02 settembre 2020

VENERDI 4 SETTEMBRE ALLE ORE 10.00 - CONFERENZA STAMPA DEL SIFUS CONFALI PER RESPINGERE AL MITTENTE LA RESTITUZIONE DEGLI ARRETRATI CONTRATTUALI


Ricevo e pubblico 
dal Segretario Generale Sifus Confali
Maurizio Grosso

La Segreteria Generale di Sifus Confali, in via Santa Maddalena, 38 in Catania, venerdi 4 settembre alle ore 10.00 , convoca una conferenza stampa in cui rappresenterà le strategie per respingere al mittente la restituzioni degli arretrati contrattuali richiesti ai forestali dall'amministrazione regionale.
Verranno presentati 2 modelli:
1) il primo, dovrà essere sottoscritto in maniera individuale dai lavoratori forestali per impugnare la lettera con la quale l'amministrazione regionale sta chiedendo la restituzione degli arretrati contrattuali 2009- 2009 percepiti tra il 2010 e il 2012;
2) il secondo, contiene una petizione popolare che dovrà essere sottoscritta
attraverso il coinvolgimento di migliaia di lavoratori con la quale si chiede al governo Musumeci e agli assessori regionali all'Agricoltura e al Territorio di bloccare la restituzione degli arretrati contrattuali reperendo i 30 milioni necassari a tal uopo da fondi di bilancio o tramite altre soluzioni.
Maurizio Grosso - Segretario Generale Sifus Confali



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Ogni lavoratore forestale dovrebbe restituire circa 1500 euro alla regione. Sifus Confali: il parlamento siciliano approvi l'emendamento alla finanziaria presentato dall' On. Vincenzo Figuccia per impedire la restituzione degli arretrati contrattuali dei forestali siciliani

Forestali, Figuccia: "Una norma per risanare la presunta posizione debitoria"

Finanziaria in Sicilia, Forza Italia presenta emendamento in materia di emolumenti arretrati ai forestali

Fi presenta odg su arretrati contrattuali dei forestali, Calderone: “Restituiranno le somme alla regione a partire dal 2023”. Il Blog: cosa vuole fare il governo? Ma cancellate subito questa grande porcata. Così facendo diventerà sicuramente bellissima, complimenti!

Gli On.li Figuccia e Lo Giudice: sono pazzi a chiedere 1500 euro ad ogni lavoratore forestale. Pronti a far le barricate. Video




La partita degli arretrati contrattuali non e'stata mai chiusa! Gli On.li. Figuccia e Lo Giudice dichiaravano che i forestali non dovevano restituire nulla. Infatti con la collaborazione del Sifus avevano presentato anche un emendamento. Ma adesso arriva la diffida legale dei confederali

Aumenti di stipendio agli operai forestali illegittimi, ora dovranno restituirli. Le procedure di recupero scatteranno dal prossimo mese. gli importi dovrebbero essere trattenuti con rate molto contenute



Il caso. Richiesta di arretrati ai forestali siciliani, la Uila: "La regione ha sbagliato"


Anche nelle Madonie sono arrivate le lettere per la restituzione degli arretrati contrattuali 2006/2009 percepiti a suo tempo. Pagare e sorridere 50 euro al mese!!! A tal proposito vi ringraziamo del regalo di ferragosto

Arretrati contrattuali da restituire. l’Ugl ha predisposto una diffida da inviare agli assessorati per bloccare tale procedura di recupero ed è pronta a procedere con i ricorsi giudiziari innanzi il tribunale per farne dichiarare l’illegittimità

Arretrati contrattuali da restituire. Comunicato delle segreterie provinciali Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil Siracusa

Recupero arretrati: diffida di Fai, Flai e Uila all'assessorato regionale Agricoltura. Non si tocchino i soldi dei lavoratori forestali

Sifus confali presenterà al governo Musumeci una petizione sottoscritta da migliaia di forestali per respingere il pagamento degli arretrati contrattuali

Ugl Sicilia. Forestali: il recupero degli arretrati contrattuali a danno dei lavoratori è ingiusto e va bloccato con urgenza

Forestali: il recupero degli arretrati contrattuali a danno dei lavoratori è ingiusto e va bloccato con urgenza


Le segreterie di Fai, Flai e Uila sono seriamente preoccupate dell'arrivo delle lettere che intimano i lavoratori forestali siciliani di restituire gli arretrati contrattuali

Fai, Flai e Uila: gli arretrati contrattuali sono legittimi e sono frutto della trattativa sindacale che li ha riconosciuti ai forestali siciliani. I nostri legali stiamo per inoltrare ricorso in tribunale contro questi provvedimenti

Sifus Confali: dal primo settembre metteremo a disposizione dei lavoratori forestali gli strumenti per respingere la restituzione degli arretrati contrattuali al mittente



Snaf-Fna: respingere la restituzione arretrati contrattuali da parte di tutti i lavoratori forestali siciliani





FIAMME A VAMPOLIERI, CASE EVACUATE. VASTO ROGO NELLE COLLINE DI ACI CASTELLO, INCENDI ANCHE AD ACI CATENA E FICARAZZI


Dal sito www.lasiciliaweb.it

di Tonino Demana. Vasto rogo nelle colline di Aci Castello, incendi anche ad Aci Catena e Ficarazzi

01 Settembre 2020
ACI CASTELLO (CATANIA) – Pomeriggio di fuoco nella collina di Vampolieri, al confine tra Aci Castello e Aci Catena.

Per cause in fase di accertamento (non si esclude la matrice dolosa), un vasto incendio si è sviluppato nel primo pomeriggio, minacciando diverse abitazioni e villette. Incenerita anche una palma secolare.



Le fiamme, alimentate dal forte vento di scirocco, hanno divorato diversi ettari di macchia mediterranea. Una nube densa di fumo è visibile anche da Ognina.

Per motivi precauzionali è stato necessario evacuare alcune case, non sono mancati momenti di tensione per la vicinanza delle lingue di fuoco ad alcune villette che si affacciano su Aci Trezza.


Sul posto stanno operando le squadre dei Vigili del fuoco del distaccamento di Acireale e del distaccamento nord di Catania che, vista la zona impervia, si stanno avvalendo anche di un elicottero.


Altri incendi sono segnalati nella zona della Reitana, ad Aci Catena e a Ficarazzi.






01 settembre 2020

ROTAZIONE AL COMITATO PROVINCIALE INAIL


Ricevo e pubblico 
dal Componente del Comitato Consultivo Provinciale Inail di Palermo
Michelangelo Ingrassia

"In applicazione del patto di rotazione stipulato a suo tempo da CGIL CISL UIL, l'amico Gaspare Caldarella della CISL è stato designato dalle Segreterie Confederali di Palermo quale candidato a succedermi nella carica di Presidente del Comitato Inail di Palermo. Essendo stato riconfermato componente dell'Organismo collegiale in rappresentanza della UIL, gli rivolgo gli auguri di buon lavoro e gli assicuro massima collaborazione". Lo dice Michelangelo Ingrassia, Componente del Comitato Consultivo Provinciale Inail di Palermo.



L’INUTILE (E COSTOSA) MACCHINA ANTI INCENDIO. VENTIMILA FORESTALI CHE COSTANO 200 MILIONI DI EURO ALL'ANNO, MA GLI ADDETTI ALLA VIGILANZA SONO POCHISSIMI. LA RIFORMA PROMESSA E MAI FATTA DA MUSUMECI


Dal sito palermo.repubblica.it

di ANTONIO FRASCHILLA 01 Settembre 2020
Un esercito senza militari e senza armi contro gli incendi nella terra che ogni anno registra il record di terra bruciata: solo nello scorso fine settimana, tra Altofonte e lo Zingaro, si parla di quasi 2.500 ettari di bosco e macchia mediterranea andati in fumo. Ma contro piromani e criminali organizzati gli addetti del Corpo forestale, le guardie armate che dovrebbero presidiare le riserve e i boschi dell’Isola, sono appena 500: 150 dei quali in ufficio, 350 sul campo. Sui Nebrodi ha appena chiuso per mancanza di personale il distaccamento di Galati Mamertino, in tutta la provincia di Trapani sul campo ci sono appena 15 ispettori.








LA SICILIA NELLA MORSA DEI ROGHI, LA REGIONE VERSO LA DICHIARAZIONE DI STATO DI CALAMITÀ. SI VALUTA ANCHE LO STATO DI EMERGENZA


Dal sito www.blogsicilia.it

01/09/2020
Il governo Musumeci è orientato a proclamare lo stato di calamità e a chiedere a Roma la dichiarazione dello stato di emergenza per gli incendi che hanno distrutto centinaia di ettari di vegetazione nell’ultimo fine settimana. La decisione è arrivata nella seduta della Giunta, tenutasi ieri a tarda serata e convocata per dare una risposta alle comunità colpite dai gravi incendi degli ultimi giorni. Per poter procedere alla dichiarazione di emergenza, il Governo regionale aspetta la relazione sulla stima dei danni alla quale stanno già lavorando quattro dipartimenti regionali: Protezione civile, Corpo forestale, Sviluppo rurale e Agricoltura.


https://www.blogsicilia.it/palermo/incendio-nei-boschi-di-altofonte-sopralluogo-di-musumeci-responsabili-vanno-individuati-perseguiti-con-severita-foto/551352/

Proprio ieri pomeriggio, Musumeci, accompagnato dall’assessore all’Ambiente Cordaro, si è recato ad Altofonte, il Comune più colpito dai roghi, con oltre 900 ettari di vegetazione andati in fumo. Il governatore, accolto dalla sindaca di Altofonte Angela De Luca e da quello di Piana degli Albanesi Rosario Petta, si è intrattenuto alcuni minuti nell’Aula consiliare per poi recarsi nel Bosco della Moarda. Qui Musumeci ha espresso apprezzamento per tutti coloro che si sono prodigati in questa difficile contingenza. “Auspico – dice il presidente – che si possa, con la collaborazione anche dei cittadini, arrivare all’individuazione di questi delinquenti che con una strategia criminale concordata distruggono, in un solo attimo, un patrimonio boschivo formatosi in decenni di cura e attenzione della comunità locale e delle istituzioni”.

I primi cittadini hanno ringraziato il governatore per la tempestività dell’intervento dei mezzi di soccorso regionali, e per la vicinanza dimostrata dal governo dell’Isola alla comunità. “Dobbiamo trarre esperienza per potere eliminare alcune disorganizzazioni o alcuni disguidi verificatisi nelle scorse ore – ha detto Musumeci -. I responsabili devono essere individuati e perseguiti con severità. Nel frattempo ai cittadini dobbiamo dare la sensazione che le istituzioni ci sono. Sono al loro fianco. C’è da ricostruire un patrimonio di vegetazione irrimediabilmente compromesso, e capire cosa fare per evitare che sulle macerie di questa calamità se ne possono accumulare delle altre”.


Fonte: www.blogsicilia.it






VASTO INCENDIO A LIPARI, LE FIAMME MINACCIANO LE ABITAZIONI. SI SOSPETTA CHE SIA DOLOSO, I CARABINIERI HANNO GIÀ AVVIATO LE INDAGINI



Dal sito www.blogsicilia.it

01/09/2020
Un vasto incendio è divampato nella tarda serata di ieri a Lipari. Le fiamme alimentate dal forte vento hanno interessato la zona di Quattropani, Castellaro, Madoro Monte Sant’Angelo e Varesana. Paura tra gli abitanti e i villeggianti delle aree interessate quando le fiamme alte si sono avvicinate a delle abitazioni. Al lavoro per domare il rogo vigili del fuoco, personale del corpo della forestale, volontari e carabinieri che hanno già avviato le indagini. Il sospetto è che l’incendio sia stato doloso. Si prospetta un disastro ecologico nella borgata più alta di Lipari, la più grande isola delle Eolie.

Dopo la nottata di paura, l’incendio a Lipari e’ ripreso nelle località di Castellaro e Monte Sant’Angelo. In azione vi sono il Canadair dei Vigili del fuoco e la Forestale. Si lavora anche per la bonifica dei 10 ettari di macchia mediterranea ridotti in cenere.

Intanto brucia ancora Altofonte (in provincia di Palermo) da 72 ore di fila nonostante la pioggia e le temperature decisamente più basse. Questa mattina sono entrati in azione due canadair che continuano a fare lanci su Cozzo Ferrera la parte della montagna che ieri ha preso fuoco bruciando altri ettari di bosco.
Un vero disastro per uno dei polmoni verdi della provincia che più volte questa estate era stato preso di mira. Gli incendiari hanno appiccato le fiamme in più punti nella serata di sabato quando già i canadair non potevano più alzarsi in volo. E così per tutta la notte il fuoco si è alimentato non lasciando scampo al bosco della Moarda. Adesso non appena sarà spento l’ultimo focolaio si comincerà a fare la conta dei danni.


Ieri il presidente della Regione Nello Musumeci insieme ai tecnici della protezione civile e della forestale ha fatto un sopralluogo nella zona dove sono stati divorati dalle fiamme 900 ettari di bosco. I carabinieri e gli uomini della forestale sin dalle prime ore del rogo sono a caccia degli incendiari che hanno provocato un grave danno al patrimonio boschivo della regione.

(foto tratta da TempoStretto)


Fonte: www.blogsicilia.it






NUOVO COMMISSARIO REGIONALE ALLA CITTÀ METROPOLITANA DI CATANIA. IL SALUTO DI ENZA MELI E DELLA UIL


Ricevo e pubblico
dalla Uil Catania

​“La nomina di Vito Bentivegna a commissario della Città metropolitana di Catania è una buona notizia per  i lavoratori dell’ente e i cittadini della nostra provincia, che potranno contare su un dirigente regionale di riconosciuta competenza professionale ed elevatissimo spessore umano”. Lo afferma la segretaria generale della Uil di Catania, Enza Meli, che aggiunge: “Sappiamo bene quali e quante sono le potenzialità inespresse della Città metropolitana, cui spettano compiti rilevanti per l’effettiva garanzia di fondamentali diritti di cittadinanza a quanti vivono e operano nel nostro territorio. Per questo, auguriamo buon lavoro al neocommissario assicurandogli sin d’ora la nostra disponibilità al confronto e alla collaborazione”.




 

COMMENTI DIFFAMATORI PER I LAVORATORI FORESTALI APPARSI IN UN POST DI UNA NOTA E APPREZZATA GIORNALISTA. MA UN COMMENTO BRUTTISSIMO È ARRIVATO ANCHE NELLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK CHE È STATO CANCELLATO IN RITARDO DALL'AUTORE. ADESSO BASTA NON SE NE PUÒ PIÙ!







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Questo commento invece è apparso nella pagina Facebook del Blog, l'autore l'ha cancellato, ma in ritardo.

Adesso basta, non se ne può più!
Disponibilissimo per eventuali chiarimenti e provenienza dei commenti



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Per chi continuamente attacca i lavoratori forestali

Per chi non lo sapesse, il Blog ha sempre preso le distanze dai criminali piromani, chiunque esso sia! Li ha sempre spifferati e sbattuti in prima pagina, basta solamente dare un occhiata in questo spazio. Non si può per partito preso incolpare ogni volta un'intera categoria, formata dalla stragrande maggioranza da operai onesti. 
Non abbiamo nessunissima colpa se in passato qualche operaio forestale scorretto e indifendibile è stato colto in flagranza di reato. 
Abbiamo sempre sostenuto che se un lavoratore della forestale appicca un incendio deve essere immediatamente processato, condannato con la massima pena e licenziato in tronco!

Chi gestisce questo Blog, ama il proprio lavoro ed è orgoglioso dei lavoratori forestali e della forestale tutta!



Leggi anche:


Incendi: Cgil e Flai Sicilia annunciano esposto a magistratura e querele per chi diffama di forestali “che non traggono alcun profitto dagli incendi ma ne ricavano solo danni”





INCENDI IN SICILIA, IL MOVIMENTO 5 STELLE: “MEZZI DI REAZIONE E PREVENZIONE DELLA REGIONE NETTAMENTE INSUFFICIENTI”. OLTRE ALLA RIFORMA DEGLI OPERAI FORESTALI CHE NE GARANTISCA UN IMPIEGO TUTTO L’ANNO LA SICILIA HA BISOGNO DI STRUMENTI DI PREVENZIONE PIÙ VIRTUOSI


Dal sito www.strettoweb.com

Sicilia. A seguito degli incendi che nei giorni scorsi hanno devastato vaste aree del territorio siciliano il M5S rivendica un confronto in aula all’Ars

31 Agosto 2020 - Alberto Caminiti
“Il tema incendi nella prima seduta d’aula. Musumeci porti piani concreti, i roghi non si fermano con le chiacchiere”. Lo chiede il gruppo parlamentare del Movimento 5 stelle all’Ars per capire quali siano le strategie adottate dalla Regione per difendersi dalla calamità dei roghi che ogni anno inghiottono grandi pezzi di macchia mediterranea e inceneriscono aree dall’enorme valore ambientale.

“Non si può – afferma il capogruppo Giorgio Pasqua – liquidare il tema scaricando le colpe solo ed esclusivamente sui quei pazzi criminali dei piromani, che vanno condannati e additati al pubblico ludibrio, ma la sensazione è che siamo in guerra con le fionde. Checché ne dicano l’assessore Cordaro e il presidente Musumeci, i mezzi di reazione e, soprattutto, quelli di prevenzione, messi in campo dalla Regione sono nettamente insufficienti, come abbiamo denunciato a più riprese in passato. Paghiamo il prezzo di un piano della protezione dei boschi che funziona solo se vengono assegnati i fondi europei: non ci sono soldi a sufficienza nel bilancio della Regione, che però trova i fondi per operazioni alla Dolce & Gabbana, che certo non sarebbero bastati, ma che non andavano certamente pilotati in quella assurda direzione”.

“Oltre ad un piano della forestazione degno di questo nome e di una riforma degli operai forestali che ne garantisca un impiego tutto l’anno – afferma il deputato Giampiero Trizzino – la Sicilia ha bisogno di ammodernare i suoi strumenti di prevenzione e controllo seguendo modelli più virtuosi, come quelli che si avvalgono di torrette dotate di webcam e dei droni. Ho sentito oggi il ministro dell’Ambiente Costa che si è mostrato sensibilissimo sul tema e disposto a parlarne in maniera concreta perché il tema degli incendi vale per la Sicilia, come per altre regioni che in questi mesi sono state messe in ginocchio”.

Fonte: www.strettoweb.com





INCENDI, COLDIRETTI SICILIA: "INDISPENSABILI AZIONI DI PREVENZIONE IN INVERNO". LA CORRETTA MANUTENZIONE AIUTA A TENERE PULITO IL BOSCO E AD EVITARE IL RAPIDO PROPAGARSI DELLE FIAMME IN CASO DI INCENDI". VIDEO


Dal sito gds.it

31 Agosto 2020
Agosto è stato uno dei mesi più devastanti per il territorio siciliano.  Non sono state assolutamente messe n campo attività adeguate per contrastare prima di tutto le azioni  di criminali  che mettono a repentaglio la vita umana devastando intere zone. Lo afferma con Coldiretti Sicilia con riferimento all'incendio che questa notte ha visto Altofonte (Pa) in preda alle fiamme con centinaia di sfollati.

"È chiaro che siamo di fronte ad un vero e proprio piano criminale che distrugge migliaia di ettari di boschi, macchia mediterranea malformando il territorio per sempre.  Occorre avviare piani antincendio già dall' inverno - aggiunge Coldiretti Sicilia - altrimenti come ogni anno siamo costretti a rincorrere le emergenze. Il diffondersi dei roghi è favorito dalle alte temperature anche se il 60% di essi è di origine dolosa, ma è pure effetto della chiusura delle aziende agricole:  Nella maggioranza dei boschi italiani non si trova più la presenza di un agricoltore che – evidenzia la Coldiretti – possa gestirli in un Paese come l’Italia dove più di 1/3 della superficie nazionale è coperta da boschi per un totale di 10,9 milioni di ettari. La corretta manutenzione aiuta a tenere pulito il bosco e ad evitare il rapido propagarsi delle fiamme in caso di incendi".

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it





INCENDI? PROBLEMA MONDIALE. IL FUOCO IN ITALIA E IL ‘CASO’ SICILIA (LEGGERE ATTACCO ALL’AGRICOLTURA). PROVATE A PENSARE – COME PENSIAMO NOI – CHE GLI OPERAI DELLA FORESTALE SICILIANA NON C’ENTRINO PROPRIO NULLA CON GLI INCENDI


Dal sito www.inuovivespri.it

01 Settembre 2020
Negli ultimi anni gli incendi stanno devastando mezzo mondo: Australia, Nord Europa, Siberia, California, Amazzonia. Anche l’Italia è sotto attacco, se è vero che il fuoco sta distruggendo il verde di quasi tutte le Regioni del nostro Paese. La Sicilia non è un caso a sé. Come tutto il Sud Italia subisce l’attacco di chi vuole fare fallire gli agricoltori per scippargli i terreni per quattro soldi. L’ombra della Ue liberista

L’aspetto stucchevole dei giorni dopo i grandi incendi che hanno devastato la Sicilia sono le parole dei politici. I danni, nella nostra Isola, sono stati tanti, a cominciare da Altofonte per proseguire con la Riserva naturale dello Zingaro, fino a Messina. Si parla tanto di piromani, descritti come delinquenti, assassini dell’ambiente e via continuando. Nell’analisi sembra mancare una visione generale di un problema che è globale, proprio come la pandemia di Coronavirus, o come la globalizzazione dell’economia, aspetti diversi d’un’unica crisi.

Il concetto di globalizzazione ci porta a una prima considerazione. Il fenomeno degli incendi sempre più diffusi e sempre più estesi è mondiale. Un anno fa – Agosto 2019 – davanti agli incendi che hanno devastato l’Amazzonia, la Siberia, l’Australia e la California abbiamo ipotizzato una strategia:

“Purtroppo con gli incendi la tentazione di trovare ‘colpevoli’, magari di comodo per fare quadrare gli interessi politici di bottega, è fortissima. Ricordiamo che gli incendi che stanno devastando la Foresta Amazzonica fanno seguito agli incendi che hanno colpito la Russia (in particolare, tre Regioni della Siberia) e gli incendi che hanno colpito la California. E anche l’Australia”.

“Questo nuovo Efesto si dà da fare un po’ ovunque: in America, in Russia, in Australia e nella Foresta Amazzonica. E deve avere anche un particolare legame con la Sicilia e con la Sardegna. Lungi da noi difendere i liberisti che, soprattutto da qualche decennio a questa parte, sono la rovina del mondo in cui viviamo. Ma nutriamo qualche dubbio sul fatto che Bolsonaro, per la frenesia di creare nuovi spazi a chi deve speculare sul territorio brasiliano, sia il responsabile degli incendi nella Foresta Amazzonica. Così come nutriamo dubbi sul fatto che Putin si sia divertito  ad incendiare la Siberia. E, volendo, nemmeno Trump deve essere felice per gli incendi della California. Con molta probabilità, i primi a non capire quello che sta succedendo nel mondo sono proprio i politici. O, forse, qualcuno di loro sa qualcosa che noi non sappiamo“.

Seconda considerazione: il dolo. Davanti agli incendi – che sono quasi tutti di natura dolosa, anche se aiutati dal clima caldo – una buona regola dovrebbe essere quella di provare a capire chi è che ci sta guadagnando qualcosa o che ci guadagnerà in futuro. Se non si parte da questo – considerato che il fenomeno è mondiale – si rischia di non fare molta strada.

In Sicilia, per esempio, dove gli incendi nelle aree veri non sono mai mancati, ma dove sono diventati devastanti negli ultimi sei-sette anni, non sono mancate le analisi sbagliate. Come la semplificazione che vede negli operai forestali i possibili responsabili. Niente di più errato.

Provate a pensare – come pensiamo noi – che gli operai della Forestale siciliana non c’entrino proprio nulla con gli incendi che negli ultimi anni hanno devastato tante aree verdi della Sicilia. Pensate che soddisfazione, per la banda di criminali che sta dietro questi incendi, vedere l’opinione pubblica siciliana e il Governo della nostra Isola che attaccano gli operai della Forestale: non solo hanno incenerito centinaia di ettari di boschi, ma si godono anche lo spettacolo di un’opinione pubblica e di un Governo regionale che, invece di capire quello che sta succedendo, se la prendono con soggetti che non c’entrano nulla!

La stessa cosa provate a pensarla per la Foresta Amazzonica: provate a immaginare che dietro gli incendi di uno dei ‘Polmoni del mondo’ (per la cronaca, la Foresta Amazzonica produce il 20% dell’ossigeno della Terra: ogni tanto) non ci sia Bolsonaro, ma altri interessi, per esempio terroristici: non sarebbe una bella soddisfazione per questi terroristi vedere tanti leader del mondo che attaccano Bolsonaro mentre loro se la ridono?

Dopo di che, attenzione: i liberisti c’entrano pure.

In tutta l’Italia si tagliano alberi per fare posto alle antenne della tecnologia 5G? (VIDEO)

Terza considerazione: partire dalla realtà che ci sta intorno. La prima cosa da fare è partire dalla realtà che ci sta intorno. Abbiamo ricordato gli incendi di grande estensione registrati nella Foresta Amazzonica, in Australia, in Siberia, in California. Non dimentichiamo gli incendi spaventosi che hanno funestato la Svezia nel 2018. Sempre nel 2018 c’è il caldo record in Scandinavia con una catena di incendi paurosi.

Ecco un elemento importante: dal Polo Nord al Polo Sud, passando per l’Equatore, all’aumentare delle temperature aumentano gli incendi. Fenomeno naturale, si dirà. Naturale fino a un certo punto, però: perché la vastità delle fiamme in ragione del clima non è stato un fatto molto naturale: c’è il dubbio che qualcuno sia intervenuto per propagare il fuoco. E questo è un dubbio che – lo ribadiamo – riguarda tante aree del mondo.

Leggendo i commenti in Sicilia, dopo l’incendio di Altofonte – sicuramente spaventoso – si ha la sensazione che il problema riguardi solo la nostra Isola. Non è così. Qui di seguito trovate la situazione degli incendi in questi tutte le regioni italiane:

QUI UNA SERIE DI ARTICOLI SUGLI INCENDI DI BOSCHI DI CALABRIA  

4200 incendi in Puglia (quasi nessuno spontaneo), la Protezione civile prova a salvaguardare boschi. Pronto il piano per il Gargano

LA SERIE DI INCENDI IN BASILICATA 

Incendi boschivi in Campania, oltre 236 dall’inizio dell’anno: 12 le persone denunciate

Molise devastato dagli incendi, il Presidente: “Ancora non è finita ma grande lavoro di squadra”

CRONACA DEGLI INCENDI BOSCHIVI IN ABBRUZZO

GLI INCENDI IN TOSCANA

SITUAZIONE INCENDI BOSCHIVI IN EMILIA ROMAGNA

QUI TROVATE UNA SERIE DI ARTICOLI SUGLI INCENDI BOSCHIVI NELLE MARCHE 

INCENDI BOSCHIVI IN VENETO

GLI INCENDI BOSCHIVI IN PIEMONTE 

GLI INCENDI BOSCHIVI IN SARDEGNA

GLI INCENDI BOSCHIVI IN LOMBARDIA

Ci sono anche gli incendi boschivi in Francia (come potete leggere qui). E incendi boschivi in altri Paesi europei.

Tornando all’Italia, poniamo una domanda a tanti cittadini siciliani che, sulla rete, hanno attaccato gli operai della Forestale: pensate veramente che i responsabili di questi disastri ambientali siano i forestali? Non vi sfiora l’idea che, dietro questi incendi – che riguardano quasi tutte le Regioni italiane e altri paesi del mondo – ci possa essere una regia? Il fatto che sembra quasi impossibile trovare chi appicca il fuoco non ci dovrebbe fare riflettere?

Andiamo alle domande e alle possibili risposte.

Se dietro questi incendi c’è una regia, ebbene, è evidente che dietro ci debbono essere interessi. Se il fenomeno è globale, è evidente che ci possono essere interessi globali. Ma nella globalità ci possono essere poi delle specificità territoriali.

Noi non abbiamo la sfera di cristallo. Ci limitiamo soltanto a qualche ipotesi.

La prima ipotesi è che gli interessi che stanno dietro al fuoco possono essere di natura economica o geopolitica. Noi non crediamo che dietro le fiamme che hanno devastato mezzo mondo, che hanno devastato il verde tante regioni italiane e, quindi anche la Sicilia, ci siano dei semplici piromani.

La nostra idea e che, dietro gli incendi dei boschi – lo ribadiamo – ci sia una strategia globale che si articola in tante iniziative territoriali.

“LA SOCIETA’ OPULENTA” DI GALBRAITH – Perché il fuoco? Perché con il fuoco si possono cambiare gli equilibri geopolitici. C’entra il liberismo che oggi sta provando a conquistare il mondo? Probabilmente sì, ma non una spiegazione contenuta in un saggio del grande economista americano di origini canadesi, John Kenneth Galbraith. Il saggio è stato pubblicato nel 1958. Il titolo è La società opulenta. 

In questo saggio Galbraith demolisce i miti dell’economia politica tradizionale e, in particolare, il mito del liberismo economico. E spiega che i liberisti, in realtà, non sono altro che soggetti che, utilizzando l’economia di mercato a proprio uso e consumo, puntano ad eliminare gli avversari per diventare monopolisti, cioè proprietari di tutto. 

Che è quello che sta succedendo – per esempio – con l’agricoltura del Sud Italia. I liberisti dell’Unione europea stanno utilizzando la globalizzazione dell’economia (e le stesse leggi italiane sul lavoro nero) per distruggere l’agricoltura del Sud Italia e impossessarsi, per quattro soldi, dei terreni degli agricoltori del Sud Italia. La vicenda del grano duro del Sud Italia e siciliano, in questo senso, è paradigmatica.

E’ un caso se il fuoco, nel mondo, colpisce prevalentemente i Paesi che si oppongono all’ideologia criminale dei liberisti? Putin si oppone al liberismo. L’America di Trump si oppone al liberismo. Le socialdemocrazia del Nord Europa cercano di resistere al liberismo.

L’Italia, Paese ormai alla deriva, fa storia a sé. E’ un caso se l’Italia subisce, contemporaneamente, una sorta di invasione dei migranti e gli incendi a ripetizione in tante Regioni? Il fatto che non si parli degli incendi in tante Regioni italiane fa sparire il problema? Semmai a mancare è l’informazione sull’andamento generale del fenomeno.

E arriviamo, così, alla Sicilia, che fa storia a sé. Chi legge I Nuovi Vespri non dovrebbe avere dubbi sul fatto che l’agricoltura siciliana sia sotto attacco. E chi conosce un po’ la storia economica della nostra Isola non può non chiedersi perché è ‘vietato’ far fruttare le miniere di zolfo e, soprattutto, di le miniere solfato di potassio della Sicilia. Così come non si capisce il perché, negli ultimi anni, una forza misteriosa e oscura ha frenato il rilancio della Terme di Sciacca e di Acireale. O perché i tedeschi della Lidl hanno potuto aprire in Sicilia oltre 50 Centri commerciali.

Le fiamme che stanno distruggendo il verde della Sicilia rientrano nella ‘colonizzazione’ in atto? Un fatto è certo: con la globalizzazione dell’economia i signori della Ue stanno distruggendo l’agricoltura siciliana. L’obiettivo è portare gli agricoltori dell’Isola con l’acqua alla gola.

Ma qualcosa non sta funzionando. Perché, nonostante tutto – nonostante i controlli a tappeto e nonostante i tentativi di di distruggere le tre coltivazioni tipiche della Sicilia; grano duro, vite da vino e olio d’oliva – gli agricoltori siciliani resistono.

L’obiettivo, l’abbiamo già sottolineato, è distruggere il reddito degli agricoltori e, contestualmente, fare in modo che il prezzo dei terreni diminuisca. Il fuoco nelle aree verdi della nostra Isola, piaccia o no, deprezza i terreni e impoverisce il territorio.

Bisognerà capire, adesso, come reagirà la politica siciliana.

Gli incendi in Amazzonia, in Siberia, in California e in Australia

Fonte: www.inuovivespri.it





LA DICHIARAZIONE. EMERGENZA INCENDI, BANDIERA: “IN SICILIA ASSICURATA LA PREVENZIONE NONOSTANTE IL COVID”


Dal sito www.ilsicilia.it

31 Agosto 2020
“La Sicilia è in piena emergenza incendi ma abbiamo regolarmente assicurato l’attività di prevenzione“. Cosi’ l’assessore regionale per l’Agricoltura, Edy Bandiera, sottolineando in una nota come “mentre si continua a lottare contro i tanti roghi ancora accesi è già partita la corsa da parte di chi, come Erasmo Palazzotto, va alla ricerca delle responsabilità politiche e delle inefficienze gestionali che avrebbero portato a questa vera e propria devastazione del territorio siciliano”.

“Non c’è stato alcun rallentamento delle attività di prevenzione, nonostante i ritardi determinati dalle misure anti Covid – spiega l’assessore Bandiera -. Misure che sono state volute dal governo nazionale, sostenuto da Palazzotto, e che hanno portato la Sicilia ad approntare uno specifico protocollo attuativo condiviso e sottoscritto con tutte le parti sindacali confederali ed autonome. E nonostante tutto, proprio quest’anno, abbiamo notevolmente incrementato le attività meccanizzate così da accelerare ed efficientare al meglio l’esecuzione dei lavori di prevenzione previsti per maggio e completati regolarmente, così come previsto specificatamente nel protocollo sottoscritto con il Corpo Forestale, per la salvaguardia del patrimonio boschivo siciliano dal rischio incendi. Mi pare superfluo sottolineare e ricordare che fino all’anno 2017, le attività di prevenzione avevano iniziato soltanto tra giugno e luglio e non nel mese di maggio, cosi’ come abbiamo programmato e realizzato in questi anni”.

Ma vi è di più: “Palazzotto forse sconosce che le opere preventive degli operai forestali prevedono la ripulitura e il diserbo delle fasce tagliafuoco perimetrali, dalle erbacce, così da evitare che le fiamme possano aggredire il demanio forestale o delle aree protette. Ma nulla possono – precisa l’assessore Edy Bandiera – contro gli intenti criminali di quanti appiccano i roghi nelle ore serali, quando i canadair non volano più e soprattutto se vengono appiccati intenzionalmente – da vari punti – direttamente dall’interno del demanio forestale e con il vento di scirocco a favore”.

“Vanno severamente scovati e perseguiti quanti appiccano dolosamente quegli incendi che, annualmente, inghiottono ettari ed ettari di boschi, arrivando a lambire da vicino anche delle abitazioni che si è reso necessario evacuare“, prosegue Bandiera.
“Ai nostri 10.000 operai messi in campo da maggio per la realizzazione dei viali parafuoco, la personale regionale dell’antincendio, ai vigili del fuoco, ai volontari della protezione civile – conclude l’assessore Bandiera – deve giungere un sentimento di sincera gratitudine per gli sforzi fatti e per la disponibilità messa in campo in queste ore per contrastare i tanti roghi che stanno arrecando danni inestimabili al patrimonio naturalistico siciliano”.

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Fonte: www.ilsicilia.it





LA SICILIA BRUCIA, È ORA DI DIRE BASTA E DI ALZARE LA TESTA


Dal sito parcodeinebrodi.blogspot.com

01 Settembre 2020
La Sicilia brucia, è ora di dire basta e di alzare la testa! Un appello a tutte le realtà culturali, scientifiche, associative e civiche siciliane.

Palermo 31.08.20 La nostra terra non può più sopportare ferite così mortali. Gli incendi che di nuovo hanno colpito in questi giorni i boschi siciliani erano ampiamente attesi dalle previsioni meteorologiche e da un’allerta rossa della Protezione Civile. Fin dal mese di maggio aree tra le più importanti del patrimonio naturalistico e boschivo del territorio regionale sono state devastate da incendi che si sono caratterizzati per la facilità con cui si sono propagati e per il ritardo e l'inefficacia delle azioni di spegnimento, che hanno permesso ai focolai iniziali di allargarsi e di devastare aree enormi prima di essere domati. I danni ai beni privati come ai beni comuni sono enormi, incalcolabili. Oltre alla perdita del valore economico dei boschi e delle aree percorse, ogni incendio è perdita di flora, di fauna, di una biodiversità già pesantemente minacciata dal cambiamento climatico e dal degrado del territorio.

Ogni incendio aggrava la vulnerabilità del territorio, si traduce in aumento dei fenomeni erosivi e del dissesto idrogeologico, diminuisce la capacità del suolo di trattenere l'acqua compromettendo la disponibilità di risorse idriche nei fiumi, nelle sorgenti e nelle falde sotterranee.
Ogni incendio emette migliaia di tonnellate di CO2 aggravando ulteriormente i cambiamenti climatici, con un meccanismo di feedback che vanifica gli sforzi di riduzione delle emissioni climalteranti in tutti gli altri settori.
Ogni incendio devasta paesaggi costruiti dalla natura e dall’uomo in secoli di paziente modellazione del territorio e compromette lo sviluppo di sentimenti di custodia e tutela che la bellezza dell’ambiente ispira.

È necessario riconoscere e superare i limiti dell’attuale organizzazione antincendio dichiarando la difesa dei boschi e della vegetazione una priorità assoluta dell’amministrazione regionale. Rivedere e rafforzare tutti gli strumenti del Piano antincendi boschivi costruendo un sistema credibile che non resti sulla carta ma che sia realisticamente in grado di risolvere tutte le criticità del sistema attuale con il coinvolgimento delle comunità locali, della società civile, del volontariato. È necessario superare una gestione burocratica e verticistica che si è dimostrata del tutto inadeguata alla necessità di una tutela diffusa e partecipata.

L'appello che il Forum siciliano dei movimenti per l'Acqua ed i Beni Comuni rivolge a tutte le realtà culturali, scientifiche, associative e civiche siciliane è a redigere insieme un piano partecipativo di prevenzione e di intervento che parta dai territori per la tutela degli stessi, se necessario a promuovere l'integrazione della legislazione esistente, ma ad alzare la testa, ribellandosi con forza alla distruzione della nostra terra costruendo e sostenendo insieme un'alternativa concreta.

Fonte: parcodeinebrodi.blogspot.com





I CRIMINALI DEL FUOCO ALL’ATTACCO DELLA SICILIA, INCENDI ANCHE CONTRO LE AREE PROTETTE


Dal sito www.greenreport.it

31 Agosto 2020

Appello di Federparchi: servono maggiore prevenzione e mezzi di investigazione

Di fronte agli incendi dolosi che stanno ancora una volta devastando la Sicilia, mettendo a rischio anche centri abitati il 30 agosto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci ha detto che «E’ stata una notte difficile. Ho convocato il governo della Regione per una riunione urgente. I criminali che hanno appiccato il fuoco ad Altofonte, in sei punti diversi e a favore del vento, hanno compiuto un atto violento che sta pagando una intera popolazione. Per tutta la notte oltre 150 uomini dei vigili del fuoco, della Protezione civile e del Corpo forestale hanno lavorato e continuano a lavorare senza tregua. Tutta la mia gratitudine». Anche se poi la riunione della giunta regionale siciliana – duramente criticata nelle settimane scorse dalle associazioni ambientaliste per non aver messo in piedi la macchina di prevenzione e anti-incendio nei tempi giusti –  sembra essersi occupata soprattutto degli sbarchi dei migranti e di riattizzare lo scontro col governo nazionale in vista delle prossime elezioni.

Ma che la situazione incendi sia gravissima lo chiarisce un intervento del presidente di Federparchi Giampiero Sammuri: «Ancora una volta assistiamo a incendi devastanti appiccati da mani criminali che distruggono anche parchi ed aree naturali protette. Quello nella riserva dello Zingaro, una delle aree protette più belle d’Italia, è un atto criminale che fa pensare a precise strategie contro le aree dove la natura è tutelata, e si aggiunge alla catena di incendi che sta devastando tutta la Sicilia. Siamo preoccupati e chiediamo interventi urgenti per la prevenzione ed iniziative per il potenziamento delle attività di indagine al fine di trovare i colpevoli».

Già il 9 agosto, intervenendo alla marcia per dire “No agli incendi” dei boschi siciliani organizzata da 40 associazioni dopo l’incendio del Monte Cofano, Gianfranco Zanna Presidente Regionale di Legambiente Sicilia, aveva ricordato la marcia del 18 maggio 1980 alla riserva dello Zingaro, che portò numerosissime persone a sfilare per Salvare quella che è diventata la prima riserva naturale in Sicilia. Per Zanna, 40 anni dopo, «Non si può più accettare questa inerzia e questa passività, una conseguenza dei cambiamenti climatici è il fatto che gli incendi non interessano più solamente il mese di Agosto a causa venti caldi da Sud, ormai ci sono incendi negli altri mesi Aprile, Maggio e sempre più spesso, bisogna prendere coscienza che questi delinquenti che appiccano le fiamme stanno bruciando il futuro di intere generazioni, stanno cancellando la speranza di tutti i Siciliani onesti, ribadisce che è necessario e urgentissimo avviare subito una seria strategie di lotta agli incendi, che integri prevenzione, sensibilizzazione, controllo del territorio e sorveglianza, spegnimento e repressione, che coinvolga seriamente i diversi soggetti interessati (Corpo Forestale, Assessorati Agricoltura e Territorio, riserve naturali, sindaci, comunità locali, associazioni ambientaliste, Università, …), che scardini mentalità e comportamenti arcaici e conniventi».

Oggi la Regione Siciliana annuncia che «Un incendio divampato nell’area del Malophotos ha interessato sabato mattina l’Area archeologica di Selinunte. Le fiamme, prontamente individuate dal personale che opera all’interno del Parco che ha dato l’allerta, sono state immediatamente circoscritte grazie all’azione congiunta della direzione che ha operato in stretto collegamento con i vigili del fuoco, i carabinieri e la Forestale, intervenuta con Canadair e squadre antincendio. La pulizia delle Aree archeologiche e la ripulitura dalle erbacce in prossimità del periodo estivo è stata, a partire dal proprio insediamento, una delle iniziative su cui l’assessore dei Beni culturali e dell’identità siciliana, Alberto Samonà, è stato più pressante, nella consapevolezza che i mesi estivi avrebbero potuto mettere sotto stress il territorio della Sicilia in cui insistono molte aree di pregio storico e culturale.
Interventi che si sono dimostrati necessari a contenere le fiamme, che hanno interessato solo una parte della macchia mediterranea, risparmiando l’intera zona alberata che fa da splendida cornice all’impianto archeologico».
Bernardo Agrò, direttore del Parco di Selinunte, sottolinea che «L’intervento tempestivo del personale del Parco e la collaborazione generosa e pronta di vigili del fuoco, carabinieri e Forestale hanno scongiurato il peggio. L’incendio ci ha costretti a liberare dai visitatori l’area dell’Acropoli e a interdire, per motivi di sicurezza, lo spazio, a eccezione della collina orientale fino al Baglio Florio. Per fortuna, la tempestività dell’azione e la collaborazione con le forze dell’ordine e i servizi antincendio hanno scongiurato il peggio e ci hanno permesso di tornare ad aprire il Parco ai visitatori già sin dal primo pomeriggio».

Fonte: www.greenreport.it





31 agosto 2020

IL COMUNE DI ALIA (PA) COMUNICA CHE SONO STATE PUBBLICATE LE GRADUATORIE DEFINITIVE DI SCORRIMENTO FORESTALI ANNO 2020 - L.R. 5/2014 E S.M.I. DEI DISTRETTI IV E VII


Dal sito www.comune.alia.pa.it

Si porta a conoscenza di tutti  i lavoratori  interessati  che  e stato   pubbllcato I'elenco  definitivo  delle graduatorie forestali   di cui all'art.12  della L.R. 5/14, trasmesse con  notaprot.53982 del 28/08/2020 dal Dirigente  del Servizio  XIII C.P.I. Via Praga,29 Palermo e sono  visionabili  sul sito  del Dipartimento Lavoro, sessione  Forestale,  dalla data odierna.

Si precisa,  inoltre,  che  eventuali  ricorsi   potranno  essere  esperiti  in via amministrativa e/o in sede giurisdizionale, nei modi e nei termini  di legge. (prot.n.54252 del 31 agosto 2020).

in pubblicazione all'Albo Pretorio dal 31-08-2020 al 15-09-2020 (reg. 979/2020)


Fonte: www.comune.alia.pa.it




PRESENTATO ESPOSTO AL PROCURATORE DI TRAPANI SUGLI INCENDI DELLO ZINGARO E DI SAN VITO LO CAPO


Dal sito www.alqamah.it

Marcello Contento - 31 Agosto 2020
E’ stato appena presentato un esposto indirizzato al Procuratore della Repubblica di Trapani in cui si chiede l’avvio di indagini immediate, in considerazione degli ultimi fatti di cronaca, sulla pista dolosa degli incendi avvenuti nell’area dei monti di San Vito Lo Capo e Castellammare del Golfo.

I giorni 29 e 30 scorsi – si legge nell’esposto alla Procura – diversi incendi si sono sviluppati in tutta l’area dei monti di San Vito Lo Capo nell’area del Golfo del Cofano (Makari, Castelluzzo, Baia Santa Margherita, etc) complici le condizioni meteo le fiamme si sono estese a quasi tutta la penisola dei Monti di San Vito (Zona di Protezione Speciale e Zona Speciale di Conservazione dell’Unione Europea) interessando tra l’altro nella giornata di domenica anche tutta la riserva dello Zingaro che si accinge nei prossimi mesi a celebrare i 40 anni della sua istituzione. Sembrerebbe chiara l’origine umana in considerazione che le notizie stampa narrano di inneschi in più punti. Si chiede pertanto, un intervento urgente da parte di codesta procura, al fine di individuare gli eventuali responsabili del disastro ambientale ed economico per un intero territorio, così come previsto dalla legge 68 del 2015 e dagli artt 733/bis e 727/bis del Codice Penale, e gli interessi che possono nascondersi dietro tali atti in considerazione che la distruzione di questi habitat naturali oltre ad avere ricadute immense in termini di danni ambientali ha ed avrà nei mesi a seguire anche non indifferenti ricadute in termini economici per una vasta area che ha fatto della riserva dello zingaro e della tutela della natura la sua forza di attrazione.

L’esposto è stato firmato dall’Associazione FareAmbiente Lab di Alcamo (Annalisa Guggino), dalla SIgea Sicilia (Girolamo Culmone) e dalla Lega Navale sez. Castellammare del Golfo (Giuseppe Stabile).


Fonte: www.alqamah.it






FORESTALI. CRACOLICI: ALL’ARS PROPOSTA PD PER RIFORMA SETTORE E RAZIONALIZZAZIONE LAVORATORI. IL BLOG: GLI OPERAI FORESTALI PERÒ VOGLIONO LAVORARE TUTTO L'ANNO! NON TUTTO L'ANNO CON LE STESSE GIORNATE PER COME SI EVINCEVA IN UNA SUA BOZZA E PER COME FORSE VOLETE


Dal sito www.pdars.it

31 Agosto 2020
“Oggi più che mai è necessario un progetto di riforma del settore forestale in Sicilia che preveda una razionalizzazione del lavoro per i circa 20 mila addetti del settore, con turnazioni che coprano l’intero anno solare, e metta in campo efficaci politiche di prevenzione antincendio”. Lo dice Antonello Cracolici primo firmatario del disegno di legge di riforma del settore forestale, sottoscritto da tutti i parlamentari del gruppo e presentato oggi all’Ars per essere esaminato dalle commissioni di merito.
“Non è ammissibile che accada, come in questi giorni, che nel momento di maggiore necessità, l’amministrazione regionale non sia in grado di utilizzare nell’emergenza incendio i lavoratori del settore perché i contratti stagionali sono scaduti. E’ indispensabile, invece, – prosegue Cracolici – una diversa organizzazione del lavoro che preveda l’impiego dei lavoratori dal primo gennaio al 31 dicembre di ogni anno, in modo tale da consentire all’amministrazione regionale di programmare interventi di prevenzione ed affrontare le emergenze contando sulla presenza costante della manodopera. Il progetto di riforma che abbiamo presentato – continua- prevede la costituzione di una nuova agenzia per le attività forestali, rurali e territoriali che coinvolgendo la platea di circa 20 mila forestali, – si occupi di forestazione e gestione di boschi e riserve nelle aree demaniali, programmazione e gestione produttiva del patrimonio boschivo. Una razionalizzazione che abbandonando le vecchie logiche dei centocinquantunisti”, “centounisti” ed “settantottisti” consenta, attraverso l’impiego semestrale, quadrimestrale e trimestrale, in più turni durante il corso di tutto l’anno, un miglior utilizzo dei lavoratori non in termini numerici strettamente assoluti, ma in relazione a ciascuna tipologia di intervento. L’obiettivo della proposta di legge – conclude – il parlamentare Pd – è proprio quello di mettere ordine tra le innumerevoli norme di settore, intervenute negli anni in maniera poco organica, e meglio ridistribuire le competenze tra i diversi rami dell’amministrazione regionale e meglio impiegare i lavoratori, perché non accada più che in caso di incendio la Regione in assenza di personale in servizio, sia costretta ad assistere impotente alla distruzione del nostro patrimonio boschivo”.


Fonte: www.pdars.it