03 dicembre 2018

IL SONDAGGIO. CALA LA FIDUCIA IN MUSUMECI. LO VOTEREBBE IL 27% DEI SICILIANI


Dal sito livesicilia.it

Fu eletto con il 39,8 per cento il 5 novembre del 2017. Per il governo il voto medio è 4.

CATANIA - Oggi, pur conservando la fiducia di quasi un siciliano su due, Nello Musumeci sarebbe votato dal 27% dei siciliani a fronte del 39,8 per cento con cui fu eletto il 5 novembre del 2017. E' uno dei dati di un sondaggio di Keix Data for Knowledge per "La Sicilia" pubblicati stamane sul quotidiano di Catania ad un anno esatto dall'insediamento del governo regionale.

La rilevazione è stata svolta con 957 interviste su un campione rappresentativo della popolazione di elettori siciliani tra il 29 novembre e l'1 dicembre scorsi.

Dai dati emerge - scrive il quotidiano - che quasi un siciliano su due (45%) continua a fidarsi di Musumeci - l'8% con un livello "ottimo", il 15% con "buono" ed il 22% con "sufficiente".

Più impietoso il giudizio sulle politiche del governo: il voto medio è 4: infrastrutture e trasporti 4,34, gestione dei rifiuti 4,24, e turismo 4,22. In fondo alla classifica la lotta alla mafia (3,96) e la spesa dei fondi Ue e l'istruzione e la formazione professionale (3,90)". Il sondaggio rileva anche come il dato "si ripercuote anche sul giudizio sugli assessori: tutti dietro la lavagna; Pierobon e Turano maglie nere; Razza e Tusa i meno peggio". 

Il quotidiano scrive anche che "il 69 per cento dei siciliani boccia anche le opposizioni, il cui insieme viene 'stroncato' dall'elettorato con un 33% fiducia ed un 31% di gradimento: il 67 non si fida neanche di chi si oppone e Musumeci ed esprime un verdetto negativo su chi dovrebbe rappresentare l'alternativa.

In mattinata con una nota, il presidente della Regione Nello Musumeci replica al sondaggio: "Non ci meraviglia. Non siamo stati eletti per fare 'fuochi d’artificio', ma per realizzare quello che nessuno aveva fatto prima di noi, in una Regione che detiene il triste primato di essere in coda a tutte le altre". E ricorda: "Un sondaggio affidato a chi aveva pronosticato un anno fa la vittoria dei nostri avversari" (leggi qui la nota completa del presidente Musumeci).
03 Dicembre 2018

Fonte: livesicilia.it





PRIMO "TAGLIANDO" SUL GOVERNO REGIONALE, MUSUMECI IN CALO E ASSESSORI BOCCIATI...


Dal sito www.lasicilia.it

03/12/2018 - di Mario Barresi
Ad un anno esatto dall'insediamento della giunta, un sondaggio realizzato da “Keix Data for Knowledge” per "La Sicilia" fa emergere la netta delusione dei siciliani rispetto a tutte le politiche di governo. Ma non arrivano buone notizie neanche per l'operato delle opposizioni, valutato negativamente da sette elettori su dieci

CATANIA - Non è una stroncatura, ma una sostanziale bocciatura. E soprattutto un segnale. Duplice. Il sondaggio-“tagliando” sul governo regionale a un anno esatto dall'insediamento, realizzato da “Keix Data for Knowledge” per "La Sicilia", ci dice innanzitutto che Nello Musumeci ha perso una parte del credito da parte dei siciliani che nel novembre 2017 lo elessero governatore con il 39,8%. Se si votasse oggi sarebbe il 27% a puntare di nuovo sul governatore. Il secondo macro-dato che emerge è la netta delusione dei siciliani rispetto a tutte le politiche di governo: se fosse una classica pagella scolastica, il voto medio in tutte le materie sarebbe un desolante 4. E ciò si riverbera sul giudizio nei confronti dei singoli assessori. Ma nel nichilismo che sembra caratterizzare il campione dell’elettorato isolano non arrivano buone notizie neanche per le opposizioni. L’operato di M5S e centrosinistra all'Ars, valutato nel complesso, viene bocciato da quasi sette siciliani su dieci.

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Fonte: www.lasicilia.it






I FORESTALI DI VENTIMIGLIA HANNO CURATO IL VERDE PUBBLICO. IL SINDACO: I NOSTRI OPERAI SONO ECCEZIONALI. IL BLOG: PURTROPPO PER LE ALTRE COMPETENZE LE GIORNATE LAVORATIVE NON VENGONO AUMENTATE


Dalla pagina facebook
del Sindaco di Ventimiglia di Sicilia
Antonio Rini

I FORESTALI DI VENTIMIGLIA!
Per un mese hanno curato il verde, pulito giardini, potato gli alberi e messo in sicurezza torrenti. 
Non so cosa pensano gli altri, ma i nostri operai forestali sono eccezionali. Un GRAZIE a loro e al Direttore Vincenzo Lo Meo, che ci ha fatto contenti con la sua presenza.









SAN MARTINO DELLE SCALE. RIFUGIO NEVIERA – ROSOLINO PILO. INCONTRO CON GLI OPERAI FORESTALI: “EROI DELLA MONTAGNA CHE SVOLGONO UN LAVORO PER IL BENE DELLA COLLETTIVITÀ”


Ricevo e pubblico
dall'On. Figuccia

Figuccia: “eroi della montagna che svolgono un lavoro per il bene della collettività”

“Oggi sono stato in visita presso il rifugio Neviera – Rosolino Pilo, ovvero una postazione di lavoro degli operai forestali tra le montagne di San Martino delle Scale, per constatare personalmente i lavori di manutenzioni portati avanti dagli operatori. Dopo gli eventi nefasti delle scorse settimane, ribadisco l’importanza del lavoro di questi uomini che, malgrado siano impiegati pochi giorni durante l’intero anno, attraverso opere create con maestria come: muretti a secco, transenne sui sentieri, canali di deflusso delle acque, ecc. riescono ad arginare il dissesto idrogeologico preservando la flora e la fauna del bosco”. 
– A dichiararlo è Vincenzo Figuccia Deputato regionale Udc dell’Ars e leader del movimento CambiAmo la Sicilia - che prosegue:
“Operai che, oltre a conoscere la montagna in quanto la vivono realmente mettendo a repentaglio la propria salute per le condizioni climatiche avverse, negli anni hanno acquisito competenze che è compito dell’Amministrazione regionale organizzare in modo razionale”
“Con mezzi a disposizioni insufficienti la maestria degli operai – Continua Figuccia - riesce a trasformare il materiale di risulta del bosco in opere necessarie per la salvaguardia del territorio, non a caso definisco gli operai veri e propri eroi della montagna che svolgono un lavoro per il bene della collettività”
“Investire nella promozione e nella valorizzazione nostri territori rendendo i boschi produttivi come accade all’interno del rifugio Neviera è la strada da seguire per scongiurare eventi drammatici e rilanciare lo sviluppo legato al turismo” – Conclude il Deputato siciliano -





ASSENZA INGIUSTIFICATA DAL LAVORO PER UN GIORNO


Dal sito www.laleggepertutti.it

02 Dicembre 2018
L’AUTORE: Valentina Azzini

L’assenza ingiustificata di un giorno non è sanzionabile

Hai avuto un imprevisto, un incidente, un’emergenza e sei rimasto assente dal lavoro senza avvisare il tuo datore. Ti chiedi se il tuo comportamento sarà sanzionabile, se addirittura rischi il licenziamento. Sai bene che è un tuo preciso obbligo presentarti al lavoro nei giorni e negli orari stabiliti dal contratto di lavoro o comunque per i turni assegnati dal datore. E’ dunque evidente che se non ti presenti regolarmente al lavoro senza una valida motivazione, la tua assenza rappresenta una violazione dei tuoi obblighi e dunque può esserti contestata dal datore. Ma è sanzionabile anche l’assenza ingiustificata dal lavoro per un giorno? Vediamo in questa breve guida se l’assenza ingiustificata dal lavoro costituisce sempre illecito disciplinare sanzionabile e in quali casi il datore non ti può sanzionare.  



Indice

1 Quando posso assentarmi dal lavoro?
2 Assenza ingiustificata e procedimento disciplinare
3 Licenziamento per assenza ingiustificata


Quando posso assentarmi dal lavoro?

Il lavoratore ha diritto di assentarsi dal lavoro in presenza di una delle cause di sospensione del rapporto previste dalla legge, dalla contrattazione collettiva, aziendale, oppure dal contratto individuale di lavoro; in questi casi la legge e la contrattazione garantiscono al lavoratore il diritto di non presentarsi al lavoro.

Si tratta, ad esempio, delle assenze per malattia, maternità, delle assenze per ferie o fruizione dei permessi retribuiti, del congedo matrimoniale.

In tutti questi casi l’assenza è giustificata e il lavoratore è obbligato solamente a comunicare l’assenza al datore con un congruo preavviso e con le modalità di solito definite nel contratto collettivo o individuale di riferimento: può essere sufficiente una telefonata, una email, una richiesta anticipata scritta o verbale di ferie o permesso, l’invio di un certificato medico.

Al contrario, in tutte le ipotesi in cui non sussiste una delle ragioni giustificative previste dalla legge e dai contratti collettivi o individuali, l’assenza del dipendente sarà ingiustificata ed esporrà il lavoratore ad un possibile procedimento disciplinare.

L’assenza ingiustificata rappresenta, infatti, una violazione degli obblighi del dipendente, nascenti dal contratto di lavoro.


Assenza ingiustificata e procedimento disciplinare

L’assenza ingiustificata costituisce un illecito disciplinare che, se ripetuto nel tempo, può comportare il licenziamento del dipendente.

Essendo un illecito disciplinare, prima applicare qualsiasi sanzione, il datore deve seguire il procedimento previsto dallo statuto dei lavoratori e, dunque, dovrà:

contestare tempestivamente per iscritto al lavoratore la violazione commessa
concedergli un termine non inferiore a 5 giorni per presentare le proprie giustificazioni scritte o verbali
comunicargli per iscritto l’archiviazione del procedimento disciplinare o l’applicazione della sanzione


Licenziamento per assenza ingiustificata

L’assenza ingiustificata è certamente un illecito disciplinare, ma non sempre porta al licenziamento.

I contratti collettivi, infatti, spesso contengono un’elencazione delle condotte inadempienti del dipendente prevedendo, per ciascuna di esse, la relativa sanzione che il datore di lavoro può infliggere.

La sanzione disciplinare deve infatti essere proporzionata al fatto commesso dal dipendente e il licenziamento rappresenta la sanzione più grave, applicabile solo in caso di comportamenti del lavoratore che ledano irrimediabilmente il rapporto di fiducia in essere con l’azienda, non consentendo la prosecuzione – nemmeno temporanea – del rapporto di lavoro.

Di conseguenza, si prevede generalmente che, in caso di assenza ingiustificata, il licenziamento possa essere comminato quando il lavoratore violi più volte l’obbligo di presentarsi al lavoro (c.d. recidiva) oppure quando l’assenza supera un determinato numero di giorni consecutivi.

Un solo giorno di assenza ingiustificata, dunque, non è sufficiente a giustificare un licenziamento.

Addirittura, la giurisprudenza ritiene che l’assenza dal lavoro per un giorno non sia nemmeno sanzionabile: in altre parole, un’assenza rimasta ingiustificata per alcune ore di un solo giorno lavorativo non può qualificarsi come un comportamento di particolare gravità, tenuto conto che la contrattazione collettiva generalmente indica tra le condotte sanzionabili con la “sola” sospensione (e dunque con una sanzione più lieve del licenziamento) l’assenza arbitraria per due/tre/sei giorni lavorativi.

Questo ovviamente non legittima il lavoratore ad assentarsi dal lavoro se non vi sia una effettiva reale situazione di imprevedibile emergenza e sia oggettivamente impossibilitato ad avvisare il datore o a fornire, tempestivamente, adeguata certificazione medica a supporto della propria assenza.

Fonte: www.laleggepertutti.it






A PETRALIA SOPRANA GRANDI FESTEGGIAMENTI PER IL "BORGO DEI BORGHI"


Dal sito palermo.gds.it

Orgoglio, soddisfazione e tanta felicità tra chi oggi si è ritrovato a Petralia Soprana per festeggiare, a una settimana di distanza, la conquista del titolo di Borgo più bello d'Italia.

Oggi, nel comune Madonita si è svolta una grande festa: presente l'intera amministrazione comunale guidata da Pietro Macaluso, l'assessore regionale all'Istruzione Roberto Lagalla, il Commissario straordinario dell'Ente Parco delle Madonie, Salvatore Caltagirone, i sindaci delle Madonie, le Autorità civili e militari che operano nel territorio, associazioni e soprattutto tantissimi cittadini.

Tutti uniti per celebrare il Borgo dei Borghi con diverse iniziative dai balli alle parate fino al taglio della torta.

Ha voluto essere presente il Vescovo di Cefalù, Giuseppe Marciante, per un saluto augurale. Una grande festa che direttamente coinvolge l'intero Parco delle Madonie: “Oggi – afferma il commissario Caltagirone – è stato un giorno di festa ma già da domani saremo al lavoro con tutte le nostre forze per cercare di migliorare tutti quei servizi necessari per una migliore fruizione del Borgo dei Borghi".






"Quando è stato indetto il concorso e Petralia Soprana ha ufficializzato la partecipazione, l'Ente Parco delle Madonie ha messo in campo tutte le risorse a disposizione per pubblicizzare l'evento e invitare al voto. Allo stesso modo - continua - metteremo in campo le nostre professionalità per potenziare o istituire nuovi servizi indispensabili per chi arriva o per chi vuol conoscere le varie iniziative che si svolgeranno nel Borgo dei Borghi. Saremo presenti sul campo e sul web con tutte le nostre forze perchè il successo che certamente avrà Petraia Soprana sarà anche un successo del Parco”.

Prima manifestazione sarà il Presepe d’Incanto che prenderà il via l’8 dicembre.

Foto da Facebook

© Riproduzione riservata

Fonte: palermo.gds.it





02 dicembre 2018

L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI BAUCINA RINGRAZIA GLI OPERAI FORESTALI CHE SONO STATI A SERVIZIO DELLA COMUNITÀ. IL SINDACO: HANNO COSTITUITO DI FATTO UN SUPPORTO IRRINUNCIABILE ED INDISPENSABILE PER GARANTIRE AL MEGLIO LA GESTIONE DI ALCUNI SERVIZI ESTERNI


Ricevo e pubblico
dal Sindaco di Baucina
Fortunato Basile

Il sindaco di Baucina, Fortunato Basile, ed il  vicesindaco, Fortunato Di Falco, a nome di tutta l’Amministrazione Comunale e dell’intera comunità, ringraziano il gruppo di forestali che nei giorni passati hanno impiegato il loro lavoro a servizio della comunità baucinese,  per la riqualificazione delle periferie e la pulizia di alcuni torrenti. La nostra gratitudine  va agli operatori baucinesi che hanno accolto con entusiasmo l’incarico a fianco dell’amministrazione locale, ed inoltre va al dipartimento dello Sviluppo rurale e territoriale nella persona del dirigente di Servizio Vincenzo Lo Meo, che ha manifestato grande disponibilità verso le esigenze del Comune di Baucina. I forestali hanno costituito, di fatto, un supporto irrinunciabile ed indispensabile per garantire al meglio la gestione di alcuni servizi esterni, inclusi la cura e la riqualificazione di aree verdi, che attualmente i comuni sono impossibilitati ad offrire.
Continua anche attraverso queste piccole azioni la missione della nostra amministrazione per garantire  una manutenzione permanente del paese. Tutto ciò è reso possibile grazie all'affermarsi di saldi rapporti istituzionali con gli uffici regionali.






L'ASSESSORE AL TURISMO PAPPALARDO AL SITO DI GABBARA. “UNO SPACCATO DI BELLA SICILIA”. BONAFFINI HA RIMARCATO CHE I LAVORI SONO STATI REALIZZATI DAI FORESTALI E CHE L'AUSPICIO È QUELLO DELLA STABILIZZAZIONE. PAROLE DI ELOGIO E DI RINGRAZIAMENTO DAL DIRIGENTE CANDORE. VIDEO



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REGIONE, DIPASQUALE: MUSUMECI GALLEGGIA E LA SICILIA AFFONDA. RITROVI MAGGIORANZA O SI DIMETTA. ASPETTIAMO ANCHE LA RIFORMA DELLA FORESTALE. IL BLOG: QUELLO CHE ODIAMO DALLA CLASSE POLITICA È PROPRIO LA DEMAGOGIA. ANCHE LEI ON. DIPASQUALE CI HA PRESO PER I FONDELLI


Dal sito www.pdars.it

28 Novembre 2018
“Musumeci continua a galleggiare e la Sicilia affonda. È già passato un anno da quando i siciliani hanno riposto la loro fiducia in questo presidente, probabilmente buggerati da quello slogan “Diventerà Bellissima” , che hanno superato potesse trasformarsi in realtà. E invece così non è stato, abbiamo solo assistito alla occupazione spasmodica di posti di potere per amici e simpatizzanti di partito e dopo il nulla”.

Lo ha detto il parlamentare regionale del PD, Nello Dipasquale, che aggiunge : “Musumeci si continua a dimostrare totalmente incapace di risolvere la crisi di numeri della sua maggioranza in parlamento. Maggioranza che, a differenza del governo precedente, gli hanno consegnato gli elettori. È inaccettabile che siamo entrati nella sessione che riguarda gli strumenti finanziari dell’assemblea, che sono atti politici, come l’assestamento e la variazione di bilancio e poi sarà la volta della finanziaria e già ci rendiamo conto come il parlamento sia ingessato. È evidente – continua Dipasquale – che non riesce a trovare una sintesi in aula, manca un progetto di sviluppo dell’Isola, una proposta di sostegno all’agricoltura, alle piccole e medie imprese e aspettiamo le riforme delle partecipate, della forestale, dei consorzi di bonifica. Non mi sarei mai aspettato da Musumeci un comportamento così irresponsabile. Non rappresentando gli interessi dei siciliani – conclude -ma chiudendosi nel palazzo ad elargire posizione di potere, farà sprofondare la Sicilia nel baratro. Abbia un sussulto di dignità e si dimetta se non riesce a trovare soluzione”.

Fonte: www.pdars.it



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11 Settembre 2013. Il nostro obiettivo è raggiungere i livelli previsti dall’accordo sindacale del 2009

17 Ottobre 2014 Il presidente Crocetta: i forestali io li voglio aiutare, voglio che abbiano più lavoro

07 Febbraio 2016. L'On. Dipasquale assieme ad altri deputati regionali è stato invitato a partecipare alla riunione con i lavoratori forestali di Monterosso Almo (Rg). L'obiettivo era quello di trovare una intesa sulla stabilizzazione dei lavoratori stagionali 



Al Partito Democratico non chiedevamo la luna, ma quanto promesso da almeno 10 anni






01 dicembre 2018

VISITA AL PARCO MINERARIO “GABARA”. CON L'OCCASIONE LA FNA SNAF CONFSAL HA CHIESTO ALL’ ASSESSORE REGIONALE DEL TURISMO DI FARSI PORTAVOCE CON IL GOVERNO REGIONALE PER LA STABILIZZAZIONE DEI LAVORATORI FORESTALI, CHE NON SONO UN PESO MA UNA RISORSA DA IMPIEGARE



Dalla pagina Facebook
del Vice Segretario Regionale S.N.A.F. – F.N.A.
Manuel Bonaffini

La FNA Snaf Confsal Presente a questa visita presso il sito di Gabara del dott. SANDRO PAPPALARDO, Assessore regionale del turismo, dello sport e dello spettacolo, per mettere in evidenza e ringraziare i lavoratori Forestali per aver contribuito a realizzare tutto quello che oggi possono ammirare tante persone, e abbiamo pure chiesto all’Assessore Regionale di farsi portavoce con il Governo Regionale di portare questa esperienza positiva di coesione tra Aziende private, possa portare ad una Stabilizzazione dei Lavoratori Forestali che ribadiamo che non sono un peso per la Regione Sicilia ma una risorsa da impiegare positivamente per il rilancio sia del Bosco che per il ripristino della nostra Sicilia che vediamo giorno dopo giorno abbandonata. Presente il dott. MARIO CANDORE, dirigente generale Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale e al dott. BARTOLOMEO SCIBETTA, dirigente del servizio 9 - servizio per il Territorio di Caltanissetta, il Sindaco Giampiero Modaffari, L’Assessore La Rosa Angelo









EMENDAMENTO PENSIONI: QUOTA 100 PER TRE ANNI, OPZIONE DONNA PER UNO


Dal sito www.money.it

Simone Micocci - 1 Dicembre 2018 
Il pacchetto pensioni è pronto, resta da capire quando sarà inserito all’interno della Legge di Bilancio. Quota 100 confermata, ma solo per tre anni: dopo ci sarà l’estensione di Quota 41 per tutti.

Il pacchetto pensioni sembra essere pronto, come anticipato da Il Sole 24 Ore; questo probabilmente presentato in un emendamento nel passaggio al Senato della manovra finanziaria, ma non si esclude che possa essere approvato in extremis dalla Commissione Bilancio alla Camera tra i correttivi del Governo o dei relatori. Resta poi l’ipotesi di un decreto legge post-manovra, lo stesso strumento che verrà utilizzato per determinare il funzionamento di Quota 100 e del reddito di cittadinanza.

Una cosa è certa, il pacchetto contiene diverse novità: una delle più importanti riguarda Quota 100 che dovrebbe essere introdotta come misura transitoria in attesa di estendere a tutti i lavoratori la possibilità di ricorrere a Quota 41, la misura che consente il pensionamento con 41 anni (e 5 mesi dal 2019) di contributi indipendentemente dall’età anagrafica.

Nonostante i dubbi di questi ultimi giorni, con l’Unione Europea che sembra aver chiesto all’Italia di fare un passo indietro sulla riforma delle pensioni, la maggioranza Lega-Movimento 5 Stelle ha intenzione di andare avanti approvando un mega emendamento che oltre a Quota 100 prevederà altre novità per il sistema previdenziale italiano; andiamo a vedere quali sono in attesa di saperne di più una volta che il testo della manovra finanziaria approderà in aula.

Quota 100 solo per un triennio
Secondo quanto riportato in esclusiva dal Sole 24 Ore, Quota 100 non sarà una misura strutturale. Questa, infatti, sarà introdotta solamente per un triennio, in attesa che dal 2022-2023, secondo le stime del Governo, si possa arrivare all’estensione di Quota 41 per tutti.

Non solo i lavoratori precoci appartenenti a determinati profili di tutela, quindi, potranno accedere a questa misura, ma tutti quei lavoratori che hanno maturato 41 anni e 5 mesi di contributi indipendentemente dall’età anagrafica. Questa scelta non è casuale: nel 2022, infatti, si stima che oltre il 65% dei nuovi pensionati avrà un montante a calcolo misto con prevalenza contributiva, con il coefficiente di trasformazione a 62 anni ancora più penalizzante rispetto ad oggi; insomma, un sistema che rappresenta un disincentivo al pensionamento anticipato, visto che l’assegno previdenziale potrebbe essere molto basso.

Per Quota 100, comunque, sembra essere confermato il divieto di cumulo pensione/reddito da lavoro per chi va in pensione con Quota 100; divieto che persisterà fino al raggiungimento dell’età prevista per l’accesso alla pensione di vecchiaia. Confermate anche le finestre di accesso trimestrali (semestrali per i dipendenti pubblici), con la prima prevista ad aprile 2019.

Opzione Donna e Ape Sociale
Confermata anche la proroga dell’Ape Sociale, così come di Opzione Donna, la misura che consente alle lavoratrici di andare in pensione all’età di 58 anni (59 per le autonome) e 35 di contributi, accettando però un ricalcolo dell’assegno con il sistema contributivo.

Tuttavia la proroga, almeno per il momento, non sarà triennale (come speravano le lavoratrici) ma solamente annuale. Si potrà accedere a questa misura, quindi, solamente nel 2019; il Governo però si prende l’impegno di un ulteriore rinnovo per i prossimi anni con la manovra finanziaria per il 2020.

Blocco dell’età pensionabile per la pensione di vecchiaia
In Parlamento poi si proverà ad introdurre il blocco dell’età pensionabile per la pensione anticipata, sterilizzando questa misura dagli effetti dell’adeguamento con le speranze di vita che scatterà da gennaio 2019.

Se questa parte verrà approvata, quindi, l’adeguamento comporterà conseguenze per la sola pensione di vecchiaia, per la quale l’età anagrafica salirà a 67 anni.

Per la pensione anticipata, quindi, niente incremento di 5 mesi, con il requisito contributivo che resterebbe di 41 anni e 10 mesi per le donne e di 42 anni e 10 mesi per gli uomini. In tal caso, l’incremento di 5 mesi non si applicherebbe neppure a Quota 41, con i precoci che potranno continuare ad andare in pensione con 41 anni di contributi e indipendentemente dall’età anagrafica.

Fonte: www.money.it





UN GIORNO DA RICORDARE PER IL NOSTRO COLLEGA NUNZIO MOGAVERO. RICONOSCIMENTO PER AVER MESSO IN PERICOLO LA SUA VITA NEL SALVATAGGIO DI UN DAINO


Nunzio Mogavero è stato premiato a Villa Niscemi per il suo gesto eroico nel salvataggio di un daino. Il Commissario straordinario del Parco delle Madonie, Dott. Salvatore Caltagirone, nel consegnare la targa gli ha detto che il suo coraggio è in incomiabile. Però il fenomeno crescente dei daini dovrà essere affrontato seriamente al fine di evitare un danneggiamento del sottobosco.

Nunzio con il Commissario straordinario del Parco delle Madonie 
dott. Salvatore Caltagirone

Nunzio Mogavero





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REGIONE, ASSUNZIONI PER 600 PRECARI. VIA A STABILIZZAZIONI E "CONCORSI". IL BLOG: SCUSATE, C'È PER CASO QUALCOSA ANCHE PER I LAVORATORI PIÙ ANZIANI NON STABILIZZATI? GLI OPERAI FORESTALI!


Dal sito livesicilia.it

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

L'impegno dell'assessore Bernardette Grasso che annuncia l'intenzione di andare avanti nonostante il parere contrario dell'Ufficio legislativo.

PALERMO - La Regione Siciliana torna ad assumere. Saranno stabilizzati 587 “precari storici”. Rosalia Pipia, dirigente generale del dipartimento alla Funzione Pubblica ha adottato l’atto propedeutico per provvedere alle assunzioni a tempo indeterminato.

Il personale che deve essere assunto appartiene a quatto bacini. I più numerosi sono i 276 lavoratori della Protezione Civile proveniente dall’ex Italter-Sirap, da quattro province, dai parchi, da Soris e da Fiori 2. Poi ci sono le 219 unità di personale dell’ex Agenzia regionale Rifiuti ed Acque, i 54 dipendenti del bacino “Ambiente” e provenienti dalle assunzioni fatte per il piano di assetto idrogeologico e contratti di collaborazione continuativa dell’Ambiente. Infine, 38 ex lavoratori socialmente utili provenienti dagli Asu Lavoro, Puc beni culturali e Apt provinciali.

Le stabilizzazioni sono previste dalla legge finanziaria per il 2018 e applicano il decreto legislativo per il superamento del precariato delle pubbliche amministrazioni. Le strade previste della legge nazionale sono due. Da una parte è prevista l’assunzione diretta per i dipendenti che hanno firmato un contratto dopo un concorso pubblico. Questi dipendenti, inoltre, devono essere stati in servizio prima della legge di riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni del 2015 con contratti a tempo determinato e devono avere svolto al 31 dicembre 2017 tre anni di servizio negli ultimi otto anni. In totale si tratta di 248 impiegati: 91 funzionari, 155 istruttori e due operatori.

Tutt’altra procedura è prevista per coloro che pur non avendo fatto un concorso pubblico, abbiano maturato tre anni di servizio in otto anni e abbiano avuto un contratto di lavoro flessibile prima della legge 2015. Questi altri dipendenti sono 339: 160 impiegati appartengono alla categoria D, 123 alla fascia dei lavoratori C e sono cioè istruttori, 37 nella categoria B e 19 nella categoria A. In questo caso le assunzioni dovranno essere fatte con dei concorsi riservati che sono tesi a verificare che gli impiegati abbiano la competenza.

Pur essendo previste dalla legge le stabilizzazioni erano state oggetto di un carteggio fra ufficio legale e legislativo regionale e assessorato alla Funzione pubblica. La lettera dei legali negava la possibilità di procedere con le assunzioni sebbene previste dalla legge e così l’assessore Bernadette Grasso ha risposto ai legali della Regione con una lettera di fuoco. Nella nota l’assessore parla di “grave disastro in materia di gestione del personale dipendente e di quello precario in particolare” e riferendosi all’Ufficio legislativo dice “sarebbe stato più conducente che la segnalazione di criticità da parte di codesto Ufficio (ndr. Legislativo e legale) venisse rilevata in passato”.

Le scelte dell’assessorato sono così andate oltre “le criticità” segnalate come pure nella missiva viene fatto notare. L’assessore infatti fa notare come nel confronto con le istituzioni nazionali il dipartimento abbia dovuto fare notare la “bontà” delle norme e come se non si fosse scelta la strada delle stabilizzazioni si sarebbe arrecato “un danno alla stessa Amministrazione privando i dipartimenti di personale che nel tempo ha acquisito competenze e professionalità, oltre all’insorgere di ulteriore contenzioso che vedrebbe la Regione soccombente". Insomma le stabilizzazioni si faranno e la Regione metterà nelle proprie fila circa seicento nuovi dipendenti







L'ARS DEGLI IMPEGNI: PAROLE, PAROLE, PAROLE. IL BLOG: METTIAMOCI ANCHE LA RIFORMA FORESTALE CHE DOVEVA ESSERE APPROVATA SUBITO DOPO LA FINANZIARIA DEL 30 APRILE 2018, SIAMO ARRIVATI A DICEMBRE E NON SI È VISTO NIENTE


Dal sito www.qds.it

di Raffaella Pessina
Abolizione di voto segreto e vitalizi, promessa non mantenuta. “Non siamo lavativi”: Micciché smentito dagli stessi deputati. Tetto agli stipendi, ma si torna ad assumere. XVII Legislatura, tempo di primi magri bilanci anche per l’Assemblea regionale siciliana

PALERMO - “Il voto segreto? È il padre dell’imbroglio”, tuonava Micciché alla Cerimonia del Ventaglio promettendone la tempestiva abolizione, cosa che ad oggi, purtroppo, non si è concretizzata.
Abolizione vitalizi: dopo la Camera anche il Senato ha provveduto con apposita delibera. Ma l’equiparazione al Senato (l.r. 44/65), si sa, vale a convenienza.
“Ridurremo i costi della politica”: altro slogan targato Ars la cui attuazione desta qualche perplessità: ripristinato il tetto di 240mila euro agli stipendi ma a Palazzo dei Normanni si tornerà ad assumere.
“Non è un’assemblea di lavativi”, ha detto in un’altra occasione Micciché difendendo il Parlamento.
ma a Sala d’Ercole, per ammissione di molti degli stessi deputati, mancano quantità e qualità legislativa.

Voto segreto, Micciché: “È il padre dell’imbroglio, ecco perché va abolito”  
È da prima del suo insediamento che il Presidente della Regione, Nello Musumeci, auspicava l’abolizione del voto segreto. “Occorre modificare il regolamento dell’Assemblea regionale siciliana - aveva dichiarato a metà dicembre del 2017. A marzo di quest’anno Musumeci era poi tornato all’attacco e in una lettera inviata al presidente dell’Ars Miccichè scrisse che abolire il voto segreto sarebbe stato “una questione di etica, di trasparenza e di rispetto verso gli elettori”.

Miccichè raccolse subito la sfida, ma per il resto del Parlamento di Palazzo dei Normanni l’appello è rimasto sempre “lettera morta”.
“Sono assolutamente d’accordo: il voto segreto – aveva detto Gianfranco Miccichè - è un cancro della democrazia, prova ne è che è stato abolito ovunque, tranne che in Sicilia. è arrivato il momento di darci un taglio. Stiamo lavorando ad una modifica complessiva del Regolamento dell’Ars, al cui interno è prevista l’abolizione del voto segreto, è importante che la maggioranza in Aula sia compatta e coesa. A tutte le forze politiche chiedo massimo impegno”.

Da quel giorno, però, non è arrivato in Aula alcun documento. Musumeci torna alla carica
“Speriamo che il Parlamento possa abolire il voto segreto – aveva poi aggiunto cercando di spronare i deputati - Se vuoi il voto segreto vuol dire che dichiari una cosa e ne fai un’altra, questo non è leale nei confronti dei cittadini e non è sintomo di buona politica”.
Intanto, è passato un anno e di abolire il voto segreto non se ne parla proprio.

Vitalizi, Siragusa (M5s): “Cancellare privilegi medievali”  
Sul sito dell’Ars alla voce “Trattamento economico dei parlamentari” si può visionare l’elenco di coloro che percepiscono ancora il vitalizio.
I vitalizi che Palazzo dei Normanni paga ogni anno raggiungono la ragguardevole cifra di 15.871.737,72 euro. Il Senato, lo scorso mese di ottobre, ha approvato la delibera sul taglio ai vitalizi, e come è noto, dal 1965, con una legge regionale (la n.44), il Parlamento siciliano si è equiparato in tutto e per tutto al Senato della Repubblica. 

Quindi, la logica vuole che l’Ars si sarebbe dovuta adeguare subito recependo la delibera del Senato. Ma la reazione dei parlamentari siciliani è stata tiepida, a cominciare dal presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè: “Non ho in odio coloro che hanno fatto politica prima di me – ha detto Miccichè - e dunque non potrei mai privarli di un diritto maturato in virtù dei servigi resi al Paese”. Il movimento Cinquestelle ha presentato un ddl, finito poi come sempre nel dimenticatoio.

Dal canto suo, il presidente della Regione, Nello Musumeci, si è fatto da parte dichiarando che “la volontà del Parlamento è sacra”. Ma non potrà rimanere al di fuori della questione ancora per molto perché il vice premier Luigi Di Maio ha fatto sapere che “In legge di bilancio ci sarà una norma che dice alle Regioni che se non aboliscono i vitalizi, la quota parte di soldi che spendono per i vitalizi non la trasferiamo più dallo Stato centrale”.
Ma anche questo provvedimento per ora è rimasto inattuato.

Burocrazia, la riforma “impossible”  
Sulla legge di riforma della burocrazia si sono fatte decine e decine di annunci, ma a tutt’oggi non si è arrivati ad un punto concreto.
La legge sulla semplificazione della elefantiaca macchina amministrativa siciliana è stata sbandierata a più riprese, sia in campagna elettorale che in tempi più recenti ed è una di quelle riforme che potremmo definire bipartisan, nel senso che è stata annunciata come urgente e necessaria sia dalla coalizione di governo che dalle opposizioni.
Ad oggi, di concreto, c’è solo un ddl governativo che pur non essendo stato ancora discusso all’Ars, tuttavia è già fonte di accese polemiche. Contro la riforma concepita dall’esecutivo Musumeci si sono già schierati il Movimento Cinquestelle e il Partito democratico: dunque le attuali premesse non lasciano pensare ad una riforma attuabile in tempi brevi.
Il capo gruppo del Pd Giuseppe Lupo promette battaglia quando (appunto, quando...) il ddl sarà esaminato in commissione all’Ars. “Chiederemo - avverte - ogni verifica possibile e l’audizione di tecnici ed esperti. Siamo d’accordo alla semplificazione amministrativa ma ci opporremo alla sostituzione delle competenze amministrative delle Sovrintendenze con decisioni politiche della giunta”.
Eppure enormi ritardi e assenza di trasparenza, rendono difficile il rapporto tra il cittadino e la Pubblica amministrazione. Ci aveva provato anche Crocetta, Presidente della Regione nella passata legislatura a riformare la Pubblica amministrazione, ponendo l’accento su trasparenza tempi rapidi e certi e responsabilità dei dirigenti, ma anche in quel caso non c’è stato niente da fare. Ora è già passato un anno dall’inizio della legislatura e la riforma non ha ancora visto la luce.

Caos portaborse, piccola sforbiciata ai budget per le assunzioni ma nel 2018 due milioni in più ai gruppi parlamentari                      
Lo scorso mese di maggio, l’Amministrazione di Palazzo dei Normanni si è trovata ad affrontare lo scandalo dei cosiddetti portaborse, assistenti dei deputati al di là del personale assunto per il funzionamento dell’Ars con regolare concorso. Polverone sollevato dalla Sezione di Controllo della Corte dei Conti siciliana che ha intimato all’Ars la riduzione delle assunzioni e dei relativi costi.
Ai 2,7 milioni già assegnati ai 70 consiglieri regionali per stipendiare i portaborse si aggiungevano altri 58.400 euro per ogni deputato.
Soldi erogati ai gruppi parlamentari sulla base di una normativa nazionale (decreto Monti del 2014) che poi avrebbero assunto nuovo personale seguendo le indicazioni dei politici. Somme che potevano essere utilizzate per pagare più di un singolo collaboratore. E le assunzioni sono avvenute fin dall’inizio del 2018 al punto che la Ragioneria non riusciva a quantificarne il numero perché era in continua evoluzione. Forti le polemiche sollevate da più parti e sollecitazioni a porre un freno sono state indirizzate al presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè al punto che ad aprile, un emendamento alla Finanziaria ha stabilito una sforbiciata dei budget annuali a disposizione dei deputati, forse più simbolica che sostanziale.
Per i 135 “esterni”, è rimasto sostanzialmente invariato il budget mensile di 3.150 euro per ciascun deputato.
È scesa da 58.571 euro a 38.071 euro la somma prevista per i cosiddetti D6 ed è stato fissato un tetto massimo di due collaboratori per deputato. Per i cosiddetti “stabilizzati” il budget passa da 68mila a 58mila euro.
Una sforbiciata più formale che sostanziale, dicevamo, anche perché, come scritto nel bilancio di previsione 2018 di Palazzo dei Normanni, la spesa per i gruppi parlamentari sale di due milioni di euro (da sette a nove milioni) rispetto al 2016, quando tra l’altro i deputati erano in totale 90 e non 70 come adesso.

“Ridurremo i costi della politica”  
ma l’ars torna ad assumere           
Appena eletto, il Presidente dell’Ars Miccichè aveva dichiarato che il tetto agli stipendi sarebbe stato cancellato con l’inizio del nuovo anno, dichiarazione totalmente in controtendenza rispetto agli annunci elettorali della maggioranza eletta e del Movimento Cinquestelle che hanno sempre manifestato l’intenzione di ridurre i costi della politica.
A dicembre 2017, infatti, è scaduto il primo accordo datato 2014 che aveva imposto il limite a 240 mila euro. Da gennaio 2018 quindi sono stati ripristinati stipendi “stellari” che in alcuni casi hanno sforato i 340 mila euro.
A seguito di feroci polemiche e appelli provenienti da tutti i contesti, compresi quelli dei vescovi e di padre Cosimo Scordato, il Consiglio di presidenza dell’Ars ha ripristinato i tetti che comunque garantiscono assegni mensili a sei cifre. Il limite è 240 mila euro per i consiglieri, 204 mila per gli stenografi, 193 mila per i segretari, 148 mila per i coadiutori, 133mila per i tecnici e 122mila 500 euro per gli assistenti.
Inoltre, l’Ars sta tornando ad assumere ed ha bandito un concorso per undici posti di Consigliere parlamentare. è importante ricordare che nel bilancio di previsione 2018 il costo complessivo di Palazzo dei Normanni si attesta a 154 milioni di euro, la metà dei quali viene utilizzata proprio per i costi del personale. Una cifra di tutto rispetto se si considera che in altre regioni come ad esempio la Lombardia si spendono 79 milioni di euro.

Micciché: “Questa non è un’assemblea di lavativi”
ma all’Ars mancano quantità e qualità delle leggi    
La questione della durata dei lavori d’Aula a Palazzo dei Normanni e soprattutto la qualità delle sedute è una delle spine nel fianco del Parlamento siciliano.
In alcuni casi si è arrivati a far durare anche solo sette minuti le sedute d’Aula e spesso, anche se non sempre, si è arrivati a fare una sola seduta all’Ars a settimana.
Lo stallo legislativo, che è un dato di fatto ammesso durante diverse sedute dagli stessi figli d’Ercole, sembra smentire clamorosamente l’ottimismo del Presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè il quale, in occasione della Cerimonia del ventaglio aveva detto: “Non posso dire che questa sia un’Assemblea di lavativi, certo se la paragoniamo a quella di alcuni anni fa non ci sono deputati poco preparati rispetto a gente come Lauricella, D’Acquisto e Alessi. Ma ci sono giovani preparati, in tutti i gruppi, che hanno tanta voglia di fare e con i quali mi confronto. è una buona Assemblea, ora deve dimostrarlo facendo buone cose”.
Ma dall’avvio della XVII Legislatura ad oggi, gli ostacoli sono stati tanti e di varia natura: dall’impegno dei deputati per le elezioni che li hanno portati lontano dagli scranni di Sala D’Ercole, alla mancanza del numero legale che ha fatto slittare l’esame di disegni di legge poco graditi anche a pezzi della maggioranza. La maggiorparte dei disegni di legge approvati riguardano adempimenti finanziari e come bilanci di previsione e rendiconti.
Spesso Parlamento e Governo, tra l’altro, si sono scaricati a vicenda le responsabilità: il primo ha lamentato l’assenza troppo frequente degli assessori e i ritardi con cui vengono inviati i documenti agli uffici dell’Ars. Dal Parlamento, invece toni critici arrivano dall’opposizione: “La maggioranza è inesistente – dice il capogruppo del Pd all’Ars Giuseppe Lupo - il governo è ancora fermo ai blocchi di partenza. E l’impressione è che voglia marginalizzare l’Ars”.

01 dicembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: www.qds.it


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UNA PIANTA SIMBOLO PER CIASCUNA REGIONE. PER LA SICILIA È L’ABETE DELLE MADONIE


Dal sito siciliarurale.eu

(di Luigi Noto) Una pianta simbolo per ciascuna regione italiana. Si va dalla Primula di Palinuro per la Campania, che cresce endemica a picco sul mar Tirreno, allo Zafferano etrusco per la Toscana, al Pino locato per la Basilicata che si trova solo nel Parco Nazionale del Pollino, alla Sassifraga dell’Argentera per il Piemonte, la più votata in assoluto, bellissima pianta erbacea a fiori rosa, tipica delle Alpi occidentali. E per la Sicilia? L’abete delle Madonie, meglio noto tra i botanici con il suo nome latino ovvero Abies nebrodensis. 

La scelta delle piante simbolo è avvenuta attraverso una vera e propria votazione promossa dalla Società botanica italiana e coordinata da Lorenzo Peruzzi, docente all’Università di Pisa e direttore dell’Orto e Museo botanico. A votare sono stati oltre 500 appassionati ed esperti botanici da tutta Italia che hanno eletto le piante vincitrici a partire da una rosa di candidature, con un meccanismo per certi versi simile a quello delle primarie. «L’idea è nata dalla voglia di sensibilizzare cittadini e le istituzioni sul tema della biodiversità vegetale – spiega Peruzzi – e così sono state elette venti piante, che per valenza storico-scientifica, peculiarità biogeografiche e bellezza, sono diventate il “simbolo” di ognuna delle venti regioni italiane». 

I risultati della votazione saranno presentati ufficialmente durante la giornata di studio “La flora in Italia: stato delle conoscenze, nuove frontiere, divulgazione”, il 7 dicembre all’Università di Roma La Sapienza. Le piante elette sono visibili sul portale della Flora d’Italia. A completare l’elenco delle elette per le altre regioni ci sono: per l’Abruzzo l’Adonide curvata; per la Calabria la Soldanella calabrese; per l’Emilia-Romagna la Primula appenninica; per il Friuli Venezia Giulia Spillone palustre; per il Lazio Storace comune; per la Liguria la Campanula di Capo Noli; per la Lombardia Silene di Elisabetta; per le Marche Moehringia vescicolosa; per il Molise Acero di l’Obel; per la Puglia Gigaro pugliese; per la Sardegna il Ribes sardo; per il Trentino-Alto Adige Androsace di Hausmann; per l’Umbria Bivonea di Savi; per la Valle d’Aosta Astragalo maggiore; per il Veneto Sassifraga dei Berici.

L’Abete delle Madonie, eletto dai botanici pianta simbolo per la Sicilia, è una conifera che, a metà del secolo scorso, erroneamente si considerava già estinta. Nel 1957, durante un sopralluogo sulle Madonie nel territorio di Polizzi Generosa, un gruppo di botanici ne trovò alcuni esemplari, una ventina in tutto, racchiusi in un fazzoletto di terra a circa 1.500 metri di quota nel Vallone Madonna degli Angeli. 

Per molto tempo l’Abies nebrodensis è stato considerato una sottospecie del più comune Abete bianco (Abies alba), ma in realtà l’Abete delle Madonie è un’entità tassonomica differente, presente in Sicilia almeno dal Terziario. L’Unione mondiale per la conservazione della natura lo considera una specie in pericolo critico di estinzione inserendola nella lista delle cinquanta specie botaniche più minacciate dell’area mediterranea. Tra il 2001 e il 2005 l’Abies nebrodensis è stato protagonista di un progetto “Life natura” realizzato dall’Ente Parco delle Madonie.

L’albero può raggiungere anche l’altezza di 25 metri presenta una chioma a forma piramidale e rametti ricoperti da corti aghi, rigidi e appuntiti, hanno una caratteristica struttura a croce. Per questo motivo l’albero è chiamato “arvulu cruci cruci“. In tempi molto antichi questa pianta era abbastanza diffusa su tutte le montagne della Sicilia, tanto che la colonia greca di Halaesa vicina all’odierna Tusa, coniava monete su cui era impressa la sagoma dell’abete siciliano.

Fonte: siciliarurale.eu





L'UNESCO DICHIARA I MURETTI A SECCO PATRIMONIO DELL'UMANITÀ. IL BLOG: RICORDIAMO CON PIACERE CHE TRA I LAVORATORI FORESTALI ABBIAMO TANTISSIMI PROFESSIONISTI SULLA COSTRUZIONE DEI MURETTI A SECCO, TALE FIGURA È PREVISTA NEL CONTRATTO. 4° LIVELLO/SPECIALIZZATI

Un muretto a secco nel ragusano (fonte: Gdiquattro/Wikimedia)
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Dal sito www.ansa.it

Candidatura presentata da Italia e altri 7 Paesi europei


ROMA 28 novembre 2018
ROMA - L'Unesco ha iscritto "L'Arte dei muretti a secco" nella lista degli elementi immateriali dichiarati Patrimonio dell'umanità. E' quanto si legge in un post sul profilo Twitter dell'organizzazione che si congratula con gli 8 paesi europei che hanno presentato la candidatura: oltre all'Italia, Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera.

"L'arte del 'Dry stone walling' riguarda tutte le conoscenze collegate alla costruzione di strutture di pietra ammassando le pietre una sull'altra, non usando alcun altro elemento tranne, a volte, terra secco", spiega l'Unesco nella motivazione del provvedimento. Si tratta di uno dei primi esempi di manifattura umana ed è presente a vario titolo in quasi tutte le regioni italiane, sia per fini abitativi che per scopi collegati all'agricoltura, in particolare per i terrazzamenti necessari alle coltivazioni in zone particolarmente scoscese. "Le strutture a secco sono sempre fatte in perfetta armonia con l'ambiente e la tecnica esemplifica una relazione armoniosa fra l'uomo e la natura. La pratica viene trasmessa principalmente attraverso l'applicazione pratica adattata alle particolari condizioni di ogni luogo" in cui viene utilizzata, spiega ancora l'Unesco. I muri a secco, sottolinea l'organizzazione, "svolgono un ruolo vitale nella prevenzione delle slavine, delle alluvioni, delle valanghe, nel combattere l'erosione e la desertificazione delle terre, migliorando la biodiversità e creando le migliori condizioni microclimatiche per l'agricoltura".

Centinaio, una conferma valori agricoltura 
"Ancora una volta i valori dell'agricoltura sono riconosciuti come parte integrante del patrimonio culturale dei popoli", cosi' commenta il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio l'iscrizione della pratica rurale dell'arte dei muretti a secco - appartenente a Cipro, Croazia, Francia, Grecia, Italia, Slovenia, Spagna e Svizzera - nella lista degli elementi dichiarati patrimonio culturale immateriale dell'umanità. "Il nostro Paese si fonda sull'identità - continua Centinaio - i nostri prodotti agroalimentari, i nostri paesaggi, le nostre tradizioni e il nostro saper fare sono elementi caratterizzanti della nostra Storia e della nostra cultura. Non è un caso quindi che, dei 9 elementi italiani riconosciuti dall'Unesco patrimonio immateriale dell'umanità, ben 4 appartengano al patrimonio rurale e agroalimentare". "Un risultato - sottolinea - che conferma l'importanza di questo comparto nel nostro Paese e quanto sia fondamentale, come Governo e come cittadini, non dimenticare mai le nostre radici. Ecco perché è necessario continuare a investire nella promozione e nella valorizzazione, anche a livello internazionale, delle nostre produzioni agroalimentari e dei nostri territori". La candidatura della pratica rurale dell'arte dei muretti a secco è stata portata avanti dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo in sinergia con il MAECI e con la Commissione nazionale Unesco. La decisione è stata approvata all'unanimità dai 24 Stati membri del Comitato, riuniti a Port Louis. È la seconda volta, dopo la pratica tradizionale della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria, che viene attribuito questo riconoscimento a una pratica agricola e rurale. 

Coldiretti, una tutela contro il dissesto 
"Un giusto riconoscimento a una tradizione che in Italia unisce da nord a sud la Valtellina e la Costiera amalfitana, Pantelleria con le Cinque terre e in Puglia il Salento e la Valle d'Itria, realizzata e conservata nel tempo grazie al lavoro di generazioni di agricoltori impegnati nella lotta al dissesto idrogeologico provocato da frane, alluvioni o valanghe". E' quanto afferma la Coldiretti nell'esprimere apprezzamento per l'iscrizione dell' "Arte dei muretti a secco" nella lista degli elementi immateriali dichiarati Patrimonio dell'umanità dall'Unesco sulla base della candidatura avanzata dall'Italia con Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera. "La tecnica del muretto a secco - spiega la Coldiretti - riguarda la realizzazione di costruzioni con pietre posate una sull'altra senza l'utilizzo di altri materiali se non un po' di terra. La stabilità delle strutture è assicurata dall'attenta selezione e posizionamento dei sassi". "Questi manufatti, diffusi per la maggior parte delle aree rurali e su terreni scoscesi, hanno modellato numerosi paesaggi, influenzando modalità di agricoltura e allevamento, con radici che affondano nelle prime comunità umane della preistoria. I muretti a secco - sottolinea la Coldiretti - svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione delle frane, delle inondazioni e delle valanghe e nella lotta all'erosione e alla desertificazione della terra, aumentando la biodiversità e creando condizioni microclimatiche adeguate per l'agricoltura in un rapporto armonioso tra uomo e natura".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Fonte: www.ansa.it






30 novembre 2018

SIFUS CONFALI: I 44 MILIONI PER LA MESSA IN SICUREZZA DEL TERRITORIO DEVONO ESSERE SPESI UTILIZZANDO I DIPENDENTI DELLA FORESTALE, DEI CONSORZI E DELL' ESA, ANZICHE' PER LE IMPRESE



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Maurizio Grosso Sifus Confali


Nella variazione di bilancio che l'Ars dovrebbe votare giorno 8 dicembre sono previsti 44 milioni euro (provenienti da fondi extra regionali inseriti in bilancio attraverso la legge finanziaria) per la messa in sicurezza del territorio.
Ebbene, è previsto che tali fondi debbano essere assegnati attraverso bandi di gara alle sole imprese.
Il gruppo dirigente del Sifus oggi a Palermo ha chiesto all'On. Vincenzo Figuccia di farsi promotore di un emendamento all'art. 3 in maniera che i 44 milioni di euro in argomento, vengano utilizzati attraverso l'impiego dei lavoratori forestali, dei consorzi e dell'esa.
Se i 44 milioni verranno utilizzati attraverso il ricorso alle imprese, almeno 15 milioni di essi, andranno legittimamente in profitto.
Se invece, come ha proposto oggi l'On. Figuccia alla Commissione Bilancio, verranno utilizzati per la messa in sicurezza del territorio attreverso l'impiego dei forestali, dei dipendenti dei consorzi e dell'esa, il 100 x 100 di essi verrà investito per il territorio, anche perche, queste somme, rappresentano rispetto alle esigenze, una goccia nell'oceano.
Il Sifus invita il governo Musumeci e il Parlamento a muoversi in questa direzione.
Maurizio Grosso Sifus Confali





FORESTALI MANUTENZIONE SIRACUSA. I SALARI DEL MESE DI OTTOBRE SONO STATI INVIATI IN BANCA

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FLAI CGIL Siracusa








LAVORATORI FORESTALI PALERMO. SIFUS: IL DIRIGENTE REGIONALE DEL DIPARTIMENTO SVILUPPO E TERRITORIO, MARIO CANDORE, CI HA COMUNICATO CHE GLI STIPENDI DEL MESE DI SETTEMBRE SONO STATI PAGATI TUTTI. IN LAVORAZIONE INVECE QUELLI DI OTTOBRE


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Maurizio Grosso Sifus Confali

Forestali -azienda- provincia di Palermo (notizia tecnica).
Il Dott. Mario Candore Dirigente Regionale del Dipartimento Sviluppo e Territorio ci ha comunicato in data odierna, che gli stipendi del mese di settembre sono stati pagati tutti, mentre quelli del mese di ottobre si stanno ultimando in tutta la provincia. Bisogna attendere quindi i tempi tecnici per riceverli ( 2- 3 giorni).
Maurizio Grosso Sifus Confali




ULTIM'ORA. ESITO DELL'INCONTRO SINDACALE CON IL DIRIGENTE GENERALE DEL CORPO FORESTALE DOTT. PRINCIPATO, PER PROBLEMATICHE APPLICAZIONE NUOVO CIRL E PROGRAMMAZIONE CAMPAGNA AIB 2019


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FLAI CGIL Siracusa

Incontro odierno con il Dirigente Generale del Comando Foreste, dott. Principato per problematiche applicazione nuovo Cirl e programmazione campagna AIB 2019. Ci è stato comunicato che per la piena e totale applicazione del Cirl, manca la "registrazione in Ragioneria dell'Ass. Agricoltura", che avverrà a giorni.
Per quanto riguarda la nuova figura di caposquadra è stato avviato un confronto per definire i criteri, tenendo conto di quanti hanno gia svolto la funzione di preposto o coordinatore. 
Per quanto riguarda i 151isti Aib, è stata ipotizzata la possibilità dell'espletamento dell'intero turno alle dipendenze dei Sirf.
Abbiamo sollecitato, la piena applicazione degli art. 16 (infortuni) e 24 (permessi per lutto). Sul conguaglio delle indennità km oltre i 20, per il passato, il Comando ha dato disposizione ai Sirf, che non abbiano già proceduto, di liquidare. Le mensilità di ottobre agli Otd (in parte pagate e in parte in pagamento); per gli Oti, le coperture presenti dovrebbero essere sufficienti al completamento dell'anno, inclusa la 13a. A questo primo incontro ne seguiranno altri per definire tutti gli argomenti trattati.
Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil