosi a Palazzo d’Orleans, il nuovo presidente della Regione, Nello Musumeci, ha detto che la situazione finanziaria della Regione “è assai grave”. Qual è la verità?

Da ieri Nello Musumeci è, ufficialmente, il nuovo presidente della Regione siciliana. La sua prima dichiarazione ci ha stupiti: ha detto che la situazione finanziaria della Regione è “assai grave” e che chiederà alla nuova Assemblea regionale siciliana di approvare un disegno di legge che prevede due mesi di esercizio provvisorio.

Ribadiamo: la cosa ci ha stupito tantissimo. Per due motivi.

Il primo motivo è che, la scorsa estate, l’ancora allora assessore all’Economia della Regione siciliana, Alessandro Baccei, commissario di Renzi in Sicilia, dichiarava che i conti della Regione erano “a posto” e presentava anche uno schema di legge regionale di stabilità 2018 (leggere Bilancio e Finanziaria 2018).

Il secondo motivo che oggi ci lascia stupiti è che, lo scorso agosto, il PD siciliano – partito che ha governato la Regione siciliana dal 2008 fino ad oggi – ha riempito le città della Sicilia con manifesti nei quali si diceva che il Bilancio della Regione era stato “risanato”.

Ora, chi legge questo blog sa che noi, già da tempo, scriviamo che la Regione siciliana è in default non dichiarato. La cosa strana è che la politica siciliana, nel suo complesso – tranne qualche eccezione – per tutta la campagna elettorale ha ignorato la questione finanziaria della Regione.

Nessun esponentepolitico ha obiettato qualcosa all’assessore-commissario Baccei quando questo signore, qualche mese addietro, come già ricordato, dichiarava che “i conti della Regione siciliana erano a posto”.

Anche Musumeci – deputato regionale uscente e candidato alla presidenza della Regione – non ha avuto nulla da dire: non ha commentato le dichiarazioni ‘tranquillizzanti’ di Baccei e nemmeno i manifesti celebrativi del PD siciliano.

Ieri, nel giorno dell’insediamento, il presidente Musumeci ha detto che la situazione finanziaria della Regione è “assai grave”. E ci ha comunicato due cose.

La prima cosa la leggiamo in una dichiarazione dello stesso presidente della Regione riportata dal Giornale di Sicilia on line:

“Abbiamo fatto il punto della situazione con il ragioniere generale della Regione e con l’assessore designato all’Economia Gaetano Armao: la situazione finanziaria è assai grave spero in un esercizio provvisorio per non oltre due mesi”.

Quindi l’assessore “designato all’Economia” è Gaetano Armao, già assessore dei passati Governi regionali di Raffaele Lombardo. Come I Nuovi Vespri hanno già più volte scritto, con Musumeci si torna al passato, precisamente all’ottantenne Berlusconi, che ha “designato” Armao.

La seconda cosa che leggiamo è che la manovra economica e finanziaria della Regione non verrà approvata entro il 31 dicembre di quest’anno.

Ne dobbiamo dedurre che, contrariamente a quanto affermavano l’ex assessore-commissario Baccei e il PD siciliano nei mesi scorsi, i conti della Regione non sono a posto. Altrimenti che senso avrebbe chiedere due mesi di esercizio provvisorio?

Mettendo assieme queste due cose dobbiamo dedurre che il nuovo Parlamento dell’Isola comincerà la discussione su Bilancio e Finanziaria 2018 nel marzo prossimo, in coincidenza con le elezioni politiche nazionali.

Qualcuno obietterà: già da qualche giorno si parla di rinviare le elezioni politiche nazionali a maggio. In realtà, di questo rinvio, si parla da tempo. Solo che una decina di giorni addietro una nota ufficiale del Quirinale ha fatto chiarezza, precisando che non ci sarà alcun rinvio delle elezioni politiche nazionali.

Cosa, questa, che è stata sottolineata nella rassegna stampa mattutina di Radio Radicale, ‘Stampa e regime’.

Che dire? Volete vedere che, tra qualche giorno, il presidente Musumeci e l’assessore all’Economia ‘designato’ da Berlusconi, Armao, si accorgeranno che le ex Province dell’Isola sono sull’orlo del fallimento, che i Comuni sono senza soldi e non erogano più molti servizi, che gli operai della Forestale rischiano di non completare le giornate lavorative di quest’anno, insomma che la Regione si trova in default non dichiarato?

Per non parlare di quello che succederà quando i dodici assessori designati, entrando negli assessorati, si accorgeranno che i loro predecessori, come da tradizione – ma forse, questa volta, ben oltre la tradizione – hanno smontato pure le mattonelle dei bagni?

Per non parlare degli impegni di spesa già siglati negli uffici e negli enti regionali, compresi enti e società dove le nomine sono avvenute ‘zona Cesarini’…

Fonte: www.inuovivespri.it




19 novembre 2017

L'INIZIATIVA. SAN CATALDO, LAVORI AL GEOPARCO PERSICO. TUTTO MERITO DELL’INCESSANTE OPERA DEI FORESTALI

Comune di San Cataldo

di Giorgio Dore — 18 Novembre 2017
SAN CATALDO. Il Geoparco Persico, immerso nell’area naturalistica di Gabara, sta diventando sempre più accogliente in termini di vivibilità e fruibilità. Tutto merito dell’incessante opera dei forestali, che sotto la guida di Giuseppe Farinella e dello stesso assessore all’Ambiente Angelo La Rosa, stanno dando il loro contributo per trasformare questo sito in un piccolo girello nel cuore della Sicilia mineraria.
In questi giorni si sta lavorando sui viali esterni ed alcuni itinerari che portano nel cuore della miniera, al fine di elevare la qualità dell’accoglienza in attesa dell’arrivo di migliaia di visitatori da ogni parte del mondo.

Fonte: caltanissetta.gds.it




LA LETTERA. SARO, CHE DISASTRO IL TUO GOVERNO. MA COME ATTORE CI MANCHERAI

 
di Roberto Puglisi
Caro ex presidente, è l'ultima lettera al tuo passo d'addio. Auguri di consapevolezza e felicità.

Non sei più presidente e non ci incontreremo più. Tuttavia, come in ogni esperienza politicamente sciagurata al tramonto, c'è sempre il rischio che, nello scorrere dei mesi, la sostanza venga dimenticata, magari per indulgente simpatia. E tu simpatico lo sei davvero, non sei un protervo, sei onesto.

Oltretutto, quando un cattivo presidente della Regione abbandona la scena, è spesso tutto un accorrere con incenso e acquasantiera per dire che – in fondo – non era poi tanto male. E' un riflesso che nasce, forse, dal sollievo della dissolvenza. Se ne sta andando, no? Perché rompergli ancora le scatole? E da quel sospiro che sottintende: 'finalmente' sgorga la tentazione di dimenticare. Ma noi non possiamo scordare, perché non vogliamo ripetere. Te l'immagini, Saro, un altro Crocetta? O un altro Cuffaro? O un altro Lombardo? Te l'immagini, pur nelle differenze?

Caro Saro, tu sei stato una sciagura politica. Lo senti il sospirone di sollievo che accompagna il commiato? Ti è mai venuto in mente che potrebbe anche essere colpa tua? Un consiglio sommesso. Ora che avrai del tempo, scendi di più in strada, bevi qualche caffè con le persone vere, in carne e ossa, non con i cortigiani che stanno già disertando il tuo carro dismesso per apprestarsi a salire su quello del vincitore. E abbraccia chi puoi, a parziale rimborso.

Abbraccia il lavoratore della formazione dai capelli bianchi che – sotto il tuo governo – ha perso il lavoro. Vive a casa con la madre, dividendo la pensione. Il suo unico desiderio, ormai, è la sopravvivenza nella malattia che lo ha colto, il male di chi si sente prosciugato nella dignità.

Abbraccia i pazienti degli ospedali siciliani che si segnano con la croce, quando varcano la soglia di un pronto soccorso e pregano che non ci sia troppa folla, che il medico sia uno bravo, non un raccomandato, che ci sia un infermiere non troppo oberato, che spunti un posto letto, un'anima caritatevole.

Abbraccia, se ti capita, Lucia Borsellino che accettò il posto da assessore che avrebbe dovuto ricusare, tanto era scoperta la manovra che la portò al vertice dell'assessorato alla Salute e che intendeva santificare col turibolo dell'antimafia un governo incapace, sventolando la memoria del padre, per interposta figlia.

Abbracciala, per le parole ferite e terribili che suo fratello Manfredi sillabò davanti al Presidente della 'Repubblica', Sergio Mattarella: “Io non credevo che Lucia, dopo ventitré anni dovesse vivere un calvario simile a quello del padre, nella terra che lo ha eletto a eroe". E Sergio, il Presidente, si innalzò dalla poltroncina presidenziale e fu lui ad abbracciare il ragazzo di Paolo, stringendolo al cuore come se fosse stato suo padre.

Abbraccia i telespettatori – pure quelli di Bolzano di sotto - per i teatrini nell''Arena' di Giletti, con le tue cifre improbabili, con le tue affermazioni approssimative, col tuo siculiano da comparsa in un film di Pif.

Ecco, Saro, un teatrino era la tua regione bedda e sfigata. Con l'assessore Battiato e l'assessore Zichichi a reggere lo striscione di una rivoluzione impossibile. Il primo ha scritto grandissime canzoni, ma cosa ti faceva pensare che sarebbe stato un buon assessore? Infatti non lo fu. Il secondo chiacchierava del super-mondo per ore, delle sue ricerche, delle sue fantasticherie. E la Sicilia è affondata nel tripudio del superfluo e dell'irrilevante conservati in accattivanti confezioni mediatiche.

Tu non sei l'unica sciagura politica in catalogo, certo. Lo abbiamo scritto. Però, ci hai messo il talento scenografico della fiction del buon governo, la sceneggiatura del nulla, le puntate del niente. Hai offerto le brioches delle telenovele invece del pane della speranza.Tu, interprete, regista e perfino costumista, innamorato dell'inquadratura, tanto che hai cercato di ergerti a protagonista pure nella cerimonia di passaggio di consegne con Nello Musumeci. E quello ti ha gelato: “Auguri di buon riposo”.

Ora te ne vai, finalmente, Carissimo Saro. Questa è l'ultima lettera. Ti auguriamo ogni bene e ogni felicità. Il presidente che eri non sarà rimpianto. Ma come attore ci mancherai

18 Novembre 2017

Fonte: livesicilia.it




GIORNATA NAZIONALE DEGLI ALBERI. INCONTRO A FICUZZA CON GLI AGRONOMI DI PALERMO. PARTECIPERANNO DOROTEA DI TRAPANI, DIRIGENTE GENERALE DEL DIPARTIMENTO AGRICOLTURA, FABRIZIO VIOLA, DIRIGENTE GENERALE DEL CORPO FORESTALE REGIONALE


di Redazione) Una giornata all’insegna della natura per i più giovani e di confronto tra istituzioni sulle politiche di gestione, valorizzazione e tutela e delle Riserve Naturali. In questo modo l’Ordine dei dottori Agronomi e dei dottori Forestali della Provincia di Palermo festeggerà la Giornata nazionale degli alberi che ricorre martedì 21 novembre.


La Giornata nazionale degli alberi è stata istituita con la legge 10/2013 intitolata “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” con lo scopo di “promuovere la conoscenza dell’ecosistema boschivo, il rispetto delle specie arboree ai fini dell’equilibrio tra comunità umana e ambiente naturale, l’educazione civica ed ambientale sulla legislazione vigente, nonché per stimolare un comportamento quotidiano sostenibile al fine della conservazione delle biodiversità”.

La ricorrenza verrà celebrata dall’Ordine degli agronomi e forestali della provincia di Palermo con un incontro organizzato in collaborazione con il Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale dell’Assessorato regionale all’Agricoltura e il Comando del Corpo Forestale della Regione Siciliana. Durante l’incontro, che si terrà a Ficuzza presso la Real  Casina di caccia a partire dalle ore 9,30, saranno trattati argomenti inerenti l’importanza della presenza e della conservazione del patrimonio boschivo con particolare attenzione alla biodiversità locale. «Con questa iniziativa – spiega Paola Armato, presidente dell’Ordine degli agronomi e forestali della provincia di Palermo – si mira a rafforzare il lavoro svolto dai dottori Forestali e dai dottori Agronomi per la promozione della conoscenza dell’ecosistema boschivo e delle specie arboree, dell’educazione ambientale, e di tutti quei comportamenti ad elevata sostenibilità ambientale per la tutela e diffusione della biodiversità quale patrimonio inestimabile».

Come atto simbolico, alla fine dell’incontro istituzionale, si provvederà alla piantumazione di alcune specie autoctone.

L’evento, che sarà trasmesso in diretta streaming sul sito del Consiglio dell’Ordine Nazionale, oltre a una valenza celebrativa, ha anche una finalità educativa. Per questo saranno coinvolte alcune scuole di vario tra cui l’Istituto Comprensivo Villafrati-Mezzojuso e il Liceo Scientifico Statale “Santi Savarino” di Partinico.

All’incontro parteciperanno Dorotea Di Trapani, Dirigente Generale del Dipartimento, Fabrizio Viola, Dirigente Generale del Corpo Forestale regionale, il Commissario Straordinario del Comune di Corleone, i Sindaci dei Comuni di Godrano, di Marineo e di Mezzojuso.
18 Novembre 2017

Fonte: siciliarurale.eu


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L'INIZIATIVA. "MEGLIO PARCO CHE SPORCO". UNITI PER RIPULIRE RANDAZZO



L'iniziativa promossa dal parco dell'Etna interesserà la contrada Donnabianca, area rurale di recente già oggetto di bonifica e rimozione delle numerose recinzioni abusive

RANDAZZO - Anche il Comune di Randazzo, con i suoi giovani studenti, e con la collaborazione dell'associazione Pro Randakes, nonché con quanti vorranno dare il proprio sostegno, parteciperà attivamente all'iniziativa “Meglio Parco che sporco” voluta e promossa dall'ente Parco dell'Etna. L'appuntamento è per le ore 09.30 di quest'oggi sabato 18 novembre in contrada Donna Bianca. Contrada recentemente interessata – grazie all'azione sinergica ed alla collaborazione fra il Comune, l'arma dei Carabinieri e la Forestale – all'avvenuta rimozione di tante chiudende arbitrarie ed abusive, poste lì da malfattori attualmente oggetto di indagine da parte delle autorità competenti, che impedivano il libero accesso ai cittadini e persino anche ai mezzi delle Forze dell'Ordine, in tante strade rurali comunali di quella zona.

Anche quella di sabato, vuole essere un segnale forte e chiaro che lo Stato, attraverso le sue Istituzioni periferiche, vuole dare ancora una volta alla mafia ed a chi pensava di poter sottrarre importanti fette del suo territorio controllandolo a proprio piacimento, in modo del tutto arbitrario ed illegale. All'iniziativa parteciperanno, con la loro significativa presenza, il sindaco di Randazzo, Michele Mangione, e la presidente del Parco dell'Etna, Marisa Mazzaglia.
18 Novembre 2017

Fonte: catania.livesicilia.it





18 novembre 2017

ALLA REGIONE. FINE DEL CROCETTISMO, ECCO MUSUMECI. "LA SICILIA DEVE TORNARE A SPERARE"

Rosario Crocetta e Nello Musumeci 


di Roberto Puglisi
Cerimonia a Palazzo d'Orleans. Con tanto di siparietto. LE FOTO 
 

PALERMO - Pioggia e sole giocano a rimpiattino sui tetti di Palazzo d'Orleans, restituendo un riflesso struggente. Ed è lì – smarrito in quel macramè di acqua e luce – che ti chiedi: perché? Come mai noi che abbiamo la bellezza, perfino in un novembre che non rinuncia ai guizzi dell'estate, noi che abbiamo lo sguardo per coglierla pure dove si scioglie rapidamente, noi che abbiamo storia, cultura e anima, perché noi siciliani niente altro abbiamo creato se non questa bruttissima – e strabuttanissima – Sicilia? Ma non c'è il tempo per rispondere alla domanda, non c'è mai il tempo, figuriamoci adesso, nella calca poco organizzata, che preme alle porte per assistere all'incoronazione di Nello Musumeci Primo. 

Lui e gli altri che vengono proclamati al soglio della presidenza sono stati eletti secondo usi e costumi della democrazia, ma somigliano di più ai re. Regali sono gli stucchi e corridoi del sito che accoglie il governatore. Poco regale è il congedo – ai re accade quasi sempre – quando falliscono. Il potere è uno scettro che l'autonomia rende più forte. La figura dell'inquilino che qui affronta le rare estasi e i molti tormenti che l'incarico comporta – quasi peggio che essere allenatori del Palermo – ha dunque un nonsoché di monarchico. E si capisce subito – dal tono, dai gesti, dal vestito - che il presidente Musumeci affronterà il suo regno con un profilo istituzionale, nel bene o nel male che si racconterà. Poche concessioni all'effetto speciale: la sua sarà una presidenza soprattutto inamidata, con la vocazione alla normalità. 

Il passaggio di consegne tra Nello e Saro è previsto per le undici, dopo un incontro privato per chiarire il contesto. La Sala Alessi è piena già dei protagonisti di un potere che prende il posto di un altro potere che scompare. Non c'è Gianfranco Miccichè, ancora fuori Palermo, ma col presidente, ovviamente, hanno parlato e parleranno certamente ancora nei prossimi giorni, poiché tanti sono i puzzle da comporre. C'è Leoluca Orlando, nella sua qualità di sindaco che guida i sindaci. C'è Vincenzo Figuccia, c'è Giusy Savarino, c'è Marco Falcone, c'è Toto Cordaro, c'è Giuseppe Milazzo, c'è Roberto Lagalla, c'è Gaetano Armao, c'è Saverio Romano, c'è Bernadette Grasso. E ce ne saranno che non si colgono. C'è la voglia di farsi vedere e di essere visti e riconosciuti. 

E c'è Saro Crocetta all'atto del suo congedo. Nello e Saro sbucano insieme per il rito della successione. Rosario, come sempre, tenta di rubare la scena. Declama: “Caro presidente, veniamo da una cultura politica per cui l'avversario non è mai un nemico. Oltretutto, tra di noi, non c'è stata una competizione a cui fortunatamente sono stato sottratto”. Leoluca Orlando, in sala, non fa una piega. Al rettore Fabrizio Micari, immolato per il Pd alle scorse elezioni e designato fortissimamente dal sindaco di Palermo, il fischio nelle orecchie – ovunque egli fosse – sarà sembrato il sibilo gigantesco di un treno in corsa. Crocetta si gusta l'ultima volta sull'ultimo palcoscenico: “Rimane l'esigenza del bene comune, dell'amore per la nostra terra, perciò le auguro buon lavoro. Ora spero di prendermi qualche giorno di riposo. Ecco il mio regalo”. Si tratta dell'immortale Goethe, con il Viaggio in Sicilia. Ecco Musumeci ed è lì che succede, in un blob. Il crocettismo scompare. Non sappiamo come sarà il nuovo inquilino del palazzo, sebbene qualche indizio si annoti. Ma il crocettismo è finito e si concede appena la passerella nella rappresentazione di un addio. 

Il presidente Musumeci dunque ringrazia Crocetta per il garbo istituzionale e piazza i suoi affondi con studiato aplomb. Colpi sì, ma gentili, da fare invidia al rettore-competitore: “Abbiamo il dovere del rispetto per le istituzioni. La fiducia nella Regione è bassa, per colpe anche remote. Sono stato un leale oppositore del suo governo – Saro abbozza un sorrisetto – e ho sempre detestato i cortigiani e i cospiratori. Lei conclude una stagione difficile su cui i miei giudizi sono noti. Siamo consapevoli della gravità del momento, ma pensiamo che la Sicilia sia redimibile. La Sicilia ha il diritto di tornare a sperare e noi politici abbiamo il dovere di essere portatori di speranza. Voglio coinvolgere gli scettici e i rassegnati. La sfida la vinceremo tutti insieme”.  

E' il calibrato discorso da spogliatoio di un allenatore – insistendo nella metafora calcistica – chiamato al capezzale di una squadra in zona retrocessione a pochissime giornate dalla fine del campionato. Sperare bisogna, ma chissà se servirà a qualcosa.Tutti i re che hanno preceduto l'appena insediato hanno infatti conosciuto più sconfitte che successi. Profezia da menagramo? No, storia. 

Ecco, dopo la proclamazione, le prime parole da presidente: “Leggo di toto-nomine e toto-assessori: è tutto falso. Sarò io stesso a comunicarvi la squadra.  Abbiamo fatto il punto della situazione con il ragioniere generale della Regione e con l'assessore designato all'Economia Gaetano Armao: la situazione finanziaria è assai grave. Deputati indagati? Io darò un nuovo stile, ci sarà un cambiamento rispetto agli ultimi settant'anni". 

Appunto, si vedrà, intanto la suggestione che resta è il saluto, intessuto di acuminato candore, tra colui che politicamente scompare e colui che si manifesta. Nello regala a Saro i libri di Oscar Wilde, “perché non abbiamo trovato Pasolini” e dice a Crocetta: “Auguri di buon riposo”. La Sala Alessi viene percorsa da una risata di rilevanza tellurica. “Cioè, l'ha spiegato lui che vuole riposarsi...”. E i presenti ridono, ridono e non la smettono più. Cala la tela. Il crocettismo è davvero finito. 

LE FOTO (di Antonio Giordano)

Fonte: livesicilia.it





MUSUMECI: "SITUAZIONE FINANZIARIA DELLA REGIONE GRAVE, ESERCIZIO PROVVISORIO PER DUE MESI" - VIDEO


18 Novembre 2017. PALERMO. Nello Musumeci, da stamattina ufficialmente presidente della Regione, tra i suoi primi atti sarà quello di andare in Aula per chiedere la approvazione dell'esercizio provvisorio. "Abbiamo fatto il punto della situazione con il ragioniere generale della Regione e con l'assessore designato all'Economia Gaetano Armao: la situazione finanziaria è assai grave - ha detto ai giornalisti subito dopo la cerimonia di insediamento a Palazzo d'Orleans -, spero in un esercizio provvisorio per non oltre due mesi".
Ai cronisti che hanno chiesto un commento sulle indagini giudiziarie che stanno coinvolgendo alcuni deputato eletti, ha risposto: "Deputati indagati? Io darò un nuovo stile, ci sarà un cambiamento rispetto agli ultimi settant'anni". E sulla giunta: "Leggo di toto-nomine e toto-assessori: è tutto falso. Sarò io stesso a comunicarvi la squadra".

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Fonte: gds.it






TRIBUNALE LAVORO DI GELA, OPERAI FORESTALI PRECARI, A BREVE LE PRIME SENTENZE


Dalla pagina facebook
Avvocato Biagio Longhitano

Giovedì 16 novembre presso il Tribunale di Gela si sono tenute altre cinque udienze relative alla definizione dello stato giuridico degli operai forestali precari. Le ragioni dei lavoratori sono state lungamente discusse con i vari Giudici del Tribunale.
Si torna da Gela con un gran risultato, quattro delle cinque cause sono state rinviate all'udienza di giorno 8 febbraio 2018 per la discussione e decisione; tra meno di tre mesi, quindi, il Tribunale Nisseno si pronuncerà in merito al riconoscimento degli scatti biennali e in merito al diritto alla stabilizzazione e al diritto al risarcimento del c.d. danno comunitario in favore dei lavoratori precari forestali.
Aspettiamo l'udienza di febbraio con grande trepidazione e grandi speranze, consapevoli che un altro fondamentale passo avanti verso il riconoscimento dei diritti dei lavoratori di questa categoria è stato fatto.
AD MAIORA!



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Battaglia legale. I forestali al contrattacco: "L'assunzione a tempo indeterminato ci spetta per legge"

Stabilizzazione dei lavoratori forestali Siciliani. L'Avvocato Biagio Longhitano comunica che oggi dinanzi al Giudice si è tenuta un'altra fondamentale udienza. Un altro passo avanti è stato fatto




A proposito degli scatti di anzianità:

La sentenza. Forestali, il Tribunale del Lavoro: "Scatti di anzianità per i precari"

Sentenza Giudice del Lavoro: i forestali precari siciliani hanno diritto agli scatti di anzianità

I forestali siciliani hanno diritto agli scatti di anzianità. Lo Snaf Fna Sicilia scrive una lettera al blog commentando positivamente questa notizia

Forestali precari, il Giudice del lavoro inguaia la regione siciliana: risarcimento milionario in vista 


Tribunale del lavoro. Sentenza choc sui forestali, rischio stangata per la regione: uguali vantaggi economici fra gli otd e oti. Ad ogni lavoratore sono stati riconosciuti circa 2.700 euro

Anche i precari hanno diritto agli scatti di anzianità. Questo Blog non dimentica: il Tribunale del Lavoro di Catania, ha riconosciuto ad ogni lavoratore forestale (101nista) circa 2.700 euro 

Operai forestali. Il Governo ricorre in appello per gli scatti di anzianità







PRIMO PASSO PER IL PASSAGGIO DI CONSEGNE CON CROCETTA. ORE 9.44 NELLO MUSUMECI É PROCLAMATO PRESIDENTE DELLA REGIONE (FOTO)

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18 Novembre 2017
“Verificata la validità dei verbali e la consistenza elettorale la Corte d’Appello di Palermo dichiara eletto presidente della Regione il candidato che ha riportato il maggior numero di voti Nello Musumeci.  Dichiara altresi eletto deputato regionale il candidato presidente della lista numero 1 che ha ottenuto il secondo maggior numero di voti Giancarlo Cancelleri del Movimento 5 stelle”.

Musumeci ha ringraziato e si é poi allontanato con difficoltà fra saluti, baci e abbracci. Di rito le sue prime dichiarazioni. Il presidente della Regione é ora atteso a Palazzo d’Orleans per il passaggio di consegne con il presidente uscente Rosario Crocetta e l’insediamento ufficiale con il quale prenderà possesso di Palazzo d’Orleans per i prossimi 5 anni






DALLA REGIONE LE NUOVE DIRETTIVE PER LA STABILIZZAZIONE DEI PRECARI. A QUESTI OCCORRE AGGIUNGERE 28 MILA FORESTALI CHE LAVORANO, PERÒ, SOLO SEI MESI PER ANNO. IL BLOG: DOPPIO ABBAGLIO DEL GIORNALISTA


di Michele Giuliano
Nei giorni scorsi l’Assessorato regionale al Lavoro ha pubblicato le modalità operative per la procedura. In Sicilia 6.000 Asu, simbolo di una politica clientelare fatta di raccomandazioni

PALERMO - Il processo per la stabilizzazione dei cosiddetti Asu, lavoratori impiegati in attività socialmente utili, all’interno della Pubblica amministrazione continua. Dopo l’istituzione presso i Centri per l’Impiego degli sportelli periferici per fornire informazioni sull’argomento, l’assessorato regionale al Lavoro ha pubblicato alcune direttive per regolare le modalità operative e le procedure di raccolta dei dati dei lavoratori raccolti e della loro posizione all’interno degli Enti in cui lavorano. Sono stati quindi forniti agli uffici i modelli da utilizzare: il primo, modello ‘A’, per programmare la fuoriuscita dal bacino dei lavori socialmente utili; il secondo, il modello ‘B’, per fare la richiesta per essere inseriti nella sezione esuberi all’interno dell’elenco unico regionale a cui questa categoria è iscritta.
Gli Enti che utilizzano tali lavoratori proprio in questi giorni hanno depositato la documentazione presso il Centro per l’Impiego di competenza, che si occuperà a sua volta di controllare gli elenchi, unificandoli, in un ulteriore modello anch’esso fornito dall’amministrazione. Alla fine del procedimento, il servizio regionale delle Politiche del precariato del dipartimento Lavoro predisporrà l’elenco generale della sezione esuberi.

Terminata tale fase, saranno impartite ulteriori direttive per avviare i piani di utilizzo e di fuoriuscita dei precari Asu, in base ai numeri individuati e alle professionalità evidenziate. A supervisionare il tutto, vigilando sulla correttezza della procedura e della trasparenza delle operazioni, che dovranno essere il più possibili accessibili, ci saranno gli ispettorati del Lavoro per zona. Un procedimento che sembra essere lineare e semplice, che dovrebbe finalmente avviare la stabilizzazione di tanti lavoratori che, una ventina di anni fa, avrebbero dovuto lavorare per un solo anno e che poi, seppur nella loro precarietà, hanno trovato “stabilità” in Regione, Comuni, Province, sanità e altre strutture pubbliche e parapubbliche.

Gli Asu sono in 6 mila in tutta l’Isola e vivono letteralmente in un limbo: non hanno un contratto, non godono di ferie e malattie, praticamente continuano a essere lavoratori in nero legalizzati dalle istituzioni. Hanno avuto accesso alle Pa siciliane senza uno straccio di concorso, quindi anche in contrasto con la Costituzione. Il loro stipendio è interamente a carico della Regione. Sono nati, e continuano ancora ad avere questo profilo professionale, come supporto agli impiegati. Non avendo un contratto infatti non possono svolgere alcune mansioni perché per loro non sono previste indennità accessorie come, ad esempio, il “rischio” o il “disagio”. Una vera contraddizione, quella loro, che li vede protagonisti di una situazione molto imbarazzante.

Il caso simbolo in Sicilia è ad Alcamo, Comune che addirittura con all’incirca 200 Asu in servizio, un terzo dell’intera pianta organica. In pratica questi lavoratori gestiscono servizi essenziali. L’amministrazione vorrebbe internalizzare alcune servizi, come la pulizia delle spiagge e degli spazi a verde: impossibile però utilizzarli proprio perché non godono di indennità per effettuare servizi esterni. Ma non ci sono soltanto loro: il bacino dei precari è costituito da 18 mila lsu, lavoratori socialmente utili, collocati negli Enti locali, 700 contrattisti della Regione, 3 mila Pip (Piani di Inserimento Professionale), mille operai dei Consorzi di Bonifica, per non parlare degli oltre 8.000 operatori della formazione professionale. A questi occorre aggiungere 28 mila forestali che lavorano, però, solo sei mesi per anno.

Pubblicato il 18 novembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: www.qds.it