30 giugno 2023

DRAMMATICO INFORTUNIO SUL LAVORO ACCADUTO OGGI IN UN CANTIERE FORESTALE DI MISILMERI. VICINANZA E INCORAGGIAMENTO PER IL LAVORATORE E LA FAMIGLIA DA PARTE DI MICHELANGELO INGRASSIA, COMPONENTE DEL COMITATO CONSULTIVO PROVINCIALE INAIL DI PALERMO



Ricevo e pubblico
da Michelangelo Ingrassia, componente 
e già Presidente del Comitato Consultivo Provinciale 
Inail di Palermo

Il primo pensiero è di vicinanza e incoraggiamento per il lavoratore e la famiglia. Ci sarà tempo per ragionare sulle dinamiche del drammatico infortunio sul lavoro accaduto oggi in un cantiere forestale nell'agro di Misilmeri. Ora è prioritario per tutti - datori di lavoro, organizzazioni dei lavoratori, istituzioni preposte - percepire le gravissime condizioni in cui si trova in questo momento il lavoratore coinvolto, come tragica richiesta di intervento su tutti gli aspetti della salute e sicurezza dei lavoratori; che non si fermano alla sola formazione e ai DPI ma che riguarda anche e soprattutto l'organizzazione stessa del lavoro. Per essere chiari: che tutte le problematiche derivanti dai vincoli finanziari e dalla mancata riforma di settore, debbano costringere i lavoratori forestali a realizzare i viali parafuoco il 30 giugno quando già a questa data dovrebbero essere completati da oltre un mese, accentua l'intensità e la frequenza del rischio cui sono esposti i lavoratori forestali. Di questa situazione e innanzitutto responsabile la politica".
Lo ha dichiarato Michelangelo Ingrassia, componente e già Presidente del Comitato Consultivo Provinciale Inail di Palermo, commentando l'infortunio sul lavoro accaduto oggi a Misilmeri







SIFUS CONFALI - PRESENTI AL FESTIVAL DEL LAVORO DI BOLOGNA. GROSSO: USCIREMO PIÙ DETERMINATI NELL'INTERESSE DEI DIRITTI DEI LAVORATORI


Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale del Sifus Confali
Maurizio Grosso

Bologna 30 giugno 2023 - Una delegazione del sifus (Annalisa Pili, Rosy Maravigna), guidata dal Segretario Generale, Maurizio Grosso, da ieri, 29 giugno e fino a domani 1 luglio sarà prestente alle 3 giorni  del festival del lavoro che si tiene a Bologna e vede la presenza e l' intervento dei maggiori esperti del diritto del lavoro nonché  di parecchi tecnici e Ministri del Governo Meloni.
La partecipazione al festival del lavoro - ha dichiarato Maurizio Grosso, è  finalizzata ad iniziare  ad acquisire tutti i meccanismi e i meandri della nuova e recentissima riforma del lavoro che, a nostro giudizio, lascia moltissimo a desiderare (il sifus ne ha denunciato tutti gli aspetti che contrastano con il mondo dei lavoratori) in maniera che, nonostante essa, si possa ottenere il massimo per i lavoratori in termini di diritti.
Come fai a contrastare il nemico - ha continuato Grosso - se prima non ne conosci usi, costumi e abitudini?
Il fatto importantissimo per noi del SIFUS - ha continuato Grosso - è  rappresentato dalla novità che la nostra delegazione sta partecipando all' evento assieme alla Presidente dell'Ente bilaterale, EBiNConf, Dott.ssa Italia Speranza, al Coordinatore, Franco Di Mineo e al Presidente dell'OPN ITALFORM, Ing. Sandro Vestita, dai quali sta traendo tanto sapere,  tanta dicumentazione  e tanti input per tutelare ancora più efficacemtente le lavoratrici e i lavoratori.
Sono sicuro - ha concludo Grosso -  che alla fine di questo del festival del lavoro, anche grazie a loro, usciremo più "carichi" di prima e pronti a raddoppiare l'impegno a tutela delle lavoratricie dei lavoratori di tutte le categorie che rappresentiamo.
L'addetto stampa Sifus Confali
















SIFUS CONFALI: IL MINISTRO LOLLOBRIGIDA RIBADISCE LA VOLONTA' DI CONTRASTARE IL CAPORALATO ESCLUDENDO DALLE AGEVOLAZIONI LE IMPRESE CHE LO HANNO PRATICATO. GROSSO: BENE MA BISOGNA SOSTITUIRE ANCHE LA FUNZIONE DEL "CAPORALE" CON EFFICIENTI STRUMENTI PER L'IMPIEGO


Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale del Sifus Confali
Maurizio Grosso

Bologna 30 giugno 2023 - Intervenendo da remoto al festival del lavoro di Bologna, il Ministro alle Politiche Agricole, on Lollobrigida, ha ribadito l'impegno concreto del Governo Meloni contro il caporalato che prevede l' esclusione dai benefici legati ai premi e alle agevolazioni alle aziende che lo praticano.
Sull'argomento abbiamo sentito Maurizio Grosso - Segretario Generale del Sifus che storicamente è impegnato contro il fenomeno del caporalato.
Domanda. Grosso, una bella notizia contro il caporalato quella rappresentata dal Ministro Lollobrigida stamattina, oppure, una battuta fine a se stessa?
Risposta. Il Sifus non e' mai prevenuto nei confronti di chiunque e pertanto, visto che le belle notizie si registrano sempre meno, accogliamo positivamente l'impegno del Ministro, on.Lollobrigida contro le aziende infischiate in vicende di caporalato. Ovviamente, vogliamo vedere i fatti concreti attraverso una norma che non puo' avere solo la funzione di deterrente.
Domanda. Cosa manca ancora per debellare il caporalato.
Risposta. Manca uno strumento capace di sostituire il caporale che, nell'immaginario collettivo, è individuato quale unico soggetto in grado di mettere assieme, seppur in maniera arcaica, domanda ed offerta di lavoro. Bisogna che si faccia in modo che questa funzione venga assunta da moderni ed efficienti uffici di collocamento pubblici in grado di mettere in contatto la domanda e l'offerta di lavoro
Andiamo avanti.
L'addetto stampa Sifus Confali






FAI CISL, FLAI CGIL E UILA UIL DI PALERMO ESPRIMONO SOLIDARIETÀ AL LAVORATORE FORESTALE VITTIMA DI UN INCIDENTE SUL LAVORO E CHIEDONO ALL'UST UN INCONTRO SUI TEMI DELLA SICUREZZA

VOLONTARI AIB PIEMONTESI IN MISSIONE FUORI REGIONE. PREVISTE TRE TRASFERTE DURANTE L'ESTATE: IN SICILIA, CALABRIA, SARDEGNA


Dal sito laguida.it

29 Giugno 2023
Previste tre trasferte durante l'estate: in Sicilia, Calabria, Sardegna

Piemonte – Sono iniziate oggi, giovedì 29 giugno, le tre missioni extra regionali che durante l’estate vedranno impegnati, con turnazione settimanale, i volontari del corpo Aib (Antincendi boschivi) del Piemonte.
I volontari piemontesi raggiungeranno la Sicilia, la Calabria e la Sardegna per svolgere attività di prevenzione e di lotta attiva agli incendi boschivi.
Una prima colonna mobile, composta da 4 mezzi pick-up operativi, 1 mezzo logistico, 12 volontari operativi coordinati da un team leader e da un vice, si sta muovendo in queste ore per raggiungere la Sicilia, dove sabato mattina 1° luglio prenderà servizio, per un periodo di quattro settimane: gli equipaggi ritorneranno in Piemonte il 30 luglio. La colonna mobile sarà dislocata a Sant’Agata di Militello e opererà prevalentemente nella provincia di Messina.
Con le stesse finalità e composizione mezzi sarà attiva una seconda colonna mobile con destinazione Calabria e base operativa a Corigliano-Rossana (Cs), dove il corpo Aib ha già operato nel 2022, dal 22 luglio al 26 agosto.
La terza missione vedrà impegnato un equipaggio in Sardegna, nel Comune di Perdaxius, dall’8 luglio al 5 agosto.

L’intervento delle squadre Aib piemontesi in Calabria nel 2022


Fonte: laguida.it






INCENDI, "ASSAGGIO" DI STAGIONE. BRUCIA L'OASI, IL FUMO SI VEDE IN CITTÀ







CENTRO PER L'IMPIEGO DI MESSINA E VILLAFRANCA TIRRENA - APPROVAZIONE DELLE GRADUATORIE FORESTALI ANNO 2023










INCIDENTE SUL LAVORO A MISILMERI, OPERAIO FORESTALE FERITO GRAVEMENTE. L’UOMO STAVA LAVORANDO CON UN DECESPUGLIATORE QUANDO È CADUTO, PROCURANDOSI DIVERSE LESIONI. IL BLOG: I NOSTRI PIÙ AFFETTUOSI AUGURI DI PRONTA GUARIGIONE


Dal sito www.direttasicilia.it

30 Giugno 2023
L’uomo stava lavorando con un decespugliatore quando è caduto, procurandosi diverse lesioni

Butto incidente sul lavoro per un operaio forestale di 55 anni, Benedetto Falletta, rimasto ferito in modo serio mentre ripuliva un terreno demaniale a Monte Gulino, nel territorio di Misilmeri, in provincia di Palermo. L’uomo stava lavorando con un decespugliatore quando è caduto, procurandosi diverse lesioni.

A causa della zona impervia, i soccorsi sono stati particolarmente complessi. L’elicottero del 118 non è riuscito ad atterrare, così l’equipaggio ha dovuto dirigersi presso il campo sportivo del paese, dove un’ambulanza ha prelevato medico e infermiere per portarli il più vicino possibile al luogo dell’incidente. Gli ultimi metri di salita sono stati percorsi a bordo di un mezzo della forestale.

Una volta raggiunto, Falletta è stato stabilizzato e imbracato per essere trasportato giù fino all’ambulanza, che lo ha condotto al pronto soccorso dell’ospedale Civico di Palermo. Le condizioni dell’operaio forestale sono critiche e si teme possa aver riportato fratture alle vertebre.

Un intervento complesso, reso ancora più difficile dalla zona montana dell’incidente, che ha visto i sanitari del 118 operare in sinergia con gli uomini della forestale per prestare i primi soccorsi e mettere in salvo l’uomo. Si tratta dell’ennesimo incidente sul lavoro, ancora una volta in un settore ad alto rischio come quello boschivo. Le indagini sono in corso per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto.





SICILIA. UGL: DAL GOVERNO RISPETTATO IMPEGNO CON I SICILIANI. APPROVATO DDL DI RIFORMA CONSORZI DI BONIFICA. ADESSO LA RIFORMA DEI FORESTALI, ALTRO TASSELLO DEL PROGRAMMA DI GOVERNO CHE, SIAMO CERTI PER LA SERIETÀ DIMOSTRATA FINORA, L’ASSESSORE ALL’AGRICOLTURA PORTERÀ IN GIUNTA PER L’APPROVAZIONE PRIMA DELLA FINE DELL’ANNO. IL BLOG: E LA BOZZA DA PRESENTATA ENTRO GIUGNO?


Dal sito www.vivimazara.com

29 Giugno 2023
Ad affermarlo Giuseppe Messina segretario Ugl Sicilia e Franco Arena segretario regionale Ugl agricoli e forestali, commentando l’approvazione del disegno di legge di riforma dei Consorzi di bonifica e dell’intero sistema dell’irrigazione in Sicilia

Il testo contiene molti aspetti qualificanti e alcuni passaggi di portata storica. Proposte che avevamo presentato e discusso durante la fase di confronto durata diversi mesi con l’assessore regionale Luca Sammartino e con il dirigente generale Dario Cartabellotta e che oggi valutiamo come qualificanti ed innovativi, al passo con i tempi e rispondenti agli effetti dei cambiamenti climatici sul territorio siciliano”.

“Serviva un segnale forte per gli agricoltori e per la generale necessità di sicurezza e tutela del fragile territorio siciliano. Segnale che ed è prontamente arrivato. Il governo del presidente Renato Schifani ha accelerato il varo del testo dopo aver chiuso il confronto con tutti gli attori del sistema agro-industriale regionale”.

“Così come l’impegno dell’assessore Sammartino, non è mai mancato ed i tempi sono stati rispettati – precisano Messina e Arena – così come l’impegno di consegnare alla Sicilia una riforma in grado di dare risposta al cambiamento climatico che ha modificato completamente l’approccio sistemico. Adesso la riforma dei forestali, altro tassello del programma di governo che, siamo certi per la serietà dimostrata finora, l’assessore all’agricoltura porterà in giunta per l’approvazione prima della fine dell’anno”.

L’impianto normativo – spiegano i sindacalisti dell’Ugl – si fonda sul principio della integrazione degli obiettivi della tutela dell’equilibrio idrogeologico del territorio, dell’uso integrale e razionale della risorsa idrica e della garanzia di un servizio essenziale per l’agricoltura. Altro tassello importante della riforma è la previsione che il personale, sia stagionale che a tempo indeterminato, transiterà alle dipendenze dei quattro Consorzi di bonifica, con l’applicazione del contratto collettivo di categoria”.

“Riforma – concludono Messina e Arena – che prevede anche, come dall’Ugl auspicato, la riduzione degli enti da 13 a 4 e il coinvolgimento dei produttori oltre alla revisione del sistema tariffario e di finanziamento e l’intervento nelle competenze di tutti gli attori definendole con chiarezza e allineando la Sicilia al quadro normativo europeo e nazionale in materia, superando le criticità che avevano ingessato il sistema negli ultimi decenni, restituendo certezze al comparto. Adesso la parola all’Ars per un rapido iter parlamentare di approvazione della riforma”.





VOLONTARI DI PROTEZIONE CIVILE, SAFINA ANNUNCIA INTERPELLANZA SULL’ANTINCENDIO


Dal sito www.telesudweb.it

29 Giugno 2023
Dopo l’incontro tenuto ieri negli uffici comunali di Erice sulle attività antincendio, il deputato regionale Dario Safina ha annunciato che presenterà una interpellanza sulla circolare delle Regione Siciliana dove, tra le altre cose viene limitata la possibilità di intervento autonomo dei volontari di Protezione Civile per spegnere gli incendi, mettendo il limite dei 15 metri quadrati di fuoco in mancanza di vigili del fuoco o forestale sul posto.









ASSESSORE SAMMARTINO, SIAMO ARRIVATI AL 30 GIUGNO E COME VEDE IL TEMPO PASSA. QUANDO CE LA FA CONOSCERE LA PROPOSTA DELLA RIFORMA FORESTALE CHE LEI AVEVA PROMESSO AI SINDACATI? MAGARI NE PARLI CON IL PRESIDENTE SCHIFANI CHE AVEVA PROMESSO LA STABILIZZAZIONE


Incontro Dicembre 2022

  • 23 Dicembre 2022 - Giornale di Sicilia. L'Assessore Sammartino: Il rinnovo del contratto è il primo atto di una diversa organizzazione del settore a cui stiamo lavorando, e che culminerà nella riforma che porterò all'Ars in estate




01 Marzo 2023



*****

Quì sotto invece la promessa elettorale del presidente Schifani, che al momento sembra caduto nel dimenticatoio


Ascolta la promessa del Presidente Renato Schifani di stabilizzare i lavoratori forestali:



Dalla pagina Facebook
Forza Italia Sicilia Coordinamento Regionale.
Chiusura campagna elettorale









IL TWEET DI INGRASSIA: GIÙ LE MANI DALLE TASCHE DEI LAVORATORI! LA REGIONE SICILIA DI RENATO SCHIFANI, CON UN EMENDAMENTO DI FRATELLI D'ITALIA, TOGLIE GLI ARRETRATI CONTRATTUALI PAGATI AGLI OPERAI FORESTALI 14 ANNI FA E INTANTO NON PAGA GLI ARRETRATI SPETTANTI



Leggi l'articolo:





I SINDACATI CONFEDERALI HANNO INCONTRATO L'ASSESSORE AL TERRITORIO ED AMBIENTE, ELENA PAGANA


Ricevo e pubblico
dalle Segreterie regionali
di Fai, Flai e Uila

Si è svolto l’incontro con l’assessore al territorio ed ambiente On. Elena Pagana e il direttore regionale del Corpo Forestale Dott. Giuseppe Battaglia. Abbiamo chiesto il pagamento immediato degli arretrati contrattuali, si farà la prossima settimana una specifica riunione per le opportune valutazioni. Abbiamo chiesto il completamento delle giornate nell’antincendio per i 151/isti ed il completamento delle postazioni antincendio attraverso le prove d’arte per i lavoratori della manutenzione. Ci hanno riferito che i mezzi nuovi arriveranno entro l’anno e che stanno fornendo i dispositivi di sicurezza. Abbiamo sollecitato l’apertura delle trattative per il CIRL e per la riforma. L’assessore si è impegnata a affrontare tutte le questioni poste a breve, di concerto con l’assessore all’agricoltura.



SIFUS CONFALI SICILIA: OGGI SI È SVOLTO L’INCONTRO PROGRAMMATO CON L’ASSESSORE AL TERRITORIO E AMBIENTE E IL CORPO FORESTALE PER LA CAMPAGNA ANTINCENDIO 2023


Ricevo e pubblico
dalla Segreteria Regionale
del Sifus Confali 

Palermo 29-06-2023 - Oggi nei locali del Corpo Forestale in Palermo, si è svolto l’incontro con l’assessore al Territorio e Ambiente On. Elena Pagana e il dirigente generale del Corpo Forestale Dott. Giuseppe Battaglia per la campagna antincendio già iniziata. 

Durante l’incontro abbiamo ribadito:

il pagamento immediato degli arretrati contrattuali (CCNL 2021), a tal uopo si farà la prossima settimana una specifica riunione per le opportune valutazioni;
il completamento delle giornate nell’antincendio per i 151/isti AIB;
il completamento delle postazioni antincendio attraverso le prove d’arte per i lavoratori della manutenzione. 

L’assessore Pagana ci ha riferito che i nuovi mezzi antincendio dovrebbero essere disponibili entro l’anno corrente e che si sta procedendo alla fornitura dei dispositivi individuali (DPI).

Abbiamo sollecitato all’apertura delle trattative per il CIRL (contratto di lavoro regionale) e per la riforma del settore forestale. L’assessore si è impegnata ad affrontare tutte le questioni poste in essere, di concerto con l’assessore all’Agricoltura Sammartino.

F. Cupane Segr. Reg.le SIFUS CONFALI 
G. Fiore Segr. Nazionale SIFUS CONFALI
G. Margiotta Segr. aggiunto TP Sifus Confali



SÌ ALLA RIFORMA DEI CONSORZI DI BONIFICA SICILIANI, APPROVATO IL DISEGNO DI LEGGE. SAMMARTINO “RIFORMA DEL SETTORE NON ERA PIÙ DEROGABILE”. IL BLOG: NEL FRATTEMPO I FORESTALI ASPETTANO LA LORO TANTA ANNUNCIATA RIFORMA CHE ANCORA NON ARRIVA


Dal sito www.blogsicilia.it

IL TESTO PREVEDE, FRA L'ALTRO, LA RIDUZIONE DA 13 A 4 ENTI

29/06/2023
La giunta regionale, nella seduta odierna, ha approvato il disegno di legge di riforma dei Consorzi di bonifica e dell’intero sistema dell’irrigazione in Sicilia. La legge è ispirata al principio della integrazione degli obiettivi della tutela dell’equilibrio idrogeologico del territorio, dell’uso integrale e razionale della risorsa idrica e della garanzia di un servizio essenziale per l’agricoltura. Prevede, fra l’altro, la riduzione da 13 a 4 enti e una revisione del sistema tariffario e di finanziamento.

Schifani “Risultato storico per la Sicilia”

“Questa riforma rappresenta un risultato storico per la Sicilia – afferma il presidente della Regione Renato Schifani – Si tratta infatti di un provvedimento tra i più attesi che rappresenta una svolta importante nella gestione delle risorse idriche per l’irrigazione. Un uso più razionale dell’acqua per l’agricoltura è fondamentale per questo settore di eccellenza, anche in considerazione dei cambiamenti climatici che, come abbiamo visto quest’anno, causano repentini stravolgimenti atmosferici passando in breve tempo dalla siccità alle alluvioni, cioè da un’emergenza all’altra. Il mio governo sta avviando una stagione di riforme con la quale vogliamo cambiare il volto della Sicilia nei prossimi 4 anni”.

La legge

La legge interviene nelle competenze di tutti gli attori coinvolti (Regione, agricoltori, Consorzi, altri soggetti pubblici e privati), definendole con chiarezza e allineando la Sicilia al quadro normativo europeo e nazionale in materia. In questo modo sono state superate le criticità che si sono manifestate nell’ultimo trentennio, a partire dalla normativa del 1995 (L.R. 45) e dei tentativi di riforma avviati, ma mai giunti a completa attuazione.

Sammartino “Riforma del settore non era più derogabile”

La riforma è stata voluta fortemente dal vicepresidente della Regione e assessore all’Agricoltura Luca Sammartino, soddisfatto per il testo di legge predisposto dopo mesi di confronto e dialogo con produttori, agricoltori, associazioni di categoria, sindacati, al termine di un lavoro che ha visto l’ufficio di gabinetto e il dipartimento regionale Agricoltura guidato da Dario Cartabellotta impegnati per esitare il testo in tempi celeri: “La riforma del settore non era più derogabile – dice Sammartino –. La nuova legge, che adesso affidiamo all’Ars con la speranza che si possa addivenire all’approvazione in tempi brevi, è una vera rivoluzione per l’agricoltura siciliana. La dota, infatti, di un sistema di irrigazione e bonifica organizzato sui principi della coerenza dei bacini idrografici e dell’uso razionale della risorsa idrica e – nuovamente, dopo lungo tempo – del coinvolgimento dei produttori”.

I dettagli, saranno quattro i Consorzi

L’urgenza e l’inderogabilità della riforma è data dalle sfide poste dal cambiamento climatico, con i correlati rischi di calamità e di siccità, oltre che dall’esplicito impegno sottoscritto dalla Regione con lo Stato alla riorganizzazione del comparto.

Il testo di legge prevede che in luogo degli attuali tredici enti (gli undici consorzi “storici” ed i due consorzi della Sicilia occidentale e orientale) si passerà a un assetto basato su quattro organismi corrispondenti a bacini idrografici omogenei: Nord-orientale (province di Catania e Messina, parte delle province di Siracusa e di Enna), Nord-occidentale (province di Palermo e Trapani), Sud-occidentale (provincia di Agrigento, parte delle province di Palermo, Trapani, Caltanisetta ed Enna) e Sud-orientale (provincia di Ragusa, parte delle province di Siracusa e Caltanissetta). Un assetto definito seguendo i confini naturali e non quelli amministrativi, secondo un principio concordato in sede di intesa fra Stato e Regioni fin dal 2008.

I quattro nuovi Consorzi avranno la forma di enti economici di diritto pubblico associativi, restituendo la gestione agli agricoltori. Saranno infatti i consorziati a eleggere, per ogni Consorzio e con mandato quadriennale, tre componenti su quattro del consiglio d’amministrazione, inclusi i presidenti ed i vicepresidenti, mentre la Regione designerà un solo componente (con mandato a titolo gratuito) oltre ai revisori. La Regione assumerà le funzioni di vigilanza e coordinamento, continuando a garantire gli investimenti necessari per la realizzazione e l’efficientamento delle opere pubbliche di raccolta e distribuzione.

Altro elemento centrale della riforma è la revisione del sistema tariffario e di finanziamento. Gli attuali Consorzi saranno destinati alla liquidazione, senza nuovi oneri per la Regione, con le infrastrutture e gli strumenti che passeranno ai nuovi organismi. La legge di riforma prevede che il personale – sia stagionale che a tempo indeterminato – transiterà alle dipendenze dei quattro Consorzi di bonifica, con l’applicazione del contratto collettivo di categoria.

Coldiretti Sicilia “Dopo 30 anni una pagina storica”

“In un periodo come quello che stiamo vivendo e cioè dove si susseguono fenomeni climatici gravi passando dalla siccità all’acqua eccessiva ad alluvioni devastanti e nel momento in cui ci sono i fondi del Fsc (Fondo di sviluppo e coesione) la riforma dei consorzi di bonifica rappresenta una pagina storica”. Lo affermano il presidente e il direttore di Coldiretti Sicilia, Francesco Ferreri e Prisco Lucio Sorbo, commentando l’approvazione da parte della Giunta regionale degli enti che per anni sono stati “croce e delizia” degli agricoltori. “È una riforma attesa da 30 anni – aggiungono – cioè decenni in cui commissari e strutture non ha dato le risposte adeguate al territorio”.

“Per questo – concludono Francesco Ferreri e Prisco Lucio Sorbo – sottolineiamo l’impegno dell’assessore regionale dell’agricoltura Luca Sammartino e ci auguriamo che l’Assemblea Regionale Siciliana approvi velocemente la riforma perché determinante per tutti i comparti agricoli dell’Isola”.






29 giugno 2023

PIANETA. PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI LA PREVENZIONE DEGLI INCENDI BOSCHIVI COSTA POCO, MA È ANCORA SOTTOVALUTATA

AP Photo/Andres Leighton (LaPresse)

Dal sito www.linkiesta.it

di Erminia Voccia
Come per la crisi climatica in generale, i danni economici dell’inazione sono sempre superiori rispetto agli interventi per rendere un ecosistema più resistente e resiliente. Un piano antincendio efficace promuove lo sviluppo di filiere locali e la commercializzazione del legno di qualità, ottenuto con la selvicoltura preventiva in aree strategiche

I boschi tutelano l’equilibrio idrogeologico, producono ossigeno e immagazzinano grandi quantità di CO2, che però viene rilasciata quando vanno a fuoco insieme a grandi quantità di polveri sottili. Nelle aree a rischio correttamente gestite, però, alcune procedure responsabili riducono le probabilità di incendio attraverso attività di diradamento, pulizia del sottobosco e controllo della qualità del legno morto a terra. 

Secondo un’analisi di Pefc, l’ente promotore della gestione sostenibile del patrimonio forestale, i boschi gestiti, e in particolare quelli certificati per la gestione forestale sostenibile, hanno una probabilità di essere interessati da incendi fino a nove volte inferiore rispetto a quelli non certificati. Pefc ha inoltre calcolato che spegnere un incendio costa fino a otto volte di più che prevenirlo. 

A causare gli incendi sono i cambiamenti climatici, le azioni dell’uomo, imputabili per il settantacinque per cento degli episodi, e certamente anche la mancanza di una gestione attiva e consapevole delle foreste. Nel 2017 le alte temperature e un periodo di siccità prolungata hanno determinato condizioni tali in Piemonte affinché si verificassero, nel mese di novembre, otto grandi incendi boschivi. 

Da allora, sono cambiati l’approccio e la sensibilità al tema. Grazie alla collaborazione tra il Consorzio Forestale Alta Val di Susa, le Unioni Comuni in Val di Susa, il Dipartimento Disafa dell’Università di Torino, le ditte forestali e le segherie locali, è stato identificato un piano integrato di prevenzione incendi che ha riguardato l’intera copertura forestale dell’Alta Val di Susa, vale a dire quasi 26.300 ettari, e un’area pilota localizzata in Bassa Val Susa. 

Il Piano di Prevenzione Territoriale dell’Alta Val Susa riguarda otto interventi di auto-resistenza del bosco; otto interventi su interfaccia urbano-foresta; diciotto interventi sulla viabilità. In generale, sono trentacinque gli interventi previsti su una superficie di ottocento ettari, per un investimento previsto di 3,7 milioni di euro in quindici anni, una somma contenuta rispetto a quanto costerebbe estinguere incendi di grandi dimensioni, con 1,2 milioni di ricavi ottenibili da duemilacinquecento metri cubi di legname esboscabile. 

Prima di tutto, si è cercato di capire come il fuoco si era comportato e quali criticità aveva provocato. Attraverso l’analisi delle immagini satellitari è stata definita la severità di incendio, si è cercato così di ricostruire le funzioni prevalenti del popolamento boschivo andato bruciato. È stata definita una scala di priorità degli interventi confluiti poi nel piano straordinario. 

«Abbiamo lavorato con le piante morte in piedi – spiega Roberta Berretti, tecnico della ricerca dell’Università di Torino –, abbiamo identificato le modalità con cui tagliare le ceppaie, come lasciare i tronchi e con quali funzioni, perché i coni d’ombra offerti dai tronchi sono fondamentali per permettere la rigenerazione del bosco».

Un bosco adeguatamente gestito è un bosco in grado di resistere di più agli incendi. Perché ciò sia possibile, i piani di intervento prevedono di creare la cosiddetta “discontinuità orizzontale”, che si realizza quando i gruppi di alberi sono lasciati a distanza di sicurezza gli uni dagli altri, e la “discontinuità verticale”, che invece è realizzata quando gli alberi di un determinato gruppo non hanno tutti la medesima altezza. Condizioni, queste, che rendono più difficile al fuoco di propagarsi. 

All’interno del bosco vengono realizzati dei corridoi di accessibilità che tagliano in maniera trasversale il territorio per consentire ai mezzi antincendio di accedere alle diverse aree e operare correttamente. Un piano antincendio efficace promuove lo sviluppo di filiere locali, la lavorazione e la commercializzazione del legno di qualità ottenuto con la selvicoltura preventiva in aree strategiche, ai fini della protezione dei servizi fondamentali forniti dalle foreste. 

Non a caso, gestione del territorio significa anche tagliare le piante dove necessario. Talvolta, accettare che delle piante vive e sane vengano tagliate può rivelarsi emotivamente complesso. Per questa ragione è necessaria una specifica e ponderata azione di sensibilizzazione dei cittadini, già sperimentata con successo in Alta Val Susa. 

Diversificare le strutture è un’altra priorità, anche in termini di composizione specifica. Nelle aree delle Alpi piemontesi interessate dal progetto, i popolamenti boschivi sono stati arricchiti con le latifoglie, più reattive al passaggio degli incendi. 

È stato preparato del seme di frassino, sottoposto a estivazione e vernalizzazione secondo il protocollo, e successivamente quel seme è stato sparso e distribuito sul terreno. Un bosco misto di pino e latifoglia è una struttura molto più resiliente rispetto a un bosco popolato di soli pini. L’alternanza di strutture e lo spazio tra i gruppi di alberi consentono al bosco di rispondere meglio al transito degli incendi. 

In questo modo, le fiamme restano radenti e non si trasferiscono alle chiome degli alberi. A quel punto, un intervento risulterebbe tardivo. Il fuoco prescritto, praticato in Val Susa, è una tecnica di utilizzo del fuoco come strumento di selvicoltura. Si tratta di una strategia molto utilizzata: gli australiani ne sono esperti e i francesi la applicano di frequente nell’ambiente mediterraneo. 

Per applicare il fuoco prescritto si deve lavorare in condizioni di sicurezza, dunque si prepara un cantiere isolando una porzione di terreno dal resto del territorio, ci sono delle squadre pronte a intervenire e si procede dando fuoco alla lettiera (il sottobosco), alla massa fine e ai piccoli rametti che sono da considerarsi la “carta” degli incendi. Esistono molte tecniche di accensione e controllo del fuoco, codificate in base alle caratteristiche e alla morfologia della lettiera, e sono necessarie squadre ben formate. 

Con una torcia si dà fuoco in maniera controllata: si brucia solo lo strato di sottobosco e non la sostanza organica del terreno. Il fuoco prescritto può essere applicato solo durante una finestra meteorologica precisa, a determinate condizioni di temperatura e umidità, peraltro difficili da individuare in Alta Val Susa. 

Attuare questo tipo di intervento può costare davvero poco: parliamo di mille euro l’ettaro, mentre altre tipologie di interventi selvicolturali possono costare anche cinquemila, seimila o settemila euro. Tutti gli interventi di prevenzione adottati in Alta Val Susa hanno prodotto informazioni e dati che possono tornare utili anche in altri contesti o aree boschive. Infine, solo per avere un’idea, un intervento preventivo praticato su trenta ettari, in base allo standard lanciato nel 2021 da Pefc, permette di risparmiare quattromila tonnellate di CO2 che altrimenti verrebbero emesse in atmosfera a seguito di un incendio. Un ammontare che nel mercato attuale dei crediti di carbonio equivale a quasi quarantacinquemila euro.





LA FUNZIONE DEL CONTRATTO INTEGRATIVO REGIONALE DI SOLITO DOVREBBE INTRODURRE CONDIZIONI MIGLIORATIVE RISPETTO A QUELLO NAZIONALE. I LAVORATORI A TEMPO DETERMINATO DELLE MADONIE DICONO BASTA ALL'ART. 59 DEL CCNL. "CON DUE ORE DI LAVORO NON SE NE PORTA PANE A CASA". CONCLUSA ALLA GRANDE LA PETIZIONE, RACCOLTE 646 FIRME!


di Michele Mogavero
Da un'idea del Blog 
Ancora una volta si lotta per una giusta causa, coinvolte tutti i paesi delle Madonie.

Attualmente se i cantieri per impedimenti al lavoro per causa forza maggiore rimangono chiusi, la giornata si recupera all'ultimo e su questo tutti d'accordo.
Ma se invece non c'è il tempo di recuperare la giornata o come capita ormai di frequente, che dopo qualche ora i cantieri vengono chiusi per avversità atmosferiche, a questo punto chiediamo che venga riconosciuta l'intera giornata.

A nostro modesto avviso c'è una discriminazione tra lavoratori precari e/o stagionali e lavoratori a tempo indeterminato. Diciamo basta a questa ingiustizia!
Si fà presente che ogni mattina l'obiettivo di un LTD precario o stagionale è quello di portare a casa la giornata intera, quindi vogliamo essere equiparati ai LTI.

"Con due/tre ore di lavoro non se ne porta pane a casa".

Io non so se i lavoratori forestali interpellati per la stesura della bozza, hanno proposto ai Sindacati questa norma, me lo auguro di vero cuore. In sintesi, in questa fase di discussione del Cir, si chiede di migliorare l'Art. 59 del CCNL. Non sapendo i tempi che ci vogliono per il rinnovo, visto che per quello vigente sono passati all'incirca 18 anni. Nell'immediato e cioè da quest'anno, si chiede una modifica tramite una delibera e/o una circolare per riconoscere lo stesso diritto degli operai a tempo indeterminato. La funzione del Contratto Integrativo Regionale, dovrebbe introdurre condizioni migliorative rispetto a quello nazionale.

L'intenzione del Blog, per eventualmente rafforzare la problematica, è quella di organizzare una petizione e raccogliere le firme nei cantieri per consegnarli direttamente ai Sindacati ed al Governo. Ricordiamolo sempre, quest'ultimi sono le istituzioni decisionali nella stesura dei contratti. 

La petizione era iniziata il 12 Giugno 2023 su whatsapp, in fretta e furia avevamo lanciato una bozza di lettera con tanto di moduli firma da inviare al Presidente Schifani, agli Assessorati e Dirigenti di riferimento ed ai Sindacati. Gira e rigira su whatsapp e/o con il passaparola, che la bozza è arrivata anche nelle segreterie sindacali. Hanno fatto benissimo a farli arrivare anche a loro. Ci era anche arrivata voce che qualche sindacalista si era pure complimentato per l'iniziativa.

Il 26 giugno 2026 arriva l'accordo storico apprezzato da tutti.
In via sperimentale (con la speranza che diventi strutturale), le OO.SS. e il Dirigente del Servizio per il territorio di Palermo, Dott. Vincenzo Lo Meo, siglano un'intesa dove si evince che le ore non effettivamente lavorate e/o non soggette a retribuzione ai sensi dell'art. 59 del vigente Ccnl, potranno essere recuperate preferibilmente nei successivi giorni lavorativi della medesima settimana e nel limite massimo di due ore giornaliere.

Ma ancora non basta, bisogna fare in modo che si arrivi al 31 dicembre di ogni anno con tutte le ore e le giornate lavorate previste dalla legge. Quindi, essere equiparati, ma soprattutto tutelati come i lavoratori a tempo indeterminato. Chiediamo l'ultimo sforzo, quello di riconoscere l'intera giornata quando matematicamente non ci sono più i tempi per recuperare nè le ore, nè le giornate stesse perse a causa del maltempo.

Nulla è facile. Niente è impossibile!
 
Valutiamo di scrivere anche al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella 

Articolo 36 della Costituzione Italiana
Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.

Seguono 646 firme dei lavoratori forestali madoniti a tempo determinato. Le stesse sono state inviate ieri pomeriggio in originale al Presidente della Regione, On. Renato Schifani tramite raccomandata A.R. Ieri sera invece sono state inviate per email a tutti gli intestatari della petizione.


La petizione è iniziata il 12/06/2023 e si è conclusa il 27/06/2023



















A PROPOSITO DI UN EMENDAMENTO E DEGLI ARRETRATI CONTRATTUALI



DOSSIER ARRETRATI CONTRATTUALI FORESTALI

Ricevo e pubblico
da Michelangelo Ingrassia 
Chi o cosa abbia spinto un giovane deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana a presentare un emendamento riguardante una questione vecchia di diciannove anni e già archiviata, come quella degli arretrati a suo tempo legalmente percepiti da tutte le lavoratrici e da tutti i lavoratori forestali, non è dato sapere. La necessità del governo regionale - del quale il deputato in causa è sostenitore - di fare cassa? Probabile. La necessità di taluni dirigenti e funzionari della burocrazia regionale -  magari amici intimi del giovane deputato - di produrre un “obiettivo” per conseguire accessori stipendiali? Forse.
In tutta questa vicenda, comunque, ciò che conta non è la motivazione del deputato famoso ma le conseguenze del suo emendamento famigerato: ossia che la Regione Siciliana ancora una volta mette le sue manine dentro le tasche dei lavoratori e delle lavoratrici per riprendersi, con la destra, ciò che aveva dato a suo tempo con la sinistra.
Proprio sulle conseguenze occorre dunque ragionare e per farlo bene è necessario ricostruire l’intera storia, naturalmente sulla base della documentazione ormai archiviata ma ancora disponibile e che  sicuramente il giovane deputato di Fratelli d’Italia non avrà neppure compulsato o che forse avrà consultato frettolosamente. A proposito di fretta: questo articolo è necessariamente lungo (e chi lo scrive se ne scusa) ma va letto fino in fondo e senza avere fretta perché riguarda i diritti contrattuali e soprattutto il salario degli operai forestali che è il sostentamento materiale di migliaia di famiglie siciliane e in alcuni casi anche l’economia di interi paesi della Sicilia che ancora oggi si reggono economicamente e finanziariamente proprio sul lavoro in forestale.

La Regione Siciliana e il CCNL dei lavoratori forestali

La vicenda riguarda il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per gli addetti ai lavori di sistemazione idraulico-agraria e idraulico-forestale che, ai sensi del vigente art. 45 ter della legge regionale n. 16/1996 e sue modifiche e integrazioni così come introdotte dalla successiva legge regionale n. 14/2006, regola la gestione giuridica ed economica di tutti i lavoratori forestali a tempo determinato e indeterminato, della Manutenzione e dell’Antincendio, in servizio nella Regione Siciliana.
Per effetto del vigente art. 49 della legge regionale n. 14/2006, il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro di che trattasi deve essere recepito dalla Regione Siciliana mediante due diversi atti da compiersi in due diversi momenti e da due differenti soggetti istituzionali.
Il primo atto riguarda il recepimento della parte normativa del CCNL e deve essere emanato dall’Assessorato Regionale dell’Agricoltura entro trenta giorni dalla sottoscrizione.
Il secondo atto riguarda il recepimento della parte economica del CCNL e deve essere emanato dalla Giunta Regionale entro sessanta giorni decorrenti dalla data in cui è stato emanato l’atto dell’Assessorato dell’Agricoltura.
Riassumendo: entro trenta giorni dalla sottoscrizione del CCNL, l’Assessore dell’Agricoltura deve deliberare il recepimento della parte normativa del Contratto; entro i sessanta giorni successivi a questa delibera, la Giunta Regionale deve deliberare il recepimento della parte economica del Contratto.

Prima questione: il CCNL 2006-2009 dei lavoratori forestali è stato recepito?

La domanda non è posta a caso perché tutta la questione ruota innanzitutto attorno alla risposta che è nel tempo è stata data a questa domanda e alle considerazioni e interpretazioni che si sono succedute negli anni. Domande, risposte, considerazioni e interpretazioni elaborate soprattutto da taluni dirigenti, funzionari e direttori generali del Comando Corpo Forestale.
Vi è stato, infatti, chi ha sostenuto che il CCNL 2006-2009 non sia stato correttamente o interamente recepito dalla Regione Siciliana, chi ha confuso le previsioni economiche del CCNL con quelle del CIRL (Contratto Integrativo Regionale di Lavoro), chi ha equivocato sulle parole “riconoscimento” e “rivendicazione”, chi ha scambiato i protocolli d’intesa con i contratti integrativi. Nel Diritto, però, contano: il fatto giuridico, l’iter legislativo e il linguaggio giurisprudenziale; ogni altra considerazione e interpretazione equivale ad opinione e le opinioni non hanno potestà normativa.
Dunque, in termini di Diritto, il CCNL 2006-2009 è stato o no recepito dalla Regione? La risposta è affermativa! Il CCNL 2006-2009 è stato recepito e lo è stato con l’applicazione di tutte le norme previste e richieste dalla fattispecie giuridica, sulla base del corretto iter legislativo e nel rispetto formale e sostanziale della Giurisprudenza come attesta anche il linguaggio giuridico adottato.
Andando al punto. Il CCNL 2006-2009 fu siglato in Roma il 2 agosto 2006. Con Nota Prot. 63141 del 13 luglio 2007 l’Assessorato dell’Agricoltura inviava alla Segreteria della Giunta Regionale lo schema di decreto con cui l’Assessore pro tempore decretava il recepimento della parte normativa chiedendone l’inserimento all’ordine del giorno della Giunta.
Il 19 luglio 2007, con deliberazione n. 287, la Giunta Regionale prendeva atto dello schema di decreto trasmesso dall’Assessorato dell’Agricoltura. A questo punto la parte normativa del CCNL era giuridicamente recepita nella forma e nella sostanza.
Il 9 agosto 2008, con deliberazione n. 195, la Giunta Regionale decretava  il recepimento della parte economica del CCNL a decorrere dall’1 settembre 2008. A questo punto anche la parte economica del CCNL era giuridicamente recepita nella forma e nella sostanza.
Ora bisogna prestare attenzione alle date. Il recepimento della parte economica da parte della Regione avveniva con decorrenza 1 settembre 2008 ossia quasi due anni dopo la sigla del CCNL avvenuta a Roma il 2 agosto 2006. Questa distanza di tempo comportava dal punto di vista economico una conseguenza: si erano accumulati due anni di differenza a favore dei lavoratori tra  gli aumenti salariali previsti dal CCNL 2006-2009 e il salario nel frattempo percepito dai lavoratori con le vecchie tabelle. Questa differenza determinò la somma degli arretrati contrattuali spettanti ai lavoratori per pareggiare la differenza tra il nuovo salario aumentato e il vecchio salario. Entrano in scena, così, i famosi arretrati contrattuali di cui parla oggi (dopo quattordici anni) l’emendamento presentato dal giovane deputato.

Seconda questione: la Regione ha riconosciuto l’aumento e gli arretrati del CCNL 2006-2009?

Qui sta la vera contesa tra chi, nella Regione Siciliana, ha voluto e vuole mettere le proprie mani nelle tasche dei lavoratori e delle lavoratrici e tutti gli operai che le loro tasche vogliono proteggere.
La domanda, anche qui, richiede una risposta in termini di Diritto. Va detto subito che la risposta è anche qui affermativa!
La Giunta Regionale, infatti, ha riconosciuto sia l’aumento delle tabelle salariali del CCNL sia gli arretrati contrattuali spettanti e dovuti a causa del ritardo con cui la Regione ha recepito la parte economica del CCNL. Il riconoscimento è giuridicamente espresso formalmente e sostanzialmente proprio nella Deliberazione n. 195 del 9 agosto 2008, laddove è deliberato:

“il recepimento della parte economica del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per gli addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale ed idraulico-agraria a decorrere dall’1 settembre 2008, rinviando in sede di contrattazione per il rinnovo del Contratto Integrativo Regionale di Lavoro sia le rivendicazioni relative agli arretrati contrattuali sia agli altri istituti che comportano oneri aggiuntivi per l’Amministrazione regionale”.

La Giunta di Governo, insomma, recependo la parte economica del CCNL ha riconosciuto le nuove tabelle salariali e i conseguenti aumenti dei minimi retributivi previsti dal CCNL; e prendendo atto del ritardato recepimento del CCNL ha riconosciuto anche gli arretrati contrattuali rinviandone le rivendicazioni in sede di rinnovo del Contratto Integrativo Reagionale di Lavoro (CIRL).
Qui bisogna fare attenzione, perché sarà proprio la parola “rivendicazione” a essere utilizzata come arma da chi volutamente intendeva e intende negare ai lavoratori gli arretrati contrattuali del CCNL 2006-2009.
Riassumendo, dunque, la Regione ha riconosciuto gli arretrati contrattuali e ne ha rinviato la rivendicazione in un secondo momento: quello del rinnovo del CIRL.

Primo equivoco: il significato giuridico del termine “rivendicazione”

Che cosa significa, nel linguaggio giuridico, la parola “Rivendicazione”? Certamente non ha il significato che in buona o mala fede gli è stato attribuito da taluni burocrati regionali e dal giovane Deputato che ha firmato il recente emendamento (ammesso che egli abbia davvero letto tutte le carte così come dovrebbe fare una personalità politica).
Dal punto di vista giuridico, la parola “rivendicazione” non significa promuovere una azione intesa a ottenere qualcosa che è stato negato. Nel latino giuridico la parola “rivendicazione” è correlata al concetto di rei vindicatio; parafrasandolo dalla fattispecie della proprietà, per cui era prevista nel diritto romano, la rivendicazione presuppone le azioni e le modalità affinché un soggetto possa riottenere il possesso di un bene o di un diritto che già gli appartengono.
In questo senso, quando nella delibera della Giunta Regionale il Governo della Regione delibera di rinviare ad altro momento la rivendicazione degli arretrati contrattuali, intende affermare che gli arretrati contrattuali già riconosciuti dalla Regione, saranno materialmente dati successivamente,  secondo azioni e modalità da concordare posteriormente.
In sostanza, la rivendicazione in sede di CIRL degli arretrati contrattuali non significa che detti arretrati contrattuali non siano riconosciuti; al contrario: sono riconosciuti ma saranno pagati posteriormente e con modalità e azioni che saranno stabilite anch’esse posteriormente.
Taluni burocrati della Regione Siciliana hanno interpretato la parola “rivendicazione” come azione per ottenere una cosa negata e dunque non riconosciuta ma questa è una libera interpretazione che contrasta con il linguaggio giuridico degli atti legislativi, politici, contrattuali e del Diritto.
Che questa interpretazione sia libera e anche errata è dimostrato dal preambolo della Deliberazione della Giunta Regionale n. 195/2008 che non per caso afferma che il Governo Regionale reputa:

“Considerata l’opportunità che il recepimento della parte economica del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per gli addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale e idraulico-agrari decorra dall’1 settembre 2008, rinviando in sede di contrattazione per il rinnovo del Contratto Integrativo Regionale di Lavoro le rivendicazioni relative sia agli arretrati contrattuali sia agli altri istituti che comportano oneri aggiuntivi per l’Amministrazione regionale, dando mandato all’Assessorato regionale del bilancio e delle finanze a porre in essere le iniziative per reperire le relative risorse finanziarie”.

Tradotto dal linguaggio giuridico significa che il Governo da mandato all’Assessorato del bilancio e delle finanze di reperire le risorse finanziarie  necessarie per le nuove tabelle salariali e necessarie anche a rendere esecutive le rivendicazioni (ossia il pagamento posteriore di quanto già dovuto in arretrato a causa del tardivo recepimento della parte economica del CCNL) relative agli arretrati contrattuali spettanti.
Non per caso furono istituiti appositi capitoli di spesa per la corresponsione degli arretrati contrattuali per effetto del recepimento della parte economica del CCNL 2006-2009, ossia i capitoli 155318 (per i lavoratori della manutenzione) e 150536 (per i lavoratori dell’antincendio).

Terza questione: perché la corresponsione degli arretrati fu rinviata?

Certamente non perché vi fu resistenza da parte del Governo Regionale o rifiuto del riconoscimento degli arretrati contrattuali. La motivazione è un’altra ed è chiaramente espressa nelle note dell’Assessorato dell’Agricoltura e dell’Azienda Foreste demaniali con prot. n. 7008 del 14/07/2008 Azienda; prot. n. 2647 del 05/08/2008 Assessorato; prot. n. 74713 del 08/08/2008 Assessorato; dai quali si evince la mancanza di risorse finanziarie per coprire la spesa necessaria non solo per gli arretrati contrattuali ma anche per il completamento della campagna antincendio 2008; tutte note da cui si evince pure il continuo confronto con le Organizzazioni Sindacali Confederali di Categoria costantemente informate della mancanza di risorse utili.
Detto semplicemente: poiché la Regione non aveva soldi per il completamento dell’antincendio, proponeva di rinviare a posteriori, in sede di rinnovo CIRL, la definizione delle azioni e modalità necessarie a rivendicare gli arretrati contrattuali ai lavoratori e alle lavoratrici forestali.

Secondo equivoco: il protocollo d’intesa del 14 maggio 2009

Anche qui si è in presenza di un equivoco provocato in buona o mala fede da taluni burocrati della Regione Siciliana con l’intento di rivalersi sui lavoratori per togliergli quanto gli era stato legalmente e giustamente pagato.
Dopo avere preso atto della mancanza di risorse finanziarie comunicato dal Governo Regionale nei mesi di luglio e agosto del 2008, e al fine di consentire il completamento della campagna antincendio 2008, FLAI CGIL, FAI CISL e UILA UIL responsabilmente decisero di andare incontro alle esigenze finanziarie del Governo Regionale accettando che il riconoscimento delle nuove tabelle salariali previste dal CCNL 2006-2009 fosse deliberato subito e che la rivendicazione degli arretrati (ossia, ripetiamo, le azioni e le modalità per il riottenimento materiale di quanto dovuto) venisse rinviato in sede di rinnovo del CIRL.
Alla vigilia della campagna antincendio 2009, però, la crisi economica della Regione non era terminata e anzi si era aggravata; contemporaneamente crescevano il disagio e le aspettative dei lavoratori e delle lavoratrici forestali per il pagamento degli arretrati contrattuali. Cresceva anche il rischio, per la Regione, di andare incontro ad un contenzioso legale sulle somme arretrate che, a detta degli stessi uffici e dell’assessorato dell’Agricoltura, avrebbe visto la Regione Siciliana soccombente con grave danno economico (vedi le note dell’Azienda e dell'assessorato precedentemente citate). Aspettare, dunque, i lunghi tempi del rinnovo del CIRL era pericoloso perché avrebbe portato a tensioni sociali che tutti volevano evitare.
Fu a questo punto che il nuovo Governo Regionale e le Organizzazioni Sindacali decisero di firmare, il 14 maggio 2009, un protocollo d’intesa la cui ragion d’essere era innanzitutto: “la necessità di modificare significativamente le attuali modalità d’intervento e d’impiego delle risorse finanziarie evitando la frammentazione delle fonti finanziarie e giungendo ad un sistema di sinergia economica che allinei la programmazione regionale con le politiche nazionali e comunitarie”.
E’ in tale prospettiva che va inquadrato quanto espresso dalle parti nel protocollo circa gli arretrati, ossia che:

“le parti in considerazione della oggettiva sussistenza di elementi che rendono indifferibile il pagamento degli arretrati contrattuali, stabiliscono che le spettanze maturate saranno erogate a partire dal 1° luglio 2009 per il 25% e con successive altre due erogazioni in quanto al 35% entro il 2010 ed il rimanente 40% entro il 2011. Le OO. SS. Si impegnano a non intraprendere vertenze collettive ed a ricorrere a nessuna azione risarcitoria”.

Detto protocollo, dunque, non è per niente un documento contrattuale, come pure è stato affermato in buona o mala fede, ma è un documento che stabilisce le modalità di erogazione di un diritto contrattuale regolarmente recepito e rivendicato (ripetiamo: nel senso giuridico del termine) dai Sindacati e dal Governo, ossia le modalità di pagamento degli arretrati contrattuali.
In quanto tale, questo protocollo d’intesa, non statuendo un nuovo diritto ma stabilendo le modalità di soddisfacimento di un diritto preesistente e già recepito, non costituisce atto giuridico ma atto politico e in quanto tale non andava assolutamente consacrato da una delibera della Giunta Regionale in quanto era già crismato dalla concordia tra le parti convenute.
Tanto è vero che gli appositi capitoli di bilancio istituiti per pagare gli arretrati ai lavoratori della manutenzione e dell’antincendio richiamano l’attuazione di tale Protocollo nel senso che richiamano l’attuazione delle modalità di erogazione stabilite: ossia più tranche in tempi diversi.
Il Protocollo d’intesa, insomma, stabilisce le modalità di erogazione degli arretrati anticipando i tempi rispetto al rinnovo del CIRL. Il quale CIRL non ha nulla a che fare con la questione arretrati. Tanto è vero che il protocollo d’intesa stabilì che le parti avrebbero ripreso il confronto sul CIRL a partire dal 15 giugno 2009 e completate entro il 31 luglio 2009.
Sostenere che gli arretrati non spettano ai lavoratori in quanto il protocollo d’intesa non fu deliberato dalla Giunta Regionale è una solenne fesseria, che non sta né in cielo né in terra ma solo nelle menti in buona o mala fede che non hanno letto le carte o fingono di averle lette.

L’inghippo

Dove nasce, a questo punto, l’inghippo? Nasce da una serie di sentenze frutto di ricorsi legali fatti da singoli lavoratori che contestavano tempi e modalità di erogazione degli arretrati contrattuali.
Taluni burocrati della Regione Siciliana hanno liberamente interpretato il protocollo d’intesa come un documento di contrattazione collettiva di carattere locale che, non crismato da una delibera di Giunta, non avrebbe alcuna efficacia. E poiché le sentenze dei ricorsi legali hanno stabilito che i contratti vanno recepiti mediante deliberazioni della Giunta Regionale, questi stessi burocrati hanno definito inefficace il protocollo e hanno messo e per questo motivo vogliono mettere le loro mani nelle tasche dei lavoratori. Sbagliato! Il protocollo d’intesa non è, come già detto, un atto contrattuale ma un atto politico che stabilisce modalità di soddisfacimento di un diritto già recepito, già riconosciuto e già finanziato con appositi capitoli di bilancio del governo regionale.
Basta leggere le sentenze per rendersene conto.
La sentenza n. 355 pubblicata dalla Corte di Cassazione il 13 gennaio 2016 non fa riferimento alcuno al protocollo d’intesa. Stabilisce invece il giusto principio che l’applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro s’impone mediante recepimento ad hoc con delibera di giunta e decreto assessoriale. E’ quello che è esattamente avvenuto con i già citati decreti e delibere dell’Assessorato dell’Agricoltura e della Giunta Regionale. Ed è sulla base di tali atti che il governo regionale ha giustamente ribadito e consentito l’erogazione degli arretrati contrattuali. Tanto e vero che gli appositi capitoli di bilancio per gli arretrati contrattuali sono sopravvissuti, integri, persino alla mannaia calata sulle risorse finanziarie della Regione Siciliana con la legge 9 maggio 2012, n. 26 recante “Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2012. Legge di stabilità regionale”, che all’art 6, comma 12 stabilisce che le riduzioni finanziarie previste da detta legge non si applicano “alle spese per arretrati contrattuali forestali (capitoli 155318 – 150536)”, senza peraltro alcun riferimento all’attuazione del protocollo d’intesa.

Conclusione

Il deputato Carlo Auteri ha studiato queste carte prima di formulare il suo emendamento? Chi sta dietro di lui e lo ha spinto a presentare il suo emendamento, ha studiato e analizzato queste carte? Il deputato Carlo Auteri e coloro che lo hanno spinto a presentare il suo emendamento, si rendono conto che stanno riaprendo una questione che potenzialmente può condurre a decine di migliaia di ricorsi legali che presentati nelle giuste forme e sostanza da un pool di avvocati del lavoro in gamba possono arrecare un gigantesco danno erariale? Penso che in questa occasione nessun passo indietro debbano fare i lavoratori e le lavoratrici; penso che si debba resistere e non solo per difendere le proprie tasche ma per una questione di principio: i diritti dei lavoratori non si toccano. E se in passato il Sindacato confederale ha responsabilmente accettato rinunce e sacrifici per garantire il lavoro, ora forse è arrivato il momento di cambiare strategia. E già che ci siamo, vogliamo ricordare che ad oggi l’Assessorato del Territorio è ancora inadempiente per quanto riguarda le previsioni dei commi 5 e 6 dell’art. 5 della legge regionale n. 2/2023, ossia non ha ancora pagato gli arretrati contrattuali spettanti ai lavoratori e alle lavoratrici forestali. Anche qui il rischio è che si apra una vertenza che potrebbe avere risvolti clamorosi.
Michelangelo Ingrassia