06 agosto 2018

BARCELLONA, VASTO INCENDIO A GURAFI: FIAMME DOMATE DAGLI UOMINI DELLA FORESTALE


Dal sito www.24live.it

Di Massimo Chiofalo - 4 Agosto 2018
Un vasto incendio ha interessato in queste ore la zona di contrada Gurafi, nella frazione Acquaficara di Barcellona Pozzo di Gotto. Il vasto rogo è stato probabilmente innescato dalle sterpaglie presenti nell’area e si è sviluppato per grande parte delle colline di contrada Gurafi. Sul posto sono prontamente intervenute le squadre numero 4, 5 e 5bis del corpo di Guardia Forestale che hanno domato le fiamme, spegnendo un rogo che stava iniziando a preoccupare le per le sue vaste dimensioni. A supporto degli uomini del Corpo Forestale anche l’autobotte 80.

Fonte: www.24live.it







05 agosto 2018

CARO BLOG DEI LAVORATORI FORESTALI E ANTINCENDIO SICILIA, NON È VERO CHE I FORESTALI SICILIANI SONO PEGGIO DI QUELLI TEDESCHI. LA NOTA DEL BLOG


Ricevo e pubblico
da Mariano Equizzi
CIODUESUD

15 anni fa nella Foresta di Brandenburgo, 1.100.000 ettari, c'erano incendi in continuazione, le vedette erano stanche come le nostre, stagionali come le nostre, le torrette scomode come le nostre, la notte solitaria e il caldo oppressivo come il nostro e il fuoco bruciava come il nostro.
In quella foresta ancora oggi c'è il fosforo bianco, residui consistenti che vengono dalla spaventosa battaglia per la presa di Berlino. (la foresta oggi produce un reddito di 4.3 bilioni di euro anno in turismo perchè è un luogo sicuro dove poter investire.)
15 anni fa studiarono una soluzione per il rilevamento dell'insorgere di incendi che ancora oggi funziona e non solo in Germania, adottato un mese fa anche in Canada e in altre 10 nazioni.
Firewatch fu una soluzione voluta per risolvere il problema sociale e di sicurezza che le zone forestali recano naturalmente con loro; e per inciso mi hanno spiegato che questa tecnologia è stata modellata attorno alla figura delle vedetta Forestale che conosce il territorio che sa riconoscere i fenomeni e sa agire in maniera tattica ma non può vedere nel buio scansionando un'area di 700 km quadrati, il sistema intercetta il fumo anche quando non è visibile ad occhio nudo. 
I tedeschi per installarla hanno applicato i PSR (da loro si chiamano ELER), la misura 8.3 quella che da noi va per gran parte deserta. Oggi stanno rinnovando gli impianti dopo 15 anni di esercizio con la stessa misura ELER ( 1 milione di ettari sono controllati da sole 7 torrette).
Ricordo che nella Misura 8.3 è prevista la prevenzione attraverso monitoraggio.
Hanno installato FIREWATCH una tecnologia che non è sperimentale ma è nella Hall of Fame della NASA, unica tecnologia europea di una ditta privata ammessa in quel consesso.
Nei mesi scorsi ho fatto conoscere questa tecnologia a molte persone delle istituzioni in Sicilia e tutti mi hanno mostrato competenza, interesse, dedizione e sensibilità non solo professionale e ambientale ma anche sociale.

Faccio un riepilogo per il tuoi lettori che apprezzano del tuo blog la necessità etica di raccontare le cose come stanno: 

1- Firewatch non manda a casa nessuno, anzi aggiorna la funzione di vedetta, la potenzia e la rende aggiornata alle moderne tecnologie impegnandola in un lavoro necessario, efficace e entusiasmante.  
2- Firewatch rileva il fumo nel buio in un'area di 700 km quadrati anche quando non è visibile ad occhio umano, il raggio di rilevamento è 15km ma vede fumo anche a 60 km di distanza.   
3- Individua la fumigazione dando le coordinate alle squadre di spegnimento, persino su smartphone, le stesse coordinate possono essere date ad un mezzo aereo che invece di fare 40 sganci potrebbe farne 3, visto che l'acqua di mare fa solo danno e i mezzi aerei sono preziosi in tutti i sensi anche per aiutare altre regioni o zone in pericolo.  
4- Firewatch è finanziato con la misura 8.3 PSR ed anche con fondi diretti; cioè, noi Italiani paghiamo agli altri paesi il sistema che NOI non installiamo.   
5- Riduce il costo di estinzione e il RISCHIO per le squadre antincendio (spegnere incendi non è uno sport estremo ma una cosa pericolosa). 
6- E' come un sismografo del fuoco, prima dell'evento principale Firewatch individua il fumo che può essere visto come le scosse pre-sismiche. 

Come l'ho scoperto? 
Usando una espressione inglese sulla base di una domanda di mio padre: "Early Warning Wildfire" e poi mi sono recato a Berlino nel centro operativo della Forestale di Berlino che per inciso invita chiunque ad andare a vedere come funziona il sistema, non ci sono stanze segrete o bottoni misteriosi, nè supermen ma le stesse guardie forestali che 15 anni fa erano sulle torri -- corso di aggiornamento in una settimana.



Ecco il video
https://www.facebook.com/fwitalia/videos/155843485105685/


Sono in contatto con la casa madre tedesca settimanalmente e a seguito dei fatti Greci FIREWATCH sta venendo presentato alla Commissione Europea come presidio per evitare i disastri che osserviamo ogni anno sia come incendi boschivi che come roghi in interfaccia urbana e rurale e che causano consumo del suolo, dissesto idrogeologico, morti e conseguenze che il sistema EFFIS ben riporta in sede comunitaria.
In Sicilia gli ettari da proteggere sono meno di 400.000.
Il suo costo per unità è circa 10 ore di un CANADAIR (15.000 euro ora) e mette i Forestali nelle condizioni di operare e controllare il territorio in maniera adeguata, stabile, h24 da centrali operative dove la loro attenzione è rivolta unicamente all'ambiente.
Se si usassero le torrette già esistenti non si aggiunge il costo della torre, la comunicazione fra unità di scansione e centrale operativa si attua con un ponte radio a micro-onde ove necessario.
Stiamo svolgendo ricerche su sistemi leggeri di estinzione basati su dispositivi spallari, su quad ed anche su motocross che sono regolarmente usati dalle forze armate americane in zona di guerra per spegnere rapidamente gli incendi ed anche per impedirne la propagazione.   
Confido che non appena la Misura 8.3 sarà pubblicata, molto presto, ci sia una inversione di tendenza in questo scenario Dantesco dove chi sta sul fronte si prende fumo, fuoco, cenere, scirocco, anossia, ustioni e anche le colpe.
Vi seguiamo, perchè le tecnologie o sono al servizio delle persone e degli habitat o non sono tecnologie ma trappole.
Mariano Equizzi
CIODUESUD, @Carini Zona Industriale, Palermo
0039 366 243 4628


La nota del Blog
Grazie per avermi scritto.
Io penso che Firewatch si potrebbe affiancare alla prevenzione da affidare ai lavoratori forestali 12 mesi l'anno. Solo così si possono azzerare gli incendi facendo risparmiare nello stesso tempo soldi ai contribuenti. Non solo, ne guadagnerà l'intero ecosistema. 
L'investimento sulla prevenzione è salutare per l'ambiente. 
Purtroppo assistiamo ogni giorno alla distruzione di alberi senza riuscire a fare nulla di concreto per impedirlo, e con loro se ne va anche parte del nostro futuro. La natura va protetta e studiata, non distrutta. 
Questo dovrebbe essere al primo punto delle priorità dei governi, sia regionali che nazionali.

Leggi anche:

Anche in Sicilia. Dalle sonde spaziali alla tutela dei boschi: ecco il sensore in grado di prevenire gli incendi. Una cosa è certa: nessun forestale verrebbe licenziato







VILLABATE, FULMINE COLPISCE UN ALBERO. LE IMPRESSIONANTI IMMAGINI



4 Agosto 2018 - Manlio Melluso
A Villabate un fulmine ha colpito un albero, che si è incendiato. La scena è stata ripresa da un automobilista che stava passando da quelle parti. Non ci sono notizie di danni a persone. Nel video di seguito le impressionanti immagini.

Fonte: www.ilgazzettinodisicilia.it







PROTOCOLLO D’INTESA TRA L’ENTE PARCO DELLE MADONIE E IL CENTRO SERVIZI SISTEMA MUSEALE DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI


Dal sito www.madonielive.com

04 Agosto 2018
Protocollo d’intesa tra l’Ente Parco delle Madonie e il Centro Servizi Sistema Museale dell’Università degli Studi

Palermo – È stato siglato presso l’Assessorato Regionale del Territorio ed Ambiente, il Protocollo d’intesa tra l’Ente Parco delle Madonie e il Centro Servizi Sistema Museale dell’Università degli Studi di Palermo. L’accordo  prevede la realizzazione congiunta di programmi a carattere scientifico nel campo della gestione, tutela, conservazione in situ ed ex situ e valorizzazione ambientale del sistema museale.

Presenti alla firma l’Assessore Regionale al territorio e all’ambiente, Toto Cordaro, il Commissario Straordinario dell’Ente Parco delle Madonie, Salvatore Caltagirone, il direttore per il Centro Servizi Sistema Museale dell’Università di Palermo, Paolo Inglese, e il direttore dell’Orto Botanico, prof. Rosario Schicchi.

Grazie al contributo che sarà dato dal SiMuA, sarà possibile sviluppare su tutto il territorio del Parco, attività che favoriranno il potenziamento, la gestione e la fruizione di un patrimonio museale, già esistente, anche mediante piani di ricerca e di didattica ambientale.

“Si realizza con questo accordo – affermano Toto Cordaro e Salvatore Caltagirone – un momento di alto profilo istituzionale, che consentirà uno scambio di informazioni scientifiche, da mettere poi a disposizione della collettività attraverso libri editi dalla collana editoriale dell’Ente- sezione scientifica. Inoltre – continuano – va sottolineata l’importanza della protezione della biodiversità e della salvaguardia di ecosistemi, habitat, specie e geni in area di Parco, tenendo presente il grande valore culturale che riveste il sistema museale”.

Tra gli obiettivi previsti anche la creazione di un museo virtuale su aspetti naturali e culturali del Parco, all’interno dell’Orto Botanico, e l’allestimento di uno spazio espositivo dedicato al SIMuA presso la sede del Parco delle Madonie.

Fonte: www.madonielive.com





04 agosto 2018

OPERAI IDRAULICO-FORESTALI, ROTA: “DALLA REGIONE SARDEGNA UNA SCELTA SBAGLIATA, DANNEGGIA I LAVORATORI. RINNOVARE CCNL”


Dal sito www.faicisl.it

03/Agosto 2018
“Consideriamo sbagliato nel merito e nel metodo quanto approvato dalla prima commissione della regione Sardegna per il passaggio degli operai idraulico-forestali dal contratto nazionale a un contratto di comparto nel sistema regionale. È un cambiamento che danneggia i lavoratori su più fronti, a cominciare da quello economico e da quello legato agli strumenti di welfare. Il futuro dei dipendenti dell’Agenzia Forestas non può essere deciso con queste modalità, calando dall’alto disegni di legge privi di un confronto con le parti sociali e di una specifica valutazione delle tante ripercussioni che si avranno sull’intero settore. Non si tratta di una regionalizzazione ma di una cancellazione, decisa in modo unilaterale, del contratto nazionale. Una scelta che, tra le altre cose, farebbe perdere a 1300 lavoratori semestrali la disoccupazione agricola, i contributi e la certezza del proprio futuro, dividendo tra dipendenti di serie a e altri di serie b, nella speranza di ipotetiche promesse di stabilizzazioni che, già in passato, non sono state mantenute”.

Lo dichiarano il Segretario generale della Fai Cisl, Onofrio Rota, e il Segretario regionale della Fai Cisl Sardegna, Bruno Olivieri.

“Chiediamo urgentemente l’apertura di un confronto con il Presidente della Regione e proponiamo a Flai Cgil e Uila Uil di invocare un tavolo istituzionale con il Ministro Di Maio”, aggiunge Rota, “per avviare una concreta negoziazione sul rinnovo del contratto nazionale degli operai idraulico-forestali”.

“Ricordiamo – conclude Rota – che questo ccnl è scaduto da sei anni e che al momento manca una controparte con la quale contrattare il futuro di oltre 60 mila lavoratori, in un comparto che riteniamo strategico per tutto il Paese, sia in termini di sicurezza del territorio e dei cittadini che di crescita e sviluppo delle aree boschive”.



Leggi anche:









TRE MISURE NEL BANDO PSR. AGRICOLTURA: BANDIERA, ALTRI 30 MILIONI PER LO SVILUPPO RURALE. IL BLOG: ASSESSORE, MA DOVE SONO ANDATI A FINIRE LE RISORSE PER EFFETTUARE TUTTI 151 GIORNATE? CI SBAGLIAMO O C'ERANO ANCHE LE CONDIZIONI PER EFFETTUARLE GIÀ DA QUEST'ANNO?


Dal sito www.ilsicilia.it

di Giorgio Rossini - 3 agosto 2018
“Avanza il programma di Sviluppo Rurale”. A darne notizia è l’assessore per l’Agricoltura Edy Bandiera, a seguito della pubblicazione di tre graduatorie provvisorie, relative ad altrettanti bandi del vigente PSR regionale: “Un altro importante tassello per il raggiungimento degli obiettivi di spesa”, dice. La dotazione finanziaria del bando è di 30 milioni di euro.

“Nello specifico – spiega – parliamo della sottomisura 6.2 ‘Aiuti all’avviamento di attività imprenditoriali per le attività extra agricole nelle zone rurali’, che consentirà alle start up aziendali di avviare nuove attività imprenditoriali extra agricole, rivolte in particolar modo ai giovani con l’obiettivo di favorire la crescita socio economica delle zone rurali, contrastare lo spopolamento e creare nuove opportunità di lavoro”.

“Poi ancora – prosegue – la misura 1.1 del PSR ‘Sostegno ad azioni di formazione professionale e acquisizione di competenze per gli operatori delle imprese agricole, agroalimentari e forestali‘. Lo scopo è stimolare lo sviluppo della base di conoscenze nelle zone rurali; incoraggiare l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita e la formazione professionale nel settore agricolo e forestale sostenendo l’ingresso di agricoltori adeguatamente qualificati nel settore agricolo al fine di migliorare le prestazioni economiche e incoraggiare la ristrutturazione e l’ammodernamento delle aziende agricole, perfezionando l’orientamento al mercato nonché la diversificazione delle attività. La misura mira inoltre a sostenere la prevenzione e la gestione dei rischi aziendali; la salvaguardia e il ripristino della biodiversità, la migliore gestione delle risorse idriche.

E’ stata approvata infine anche la graduatoria provvisoria relativa al bando pubblico della sottomisura 8.1 del PSR 2014-2020 “Sostegno alla forestazione/all’imboschimento“.

Fonte: www.ilsicilia.it



Ascolta le 151 giornate annunciate dall'Assessore Bandiera


L'Assessore all'Agricoltura intervistato dalla Tgr Sicilia, ha detto che vuole stabilizzare i circa 22mila lavoratori forestali che sono una risorsa, ha confermato che ci sono tutte le condizioni e le risorse per far sì che possano lavorare tutto l'anno attraverso il tempo indeterminato e una parte con 151giornate. Verranno impegnati anche nei siti archeologici. Queste le parole di Edy Bandiera. 






LAVORO, PER LA LEGA AL SUD CI SONO TROPPI STATALI: TAGLIAMOLI, MIGLIORERANNO SERVIZI E OCCUPAZIONE

Massimo Garavaglia (Lega), viceministro all'Economia

 Dal sito www.tecnicadellascuola.it

Di Alessandro Giuliani -  04/08/2018
Ma il Governo composto da Movimento 5 Stelle e Lega non doveva favorire l’occupazione? Non doveva contribuire a ridurre il gap che anche sul numero di lavoratori continua ad allargarsi tra il Nord e il Sud? A sperarlo erano in molti. Più di un dubbio è arrivato, però, sul modo per raggiungere lo scopo. Soprattutto dopo avere ascoltato, qualche giorno fa, le parole del viceministro leghista all’Economia Massimo Garavaglia a Montemarcello, in provincia di La Spezia.


“I Comuni del Sud Italia hanno il doppio dei dipendenti del Nord”

Perché nel corso della rassegna ‘Liguria D’Autore’, a margine di un incontro dedicato al tema ‘Nord chiama Sud’ con i governatori Giovanni Toti, Attilio Fontana e Stefano Bonaccini, il rappresentante del governo ha tenuto a ricordare che “i Comuni del Sud Italia tipicamente hanno il doppio dei dipendenti rispetto un Comune del Nord, a volte anche di più”. E quindi, per migliorare servizi e occupazioni nel Meridione, bisognerebbe tagliare quei posti da “statale”.


L’errore storico

Ecco il ragionamento: “se un Comune evita di avere dieci persone – ha sottolineato il viceministro – si troverebbe ad avere in cassa in dieci anni tre milioni e mezzo di euro, con cui potrebbe rifare una scuola, tutta la rete idrica e le asfaltature, avanza ancora qualcosa, dando lavoro a molte di più di dieci persone“.

Il leghista, quindi, definisce “un errore storico” quello di chi ritiene che ridurre i dipendenti pubblici al Sud aumenterebbe la disoccupazione.


Per docenti e Ata del Sud non è una buona notizia

La presa di posizione non sembra una buona notizia nemmeno per i dipendenti del Sud della scuola (secondo alcune recenti statistiche pari all’80% del totale), che speravano in un incremento di cattedre e posti. Magari svincolato dai rigidi parametri legati al numero di richieste di iscrizione da parte degli alunni.

Del resto, lo stesso contingente di oltre 57mila assunzioni di insegnanti, pubblicato solo qualche giorno fa, rimane legato alle logiche tradizionali, con il numero di immessi in ruolo al Nord spaventosamente più alto rispetto a quello previsto per Isole e Meridione.

E anche la decisione leghista di regionalizzare i concorsi, introducendo una sorta di domicilio professionale, obbligando il vincitore di bando a permanere nelle regioni di immissione in ruolo per alcuni anni, senza possibilità di deroga se non in casi eccezionali, sembrerebbe rientrare in questa filosofia: quella di non ingolfare il Sud di dipendenti pubblici, oltre le necessità.


L’incongruenza con il contratto di Governo

Anzi, per la Lega i servizi pubblici si possono finanziareì riducendo i lavoratori dello Stato. Non vogliamo entrare nel merito della posizione leghista, del resto anche coerente con l’identità del partito.

C’è però un’incongruenza con le posizioni dei colleghi di maggioranza del Movimento 5 Stelle, che invece per definizione tendono la mano alle regioni dall’Abruzzo in giù. E che mai hanno detto di volere tagliare i dipendenti statali del Sud, perchè troppi in percentuale rispetto a quelli del Nord.

Nello stesso “contratto di Governo”, sottoscritto da M5S e Lega, si parla di “tutela dei livelli occupazionali” del Meridione e di “di colmare il gap tra Nord e Sud”.

Forse, sarebbe stato utile specificare che per raggiungere questo nobile obiettivo, bisognava ridurre il numero dei dipendenti dei Comuni.

Fonte: www.tecnicadellascuola.it




SOFFOCATI DAL CO2, NELLA'ARIA I LIVELLI PIU' ALTI DI SEMPRE

Ricevo e pubblico
da Salvino Carramusa






GDS IN EDICOLA. LA REGIONE CI RIPROVA: ECCO LA NUOVA FINANZIARIA

Gaetano Armao con Nello Musumeci

Dal sito gds.it

04 Agosto 2018
La Regione ci riprova e modifica alcune norme della Finanziaria presentata ad aprile ma in parte falciata dal Consiglio dei ministri. Adesso la giunta ripropone all'Ars una sorta di Finanziaria ter, che nelle intenzioni di Musumeci e Armao dovrebbe essere una manovrina lampo. Se ne parla in un articolo di Giacinto Pipitone sul Giornale di Sicilia di oggi.

Tra le norme resta invece l'articolo che riguarda la stabilizzazione dei 3mila ex Pip, che resta al momento congelata e per cui il governo Musumeci ha deciso di accettare la sfida davanti alla Consulta.

Altri dettagli sul Giornale di Sicilia di oggi.

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it




IL PUNTO. SUD GRAVE, SICILIA GRAVISSIMA. TUTTI I NUMERI DELLA MALATTIA

Il ministro Barbara Lezzi e il presidente Musumeci

Dal sito livesicilia.it

di Salvo Toscano Sconfortanti i dati economici dell'Isola e del Mezzogiorno. I 5 Stelle dovranno dare risposte a chi li ha portati al governo.

Il ministro alla fine stavolta non c'era. Problemi di salute. Ma il tavolo Stato-Regione per fare il punto sull'andamento dei fondi europei in Sicilia ieri si è riunito lo stesso, anche senza Barbara Lezzi. L'incontro è stato positivo, i contenuti trasmessi al ministro che ha "ha apprezzato i positivi passi avanti soprattutto in tema di accelerazione delle certificazioni di spesa e della realizzazione delle opere, con particolare riferimento all'anello ferroviario". Quei passi avanti che Roma chiede alla Sicilia. Perché di tempo da perdere davvero non ce n'è. E il “protocollo di cooperazione rafforzata” firmato da Lezzi e Musumeci va seguito passo dopo passo per scongiurare la perdita dei fondi, sui quali la Sicilia è chiamata a una rincorsa al cardiopalma. Per scongiurare l'ennesimo disastro, che griderebbe vendetta al cielo in un contesto economico come quello in cui l'Isola continua a ristagnare.

La fotografia del disastro meridionale, e siciliano in particolare, l'ha scattata giusto questa settimana lo Svimez. L'istituto di ricerca sul Mezzogiorno nel suo Rapporto 2018 conferma che l'Italia torna lentamente a crescere sì, ma a due velocità: il dualismo Nord-Mezzogiorno, infatti, si accentua. Ed è soprattutto la Sicilia la regione meridionale che cresce meno (dopo il Molise), segnando un rallentamento rispetto a Calabria, Sardegna e Calabria. Se nel 2017 queste ultime hanno sfiorato un tasso di crescita del +2%, l’Isola invece si è fermata allo +0.4%. Numeri nefasti soprattutto per i giovani, tanto da far parlare di “drammatico dualismo generazionale”.

“Negli ultimi 16 anni hanno lasciato il Mezzogiorno 1 milione e 883 mila residenti: la metà giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni, quasi un quinto laureati, il 16% dei quali si è trasferito all’estero. Quasi 800 mila non sono tornati”. Così lo studio dello Svimez. Che racconta di un Sud che si desertifica. E chi fa peggio di tutti in questa classifica dello svuotamento? Proprio la Sicilia, la regione dove l'emorragia è dirompente.

I siciliani se ne vanno. E mentre il dibattito pubblico si concentra sull'immigrazione, è l'emigrazione in realtà la vera piaga dei nostri tempi in Sicilia. Un fenomeno che non può stupire. Il Pil siciliano pro capite è la metà rispetto a quello del Nord (17 contro 34mila euro). Solo l'edilizia in Sicilia ha perso 80mila posti in dieci anni: un'ecatombe. E così solo nel 2017 se ne sono andate dalla Sicilia 16.700 persone. Il direttore dello Svimez Luca Bianchi parla al riguardo di “grave depauperamento sociale”. Ci sono paesi che hanno tanti residenti all'estero quanti in Sicilia. Ad Aragona ad esempio ci sono 9.600 residenti, altri 8.000 vivono all'estero.

In un quadro simile, non può sorprendere che il numero di persone che beneficiano del Reddito di inclusione (64mila famiglie lo percepiscono), misura di contrasto alla povertà assoluta, nell’Isola sia il secondo più alto d’Italia, come rimarcava in questi giorni una nota del cartello 'Alleanza contro la povertà in Sicilia'.

Il quaderno delle doglianze è infinito. Le infrastrutture sono sempre ai primi posti. Lo ha ricordato ancora in settimana l'Anci Sicilia. “Gli amministratori siciliani sentono forte il disagio legato al profondo stato di degrado del sistema di viabilità autostradale e secondario siciliano fatto di strade dissestate, autostrade a una corsia per deviazioni e restringimenti di carreggiata, vegetazione incontrollata, che ostruisce pericolosamente la visibilità e gallerie in cattivo stato e poco illuminate e denunciano una situazione viaria drammatica sulla quale bisogna intervenire in maniera tempestiva”. Così Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale dell'associazione dei Comuni, che auspicano “che Enti locali e Regione siciliana facciano fronte comune per chiedere allo Stato fondi adeguati che permettano interventi infrastrutturali che rendano una mobilità più agevole e sicura in tutta l'Isola”. Sul tema si è fatta sentire in questi giorni anche Sicindustria, che con il vicepresidente Alessandro Albanese ha chiesto a Musumeci un “master plan della logistica”: “Siamo consapevoli che il problema non è rappresentato dalle risorse, che ci sono, ma dalla qualità della progettazione che troppo spesso è stata assente. Finora si sono preferiti interventi spot a politiche di sviluppo concrete. La Sicilia deve certificare e rendicontare una spesa di oltre 700 milioni di fondi Po Fers 2014-2020 entro il 31 dicembre e la fetta più rilevante è rappresentata da infrastrutture ferroviarie e autostradali”.

Già i fondi europei. Il refrain è sempre lo stesso: evitare che siano un'occasione perduta. “Sono appesi a un filo da 200 a 400 milioni di euro”, ha detto in questi giorni il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Luigi Sunseri, al termine della seduta di commissione Bilancio, che ha fatto il punto sulla certificazione della spesa dei fondi europei. L'obiettivo proibitivo ammonta a 700 milioni da spendere da qui a fine anno. Il tavolo di Palazzo d'Orleans ha fatto un primo punto. Dopo l'estate scatterà la full immersion. Il ministro Lezzi, dei 5 Stelle, predica di voler accelerare. Un flop al sud, granaio di voti dei grillini, non sarebbe certo uno spot auspicabile. Tanto più che l'alleato Salvini ha comprensibilmente ben altre priorità..

Il Mattino di Napoli venerdì ha scritto di uno "scambio" tra pentastellati e Carroccio: “Ingoiare il boccone amaro del decreto Dignità per portare a casa qualcosa che vale cento volte di più: l'autonomia sprint di Veneto e Lombardia”. Un do ut des che secondo il quotidiano di Napoli “corre di bocca in bocca tra i parlamentari leghisti del Nord e tra gli esponenti territoriali della Confindustria. Uno scambio che ha come vittima sacrificale il Sud, il quale non guadagna dal decreto Dignità e ha tanto da perdere dall'autonomia differenziata”. Proprio come qualche giorno fa sottolineava l'ex governatore Raffaele Lombardo commentando, a proposito di autonomismo, i piani di Lombardia e Veneto, che potrebbero ritorcersi contro il Mezzogiorno. A quel punto, ai Cinquestelle resterà magari il vessillo del reddito di cittadinanza. Non basterà. Anche perché di questo passo non resterà nessuno a chiederlo nel deserto della Sicilia svuotata.
04 Agosto 2018

Fonte: livesicilia.it





PREVENZIONE INCENDI BOSCHIVI: IN CAMPO ANCHE I BERSAGLIERI DEL 6° REGGIMENTO


Dal sito www.trapanioggi.it

2 Agosto 2018 - Ornella Fulco
Aggirandosi in queste settimane per i boschi del Trapanese, oltre a sperimentare la bellezza della Natura e ad assaporarne profumi e colori, non è infrequente imbattersi anche nei nei bersaglieri del 6° Reggimento di stanza alla caserma “Giannettino” di Trapani.

Dalla Riserva naturale dello Zingaro, a Montagna Grande, alla Montagna di Erice e altri luoghi, le pattuglie di ricognizione dei fanti piumati costituiscono un incontro piacevole e un pizzico inconsueto per chi ha voglia di vivere, oltre alla più tradizionale dimensione delle spiagge e del mare di questa parte di Sicilia, anche l’aspetto legato ai boschi, alla flora e alla fauna.
I bersaglieri hanno di recente svolto a Martogna e, più in generale, svolgono attività addestrativa anche in ambiente montano e boschivo per mantenere il livello di competenze necessario ai compiti a cui sono chiamati: dalle operazioni internazionali, al supporto alle forze dell’ordine, a quello alle popolazioni in caso di calamità naturali.
La loro presenza si inserisce adesso anche in un più ampio contesto, quello della prevenzione e della lotta agli incendi. Una attività recentemente promossa dal prefetto di Trapani, Darco Pellos. La Prefettura, infatti, nell’ambito delle proprie attribuzioni riguardanti il monitoraggio dello stato di “salute” del territorio – da diversi punti di vista – ha incontrato e lavora con tutti i soggetti istituzionali a vario titolo coinvolti sul tema per incrementarne la sinergia; un aspetto fondamentale, quello della collaborazione, per fronteggiare efficacemente gli incendi boschivi e avere una esatta cognizione di tutte le risorse disponibili.
In questo ambito, quindi, la presenza attiva dei bersaglieri di Trapani costituisce un deterrente per i malintenzionati – è da ricordare che la maggior parte degli incendi è di natura dolosa – e i fanti piumati contribuiscono a preservare il patrimonio “verde” della provincia di Trapani e a segnalare, se necessario, alle forze dell’ordine eventuali circostanze sospette o vere e proprie azioni illegali.

Fonte: www.trapanioggi.it





03 agosto 2018

ANTINCENDIO E AZIENDA PALERMO. ACCREDITATO LO STIPENDIO DI GIUGNO






IL FUNZIONARIO DEL CORPO FORESTALE DELLA REGIONE SICILIANA, GAETANO GUARINO: MI FA BEN SPERARE LA RIFORMA DEL CORPO FORESTALE ANNUNCIATA DALL'ASSESSORE TOTO CORDARO


di Gaetano Guarino
Funzionario del Corpo Forestale 
Regione Siciliana

Bisogna essere obiettivi: dopo 5 lunghissimi anni di sostanziale demolizione e demonizzazione del Corpo Forestale R.S. e di tutto il Comparto, sentire ieri le parole dell' Assessore Regionale Toto Cordaro, in visita a Ficuzza in un incontro con i Comandanti di Distaccamento, mi fa ben sperare in futuro dove il Corpo Forestale possa riassumere un ruolo fondamentale nella salvaguardia e promozione del patrimonio ambientale. E' chiaro che, personalmente, chiedo all'Assessore quale ruolo avranno le figure professionale esistenti, quale quella a cui appartengo, all'interno della Riforma annunciata. COMPLIMENTI E AUGURI DI BUON LAVORO, ASSESSORE




EX PIP, FIGUCCIA INTERROGA GLI ASSESSORI: "CHIAREZZA SULLE RISPOSTE E SULLA DIREZIONE PROSPETTATA"


Ricevo e pubblico
dall'On. Figuccia

Dopo i rilievi posti dal consiglio dei ministri sull' incostituzionalità della norma che è stata varata dal Parlamento regionale sul transito dei soggetti appartenenti al bacino Ex Pip alla Resais, l'ufficio legislativo della presidenza della Regione ha definito l'idea che gli assessorati regionali competenti inoltrassero dei pareri e delle risposte in merito ai rilievi sulle criticità del testo. "Ad oggi come temevo accadesse non circola alcuna notizia ufficiale e i termini perentori per una riscrittura o ancora per ricorrere, sono già dietro l'angolo - a dirlo è il deputato all'Ars Vincenzo Figuccia che torna a battagliare sull'argomento dopo che nelle scorse settimane aveva bacchettato il Presidente Musumeci al quale aveva chiesto la convocazione urgente di un incontro collegiale con uffici, organizzazioni sindacali e tutta la deputazione interessata proprio questione rovente "Ex Emergenza Palermo". 
Chiedo pertanto agli assessori in indirizzo, famiglia e funzione pubblica se tali risposte sono state date e in che cosa si sostanziano. Con l'estate e il diritto a qualche giorno di riposo, questi soggetti vengano informati su come stanno realmente le cose. Uomini e donne che non possono più rimanere nel limbo. Dobbiamo dare risposte certe e capire in quale direzione andare. 
"Nessuno può porre in essere alcuna forma di disimpegno verso questa giusta battaglia - aveva dichiarato il leader del movimento Cambiamo la Sicilia - una battaglia che va combattuta per riportare questo bacino ad una condizione di legalità attraverso dei veri e propri contratti e mediante un inserimento che li faccia uscire da questa forma di vero e proprio lavoro nero dentro le istituzioni"





CON GLI INCENDI DOVREMO CONVIVERE O STIAMO SBAGLIANDO STRATEGIA? I SOLDI PUBBLICI SAREBBERO SPESI MEGLIO NELLA PREVENZIONE


Dal sito www.ilfattoquotidiano.it

02 Agosto 2018
Quest’anno, grazie a una primavera piovosa, l’Italia è stata finora risparmiata dagli incendi che hanno devastato in modo raccapricciante Paesi non troppo lontani (sperando che non vi siano colpi di coda d’agosto). Se la tragedia di Mati, in Grecia, ci ha sorpreso per l’enormità – purtroppo non per la localizzazione: ricordiamo i devastanti incendi nel Peloponneso nel 2007 e 2017 – quest’anno sono stati gravemente colpiti per la prima volta Paesi come Svezia, Danimarca, Norvegia e Finlandia. Lo scorso anno, sono stati segnalati per la prima volta incendi persino in Groenlandia.

Ormai nessuno può aver dubbi sui cambiamenti climatici in atto e il mondo accademico comincia ad andare oltre dichiarazioni prudenti. Dalla semplice constatazione che un aumento degli incendi è una prevista conseguenza del cambiamento climatico, siamo ormai arrivati a dichiarazioni su nessi causali assai più espliciti. Con gli incendi quindi dovremo convivere, ma come?

È l’interrogativo che si sono posti Marc Castellnou Ribau e Alejandro García Hernández, due ingegneri forestali che in un articolo su El Pais hanno sciorinato una serie di dati impressionanti e alcune imbarazzanti conclusioni.

Il calore emesso dagli incendi che nel giugno e ottobre 2017 hanno devastato il Portogallo era, rispettivamente, 68 e 142 volte quello dell’atomica di Hiroshima. Nel 2017 gli incendi hanno inoltre disperso in atmosfera un quantitativo di ceneri superiori a quello che usualmente viene disperso dai vulcani del Pianeta in dieci anni.

Siamo ormai di fronte a “super incendi” (che i due autori chiamano “di sesta generazione”) che, alimentati dal caldo, dallo stress idrico e dall’accumulo di materiale combustibile in boschi sempre meno curati, generano colonne convettive che raggiungono altezze fenomenali. Nell’incendio del giugno 2017 in Portogallo la colonna raggiunse un’altezza di 15 chilometri. Fin quando le condizioni meteo furono favorevoli, il fuoco alimentò questa colonna d’aria calda. Ma quando le condizioni cambiarono – rendendo la combustione più difficile – la colonna collassò, generando venti che sono arrivati fino a 100 km/h e che hanno diffuso l’incendio in tutte le direzioni: il fronte del fuoco si è esteso bruciando 4.800 ettari in soli 21 minuti, uccidendo 64 persone.

La tesi dei due ingegneri forestali è che, nella lotta agli incendi, stiamo sbagliando strategia. Con mostri come questi, è inutile insistere investendo soldi solo nel loro contrasto. Gli autori sostengono che siamo diventati più bravi a estinguere gli incendi di piccole e medie dimensioni ma che il problema è altrove: in Spagna, Francia e Portogallo, il 98 per cento degli incendi ha interessato meno del 5 per cento delle aree incendiate. È il restante 2 per cento che ha devastato oltre il 95 per cento delle aree bruciate: i soldi pubblici sarebbero spesi meglio nella prevenzione.

I cambiamenti climatici quindi ci pongono di fronte a scenari inattesi. Quando un super incendio diventa meno violento, vuol dire che si è davanti al momento più pericoloso. La cura del territorio, evitando accumuli di materiali combustibili e minimizzando gli stress idrici, è il miglior investimento e gli incendi devono essere trattati come problema di “ordine pubblico”, con un approccio che piuttosto che “salvare tutto” decida strategicamente cosa è possibile salvare e cosa no (gli autori propongono l’analogia con la procedura di triage del Pronto Soccorso). Infine, i nuovi scenari ci suggeriscono che queste lezioni devono essere condivise da chi è chiamato a gestire (spesso rischiando) queste nuove, ma purtroppo non inattese, bombe climatiche.

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it






IDRAULICO-FORESTALI: CGIL-FLAI, RINNOVARE IL CCNL, NO A DDL DI MODIFICA


Dal sito www.rassegna.it

02 agosto 2018
“Alla luce dell’entrata in vigore del Testo unico in materia di foreste e filiere forestali, riteniamo non più rinviabile una nostra convocazione. Dopo la richiesta d’incontro inviata unitariamente, il 27 giugno, al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, è indispensabile un confronto sulle criticità che ormai da troppi anni impediscono ai 65.000 lavoratori del comparto di avere il rinnovo del contratto di lavoro”. Lo dichiarano in una nota congiunta Susanna Camusso, segretario generale Cgil, e Ivana Galli, segretaria generale Flai.

“Bisogna riaffermare la centralità del contratto per gli addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale e idraulico-agraria. Per tale motivo, non condividiamo il testo del disegno di legge regionale approvato in prima commissione dalla Regione Sardegna, finalizzato alla modifica unilaterale delle condizioni contrattuali dei lavoratori dipendenti dell’agenzia ‘Forestas’, provvedimenti che rischiano di creare confusione e ulteriori danni al settore. Perciò, chiediamo alla Regione di non dare seguito al provvedimento”, proseguono le due dirigenti sindacali.

“La Cgil considera sbagliata la cancellazione per legge del ccnl dei forestali e ritiene sia un errore il provvedimento approvato in commissione, non solo perché riduce i salari in essere, ma divide i lavoratori e introduce nelle relazioni sindacali una regolamentazione contrattuale diversa e scollegata da quella nazionale. Per dare forza a un percorso di rilancio delle politiche forestali, è necessario ripartire dal riconoscimento del contratto nazionale come unica fonte di regolazione dei lavoratori del comparto”, concludono Camusso e Galli.

Fonte: www.rassegna.it





IL FUNZIONARIO GUARINO: OGGI NIENTE ANTINCENDIO ATTIVO; MA HO AVUTO L'ONORE DI RAPPRESENTARE IL CORPO FORESTALE R.S. PARTECIPANDO AD UN INCONTRO CON TANTI GIOVANI PARLANDO DI AMBIENTE, INCENDI, PREVENZIONE E BELLEZZA


di Gaetano Guarino
Funzionario del Corpo Forestale 
della Regione Siciliana

02 Agosto 2018
Oggi niente antincendio attivo; ho piuttosto avuto l'onore e il piacere di rappresentare il Corpo Forestale R.S. partecipando ad un incontro, promosso da P.A. A.V.I.S.P ANPAS Associazione Volontari Italiani Soccorso Prizzi.
Ho parlato a tanti giovani di Ambiente, incendi, prevenzione e #bellezza.
Ho detto loro che sono il presente sano e che grazie a loro, se faranno propri i sani principi di tutela ambientale, possiamo tutti ben sperare. Il coinvolgimento è stato massimo quando si è parlato di #bellezza. Tutto, infatti, ruota attorno a questa frase: educando e riconoscendo la forza della bellezza, si sconfiggono disoccupazione, si porta sviluppo nel territorio, si salvaguarda la cultura e, soprattutto, si combatte la mafia. Infatti, la #mafia è ignorante, brutale e non ama la bellezza. Complimenti agli organizzatori e ai ragazzi che sono impegnati in questo bel percorso, sicuramente da prendere ad esempio.







EX PARLAMENTARI ARS, POVERINI, SOCCORRIAMOLI


Dal sito www.qds.it

Micciché pronto a chiedere scusa

di Carlo Alberto Tregua
Nel corso della Cerimonia del ventaglio, svoltasi nella sede dell’Assemblea regionale siciliana, il presidente, Gianfranco Micciché, durante una breve intervista, ha comunicato di non essere d’accordo con l’abolizione dei vitalizi. Tuttavia, se il Consiglio di presidenza dovesse approvare questa norma interna, essa si applicherebbe. E in questo caso, ha aggiunto Micciché, ci si dovrà precipitare a chiedere scusa a quei poveri onorevoli, fra cui ex ministri, ex presidenti di Regione e altri, che sarebbero penalizzati dovendo vivere, da quel momento in poi, con appena 1.300 euro al mese di pensione.
Ci sembra giusto che tanti onorevoli che hanno dato il loro tempo, le loro intelligenza e capacità nel servire i cittadini, nel momento in cui vengano trombati, continuino a percepire ottimi assegni, ovviamente pagati dai cittadini medesimi, così ben serviti.
Ci sembra giusto, altresì, che un’importante istituzione come l’Ars eroghi stipendi ai propri dipendenti molto più elevati di quelli dei colleghi della Lombardia.

Il lustro di quello che viene definito da alcuni come il più vecchio Parlamento del mondo va pagato: ovviamente dai cittadini, i quali godono nel vedere come tale istituzione sia apprezzata ovunque, non soltanto con fotografie ma con post, messaggi e tweet che esaltano la grande capacità di chi la anima, esplicata nell’attività di riforma legislativa e ispettiva nei confronti del Governo.
Micciché ha fatto riferimento alla scarsa attività di questi circa nove mesi dell’Assemblea. Ma che volete? Micciché dice che l’avviamento è duro e difficile. Noi aggiungiamo che molti novelli deputati devono andare a scuola di formazione per capire che cosa va trattato e, poi, non si può pretendere che gli eletti dal popolo lavorino più di uno o due giorni la settimana. Diversamente, che eletti sarebbero?
Qualcuno osserva che l’Ars è un coacervo di privilegi, compreso quello della Buvette. Ma chi critica non capisce che quei poverini guadagnano poc (non oltre diecimila euro al mese), costano poco al contribuente (non oltre ventimila euro al mese) e quindi debbono fare i conti con poche risorse, risparmiando, risparmiando e risparmiando.

Poi vi sono altri onorevoli che esercitano professioni e mestieri, che dovrebbero abbandonare, ma non lo fanno data la modestia dei compensi: sono costretti a fare un doppio lavoro per sbarcare il lunario.
Vero è che quando non sono più rieletti prendono l’indennità di reinserimento al lavoro, ma cosa volete che sia rispetto a tutti i guadagni che hanno perso in cinque anni? Si tratta di una modesta indennità, che compensa solo in parte i grandi sacrifici di questi onorevoli che lasciano casa e famiglia pur di servire il Popolo.
Ma poi, chi è questo Popolo? Chi sono questi cittadini che si lamentano nel pagare le tasse e nel mantenere la classe degli eletti? Si tratta di bifolchi, ignoranti e perfino stupidi perché non capiscono la grandezza mentale e prospettica di questi fieri uomini politici, che per il vessillo della Trinacria si farebbero perfino ammazzare.
Diamo, dunque, loro il giusto compenso, la giusta indennità di reinserimento, il giusto vitalizio, esteso, perché no, a parenti, stretti e meno stretti, possibilmente fino alla quarta o quinta generazione, in modo da ricordare a tutti l’onestà, il rispetto dei valori, l’intelligenza politica e la capacità di sacrificio degli onorevoli regionali, che mantengono alto il prestigio del loro ruolo.

Che importa se in Sicilia vi sia un milione di poveri, quattrocentomila disoccupati, una moria di piccoli imprenditori, che il treno da Siracusa a Trapani impieghi sette ore, che i preziosi siti archeologici e paesaggistici siano abbandonati, che i custodi dei Musei non conoscano le lingue? Che importa tutto ciò ai succitati onorevoli?
Il loro sguardo è più alto e più lungo: ricordano la brioche di Maria Antonietta. Senza la loro guida, la Sicilia sarebbe perduta. Invece risplende di tutte le opere che i deputati stanno programmando con apposite leggi di riforma per rovesciare il malfunzionamento della burocrazia.
Parole, parole, parole. Ricordate Alberto Lupo e Mina? Che sanno dire oltre alle parole, che sanno fare oltre al non fare?
Quanto descritto è sotto gli occhi di tutti. Apriamoli, inforchiamo gli occhiali e valutiamo con serenità i sacrifici di lor signori.

03 agosto 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: www.qds.it


Leggi anche:

Miccichè: se passa il taglio dei vitalizi mi scuserò con gli ex deputati, alcuni vivranno con 1.300 al mese. il Blog: si dovrebbe scusare anche con i lavoratori forestali per aver promesso la stabilizzazione. Certi impegni si possono mantenere anche da Commissario di Forza Italia





SANT’AGATA DI MILITELLO (ME): TUTTO PRONTO PER I 25 ANNI DEL PARCO DEI NEBRODI


Dal sito www.ecodisicilia.com

Maria Chiara Ferraù - 2 Agosto 2018

È tutto pronto per il seminario organizzato in occasione dei 25 anni del parco dei Nebrodi a Sant’Agata di Militello. Il tema della giornata sarà: “25 anni: le ragioni dell’area protetta più grande della Sicilia”.

Ad aprire i lavori sarà Salvatore Cordaro, assessore regionale al territorio e ambiente, mentre il compito di moderatore sarà del sociologo Francesco Pira, coordinatore del master in comunicazione pubblica dell’università di Messina.

Diversi i temi di discussione che saranno affrontati in cinque macro aree. Si partirà con “Conservazione e difesa del paesaggio e dell’ambiente”, con le relazioni di  Giuseppe Lo Paro (UNIME), Cristina Salmeri della società Botanica italiana, Anna Giordano Wwf Sicilia; Salvatore Granata, banca del germoplasma vegetale; Michele Orifici, Sigea e Valerio Agnesi (UNIPA), proseguendo con la “Valorizzazione e riqualificazione degli ecosistemi” a cura di Rosario Schicchi (UNIPA), Gianluigi Pirrera per Aipin Sicilia, Carmelo Dazzi  ESSC European Society for Soil Conservation, Maurizio Sarà (UNIPA), Vincenzo Piccione (UNICT), Lorenzo Gianguzzi (UNIPA).

Chiuderà la prima parte dei lavori la sessione dedicata alla “Promozione del territorio” con le relazioni di Giuseppe Panebianco del CEA Messina, Antonino La Spina, presidente UNPLI; Saro Gugliotta, presidente Slow Food Sicilia; Enzo Agliata del CAI Sicilia; Francesco Federico per il porto turistico Capo D’Orlando S.P.A.;Vincenzo Chiofalo (UNIME) e Giovanni Cannata, rettore Universitas Mercatorum.
Si alterneranno ai lavori i giornalisti Giuseppe Pintaudi, Sara La Rosa e Sergio Granata. Si riparte alle 15 con la discussione sulla “Gestione del Territorio”: in programma gli interventi di  Giuseppe Trombino per l’INU, Nanni Randazzo (UNIME – CERIGE), Pino Falzea  dell’ordine architetti Messina; Francesco Triolo dell’ordine ingegneri Messina;  Giuseppe Collura, ordine regionale geologi Sicilia e Corrado Vigo Consiglio naz.le agronomi e forestali, procedendo con gli “Scenari di sviluppo sostenibile” con le relazioni di Giuseppe Frusteri dell’OPAN, Vincenzo Cordone, esperto in sviluppo locale; Antonio Purpura (UNIPA), Angelo Di Marca, Legambiente Sicilia; Francesco Calanna, federazione agricoltori siciliani; Paolo Inglese, sistema museale di Ateneo UniPA.

Dalle 17 spazio alle riflessioni, affidate a Fabrizio Barca promotore della strategia nazionale aree interne e alle conclusioni affidate all’assessore regionale alle autonomie locali e alla finanza pubblica Bernadette Grasso.


Per Luca Ferlito, Commissario del Parco, la giornata oltre a celebrare la ricorrenza dell’istituzione dell’Ente, rappresenta il momento per programmare lo sviluppo turistico sostenibile che il territorio merita: dalla conservazione della natura e della biodiversità all’implementazione dei flussi turistici per permettere la fruizione completa del territorio del Parco, sia sotto l’aspetto naturalistico che delle produzioni di qualità locali.

Un territorio che merita di stare sulle prime pagine dei giornali per gli straordinari aspetti naturalistici e ambientali e per le tante eccellenze che il territorio produce conclude Ferlito. 

Fonte: www.ecodisicilia.com





LA REGIONE VARA I PIANI DI TUTELA CONTRO L'INQUINAMENTO, MUSUMECI: "SERVE GUARDARE AL FUTURO"


Dal sito palermo.gds.it

02 Agosto 2018
La Regione siciliana ha varato il piano di tutela della qualità dell’aria, il piano di mitigazione per l’inquinamento acustico, anche detto «piano del rumore» e il piano per le alluvioni che rientrano nella pianificazione ambientale richiesta dall’Unione Europea alla Sicilia, soggetta a infrazioni per i ritardi accumulati negli anni sul varo dei Piani.

Lo hanno annunciato il governatore Nello Musumeci e l'assessore Toto Cordaro in conferenza stampa a palazzo d’Orleans.

Il piano di tutela della qualità dell’aria e quello per le alluvioni sono stati approvati dalla Giunta regionale e inviati al Ministero dell’Ambiente per l’approvazione in Consiglio dei Ministri, mentre il «Piano del rumore» è stato approvato dalle amministrazioni di Palermo, Catania, Messina e Siracusa e inviato al ministero dell’Ambiente dall’assessorato al Territorio.

«Tutela dell’ambiente e del territorio sono tra i nostri obiettivi prioritari - ha detto Musumeci, che ha presentato gli strumenti col direttore generale del dipartimento Territorio e Ambiente, Giuseppe Battaglia, e col direttore tecnico dell’Arpa Vincenzo Infantino - Da anni abbiamo una carenza di strumenti di pianificazione ambientale una carenza che è stata evidente e assai grave e non si può intervenire se sul quel fronte se non si ha una vera conoscenza del territorio. La legislazione nazionale non è stata particolarmente abbondante - ha aggiunto - solo negli ultimi 10-15 anni ci sono stati provvedimenti di legge che avrebbero dovuto imporre alle regioni di attrezzarsi. E la Sicilia non lo ha fatto. Il Dipartimento, in collaborzione con l’Arpa, è riuscito in sette mesi a varare tutti e tre gli strumenti di pianificazione che sono stati deliberati dalla giunta e trasmessi al ministro dell’Ambiente Sergio Costa con il quale l’assessore Toto Cordaro ha avuto un lungo e proficuo colloquio».

«Il ministro Costa - ha detto Musumeci - ha accolto l’invito del governo regionale a venire in Sicilia per la prima volta e gli faremo conoscere alcune realtà dell’Isola e presentare il programma delle iniziative realizzate sul fronte dei rifiuti».

«L'inquinamento dell’aria, dal rumore, e il rischio di alluvioni sono questioni di carattere strategico per una seria politica di previsione e prevenzione del rischio in Sicilia. I territori sono stati devastati in questi ultimi trenta, quarant'anni, migliaia di persone hanno perso la vita anche a causa di questa dissennata politica irresponsabile e criminale. Guardare al futuro, partendo dal danno che si può rilevare, credo sia fondamentale e noi lo stiamo facendo colmando un ritardo di decenni», ha detto Musumeci. «Quella che è mancata in Sicilia nel corso degli anni è la pianificazione - ha sottolineato-, adesso i nostri prossimi obiettivi sono di adottare le misure che possano contrastare i problemi che si sono creati in questi anni nelle aree ad elevato rischi di crisi ambientale come Pace del Mela, nel Messinese, nell’area di Siracusa e in quella dove ci sono dati allarmanti. In particolare, nel gelese, la Regione siciliana ha sottoscritto il piano di riqualificazione ambientale con 15 milioni del governo centrale e 10 del governo regionale».

«Il piano di tutela della qualità dell’aria avrebbe dovuto far seguito ad una direttiva dell’Unione europea del 2008, recepita con decreto legislativo nel 2010, il piano di mitigazione dell’inquinamento acustico a una direttiva del 2002, recepita con decreto legislativo del 2005, e il piano delle alluvioni a una direttiva del 2007, recepita con decreto legislativo del 2010 - ha spiegato l’assessore Toto Cordaro - Questi piani costituiscono un passo avanti fondamentale per una Regione quella Siciliana esposta a tutti i possibili rischi e invertono la tendenza rispetto alla assoluta mancanza di una strategia dei piani. Il prossimo impegno sarà quello di varare il Piano delle aree a elevato rischio ambientale, anche su questo fronte la Sicilia sconta un ritardo gravissimo, ma ci siamo quasi ormai», ha concluso Cordaro.

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Fonte: palermo.gds.it