07 maggio 2023

CAMPAGNA ANTINCENDIO 2023, AL VIA I CONTROLLI. ECCO IL VIDEO UFFICIALE REALIZZATO DA DUE GIOVANI ERICINI



Dal sito www.comune.erice.tp.it

04 Maggio 2013
Si chiamano Salvatore Russo e Antonino "Nino" Cirinesi, sono due giovani ericini di 13 e 18 anni e sono gli autori dello spot della campagna di sensibilizzazione contro gli incendi che il Comune di Erice ha attivato in queste settimane.

Il video (clicca qui per vederlo) racconta brevemente un’eventuale operazione antincendio messa in atto dal personale della Protezione civile comunale, coordinato dal dott. Giuseppe Tilotta, in collaborazione con i volontari delle associazioni di Protezione civile, a partire dall’avvistamento tramite l’innovativo sistema di videosorveglianza di cui il Comune si è dotato fino, appunto, alle attività di soccorso.

L’invito finale è a “Non bruciare il futuro” ed a telefonare tempestivamente al numero 112 (Numero Unico di Emergenza) in caso di avvistamento di un incendio. Nel corso del video (della durata di un minuto e quarantasette secondi) i due giovani autori hanno ovviamente messo in risalto le meraviglie naturalistiche del nostro territorio che vanno protette, tutelate, conservate.

«Ringraziamo di cuore Salvatore e Antonio per aver voluto dare questo importante contributo di sensibilizzazione al rispetto del nostro patrimonio boschivo, del suo ecosistema e della tutela della sicurezza pubblica – commentano la sindaca Daniela Toscano e l’assessore Paolo Genco -. Il video, breve ma intenso ed efficace, descrive perfettamente il lavoro messo in campo dal nostro personale comunale, in collaborazione con le associazioni di Protezione civile, in caso di avvistamento di un incendio. Un prodotto di qualità realizzato con creatività da due giovani concittadini ericini che hanno dimostrato amore per il nostro territorio».

Si ricorda che, nell’ambito delle attività antincendio, è già attiva dal giorno 1 maggio - e fino al prossimo 31 ottobre - l’ordinanza relativa alla pulizia dei terreni (clicca qui per consultare la news pubblicata il 17 aprile nel sito istituzionale e per leggere l’ordinanza). I controlli, effettuati dalla Polizia Municipale, hanno già avuto inizio, pertanto si sollecita la pulizia dei terreni a tutti coloro i quali non hanno ancora provveduto. Le inosservanze saranno chiaramente sanzionate.

«A tutela del nostro territorio e della sicurezza, invitiamo i cittadini e gli enti al rispetto dell’ordinanza – commentano ancora sindaca e assessore -. L’attività antincendio è già in atto da tempo e prevederà controlli, sanzioni e videosorveglianza tramite diverse telecamere installate nel territorio. In tal senso, al fine di potenziare l’attività di vigilanza, nei giorni scorsi abbiamo convocato le associazioni di Protezione civile, alcune delle quali si sono rese disponibili a stipulare apposite convenzioni. Ancora una volta, l’invito è al pieno rispetto delle regole, al fine di scongiurare incendi, danni al patrimonio naturalistico e pericoli per la pubblica incolumità».




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06 maggio 2023

DOPO ANNI DI ABBANDONO PARTITA BONIFICA VILLA FALCONE BORSELLINO. FORESTALI A LAVORO. PREVISTI EVENTI PER RICORRENZA STRAGE DI CAPACI



Dal sito castelvetranonews.it

06 Maggio 2023
Sono cominciati a Castelvetrano i lavori di recupero della villa comunale abbandonata da anni: il prossimo 23 maggio, nel giorno della commemorazione del 31.o anniversario della strage di Capaci, il giardino verrà restituito al pubblico e intitolato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Sarà la manifestazione di chiusura del progetto Memoria Nostra, ideato e realizzato dall'imprenditrice Elena Ferraro e dal regista Giacomo Bonagiuso, assieme al sindaco della città, Enzo Alfano.

Per la sistemazione della villa sono al lavoro gli operai forestali della Regione Siciliana, giunti a Castelvetrano grazie all'interessamento del vicepresidente e assessore regionale all'Agricoltura Luca Sammartino.

«Ci siamo subito messi a disposizione degli organizzatori di Memoria Nostra, con un piccolo contributo come quello della pulizia della villa comunale intitolata a Falcone e Borsellino, operata dai nostri forestali», dichiara Sammartino, secondo il quale «ogni spazio restituito alla collettività è un segnale importante della presenza dello Stato, insieme al dovere della memoria che dobbiamo coltivare e trasmettere alle nuove generazioni. Sono due azioni concrete, tanto più importanti in un territorio - conclude il vicepresidente della Regione - che troppo spesso, nel passato, ha subito un’ombra pesante e intollerabile per la stragrande maggioranza dei cittadini onesti».

La villa ospiterà tutti i disegni, i lavori e i messaggi donati dagli studenti della provincia di Trapani in occasione della visita alla teca contenente i resti dell’auto Quarto Savona 15, la Croma blindata del caposcorta di Giovanni Falcone, coinvolta nell'attentato di Capaci. Lo scorso 25 aprile la teca è stata mostrata alla città alla presenza, accanto alle autorità civili e militari del territorio, del ministro degli Interni Matteo Piantedosi, dell'assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo, del presidente della Commissione Antimafia dell'Ars Antonello Cracolici e della presidente dell'Associazione Quarto Savona Quindici Tina Montinaro. Nei due giorni successivi le scolaresche hanno fatto visita alla teca in una sorta di pellegrinaggio civile.

«Le loro riflessioni saranno ora il seme da piantare all'interno della villa Falcone e Borsellino per mantenere vivo il ricordo di chi ha combattuto contro Cosa Nostra, sacrificando la propria vita», spiega Elena Ferraro, che dieci anni fa con il suo «no» alla richiesta di pizzo di un cugino di Matteo Messina Denaro diede il via al cammino di affrancamento dal giogo mafioso che ora Castelvetrano, libera della presenza del boss, arrestato 4 mesi fa a Palermo, vuole completare.
«Memoria Nostra – aggiunge Elena Ferraro - è un progetto di legalità che prende le mosse da un sentimento di ringraziamento alle forze dell'ordine ed alla magistratura per avere raggiunto lo storico risultato della cattura del boss.

Partendo dal ricordo del dramma della strage di Capaci, attraverso l’esposizione dello storico cimelio legato a quel tragico 23 maggio 1992, abbiamo coinvolto gli studenti, con l’obiettivo di fare nascere dalle radici della distruzione del passato le fronde della rinascita del futuro».   Gli studenti torneranno ad essere protagonisti di Memoria Nostra proprio in occasione della riapertura della villa Falcone e Borsellino, come sottolinea il sindaco di Castelvetrano, Enzo Alfano.

«Il primo obiettivo della giornata del 23 maggio è coinvolgere le scolaresche della città e non solo - spiega Alfano - affinché l'evento commemorativo possa essere anche un momento di gioia e di rinnovamento, per consentire ai giovani di guardare al futuro con una prospettiva diversa, ricca di ottimismo».





Video GDS. Nel video parla il sindaco di Castelvetrano, Enzo Alfano



Foto GDS




05 maggio 2023

SIFUS CONFALI: CAMPAGNA ANTINCENDIO 2023. AD OGGI NON ABBIAMO NOTIZIE CERTE. MA SI INIZIERÀ IL 1° O IL 15 GIUGNO?



Dalla pagina Facebook
del segretario reg.le Sifus Confali
Franco Cupane

Palermo 05/05/2023
Incertezza inizio Campagna Antincendio Boschivo anno 2023.
Ad oggi non abbiamo notizie certe .
SI INIZIERÀ IL 1° GIUGNO O IL 15?????
Per il momento si aspettano disposizioni da parte degli enti predisposti (Governo Regionale, Assessorato  Agricoltura e Territorio, Corpo Forestale, Sviluppo Agricolo , Protezione Civile, Vigili del Fuoco) 
Stiamo cercando di capire cosa la Regione siciliana vuole fare .
Ricordo che ad oggi la prevenzione non esistente, solo pochi operai assunti per i viali parafuoco .
Affermiamo che
se il servizio antincendio boschivo  inizierà il 15 giugno sicuramente il 2023 sarà peggiore del 2022 per incendi boschivi e di interfaccia.
Sollecito il governo regionale a svegliarsi, metta tutti i lavoratori Forestali siciliani nei boschi e attivi il Servizio Antincendio Boschivo.
Franco Cupane Segretario Regionale Sifus Comp. Forestale



SICILIA CANADA 1 A 0 E PALLA AL CENTRO (PER NON DIMENTICARE 05-05-2016)


di Antonino Lomonaco
LTI di Linguaglossa

Nelle polemiche riguardo la questione dei lavoratori forestali siciliani, spesso, viene citato il Canada come contraltare rispetto alle condizioni quantitative e qualitative dei boschi siciliani. Questi paragoni vengono presentati da giornalisti che vivono in città, all’oscuro, perciò, delle problematiche inerenti un incendio boschivo.  
A Fort McMurray, in Canada, in questi giorni vi è un incendio che ha costretto gli abitanti della città (circa 88.000 persone) ad evacuare ed abbandonare le loro abitazioni, alla triste stregua di profughi di guerra siriani. 
Il rischio che l’incendio si propaghi nel centro abitato, evidentemente, è molto forte.  
Fort McMurray si trova sul 56° parallelo a Nord dell’equatore, a soli 10 gradi dal circolo polare artico, il quale si trova, appunto, sul 66° parallelo Nord.  
Da addetto allo spegnimento incendi boschivi, non posso che fare delle semplici considerazioni.  Un incendio, per svilupparsi nelle proporzioni di cui sopra, ha bisogno, fondamentalmente, di due condizioni: il ritardo del primo intervento di repressione fiamme e la mancanza di manutenzione dei boschi, almeno nella parte attigua la stessa città. 
Anche se a queste condizioni si aggiungesse la presenza di vento e una particolare siccità climatica, la celerità organizzativa del primo intervento è fondamentale nell’ evitare l’espansione delle fiamme. 
Certamente, la vastità del territorio Canadese è immensa, ma il monitoraggio dei boschi vicini alle città sarebbe davvero opportuna. 
Il clima di questa località, ed in genere dell’intero Canada, è denominato come clima boreale delle foreste e, come si faceva notare prima, si trova ai margini della zona a clima sub-artico, perciò con inverni lunghi e molto freddi, estati brevi e miti, e umido in tutte le stagioni.  
Le temperature basse e la presenza di umidità sono condizioni che poco favoriscono un incendio boschivo, poiché sono condizioni che disperdono il calore. In Sicilia, infatti, nei periodi invernali, autunnali e primaverili, gli incendi boschivi sono davvero una rarità.  
La Sicilia si trova sul 37° parallelo Nord, cioè a dire a soli 37 gradi dall’equatore! 
Ben diciannove gradi più a sud di Fort McMurray! 
Ed il nostro clima non è sub-artico ma sub-tropicale!  
Da noi l’emergenza incendi si presenta in estate, quando le temperature raggiungono, e superano, i quaranta gradi e la siccità inaridisce l’ambiente e le piante. Operare su di un incendio, con queste condizioni, non è la stessa cosa di operare con temperature di almeno venti gradi in meno. Eppure in Sicilia, non si è mai verificato un incendio così catastrofico. Temperature così alte significa meno dispersione di calore, quindi una maggiore capacità di propagazione del calore di un incendio. 
I monti Peloritani, Nebrodi, Madonie, la stessa Etna, hanno dei boschi che sono il residuo dell’ultima era glaciale, boschi formati da conifere, faggi, cioè a dire boschi che possono ben avvicinarsi alle caratteristiche dei boschi canadesi. Eppure non è mai capitata una catastrofe come quella odierna di Fort McMurray. Forse si tratta di fortuna?... 
Oppure si tratta della presenza dell’attività di manutenzione di questi bistrattati lavoratori forestali, e delle loro capacità di intervento di repressione incendi?... 
In questo senso, con tutti i loro limiti, questi lavoratori sembra che svolgano un compito davvero adeguato ed, evidentemente, all’altezza della loro funzione, forse come poche altre attività in Sicilia! 
Eppure tutto ciò non viene capito! Non viene valorizzato!  E questi lavoratori li si vorrebbe “estinguere” come inutili.
C’è da chiedersi se tale incomprensione sia dovuta ad una difficoltà nel sapersi esprimere, da parte di questi stessi lavoratori, oppure, invece, alla scarsa capacità nell’intendere tutto ciò, della parte politica che dovrebbe legiferare a riguardo (Senza considerare, infine, le capacità di intendere di taluni giornalisti, i quali dovrebbero almeno informarsi, ed informare, sulla differenza fra il clima sub-artico ed il clima sub-tropicale). 
Un grande abbraccio a tutti i miei colleghi.

Antonino Lomonaco



LAVORATORI FORESTALI PROVINCIA DI PALERMO. SORVEGLIANZA SANITARIA - PROGRAMMAZIONE VISITE E RICHIESTE DI SELEZIONE

Ricevo e pubblico
dalle Segreterie Provinciali 
di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil Palermo





CONSULTA. BOCCIATE LE NORME PER LA STABILIZZAZIONE DEI PRECARI ASU IN SICILIA, PER 4 MILA SI RIPARTE DA ZERO

Corte Costituzionale: palazzo della Consulta

Dal sito gds.it

04 Maggio 2023
Per la Corte costituzionale sono illegittime le norme approvate in Sicilia che hanno previsto la stabilizzazione del personale Asu. La Consulta ha accolto la questione di legittimità avanzata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri contro le norme approvate dall’Assemblea siciliana nel 2021 e nel 2022 nell’ambito della legge di stabilità regionale, nelle variazioni di bilancio e nella legge di stabilità regionale 2022-2024. I giudici ritengono incostituzionale avere esteso agli Asu i principi che furono applicati per gli Lsu e contestano inoltre la mancanza di copertura finanziaria e la conseguente proroga dei contratti sino alla fine di quest’anno.

Sono 4 mila i precari Asu per i quali il percorso per la stabilizzazione dovrà ripartire da zero. «Stavamo aspettando questa sentenza - dice il capogruppo della Dc all’Arsm, Carmelo Pace -. Adesso possiamo riproporre la stabilizzazione degli Asu nel modo più corretto. L’avevamo detto in tempi non sospetti che bisogna seguire l’iter normativo giusto per porre fine al lungo periodo di precariato di questi lavoratori, gran parte impegnati nei Comuni».

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it



04 maggio 2023

QUANDO L'URGENZA SI SCONTRA CON L'INDIFFERENZA (4-5-22)


di Antonino Lomonaco
LTI di Linguaglossa (CT)

Nell'ambito di una discussione sulla riforma forestale in Sicilia, ritengo sia imprescindibile uno sguardo sulla proiezione dei dati climatici che gli studi scientifici riferiscono, in un immediato futuro, sulle condizioni ambientali e climatiche della nostra regione. 
Infatti essa, così come tutto il pianeta, è coinvolta in un surriscaldamento che sta alterando velocemente le temperature medie, le cui conseguenze devono, per forza di cose, spingerci ad una seria riflessione sulla nostra azione di uomini sull'intero pianeta e, quindi, sulle stesse decisioni che, nel breve periodo, prendiamo al riguardo.
Il dissesto idrogeologico e gli incendi boschivi sono conseguenza e concausa, un po' dappertutto, di questo epocale fenomeno. 
E' chiaro, perciò, che serve una politica rivolta a rivedere il modo di produrre l'energia ed i beni di consumo di noi tutti ma, anche, il modo di intervenire, nell'immediato, su questi stessi fenomeni distruttivi.
La Sicilia è la regione italiana più vicina all'equatore, a sud di essa si profila già uno dei più grandi deserti, in espansione, del mondo.
Il suo territorio è fra i più irregolari e compositi e, proprio per questo, nelle zone più interne e montuose, ha subito e subisce maggiormente l'abbandono delle cure agro-forestali tradizionali, delle antiche genti che vi abitavano, e, in assenza di criteri legittimi, l'intervento arbitrario di una mentalità predatoria che vi subentra, la quale non guarda alla cura delle risorse ma al facile guadagno che, inevitabilmente, si accompagna poi all'inaridimento e, appunto, al dissesto.
In ogni proiezione sulle condizioni climatiche ed ambientali sul prossimo futuro della nostra terra, ciò si aggiunge al peggio di quanto già si profili.
E' per questo che un'accorta amministrazione della nostra regione non può sottovalutare tali aspetti e, semmai, dovrebbe metterli fra le priorità politiche che la riguardano.
Così servirebbe un potenziamento professionale di quegli operatori forestali che affrontano sia i fenomeni di dissesto idrogeologico e prevenzione incendi, sia i fenomeni della repressione diretta degli stessi incendi boschivi.
Un potenziamento professionale che non miri tanto al numero, come in passato, bensì alla qualità della preparazione e alla solidità dell'impiego.
L'operaio forestale di cui ha bisogno la nostra regione, quindi, deve  essere sempre più un tecnico specializzato in questi nevralgici lavori. Ecco che, invece di prorogare una situazione di lavoro precario, per come sembrerebbe ancora orientarsi, la regione dovrebbe prepararsi a migliorare l'organico con una nuova generazione di operai forestali formati e motivati all'importanza di un tale compito. Nuova generazione che vada a sostituire gradualmente la vecchia che, malgrado tutto, ha svolto un compito meritorio fra mille difficoltà mai del tutto riconosciute. 
Un adeguato, anche se tardivo, riconoscimento a costoro sarebbe quello di una riforma che tenga conto delle esigenze climatico-ambientali che reclamano a gran voce il loro ruolo e che solo chi è sordo non sente e non si accorge dell'urgenza. 
Non si tratta di una semplice rivendicazione di lavoratori sulla cui pelle, spesso, gli anni del loro servizio abbiano lasciato il segno, nelle cicatrici e nei lutti: si tratta di guardare il futuro con la consapevolezza di chi abbia capito la lezione che la terra ci sta dando e la maturazione di una decisione a cambiare atteggiamento.
Non possiamo più sprecare tempo e risorse: non abbiamo più,  sufficientemente, né l'uno né le altre.

Antonino Lomonaco



SIFUS: LE ASSUNZIONI DEI LAVORATORI FORESTALI VANNO A RILENTO. ALCUNI SARANNO ASSUNTI NON PRIMA DI GIUGNO. PROBLEMI ANCHE PER LA CAMPAGNA ANTINCENDIO


Dalla pagina Facebook
del segretario regionale del Sifus
Franco Cupane

Oggi 4 maggio 2023, i lavori di prevenzione incendi nei boschi siciliani sono partiti a rilento. Gli operai forestali non sono ancora tutti assunti e tanti non saranno assunti non prima del mese di giugno. 
Le dichiarazioni fatte dal dott. Bellomo riguardo l'assunzione dei 101nisti e 151nisti entro il 5 maggio non è avvenuta. Per quanto riguarda l'inizio della campagna Antincendio, ad oggi ci comunicano che da Palermo non ci sono disposizioni ufficiali per la data di inizio  Campagna Anticendio Boschivo con tutte le incognite che sono state annunciate pochi mezzi e difficoltà finanziaria. 
Il governo regionale aveva proclamato un cambiamento e innovazione ma ad oggi troviamo solo confusione e incapacità di gestire la salvaguardia e tutela del territorio Siciliano..
La politica del fare a oggi è incapace di fare e risolvere i problemi. 
Chiediamo al Governo siciliano l'avvio urgente di tutti i lavoratori forestali  siciliani per salvare il salvabile. 
Franco Cupane Segretario Regionale Sifus  
Comp. Forestale



SIFUS CONFALI: L'UTILIZZO DEI CONTRATTI A TERMINE E' CALATO DI 85 MILA UNITÀ E IL GOVERNO MELONI LO INCENTIVA? SIAMO DI FRONTE AD UNA VISIONE "IMPRESOCENTRICA" E SUPERATA DELLA FASE STORICA


Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale Sifus
Maurizio Grosso 

Roma 4-5-2023 - Se il Presidente del Consiglio Meloni non si fosse impuntato a deliberare il decreto lavoro l'1 maggio e avesse aspettato qualche giorno, avrebbe avuto modo di leggere gli ultimi dati ISTAT pubblicati ieri e probabilmente avrebbe messo in piedi un decreto lavoro diverso e più conducente per il paese.
I dati ISTAT oltre a confermarci  l'occupazione stabile al 60, 9%, rendono noto che c'è  un aumento di 282 mila lavoratori dipendenti rispetto lo stesso periodo del 2022 per un totale di 18.356.00 unità.
Specificatamente si registrano 15 milioni 345 mila lavoratori a tempo indeterminato, ossia, 367 mila in più  rispetto lo stesso periodo del 2022 e 3 milioni 011 mila lavoratori a tempo determinato, ossia, un calo  di 85 mila unità rispetto allo stesso periodo del 2022.
Si registrano inoltre 4 milioni 993 mila lavoratori autonomi con 15 mila unità in meno rispetto lo stesso periodo dello scorso anno.
Da sottolineare nel quadro occupazionale 15 mila lavoratori autonomi in meno e 367 mila lavoratori dipendenti in più e il calo di 85 mila  contratti a termine.
In questo quadro, visto che il lavoro a tempo indeterminato è  la regola e quello determinato l'eccezione perché  il Governo Meloni non ha ridotto da 2 anni ad 1 la durata dei contratti a termine anziché renderli più flessibili semplificando la causale?
C'era bisogno di estendere fino a 15.000 euro l'utilizzo dei vucher nel settore turismo e pubblici esercenti  quando è risaputo che ci sono 4, 4 milioni di  lavoratori poveri nonostante lavorino  con CCNL sottoscritti da cgil-cisl-uil ?
In 3 anni hanno ricevuto almeno una mensilità di RDC  5 milioni  di persone e lo si azzoppa anziché superarlo sperimentando forme direddito universale per aggredire la poverta?
C'è una inflazione ferma all'8,3% dopo aver toccato punte dell'11%, dovuta ai grandi profitti  come rilevato dalla stessa BCE e il decreto lavoro non  interviene a sostegno dei lavoratori?
Questo decreto fortemente voluto dal Governo Meloni, ha una visione "impresocentrica" della società e dimostra essere superata dalle necessità  in capo al paese reale in questa fase storica.
Maurizio Grosso Segretario Generale SiFUS CONFALI



03 maggio 2023

SIFUS CONFALI: L'AGROALIMENTARE NON HA BISOGNO DI ULTERIORE MANODOPERA. FINIAMOLA CON QUESTA LEGGENDA METROPOLITANA. È LA G.D.O. IN CERCA DI BRACCIANTI IRREGOLARI PREVALENTEMENTE MIGRANTI DA SFRUTTARE


Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale Sifus
Maurizio Grosso 

Roma 03-05-2023 - Non sopportiamo  piu' che ci venga raccontato di una cronica carenza di manodopera bracciantile in agricoltura poiché i dati INPS sono chiari ed espliciti: su meno di 900 mila braccianti agricoli in Italia iscritti negli elenchi anagrafici la media di giornate lavorate, è circa 80.
Significa che i circa 900 mila braccianti agricoli pur volendo vestire i panni di furbetti, potrebbero lavorare altri 100 giorni l'anno senza perdere il diritto ad accedere all'indennità di disoccupazione.
I braccianti agricoli stranieri iscritti nei suddetti elenchi anagrafici INPS, rappresentano meno del 20% della manopopera complessiva.
Cio' significa che non ce bisogno di manodopera bracciantile regolare altrimenti verrebbe chiamata tra i.braccianti iscritti negli elenchi anagrafici INPS. 
E' pertanto, la grande distribuzione organizzata (GDO)  a cercare  manodopera nei periodi delle grandi campagne di produzione, prevalentemente, migrante, irregolare,  nonostante il  ccnl  pro operai agricoli preveda salari  bassi  alla soglia della povertà ed  il lavoro grigio la fa da padrone.
Maurizio Grosso - Segretario Generale SiFUS




APPLAUDITISSIMO L'INTERVENTO DEL SEGRETARIO REGIONALE DELLA FLAI CGIL SICILIA, TONINO RUSSO, ALL'ASSEMBLEA GENERALE NAZIONALE


Dalla pagina Facebook
Flai Cgil Sicilia

Assemblea Generale FLAI CGIL Nazionale.
Intervento questa mattina del nostro Segr. Gen. Tonino Russo. Intervento apprezzatissimo e molto applaudito quello del Segretario siciliano.




SIFUS CONFALI: SOLIDARIETÀ ALLA POPOLAZIONE DELL'EMILIA ROMAGNA GRAVEMENTE COLPITA DALLE ALLUVIONI. SOLO ATTRAVERSO OPERE DI PREVENZIONE REALIZZATE ATTRAVERSO, OPERAI FORESTALI, DEI CONSORZI, DEI SAAP, SI POSSONO CONTRASTARE I CAMBIAMENTI CLIMATICI


Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale Sifus
Maurizio Grosso 

Roma 03-05-2023 - I cambiamenti climatici stanno abbondantemente dimostrando la fragilità del nostro territorio in ogni angolo d'Italia come emerge dalla gravità dei danni derivanti dalle alluvioni, dalle frane, dagli smottamenti, dalle inondazioni, dalle esondazioni che di sono registrati in ultimo in Emilia Romagna determinando oltre ingenti danni, lutti e dispersi.
Ciò si registra poiché la classe politica, nella migliore delle ipotesi, e' capace di  mettere in piedi  insignificanti interventi di tipo emergenziale anziché finanziare  lavori di tipo ordinario.
Sono necessarie azioni continuative di assestamento e consolidamento idrogeologico del territorio, di piantumazione, di pulizia e regimentazione delle acque dei fiumi, dei torrenti, ecc, in  maniera  da ridurre al minimo i disastri che abbiamo avuto modo di registrare oggi in Emilia Romagna, ieri in Sicilia, Campania e Basilicata, l' altro ieri in Liguria e Toscana.
Nessuna parte d'Italia è  immune ai cambiamenti climatici.
Per realizzare interventi manutentivi di questa portata, le Regioni possono dare un significativo contributo  procedendo con riforme dei settori forestali , dei consorzi di bonifica, dei saaap, ecc che puntino anche alla messa in sicurezza del territorio avvalendosi delle competenze, dell'esperienza, della professionalità degli operai che  attualmente vengono impiegati a tempo determinato. Naturalmente, bisognerebbe trasformare i loro rapporti di lavoro a tempo indeterminato.
E' chiaro che per mettere in sicurezza il territorio italiano questi lavoratori non bastano, ma rappresentano, un segnale di partenza importante.
Maurizio Grosso  - Segretario Generale Sifus Confali



INTERROGAZIONE URGENTE DEI GRUPPI PARLAMENTARI DI SUD CHIAMA NORD E SICILIA VERA, AL PRESIDENTE DELLA REGIONE E ALL’ASSESSORE REGIONALE DELL’AGRICOLTURA. COME SI INTENDE SUPERARE LA PROCEDURA DI INFRAZIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA NEI CONFRONTI DEI LAVORATORI FORESTALI?






UILA PALERMO. NON CI SONO NOTIZIE CONCRETE SULLA LIQUIDAZIONE DEGLI ARRETRATI E SULL'ADEGUAMENTO DELLE PAGHE DOVUTE A SEGUITO DEL RECEPIMENTO DEL CCNL. REITERO RICHIESTA TABELLE PAGA OPERAI FORESTALI

Ricevo e pubblico
dalla Uila Palermo 





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"PILOTI E AEREI FANTASMA PER SPEGNERE GLI INCENDI A SPESE DELLA REGIONE": CONDANNATA UNA SOCIETÀ



Dal sito www.palermotoday.it

Sandra Figliuolo 02 maggio 2023
L'inchiesta risale al 2015, quando vennero anche sequestrati 12 milioni a 4 aziende che componevano l'Ati che si era aggiudicato l'appalto pubblico. Solo una ditta dovrà pagare una sanzione di 100 mila euro per un illecito amministrativo. Cadono le accuse di truffa e corruzione

Secondo l'accusa, per aggiudicarsi l'appalto milionario della Regione per il servizio antincendio, nel 2015, avrebbero barato ed indicato requisiti che non avrebbero avuto (come la disponibilità di personale di volo e tecnico o la possibilità di usare due elicotteri bimotore che però sarebbero stati in servizio in altre regioni), truffando così l'assessorato regionale al Territorio. Dopo 8 anni è stata emessa la sentenza di primo grado e solo una delle aziende che componeva all'epoca l'Ati (Associazione temporanea d'imprese) che aveva vinto la gara, la Heliwest srl, è stata condannata a una sanzione pecuniaria di 100 mila euro. 

Il verdetto è della terza sezione del tribunale, presieduta da Fabrizio La Cascia, che ha anche disposto la confisca di 274.871,52 euro a carico della stessa Heliwest, ritenuti provento del reato, respingendo tuttavia la richiesta di interdittiva proposta dalla Procura.

I giudici hanno poi sancito l'assoluzione "perché il fatto non sussiste" in merito all'ipotesi di truffa aggravata ai danni dello Stato non solo a carico di Heliwest, ma anche di Elifriulia srl (difesa dall'avvocato Giovanni Di Lullo), Elitellina srl (rappresentata dagli avvocati Giovanni Di Benedetto ed Ida Giganti) e di Elimediterranea spa (difesa dall'avvocato Teo Calderone). Queste tre società sono state poi scagionate, con la formula "per non aver commesso il fatto" dall'accusa di corruzione. Per Elimediterranea infine è scattata la prescrizione per un illecito amministrativo e l'assoluzione nel merito per un altro.  

Nel 2015 vennero sequestrati 12 milioni alle aziende che componevano l'Ati perché, secondo le indagini svolte dalla guardia di finanza, avrebbero attestato di aver la disponibilità di personale di volo e tecnico in realtà inesistente, dichiarando anche di poter utilizzare due elicotteri bimotore che invece erano impegnati in altri servizi in altre regioni. Dichiarazioni che, secondo la Procura, sarebbero state determinanti per partecipare alla gara e aggiudicarsela: visti i requisiti stringenti, infatti, l'Ati era risultata l'unica partecipante e si sarebbe così assicurata un appalto milionario - per l'accusa, a danno delle casse regionali - con un ribasso irrisorio (0,84%).

Inoltre, secondo gli investigatori, sarebbe stata falsificata anche la rendicontazione dei turni del personale, facendo figurare addetti al servizio antincendio nelle 9 basi siciliane che in realtà sarebbero stati altrove e a riposo, costringendo gli altri dipendenti a lavorare di più, violando anche i 'limiti di volo' imposti dall'Enac. Problemi ci sarebbero stati anche in relazione alla manutenzione dei mezzi. Al termine del dibattimento, però, il tribunale ha ritenuto insussistenti buona parte delle accuse.

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PRECARI, PER L’ITALIA IL TEMPO STA PER SCADERE: IL CASO DAVANTI ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA? TRA QUESTI ANCHE I LAVORATORI FORESTALI



Dal sito www.scuolainforma.it

Precariato, l’Italia ha due mesi di tempo per non essere deferita dalla Corte di Giustizia europea: 'intervenire sul decreto PA'.

Di Claudia Scalia - 2 Maggio 2023
La gestione dei precari resta un neo enorme per l’Italia e anche l’Europa adesso gliene chiede conto. Come riferisce Anief, il pacchetto infrazioni di aprile 2023 non lascia dubbi: il tempo per l’Italia sta per scadere. Ha due mesi per dare una risposta definitiva al precariato nella scuola, dove i numeri tra docenti e Ata sfiorano quasi 300 mila lavoratori l’anno. Trascorso questo tempo, se l’Italia non risponde sarà deferita alla Corte di Giustizia europea, a seguito delle nuove denunce motivate prodotte dal sindacato.

Precari italiani e UE: la strada è il nuovo decreto PA?

Marcello Pacifico, presidente nazionale di Anief, commenta la questione del precariato italiano ribadendo che le attuali norme sulla gestione del reclutamento presenti nel decreto legge PA n. 44 vanno assolutamente cambiate in fase di esame e conversione del testo. Il suggerimento, ancora una volta, è di attingere da tutte le Gps, anche da materia, per le immissioni in ruolo 2023. “L’Anief ritiene i provvedimenti presi dal Governo del tutto insufficienti, oltre che già superati dall’esperienza negativa del passato, quando un posto su due è rimasto vacante e andato a rendere ancora più esteso il numero delle supplenze. Diamo quindi una risposta immediata all’Unione europea accogliendo gli emendamenti Anief al decreto PA, così anche per dare finalmente dignità, occupazione e stabilità al personale precario del comparto Istruzione e Ricerca”.

Le decisioni della Commissione UE

“Condizioni di lavoro: la Commissione esorta l’Italia a prevenire l’abuso di contratti a tempo determinato e ad evitare condizioni di lavoro discriminatorie nel settore pubblico. La Commissione ha deciso oggi di inviare un parere motivato all’Italia (INFR (2014)4231) per il recepimento non corretto nell’ordinamento nazionale della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, che impone di non discriminare a danno dei lavoratori a tempo determinato e obbliga gli Stati membri a disporre di misure atte a prevenire e sanzionare l’utilizzo abusivo di contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato. La normativa italiana non previene né sanziona in misura sufficiente l’utilizzo abusivo di una successione di contratti a tempo determinato per diverse categorie di lavoratori del settore pubblico in Italia. Tra questi, insegnanti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola pubblica, operatori sanitari, lavoratori del settore dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica e del settore operistico, personale degli istituti pubblici di ricerca, lavoratori forestali e volontari dei vigili del fuoco nazionali.

Alcuni di questi lavoratori hanno anche condizioni di lavoro meno favorevoli rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato, situazione che costituisce una discriminazione e contravviene al diritto dell’Unione. La Commissione ha avviato la procedura di infrazione inviando una lettera di costituzione in mora alle autorità italiane nel luglio 2019, seguita da una lettera complementare di costituzione in mora nel dicembre 2020. Sebbene l’Italia abbia fornito spiegazioni sulle proprie norme nazionali, la Commissione le ha ritenute non soddisfacenti e dà ora seguito all’esame con un parere motivato. L’Italia dispone ora di 2 mesi per rimediare alle carenze individuate dalla Commissione, trascorsi i quali la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell’UE”.






02 maggio 2023

SIFUS CONFALI: CON IL DECRETO LAVORO VOTATO IL PRIMO MAGGIO, IL GOVERNO MELONI HA FATTO "LA FESTA AI LAVORATORI". O SI FA COME I FRANCESI O SARÀ COME GLI ULTIMI TRENTANNI


Ricevo e pubblico
dal Segretario Gen.le Sifus Confali
Maurizio Grosso

Roma 02-05-2023 - Il Governo Meloni per dare un segnale ai lavoratori e alle lavoratrici, ha voluto che il Consiglio dei Ministri votasse ieri il decreto lavoro.
La nostra o.s. considera questo provvedimento  "tardo novecentesco" poiché se da un lato, in maniera temporanea, riduce il cuneo fiscale  consentendo alle buste paga che vanno dai 35 mila ai 25 mila euro annui di recuperare  80 - 100 euro per 6 mesi, dall'altro lato, in maniera strutturale, aumenta la flessibilità nei contratti a termine e, soprattutto, cosa ancor preoccupante,  aumenta il tetto dei voucher fino a 15 mila euro nel settore " turismo e pubblici esercizi". Inoltre, questo decreto cancella il reddito di cittadinanza trasformandolo  come segue:
1ª) dai 18 ai 59 anni  dal.primo settembre  verranno assegnati 350  a coloro che intenderanno sottoporsi ad una specifica formazione ed accetteranno l'eventuale occupazione che gli verrà prospettata.
2ª) oltre i 60 anni  dal primo gennaio 2024 verranno assegnati 500 euro a percettore.
In sintesi, questo decreto, anziché puntare nella direzione progessista, cioe a rendere tutti i contratti di lavoro a tempo indeterminato e a ridurre le diseguaglianze aiutando gli ultimi come suggerisce l'U.E e le sue pronuncie giurisprudenziali, al contrario, mira a rendere più flessibili i contratti a tempo determinato semplificando l'indicazione della "causale" quale ragione giustificatrice del termine.
Cosa ancora più grave a pregiudizio dei lavoratori è rappresentato dall'innalzamento del tetto dei voucher fino a 15 mila euro per quelle categorie che dopo recentissimi controlli da parte dell'ispettorato del lavoro, guarda caso, hanno fatto registrare una condizione di irregolarità pari al 76%. Addirittura, i dati dimostrano che su 2.364 lavoratori controllati ben 458, erano in nero!
Se si considera che oltre l'11% dei lavoratori in Italia e' povero pur lavorando, cioè percepisce meno di 12 mila euro lordi l'anno, si comprende che tipo di regalo rappresenta il decreto Meloni per gli operatori del turismo e dei pubblici servizi.
Per queste ragioni, le lavoratrici e i lavoratori, dobbiamo trovare la forza per organizzarci sul modello francese.
Maurizio Grosso - Segretario Generale SiFUS CONFALI




DISTRETTO 9 PALERMO. RIPUBBLICAZIONE RICHIESTA MANODOPERA FORESTALE






SICILIA, TRUFFA NELL’ANTINCENDIO: CONDANNATA UNA SOCIETÀ


Dal sito livesicilia.it

di Riccardo Lo Verso
Altre tre aziende assolte. L'inchiesta aveva fatto scattare un sequestro milionario

PALERMO – Una sola società condannata e tre assolte al processo sui presunti illeciti nell’aggiudicazione del servizio antincendio boschivo della Regione siciliana.

La sentenza della terza sezione penale del Tribunale di Palermo, presieduto da Fabrizio La Cascia, è del 27 aprile scorso. Il processo riguardava le gare di appalto per i trienni 2008-2010 e 2011-2013. I reati contestati andavano dalla corruzione alla truffa.

Le società

L’indagine sul servizio antincendio nel 2015 era sfociata in un provvedimento di sequestro preventivo per equivalente di 12 milioni di euro, di cui è stato disposto il dissequestro. Il Tribunale ha condannato la Heliwest srl alla sanzione pecuniaria di 100 mila euro disponendo anche la confisca di 274 mila, cifra considerata profitto del presunto reato.

Scagionata nel merito a Elimediterranea srl, difesa dall’avvocato, Teo Caldarone ed amministrata all’epoca dai fatti da Luigi Tornello. Un capo di imputazione è stato dichiarato prescritto. Assolte la Elitellina srl, difesa dagli avvocati Giovanni Di Benedetto e Ida Giganti, e per la Elifriula assistita dall’avvocato Giovanni Di Lullo.

Antincendio truffa?

Secondo l’accusa, c’era stata la “fraudolenta aggiudicazione dell’appalto concernente il servizio antincendio” da parte delle quattro società, attestando “di avere la disponibilità di personale di volo e tecnico in realtà inesistente” e dichiarando “di poter effettivamente impiegare due elicotteri bimotore che, invece, erano già impegnati in altri servizi presso diverse regioni italiane”.

La ricostruzione ha retto solo per una delle quattro società coinvolte ed è stata condannata. Altre tre invece sono uscite indenni dal processo davanti al Tribunale di Palermo. Nel loro caso ha retto la tesi della difesa.





DECRETO LAVORO. DAL 1 LUGLIO AL 30 NOVEMBRE AUMENTO DEGLI STIPENDI PER I LAVORATORI DIPENDENTI CON REDDITO ANNUO LORDO NON SUPERIORE A 35.000 EURO. IN MEDIA DA 80 A 100 EURO AL MESE IN PIÙ IN BUSTA PAGA (SOLO PER CINQUE MESI). IL VIDEOMESSAGGIO DEL PRESIDENTE MELONI


Decreto Lavoro 2023: aumento degli stipendi, ecco gli importi ed il periodo di riferimento:

Soggetti beneficiari
Lavoratori dipendenti con reddito annuo lordo non superiore a 35.000 euro

Importi
Circa 100 euro in più in busta paga

Durata del beneficio
Sei mesi: tra luglio e dicembre 2023

  • 96 euro al mese per cinque mesi (fino a novembre) per i lavoratori con una RAL non superiore a 25.000 euro;
  • 99 euro al mese per cinque mesi (fino a novembre) per i lavoratori con una RAL non superiore a 35.000 euro.

  • soggetti beneficiari saranno i lavoratori che guadagnano fino a 35.000 euro di RAL (retribuzione annua lorda) con la previsione di due fasce di intervento:
  • redditi fino a 25.000 euro con un aumento della riduzione del cuneo di tre punti percentuali rispetto all’intervento precedente;
  • redditi fino a 35.000 euro con un aumento della riduzione del cuneo di due punti percentuali rispetto all’intervento precedente.
Gli importi esatti dell’aumento dello stipendio in arrivo non si conoscono con certezza.

Da un’elaborazione dati pubblicata ieri dal Sole24Ore si evince che si tratta di aumenti in busta paga di circa:

  • 96 euro al mese per cinque mesi (fino a novembre) per i lavoratori con una RAL non superiore a 25.000 euro;
  • 99 euro al mese per cinque mesi (fino a novembre) per i lavoratori con una RAL non superiore a 35.000 euro.
Attenzione: gli importi di cui sopra sono comprensivi di entrambi gli aumenti di stipendio derivanti dal taglio del cuneo fiscale, quindi chi aveva già ottenuto un aumento di circa 35-40 euro vedrà aumentare la busta paga di ulteriori 50 euro circa.



Consiglio dei Ministri del 1° maggio, il videomessaggio del Presidente Meloni



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01 maggio 2023

1° MAGGIO DEI SINDACATI: COSTITUZIONE ATTUATA CON PIÙ LAVORO STABILE. OCCUPAZIONE STABILE PER UNA VERA RIPRESA. IL BLOG: CHE VALGA ANCHE PER I LAVORATORI FORESTALI





1° MAGGIO ANCHE PER I LAVORATORI FORESTALI? SI FESTEGGIA SOLO SE L'IMPEGNO SOCIALE E POLITICO DEL GOVERNO SCHIFANI SI REALIZZI. RIMANIAMO FIDUCIOSI SUL FATTO CHE I SINDACATI PROTEGGERANNO I LAVORATORI FACENDO RISPETTARE LE LEGGI E LE INFRAZIONI. RIMANGONO SOLO 49 GIORNI PER APPROVARE LA RIFORMA!






15 Marzo 2023. 1° Congresso Nazionale del Sifus Confali
Il Dirigente Generale del Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale, 
Dott. Fulvio Bellomo
Video estrapolato dalla pagina Facebook
Telejato Servizi


23/09/2022. Renato Schifani: 
"La precarietà la dobbiamo combattere, abolendola, sistemando quella che c'è, ma non creandone più altra. Perchè la precarietà è un epoca che è finita, dobbiamo guardare al lavoro stabile, al lavoro duraturo, al lavoro che da certezze ai nostri figli, alle famiglie, ai figli dei nostri figli"




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UN ESERCITO DI VENTIMILA PRECARI IN ATTESA DI UN LAVORO STABILE: DAGLI ASU AI PIP, LE PROMESSE (MANCATE) DELLA POLITICA. TRA LORO ANCHE 16.000 FORESTALI, SOLO 1.300 SONO GLI ASSUNTI A TEMPO INDETERMINATO


Dal sito qds.it

Chiara Billitteri  - 01 Maggio 2023
Sono tanti e continuano a crescere. Sono potenziali bacini elettorali. Ma spesso le soluzioni individuate per assumerli sono soltanto delle illusioni.

Un esercito di precari vivrà il primo maggio in Sicilia con un sentimento misto di rabbia e delusione. Colpa dell’impugnativa della Finanziaria regionale che ha lasciato in sospeso gli aumenti salariali, gli assegni di sostegno al reddito, ma anche gli incentivi alle imprese per assunzioni stabili. E non solo.

Perché la politica potrà anche continuare a cercare di mettere delle pezze, ma in realtà poi soltanto in pochissimi casi si parla di stabilizzazioni. E anche quando succede, soltanto in pochi casi le procedure vanno in porto.
Per il resto la politica, in questi ultimi mesi come negli ultimi trent’anni, ha continuato a nutrire di promesse un bacino di migliaia di persone che aspettano un lavoro stabile. Un meccanismo che ha fatto sì che si continuassero a chiamare precari a lavorare nel comparto pubblico, sorvolando sul principio costituzionale che nella Pa si entra per concorso, e – soprattutto – aumentando a dismisura il le dimensioni del “problema”.

L’esercito dei precari: i numeri
Così siamo arrivati a numeri spropositati. Solo per citare le categorie principali: 16.000 forestali, una categoria sempre assai discussa, negli anni. Tra loro, solo 1.300 sono gli assunti a tempo indeterminato. Nell’ultima Finanziaria si è provato ad aumentargli lo stipendio. Un aumento alle indennità dei lavoratori che oggi sono in carico al Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale dell’Assessorato all’agricoltura e al Comando del Corpo forestale della Regione siciliana era stato previsto, infatti, come “recepimento del contratto collettivo nazionale di lavoro riguardante gli addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale e idraulico-agraria”, la norma prevedeva una spesa di circa 22,5 milioni di euro in più che corrispondono da un lato all’adeguamento al contratto nazionale e dall’altro agli “arretrati contrattuali spettanti per gli anni 2021 e 2022”. Visto che i Forestali sono circa 17mila, doveva trattarsi di un aumento compreso tra i 50 e i 100 euro lordi al mese in ogni busta paga. Ma l’articolo è stato impugnato dal Governo nazionale e quindi, al momento, stoppato.

Poi ci sono gli Asu, cioè gli addetti a lavori socialmente utili, che lavorano nei cosiddetti “enti utilizzatori”: un bacino da 4.300 precari che, attualmente, lavorano 20 ore settimanali e guadagnano circa 600 euro al mese. Quando fu creato questo bacino, più di trent’anni fa, gli Asu erano ben 40mila, ma nel tempo il numero si è assottigliato fra prepensionamenti, incentivi all’esodo, fuoriuscite spontanee e e assunzioni in altri settori e concorsi.

Oggi i pecari Asu sono utilizzati principalmente dagli Enti Pubblici siciliani. Di questi, circa 300 sono impiegati direttamente dalla Regione al Dipartimento dei Beni Culturali. Lavorano principalmente nei parchi e nei musei, dove svolgono ruolo di custodi e di biglietteria, lì dove non ci sono società affidatarie esterne a svolgere questa mansione. 
La maggioranza degli altri lavora nei Comuni siciliani come supporto agli impiegati amministrativi e come personale d’ordine. La Finanziaria regionale prevedeva un’integrazione oraria a 36 ore settimanali per questi lavoratori, con un ovvio aumento di indennità, ma anche questo articolo è stato impugnato da Roma.

La Cisl: “Si sapeva che quel piano assunzioni era a rischio impugnativa”
“La verità – commenta Paolo Montera della Cisl Sicilia – è che bisognava essere più seri nel processo di stabilizzazione. Invece la Regione ha presentato un piano che si sapeva sarebbe stato impugnato dalla Corte Costituzionale, perché non aveva copertura di spesa fino al 2048, anno in cui l’ultimo precario Asu sarà in servizio. La Regione aveva previsto coperture solo per 3 anni”.

Anche in questo caso, infatti, i lavoratori Asu ricevono promesse di stabilizzazione da anni, ma per adesso restano solo “lavoratori in nero legalizzati” come li ha definiti il capogruppo della Dc all’Ars Carmelo Pace: non ricevono contributi, non avranno mai una pensione, non hanno neanche un vero e proprio stipendio.

Gli ex Pip
Un po’ come i Pip, un gruppo di 1700 lavoratori che facevano parte del progetto “Emergenza Palermo”. A suo tempo assoldati dal Comune di Palermo e passati negli ultimi anni nelle mani della Regione che pagava 36 milioni l’anno per un bacino formato, allora, da oltre 3000 lavoratori: “soggetti svantaggiati” inseriti nell’elenco speciale ad esaurimento con l’obiettivo di essere impiegati in attività di pubblica utilità. 

Anche qui, la legge di Bilancio promulgata lo scorso febbraio dall’Ars riconosceva, a partire dall’inizio del 2023, un incremento dell’assegno di sostegno al reddito che viene attualmente erogato ai “Pip”, nonostante la notizia di un’imminente assunzione all’interno delle partecipate regionali, arrivata qualche mese fa.

L’assunzione non è ancora arrivata, nel frattempo era stato previsto un contributo per aumentare l’importo dell’assegno di sostegno, definito entro il limite massimo di quasi 5 milioni di euro. Anche questi, al momento, non arriveranno.

I precari del Covid
Di recente, poi, a questo gruppo immenso di precari si è aggiunto quello dei lavoratori dell’emergenza Covid. Amministrativi e tecnici informatici chiamati a lavorare nelle Asp, negli Ospedali, negli Hub vaccinali durante la pandemia, con contratti a tempo determinato per contrastare l’emergenza, e che per due anni hanno lavorato per la Regione, che ha potuto pagarli grazie a fondi statali stanziati per la Sanità durante il Covid. Ora che i fondi per l’emergenza sono finiti, il governo aveva deciso di mandarli a casa non rinnovandogli più i contratti.

Ma una protesta serrata di questi precari ha convinto il Governo regionale a tornare sui suoi passi e a far partire delle procedure di assunzione che, però, andranno a scapito di chi aveva partecipato a regolari concorsi pubblici per essere assunto nelle Asp. Nelle guerre tra poveri, d’altronde, è sempre un tutti contro tutti. Vince chi riesce a garantirsi un futuro.

immagine di repertorio

Chiara Billitteri

Fonte: qds.it