03 settembre 2020

CAPUTO INCONTRA L’ASSESSORE EDY BANDIERA E CONSEGNA PROPOSTE PER LA RIFORMA FORESTALE


Dal sito www.monrealepress.it

Forestale, pesca e sostegno all’agricoltura: incontro tra Caputo e l’assessore Bandiera

01 Settembre 2020
La riforma del settore della Forestale, il sostegno al comparto della Pesca e le misure a sostegno delle aziende agricole e zootecniche che hanno subito gravi danni a seguito degli incendi delle scorse settimane, che hanno coinvolto in particolare i territori dei Comuni di Monreale, Altofonte, Piana degli Albanesi e l’area del corleonese.

Sono questi i temi al centro dell’incontro di questa mattina tra l’assessore regionale all’Agricoltura Edy Bandiera e il responsabile regionale del Dipartimento per le attività produttive di Forza Italia Salvino Caputo. Nel corso dell’incontro Caputo ha presentato all’assessore Bandiera le proposte di Forza Italia in previsione del testo della riforma del settore, che l’assessore ha elaborato con i suoi uffici e che verrà illustrato ai rappresentanti sindacali dei lavoratori forestali. Caputo ha anche rappresentato le esigenze provenienti dal mondo della pesca che ha subito gravi danni economici a seguito della forzata inattività determinata dall’emergenza sanitaria, oltre alla insostenibile concorrenza da parte delle marinerie tunisine ed egiziane.

“Ringrazio l’assessore Edy Bandiera – ha affermato Salvino Caputo – sia per l’ottimo lavoro svolto, che per la grande attenzione concretamente manifestata verso il compartimento forestale e per le categorie produttive degli agricoltori e dei pescatori. Ho avuto assicurazioni – ha aggiunto Caputo – che nelle misure che il Governo si appresta a varare per sostenere i Comuni colpiti dai gravi incendi dei giorni scorsi, verrà data attenzione agli imprenditori agricoli e zootecnici che hanno subito danni alle colture e agli allevamenti. Bandiera ha anche assicurato che gli uffici del Dipartimento Pesca stanno velocizzando le procedure per rimodulare i fondi resi disponibili dal Ministero in favore delle marinerie siciliane e, che le propose di Forza Italia per il settore forestale verranno valutate alla luce del progetto di riforma del comparto. In questo momento difficile per l’Isola la sinergia tra politica e Istituzioni è determinante”.

Fonte: www.monrealepress.it






LA RISERVA VISTA DAL MARE. ECCO COSA RESTA DELLO ZINGARO


Dal sito livesicilia.it

I ROGHI
di Claudio Zagara
Le tremende ferite lasciate dagli incendi che nei giorni scorsi hanno devastato l'area VIDEO E FOTO
PALERMO – Macerie nere a perdita d’occhio, sotto un cielo cupo, avvolti in un silenzio che fa riflettere: in questi giorni, costeggiare la riserva dello Zingaro in barca lascia l’amaro in bocca. L’intera area è devastata dagli incendi che tre giorni fa, per ore, hanno tormentato senza sosta la provincia di Trapani.

Uno scenario apocalittico che ha suscitato lo sdegno dei siciliani e il dolore del sindaco di San Vito Lo Capo, Giuseppe Peraino, che non ha risparmiato parole dure parlando di “mano criminale” e di un territorio “devastato” (LEGGI ANCHE: BRUCIA IL TRAPANESE, FIAMME ALLA RISERVA DELLO ZINGARO – la cronaca dei fatti del 30 agosto scorso).

Oggi il video e gli scatti di Davide S. raccontano una Sicilia ferita, che porta i segni della distruzione. Resiste solo qualche angolo di verde, come si vede nelle foto che seguono il filmato. L’unica, magra consolazione che distrae per un attimo dalla sofferenza della natura.

I SINDACATI VENERDÌ AD ALTOFONTE ALLA MANIFESTAZIONE PER DIRE BASTA AGLI INCENDI E ALLA DEVASTAZIONE DEL TERRITORIO SICILIANO E PER CHIEDERE INTERVENTI URGENTI DI PREVENZIONE E TUTELA DEL TERRITORIO E IN SEGNO DI SOLIDARIETÀ AI CITTADINI DOPO L’INCENDIO NEL BOSCO DELLA MOARDA


Dalla pagina Facebook
del Segretario Prov.le Fai Cisl Palermo
Adolfo Scotti

Cisl Palermo Trapani insieme a Cisl Sicilia, a Fai Cisl Palermo Trapani, a Fai Cisl Sicilia e a tutte le altre realtà locali e regionali parteciperà al sit-in per il Bosco della Moarda ..... per chiedere interventi urgenti di salvaguardia, di pianificazione e di prevenzione e per dire basta agli incendi e alla devastazione del territorio siciliano (come quelli che hanno colpito in modo duro anche il territorio del trapanese)

*****

Dalla pagina Facebook
Cgil Sicilia

Incendi: Cgil e Flai Sicilia venerdì ad Altofonte alla manifestazione per chiedere interventi di prevenzione e tutela del territorio e in segno di solidarietà ai cittadini dopo l’incendio nel bosco della Moarda

Palermo, 2 set- Cgil e Flai regionali parteciperanno alla manifestazione che si svolgerà venerdì 4 settembre alle 17.30 nella piazza Falcone e Borsellino di Altofonte, organizzata dal Forum della Valle dell’Oreto. Un’iniziativa per segnalare la solidarietà ai cittadini di Altofonte dopo gli incendi dei giorni scorsi nel parco della Moarda , ma anche per chiedere l’individuazione dei responsabili e misure di prevenzione e tutela del territorio. Nei giorni scorsi Cgil e Flai hanno chiesto di inasprire le pene per i responsabili di questi scempi ambientali e annunciato un esposto alla magistratura per sollecitare indagini sulle responsabilità e gli interessi che si muovono dietro gli incendi dolosi. Ma anche di investire sul rafforzamento del servizio antincendio e sulle manutenzioni. La manifestazione di venerdì è organizzata da un cartello di sindacati, associazioni ambientaliste e della società civile.


Basta alla devastazione del territorio siciliano! Per la difesa del patrimonio ambientale siciliano e in segno di solidarietà alla comunità di Altofonte, dopo il terribile incendio di qualche giorno fa nel bosco della Moarda, sindacati, associazioni ambientaliste, società civile alzano la voce: “Chiediamo interventi urgenti di salvaguardia, pianificazione, prevenzione”. dicono. E venerdì alle 17.30 tutti ad Altofonte, in piazza Falcone e Borsellino, per la manifestazione organizzata dal Forum della Valle dell’Oreto.




INCENDI: FEDERFORESTE, 500 ROGHI IN DUE MESI ITALIA A FUOCO DISTRUTTI BOSCHI E RACCOLTI, FIAMME A RIDOSSO DEI CENTRI URBANI. LA CORRETTA MANUTENZIONE AIUTA A TENERE PULITO IL BOSCO E AD EVITARE IL RAPIDO PROPAGARSI DELLE FIAMME IN CASO DI INCENDI


Dal sito www.federforeste.it

02 Settembre 2020
Con quasi 500 incendi da nord a sud è un’estate di fuoco per Italia con pesanti danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo. E’ quanto emerge da una elaborazione di Coldiretti su dati del Dipartimento della Protezione civile nel periodo compreso dal 15 giugno a oggi in relazione all’ultimo violento incendio che sta devastando l’area di Budoni in Sardegna in una estate 2020 dove il fuoco ha colpito dalla Puglia all’Emilia Romagna dalla Sicilia al Lazio, dalla Calabria alla Campania, dall’Umbria alla Basilicata, con migliaia di ettari bruciati, animali morti, alberi carbonizzati, oliveti e pascoli distrutti e fiamme che arrivano a lambire le città come la stessa Capitale Roma costringendo a intervenire anche dall’aria con canadair ed elicotteri oltre che sulla prima linea di terra con le squadre dei vigili del fuoco.

Il diffondersi dei roghi è favorito dalle alte temperature con il 2020 che è stato fino adesso di oltre un grado (+1,01 gradi) superiore alla media storica classificandosi al quarto posto tra i più bollenti dal 1800, sulla base dell’analisi Coldiretti su dati Isac Cnr relativi ai primi sette mesi dai quali si evidenzia anche la caduta del 30% di pioggia in meno nonostante le ultime bombe d’acqua e grandine che hanno colpito il nord Italia. L’evidente tropicalizzazione del clima – spiega la Coldiretti – oltre a favorire il verificarsi di eventi estremi che negli ultimi dieci anni hanno causato oltre 14 miliardi di euro di danni a produzioni e infrastrutture crea anche le condizioni per l’esplodere di roghi devastanti nelle aree dove la siccità colpisce con maggiore violenza.

Quella del propagarsi dei roghi – afferma Federforeste – è una situazione angosciante che l’Italia è costretta ad affrontare perché se da una parte il 60% dei roghi è di origine dolosa, dall’altra nella maggioranza dei boschi italiani non si trova la presenza di una gestione sostenibile legata ineluttabilmente alla presenza dell’uomo agricoltore o ai consorzi forestali. Non dimentichiamo che l’Italia è coperta per più di 1/3 della superficie nazionale da boschi per un totale di 10,9 milioni di ettari. La corretta manutenzione aiuta a tenere pulito il bosco e ad evitare il rapido propagarsi delle fiamme in caso di incendi.

Fonte: www.federforeste.it






PESCHERECCI SEQUESTRATI IN LIBIA. IL SEGRETARIO UILA PESCA SICILIA: “EQUIPAGGI COLPEVOLI SOLO DI AVER VOLUTO LAVORARE ONESTAMENTE IN UN SETTORE DEL MEDITERRANEO DOVE REGNA IL CAOS”

Ricevo e pubblico
dalla Uila Sicilia 






ANCORA INCENDI NEL PALERMITANO, FIAMME A TRAPPETO


Dal sito palermo.gds.it

02 Settembre 2020
Ancora incendi nel Palermitano. Le fiamme sono divampate nel primo pomeriggio di oggi a Trappeto, in contrada Spadafora. Le fiamme alte, si sono propagate fino alle abitazioni.

I residenti, in attesa dell'intervento dei vigili del fuoco, sono intervenuti con le pompe delle case private cercando di spegnere le fiamme. Intorno alle 16 sono giunte le squadre dei pompieri mettendo in sicurezza la zona.

© Riproduzione riservata

Fonte: palermo.gds.it





MAGDA CULOTTA: PIROMANI CRIMINALI


Dal sito www.madonielive.com

01 Settembre 2020
Le notti estive, sferzate dal vento di scirocco, sono come miele per alcuni criminali che non hanno a cuore né se stessi, né i loro figli, né la loro terra. Sono parole del sindaco di Pollina Magda Culotta.
Solidarietà al sindaco di Altofonte e alla sua comunità.
A Pollina siamo stati più fortunati.
Un grazie – dice il sindaco – al tempestivo intervento delle forze presenti (protezione civile e squadra antincendio) sul territorio che insieme ad alcuni volontari hanno collaborato per evitare il peggio.

Fonte: www.madonielive.com





CATANIA, INCENDI VICINO AL CIMITERO. SCATTA L’INDIGNAZIONE IN RETE



Dal sito livesicilia.it

Il Caso
Storie di ordinario degrado che trovano eco nella pagina Facebook di Incivilta a Catania. Eccola: “Salve, vorrei segnalare ciò che accade nel quartiere fossa creta di Catania a due passi dal cimitero. C’è un terreno situato tra la fine di via Vincenzo Zaccà e via Palestina dove ogni giorno da quasi due mesi, degli uomini bruciano dei pallet per ricavare del carbone”.




“Si trovano a pochi metri di distanza dalle case e rendono l’aria irrespirabile, costringendoci a chiudere le finestre per evitare di respirare questo fumo tossico. Abbiamo avvertito chiunque…vigili, polizia, carabinieri, forestale e persino i pompieri. Tutti ci dicono che non è di loro competenza. Dovrebbero occuparsene i vigili urbani che hanno ricevuto persino un esposto ma nessuno vuole intervenire. Ho contatto anche i ragazzi di lungomare liberato.Mi chiedo come sia possibile nel 2020, non riuscire ad ottenere un minimo di giustizia e vivere in santa pace nelle proprie case senza essere disturbati da delinquenti di ogni sorta. Siamo rassegnati, esausti di lottare a senso unico per una legalità ed una civiltà che questa città probabilmente non avrà mai”. Commenta un lettore: “Se non sbaglio non è la prima volta che leggo di questa denuncia”.

Per le vostre segnalazioni scrivete a redazione@livesiciliacatania.it
02 Settembre 2020

Fonte: livesicilia.it





CENTRO PIO LA TORRE CONTRO I “CRIMINALI DEL FUOCO” PARTECIPERÀ ALL’INIZIATIVA PROMOSSA DAL FORUM DIFESA DELLA VALLE DELL’ORETO


Dal sito www.madonielive.com

02 Settembre 2020
Una manifestazione in segno di solidarietà e vicinanza ai cittadini di Altofonte dopo gli incendi che nei giorni scorsi hanno distrutto l’integrità ecologica di uno storcio Parco si svolgerà venerdi 4 settembre, alle 17.30, nella piazza Falcone e Borsellino di Altofonte. Il Centro studi Pio La Torre parteciperà all’iniziativa promossa dal Forum difesa della Valle dell’Oreto, con l’adesione di Legambiente e un fitto cartello di associazioni. Sindacati, associazioni e cittadini chiederanno maggiore sensibilizzazione e tutela nei confronti di un territorio ferito due volte, con un danno ambientale ed economico. Saranno rispettate le norme anti-covid che prevedono il distanziamento sociale. “La carenza delle misure di prevenzione antincendio del Governo regionale oggettivamente favorisce gli speculatori e quanti alimentano il clima di insicurezza per fini politici ai danni della Sicilia della sua economia e del suo ambiente” ha detto Vito Lo Monaco, presidente del centro studi Pio La Torre. “Occorre una visione politica alternativa di sviluppo ecocompatibile – ha aggiunto – che recuperi il territorio e la sua fruizione sociale”. “Sono stati presi di mira luoghi simbolici ed aree protette – spiega Giuseppe Castellese, docente e componente del Forum – con interventi che presuppongono una strategia dolosa a monte. Per questo ci rivolgiamo anche alle istituzioni perché possano lavorare concretamente a una pianificazione per prevenire i roghi, procedendo anche a un intervento urgente di messa in sicurezza delle zone colpite, onde evitare il rischio del dissesto idrogeologico e affrontare una riflessione sulla salvaguardia del territorio”.

Fonte: www.madonielive.com





ANNUNCIO DI SPERANZA: VACCINO ANTI-COVID ENTRO FINE ANNO


Dal sito www.laleggepertutti.it

02 Settembre 2020


Le prime dosi prodotte dallo stabilimento Irbm 
di Pomezia saranno disponibili entro dicembre 2020: lo assicura il ministro della Salute, Roberto Speranza.

Il vaccino contro il Covid-19 sarà disponibile entro la fine di quest’anno: lo ha assicurato oggi il ministro della Salute Roberto Speranza, che ha riferito in Senato sull’attuazione delle misure anti Coronavirus.

«Nelle ultime ore è stato reso definitivo il contratto tra la Commissione Europea e Astrazeneca, quel contratto parte esattamente dall’intesa fatta da Italia, Germania, Francia e Olanda con questa azienda», ha annunciato il ministro, precisando però che «stiamo parlando di un candidato vaccino, quindi c’è bisogno di tutta la prudenza del caso».

Così Speranza si è richiamato all’impegno contrattuale, che se si verificheranno le condizioni richieste dovrà essere rispettato dall’azienda: «In questo contratto c’è scritto che le prime dosi se il vaccino dovesse essere confermato come sicuro, saranno già disponibili entro la fine del 2020».

Il ministro della Salute ha voluto precisare che «in questo vaccino l’Italia è protagonista, perché il vettore virale viene prodotto presso l’Irbm di Pomezia e perché l’infialamento avverrà preso la Catalent di Anagni».

L’infettivologo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Roberto Cauda, parlando con l’Adnkronos Salute dell’atteso vaccino, osserva: «Temo che dovremo fare i conti con il Covid anche a Natale, perché non ci sarà un vaccino ampiamente disponibile per quel periodo. E questo nonostante la ricerca sia stata molto veloce».

L’esperto spiega che, anche se la convivenza con il virus dovrà protrarsi nei prossimi mesi, potremo assistere ad «una mutazione del virus in senso favorevole, come ad esempio la delezione 382 rilevata dagli studi, che potrebbe portare a una prevalenza di forme asintomatiche, e potrebbe influire sull’andamento dell’epidemia».

L’invito è dunque di mantenere i nervi saldi: «Se sapremo tracciare e fare tamponi in modo stringente e puntale, e adotteremo comportamenti corretti, potremo essere in grado di gestire il virus. È chiaro – sottolinea Cauda – che non possiamo sperare in una bacchetta magica che faccia sparire il Coronavirus in assenza del vaccino. Quello che dobbiamo fare – raccomanda – è adottare le misure che sappiamo essere in grado di contrastare la diffusione di Covid-19, convivendo al meglio con il virus. Fino a quando non ci sarà un vaccino».

Fonte: www.laleggepertutti.it







02 settembre 2020

STOP INCENDI. VENERDÌ 4 SETTEMBRE SIT-IN PER IL BOSCO DELLA MOARDA. MANIFESTAZIONE PER LA DIFESA AMBIENTALE IN SOLIDARIETÀ ALLA COMUNITÀ DI ALTOFONTE

Ricevo e pubblico
dal Segreterio Regionale Flai Cgil
Tonino Russo







2 SETTEMBRE 2020 - ISPETTORATO RIPARTIMENTALE DELLE FORESTE DI PALERMO: PUBBLICHIAMO LA NOTA N. 76920 DEL 1.9.2020 CON LA QUALE SI CONVOCA LA COMMISSIONE PER L'INDIVIDUAZIONE DEI CAPOSQUADRA AIB DELLA PROVINCIA DI PALERMO













IL VESCOVO DI CEFALÙ: "INCENDI UN DELITTO COME IL MATRICIDIO, SI IMPIEGHINO I FORESTALI A TEMPO PIENO"

(ansa)

Dal sito palermo.repubblica.it

01 Settembre 2020
“Auspichiamo che il lavoro di prevenzione possa essere esteso durante tutto l’anno con l’impiego a tempo pieno di quelle risorse umane rappresentate dai lavoratori forestali”. Il vescovo di Cefalù Giuseppe Marciante, delegato della Cesi per i problemi sociali, interviene dopo gli incendi che hanno colpito la Sicilia nei giorni scorsi. “Spettatori, inermi, abbiamo assistito alla mano criminale dell’uomo che si alza per deturpare e distruggere un immenso patrimonio di fauna e di flora, mettendo a repentaglio, perfino la vita e la pacifica convivenza umana dei centri abitati”, scrive il religioso.

Parla, citando i focolai di Altofonte e della Riserva dello Zingaro, di “mano colpevole dell’uomo” che “pesa gravemente sulle sorti della creazione distruggendo ettari di bosco, di macchia mediterranea e di fauna, inoltre, le fiamme hanno sfiorato i centri abitati, e luoghi pericolosi dai quali si sarebbero potute propagare tragedie. Tante domande aspettano ancora una risposta: Chi sono gli autori? Quali interessi si celano dietro ogni incendio doloso? Chi sono i mandanti? – domanda Marciante - Appiccare un incendio è un delitto che equivale a ferire la propria madre”.

 Marciante esprime vicinanza alle amministrazioni regionali e locali, alle forze dell’ordine, ai vigili del fuoco, alla protezione civili e ai volontari impegnati in prima linea nella linea del fuoco. “Serve una presa di coscienza delle responsabilità personali sul ‘destino’ della nostra casa comune partendo dalla pulizia dei terreni privati, dalle opere di messa in sicurezza delle aree demaniali – continua il vescovo -Auspichiamo che il lavoro di prevenzione possa essere esteso durante tutto l’anno con l’impiego a tempo pieno di quelle risorse umane rappresentate dai lavoratori forestali e che il mantenimento di tale bellezza possa essere, non solo fonte di attrazione per i turisti in diversi periodi dell’anno, ma anche risorsa per il sostentamento dei nostri giovani spesso costretti ad emigrare per la mancanza di occupazione”.

Fonte: palermo.repubblica.it






INGRASSIA DELLA UILA PALERMO: NON COMMENTO LE DICHIARAZIONI DELL'ASSESSORE TOTO CORDARO. CHIEDERÒ DOPO PERCHÉ I FORESTALI SONO RIMASTI A CASA PURE NEGLI ANNI SCORSI. OGGI INVITO MUSUMECI A METTERE D'ACCORDO 2 SUOI ASSESSORI CHE RILASCIANO DICHIARAZIONI OPPOSTE SULLO STESSO PROBLEMA

Dal profiloTwitter
del Componente Esecutivo Uila Territoriale Palermo
Michelangelo Ingrassia



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IL GIORNALISTA GIULIO AMBROSETTI: PER RIDURRE GLI INCENDI IN SICILIA VANNO ASSUNTI GLI OPERAI DELLA FORESTALE PER FARLI LAVORARE TUTTO L’ANNO



Dal sito www.inuovivespri.it

di Giulio Ambrosetti - 2 settembre 2020
Oggi vogliamo rispondere e tutti gli improvvisati ‘geni’ della silvicoltura e della tutela dei boschi che chiedono il licenziamento dei circa 20 mila operai della Forestale per fronteggiare gli incendi dei boschi. Questo personale non può essere licenziato perché, nelle stragrande maggioranza dei casi, non è mai stato assunto! Si tratta di precari a vita che la dabbenaggine della politica siciliana utilizza male. I disastri dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente

La Sicilia sforna intelligenze a mai finire. Ma i più intelligenti di tutti, quelli che non hanno veramente avversari, sono coloro in quali, in queste ore, per fronteggiare la proliferazione degli incendi dei boschi siciliani, chiedono il licenziamento dei circa 20 mila operai della Forestale. Troppo intelligenti, questi studiosi di silvicoltura (a proposito: un libro di silvicoltura l’hanno mai aperto? così, tanto per sapere) e grandi esperti nel campo della prevenzione degli incendi.

A parte il fatto che quello degli incendi del verde è un fenomeno mondiale (come abbiamo provato a raccontare ieri ) e che è diffuso in tutto il territorio italiano, colpisce la ‘lungimiranza’ del rimedio proposto da questi geni della forestazione.

Dicono: gli operai della Forestale, in Sicilia, sono circa 20 mila e costano 200 milioni di euro all’anno. In realtà, qualche anno fa, per le attività forestali, in Sicilia si spendeva il doppio, circa 400 milioni di euro. Poi, per esigenze di bilancio, la somma è stata dimezzata.

Sarebbe interessante sapere quanti di questi 200 milioni di euro vengono spesi per i circa 20 mila operai della Forestale e se, per caso, con questa somma si pagano anche altri servizi: per esempio, aerei ed elicotteri…

Quello che possiamo affermare con certezza – visto che ci occupiamo di questo settore dalla fine degli anni ’80 del secolo passato – è che gli operai della Forestale, ormai da anni, non prendono servizio ad Aprile, come avveniva nel passato, ma tra la fine di Giugno e i primi di Luglio.

A questi signori che sostengono che bisogna licenziare i circa 20 mila operai della Forestale va ricordato – ricordato perché lo sapranno di certo, visto che sono esperti in silvicoltura e tutela dei boschi – che in Sicilia c’è una netta prevalenza di montagne e colline.

Vero è che, da sei o sette anni a questa parte, il verde presente nelle montagne e nelle colline della Sicilia è stato drasticamente ridotto, ma ce n’è ancora tanto e, per tutelarlo, servono gli uomini che debbono stare a contatto con i boschi.

Qualche ‘scienziato’ ha fatto notare che, oggi, con la tecnologia – per esempio i satelliti o altre metodologie – si riesce ad individuare il fuoco.

Questo sarà anche vero, ma il problema principale, per limitare i danni del fuoco, non sta solo nella sua individuazione, ma nel ridurre drasticamente la velocità di diffusione degli incendi.

E per ridurre la velocità di un eventuale incendio bisogna effettuare le opere di prevenzione: pulitura del sottobosco e realizzazione dei viali parafuoco. Opere vanno realizzate nei tempi corretti, magari cominciando ad Aprile, prima dell’arrivo di qualche sciroccata.

Quest’anno, ad esempio, una sciroccata arrivata a Maggio ha prodotto danni enormi al verde della Sicilia: danni che in tanti sembrano aver dimenticato.

Noi non l’abbiamo dimenticato. E sapete perché? Perché dopo gli incendi che lo scorso Maggio hanno funestato i boschi della Sicilia ci siamo chiesti il motivo per il quale, ad Aprile, il Governo regionale non ha mandato gli operai della Forestale nei boschi della Sicilia a realizzare le opere di prevenzione.

Ci è stato risposto che c’era l’emergenza Coronavirus. Peccato che gli agricoltori ad Aprile (e anche a Marzo) non si sono fermati. Se gli agricoltori hanno lavorato perché non hanno fatto lavorare anche gli operai della Forestale?

Ribadiamo: il fenomeno degli incendi è mondiale e quasi tutte le Regioni italiane sono alle prese con il fuoco delle aree verdi. Ma va anche detto che la Sicilia affronta il problema alla carlona.

Il problema, in verità, sta a monte, in una riforma della pubblica amministrazione regionale sbagliata. Il riferimento è alla riforma del 2009, quando un Governo regionale di presuntuosi ha combinato un gran casino nella gestione dell’ambiente e del verde.

Prima di questa riforma sbagliata tutte le attività legate alla gestione del verde, della prevenzione degli incendi e degli stessi interventi in caso di incendi facevano capo all’assessorato all’Agricoltura e Foreste. Un’organizzazione razionale pensata ai tempi di Piersanti Marratella.

Poi è arrivato il Governo Lombardo, quello con PD e Confindustria Sicilia. Da qui una presuntuosa e confusionaria riforma che ha praticamente distrutto l’Azienda Foreste demaniali della Regione siciliana e ha diviso le competenze sulla gestione del verde tra assessorato all’Agricoltura e assessorato al Territorio e Ambiente.

Per la cronaca, l’assessorato al Territorio e Ambiente è stato istituito all’inizio degli anni ’80 per occuparsi non della gestione dell’ambiente, ma per tutelare l’ambiente dall’arrembaggio delle industrie che inquinavano la nostra Isola. Missione che questo assessorato ha in buona parte fallito: non ha tutelato l’ambiente dalle industrie (basti pensare ai disastri ambientali registrati soprattutto nella Sicilia orientale tra Priolo, Melilli Augusta nel Siracusano, e la Valle del Mela nel Messinese, ma anche la cementeria a due passi da un centro abitato, a Isola delle Femmine, a qualche chilometro da Palermo), non ha tutelato le coste della nostra Isola dall’erosione e – questa è storia dei nostri giorni – non sta tutelando i cittadini siciliani dall’arrembaggio del 5G.

A questo assessorato, noto sin dalla seconda metà degli anni ’80 per le autorizzazioni a ruota libera, è stato affidato, a partire dal 2009, a ‘mezzadria’ con l’assessorato all’Agricoltura, in un contesto di confusione, la gestione del verde. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Sollecitare un agronomo o un dottore in Scienze forestali affinché si realizzino per tempo le opere di prevenzione del fuoco nelle aree verdi ha un senso, perché sono perfettamente in grado di capire l’argomento. Ma come si fa a spiegare a chi non si è mai occupato di questi problemi che gli operai della Forestale devono cominciare a realizzare le opere di prevenzione ad Aprile? A questi signori – e lo diciamo per esperienza diretta – sembra uno spreco di denaro pubblico!

Per questi signori è molto più ‘produttivo’ acquistare elicotteri e aerei, o affittare aerei-anfibi. Così la prevenzione del fuoco va a farsi benedire!

Poniamo una domanda semplice, a proposito dell’incendio di Altofonte. E la poniamo perché, grazie a post su Facebook, siamo riusciti, bene o male, a ricostruire la velocità con la quale il fuoco si è diffuso. La domanda è: nel verde di Altofonte le opere di prevenzione degli incendi – con riferimento soprattutto alla pulizia del sottobosco e alla realizzazione dei viali parafuoco – erano state realizzate? Ci sarà un’inchiesta per appurarlo? 

Chiusa la parentesi di Altofonte, bisogna chiedersi: cosa fare per migliorare il servizio di prevenzione degli incendi in Sicilia? La prima cosa da fare è una riforma per assegnare tutte le competenze legate alla gestione del verde all’assessorato Agricoltura e Foreste. Del verde e di come tutelarlo si debbono occupare i tecnici di questo settore, non gli improvvisati.

Gli operai della Forestale – che nella stragrande maggioranza dei casi non sono mai stati assunti, visto che sono precari a vita – debbono lavorare tutto l’anno, cominciando a presidiare il verde della Sicilia in modo ‘militare’ ad Aprile. Assicurando la presenza degli operai della Forestale nel territorio tutto l’anno i piromani avrebbero vita molto dura. Le opere di prevenzione del fuoco, realizzate già nei primi giorni di Aprile, in caso di incendi, ridurrebbero drasticamente la velocità di propagazione del fuoco.

Non sarebbe la soluzione di tutti i problemi, perché la strategia del fuoco – lo ribadiamo ancora una volta – è internazionale. Ma si assicurerebbe una maggiore tutela dell’ambiente.

Fonte: www.inuovivespri.it






“FORESTALI STAGIONALI A CASA”. MENTRE LA SICILIA VA A FUOCO. LA REPLICA DI TOTÒ CORDARO, ASSESSORE ALL'AMBIENTE: "I RITARDI SONO STATI CAUSATI DAL COVID"


Dal sito livesicilia.it

La replica di Totò Cordaro, assessore all'Ambiente: "I ritardi sono stati causati dal Covid". I PARTICOLARI


L'APPROFONDIMENTO di Antonio Condorelli

CATANIA – “Ogni giorno di agosto, mentre la Sicilia bruciava, 10mila forestali addetti alla manutenzione erano a casa licenziati”. E restando sul divano, il loro costo complessivo, 200milioni di euro l’anno, non cambiava. Sono le parole di Alfio Di Vincenzo, per 35 anni forestale, oggi rappresentante del sindacato Sifus, noto per aver denunciato Crocetta ed essere in prima linea nel nuovo braccio di ferro con Nello Musumeci.

Alla denuncia di Di Vincenzo, si è aggiunta quella di Uil e Uila, che dopo l’incendio che ha lambito Altofonte, hanno annunciato battaglia: “Altofonte brucia, la Sicilia brucia – hanno detto Claudio Barone e Nino Marino, segretari generali di Uil e Uila Sicilia – la Regione intanto resta colpevolmente inerte di fronte alla devastazione del territorio che minaccia cittadini e comunità per mancanza di prevenzione e di squadre antincendio” .

Ma l’assessore al Territorio e Ambiente Totò Cordaro rivendica il lavoro portato avanti: “Ho visto i sindaci piangere e ringraziarci per quello che abbiamo fatto, i sindacati sanno benissimo che la stagione di prevenzione è partita in ritardo solo a causa del Covid”.

Di Vincenzo però è determinato e chiede, al governo Musumeci: “Perché avete lasciato a casa i forestali manutentori ad agosto licenziandoli?”.

Il rischio

“Colpa della pandemia” secondo l’assessore Cordaro, “colpa del governo Musumeci che ha lasciato a casa gli addetti alla manutenzione”, secondo il Sifus. In Sicilia, la prevenzione antincendio e la manutenzione dei boschi rischiano di essere fatte con l’arrivo delle prime piogge, o, addirittura, come è accaduto in passato, alle prime nevicate in alta quota. Al contrario, però, la stagione più calda è trascorsa con una terribile mattanza di boschi e parchi distrutti dal fuoco. “Ci sono 10mila addetti alla manutenzione e 8mila all’antincendio”, spiega Di Vincenzo, “i primi hanno un compito importantissimo, prevenire gli incendi realizzando la pulizia dei boschi e i viali parafuoco”. Opere fondamentali che, però, sono iniziate in ritardo “e all’improvviso sono state arrestate”. Questo ha finito per mettere in crisi il sistema di prevenzione.

Scarsa prevenzione

Realizzare i viali parafuoco vuol dire arrestare gli eventuali incendi, contenerli evitando che vadano in fumo centinaia di ettari, con rischi elevati anche per le persone. “Parliamo di un esercito di stagionali che sa lavorare ma che è stato tenuto a casa – incalza Di Vincenzo – e così, mentre i boschi rischiavano di bruciare, nel momento più caldo dell’anno, il 3 e il 4 agosto, i forestali addetti alla manutenzione venivano licenziati nell’attesa di essere riassunti a settembre o ottobre”.

Addirittura, quest’anno, alcuni gruppi di forestali 51unisti, cioè coloro che fanno 51 giornate di lavoro a stagione, hanno iniziato a operare “tra il 15 e il 20 giugno”.

La pandemia

“La prevenzione – sottolinea l’assessore all’ambiente Totò Cordaro – si fa da gennaio a maggio, perché l’antincendio parte il 15 giugno. A febbraio avevamo approvato la finanziaria, dal 23 è iniziato il lockdown e l’attività preparatoria non si è potuta fare anche perché tra i codici Ateco per la riapertura, il governo Conte aveva dimenticato l’attività di silvicoltura”.

Continua Cordaro: “Eravamo già a fine aprile e il governo intervenne immediatamente. Questi tre mesi non li potevamo recuperare, il gap di prevenzione è stato questo consentendo a quegli assassini di appiccare il fuoco”. L’assessore diventa furioso quando ascolta le critiche del Sifus: “Ma con 216 incendi in un giorno e 44 fuochi appiccati contemporaneamente cosa avremmo dovuto fare? Di cosa parla il Sifus? Per il licenziamento degli addetti alla manutenzione chiedete agli uffici competenti. Mi sento solo di ringraziare – conclude l’assessore – donne e uomini che hanno messo a rischio la loro incolumità. Abbiamo rischiato che il comune di Altofonte andasse in fumo”.

Gli anziani

Al contingente si aggiungono anche i forestali addetti allo spegnimento dei fuochi. Età media “60 anni, pochissimi dispositivi di protezione e mezzi quasi sempre fatiscenti”, ricorda il sindacalista Di Vincenzo. A Messina, in molti piangono per il forestale scomparso tragicamente durante un intervento: aveva 67 anni. Cordaro, però, assicura che è in itinere la nuova gara da 24milioni di euro per i mezzi destinati ai forestali.

I dati

A conti fatti, al momento, i 101unisti “hanno lavorato 42 giorni, i 151unisti 60 giorni e siamo a settembre”, tuona il leader del Sifus.

Inoltre, non è ancora chiaro quando completeranno la stagione i forestali. “Per i 78isti e i 101isti non sappiamo niente – conclude Di Vincenzo, il lavoro grosso l’ha fatto il fuoco, purtroppo”.

Scontro politico

Da Ignazio Corrao del M5S ai sindacati, dall’ex assessore Antonello Cracolici ai sindaci dei territori danneggiati dagli incendi, tutti sul piede di guerra. La tensione sale anche tra le fila dell’esercito di forestali, da sempre utilizzato come serbatoio di voti dalla politica. Gli stagionali sono una delle spine nel fianco del governo Musumeci. Edy Bandiera, con delega all’Agricoltura e l’assessore Totò Cordaro con delega all’Ambiente, lavorano alla nuova riforma.

Bandiera, attraverso il suo staff, contattato da LiveSicilia preferisce non entrare nel merito e non rispondere alle critiche degli ultimi giorni. Tra i nodi da sciogliere ci sono le mansioni e la carenza di personale dei forestali in divisa, che spesso controllano territori vasti ad altissimo rischio: sono 500 in tutta la Sicilia, ma dal prossimo anno scenderanno a 400. Un numero che si contrappone allo sterminato elenco di stagionali.

“Al lavoro per migliorare il sistema”

Toto Cordaro, assessore all’Ambiente, assicura l’impegno del governo Musumeci sul fronte dei forestali, compresi quelli in divisa: “Gli agenti sono 400 su un organico di 1.200, ma questa eredità ce la siamo trovata in ragione del fatto che il governo Crocetta aveva bloccato il turnover, e abbiamo dovuto ridisegnare il fabbisogno su un decreto del 2001. Abbiamo approvato una legge che fa ripartire i concorsi nel corpo forestale. Abbiamo fatto quello che era necessario fare da tempo”.

Il governo Musumeci deve confrontarsi con la difficoltà di rendere operativa una macchina costosa e, spesso, scarsamente produttiva. Tra i nodi anche quello delle risorse. Ma bisogna fare presto, perché la stagione estiva, che non si è ancora conclusa, è stata molto difficile.
2 Settembre 2020

Fonte: livesicilia.it






PALERMO. SU DATA PUNCH LE BUSTE PAGA DI GIUGNO E LUGLIO DEI LAVORATORI ANTINCENDIO E MANUTENZIONE








VENERDI 4 SETTEMBRE ALLE ORE 10.00 - CONFERENZA STAMPA DEL SIFUS CONFALI PER RESPINGERE AL MITTENTE LA RESTITUZIONE DEGLI ARRETRATI CONTRATTUALI


Ricevo e pubblico 
dal Segretario Generale Sifus Confali
Maurizio Grosso

La Segreteria Generale di Sifus Confali, in via Santa Maddalena, 38 in Catania, venerdi 4 settembre alle ore 10.00 , convoca una conferenza stampa in cui rappresenterà le strategie per respingere al mittente la restituzioni degli arretrati contrattuali richiesti ai forestali dall'amministrazione regionale.
Verranno presentati 2 modelli:
1) il primo, dovrà essere sottoscritto in maniera individuale dai lavoratori forestali per impugnare la lettera con la quale l'amministrazione regionale sta chiedendo la restituzione degli arretrati contrattuali 2009- 2009 percepiti tra il 2010 e il 2012;
2) il secondo, contiene una petizione popolare che dovrà essere sottoscritta
attraverso il coinvolgimento di migliaia di lavoratori con la quale si chiede al governo Musumeci e agli assessori regionali all'Agricoltura e al Territorio di bloccare la restituzione degli arretrati contrattuali reperendo i 30 milioni necassari a tal uopo da fondi di bilancio o tramite altre soluzioni.
Maurizio Grosso - Segretario Generale Sifus Confali



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Ogni lavoratore forestale dovrebbe restituire circa 1500 euro alla regione. Sifus Confali: il parlamento siciliano approvi l'emendamento alla finanziaria presentato dall' On. Vincenzo Figuccia per impedire la restituzione degli arretrati contrattuali dei forestali siciliani

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Fi presenta odg su arretrati contrattuali dei forestali, Calderone: “Restituiranno le somme alla regione a partire dal 2023”. Il Blog: cosa vuole fare il governo? Ma cancellate subito questa grande porcata. Così facendo diventerà sicuramente bellissima, complimenti!

Gli On.li Figuccia e Lo Giudice: sono pazzi a chiedere 1500 euro ad ogni lavoratore forestale. Pronti a far le barricate. Video




La partita degli arretrati contrattuali non e'stata mai chiusa! Gli On.li. Figuccia e Lo Giudice dichiaravano che i forestali non dovevano restituire nulla. Infatti con la collaborazione del Sifus avevano presentato anche un emendamento. Ma adesso arriva la diffida legale dei confederali

Aumenti di stipendio agli operai forestali illegittimi, ora dovranno restituirli. Le procedure di recupero scatteranno dal prossimo mese. gli importi dovrebbero essere trattenuti con rate molto contenute



Il caso. Richiesta di arretrati ai forestali siciliani, la Uila: "La regione ha sbagliato"


Anche nelle Madonie sono arrivate le lettere per la restituzione degli arretrati contrattuali 2006/2009 percepiti a suo tempo. Pagare e sorridere 50 euro al mese!!! A tal proposito vi ringraziamo del regalo di ferragosto

Arretrati contrattuali da restituire. l’Ugl ha predisposto una diffida da inviare agli assessorati per bloccare tale procedura di recupero ed è pronta a procedere con i ricorsi giudiziari innanzi il tribunale per farne dichiarare l’illegittimità

Arretrati contrattuali da restituire. Comunicato delle segreterie provinciali Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil Siracusa

Recupero arretrati: diffida di Fai, Flai e Uila all'assessorato regionale Agricoltura. Non si tocchino i soldi dei lavoratori forestali

Sifus confali presenterà al governo Musumeci una petizione sottoscritta da migliaia di forestali per respingere il pagamento degli arretrati contrattuali

Ugl Sicilia. Forestali: il recupero degli arretrati contrattuali a danno dei lavoratori è ingiusto e va bloccato con urgenza

Forestali: il recupero degli arretrati contrattuali a danno dei lavoratori è ingiusto e va bloccato con urgenza


Le segreterie di Fai, Flai e Uila sono seriamente preoccupate dell'arrivo delle lettere che intimano i lavoratori forestali siciliani di restituire gli arretrati contrattuali

Fai, Flai e Uila: gli arretrati contrattuali sono legittimi e sono frutto della trattativa sindacale che li ha riconosciuti ai forestali siciliani. I nostri legali stiamo per inoltrare ricorso in tribunale contro questi provvedimenti

Sifus Confali: dal primo settembre metteremo a disposizione dei lavoratori forestali gli strumenti per respingere la restituzione degli arretrati contrattuali al mittente



Snaf-Fna: respingere la restituzione arretrati contrattuali da parte di tutti i lavoratori forestali siciliani





FIAMME A VAMPOLIERI, CASE EVACUATE. VASTO ROGO NELLE COLLINE DI ACI CASTELLO, INCENDI ANCHE AD ACI CATENA E FICARAZZI


Dal sito www.lasiciliaweb.it

di Tonino Demana. Vasto rogo nelle colline di Aci Castello, incendi anche ad Aci Catena e Ficarazzi

01 Settembre 2020
ACI CASTELLO (CATANIA) – Pomeriggio di fuoco nella collina di Vampolieri, al confine tra Aci Castello e Aci Catena.

Per cause in fase di accertamento (non si esclude la matrice dolosa), un vasto incendio si è sviluppato nel primo pomeriggio, minacciando diverse abitazioni e villette. Incenerita anche una palma secolare.



Le fiamme, alimentate dal forte vento di scirocco, hanno divorato diversi ettari di macchia mediterranea. Una nube densa di fumo è visibile anche da Ognina.

Per motivi precauzionali è stato necessario evacuare alcune case, non sono mancati momenti di tensione per la vicinanza delle lingue di fuoco ad alcune villette che si affacciano su Aci Trezza.


Sul posto stanno operando le squadre dei Vigili del fuoco del distaccamento di Acireale e del distaccamento nord di Catania che, vista la zona impervia, si stanno avvalendo anche di un elicottero.


Altri incendi sono segnalati nella zona della Reitana, ad Aci Catena e a Ficarazzi.