08 dicembre 2018

DDL VARIAZIONI. SCONTRO ALL'ARS SUL BILANCIO, M5S E PD: "MUSUMECI ASSENTE IN AULA". TUTTO RINVIATO A MARTEDÌ


Dal sito gds.it

di Denise Marfia — 07 Dicembre 2018

Tutto rinviato a martedì prossimo all'Assemblea regionale Siciliana. Dopo che ieri il disegno di legge sulle variazioni di bilancio era stato incardinato in aula, oggi era la volta della discussione generale sulla proposta di legge.

Un'aula però priva del presidente della Regione, Nello Musumeci che nel frattempo era impegnato in una conferenza stampa per fare il bilancio di un anno d'attività del suo governo. Assenza, sua e del governo, che non solo non è passata inosservata ma che ha rallentato ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, i lavori d'Aula.

M5S e Pd hanno attaccato il governatore, reo di non essere presente in uno dei momenti importanti dell'attività parlamentare.

“Come Crocetta – dice il capogruppo del Movimento 5 stelle all’Ars, Francesco Cappello – Musumeci diserta, insieme alla sua maggioranza, l’aula per discutere con i giornalisti,  invoca il senso di responsabilità del parlamento sulle variazioni di bilancio e poi si sottrae al dibattito d’aula sui tagli, e sulle storture della sua manovrina, che anche in questa circostanza è frutto di decisioni unilaterali e comprovano l’incapacità di questo governo, non solo di programmazione della spesa, ma anche della capacità della spesa stessa”.

Bacchettate arrivano anche dal Pd, attraverso il capogruppo all'Assemblea, Giuseppe Lupo: "Ci opporremo fermamente all’azione di un governo che smentisce se stesso, come quando dichiara, come fatto fino a ieri in commissione bilancio, di non poter ripartire le somme destinate ai Comuni che superano la soglia del 65 per cento di raccolta differenziata perché non è ancora in possesso dei dati percentuali dei singoli Comuni, mentre il presidente della Regione, che ha preferito  disertare l’Aula  riunita per  discutere un provvedimento importante, dichiara oggi in conferenza stampa che in Sicilia la differenziata nel 2017 ha raggiunto il 22,7 per cento. A distanza di un anno il governo Musumeci si conferma un governo conservatore e immobile”.

"Il governo Musumeci non è credibile perché non rispetta le leggi approvavate dall’Ars e ne chiede l’abrogazione o  il definanziamento sei mesi dopo l’approvazione", dice ancora Lupo commentando il disegno di legge di variazione di bilancio in discussione all’Ars con riferimento alla mancata ripartizione dei fondi ai Comuni che hanno raggiunto il sessantacinque per cento di raccolta differenziata, all’abrogazione dell’intervento a sostegno delle consulte giovanili ed alla sottrazione di risorse al reddito di inclusione sociale.

Promettono battaglia i due gruppi parlamentari, dunque, con Lupo che sottolinea come i tagli di Musumeci riguardino in "maniera indiscriminata i capitoli destinati al sociale, ai giovani, alla legalità, ed agli enti locali,  una manovra priva di equità che non tiene in alcun conto la richieste dei sindaci dei Comuni in dissesto e pre-dissesto di creare un fondo che consenta loro di prestare i servizi essenziali ai cittadini, definanzia il reddito di inclusione per le fasce più deboli della popolazione, taglia il fondo per i progetti individuali per i disabili, abolisce il finanziamento per le consulte giovanili,  dirotta altrove le somme, che il Governo non è stato capace di spendere, ad esempio per l’attivazione dei Tribunali di Mistretta, Nicosia e Modica,  riduce notevolmente le risorse destinate alle Ipab per il pagamento degli stipendi, taglia addirittura i fondi per i farmaci innovativi".


A rincarare la dose ci pensa il presidente della commissione antimafia Claudio Fava: "Invece di dedicarsi a presentazioni alla stampa a mezzo slides sui sedicenti risultati raggiunti in un anno di governo, il Presidente Musumeci avrebbe fatto bene stamattina ad essere presente all'Ars per discutere su un disegno di legge di assestamento di bilancio che porta la sua firma e per confrontarsi con il parlamento siciliano sui suoi presunti traguardi".

Ad attendere con ansia la votazione del ddl, che avverrà nel corso della prossima settimana, sono i dipendenti regionali, preoccupati di non percepire stipendio e tredicesima per la chiusura della cassa regionale, fissata a metà dicembre, gli ex Pip,i lavoratori degli enti Parco, dell’Esa, i Consorzi di bonifica, gli ex lavoratori dell'ente 'Fiera del Mediterraneo' e tutti i Comuni in dissesto.

La Sicilia, tra rinvii e polemiche, attende la fumata bianca che sicuramente ci sarà ma che dovrà vivere ancora di scontri dialettici in Aula.


© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it






07 dicembre 2018

CISL A MUSUMECI: APRA AL CONFRONTO LE PORTE DEL PALAZZO


Dal sito www.cislsicilia.it

Così il sindacato al governatore, a proposito del report sulle politiche dell’esecutivo. Il percorso tracciato dal presidente della Regione, se portato a compimento, produrrà effetti positivi. Ma serve sedersi assieme a un tavolo e convenire su tempi, modalità, interventi, risorse. “Il diaologo sia un po’ meno episodico, un po’ più sistematico”

07 dicembre 2018 - Umberto Ginestra
“Le slide illustrate stamani a categorie produttive e stampa dal presidente della Regione Nello Musumeci, tracciano un percorso che, se portato a compimento, non mancherà di produrre effetti positivi, utili alla Sicilia. Non esitiamo a riconoscerlo per onestà. Così come non esitiamo a rimarcare che in quel percorso non mancano criticità, ritardi, strozzature. È a queste emergenze che, come sindacato, desideriamo porre rimedio, dando un contrinuto di proposte e indicando soluzioni. Ma per questo serve un confronto governo-parti sociali un po’ meno episodico e un po’ più sistematico di quanto avvenuto finora. Serve, pur nella distinzione dei ruoli, convenire assieme su tempi, modalità, interventi, risorse”. Insomma, “Musumeci apra le porte del Palazzo”. Così la Cisl Sicilia in una nota di commento della presentazione, avvenuta stamani a Palermo ad opera del governatore, del report sulle politiche dell’esecutivo, a un anno dal suo insediamento. Per il sindacato guidato in Sicilia da Mimmo Milazzo, sono priorità su cui l’azione del governo deve concentrarsi: il riordino degli enti di area vasta, la strategia energetica e per i rifiuti, le Zone economiche speciali, la spesa dei fondi europeri e delle risorse del patto per il Sud; il welfare e le politiche socioassistenziali e per la disabilità. Ancora, l’istituzione di un’agenzia per la progettazione esecutiva e le politiche per le infrastrutture e la cosiddetta continuità territoriale. “Al presidente Musumeci – spiega Milazzo – chiediamo di tenere la barra dritta avendo costantemente al centro i servizi alla persona e alla comunità. E l’orizzonte dello sviluppo, della regione ultima in Italia secondo tutti gli indicatori. Ci convochi, avremo il piacere di sederci al tavolo e di confrontarci con lui e con il suo governo”. (ug)

Fonte: www.cislsicilia.it







UN ANNO DI GOVERNO MUSUMECI, INVESTIMENTI PER UN MILIARDO MA SENZA CLAMORI: “E’ UNA LOTTA CONTRO IL TEMPO E LA RASSEGNAZIONE”


Dal sito www.blogsicilia.it

07/12/2018
Podio all’americana, giornalisti relegati in una sala attigua collegati in video conferenza e un intero palazzo nobiliare per ospitare il mondo produttivo, della ricerca e dell’Università e quello politico, insomma tutti i primi della classe Sicilia.

E’ lo stile della presentazione dei dati del governo della regione ad un anno dall’insdiamneto. Non una conferenza stampa, tutt’altro. uno stile che relega la comunicazione in fondo alla classifica e sembra improntato alla disintermediazione.

Toni bassi, pochi annunci, atti concreti. E soprattutto niente “fuochi d’artificio”. È lo stile rivendicato dal presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, che ha presentato il bilancio del primo anno di governo in un incontro con il mondo accademico e della ricerca e con le categorie professionali e produttive.

“La drammaticità della situazione siciliana – ha detto il governatore – non poteva essere affidata ad atti irresponsabili o a effimeri fuochi d’artificio che provocano un godimento di qualche minuto ma poi diventano polvere. Preferiamo annunciare le cose fatte e non quelle da fare. Forse non abbiamo saputo comunicare ma credo che non sia un male. Negli ultimi – ha sottolineato – tempi la gente è stata ubriacata da titoli forti in prima pagina, rivoluzioni annunciate e promesse disattese”.

Accelerazione della spesa pubblica e tutela del territorio. Sono gli obiettivi più urgenti indicati dal presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, durante la presentazione dei risultati del suo primo anno di governo. L’attenzione alla spesa pubblica deve mettere al centro, ha detto, “l’interesse verso l’impresa come uno strumento in grado di determinare autentica ricchezza”. Tra gli altri obiettivi che si stanno perseguendo Musumeci ha indicato la riqualificazione della rete viaria, lo sviluppo dell’edilizia scolastica, la riqualificazione dei centri storici soprattutto “nelle zone dell’entroterra soggette a processi di desertificazione”.

Sul fronte dei rifiuti la Regione punta sulla differenziata con la raccolta che in un anno “è aumentata del cinquanta per cento” rispetto all’ultimo dato rilevato nel 2017 che ammontava al 22,7 per cento. Nel 2018 la differenziata ha raggiunto il 34 per cento.Oggi 1,7 milioni di siciliani fanno la raccolta differenziata, in 203 comuni con oltre il 50 per cento di differenziata. Nel 2016 erano “solo 96”. Sono state poi sbloccate le procedure per il piano amianto e concessi 200 mila euro per 13 comuni virtuosi. Stanziati, ancora, 11 milioni di euro, per 22 nuovi centri di raccolti comunale.

Sul fronte della riforma dei rifiuti nella nuova governance sono previsti i 27 ex Ato e le Srr vengono sostituite da 9 autorità d’ambito. Approvato anche il ‘piano stralcio’ e avviate le Vas (Valutazione ambientale strategica) per il nuovo Piano. Infine, sono stati nominati 87 commissari ad acta.

I nemici della Sicilia sono tre: la mafia, il tempo e la rassegnazione. Ma ci sono anche piaghe di lentezza che si chiamano Anas ed Rfi con i loro tempi di appalto ed esecuzione che frenano lo sviluppo delle infrastrutture

Sul fronte economico i conti sono in regola secondo il governatore che punta sulla rinegoziazione degli accordi con lo Stato. E’ stato creato il polo bancario per il imprese con Irfis e Mediocredito; accorpato Ircac e Crias ed erogati già 130 milioni. Pubblicato anche il bando per 170 milioni destinati alle aziende.

QUI TUTTI GLI INVESTIMENTI

Fonte: www.blogsicilia.it






IL GOVERNO È SENZA MAGGIORANZA ALL'ARS. MUSUMECI DICE NO A CANCELLERI: “CONTRATTO GIÀ SCRITTO, NON SONO FATTO PER I RIBALTONI”


Dal sito www.ilsicilia.it

di Manlio Melluso 7 dicembre 2018
“Nessuno si illuda, io non sono fatto per i ribaltoni“. Nello Musumeci declina l’offerta lanciata da Giancarlo Cancelleri di una mano tesa del Movimento 5 Stelle per portare avanti l’azione di governo.

Come ribadito ancora una volta dal Presidente della Regione, il suo è un governo senza maggioranza, ma questo, almeno a sentire Musumeci, non vuol dire che a un anno dall’insediamento si possano cambiare le carte in tavola rispetto alle alleanze pre-elettorali: “Questa è la mia coalizione – ha affermato Musumeci – e con questa, al di là dei numeri, andrò avanti per tutta la legislatura“.

Poi un riferimento chiaro al contratto, idea rilanciata in Sicilia da Cancelleri dopo la sottoscrizione romana tra Lega e Movimento 5 Stelle per dar vita al governo giallo-verde:  “È già scritto – taglia corto Musumeci – Non c’è un solo rigo bianco perché l’ho fatto con chi ci ha eletto“.

Come detto, però, Musumeci deve fare i conti con i numeri che all’Ars non gli sono amici. Per questo, pur chiudendo la porta chiude la porta, lascia uno spiraglio: “Se le altre forze politiche volessero proporre altri temi e obiettivi non presenti – ha chiosato – vengano con umiltà e insieme potremo scrivere l’allegato A e B (del contratto, ndr)”.

Fonte: www.ilsicilia.it



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Contratto per la Sicilia, Buttafuoco: «Nello accetta, scriverete la storia»





MENTRE GLI EX PIP SCENDONO IN PIAZZA AD OLTRANZA, I FORESTALI ASPETTANO LA MANNA DAL CIELO. NON C'E' PIU' UN MINUTO DA PERDERE. ARRENDERSI O LOTTARE?


I risultati arrivano anche scendendo in piazza democraticamente. Il testo sulle variazioni al bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 2018 e per il triennio 2018-2020, andrà in aula la prossima settimana per la votazione definitiva, quindi approveranno senza problemi. 

Non date ascolto quando dicono che non ci sono i numeri, questo è solo un vecchio trucchetto. Nessuno di loro vorrà andare a casa e all'ultimo secondo troveranno la quadra. Ma i lavoratori forestali rimarranno ancora una volta a bocca asciutta nonostante gli annunci. L'appello del blog è quello di coinvolgere tutti i Sindacati per andare subito a Palermo e rimanerci ad oltranza. Solo loro possono essere autorizzati dalla Digos. 

Manifestare pacificamente durante la discussione è il massimo



Ripropongo l'articolo pubblicato il 19 novembre 2018 senza togliere nemmeno una virgola: "A chi interessa la stabilizzazione o le 181 giornate? fuori i leoni del web!"

di Michele Mogavero
Vogliamo scendere tutti insieme una volta per tutte in piazza per un solo obiettivo? La stabilizzazione oppure 181 giornate! 

Ma se dobbiamo andarci tutti, non è il caso di sparare sui Sindacati, nè confederali nè autonomi, a noi interessa un solo punto, l'aumento delle giornate per tutti, nessuno escluso. E proprio su questo punto, da quello che si legge, c'è la totale unità!

Ogni iscritto ai sindacati, deve far arrivare alla propria Segreteria di appartenenza, la volontà di scendere in piazza. Ma per far riuscire l'ipotetico evento storico, bisogna uscire allo scoperto tramite il Blog o qualsiasi altro canale di informazione, in modo da far venire fuori i leoni del web. Sentiamo dire giornalmente che bisogna scioperare per un nostro sacrosanto diritto, giustissimo. Ma se non ora quando? 
La riforma la vogliamo per come è stata promessa e senza giochi di prestigio, cioè che i lavoratori non avranno un giorno di riposo. PUNTO! 
Lavorare tutto l'anno senza essere stabilizzati, spalmando l'indennità di disoccupazione, non stà nè in cielo nè in terra.
Colleghi, ci vogliamo inkazzare per la dignità del lavoro? 

Il Blog c'è alle condizioni citate











VIA LIBERA ALLE VARIAZIONI DI BILANCIO IN COMMISSIONE (VIDEO). MILAZZO: APPROVATA LA NORMA SUI FORESTALI. IL BLOG: NON RIEMPITEVI LA BOCCA CON QUESTI ANNUNCI PERCHE' A NOI FORESTALI INTERESSANO LE GIORNATE DI LAVORO IN PIU', SE TENETE VERAMENTE AL TERRITORIO E ALL'AMBIENTE


Dal sito www.blogsicilia.it

06/12/2018
Da poche ore si è conclusa una seduta fiume in II Commissione che ha portato all’approvazione delle Variazioni di Bilancio.

“Quanto approvato alle prime ore dell’alba prevede l’utilizzo di risorse non impegnate, certificate dei dirigenti della Regione, che noi abbiamo deciso di unire per risolvere diverse problematiche finanziarie”. Così l’on. Giuseppe Milazzo, Capogruppo di Forza Italia all’Assemblea Regionale Siciliana.

“Ad esempio – continua il Parlamentare – sono stati tutelati i lavoratori dell’Esa; uniformati i precari dei comuni, come proposto tramite un emendamento dall’opposizione, che noi abbiamo apprezzato e fatto passare in Commissione. Daremo tempo ai Comuni in dissesto per definire le approvazioni dei bilanci e arrivare alle stabilizzazioni del personale; abbiamo approvato la norma sui forestali; la norma che sposta i termini per il transito in Resais del bacino degli ex Pip; insomma, abbiamo tutelato le categorie più deboli”.

“Stiamo lavorando a una soluzione per i lavoratori delle IPAB da portare in aula, grazie anche all’impegno del Governo.
Ricordo – aggiunge il Capogruppo – anche la quota di riserva per i Consorzi di bonifica in particolar modo, il presidente della Commissione Attività Produttive, on. Orazio Ragusa, ha segnalato i lavoratori del Consorzio di Bonifica di Ragusa che da più di un anno non percepiscono stipendi.
Pensiamo alla norma che tutela i dipendenti a Catania e che permette anche di accedere al credito tramite questa quota; ai dipendenti del Libero Consorzio di Siracusa che grazie ai due milioni di euro stanziati potranno percepire lo stipendio”.





“Purtroppo – conclude Milazzo – la coperta è corta e i dipendenti da tutelare sono tanti, ma noi stiamo cercando un modo per tutelarli tutti. Certamente c’è difficoltà a stabilire le priorità ma la maggioranza ha avuto la lucidità per accogliere le proposte delle minoranze. L’approvazione della Finanziaria è dietro l’angolo; non sarà a Maggio. La trattativa del bilancio e della legge di stabilità è vicina. Tutto sarà perfezionato nel breve periodo”.

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LA REGIONE FINANZIA LA NASCITA DEL MUSEO DEL LIBERTY

Fonte: www.blogsicilia.it





I FORESTALI IN ASSEMBLEA PER SPIEGARE IL CONTRATTO. SIFUS: C'E' UNA DISPARITA' NEL TRATTAMENTO TRA CONTINGENTI

Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale Sifus Confali
Maurizio Grosso








PALERMO. GLI EX PIP SUL PIEDE DI GUERRA. "DOPO 17 ANNI VOGLIAMO STABILITÀ". IL BLOG: ANCHE I FORESTALI VOGLIONO LA STABILITÀ CHE DI ANNI IN MEDIA NE HANNO IL DOPPIO


Dal sito livesicilia.it

di Mauro Bondi
I precari della Regione in piazza per avere garanzie sul proprio futuro. LE FOTO DELLA PROTESTA


PALERMO - E' una protesta che non risparmia nessuno quella organizzata in questi giorni dagli ex Pip. I lavoratori della Regione, che dal 2001 vivono nello status di precari, hanno fatto sentire la loro voce per le vie di Palermo fino a stamattina, quando un corposo corteo ha attraversato il centro della città, passando davanti al teatro Massimo. Attaccando la politica i manifestanti hanno chiesto con cori e striscioni l'attuazione di un
"piano B". Il prossimo 1 gennaio, infatti, stando a quanto era stato disposto nella Finanziaria 2018, sarebbe dovuta arrivare l'agognata assunzione da parte della Resais. Ma un'impugnativa della Corte costituzionale ha bloccato l'operazione, lasciando ancora una volta i lavoratori nel caos. Ora gli ex Pip chiedono di evitare l'ennesima proroga e di accelerare verso una soluzione definitiva che li porti alla firma del contratto.

"Siamo praticamente lavoratori in nero - raccontano alcuni manifestanti -, dal 2001 non abbiamo certezze e non ce la facciamo più. In questi 17 anni per noi non sono stati versati i contributi e negli ultimi tre mesi non abbiamo visto nemmeno gli stipendi. La politica ci ha dato ogni triennio lo zuccherino della proroga, ma adesso siamo stanchi di essere continuamente in bilico e del tutto dimenticati"
06 Dicembre 2018

Fonte: livesicilia.it






CONTRATTO PER LA SICILIA, BUTTAFUOCO: «NELLO ACCETTA, SCRIVERETE LA STORIA»


Dal sito www.lasicilia.it

06/12/2018 - di Mario Barresi
Sul nostro quotidiano, intervista-appello del giornalista e scrittore che invita ad un accordo a tre Musumeci-Cancelleri-Fava: non sarebbe un incesto politico ma «un innesto virtuoso»

Parliamo di Sicilia?
«Ancora...? Ho fatto “Buttanissima Sicilia”, “Strabuttanissima Sicilia”.... Adesso mi tratterei. Non voglio parlare (si sente un «Ciao carissimo, come stai?» di sottofondo, ndr). Un attimo, devo salutare un po’ di gente...».

Pietrangelo Buttafuoco non chiude il telefono. E lo ascoltiamo mentre parla con imprecisati interlocutori: «Sapete che in Sicilia i cinquestelle hanno offerto a Musumeci di firmare un contratto di governo? Sto facendo un’intervista per dirgli di accettare...». Poi si congeda da loro. «Eccomi».

Parliamo di Sicilia?
«In questo momento c’è un encefalogramma non certo vivace. E la Sicilia tutto si può permettere tranne apnea, attesa, sospensione. Invece siamo nell'era dello sbadiglio, del “roar”...».

È passato un anno dall'inizio del governo Musumeci.
«Sì, lo so. E ai tanti che a Roma mi chiedono che succede in Sicilia, io rispondo: boh? È partita l’esperienza di Musumeci e dei suoi validi collaboratori come Razza: ricca, potente, squillante. Ma cos'è successo in quest’anno? Boh.... La Sicilia è sparita dai radar. Prima, seppur con l’operetta di Crocetta, era ogni giorno sulla ribalta. Oggi non se ne parla più. Anche quando c’è stata la strage di fango, lì a Casteldaccia, con dodici morti in tutta la regione. Un giorno su giornali e telegiornali e poi niente. Il Veneto, Zaia...».

Di Sicilia non se ne occupa nessuno.
«Anche perché lì, in Veneto, tre settimane dopo, sovrappongono la foto del prima a quella del dopo ed è una visione chiara di come si risolvono i problemi. Sono passato al casello della Catania-Messina e il casellante mi disse: “Sa che sulla frana di Letojanni ci sono cresciuti gli alberi?”».

Ma non è certo colpa di Musumeci...
«Certo che no! La sua colpa è restare ancorato a un mondo che non esiste più. Questo centrodestra, con gli scudetti, gli stemmini.... Non esiste più. Questo centrodestra, quando non è dannoso, è inutile. E ne abbiamo avuto abbondanti prove al Sud».

Il governatore ha vinto le elezioni guidando il centrodestra. Ed è coerente che governi con loro.
«Il centrodestra in Sicilia altro non è che un morente soggetto politico incapace di cambiare le cose o, peggio, interessato solo a non cambiare alcunché. L’unica che dimostra di avere un’idea innovativa è Giorgia Meloni: consegnerà a Musumeci uno studio per fare della Sicilia l’oasi della fiscalità di vantaggio, come il Portogallo».

Qualche mese dopo l’Isola era già tutta dipinta di giallo: 28-0 hanno vinto i grillini alle Politiche.
«Per la prima volta nella storia dell’Italia repubblicana l’intero Sud non ha votato per i partiti di sistema. Si sono squagliati, come sugna nelle fogne, i vecchi potentati clientelari e i comitati d’affari. Non c’è decisione più sovrana di un popolo che ha deciso di dismettere il granaio elettorale altrui, fatto sempre di voti di sistema: dalla Dc a Forza Italia, fino al Pd di Renzi».

Non è che i grillini di governo stiano dando grandi prove...
«È politica. Magari ingenua, pasticciona, raffazzonata come una piscina smontabile. Ma comunque è politica. Dalla parte dei cittadini, contro i mercati e i gruppi finanziari».

Cancelleri ha offerto a Musumeci un contratto di governo, a patto di liberarsi di «impresentabili e poltronari». Che dovrebbe fare il governatore?
«Accettare, senza se e senza ma. Non faccia come il santo che non suda. Faccia come San Filippo ad Agira che emoziona la gente! Musumeci ha la sua specchiata onestà e la sua storia politica. Ma è il più trasversale fra i politici siciliani. Non l’hanno votato i combattenti e reduci, l’hanno votato tutti. Esca dalla baracca dell’idealista, che poi è colui che ha solo l’idea della lista...».

Un contratto con i cinquestelle non è contro natura?
«No. E aggiungo anche che la politica siciliana in questo momento ha tre figure fondamentali: Musumeci, il leader dei cinquestelle Cancelleri e Claudio Fava. Dovrebbero stare assieme. Solo così questa terra può cambiare».

Siamo all'incesto iper-strabuttanissimo! E poi Fava ha chiarito che i contratti in stile gialloverde sono anni luce distanti da lui....
«Fava ci ripensi, cambi idea. Tutto l’inimmaginabile, oggi è più immaginabile. E poi non è un incesto. È un innesto virtuoso. Musumeci lo faccia con i suoi uomini migliori: i Razza, gli Stancanelli, gli Enrico Trantino.... Si liberi di quelli che gli tagliano le gambe. Come Miccichè, che essendo il più intelligente fra i berlusconiani, non parla come una Gelmini qualsiasi, ma ha già imparato la lingua del Nazareno perché il futuro loro è con Renzi. Musumeci si liberi anche delle ruggini personali, che ci sono, con Cancelleri e accetti la proposta del contratto di governo. Coinvolgendo il meglio, compreso Fava se ci sta. Si apra la stagione delle decisioni, per liberarsi dalla tenaglia dell’impossibile. In scienza della politica questo momento si chiama “stato di eccezione”. Che necessita di un decisore. Cioè Musumeci».

In questo quadretto di fantapolitica manca soltanto la Lega...
«La Lega in Sicilia ha un problema: ha troppi voti rispetto alla classe dirigente di cui dispone. E anche qui Musumeci è perfetto. Come quel personaggio di un film di Woody Allen: con le belle donne “ci vuole uno pratico”...».

Musumeci non ha risposto al M5S.
«Lo faccia. Presto. Accettando la proposta generosa, libera e intelligente di Cancelleri. A Musumeci conviene, con il governo gialloverde a Roma. Ma soprattutto sarebbe un segno di maturità politica. Il modo migliore, per scrivere la storia. E, nel ventennale della scomparsa, per onorare Rino Nicolosi: non solo un presidente della Regione, ma uno statista... Un attimo ancora... devo salutare quelli di prima... (si avverte un vociare complice e festoso per un paio di minuti, poi Buttafuoco riprende la conversazione, ndr)».

Chi erano, se non è indiscreto?
«Una fazzolettata di ministri gialloverdi».

Più gialli o più verdi?
«Sia gialli, sia verdi...»

Twitter: @MarioBarresi

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Fonte: www.lasicilia.it



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06 dicembre 2018

VARIAZIONI DI BILANCIO. LUPO: MANOVRA INIQUA CHE PENALIZZA I SICILIANI PIÙ DEBOLI. IL BLOG: SE NELLA PASSATA LEGISLATURA AVRESTE MANTENUTO LA PROMESSA ESPLICITA PER I FORESTALI, L'ACCORDO DEL 2009, OGGI STAREMMO UN TANTINO MEGLIO. ON LUPO, ANCHE LEI PERÒ CI HA DELUSI


Dal sito www.pdars.it

05 Dicembre 2018
“Il governo ha presentato una manovra di variazione di bilancio a cui manca un fondamentale principio di equità e di giustizia sociale e che taglia previsioni di spesa fondamentali in maniera scriteriata, anche in violazione delle ordinarie procedure parlamentari”. Lo ha detto il capogruppo Pd Giuseppe Lupo incontrando i giornalisti stamattina all’Ars.
“ E’ una manovra iniqua che non tiene in alcun conto le richieste dei sindaci dei Comuni in dissesto e predissesto di creare un fondo che consenta loro di prestare i servizi essenziali ai cittadini, definanzia il reddito di inclusione per le fasce più deboli della popolazione, taglia il fondo per i progetti individuali per i disabili, abolisce il finanziamento per le consulte giovanili, dirotta altrove le somme, che il Governo non è stato capace di spendere, per l’attivazione dei Tribunali di Mistretta, Nicosia e Modica, riduce notevolmente le risorse destinate alle Ipab per il pagamento degli stipendi, taglia addirittura i fondi per i farmaci innovativi e prevede somme ancora insufficienti per i consorzi di Bonifica, soprattutto quello di Ragusa. Il governo Musumeci – aggiunge Lupo – dimostra ancora una volta di non essere in grado di governare la Sicilia e soprattutto di non aver alcun rispetto per Parlamento e per le leggi che approva. E’ inaccettabile che il presidente Musumeci , che ha scaricato sui sindaci responsabilità enormi in materia di smaltimento dei rifiuti dimentichi di applicare una norma che destinava risorse ai Comuni virtuosi che superano la soglia del 65 per cento di raccolta differenziata e che contavano su queste somme per chiudere i bilanci ed allontanare lo spettro del dissesto. Così come paradossale – prosegue – appare l’annuncio di una legge sul diritto allo studio mentre i Comuni non dispongono i fondi per il trasporto degli studenti pendolari. Se il Governo non cambia impostazione ci opporremo fermamente sia in commissione che in Aula e chiederemo al presidente Musumeci – conclude il parlamentare PD – di ritirarlo e tornare a discutere in Commissione la stesura di una manovra equa per tutti i siciliani”.

Fonte: www.pdars.it





Leggi il mancato obiettivo che ha illuso la categoria più anziana non stabilizzata:

Partito Democratico: il nostro obiettivo è raggiungere i livelli previsti dall’accordo sindacale del 2009

Il presidente Crocetta: i forestali io li voglio aiutare, voglio che abbiano più lavoro


On. Lupo, non faccia demagogia

18 Marzo 2005. Al 3° Congresso territoriale della FAI-CISL di Palermo udita la relazione del Segretario Generale Francesco Nuccio, l’approva unitamente agli interventi del Segretario Regionale della FAI-CISL Fabrizio Scatà, del Segretario Generale della UST-CISL di Palermo Giuseppe Lupo (oggi Deputato Regionale nonchè Segretario  del PD)

Il Congresso impegna la nuova dirigenza a: Rivendicare con forza al Governo della Regione la riforma dei settori della bonifica, della Meccanizzazione agricola e della forestale per una stabilizzazione di tutti i lavoratori





BARI, OPERAI INTERINALI ARIF (L’ENTE REGIONALE PER LE ATTIVITÀ IRRIGUE E FORESTALI) DISPERATI: “FIGLI DI UN DIO MAGGIORE SENZA DIGNITÀ”. SOLDI SPESI PER I CANADAIR E TOLTI AI LAVORATORI


Dal sito bari.ilquotidianoitaliano.com

Di Antonio Loconte -  4 Dic 2018
Da una parte auto blu a chiunque, sprechi e “figli di” assunti grazie a qualche progetto ad hoc. Dall’altro operai disperati bisognosi di qualche giornata di lavoro per mettere da parte uno stipendio degno di questo nome. È la paradossale condizione che si vive nell’Arif, l’ente regionale per le attività irrigue e forestali.

Una situazione che vi denunciamo da tempo ma che non ha trovato ancora soluzione. Si tratta di decine di interinali che ormai vivono quotidianamente tra ansie, preoccupazioni e disperazione. Oggi si sono ritrovati, ancora una volta, per protestare davanti alla sede della Regione Puglia in via Capruzzi. Chiedono solo due cose: lavoro e dignità.

“Per noi non esiste nessun progetto – sottolinea il portavoce degli operai Fausto Andriani alludendo all’ormai famigerato progetto Maggiore – Per noi ci sono solo le briciole che hanno portato alla fame. Abbiamo dimostrato di essere molto utili. Noi vogliamo solo lavorare”.

Fonte: bari.ilquotidianoitaliano.com






TENSIONI TRA I 5 STELLE E DUBBI IN DIVENTERÀ BELLISSIMA. TRIZZINO: «SOSTEGNO A MUSUMECI? NON MI APPARTIENE»


Dal sito meridionews.it

MIRIAM DI PERI 6 DICEMBRE 2018
Tiene banco la proposta avanzata da Giancarlo Cancelleri di sottoscrivere un contratto di governo con Musumeci su alcune riforme da votare insieme. Ma tra i pentastellati c'è chi storce il naso. E non va meglio tra i fedelissimi del governatore

Un contratto di governo con una decina di punti programmatici concordati, per portare avanti le riforme col sostegno del Movimento 5 Stelle. La proposta di Giancarlo Cancelleri a Nello Musumeci, lanciata qualche giorno fa dalle pagine de La Sicilia, continua ad avere una sua eco tra i corridoi del Palazzo, nell’attesa che a parlare sia il governatore, rientrato ieri sera dalla missione istituzionale a Malta.

Tante le ipotesi immaginate da deputati e conoscitori dell’Assemblea, per quello che, qualora si verificasse, sarebbe a tutti gli effetti un ribaltone. E se oltre la finestra della buvette, oltre piazza Indipendenza, dalle parti di Palazzo d’Orleans c’è chi si dice pronto a scommettere che mai Musumeci accetterebbe il sostegno dei 5 Stelle, che considera «inaffidabili», altri si avventurano in ricostruzioni e conte numeriche che, comunque, «potrebbero arrivare soltanto dopo le elezioni europee».

Già, sullo sfondo, qualunque dinamica della politica regionale torna a misurarsi con il rinnovo del parlamento di Bruxelles. È così che, a bocce ferme, dalle parti dei 5 Stelle c’è chi ammette che quella del contratto di governo non fosse una proposta concordata, «non possiamo dire - ammette qualche esponente pentastellato - che è la linea ufficiale del Movimento». Resta, però, la pietra lanciata. Rispetto alla quale Cancelleri non nasconde la mano. E ammette che «più che un’idea conclusa, quella era una proposta estemporanea per uscire dall’impasse. Anche perché è evidente che i siciliani sono delusi da questo governo e io, da siciliano, credo che non possiamo permetterci di fare passare i prossimi quattro anni sentendo dire a Musumeci che la colpa è dell’Ars, della maggioranza che non c’è e quindi non si approva nulla. Il governatore ha fatto più volte appello alla responsabilità delle opposizioni? E noi responsabilmente rispondiamo. Io degli insuccessi di Crocetta o Musumeci non gongolo perché quando perde un governatore, perde la Sicilia. Però - continua - è chiaro che la collaborazione sui temi non può essere unilaterale, non possiamo soltanto votare le proposte del governo, scriviamole insieme. E ti devi anche rendere conto che chi non ti ha fatto approvare le riforme, non può restare al tuo fianco».

Insomma, un ribaltone. «Macché - replica Cancelleri - il nostro non è un ragionamento di natura governativa». Però le leggi si approvano avendo i numeri in Aula. E non sono pochi, tra i corridoi del Palazzo, a mettere nero su bianco i numeri. Che comunque al momento rischiano di fermarsi a 34 deputati, insufficienti tanto quanto l’attuale coalizione. Sempre ipotizzando che i 20 parlamentari del gruppo seguano la linea di Cancelleri.

Ma a storcere il naso è l’ala più a sinistra del Movimento, quella che si rivede nel presidente della Camera, Roberto Fico. E che in Sicilia trova la massima espressione nell’ex presidente della Commissione Ambiente all’Ars, Giampiero Trizzino. «Sinceramente - ammette - non penso che sia fattibile. Anche perché credo che non abbiamo molto da condividere. Leggo di proposte di confronto tra maggioranza e opposizione, ma per fare quello le commissioni parlamentari non bastano e avanzano? Noi le proposte le abbiamo già avanzate e non sono state accolte. A me questo basta. Contratti e cose simili non mi appartengono».

Se i pareri sono differenti in casa 5 Stelle, non va meglio dalle parti di Diventerà Bellissima. Sembra che Musumeci sia irremovibile e non voglia aprire a una collaborazione coi 5 Stelle. Ma altri, anche dalle parti della giunta, sarebbero disposti a fare un tentativo, pur di uscire dall’impasse. Il capogruppo all’Ars, Alessandro Aricò si mostra possibilista: «Tutte le proposte sincere e in buonafede che vengono dalle opposizioni - dice - vanno valutate nell’ottica di fare il bene della Sicilia. Perché non tenerle in considerazione?». Ma sull’ipotesi ribaltone, Aricò frena: «Ogni assetto di giunta diverso da quello uscito dalle elezioni sarebbe inopportuno, quantomeno per i tempi. Non siamo neanche a un anno dall’insediamento in Assemblea».

Ma anche lì, appunto, le posizioni non sono univoche. E dalla giovanile del movimento fondato da Musumeci c’è chi lancia l’allarme. «Sinceramente - ammette Domenico Bonanno, coordinatore dei giovani di Diventerà Bellissima - abbiamo difficoltà a digerire determinate prese di posizione degli alleati e pensiamo che servirebbe più collaborazione. Però non siamo favorevoli ad alcun tipo di ribaltone».

Fonte: meridionews.it


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PIANIFICAZIONE FORESTALE E BIOMASSA A FINI ENERGETICI, FORBIO ENERGY PRESENTA I PRIMI STUDI


Dal sito www.madoniepress.it

05 Dicembre 2018
Nell’ambito delle attività di divulgazione del progetto Interreg Med ForBioEnergy, progetto di interesse europeo co-finanziato dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale, giovedì 6 dicembre presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Agrarie Alimentari e Forestali dell’Università di Palermo si terrà il quarto corso di formazione sulla pianificazione forestale e la produzione di biomassa a fini energetici nelle aree protette.

Il corso si aprirà con l’intervento di Massimo Pizzuto Antinoro, del Dipartimento Sviluppo Rurale e Territoriale della Regione Siciliana, Lead Partner del progetto; Stefano Colazza, direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie Alimentari e Forestali dell’Università di Palermo e Paola Amato, presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e forestali di Palermo.

Il corso continuerà con l’intervento di Federico Maetzke del Dipartimento Saaf dell’Università di Palermo, verranno, inoltre, presentate le relazioni su: Pianificazione forestale in Sicilia, storia e recenti evoluzioni (Paolo Girgenti, Dirigente responsabile dell’Area 3 Programmazione del Dipartimento Sviluppo Rurale e Territoriale, Regione Siciliana); Metodologie e strumenti a supporto della pianificazione forestale di indirizzo territoriale orientata alla produzione di biomassa ai fini energetici nel Parco delle Madonie (Paolo Contrino, Dipartimento Saaf, Unipa); Risultati preliminari del piano di gestione forestale del Distretto della Biomassa di Petralia Sottana – Petralia Soprana – Castellana Sicula (Ivan Buscemi, Dipartimento Saaf, Unipa); Esempi di piani di gestione di siti Natura 2000 e connessioni con la pianificazione forestale (Angelo Dimarca, Legambiente Sicilia / Consulta Gestione Forestale); Attualità e scenari della pianificazione forestale in Piemonte (Roberta Berretti, Dipartimento Disafa, Unito). Al termine dell’incontro si terrà un momento di dialogo tra i partecipanti al corso sulle tematiche trattate.

Partner italiani del progetto ForBioEnergy sono, oltre al Dipartimento Sviluppo Rurale e Territoriale della Regione Siciliana, la società Enviland ed il Comune di Petralia Sottana. Partner associati del progetto sono il Parco delle Madonie e l’Associazione Italiana Energie Forestali (Aiel).

Fonte: www.madoniepress.it





05 dicembre 2018

PARTANNA, REGIONE SICILIANA CONDANNATA PER I DANNI DEL MALTEMPO. L’ASSESSORATO REGIONALE TERRITORIO E AMBIENTE È RESPONSABILE. IL BLOG: CON LA PREVENZIONE SI RISPARMIA!


Dal sito www.tp24.it

04/12/2018
“L’assessorato regionale Territorio e Ambiente è responsabile dei danni provocati alle colture agricole dalle acque straripate dai fiumi quando nell’alveo di questi corsi d’acqua non vengono effettuati lavori di manutenzione per l’eliminazione di canne e sterpaglie”.

E’ quanto ha sostanzialmente sentenziato la Corte d’appello di Palermo, in qualità di Tribunale regionale delle acque pubbliche, condannando l’assessorato regionale al pagamento dei danni subiti (9.249,75 euro) dalla proprietaria di un fondo agricolo di Partanna, Francesca Accardo, di 65 anni.

La donna, assistita dall’avvocato Enza Pamela Nastasi, ha chiesto e ottenuto il risarcimento dei danni causati da acque, fango, pietrame e sterpaglie ad una parte del suo vigneto appena impiantato in un terreno di contrada Biggini a causa dello straripamento, nel febbraio e nell’ottobre del 2015, del fiume Modione.

L’assessorato regionale al Territorio e Ambiente, giudicato in contumacia, è stato, inoltre, condannato anche al pagamento delle “spese di giudizio” (945 euro) sostenute dalla proprietaria del vigneto danneggiato. La violenza delle acque creò nel terreno anche un canale che divise il fondo agricolo in due parti. Il 24 marzo 2015, un tecnico del Genio civile di Trapani, dopo un sopralluogo, aveva sottolineato la necessità di intervenire con urgenza con opere di manutenzione straordinaria. Seppur sollecitato dal Genio civile, però, l’assessorato regionale al Territorio e Ambiente non effettuò alcuna manutenzione nel letto del fiume Modione. “Sono molto soddisfatta del risultato ottenuto – ha dichiarato l’avvocato Enza Pamela Nastasi dopo la sentenza - perché ripara del torto subito uno dei proprietari dei fondi belicini adiacenti a fiumi e torrenti, che annualmente, soprattutto a seguito delle prime piogge, straripano, invadendo le campagne e devastando le colture. La Corte d'Appello di Palermo, in qualità di Tribunale delle Acque pubbliche, ha riconosciuto nella fattispecie oggetto di giudizio la responsabilità del competente Assessorato Regionale, il quale ha omesso di eseguire le opere di manutenzione sull'alveo del fiume, malgrado la presenza di arbusti e detriti sul letto del corso d'acqua, determinante la riduzione di capacità di contenimento dello stesso. Si auspica che l'ente pubblico possa intervenire preventivamente in futuro, al fine di evitare il riproporsi di analoghe vicende”.

Fonte: www.tp24.it






LE VARIAZIONI DI BILANCIO. SOLDI PER STIPENDI, DISABILI, COMUNI. ECCO TUTTI I TAGLI DECISI DAL GOVERNO


Dal sito livesicilia.it

di Andrea Cannizzaro
L'emendamento del governo ristabilisce il fondo per la disabilità. Dove sono stati trovati i soldi. Opposizioni all'attacco.

PALERMO - A Palazzo dei Normanni continua la corsa per l’approvazione del disegno di legge sulle variazioni di bilancio, quella che è piuttosto passata come la corsa a pagare i sussidi per gli ex Pip e gli stipendi dei dipendenti di alcuni enti pararegionali come gli Enti Parco e i lavoratori dell’ente Fiera del Mediterraneo. Rimangono da risolvere due nodi: quello sul fondo per i Comuni in dissesto e quello sui fondi da recuperare per salvare le risorse per i disabili gravissimi. Ma per recuperare 20 milioni occorre tagliare le risorse da altri capitoli e così i tagli fanno "piangere" altre categorie: dai lavoratori delle Ipab ai Carabinieri a servizio della Regione fino ai beneficiari del Rei.

Al momento il ddl è in commissione Bilancio, una commissione che ormai è diventata centrale nei lavori dell’Assemblea regionale siciliana. Lì ieri sono stati esaminati gli emendamenti presentati dai deputati, circa un centinaio, e sono stati votati alcuni gli articoli. Entro oggi bisognerà liberare il ddl che domani mattina sarà incardinato in aula. “Sono fiducioso - ha detto Riccardo Savona, presidente della Commissione Bilancio - sul fatto che entro la giornata di oggi riusciremo a completare l’esame del ddl per dare una risposta a chi aspetta di essere portato alla normalità, ad un trattamento uguale a quello degli altri stipendiati”.

Da quando il ddl viene incardinato i deputati avranno 24 ore per la presentazione degli emendamenti poi giorno 7 sarà il giorno in cui si tenterà di approvare in aula la proposta di legge. Sarà una vera e propria corsa contro il tempo. Infatti, se la legge dovesse essere approvata prima della festa dell’Immacolata comunque agli uffici regionali avranno disponibili tre giorni per mettere in pagamento gli stipendi. Il 12 dicembre infatti chiude la cassa regionale e non è più possibile provvedere ai pagamenti.

L’emendamento del governo per ripristinare il fondo per la disabilità a cui venivano levati 20 milioni di euro con il ddl approvato dalla giunta è arrivato a Palazzo ieri alle 16. Le risorse vengono prese azzerando il finanziamento regionale per i farmaci innovativi. Nella prima bozza venivano prelevati 15 milioni adesso invece la cifra che verrà a mancare è pari a 23,5 milioni. Altri 10,4 milioni vengono presi da alcuni capitoli. Dal finanziamento regionale al Rei, il fondo per contrastare le condizioni di povertà ed emarginazione sociale, vengono decurtati 5 milioni. Altri 2,4 milioni sono presi da un capitolo sui progetti individuali per presone disabili, 1 milione proviene dal capitolo per i controlli interni sulle amministrazioni per scrivere il bilancio consolidato. Ai lavoratori delle Ipab vengono tolti 1,5 milioni di risorse destinate all’applicazione del contratto nazionale. Un altro milione viene tagliato al fondo per l’uso dell’Arma dei Carabinieri a servizio della Regione. Infine, 300mila euro di risparmio sono connessi al un minor finanziamento del contratto di servizio aggiuntivo da affidare a Sas, un contratto che al momento sta creando nel sottogoverno regionale alcune frizioni raccontate da LiveSicilia.

I documenti finanziari sono caratterizzati poi dal tentativo di tirare la coperta già corta in favore del territorio. La questione è stata posta dalla nascita del fondo per i comuni in dissesto con un cospicuo stanziamento, pari a 10 milioni, per il Comune di Catania. Ogni deputato però, di fronte alle esigenze di altri comuni, “ha fatto il suo”. Una delle questioni più vive è quella legata al Libero Consorzio di Siracusa, l’ex provincia in dissesto. Alcuni elementi sono poi per singoli comuni Margherita La Rocca Ruvolo propone di dare 100mila euro a favore del Comune di Montevago per far fronte all’evento alluvionale e un emendamento a firma Pellegrino, Milazzo e Mancuso propone di erogare altri 100mila euro per le stessa cause al Comune di Mazara del Vallo. Per concludere gli esempi un emendamento di Marianna Caronia propone di dare un 1 milione e mezzo al Comune di Belmonte Mezzagno per pagare gli stipendi ai dipendenti.

Claudio Fava ha commentato l’emendamento che ripristina il fondo per i disabili gravissimi ritenendolo un atto dovuto. “Rimane preoccupazione - ha poi detto - per il fatto che il governo non affrontati la vicenda del lavoratori dell’Esa. È, inoltre, inaccettabile il taglio ai Comuni che hanno superato il 65 % di raccolta differenziata”.

Ieri il gruppo all'Ars dell'Udc, guidato da Eleonora Lo Curto ha affrontato la questione delle risorse per i comuni in dissesto. "Abbiamo incontrato gli amministratori dei comuni in dissesto e pre-dissesto e apprezziamo quanto ribadito dall’assessore Armao sui ruoli distinti dei governi regionale e nazionale. - hanno detto i deputati dell'Udc - Sul punto, noi abbiamo presentato un emendamento a sostegno di questi 55 comuni ma auspichiamo che il governo nazionale si assuma la responsabilità che gli compete sul piano finanziario, poiché sarebbe disastroso e contro ogni logica di buona e sana amministrazione che la Regione Siciliana, sempre vicina ai propri amministratori locali, si addossasse l’onere finanziario che invece spetta allo Stato".

Dal Partito Democratico, il capogruppo all'Ars Giuseppe Lupo, critica l'intera manovra e sul punto del sostegno ai Comuni in dissesto attacca Armao. "Ieri pomeriggio - ha detto il dem - in commissione Bilancio abbiamo chiesto all'assessore all'Economia di dirci quante risorse potevano essere messe a disposizione dei Comuni in crisi e ci siamo sentiti rispondere che in quel momento il governo non era in grado di dirlo ma che lo sarebbe stato entro l'inizio della seduta d'aula. Queste risposte - ha concluso Lupo - sono inaccettabili".

Anche il Movimento Cinque stelle ha criticato in una diretta Facebook "l'agguato del governo" e Giancarlo Cancellieri ha approfittato per evidenziare "la guerra fra bande all'interno della maggioranza dove i presidenti di commissione rinfacciano al governo di usarli come passacarte". Così il leader dei 5 stelle avvisa:"C'è un clima pessimo che si ripercuoterà anche sui lavori d'aula".

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05 Dicembre 2018

Fonte: livesicilia.it





ARS, NON C'È ACCORDO SULLE VARIAZIONI DI BILANCIO. OPPOSIZIONI ALL'ATTACCO: «GOVERNO SCHIZOFRENICO»


Dal sito meridionews.it

Non è ancora iniziata la commissione Bilancio che dovrà dare l'ok alla manovra, il cui approdo a Sala d'Ercole è previsto per domattina alle 10. Ma tra i corridoi del Palazzo è chiaro a tutti che nella coalizione di governo al momento non si è raggiunta una linea condivisa

MIRIAM DI PERI 5 DICEMBRE 2018
È la quiete prima della tempesta, quella che si respira questa mattina tra i corridoi dell’Assemblea regionale. La commissione Bilancio era stata convocata per le 10 per discutere gli emendamenti (compreso quello del governo che rimodula le variazioni mantenendo i fondi ai disabili), ma ancora i lavori non hanno preso il via. Intanto, mentre le opposizioni (prima i cinquestelle, poi il Pd) attaccano diversi provvedimenti contenuti nel ddl presentato dal governo, tra i corridoi si chiacchiera, si passeggia, si osservano i turisti che ammirano il Palazzo. La quiete. Prima della tempesta. C’è chi sostiene che la quadra in Commissione si troverà soltanto in nottata (l’Aula è convocata per domattina alle 10, quando il ddl sarà incardinato). E non è un caso che il capogruppo di Forza Italia all’Ars, Giuseppe Milazzo, abbia convocato una conferenza stampa proprio per domattina, alle 9.30, a ridosso dell’inizio dei lavori d’Aula. Quasi una conferma che prima di allora non si possa sapere quale sarà la versione definitiva della norma, che verosimilmente sarà riscritta in Commissione.

Intanto a dichiarare il proprio parere contrario sono le opposizioni. Da una parte i cinquestelle, che ieri lanciavano il salvagente a Musumeci, proponendogli dalle pagine de La Sicilia di sottoscrivere un accordo programmatico, una sorta di mini contratto di governo, per fare insieme le riforme necessarie.

E che oggi restano all’opposizione, in attesa di una risposta da Palazzo d’Orleans. In una diretta sui social network, Giancarlo Cancelleri ha parlato di «vera e propria guerra» tra gli alleati della coalizione di governo. «Musumeci - ha aggiunto il leader pentastellato nell’Isola - continua a essere il grande assente, ma è arrivato il momento di serrare i ranghi dei suoi, altrimenti la Sicilia andrà a sbattere».

Cancelleri ha a lungo parlato del clima «pessimo» nella coalizione, la cui conferma si troverebbe appunto nell’andamento delle Commissioni, dove i provvedimenti del governo vengono bocciati sempre più spesso. Tutti elementi che secondo il vicepresidente dell’Assemblea «non possono portare a una buona norma di variazione di bilancio. E questo si ripercuoterà anche in Aula, dove si assisterà a una guerra fra bande».

«Un governo che toglie 20 milioni di euro ai disabili - ha attaccato ancora - è un governo di vigliacchi. Pensavano che nessuno se ne accorgesse e, dopo la clamorosa marcia indietro, adesso toglieranno 23 milioni alle cure oncologiche».

Non ci va più leggero Giuseppe Lupo, presidente del gruppo dem a Sala d’Ercole, secondo cui «questo è un governo schizofrenico». Tra i provvedimenti contro cui si punta il dito in casa Pd, ecco «dimezzati - attacca Lupo - gli interventi per i progetti di vita individuali destinati ai disabili, ma anche oltre un milione e mezzo di euro alle Ipab e cinque milioni del reddito d’inclusione, approvati in Finanziaria, ma a cui il governo non ha mai dato seguito con la delibera prevista dalla norma».

E ancora, Lupo definisce «inaccettabile che non venga garantito il diritto allo studio agli studenti pendolari residenti in quei Comuni che non hanno più fondi per contribuire alle spese di trasporto. Già, perché le amministrazioni in dissesto e predissesto sono 55 in tutta la Sicilia e non possiamo destinare 10 milioni al Comune di Catania e niente agli altri, non ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B. Serve invece l’istituzione di un fondo per i Comuni in dissesto, da suddividere poi in maniera equa».

Fonte: meridionews.it






CONTRATTO PER SALVARE LA SICILIA, MUSUMECI NON RISPONDE MA CANCELLERI ASPETTA NOVITÀ


Dal sito www.lasicilia.it

05/12/2018 - di Mario Barresi

Il presidente della Regione non fa cenno della proposta del leader siciliano del M5s per un mini patto di governo, un'idea che potrebbe diventare anche un caso nazionale

CATANIA - Da Nello Musumeci, come era prevedibile, nessuna risposta alla «proposta che gli faccio per l’ultima volta» lanciata da Giancarlo Cancelleri: firmare un «mini-contratto di governo per salvare la Sicilia».

Il governatore è in visita istituzionale a Malta, dove ieri ha incontrato anche il Capo dello Stato e alcuni ministri. Anche a distanza Musumeci è intervenuto su alcuni temi - dai fondi alle imprese siciliane all’omaggio a Franca Viola fino, ovviamente, al blitz contro la nuova cupola di Cosa Nostra - ma non s’è pronunciato sull’offerta politica del leader del M5S siciliano, lanciata nell’intervista pubblicata ieri su La Sicilia.

Ma l’idea, dopo il pronto soccorso grillino nella sfiducia contro Nicola Zingaretti nel Lazio, rischia di diventare un caso nazionale. Cancelleri invita Musumeci a liberarsi «dei vecchi scarponi e delle vecchie logiche: alleggerisciti del peso degli impresentabili e dei poltronari». E, aggiunge, «incontriamoci». Ma, «se vieni non portare carte già scritte. Porta con te soltanto un foglio bianco e un paio di penne».

Un’ipotesi che, pur essendo condivisa dalla maggioranza del gruppo di Sala d’Ercole, avrebbe un potenziale vulnus di contestazione da parte della parte dell’ala più puritana. Con chi, fra loro, gli ha chiesto spiegazioni, ieri Cancelleri ha chiarito il concetto: «Non c’è nessun inciucio, non ci sono poltrone o assessorati in ballo. È una trasparente disponibilità a collaborare sulle priorità».

È ovvio che per spingersi fino a questo punto il leader grillino ha le spalle ben coperte. Il che fa parte di una strategia nazionale, raccontata dal nostro giornale: anche come antidoto alla “salvinite” che minaccia le zone gialle del Paese (compresa l’Isola del 28-0 alle Politiche) i 5stelle provano a sfruttare una sorta di governo-ombra con la sponda dei pentastellati al governo. E gli assessori regionali, in alcuni casi, ne hanno già avuto prova.

Non a caso, tornardo sull’argomento, Cancelleri spiega: «Con il M5S al governo nazionale cerchiamo ogni giorno di dare risposte concrete ai tanti bisogni ma, per partito preso, Musumeci non accetta nemmeno la mano che gli tendiamo da Roma».

E allora? «Vestiamo la stessa maglietta e poi avversari come sempre», è il mantra. Che, con l’avvicinarsi delle Europee, diventa una litania. Una «sana collaborazione» di cui rivendica la matrice anche l’eurodeputato Ignazio Corrao, estimatore del «profilo istituzionale» del governatore, nonostante recenti delusioni per vicende trapanesi.

C’è stato qualche contatto anche tramite intermediari? «Nessuna risposta», rivela Cancelleri. Che si lascia scappare: «Presto potrebbero esserci novità». E su Fb incalza: «È passato solo un anno e il presidente dovrebbe considerare forse di cambiare piano... oppure di cambiare mestiere».

Anche i silenzi che arrivano dal fronte del destinatario, però, vanno interpretati. Non è la prima volta che dal M5S arrivano segnali di fumo, ai quali Musumeci ha sempre risposto allo stesso modo: «Io collaboro con tutti, ma non faccio ribaltoni». Il che ha sempre sbarrato la strada - e ciò vale a maggior ragione oggi, alla vigilia della maratona per la Finanziaria all’Ars - alla conventio ad excludendum (mollare Gianfranco Miccichè e altri alleati di centrodestra), l’unica condizione posta al governatore. Che, pur ammettendo di essere «senza maggioranza» e pur condividendo la necessità di «un asse istituzionale con Roma» più volte sostenuta da Ruggero Razza, è antropologicamente non predisposto a «fare lo stesso errore che fece Lombardo».

E gli alleati? Molto scetticismo e accenni di fastidio. Un segnale ieri è comunque arrivato all’Ars. La commissione Affari generali doveva dare il parere sulle nomine di Nino Caleca e Giovanni Ardizzone a membri laici del Cga e sui presidenti degli Iacp indicati dal governo a Trapani (Paolo Ruggeri), Catania (Angelo Sicali), Messina (Giuseppe Calabrò), Palermo (Nunzio Moschetti) e Siracusa (Nicoletta Piazzese). I mal di pancia erano pregressi, ma ieri è mancato il numero legale con molti assenti del centrodestra.

Dalle altre opposizioni il dialogo M5S-governatore è visto come il fumo negli occhi. «La smania di potere di Cancelleri sta avendo il sopravvento. Pronto a sottomettersi alla corte di Musumeci. Buona fortuna», dice Antonello Cracolici (Pd). E Claudio Fava (Cento Passi) taglia corto: «Sono abissalmente lontano dall’idea. Immaginare di costruire un patto di governo sotto forma di un contratto fa parte di un’altra prospettiva politica, che non è la mia».

Twitter: @MarioBarresi

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Fonte: www.lasicilia.it


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