31 luglio 2023

INCENDI, LA CISL MESSINA: "PAURA PER QUANDO ARRIVERANNO LE PIOGGE TORRENZIALI"


Dal sito 98zero.com

Servono prevenzione e controllo del territorio, lasciare terreni incolti, senza pulirli è da criminali

Benedetto Orti Tullo - 28 luglio 2023
«Siamo vicini a tutti i cittadini che stanno affrontando momenti davvero angoscianti a causa degli incendi e ringraziamo i lavoratori forestali, della protezione civile, dei vigili del fuoco e tutti gli operai dei servizi pubblici essenziali che senza sosta stanno cercando di limitare l’avanzare del fuoco e delle sue conseguenze, nonostante le altissime temperature che rendono sempre più difficile lo svolgimento del loro lavoro».

A dirlo è il segretario generale della Cisl Messina, Antonino Alibrandi, che sottolinea come sia fondamentale la prevenzione. «Lasciare i terreni incolti e senza cura, non pulirli e prepararli alla stagione estiva, è da criminali che non hanno senso di responsabilità verso gli altri cittadini. Alla politica, invece, diciamo che occorre approntare strategie con una vera e propria programmazione e controllo del territorio anche contro i piromani che mettono a rischio la vita dei cittadini, altrimenti si andrà solo avanti con interventi in emergenza».

«Il problema – aggiunge Alibrandi – è adesso con gli incendi che stanno devastando le colline e colpendo le abitazioni, ma sarà anche e soprattutto dopo, quando arriverà l’inverno e alle prime piogge torrenziali corriamo il rischio di smottamenti ed alluvioni. Per questo occorrono strategie condivide per tutelare il nostro patrimonio ambientale e boschivo».

Fonte: 98zero.com




ENNA, LEGAMBIENTE: «RAID CRIMINALE A FLORISTELLA, AL ROGO IL BOSCO E UNO DEI PORTONI DI PALAZZO PENNISI»


Dal sito enna.gds.it

L'associazione denuncia: «Ignoti sono entrati ed hanno tentato di dare fuoco al grande tetto ligneo. Danni pesantissimi anche nel resto del parco»

30 LUGLIO 2023
Legambiente Sicilia accusa: «Non vi sono dubbi. L’attacco perpetrato ai danni del Parco Minerario di Floristella e Grottacalda, a Enna, è stato organizzato  - dice l'associazione in un comunicato - da mente criminale. Ai diversi focolai che hanno dato inizio alla distruzione di una enorme area boscata che fungeva da polmone per Enna e Valguarnera Caropepe, si aggiunge il rogo di uno dei portoni del bel Palazzo Pennisi di Floristella attraverso il quale ignoti si sono introdotti nel palazzo ed hanno tentato di dare fuoco al grande tetto ligneo. Danni pesantissimi anche nel resto del parco. Sono andati distrutti i pannelli esplicativi, il bel ponte ligneo che superava le acque opalescenti del Rio Floristella, diverse staccionate».

Legambiente Sicilia. aggiunge che sono stati danneggiati «anche diversi edifici dell’area mineraria che adesso dovranno essere sottoposti a nuovi costosi restauri. Appare chiaro a questo punto - sostengono gli ambientalisti - che Floristella dà fastidio a qualcuno, che l’idea che in quella zona possa nascere un flusso turistico debba essere rigorosamente cancellata. Non è la prima volta che si tenta di incendiare il palazzo e non è la prima volta che il bosco viene percorso dal fuoco ma questa volta il danno è enorme».

Fonte: enna.gds.it




SIRACUSA, TORNA L'INCUBO INCENDI: FUOCO VICINO ALLA NECROPOLI DI CASSIBILE


In azione vigili del fuoco e due canadair per circoscrivere il rogo

Dal sito siracusa.gds.it

30 LUGLIO 2023
Nuovi incendi in Sicilia e in particolare in provincia di Siracusa. Le fiamme sono divampate nel tardo pomeriggio vicino alla necropoli di Cassibile e si sono diffuse velocemente.

Torna così l'incubo nel Siracusano, tra le aree maggiormente colpite dai roghi negli scorsi giorni, quando si sono registrate temperature superiori ai 47 gradi. In azione i vigili del fuoco, ma la zona in cui si sono sviluppate le fiamme è particolarmente impervia e vasta ed è stato necessario l'intervento di due canadair per ciroscrivere il rogo.

FALCO 8, LA FOTO DELL’ELICOTTERO ANTINCENDIO CADUTO A PANTALICA


Dal sito www.siracusaoggi.it

30/07/2023 —BY GIANNI CATANIA
Eccolo Falco 8, nel luogo in cui è precipitato. L’elicottero della Forestale era impegnato mercoledì scorso in operazioni dall’alto per domare il rogo a Pantalica. La zona è stata posta sotto sequestro per esigenze di indagine. La Procura di Siracusa vuole accettare ogni aspetto dell’accaduto. “Un miracolo”, continua a ripetere chi era sui luoghi ed ha visto la posizione di caduta dell’elicottero.
L’incidente è avvenuto durante l’ultima manovra. Secondo quanto avrebbe riferito il pilota, il velivolo avrebbe urtato dei cavi dell’alta tensione, per fortuna non alimentati. Avrebbe quindi iniziato a girare su sé stesso e solo grazie al sangue freddo dell’uomo a bordo è planato in una sorta di atterraggio di fortuna, terminato su di un albero. Su di un fianco, ma senza schiantarsi.
Ammaccato ma senza grossi traumi, il pilota è riuscito a scendere a terra. Dopo aver camminato per un paio di chilometri, ha raggiunto il luogo in cui è stato poi intercettato da una squadra di ricerca della Forestale. Condotto a Ferla, è stato quindi accompagnato in ospedale a Siracusa.
Sull’episodio, la Procura ha aperto un fascicolo. Ai magistrati, il pilota avrebbe sostanzialmente confermato la versione dell’incidente in manovra, poco prima di effettuare l’ultimo carico di acqua e l’ultimo lancio sulle fiamme che hanno ridotto in cenere ettari di bosco.
Momenti di apprensione si sono vissuti quando l’elicottero è scomparso dal radar. Mobilitazione immediata, anche da Palermo, con le dita incrociate su di una possibile avaria ed un atterraggio di emergenza. Poi il sospiro di sollievo: “è vivo”, gracchiano le radio della Protezione Civile.




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MESSINA, ROGO SULLE COLLINE CHE DOMINANO LO STADIO CHE OSPITA IL CONCERTO DEI PINGUINI TATTICI NUCLEARI


Dal sito messina.gds.it

30 LUGLIO 2023
Un incendio si è sviluppato da circa un'ora su una delle colline che dominano lo stadio "F. Scoglio" di Messina, dove stasera si terrà il concerto dei Pinguini Tattici Nucleari. Attualmente è in corso nel grande impianto della zona sud l'arrivo delle migliaia di fans per assistere all'evento. Il rogo è attualmente monitorato e contrastato da diverse squadre dei vigili del fuoco.





30 luglio 2023

SIFUS CONFALI SICILIA: I MIRACOLI ESISTONO: LA CGIL NON SOLO SI E' CONVERTITA IN 12 GIORNI ALLA STABILIZZAZIONE DEI FORESTALI, MA, ADDIRITTURA, VUOLE ULTERIORI 5 MILA ASSUNZIONI. BENVENUTA!


Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale del Sifus Confali
Maurizio Grosso 

Palermo 30-07-2023 -  Gli incendi di questi giorni stanno mettendo a nudo la necessità della presenza quotidiana degli operai forestali nei cantieri per realizzare le opere di manutenzione del territorio in maniera programmata secondo le necessità del ciclo biologico della natura.
Tuttavia, non immaginavamo che gli incendi facessero miracoli. È  sicuramente in quest'ambito che vanno ricercate le ragioni che hanno spinto la CGIL ha cambiare idea circa i forestali: oggi, sostiene infatti, come ci racconta il Giornale di Sicilia, che gli operai  forestali vanno stabilizzati mentre fino a giorno 18 luglio u.s la soluzione era rappresentata da 2 soli contingenti.
Solo gli stolti non cambiano mai idea - ha dichiarato Maurizio Grosso Segretario Generale del Sifus che ha aggiunto: siamo felici che anche la CGIL abbia cambiato nuovamente idea rispetto il comparto forestale e sostenga pubblicamente la necessità di stabilizzare  gli operai forestali.
La notizia ci sorprende - ha continuato Grosso - positivamente, perché fino a giorno 18 luglio, 12 giorni fa, in occasione di una riunione presso l'Assessorato Regionale all'Agricoltura in cui erano presenti tutti i sindacati, Tonino Russo della CGIL aveva appoggiato la stessa battuta sarcastica di Nino Marino della UIL, ossia, che è possibile sedersi tutti al tavolo a condizione che il sifus non sostenga "che gli asini volano" o meglio la stabilizzazione di tutti i forestali. 
Non ci sorprenderebbe se, nelle prossime ore, anche Nino Marino della UIL, come San Paolo sulla via di Damasco, si convertisse alla stabilizzazione dei forestali.
In verità è la 4° volta - ha continuato Grosso - in 14 anni che cgil-cisl-uil  cambiano posizione sulla riforma dei forestali:
nel 2009 - sostenevano, ahimè non troppo convintamente, il transito dei 78isti a 101isti; dei 101sti a 151isti; dei 151isti a 180isti.
Nel 2016 - la riforma Crocetta che prevedeva le odierne giornate (78-101-151) a singhiozzo e, all'art. 21, la cancellazione delle garanzie occupazionali. Abbiamo ancora davanti la splendida foto in cui presso la Ducea di Nelson l'Assessore Cracolici, Alfio Mannino e Nino Marino, ecc, la presentavano in pompa magna ad una platea di 200 persone.
Nel 2019 - 2 contingenti. Oti e 180gg.
Addirittura - ha concluso Grosso - nell'odierna posizione della CGIL emerge che non solo vuole la stabilizzazione, ma addirittura , anche 5 mila nuove assunzioni. E pensare che gli sembravano troppi i soldi che noi rivendicavamo per la stabilizzazione. Benvenuta: nella nostra proposta di riforma è prevista l'apertura alle assunzioni che servono.
L'addetto stampa sifus confali



CLIMA: CGIL E FLAI SICILIA, ASSUMERE SUBITO 5.000 FORESTALI E STABILIZZARE QUELLI DELLE GRADUATORIE. MANNINO E RUSSO: NON BASTA ASSUMERE 400 NUOVE GUARDIE FORESTALI


Dalla pagina Facebook
CGIL Sicilia

Palermo, 30 lug “Assumere subito 5.000 nuovi forestali e stabilizzare i lavoratori inseriti nelle graduatorie”. È la richiesta avanzata dalla Cgil e dalla Flai regionali attraverso i segretari generali Alfio Mannino e Tonino Russo.
“Non basta - sottolineano i due esponenti sindacali - assumere 400 nuove guardie forestali, come chiesto dal Presidente Schifani al Ministro Tajani.” Tra l’altro - aggiungono - la metà di quelle che mancano, ben 800”. Negli ultimi 20 anni i lavoratori forestali siciliani sono passati dai 35.000 del 2005 ai 16.000 di oggi. Di fatto dimezzati  e il personale che resta ha un’ età  media di 60 anni.
“Mancano 1.800 addetti allo spegnimento incendi, avvistamento e guida dei mezzi speciali - scrivono Mannino e Russo/ per non parlare del rischio che corrono i lavoratori ultra sessantenni, che affrontano le fiamme e rischiano la vita per salvare i boschi e vite umane”. Mannino e Russo affermano che “ di fronte  ai disastri ambientali degli ultimi giorni e degli anni passati, le polemiche e il rimpallo di responsabilità servono a poco. Occorre assumere nuovo personale - ribadiscono - giovane e debitamente formato per aggredire il damma degli incendi che si presenta ogni anno, oltre che dotare il corpo forestale dei mezzi necessari. La Sicilia necessita del personale necessario per pianificare nuove politiche forestali e geologiche- concludono Mannino e Russo- per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici che stanno devastando la nostra regione con siccità, incendi, alluvioni”



27° POST. CONSTATIAMO CON RAMMARICO CHE ANCHE IN QUESTA LEGISLATURA AL MOMENTO GLI IMPEGNI NON SONO RISPETTATI. L'ASSESSORE SAMMARTINO AVEVA DETTO DI PORTARE LA RIFORMA ALL'ARS IN ESTATE. AVEVA ANCHE PROMESSO AI SINDACATI IL VARO DEL DDL ENTRO GIUGNO. A QUESTO PUNTO CHIEDIAMO AI SINDACATI CHE È NECESSARIA UNA SVOLTA: È ARRIVATO IL MOMENTO DI AUTOCONVOCARSI!


Incontro Dicembre 2022

  • 23 Dicembre 2022 - Giornale di Sicilia. L'Assessore Sammartino: Il rinnovo del contratto è il primo atto di una diversa organizzazione del settore a cui stiamo lavorando, e che culminerà nella riforma che porterò all'Ars in estate




01 Marzo 2023





AUSPICHIAMO CHE I COLLEGHI AIB, CHE HANNO SALUTATO IL PRESIDENTE SCHIFANI, ABBIANO CHIESTO DI FAR APPROVARE AL PIÙ PRESTO LA RIFORMA. ANCORA MEGLIO SE HANNO CHIESTO LA STABILIZZAZIONE PROMESSA IN CAMPAGNA ELETTORALE







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Ascolta la promessa elettorale del Presidente Renato Schifani:  "Stabilizzare i lavoratori forestali"



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Chiusura campagna elettorale









CORPO FORESTALE, PAGANA: «IN SICILIA SOLO 450 AGENTI, LA PIANTA ORGANICA NE PREVEDE 1.200». L'ASSESSORE REGIONALE AL TERRITORIO: «CI VORREBBE MAXI PIANO DI ASSUNZIONI», TAJANI: «SOSTERRÒ L’ASSUNZIONE 300 AGENTI». IL BLOG: ASSESSORE, INVECE LA RIFORMA DEL COMPARTO FORESTALE QUANTO DEVE ANCORA ATTENDERE?


Dal sito gds.it

L'assessore regionale al Territorio: «Ci vorrebbe maxi piano di assunzioni», Tajani: «Sosterrò l’assunzione 300 agenti»

29 Luglio 2023
«In Sicilia il corpo forestale ha 450 agenti, ma la pianta organica ne prevede 1.200. Questi sono i numeri contro cui dobbiamo combattere, possiamo fare anche i più grandi investimenti nei sistemi di prevenzione e di alert ma fisicamente poi ci vuole chi va aggredisce l’incendio. Ci vorrebbe un maxi piano di assunzione. Ci troviamo di fronte a cambiamenti climatici di portata immensa come ha sottolineato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella». Così l’assessore regionale al Territorio, Elena Pagana, nella sede del corpo forestale della Regione siciliana.

Tajani: «Sosterrò l’assunzione di 300 agenti forestali»
«Cercherò di dare una mano, farò tutto ciò che posso nell’ambito del governo per sostenere la legittima richiesta che mi fatto il presidente della Regione Renato Schifani di potere assumere 300 agenti forestali per coprire i buchi nell’organico. Mi pare una richiesta giustificata e legata alla specificità della Sicilia dove ogni anno si registrano incendi. Come mi ha spiegato Schifani l’età media dei forestali è alta, quindi c’è l’esigenza di avere personale giovane». Così il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando con i cronisti nella sede del corpo forestale della Regione siciliana, dove ha incontrato il personale che nei giorni scorsi è stato impegnato negli incendi nell’isola.

Fonte: gds.it



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INCENDI, SCHIFANI INCONTRA TAJANI: «GOVERNO NAZIONALE CI APPOGGI PER POTENZIARE CORPO FORESTALE». CI SERVONO ANCHE MANI ESPERTE E GIOVANI CON LE QUALI AFFRONTARE UN NEMICO INFEDELE COME IL FUOCO». IL BLOG: PRESIDENTE, I NUOVI GIOVANI SONO PREVISTI NELLE BOZZE DI RIFORMA DELLE OO.SS. IN CAMPAGNA ELETTORALE DICEVA CHE LA PRECARIETÀ LA DOBBIAMO ABOLIRE, MA NON CREANDONE PIÙ ALTRA


Dal sito www.regione.sicilia.it

29 Luglio 2023
Incontro bilaterale oggi a Palermo tra il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e il ministro degli Esteri e vice presidente del Consiglio Antonio Tajani. I temi affrontati, partendo dall’emergenza incendi che ha interessato l’Isola negli ultimi giorni, sono stati anche tutela e salvaguardia del territorio, alla luce dei fenomeni di cambiamento climatico, Pnrr e sviluppo della Sicilia. Dopo un colloquio a Palazzo d’Orléans, Schifani e Tajani si sono diretti alla Sala operativa del Corpo forestale della Regione per incontrare il personale della Forestale, della Protezione civile regionale e dei Vigili del fuoco, protagonisti delle attività antincendio nell'Isola. «Abbiamo affrontato momenti di estrema difficoltà, giornate senza precedenti. Con il cuore e col pensiero sono stato al vostro fianco - ha detto il governatore -. Quel momento è stato superato, ora contiamo i danni e ne paghiamo il prezzo, anche grazie all'intervento del governo nazionale che ha riconosciuto immediatamente lo stato di emergenza. Abbiamo l'esigenza immediata di integrare mezzi e uomini del Corpo forestale. I primi stanno arrivando e ne ordineremo degli altri, ma ci servono anche mani esperte e giovani con le quali affrontare un nemico infedele come il fuoco». «Farò di tutto per appoggiare la richiesta della Sicilia e del suo presidente. Mi sembra assolutamente giusta - ha detto il ministro Tajani -. Grazie nel Pnrr, inoltre, porteremo avanti alcune importanti iniziative per la tutela dell'idrogeologico. Tutto quello che si potrà fare con i fondi europei si farà e comunque si utilizzeranno anche altri fondi, se necessario, perché la tutela del patrimonio idrogeologico è fondamentale».



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"La precarietà la dobbiamo combattere, abolendola, sistemando quella che c'è, ma non creandone più altra. Perchè la precarietà è un epoca che è finita, dobbiamo guardare al lavoro stabile, al lavoro duraturo, al lavoro che da certezze ai nostri figli, alle famiglie, ai figli dei nostri figli". 
Renato Schifani, 23/09/2022


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INCENDIO A SEGESTA. SAFINA: IL GOVERNO HA ACCOLTO MIO ORDINE DEL GIORNO, IN ARRIVO 500MILA EURO PER GLI INTERVENTI DI RIPRISTINO


Dal sito www.pdars.it

27 Luglio 2023
“Saranno necessari 500 mila euro per la messa in sicurezza e il ripristino del Parco archeologico di Segesta dopo il violentissimo incendio dei giorni scorsi”. E
Dario a Safina parlamentare regionale del Partito Democratico sollecita così il governo Schifani, con un ordine del giorno presentato ieri all’Assemblea regionale ed accolto come raccomandazione.
“Ho visto personalmente la devastazione che le fiamme hanno lasciato dietro la loro folle corsa alimentata dal fortissimo vento di scirocco e dalle alte temperature di martedì scorso – ha detto Safina -. Solo grazie al certosino lavoro di programmazione del direttore del parco archeologico di Segesta Luigi Biondo e del suo entourage, i monumenti sono rimasti indenni. Il lavoro di ripulitura e scerbatura organizzato per tempo ha fermato il fuoco prima che arrivasse a lambire i nostri preziosi beni archeologici. Ora – continua l’onorevole Safina – è tempo di reagire e di permettere la piena fruibilità dei luoghi. A giorni avranno inizio gli appuntamenti del cartellone della ricca stagione teatrale e musicale. E’ necessario riparare i danni strutturali che l’incendio ha provocato e permettere che i luoghi tornino pienamente fruibili. Il Parco di Segesta aveva una prospettiva di oltre 300 mila visitatori per questa stagione e la Regione Sicilia deve permettere all’Ente di ripartire nel più breve tempo possibile”.
“Contro gli incendi – ha continuato ancora il parlamentare Pd – occorre puntare sulla prevenzione. Ecco perché intendo sostenere la richiesta dell’assessore al Comune di Calatafimi Segesta Massimo Fundarò per trasferire all’Ente locale la competenza relativa alla prevenzione incendi. Servono solo i mezzi necessari che possono essere messi a disposizione dalla Protezione civile regionale e poi sarà compito dell’Amministrazione comunale con proprio personale a garantire per tempo gli interventi necessari”.

Fonte: www.pdars.it




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29 luglio 2023

IL DIRIGENTE DELLA UILA UIL PALERMO, INGRASSIA: CAMPAGNA ANTINCENDIO O ELETTORALE? LORO VOGLIONO ASSUNZIONI (300 POSTI÷85 DISTACCAMENTI IN SICILIA=3 AGENTI IN PIÙ PER SEDE). NOI VOGLIAMO RIFORMA DI SETTORE E RIORGANIZZAZIONE DI MEZZI E FORZA LAVORO: SOLA VIA PER PIÙ PREVENZIONE




ARS. EMERGENZA INCENDI A PANTALICA, AUTERI CHIEDE LE DIMISSIONI DEL DIRIGENTE DELLA FORESTALE


Dal sito www.ibleinews.it

Il 5 luglio scorso aveva lanciato l’allarme su Pantalica, parlando della Necropoli di Filipporto e dei ruderi dell’Anaktoron: “in caso di incendio - aveva detto - il rischio per il nostro patrimonio Unesco sarebbe altissimo”. E così è stato: 500 ettari andata in fumo.

“Non c’è dubbio che il rogo che ha devastato Pantalica sia opera di delinquenti, criminali. Ma non c’è dubbio alcuno nemmeno che i servizi antincendio e manutenzione abbiano due velocità: i primi stanno lavorando rischiando la vita quotidianamente, dei secondi… beh: chiedo ancora una volta le dimissioni del dirigente Giancarlo Perrotta”.

Il deputato regionale di Fratelli d’Italia Carlo Auteri non si ferma, e dopo aver chiesto una commissione d’inchiesta per individuare i responsabili e carcere per chi viene sorpreso ad appiccare incendi, torna a chiedere il cambio alla dirigenza della Forestale.

Il 5 luglio scorso aveva lanciato l’allarme su Pantalica, parlando della Necropoli di Filipporto e dei ruderi dell’Anaktoron: “in caso di incendio – aveva detto – il rischio per il nostro patrimonio Unesco sarebbe altissimo”. E così è stato: 500 ettari andata in fumo.

“Oggi la strada interna di Giaranauti che sbocca sulla strada principale verso Pantalica – sottolinea Auteri – non è stata ripulita, si trova in condizioni pessime e farebbe anche da parafuoco. Non è possibile proseguire in questo modo, invito il dirigente generale e anche l’assessore Sammartino a prendere provvedimenti per evitare ulteriori disastri”

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PRESTO 300 ASSUNZIONI DI FORESTALI PER CONTRASTARE GLI INCENDI, TAJANI, “APPOGGERÒ RICHIESTE SCHIFANI”. IL BLOG: PRESIDENTE SCHIFANI, QUANDO ASSUMERÀ INVECE I LAVORATORI FORESTALI? PERCHÈ GLI ANNUNCI SONO SOLO VALIDI IN CAMPAGNA ELETTORALE?


Dal sito www.blogsicilia.it

29/07/2023
Incontro bilaterale oggi a Palermo tra il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e il ministro degli Esteri e vice presidente del Consiglio Antonio Tajani. I temi affrontati, partendo dall’emergenza incendi che ha interessato l’Isola negli ultimi giorni, sono stati anche tutela e salvaguardia del territorio, alla luce dei fenomeni di cambiamento climatico, Pnrr e sviluppo della Sicilia.

L’incontro

Dopo un colloquio a Palazzo d’Orléans, Schifani e Tajani si sono diretti alla Sala operativa del Corpo forestale della Regione per incontrare il personale della Forestale, della Protezione civile regionale e dei Vigili del fuoco, protagonisti delle attività antincendio nell’Isola.

“Abbiamo affrontato momenti di estrema difficoltà, giornate senza precedenti. Con il cuore e col pensiero sono stato al vostro fianco – ha detto il governatore -. Quel momento è stato superato, ora contiamo i danni e ne paghiamo il prezzo, anche grazie all’intervento del governo nazionale che ha riconosciuto immediatamente lo stato di emergenza. Abbiamo l’esigenza immediata di integrare mezzi e uomini del Corpo forestale. I primi stanno arrivando e ne ordineremo degli altri, ma ci servono anche mani esperte e giovani con le quali affrontare un nemico infedele come il fuoco”.

Tajani: “Appoggerò le richieste di Schifani”

“Farò di tutto per appoggiare la richiesta della Sicilia e del suo presidente. Mi sembra assolutamente giusta – ha detto il ministro Tajani -. Grazie nel Pnrr, inoltre, porteremo avanti alcune importanti iniziative per la tutela dell’idrogeologico. Tutto quello che si potrà fare con i fondi europei si farà e comunque si utilizzeranno anche altri fondi, se necessario, perché la tutela del patrimonio idrogeologico è fondamentale”.

Piromani dietro il rogo

“Dietro agli incendi degli ultimi giorni ci sono il dolo e gli interessi economici. Noi dobbiamo contrastarli” ha aggiunto il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani. “Alcune misure contro il dissesto idrogeologico sono inserite nel Pnrr – spiega Tajani – altrimenti si utilizzeranno altri fondi perché la tutela del nostro patrimonio idrogeologico è fondamentale. Abbiamo però visto che in alcune parti d’Italia ci sono state persone che hanno appiccato il fuoco. Sono stati molto duri i presidente delle regioni Sicilia e Calabria. C’è il crimine che distrugge il nostro verde”.

L’incontro politico

Dopo gli incontri ufficiali Tajani, accompagnato dal presidente Schifani, si è recato a Mondello dove era atteso dall’assessore Edy Tamajo, dalla deputazione regionale azzurra e da iscritti e simpatizzanti per parlare di tesseramento




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Ascolta la promessa (elettorale) del Presidente Renato Schifani di stabilizzare i lavoratori forestali:



Dalla pagina Facebook
Forza Italia Sicilia Coordinamento Regionale.
Chiusura campagna elettorale









PERCHÈ LA SICILIA È UNA SCATOLA DI FIAMMIFERI PRONTA AD ACCENDERSI. UNA PRIMA COSA DA FARE, OLTRE ALLA PROGRAMMAZIONE, SAREBBE QUELLA DI FORMARE I PRECARI E STABILIZZARLI. SONO COSE CHE IL MINISTRO DELLA PROTEZIONE CIVILE NELLO MUSUMECI, CHE IN QUESTE ORE PARLA DI “EVENTI ECCEZIONALI”, DOVREBBE CONOSCERE MOLTO BENE. ERA LUI PRESIDENTE DELLA REGIONE FINO A POCHI MESI FA


Dal sito www.tp24.it

29 Luglio 2023
Fine Giugno: Prefettura di Trapani, c’è una riunione con tutti i Sindaci per parlare di prevenzione degli incendi. Non si vorranno mica ripetere gli errori degli anni passati, no. Il 2022, in particolare, che estate orribile. Lo scorso anno gli incendi in Sicilia hanno percorso 56.000 ettari con danni per 22 milioni E quindi è meglio organizzarsi. Le idee non mancano. I terreni da pulire, le vedette, i controlli a cavallo, le “campagne di informazione per la popolazione”. Gli strumenti ci sono. In particolare c’è un progetto, si chiama “Occhio virtuale”: piccole telecamere e droni che su boschi e riserve, in modo da intervenire nel più breve tempo possibile. Una buona idea, no? Si alza il rappresentante dell’associazione dei cacciatori. L’idea è ottima, anche per loro. C’è un problema, però: la privacy. “Il sistema di sorveglianza - spiega - lede la privacy di noi cacciatori, ma anche degli agricoltori”. E’ un punto da approfondire, concorda qualche Sindaco. Si vedrà il da farsi. Tanto, questo Giugno sembra Ottobre, con il maltempo che c’è. Riunione finita.

Qualche giorno dopo, arriva il primo vero caldo, e quindi anche gli incendi. Poca roba, quasi un test. Nella nuova Giunta del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, eletto a Settembre (il suo predecessore, Nello Musumeci, è adesso Ministro della Protezione Civile) ad avere la delega a Territorio e Ambiente è Elena Pagano. La nomina ha suscitato imbarazzo ed ironie. Pagano è la moglie dell’avvocato Ruggero Razza pupillo proprio di Musumeci, ed ex assessore alla sanità (attualmente indagato, con interdizione dalla professione di un anno, in un’inchiesta sulle nomine nella sanità della Procura di Catania). Elena Pagano era stata eletta deputata regionale all’Ars con i Cinque Stelle, poi è scoppiato tra i banchi l’amore con Razza, e lei lascia i Cinque Stelle per Fratelli d’Italia. Candidata alle Regionali nel suo collegio, perde. Premio di consolazione: diventa assessore al Territorio e Ambiente.
E’ lei che tre settimane fa, di fronte ai primi incendi, rassicurava tutti:“Abbiamo aggiornato le procedure operative di contrasto agli incendi - annunciava - e ciò sta consentendo interventi più rapidi ed efficaci, per avere una risposta più incisiva”.

25 Luglio. La Sicilia è devasta dal caldo, dallo scirocco. E dagli incendi.
Palermo assediata dalle fiamme. A fuoco parchi archeologici e riserve naturali. Vittime. Feriti tra i vigili del fuoco e gli operai della Forestale. Città senza luce e senza acqua. Aeroporti chiusi. Ospedali evacuati. Turisti salvati via mare. L’appello dei Sindaci: “Mandate i Canadair”.

E la domanda che si fanno tutti, nell’ennesimo day after della conta dei danni, dello “stato di emergenza”, delle “misure urgenti”: Perché? Cosa c’è dietro tutto questo?
Purtroppo una risposta non c’è. Si può tentare un’indagine, mettere insieme i pezzi. E’ tutto un complesso di cose. Un territorio fragile. Una politica incapace. Una burocrazia complice. E tanti criminali.

L’ultimo paradosso, ad esempio, riguarda i concorsi. La Sicilia brucia, e al corpo dei Vigili del Fuoco, nell’Isola, già in carenza di organico, mancano in questi giorni caldissimi 130 unità. Dove sono? A fare un corso di formazione, di ben cinque settimane, per diventare Capo Squadra. Il corso è organizzato dal Ministero dell’Interno, proprio nel periodo in cui servirebbe la massima presenza dei vigili del fuoco sul campo. Ma non è una coincidenza. La stessa scena si è vista l’anno scorso: 70 operatori via, a lasciare sguarnite le caserme.

Poi non c’è la manutenzione dei boschi e delle aree a verde. O meglio, si fa, ma anche quest’anno è partita con grande ritardo, a Maggio. Ed è ancora in corso. La manutenzione dei viali parafuoco, ad esempio, finirà a Settembre, quando la stagione degli incendi sarà terminata. E’ anche così che si arrivano ai numeri di queste ore: tre vittime, quattro feriti, quattrocento incendi in un giorno e mezzo, cinquemila sfollati. Non che manchino i soldi. Nel bilancio della Regione Siciliana c’è stato quest’anno addirittura un extra budget di lusso per i siti archeologici e culturali: 2,2 milioni di euro. Finanziamento deciso però il 19 Maggio, a primavera inoltrata. Ecco perché poi le fiamme intaccano i templi e le aree archeologiche.

E poi ci sono i criminali. Partendo da un punto: l’autocombustione, dicono gli esperti, non esiste. Dietro c’è sempre la mano dell’uomo. A volte il dolo. Mettendo insieme le tessere del puzzle, per le Procure che in Sicilia sono riuscite a venire a capo di qualche incendio, dietro chi dà fuoco ci sono motivazioni diverse. Una è quella di una piccola parte dei forestali, che appiccano il fuoco per garantirsi la chiamata ed il lavoro. Questo perché i forestali regionali addetti sono quasi tutti nel bacino dei precari al lavoro per 78, 101 o 151 giornate l’anno, con uno stipendio di 1.200 euro. La loro età media è sopra i 55 anni. Ma sono problemi noti da anni.

Poi ci sono i pastori che si contendono i pascoli. Poi, ancora, chi ha fretta di rendere un terreno edificabile. Le fiamme, insomma, sono una specie di sanatoria. Per il resto, un dato va tenuto in considerazione. Gli incendi si ripetono sempre con le stesse modalità: coincidenza assoluta con le condizioni meteo idonee, contemporaneità degli incendi in località diverse, partenza del fuoco all’inizio delle ore serali (non ci sono i soldi per garantire il servizio di controllo notturno) punti multipli degli inneschi e scelta dei luoghi con “professionalità” da conoscitori, in punti impervi.

La Regione continua nella via del precariato (che è sempre un bacino clientelare che funziona, in termini di consenso) e contrattualizza ogni anno 20mila operai forestali. Secondo la Corte dei Conti incidono nel bilancio in 60 milioni di euro l’anno. La Sicilia ha il paradosso di essere tra le ultime regioni italiane per copertura forestale (secondo l’inventario forestale nazionale sono 381.647 gli ettari boscati della Regione) ma ha il più alto numero di persone dedicato alla gestione e alla sorveglianza. Nonostante questo, nell'ultimo decennio è stata fra le prime regioni d’Italia per le superfici coperte dal fuoco.

Una prima cosa da fare, oltre alla programmazione degli interventi di prevenzione, sarebbe allora quella di formare i precari, e stabilizzarli. Sono cose che il Ministro della Protezione Civile, Nello Musumeci, che in queste ore parla di “eventi eccezionali”, dovrebbe conoscere molto bene. Perché era lui Presidente della Regione fino a pochi mesi fa. E ogni estate, per cinque anni, si sono vissute le scene di questi giorni, con le stesse analisi e le stesse conclusioni, numero più, numero meno. Per non parlare dei mezzi: vecchi, mal tenuti. Il 25 Luglio è successa una cosa particolare: ben sei Canadair sono andati in avaria nel pomeriggio, lasciando la Sicilia senza assistenza. Così come molte torrette di avvistamento sono sguarnite o non sono più funzionanti, e alcuni mezzi hanno più di trenta anni di servizio. Un corposo dossier, dettagliato, è stato presentato due anni fa alla Regione e alle Procure interessate dal comitato “Salviamo i boschi”, un gruppo di cittadini che ha fatto verifiche sul campo, consultato anagrafiche ed atti, per consegnare una risposta meticolosa alla domanda: “Perché ogni anno ci sono tutti questi incendi in Sicilia?”. Il loro lavoro è rimasto lettera morta. Noti i problemi, note le soluzioni, cambiano i governi, si riuniscono i tavoli tecnici, ma ogni estate la Sicilia sembra sempre di più una scatola di fiammiferi pronta ad accendersi.

Fonte: www.tp24.it




SICILIA, IN ARRIVO 120 NUOVI MEZZI ANTINCENDIO


Dal sito livesicilia.it

Il parco macchine dell'isola, alle prese con la conta dei danni provocati dagli incendi di tre giorni fa, sarà dunque rinnovato.


28 Luglio 2023
PALERMO – Sono in arrivo in Sicilia 120 nuovi mezzi antincendio, furono acquistati dalla Regione con fondi comunitari dall’ex governo Musumeci che aveva bandito una gara pubblica un anno e mezzo fa circa.

La guerra in Ucraina e un ricorso amministrativo hanno rallentato la consegna, ma ora è questione di pochi giorni. Il parco macchine dell’isola, alle prese con la conta dei danni provocati dagli incendi di tre giorni fa, sarà dunque rinnovato.

Si tratta di 12 mezzi da quattromila litri che saranno operativi i primi giorni primi di agosto (in corso il collaudo); 2 da diecimila litri in consegna a settembre; è sempre da settembre arriveranno 101 mezzi da mille litri con una cadenza di dieci a settimana.





PINO DI GESARO EX AGENTE TECNICO: ISNELLO - FONTANONE DEL FAGGIO. DA ABBEVERATOIO (BEVAIO) INGUARDABILE ED INAVVICINABILE, IN UN "BORGO DALLA BELLEZZA INCANTATA E FIABESCA", A BEVAIO (ABBEVERATOIO) PRESENTABILE, PER LA SUA BELLEZZA, C'È UN ATTIMO E TUTTA LA PERIZIA E LA DIGNITÀ DEI LAVORATORI DELLA FORESTALE. GRAZIE A TUTTI LORO SEMPRE!!!! FOTO








Foto Pino Di Gesaro (Facebook)




LA SICILIA BRUCIA, PRIMI BILANCI ANCHE A PALERMO: SERVONO 260 MILIONI E 15 ANNI PER RINASCERE

Incendio a Palermo (foto da Twitter)

Dal sito www.balarm.it

Si attendono report importanti come quello sui veleni del rogo di Bellolampo. Intanto professori universitari, associazioni e semplici cittadini si mobilitano

Aurelio Sanguinetti Esperto di scienze naturali
28 luglio 2023

Nel corso delle ultime giornate la Sicilia è stata percorsa dagli incendi e - senza girarci molto a tondo – ha subito uno dei più gravi disastri ecologici che la storia recente ricordi.

Sono stati infatti oltre 560 gli interventi dei vigili del fuoco nella sola giornata di martedì 25 luglio e sono migliaia gli ettari di macchia mediterranea, come di foreste e campagne, andate perse, con tutta probabilità, per colpa dei piromani.

Dopo alcuni giorni dall’inizio dei roghi, il cielo di alcune città risulta fortemente inquinato e dai primi dati resi disponibili dai sistemi di rivelamento dell’Arpa - l’agenzia regionale di protezione ambientale - le concentrazioni di particolato atmosferico (PM 10 e PM 2.5), come di altre sostanze, sono aumentate notevolmente, risultando un pericolo per i cittadini.

Si attendono inoltre i risultati inerenti ai veleni rilasciati dall’incendio che ha colpito la discarica di Bellolampo, fra cui la diossina, che potrebbero complicare ulteriormente la situazione.

Il danno più grave si è assistito però nelle montagne di Palermo e attorno ad alcuni altri centri abitati dell’hinterland, che si sono ritrovati circondati dalle fiamme, come Altofonte, Monreale e alcuni comuni delle Madonie. In questo caso gli incendi hanno devastato completamente gli ecosistemi, lambendo anche le case e bruciacchiando tutto ciò che gli capitava a tiro, per un danno complessivo di 260 milioni di euro.

Gli incendi che hanno coinvolto la Sicilia sul finire di questo luglio non sono tuttavia i primi che colpiscono la regione. Secondo infatti i dati appena comunicati dall’Ispra (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) la nostra isola dall’inizio dell’anno sarebbe stata colpita molto più spesso dagli incendi rispetto le altre regioni, avendo perso 44.000 ettari di aree rurali e naturali.

Un brutto colpo, soprattutto considerando che il 62% degli ettari andati in fumo erano coperti dalla macchia mediterranea, l’ecosistema vegetale più diffuso in Sicilia. La provincia che si è vista più volte venire attaccata dal fuoco è quella del palermitano, con 14670 ettari persi alla data del 27 luglio, di cui oltre il 24% era costituito da foreste.

Ben 7 ecosistemi forestali sono infatti andati distrutti dall’inizio della stagione estiva. Ora però che la morsa degli incendi è venuta leggermente meno e si sono cominciati a valutare i danni, quali tra gli incendi sviluppatisi negli scorsi giorni hanno provocato la maggiore devastazione? Siamo qui, con quest’articolo, per chiarirlo e per definire quali saranno anche le future prospettive, legate alla ricostruzione degli ecosistemi.

Considerando inoltre che la provincia più colpita in Sicilia è quella del palermitano, ci concentreremo su questa. Tra gli incendi più violenti che si sono abbattuti sulla nostra isola, per via delle mani sacrileghe dei piromani e dei mafiosi, quelli che hanno riguardato i comuni di Cerda, Aliminusa e Sclafani Bagni - dove è bruciata una superficie complessiva di 972 ha, la maggior parte coperta da latifoglie sempreverdi – sono stati fra i più intensi.

Questi incendi tra l’altro hanno colpito la ZSC (zona di conservazione comunitaria) “Boschi Granza” che include la Riserva Naturale orientata Bosco di Favara. Qui i danni sono stati ingenti e sono morti anche tanti animali, che cercavano rifugio fra i suoi confini.

Altri eventi hanno invece colpito i comuni di Palermo, Torretta e Monreale, bruciando le colline alberate che proteggevano il capoluogo per oltre 600 anni.

Questi incendi sono quelli che hanno arrecato danni fino alla zona dell’attuale ospedale Cervello e sono quelli che hanno provocato l’annunciato disastro di Bellolampo, dove la cenere spigionata delle fiamme ha provocato nuova distruzione, diffondendosi nel caldo sole di luglio, fra i cumuli di immondizia.

Gli ecosistemi forestali che in questo caso hanno preso fuoco inoltre comprendono principalmente foreste secondarie o artificiali, ricche di conifere e leccete. I maggiori danni si sono osservati nei pressi dell’abbazia di San Martino, dove le fiamme hanno rischiato di espandersi fino a colpire le tenute dell’abbazia e le abitazioni.

A destare però la maggiore preoccupazione nelle ultime ore di martedì, fuori Palermo, sono stati i focolai che hanno colpito alcune aree limitrofe il Parco Naturale delle Madonie e la ZSC di "Boschi di Gibilmanna e Cefalù", con le fiamme che hanno cominciato a distruggere velocemente pini e i cipressi, la cui salvaguardia i forestali si sono dedicati per generazioni.

Estesi i danni anche all’esterno delle aree protette, con le aree pre-forestali che presentavano specie di pregio come l’Ampelodesmos mauritanicus e l’euforbia arborescente andati letteralmente in fumo nell’arco di una notte.

Le fiaccole dei piromani sembrano essere anche responsabili della distruzione di Capo Gallo e di Pizzo Sella, che ha raggiunto le case e messo in serio pericolo dei rifugi per animali randagi.

Altri due eventi hanno infine riguardato le superfici forestali del comune di Altofonte, come quelli di Belmonte Mezzagno, mentre come è noto gli incendi che hanno colpito Monte Grifone non solo hanno devastato diversi ettari di foresta sempreverde, ma hanno anche colpito il cuore religioso e artistico del capoluogo, andando a distruggere uno dei suoi simboli: il convento di Santa Maria di Gesù, che conteneva i resti di San Benedetto il Moro.

Bisogna tuttavia ricordare che questi sono solamente i focolai maggiori e che nello stesso tempo sia all’interno della provincia che nel resto dell’isola centinaia di piccoli roghi sono stati appiccati fra le sterpaglie, con degli esempi che possiamo anche citare per la loro estrema pericolosità.

I focolai di Bagheria e di Torre Normanna, vicino Altavilla Milicia e la frazione di San Nicola, hanno infatti rischiato di distruggere un territorio molto apprezzato dai vacanzieri, essendo ricco di seconde case, come anche i roghi di Alcamo, San Vito lo Capo, Balestrate e Taormina.

E dovunque la situazione di partenza, che ha portato all’ampliamento delle fiamme, risultava essere sempre la stessa: forte vento di scirocco, macchia mediterranea messa in pericolo per colpa della siccità, sterpaglie e la mano subdola dell’uomo.

Per Legambiente Sicilia si tratta di «una situazione apocalittica e ancora fuori controllo: migliaia di ettari in fiamme, tre persone hanno perso la vita, case e strutture ricettive a rischio, persone evacuate, aree naturali protette, siti archeologici e demani forestali colpiti duramente dalle fiamme. Decine e decine di incendi su cui non si riesce ad intervenire per mancanza di mezzi e uomini.

Questo è il (primo) bilancio di una terribile giornata di fuoco, certamente aggravata dalle altissime temperature e dai forti venti di scirocco, ma che è causata innanzi tutto dall’azione dell’uomo e che risulta impossibile da gestire». Con lo spegnimento degli incendi tuttavia non si conclude l’opera di messa in sicurezza del territorio. I pompieri, insieme ai Carabinieri forestali, stanno infatti cercando di spegnere gli eventuali roghi rimasti "a fumare", degli incendi già spenti.

Stanno inoltre cercando di individuare le tracce dei piromani e di segnalare qualsiasi anomalia agli esperti, che hanno già cominciato ad indagare.

Diversi gruppi di volontari inoltre, coadiuvati anche da diverse associazioni ambientaliste, come Legambiente, stanno già cominciando a considerare il futuro e a muoversi per individuare quelle parti di territorio incendiato che rischiano di franare, per colpa delle piogge, nel prossimo autunno.

La prossima minaccia infatti che ricade su questi territori incendiati è l’acqua, soprattutto per i territori in pendenza. Essendo ora infatti privi di vegetazione, i versanti anneriti ora non vengono più tenuti dal complesso sistema di radici e di piante, che era in grado di trattenere il suolo.

I rischi geomorfologici quindi quest’inverno saranno molto più elevati, per i comuni interessati dalle fiamme.

Una delle situazioni più critiche da questo punto di vista sarà proprio Palermo. Da monte Cuccio a monte Grifone, per non parlare di Mondello e di Pizzo Sella, un’eventuale tempesta potrebbe infatti provocare delle grosse alluvioni, che rischiano di condurre la terra non più trattenuta e la cenere verso valle, risultando un pericolo per automobilisti e semplici cittadini.

L’area maggiormente sottoposta a questo problema sarà quella che si posiziona proprio sotto le montagne e a cui fanno riferimento i quartieri dello Zen, di Borgo Nuovo, di Ciaculli, di Villagrazia e Falsomiele.

Per quanto il futuro non sia roseo e secondo alcuni ricercatori dovranno passare minimo 12-15 anni, prima che la natura recuperi i danni, bisogna tuttavia anche sperare nelle diverse iniziative degli abitanti, che hanno intenzione di piantare nuove piante sopra i versanti delle montagne più colpite.

Proprio su questo argomento diversi collettivi si stanno già radunando, nel tentativo di decidere come operare per riportare (lentamente) la situazione alla normalità, anche se dovranno passare anni per iniziare a piantare i primi alberelli nelle aree devastate dal fuoco.

Proprio per accelerare e migliorare però il processo di riqualifica ambientale, alcuni docenti dell’università di Palermo hanno già donato la loro disponibilità per iniziare a lavorare in tal senso, avendo già partecipato a precedenti esperienze che hanno permesso la piantumazione di diversi alberi e arbusti in aree precedentemente interessate dagli incendi.

Le raccolte fondi per acquistare semi o alberi o per risarcire coloro che hanno perso tutto hanno inoltre cominciato a fioccare in diversi quartieri di Palermo, dimostrando che la cittadinanza risulta attiva ed è particolarmente desiderosa di un cambiamento.

Molti cittadini arrabbiati hanno infatti cominciato a chiedere a gran voce che il piano regionale e nazionale anti incendi preveda un maggior numero di risorse, di unità e di mezzi, tanto che all’interno di tutte le principali città siciliane si sta chiedendo a gran voce che i neo laureati in scienze naturali, ambientali e forestali abbiano un percorso agevolato, all’interno delle assunzioni.

Scandaloso, secondo gli esperti, è per esempio che manchino queste figure di riferimento, insieme ai geologi, all’interno degli assessorati e dei comuni, dove i loro compiti vengono gestiti da personale non specializzato o non vengono letteralmente presi in considerazione.

In questa ondata di cambiamento, ciò però che attualmente rimane è la cenere sopra i monumenti, i tronchi e le abitazioni spente.

Questo avviene pochi giorni prima la presentazione del “Rapporto Ecomafie” di quest’anno, che probabilmente dovrà essere aggiornato in considerazione dei roghi di fine luglio. La cittadinanza e gli ambientalisti sperono soltanto che da qui in avanti i piromani abbiano vita difficile e che il prossimo mese non sia caratterizzato da incendi della stessa durezza.