09 gennaio 2024

L'ASSESSORE SAMMARTINO: I SICILIANI, DOPO TANTI ANNI, AVRANNO UNA FINANZIARIA APPROVATA NEI TEMPI PREVISTI DALLA LEGGE, CHE STIMOLA LO SVILUPPO E L'OCCUPAZIONE E MIGLIORA LE CONDIZIONI DI TANTI LAVORATORI CHE DA ANNI ASPETTANO RISPOSTE


Dalla pagina Facebook
dell'Assessore Sammartino

Siamo al rush finale. I siciliani, dopo tanti anni, avranno una Finanziaria approvata nei tempi previsti dalla legge. Una legge di stabilità che stimola lo sviluppo e l'occupazione, che aiuta i comuni e migliora le condizioni di tanti lavoratori che da anni aspettano risposte… 




DOPO UNA MARATONA DI 10 ORE L’ARS HA APPROVATO LA FINANZIARIA E IL BILANCIO. PREVEDE PURE L’AUMENTO DEL BUDGET PER I FORESTALI


Dal sito gds.it

Il via libera nei tempi stabiliti dalla legge fa incassare al governo un risultato enorme: aver evitato il ricorso all’esercizio provvisorio e quindi il blocco della spesa. Non accadeva da 21 anni

di Giacinto Pipitone - 09 GENNAIO 2024
Dopo una maratona di quasi 10 ore l’Ars ha approvato la Finanziaria e il bilancio. Malgrado una serie di votazioni che hanno visto il governo andare sotto nella notte ha quindi tenuto l’accordo fra maggioranza e opposizione. E così la manovra è stata approvata intorno alle 9,30 del mattino con 39 voti a favore e 23 contrari.

Il via libera nei tempi stabiliti dalla legge fa incassare al governo un risultato enorme: aver evitato il ricorso all’esercizio provvisorio e quindi il blocco della spesa. Accolte in questo senso le richieste del mondo produttivo e sindacale. Era questo l’obiettivo del presidente Renato Schifani e dell’assessore all’Economia Marco Falcone.

L’opposizione ha collaborato alla stesura del maxi emendamento finale. Un testo di una trentina di pagine che vede l’inserimento di centinaia di norme di spesa che valgono circa 70 milioni extra rispetto alle previsioni del governo. E’ un testo che prevede contributi a pioggia per manifestazioni turistiche, feste, sagre, campi sportivi. Centinaia di Comuni, per lo più riferibili ai collegi elettorali dei 70 deputati riceveranno fondi per la riqualificazione urbana o l’organizzazione di eventi.

È grazie a questo patto fra governo e opposizioni che la manovra ha ottenuto una corsia preferenziale che le ha fatto scavalcare l’ostruzionismo parlamentare. Anche se alla fine Pd, grillini e Sud chiama Nord non hanno votato a favore della Finanziaria.

Va detto che durante la notte, col meccanismo del voto segreto, la maggioranza è andata sotto per ben 4 volte su altrettanti commi che stanziavano fondi per i Comuni vicini a vari deputati. Così è stata soppressa la norma per le risorse al comune di Cerda (un milione) ed è stato aumentato fino a tre milioni lo stanziamento per i Comuni in sofferenza per i flussi migratori con l'inserimento anche di Trapani, Ragusa, Porto Palo di Capo Passero e Lampedusa (in aggiunta a Pantelleria, Pozzallo, Modica, Augusta, Siculiana e Porto Empedocle). Passa così anche l'obbligo per gli enti locali di restituire i fondi se non rispettano le forme di democrazia partecipata. Bocciata invece la norma che avrebbe concesso fondi extra per Monreale e Caltagirone.

Nel maxi emendamento figurano anche norme di peso come quella che aumenta l’ampiezza dei nuovi negozi nei centri storici togliendo i vincoli che hanno bloccato finora le grandi catene. Apporvate anche le misure che finanziano incentivi ai medici che vanno a lavorare o decidono di restare a lavorare in piccoli ospedali di provincia e nei reparti di emergenza.

Per quanto riguarda il testo base, la Finanziaria prevede i fondi per stabilizzare Asu e Pip, contributi che valgono 30 mila euro per ogni nuova assunzione fatta dalle imprese. Prevede pure l’aumento dei budget per i Comuni e i forestali.

Un risultato che non si otteneva da 21 anni

«È un momento storico, oltre ventiquattro ore di maratona parlamentare ci consegnano la Finanziaria dei siciliani e per la prima volta dopo ventuno anni ininterrotti, scongiuriamo l’esercizio provvisorio per la Regione - ha detto Marco Falcone -. Abbiamo messo in campo una Finanziaria che mette in sicurezza i conti, abbatte il precariato, garantisce i servizi ai siciliani e manda segnali importanti verso i Comuni, le imprese e l’occupazione. Abbiamo dato dimostrazione di come anche la Sicilia possa raggiungere i risultati che merita a testa alta, facendo bene i compiti a casa e rientrando in parametri virtuosi. Ci dotiamo oggi di una legge di Stabilità seria e solida, che offre certezze al tessuto socio-economico della nostra Isola grazie ai quattro pilastri: sostegno ai Comuni, lotta al precariato, incentivi per le nuove assunzioni, investimenti e servizi sul territorio. Un ringraziamento va a tutte le forze politiche dell’Assemblea, al presidente Schifani per la fiducia e al presidente dell’Ars Galvagno, ai capigruppo, al presidente Daidone, alla Commissione Bilancio e agli uffici dell’assessorato all’Economia, ai dirigenti Tozzo e Cuffaro fino ai funzionari della Ragioneria per l’impegno profuso nelle ultime settimane, nell’interesse dei siciliani».

«L’approvazione della legge di Stabilità e del Bilancio senza fare ricorso all’esercizio provvisorio, per la prima volta dopo moltissimi anni, rappresenta un grande risultato per il governo regionale che si era prefissato questo obiettivo, ma anche per il Parlamento siciliano che ne ha compreso l’urgenza e l’importanza - ha detto il presidente della Regione Renato Schifani - . Rivolgo pertanto il mio ringraziamento innanzitutto all’assessore all’Economia, Marco Falcone, persona di grande competenza e lealtà che ha lavorato con impegno e senza sosta, fin dall’insediamento, per arrivare a questo obiettivo. Un grazie anche al presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, per l’opera continua di mediazione e per l’autorevolezza dimostrata nel suo ruolo. Un apprezzamento ai deputati di maggioranza per il lavoro svolto con grande senso delle istituzioni e ai partiti di opposizione per il senso di responsabilità dimostrato». «La coalizione che sostiene il governo - prosegue Schifani - ha dato ancora una volta dimostrazione di compattezza e di solidità. Voglio sottolineare in ogni caso che evitare l’esercizio provvisorio non era un’impuntatura mia e del mio governo, ma un’esigenza sottolineata anche dal mondo delle imprese per liberare risorse certe in tempi celeri per lo sviluppo della nostra economia. Abbiamo dato un importante segnale di efficienza ai siciliani e dimostrato una sintonia con le realtà produttive che va portata avanti per il bene della nostra Isola. Con questa Finanziaria abbiamo dato risposte agli enti locali, alle fasce sociali più deboli e varato misure per la salvaguardia del nostro territorio».

Le opposizioni restano critiche

Le opposizioni però restano critiche. Per Michele Catanzaro «il gruppo Pd ha lavorato con impegno e serietà per inserire e sostenere in questa Finanziaria misure importanti: dalle risorse per gli studenti universitari ad un più equo aiuto ai Comuni, dai fondi per i precari ai forestali, dal tema degli incendi ad altri provvedimenti per le categorie più deboli. Restano evidenti le occasioni che sono andate perse per colpa della miopia di governo e maggioranza che avrebbero dovuto prevedere misure ben più ampie per diversi settori a partire da agricoltura, lavoro e sviluppo, ed invece hanno preferito la strada dei tanti piccoli interventi dal sapore clientelare. Nel corso dell’ultima nottata a Sala d’Ercole è emersa con nettezza la fragilità politica del governo regionale soprattutto in occasione di diverse votazioni nelle quali l’esecutivo e la sua coalizione sono andati sotto».

Ma per Carmelo Pace, capogruppo della Dc, «dopo decenni siamo riusciti a varare la Finanziaria nei tempi stabiliti, senza ricorrere all'esercizio provvisorio. Era una nostra priorità e ci siamo riusciti. Un successo per il governo e per i siciliani e le nostre imprese, le quali potranno continuare a lavorare senza i soliti ritardi dei pagamenti». Per Pace si tratta di «una Finanziaria che ha messo al primo posto i lavoratori: dalla stabilizzazione del personale Asu alla proroga fino al 2025 per i contrattisti che così potranno continuare a lavorare senza alcuna interruzione anche nei Comuni che sono in dissesto finanziario». «Altra finanziara stile Schifani, senza senza visione e senza risposte ai sindaci su importanti questioni come acqua o trasporti e con la grande occasione mancata sulla sanità, che ha visto dimezzare i fondi per gli incentivi per i medici delle aree di emergenza e dei pronto soccorso, norma per la quale ci siamo battuti fino all'ultimo». É questo in sintesi il commento del capogruppo M5S all'Ars, Antonio De Luca, sulla legge di stabilità varata oggi a sala d'Ercole col voto contrario del gruppo da lui rappresentato.

Fonte: gds.it




189° POST. CONSTATIAMO CON RAMMARICO CHE ANCHE IN QUESTA LEGISLATURA AL MOMENTO GLI IMPEGNI NON SONO RISPETTATI. L'ASSESSORE SAMMARTINO AVEVA DETTO DI PORTARE LA RIFORMA ALL'ARS IN ESTATE. AVEVA ANCHE PROMESSO AI SINDACATI IL VARO DEL DDL ENTRO GIUGNO. A QUESTO PUNTO CHIEDIAMO AI SINDACATI CHE È NECESSARIA UNA SVOLTA: È ARRIVATO IL MOMENTO DI AUTOCONVOCARSI!



Incontro Dicembre 2022

  • 23 Dicembre 2022 - Giornale di Sicilia. L'Assessore Sammartino: Il rinnovo del contratto è il primo atto di una diversa organizzazione del settore a cui stiamo lavorando, e che culminerà nella riforma che porterò all'Ars in estate




01 Marzo 2023


08 gennaio 2024

FINANZIARIA, SI ALLUNGANO I TEMPI: GOVERNO E PARTITI IN CONCLAVE


Sul tavolo l'ipotesi di un ddl ad hoc con le misure del maxi-emendamento


Dal sito livesicilia.it

di Salvo Catalano - 08 Gennaio 2024
PALERMO – È durata circa due ore la riunione tra governo e capigruppo all’Ars sulla Finanziaria. Al tavolo, per l’Esecutivo, l’assessore all’Economia Marco Falcone e il vicepresidente della Regione, Luca Sammartino. Il governo ha illustrato al Parlamento la road-map individuata per il via libera definitivo alla manovra.

Governo e partiti in conclave

Sul tavolo le norme del maxi-emendamento che, come anticipato, potrebbero finire in un disegno di legge ad hoc da approvare contestualmente alla Finanziaria. Lungo l’elenco delle misure inserite. “Una lenzuolata”, ironizza un deputato dell’opposizione parlando del testo messo a punto che racchiude tutte le richieste. Servirà del tempo ai partiti per analizzare il documento. Maggioranza e opposizione vaglieranno il testo messo a punto dal governo che, secondo l’Ansa, sarebbe lievitato a un valore di circa cento milioni di euro. Tante le norme di spesa ma anche le ordinamentali: il governo teme che siano proprio queste ultime a rallentare i lavori. Da qui l’idea di sdoppiare il testo dando vita a un nuovo disegno di legge che verrebbe analizzato in tempi serratissimi con un via libera contestuale alla manovra. A spingere per una approvazione veloce della Finanziaria è, tra l’altro, anche il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, da giorni in campo per trovare un’intesa che possa portare al semaforo verde nei tempi previsti. La seduta d’aula, nel frattempo, è slittata alle 16.

Riunione di Giunta all’Ars

Il governo, intanto, è alle prese con il mancato riconoscimento dello stato d’emergenza per gli incendi di luglio da parte di Roma. Schifani riunirà gli assessori nel pomeriggio: all’ordine del giorno l’audizione del dirigente Generale della Protezione civile regionale Salvo Cocina. Schifani in mattinata ha incontrato una delegazione di sfollati e di imprenditori accompagnati dai deputati regionali Ismaele La Vardera (Sud chiama nord), Valentina Chinnici ed Ersilia Saverino (Pd). “Siamo state rassicurate dal presidente della Regione su un cambio di passo che consenta di programmare una stargeia di prevenzione”, le parole delle deputate dem.






ARS, FINANZIARIA VERSO IL RUSH FINALE. NELL'ULTIMA SEDUTA GRAN PARTE DEL TESTO ERA GIÀ STATO VOTATO, TRA CUI ANCHE LE RISORSE PER L'AUMENTO DELLE GIORNATE ANNUALI DEGLI OPEARI IMPEGNATI NEL SERVIZIO ANTINCENDIO. IL SERVIZIO DELLA TGR SICILIA

Clip video estarpolato
da Rai News - Tgr Sicilia




INCENDI IN SICILIA, L'ASSESSORE DI MAURO A MUSUMECI: «LA DOCUMENTAZIONE C'È E VOI AVETE RISPOSTO CON 7 MESI DI RITARDO»


Dal sito palermo.gds.it

La precisazione di Di Mauro: «Presentata relazione di 500 pagine». Contro le scelte del governo di Roma anche Cinquestelle e Pd

08 GENNAIO 2024
«Una risposta, negativa, arrivata con 7 mesi di ritardo rispetto alla domanda. Una domanda, peraltro, assolutamente documentata da un’ampia relazione di oltre 500 pagine redatta in modo certosino dal dirigente della Protezione Civile, ingegner Salvatore Cocina». Lo dice il coordinatore regionale del Mpa e assessore all’Energia della Regione Siciliana, Roberto Di Mauro. Una risposta diretta al ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, che della Regione è stato il numero uno fino alle ultime elezioni del 2022.

Non a caso, la nota di Di Mauro precisa che la risposta arriva dopo «la decisione del ministro alla Protezione civile Nello Musumeci di non riconoscere lo stato d’emergenza per gli incendi che hanno colpito la Sicilia lo scorso luglio e che hanno provocato 6 vittime e ingenti danni tra cui la devastazione di ben 2 parchi archeologici. Un diniego motivato dal ministro Musumeci da una mancanza di documentazione».
Impensabile, secondo Di Mauro, «non valutare gli eventi tali da giustificare una misura d’emergenza, se è vero che oltre alle vittime, oltre alla devastazione di parchi archeologici, ci sono moltissime persone che hanno dovuto abbandonare la propria abitazione a causa degli incendi». Peraltro, conclude Di Mauro, «c’è un precedente che risale al periodo in cui lo stesso ministro Musumeci era governatore. In quel caso, dinanzi ad un diniego della Protezione civile, fu il presidente del Consiglio Draghi a spingere per sbloccare i fondi destinati alla Sicilia».

Lo scontro fra Roma e la Sicilia potrebbe trovare una sintesi mercoledì (10 gennaio), dal momento che lo stesso ministro Musumeci ha convocato i vertici dei due uffici di Protezione civile, Fabrizio Curcio per lo Stato e Salvo Cocina per la Regione, allo scopo di trovare una soluzione.

Intanto, prendono posizione anche i partiti d'opposizione. «A luglio dell’anno scorso - afferma il deputato siciliano del M5S Davide Aiello - gli incendi in Sicilia hanno causato 6 vittime e oltre 150 milioni di euro di danni ad abitazioni e terreni. Adesso il governo di Giorgia Meloni e il suo ministro della Protezione civile Nello Musumeci, ex presidente della Regione Siciliana, negano gli aiuti a chi ha subito danni gravissimi da quei roghi: un altro tradimento nei confronti della Sicilia e dei siciliani. Tutto questo è inaccettabile».

«Già ad ottobre - dicono in una nota i parlamentari del Pd Anthony Barbagallo e Antonio Nicita - avevamo denunciato la discriminazione operata dal governo Meloni nei confronti della Sicilia e il mancato riconoscimento dello stato di calamità conseguente agli incendi. Con mesi di ritardo oggi assistiamo alla confessione di Musumeci ed al solito intollerabile scaricabarile. La verità è che la Sicilia ed i siciliani non trovano spazio nell’agenda del governo. Da luglio solo comunicati e promesse di intervento ma nessun atto concreto. Anzi il governo Meloni bocciava a più riprese le nostre proposte per intervenire finanziariamente. Che differenza con la solerzia, giusta, per ristorare i danni nelle altre regioni».
















L'ON. ISMAELE LA VARDERA: SI RIAPRE IL DIALOGO PER AVER RICONOSCIUTO LO STATO DI EMERGENZA PER GLI INCENDI


Dalla pagina Facebook
dell'On. Ismaele La Vardera

Si riapre il dialogo per aver riconosciuto lo Stato di emergenza per gli incendi. Via anche a un tavolo con il Comune di Palermo per gestire gli sfollati
Stamattina ho organizzato un sit in di protesta con la presenza di una delegazione di chi ha perso la casa, e non solo. Perchè con noi c’era anche chi ha perso il padre, morto nei roghi. Dopo la notizia arrivata ieri da Roma non potevamo  stare a guardare.
Il presidente Schifani ci ha ricevuto e ci ha dato la sua parola: la Regione non ha mandato giù quella risposta arrivata da Roma. 
Oggi si va al voto in aula, ma serve che Schifani metta risorse diverse dai 2.7 milioni di euro. Tutta la querelle fra Roma e la Sicilia non deve gravare sulle famiglie e su quelle persone che hanno perso tutto. Il governatore ci ha confermato che con molta probabilità il governo centrale riconoscerà lo stato di calamità, il che è  notizia. Non è tutto, perché Schifani ha anche proposto un tavolo per gestire quelle famiglie che non hanno più una casa”.
Vigileremo perché non siano sole parole.














SIFUS CONFALI: IL MINISTRO ALLA PROTEZIONE CIVILE, ON. NELLO MUSUMECI NEGA IL RICONOSCIMENTO DELLO STATO DI EMERGENZA PER GLI INCENDI ALLA REGIONE SICILIANA. HA FORSE CAPITO CHE GLI INCENDI ORAMAI RAPPRESENTANO UN FATTO ORDINARIO CHE SI SCONFIGGE CON LA PREVENZIONE?



Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale del Sifus Confali
Maurizio Grosso

Roma 8-01-2024 - I giornali di ieri vi hanno abbondantemente informato che il Governo Meloni per l'occasione rappresentato dall'ex Presidente della Regione Siciliana ed attuale Ministro alla Protezione Civile, on. Nello Musumeci ha negato alla Sicilia il riconoscimento dello "stato d’emergenza" relativamente gli incendi 2023.
Come sempre, a noi non interessa fare facili speculazioni ma dire la verità!
A nostro giudizio, questo stato di cose, dimostra:
1) che una Regione ottiene ciò che gli spetta dal Governo Centrale non perché e' dello stesso colore politico ma perché ne ha diritto;
2)  che gli incendi registratesi in Sicilia, come dimostrano i dati degli ultimi 10 anni, non costruiscono un fatto imprevedibile quindi, emergenziale, ma rappresentano un fatto ordinario che si ripete ogni anno (per l'80% dei casi gli incendi vengono applicati tra le 12.00 e le 14.00) poiche i Governi che si susseguono sono incapaci di praticare la "prevenzione";
3) che è  stato un grande errore da parte del Governo Draghi affidare, a suo tempo (lo abbiamo denunciato), l'incarico  di Commissario straordinario all’emergenza incendi all'ex Presidente della Regione siciliana, on. Nello Musumeci poiché  "ha fallito" sia con questo incarico sia con quello di Presidente della Regione.
La Regione Sicilia ma anche le altre Regioni, a partire da Campania e Basilicata, per contrastare gli incendi, hanno bisogno di una riforma capace di puntare "sulla prevenzione" e i loro Governi Regionali non si stanno muovendo in questa direzione.
Il compito del SIFUS è quello di lottare perché cambino rotta!
Maurizio Grosso  - Segretario Generale SiFUS



188° POST. CONSTATIAMO CON RAMMARICO CHE ANCHE IN QUESTA LEGISLATURA AL MOMENTO GLI IMPEGNI NON SONO RISPETTATI. L'ASSESSORE SAMMARTINO AVEVA DETTO DI PORTARE LA RIFORMA ALL'ARS IN ESTATE. AVEVA ANCHE PROMESSO AI SINDACATI IL VARO DEL DDL ENTRO GIUGNO. A QUESTO PUNTO CHIEDIAMO AI SINDACATI CHE È NECESSARIA UNA SVOLTA: È ARRIVATO IL MOMENTO DI AUTOCONVOCARSI!



Incontro Dicembre 2022

  • 23 Dicembre 2022 - Giornale di Sicilia. L'Assessore Sammartino: Il rinnovo del contratto è il primo atto di una diversa organizzazione del settore a cui stiamo lavorando, e che culminerà nella riforma che porterò all'Ars in estate




01 Marzo 2023



GENT.MO ON. AUTERI, SE MATEMATICAMENTE FACCIAMO DUE CONTI È NORMALE CHE NON C'È VOLONTÀ PER STABILIZZARE I LAVORATORI FORESTALI. PERCHÈ CON 180 GIORNI A PARTIRE DA QUEST'ANNO, LA STABILIZZAZIONE SCATTEREBBE DAL 2025 E NON DAL 2024. E SE FACCIAMO ALTRI DUE CONTI ANCORA, LA STABILIZZAZIONE NON SAREBBE PER TUTTI. PERÒ ELIMINI LA PAROLA "FORSE" PER I 151ISTI

Ascolta il breve clip
estrapolato dalla pagina Facebook
Siracusa news


di Michele Mogavero
Non siamo economisti perchè non siamo all'altezza, però due conti li sappiamo fare anche noi. Egregio On. Auteri, noi siamo costretti ad incalzarla perchè per i lavoratori forestali la posta è alta e siamo anche contenti nell'aprire una discussione con lei, anche se indirettamente. 
Noi siamo abituati a scrivere per quello che vediamo e per quello che sentiamo. Lei dice che per quest'anno la stabilizzazione non sarebbe possibile perchè questo è l'ultimo anno dello scellerato accordo Stato -Regione. Perfetto, e noi per quest'anno saremo anche disposti a rinunciare alla stabilizzazione. Punto.

Ma non siamo disposti però a rinunciare alle 180 giornate!

Lei deve sapere, che con le 180 giornate nel 2024 e cioè un solo giorno in più rispetto alle 179, la stabilizzazione scatterebbe solamente nel 2025 e non da quest'anno. E' giusto che lei sappia come stanno realmente le cose.
Certo, non ci ha fatto piacere ascoltare che per i 151isti forse l'aumento è in discussione. Ma può anche darsi che abbiamo capito male, gradiremmo approfondire meglio. Solo lei potrà chiarire questo passaggio.

Le dico di più, la stabilizzazione non potrà essere per tutti perchè una buona fetta di lavoratori ha già rinunciato al passaggio a tempo indeterminato, basta visionare le graduatorie e rendersi conto dei rinunciatari.
Ma non finisce quì, altri ancora rinuncerebbero perchè hanno incarichi scolastici (bidelli, personale ata, assistenti ecc.).
A quanto pare lei insiste nel dire che a febbraio sarà finalmente approvata questa benedetta riforma attesa da più di 30 anni. Noi saremo felicissimi nel constatare questa eventuale realtà. Solo così possiamo scrivere a carateeri cubitali che finalmentè la riforma non è nè fuffa, nè spot elettorale. Ormai febbraio è alle porte e come dice il proverbio: "il tempo è galantuomo e rimette a posto tutte le cose".

Se matematicamente facciamo due conti, è normale che la stabilizzazione non è prorio un miraggio, ma è realtà.
On. Auteri, mi dispiace contraddirla, ma è solo volontà politica. Anche noi operai abbiamo fatto due conti ed un ragionamento matematico, e non siamo nè parlamentari, nè sindacalisti, nè economisti. Siamo ad un passo dalla storia e non ve ne rendete conto.

Non ci sono scuse o alibi che tengano, è solo questione di volontà!

Ci faccia sapere cosa ne pensa. Noi siamo smpre quì....




MANOVRA, RIPRENDE L’ESAME IN ARS: I 4 PILASTRI E COSA MANCA PER L’APPROVAZIONE. MA LA FINANZIARIA PREVEDE ANCHE L’AUMENTO DELLE GIORNATE LAVORATIVE PER GLI ADDETTI DEL SETTORE ANTINCENDIO CHE PASSANO DA 78 A 101


Mancano solamente due articoli più il maxiemendamento che sarà presentato ad apertura di seduta: la finanziaria prende forma

Dal sito qds.it

Antonio Giordano - 08 Gennaio 2024
Lunedì riprende l’esame della legge finanziaria da parte dell’Assemblea regionale siciliana. Si conta di arrivare all’approvazione definitiva in breve in maniera tale da dare alla Regione la legge di stabilità in tempo ed evitare l’esercizio provvisorio. Non accadeva da 23 anni. Mancano solamente due articoli più il maxiemendamento che sarà presentato ad apertura della seduta. Tra le norme approvate fino ora ci sono incentivi per le imprese che assumono, ma anche la stabilizzazione dei precari Asu che rientreranno nei ranghi della pubblica amministrazione.

Le misure per il personale
Per quanto riguarda le misure sul personale la manovra contiene una norma tanto attesa nell’Isola: ovvero la stabilizzazione del personale Asu che impiegato nel settore dei beni culturali e dei comuni. Una platea di oltre 3600 persone che adesso potrà avere un contratto a tempo indeterminato di 24 ore settimanali. Ma la finanziaria prevede anche l’aumento delle giornate lavorative per gli addetti del settore antincendio che passano da 78 a 101.

Contributi a chi assume
Tra le misure più rilevanti, l’Ars ha votato anche lo stanziamento di 50 milioni di euro per garantire, nel triennio 2024-26, ben 30 mila euro di contributi alle imprese che assumono a tempo indeterminato o trasformano i contratti a tempo determinato. C’è, infine, una importante spinta sulla detassazione in favore dei cittadini, con gli sconti sul bollo auto: per quanti sono i regola con i pagamenti dell’imposta è prevista una riduzione del 10% a cui si aggiunge un ulteriore 10% se si decide di pagare con addebito bancario.

Interventi per i comuni
Nella manovra la Regione riconosce ai Comuni di Gela, Licata e Butera, a titolo compensativo per l’attività estrattiva dei giacimenti di idrocarburi, una quota fino a un massimo del 30% dell’aliquota spettante alla Regione Siciliana. Ma sono previsti anche fondi per i comuni che affrontano l’emergenza migranti e 10 milioni per le iniziative di Agrigento Capitale della cultura del 2025.

I quattri pilastri della manovra
“Sono già realtà”, ha commentato nei giorni scorsi l’assessore regionale all’Economia Marco Falcone, “i quattro pilastri che avevamo messo in campo. Innanzitutto, le iniziative per dare sostegno ai Comuni, con l’aumento delle risorse a disposizione delle amministrazioni locali, l’eliminazione del precariato storico della Regione, gli incentivi per il lavoro e le nuove assunzioni, la garanzia dei servizi per i siciliani”. Abbiamo dato “un’impostazione che prosegue nel creare tutte quelle condizioni per nuovi investimenti nell’Isola già messe in campo dall’avvio della legislatura. E i primi risultati si vedono, così come afferma Unioncamere Sicilia: in un anno le nuove aziende nell’Isola sono 34mila, con 15mila nuovi addetti. Dati che fanno il paio con quelli diffusi qualche settimana fa dalla Cgia di Mestre sul Pil del 2023. L’Isola non solo ha ripreso a crescere, recuperando il gap accumulato durante l’era Covid, ma si è portata in vantaggio segnando un rialzo pari al +1,12%, con un ritmo di produttività di gran lunga superiore ad alcune Nazioni, come la Germania e la Francia, da sempre locomotive dell’Europa», ha aggiunto il presidente della Regione Renato Schifani.

Fonte: qds.it




L'ON. ISMAELE LA VARDERA: ADESSO BASTA: FACCIAMO SCRUSCIU, NON POSSIAMO STARE A GUARDARE L’ENNESIMO SCIPPO DI ROMA AI DANNI DELLA SICILIA CHE SBATTE LA PORTA IN FACCIA A QUELLI CHE HANNO PERSO LE LORO CASE A SEGUITO DEGLI INCENDI. DOPO CHE HO FATTO USCIRE LA NOTIZIA FORSE MUSUMECI CI RIPENSA, SCHIFANI CONTRO ROMA



Dalla pagina Facebook
dell'On. Ismaele La Vardera

ADESSO BASTA:
Facciamo Scrusciu, non possiamo stare a guardare l’ennesimo scippo di Roma ai danni della Sicilia che sbatte la porta in faccia a quelli che hanno perso le loro case a seguito degli incendi. Dopo che ho  fatto uscire la notizia forse Musumeci ci ripensa, Schifani contro Roma.

Ed oggi alle 10,30 davanti la sede della presidenza della Regione, l'On. Ismaele La Vardera ha organizzato un sit-in pacifico con diverse famiglie che hanno subito danni a seguito degli incendi. "Non andremo via fin quando Schifani, non ci riceverà, chiediamo rispetto per la Sicilia e i siciliani" - Così conclude La Vardera.












FINANZIARIA ALL’ULTIMO MIGLIO, SPUNTA L’IPOTESI DI UN SECONDO DDL


Le norme del maxi-emendamento potrebbero finire in un testo ad hoc

di Salvo Cataldo - 08 Gennaio 2023
PALERMO – Le carte saranno tutte sul tavolo soltanto nella riunione di oggi. In mattinata un faccia a faccia del governo con i capigruppo di maggioranza e opposizione all’Ars porterà a una schiarita definitiva sul maxi-emendamento che dovrebbe chiudere il discorso Finanziaria e che però potrebbe diventare un ddl autonomo a firma dell’Esecutivo. L’obiettivo della proposta governativa sarebbe quello di tenere distinti i finanziamenti ‘territoriali’ e le norme ordinamentali proposti dal testo-madre. L’approvazione dei due ddl avverrebbe comunque contestualmente.

L’ipotesi di un ddl autonomo

L’indiscrezione è arrivata dopo il rinvio dell’incontro che era stato fissato a Catania, e al quale avrebbero dovuto partecipare anche il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, il vicepresidente della Regione, Luca Sammartino, e l’assessore all’Economia Marco Falcone. Se ne riparlerà oggi, poco prima dell’apertura della seduta che inevitabilmente slitterà. Per tutta la giornata di domenica l’assessore all’Economia Marco Falcone è stato al lavoro per assemblare le proposte provenienti dai partiti. Lungo l’elenco degli interventi.

Maggioranza e opposizione si erano ripromesse di non polverizzare il plafond di circa 40 milioni di euro in misure dal valore inferiore ai 100mila euro. Ci sono norme per riqualificazione di impianti sportivi e piscine comunali (“non si tratta di mance ma di aiuti concreti ai sindaci”, evidenzia una voce di maggioranza) ma anche le misure a costo zero come quella che toglie i vincoli per l’apertura di grandi negozi nei centri storici. Diverse le richieste sui cosiddetti ‘grandi temi’: il M5s, ad esempio, ha chiesto un incremento di circa un milione di euro delle risorse destinate al contrasto alla violenza di genere, ma anche il ripristino degli aiuti alle donne affette da patologie oncologiche per l’acquisto di parrucche.

Finanziaria, ultimo miglio
L’intero pacchetto – costituito da norme ordinamentali, di spesa e interventi sui ‘grandi temi’ – potrebbe finire quindi in una sorta di legge di Stabilità Bis. Un ddl autonomo da approvare però contestualmente alla manovra madre, che nel frattempo verrebbe messa in sicurezza. Al momento mancano soltanto l’articolo con le riserve per i Comuni, che in commissione Bilancio hanno creato non poche tensioni, e le tabelle.





07 gennaio 2024

IL TWITTER DI INGRASSIA, DIRIGENTE UILA PALERMO: QUESTO DEPUTATO NELL'INTERVISTA PARLA DI RIFORMA FORESTALE E DI SINDACALISTI CHE "METTONO BENZINA". A ME PARE SIA IL GOVERNO A SCATENARE UNA GUERRA FRA POVERI CON QUALCHE GIORNATA IN PIÙ FINO ALLA PENSIONE PER POI DARE IL SETTORE ALLA FIERA DEGLI APPALTI!





Ascolta anche:





I 78ISTI A 101 GIORNI LAVORATIVI, L'ON CARLO AUTERI: "SVOLTA EPOCALE". ABBIAMO PRONTA LA RIFORMA CHE A FEBBRAIO SARÀ DISCUSSA. MA È NORMALE CHE LE GIORNATE LAVORATIVE DEVONO AUMENTARE PER TUTTI, ANCHE PER I 101ISTI E ADDIRITTURA FORSE PER I 151ISTI CHE NON POSSIAMO ANDARE OLTRE ALLE 179 GIORNATE PERCHÈ ALTRIMENTI VANNO A TEMPO INDETERMINATO. VIDEO. LA NOTA DEL BLOG!



La nota del Blog

di Michele Mogavero
On. Auteri la dobbiamo smentire con i fatti e quindi confermiamo che non c'è volontà politica per la stabilizzazione. Le spiego subito in base a quello che abbiamo appena ascoltato. Nel video lei dice che questo è l'ultimo anno dell'accordo scellerato Stato - Regione, per i danni e disastri fatti dal governo Crocetta. Ha pienamente ragione, ma noi ricordiamo che è stato però firmato dal Governo Musumeci che non l'ha voluto modificare.
Non vogliamo alimentare altre polemiche, non ci interessano. Però il fatto che non si vuole aumentare a 180 giornate perchè scatterebbe subito la stabilizzazione non sta in piedi, lei probabilmente non conosce la norma e questo ci può stare.

Egregio On. Auteri, lei si deve documentare con persone che conoscono bene la materia e vedrà che si può arrivare già da quest'anno a 180 giornate senza problemi e senza essere stabilizzati. La stabilizzazione (per chi la vuole) scatterebbe sì, ma dall'anno successivo. Questo dice la norma!

Quindi quest'anno 180 giornate (e non scatta la stabilizzazione), dal prossimo anno che siamo fuori da quell'accordo Stato - Regione, per come lei ha detto, si può iniziare a stabilizzare. Stiamo rispettando tutto quello che lei ha dichiarato.

Gent.mo On. Auteri, le chiediamo un ultimo sforzo, si informi su quanto abbiamo scritto e ci faccia sapere. 
Non vogliamo essere ripetitivi, ma siccome la posta è alta, ci teniamo a precisare e rimarcare quanto da lei detto, e cioè che questo è l'ultimo anno dell'accordo Stato - RegionePerfetto, noi le confermiamo che con le 180 giornate per quest'anno non scatterebbe la stabilizzazione. Non lo diciamo noi, è il CCNL che lo prevede. Ci faccia la cortesia di informarsi. 
Noi comunque siamo sempre quì!






IL MINISTRO PER LA PROTEZIONE CIVILE, NELLO MUSUMECI: HO CONVOCATO PER MERCOLEDÌ A ROMA I DIRETTORI DEI DIPARTIMENTI DELLA PROTEZIONE CIVILE NAZIONALE E REGIONALE PER UN RIESAME DELLA PRATICA RELATIVA AGLI INCENDI ESTIVI IN SICILIA, NEL TENTATIVO DI TROVARE UNA POSSIBILE SOLUZIONE


Dalla pagina Facebook
del Ministro per la Protezione Civile
Nello Musumeci

Ho convocato per mercoledì a Roma i direttori dei dipartimenti della Protezione civile nazionale e regionale per un riesame della pratica relativa agli incendi estivi in Sicilia, nel tentativo di trovare una possibile soluzione. I due direttori, Fabrizio Curcio e Salvo Cocina, già da agosto si confrontano sul tema, ma senza trovare una intesa - mi riferiscono gli uffici romani - per carenza di documentazione da parte della Regione. Diverso invece il discorso sulle altre calamità: solo nel 2023, infatti, all'Isola sono state destinate da Roma risorse per circa 94 milioni di euro. Il difetto sta nella relativa norma del Codice di Protezione civile, che va rivista, assieme ad altri adeguamenti. Ci stiamo lavorando e presto la cambieremo.









IL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIANA, RENATO SCHIFANI: IL MANCATO RICONOSCIMENTO, DA PARTE DEL DIPARTIMENTO PROTEZIONE CIVILE NAZIONALE, DELLO STATO DI EMERGENZA PER GLI INCENDI CHE HANNO COLPITO L'ISOLA NELLO SCORSO LUGLIO, È UN PROVVEDIMENTO INGIUSTO CHE, CONTRASTEREMO IN OGNI SEDE AMMINISTRATIVA, GIUDIZIARIA, ISTITUZIONALE E POLITICA


Dalla pagina Facebook
del Presidente Renato Schifani

Uno Stato che nega ai cittadini il risarcimento di un danno di pubblico dominio, subito per colpe o eventi altrui, e lo fa sulla base di cavilli procedurali non applicati prima, non è lo Stato in cui mi riconosco. 
Uno Stato che viene meno al principio della leale collaborazione dei suoi vari livelli, così come previsto dall'articolo 120 della #Costituzione, non è lo Stato in cui mi riconosco.
Il mancato riconoscimento, da parte del Dipartimento Protezione Civile nazionale,
dello stato di emergenza per gli incendi che hanno colpito l'Isola nello scorso luglio, è un provvedimento ingiusto che, contrasteremo in ogni sede amministrativa, giudiziaria, istituzionale e politica. 
Ma assicuro i siciliani danneggiati dagli incendi estivi che se lo Stato centrale li vorrà abbandonare, non lo farà la Regione da me guidata, perché la tutela della collettività di un popolo e la sua tenuta sociale costituiscono un principio sacro e irrinunciabile. 
Mi accingo a convocare per la giornata di domani una seduta straordinaria della giunta di governo per le determinazioni del caso.


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187° POST. CONSTATIAMO CON RAMMARICO CHE ANCHE IN QUESTA LEGISLATURA AL MOMENTO GLI IMPEGNI NON SONO RISPETTATI. L'ASSESSORE SAMMARTINO AVEVA DETTO DI PORTARE LA RIFORMA ALL'ARS IN ESTATE. AVEVA ANCHE PROMESSO AI SINDACATI IL VARO DEL DDL ENTRO GIUGNO. A QUESTO PUNTO CHIEDIAMO AI SINDACATI CHE È NECESSARIA UNA SVOLTA: È ARRIVATO IL MOMENTO DI AUTOCONVOCARSI!



Incontro Dicembre 2022

  • 23 Dicembre 2022 - Giornale di Sicilia. L'Assessore Sammartino: Il rinnovo del contratto è il primo atto di una diversa organizzazione del settore a cui stiamo lavorando, e che culminerà nella riforma che porterò all'Ars in estate




01 Marzo 2023




IL PRECARIATO NELLA FORESTALE NON SI SCONFIGGE ASSUMENDO ALTRI PRECARI, O CAMBIANDO IN CORSO D'OPERA LE CARTE IN TAVOLA, MA STABILIZZANDO PER PRIMA QUELLI CHE CI SONO. METTETEVELO BENE IN TESTA TUTTI. LA COSTITUZIONE DELL’AGENZIA REGIONALE PREVEDE UN CONTINGENTE DI STAGIONALI. DA OTD A STAGIONALI? MA STIAMO SCHERZANDO? COMMISSIONE EUROPEA AIUTACI TU!

Clip Video
estrapolato dalla pagina Facebook
Forza Italia Sicilia Coordinamento Regionale.
Chiusura campagna elettorale


Costituzione dell’Agenzia regionale per le attività forestali “A.R.A.F.”

Nella bozza troviamo l'Agenzia regionale per le attività forestali, e grazie a questa genialità viene previsto un contingente di operai stagionali. Tutto questo nasce per contrastare i contratti a termine bocciati in tutta Europa dalla Commissione Europea. Per la Commissione Europea tutti i contratti a termine e quindi anche quelli dei lavoratori forestali della Sicilia, devono essere trasformati a tempo indeterminato. Ma siccome i lavoratori forestali devono morire precari, ecco allora la genialità della trasformazione, quindi si passerebbe Operai a tempo determinato a operai forestali stagionali.

Ma stiamo veramente scherzando?
In Europa, fortunatamente i precari hanno trovato una spalla per aver legittimamente combattuto le lotte per il lavoro non precario. Ma in Sicilia la parola stabilizzazione per i lavoratori forestali fa venire l'orticaria. 
Non la vogliono sentire dire per nessun motivo perchè hanno le loro idee di stabilizzazione. 

Quali sarebbero?
I ripescati del 2023 e le nuovi assunzioni previste dall'ipotetica bozza di riforma.

Ma come, non dovrebbero prima stabilizzare quelli che ci sono da almeno 30/35 anni?
No, in Sicilia hanno deciso che i forestali devono far di tutto per vincere la medaglia d'oro di operai precari più anziani del mondo.

Ma può essere che la Commissione Europea aveva avviato una procedura di infrazione?
Si, infatti vengono riconosciuti le condizioni di lavoro meno favorevoli rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato, il che costituisce una discriminazione ed è contrario al diritto dell’Ue.

E la Sicilia perchè non riconosce tale diritto ai lavoratori forestali?
Il motivo è semplice, la Sicilia non vuole cambiare. Anzi, rilancia assumendo nuovi precari. Più siamo e meglio è per tutti. Per carità, sono scelte legittime che però non sono condivise dai lavoratori. Eppure i lavoratori hanno tutte le carte in regola per far cambiare le cose o quanto meno migliorarle.

Quindi si può ancora migliorare la bozza?
Certo, ma dipende dai lavoratori!






INCENDI, LO SCHIAFFO DI MUSUMECI ALLA SICILIA. NEGATO LO STATO DI EMERGENZA. LA VARDERA: “UNA BEFFA. COSA RISPONDE ADESSO SCHIFANI?

La Protezione civile: “Gli eventi non giustificano misure che trascendono le capacità ordinarie”. La Vardera: “Una beffa. Cosa risponde adesso Schifani?”

di Giusi Spica - 07 gennaio 2024
La nota è arrivata in sordina tra Capodanno e l’Epifania, provocando un terremoto alla Regione: Roma ha negato alla Sicilia lo stato di emergenza nazionale per gli incendi del luglio scorso che hanno causato sei vittime e oltre 150 milioni di euro di danni a case, boschi, attività produttive e infrastrutture. Uno schiaffo che apre un nuovo fronte di scontro nella maggioranza di centrodestra: a rigettare la richiesta presentata dal governatore forzista Renato Schifani è stato il dipartimento nazionale di Protezione civile, che fa capo al ministero oggi guidato dall’ex presidente della Regione meloniano Nello Musumeci.

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La risposta dell'On. La Vardera su Facebook:


Clamoroso, sui ristori incendi, Roma sbatte la porta in faccia alla Sicilia, non ci sarà nessuno stato d’emergenza. Avete subito danni? Chiedete alla Regione. 
Incredibile ma vero, Schifani chiede a Roma lo stato di emergenza dopo i 6 morti e gli infiniti danni a seguito degli incendi, e Roma sbatte la porta in faccia. Il documento che sono in grado di mostrarvi prova ciò, e la beffa è che la risposta arriva dalla Protezione Civile che fa riferimento proprio a Nello Musumeci ex governatore siciliano. Una bocciatura allucinante che dimostra come lo stesso Governo si sia lavato le mani e abbia lasciato sola la Sicilia. Come risponde  Schifani a questo documento che isola ancora di più il suo Governo e che dimostra come Roma abbandoni la Sicilia. 
In soldoni avete subito danni vedetevela voi. In questa finanziaria rivendico di aver inserito la mia quota di 300 mila euro per chi ha subito danni e ha perso tutto, e solo allora il Governo capendo che non poteva non fare nulla ha aggiunto 2,7 milioni di euro. Troppi pochi per arrivare ad aiutare tutti, solo con l’Intervento di Roma si potevano ristorare tutte quelle famiglie che hanno perso la loro casa, e che da mesi non hanno più nulla così come la famiglia Meli. Siamo di fronte ad una crisi con Roma conclamata, Schifani prenda atto che Roma ha dimenticato la Sicilia e i siciliani.