27 dicembre 2014

SANT’ANGELO DI BROLO, FORESTALE SALVA UNA POIANA FERITA


Sant’Angelo di Brolo, Forestale salva una poiana ferita



poiana


Era stata ferita da alcuni cacciatori senza scrupoli, la poiana che questa mattina è stato consegnato al centro di recupero dei Colli San Rizzo di Messina dalla Forestale di Sant’Angelo di Brolo.
Il rapace era stato ritrovato qualche giorno fa da un cittadino di Piraino in ai margini della strada a scorrimento veloce Piraino-Sant’Angelo gravemente ferito da alcuni proiettili.
L’animale è stato quindi consegnato all’ispettore capo della forestale, Calogerino Fabio, che lo tenuto in custodia (portando le prime cure) sino alla consegna al centro di recupero messinese.


24 Dicembre 2014
AMnotizie.it 





 

26 dicembre 2014

CHE IL SANTO NATALE VI ILLUMINI AFFINCHÈ SIANO TUTELATI I PIÙ DEBOLI: DISOCCUPATI, FORESTALI, AGRICOLTORI, ESA, CONSORZI DI BONIFICA, ORTO BOTANICO, FORMAZIONE, PRECARI, 118, EX FIAT E INDOTTO DI TERMINI IMERESE, PETROLCHIMICO DI GELA E SIRACUSA, CALL-CENTER, ECC. ECC.



Che il Santo Natale Vi illumini affinchè siano tutelati i più deboli: disoccupati, forestali, agricoltori, esa, consorzi di bonifica, orto botanico, formazione, precari, 118, ex fiat e indotto di Termini Imerese, petrolchimico di Gela e Siracusa, call-center, ecc. ecc.




Siete al Governo anche per togliere il marcio e far uscire l'Italia dalla crisi. 
Ecco cosa la politica in questi anni non è riuscita a fare. 
Al posto di penalizzare sempre e comunque i lavoratori e di mettere nuove tasse, cercate di cacciare i politici e i dirigenti corrotti, lotta al lavoro nero e irregolare, lotta all'evasione fiscale che sfiora 120 miliardi, taglio degli stipendi e privilegi ai Manager e Deputati, stop ai fondi pubblici per i partiti, lotta al malaffare, siamo il paese più corrotto d'Europa, le tangenti comportano un costo aggiuntivo del 40% sugli appalti pubblici, cattiva gestione della sanità e tanto altro fango ancora....
Questi purtroppo sono gli slogan e le promesse non mantenute che sentiamo dire in ogni campagna elettorale.   
Concentratevi su questo e tutti noi saremo salvi, da Nord al Sud, ma dipende  da voi, perchè avete tutti gli strumenti necessari per farci migliorare: solo così si ottengono meno tagli e più lavoro.
Se non siete capaci, avete fallito anche voi, non dimenticatelo!
Mafia, politica e affari è una pagina oscura nell'Italia repubblicana.
Noi vogliamo persone oneste nelle istituzioni e tanti di Voi lo siete!


Nel caso dei lavoratori forestali 

Le 78 e le 101 giornate nel settore pubblico non hanno più senso logico e produttivo nella società del ventunesimo secolo. 
Non è concepibile che a Catania e Ragusa, un numero ristretto di operai lavorano di più rispetto agli altri colleghi, è anticostituzionale!
E' un precedente positivo lo sforamento delle giornate, ma purtroppo in questa Regione nessuno riesce a farlo rispettare per tutti. Noi siamo dell'idea che l'aumento delle ore deve valere per tutti, ma siamo in pochi a volerlo, quindi da soli non ce la possiamo fare. Però attraverso un'operazione di contagio e di coinvolgimento, possiamo ottenere questo risultato.
Come sicuramente ricordate, qualche mese fà il Blog con la collaborazione di alcuni lavoratori, ha scoperto (purtroppo in ritardo, ma meglio tardi che mai)  che i colleghi dell'antincendio della provincia di Enna (grazie ad una delibera della Commissione MOA) nel momento in cui maturavano il passaggio a 151 giornate nell'Azienda, venivano SEMPERE avvisati, se rimanere a 101 giorni o scegliere il contingente superiore. Ebbene, questo privilegio, nel totale silenzio assoluto non era valido per le altre 8 Province.

Ancora tanti auguri di Buone Feste!










DAL PD MADONITA ANCORA NESSUN INVITO PER I LAVORATORI FORESTALI



Dal Pd Madonita ancora nessun invito per i lavoratori forestali




L'altro giorno il Partito Democratico Madonita, tramite MadonieLive.com, ci ha fatto sapere che l'On. Davide Faraone, domani e dopodomani raccoglierà le istanze del mondo del lavoro. Visto che il 50% dell'economia del comprensorio è basata sulla forestazione, abbiamo ritenuto opportuno lanciare un messaggio al Pd, dicendogli che anche i lavoratori forestali hanno delle rivendicazioni serie da fare. Abbiamo preso carta e penna ed abbiamo scritto al Sito. Ma ancora nessun rappresentante si è fatto sentire.



I forestali al Viceministro Faraone

Due giorni madoniti per il sottosegretario del governo Renzi Davide Faraone









25 dicembre 2014

AUGURI A TUTTI PER UN FELICE E SANTO NATALE



Auguri a Tutti per un Felice e Santo Natale




forestaliantincendiosicilia.blogspot.it







EVENTO DELLA CGIL, L’ALBERO DI PIAZZA POLITEAMA OSPITA GLI APPELLI A BABBO NATALE. TRAFFICO IN TILT ANCHE IN VIALE REGIONE SICILIANA DOVE I LAVORATORI FORESTALI HANNO PROTESTATO PROVOCANDO BLOCCHI STRADALI DAVANTI LA SEDEDELL'ASSESSORATO REGIONALE AGRICOLTURA E FORESTE


L’INIZIATIVA

Evento della Cgil, l’albero di piazza Politeama ospita gli appelli a «Babbo Natale»
Lettere di speranza degli edili disoccupati





Un'altra giornata di proteste quella di ieri in città, che in vista della vigilia di Natale, con numerosi cittadini intenti a fare acquisti, è stata sommersa da traffico a causa di numerosi blocchi stradali e sit-in. Intanto a piazza Politeama c'è un nuovo albero di Natale, sotto quello del Comune, con le letterine appese degli edili disoccupati che chiedono il lavoro. «Anche per quest'anno per me e la mia famiglia sarà un Natale triste perché sono ancora un edile disoccupato. Caro Babbo Natale-sindaco non ti dimenticare di passare da Palermo perché il comitato degli edili ti aspetta da troppo tempo. Il lavoro è dignità». Questo il messaggio di un operaio appeso sull'albero simbolo del lavoro che non c'è. Nei messaggi c'è tutta la disperazione dei lavoratori che non trovano occupazione. In maniera specifica gli edili pongono l'attenzione sul decollo dei cantieri edili in città chiedendo al sindaco un impegno».
Un altro presidio di protesta si è tenuto ieri davanti l'Orto Botanico di via Lincoln dove hanno manifestato 23 giardinieri licenziati dallo scorso 10 dicembre. I sindacati, dopo lo stato di agitazione scattato all'annuncio della sospensione delle giornate di lavoro da parte dell'Università, avevano chiesto un tavolo congiunto con l'assessorato regionale ai Beni culturali, il Sindaco e il rettore Roberto Lagalla. «L'Orto Botanico ha bisogno di una manodopera stabile per tutto l'anno, non può essere affidato a cure stagionali, che si interrompono all'improvviso», ha dichiarato il segretario della Flai Cgil, Tonino Russo. Traffico in tilt anche in Viale Regione Siciliana dove i lavoratori forestali hanno protestato provocando blocchi stradali davanti la sededell'Assessorato Regionale Agricoltura e Foreste. Tre lievi incidenti stradali avvenuti nella zona, hanno ulteriormenteaggravato la percorrenza dell'asse viario.
Per evitare ulteriori manifestazioni è stati presidiato ieri il ponte nell'incrocio di Viale Regione Siciliana e Corso Calatafimi dove nei giorni scorsi, fino a tarda sera, tre lavoratori della formazione avevano minacciato di lanciarsi nel vuoto. Un'altra manifestazione di senza casa, studenti e disoccupati si è tenuta ieri in piazza Pretoria e per le vie del centro. Con lo slogan "Natale Precario" i manifestanti hanno portato in dono, ai rappresentanti delle istituzioni locali, i "pacchi" che hanno ricevuto per l'intero anno trascorso.
ONORIO ABRUZZO


24 Dicembre 2014









SOTTO L'ALBERO I REGALI QUEST'ANNO LI CONFEZIONA IL NEOASSESSORE AL BILANCIO ALESSANDRO BACCEI, DENTRO NON MANCA NULLA, DAI TAGLI ALLE PARTECIPATE MANGIASOLDI ALLA STRETTA SUI REGIONALI, PASSANDO PER PRECARI, FORESTALI


L'albero, i doni, le palle e il vischio: a Palazzo non manca niente. Buon Natale

L'albero della Regione


PALERMO - Natale è arrivato anche a Palazzo d'Orleans. Con le sue immancabili e sempreverdi tradizioni. E malgrado i tempi di magra e l'angoscia per un futuro tutto da definire, alla Regione siciliana, di quel confortante simbolismo natalizio non ci si fa mancare niente.

L'albero è quello di mamma Regione, alla cui ombra si sono riparati per decenni migliaia, anzi decine di migliaia di siciliani, che sotto quelle frasche hanno trovato negli anni rifugio e ristoro. Oggi, però, le fronde di quel mastodontico abete appaiono spampanate e spoglie, consumate da un tarlo da due miliardi e mezzo di buco nei conti. Ed è così che sotto l'albero i regali quest'anno li confeziona il neoassessore al Bilancio Alessandro Baccei, a cui tocca l'onere, non invidiabile, di imporre la più draconiana delle diete alla Regione. In tempi da record per scansare la bancarotta, sempre ammesso che Roma si degni di dare una mano. Il pacco è bello grosso già infiocchettato e l'assessore ne ha anticipato il contenuto in una conferenza stampa quasi tragica: dentro non manca nulla, dai tagli alle partecipate mangiasoldi alla stretta sui regionali, passando per precari, forestali e chi più ne ha più ne metta. Con l'extra del maximutuo che caricherà sulle spalle dei siciliani da qui a molti anni un aggravio fiscale.

Non c'è albero di Natale senza palle. C'è l'imbarazzo della scelta su quali appendere. Dalle promesse del no pasaran sul Muos, revocato, anzi forse, anzi no, alle promesse in campagna elettorale sulle trivelle, promesse risucchiate nel pozzo dell'oro nero. Di annunci rimasti tali in questi due anni di crocettismo è toccato registrarne a bizzeffe. Come quello sul taglio delle partecipate, rinviato e ancora rinviato, tra le bacchettate della Corte dei conti, fino ad arrivare all'affanno disperato dell'oggi. O il no gridato alle ipotesi di aumento dell'addizionale Irpef, poi puntualmente arrivato. O gli annunci sulle imminenti stabilizzazioni dei precari, che stanno ancora là, più precari di prima. Ma tutto questo oggi passa in cavalleria di fronte al naufragio dei conti della zattera-Regione.

E poi il presepe, che Natale sarebbe senza? Con i magi che pazienti viaggiano al seguito della stella cometa, che con quella coda somiglia a una meteora. Anche quelle la Regione non s'è fatta mancare. Da Zichichi e Battiato, che sembra passata un'era geologica da quei tempi, all'assessore per un mese Gerratana, fino a Valeria Grasso, nominata alla Foss e poi dimenticata. Bello il presepe, con angeli custodi (della porta accanto), pastorelle e madonne: non manca niente. C'è anche il panettone, e ci sono quelli che non hanno fatto in tempo a mangiarlo. Come gli assessori del Crocetta bis entrati e usciti di scena in un semestre.

Ci sono poi i canti di Natale, dall'intramontabile fascino. Crocetta ci ha provato per la vigilia a cantargliene quattro al Renzi, mandandogli a dire che la Sicilia non accetta lezioni e battendo finalmente i pugni sul tavolo come in tanti auspicavano. Ma il controcanto dell'assessore Baccei, che seguiva uno spartito romano, stonava e parecchio.

E per chiudere in bellezza, può mai mancare il vischio sotto il quale scambiarsi un bacio? Hai voglia, invischiata com'è la Sicilia, tra la sua burocrazia monstre e i suoi costosi Palazzi del potere, a partire da quell'Ars impantanata in cui i cambi di casacca superano le leggi approvate. Credere che davvero in quattro mesi questo parlamento, questo governo e questa burocrazia rimetteranno in piedi la Sicilia prima della bancarotta, invischiati come sono, richiede una fede che solo il miracolo del Natale può ispirare. Una sola consolazione: con tanto di quel vischio, sarà di certo un Natale al bacio. Auguri a tutti. E che il buon Dio ci aiuti.


25 Dicembre 2014
http://livesicilia.it/2014/12/25/lalbero-e-i-pacchi-della-regione_580372/









A NATALE CROCETTA HA CAPITO CHE LA REGIONE STA AFFONDANDO A FURIA DI DIRE SÌ A RENZI LA SICILIA È FINITA IN UN VICOLO CIECO



A Natale Crocetta ha capito che la Regione sta affondando
A furia di dire sì a Renzi la Sicilia è finita in un vicolo cieco






Giulio Ambrosetti

Politica – Ieri il governatore dell'Isola ha finalmente intuito che il suo governo sta andando a sbattere. E che, a causa dei tagli romani che in due anni ha sempre avallato, per far quadrare i conti del 2015 dovrà licenziare migliaia di persone. Fatto strano, si è anche accorto che lo Stato, il prossimo anno, toglierà alla Sicilia oltre un miliardo di euro, mandando in tilt il Bilancio 2015



Ci voleva l'arrivo del Santo Natale per dare la sveglia al presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta. Solo adesso si è reso conto che il suo alleato, Matteo Renzi, Presidente del Consiglio dei Ministri, sta affossando la Sicilia. Certo, ancora il governatore non l'ha raccontata tutta. Ha ammesso che di tagli ai fondi regionali si può pure morire. Ha addirittura citato le risorse del Pac, il Piano di azione e coesione. Soldi destinati al Sud e regalati alle imprese del Centro Nord Italia.

Certo, ci ha pensato con un po' di ritardo. Per venti giorni l'ANCI Sicilia ha combattuto, praticamente da sola, contro l'indolenza e l'ascarismo dei parlamentari nazionali eletti in Sicilia che a Montecitorio e a Palazzo Madama, con l'eccezione dei grillini e di qualche altro caso isolato, facevano i pesci dentro il barile. Per venti giorni Crocetta non ha aperto bocca. Ieri, però, ha parlato.

Qualcosa l'ha detta. Meno, però, di quello che avrebbe dovuto dire. E che ancora deve dire. Non ha detto, per esempio, quello che ormai è chiaro da tante settimane:
e cioè che la gravissima crisi finanziaria della Regione è il frutto di scelte adottate dal Governo nazionale. A cominciare dalla mancata applicazione del principio di territorialità delle imposte.
Su questo punto il presidente Crocetta è ancora muto. Ma con la Regione che sta affondando - e che affonderà mentre lui è il presidente, a meno che non si dimetta prima - quanto prima dovrà ammettere che l'accordo scellerato siglato la scorsa primavera a Roma, proprio con il governo di Matteo Renzi, è stato un gravissimo errore. E' l'accordo, per intendersi, che, tra le altre cose, ha postergato per quattro anni l'applicazione di una sentenza della Corte Costituzionale che riguarda proprio la territorialità delle imposte.

Su questo punto è bene essere chiari. L'applicazione di questo principio di territorialità delle imposte comporterà un'assunzione di responsabilità da parte della Regione siciliana. Vero è che nelle casse regionali potrebbero arrivare da 8 a 10 miliardi di euro. Ma è altrettanto vero che la Regione dovrebbe caricarsi, per intero, quella parte delle spese della Sicilia che ancora oggi paga lo Stato: i 2,3 miliardi che Roma eroga per la nostra sanità, le spese per la scuola (gli stipendi dei docenti e del personale amministrativo), qualcosa per l'università. Quanto alla spesa sociale, ormai è ben poca cosa, se è vero che i fondi della legge nazionale n. 328 sono stati ridotti di due terzi.

La Regione, comunque, ci guadagnerebbe. Sulla base di queste nuove entrate potrebbe colmare il deficit di cassa e di competenza che oggi rende quasi impossibile andare avanti. Deficit che non è di 2,5 miliardi. Il vero deficit di cassa va ben oltre 5 miliardi di euro, mentre il deficit di competenza, che lo schema di Bilancio preventivo 2015 in parte nasconde, è forse superiore a 2 miliardi di euro.

Non sappiamo se a convincere Crocetta a convocare, ieri, una frettolosa e confusa conferenza stampa sia stata la scoppola che ha preso a Roma sull'emergenza rifiuti (il governo nazionale, per la seconda volta, ha detto no alla nomina del governatore dell'Isola commissario per la gestione emergenziale dei rifiuti: e ha detto per la seconda volta no perché, come ha spiegato ieri in una lunga nota su facebook il docente universitario Aurelio Angelini, una delle massime autorità in questo settore, in Sicilia non c'è alcuna emergenza rifiuti, ma solo una confusione creata artatamente), o se il presidente si sia finalmente reso conto che il Bilancio 2015, nelle attuali condizioni, non può essere approvato.

Lo stesso Crocetta, ieri, ha ammesso di aver massacrato di tagli i siciliani. Ormai, nella nostra sempre più disastrata Isola, le categorie sociali più o meno legate alla Regione rimaste senza soldi non si contano più. Nonostante le bugie che sono state raccontate sulla sanità siciliana, un dato è comunque certo: la Regione, il prossimo anno, potrebbe non avere a disposizione i 6 miliardi e mezzo di euro circa che occorrono per far funzionare questo settore centrale della vita pubblica siciliana. Certo, nello schema di Bilancio 2015 lo stanziamento, sulla carta, c'è: ma sono in tanti a dubitare della materializzazione di questa somma.

Insomma, è inutile girarci attorno: un Bilancio finanziato per oltre la metà per quattro dodicesimi non si era mai visto nella storia dell'Autonomia siciliana. E già questo è un fatto grave. Ma ancora più grave è che, per finanziare i restanti otto dodicesimi dei capitoli a legislazione vigente, si dovranno tagliare posti di lavoro: centinaia, forse migliaia di posti di lavoro. Questo perché i soldi per pagare i forestali, i precari, le Province e, in parte, anche gli stessi Comuni se li è presi Roma.

Solo ieri Crocetta ha parlato dei mille e 200 miliardi: che non sono mancati trasferimenti dello Stato alla Regione siciliana: al contrario, sono imposte pagate dai siciliani che lo Stato si trattiene alla fonte. Sono, per essere chiari, gli accantonamenti del Bilancio regionale dei quali il nostro giornale parla da mesi: 915 milioni di euro che Roma ha trattenuto nel 2013; un miliardo e 150 milioni di euro che il governo nazionale ha trattenuto quest'anno (più i circa 200 milioni di euro degli 80 euro al mese per le categorie con un reddito inferiore a mille e 500 euro al mese); e un miliardo e 200 milioni di euro che Renzi, bontà sua, si tratterrà nel 2015, assestando un colpo definitivo alle finanze regionali.

Il governatore, come già detto, non si è ancora accorto dei danni che ha provocato siglando i già citati accordi scellerati a Roma, con l'incredibile rinuncia agli effetti positivi di contenziosi in atto tra Stato e Regione. Ma si è accorto, forse, che il governo nazionale, almeno fino a questo momento, ha fatto finire il suo governo in un culo di sacco.

Vedremo quello che succederà nei prossimi giorni. 


25 Dicembre 2014
http://meridionews.it/articolo/30493/a-natale-crocetta-ha-capito-che-la-regione-sta-affondando-a-furia-di-dire-si-a-renzi-la-sicilia-e-finita-in-un-vicolo-cieco/









24 dicembre 2014

BILANCIO, CROCETTA ALZA LA TESTA CON RENZI: ROMA NON CI DÀ LEZIONI, UN DELITTO IL TAGLIO DEI PAC. NON SI SOTTRAE NEMMENO ALLE CRITICHE SULLE SPESE PER I FORESTALI E DÀ UN SOLO DATO: "LA LOMBARDIA SPENDE MOLTO PIÙ DI NOI". "LA SICILIA HA GIÀ FATTO UN GRANDE LAVORO DI SPENDING REVIEW







Conferenza stampa
 

Bilancio, Crocetta alza la testa con Renzi:
"Roma non ci dà lezioni, un delitto il taglio dei Pac"



Il presidente parla dei conti della Regione. "Siamo preoccupati ma ci sono dati positivi, le entrate non hanno flessioni". Accuse ai governi precedenti. "No alla doppia morale del premier: non tratti la Sicilia come non vuole che l'Ue tratti l'Italia". I regionali? "In Sicilia guadagnano meno che altrove". Emergenza rifiuti: "Il commissario vogliamo sceglierlo noi"





bilancio, rifiuti, rosario crocetta, Politica




PALERMO - Natale all’insegna delle “lacrime” dell’assessore all’Economia Baccei per la situazione siciliana? Rosario Crocetta, nonostante la tensione per le minacce di morte ricevute all’alba, convoca una conferenza stampa a Palazzo d’Orleans nel giorno della Vigilia per proprio per dire no al “pessimismo” sui conti. E soprattutto per alzare la testa nei confronti di Roma, che “non può darci lezioni”. Insomma, il governatore non ci sta a passare per “commissariato” dal governo nazionale e alza la voce per la prima volta in modo forte e chiaro: “Ce l’abbiamo fatta nel 2013 e nel 2014 e ce la faremo anche nel 2015. Ci sono dati positivi che non possono essere trascurati, come quello delle entrate che non sono in flessione. E poi – dice riferendosi evidentemente al suo assessore - non bisogna lanciare messaggi di pessimismo. Baccei non era qui nel 2012, forse ancora non sa che stiamo risalendo la china”.

Il presidente della Regione concentra il suo discorso sulle entrate del bilancio regionale, perché a suo dire sono “sorprendenti e fanno ben sperare”: “Grazie all’attivazione che il mio governo ha dato alla spesa europea, facendo in 20 mesi quello che i precedenti governi non hanno fatto in anni, nel 2013 sono aumentate le entrate e sono rimaste costanti nel 2014 nonostante l’imperversare della crisi economica. Questo ovviamente è una dato che ci permette di ipotizzare un incremento per il 2015”. I problemi peggiori del bilancio regionale derivano, secondo Crocetta, dal passato: “Mi riferisco ai buchi di bilancio del 2011 e del 2012 che hanno creato un deficit di circa tre miliardi di euro". Un retaggio del quale il presidente accusa i governi che lo hanno preceduto.

Un dato il presidente tiene a puntualizzarlo, soprattutto dopo le accuse sui maxi stipendi di dipendenti e consulenti della Regione: "I nostri dipendenti guadagnano meno dei dipendenti delle altre regioni: da noi il tetto massimo è di 160 mila euro annui, nel Lazio è di 240 mila e in Campania è di 220 mila. Per le consulenze, inoltre, la Regione non spende più di duecento o trecento mila euro e non ci sembra una spesa così alta, anche perché a differenza di altre regioni, la Sicilia affronta per intero e da sola le spese sanitarie". E proprio sulla Sanità, Crocetta annuncia una rivoluzione a cui la sua giunta sta lavorando e che potrebbe essere presentata già con la prossima Finanziaria: “Ci piacerebbe che le Asp si chiamassero aziende socio-sanitarie, ma non soltanto per cambiare nome, ma perché puntiamo a una riqualificazione dei servizi che il sistema sanitario deve offrire”.

Insomma, Rosario Crocetta sembra sempre fiducioso e pronto a cambiare il sistema. Certo, lo sguardo gli si annebbia di rabbia e preoccupazione quando si parla della politica dell’austerità che il governo di Matteo Renzi sta applicando alla Regione siciliana. E il presidente manifesta tutta la sua insofferenza, preludio di un possibile scontro con Palazzo Chigi. “Non accettiamo lezioni da Roma”, tuona. "Il governo nazionale non può avere una doppia morale – spiega Crocetta – e trattare la Sicilia così come non intende essere trattato dall'Unione europea. Il premier sa che i tagli della spesa pubblica non possono essere generici, ma devono essere decisi considerando le voci in cui sono più necessari. Questo Renzi lo dice sempre a Bruxelles. E allora perché l'atteggiamento è opposto quando considera i dati economici siciliani?”.

Con il presidente del Consiglio, intanto, sono ancora aperte le trattative per quanto riguarda il ritiro dei fondi Pac, effettuato con l’approvazione della legge di Stabilità nazionale; un atto che Crocetta non esita a definire “inconcepibile e delittuoso”. Da quei fondi, infatti, dipendeva “il destino del sistema industriale siciliano, la soluzione della vertenza degli ex Pip, parte del finanziamento del Piano Giovani”: “Come pensa Renzi di supplire a tutto ciò?”, chiede e si chiede il governatore?

A Roma, inoltre, Crocetta ha chiesto il commissariamento per la questione rifiuti: "Rivendico per questa regione un tecnico di fiducia della Regione siciliana, perché vogliamo poter controllare esattamente la spesa e che non avvengano irregolarità. Su questa strada andremo avanti dritti”, conclude Crocetta, annunciando un sistema fiscale differenziato per i Comuni a seconda del grado di sviluppo della raccolta differenziata: “La differenziata non può essere ferma al 10%, è una vergogna. C'è un sistema che va potenziato. Nella Finanziaria metteremo una norma che sanziona la raccolta indifferenziata dei rifiuti: detassazione per i Comuni con alte percentuali di differenziata, viceversa tassazione più salata per i Comuni che non sono virtuosi nella gestione dei rifiuti. Poi ovviamente i Comuni la faranno pagare ai cittadini, ma quei soldi li potremo utilizzare per incentivare sistemi nuovi e alternativi di raccolta e smaltimento dei rifiuti".

LEGGI LA DIRETTA

14.00 "I Pip? Anche su questo Roma non può agire così. Me ne occuperò", ha risposto a Livesicilia Crocetta a margine della conferenza stampa che si è conclusa.

13.40 Il presidente Crocetta riflette poi sulla riqualificazione delle entrate e ragiona sulla riforma delle Asp, un progetto che il governatore vorrebbe inserire nella prossima Finanziaria: "Ci piacerebbe che le Asp si chiamassero aziende socio-sanitarie, ma non soltanto per cambiare nome, ma perchè puntiamo a una riqualificazione dei servizi che il sistema sanitario deve offrire".

13.36 L'obiettivo per Crocetta è anche quello di superare il malaffare che si cela dietro lo smaltimento dei rifiuti.

Il presidente della Regione parla poi delle minacce di morte che gli sono arrivate all'alba della vigilia di Natale: "La mia è una scelta di vita. Non ho paura, spero ovviamente che non sia nulla di grave. Ma chi l'ha fatto deve sapere che non mi hanno creato nemmeno malumore. Sono altre le mie preoccupazioni". E in merito al fatto che la telefonata sia arrivata da una cabina telefonica della zona universitaria, Crocetta afferma sicuro: "Non può certamente essere stato uno studente. Sono tutti a casa per le vacanze", scherza.

13.29
Il presidente della Regione passa poi al tema dei rifiuti e della nuova emergenza siciliana: "Rivendico per questa regione un commissariamento, da affidare a un tecnico di fiducia della Regione siciliana e non di Roma, perché vogliamo poter controllare esattamente la spesa e che non avvengano irregolarità. Su questa strada andremo avanti dritti. Non escludiamo tra l'altro di spedire per qualche mese i rifiuti all'estero, anche se questa per noi è una sconfitta perchè all'estero sanno che i rifiuti sono occasioni di ricchezza e non di spreco".

"La differenziata non può essere ferma al 10% - prosegue Crocetta - è una vergogna. C'è un sistema che va potenziato. Nella Finanziaria metteremo una norma che sanziona la raccolta indifferenziata dei rifiuti: detassazione per i Comuni con alte percentuali di differenziata, viceversa tassazione più salata per i Comuni che non sono virtuosi nella gestione dei rifiuti. Poi ovviamente i Comuni la faranno pagare ai cittadini, ma quei soldi li potremo utilizzare per incentivare sistemi nuovi e alternativi di raccolta e smaltimento dei rifiuti".

13.22 E ce n'è anche per Renzi: "Roma non può avere una doppia morale e pretendere la Sicilia così come non intende essere trattata dall'Unione europea. Renzi sa che i tagli della spesa pubblica non possono essere generici, ma devono essere valutati sui dati, ovvero considerando i punti in cui sono più necessari. Questo Renzi lo dice sempre a Bruxelles. E allora perchè l'atteggiamento è opposto quando considera i dati economici siciliani?", si chiede Crocetta.

E il governatore tuona anche contro il taglio "inconcepibile e delittuoso" dei fondi Pac: "C'erano investimenti per la crescita della Sicilia in quei fondi, il destino del sistema industriale siciliano, da Gela a Termini Imerese. Sono stati firmati accordi Stato-Regione: come intende il governo nazionale supplire a questi finanziamenti? Dobbiamo affrontare la crisi, ma senza troppe colpevolizzazioni".

13.18 Crocetta "bacchetta" l'assessore Baccei dopo le "lacrime" di ieri: "Starei attento a lanciare messaggi pessimisti. Abbiamo vissuto due anni, il 2013 e il 2014, di estremo rigore e ce l'abbiamo fatta, perché non dovremmo farcela in questo 2015? Dobbiamo incontrarci perchè secondo me possiamo ragionevolmente pensare a un ulteriore incremento delle entrate per via della attivazione della spesa europea".

13.11 Crocetta non si sottrae nemmeno alle critiche sulle spese per i forestali e dà un solo dato: "La Lombardia spende molto più di noi". "La Sicilia ha già fatto un grande lavoro di spending review - continua Crocetta - ma dobbiamo anche considerare che lo Stato nazionale ci dà 1 miliardo e 200 mila euro di trasferimenti in meno, senza contare che noi abbiamo già anticipato circa un miliardo di fondi europei che ci saranno restituiti soltanto a settembre ottobre dell'anno prossimo".

13.08
Il governatore si difende dagli attacchi di "certa stampa": "Per le consulenze la Regione non spende più di duecento o trecento mila euro e non ci sembra una spesa così alta, anche perché a differenza di altre regioni, la Sicilia affronta per intero da sola le spese sanitarie che per questa ragione sono altre e sono sicuramente più alte di altre regioni".

Sugli stipendi dei regionali, Crocetta aggiunge: "I nostri dipendenti guadagnano meno dei dipendenti delle altre regioni, da noi il tetto massimo è di 160 mila euro annui, nel Lazio è di 240 mila e in Campania è di 220 mila".

13.05 Crocetta punta il dito contro i governi passati: "In 20 mesi abbiamo fatto quello che i governi precedenti non avevano fatto in 5 anni. E siamo sicuri che anche nei prossimi anni avremo un dato simile per le entrate. I peggiori problemi del nostro bilancio arrivano dal passato e mi riferisco ai buchi di bilancio del 2011 e del 2012 che hanno creato un deficit di bilancio di circa tre miliardi di euro". E aggiunge: "Non abbiamo lezioni da parte di Roma".


PALERMO
- Il giorno della vigilia di Natale il presidente Crocetta vuole dire la sua sul bilancio della Regione, dopo la conferenza stampa dell'assessore per l'Economia Alessandro Baccei. "I dati sull’occupazione e sull’economia ci fanno molto preoccupare”, ha esordito il governatore nella conferenza stampa convocata a Palazzo d'Orleans. Crocetta però tiene a precisare che "l’andamento delle entrate nel 2014 e nel 2013 non ha subito alcuna flessione in Sicilia. E sto parlando delle entrate reali, nonostante l’andamento generale dell’economia. Questo vuol dire che l’impulso che la Regione ha dato alla spesa europea ha permesso di recuperare molte risorse dall’attivazione dei fondi". Questo per Crocetta è un "dato estremamente positivo, perchè si trattava di fondi che da anni non venivano utilizzati e che hanno permesso di stabilizzare le entrate".


24 Dicembre 2014
http://livesicilia.it/2014/12/24/crocetta-bilancio-diretta-roma-pessimismo_580844/



Nota
Presidente, non si faccia dettare l'agenda da Roma. La Sicilia sono i disoccupati, i precari, i forestali, la formazione ecc. E tutti devono essere tutelati!
Purtroppo  ritorniamo utili SOLO quando si vota, ma all'indomani dell'elezioni veniamo subito dimenticati. Farabutti!
Ma non doveva essere Renzi a far cambiare le cose in positivo?










IL PRESIDENTE CROCETTA NON CI STA E DIFENDE I REGIONALI, I FORESTALI I PRECARI. CONTESTA ANCHE LE CIFRE DEL SUO ASSESSORE ALL’ECONOMIA ALESSANDRO BACCEI


Crocetta non ci sta e si scaglia contro il governo
”Vogliono tagli al limite del rigor mortis”



Crocetta Natale

di Manlio Viola

“Basta con gli allarmismi sul bilancio. Credo che ci sia una sottostima delle entrate visto che l’andamento delle entrate in Sicilia fra il 2013 e il 2014 non ha subito flessioni contrariamente a quanto si è detto in questi giorni”.
“Nessuno parta dall’idea che partiamo dall’anno zero, il grosso del lavoro lo abbiamo già fatto in questi due anni. Alcune entrate possono essere migliorate, ed anche alcune spese ma la Sicilia ha le carte in regola. Non accetto allarmismi, richiami al commissariamento e così via”.
Non ha gradito la chiarezza del suo assessore all’economia Alessandro Baccei e contesta tutte le cifre il Presidente Crocetta. Una difesa inattessa di regionali, forestali e precari quella che mette in campo il presidente della Regione che fa conti diversi dal resto della regione,compreso lo stesso Baccei. Crocetta smentisce la contrazione delle entrate. “Nonostante il momento difficile che si registra nel Paese dove le entrate si sono contratte, in Sicilia questo non è avvenuto perché abbiamo attivato la spesa comunitaria e in 20 mesi abbiamo recuperato il tempo perso da altri raggiungendo l’85% della spesa. Questa ha ingenerato lavori e quindi pagamenti di Iva e tasse che hanno mantenuto le entrate stabili”.
“Baccei parla così perché non ha visto cosa c’era quando siamo arrivati. Io sono fiducioso. Da Roma fanno male i conti e quando parlo di Roma stavolta non parlo di Baccei. Noi ci presentiamo già con le carte in regola – continua Crocetta -. Nel 2013 abbiamo tagliato 1 miliardo e 700 milioni di euro di spesa corrente e strutturata e ridotto il bilancio all’osso sin da subito”.
“Non accettiamo lezioni da Roma. Nella capitale non possono predicare bene e razzolare male. Vogliamo che la Sicilia sia tratta dal governo Renzi come il governo Renzi pretende di essere trattato da Bruxelles. non vorrei che si convincessero che non abbiamo fatto nulla quando, invece, abbiamo fatto tanto”
Il governatore contesta praticamente tutto “Sugli stipendi dei regionali siamo alle solite. I nostri dipendenti guadagnano meno delle altre regioni prese singolarmente. paragonando i parametri di reddito medio ed i tetti agli stipendi quello della Sicilia è il più basso della grandi regioni italiane. In media in Sicilia il costo è di 160 mila euro mentre fra Lazio, Campania, Calabria ecc stiamo fra i 220 e i 260 mila euro”.
Crocetta a sorpresa difende anche i forestali “nel resto del Paese il corpo forestale lo paga lo Stato qui lo paghiamo noi. Ma bisogna anche dire che quando si parla di forestali si parla non degli addetti al copro ma di braccianti stagionali. Tutte le altre regioni, se si fa il paragone con i servizi pagati dallo Stato, spendono molto di più di noi”.
Crocetta attacca dunque Roma “I problemi vengono dal passato ma vengono anche dal presente. Quando lo Stato blocca trasferimenti per 1 miliardo e 200 milioni blocca i nostri bilanci. Quando noi paghiamo in anticipo le quote di partecipazione europea e lo stato ce le restituisce, per la sua parte, dopo 7 – 8 mesi ci crea un problema”.
“Bisogna poi ricordare che lo Stato ha di recente spostato a Latina l’ente che fa le buste paga per gli statali che lavorano in Sicilia sottraendo all’isola circa 500 milioni di euro di tassazione sui siciliani e che dovrebbero restare in Sicilia”.
“I tagli che ci chiedono non sono sopportabili, sono tagli al limite del ‘rigor mortis’ non del rigore-. roma non può chiedere alla Sicilia un trattamento diverso rispetto a quello che l’Italia rivendica nei confronti di Bruxelles. Se Roma dice che i tagli non devono essere depressivi, non può chiedere alla Sicilia tagli depressivi. Qui si vuole uccidere una Regione”.
“Dopo il lungo ponte di Natale mi sentirò con l’assessore Baccei al quale spiegherò che non si possono mandare messaggi così negativi. Gli chiederò da dove vengono certe cifre. Dobbiamo fare un confronto chiaro”.
Poi il tema dei fondi Pac sottratti alla Sicilia “Lo stato deve dirci come intende compensare lo scippo di queste risorse. Ci sono impegni già presi come, ad esempio, i fondi per Fiat solo per parlare di un tema già noto. le risorse stanno là, nei Pac, Lo Stato non può disattendere tutti i patti e dirottare le risorse come se nulla fosse”
 Sul tema dei rifiuti, poi, Crocetta, spegne la polemica sul commissariamento richiesto a Roma “Non voglio che il commissariamento venga dato a me. Sarei felice che lo facesse qualcun’altro. io voglio essere, casomai, il controllore. Il commissariamento non può e non deve avere una gestione politica”.
“Forse saremo costretti a portare per 2 o 3 mesi i rifiuti all’estero anche se questa è una sconfitta. Invece nessuno pensi che quando parliamo di termovalorizzatori si voglia tornare al piano, sbagliato, di qualche anno fa. erano inceneritori sovradimensionati. Noi pensiamo, nell’ambito di una crescita della differenziata, a piccoli termovalorizzatori locali”.
Crocetta poi conferma che si pensa ad una nuova tassazione in finanziaria “Sono convinto che le tasse bisogna abbassarle non aumentarle ma pensiamo di mettere una tassa che sia ‘educativa. Chi non fa la differenziata paga di più. Chi la fa paga meno e si procede ad una detassazione man mano che la differenziata cresce. Nel complesso dobbiamo avere un 30% di trasformazione in energia del rifiuto con piccoli interventi non inquinanti, poi discariche di nuova generazione con separazione dei rifiuti e conferimento in vera e propria discarica solo dell’inevitabile. Infine impianti di biostabilizzazione che riducano il percolato, con affiancati impianti di smaltimento in loco del medesimo percolato ed, infine, lì’utilizzo dei gas prodotti in discarica”.
Sulle minacce odierne, infine, il governatore scherza “preferirei auguri diversi ma accetto anche questi. chiunque sia stato deve sapere che non ha raggiunto nessun risultato. La mia è una scelta di vita che non cambia. non è riuscito neanche a crearmi malumore”.

24 Dicembre 2014 
http://palermo.blogsicilia.it/crocetta-non-ci-sta-e-si-scaglia-contro-il-governo-bilancio-siciliano-in-difficolta-per-colpa-di-roma/281847/






 

GRANDE LAVORO DI MANUTENZIONE DEI CANALI GULFONE, AGNELLO E INFERNO PER SCONGIURARE IL RISCHIO DI DISASTRO IDRO-GEOLOGICO EFFETTUATO DAGLI OPERAI DELLA FORESTALE,NEL MESE DI DICEMBRE A SCILLATO, SVOLTO CON MAESTRIA E COMPETENZA


Scillato

Ripuliti tre canali. Evitati possibili disastri

L'opera di pulizia


Giovanni Capizzi
Grande lavoro di manutenzione dei canali Gulfone, Agnello e Inferno per scongiurare il rischio di disastro idro-geologico effettuato dagli operai della forestale, nel mese di dicembre a Scillato, svolto con maestria e competenza. I canali infestati da erbacce, canne, cespugli e tronchi, necessitavano di una significativa e incisiva ripulitura. Il sindaco Battaglia, quindi, ha fatto richiesta alla Forestale, ottenendo delle unità operative per la necessaria manutenzione. La Forestale ha accolto la richiesta ed ha inviato degli operai che si sono avvicendati in squadre liberando i canali dagli arbusti, garantendo in questo modo il regolare funzionamento cioè il regolare deflusso dell'acqua piovana e/o di quella proveniente dal sovrappiù delle sorgenti di Scillato. L'intervento ha scongiurato il verificarsi di eventuali disastri che potevano derivare dalla mancata manutenzione degli alvei. «Il lavoro è stato iniziato da poche persone - dice Carmelo Granieri, operaio della forestale - poi gradualmente ne sono arrivati altri, in tutto eravamo circa otto, dieci. Abbiamo fatto un bel lavoro perchè abbiamo ripulito le favare oltre che dalle canne e dagli arbusti anche dal ferro vecchio abbandonato e da immondizie di vario genere». «Peccato che non durerà molto - interviene preoccupato Marco Guggino, anche lui operaio forestale - sarebbe opportuno mettere delle tabelle di divieto per scoraggiare i trasgressori». «Il vallone Inferno per circa 100 metri a monte e 100 a valle del ponte di via Palermo è stato con cura riportato alla luce - dicono Rosaria Castiglia e suo marito Carmelo Di Fiore - ma anche il canale Agnello , dalle sorgenti fino al parcheggio, e il canale Gulfone per un significativo tratto sono stati ripuliti e messi in condizioni di non nuocere in caso di eccessiva pioggia. In effetti il lavoro svolto anche dagli amici forestali è stato eccellente».
Non è la prima volta che il comune si avvale della collaborazione della Forestale, anche in passato è successo, sempre con ottimi risultati. Sui lavori di ripulitura il sindaco Battaglia, soddisfatto, ringrazia tutti gli operai forestali che hanno partecipato all'impresa, il capo squadra Cristodaro, il direttore del cantiere Genovese e l'Azienda Forestale quest'ultima per la solerzia, la competenza e la disponibilità dimostrata. 


24 Dicembre 2014
http://www.cefalunews.net/2014/?id=42429



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FORESTALI. IL RIORDINO DEL SETTORE PREVEDE IL BLOCCO DEL TURN-OVER, INCENTIVI PER L’USCITA VOLONTARIA E IL PREPENSIONAMENTO DEI LAVORATORI. MA NON SOLO. I FORESTALI SARANNO UTILIZZATI ANCHE PER ALTRE ATTIVITÀ (DALLA MANUTENZIONE DELLE AREE VERSI ALL'ATTIVITÀ ISPETTIVA SUL DEMANIO E IL PATRIMONIO


Riforme subito in cambio di risorse
La “trattativa” per evitare il fallimento





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di Accursio Sabella


La rivoluzione che non è stato in grado di compiere in due anni, Crocetta dovrà farla in appena quattro mesi. Ecco tutti gli interventi che dovranno convincere il governo Renzi. E le richieste che la Sicilia avanzerà sui tavoli romani.

PALERMO - Ha avuto finora due anni di tempo per compierla, ma non ci è riuscito. Adesso, se Rosario Crocetta vorrà restare “in sella”, la rivoluzione dovrà farla davvero. Anche se questa rivoluzione, se avverrà, non porterà il suo nome se non nella porzione di locandina destinata ai co-protagonisti. Niente di più. Decide Roma. Decide Renzi. Per carità, insieme al governo regionale, certamente. Un governo però per nulla autonomo. “Credo – ha ammesso infatti l'assessore all'Economia Baccei – che la strada per salvare i conti sia una sola. Non vedo alternative”. Una strada da percorrere in appena quattro mesi. Settimane che verranno costellate da ostacoli e trappole. Insidie e problemi “tecnici”. La rivoluzione dei quattro mesi, insomma, è tutto fuorché una certezza.

Un “pacchetto” di riforme. Da inserire nella prossima Finanziaria. O, eventualmente, in disegni di legge autonomi e correlati alla legge di stabilità. Queste le richieste del governo nazionale. Quelle alle quali la Sicilia dovrà dare seguito, per dimostrare di essere, finalmente, autorevole. “Una svolta da ottenere non cancellando il passato – lo slogan usato dai più stretti collaboratori di Baccei – ma costruendo il futuro”. Al di là degli artifici retorici, quello cui il governo regionale dovrà lavorare somiglia invece a una vera e propria opera di demolizione. Da completare entro il 30 aprile. Se ciò non avverrà, gli unici stipendi che potranno essere garantiti saranno quelli dei dipendenti regionali e dell'Ars. Tutti gli altri lavoratori (enti collegati, Teatri, società partecipate, Forestali) si troveranno in mezzo a una strada.

“Serve che tutti facciano un passo indietro per tenere su la baracca”, insistono dagli uffici di gabinetto di Baccei. Ed eccoli i passi - svelti, data la brevità della parentesi concessa dall'esercizio provvisorio – che dovrà compiere l'esecutivo di Crocetta per poter “guardare negli occhi” Renzi e compagni. Interventi che non risparmieranno ad esempio il personale della Regione.

Regionali e partecipate

“Gli interventi sul personale regionale, - si legge nel Documento di programmazione economica e finanziaria approvato l'altroieri in giunta - prevedono la riduzione del personale attraverso il prepensionamento (attraverso l'utilizzazione del sistema pre-Fornero, ndr), la riduzione delle strutture dirigenziali, la revisione della pianta organica e del sistema degli incentivi”. Le pensioni verranno adeguate alle norme nazionali. Mentre non è esclusa nemmeno, ad esempio, l'abolizione della clausola di salvaguardia (la norma che garantisce a un dirigente 'defenestrato' un livello economico pari alla carica ricoperta in precedenza). Un istituto, del resto, considerato “anacronistico” dalla Corte dei conti. “Tradurremo in provvedimenti – ha annunciato Baccei – i rilievi che negli anni sono stati mossi dai giudici contabili”. E questi ultimi, quasi ogni anno hanno ripetuto la “litania delle partecipate”. Le società mangiasoldi che danno lavoro a settemila persone. E la riforma di queste spa prevede la liquidazione di quelle non considerate “strategiche”, e soprattutto un maggiore controllo sulle aziende attraverso ad esempio il monitoraggio trimestrale delle attività o l'estensione a queste società di alcuni provvedimenti previsti per la macchina regionale (tagli alle spese per gli affitti, ad esempio).

Forestali e spese per beni e servizi

Il riordino del settore prevede il blocco del turn-over, incentivi per l’uscita volontaria e il prepensionamento dei lavoratori. Ma non solo. I forestali saranno utilizzati anche per altre attività (dalla manutenzione delle aree versi all'attività ispettiva sul demanio e il patrimonio). E ancora, oltre a un'ulteriore riduzione delle spese, il governo prevede la istituzione della Centrale unica di committenza. Un centro per gli acquisti unico per la Regione. Il governo poi rivedrà “gli spazi” in cui dovranno muoversi i regionali. Verrà introdotto il criterio previsto da una norma nazionale (garantiti 21,3 metri quadri per ogni lavoratore). Questo consentirebbe alla pubblica amministrazione di recuperare spazi da riutilizzare al posto di edifici per i quali attualmente viene pagato l'affitto. Ovviamente, poi, il primo intervento richiesto da Roma è il mutuo da due miliardi che condannerà i siciliani a pagare i tassi più elevati di Irpef e Irap per i prossimi trent'anni. “Ma il mutuo – ha spiegato Baccei – è un atto di serietà che consentirà di concedere un po' di liquidità alle casse della Regione”.

Tutto da fare in quattro mesi. “Confido nel senso di responsabilità della politica”, ha detto ieri Baccei. Ma la stessa politica, ad esempio, non più tardi di sei mesi fa si oppose ad esempio alle norme sul pubblico impiego, chiedendo (e ottenendo) lo stralcio di quegli articoli dalla manovra finanziaria. “Se la maggioranza si opporrà alle riforme – ha ammonito l'assessore – se ne assumerà tutte le responsabilità”. E la responsabilità maggiore sarà quella di non poter andare a “battere i pugni” sui tavoli romani. “Senza riforme, quei tavoli non verranno nemmeno aperti” ha ricordato Baccei. Ma cosa chiederebbe la Sicilia al governo nazionale?

Cosa chiederà Crocetta a Roma

Intanto, il riconoscimento delle entrate previste dall'articolo 36 dello Statuto siciliano. Una norma che prevedeper la Sicilia la possibilità din incassare non solo le imposte riscosse nel territorio siciliano, ma anche quelle maturate nell'Isola e materialmente riscosse altrove. Lo Stato al momento riconosce solo il primo tipo di imposte e non le seconde. Il riconoscimento dell'articolo 36 è un cavallo di battaglia di diversi deputati, anche della maggioranza di Crocetta, oltre che del persidente dell'Ars Ardizzone.

Verrà richiesta, poi, la revisione della compartecipazione alla finanza nazionale e quella al sistema sanitario. Riguardo alla Sanità, infatti, la legge finanziaria del 2007, nata nel contesto del Piano di rientro, aveva previsto l'innalzamento della quota spettante alla Sicilia dal 42,5% al 49,11%. In “soldoni”, circa 600 milioni di euro l'anno. Infine, il governo Crocetta chiederà un allentamento del Patto di stabilità, per consentire anche una più veloce spesa dei Fondi europei. Tutto in quattro mesi. Settimane costellate da ostacoli politici e tecnici. E alla fine della corsa, il rischio, fin troppo concreto, del baratro. Cioè del default. Uno spettro già chiaramente indicato oggi dal gruppo di Forza Italia che ha parlato di "cattiveria e accanimento del governo Renzi", come dimostra il caso dei fondi Pac, e "di complice sciatteria del governo Crocetta". Mentre il Movimento cinque stelle chiede a gran voce il commissariamento dell'Isola: “Meglio una morte dignitosa che un'umiliante e sfiancate agonia”. Ma l'agonia, se sarà davvero tale, ha già una scadenza: 30 aprile 2015.
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24 Dicembre 2014
http://livesicilia.it/2014/12/24/riforme-subito-in-cambio-di-risorse-la-trattativa-per-evitare-il-fallimento_580691/



Nota
Il riordino deve portare un aumento delle giornate, perchè nella società del ventunesimo secolo le 78 e le 101 giornate nel settore pubblico non hanno più senso logico e produttivo. Questo può dipendere anche da noi. 
Abbiamo già perso! Ma se continuiamo ad aspettare senza far nulla moriamo comunque!








MAB SICILIA. COMUNICATO STAMPA DEL 22 DICEMBRE 2014: DIBATTITO A MISILMRI



Ricevo e pubblico 
dal Mab Sicilia



Mab Sicilia comunicato stampa del 22.12.2014

Dibattito a Misilmeri




Si è tenuto, nella serata di lunedì 22 Dicembre 2014, un'ennesimo incontro e dibattito fra il direttivo del Mab Sicilia ed alcuni fra gli associati del  Primo, Terzo e Quinto distretto della provincia di Palermo. Alla riunione si sono presentati tanti colleghi non ancora associati ma incuriositi dalle varie informazioni raccolte dai tanti siti web, dai blog e facebook ed a volte dagli già associati stessi che facendo opera di proselitismo informano i colleghi non ancora iscritti, che il Mab agisce ed agirà solo ed esclusivamente per gli interessi degli addetti all’antincendio poi che da tutti questi è costituita. Accesi sono stati a volte i toni in quanto sempre più chiara va delineandosi la propensione ai tagli indiscriminati (o forse per meglio dire discriminanti visto che mirano a tagliare fondi principalmente al settore forestale) che la nostra amministrazione regionale intende
attuare per sopperire ai buchi di bilancio ma che non faranno altro che esasperare ancora di più una categoria che da sempre risulta essere presa di mira da tutti coloro, mass-media inclusi, vogliono scaricare la colpa dei mali di questa amara ma amata terra nostra. Dal dibattito con tutti i colleghi presenti si è giunti comunque alla medesima conclusione che qualsiasi cosa si intenda fare per cercare di farci rispettare come categoria e farci riconoscere i nostri diritti, si debba fare unitamente e con il maggiore numero di iscritti possibile e di tutte le altre provincie siciliane perché a volte, là dove la qualità non basta, serve la quantità e per questo chiediamo a tutti i colleghi di cercare di essere sempre presenti a tutte le manifestazioni che verranno messe in campo, perche per suscitare gli animi dei nostri amati politici occorre scendere numerosi in piazza fin tanto da riempirla. Per aver permesso quest’ultimo incontro, noi tutti del Mab Sicilia vogliamo affettuosamente ringraziare la neo Sindaco di Misilmeri Rosalia Stadarelli che molto gentilmente ha consentito lo svolgersi del dibattito nella sala consiliare del municipio fino ben oltre l’orario precedentemente concordato. Vogliamo inoltre augurare a tutto il comparto dell’antincendio siciliano, a tutti coloro che ne fanno parte direttamente e non, un sereno Natale, che sia portatore di nuove idee ed opportunità ma anche realizzatore di tutte le nostre aspirazioni per noi e le nostre famiglie.


Palermo 23 Dicembre 2014  
ufficio Stampa MAB Sicilia

P.Tubiolo



















SOTTO L’ALBERO 10.000 STIPENDI DA ‘TAGLIARE’ IL REGALO DI NATALE DEL GOVERNO AI SICILIANI. PREPENSIONAMENTI FRA I FORESTALI (ESSENDO STAGIONALI CON UNO STIPENDIO IN MEDIA SE NE PAGANO 15 QUINDI I CONTI FATELI VOI)



Sotto l’albero 10.000 stipendi da ‘tagliare’
Il regalo di Natale del governo ai siciliani




Baccei affranto



L’assessore Alessandro Baccei è un uomo garbato, quello che deve dire lo dice senza enfasi ma con parole chiare. E’ in Sicilia da poco ma questo bisogna riconoscerglielo: non ci sono infingimenti nei suoi modi.
Un atteggiamento chiaro sin da subito e confermato durante la conferenza stampa di ieri nel corso ella quale ha presentato il bilancio e l’esercizio provvisorio. Poi, lasciati i giornalisti, è andato a presentare gli stessi documenti alla Commissione. Ma qui non ha potuto bypassare le cifre come aveva fatto in sala stampa all’Ars.
Ed ecco che i nodi vengono al pettine. Non che Baccei ne avesse fatto un mistero. Ma le sue preoccupazioni prendono forma e dimensione. E dai conti si comprende come la situazione finanziaria siciliana sia davvero sull’orlo del tracollo. Una regione in bancarotta per responsabilità che vengono certamente da lontano, per effetto della crisi che ha ridotto le entrate e per effetto di una serie di scelte sbagliate.
Di fatto qui non si parla più di investimenti ma si sopravvivenza. E per sopravvivere la macchina regionale deve tagliare perché le entrate non bastano a pagare le spese correnti ad iniziare dagli stipendi.
Per riuscire a chiudere il bilancio nei prossimi 4 mesi, quelli che ci separano dal 30 aprile, bisogna ‘tagliare’ diecimila persone. La Regione può permettersi diecimila stipendi in meno di quelli che attualmente paga al livello di retribuzione di oggi.
Un dato drammatico che Baccei non conferma e non smentisce. D’altronde lui stesso ha ammesso di non aver ancora potuto vedere tutto e per questo si rifiuta di quantificare il buco di bilancio. Una voragine che, sembra ormai abbastanza chiaro, va da 2 miliardi e 400 milioni a 3 miliardi e 600 milioni, almeno in base a quanto è dato sapere fino ad oggi. D’altronde anche l’assessore ha definito la quantificazione del deficit come ‘il principale sport regionale’.
Tornando al personale la strategia sulla quale ci si muoverà è  abbastanza definita, più definita dei conti stessi. Primo passo quello che Baccei chiama adeguamento ai parametri nazionali. Insomma cancelliamo norme regionali ed autonomia che ormai rappresentano privilegi per il mondo e con essi cancelliamo le differenze retributive e pensionistiche quali che fossero i motivi che hanno portato alla loro nascita. Lo stesso principio costituzionale del ‘diritto acquisito’ sembra superato dai fatti. Il diritto acquisito non esiste più.
Dunque adeguamento ai parametri nazionali che significa cancellazione di 800 postazioni di dirigenti con relative indennità alla Regione, taglio del Famp e dunque nessuna indennità da piano di lavoro ai regionali; taglio dei permessi sindacali del 50%, taglio sui livelli di retribuzione delle pensioni fino all’adeguamento col sistema nazionale ovvero circa 400 euro in media in meno ai pensionati con riduzioni più consistenti per i pre pensionati e meno consistenti per chi è andato via a fine carriera.
Così facendo il risparmio, però, non sarà elevatissimo. Dunque ricorso ai prepensionamenti. 2800 alla Regione ma con i parametri statali dunque con una riduzione anche del 33% sui livelli retributivi. Non basta. Bisogna recuperare almeno altri 7000 e più stipendi. Quindi prepensionamenti anche fra i precari, taglio di tutti i contratti esterni delle partecipate (e questo vuole dire taglio di posti di lavoro anche se non si può dire), prepensionamenti fra i forestali (essendo stagionali con uno stipendio in media se ne pagano 15 quindi i conti fateli voi).
Un vero e proprio massacro! per risparmiare diecimila stipendi senza licenziare si potrebbe portare sotto soglia di povertà 30/35 mila siciliani. ma d’altronde non c’è alternativa. Per quadrare solo questi primi 4 mesi del 2015, anche di questo Baccei non fa mistero, si è dovuti ricorrere ad artifici di bilancio che lui stesso ammette “se fossi un revisore dei conti dubito che farei passare questa impostazione”.
Nel bilancio di previsione sul quale si basa l’esercizio provvisorio, infatti, sono stati azzerati i fondi di riserva, tagliati consistentemente fino quasi all’azzeramento gli accantonamenti a garanzia dei residui attivi (cosa questa possibile solo perché la Corte Costituzionale ha sottratto al Commissario dello Stato la facoltà di controllo. Appena lo scorso anno questa operazione era stata tentata tre volte e tre volte bocciata).
Se, insomma, le riforme non andranno in porto e Roma non verrà in soccorso della Sicilia, il 1 maggio sarà la catastrofe. Nessuno sembra ricordarsi, al momento, che le pensioni dei dipendenti regionali oggi si pagano dal bilancio della Regione. Non le paga l’Inps, non le paga nessun ente di previdenza perché solo dal 2009 si è avviata la previdenza regionale. Dunque il prepensionamento dei regionali fa risparmiare solo uno stipendio ogni 3/4 pensionamenti. Tutto frutto di una bella intuizione del presidente antimafia per eccellenza: Piersanti Mattarella.
Ora c’è un altro presidente, ma pur sempre antimafia, a correggere il tiro.
Da non dimenticare, infine, lo sviluppo. Per quello non c’è un euro. Addio a tutte le società partecipate anche se l’assessore continua a sostenere che bisognerà salvaguardarne il personale (sempre detto per tutto e tutti ma mai fatto fino ad ora da questo governo per quasi nessuno). Fra le ‘cassate’ c’è anche Sviluppo Italia Sicilia, dunque gli incubatori d’impresa di Catania e Messina. Ma anche i fondi comunitari della programmazione 2014/2020 sono a rischio. In bilancio non ci sono i soldi per i co – finanziamento regionale. Baccei dice che ce li rimetterà quando si farà il bilancio vero. Chi di speranza vive…

24 Dicembre 2014
http://palermo.blogsicilia.it/diecimila-stipendi-da-tagliare-per-salvare-la-sicilia-prepensionamenti-o-dovranno-essere-licenziati/281818/








SUL BILANCIO DI BACCEI IL SILENZIO DEGLI ALLEATI. SI ANNUNCIANO, INSOMMA, LACRIME E SANGUE PER TUTTI: REGIONALI, FORESTALI, PRECARI, COMUNI, FAMIGLIE E IMPRESE


Sul bilancio di Baccei il silenzio degli alleati
M5S: «Ora basta, si commissari la Regione»



 


Antonella Sferrazza

Politica – Mentre l'opposizione spara a zero contro l'assessore inviato in Sicilia dal Governo nazionale «per ammazzarci», i partiti che dovrebbero appoggiare il Governo tacciono. Pd in primis

La politica siciliane è in fiamme. La conferenza stampa regionale all'Economia, Alessandro Baccei, ha scatenato un putiferio. E non poteva essere altrimenti. L'uomo inviato in Sicilia dal Governo Renzi non ha proposto nulla se non tagli. Ci sarebbero soldi solo per i primi quattro mesi del 2015, poi tutto è a rischio, inclusi gli stipendi.Si annunciano, insomma, lacrime e sangue per tutti: regionali, forestali, precari, Comuni, famiglie e imprese. Si annunciano fantomatiche riforme che parlano di «armonizzazioni», un modo gentile per parlare di tagli. Si sventolano, come una possibile panacea, ipotetici negoziati con il Governo nazionale che dovrebbe salvare la Sicilia. Lo stesso che in due anni ha sottratto al bilancio regionale, come ha ricordato oggi Santi Formica, tre miliardi di euro più i fondi Pac.  Insomma, l'aiuto del Governo nazionale, sembra più o meno una farsa.

Le opposizioni, dunque, come vi riassumeremo a breve, sono sul piede di guerra.



Ma, a fare notizia è, in realtà, il silenzio dei partiti della maggioranza,o comunque, visto che una vera maggioranza non c'è, di quelli che dovrebbero essere gli alleati del Governo Crocetta.  
Mentre i partiti dell'opposizione sparano a zero sull'assessore, non c'è, ad esempio, un deputato del Pd che difenda le mosse di Baccei. Nemmeno uno. E, quando scriviamo, sono già le 20. Nessuno, insomma, finora, sembra pronto ad assumersi la responsabilità, dinnanzi ai cittadini e alle imprese dell'Isola, della strategia «ammazza Sicilia» messa a punto dal Governo nazionale tramite Baccei.  
Il Pd siciliano? «Tace perché è al servizio del killer» ha detto il deputato regionale Santi formica (Lista Musumeci- Forza Italia). Dei suoi giudizi sferzanti
vi abbiamo raccontato qua. 

Per Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all'Ars, Baccei non conosce i conti della Regione e non ha neanche il curriculum giusto: «Questo governo regionale, il più  antimeridionalista della storia, insieme alla sciatteria del governo nazionale, rischiano di mandare la Sicilia in default. Ad oggi il deficit strutturale della Regione è di 1,5 miliardi. Si sente parlare di 2,5 miliardi ma credo che 1,5 sia più realistico. Baccei non si sbilancia sul buco? Perché - per il deputato- non conosce i conti della Regione».

Quindi l'affondo: «Alessandro Baccei - aggiunge Falcone- non ha il curriculum adeguato per fare l'assessore al Bilancio della Regione siciliana, non ha mai vinto un concorso pubblico, era un semplice impiegato dell'assistenza tecnica».
 
Ancora più caustico il Movimento 5 Stelle che chiede il Commissariamento che chiede il Commissariamento della Regione: «Meglio una morte dignitosa che un'umiliante e sfiancate agonia. Non ci sono speranze, si commissari la Regione. Il teatrino dell'ipocrisia politica continua - dice Giorgio Ciaccio componente della commissione Bilancio - Mi ritrovo in commissione ad ascoltare un assessore che chiudendo gli occhi non riesco a capire se è Baccei, Agnello, o Bianchi. Più di due anni a sentire sempre le stesse parole, a sentirsi dire che bisogna essere credibili nei confronti dello Stato, che bisogna essere responsabili nei confronti dei siciliani. Ora basta. Basta con Crocetta, comandante di questa barca senza rotta, con questo parlamento connivente col comandante». 
«Baccei - dichiara Claudia La Rocca - altro componente Cinquestelledella commissione Bilancio - sostiene dobbiamo essere credibili con Roma per richiedere quanto lo Stato ci deve, a partire dal miliardo sul cofinanziamento della spesa comunitaria. Ma lo Stato è credibile, visto che è causa della tragica situazione dei conti siciliani? Ricordiamo che la mancata applicazione dello Statuto pesa quasi 8 miliardi».

23 Dicembre 2014
http://meridionews.it/articolo/30472/sul-bilancio-di-baccei-il-silenzio-degli-alleati-m5s-ora-basta-si-commissari-la-regione/







PERICOLO ALLUVIONI IN TUTTA LA SICILIA,LA MAPPA DELLE 9 MILA ZONE A RISCHIO. CARISSIMO GOVERNO, MA QUANDO I FORESTALI PER IL DISSESTO IDROGEOLOGICO?


PROTEZIONE CIVILE

Pericolo alluvioni in tutta la Sicilia,
la mappa delle 9 mila zone a rischio

di
Sono trecento le aree in cui la pericolosità è ancora più elevata, situazione delicata nel Messinese e nel Palermitano


alluvioni, Sicilia, Sicilia, Cronaca, Sicilia e Nostra Regione


PALERMO. Le mappe disegnano una Sicilia che «fa acqua da tutte le parti». Sono circa un migliaio le aree a rischio alluvione, delle quali circa 300 sono quelle in cui la pericolosità è più elevata. Allarme rosso, invece, in quelle zone abitate che si trovano vicino a fiumi e torrenti: sono circa novemila i punti potenzialmente critici, pronti a scoppiare in caso di esondazioni.
È la fotografia scattata dal dipartimento regionale all'Ambiente, guidato dal dirigente Gaetano Gullo, che ha pubblicato il Piano di gestione del rischio alluvioni. Ogni territorio ha una sua storia idrogeologica complessa, così come i rischi collegati. Per questo motivo, il piano contiene misure per la prevenzione, di cui si occuperà la Protezione civile e una serie di provvedimenti per evitare la cementificazione selvaggia nelle aree a rischio. È prevista la ricognizione periodica, la manutenzione dei corsi d'acqua, interventi di ingegneria per coniugare obiettivi di potenziamento ambientale e la gestione delle opere.

Messina, impiegati i soldi per i danni dell'alluvione

«Sulla base della direttiva comunitaria del 2007, le Regioni hanno l’obbligo di pubblicare i Piani di gestione alluvioni per stabilire interventi in funzione del livello di pericolosità dell'area - spiega il dirigente Gullo -. Tutta la Sicilia è interessata dal pericolo della cementificazione, a causa dell’abbandono delle campagne. I cambiamenti climatici e il carattere torrentizio possono provocare alluvioni di una pericolosità inaudita. I terreni sono abbandonati, non ci sono canali di scolo, con il risultato che un rigagnolo si trasforma in un torrente».
ALTRE NOTIZIE NELLE PAGINE DEL GIORNALE DI SICILIA IN EDICOLA

24 Dicembre 2014
http://gds.it/2014/12/24/rischio-alluvioni-in-tutta-la-sicilia-la-mappa-delle-9-mila-zone-piu-pericolose_284571/



Carissimo Governo, ma quando i forestali per il dissesto idrogeologico?