08 ottobre 2020

DIRITTI E TUTELE PER I BRACCIANTI AGRICOLI. L'OBIETTIVO DEL SIFUS È QUELLO DI RIVENDICARE I DIRITTI DEI LAVORATORI AGRICOLI ED ALLONTARE LA PALUDE DEL LAVORO NERO E GRIGIO



Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale del Sifus Confali
Maurizio Grosso 

Il gruppo dirigente di Sifus Confali, terrà venerdi 9 ottobre alle ore 10.00, presso la segreteria generale di via Santa Maddalena 38 in Catania, una conferenza stampa per presentare la campagna pro diritti e tutele per i braccianti agricoli privati.
Verranno individuati alcuni comuni ad alta intensità bracciantile della provincia di Catania e nelle prossime settimane, i dirigenti sindacali si recheranno nei luoghi dove i braccianti, tra le ore 4:30 e le ore 5.00 del mattino, si incontrano prima di partire per raggiungere il posto di lavoro. Lì, verrà consegnato loro, un volantino in cui si evidenziano i principali diritti e le tutele che per contratto gli spettano.
L'obiettivo del Sifus, è quello di consentire che i braccianti acquisiscano maggiore consapevolezza dei loro diritti e si oppongano con forza al tunnel del lavoro nero e grigio.
La campagna pro diritti e tutele per i braccianti si concluderà, a fine ottobre, con un assemblea pubblica di massa, che contribuirà sicuramente ad arricchire la proposta del sifus per un "piano di rilancio del settore" .
Tale piano, verrà consegnato successivamente al Ministro del Lavoro, Catalfo e a quello dell'Agricoltura, Bellanova.
Alla conferenza stampa oltre che i dirigenti storici del Sifus, Lino Masi, Alfredo La Delfa, Tino Scarvaglieri, Angelo Tomasello, Alfredo Di Vincenzo, Santo Terranova, ecc, parteciperanno alcune figure istituzionali vicinissime al Sifus medesimo, quali l'Assessore all'Agricoltura di Paternò, Salvo Tomasello, il consigliere comunale di Adrano, Tino Perni e il Presidente del Consiglio Comunale di Palagonia, Francesco Fazzino.
Maurizio Grosso Sifus Confali




LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DELL’AGROALIMENTARE HANNO DIRITTO AL RINNOVO DEL CONTRATTO! AGLI OPERAI FORESTALI SCADUTO IL 31/12/2012


Dalla pagina Facebook
Flai-Cgil Nazionale

📢 ⚠️ NELLA NOSTRA CATEGORIA SONO OLTRE 1 MILIONE E 300MILA LE LAVORATRICI E I LAVORATORI IN ATTESA DEL RINNOVO DEL CONTRATTO:
🔺Consorzi agrari: 2mila e 500 addetti - scaduto il 31/12/19
🔺Allevatori: 3mila addetti - scaduto i 31/12/2010
🔺Cooperazione alimentare: 50mila addetti - scaduto il 30/11/2019
🔺Panificatori: 60mila addetti - scaduto il 31/12/2018
🔺Artigiani: 100mila addetti - scaduto il 31/12/2018
🔺 CONFAPI: 30 mila addetti - scatto il 30/06/2020
🔺 Pesca, contratto non imbarcati: 2mila addetti - scaduto il 31/12/2017
🔺Impiegati agricoli: 30mila addetti - scaduto il 31/12/2019
🔺CPL: 1milione di addetti - scaduti il 31/12/2019
🔺 Ortofrutta: 4mila addetti - scaduto il 31/12/2019
🔺 Forestali: 50mila addetti - scaduto il 31/12/2012
🔺Industria alimentare: 150mila addetti nelle aziende che non applicando il CCNL del 31 luglio scorso

Le lavoratrici e i lavoratori dell’agroalimentare hanno diritto al rinnovo del contratto!




FLAI E INCA: INPS DEVE EROGARE PER ANNO SUCCESSIVO LA DISOCCUPAZIONE AGLI OTI LICENZIATI A FINE ANNO


Dal sito www.flai.it

07/10/2020

Pubblicata la Sentenza della Corte di Appello di Milano, una vittoria per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori

“E’ stata pubblicata la Sentenza della Corte di Appello di Milano che finalmente porta a conclusione definitiva il contenzioso, durato più di un decennio, volto a far riconoscere anche ai lavoratori agricoli a tempo indeterminato (OTI) licenziati il 31 dicembre dell’anno, l’indennità di disoccupazione agricola per l’anno successivo a quello del licenziamento.

La sentenza rappresenta un grande risultato della battaglia che come FLAI insieme all’INCA abbiamo avviato da tempo”. Lo dichiarano in una nota congiunta la Flai Cgil nazionale e l’Inca nazionale.

“La vicenda – spiegano Flai e Inca – inizia con una causa pilota di due lavoratori agricoli che proprio perché licenziati a fine anno, il 31 di dicembre, restavano privi di qualsiasi tutela contro lo stato di disoccupazione involontaria nel quale venivano a trovarsi. Ricordiamo che tali lavoratori sono soggetti esclusi, per norma di legge, dall’accesso all’indennità di disoccupazione ordinaria (Naspi). A nostro parere questa interpretazione della norma rappresentava una grave discriminazione tra lavoratori, motivo che ci ha spinti, insieme all’Inca ad intraprendere la via giudiziaria fino ad arrivare alla Corte Costituzionale.

Sulla materia la Corte Costituzionale si è espressa dando una diversa interpretazione delle disposizioni vigenti in materia. La Corte, confermando che la mancanza di tutela per tali lavoratori determina effettivamente una discriminazione di questi rispetto alla generalità dei lavoratori dipendenti, individua le modalità con le quali debba essere loro concesso il trattamento di disoccupazione. Successivamente la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso proposto dai due lavoratori, rinviando la causa alla Corte d’Appello di Milano per stabilire i criteri di concessione, che ha emanato la citata sentenza”.

“Ancora una volta – conclude la nota – l’impegno sindacale e legale è stato fondamentale per il riconoscimento dei diritti costituzionali dei lavoratori. Adesso attendiamo che l’INPS decida di recepire e mettere in atto quanto deciso in sede giudiziaria”.

Fonte: www.flai.it





RESOCONTO INCONTRO SIFUS - UST DI SIRACUSA

Dalla pagina Facebook
Sifus "Sindacato Forestali uniti per la Stabilizzazione"







IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, GIUSEPPE CONTE, HA ILLUSTRATO IN UN PUNTO STAMPA LE NUOVE MISURE DI CONTRASTO AL CONTAGIO DA COVID-19 ADOTTATE DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI. ASCOLTA E LEGGI


Dal sito www.governo.it

Punto stampa del Presidente Conte

7 Ottobre 2020
"Abbiamo approvato - ha dichiarato il Presidente -  un nuovo decreto-legge. Decreto-legge che è stato elaborato e concepito per affrontare questa nuova fase. C'è una risalita della curva di contagio di qui, quindi, la deliberazione di prorogare lo stato di emergenza al 31 gennaio dell'anno prossimo.
Inoltre, abbiamo ritenuto opportuno, e anche necessario, recuperare quel rapporto tra Stato e Regioni che avevamo costruito anche nella fase più dura. D'ora in poi le Regioni potranno adottare misure più restrittive rispetto a quelle adottate a livello nazionale, invece saranno limitate nell'adozione di misure di allentamento. Lo potranno fare solo d'intesa con il Ministro della Salute".

"Abbiamo inoltre introdotto una misura più rigorosa per affrontare questa fase", ha proseguito Conte "perché vogliamo in tutti i modi evitare nuove misure restrittive per le attività produttive e per le attività sociali". Dalla data di entrata in vigore del decreto-legge, sarà infatti obbligatorio avere sempre con sé i dispositivi di protezione delle vie respiratorie (mascherine) e indossarli sempre, non solo nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, come già in passato, ma più in generale nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e anche in tutti i luoghi all’aperto, "a meno che non si non ci si trovi in una situazione di continuativo isolamento". 

Restano esclusi da tali obblighi i bambini di età inferiore ai sei anni, i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina e coloro che per interagire con questi ultimi versino nella stessa incompatibilità. Inoltre, l’uso della mascherina non sarà obbligatorio durante lo svolgimento dell’attività sportiva.

Il Presidente infine ha invitato tutti i cittadini ad una maggiore attenzione nell'uso della mascherina anche all'interno delle proprie abitazioni quando si ricevono conoscenti e familiari non conviventi al fine di proteggere le persone più fragili.




07 ottobre 2020

ILLUSTRATA ALL'UGL SICILIA LA PROPOSTA DI LEGGE PER FAR RIENTRARE GLI OPERAI FORESTALI TRA I LAVORI USURANTI. IL PROSSIMO PASSO SARÀ QUELLO DI PRESENTARE LA PROPOSTA DI LEGGE ANCHE ALLE ALTRE FORZE POLITICHE



Dalla pagina Facebook
Giorgio Ciaccio

Dopo aver incontrato il Sottosegretario di Stato del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, oggi ho illustrato a UGL Sicilia la proposta di legge per fa rientrare gli operai addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale ed idraulico-agraria, tra i lavori usuranti.
Anche loro hanno accolto la mia proposta ritenendola effettivamente una strada percorribile e giusta per tutto il comparto. Porteranno il tema a livello nazionale sostenendola.

Il prossimo passo sarà quello di presentare la proposta di legge anche alle altre forze politiche (di Governo e non) per far si che il prima possibile possa diventare legge dello Stato.

Rimango a disposizione per tutte le sigle sindacali che intendano approfondire il tema in questione.



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CONFERMA ISCRIZIONE PER L'ANNO 2021. IL CPI DI CEFALU' COMUNICA CHE IL MODELLO DEVE PERVENIRE ESCLUSIVAMENTE TRAMITE E-MAIL ALLEGANDO ANCHE IL DOCUMENTO DI RICONOSCIMENTO








INCONTRO CON LE REGIONI SU RECOVERY, PAC, ORTOFRUTTA. BELLANOVA: "NEL PNRR PRIVILEGIARE I PROGETTI IN GRADO DI INCREMENTARE REDDITO E OCCUPAZIONE DURATURI". IL LAVORO IN CORSO SULLA STRATEGIA PER UN SISTEMA AGRICOLO, AGROALIMENTARE, FORESTALE, DELLA PESCA E DELL’ACQUACOLTURA


Dal sito www.politicheagricole.it

Oggi l'incontro con le Regioni su Recovery,Pac, Ortofrutta. Bellanova: "Nel PNRR privilegiare i progetti in grado di incrementare reddito e occupazione duraturi"

06/10/2020
Il lavoro in corso sulla Strategia per un Sistema agricolo, agroalimentare, forestale, della pesca e dell'acquacoltura nell'ambito del Piano nazionale Ripresa e Resilienza; lo stato dell'arte del negoziato sulla nuova PAC; le iniziative da assumere per il settore Ortofrutta con una convocazione a breve del Tavolo nazionale "per decidere le iniziative da assumere". 
Sono stati questi i temi affrontati nell'incontro svoltosi al Mipaaf in modalità videoconferenza con gli Assessori regionali all'agricoltura, apertosi con il confronto sulla Strategia nazionale disegnata dal Mipaaf. "L'occasione Recovery deve essere vinta", ha esordito la Ministra Bellanova, "e possiamo farlo solo condividendo con chiarezza contenuti, modi e tempi del lavoro. Il che significa, ad esempio la necessità di essere molto precisi sui tempi di esecuzione. Nel PNRR non potranno essere inserite proposte non ben definite o con livelli di progettazione non adeguati, ma solo proposte realizzabili in tempi certi".

"Tra i criteri di scelta", ha proseguito Bellanova, "io ritengo strategico privilegiare progetti che utilizzeranno mezzi e tecnologie italiane, in grado cioé di incrementare il reddito e l'occupazione in modo duraturo, a vantaggio anche dei settori a monte e a valle di quello direttamente beneficiario dell'intervento. E' chiaro, si tratta di un criterio non facilmente spiegabile. Se scelgo però di investire nel settore della meccanizzazione in agricoltura o dell'ammodernamento dei frantoi oleari so già che almeno l'85% della spesa andrà a beneficio dell'industria meccanica italiana, per agevolare la transizione verde, sostenere l'agricoltura di precisione e migliorare la sostenibilità dei processi produttivi".

"Per l'ennesima volta gli episodi drammatici degli ultimi giorni, dimostrano l'urgenza di intervenire sulle aree interne e sul rischio idrogeologico", ha proseguito la Ministra passando a illustrare i contenuti del Piano. "Non possiamo continuare a lamentarci delle calamità naturali e dei conseguenti fenomeni di dissesto idrogeologico che regolarmente colpiscono vaste aree del nostro Paese se, al momento di programmare investimenti strategici come quelli del Recovery, non facciamo altro che spingere i cittadini verso le aree più densamente popolate, perché quelle rurali non sono dotate dei più elementari servizi, come ospedali, strade, scuole e connettività all'altezza delle sfide del presente e future. Su questo è necessario intervenire in modo organico, e soprattutto assumere per intero la consapevolezza sul ruolo strategico che l'agricoltura può rivestire. L'occasione del Recovery non può essere sprecata. Quando si parla di sanità, educazione, trasporti, comunicazione e servizi, dobbiamo pensare che la parte del Paese oggi più fragile può e deve offrire nuove possibilità di vita e di lavoro ai cittadini".

Per questo, ha sottolineato la Ministra, "il rinnovamento della Pubblica Amministrazione in termini di personale, competenze, strutture, è aspetto fondamentale e prioritario. Un aspetto determinante senza il quale non si può pensare di affrontare una programmazione di questa portata. Un problema di cui dobbiamo farci carico tutti, Stato e Regioni, perché riguarda tutti".  




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DOPO I TAGLI DEL 20% ALL'ANTINCENDIO IMPENNATA PREOCCUPANTE DEI ROGHI. LUNEDÌ CHIUDE LA STAGIONE. BONAFFINI SNAV CONFSAL CALTANISSETTA: IL PERSONALE POTREBBE ESSERE UTILIZZATO PER ALTRE FUNZIONI

Ricevo e pubblico
dal Segretario Snav Consal Caltanissetta
Manuel Bonaffini








PRESENTAZIONE DELLE ISTANZE UNICAMENTE PER VIA TELEMATICA PER LA PERMANENZA NEI CONTINGENTI DISTRETTUALI FORESTALI DELLA PROVINCIA DI MESSINA


Fonte Dipartimento Regionale del lavoro


File in Pdf

Allegato: Avviso prot. n. 45491 del 06/10/2020 

Allegato: MOD. UNICO 2021






SIFUS CONFALI - SULLA RIFORMA FORESTALE O MILLANTANO O VOGLIONO SCREDITARE LA SERIETÀ DELL'ASSESSORE BANDIERA. IL SIFUS RIMANE NELLA PROPRIA POSIZIONE: STABILIZZAZIONE


Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale Sifus Confali
Maurizio Grosso

Forestali Sicilia -  nelle reciproche differenze, abbiamo abbastanza stima nei confronti dell'Assessore regionale all'Agricoltura , On. Edy Bandiera per poter ritenere che mai e poi mai, possa lasciarsi sfuggire notizie circa i contenuti della proposta di riforma del comparto forestale prima del prossimo tavolo con i sindacati.
Chi millanta informazioni fornite dall'Assessore Bandiera pertanto, o mente sapendo di mentire, oppure, mira a screditare  la credibilità dell'assessore medesimo che ha sempre sostenuto, assieme all'assessore al Territorio, On. Cordaro che la proposta di riforma pro forestali sarebbe stata comunicata ai rappresentanti dei lavoratori (sindacati) e non in privato al primo che passa. 
Sifus Confali, nei prossimi giorni, ed in ogni caso, prima dell'imminente tavolo pro riforma forestali renderà nota, o tramite video o attraverso una conferenza stampa, la propria soluzione per costruire una riforma che stabilizza tutti i forestali senza correre il rischio di essere impugnata ne dalla Corte Costituzionale ne da chicchesia.
Maurizio Grosso
Segretario Generale Sifus Confali





FILBI-UILA, IL SEGRETARIO GENERALE GABRIELE DE GASPERIS A CATANIA PER L’ESECUTIVO REGIONALE: “BUCHI, ANZI VORAGINI DI ORGANICO NEI CONSORZI DI BONIFICA IN SICILIA, ENTI FONDAMENTALI PER LA LOTTA AL DISSESTO IDROGEOLOGICO. BASTA CHIACCHIERE DOPO I NUBIFRAGI!”



Ricevo e pubblico
dalla Uila Sicilia


“Non basta esprimere solidarietà alle popolazioni colpite dai nubifragi di queste settimane. Bisogna rivendicare la giusta attenzione per il territorio, per la lotta al dissesto idrogeologico. I Consorzi di Bonifica possono svolgere un ruolo fondamentale, ma in Sicilia i buchi di organico sono in realtà voragini. Oltre la metà, rispetto al necessario|! Il turn-over del personale, la stabilizzazione di almeno 400 lavoratori stagionali che impegna il governo regionale e l’assessore all’Agricoltura Edy Bandiera, possono costituire un rimedio. Attendiamo dall’Ars risposte immediate e concrete”. Lo ha dichiarato il segretario generale di Filbi-Uila, Gabriele De Gasperis, oggi a Catania con i segretari di Uila e Filbi Sicilia Nino Marino ed Enzo Savarino per l’Esecutivo regionale dell’organizzazione Uila-Uil che riunisce le lavoratrici e i lavoratori della bonifica.

De Gasperis ha ancora affermato: “Il percorso di turn-over con il passaggio a tempo indeterminato per quasi la metà degli attuali centocinquantunisti, centounisti e settantottisti è indispensabile per garantire ai cittadini un servizio più efficace in un settore di rilievo strategico. Rimaniamo in attesa della legge regionale di riforma, auspicando che possa davvero rilanciare l’attività degli enti. Questo obiettivo, però, non si realizza senza l’impiego di adeguate risorse economiche e la valorizzazione dei Consorzi nel ruolo che gli compete. Non potrà, poi, mancare il riconoscimento delle giuste tutele ai lavoratori, non importa se stagionali o a tempo indeterminato. Siamo certi che questi enti, messi in condizione di operare a pieno regime, potranno utilizzare al meglio le risorse provenienti dall’Unione europea e realizzare anche in favore della Sicilia un percorso di resilienza”.

Enzo Savarino, segretario regionale Filbi Uila, ha sottolineato “la necessità di finalizzare l’attività della cabina di regia perché il confronto tra sindacati e istituzioni politiche possa definire e chiudere, oltre al turn-over, la questione dei contenziosi che sta portando allo sfascio i Consorzi”. Savarino ha spiegato: “I lavoratori, non trovando risposte alle legittime richieste relative a inquadramenti e passaggi di livello, ricorrono a vie legali con costi enormi per gli enti. Occorre una transazione per raggiungere l’obiettivo senza gli aggravi di spesa provocati da condanne e sentenze di risarcimento”.





COVID, OMS: "SPERANZA DI UN VACCINO ENTRO FINE ANNO"


Dal sito www.adnkronos.com

"Abbiamo bisogno di vaccini e c'è la speranza che entro la fine di quest'anno ce ne possa essere uno". Lo ha dichiarato il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, durante un incontro del board dell'Oms.

"Soprattutto per i vaccini e altri prodotti che sono in fase di sviluppo, lo strumento più importante è l'impegno politico dei nostri leader, in particolare nell'equa distribuzione dei vaccini", ha affermato il direttore generale. "Abbiamo bisogno l'uno dell'altro, abbiamo bisogno di solidarietà e dobbiamo usare tutta l'energia che abbiamo per combattere il virus", ha aggiunto.







06 ottobre 2020

GUGLIELMO MONELLO: LA RIFORMA MOLTO PRESTO DIVENTERÀ UNA REALTÀ, CI SONO I SOLDI PER I DUE CONTINGENTI PER TUTTI. 151 GIORNI PER I 78ISTI E 101NISTI E 181 GIORNI PER I 151NISTI. LA NOTA DEL BLOG


Commento del Dirigente dell'Ugl, Guglielmo Monello, apparso in un articolo della pagina Facebook del Blog




Buonasera, su quello che è stato scritto e detto più volte, mi riferisco alle somme già spendibili di 15 milioni e 800 mila euro, serviranno per avere la copertura finanziaria fino al 31/10/2020, questo è un dato di fatto. La ulteriore somma (60 milioni di euro) scongelati per il completamento delle giornate lavorative di tutti. Questi sono fatti del governo!! Non posso dire altro!! 

In merito alla riforma forestale, posso assicurare che ci saranno fatti a seguire, perché è un fatto certo che la riforma è pronta anzi prontissima. Ci sono alcuni aspetti che si stanno approfondendo. Comunico tranquillamente che la riforma molto presto diventerà una realtà, la direzione è su due contingenti, quindi su due fasce, 151 e 181 giorni (ma siamo tutti sulla fascia delle 151 giornate) e a conti fatti i soldi ci sono e i forestali tutti avranno un equa riforma. Si procede sulla direzione di renderla esecutiva, prossimamente al vaglio del presidente della regione, dove su questo tema il governo ha messo la faccia e quindi deve dare risposta. Presto un tavolo di confronto in modo che tutti sappiano qual è la direzione giusta!
Saluti

*****

La nota del Blog
Prendiamo atto di quest'ultima proposta, ma al momento è prematuro esprimere giudizi senza conoscere la bozza.
Aspettiamo il comunicato di tutti i partecipanti del prossimo tavolo (governo - sindacati) e solo dopo possiamo aprire una sana e democratica discussione. 

Facciamo presente che i lavoratori sono stanchi di aspettare e che i 15 giorni di tempo sono già trascorsi, quindi sbrigatevi tutti....





ANTINCENDIO BOSCHIVO SICILIANO: PARADIGMA DI UNA EVOLUZIONE MAI AVVENUTA E DI UNA DECADENZA AVVIATA


La nota di Antonino Lomonaco

Mentre accade che dalla California alla Siberia e dall’Amazzonia all’Australia, il mondo viene attraversato da incendi che ardono boschi e foreste, uccidendo e distruggendo tutto quello che incontrano, ci si chiede il perchè possa succedere tutto ciò.
Se persino nei territori della Groenlandia ed in altre parti vicine al circolo polare artico, negli ultimi anni si verificano incendi e sappiamo che la possibilità della spontaneità di un incendio naturale sia estremamente difficile, diventa ovvio che la causa principale sia la  stessa presenza dell’uomo nei territori. 
Questa è una presenza ingombrante perchè spesso si tratta di un tipo di uomo fornito di un potere tecnologico ma del tutto sprovvisto di quella sensibilità del “rispetto” che avevano le popolazioni “primitive”. 
Queste davano un senso di sacralità alla terra e ai boschi da cui traevano il loro sostentamento, mentre l’uomo moderno ritiene di essersi emancipato dalla natura al punto di poterla maltrattare impunemente. 
E’ inutile dire che si tratta di semplice delirio, poichè tutto risponde alle leggi naturali ed esse indicano una condizione di reciprocità fra tutti gli esseri, per cui il danneggiamento di una parte si ripercuote presto in un’altra, fino a tornare addosso, in un modo o nell’altro, a chi abbia causato quel danno originario.
Così è la mano della stupidità umana ad appiccare direttamente un incendio, ma lo è anche indirettamente, poichè è il nostro stile di vita a causare quelle condizioni di aridità climatica senza di cui esso non riuscirebbe a svilupparsi ed espandersi, soprattutto nei pressi del circolo polare artico.
Questi incendi, che vi sono un po’ ovunque, hanno un impatto planetario per la loro vastità quantitativa e qualitativa e contribuiscono ad aggravare ulteriormente le condizioni di inquinamento atmosferico che è all’origine dei medesimi cambiamenti climatici. 
Si tratta di una malattia del pianeta, che stiamo causando noi uomini ed a cui, se siamo davvero intelligenti come crediamo, dovremmo porre rimedio. 
Il rimedio ottimale sarebbe quello di cambiare presto stile di vita ma è chiaro che non si tratta di una eventualità semplice ed immediata.
Più immediata sarebbe, invece, la risposta al problema degli incendi boschivi.
Questi vengono meglio combattuti in proporzione alla rapidità attraverso cui sono individuati e posti sotto intervento repressivo.
L’esperienza dell’antincendio boschivo siciliano è stata finora un buon esempio di organizzazione, con le sue vedette distribuite nei territori e le sue squadre pronte ad intervenire nel minor tempo possibile. Il risultato, negli anni, pur con tutti i difetti, è stato  apprezzabile, soprattutto se si considerano le condizioni climatiche e vegetative di questa nostra terra. 
In estate, infatti, la temperatura ambientale ruota attorno ai quaranta gradi e le piante erbacee rinseccano, mentre le altre si inaridiscono prestandosi bene, tutte quante, come combustibile. 
Inoltre l’incidenza numerica dei roghi, purtroppo, è fra le più alte. 
Eppure la risposta degli interventi è risultata adeguata, tanto che un incendio, a differenza di altri contesti, raramente dura più di qualche giorno.
Dietro questi risultati, a mio parere, vi è stata la buona volontà di una generazione che conosceva il suo territorio e si sapeva muovere su di esso. Una generazione cresciuta ancora nelle campagne e non immersa nell’alta tecnologia. Che sapeva soffrire di fatica e continuare ad andare avanti senza cliccare su alcun dispositivo elettronico per eliminare le inconvenienze. Fra l’altro originariamente non è stata neanche formata per svolgere questo  compito pericoloso: lo ha fatto seguendo l’esperienza tradizionale degli anziani.
Parlo usando il verbo al passato, perchè questa generazione di cinquantenni e sessantenni, di cui faccio parte, è ormai al limite fisico per questa attività ed ogni anno il compito diventa sempre più pesante e pericoloso, senza una nuova generazione a cui passare l’esperienza acquisita. 
Purtroppo il pensiero che ha ideato ed amministrato l’attività dell’antincendio boschivo in Sicilia (e che ancor oggi continua a farlo) non ha mai capito il valore e l’importanza di queste squadre e di questi uomini. Infatti costoro sono stati trattati sempre con sufficienza, venendo lusingati, da un lato, con salari e condizioni di lavoro normali, ma migliori rispetto al contesto generale di una agricoltura sempre più fuori mercato, da cui provenivano, 
mentre dall’altro lato sono stati penalizzati attraverso una precarizzazione stagionale che li legava ad una speranza di miglioramento mai arrivata, ma capace di frenarli da una inesorabile emigrazione che avrebbe spopolato ancor di più, e più in fretta, i nostri territori.
Questa sufficienza di cui parlo emerge, inoltre, dalla scelta di dispositivi di sicurezza non del tutto idonei al nostro clima: tute ignifughe poco traspiranti, adatte ad un clima più fresco, come quello del nord Italia, dove gli incendi vengono favoriti dal rinsecchimento dell’erba per le gelate autunalli o primaverili e non certo dal caldo sub-tropicale!
Si evince dalla puntualità dei ritardi nella distribuzione di questi stessi dispositivi o degli automezzi con cui operare. Si evince dalla mancata formazione anche motivazionale dei compiti da svolgere e dalla mancanza di una selezione basata sulle qualità psicoattitudinali invece che da amicizie ed accordi, i quali mortificano spesso la correttezza del buon servizio, nonchè l’immagine di queste squadre.
Un’immagine spesso offesa e svilita da campagne giornalistiche il cui scopo è il propagare pregiudizi e non informare, a cui nessun dirigente o assessore del settore o presidente di regione, ha mai saputo replicare con correttezza di argomenti e lealtà verso questi uomini.
D’altro canto che ne sapevano questi dirigenti, assessori, presidenti, di questi uomini! 
E, soprattutto, cosa gliene importava?!

Il lavoro, come il linguaggio, testimonia la nostra propensione sociale.
Il linguaggio, infatti, mette in relazione gli uomini, così come il lavoro.
Ogni lavoro esiste per fornire un servizio, o un bene, agli altri uomini e innesca una reciprocità sociale senza cui ogni uomo sarebbe niente.
Senza la reciprocità del linguaggio e del lavoro, non saremmo mai riusciti a creare le macchine, l’energia elettrica, volare... arrivare sulla Luna!
E’ attraverso la reciprocità del linguaggio e del lavoro che la nostra specie riesce a difendersi meglio nello scontro naturale con le malattie, i disastri: terremoti, allagamenti, ecc.
Noi dimentichiamo facilmente che siamo come naufraghi su un piccolo scoglio splendente di luce riflessa dal Sole, in uno spazio di cui non si conoscono i confini e di cui sappiamo pochissimo.
Uno scoglio delicato che ci nutre e ci fa vivere ed ha bisogno, per continuare a farlo, di rispetto.
Un rispetto che dovremmo imparare a usare già a partire proprio dal linguaggio e dal lavoro.
Per comprendersi serve che la comunicazione sia veritiera: leale.
Allo stesso modo, la reciprocità del lavoro necessita di quella lealtà senza cui i rapporti fra gli uomini si rompono nell’usurpazione e nella rapina.
Senza lealtà, la solidarietà fra gli uomini va in rovina, facendo andare in rovina quella condizione migliore affinchè si possa giungere a mettere quel piede sulla Luna o creare un aereo, o giocare ad un qualsiasi gioco divertente capace di renderci lieta la vita.
Così la lealtà verso le squadre di antincendio boschivo siciliano sarebbe dovuta partire dalla prospettiva che li vedeva come parte meritevole di una lotta agli incendi che non è solo siciliana ma planetaria. Parte che tiene alta la bandiera del buon servizio così come, purtroppo, poche altre attività in Sicilia possono vantare. Ed in base a questo, perciò, trattarle. Quindi valutando già, direttamente in loco, dei dispositivi di sicurezza adeguati al nostro clima, così come i mezzi e le tecniche di spegnimento. 
Valutando gli uomini capaci a organizzare, motivare, armonizzare, le dinamiche delle squadre. Capaci della buona parola nell’esposizione delle condizioni del lavoro, della sicurezza, competenti e consapevoli dell’importanza del proprio lavoro. 
Scegliendo dirigenti che amassero il proprio compito e lo curassero allo stesso modo di un amante con la propria amata. Perchè se non c’è amore, anche nella propria attività, non c’è attenzione verso di essa e tanto meno cura.
E’ la mancanza di cura, di attenzione, in poche parole: di amore verso noi stessi che ci sta portando sempre più vicini al disastro, che ci fa diventare indifferenti all’immondizia che ci sommerge, alla volgarità che ci pervade, alla mancanza di lealtà verso l’ “altro”, sia esso collega, amico o il medesimo territorio in cui si vive. 
E’ un atteggiamento, questo, che non ci può portare lontano, che ci avvicina allo sbandamento e all’impatto con la dura realtà di quel che siamo: cioè a dire semplice polvere cosmica.
Chi difende il mondo del lavoro non può fermarsi alla pantomima dell’”avvocato”. Soprattutto in un periodo di deregolamentazione liberista come l’attuale, il compito del sindacato dovrebbe, perciò, tornare a quello delle sue origini: difesa, certamente, ma non meno della promozione dei lavoratori e delle loro condizioni di lavoro. 
Promozione significa dare coscienza della propria importanza di lavoratori, renderli edotti che il lavoro che si svolge non sia un inutile assistenzialismo, analogo ad un reddito di cittadinanza, ma, al contrario, un lavoro importante che si collega al medesimo lavoro svolto in altre parti del mondo per frenare una catastrofe di livello mondiale.
Ecco che, allora, si riporta l’equilibrio laddove si cerca di farlo mancare: ovvero che non può esserci distinzione fra lavoro e lavoratori! Questa “bestialità” è un concetto utile solo a separare l’inseparabile, per il solo scopo di mortificare ulteriormente, e gestire verso il peggio, i lavoratori, cioè a dire i cittadini! 
Ma tale è il pensiero che anima il liberismo ed i suoi agenti, consapevoli o no, sotto copertura negli stessi partiti che si dicono ancora di sinistra.
C’è una grande distinzione fra le politiche di sinistra e di destra, la quale non può mai essere superata: le prime intendono le istituzioni al servizio dei cittadini, le seconde intendono i cittadini al servizio delle istituzioni, Stato o mercato che siano. 
Tuttavia sono i cittadini che fanno le istituzioni (non c’è niente da fare!) per cui queste devono servire i cittadini stessi e non possono trasformarsi in feticci utili a quei pochi furbacchioni capaci di approfittarsi e abbindolare i molti nell’asservimento.
Sono i cittadini a fare le istituzioni e ci riescono a patto che provvedano sempre alle leggi del rispetto reciproco, cioè a dire alla lealtà.
Mi ricordo che nel primo documento di valutazione rischi a cui mi capitò di lavorare, uno dei  suoi primi punti iniziava dicendo che nell’attività dell’antincendio boschivo gli operatori più a rischio erano gli operatori del centro radio! 
E’ inutile dire che saltai letteralmente dalla sedia per contestare e far cambiare immediatamente quella dicitura surreale ed offensinva verso chi fisicamente spegneva le fiamme, mettendo ogni volta a repentaglio la propria incolumità. In quella circostanza uno dei più strenui difensori della dicitura fu, stranamente, un altro RLS, il quale mi replicava, fra le altre cose, che se avevano scritto in quel modo, di certo, vi era un motivo, forse radiazioni... 
Eppure quell’RLS era uno fra i più preparati di noi: ma la lealtà verso i propri compagni..., il proprio lavoro?... La competenza?!
Vedere adesso che la Corte Costituzionale rigetta un subdolo tentativo di stabilizzazione degli operatori forestali nei centri radio, mi riporta proprio a quel primo tentativo di presentazione di una categoria in modo tale da scavalcare immeritatamente i propri compagni, usurpando prerogative attraverso l’imbroglio e l’aiuto interessato di qualche politico compiacente, il quale propaga, in questo modo, la corruzione che come un incendio consuma l’intera nostra società.  
Chi si pone contro la corruzione, la mancanza di lealtà, non può che operare ed agire in modo corretto, magari sbagliando ma, certamente, senza una consapevole volontà a volerlo fare.
Altrimenti tutto quanto si risolve ad essere un mero teatrino delle finzioni, dove si recitano delle parti, dove si fa finta, dove si gioca ad essere e non si è altro che farsa.
Attenzione che la farsa si trasforma facilmente in tragedia!

Noi spegniamo incendi, lo abbiamo fatto e per qualche anno lo faremo ancora, conosciamo la facilità con cui la bellezza si trasforma in cenere.
Sappiamo che è da stupidi trascurare i tempi e le strategie, tanto quanto è criminale avvicinare un accendino ad un cespuglio secco: non si tratta di un semplice crimine al patrimonio, si tratta dell’inizio di una strage.





05 ottobre 2020

VERSO IL COMPLETAMENTO DELLE GIORNATE DI LAVORO! IL DIRIGENTE DELL'UGL, GUGLIELMO MONELLO, COMUNICA CHE CON LA RELATIVA SOMMA DI 15 MILIONI, C'È LA COPERTURA DI TUTTO OTTOBRE, SUBITO DOPO SI FARÀ IN MODO DI METTERE SUL TAVOLO I 60 MILIONI


Ricevo e pubblico
dal Dirigente Ugl
Guglielmo Monello

Completamento giornate di lavoro!!
Per le assunzioni in commissione bilancio, si è trattato il disegno di legge che sposta i 15 milioni, quindi li mette a disposizione, con disponibilità immediata di 15 milioni e mezzo. Con la relativa somma di 15 milioni c'è la copertura di tutto ottobre, dopo ciò si farà in modo di mettere in tavolo i 60 milioni.





RAGUSA E AGRIGENTO AVVIAMENTO LAVORATORI FORESTALI

Ragusa

 



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Agrigento









MA ALLORA MENTIVA IL GOVERNO QUANDO DICEVA CHE C'ERANO LE RISORSE PER COMPLETARE LE GIORNATE LAVORATIVE PER TUTTI? PERCHÈ QUESTE BUGIE AI LAVORATORI FORESTALI? PERCHÈ IN POLITICA NON SI DICE MAI LA VERITÀ? MA LO SAPETE CHE LA VERITÀ PRIMA O POI VIENE A GALLA?


di Michele Mogavero
Riprendendo un articolo del 27 luglio 2020 a firma del Segretario regionale Ugl Agricoli e Forestali, Franco Arena, in cui dichiarava che gli era stato confermato dall'Assessore Cordaro, che la copertura finanziaria per il 2020 era sufficiente per completare le giornate di garanzia occupazionale.


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Anche il Dirigente dell'Ugl, Guglielmo Monello (che essendo a stretto contatto con l'Assessore Edy Bandiera), in un commento dell'11 marzo 2020, apparso nella pagina Facebook del Blog dei Lavoratori Forestali e degli Aib, dichiarava che le giornate lavorative si faranno tutte!! Somme già disponibili.


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Solo oggi scopriamo che le risorse al momento non ci sono e quindi sono a rischio le giornate per tutti i lavoratori, 78isti, 101nisti e 151nisti. 
La verità prima o poi viene sempre a galla, quindi perchè prendere in giro sia i lavoratori che i Sindacati?





OPERAI FORESTALI: UNA PROPOSTA CONCRETA PER IL SETTORE. MODIFICA ALL'ART. 1 DECRETO LEGISLATIVO 21 APRILE 2011 N. 67 - LAVORATORI ADDETTI A LAVORAZIONI PARTICOLARMENTE FATICOSE E PESANTI. DIRITTO PER L'ACCESSO AL TRATTAMENTO PENSIONISTICO ANTICIPATO ANCHE PER GLI OPERAI FORESTALI



Dalla pagina Facebook
Giorgio Ciaccio

Grazie a Salvatore Siragusa, che è riuscito a fare sintesi tra i tantissimi lavoratori del comparto, e Giampiero Trizzino, con le sue competenze, sono riuscito a stilare una proposta di legge che getterà le basi per poter iniziare a parlare di riforma strutturale del comparto forestale a partire dal suo reale fabbisogno.
Per questo motivo dopo aver incontrato il Sottosegretario Steni Di Piazza, la settimana prossima incontrerò le sigle sindacali per cercare di coinvolgere tutti i diretti interessati per poter cercare di raggiungere il prima possibile questo traguardo.


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PALERMO. GLI OPERAI SOSPESI RIPRENDERANNO L'8 OTTOBRE. QUESTO IL RISULTATO DOPO L'AUTOCONVOCAZIONE DELLE SEGRETERIE PROV.LI DI FAI, FLAI E UILA. MA IL RISCHIO PER LE GIORNATE DI GARANZIA OCCUPAZIONALE RIMANE SEMPRE PER TUTTI




Dalla pagina Facebook
Flai Cgil Palermo

Oggi, come segretarie provinciali di Fai, Flai e Uila,  ci siamo autoconvocati, con una folta delegazione di  lavoratori, per ottenere che gli operai  sospesi venissero immessi urgentemente in cantiere.
Giorno 8 ottobre si riprenderà!
Restano tutte le preoccupazioni circa il proseguimento oltre oltre il mese di ottobre.
Le segreterie regionali, infatti, si sono già attivate presso la presidenza della regione, preannunciando anche iniziative di lotta,  perché si risolvano le criticità relative  ai fondi FSC pari a 55 milioni, in mancanza dei quali sarebbero a rischio le giornate di garanzia occupazionale.






SIFUS CONFALI: FORESTALI 78ISTI DI PALERMO, L'AVVIAMENTO È PREVISTO PER GIOVEDI 8 OTTOBRE



Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale del Sifus
Maurizio Grosso

Forestali 78isti di palermo. Il Sifus c'è! L'avviamento è previsto per giovedì 8 ottobre

Rendiamo noto che da interlocuzioni con l'Assessore regionale all'Agricoltura, On. Edy Bandiera e col Dirigente del Dipartimento Sviluppo e Territorio, Dott. Mario Candore apprendiamo che i 78isti della provincia di Palermo che hanno lavorato solo 12 giornate nel 2020, verranno avviati giovedì 8 ottobre anzichè lunedì 12 ottobre come circolava nei corridoi.
E' chiaro che per queste ovvie ragioni, ma sopratutto, perché ancora non abbiamo avuto, a causa dell'emergenza sanitaria, autorizzazione dalla Digos a tenere il presidio sotto il Dipartimento Sviluppo e Territorio in Palermo per mercoledì 7 (per legge bisogna presentare comunicazione 3 giorni prima) ottobre, non ha senso organizzare il presidio protesta (in ogni caso le adesioni pervunute non sembrano granchè).
Nelle altre province si partirà verso metà ottobre poichè i lavoratori forestali hanno già lavorato tra i circa 30 e 50 giorni.
A Siracusa dove i 78isti non avevano lavorato nessun giorno, si è proceduto agli avviamenti, il 29 settembre u.s.
in conclusione, vogliamo ribadire che purtroppo, l' attuale legge che regolamenta Il comparto forestale, prevede il completamento delle giornate senza la consecuvità delle stesse.
Questo aspetto lo affronteremo nei prossimi giorni nella trattativa sulla riforma.
il Sifus, in ogni caso, come già dichiarato nei giorni scorsi, qualora per un motivo o un altro, qualche forestale non dovesse completare le giornate di legge, solleverà la questione in giudizio a tutela dei loro diritti.
Giuseppe Fiore Sifus Confali
Maurizio Grosso Sifus Confali





FORESTALI. LAVORATORI A RISCHIO COMPLETAMENTO DI GIORNATE LAVORATIVE. FIGUCCIA E FERRARA: "AVVIARE I LAVORATORI NEI CANTIERI AVENDO VISIONE LUNGIMIRANTE DELLA QUESTIONE"


Ricevo e pubblico
dall'On. Figuccia

Alla vigilia della fine relativa alla stagione antincendio, ci ritroviamo a dibattere delle solite problematiche, ma la situazione più grave che si sta verificando è il mancato avviamento nei cantieri di lavoro dei 78isti, ovvero la categoria di lavoratori più disagiata del comparto.
Questi operatori che si occupano della manutenzione, hanno svolto ad oggi  pochissime giornate,  considerando che entro fine anno  rischiano di non completare il turno lavorativo.
La priorità, quindi, rimane quella di consentire agli operai il completamento delle giornate  lavorative previste per legge, attraverso l'avviamento nei cantieri entro i restanti ultimi mesi di quest'anno. - A dichiararlo è Tiziana Ferrara dirigente del sindacato Sifus -
I lavoratori della manutenzione meritano rispetto, - ribadisce il deputato regionale dell'Udc Vincenzo Figuccia - ed è compito delle istituzioni occuparsi della questione avendo una visione lungimirante che, deve guardare alla stabilizzazione dei lavoratori, attingendo da risorse disponibili che è compito della politica impiegare.






INTERROGAZIONE DELL'ON. FIGUCCIA: “CHIARIMENTI IN ORDINE AI RITARDI NEL PAGAMENTO DELLE RETRIBUZIONI AI LAVORATORI FORESTALI E DEL PAGAMENTO DELLE FORNITURE EFFETTUATE PER LA REALIZZAZIONE DEI LAVORI FORESTALI”

Ricevo e pubblico
dall'On. Figuccia








TUTTA LA SICILIA HA RISPOSTO ALL’APPELLO PER UNA GRANDE MOBILITAZIONE CONTRO GLI INCENDI. LA PROTESTA CORRE SULLA RETE



Dalla pagina Facebook
Coordinamento SalViamo i Boschi - Sicilia

La protesta corre sulla rete
Decine di video, centinaia di foto, hashtag  rimbalzati a migliaia. La protesta on line lanciata  dal  “Coordinamento Salviamo i Boschi SIcilia” corre sulla rete. Da Trapani a Catania passando per Palermo, Agrigento, Ragusa e Siracusa, abbracciando idealmente i boschi più rappresentativi quali lo Zingaro, Moarda, S. Pietro, Rometta e San Saba. Tutta la Sicilia ha risposto all’appello per una grande mobilitazione contro gli incendi. Non solo associazioni, ma anche classi di scuola superiore, gruppi di bambini e genitori, semplici cittadini indignati. Persino la diocesi di Trapani e lo stesso vescovo Fragnelli hanno voluto partecipare alla manifestazione con un post ufficiale, ricollegando la protesta attuale l’invito pressante del Papa verso il rispetto dell’ambiente e la cura del Creato contenuti nell’enciclica “Laudato sii”.  E’ un grido di protesta spontaneo e condiviso, un segnale forte che i siciliani hanno voluto mandare alle istituzioni e alla politica: Siamo stanchi di roghi e devastazioni, siamo stanchi di vedere andare in fumo il nostro futuro ,perché l’impatto degli incendi non è solo di tipo ambientale (già di per sé gravissimo) ma anche economico, soprattutto nelle aree a più forte vocazione turistica o vicine a parchi e riserve.
Adesso come cittadini indignati, come siciliani che hanno a cuore la propria terra, chiediamo con forza  che il Presidente della Regione dia ascolto ai nostri appelli e affronti con urgenza il tema della tutela dell’ambiente, a partire dal riordino del settore forestale. Inoltre è necessario che la Regione metta in campo un piano strategico di gestione del territorio: il 37% del Recovery Fund messo a disposizione dell’Italia dall’Europa è un’occasione unica per una conversione verde dell’isola, non possiamo permetterci di sprecarla con interventi di corto respiro o improntati alla solita politica clientelare.
La battaglia contro gli incendi non si vince in un solo giorno, ne siamo consapevoli, ma ci sono tutti gli strumenti per farlo e adesso è il momento di agire perché la nostra casa è in fiamme e i cittadini hanno dimostrato di averlo capito bene. 





INCENDI IN PROVINCIA DI MESSINA, L’ON. LACCOTO: “AUMENTARE MISURE DI PREVENZIONE”


Dal sito www.amnotizie.it

4 Ottobre, 2020 - Raffaele Valentino
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L’on. Giuseppe Laccoto esprime solidarietà e vicinanza alle popolazioni di Reitano, Santo Stefano di Camastra Naso, Capo d’Orlando e di tutta la Sicilia che hanno subito danni e patito gravi disagi a causa degli incendi che hanno caratterizzato la giornata odierna.

”E’ una piaga che puntualmente si ripropone e che in Sicilia non ha ancora trovato soluzione – commenta l’on. Laccoto – senza considerare le dirette conseguenze nell’ambito del dissesto idrogeologico che aggravano la fragilità di un territorio già duramente provato”.

Secondo l’on. Laccoto “Una maggiore pulizia delle aree boschive e dei terreni incolti, una presenza più capillare di guardie forestali e volontari con funzioni di controllo possono essere le prime risposte subito dopo lo sdegno per le devastazioni provocate da mani criminali.

Le Istituzioni – commenta ancora l’on. Laccoto – sono chiamate ad assumere immediate iniziative concrete che, da un lato, servano ad attuare una valida politica di prevenzione e, dall’altro, ad incrementare la presenza sul territorio dei distaccamenti dei Vigili del Fuoco, delle guardie forestali e della Protezione Civile. In particolare, si deve pensare a rimpinguare le somme stanziate recentemente e destinate ad aumentare le giornate di lavoro dei forestali. Sono somme insufficienti se si vuole pensare ad incrementare la presenza sul territorio per un arco temporale sempre più ampio.

Nuove risorse – conclude l’on. Laccoto – devono essere impegnate per utilizzare nuove tecnologie nell’azione di controllo e attuare, ad esempio, una sorveglianza via satellite nei periodi critici come quelli estivi“.