04 gennaio 2015

FORESTALI, PRONTA LA BOZZA PER LA RIFORMA. AL VIA IL PIANO PER 6.000 PREPENSIONAMENTI, RIDUZIONE DEL NUMERO DEGLI AIB, INTRODUCENDO LIMITI DI ETÀ E LIVELLI DI PROFESSIONALITÀ IN LINEA CON IL GRADO DI SPECIALIZZAZIONE E IL RISCHIO CHE NE DERIVA




REGIONE

Forestali e tagli, al via piano per 6.000 prepensionamenti: pronta la bozza per la riforma

di
Bozza di riforma Baccei-Caleca: in tre anni la Regione dovrà ridurre organici e costi del 30%. Parte degli stipendi dai fondi Ue


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PALERMO. Il piano prevede una riduzione degli organici che passa attraverso il prepensionamento di almeno 6 mila operai sia del settore anticendio che dell’Azienda foreste mentre i costi a carico della Regione dovranno scendere in un triennio dagli attuali 300 milioni a 70 cercando di spostare la spesa residua sui fondi europei. Eccola la bozza di riforma che riguarda l’impiego dei forestali: è inserita nel pacchetto di misure che l’assessore all’Economia, Alessandro Baccei, ha consegnato a Palazzo d’Orleans per individuare i campi d’azione in vista della Finanziaria di aprile.
I tagli sono indispensabili per ottenere da Roma un aiuto nell’affrontare l’emergenza economica. Già annunciate da tempo le riforme che investiranno il pubblico impiego regionale (prepensionamenti, taglio di 600 postazioni dirigenziali e dei permessi sindacali, eliminazione della clausola di salvaguardia che garantisce stipendi intatti anche quando viene revocato un incarico di vertice), Baccei e l’assessore all’Agricoltura Nino Caleca hanno messo a punto il piano per la galassia extra regionale.
I prepensionamenti
E si partirà dai forestali. «Il processo di riforma - si legge nella carte depositate a Palazzo d’Orleans - dovrà essere propedeutico a un piano straordinario per accompagnare alla pensione tutti i soggetti che hanno più di 60 anni. Una platea che ammonta a seimila unità». Questa è la prima mossa che prevede inoltre «la riduzione del numero degli addetti al servizio antincendio attivo introducendo limiti di età e livelli di professionalità in linea con il grado di specializzazione e il rischio che ne deriva». Chi verrà trasferito dal settore antincendio ai normali impieghi da operaio perderà l’indennità extra che vale circa il 10% della paga. Per il resto il piano prevede «la riduzione dell’organico del 25/30% e la riduzione dei costi del 30%». Per sopperire ai tagli la bozza di riforma di Caleca e Baccei prevede «che una parte dei costi venga coperta da nuove entrate. Nel primo anno si può ipotizzare che questa quota raggiunga il 10% mentre a regime, al termine del primo triennio, si arriverà al 30%».

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04 Gennaio 2015
http://gds.it/2015/01/04/forestali-piano-per-6-000-prepensionamenti_290173/








L'ON. TOTO CORDARO (PID-CANTIERE POPOLARE): DOBBIAMO AVERE IL CORAGGIO DI DIRE AGLI OPERAI DELLA FORESTALE CHE L'ASSESSORE BACCEI VUOLE SMANTELLARE LA FORESTALE



ARS, CENTRODESTRA ALL'ATTACCO: «CONTRARI ALLA GUERRA CIVILE»
LE RIFORME DI BACCEI FOMENTEREBBERO IL «DISAGIO SOCIALE»


GIULIO AMBROSETTI


Politica – Ieri conferenza stampa delle opposizioni. Che non condividono lo smantellamento degli operai della Forestale e i possibili licenziamenti dei precari che operano nei Comuni e negli enti e nelle società regionali. Cordaro: «La guerra per bande dentro il Pd rischia di provocare effetti devastanti in Sicilia»





Toto Cordaro, capogruppo del Pid-Cantiere Popolare all'Ars va subito al cuore del problema: «In queste ore - dice - assistiamo a una guerra per bande all'interno del Pd, lungo l'asse Roma Palermo. Il Governo nazionale taglia i fondi alla Sicilia e, contemporaneamente, spedisce nella nostra Isola una sorta di becchino dell'Autonomia siciliana per fomentare il disagio sociale. Parlo, ovviamente, dell'assessore all'Economia, Alessandro Baccei. Il gioco è pericoloso. Perché i costi politici e sociali di questo scontro attualmente in corso nel Pd rischiano di provocare contraccolpi imprevedibili nella nostra Isola».

Insomma, prima il Pd crocifigge il presidente Crocetta, che, forse, solo in queste ultime ore ha capito di essere finito in un culo di sacco. La scorsa estate il Governo Renzi gli ha fatto firmare a Crocetta un accordo «sciagurato» in base al quale la Regione rinuncia, per quattro anni, agli effetti di un contenzioso finanziario con lo Stato in alcune parti favorevole alla Sicilia. L'attuale presidente della Regione ha firmato tale accordo senza una preventiva riunione di Giunta e senza avvertire il Parlamento dell'Isola.

Crocetta pensava di essersi guadagnato le benemerenze di Renzi. Invece il braccio destro dell'attuale Presidente del Consiglio dei Ministri, il sottosegretario Graziano Delrio, in un'intervista di due giorni fa al Mattino di Napoli, ha detto che Roma toglierà alla Sicilia un miliardo e 200 milioni di euro di fondi Pac (Piano di azione e coesione). In pratica, se ciò risponderà al vero, la Sicilia perderà anche i fondi per pagare la terza annualità dell'Avviso 20 (in pratica, dovrà dire addio ai corsi di formazione professionale del prossimo anno), per pagare i tirocini formativi e, in generale, tutte le azioni previste nel Piano Giovani.

«Il Governo Renzi crocifigge Crocetta - aggiunge Toto Cordaro, che ieri, assieme ai suoi colleghi del centrodestra, ha dato vita a una conferenza stampa a Palermo, nella sala stampa dell'Ars - e i siciliani pagano il conto. Dobbiamo avere il coraggio di dire agli operai della Forestale che l'assessore Baccei vuole smantellare la Forestale. Dobbiamo avere il coraggio di dire a tutti i precari siciliani - quelli che lavorano nei Comuni, ma anche a quelli che lavorano in enti e società della Regione - che l'assessore Baccei li vuole mandare a casa. La stessa cosa vale per tutti gli enti riconducibili all'agricoltura, che vengono lasciati senza soldi».     

Sulla stessa lunghezza d'onda il capogruppo del Partito dei siciliani-Mpa, Roberto Di Mauro: «Il grande luminare della finanza pubblica venuto da Roma - dice Di Mauro con riferimento al solito Baccei - ha prodotto un risultato eclatante: fra quattro mesi tutti a casa, con buona pace della stabilità sociale, del diritto al lavoro e della funzionalità di tanti enti e della stessa Regione. Veramente un capolavoro. La verità è che si continua a navigare a vista, senza uno straccio di riforma, né proposta né abbozzata. Senza nemmeno un'idea di come uscire dall'impasse. Se le idee di riforma vera e strutturale della finanza regionale ci sono, che vengano condivise con l'Assemblea e si approvi l'esercizio provvisorio per soli due mesi, altrimenti - conclude Di Mauro - l'assessore Baccei autocertifichi il proprio fallimento e si dimetta».

Nel mirino delle opposizioni è finito anche il disegno di legge sull'esercizio provvisorio presentato dal Governo Crocetta. Di solito, il disegno di legge sull'esercizio provvisorio consta di due articoli: il primo che certifica il bilancio in dodicesimi per uno, due o più mesi e il secondo articolo con il ritornello sul rispetto della legge. Il Governo Crocetta sta provano a novellare quello che in assenza di Bilancio è un atto dovuto in una sorta di mini-finanziaria, se è vero che questo disegno di legge presenta già tredici articoli, forse destinati ad aumentare in Aula, tra ex Pip di Palermo e fantomatiche proroghe dei contratti pe ri precari dei Comuni.

«Molte di quelle norme - precisa il capogruppo di Forza Italia all'Ars, Marco Falcone - andrebbero inserite nella legge Finanziaria, non certo nel disegno di legge sull'esercizio provvisorio. In molti casi siamo davanti a norme incomprensibili: penso alla norma che prevede l’anticipazione dei fondi per gli enti, società e fondazioni della ex Tabella H, erogati prima di verificare come verranno effettivamente spesi. Per non parlare della decisione di spostare la spesa di 45 milioni per la SAS sul fondo sanitario: una decisione che non è percorribile, alla luce delle norme stringenti del Piano di rientro, nel quale si trova ancora la Sicilia».

Il capogruppo del Nuovo centrodestra democratico, Nino D'Asero, non sembra molto convinto dalle rassicurazioni arrivate nei giorni scorsi dal presidente della Regione Crocetta circa la tenuta del Pil (Prodotto interno lordo) della Sicilia. A suo avviso - e forse non ha tutti i torti - il Pil siciliano è in picchiata.

Durissimo il commento del parlamentare di Forza Italia, Riccardo Savona: «Se questo è lo scenario - sottolinea - il Governo Crocetta garantirà solo i dipendenti regionali e dell’Ars. Tutti gli altri, dal primo maggio del prossimo anno, si troveranno in mezzo a una strada». Pensando a quello che succederebbe con riferimento ai precari dei Comuni, agli operai della Forestali, ai lavoratori delle società partecipate, ai lavoratori dell'Esa, ai lavoratori dei Consorzi di Bonifica, ai lavoratori di tutti gli altri enti e società che operano in agricoltura, Savona non esita a parlare di una possibile «guerra civile».

Santi Formica, della lista Musumeci, che la scorsa settimana aveva già stigmatizzato la manovra annunciata dal Governo Crocetta invita la presidenza dell'Ars a dichiarare irricevibile il disegno di legge sull'esercizio provvisorio diventato, ormai, una finanziaria di tagli.

La proposta alternativa delle opposizioni di centrodestra è la seguente: esercizio provvisorio per uno, due mesi al massimo e avvio, in Aula, del dibattito sulle riforme strutturali.


30 Dicembre 2014
http://meridionews.it/articolo/30575/ars-centrodestra-allattacco-contrari-alla-guerra-civile-le-riforme-di-baccei-fomenterebbero-il-disagio-sociale/








IL SEGRETARIO GENERALE DELLA FLAI-CGIL DI CATANIA, ALFIO MANNINO: IL 2015 SARÀ ANCORA UN ANNO DIFFICILE. CI ATTENDE UNA BATTAGLIA PER FRONTEGGIARE IL TAGLIO DELLE GIORNATE LAVORATIVE



Mannino: “Il 2015 sarà ancora un anno difficile, ma dobbiamo trasmettere un messaggio di ottimismo e di speranza”


Il Segretario Generale della FLAI-CGIL di Catania traccia un bilancio dell’anno che sta per chiudersi e prova a capire cosa sarà il 2015 nel settore dell’agroindustria

Duemilaquattordici anno sette della crisi economica mondiale, nata sull’onda del fallimento della Lehman Brothers in Usa e che per caduta ha coinvolto tutti i Paesi in un avvitamento che sembra non avere fine. Un anno nel quale è difficile, pur sforzandosi, scorgere aspetti positivi per la situazione dell’Agroindustria in provincia di Catania, nella quale i diversi settori, chi più chi meno, forse salvando la sola industria, vivevano già anni di una crisi propria sulla quale si è innestata la crisi mondiale.
Abbiamo chiesto ad Alfio Mannino, Segretario Generale della FLAI-CGIL di Catania, di tracciare un bilancio dell’anno che sta per chiudersi e di provare a decifrare quello che si apre.

D) Mannino, qual è il bilancio per l’anno che si chiude nei settori di competenza della FLAI?
R) Il 2014, per i vari settori di competenza FLAI e dunque agricoltura, forestazione, industria, consorzi di bonifica e pesca, è un bilancio preoccupante. La crisi sta mordendo e colpisce pesantemente anche il settore agricolo e l’industria alimentare che, sino a qualche mese fa, pensavamo fossero in qualche modo immuni ed emblematica era la battuta che facevamo: “la gente deve pur mangiare”. E invece anche questi settori non sono salvi dalla crisi. Abbiamo notato che è cambiata la composizione del consumo alimentare. Cito un’impresa per tutte, la Latte Sole, che vede in sofferenza le vendite con il proprio marchio, ma tiene benissimo nella grande distribuzione e negli hard discount con i sottomarchi. Dunque questo ci dice che cambiano i consumi della gente.
Siamo pure preoccupati per quei settori nei quali, come sindacato, svolgiamo il ruolo di soggetti di rappresentanza e ci confrontiamo con la Regione Siciliana. Qui si pagano la crisi economica della nostra regione e la grande confusione politica che vi regna. Nel settore forestale e nei consorzi di bonifica siamo riusciti a difendere i livelli occupazionali dell’anno precedente, e questo è un vero e proprio miracolo in considerazione di quel che sta accadendo. Ma quel che trapela, in merito al Bilancio 2015 della Regione, ci fa stare sulle spine.
Nell’agricoltura privata siamo particolarmente preoccupati per il dilagante lavoro nero. In alcune realtà le paghe sono di 30/35 euro senza diritti assistenziali e previdenziali. Ciò dice che il sottosalario è diventato strutturale. Nei primi mesi del 2015 dovremo mettere in campo iniziative anche originali per far accendere riflettori su questa piaga e dovremo portare a casa una riforma del mercato del lavoro che sia in grado di risposte a questo annoso problema.

La Repubblica, in questi giorni, ha pubblicato uno studio che dimostra come sia caduta verticalmente la fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche, nel Presidente della Repubblica, nel Governo, nel Parlamento e anche il sindacato non è immune.
Il calo di fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche registrato negli ultimi tre anni, pari a circa il 10%, ci deve fare interrogare. E deve interrogarsi anche una grande organizzazione come la CGIL, che rappresenta 6 milioni di iscritti ed è pure una grande forza democratica, la quale è chiamata a promuovere iniziative forti che riescano a fare riacquistare credibilità e fiducia e siano in grado di ricucire lo sfaldamento nel Paese.
Di certo il 2015 sarà ancora un anno difficile, ma la CGIL deve trasmettere un messaggio di ottimismo e di speranza. Godiamo di credibilità nella società italiana e dobbiamo metterla al servizio delle persone che rappresentiamo ma soprattutto del Paese.

Andiamo a scandagliare i diversi settori di competenza della FLAI, iniziando dall’agricoltura.
Per quanto riguarda il numero di addetti, l’agricoltura nella nostra provincia ha confermato il numero dell’anno precedente. Tuttavia decrescono le giornate registrate all’INPS. Ogni singolo lavoratore in precedenza svolgeva 110 giornate annue, mentre nel 2014 ne ha svolte 90. Non credo che il calo sia da imputare alle giornate svolte, ma al lavoro nero che cresce. In alcune realtà come Paternò in cui in queste ore sono attive almeno 100 baracche e impegnate 1500 unità, gli elenchi anagrafici registrano solo 300 iscritti. Non c’è dubbio che il lavoro nero si affermi sempre di più. Dobbiamo invertire la tendenza con tutte le iniziative possibili, ma siamo coscienti del fatto che l’agricoltura patisce la sua crisi: la frammentazione e la parcellizzazione del settore e la mancata chiusura della filiera che non ha trasformazione e commercializzazione dei prodotti. Ci attende una durissima battaglia per i diritti dei lavoratori e per il rilancio del settore agricolo.

Forestazione.
Qui abbiamo mantenuto livelli occupazionali dell’anno precedente, anche se dal punto di vista contrattuale si registra qualche arretramento riguardante qualche indennità messa in discussione. La preoccupazione, in realtà, riguarda la riforma del settore improntata non dal “come tutelare il nostro territorio ed il nostro patrimonio boschivo”, ma da “come risparmiare”. Ci attende una battaglia per fronteggiare il taglio delle giornate lavorative.


Consorzio di Bonifica.

La riforma del settore ha accorpato i consorzi riducendoli da 11 a 2, ma il tutto in un clima di incertezza e confusione. Anche in questo caso ritengo si debba pensare a che tipo di servizio bisogna dare all’agricoltura catanese piuttosto che ai risparmi o a moltiplicare i posti di sottogoverno. Noi abbiamo in testa un consorzio di bonifica che sia strategico per il rilancio agricoltura e che va potenziato e riformato in maniera seria e profonda.

Industria alimentare.

Come ho detto prima, abbiamo ritenuto che questo settore fosse immune da crisi. Invece anche questo è stato investito in maniera profonda. In alcune aziende in difficoltà, nella seconda parte del 2014, abbiamo siglato accordi di mobilità che riguardano centinaia di lavoratori nella nostra provincia. Un settore che poteva essere strategico per il rilancio economico della Sicilia, il cui apparato produttivo riparte con l’agroalimentare o non riparte più, e che invece è in sofferenza. Ci preoccupano anche alcune scelte aziendali come la parcellizzazione del mondo del lavoro, gli appalti, la terziarizzazione di settori e cicli produttivi. Dobbiamo lavorare molto come sindacato per tutelare questa realtà e unificarla sotto l’aspetto contrattuale e normativo.

Pesca.

I problemi maggiori si riferiscono alle normative europee che hanno avuto un impatto negativo sul settore. Certo, bisogna anche tenere conto dell’arretratezza del nostro sistema pesca. Tuttavia si chiude un anno positivo che ha visto la firma del contratto nazionale sulla pesca e l’accordo per il sostegno al reddito a causa della crisi nel settore.

Vi sono comunque anche altri settori a cui la FLAI guarda con interesse, come l’ambiente in generale e le tipicità.

Sono quelle che io chiamo le battaglie territoriali. L’Etna  è patrimonio UNESCO e sarebbe un grande risultato quello di legare le tipicità, le unicità le varietà dei prodotti al territorio. Se riuscissimo a combinare l’agricoltura di qualità al nostro territorio, possiamo rilanciare al contempo turismo e agricoltura. Serve una nuova politica economica e un diverso utilizzo dei fondi strutturali. Siamo in pratica al 2015 e non abbiamo una programmazione approvata dall’Unione Europea, e questo per colpa di diversi soggetti, regionali, nazionali, europei. Il 2015 dovrà essere l’anno in cui si recuperi questo gap. Utilizzando in maniera adeguata queste risorse possiamo realmente rilanciare l’apparato produttivo siciliano e catanese in particolare.


30 Dicembre 2014
http://www.cgilct.it/site/tutte-le-news/notizie-categorie/1607-flai-cgil-catania-alfio-mannino-2015-anno-difficile-ma-dobbiamo-trasmettere-messaggio-di-ottimismo-e-speranza








I FORESTALI SONO TANTI, MA NESSUNO AVVERTE CHE IL NUMERO DELLE ORE COMPLESSIVE DEI FORESTALI TAGLIA DI METÀ, DI FATTO, LA SPESA CHE TUTTAVIA RESTA UNA ENORMITÀ E VIENE PERCEPITA COME UNA SPESA INUTILE PER VIA DELLA MODESTA VIGILANZA CHE I BOSCHI SICILIANI OTTENGONO



Sicilia sotto scopa, in testa ai costi: mix di bugie e verità

di SALVATORE PARLAGRECO



Sicilia sotto scopa, come sempre. In bilico, sull’orlo del burrone. E non ha con chi prendersela, sta scontando i suoi peccati, che non sono veniali. È questo il clima che si respira leggendo le cronache ed ascoltando gli addetti ai lavori, coloro che dovrebbero remare, avendo scelto di governare l’Isola (parlamento, esecutivo, management pubblico ecc.).
Tracimano a valle cose serie ed esemplari sciocchezze, pezzi di verità e colossali bugie, con il risultato che non si capisce niente e, soprattutto, si nascono le malandrinate. Qualche esempio? Il personale della Regione è numericamente il più alto d’Italia. Nessuno aggiunge che altrove ci sono dipendenti regionali e statali, mentre in Sicilia gli statali rappresentano una minoranza, perché le competenze sono passate dallo Stato alla Regione. È la Lombardia ad avere il più alto numero di dipendenti pubblici, non la Sicilia.
Costi della politica, la Sicilia è in testa perché l’Assemblea regionale siciliana spende di più di qualunque altro consiglio regionale. Non si aggiunge che il Parlamento regionale si carica delle spese pensionistiche, che altrove sono affidate all’Inps, cioè lo Stato, o che l’Ars è ospitata nel Palazzo dei Normanni, un tesoro architettonico di straordinaria rilevanza, che impone una manutenzione impegnativa.
Forestali, altro marchio indelebile. Sono tanti, è vero: trentamila o qualcosa di meno. Ma nessuno avverte che il numero delle ore complessive dei forestali taglia di metà, di fatto, la spesa che tuttavia resta una enormità e viene percepita come una spesa inutile per via della modesta vigilanza che i boschi siciliani ottengono.
L’elevata entità dei costi della politica, 158 milioni per il Parlamento regionale, è diventato il vero marchio d’infamia della Sicilia (solo tre cittadini su cento hanno fiducia nella politica). Ma perché i costi delle istituzioni (e della democrazia rappresentativa) sono considerati costi della politica? Fare funzionare il Parlamento è una cosa, mantenere le segreterie particolari, i portaborse, le clientele, i convegni e tavole rotonde per pochi intimi, un’altra. Costi della politica sono le pensioni d’oro di burocrati e parlamentari, nazionali e regionali. Costi della politica sono le leggi sbagliate, i ritardi, le omissioni, l’inconcludenza, la litigiosità, il mercimonio della cosa pubblica. Elementi uncountable, per dirla all’inglese, non contabilizzabili, che restano fuori dai costi della politica.
L’Assemblea regionale siciliana non è innocente: ha istituito un suo fondo di previdenza, come la Camera ed il Senato, per convenienza, allo scopo di decidere compensi e vitalizi assai lauti. Ed ora subisce la legge del contrappasso, i compensi sono allineati ma i costi restano alti
Il personale della Regione. L’elevato numero di dipendenti non è il vero problema, la macchina regionale si regge grazie alle cosiddette assistenze tecniche, di cui nessuno pronuncia verbo: decine di società specializzate, provenienti da varie regioni, che sono retribuite per affiancare ed offrire ausilio tecnico ai dipendenti, e nella realtà si sostituiscono ad essi. Costano un patrimonio. Avete letto un solo rigo sull’argomento?
Quante siano le aziende che operano nel campo dell’assistenza tecnica forse non lo sa nessuno, di certo le assistenze tecniche non si preoccupano di formare il personale dipendente e il personale dipendente non si preoccupa (in molti casi), di essere formato perché mancano le competenze di base (in qualche caso la volontà e l’interesse…). La voragine di quattrini si può fermare? Difficile, non si fanno concorsi da trenta anni, né si attuano procedure di mobilità dotate di criteri sostenibili. Conseguenza: la Sicilia spende un sacco di quattrini per la formazione, anche quella che non c’è.
Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha recentemente emanato una direttiva: le assistenze tecniche devono essere utilizzate per formare il personale. L’obiettivo è di fare da soli. Ma le assistenze tecniche hanno interesse a ereditare se stesse e non ad insegnare, ed il personale è in larga parte sprovvisto delle competenze di base. Non si può trasformare un agronomo in un amministrativista, e un ingegnere edile in esperto informatico.
In definitiva, sparando a palle incatenate in modo scriteriato e distruttivo sulla Sicilia brutta e cattiva si ottengono questi risultati: isolarla, renderla debole, addebitargli colpe che non ha, nascondere gli inghippi e le malandrinate reali che la impoveriscono.

30 Dicembre 2014
http://www.siciliainformazioni.com/141799/sicilia-sotto-scopa-testa-ai-costi-mix-di-molte-bugie-e-qualche-verita









DANNI DA PERTURBAZIONI ATMOSFERICHE. L'ASSESSORE DELL’AGRICOLTURA NINO CALECA VICINO AGLI OPERATORI CHE HANNO SUBITO DANNI DURANTE LA DIFFICILE SITUAZIONE CLIMATICA DI FINE ANNO



Ricevo e pubblico
dalla Dott.ssa Maria Giambruno
Relazioni esterne e comunicazione
Assessore Regionale Agricoltura





















L'ASSESSORE CALECA: SUI FORESTALI BISOGNA RIORGANIZZARE LA LORO ATTIVITÀ E PENSARE COME RISORSA. VERRANNO IMPIEGATI SEMPRE DI PIÙ NELLA PREVENZIONE DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO



LA SICILIA CHE FUNZIONA
 


Caleca: «Abbiamo speso tutti i fondi europei per l’agricoltura»
 

di Giuseppina Varsalona
L’assessore: «Abbiamo scoperto come lievitavano i costi degli appalti dei consorzi di bonifica». E i giovani? «Tornino nei campi»




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PALERMO. «Abbiamo raggiunto gli obiettivi previsti dalla programmazione comunitaria 2007-2013, riuscendo a pagare in un solo mese oltre 100 milioni di euro a imprenditori e agricoltori in genere che avevano partecipato ai bandi del Piano sviluppo rurale, il Psr. Sono ottimi risultati». L’assessore regionale all’Agricoltura, Nino Caleca, detta la strategia della nuova programmazione europea e le ricette per non perdere un altro treno.
Assessore, una buona iniezione di ossigeno per l’agricoltura siciliana...
«Siamo riusciti, assieme alla dirigente generale Rosaria Barresi, a spendere in tempo i fondi europei. Solo a dicembre abbiamo erogato più di 100 milioni ad agricoltori e imprenditori. In particolare, si tratta di risorse (29 milioni) date come premio a chi ha praticato un tipo di agricoltura biologica o allevato animali in via d’estinzione. Belle notizie anche per chi ha aperto agriturismi: altri 64 milioni, infatti, saranno destinati a chi ha presentato progetti per la ristrutturazione di bagli, il rifacimento di strade di campagna e aperto, appunto, agriturismi. Infine, altri 13 milioni e mezzo verranno erogati a chi ha investito nel settore delle serre di ortofrutta, piante tropicali e subtropicali, realizzando impianti di irrigazione e riscaldamento un po’ in tutta la Sicilia e soprattutto nel Ragusano, zona d’eccellenza per questo tipo di agricoltura, nel Messinese e nell’Agrigentino. Soldi, questi, che erano rimasti dalla programmazione europea precedente, 2000-2006. I nomi dei beneficiari e la graduatoria definitiva delle domande di aiuto ammissibili verranno messi online, dopo che l’Agea avrà completato l’iter dei pagamenti».
Le associazioni di categoria hanno rimproverato spesso la Regione per la mancanza di concertazione tra la politica e il mondo produttivo. Quali sono le strategie a cui ispirerà la sua azione di governo?
«Lavoreremo in sinergia con le categorie produttive e le rappresentanze sindacali perché ciascuno, in questo delicato momento economico, ha il dovere morale di impegnarsi al massimo per costruire le condizioni per il rilancio della Sicilia. Completato in tempo il vecchio Psr, il nostro obiettivo sarà quello di lanciare quello nuovo, 2014-2020. A partire dai primi di gennaio, infatti, ogni venerdì incontreremo i rappresentanti delle associazioni di categoria, con cui condividere l’impostazione della nuova spesa. Per questo motivo, organizzeremo a gennaio una Conferenza agraria regionale che vedrà protagonisti tutti gli attori, anche internazionali, della filiera produttiva. Si è avviata una collaborazione eccellente con gli uffici. L’allarme sulla spesa dei fondi europei non coinvolge i miei dipartimenti, i cui livelli di spesa sfiorano la media europea e sono superiori a quella nazionale. Abbiamo impegnato l’intero budget di 2 miliardi e 200 milioni e speso il 72,5 per cento, rispetto alla media nazionale che è del 71 per cento».
In un momento in cui gli altri settori soffrono e sono in crisi, il Pil in agricoltura cresce del 2,9 per cento. Come continuare a sostenere le imprese?
«Invito gli agricoltori a firmare un patto di solidarietà e reciprocità. Assieme al presidente Crocetta, sosterremo gli imprenditori, ma loro dovranno diventare i protagonisti della ripresa imprenditoriale siciliana. In questo progetto i giovani dovranno tornare ad affacciarsi a questo settore e a guardare all’agricoltura come ad una grande risorsa per lo sviluppo economico. I nostri giovani devono valutare con fiducia le opportunità che il settore offre e riuscire a coniugare tradizione e innovazione. Imparare a produrre, ma anche a commercializzare, utilizzando tutti gli strumenti che offrono le nuove tecnologie. Per questo motivo, orienteremo molte risorse verso la promozione di nuove imprese giovanili».
Come vi state preparando all’appuntamento dell’Expo?
«Porteremo ad Expo duemila anni di valori e cultura per ripartire dal Mediterraneo. Gli avvisi, che potranno essere consultati sul sito www.biomediterraneo.com, contengono tutte le informazioni utili per chiunque voglia partecipare al prestigioso evento internazionale che si svolgerà a Milano dal primo maggio al 31 ottobre. La Sicilia, individuata quale contraente di Expo per la gestione del Cluster Bio-Mediterraneo, avrà il compito di coordinare le iniziative degli undici paesi partecipanti - Grecia, Libano, Egitto, Libia, Tunisia, Algeria, Malta, San Marino, Albania e Montenegro, oltre all’Italia - e di amministrare tutte le iniziative e gli eventi che si realizzeranno all’interno dell’area comune».
Un altro elemento che le sta a cuore è il rispetto dei protocolli di legalità...
«Il viaggio verso Expo parte dall’albero Falcone. La Sicilia sceglie con forza e determinazione la legalità come strumento di partecipazione. Attiveremo tutti gli strumenti giuridici possibili per garantire che sia la legalità a guidare le tutte le aziende presenti a Milano. La Sicilia che porteremo avanti sarà quella dei buoni prodotti, della qualità, del lavoro e delle scelte etiche».
I consorzi di bonifica dovrebbero gestire l’erogazione idrica nelle campagne e le opere pubbliche necessarie. Ma in meno di 20 anni hanno maturato un maxi debito che ora è al centro di un dossier che lei ha elaborato per sbloccare l’impasse in cui è piombata la riforma.
«Abbiamo scoperto appalti che in corso di realizzazione vedevano aumentare il proprio valore. La tecnica si chiama “riserva” e consente alle imprese che hanno vinto una gara di chiedere di più per via di eventi imprevedibili al momento di presentare il progetto. È così che i costi si sono moltiplicati. Il consorzio di bonifica più indebitato, secondo i primi dati, è quello di Siracusa: in bilancio mancano una ventina di milioni. In quello di Palermo il rosso oscilla fra i 15 e i 20 gennaio milioni».
E sui forestali, cosa prevedete?
«Bisogna riorganizzare la loro attività e pensare ai forestali come risorsa. Verranno impiegati sempre di più nella prevenzione del dissesto idrogeologico».


01 gennaio 2015
http://gds.it/2015/01/01/caleca-fondi-europei-la-regione-ha-speso-tutte-le-risorse-per-lagricoltura_288793/



 Nota
 E sul servizio antincendio cosa prevedete?








NEL 2015 RISCHIO LICENZIAMENTI LA REGIONE, PER RIMPINGUARE IL BILANCIO 2015, DOVREBBE SFOLTIRE PRECARI, FORESTALI E TAGLIARE, TAGLIARE, TAGLIARE.


Nel 2015 rischio licenziamenti e flop dei fondi europei
Buio su precari, Comuni, Province e agricoltura

GIULIO AMBROSETTI

Politica – Nel silenzio generale è passato il primo anno della programmazione comunitaria 2014-2020 senza che sia stato speso un solo euro. Per i prossimi 12 mesi sarà quasi impossibile cofinanziare gli interventi di Bruxelles. Sullo sfondo, la ricetta Baccei, che lascia presagire il rischio di nuovi drammi sociali




Cosa ci riserverà nel 2015 la politica siciliana? Sarà migliore o peggiore dell'anno che ci stiamo lasciando alle spalle? Le previsioni non sono mai facili. Rosario Crocetta, presidente della Regione, a fine 2013 diceva che il 2014 sarebbe stato l'anno della ripresa. E mai previsione è risultata più disastrosamente sbagliata.

Anche noi vorremmo tanto che le nostre sensazioni sull'anno che sta arrivando venissero smentite dai fatti, così come i fatti hanno smentito il governatore dell'Isola. Augurandoci con tutto il cuore di sbagliarci, noi non possiamo fare a meno - nel provare a ipotizzare cosa ci aspetta nel 2015 - che partire dai dati oggettivi, cioè dai numeri, che purtroppo sono per definizione testardi. E i numeri, è inutile che ci giriamo attorno, non lasciano molti margini di manovra.

La prima notizia che salta gli occhi è che, nel silenzio generale, è volato via il primo anno della programmazione dei fondi europei 2014-2020. Ebbene, in questo 2014 non solo la Sicilia non ha speso un solo euro dei miliardi disponibili, ma non si è nemmeno parlato di tale argomento. Dando per scontato che il primo anno la Regione siciliana sarebbe andata a vuoto. E a vuoto, con molta probabilità, potrebbe andare, sul fronte della spesa dei fondi europei, anche il 2015. Proviamo a ipotizzare il perché.

Per cercare una spiegazione alla nostra ipotesi basta dare un'occhiata al bilancio di previsione 2015 della Regione siciliana. Che dovrebbe essere approvato dall'Assemblea regionale siciliana il prossimo mese di marzo, forse anche ad aprile. Un progetto di bilancio che, per la prima volta nella storia dell'Autonomia siciliana, è finanziato, in buona parte, per quattro dodicesimi.

Insomma - l'argomento i nostri lettori lo conoscono perché ce ne occupiamo spesso - i soldi sono finiti. La Regione è in bolletta. C'è un buco finanziario di cassa di oltre 5 miliardi di euro. E un buco di competenza di oltre 2 miliardi di euro. Un disastro finanziario provocato, in buona parte, dal governo nazionale di Matteo Renzi, che scarica sulla Regione e sui Comuni i tagli che arrivano dalle politiche del rigore imposte dall'Unione europea.

Solo che con la Sicilia, per motivi ancora non chiari, Roma ha esagerato. In due anni ha strappato al bilancio della Regione quasi 2 miliardi di euro e mezzo. Più i soldi che dovrebbero arrivare a titolo di ristoro per i maggiori esborsi della Sicilia in materia di spese sanitarie. A cui si sommano i fondi Pac (Piano di azione e coesione) che il governo Renzi ha tolto alla Sicilia con la legge di Stabilità. Dovrebbero essere un miliardo e 200 milioni di euro. Anche se negli uffici regionali sperano che Roma restituisca almeno una parte di queste somme.

Con questi numeri le previsioni non possono che essere pessimistiche. In queste condizioni di bilancio non sarà facile, per la Regione, cofinanziare i fondi europei. Tra l'altro - fatto non secondario - la quota di cofinanziamento a carico delle Regioni del Sud ad Obiettivo convergenza è aumentata.

Non solo. La Regione, nell'utilizzazione della spesa dei fondi europei, deve anticipare queste somme, che poi Bruxelles restituisce con la rendicontazione, che spesso è lunga e complessa. Come può una Regione quasi al verde cofinanziare e, addirittura, anticipare la spesa di 1-2- miliardi di euro di fondi europei (tanti ne dovrebbe quanto meno impegnare nel 2015)? Resta da capire perché l'Unione europea, conoscendo le condizioni delle Regioni del Sud, si ostina a riproporre cofinanziamento e anticipazione.

Il meccanismo è creato apposta per non fare spendere questi soldi al Sud e farli finire altrove, com'è avvenuto con i fondi Pac, che, in maggioranza, altro non sono che fondi europei riprogrammati? Chissà. Forse bisognerebbe chiederlo ai parlamentari europei eletti in Sicilia. Scoprirebbero i grandi raggiri che si celano dietro i fondi europei, la cui mancata utilizzazione è speso ascritta con troppa facilità ai ritardi degli uffici regionali.  

Nei giorni scorsi abbiamo scritto che - almeno in questa fase - per il 2015 ci sarebbero i soldi solo per pagare le retribuzioni ai dipendenti regionali, al Parlamento siciliano e, almeno sulla carta, per tenere in piedi una barcollante sanità siciliana. Leggendo meglio i documenti ci siamo accorti che ci sarebbero i soldi anche per pagare, per tutto l'anno, il trasporto pubblico locale (parliamo del trasporto gommato di persone, ovvero, Azienda siciliana trasporti) e per il trasporto via mare. 


Queste potrebbero essere le notizie non negative. Per il resto, le luci sono poche. Vediamo molti problemi per la Formazione professionale. Sia perché il governo regionale, in due anni, ha fatto veramente poco per gli 8mila dipendenti di questo settore, sia perché tutte le risorse del Piano Giovani potrebbero essere fagocitate dallo scippo che Roma ha operato sui Pac.

Vediamo molti problemi per i Comuni, con possibili dissesti finanziari a catena. Vediamo problemi per le Province. Vediamo problemi per i dipendenti regionali. Vediamo molti problemi per le società regionali. Molte potrebbero chiudere i battenti. Siamo molto pessimisti, ad esempio, su 
Sviluppo Italia Sicilia, una società che alcuni potentati romani vogliono sbaraccare per prenderne il posto. Vediamo problemi seri per Riscossione Sicilia spa: rispetto a questa società si intravedono - come per Sviluppo Italia Sicilia - interessi esterni alla Sicilia, non esattamente cristallini.

Siamo pessimisti sull'agricoltura siciliana, alla luce del sostanziale fallimento del Piano di sviluppo rurale 2007-2013 che, a parte gli aiuti alle solite famiglie del vino siciliano, non sembra avere sortito grandi risultati. E siamo pessimisti sull'industria, compresa l'ennesima promessa sul rilancio dell'automobile a Termini Imerese.

Ipotizziamo grandi problemi per tutto il precariato: per i circa 24mila precari degli enti locali e, in generale, per tutti gli altri circa 50mila precari. Ipotesi, questa, che condividiamo con l'analisi di Riccardo Savona, il navigato parlamentare regionale di Forza Italia che, leggendo il disegno di legge sul Bilancio è arrivato alle nostre stesse conclusioni. Arrivando ad affermare che in Sicilia, se dovesse materializzarsi questo scenario, potrebbe scoppiare la «guerra civile».

Siamo arrivati al punto critico: per finanziare gli otto dodicesimi del bilancio 2015 oggi per memoria (formula con la quale nel bilancio si indicano i capitoli senza soldi), l'assessore-commissario all'Economia, Alessandro Baccei, dice che ci vogliono le riforme. Le sue riforme. Baccei, inviato in Sicilia dal Governo Renzi, non ha mai parlato dei soldi che Roma ha tolto alla Sicilia. La Regione, per rimpinguare il bilancio 2015, dovrebbe sfoltire precari, forestali e tagliare, tagliare, tagliare.


01 gennaio 2015
http://meridionews.it/articolo/30611/nel-2015-rischio-licenziamenti-e-flop-dei-fondi-europei-buio-su-precari-comuni-province-e-agricoltura/








MADONIE. IL CORPO FORESTALE SULLA EMERGENZA NEVE



Il Corpo Forestale sulla emergenza neve


Il Corpo Forestale  sulla emergenza neve


Continua lo stato di grave difficoltà sul comprensorio Modonite. Dopo 3 giorni sono ancora diversi tratti stradali preclusi al traffico. Dal 31 ad oggi il Corpo Forestale si è esteso sul tutto il territorio in ausilio e sostegno alla popolazione. Le Pattuglie dei Distaccamenti Forestali di Lascari, Collesano, Castelbuono, Gangi, Petralia, Polizzi e Castellana, si sono impegnate ogni giorno a gestire la viabilità stradale dando assistenza a tanti automobilisti rimasti bloccati nella neve. Su specifica richiesta della Prefettura i fuori strada 4x4 sono stati preziosi per il trasporto di ammalati nei centri di dialisi presso gli ospedali Madonite. Il Nucleo Soccorso Montano ha fornito assistenza a tanti che incautamente si sono incamminati nei territori innevati. Inoltre il Personale dello stesso reparto si esteso per portare medicine presso la guardia medica di Piano Battaglia.

Infine, notevole è stato il contributo di un mezzo speciale ubicato, presso il Distaccamento Forestale di Castellana, che il Corpo Forestale utilizza in tutte le emergenze di Protezione Civile: si tratta di un mezzo polivalente UNIMOG, il quale in questi giorni ha lavorato incessantemente, arrivando in contrade inaccessibili agli stessi spalaneve e liberando tante strade interpoderali con grande sollievo per gli allevatori e agricoltori dei luoghi. Eventuale richieste di soccorso possono essere inoltrate al Centro Operativo Regionale 1515 oppure allo 0917870218 del Centro Operativo Provinciale del Corpo Forestale Regionale.

 Il Commissario Sup.F.le
 Antonino ROCCO



03 Gennaio 2014
http://www.madonielive.com/index.php/news/load/28462









VILLALBA (CL). SI RINNOVA DA ORMAI DICIOTTO ANNI LA TRADIZIONE DEL PRESEPE ECOSOSTENIBILE DI GERALDO LUMIA, ISPETTORE SUPERIORE ALLA FORESTALE



Villalba. Si rinnova da ormai diciotto anni la tradizione in casa Lumia: 800 i visitatori


Il presepe ecosostenibile di Geraldo



Gilberto Lumia


Villaba. Riproduzioni fedeli della realtà e realizzate con materiale ecosostenibile si ritrovano, anche quest'anno, nel presepe di Geraldo Lumia, allestito a Villalba ormai da 18 anni e che, ogni dicembre, si presenta al pubblico sempre più grande e con diverse novità. «Rispetto allo scorso anno - spiega Geraldo Lumia, appassionato di presepi ed ispettore superiore alla forestale - ho inserito per la prima volta anche l'effetto nebbia sopra la grotta della Natività. Inoltre ho creato una montagna fluorescente che, quando le luci della stanza creano l'atmosfera notturna, pare essere molto lontana. Un po' come se si trattasse dell'Etna. Ho poi ripetuto la creazione di un secondo paesaggio sotterraneo con l'illusione ottica: è tutto un gioco generato dall'utilizzo di specchi. Non mancano, infine, due simboli del paesaggio di Villalba: L'Avanzu della Finestra, ossia la montagna in cui è incastrato, all'interno di una spaccatura, un enorme masso, e "U cuazzu du pirtusiddu", il rilievo più alto del paese». Per creare un presepe che quest'anno Lumia ha preferito sviluppare in senso orizzontale (al fine di dare più visibilità alle botteghe, alle grotte degli artigiani, agli angoli dedicati alla vita domestica con più di 1000 pezzi tra personaggi, animali e utensili) e che affascina e cattura i visitatori. «Non ci vuole poi molto - confessa il suo autore -. Ciò che occorre è tanta fantasia per utilizzare oggetti che si trovano facilmente in casa e che vengono riciclati. Per esempio - continua - la montagna è stata creata utilizzando un grande cestino della spazzatura a forma di cono gelato e utilizzato nei bar».
L'allestimento del presepe è iniziato il 10 novembre e ha coinvolto la famiglia di Lumia con i figli Mariagrazia e Luigi e la moglie Maria Carmela. «Dopo l'apertura del presepe, avvenuta il 20 dicembre, abbiamo raccolto più di 800 firme nel nostro libro delle visite, senza contare tutti quelli che sono passati ma che non hanno lasciato il proprio nome - spiega Lumia. - Chi vuole potrà far visita al nostro presepe, allestito in un garage in via Garibaldi, fino al 2 febbraio».
GRAZIA LA PAGLIA


03 Gennaio 2015








NEVE A CAPODANNO, GRAN LAVORO PER FORESTALI E CANTONIERI



Neve a Capodanno, gran lavoro per forestali e cantonieri



Neve tra Cammarata e Santo Stefano

A seguito del consistente abbassamento delle temperature e del verificarsi di abbondanti nevicate specie nell’entroterra agrigentino avvenute nei giorni scorsi, il Corpo Forestale ha visto impegnati personale e mezzi per fronteggiare i disagi ed i rischi riguardanti le popolazioni dei comuni montani interessati da queste sfavorevoli condizioni climatiche. In quest’opera di protezione civile notevolmente impegnati sono stati i Distaccamenti Forestali di Cammarata e S. Stefano Quisquina che, in maniera particolare, si sono prodigati affinché le persone dializzate raggiungessero i centri di cura. A quest’opera di soccorso si sono aggiunti gli interventi finalizzati a liberare le sedi stradali dagli alberi caduti sotto il peso della neve e, dunque, atti a garantire la circolazione, ed a monitorare costantemente il territorio. Un capodanno di intenso lavoro quello appena trascorso per il Corpo Forestale e per gli uomini dei suddetti Distaccamenti Forestali, che parecchio si sono spesi per fronteggiare l’avvenuta emergenza climatica.

02 Gennaio 2015
AgrigentoWeb.it 




 Galleria fotografica

RANDAZZO. INCIDENTI SULLA MARENEVE E TURISTI INTRAPPOLATI DALLA NEVE. A PRELEVARLI GLI UOMINI DELLA FORESTALE CON IL PERITO FORESTALE BASILIO LO PRESTI



Randazzo. Disavventura per 40 persone in un hotel. Incidenti sulla Mareneve


Turisti intrappolati dalla neve



L´incidente stradale avvenuto sulla Mareneve 
a causa del fondo ghiacciato


Il giorno di Capodanno circa 40 turisti provenienti da diverse province, sono rimasti bloccati nell'hotel "Monte Colla" di Randazzo, a 1400 metri di altezza in zona "A" del Parco dei Nebrodi.
La struttura è raggiungibile solo attraverso una ripida strada rurale e così i turisti, che il 31 erano riusciti a raggiungere l'hotel, dopo i festeggiamenti e la forte nevicata, sono rimasti bloccati. Hanno trascorso Capodanno in hotel, ma temendo di non riuscire a tornare ieri hanno lanciato l'allarme facendo scattare la macchina della Protezione civile. Nessun fuoristrada, però, è riuscito a raggiungere la struttura. Solo ieri pomeriggio i 2 trattori dell'hotel sono riusciti ad aprire una pista fra i cumuli di neve che il vento aveva ammassato e le jeep dell'associazione "Romantica 4X4" hanno aiutato i turisti a scendere giù.
Allarme anche nel rifugio della forestale "Tre Aree", sempre sui Nebrodi, dove una comitiva di 14 catanesi che avevano trascorso lì il primo dell'anno non sono riusciti a scendere. A prelevarli gli uomini della forestale con il perito forestale Basilio Lo Presti.
Mareneve in tilt per diverse ore alla vigilia di Capodanno, nel tratto tra Fornazzo e il bivio per il Rifugio Citelli. Nonostante il passaggio dei mezzi spazzaneve e spargisale in mattinata, le due corsie della strada che attraversa l'alto e medio versante orientale dell'Etna, al calo delle temperature, si sono trasformate in trappole ghiacciate per gli automobilisti non attrezzati a dovere. Intorno alle 16, una Smart senza catene è uscita di strada per il ghiaccio sulla carreggiata: per evitare il mezzo in panne, altri quattro fuoristrada hanno sbandato finendo per ostacolare totalmente il transito delle auto. A rilento le operazioni di soccorso, mentre anche un mezzo della Protezione civile di stanza al Rifugio Citelli è rimasto coinvolto. Solo dopo le 19.30, la situazione è tornata normale.


03 Gennaio 2014








SAN CATALDO. CHIESTA UNA RIUNIONE STRAORDINARIA SULLA QUESTIONE DEL DISBOSCAMENTO NEL BOSCO FORESTALE DI GABARA, OGGI L'UNICO POLMONE VERDE


San Cataldo. Chiesta una riunione straordinaria


Sos Bosco Gabara. Consiglio in campo



Il bosco gabara a San Cataldo


San Cataldo. La politica torna ad occuparsi della questione disboscamento. Ieri mattina, infatti, è stata presentata una richiesta di convocazione di un Consiglio comunale, in seduta straordinaria, in ordine «all'abbattimento della vegetazione nel sito forestale di Gabara».
L'istanza è stata presentata dall'intera opposizione al presidente del Consiglio comunale Roberta Naro e vede come prima firmataria l'esponente del gruppo «Costruiamo il Futuro», Alice Fasciana, che nella richiesta di convocazione ha auspicato che la seduta possa svolgersi proprio all'interno del sito forestale in questione.
Dunque, una nuova iniziativa di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sul tema del disboscamento: già domani mattina è in programma, a partire dalle ore 7.30, la «Passeggiata nel bosco e Fermiamo lo scempio a Gab (b) ara» (con appuntamento per i partecipanti alle ore 7.30 in piazza Calvario), promossa tramite un interscambio «virale» di idee ed opinioni sui social network.
Già sul finire dello scorso anno, il Consiglio comunale aveva approvato un documento da sottoporre al Governo regionale in materia di disboscamento. Adesso, dopo il grido d'allarme lanciato da appassionati della natura, podisti e comuni cittadini sul disboscamento a Gabara, giunge la richiesta di svolgimento di un'assemblea del civico consesso sull'argomento. Nel documento protocollato dai consiglieri di opposizione, tra le altre cose, si legge: «Diversi cittadini hanno manifestato forti perplessità in ordine all'attività di deforestazione che sta interessato il sito di Gabara. Questa zona forestale rappresenta ad oggi l'unico polmone verde, assiduamente frequentato e vissuto dai cittadini sancataldesi, che vi svolgono attività sportive e di relax. Inoltre, da diversi anni, il sito ospita, soprattutto nel periodo estivo, eventi fortemente partecipati e di spiccato rilievo culturale».
I consiglieri firmatari hanno dunque concluso: «Negli scorsi mesi, il Consiglio comunale ha approvato all'unanimità un documento sulle criticità delle attività deforestazione. Si chiede ora, la convocazione di Consiglio comunale in seduta straordinaria. L'espressa richiesta è che tale adunanza possa svolgersi, previa eventuale procedura di autorizzazione, nel sito forestale interessato».
Anche nel Vallone di recdente ci sono state iniziative di protesta per via del disboscamento di vaste aree, pare per alimentare una centrale a biomasse nell'Ennese.
Claudio Costanzo


03 Gennaio 2015







FRANCAVILLA HA CHIESTO L'INSERIMENTO NEL PERIMETRO DEL PARCO DEI NEBRODI. IL BOSCO DI MALABOTTA È UNO DEGLI ULTIMI «NATURALI» SOPRAVVISSUTI IN SICILIA: VANTA, INFATTI, ALBERI DI QUERCE SECOLARI, E FAUNA RAPPRESENTATIVA DEL TERRITORIO FORESTALE


Francavilla ha chiesto l'inserimento
nel perimetro del Parco dei Nebrodi



Francavilla. Il Comune ha chiesto di essere inserito all'interno del perimetro del Parco dei Nebrodi, poiché presenta delle peculiarità ambientali degne di essere salvaguardate e tutelate.
Il territorio francavillese non è attualmente ricompreso nel Parco dei Nebrodi, ma presenta una porzione di territoria con peculiarità tali che impongono la conservazione di ambienti di estremo valore naturalistico da salvaguardare e poter quindi sfruttare ai fini di fruizione sociale, ricreativa e culturale.
L'area da salvaguardare si trova ubicata, in particolare, in località Malabotta. Parte del territorio ricade nella zona nord-ovest del Comune ed è posta alla confluenza dei Monti Peloritani con i Monti Nebrodi.
Il «Bosco di Malabotta» è uno degli ultimi «naturali» sopravvissuti in Sicilia: vanta, infatti, alberi di querce secolari, e fauna rappresentativa del territorio forestale.
L'area in questione ha un'estensione di circa 33 chilometri quadrati complessivi nella cui parte ricade il Comune di Francavilla, che si trova al centro tra quelli di Montalbano Elicona, Roccella Valdemone, Malvagna, Tripi e Mojo Alcantara.
Alessandra Iraci Tobbi


03 Gennaio 2015







NIBALI BLOCCATO DALLA FORESTALE. "ABBIAMO FATTO IL NOSTRO DOVERE"


Villafranca


Nibali bloccato dalla Forestale
"Abbiamo fatto il nostro dovere"

di Salvo Toscano

Il vincitore del Tour si stava allenando transitando su una strada chiusa al traffico a causa del ghiaccio. Ardizzone: "Gli agenti hanno tutelato la sua sicurezza"


forestale, messina, vincenzo nibali, Messina


MESSINA – Vincenzo Nibali fermato dalla Forestale mentre si allena. E la vicenda diventa un piccolo caso. Il vincitore del Tour ieri si stava allenando col fratello e altri due ragazzi a Villafranca sui Colli Sarrizzo. “C’era un cartello di blocco per il ghiaccio sulla strada – ha raccontato lo stesso ciclista alla Gazzetta dello Sport -, ma comunque pensavo che fosse riferito alle macchine che peraltro ho visto scendere in senso opposto, non a chi andava in bici. Stavo facendo dei lavori specifici ed ero molto concentrato. Così sono passato davanti a una macchina della Forestale che mi ha visto, mi è venuta dietro e per farmi fermare mi ha quasi stretto al bordo della strada. Mi hanno chiesto i documenti, io ho spiegato la situazione ma sono sorpreso di quello è successo. La strada era sicuramente praticabile, della neve caduta a Messina nei giorni scorsi non c’era traccia. Peccato, si è trattato di un malintenso evidentemente, ma qualcosa del genere non mi era mai capitato in carriera!”.

“Già dal giorno 31 la strada era interrotta causa ghiaccio – spiega a Livesicilia l'ispettore della Forestale Placido Broccio -. C'erano le transenne con un bel cartello di divieto d'accesso perché il 31 su quella strada erano rimaste bloccate dieci vetture. Il ciclista è passato da solo, intorno alle 14,15, gli abbiamo suonato, lo abbiamo seguito per 200 metri, lui non si è nemmeno fermato e poi è ridisceso giù. Poi si è fermato, si è tolto gli occhiali e ci ha detto: 'Voi non sapete chi sono io'. 'No', gli ho risposto. Poi se n'è andato. Noi abbiamo fatto solo il nostro lavoro, che era quello di non far transitare nessuno per una strada chiusa”.

"Non comprendo lo stupore del ciclista Vincenzo Nibali davanti ad una pattuglia della Forestale che cerca di tutelare la sua sicurezza e quella del territorio - commenta il presidente dell'Assemblea regionale Giovanni Ardizzone -. In un Paese dove i vigili urbani della Capitale si assentano massicciamente per il Capodanno, dovremmo andare orgogliosi di tutti coloro che svolgono il proprio lavoro con senso del dovere e rispetto delle regole. In particolare di questi forestali che, pur essendo stati in servizio la notte del 31 dicembre e il primo gennaio per l'emergenza maltempo e per accogliere gli immigrati, la mattina del 2 gennaio erano ancora a lavoro".


03 gennaio 2015
http://livesicilia.it/2015/01/03/nibali-bloccato-dalla-forestale-abbiamo-fatto-il-nostro-dovere_582789/







NIBALI FERMATO DALLA FORESTALE E ARDIZZONE LO REDARGUISCE



Nibali fermato dalla Forestale
E Ardizzone lo redarguisce



Nibali fermato dalla Forestale <br /> E Ardizzone lo redarguisce“Non comprendo lo stupore del ciclista Vincenzo Nibali davanti ad una pattuglia della Forestale che cerca di tutelare la sua sicurezza e quella del territorio”. Lo scrive su Facebook il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone, commentando le dichiarazioni di Nibali, bloccato da una pattuglia del Corpo forestale sulle strade ghiacciate dei colli Sarrizzo, in provincia di Messina. Gli agenti non hanno riconosciuto il vincitore del Tour de France, chiedendogli i documenti…
Il vincitore del Tour de France aveva raccontato alla Gazzetta dello Sport l’episodio dicendosi sorpreso: “Una cosa del genere non mi era mai capitata”. Secondo la sua versione “C’era un cartello di blocco per il ghiaccio sulla strada, ma comunque pensavo che fosse riferito alle macchine. Stavo facendo dei lavori specifici ed ero molto concentrato. La strada era sicuramente praticabile, della neve caduta a Messina nei giorni scorsi non c’era traccia”.
“In un Paese dove i vigili urbani della Capitale si assentano massicciamente per il Capodanno – continua Ardizzone – dovremmo andare orgogliosi di tutti coloro che svolgono il proprio lavoro con senso del dovere e rispetto delle regole. In particolare di questi forestali che, pur essendo stati in servizio la notte del 31dicembre e il primo gennaio per l’emergenza maltempo e per accogliere gli immigrati, la mattina del 2 gennaio erano ancora a lavoro”.

03 Gennaio 2015
http://www.siciliainformazioni.com/142593/messina-nibali-fermato-dalla-forestale-non-riconosciuto








CLAMOROSO: NIBALI FERMATO DALLA FORESTALE IN ALLENAMENTO!



Clamoroso: Nibali fermato dalla Forestale in allenamento!

Vincenzo era in allenamento la mattina del 2 gennaio con il fratello Antonio e altri due ragazzi: non è stato riconosciuto. “Una cosa del genere non mi era mai capitata”.





“Una cosa del genere non mi era mai capitata”. Vincenzo Nibali, al telefono, è quantomeno sorpreso. Questa mattina - 2 gennaio - si stava allenando nella Sicilia con il fratello Antonio e altri due ragazzi quando è stato fermato dalla Forestale e, anche se può sembrare incredibile, non è stato riconosciuto... E’ la stessa maglia gialla, che come al solito passa l’inizio dell’anno nella sua Sicilia a raccontare l’accaduto alla Gazzetta. Da ricordare intanto due appuntamenti che lo riguardano: domani alle 18, 3 gennaio, firmerà autografi alla Feltrinelli di Messina per l’autobiografia che ha scritto con Enrico Brizzi. E il 6, sempre a Messina, c’è la pedalata benefica per raccogliere fondi per la ricerca contro la sindome di Duchenne e Becker. Ma torniamo a quanto accaduto questa mattina.

SORPRESA — “Stavo salendo da Villafranca verso la località Quattro Strade - racconta Nibali -. C’era un cartello di blocco per il ghiaccio sulla strada, ma comunque pensavo che fosse riferito alle macchine che peraltro ho visto scendere in senso opposto, non a chi andava in bici. Stavo facendo dei lavori specifici ed ero molto concentrato. Così sono passato davanti a una macchina della Forestale che mi ha visto, mi è venuta dietro e per farmi fermare mi ha quasi stretto al bordo della strada. Mi hanno chiesto i documenti, io ho spiegato la situazione ma sono sorpreso di quello è successo. La strada era sicuramente praticabile, della neve caduta a Messina nei giorni scorsi non c’era traccia. Peccato, si è trattato di un malintenso evidentemente, ma qualcosa del genere non mi era mai capitato in carriera!”.


02 Gennaio 2015
http://www.gazzetta.it/Ciclismo/02-01-2015/clamoroso-nibali-fermato-forestale-allenamento-100367689226.shtml







29 dicembre 2014

LE PUBBLICAZIONI RIPRENDERANNO CON LA SOLITA REGOLARITÀ IL 4 GENNAIO



Le pubblicazioni riprenderanno con la solita regolarità il 4 Gennaio. 

 








ARRETRATI CONTRATTUALI. LESI I DIRITTI DEI LAVORATORI FORESTALI AIB




Alla Commissione Bilancio;
al Presidente dell'Ars;
  al Gruppo PD;
al Gruppo NCD;
al Gruppo ART 4;
al Gruppo UDC;
al Gruppo FI;
al Gruppo M5S;
al Gruppo Grande Sud-Pid;
al Gruppo Misto;
al Gruppo Lista Crocetta;
al Gruppo MPA;
al Gruppo Lista Musumeci;
al Gruppo DRS;
al Gruppo Sicilia Democratica





Arretrati contrattuali. Lesi i diritti dei lavoratori forestali Aib






Non abbiamo ancora percepito a differenza dei colleghi dell’azienda foreste demaniali, la rimanente parte degli arretrati contrattuali del vecchio CCNL 2006-2008, in molte occasioni ci è stata data una-tantum, circa il 65%. 
Le uniche garanzie che Vi chiediamo, sono quelle di inserire nel bilancio di previsione per l'anno finanziario 2015, i fondi necessari che ci spettano per legge. Il Presidente Crocetta in occasione dello sciopero dell'11 marzo 2014, ci rassicurava che il capitolo per pagare gli arretrati contrattuali del comparto antincendio veniva ripristinato. E' passato un'altro anno e la promessa non è stata mantenuta.  
RingraziandoVi per l’attenzione colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
Auguri di Buon Anno!
Firma


Mail spedita ieri alle 15:37

Inviate questo breve messaggio anche voi, fate copia incolla oppure usatelo come spunto.
Quì sotto gli indirizzi dei Gruppi.


Commissione_II@ars.sicilia.it;
presidente@ars.sicilia.it;
GruppoPD@ars.sicilia.it;
GruppoNCD@ars.sicilia.it;
GruppoART4@ars.sicilia.it;
GruppoUDC@ars.sicilia.it;
GruppoFI@ars.sicilia.it;
GruppoM5S@ars.sicilia.it;
GruppoGrandeSud-Pid@ars.sicilia.it;
GruppoMisto@ars.sicilia.it;
GruppoListaCrocetta@ars.sicilia.it;
GruppoMPA@ars.sicilia.it;
GruppoListaMusumeci@ars.sicilia.it;
GruppoDRS@ars.sicilia.it;
GruppoSD@ars.sicilia.it