03 ottobre 2023

INCENDI ESTATE 2023: RICHIESTE DI INTERVENTO IN CALO DEL 28%. IL MAGGIOR NUMERO DI RICHIESTE È ARRIVATO DA SICILIA E CALABRIA


Dal sito www.ilgiornaledellaprotezionecivile.it

02 Ottobre 2023
Dal 15 giugno al 30 settembre sono state 794 le richieste di concorso aereo, 323 in meno rispetto allo stesso periodo del 2022. Il maggior numero di richieste è arrivato da Sicilia e Calabria

Questa estate il COAU – Centro Operativo Aereo Unificato del Dipartimento ha registrato un calo delle richieste di concorso aereo del 28% rispetto all'anno scorso e sono state pari a un terzo di quelle pervenute nell'estate del 2017, ad oggi ritenuto il più impegnativo dell'ultimo decennio. 

Cabina di regia e gemellaggi
La campagna estiva di lotta agli incendi boschivi del Dipartimento di Protezione Civile era iniziata il 15 giugno scorso a valle delle raccomandazioni del Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, rivolte a tutte le Amministrazioni coinvolte a vario titolo nelle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, e si è conclusa il 30 settembre. Un'importante ed efficace attività di previsione e pianificazione è stata garantita della cabina di regia permanente promossa dal Dipartimento, che ha ulteriormente rafforzato il coordinamento tra le diverse amministrazioni. Anche quest’anno migliaia di volontari di protezione civile hanno ricoperto un ruolo fondamentale nel presidio del territorio e nella lotta attiva agli incendi boschivi. Tra loro meritano una menzione speciale i 580 volontari di protezione civile che hanno operato sui territori in un sistema di gemellaggi tra regioni in Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Dati 
Andando a vedere i dati esatti dal 15 giugno al 30 settembre sono state 794 le richieste di concorso aereo, 323 in meno rispetto allo stesso periodo del 2022. Nel corso delle operazioni di supporto aereo alle squadre e ai velivoli antincendio regionali, la flotta aerea dello Stato ha effettuato 4.019 ore di volo e oltre 17.300 lanci con circa 102 milioni di litri di estinguente. Nel dettaglio, i dati riferiti alle singole Regioni mostrano che il maggior numero di richieste è arrivato da Sicilia e Calabria, che insieme rappresentano circa il 58% del totale nazionale, rispettivamente con 255 e 201 richieste. Nel periodo di massimo impegno, a partire da luglio, la Flotta aerea dello Stato – coordinata dal COAU – ha potuto contare su un totale di 35 velivoli: 15 Canadair, 2 Fire Boss, 5 elicotteri S64 e 13 ulteriori elicotteri. Nell’ambito del progetto europeo “RescEu-IT”, che prevede l’intervento di due Canadair italiani in supporto ad uno degli altri Paesi dell'Unione Europea che si trovino in situazioni di criticità, i velivoli sono intervenuti, su richiesta di Bruxelles, in Grecia, dove hanno effettuato 121 lanci. 

Ancora una piaga
“Le condizioni meteo che hanno caratterizzato questa campagna – ha detto il Capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio – hanno portato ad un significativo calo delle richieste rispetto allo scorso anno, ma il fenomeno degli incendi boschivi resta ancora una piaga per il comune patrimonio boschivo e un rischio per l’incolumità delle persone. Come in ogni attività di protezione civile anche questa campagna è stata caratterizzata da un importante lavoro di squadra e da una grande sinergia tra i sistemi regionali e nazionali, e questa è la strada su cui proseguire il nostro cammino. Il mio ringraziamento, quindi, va a tutte le componenti del Servizio Nazionale che, come sempre, con abnegazione e generosità, hanno contribuito con il loro impegno a tutelare il territorio e ad assicurare la salvaguardia della popolazione”.

Red/cb
(Fonte: Dpc)





SUPER-AUTOBOTTE FERMA, TUTE E GUANTI MAI USATI. L’ARMATA DELLA FORESTALE CONTRO GLI INCENDI RESTA NELL’AUTOPARCO VIAGGIO NELLA BASE DEL CORPO FORESTALE: 126 MEZZI DA 20 MILIONI ACQUISTATI E INUTILIZZATI


di Giusi Spica - 03 Ottobre 2023
Le ruote motrici sembrano appena uscite dalla fabbrica. I vetri sono tirati a lucido, la tappezzeria immacolata. Sulla carrozzeria verde spicca il simbolo della Regione siciliana con la scritta gialla “Corpo forestale, servizio antincendio”. Chi entra nell’autoparco di via Montellepegrino, a Palermo, e si trova davanti l’autobotte da diecimila litri nuova di zecca, potrebbe pensare a una Sicilia all’avanguardia nella lotta agli incendi.

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BLITZ DELL'ON. LA VARDERA. MEZZI ANTICENDIO NUOVI DI ZECCA, MAI UTILIZZATI E SOPRATTUTTO ARRIVATI QUANDO LA STAGIONE DEGLI INCENDI È FINITA. QUELLA CHE VEDETE È UNA AUTOBOTTE IMMACOLATA DA 10 MILA LITRI


Dalla pagina Facebook
dell'On. Ismaele La Vardera

Mezzi anticendio nuovi di zecca, mai utilizzati e soprattutto arrivati quando la stagione degli incendi è finita. Quella che vedete è una autobotte immacolata da 10 mila litri. 
Ho ritenuto opportuno verificare con i miei occhi, attraverso un blitz, le notizie che vedevano presunti mezzi nuovi di zecca del corpo forestale, parcheggiati e non utilizzati. Effettivamente ho trovato un mezzo che può contenere 10 mila litri di acqua di ultimissima generazione arrivato qualche settimana fa a fine stagione estiva, quando gli incendi ormai sono finiti, una situazione senza alcuna logica. 
Mi dicono dagli uffici che altri 100 mezzi arriveranno a dicembre, mese conosciuto per il caldo afoso dove si registrano centinaia di incendi una storia tutta da ridere. 
Peccato  però che da ridere c’è poco. La Sicilia ha contato 6 morti e la politica non è stata in grado di dare risposte concrete, Schifani dopo aver latitato per mesi giorno 18 ottobre verrà in Parlamento, proveremo ad inchiodarlo
Sulle sue responsabilità




92° POST. CONSTATIAMO CON RAMMARICO CHE ANCHE IN QUESTA LEGISLATURA AL MOMENTO GLI IMPEGNI NON SONO RISPETTATI. L'ASSESSORE SAMMARTINO AVEVA DETTO DI PORTARE LA RIFORMA ALL'ARS IN ESTATE. AVEVA ANCHE PROMESSO AI SINDACATI IL VARO DEL DDL ENTRO GIUGNO. A QUESTO PUNTO CHIEDIAMO AI SINDACATI CHE È NECESSARIA UNA SVOLTA: È ARRIVATO IL MOMENTO DI AUTOCONVOCARSI!



Incontro Dicembre 2022

  • 23 Dicembre 2022 - Giornale di Sicilia. L'Assessore Sammartino: Il rinnovo del contratto è il primo atto di una diversa organizzazione del settore a cui stiamo lavorando, e che culminerà nella riforma che porterò all'Ars in estate




01 Marzo 2023




CEFALÙ. CATTURATI 150 CINGHIALI IN 3 ANNI. ENTE PARCO NUMERI TELEFONICI PER LE EMERGENZE


Dal sito madonielive.com

01 Ottobre 2023
Il Comune di Cefalù informa che è in possesso di tre gabbie per la cattura dei cinghiali. In quasi tre anni, con una sola gabbia, ma solo in alcuni periodi dell’anno, sono stati catturati oltre 150 esemplari.

L’Ente Parco ha attivato tre numeri telefonici, mediante i quali, sarà possibile effettuare segnalazioni per la presenza di suidi in aree urbane, extraurbane e aree agricole che si trovano all’interno del Parco.

Lo rende noto il Commissario straordinario dell’Ente, Caltagirone “Il personale dell’Ente, a seguito delle richieste telefoniche pervenute, effettuerà una prima valutazione di accertamento sulla base dei dati tecnici acquisiti e, procederà successivamente, ad individuare fisicamente le zone segnalate, mediante sopralluoghi“.

L’intento, è quello di mitigare eventuali rischi e danni a cose e persone, razionalizzando allo stesso tempo gli interventi di salvaguardia e di sicurezza sul territorio. Attraverso sopralluoghi effettuati nel più breve tempo possibile, sarà individuata la metodologia più idonea da applicare: sessione di selecontrollo (con selettori accreditati) per verificare, nei luoghi, la sussistenza di condizioni minime di sicurezza (2 km fuori dai centri abitati; assenza di vegetazione fitta e d’infrastrutture abitate o trafficate) o nei casi in cui non fosse possibile effettuare la “battuta”, procedere alla collocazione di appositi chiusini di cattura mobili.

Di fronte a questa emergenza, per ora all’ordine del giorno, nonostante le misure già attuate, è necessario fornire una corretta informazione ai cittadini, in modo da prevenire eventuali momenti di preoccupazione e pericoli connessi alla presenza dei cinghiali anche in aree urbane.

I numeri telefonici per segnalare la presenza di suidi al Parco delle Madonie:

0921/684059

0921/684023

0921/684040

Ci scusiamo per i disagi tecnici che sono stati riscontrati a seguito delle vostre segnalazioni e che già sono stati risolti.

I numeri di telefono sono raggiungili dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle ore 13:00.

È necessario fornire all’operatore che risponderà:

i dati catastali ( foglio- particella)

località e contrada

proprio recapito telefonico

Le segnalazione, riportanti i dati sopra indicati, potranno essere inviate anche tramite posta elettronica al seguente indirizzo: prot.parco@parcodellemadonie.it





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Un anno fa una petizione: ieri il morto innocente. Nessuno è responsabile, non lo sono i forestali che li hanno fatto scappare dal parco, non lo sono i ...Forse l'unico responsabile è il povero Rinaudo che, al pari dello scrivente e degli altri proprietari terrieri, non doveva essere in campagna



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02 ottobre 2023

STANNO ARRIVANDO… E QUESTA VOLTA LI VEDRANNO ARRIVARE. RIUNITO IL COMITATO ANTINCENDIO SIRACUSANO


Dal sito www.lacivettapress.it

Marina De Michele - 01 Ottobre 2023
Cittadini, movimenti, associazioni tutti insieme perché il tempo dell’attesa è finito. “Siamo noi le istituzioni!” Quasi un urlo quello dell’imprenditrice agricola Carmela Pupillo, addolorata, esasperata dal fuoco devastante che ormai ogni anno aggredisce le balze delle mura dionigiane, a monte della sua proprietà, come i suoi campi e le sue vigne. “Quelle balze sono un patrimonio di tutti, un bene che appartiene a ognuno di noi ma manca questa percezione perché finora nulla si è fatto per far sì che ciascuno senta questo luogo come proprio. Una ricchezza privatizzata dalla trascuratezza, dall’indifferenza, dall’immobilismo di chi avrebbe il compito della promozione di un sito straordinario. E ora sono solo una distesa di cenere e vegetazione bruciata dove però già rinasce quella vita che sarà di nuovo spenta tra qualche mese”.

Incendi a cui, per inevitabile conseguenza, seguiranno distruttive inondazioni, fenomeni che solo una logica demenziale può ancora definire come emergenziali.

Le mura dionigiane non sono infatti che l’emblema di quanto accade nell’intero territorio provinciale (come d’altra parte in tutta la Sicilia) anno dopo anno. “Il primo passo deve essere quello di dare un nome alla causa del fenomeno, quello che il presidente della Regione Schifani, come il suo predecessore Musumeci, ora ministro per la protezione civile, stenta a pronunciare: non piromani, non bassa delinquenza ma vera e propria mafia, la mafia dei pastori, quella di imprenditori senza scrupoli” afferma il dottor Dino Artale, esperto di micologia “Ma senza i boschi, bruciati, trovare funghi è sempre più difficile. Neanche mi avvicino più dove si è sviluppato un incendio tanta è la pena”.

Il racconto di tante esperienze, come quella di Fabio Cilea (Lipu, direttore della Riserva naturale a Priolo) “Senza più ferie, è un girare costante per la riserva Saline di Priolo non appena comprendo che ci sono le condizioni buone per chi intende appiccare fuoco” (ed elenca i danni), e l’analisi dettagliata sull’attuale status della Forestale, da parte di Fabio Giaccotto che ne ha fatto parte: “Un sistema ormai sfaldato!” Ma, accanto a questi racconti vissuti dai protagonisti, anche il resoconto dell’inutilità delle segnalazioni agli organismi istituzionali di controllo: “Si sa forse di qualche responsabile di roghi che, seppure individuato, abbia realmente pagato il proprio conto con la giustizia?” ha chiesto Cilea.


E così da tanti interventi e proposte ha iniziato a prender corpo quella che sarà l’azione futura del Comitato Antincendi Siracusano. Sabato 30 settembre, al vivaio comunale di Siracusa, convocati da Saro Cuda (Associazione Acquanuvena), Santi Zocco (CAI) e Maria Greco (WWF) del gruppo promotore, si era veramente in tanti a tracciare le linee di un programma che intende muoversi su più direzioni.

Dal lavoro del M.A.I. (Movimento Antincendio Ibleo che da anni opera con buoni risultati, e in accordo con la forestale, su Avola e Noto rappresentato da Vincenzo Spataro, Tiziana Palumbo, Agata Vecchio) i più utili suggerimenti per un’organizzazione di base operativa sul territorio: la costituzione di gruppi per le attività di avvistamento, pattugliamento, censimento delle aree bruciate, di pronto intervento previa un’adeguata formazione, di comunicazione per la più ampia sensibilizzazione al problema, di educazione nelle scuole, di rapporto con le istituzioni, di rimboschimento.

“È necessario che il modello del M.A.I. sia esteso ad altre parti della provincia – ha proposto l’avv. Paolo Tuttoilmondo di Legambiente – Ma indispensabile e imprescindibile anche la pressione su chi ha realmente la possibilità di un intervento strutturato ad ampio raggio e l’interlocuzione con il Commissario regionale e con la Procura e la Prefettura. Come Legambiente riteniamo che occorra potenziare l’attività di commissariamento avviata dalla Regione nei confronti dei Comuni inadempienti alla redazione del catasto degli incendi ed avviare ispezioni per verificare se negli anni i terreni distrutti dal fuoco siano stati utilizzati per percepire contributi comunitari nel settore zootecnico e forestale o se aree percorse dal fuoco con formazioni vegetali diverse dal bosco siano state, negli anni successivi, oggetto di trasformazioni agrarie o edilizie”.


“Né si può trascurare il livello normativo – hanno sostenuto l’avv. Giovanni Silvestro e Carmelo Corso – sia per quanto concerne norme più efficaci che prevedano l’inasprimento delle sanzioni penali e il potenziamento degli strumenti per il perseguimento dei reati connessi con gli incendi sia per potenziare in Sicilia la presenza dei Carabinieri Forestali e quella dei Vigili del Fuoco”.

Prossimo appuntamento tra 15 giorni all’Urban Center.

Parole? Mere dichiarazioni di intenti che resteranno lettera morta? Non crediamo. Li vedremo e sentiremo arrivare.






INCENDI, L’ESTATE NERA DELLA SICILIA E GLI APPELLI INASCOLTATI. LE ASSOCIAZIONI: “VORREMMO UNA MANO”


Simone Olivelli  - 02 Ottobre 2023
Associazioni stanche: "Le cose non miglioreranno finché la Regione non deciderà di impegnarsi davvero per contrastare l'emergenza incendi".

“Abbiamo vissuto un’estate tragica e le cose non miglioreranno finché la Regione non deciderà di impegnarsi davvero per contrastare il fenomeno”. Il tema, ancora una volta, è quello degli incendi in Sicilia.

Data la portata del problema, è impossibile parlare di ridondanza. Se quest’anno il fuoco ha messo in ginocchio la Sicilia, causando anche più vittime, il passato non è poi tanto diverso. A invocare un cambio di passo o anche, semplicemente, un segnale di vita sono un gruppo di piccole associazioni riunite nel Coordinamento SalviAmo i Boschi Sicilia, che vorrebbero dare il proprio contributo alla causa condividendo il patrimonio di conoscenza del territorio ma che, a quanto pare, sembrano non ricevere alcuna attenzione dal governo regionale. E non solo quello attuale.

Incendi in Sicilia: venti proposte, zero risposte
Nato nel Trapanese nel 2017 e via via radicatosi in tutta l’isola, il coordinamento oggi conta oltre cinquanta associazione ambientaliste che ogni anno, e in particolar modo nelle stagioni più calde, si impegnano nella salvaguardia delle aree boscate della Sicilia. Una battaglia fatta di impegno e dedizione, ma anche di idee, nella consapevolezza che quello dei roghi è un problema che va ben oltre i gesti compiuti da singoli piromani.

“In questi anni abbiamo depositato due diversi esposti in Procura, a Trapani e Ragusa, e siamo convinti che ogni territorio abbia le proprie specificità e, per questo, anche possibili particolari moventi – dichiara la portavoce del coordinamento Mariangela Galante al Qds – È vero che il cambiamento climatico può influire nell’aggravare il contesto in cui gli incendi divampano, ma proprio per questo bisognerebbe fare di più e invece, a nostro avviso, le istituzioni latitano. Oltre le note contenenti generiche accuse, non si va”.

Nel mirino delle associazioni, c’è il silenzio che fin qui ha contrassegnato ogni tentativo di aprire un dialogo con il governo regionale. “Sia con la giunta Schifani che con la precedente guidata da Nello Musumeci, abbiamo tentato di chiedere un incontro per mettere le basi per una collaborazione ma non abbiamo mai ricevuto risposta”, prosegue Galante. Per la precisione, le associazioni hanno inviato – già nel 2021 – una lettera contenente un elenco di venti punti, tra suggerimenti e contributi concreti che avrebbero potuto vedere protagonisti i volontari. “Il mese scorso, abbiamo sostanzialmente aggiornato il documento e lo abbiamo inviato agli assessori Pagana (Territorio, ndr) e Sammartino (Agricoltura, ndr) ma finora nessuna risposta”, sottolinea la portavoce.

Dai viali parafuoco ai canadair
Nel documento si passano in rassegna molti dei cardini su cui si regge la prevenzione degli incendi in Sicilia. In più di un’occasione si tratta di anelli deboli della catena, stanti le croniche difficoltà che condizionano l’organizzazione del servizio antincendio.

“Dai mezzi a disposizione che sono carenti e vetusti al numero inadeguato di guardie forestali, dall’incapacità di garantire la realizzazione per tempo dei viali tagliafuoco nei terreni demaniali, passando per le carenze nell’aggiornamento del catasto incendi e della mancata capacità da parte degli enti locali di far rispettare le ordinanze per la pulizia dei terreni – commenta Galante – ci troviamo davanti a un sistema che fa acqua da tutte le parti”. L’invito è anche quello a monitorare con attenzione anche lo svolgimento dei servizi di spegnimento per via aerea: “Tanto gli elicotteri affittati dalla Regione che i canadair”, sottolinea la portavoce del coordinamento.

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91° POST. CONSTATIAMO CON RAMMARICO CHE ANCHE IN QUESTA LEGISLATURA AL MOMENTO GLI IMPEGNI NON SONO RISPETTATI. L'ASSESSORE SAMMARTINO AVEVA DETTO DI PORTARE LA RIFORMA ALL'ARS IN ESTATE. AVEVA ANCHE PROMESSO AI SINDACATI IL VARO DEL DDL ENTRO GIUGNO. A QUESTO PUNTO CHIEDIAMO AI SINDACATI CHE È NECESSARIA UNA SVOLTA: È ARRIVATO IL MOMENTO DI AUTOCONVOCARSI!



Incontro Dicembre 2022

  • 23 Dicembre 2022 - Giornale di Sicilia. L'Assessore Sammartino: Il rinnovo del contratto è il primo atto di una diversa organizzazione del settore a cui stiamo lavorando, e che culminerà nella riforma che porterò all'Ars in estate




01 Marzo 2023




STRISCIA L'IDIOZIA


Ricevo e pubblico
da Antonino Lomonaco
LTI di Linguaglossa (CT)

Ci risiamo! Ancora quel giornalismo falso, che disinforma facendo solo spettacolo, ironizzando senza approfondire le questioni. Ecco che si ripresenta, per l'ennesima volta, ad attaccare la forestale siciliana.
Gli argomenti sono sempre gli stessi, una specie di mantra compulsivo e idiota. Si torna a denunciare il numero elevato di forestali, confondendo guardie ed operai, senza tener conto che il numero degli operai non corrisponde ad un impiego a tempo indeterminato, ma soltanto a tempo determinato, di fasce di impiego da 101 o da 150 giorni annui! Senza tener conto della differenza fra operai antincendio ed operai della manutenzione! Che non sa che gli operai della manutenzione lavorano soltanto nell'ambito del demanio forestale regionale, mentre la stragrande maggioranza degli incendi boschivi riguarda i terreni di privati, da tempo abbandonati dai loro proprietari, che li hanno abbandonati perchè non hanno retto più, in agricoltura, la concorrenza dei mercati! Ed è su questi terreni che, invece, nell'emergenza, intervengono gli ultimi sparuti ed anziani operai dell'antincendio, con mezzi usurati ed obsoleti, ma con una esperienza di campo capace, ogni volta, di fermare in tempo utile, incendi che si sviluppano con temperature ambientali di oltre quaranta gradi! Eppure, cari pseudogiornalisti, mai un incendio è durato mesi in Sicilia, così come avviene in altri contesti del pianeta: così come avviene in Canada, uno Stato certamente immenso rispetto alla Sicilia, sempre chiamato a confronto con la Sicilia, ma che appartiene ad una latitudine per niente paragonabile con quella della nostra regione! Infatti il punto più a sud del Canada corrisponde al nord della Francia o al centro della Germania! Questo significa che il suo clima è un clima nordico, ovvero fresco ed umido! Non sub-tropicale come quello della Sicilia! Martoriata Sicilia, la cui vegetazione in estate secca e si inaridisce, diventando il miglior combustibile possibile per gli incendi! Eppure in Canada succede sovente che addirittura intere città vengano costrette ad evacuare, perchè gli incendi entrano dentro i centri urbani, incendi che durano poi interi mesi! (si tenga conto che lì siamo nel contesto di un clima sub-artico anzichè sub-tropicale, come da noi!)
Perchè, cari giornalisti-accattoni, forse non avete notato che il fenomeno degli incendi boschivi non riguarda soltanto la Sicilia ma, purtroppo, un po' tutto il mondo ed è legato, innanzitutto, alla presenza ed al diffondersi di quella mentalità predatoria ed imbecille che domina la nostra civiltà dei consumi: una mentalità che, in modo criminale, ritiene di poter fare ogni cosa all'ambiente in cui viviamo, senza pagarne le conseguenze. Purtroppo la nostra civiltà consumista è una civiltà che favorisce l'idiozia di generazioni, incapaci di riflettere sulle conseguenze delle loro azioni, e agevola, sempre più, quella tendenza a soddisfare desideri opportunamente stimolati, tali da stordire ed evitare di pensare al ruolo da avere nel mondo. E' in questo modo che si favorisce la risata sguaiata, l'informazione buffonesca e superficiale, che fa, ad esempio, l'ironia sui vigili del fuoco che svolgono il corso a luglio, senza tener conto che i vigili del fuoco non affrontano soltanto le emergenze degli incendi, ma tutte quelle emergenze che riguardano gas, elettricità, acqua, terremoti, incidenti d'auto, ecc. Senza tener conto che per i Vigili del fuoco le emergenze sono ogni giorno dell'anno, 365 giorni l'anno, e che, in tutta Italia, sono soltanto 30.000! 
E' in questo modo che questa "disinformazione" da buffoni propone poi al governo regionale due soluzioni, come se fossero trovate geniali, e che, invece, possono definirsi soltanto ridicole, in quanto manifestamente ignoranti dell'organizzazione forestale. Non serve alcun protocollo di intesa con la Coldiretti, in quanto esiste già un numero verde, il 1515, attraverso cui non soltanto i contadini, ma chiunque, può comunicare, in tempo reale, un principio di incendio. Così come le torrette di avvistamento sono già presenti nel territorio siciliano a presidiare ed avvisare i distaccamenti, in tempo reale, di ogni fumata che si eleva all'orizzonte.
Quello che manca, semmai, è il personale nei distaccamenti, ormai ridotto a poche guardie, spesso deluse e demotivate da un andamento alla mortificazione perenne di una attività che, invece, sarebbe da elogiare e favorire profesionalmente ed in ogni altro modo, dal momento che sono il vero presidio al crimine ambientale che, assieme all'idiozia, e con l'amarezza di chi ne ha coscienza, si diffonde sempre più. 
Quello che manca sono i giovani nelle squadre antincendio della forestale, opportunamente formati ed incentivati, giovani che dovrebbero lavorare per tutto l'anno, anche nella sistemazione e nel recupero di tutte quelle attività di presidio idrogeologico, nelle colline e nelle montagne oramai abbandonate da decenni e decenni, dalla vecchia agricoltura.
Per finire vorrei ricordare che nei terreni privati sono proprio i proprietari che debbono svolgere i lavori di prevenzione antincendio, così come nei terreni comunali, per lo stesso motivo, sono i comuni che debbono disporre delle opportune opere che mettano in sicurezza strade e beni. Gli operai forestali, per il breve tempo in cui vengono occupati, svolgono benissimo il loro lavoro nei demani (raramente interessati dagli incendi), così come i miei fratelli delle squadre antincendio, ogni volta messi in discussione da giornalisti discutibili (se non ridicoli) quando, invece, in ogni intervento, sono proprio loro ad essere sempre in prima fila, a rischiare, a soffrire la calura ed il fumo, persino a MORIRE per il bene pubblico e, tuttavia, nella mancata riconoscenza di chi non vede, solo perchè è "orbo", e non intende solo perchè?...  
Antonino Lomonaco



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DOVE SONO FINITE LE AUTOBOTTI ANTINCENDIO?

Foto Live Sicilia


Ricevo e pubblico
da Salvino Carramusa
LTI Monreale (PA)

Nell'anno record dei 7.767 incendi con 45.587 ettari siciliani percorsi dal fuoco, di cui 9.503 di bosco
NEL TITOLO LA SINTESI DELLA RECENTE
INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SUL RITARDO NELLA  FORNITURA DEI MEZZI ANTINCENDIO AL CORPO FORESTALE DELLA REGIONE SICILIA .
Ma la interrogazione personalmente l' avrei integrata per chiedere  che fine ha fatto la prevenzione e soprattutto il  perche' dell'equivalenza: PIU' INCENDI PIU' INVESTIMENTI PER LO SPEGNIMENTO DI TERRA E DI CIELO E PER LA RIPARAZIONE DEI DANNI...
Ma torniamo alla interrogazione che riguarda il
CONTRATTO PER LA FORNITURA DEI NUOVI MEZZI ANTINCENDIO DEL CORPO FORESTALE STIPULATO A DICEMBRE 2022 : fase ( teoricamente..) finale di un appalto da 25.000.000 di euro per sostituire mezzi effettivamente vetusti ed insicuri
 LA CONSEGNA DOVEVA AVVENIRE  ENTRO 6 MESI, IN COINCIDENZA CON L' INIZIO DELLA CAMPAGNA ANTINCENDIO 2023
E INVECE...
DEI 119 AUTOCARRI/ AUTOBOTTI AIB, DI PICCOLE, MEDIE E GRANDI DIMENSIONI, SOLO 12 SONO STATE RECAPITATE!!!
Ma questi pochi mezzi non sono ancora operativi perche' necessita la formazione del personale! 
Nell articolo CORRELATO sul QUOTIDIANO DI SICILIA si ripercorre una storia siciliana nata male e finita peggio, ad ora..( 1)
RECENTEMENTE IL GOVERNATORE SCHIFANI HA ANNUNCIATO ALTRE SPESE PER AMMODERNARE LE FLOTTE PER LO SPEGNIMENTO INCENDI E LA CREAZIONE DI UNA GRANDE INFRASTRUTTURA DIGITALE DI MONITORAGGIO DELLE AREE SENSIBILI (boschi , riserve, ect)
MILIONI DI EURO PRELEVATI DAI FONDI EUROPEI: IN TUTTO 550.000.000 !!!
Per ulteriori nuovi mezzi antincendio
130.000.000 DESTINATI ALLA PROTEZIONE CIVILE che continua ad avanzare sotto il profilo mediatico, politico, economico e giuridico
60.000.000 AL CORPO FORESTALE.
" Dovrebbe dunque andare in porto..una seconda gara per acquistare un 'altro centinaio di autobotti e 200 pick up"
SOLDI, SEMPRE SOLDI
DOPO GLI INCENDI AUMENTANO GLI INVESTIMENTI PER LO SPEGNIMENTO: NON SOLO PER GLI AEREI, MA ANCHE PER I MEZZI DI TERRA .
OLTRE AI FINANZIAMENTI E CONTRIBUTI PER LA RIPARAZIONE DEI DANNI  ALLE PROPRIETA' PUBBLICHE  E PRIVATE, compresi i danni derivati: dissesto, frane, esondazioni
Spesi tardi e male ma sempre investimenti ....e spese in incremento sono...!!!
La prevenzione, attraverso una adeguata sinergia tra Comuni,  altri Enti locali, Amministrazione forestale, Corpo Forestale, Vigili del fuoco, Protezione civile, privati proprietari, costerebbe molto ma molto di meno: miglioramento della gestione forestale e del territorio, catasto incendi (con aggiornamenti annuali e, soprattutto, con controlli effettivi), vigilanza dinamica in H24  in punti specifici stabiliti dal piano antincendio e dall' esperienza..
Ma sarebbe altrettanto necessaria una riforma urgente dell'articolo 10 della legge 353/2000 per impedire pascolo e caccia  anche fuori bosco in caso di incendi
Cosi' come costerebbe molto ma molto di meno un sistema di spegnimento che si avvalga in PRIMA ISTANZA di tecniche e tecnologie efficaci e poco costose: controfuoco (con supporto di roncole ..e decespugliatori meccanici), soffiatori, nebulizzatori spalleggiati con estinguenti chimici, rastrelli e zappe utili per la bonifica, ect.
PER LA PREVENZIONE E UN SISTEMA DI SPEGNIMENTO PIU' RAZIONALE E PROFESSIONALE OCCORREREBBE UNA RIFORMA DEL SETTORE FORESTALE/AMBIENTALE CHE TENGA PIENAMENTE CONTO DEGLI INTERESSI  degli operai precari e DELLA COLLETTIVITA'
PERO', E SOPRATTUTTO IN SICILIA, C'E' LA IMPROROGABILE NECESSITA' DELLA ISTITUZIONE DI UN POOL DI MAGISTRATI ED INVESTIGATORI (Corpo forestale, Carabinieri, Vigili del fuoco, Guardia di finanza, Polizia di Stato) CHE SI OCCUPINO ESCLUSIVAMENTE DI INCENDI BOSCHIVI E TERRITORIALI.
PER PORRE FINE ALLA IMPUNITA' QUASI ASSOLUTA
PERCHE' NON SE NE PUO' PIU'

Palermo 29 settembre 2023
Salvino Carramusa



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CARA STEFANIA PETYX. INCENDI IN CANADA, GIÀ 10 MILIONI DI ETTARI IN FUMO. PIÙ DI 10 MILIONI DI ETTARI SONO ANDATI IN FUMO QUEST'ANNO IN CANADA A CAUSA DEI MEGA INCENDI, UNA CIFRA RECORD (CHE HA SUPERATO PERFINO IL TRISTE PRIMATO RAGGIUNTO CON I 7,3 MILIONI DI ETTARI BRUCIATI NEL 1989). LO RENDE NOTO IL GOVERNO

In Canada, in pochi mesi, è bruciata l'equivalente della superficie del Portogallo
Foto keystone


Più di 10 milioni di ettari sono andati in fumo quest'anno in Canada a causa dei mega incendi, una cifra record (che ha superato perfino il triste primato raggiunto con i 7,3 milioni di ettari bruciati nel 1989). Lo rende noto il Governo.

Queste cifre sono destinate a peggiorare ulteriormente: sabato erano attivi nel Paese 906 incendi, 570 dei quali considerati fuori controllo, secondo i dati nazionali del Canadian Interagency Forest Fire Centre (CIFFC).

Bruciata l'equivalente della superficie del Portogallo in 6 mesi

Le foreste bruciate in soli sei mesi e mezzo rappresentano un'area equivalente quasi al Portogallo o all'Islanda.

In totale, da gennaio il Paese ha contato 4'088 incendi boschivi. E le autorità sono costrette a lasciarne bruciare la maggior parte. L'entità dei roghi, il loro numero e la difficoltà di accesso hanno superato le capacità dei pompieri canadesi e internazionali.

TELEGIORNALE
New York soffoca a causa degli incendi in Canada
Telegiornale 12:30 di giovedì 08.06.2023


Fonte: www.rsi.ch




01 ottobre 2023

SERVIZIO DI STEFANIA PETYX SUGLI INCENDI IN SICILIA. LA FLAI CGIL SCRIVE ALLA REDAZIONE DI STRISCIA LA NOTIZIA

Ricevo e pubblico
dalla Segreteria Regionale
Flai Cgil Sicilia

90° POST. CONSTATIAMO CON RAMMARICO CHE ANCHE IN QUESTA LEGISLATURA AL MOMENTO GLI IMPEGNI NON SONO RISPETTATI. L'ASSESSORE SAMMARTINO AVEVA DETTO DI PORTARE LA RIFORMA ALL'ARS IN ESTATE. AVEVA ANCHE PROMESSO AI SINDACATI IL VARO DEL DDL ENTRO GIUGNO. A QUESTO PUNTO CHIEDIAMO AI SINDACATI CHE È NECESSARIA UNA SVOLTA: È ARRIVATO IL MOMENTO DI AUTOCONVOCARSI!



Incontro Dicembre 2022

  • 23 Dicembre 2022 - Giornale di Sicilia. L'Assessore Sammartino: Il rinnovo del contratto è il primo atto di una diversa organizzazione del settore a cui stiamo lavorando, e che culminerà nella riforma che porterò all'Ars in estate




01 Marzo 2023




SICILIA, NON SI SPEGNE L’EMERGENZA INCENDI. STEFANIA PETYX: MA A DIFENDERCI C'ERANO LORO, I FORESTALI! QUELLI CHE CI COSTANO BEN 230 MILIONI DI EURO L'ANNO. COMUNQUE, SE AVESTE QUALCOSA DA DIRE, NOI SIAMO QUÀ - CONCLUDE PETYX. IL SERVIZIO DI STRISCIA LA NOTIZIA

Clicca quì per il filmato

Dal sito www.striscialanotizia.mediaset.it

30 Settembre 2023
Stefania Petyx è a Palermo per indagare sugli incendi che colpiscono la Sicilia durante i mesi più caldi e ventosi. Anche quest'anno ne sono divampati numerosi, quasi tutti dolosi. Ma in quei giorni i 130 vigili del fuoco erano impegnati in un corso del ministero per diventare caposquadra, e le guardie forestali (500 volte più numerose che in Canada, in proporzione alle superfici boschive) non sono riusciti a intervenire.





IL 3 OTTOBRE 2023 PASSA DA SORTINO(SR) LA VIA MAESTRA PER LA DIFESA DELL'ART. 9 DELLA COSTITUZIONE PER TUTELARE IL LAVORO DEL COMPARTO FORESTALE. PER UN GRANGE PIANO DI RIFORESTAZIONE DELLA NOSTRA REGIONE, PER LA MESSA IN SICUREZZA DEL NOSTRO TERRITORIO, PER IL CONTRASTO ALLA PRECARIETÀ. VIDEO FLAI CGIL SICILIA




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OTTOBRATA ITALIANA, CALDO OVUNQUE. PREVISTI 10 GIORNI CON TEMPERATURE OLTRE LA MEDIA STAGIONALE


Dal sito www.lasiciliaweb.it

30 Settembre 2023
Confermato il caldo estivo ad ottobre con l’anticiclone africano ribattezzato Apollo, senza particolari disturbi fino a metà mese. Nel weekend le temperature aumenteranno ancora, con picchi attesi dapprima al Centro-Nord poi da lunedì anche verso il Sud. Si tratterà dunque di un’ottobrata italiana: per i romani è sempre stata una consuetudine avere lunghi periodi caldi e soleggiati in questo mese d’autunno, adesso l’ottobrata si espande a tutta l’Italia, anche al Nord.

Nel dettaglio, nel fine settimana sono previsti 31 gradi a Firenze, 30 gradi a Bologna, Bolzano, Ferrara, Grosseto, Oristano, Pistoia, Prato, Roma, Rovigo e Terni. Con l’inizio della prossima settimana la colonnina di mercurio salirà fino a 30-31 gradi anche ad Agrigento, Benevento e Catania con l’anticiclone africano protagonista su tutta l’Italia. Si segnala soltanto qualche temporale tra Sicilia e Calabria nelle prossime ore, mentre la prima domenica di ottobre sarà praticamente senza una nuvola.

Questa nuova ondata di caldo nordafricano porterà dunque valori di circa 7-8 gradi superiori alla media, intorno ai 30-31 gradi, valori comunque eccezionali per il periodo. L’anticiclone africano Apollo resterà protagonista almeno fino al 10-12 ottobre, disturbato solo in parte dal passaggio di una perturbazione sui Balcani tra mercoledì e giovedì.