L'obiettivo dei sindacati

è quello di arrivare ad ottenere 2 contingenti:

Oti e 151nisti.

Obiettivo condiviso anche dai due assessori!

Ecco allora quanto manca

per la presentazione della riforma:






31 gennaio 2019

COMPARTO FORESTALE. FAI-FLAI-UILA PREOCCUPATI DA FINANZIARIA REGIONALE, AUTOCONVOCAZIONE MARTEDÌ A PALAZZO D'ORLEANS


Dalla pagina Facebook
Sicilia Uila

“Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil Sicilia hanno esposto stamattina ai capigruppo dell’Ars, al presidente dell’Assemblea regionale e all’assessore all’Agricoltura tutte le preoccupazioni per una ipotesi di manovra finanziaria che prevede l’azzeramento delle risorse per gli stagionali dell’Ente di Sviluppo agricolo, mentre ai lavoratori delle Garanzie Occupazionali in servizio nei Consorzi di Bonifica vengono ridotti i fondi da 13 milioni ad appena un milione di euro. Non va meglio per i Forestali, in quanto ben 53 milioni di euro sono stati dirottati dalle voci ordinarie di bilancio ai fondi Fsc in attesa di progettazione. L’assessore Edy Bandiera s’è impegnato a presentare un emendamento per porre rimedio a questi tagli. Fai-Flai-Uila, comunque, hanno deciso per martedì 5 febbraio l’autoconvocazione dei gruppi dirigenti sindacali a Palermo dinanzi a Palazzo d’Orleans, sede della Presidenza della Regione, per tenere alta l’attenzione su una Finanziaria che rischia di provocare nuovi, irreparabili, danni al mondo agricolo e forestale in Sicilia. Intanto, è calato un incomprensibile e colpevole silenzio sulla nostra proposta di riforma del settore forestale”. Lo affermano i segretari generali di Flai e Uila Sicilia, Alfio Mannino e Nino Marino, insieme con il commissario regionale Fai, Pierluigi Manca, che sottolineano come “l’assessore all’Agricoltura abbia assicurato per le prossime ore proposte di modifica alla Finanziaria con le quali dovrebbero essere ripristinate interamente le risorse per Esa e Consorzi di Bonifica”. “Per i Forestali, infine, l’assessore ha garantito che i fondi FSC saranno inserite in Finanziaria e quindi si tratterà di somme certe, come già avvenuto lo scorso anno”.






IL SEGRETARIO REGIONALE DELLA FLAI CGIL SICILIA ALFIO MANNINO, RISPONDE AL BLOG. CARO BLOG, COME VEDI CI STIAMO ADOPERANDO E METTEREMO IN CAMPO LE DOVUTE INIZIATIVE. QUI DI SEGUITO LA NOSTRA POSIZIONE


Rileggiamo la risposta di ieri al Blog, del Segretario Generale della Flai Cgil Regionale, Alfio Mannino








PD CONTRO LA MANOVRA ALL'ARS: "TAGLIA 250 MILIONI, SARÀ IL CAOS". RISPETTO ALLE ANNUNCIATE RIFORME DI MUSUMECI, SONO RIMASTI SOLO I TAGLI, CHE RIGUARDANO ANCHE I FORESTALI


Dal sito palermo.repubblica.it

Il capogruppo dei dem Lupo: "Da domani Regione in gestione provvisoria, siamo allo shutdown"

31 Gennaio 2019
"Il governo in commissione bilancio ha escluso la proroga dell'esercizio provvisorio: una cosa incomprensibile, perchè da domani la regione siciliana sarà in 'gestione provvisoria', cosa peggiore dell'esercizio provvisorio". Lo ha detto il capogruppo del partito democratico all'assemblea regionale siciliana, Giuseppe Lupo, a margine della conferenza stampa convocata per illustrare le critiche al bilancio messo a punto dal governo regionale e all'esame del parlamento. "L'esercizio provvisorio consente di attivare tutti i capitoli di spesa 'in dodicesimi', mentre la 'gestione provvisoria' è limitata soltanto alle spese obbligatorie - ha aggiunto lupo -. Da domani la regione sarà alla paralisi, una situazione di 'shutdown', come negli stati uniti, di cui faranno le spese i siciliani con il blocco delle attività amministrative".

Peraltro per Lupo "il governo Musumeci e' alla paralisi non solo per effetto dei tagli obbligatori, ma per i conflitti all'interno della maggioranza sulle candidature alle Europee, terreno di scontro tra Forza Italia, i popolari e Autonomisti e Musumeci. Sono allo scontro armato, i partiti sono gli uni contro gli altri. Seppure risicata, il governo Musumeci ha una maggioranza. Se poi non la sa gestire, non e' colpa delle opposizioni".

Rispetto alle annunciate riforme di Musumeci, inoltre, ha aggiunto il capogruppo del Pd all'Ars, "oggi sono rimasti solo i tagli, che riguardano i consorzi bonifica, l'Esa, i forestali, l'Istituto vite e vino, perfino l'obbligo formativo, il diritto allo studio, alle scuole paritarie e molto altro. Purtroppo l'accordo con lo Stato di cui il governo si era vantato, ha prodotto disastro, non garantisce la rateizzazione in trent'anni di tutto il disavanzo di oltre due miliardi, ma solo di una parte, lasciando fuori i 546 milioni che devono essere ora ammortizzati in tre esercizi, questo produce sul 2019 un taglio di circa 250 milioni. Chiediamo al governo gialloverde della Regione di risolvere il problema".

Lupo fatto il punto sui tagli che la spesa pubblica regionale subira' nel bilancio di rpevisione per il 2019, per via del disavanzo degli anni precedenti quantificato dalla Corte dei Conti in 2,1 miliardi che quest'anno costringe il governo ad applicare tagli per 250 milioni. "Si riaprano le interlocuzioni con Roma e si garantisca la rateizzaizone di 2 mld e cento per per intero, in trent'anni", ha proseguito, indicando i settori piu' penalizzati: un milione in meno alla Protezione civile,     8 milioni e mezzo in meno per la gestione dei consorzi di bonifica, 11 milioni e 795 mila euro per le garanzie occupazionali degli stessi consorzi, 8 milioni e mezzo in meno per la meccanizzazione dell'Esa, 300 mila euro in meno per le adozioni internazionali, meno 2 milioni e 400 mila eruo per i progetti individuali dei disabili, decurtato anche il fondo per le urgenze idrogeologiche e quello per adozioni internazionali, circa 300 mila euro".

La Finanziaria del Governo regionale dimentica i giovani, la cultura, il trasporto pubblico locale, i disabili, e persino gli aiuti alle popolazioni colpite dalle calamità naturali, come i terremotati e gli alluvionati di Catania. E' questa l'idea che ha Musumeci della Sicilia?", afferma Luca Sammartino, presidente della V commissione Ars e deputato Pd, dopo l'approvazione in Commissione Bilancio della Finanziaria. "Nonostante i roboanti annunci di accordi con lo Stato - prosegue il parlamentare regionale del Pd - questa manovra non prevede alcun tipo di stanziamento di risorse economiche. Solo tagli. Nel settore agricolo sono così a rischio gli stipendi dei Consorzi di bonifica, dell'Istituto Vite e Vino e dell'Esa mentre il settore dello spettacolo è particolarmente colpito, con l'azzeramento del Fondo Unico Regionale per lo Spettacolo, i meno 1,8 milioni al Teatro Bellini di Catania, che mette a rischio il futuro dell'ente". 

"Sono state tagliate perfino le somme per la manutenzione degli edifici scolastici, viene ridotto di oltre 1 milione lo stanziamento per l'obbligo formativo. Dove sono gli investimenti? I siciliani non meritano questo" - conclude Sammartino. 

Fonte: palermo.repubblica.it





CONFERENZA DEI DEM A PALAZZO DEI NORMANNI. BILANCIO, IL PD ATTACCA: “TAGLI PER 157 MILIONI A EX PIP, ESA E CONSORZI DI BONIFICA. SIAMO ALLO SHUTDOWN”. VIDEO

Guarda il video in alto

Dal sito www.ilsicilia.it

di Manlio Melluso - 31 gennaio 2019
Ammontano a circa 157 milioni di tagli al bilancio della Regione secondo le cifre che il gruppo parlamentare all’Ars del Partito democratico hanno illustrato in una conferenza stampa a Palazzo dei Normanni. A presenziare in sala stampa sono il capogruppo Giuseppe Lupo, Baldo Gucciardi e Giuseppe Arancio.

I parlamentari del Pd indicano in ordine sparso le voci dei tagli del bilancio: ridotto di circa 800mila euro il fondo per i centri antiviolenza. Decurtata la voce relativa al trasporto pubblico locale, con 159 milioni ridotti a 116 (si tratta di fondi vincolati, non disponibili a nostro avviso). Ridotti i fondi per il Reddito minimo di inserimento e per i cantieri di servizio (taglio di circa 300mila euro). Secondo quanto riferiscono i dem, mancano anche 8 milioni 781 mila euro per gli ex Pip. Riduzioni anche per consorzi di bonifica ed è previsto l’azzeramento del fondo per le garanzie occupazionali dei lavoratori dell’Esa. Secondo il Pd è previsto un taglio al Furs, il fondo unico regionale per lo spettacolo, di circa 2,5 milioni di euro. Piange anche lo sport, che segna meno 3,1 milioni.

Il Pd punta il dito contro l’accordo Stato-Regione, salutato invece con successo dal governo Musumeci, che “ha prodotto questo disastro – afferma Giuseppe Lupo, capogruppo dei democratici all’Ars. “Un accordo inadeguato e insufficiente – lo definisce Lupo – Contrariamente a quanto affermato dal governo regionale, non garantisce la rateizzazione di tutto il disavanzo in trenta anni, ma solo di una parte, con la restante, 500 milioni circa da spalmare in tre anni“. Quindi la quota complessiva, riferisce Lupo, tra quella riferita al trentennio e quella annuale, è di circa 250 milioni per il 2019. “Chiediamo al governo regionale e al quello nazionale di risolvere la situazione – dice – Si garantisca quello che si era garantito, cioè la rateizzazione trentennale dei 2,1 miliardi“. Il capogruppo dem interviene sui lavori d’Aula: “Senza proroga dell’esercizio provvisorio la Sicilia entra in gestione provvisoria, con il blocco delle attività amministrative ad eccezione delle spese obbligatorie – dice Giuseppe Lupo, capogruppo all’Ars del Pd –  Da domani, la Sicilia sarà in shutdown come gli Usa per colpa di Musumeci e del suo governo“.

Secondo Baldo Gucciardi, vicepresidente della commissione Bilancio, “La cultura è azzerata“. Poi, sull’esercizio provvisorio: “Certamente l’opposizione non ha fatto ostruzionismo“. Infine sul Po-Fesr 2014-2020: “Non mi convince l’emendamento 4.31 alla nota di variazione che recupera i 31 milioni di euro. Togliere 21 milioni dal por per poi recuperarli non so quando ci crea delle forti perplessità“.

Fonte: www.ilsicilia.it





MARATONA FINANZIARIA, MANCANO ANCORA LE TABELLE DI BILANCIO E DA MEZZANOTTE SCATTA LA ‘GESTIONE PROVVISORIA’


Dal sito www.blogsicilia.it

di Manlio Viola - 31/01/2019
Doveva iniziare a mezzogiorno ma è stata subito rinviata la seduta dell’Ars che doveva incardinare bilancio e finanziaria della Regione. Il presidente Gianfranco Miccichè aspetta di ricevere le tabelle da allegare al bilancio che gli uffici della Regione dovrebbero ancora depositare.

La Legge di stabilità regionale, approvata due notti or sono dalla Commissione Bilancio e coordinata nella giornata di ieri, conta adesso 57 articoli. Alla mezzanotte di oggi scade l’esercizio provvisorio ma la maggioranza è riuscita ad ottenere dalla  conferenza dei capigruppo che non si ricorresse ad un altro mese di esercizio provvisorio e conta di giungere ad approvazione entro il 5 febbraio.

Senza esercizio provvisorio e senza bilancio di previsione la spesa regionale si blocca e si va in gestione provvisoria, un sistema che non permette praticamente di fare nulla, men che meno spendere. La sfida, adesso, è riuscire nell’intento di chiudere la manovra in tempo per permettere di sbloccare tutti i pagamenti di fine febbraio visto che dopo l’approvazione serve il tempo per il nuovo coordinamento e i tempi tecnici per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale passaggio indispensabile perché una legge entri in vigore.

Intanto questa mattina piovono le critiche Pd a governo e maggioranza. “Con la mancata proroga dell’esercizio provvisorio, che scade oggi, e in attesa dell’approvazione del bilancio per il 2019, da domani scatta per la prima volta in Sicilia la gestione provvisoria, con il conseguente blocco dell’attività amministrative perché saranno garantire solo le spese obbligatorie mentre per il resto sarà la paralisi” dice il capogruppo del Pd all’Ars, Giuseppe Lupo, nel corso di in conferenza stampa a Palazzo dei Normanni.

“Aspettiamo le tabelle sul bilancio ma ho una seria perplessità sulla quadratura dei conti: le coperture e le garanzie sulla certezza delle attività che si possono svolgere nonostante i tagli la devono dare gli uffici, la Ragioneria generale e il governo con relazioni adeguate” gli fa eco il vice presidente della commissione Bilancio dell’Ars ed ex assessore alla sanità Baldo Gucciardi.

Sul piano prettamente politico “Non è vero che Musumeci non ha la maggioranza in Assemblea, ce l’ha anche se è risicata: questa è la verità. Se poi qualcuno di loro vota contro il governo, questo è un altro discorso. Musumeci ha quattro problemi: mancano i soldi, deve fare il rimpasto, c’è in atto uno scontro nella maggioranza per le europee, e poi diciamolo sono scarsi. Con Musumeci c’è la paralisi totale” sostiene ancora Lupo.

Piovono nuovi tagli in Finanziaria, necessario reperire 244 milioni già nel 2019 

Via libera in Commissione alla Finanziaria a sole 44 ore dalla scadenza dell’esercizio provvisorio

La Finanziaria torna a gonfiarsi, da 16 a 57 articoli dopo il coordinamento: si va verso la seduta fiume a sala d’Ercole

Fonte: www.blogsicilia.it





LETTERA APERTA DI UN OPERAIO PRECARIO FORESTALE DA 30 ANNI AI SEGRETARI REGIONALI DI FAI, FLAI E UILA: ORGANIZZATE UNA PROTESTA SERIA ED ECLATANTE. IL GOVERNO PREFERISCE FARE TAGLI INVECE DI RIFORMARE IL COMPARTO E STABILIZZARE I LAVORATORI


Lettera aperta ai sindacalisti segretari regionali
Manca, Mannino e Marino 
Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil.

SE le S.V.I. non convocherete uno sciopero a oltranza davanti palazzo d'Orleans, per chiedere la stabilizzazione del comparto, AVRETE LA RESPONSABILITA' STORICA DELLA DISTRUZIONE DEL COMPARTO SICILIANO E COSTRINGERETE MIGLIAIA DI LAVORATORI PRECARI FORESTALI A DISAGI ECONOMICI PER LORO E PER LE LORO FAMIGLIE... SAPPIATELO
FINO A PROVA CONTRARIA, SIETE VOI CHE AVETE IN MANO LA MAGGIOR PARTE DELLE DELEGHE

USATELE PER FARE QUALCOSA DI UTILE PER I LAVORATORI

MUSUMECI E IL SUO GOVERNO, PRINCIPALE COLPEVOLE, SI APPRESTA A FARE TAGLI, INVECE DI RIFORMARE IL COMPARTO E STABILIZZARE I PRECARI TRENTENNALI... E SE VOI NON ORGANIZZATE UNA PROTESTA SERIA ED ECLATANTE, SARETE LORO COMPLICI!
FIRMATO: 
Giuseppe Germanò, operaio precario forestale SICILIANO 
(non sono stagionale, sono precario e da 30 anni)





PRESENTATI 57 ARTICOLI. COLPO DI SCENA, LA FINANZIARIA TORNA MAXI: SEDUTA FIUME ALL'ARS, MA IL TESTO ARRIVA IN RITARDO E I LAVORI SLITTANO


Dal sito gds.it

di D.M. — 30 Gennaio 2019
Colpo di scena nella Finanziaria che torna ad essere ricca di articoli. Dopo la decisione di presentare un testo ultra light e le paventate "lacrime e sangue" per i siciliani, ecco che mamma Regione torna ad essere generosa e prevede ben 57 articoli, anzichè 16, con una pioggia di norme e finanziamenti.

E per superare l'ostacolo "esercizio provvisorio" ecco che la Conferenza dei capigruppo dell'Ars oggi pomeriggio ha deciso, comunicandolo, al presidente del Parlamento Gianfranco Miccichè di convocare la seduta domani e di continuare ad oltranza fino al prossimo 5 febbraio. In pratica la seduta di domani resterà aperta fino all’approvazione definitiva della Finanziaria.

Una manovra che fa superare lo scoglio del 31 gennaio, data in cui scade per l'appunto l'esercizio provvisorio.

Il calendario dei lavori però subire uno slittamento dei tempi: oggi si sarebbe dovuto incardinare il testo in aula, ma i documenti contabili e le tabelle connesse alla legge di stabilità, attesi nel pomeriggio, non sono ancora stati trasmessi a Palazzo dei Normanni. La seduta è stata dunque aperta poco prima delle 20, e subito rinviata a domani alle 12.

prevede, dunque, che oggi i disegni di legge vengano solo incardinati, entro domani alle 12 occorrerà presentare gli emendamenti al bilancio e inizierà così la discussione generale. Per presentare emendamenti alla Finanziaria ci sarà tempo, invece, fino al prossimo 5 febbraio.

Nel nuovo e corposo testo c'è di tutto e quello che nelle ultime ore ha suscitato maggiori polemiche è l'istituzione di una “orchestra del Mediterraneo” agganciata alla fondazione Federico II.

“Spiace apprendere dalla stampa che in un contesto definito da più parti ‘lacrime e sangue’ i deputati regionali di Forza Italia abbiano trovato l’occasione di inserire in finanziaria addirittura l’istituzione di un’orchestra”, afferma Fabio Cantarella, responsabile enti locali della Lega in Sicilia, commentando la presentazione da parte dei berlusconiani della norma che riguarda il nuovo ente musicale.

"Non è possibile - continua Cantarella - chiedere sacrifici ai siciliani e al contempo esercitare fantasie clientelari".

Ma nel testo c'è di tutto, torna la "norma-Portogallo", anche se in una versione leggermente modificata, che prevede un bonus per chi si trasferisce in Sicilia; viene stabilito che i lavoratori Asu vengano utilizzati nei beni culturali, così come c'è una norma che prevede di inserire nel bacino dei precari da stabilizzare circa 80 precari delle camere di commercio mentre un altro emendamento prevede il transito in Resais per i pochi ex dipendenti della Pumex.

Ma il cammino non è certo in discesa, tutt'altro. Il Pd ha convocato per domani mattina una conferenza stampa e invoca la proroga dell'esercizio provvisorio.

E anche il M5S promette battaglia. "Questa manovra – afferma il capogruppo Francesco Cappello – è solo di facciata. Musumeci vuole portarla a casa entro il 31 gennaio per poter dire di aver usufruito di un solo mese di esercizio provvisorio e salvare la faccia con la stampa, cui aveva annunciato in pompa magna che avrebbe varato la Finanziaria entro dicembre scorso. Ci dispiace deluderlo, non è sbolognando ai siciliani un contenitore vuoto che riuscirà nell’operazione".

Le opposizioni rimangono, dunque, critiche e si promette battaglia in Aula su tanti temi.

"Avevamo presentato alcuni emendamenti con una serie di misure a sostegno delle popolazioni  del catanese colpite dai terremoti dei mesi scorsi che oltre ai danni a territorio ed infrastrutture  e patrimonio architettonico e storico, hanno avuto pesanti conseguenze sull’economia  in piena stagione turistica invernale. Gli emendamenti  del Pd, che erano stati approvati nelle Commissioni di merito, sono stati bocciati  dal governo e dalla maggioranza in Commissione Bilancio". Lo dice Anthony Barbagallo parlamentare regionale del Pd.

"Riproporremo le stesse norme in aula – aggiunge Barbagallo – insieme alle misure  per contrastare gli inaccettabili tagli alla cultura, contenuti nella manovra del governo".

La parola fine, dunque, sembra essere ancora molto lontana e da domani all'Ars  inizierà una lunga maratona.

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it






NON SOLO ABUSI EDILIZI, SUOLO SICILIANO DIVORATO ANCHE DA INCENDI E DISCARICHE. LA NOTA POSITIVA ARRIVA DALLA CRESCITA DELLE AREE A VEGETAZIONE BOSCHIVA E ARBUSTIVA IN EVOLUZIONE


Dal sito www.qds.it

di Rosario Battiato
La fotografia Arpa-Ispra su com’è cambiata la copertura del territorio tra il 2012 e il 2018. Variazioni in 16 mila ettari dell’Isola: diminuiscono cantieri, infrastrutture e aree agricole

PALERMO – In Sicilia si marcia male: i cambiamenti registrati in 16 mila ettari, tra il 2012 e il 2018, hanno fatto registrare la crescita delle aree percorse da incendi e gli spazi occupati dalle discariche mentre crollano i cantieri e le reti stradali, ferroviarie, le infrastrutture tecniche e le aree agricole. Un timido cenno di ripresa arriva soltanto dall’area a vegetazione boschiva e arbustiva in evoluzione, lievemente in crescita. Sono questi i numeri più importanti registrati nella variazione della superficie di classe di consumo di suolo dello scorso anno rispetto a quanto registrato nel 2012 nello studio realizzato grazie a una convenzione tra Arpa Sicilia e Ispra.

In linea generale, i dati al 2018, evidenziano come la classe d’uso del suolo maggiormente presente a livello regionale è “seminativi in aree non irrigue”, che annovera nel frumento e nelle altre graminacee le specie più rappresentative del territorio siciliano ricadenti in tale classe d’uso.

A preoccupare, tuttavia, sono i risultati relativi alla progressione di alcune classi di copertura del suolo siciliane nel percorso degli ultimi sei anni. Dal 2012 al 2018 si “registrano cambiamenti in circa 16.000 ettari, pari a circa lo 0,60% dell’intero territorio regionale”. Di questi 16.000 ettari, poco più del “50% riguardano aree percorse da incendi” al punto che il risultato del 2018 è pari a cinque volte quello del 2012. Andando in dettaglio, scopriamo che le aree percorse da incendio sono passate da 1.775,8 ettari a 8.700, con segno positivo di 6.924 ettari, pari al 389,8%.

Altri aumenti preoccupanti riguardano la classe di riferimento per “Discariche e depositi di miniere, industrie e collettività pubbliche”, una tendenza che potrebbe crescere ancora dal momento che, per superare il ritardo decennale nella gestione dei rifiuti, la Regione ha previsto l’apertura di nuove discariche nei prossimi anni, assieme a impianti per migliorare il ciclo. Rispetto alle aree percorse dal fuoco, l’impatto delle discariche è stato decisamente minore, essendo passate da 234,86 a 295 ettari, con una differenza di 60 ettari, pari al 25% in più nel confronto tra le due annualità.

La nota positiva arriva dalla crescita delle aree a vegetazione boschiva e arbustiva in evoluzione, passate da 13.522 a 14.255 ettari, facendo registrare una crescita di 732 ettari, con un segno positivo che ha superato il 5%. Le maggiori diminuzioni riguardano i cantieri, circa il 50% in meno, e la classe che comprende reti stradali, ferroviarie e infrastrutture tecniche in diminuzione di poco più del 10% sempre rispetto a quanto rappresentato nel 2012.

In calo anche il dato relativo ai “sistemi colturali e particellari complessi” che da 167.520 ettari è passato a 160.438, circa 7 mila ettari in meno, per un valore statistico di quattro punti percentuali in meno. Il lavoro ha lo scopo di “revisionare le classi di copertura ed uso del suolo del territorio regionale del 2012 ed aggiornarle al 2018”. L’attività discende dal progetto “Italian NRCs LC Copernicus supporting activities for the period 2017-2021” che opera tramite “l’utilizzo di cartografie e attività di fotointerpretazione ed editing manuale”.
31 gennaio 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: www.qds.it







IL CASO CAF PALERMO E IL DIPENDENTE NEL CICLONE: “SARÀ SOSPESO DAL PD”. PARLA IL SEGRETARIO PROVINCIALE CARMELO MICELI


Dal sito www.blogsicilia.it

di Luigi Gullo - 30/01/2019
“Se Russo non si è già autosospeso sarà sospeso dal partito”. È questa la dichiarazione che arriva dal segretario del Partito Democratico palermitano, Carmelo Miceli.

“È doveroso fare luce sull’accaduto. Spero che Russo possa dimostrare di essere stato vittima di un raggiro. Ma nell’interesse di tutti mi aspetto che Alessandro decida di autosospendersi dal partito, e in assenza di una dichiarazione di autosospensione dovrò procedere io alla sospensione di Sandro in via cautelativa. Questa è la decisione del partito” – spiega ai nostro microfoni Miceli. “Prima di assumerla mi sono confrontato con il reggente nazionale, Matteo Orfini”.

Miceli chiede al Movimento 5 Stelle di guardare prima all’interno del suo movimento prima di “speculare” su questa vicenda: “Cosa intende fare con il sindaco di Bagheria Matteo Cinque rinviato a giudizio per reati gravissimi, con l’onorevole Licatini, che è componente della commissione ambiente e fa speculazioni con gli ecomostri sul litorale di Aspra, ma anche con sé stesso, visto che ha istituito una società fittiziamente intestata a sé stesso solo per consentire a suo padre di continuare a lavorare e di evadere i debiti con l’erario”.

Luigi Di Maio sulla sua pagina Facebook scriveva: “Quesito del giorno, il Pd espellerà il suo consigliere? Per settimane abbiamo ascoltato il Partito democratico attaccare il reddito di cittadinanza sostenendo che sarà il paradiso dei ‘fannulloni’ e dei ‘disonesti’. Ora abbiamo finalmente capito il perché di questi attacchi: era coda di paglia”.

Sandro Russo, coinvolto in una indagine della Guardia di Finanza su come eludere i paletti del reddito di cittadinanza, in seguito alla puntata di domenica scorsa della trasmissione “Non è l’Arena” di Massimo Giletti, ha spiegato di essere stato raggirato dal giornalista di La7. Russo ha dichiarato su queste colonne come al suo interlocutore avrebbe solamente spiegato come i furbetti stanno cercando di eludere la normativa per accaparrarsi il contributo statale. Non lo avrebbe quindi edotto su quali sotterfugi adottare a livello personale.

Intanto, molti cittadini monrealesi da ieri sera hanno voluto esprimere la loro solidarietà al concittadino, riconoscendone la dirittura morale e l’impegno profuso nei confronti dei bisognosi, attraverso l’attività politica (da consigliere del PD) e anche all’interno della CGIL.

CGIL che intanto, a livello cautelativo, ha deciso di sospendere il dipendente presso il CAF di Palermo, in modo da consentirgli di presentare le controdeduzioni, così come previsto in caso di infrazioni.

Fonte: www.blogsicilia.it


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Sciatteria di governo: Di Maio attacca a testa bassa Alpaa con infamanti accuse, ma sbaglia bersaglio

Reddito di cittadinanza, Di Maio denuncia un Caf di Palermo: "Consigli illegali". Il vicepresidente del consiglio contro un dipendente del centro Alpaa della Flai Cgil. Video


Reddito di cittadinanza, blitz della finanza al Caf Cgil segnalato da Di Maio. Il Segretario della camera del lavoro annuncia l’avvio di un procedimento disciplinare nei confronti del dipendente


Reddito cittadinanza, il dipendente del Caf denunciato da Di Maio è un consigliere del Pd





30 gennaio 2019

LA NOTA DEL SEGRETARIO DELLA FLAI CGIL, ALFIO MANNINO: È ORA CHE IL GOVERNO REGIONALE CAMBI DAVVERO METTENDO AL CENTRO IL LAVORO E LA SUA DIGNITÀ O IL COMPARTO AGRO FORESTALE APRIRÀ UNA STAGIONE DI LOTTA PER CAMBIARE LA SICILIA


Dalla pagina Facebook
del Segretario Regionale Flai Cgil
Alfio Mannino

La nave sta affondando (cioè la regione siciliana) ma governo e parlamento piuttosto che tagliare sprechi e privilegi, anzi vengono ulteriormente alimentati con questa finanziaria, pensa bene di tagliare oltre 80 milioni di euro al comparto agro- forestale ciò comporterà la definitiva chiusura dell’ESA e dei consorzi di bonifica e renderà complicato garantire l’attività forestale nel corso del 2019 in maniera adeguata determinando un grave danno ai lavoratori, al territorio siciliano all’agricoltura Siciliana. Domani come Flai - Fai e Uila incontreremo all’assemblea regionale tutti i capigruppo e il governo per scongiurare che questa sciagurata finanziaria venga approvata così come ha proposto il governo nel caso non dovessimo avere le dovute risposte saremo costretti a mobilitare il comparto. 
Intanto oggi abbiamo lanciato unitariamente un appello alle forze politiche presenti all’assemblea regionale con il seguente comunicato .

L’allarme lanciato qualche giorno fa sui possibili tagli nella Finanziaria Regionale ai danni del settore Forestale, dei Consorzi di Bonifica e dell’Esa sta diventando purtroppo una dura realtà, rinnegando peraltro quanto concordato col Governo Regionale nei vari incontri dei mesi scorsi, nei quali ci aveva assicurato le risorse necessarie e come peraltro erano previste nella bozza di Legge Finanziaria.
E’ quanto affermano in una nota congiunta Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil.
Questo cambio di rotta del Governo - scrivono i Segretari Manca,Mannino e Marino - è inammissibile perché rischia di mettere in crisi comparti fondamentali per la difesa e la manutenzione del territorio e di conseguenza anche il comparto agricolo.
I possibili tagli, che noi auspichiamo non ci siamo, sono ancora più ingiustificati visto il prezioso e fondamentale lavoro che i lavoratori forestali, dell’Esa e dei Consorzi di Bonifica hanno svolto per rimettere in sicurezza e riparare i danni causati dagli eventi climatici calamitosi dei mesi scorsi.
Invece di agire sugli sprechi e sulle inefficienze e aprire finalmente un percorso virtuoso di riforma di questi settori, come peraltro annunciato più volte da questo Governo e sul quale ci siamo da subito detti disposti ad aprire una trattativa, ancora una volta si tagliano le risorse a settori strategici mortificando molti lavoratori e mettendo a rischio il loro reddito.
Chiediamo quindi con forza al Presidente Musumeci e a tutto il Governo Regionale una atto di responsabilità e ripristinare le risorse necessarie, perché senza le quali oltre a mettere in crisi interi settori si rischia di minare anche la tenuta sociale.
Chiediamo altresì a tutte le forze politiche presenti all’Assemblea Regionale di attivarsi e prendersi in carico questa vertenza, dando così un segnale concreto e tangibile ai tanti lavoratori forestali, dei Consorzi di Bonifica e dell’Esa che con il loro lavoro assicurano servizi ai cittadini e a tutta l’economia siciliana.





Sicilia, tagli per forestali e fondi Ue. Il Blog: in compenso Forza Italia si fa approvare in commissione bilancio la nascita di un orchestra per l'Ars. Ma come si fa va stare zitti?

Regione siciliana, comuni e province come in Grecia? Sarà uno stillicidio sulla pelle dei siciliani. E che dire dei forestali? A questo comparto verrà scippata una barca di soldi! altro che stabilizzazione






LA CGIL E LA FLAI IN PRIMA FILA NEL PORTO DI SIRACUSA PER FARE SCENDERE I MIGRANTI DALLA NAVE. ADESSO NOI CHIEDIAMO AL SINDACATO DI ANDARE A PALERMO PER FARE SCENDERE INVECE TUTTI QUELLI CHE SI SONO ACCANITI CONTRO I LAVORATORI FORESTALI. NON C'È PIÙ UN MINUTO DA PERDERE


di Michele Mogavero
Sembra essersi sbloccata la vicenda della Sea Watch 3. Al più presto iniziano le operazioni di sbarco. Era ora!

La vicenda dei 47 migranti ha avuto un lieto fine e noi siamo contenti. 
Difronte la nave Sea Watch, abbiamo visto la Cgil e la Flai manifestare e dare un grande contributo, quindi anche loro sono stati determinanti nel farli scendere e far rispettare i diritti.

Adesso noi operai forestali, chiediamo alla Cgil di portarci a Palermo per fare scendere quei scienziati che ancora una volta si sono accaniti contro i lavoratori forestali. Quest'anno vogliamo almeno i due soli contingenti, ma per ottenere questo bisogna lottare e non c'è più un minuto da perdere. Se poi il Presidente Musumeci vuole stabilizzarci, tanto di cappello. Però lui e tutti gli altri devono capire che siamo stanchi morti del riposo.


I forestali non avranno un giorno di riposo, parola del Presidente Musumeci.
 Ma da quando?








STABILIZZAZIONI E NOVITÀ SUL FISCO. COSA C'È NELLA MANOVRA SENZA SOLDI


Dal sito livesicilia.it

di Salvo Toscano
Il testo approda in Aula. Una norma apre a incarichi esterni alla Regione. Ecco le novità passate in commissione.

PALERMO – Una finanziaria “di lacrime e sangue per la Sicilia” l'ha definita il Pd. La manovra che ha avuto ieri sera il via libera della commissione Bilancio e che si appresta ad approdare in aula a Sala d'Ercole risente della batosta della Corte dei Conti che costringe la Regione a recuperare i due miliardi e cento milioni di disavanzo, e di questi seicento milioni circa in tre anni. Il tutto si traduce in una finanziaria di vacche magre, in cui però non manca qualche norma di stabilizzazione di personale. Oggi, dopo la conferenza dei capigruppo, i documenti contabili dovrebbero essere incardinati dall'Aula e si apriranno i termini per gli emendamenti. Poi, dopo il voto su bilancio e finanziaria, toccherà al collegato.

Precari e regionali

Tra le norme approvate ieri in commissione ce n'è una in base alla quale i funzionari direttivi regionali, ma non solo questi, possono ricoprire funzioni dirigenziali in quelle unità operative in cui non ci siano dirigenti. La relazione d'accompagnamento spiega che la norma autorizza la Regione a utilizzare professionalità interne ma anche "solo eventualmente esterne" per incarichi dirigenziali non apicali. La norma nazionale richiamata, infatti, apre le porte anche a chi abbia maturato esperienza dirigenziale "in aziende pubbliche o private". L'incarico non può essere inferiore a due anni e superiore a sette.

Un emendamento di Roberto Di Mauro poi inserisce nel bacino dei precari da stabilizzare anche un'ottantina di precari delle camere di commercio. Un altro emendamento del forzista Calderone prevede il transito in Resais per ex dipendenti della Pumex (si tratta di poche unità di personale). Un emendamento di Luca Sammartino del Pd infine prevede il “transito in utilizzazione” di personale Asu (si tratta di alcune centinaia di persone per lo più in Sicilia occidentale) per potenziare il personale dei Beni culturali.

Fisco

Tra le norme approvate c'è quella che prevede agevolazioni al credito per le imprese, attraverso l'Irfis. Passa anche la norma proposta dal capogruppo Pd Giuseppe Lupo che introduce la rimodulazione dell'addizionale Irpef, secondo criteri di maggiore giustizia sociale. La norma introduce una progressività dell'addizionale sulla base del reddito con l'esenzione totale per cassintegrati e disoccupati. Accolte alcune proposte di modifica del Pd sull'articolo 1, quello che incentiva il trasferimento di anziani in Sicilia.

Riscossione

Approvate anche norme su Riscossione Sicilia, a cui era dedicato uno dei collegati la cui trattazione è stata rinviata. È stata votata la proroga per la liquidazione al 31 dicembre 2019. E in base a un emendamento proposto da Marianna Caronia e sostenuto sia dal Governo sia dalle opposizioni se entro il 31 dicembre il Governo regionale non avrà ancora stipulato una convenzione con Equitalia per il servizio di riscossione dei tributi e per dare adeguata tutela occupazionale ai dipendenti di Riscossione Sicilia, si potrà procedere alla costituzione di un nuovo soggetto giuridico che si occuperà del servizio in Sicilia.

Enti locali e Iacp

Stralciato l'articolo 3 che riguardava le ex Province e gli enti locali (con un transito di risorse dai Comuni alle ex Province). È saltato anche l'articolo 8 che prevedeva razionalizzazione del personale della Resais. Un emendamento di Danilo Lo Giudice prevede un passaggio di beni dallo Iacp di Messina all'Agenzia per il risanamento e la riqualificazione urbana della città dello Stretto. Passa il fondo rotativo per la progettazione. Si spostano sul collegato le norme per l'incentivazione della mobilità sostenibile e l'acquisizione dei beni immobili delle Terme di Acireale (“Nessun passo indietro”, assicura l'assessorato all'Economia al riguardo).

Polemica sull'insularità

“Non faremo mancare il nostro appoggio alla manovra e al bilancio, ma non possiamo non esprimere il disappunto per il mancato inserimento nel testo della finanziaria dell’articolo che avrebbe consentito il referendum consultivo, in concomitanza con le elezioni europee, per far pronunciare i siciliani sulla necessità di riformare lo Statuto autonomistico della Regione prevedendo compensazioni per gli svantaggi derivanti dall’insularità”. Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana. Rincara la dose il collega di partito Vincenzo Figuccia: “Il collega e assessore Toto Cordaro iscritto al gruppo autononisti e popolari, che esprimerà posizioni e proposte programmatiche differenti in vista delle imminenti europee, rischia ora di aprire una frattura insanabile anche con l'Udc di Cesa all'Assemblea Regionale Siciliana. Mi rattrista come il collega e assessore, abbia espresso perplessità, come apprendo dai colleghi, in commissione bilancio, sull'emendamento da noi proposto in finanziaria che prevede l'accorpamento alle elezioni europee di un referendum consultivo per chiedere ai siciliani di esprimersi direttamente sul riconoscimento degli svantaggi derivanti dalla condizione di insularità”.

Opposizioni critiche

"Una manovra di lacrime e sangue per i siciliani e per le fasce più deboli. Faremo un'opposizione decisa e motivata", annuncia il capogruppo del Pd Giuseppe Lupo. “Una finanziaria senza soldi di un governo senza idee, che continua navigare a vista in un mare in sempre più tempestoso”, affermano Sunseri, Tancredi e Zito, deputati 5 stelle della commissione Bilancio dell’Ars, che ieri ha chiuso i lavori a tarda notte. “Come sempre - dice Sunseri - si lavora nel cuore della notte e con emendamenti arrivati all’ultimo minuto, che non c’è nemmeno il tempo di esaminare. È una manovra completamente bloccata dal pronunciamento della Corte dei Conti, senza che questo governo abbia pensato minimamente a come correre ai ripari e a soluzioni che vadano oltre lo spalmare il disavanzo negli anni. È ovvio, comunque, che la vera Finanziaria sarà il collegato”. “Questa manovra – afferma il capogruppo Francesco Cappello – è solo di facciata. Musumeci vuole portarla a casa entro il 31 gennaio per poter dire di aver usufruito di un solo mese di esercizio provvisorio e salvare la faccia con la stampa, cui aveva annunciato in pompa magna che avrebbe varato la Finanziaria entro dicembre scorso. Ci dispiace deluderlo, non è sbolognando ai siciliani un contenitore vuoto che riuscirà nell’operazione”.

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Fonte: livesicilia.it






REGIONE SICILIANA, COMUNI E PROVINCE COME IN GRECIA? SARÀ UNO STILLICIDIO SULLA PELLE DEI SICILIANI. E CHE DIRE DEI FORESTALI? A QUESTO COMPARTO VERRÀ SCIPPATA UNA BARCA DI SOLDI! ALTRO CHE STABILIZZAZIONE


Dal sito www.inuovivespri.it

di Giulio Ambrosetti - 30 gennaio 2019
L’abbiamo scritto e lo ribadiamo: la situazione finanziaria del sistema pubblico siciliano è drammatica. Mancano i soldi per la Regione, per i Comuni e per le ex Province. E la situazione peggiorerà a causa dell’albagia e dell’arroganza della vecchia politica siciliana che pretende aiuto dai grillini al Governo nazionale continuando a denigrarli e a offenderli

L’abbiamo scritto e lo ribadiamo: per la Regione siciliana, per molti Comuni e, in parte, anche per le ex Province dell’Isola si preannuncia uno stillicidio economico e finanziario. Una lunga stagione in cui i soldi – che già oggi sono insufficienti – continueranno a diminuire. A parte l’accelerazione negativa di quest’anno – frutto dei ‘Patti scellerati’ siglati dal passato Governo regionale con il Governo Renzi e, in generale, degli scippi ai danni del Bilancio regionale voluti nella passata legislatura dai Governi nazionali di centrosinistra – la situazione è destinata a peggiorare.

Poteva non essere così. Sarebbe bastato un atteggiamento meno arrogante, da parte degli esponenti politici siciliani, verso il Governo nazionale e, in particolare, verso gli esponenti del Movimento 5 Stelle. Invece no: non solo gli attuali governanti della vecchia politica siciliana hanno preteso aiuti da Roma, ma lo hanno fatto come se, per loro, tali aiuti fossero un fatto dovuto.

Si pensi al sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, quando lo scorso anno, a freddo, in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico nel quartiere di Brancaccio, non è andato a ricevere il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Tutti gli esponenti del fallimentare centrosinistra battergli le mani: “Bravo, bis”. Risultato: oggi il Comune di Palermo, anche se si fa finta di niente, annaspa.

Con lo stesso sindaco – sempre lui, Orlando – che non trova di meglio che attaccare il Ministero dell’Economia, ‘reo’ di aver segnalato la gestione una amministrativa, economica e finanziaria del Comune poco oculata. Il sindaco di Palermo minaccia di rivolgersi a questo e a quello, dimenticando che l’inchiesta del Ministero dell’Economia sui conti del Comune di Palermo è stata disposta dal passato Governo nazionale di centrosinistra.

Un’inchiesta – come ci ha fatto notare correttamente un ex parlamentare nazionale grillino, Riccardo Nuti – che è nata nella passata legislatura da un esposto di alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle.

Non va meglio alla Regione di Nello Musumeci e del suo vice, Gaetano Armao. Nelle scorse settimane i grillini avevano deciso di intervenire in favore delle nove ex Province siciliane, distrutte, sotto il profilo finanziario, dai passati Governi nazionali di Matteo Renzi e Paolo Gentiloni.

Invece di ringraziare, i governanti regionali – che sono espressione della vecchia politica – hanno cominciato a scalciare verso i grillini, perché l’ordine di scuderia che parte dell’Unione europea dell’euro – cioè dai liberisti che fino ad oggi hanno governato la UE – in questa fase politica, è quella di darle in testa ai grillini.

A questo punto i grillini – alla buon’ora! – si sono finalmente svegliati. E – così almeno la ‘leggiamo’ noi questa finanziariamente drammatica fase politica della Sicilia – hanno deciso di far ‘cuocere’ la vecchia e decrepita classe politica siciliana nel proprio brodo. 

Sulla Regione non hanno avuto bisogno di intervenire. Infatti, per mettere in difficoltà il Governo di Musumeci e Armao è sufficiente lasciar decidere agli stessi Musumeci & Armao – due eredi del grande Murphy – che, con la precisione di un’equazione chimica, prendono sempre la decisione sbagliata. 

Emblematica la sceneggiata sui cosiddetti residui attivi: circa 2 miliardi di euro che, nella scorsa legislatura, il passato Governo regionale e la passata Assemblea regionale hanno lasciato in eredità agli attuali governanti.

In verità, sui residui attivi della Regione andrebbe fatta una bella inchiesta: non dai giornalisti, perché è impossibile reperire le ‘carte’, ma dagli stessi parlamentari regionali che dovrebbero chiedere una commissione d’inchiesta. Questo perché, nella passata legislatura, nella montagna di residui attivi che si trascinavano da anni di Bilancio in Bilancio, c’erano residui attivi ‘buoni’ (crediti che, a nostro modesto avviso, potevano essere recuperati) e residui attivi ‘cattivi’ (e tra questi, forse, ci dovrebbero essere i circa 2 miliardi che verranno tolti dal Bilancio quest’anno).

Ma – lo ribadiamo – questa sarebbe una partita nella partita che oggi, purtroppo, non può essere più riaperta. A meno che i due Governi – quello nazionale e quello siciliano – non decidano di fare chiarezza.

Ma l’attuale Governo regionale non sembra in grado di dialogare. Anche perché, come già detto, come tutti i soggetti della vecchia politica, ha l’ordine di attaccare i grillini.

Così la Regione, oggi, si trova a dover tagliare da una Finanziaria già ridotta all’osso (di toccare il Bilancio non se ne parla, è vero presidente Musumeci e assessore Armao?) altri 250 milioni di euro o giù di lì.

Così arriviamo ai giorni nostri. Il nuovo contratto regionale per la non dirigenza? Quattro ‘spiccioli’ (che sindacati ‘battaglieri’…).

Il contratto per la dirigenza? Intanto si tagliano i posti dirigenziali, così si risparmia. Ovviamente questo non viene detto: viene spiegato che, così facendo, si ‘razionalizzano’ i servizi.

La realtà, ovviamente, è un’altra: se l’amministrazione regionale – ridotta già all’osso come la Finanziaria regionale – è già in difficoltà, con i nuovi tagli al personale sarà ancora più in difficoltà. 

E che dire della sanità? Tagli ai primariati, tagli ai posti letto, meno medici, meno infermieri, tagli alla medicina del territorio già assai carente (e in alcune aree della Sicilia inesistente), medicinali che costano meno rispetto ai medicinali originali (la vicenda dei farmaci biologici è emblematica e non escludiamo risvolti eclatanti).

Risultato: il caos nei Pronto Soccorso e una sanità siciliana che, nel silenzio generale, si sta giocando i due cardini del sistema sanitario che fino ad oggi abbiamo conosciuto: l’universalità e la solidarietà.

Per universalità s’intende l’accesso, per tutti i cittadini (compresi in non italiani, alla faccia dei leghisti), alle cure, alle prestazioni di prevenzione e alla riabilitazione previste dai Livelli essenziali di assistenza.

Per solidarietà s’intende il finanziamento, attraverso la fiscalità generale, della sanità pubblica.

Non occorre essere economisti per capire che in Sicilia questi due principi, di fatto, sono messi in discussione, se non già nei fatti sbaraccati: i Pronto Soccorso sono nel caos e, invece di potenziarli con medici, infermieri e posti letto, l’attuale Governo regionale ha potenziato il personale ‘para-militare’ che deve reprimere chi lamenta il caos e le giornate intere di attesa prima di essere visitati.

Per non parlare dei posti letto ultra carenti che costringono gli stessi Pronto Soccorso – che per definizione devono visitare e smistare i pazienti negli ospedali – a ricoverare gli stessi pazienti. Caos su caos su caos.

In questo scenario, con tutta la buona volontà, non riusciamo a capire che fine abbia fatto l’universalità.

Il secondo principio – la solidarietà – nella Regione siciliana è ormai una barzelletta. Infatti, prima il Governo di Rosario Crocetta e, adesso, anche l’attuale Governo non fanno altro che scippare soldi al Fondo sanitario regionale per finanziare altri settori.

Nel 2018 ben 115 milioni di euro sono stati tolti alla sanità pubblica siciliana per destinarli ai Comuni. Più altre manovre che rimangono ‘sepolte’ nelle scartoffie che è impossibile decifrare.

In questo momento non si capisce se le rate dei mutui della Regione (che sono elevate, considerato che la Regione ha quasi 9 miliardi di euro di indebitamento) vengano pagate con fondi regionali o, tutte o in parte, con i fondi della sanità.

Idem per una società regionale inossidabile che continua ad assumere personale.

Per non parlare dell’ARPA: l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente: viene ancora pagata con i fondi degli ospedali pubblici con con fondi regionali? Tranquilli, presidente della Regione e assessori non risponderanno.

Insomma, in Sicilia il principio di solidarietà nella sanità pubblica è stato capovolto: non è più la fiscalità generale che sostiene la sanità pubblica, ma è la sanità pubblica che finanzia e sostiene la fiscalità generale: in questo caso, sostiene le spese della Regione che vengono in parte pagate con i fondi della sanità pubblica. 

Il tutto sulle pelle dei medici e degli infermieri, sempre più stressati, e, soprattutto, sulla pelle dei cittadini ai quali la politica siciliana – e non i medici e gli infermieri della sanità pubblica! – offrono servizi sanitari sempre più scadenti.

E che dire dei forestali? Da quello che abbiamo capito a questo comparto verrà scippata una barca di soldi! Altro che stabilizzazione, per questi lavoratori! Nei prossimi mesi ci sarà da divertirsi.

E l’elenco potrebbe continuare.

Da quello che abbiamo capito, quest’anno si salveranno solo le spese obbligatorie che, non a caso, come avviene da cinque-sei anni a questa parte, rimangono nel Bilancio, mentre in Finanziaria vanno i tagli.

Insomma, possiamo stare tranquilli: non ci saranno tagli per i deputati regionali.

Non va meglio nei Comuni. Che, ormai, più che fornire servizi ai cittadini si occupano di come svuotare le tasche dei cittadini. Tasse e imposte comunali in aumento, autovelox, ZTL e chi più ne ha più ne metta.

In questo scenario Palermo è in prima fila per i noti problemi segnalati dal Ministero dell’Economia. Il Comune di Palermo – per la cronaca – è l’ultimo baluardo clientelare del centrosinistra siciliano.

Anche in questo Comune lo stillicidio economico e finanziario sarà lento, ma inesorabile. L’attuale amministrazione proverà a resistere cercando di acchiappare soldi di qua e di là. E’ di queste ore la notizia che alle circa 700 famiglie che hanno occupato le abitazioni abbandonate dallo stesso Comune è stata data l’iscrizione all’anagrafe. Un atto di clemenza, certo. Ma anche un risparmio per l’amministrazione comunale, che non pagherà più acqua e energia elettrica a queste famiglie. E che, se andrà bene, incasserà pure gli affitti di beni che aveva abbandonato.

Un atto che sembra di clemenza, come si può notare, ha anche il volto dello ‘sparagno’ (COME POTETE LEGGERE QUI).

E che dire dei circa 70 mila abusivi ai quali, nel silenzio generale, l’amministrazione comunale chiede ‘arretrati’ ed ‘affitti’? Un storia incredibile della quale VI ABBIAMO PARLATO QUI. Il tutto sempre per ‘alleggerire’ le tasche dei cittadini.

Ma anche per il Comune di Palermo è solo questione di tempo: l’albagia del centrosinistra che oggi governa la città avrà a disposizione sempre meno risorse finanziarie.

E lo stesso discorso vale per altri Comuni e per le ex Province per le quali, forse, arriveranno, da Roma, circa 70 milioni di euro: le risorse per sopravvivere, non certo per svolgere i compiti che la legge assegna alle stesse ex Province.

Chi pagherà il conto di tutto questo sfascio finanziario saranno i cittadini siciliani, che pagheranno più tasse e più imposte locali (e si dovranno sorbire più ZTL, più autovelox e nuovi balzelli: come la ZTl notturna di Palermo!), per avere in cambio servizi più scadenti.

Quanto potrà durare?

Foto tratta da ilprimtonazionale 






L'INTERVISTA ALL'EX ASSESSORE BACCEI:. “SALVAMMO UNA REGIONE FALLITA. MUSUMECI? IL PASSATO È CON LUI”. I VENTIMILA FORESTALI NON LI HA ASSUNTI LOMBARDO, PER INTENDERCI


Dal sito livesicilia.it

di Accursio Sabella
Parla l’ex assessore Baccei: “Stimo il governatore, ma nella sua giunta siedono esponenti dei governi che crearono il caos sui conti”

“I conti della Regione siciliana sono nel caos? Sto seguendo la vicenda da lontano. Di sicuro la colpa non è nostra”.
Alessandro Baccei risponde da Roma, dove è tornato a fare il suo "lavoro di consulente per le aziende, quello che mi riesce meglio, forse meglio di quello di assessore all'Economia" scherza.

Eppure quella sua esperienza da assessore del governo Crocetta sembra ancora attualissima. Nel raccontare le difficoltà del bilancio siciliano, l’esecutivo di Musumeci fa spesso riferimento alla “pesante eredità del passato”. Si sente un po’ in colpa? Crede di avere qualche responsabilità sulle attuali difficoltà della Regione?

“Direi di no. Anzi, sono convinto di avere lasciato un bilancio in condizioni più che buono, strutturalmente a posto. I problemi di cui si parla credo che nascano dal riaccertamento dei residui fatto nel 2015 e in ritardo rispetto alle norme nazionali. Ma vorrei ricordare una cosa”.

Cosa?

“Quando io sono arrivato nel governo di Crocetta la Regione era tecnicamente fallita: mancavano tre miliardi per chiudere il bilancio. Oggi vedo che i problemi sono quelli di trovare 50 milioni. Magari avessi avuto io quei problemi”.

Quel riaccertamento però lo faceste proprio voi.

“Il riaccertamento dei residui fu fatto sulla base delle informazioni che avevamo a quella data e abbiamo dovuto farlo in 5 mesi. Abbiamo seguito la legge, facendo il saldo e spalmando la differenza. Se poi nel tempo i residui attivi non sono stati riscossi, spesso per la mancata certificazione della spesa, non si può imputare a noi”.

Lei è sicuro di avere lasciato un bilancio migliore di quello che aveva a sua volta ereditato?

“Guardi, in questo senso parlano i numeri: le entrate effettive sono aumentate di circa 2,5 miliardi grazie agli accordi con lo Stato e abbiamo ridotto le spese di circa 700-800 milioni”.

Accordi con lo Stato che il nuovo governo però vuole ridiscutere.

“Per carità, lo faccia. Ma non capisco quale potrà essere l’impatto reale sul bilancio: il calo del contributo alla finanza pubblica da 1,3 miliardi a un miliardo era già previsto in Finanziaria quando c’eravamo noi. L’unico vantaggio vero forse è sulle Province: ma i soldi che lo Stato concederà dovranno essere utilizzate esclusivamente per gli investimenti. Altre entrate vere non ce ne sono. Anzi...”.

… anzi?

“Mi pare di capire che in bilancio ci siano i soldi, nonostante l’accordo non sia stato ancora formalizzato”.

Eppure, in un contesto come quello attuale, si torna a parlare di assunzioni alla Regione. Crede sia uno scenario concreto?

“Anche io, si ricorderà, avevo previsto di rifare assunzioni mirate. Il punto è definire di quante persone abbia bisogno la Regione a regime. E questo può essere fatto seguendo alcuni parametri come il rapporto tra personale della Regione e popolazione, oltre alle funzioni speciali dello Statuto. Con i calcoli che avevo fatto sarebbero bastati circa 9 mila persone”.

Significa che dovrebbero lasciare la Regione altri 5-6 mila lavoratori, altro che assunzioni.

“Noi avevamo avviato alcuni prepensionamenti per arrivare in un tot di anni a quel numero. Si può pensare di spostare magari più in là la data per completare quella riduzione, perché magari servono avvocati o altre professionalità. Bisogna tener d’occhio i conti, certo, ma anche far funzionare la macchina. C’è poi un elemento che va ricordato: con la legge sui prepensionamenti si può sostituire chi è andato in pensione, non chi è andato in pensione anticipata”.

Altro capitolo: la Regione senza soldi parla di un maxi-progetto per un faraonico centro direzionale e si prepara anche al riacquisto degli immobili che una volta erano di sua proprietà. È fattible secondo lei?

“Riguardo al riacquisto degli immobili credo che la cosa si possa fare a determinate condizioni. Oggi la Regione paga credo circa 40 milioni di euro l’anno di canoni d’affitto. Posso pensare di riacquistare quegli edifici a patto che il mutuo che accendo mi costi meno di quei 40 milioni. Era una cosa che avevamo pensato anche noi, con la norma sul Fondo pensioni”.

A proposito di Fondo pensioni. Lei dice: mandiamo la gente in pensione anticipata, in modo da ridurre i costi. Ma in Sicilia le pensioni di quegli stessi dipendenti le paga comunque il Fondo pensioni. Dov’è il risparmio per la Regione?

“Noi nella scorsa legislatura avevamo modificato le norme sulle pensioni, visto che ci siamo trovati di fronte a fatti clamorosi: la gente andava in pensione prendendo di più di quanto prendeva lavorando. Ora prendono circa il 30 per cento in meno”.

Insomma, quando si parla di “pesante eredità del passato”, lei si tira fuori. E allora questo stato delle finanze regionali a cosa è dovuto? Lei è, stando agli ultimi anni, una ‘parentesi’ tra Armao e Armao.

“Noi sì che ereditammo una situazione pesantissima. Ma non solo dal governo Lombardo. Quella situazione è frutto di decine di anni di governi. I ventimila forestali non li ha assunti Lombardo, per intenderci. Noi gente in più non ne abbiamo assunta. La svolta con noi c’è stata. Ora si parla di riassumere, ma al momento non mi pare ci siano le risorse e spero che la Corte dei conti e il governo nazionale con le impugnative continuino a vigilare”.

Come è stato il rapporto con Crocetta quando lei era assessore?

“Vede, io ero un tecnico che arrivava da fuori, con un doppio vantaggio e un doppio svantaggio: non avevo alcun legame con i territori, per cui una provincia per me valeva un’altra; e non avevo interessi politici legati magari al Pd. Ho fatto manovre dolorose, mi rendo conto. Crocetta era un politico e digerire certe manovre non è facile. Ma io sono stato molto rigoroso perché non c’era forse allora via d’uscita. Altro che la situazione attuale… io avevo la Digos in assessorato quando sono arrivato, perché la gente non aveva gli stipendi e veniva ogni giorno a protestare. Questa cosa non c’è più. Anche grazie a noi”.

In quegli anni ha pensato di mollare la Sicilia e tornare al suo lavoro? Magari dopo qualche lite con Crocetta, penso alle accuse che le riservò sulla Centrale unica di committenza e il cosiddetto “Sistema Consip”.

“Diciamo che con Crocetta ci sono stati più screzi su cose marginali che sostanziali. Poi una cosa è Crocetta, altra cosa è il suo entourage, il contesto. Io e lui trovavamo subito la quadra. E anche lui alla fine c’era sempre nei momenti che contavano, con le difficoltà di un politico con una maggioranza a cui rendere conto”.

E anche pezzi del Pd che lo attaccavano ogni giorno. A partire dal suo amico Davide Faraone. Ha mai chiesto all’attuale segretario regionale Dem di smetterla con gli attacchi a quel governo di cui lei stesso faceva parte?

“Sì, gli ho detto più volte di non sparare su quel governo. Nonostante la stima reciproca o forse proprio quella, in quegli anni ho avuto più discussioni con Davide che con Crocetta. A volte le mie difficoltà arrivavano proprio da lì: tu provavi a fare un percorso difficile e arrivavano questi attacchi...”

Da Roma che idea si è fatto dei primi passi del governo regionale e del presidente Musumeci?

“Musumeci lo conosco bene perché in quei tre anni lui era un deputato e per lui ho la massima stima: la reputo una persona onesta e politicamente molto capace. Secondo me però si scontra con le difficoltà di una macchina organizzativa difficile da gestire, e con la mancanza di una maggioranza. E lui ha un governo che è tutto politico: quindi alla difficoltà a far funzionare una macchina come quella regionale nella quale mancano molte competenze, si aggiungono le necessità dei politici”.

Eppure quel governo punta spesso il dito contro di lei, contro quell’esperienza di governo.

“Ecco, il problema è proprio quello: lui parla di eredità del passato quando parte del passato ce l’ha dentro la giunta. Non mi pare abbia fatto granché finora quel governo. Eppure potrebbe fare molto di più. La base di partenza è assai migliore di quella lasciata al governo Crocetta”.

Fonte: livesicilia.it






ARS. SUL TITANIC VOGLIONO L'ORCHESTRA. UN NUOVO ENTE IN UN MARE DI DEBITI. IL BLOG: INVECE I LAVORATORI FORESTALI DOVRANNO RIPOSARSI SEMPRE DI PIU'


Dal sito livesicilia.it

di Maria Teresa Camarda
Una norma sponsorizzata da Forza Italia approvata in Commissione Bilancio. Sarà gestita dalla Fondazione Federico II.

PALERMO - Un'orchestra per l'Ars. Un nuovo ente musicale in Sicilia con tanto di poltrone, collegio dei revisori dei conti, soprintendente. Si chiamerà "Orchestra del Mediterraneo" e sarà gestita dalla Fondazione Federico II. La proposta arriva da Forza Italia ed è sponsorizzata direttamente dal presidente dell'Assemblea regionale siciliana Gianfranco Miccichè (che per regolamento, però, non può firmare emendamenti). La norma che ne prevede la nascita è stata presentata in Commissione Bilancio durante la seduta notturna ed è stata votata e approvata e farà parte di quella Finanziaria "snella" che il Parlamento regionale si appresta a votare, nel tentativo di scongiurare l'esercizio provvisorio che scade domani a mezzanotte. Nelle stesse ore, quindi, in cui si cercano i soldi per ripianare un "buco" di oltre due miliardi, i deputati pensano all'intermezzo musicale.

Obiettivo dell'operazione che "la Regione promuove tramite la Fondazione Federico II", sarebbe quello di "valorizzare e rafforzare, attraverso la conoscenza e la diffusione dell'arte musicale e del patrimonio storico relativo, il dialogo interculturale fra i paesi del Mediterraneo, come strumento di pace e di superamento della differenze".

La nascita del nuovo ente per "la valorizzazione delle tradizioni storiche e culturali" si porta dietro, com'è ovvio, la creazione di alcuni posti di sottogoverno le cui nomine spettano alla politica. "L'ente - spiega la norma - sarà amministrato da un consiglio, composto da tre componenti nominati dal presidente pro tempore della Fondazione Federico II, scelti tra rappresentanti del mondo della cultura e dell'arte con specifiche competenze nell'ambito dell'arte musicale; ci sarà un collegio dei revisori dei conti e un sovrintendente scelto dal Consiglio tra soggetti dotati di comprovata esperienza nell'ambito della gestione ed organizzazione di spettacoli musicali ed eventi simili".

E, così, come detto, mentre il governo regionale fa fatica a chiudere il bilancio, cercando di recuperare fondi per coprire un disavanzo che i siciliani dovranno pagare per i prossimi trent'anni, l'Ars pensa a un ente musicale che "per il perseguimento delle proprie finalità, può ricevere erogazioni provenienti da enti pubblici e privati, nonché partecipare all'assegnazione di risorse regionali ed extraregionali e comunitarie". Soldi dei cittadini, insomma, derivanti da fondi europei, fondi della ex Tabella h, fondi dell'Ars per le attività culturali, come quelli che uno degli ultimi Consigli di Presidenza ha deciso di aumentare di 200 mila euro. Insomma, in una Regione che è sempre più simile al Titanic, sembra quasi di rivedere la scena del film con Di Caprio e la Winslet in cui i musicisti suonano sul ponte fino al momento dell'inabissamento.
30 Gennaio 2019

Fonte: livesicilia.it





I forestali non avranno un giorno di riposo, ma da quando?