27 luglio 2018

MONREALE, INCENDIO DI MONTE FIASCONE, CAPUTO: “IL COMUNE DICHIARI LO STATO DI CALAMITÀ”


Dal sito www.monrealenews.it

25 Luglio 2018
“Si chieda un sopralluogo alla Protezione Civile contro rischio di dissesto idrogeologico”

MONREALE, 25 luglio – “L’enorme incendio che ha devastato oltre 20 ettari di macchia boschiva oltre che messo in pericolo numerose abitazioni e arrecato ingenti danni alla agricoltura, ha determinato l’insorgere di gravi e future conseguenze legate al dissesto idrogeologico , che naturalmente scaturisce a seguito di un incendio di vaste proporzioni che priva il terreno della naturale rete creata dalle radici e lo espone a frane e smottamenti”.

A dichiararlo e’ Salvino Caputo, che invita l’amministrazione comunale, a disporre un sopralluogo con i tecnici comunali e a dichiarare lo stato di emergenza, che va trasmesso alla Regione e al Governo nazionale.
“Come avvenuto in passato in simili eventi – dice ancora Caputo – la giunta cittadina deve dichiarare lo stato di calamita’ naturale e chiedere alla Protezione civile regionale un sopralluogo per verificare, non soltanto i danni materiali ma l’insorgere del pericolo di frane e smottamenti , derivante dal dissesto idrogeologico causato dal vastissimo incendio.
Si tratta di una corsa contro il tempo – ha continuato Salvino Caputo – e la dichiarazione di calamita’ naturale e’ indispensabile proprio per attivare le procedure di risarcimento danni eventualmente subiti da residenti i agricoltori le cui proprieta’ sono state attinte dall’incendio”.

Fonte: www.monrealenews.it





"IL CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO DEVE DIVENTARE LA NORMALITÀ", DI MAIO: 300 MLN PER BONUS ASSUNZIONI. IL BLOG: ANCHE NOI LAVORATORI FORESTALI LO MERITIAMO


Dal sito www.linklav.it

Lavoro, Di Maio: 300 mln per bonus assunzioni

"Il contratto a tempo indeterminato deve diventare la normalità"

27 luglio 2018
"Stiamo valutando il bonus e quantificando quanto sarà l'incentivo per chi assume a tempo indeterminato. Ci sono 300 milioni di euro l'anno". Così il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio sottolineando che l'incentivo "dovrebbe essere un abbattimento del 10% sul costo del lavoro".

"Il contratto a tempo indeterminato deve diventare normalità. E' questo che vogliamo favorire" Così di Maio a La 7 chiedendo di "Non bisogna fare terrorismo psicologico" sulle modifiche sui contratti a termine. "L'Italia è stato un paese che per tradizione tutelava i diritti dei lavoratori ora il contratto a tempo determinato sembra essere l'unico modo per assumere. Ora deve cambiare".

Via libera, intanto, delle commissioni Finanze e Lavoro della Camera alla proposta del Pd di aumentare le indennità per il licenziamento ingiustificato in caso di conciliazione tra datore e lavoratore. La proposta ha avuto parere favorevole di relatore e governo. Le mensilità passano così da un minimo di due e un massimo di 18 a un minimo di tre e un massimo di 27 mensilità. "Siamo soddisfatti, abbiamo raggiunto l'obiettivo che ci eravamo proposti" ha commentato la capogruppo dem in commissione Lavoro Debora Serracchiani.

I nuovi voucher saranno estesi anche alle imprese del turismo "che hanno alle proprie dipendenze fino a 10 lavoratori" e che applicano il contratto nazionale di lavoro. E' quanto prevede l'emendamento al decreto dignità su cui stanno lavorando governo e maggioranza e che dovrebbe essere presentato dai relatori. I voucher potranno essere utilizzati, come già previsto dalla normativa in vigore (decreto del 2017 sulle prestazioni occasionali), per pagare il lavoro di pensionati, studenti sotto i 25 anni, disoccupati e percettori di forme di sostegno al reddito.

Non ci sarà la riduzione delle tasse sulle sigarette elettroniche. La proposta della maggioranza di cancellare la 'tassa sull'acqua' rientra tra i circa 180 emendamenti al decreto dignità che non hanno passato il vaglio dell'ammissibilità. Alle commissioni Finanze e Lavoro restano da esaminare comunque circa 670 emendamenti, sui quali si dovrebbe iniziare a votare martedì.

Fonte: www.linklav.it



Ascolta anche:

2 Novembre 2017, Piazza Pulita la 7. Luigi Di Maio ha messo a tacere il giornalista Antonio Caprarica: "I lavoratori forestali della Sicilia, noi li vogliamo destinare a tempo pieno per il dissesto idrogeologico, ai beni culturali, alla tutela del territorio. Chi vuole lavorare a tempo pieno ci aiuterà a far rinascere la Sicilia"



22 Ottobre 2012. Beppe Grillo sui forestali, in esclusiva per il nostro Blog







IL SINDACO DI MILITELLO IN VAL DI CATANIA HA SPORTO DENUNCIA PRESSO I CARABINIERI CONTRO IGNOTI IN MERITO AGLI INCENDI. INOLTRE, A BREVE CI SARÀ UN GIUSTO RINGRAZIAMENTO PER CHI HA FRONTEGGIATO LE FIAMME, TRA QUESTI ANCHE LA FORESTALE



Dalla pagina Facebook
del Sindaco di Militello in Val di Catania
Giovanni Burtone 

Questa mattina mi sono recato in caserma dai Carabinieri a sporgere denuncia contro ignoti in merito agli incendi che hanno interessato il nostro territorio negli ultimi giorni. Bisogna andare fino in fondo per verificare cosa è accaduto. Intanto domenica prossima alle 19, nella sala del Consiglio Comunale, tributero' il giusto ringraziamento a chi come Prefetto, VVFF, Carabinieri, Protezione Civile, Forestale, Vigili urbani, volontari ha fronteggiato le fiamme tutelando la nostra Militello.





26 luglio 2018

A GRANDE RICHIESTA RIPUBBLICHIAMO LA NOTA DI ANTONIO LOMONACO: DPI ANTINCENDIO BOSCHIVO, FRA RITARDI, RETICENZE E NECESSITÀ DI MIGLIORAMENTI


di Antonino Lomonaco
La questione dei dispositivi di protezione individuale (DPI) è una di quelle questioni nevralgiche che riguarda un po’ tutti i lavori esposti a rischi. 

E’ scontato dire che in una attività come quella dell’antincendio boschivo, dove il confronto con il pericolo è costante, questi dispositivi siano fondamentali, per cui i ritardi e le inefficienze nella loro distribuzione hanno l’effetto di aumentarne esponenzialmente i rischi. La carenza di mezzi e di uomini (carenza di uomini dovuta anche ai ritardi nella consegna, ad alcuni di noi, dei DPI) si traduce in uno sforzo maggiore (e, quindi, in un rischio maggiore) per chi si ritrova poi ad operare con i pochi mezzi e con i pochi compagni. 
Questo è inconcepibile, oltreché offensivo alla dignità di chi si spende, e si è speso negli anni, in un importantissimo servizio votato alla difesa dei territori e alla lotta attiva contro le fiamme che vorrebbero distruggerli. 
Per onestà va detto subito che ciò non sia una pratica che riguarda quest’ultima amministrazione, bensì trattasi di una pratica che si ripete negli anni ed ormai ha assunto una costante operativa che non tiene conto dei tempi, e delle stagioni, in modo ottimale. 
Si tratta, perciò, in fin dei conti, di un’ inadeguata valutazione del significato e dell’importanza di cui si fa carico sempre più la lotta agli incendi boschivi. 
Questa lotta non è un semplice lavoro, tale che possa essere interpretato alla stregua di un qualsiasi altro lavoro ordinario. 
La lotta agli incendi boschivi è, principalmente, una vocazione a difesa di quegli organismi viventi, e di quegli ambienti, che permettono la vita agli altri viventi: ovvero gli alberi, i boschi! 
L’importanza di tale attività assume perciò un rilievo maggiore se consideriamo il contesto ambientale, profondamente alterato dall’azione umana, nell’intero pianeta che ci ospita. Infatti sono ormai evidenti le conseguenze climatiche ( dovute proprio al contesto devastato di cui si diceva) ai poli, nei ghiacciai e nella tendenza all’aumento statistico dei fenomeni atmosferici estremi. 
Detto ciò, non si può ragionare di antincendio boschivo siciliano senza tener ben presente queste premesse, e senza ricordare che proprio nell’immediato sud della nostra regione abbiamo uno dei maggiori deserti in espansione: il Sahara.

Pertanto questi ritardi, queste inefficienze nell’organizzazione, hanno un significato ed un effetto che oltrepassa la contingenza formale e particolare. 
Senza mezzi termini: questa attività è una guerra! Affrontare una guerra senza veicoli e senza armi si traduce, inesorabilmente, in una disfatta. Ma, ancor prima, si traduce nella maggiore sofferenza di chi si trova in prima linea. 
Si traduce nell’ umiliazione di chi è costretto a stare nelle retrovie, impotente ed inutile! 
Si traduce anche, e soprattutto, in un malumore fra le squadre che in questi ritardi trovano la prova di un disinteresse che li tradisce nel momento stesso in cui avrebbero la maggiore necessità di attenzione e di cura. 
Le squadre di antincendio boschivo siciliano hanno bisogno di essere ascoltate, capite nelle difficoltà che incontrano e nelle loro occorrenze. 
Avrebbero bisogno di coltivare l’umore adeguato all’importanza del compito che hanno da svolgere. 
Per esser capiti, però, come sempre, servirebbero degli interlocutori che parlino la medesima lingua, avere medesime esperienze: mangiare lo stesso pane ed inghiottire lo stesso fumo!! 
Chi dirige dovrebbe conoscere davvero le medesime esperienze, a partire dalle difficoltà familiari dovute (anche qua) ai regolari ritardi nella riscossione dei pagamenti mensili, il sentirsi addosso la pubblica disapprovazione fomentata da quel giornalismo superficiale e negligente (ma oggi dominante). Soprattutto salire, scendere, colline e montagne, nella calura estiva, dentro tute, guanti, caschi, ignifughi, che salvano la vita mentre si combatte contro le fiamme e contro i pericoli connessi. 
Dispositivi di sicurezza che salvano la vita ma che aumentano tremendamente l’affanno, il quale si aggiunge, paradossalmente, ai fattori di rischio contro cui essi stessi si pongono. Quest’ultima evenienza sembra un cane che si morde la coda. Si tratta di un meccanismo rotatorio ed ottuso, il quale si può interrompere solo tenendo conto delle peculiarità che ci appartengono, cioè a dire tenendo conto, innanzitutto, del nostro clima. 
I dispositivi di sicurezza non sono strumenti perfetti, bensì perfettibili, ovvero sono tanto più efficienti quanto più si adattano al personale che li indossa, ai luoghi, al clima e alle condizioni d’uso! 
Un DPI poco confortevole non è un buon DPI! 
Per cui qualora capiti un diffuso uso improprio ci si deve porre il problema del motivo, senza eludere la questione o arenarsi in una stolta imposizione. 
Sarebbe opportuno, perciò, indicare o studiare DPI più confacenti alle nostre condizioni, magari scelti attraverso prototipi provati prima da alcuni fra le nostre squadre. 
Coloro che operano fattivamente contro gli incendi, quindi, da un lato subiscono i ritardi nella distribuzione dei dispositivi di sicurezza, dall’altro, questi stessi DPI, per alcune loro caratteristiche, si dimostrano eccessivi alle nostre latitudini, aumentando l’affanno degli operatori a discapito dei riflessi e del loro vigore. 
Questa è una questione importante da affrontare, valutare, assieme agli operatori, e a riguardo non si può fare alcuna scelta che non li coinvolga. 
Anche a chi scrive, qualche tempo fa,  è capitato di finire al pronto soccorso, per la disidratazione da ipertermia, dopo alcune ore di intervento contro le fiamme, sotto il sole cocente della nostra latitudine, dentro tuta, scarponi, guanti, casco con visiera. 
Eppure, sono questi stessi DPI che l’anno scorso gli hanno permesso di attraversare quindici metri di fronte fuoco, salvandogli la vita!! 
I DPI sono fondamentali ma vanno considerati nella realtà vissuta di chi opera. 
E’ solo con costoro che, a riguardo, va intessuto un dialogo proficuo e valorizzante. 
Ed è solo così che si potrebbe ben dire, poi, “Noi”, quando ci si riferisce ad una coerenza in questa lotta (in questa guerra) alla distruzione in movimento. 
Poiché le reticenze, il silenzio, non appartengono ne alla lotta, ne alla guerra e... tantomeno alla vita.

Un grande saluto ai miei compagni impegnati nell’antincendio boschivo

Antonino Lomonaco





CONTRADA ZAFARANA. MARSALA, CINQUECENTO PECORE ARSE VIVE DENTRO UN OVILE

Foto archivio

Dal sito trapani.gds.it

26 Luglio 2018
Cinquecento pecore sono morte in un incendio che ha distrutto un ovile in contrada Zafarana a Marsala. Il fuoco alimentato dal forte vento in pochi minuti ha avvolto l'ovile facendo una strage di animali.

Come riporta un articolo di Laura Spanò sul Giornale di Sicilia di oggi, delle poche pecore rimaste vive bisognerà adesso capire quali possono essere curate: molte infatti, sono intossicate dal fumo e con delle ustioni.

© Riproduzione riservata



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RETE OSPEDALIERA, FIGUCCIA: I COMUNI DELLA PROVINCIA NON SI TOCCANO


Ricevo e pubblico
dall'On. Figuccia

Oggi in commissione sanità insieme al presidente e componente del gruppo Udc all'Ars Margherita La Rocca Ruvolo, abbiamo voluto portare con forza un'istanza, espressione delle esigenze di un territorio molto vasto del partinicese a partire dall'ospedale di Partinico che non può subire, come sembrava potesse accadere, alcun ridimensionamento - a dirlo è Vincenzo Figuccia deputato all'Ars e leader del Movimento CambiAmo la Sicilia che prosegue - parliamo di un'unità che deve essere garantita, che non può essere mortificata come non possono essere soppiantate le istanze dei suoi cittadini e dell'intero comprensorio. Abbiamo ribadito che se il governo regionale vuole che venga approvata la nuova rete ospedaliera in Sicilia, deve essere data la giusta attenzione agli ospedali di Partinico e di Corleone. Attenzionare gli ospedali dei comuni della provincia di Palermo - sottolinea Figuccia - è una conditio sine qua non, altrimenti la rete ospedaliera non potrà vedere luce. Il diritto alla salute non si tocca - prosegue il parlamentare. 
In commissione hanno partecipato il sindaco di Partinico Maurizio De Luca e i sindaci del comprensorio. Al primo - - dice - va un particolare plauso e il ringraziamento per aver sollevato la questione in seno al consiglio comunale".





COMUNICAZIONI DELL'UGL SORTINO. STATO DI AGITAZIONE SUL MANCATO PAGAMENTO SPETTANZE LAVORATORI FORESTALI. PERMESSI ART 20 CIRL

Ricevo e pubblico
dall'Ugl Sortino








IL SINDACO DI ISNELLO AVV. MARCELLO CATANZARO: RINGRAZIO I LAVORATORI FORESTALI PER IL LAVORO SVOLTO NEL NOSTRO COMUNE

Il Sindaco Avv. Marcello Catanzaro

Dalla pagina Facebook
del Comune di Isnello

LAVORATORI FORESTALI: PROFICUA COLLABORAZIONE

Sabato scorso è stato l’ultimo giorno dei lavoratori forestali al servizio del nostro Comune. Un servizio intenso e proficuo. Il lavoro svolto è sotto gli occhi di tutti. In particolare, oltre alla pulizia del verde interno al Centro abitato (la villetta dei caduti, per esempio, come pure l’abbattimento del pericoloso albero di Via M.T.di Calcutta) i forestali hanno ripulito la SP 9 che circonda Isnello come pure alcune tratte in direzione Castelbuono e parte della SP 54 bis ,da anni in stato di assoluto abbandono.
Voglio ringraziare a titolo personale e a nome di tutti i cittadini che rappresento questi lavoratori; Li ho visti lavorare e sono stati davvero in gamba: professionali, agili e organizzati. Hanno svolto un servizio davvero eccellente.
Ringrazio per tutti Filippo Onorato, Capo squadra e il Direttore Biagio Sabatino per la fattiva collaborazione. 
Questa collaborazione è stata possibile quest’anno, lo ribadisco, grazie ad un protocollo di intesa stipulato tra l’Unione dei Comuni delle Madonie e l’Assessorato Regionale all’Agricoltura e Foreste. Per questo ingrazio il Presidente dell’Unione, Pietro Macaluso e l’Assessore, Giuseppe Minutilla, per avere accolto il nostro suggerimento dell’aprile scorso che indicava un accordo tra tutti i Comuni unitariamente intesi e l’Assessorato competente come alternativa alle convenzioni tra singoli Comuni. Il territorio deve essere inteso in modo unitario. Questa deve essere la sfida!
L’obiettivo da raggiungere, dunque, non può che consistere in una collaborazione costante nel tempo e ben definita che consenta OGNI ANNO, già dal mese di aprile – IN TUTTI I COMUNE E PER UNO IDENTICO PERIODO DI TEMPO – l’utilizzo di una aliquota di lavoratori forestali per ciascun Comune così da ripulire le strade provinciali. In questo modo si restituirebbe, in modo uniforme, un servizio importante agli utenti delle nostre strade. In questo modo si garantirebbe una adeguata prevenzione degli incendi come pure si garantirebbe la sicurezza sulle nostre strade. 
I Comuni uniti PER IL TERRITORIO, PER IL NOSTRO TERRITORIO, superando inutili protagonismi. Perchè questo significa fare sistema!
Il Sindaco di Isnello


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Le Madonie hanno dato l'imput

I forestali sono una risorsa indispensabile per la valorizzazione ambientale

Forestali per il decoro urbano e calamità

Sindaci madoniti a sostegno dei forestali 
 
Questa potrebbe essere la nostra ambizione

Aderisce anche il Sindaco di Gangi

Il Comune di San Mauro chiede l'utilizzo dei lavoratori per il verde pubblico

Opere di pulizia a Castellana Sicula







CHI PAGA LO STIPENDIO DURANTE LA MALATTIA

Immagine di repertorio (Fotogramma)

Dal sito www.adnkronos.com

26 Luglio 2018
Il diritto alla salute è riconosciuto come diritto fondamentale dalla Costituzione. E' per questo motivo che, per salvaguardarlo, al dipendente viene consentita l'assenza retribuita nei giorni in cui la capacità lavorativa è ridotta a causa dell'insorgere di una malattia o di un infortunio. Durante la malattia, però, il dipendente non percepisce il normale stipendio, bensì un'indennità sostitutiva che per la maggior parte del periodo viene corrisposta dall'Inps. Nel dettaglio, è il datore di lavoro ad anticiparla pagandola in busta paga, ma è l'Inps poi a rimborsarla facendosi carico sia dell'indennità che dell'accredito dei contributi figurativi. Tuttavia l'importo dell'indennità è ridotto rispetto al normale stipendio: infatti, per il periodo che va dal 4° al 20° giorno viene riconosciuto il 50% della retribuzione, mentre dal 21° al 180° giorno di assenza si sale al 66,66%. Successivamente al 180° giorno, invece, il dipendente non percepisce alcuna indennità dall'INPS. Come abbiamo appena visto, però, l’Inps si fa carico solamente dell'indennità di malattia per il periodo che va dal 4° al 180° giorno. Chi paga quindi il dipendente nei primi tre giorni di assenza? Per quello che viene definito periodo di carenza l'indennità è a pieno carico del datore di lavoro, mentre è il CCNL di riferimento a stabilire la percentuale di retribuzione che dovrà essere corrisposta. Ricordiamo, inoltre, che l'importo dell'indennità di malattia può essere ridotto in caso di assenza alle visite fiscali. Il dipendente in tal caso è sanzionato con la decurtazione del 100% dell'indennità per i primi 10 giorni di malattia e del 50% della stessa per il periodo successivo.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.

Fonte: www.adnkronos.com



AGRIGENTO, A FUOCO IL BOSCHETTO DELLA VIA DANTE. INTERVIENE LA FORESTALE (FT E VIDEO)

















25 Luglio 2018. Fonte: www.grandangoloagrigento.it





INCENDIO TRA PACECO E MARSALA, MORTE 500 PECORE



Il servizio di Laura Spanò 25 Luglio 2018

© Riproduzione riservata





FIGUCCIA LANCIA L'SOS INCENDI: "SICILIA COME LA GRECIA". IL DEPUTATO DELL'ARS RECLAMA UNA LEGGE CHE RIORGANIZZI IL COMPARTO A TUTELA DEL TERRITORIO E DI TUTTI I DIPENDENTI FORESTALI


Dal sito www.palermotoday.it

25 Luglio 2018
Il deputato dell'Ars e leader del Movimento CambiAmo la Sicilia reclama una legge che riorganizzi il comparto a tutela del territorio e di tutti i dipendenti forestali“

"La Sicilia torna a guidare la classifica degli incendi nel mondo, dietro solo alla Grecia". A lanciare l'sos è Vincenzo Figuccia, deputato all'Ars e leader del Movimento CambiAmo la Sicilia: "Anche quest’anno i forestali giorno e notte e nelle aree più impervie, continuano a difendere tra mille difficoltà, il nostro territorio e i cittadini che lo vivono. Se le scelte scellerate degli ultimi anni hanno prodotto un drastico depotenziamento del corpo forestale e degli operatori dell'antincendio boschivo per valorizzare le ditte private, l'assenza di una legge che riorganizzi il comparto a tutela del territorio e di tutti i dipendenti forestali, li spoglia di ogni dignità: sono inviati all'arrembaggio, senza dispositivi di protezione individuale, senza corsi di perfezionamento, senza diminuire i rischi e i pericoli sul lavoro, senza una postazione decente, senza trasmissioni radio".

Secondo il deputato, le emergenze non possono essere gestite da aziende private: "E' necessaria un'organizzazione regionale solida e trasparente. Oggi - conclufde Figuccia - assistiamo alla tragedia greca e quelle immagini tanto cruenti, rievocano inevitabilmente quanto accaduto in Sicilia lo scorso anno, una Sicilia che può e che deve liberarsi dal fardello degli incendi, avvalorando le risorse disponibili".

Fonte: www.palermotoday.it





APPENNINO, COSÌ SI TAGLIANO I BOSCHI... PER ACCONTENTARE FEDERLEGNO. L’ASSEMBLEA DELL’ANARF SI È RIUNITA PER PIANIFICARE LE SORTI DEL PATRIMONIO BOSCHIVO ITALIANO. PER LA SICILIA COMPAIONO L’EX ANTONINO COLLETTI E LA TRAPANESE FRANCESCA DE LUCA


Dal sito www.lapressa.it

24 Luglio 2018

L’assemblea dell’Anarf si è riunita nella sede di Federlegno presieduta dal modenese Emauele Orsini per pianificare le sorti del patrimonio boschivo italiano

Sono sorte diverse polemiche per il taglio di boschi sanissimi, su versanti dell’Appennino reggiano e parmense. Il fatto per quanto appaia a norma di legge non può essere sottovalutato. La Pianura Padana è un’enorme camera a gas e ogni sorta di saccheggio ambientale, incendio o devastazione a danno del patrimonio boschivo equivale ad un autentico attentato alla salute. 
Chi produrrà ossigeno nei prossimi sessant’anni, se questo è l’arco di tempo necessario ad un semplice bosco di faggi per riprodursi? Non di certo i camini industriali. Non gli inceneritori. Non gli impianti di compostaggio e nemmeno le centrali a biomasse. 
L’aria fresca che durante la notte scende a valle per inversione termica, aprendo un varco sulla cappa di smog che soffoca i comuni della pianura, è proprio quella satura di ossigeno che arriva dai boschi dell’Appennino. 
Tagliare un bosco è tagliare ossigeno. 
Imponenti  campagne mediatiche per contrastare e denunciare la piaga degli incendi dolosi, che puntualmente attentano a quel che resta del prezioso patrimonio boschivo, in un’Italia sempre più cementificata ed avvelenata dalle ecomafie, e poi che cosa scopro? Che le Regioni, le Comunità Montane con UNCEM, L’ANCI, la CNA, FIPER federazione italiana produttori di fonti rinnovabili,  e altre decine di enti e associazioni pubbliche e private si sono accordati con ANARF per accontentare le pressanti richieste di Federlegno Arredo.
Ma entriamo nel dettaglio dell’accordo interregionale sul prelievo legnoso in ambito boschivo e sulla filiera del legno, dato che i nomi dei signori che reggono le fila del gioco sembrano proprio quelli che troviamo nell’organigramma di Anarf. In un recente accordo del 2015 si è deciso a Venezia l’accordo per il taglio del pioppo tra Friuli, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna. Nel 2016 si è passati a siglare un accordo per il taglio di altri boschi pubblici e privati fino al 2022 sia in Emilia Romagna, che in Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia.
Cos’è ANARF? Corrisponde ad “Associazione Nazionale per le attività regionali forestali”. Prima aveva sede a Milano poi con un atto notarile del 2009, redatto ad Agrigento, la sede è trasferita a Palermo presso la sede del Dipartimento Regionale Aziende Foreste Demaniali. Si tratta di un’associazione che sarà attiva fino al 2025, con il fine di coordinare e promuovere attività per la conservazione e la tutela ambientale. ANARF si pone come interlocutore privilegiato nel complesso dei sistemi agro-silvo-pastorali; organizza relazioni tra enti, istituzioni, tramite convegni, corsi e conferenze in tema.
Nell’organigramma di ANARF vediamo che il consiglio direttivo è composto da personalità che rappresentano la Sicilia, il Veneto, la Basilicata e la Sardegna. Per la Sicilia  compaiono l’ex presidente palermitano Antonino Colletti, già direttore dell’”Aziende regionali delle foreste di Sicilia”, con la trapanese  Francesca De Luca (processata  e assolta per 33 milioni di euro dei fondi europei destinati a lavori forestali nel trapanese, svolti solo in minima parte); per la Sardegna Antonio Casula – oggi a capo dell’ Ente Foreste Sardegna ( sul quale pendono diversi processi per frode, taglio di 35 ettari di bosco in Sardegna, danni ambientali, e altre manovre poco limpide riguardo un appalto pubblico); per la Basilicata Piernicola Viggiano, Vicepresidente di ANARF (beccato dai carabinieri dei ROS mentre riceveva nel suo ufficio assieme ad un suo collega  pregiudicato per falsità ideologica e abuso d’ufficio,  il capo ndrina Rucitera ed altri suoi sodali, per accordarsi riguardo il grosso appalto dell’ALSIA, per la riqualificazione delLE aree boschive tra Pisticci, Policoro e  Scanzano Ionico); per il Friuli Rinaldo Comino presidente del “Gruppo foreste montane della convenzione Alpi”,  tra i fautori dell’intesa delle politiche forestali  tra la Cna di Udine e quella della Carinzia; per il Veneto il nuovo presidente ANARF Paolo Pizzolato che succede ad Antonino Colletti.
I soci di ANARF sono Veneto Agricoltura con Paolo Pizzolato, Regione Basilicata con Piernicola Viggiano, Regione Sicilia con Dorotea Di Trapani, Ente Foreste Sardegna con Antonio Casula e Rinaldo Comino per la Regione Friuli Venzeia Giulia.
L’assemblea dell’ANARF si è riunita nella nuovissima sede romana di Federlegno Arredo presieduta dal modenese Emauele Orsini (nella foto) per pianificare le sorti del patrimonio boschivo italiano.
C’è una figura interessante che vale la pena di rimarcare: il ruolo di Rinaldo Comino, dato che l’accordo per il taglio del pioppo nasce proprio per un’iniziativa della azienda forestale friulana. Nei convegni organizzati da Anarf nell’ambito dell’Euregio, (Il Gect Euregio Senza Confini, al quale aderiscono le Regioni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia e il Land austriaco della Carinzia, è stato costituito nel 2012 per favorire e promuovere la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale nell’ambito dell’Unione europea) viene rimarcata la sinergia delle politiche forestali, tant’è che non a caso la ditta Amabile Gianni che gestisce il taglio dei boschi sul Monte Ledo è di Udine, mentre effettivamente i lavori sono effettuati dal potente gruppo austriaco della Carinzia  Holz Klade Gmbh di Wolfsberg  (con filiali anche a Udine e in Slovacchia. 
C’è un accordo tra la Camera di commercio della Carinzia e La CNA di Udine che riguarda proprio gli interventi di manutenzione delle aree boschive, e lo stesso Reinhard Klade del gruppo Klade , è membro della camera di commercio della Carinzia. Quindi a quanto pare il taglio dei boschi sul nostro Appennino non è meramente una faccenda privata, ma si fonda sulla sinergia della Camera di Commercio della Carinzia, le Regioni, ANARF,  la CNA, le Comunità Montana, ecc… 
Infine a sottoscrivere  l’accordo del 2016  per il prelievo legnoso in Emilia Romagna fino al 2022, senza definire né dove, come, né la quantità, per l’assessore all’Ambiente Paola Gazzolo  firma Enzo Valbonese. 
E’ chiaro quindi che, nonostante l’alto indice di franosità dei suoli e la mancanza di aria sana, i boschi continueranno ad essere tranquillamente tagliati anche in Emilia, fino al 2022; e dopo aver  tagliato i faggi  e gli abeti definiti non autoctoni, sarà presto la volta delle querce, dei larici, degli olmi, dei tigli... finché a  farci ombra resteranno solo le antenne della telefonia mobile.
Stendo  un velo pietoso sul sistema di rotazione, piantumazione e ricrescita,  dato che  persino un bambino riesce a capire che  sessant’anni valgono una vita intera, mentre invece urgerebbe indagare sulle evidenti speculazioni, sia per l’accaparramento dei  fondi europei, che per la produzione internazionale  di pellet.
Maria Petronio

Fonte: www.lapressa.it





QUAL È LA SITUAZIONE DEGLI INCENDI IN ITALIA QUEST'ANNO


di MARCO GRITTI 25 luglio 2018
Il direttore dell'ufficio emergenze della protezione civile in un'intervista ad Agi spiega perché da noi è difficile possa verificarsi quello che è successo in Grecia 

Gli incendi che da un paio di giorni hanno colpito la Grecia spaventano l’Italia, soprattutto nel ricordo di quanto accaduto la scorsa estate. “Il nostro Paese è pronto – rassicura Luigi D’Angelo, direttore dell’ufficio emergenze della Protezione Civile -, ha un dispositivo che va avanti da anni e purtroppo anche un’esperienza molto importante”.

Raggiunto da Agi, D’Angelo ha fatto il punto sulla situazione italiana per quanto riguarda il rischio di incendi boschivi. “Il 2017 era stato molto critico: al 25 luglio di un anno fa avevamo già ricevuto 950 richieste di aiuto dalle Regioni. Quest’anno siamo a quota 186”. La differenza la fanno le migliori condizioni della vegetazione, dovute a piogge più abbondanti negli scorsi mesi e a temperature più clementi.

Come agisce la Protezione Civile?

Il meccanismo d’intervento in caso di incendi boschivi è stabilito dalla legge 353 del 2000, un testo che assegna maggiori competenze alle Regioni. Le attività si articolano in tre momenti differenti, a cominciare dalla prevenzione. Gli enti locali stipulano piani triennali per le proprie aree boscate e provvedono a svolgere interventi, come la pulitura del sottobosco e la realizzazione di fasce tagliafuoco, nei mesi invernali e primaverili.

La seconda fase è quella della previsione: le Regioni sono tenute a emettere quotidianamente un bollettino circa il rischio di incendi. Il terzo momento è quello della lotta attiva, cioè la risposta agli incendi. Anche in questo caso le operazioni sono condotte dalle singole Regioni attraverso il personale di volontari, vigili del fuoco, operai forestali e carabinieri forestali, una flotta di persone a terra integrata da una trentina di mezzi aerei assegnati alle varie zona d’Italia.



“Il dipartimento nazionale della Protezione Civile interviene soltanto nel caso in cui gli incendi siano particolarmente severi e le squadre regionali non riescano a gestire la situazione”, spiega D’Angelo. In questi casi scende in campo la flotta anti-incendi boschivi dello Stato: “Sono ulteriori 31 mezzi, tra cui 16 canadair e quattro S-64, elicotteri in grado di scaricare novemila litri d’acqua sulle fiamme”.

L’addio al Corpo Forestale e gli elicotteri inutilizzati del 2017

“I mezzi a disposizione variano da una Regione all’altra, ma tutte quelle più soggette agli incendi sono attrezzate con mezzi aerei propri”, assicura D’Angelo. Sicilia compresa: “Quest’anno ha sei elicotteri a disposizione, nel 2017 ne era sprovvista”. La scorsa estate erano coincise condizioni meteorologiche critiche – una vera e propria emergenza incendi – con la riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato: il decreto legislativo 177/2016, la riforma Madia, aveva soppresso la storica forza di polizia accorpando la stragrande maggioranza dei suoi settemila e settecento operatori all’Arma dei Carabinieri forestali.

Questa scelta “ha determinato un minor numero di operatori sul campo – ammette D’Angelo – ma quest’anno la situazione si è ampiamente riadattata”. Linkiesta, dodici mesi fa, scriveva che “per mancanza di brevetti e adeguamento ai nuovi criteri imposti dalla legge, soltanto quattro elicotteri su trentadue erano stati messi in volo”. Quest’anno, guardando i numeri della flotta, la situazione pare essere migliorata.

Ancora irrisolto, denuncia il segretario del sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco Conapo, Antonio Brizzi, è invece il problema che vede i pompieri lavorare sotto organico: “Siamo 27 mila – ha spiegato ad Agi – ma ne mancano circa cinquemila. Lo smantellamento del Corpo Forestale ha dato a noi Vigli del Fuoco appena 362 persone, assegnandoci però tutte le competenze dell’incendio boschivo”. Unica nota positiva, per Brizzi, è la recente promessa del sottosegretario per l’Interno Stefano Candiani di assumere 1.500 nuovi pompieri entro il 2019.

Le squadre di terra per combattere i piromani

Come detto l’intervento dall’alto degli elicotteri è soltanto l’ultima opzione: “L’Italia ha squadre sparse sul territorio per confinare i focolai per tempo, altrimenti diventerebbero ingestibili”, aggiunge D’Angelo. A vigilare sui boschi, nei giorni di maggiore allerta, “ci sono presidi delle forze dell’ordine per evitare crimini”. La Protezione Civile ha cioè stretto accordi con le Prefetture per mandare forze dell’ordine che scongiurino episodi criminali. Anche se, conclude D’Angelo, “in Italia non esistono auto-inneschi”: dietro ai roghi c’è cioè sempre la mano dell’essere umano, a volte con dolo, altre con noncuranza.

Fonte: www.agi.it






BILANCIO. STRETTA SULLE LEGGI DI SPESA. SERVIRÀ L'OK DELLA RAGIONERIA


Dal sito livesicilia.it

di Salvo Toscano
Arriva, come richiesto dalla Corte dei conti, la "bollinatura" anche sui singoli emendamenti.

PALERMO - 
Firmata oggi dall'assessore regionale all'Economia Gaetano Armao la circolare su copertura finanziaria e relazione tecnica che amplia l'applicazione della così detta "bollinatura" anche ai singoli emendamenti. La verifica preventiva sulla copertura delle norme si farà più capillare e rigorosa. In occasione della parifica del rendiconto generale della Regione, le Sezioni riunite della Corte dei Conti hanno suggerito, così come avviene alla Camera e al Senato, che anche all’Assemblea regionale siciliana venga chiesta la cosiddetta ‘bollinatura’ al Ragioniere generale della Regione. Ed è stata in quella sede anche evidenziata la carenza delle relazioni tecniche, spesso generiche. 

Da qui prende le mosse l'atto dell'assessore sul visto che la Ragioneria generale della regione deve apporre sulle relazioni tecniche in tema di copertura finanziaria delle norme, visto senza il quale il provvedimento non può essere trasmesso alla giunta di governo per l'approvazione. A tal riguardo, la circolare dispone che d'ora in poi “l'Amministrazione regionale espliciti dati, criteri e metodi utilizzati per la quantificazione” degli oneri finanziari previsti dalle leggi, “nonché indichi la fonte di copertura finanziaria di tutte le proposte di leggi che comportino nuove o maggiori spese, minori spese, nuove o maggiori entrate e minori entrate”. La circolare si sofferma nel dettaglio sugli strumenti di copertura finanziaria ammessi, indicando criteri più stringenti e rigorosi. Si legge tra l'altro che “non è più ipotizzabile ricorrere, quale modalità di copertura di spese future, al mero rinvio alla legge di bilancio”. Le leggi regionali approvate dopo il 30 novembre “non possono recare oneri a carico del bilancio di competenza dell'esercizio in corso, salvo casi di particolare urgenza e necessità da motivare nella relazione tecnica”. Non solo, per le leggi che comportano maggiori oneri non quantificabili, va disposta una clausola di salvaguardia che indichi come garantire la copertura. E inoltre la relazione tecnica che accompagna il disegno di legge va aggiornata se i disegni di legge subiscono modifiche o emendamenti comportanti nuovi o maggiori oneri. Questo sia per gli emendamenti presentati in commissione sia per quelli presentati in Aula. L'assessorato all'Economia intanto è al lavoro su assestamento di bilancio e rendiconto, che arriveranno in giunta all'inizio della settimana prossima.

Fonte: livesicilia.it





RIMANDATO A SETTEMBRE TAGLIO VITALIZI ARS, CONSIGLIO PRESIDENZA RIDUCE PIANTA ORGANICA AD ANNUNCIARLO IL PRESIDENTE QUESTORI GIORGIO ASSENZA


Dal sito www.blogsicilia.it

25/07/2018   
Arriverà a settembre, secondo quanto garantito dagli uffici di Palazzo dei Normanni, la relazione tecnica sulla proposta di taglio dei vitalizi. Ne da’ notizia il presidente dei questori, Giorgio Assenza (Db), a conclusione del Consiglio di presidenza dell’Ars.

Il Consiglio ha deciso inoltre la riduzione della pianta organica dell’Assemblea regionale, “sia perché i deputati sono comunque scesi da 90 a 70 sia nel segno della spending review”, si legge in una nota di Assenza.

“La seduta – dice Assenza – ha raggiunto un traguardo importante con l’accordo definitivo sul ridimensionamento della pianta organica dell’Ars, che comporterà un risparmio di quasi il 20% rispetto all’attuale, a sua volta di una stessa percentuale abbassata nel 2012”. In pratica, dai 258 posti in organico fissati nel 2012 (293 nel decennio precedente) si scende a 218, in tutti i ruoli e gli uffici dell’apparato servente dell’Ars.

“Quindi, i prossimi concorsi che verranno quanto prima indetti per ovviare alle deficienze di personale comunque, allo stato, presenti saranno ridimensionati in tal senso” assicura Assenza

Fonte: www.blogsicilia.it





25 luglio 2018

LA SICILIA CONVIVE CON IL FUOCO DA MILLE ANNI. E’ UN BUSINESS E… FINO A CHE LA GUERRA AL FUOCO LA FANNO I FORESTALI, GLI AEREI E GLI ELICOTTERI, LA SICILIA RESTERÀ IL VECCHIO PURGATORIO GREGORIANO


Dal sito siciliainformazioni.com

Da SALVATORE PARLAGRECO - 25 luglio 2018
L’Apocalisse greca provocato da un indomabile incendio alle porte di Atene ci fa rabbrividire ma, nel contempo, riesce a consolare i siciliani alle prese coi roghi da sempre. La Sicilia convive con il fuoco, si è abituata alle fiamme. L’incendio fa paura, provoca talvolta drammi, ma non fa disperare, perché è entrato nel Dna di ogni siciliano.

Sappiamo poco del passato “incendiario”, ma una cosa vale la pena di ricordarla, ancora una volta. Più di mille anni fa nacque il Purgatorio, e la Sicilia venne designata da Papa Gregorio Magno come la sede principale. Le anime dei penitenti si purgavano nelle marmitte di fuoco dei vulcani siciliani, soprattutto l’Etna. Un fuoco riparatore, dunque, che possedeva il suo lato positivo.

Grazie alla nascita del Purgatorio coloro che lasciavano questo mondo con una pagella da sei meno meno finivano in Purgatorio e ci restavano per il tempo necessario al lavacro delle malefatte. Essenziale, però, era il sostegno di quanti sopravvivevano al caro estinto. L’acquisto di indulgenze divenne un business di qualche rfilevanza, e di esso la mala religione fece mercimonio al punto da provocare indignazione e le scissioni protestanti.

Il fuoco, in definitiva, avrebbe potuto essere domato con i quattrini, ma restava pur sempre un nemico infido, difficile da gestire anche per quanti se ne servivano per alimentare il proprio business.

La Sicilia, patria del Purgatorio, era così legata al fuoco che i vulcani siciliani, nel tempo, acquisirono nell’immaginario collettivo una sorta di potere infernale. E l’Isola divenne sempre più dimora dell’inferno che della penitenza e della redenzione.

Che c’entra questo, direte, con gli incendi che si sviluppano nelle solite note località in ogni estate, con l’aiuto dello scirocco ventoso? I Canadair fanno il loro lavoro prendendosi anche qualche rischio per evitare che i viventi, non i penitenti ormai passati nell’al di là, abbiano a correre rischi. Chi chiede soccorso non confessa di avere sulla coscienza qualche peccatuccio, per esempio di avere lasciato che il suo terreno divenisse preda delle fiamme per l’assenza di frangi fuoco. E i piromani che utilizzano le code dei gatti per spargere roghi nei boschi traggono beneficio dalle fiamme, oggetto di business.

Ecco il punto: sono trascorsi molti secoli ma il business del fuoco sopravvive in ogni stagione, politica e meteorologica. Le indulgenze a favore delle anime del Purgatorio sono state rimosse dalla Chiesa, ma sono rimaste quelle a favore dei piromani e dei malandrini che hanno fatto del fuoco una delle principali ragioni di guadagno.

Come difendersi? Un lavacro da parte dei governi, qualunque sia il colore. Fino a che la guerra al fuoco la fanno i forestali, gli aerei e gli elicotteri, la Sicilia resterà il vecchio Purgatorio gregoriano. Bisogna rivoltarla come un guanto la strategia bellicista: satelliti, droni, presidio del territorio boschivo affidato a guardiani della natura. Solleciti, attenti,m e molto interessati alla sopravvivenza del patrimonio boschivo, dal quale traggono il loro reddito.

Fonte: siciliainformazioni.com






LA POLEMICA. INCENDI, M5S: "REGIONE IN RITARDO". I SINDACATI: "POCO È CAMBIATO"


Dal sito livesicilia.it

I grillini: "Uomini e mezzi insufficienti". Il Sifus: "Tanti Forestali non sono nei boschi".

PALERMO - “Ancora una volta la Regione arriva tardi nella gestione degli incendi, mentre la Sicilia va a fuoco.
Da marzo chiediamo al governo Musumeci di mettere in campo le attività di prevenzione antincendio ma finora nessun ufficio è in grado di dirci se sono state fatte. Solo la scorsa settimana è stato siglato il contratto di servizio aereo antincendio tra il Corpo forestale della Regione e un raggruppamento di imprese che consente di utilizzare sei veivoli antincendio. È costato 2 milioni 300 mila euro, ma solo due aerei su sei ad oggi sono operativi: uno nelle base di Geraci, l'altro a Caltanissetta. Gli altri quattro arriveranno in Sicilia solo giovedì e nel frattempo l’Isola viene devastata dai roghi”.
Lo dicono i deputati regionali del M5S e componenti della commissione Ambiente dell'Ars, Giampiero Trizzino, Nuccio Di Paola, Stefania Campo e Valentina Palmeri, che chiedono al presidente della Regione Nello Musumeci e all’assessore regionale all’Ambiente Toto Cordaro di riferire in Aula sull’emergenza incendi nell’Isola.

“Uomini e mezzi sono insufficienti - aggiunge Trizzino - . La Regione ha delle responsabilità precise, mentre i vigili del fuoco rischiano la vita nello svolgimento del proprio lavoro e puntualmente vengono lasciati soli nel fronteggiare le emergenze. “Vogliamo sapere quante risorse - aggiunge - la Regione ha stanziato per le attività di manutenzione e prevenzione degli incendi, quando e se sono partiti gli interventi, se sono stati realizzati in tempi ragionevoli, per quali ragioni è stato siglato solo il 19 luglio il contratto di servizio aereo antincendio e perché su 6 mezzi previsti solo due sono operativi”. “Anche su questo fronte - conclude - registriamo l’assoluta incapacità di questa amministrazione regionale nella gestione degli incendi - conclude - mentre aziende e cittadini subiscono danni economici e il patrimonio boschivo della Sicilia ancora una volta viene devastato”.

La protesta dei sindacati

"Tutto ciò che è stato previsto in termini di prevenzione e finanziato in tempi utili dal Governo, in realtà non è stato messo in pratica tant’è vero che la realizzazione dei viali parafuoco, ritenuta storicamente fondamentale dal presidente Musumeci, solo in alcune realtà raggiunge il 50%. Mentre i boschi bruciano i forestali 151isti e 101isti si avviano a completare la prima fase del loro impegno lavorativo ( a spezzatino) anziché rimanere nei boschi a presidiarli. Vengono cacciati a casa a fare compagnia ai 78isti che attraverso uno sforzo maggiore del Parlamento potevano essere tutti e 5 mila avviati nei boschi (anziché una piccolissima parte destinata, in gran parte, a pulire i fiumi)", commenta il segretario generale Sifus Confali, Maurizio Grosso.

"E' necessario – prosegue - che tutti gli addetti alla manutenzione vengano utilizzati per completare i viali parafuoco ( 78isti compresi) e per presidiare i boschi. Le squadre antincendio a differenza dello scorso anno non devono mettere il carburante di tasca propria ai mezzi e rischiare il sequestro dei mezzi medesimi per assenza di “assicurazione – RC”. Per il resto, poco o nulla è cambiato".
24 Luglio 2018

Fonte: livesicilia.it


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M5S Sicilia: la Sicilia brucia e la regione resta a guardare

L’altra faccia degli incendi in Sicilia: operai forestali a casa e aerei (a pagamento) che volano





IL SEGRETARIO GENERALE DEL SIFUS CONFALI MAURIZIO GROSSO: PREVENZIONE, PREVENZIONE, PREVENZIONE! I CANADAIR SONO UN PALLEATIVO ALLA LOTTA AGLI INCENDI


Dalla pagina Facebook
Maurizio Grosso Sifus Confali

Purtroppo, nonostante gli enormi sforzi compiuti dal SIFUS da anni, non siamo riusciti a far penetrare nella testa della politica di maggioranza e di opposizione il significato del termine " prevenzione"(come da vocabolario).
Specificatamente: prevenzione quale mezzo attivato al fine di prevenire i danni provacati dagli incendi boschivi. Tutte le forze poltiche, indistintamente, destra, sinistra , gialloverdi e scienziati sconoscono il significato e sopratutto gli enormi risparmi in termini economici e di disastri ambientali che la pratica di questo termine determinerebbe.
Tutte le forze politiche sparano per caso questo termine poiché nella testa hanno chiara la soluzione (non soluzione) per fermare gli incendi: i CANADAIR. 
Tutti sono convinti politica, stampa, ed affini che fermare gli incendi ci vuole un indifferenziata prevenzione, ma sopratutto bisogna "spicciarsi" a garantirsi l'uso dei CANADAIR.
Il movimento 5 stelle attacca il Governo Musumeci oggi, perché la disponibilita' dei CANADAIR l'ha avuta solo l'altro ieri. Il Governo Musumeci a sua volta, si vanta che l'altro ieri ha portato a casa la disponibilità dei CANADER. Dell'ex Croverno Crocetta/Cracolici meglio non parlarne.
TUTTI INDIVIDUANO LA SOLUZIONE IN QUELLA CHE NON È LA SOLUZIONE.
La soluzione e' la prevenzione!
La soluzione e' intervenire nei boschi, attraverso la manodopera in organico, secondo le necessità del ciclo biologico delle piante.
La soluzione e' realizzare le pratiche agronomiche di cui necessitano i boschi in maniera programmata e pertanto, realizzare i viali parafuoco in tempi utili. Ad oggi, nemmeno il 50% dei viali parafuoco e' stato realizzato mentre si tengono a casa i forestali.
Inoltre, è necessario per ragioni pedoclimatiche, avviare la campagna antincendio una 15cina di giorni prima della norma attraverso la copertura di tutte le postazioni vacanti, delle squadre complete e sopratutto, disponendo di DPI e mezzi meccanici all'altezza della sfida.
QUESTA SI CHIAMA, IN SICILIA, PREVENZIONE. METTETEVELO NELLA CAPA!
Gli incendi si sconfiggono da terra!
Poi, in subordine, vengono i CANADAIR. 
Questo modello di prevenzione in Sicilia non e' possibile realizzarla poiché Governo e Parlamento a cui è affidata la sorte del patrimonio boschivo, non sono in grado di inserire il bilancio le risorse finanziarie immediatamente spendibili necessarie materialmente ad intervenire. 
Gli avviamenti dei forestali non avvengono mai, pertanto, effettuate secondo una programmazione legata alle necessita' del ciclo biologico della natura, ma sempre, secondo le disponibilita' di cassa.
Per onore della verita', nella finanziaria 2018, il Presidente Musumeci era riuscito a mettere tutte le risorse necessarie, immediatamente spendibili fino a settembre, su preciso suggerimento del SIFUS ( ma anche su convincimento suo personale), ma detta proposta e' abortita in commissione bilancio.
In conclusione la soluzione agli incendi non va ricercata ne nei CANADER e nelle lobby che ci stanno dietro, ne nella pena di morte ai piromani ( a cui vanno inflitte PENE esemplari), ma nella prevenzione.
Il SIFUS si battera' perché il Governo Musumeci definisca entro l'anno 2018, una riforma del comparto forestale capace di intervenire secondo una seria programmazione, di allargare le competenze finalizzate all'attingimento di nuove risorse economiche onde creare lavoro aggiuntivo e quindi stabilizzazione. 
A breve avvieremo una campagna di assemblee in 36 comuni siciliani per parlare di questo guardandoci negli occhi.
Maurizio Grosso - Segretario Generale SIFUS CONFALI