30 settembre 2023

INCENDI, ANCI SICILIA: “ENTI LOCALI PRONTI A FARE LA LORO PARTE, MA SERVE SINERGIA ISTITUZIONALE”


Dal sito ilsicilia.it

“Ancora una volta assistiamo ad un approccio da parte di alcune strutture della Regione esclusivamente teso ad elencare obblighi e doveri degli enti locali senza indicare le fonti di finanziamento indispensabili e senza offrire un’adeguata collaborazione istituzionale, né sostegno o assistenza”.

Lo affermano Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale dell’Anci Sicilia, commentando la nota della Regione Siciliana che richiama gli enti territoriali competenti all’osservanza della direttiva emanata dall’Autorità di bacino lo scorso anno, con le disposizioni per garantire la funzionalità di fiumi e torrenti dopo i roghi.

“Siamo pienamente consapevoli – spiegano Amenta e Alvano – dell’importanza delle azioni di prevenzione dal rischio idrogeologico e di come tale tema si riproponga anno dopo anno. Gli enti locali sono pronti a fare pienamente la loro parte, ma è necessario prendere atto della condizione di debolezza sul piano finanziario e delle professionali cui attingere. Per tutelare l’ambiente non basta fare direttive, ma bisogna rivedere il sistema”, concludono.

Fonte: ilsicilia.it



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89° POST. CONSTATIAMO CON RAMMARICO CHE ANCHE IN QUESTA LEGISLATURA AL MOMENTO GLI IMPEGNI NON SONO RISPETTATI. L'ASSESSORE SAMMARTINO AVEVA DETTO DI PORTARE LA RIFORMA ALL'ARS IN ESTATE. AVEVA ANCHE PROMESSO AI SINDACATI IL VARO DEL DDL ENTRO GIUGNO. A QUESTO PUNTO CHIEDIAMO AI SINDACATI CHE È NECESSARIA UNA SVOLTA: È ARRIVATO IL MOMENTO DI AUTOCONVOCARSI!



Incontro Dicembre 2022

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01 Marzo 2023



FDI TOGLIE I VINCOLI AI TAGLI BOSCHIVI CON UN EMENDAMENTO. L’ACCUSA: “REGALO ALLA FILIERA DEL LEGNO”. BONELLI: “GOLPE CONTRO LA NATURA”



Dal sito www.ilfattoquotidiano.it

di Ludovica Jona - 29 Settembre 2023
Centinaia di boschi italiani situati in aree definite come di “notevole interesse pubblico” – ovvero zone dove vi siano, tra l’altro, “bellezze naturali e panoramiche”, “memoria storica” e “singolarità geologica” – potranno essere tagliati senza più l’autorizzazione paesaggistica della sovrintendenza. L’emendamento al Decreto Asset presentato dal senatore e presidente della IX Commissione (Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare) Luca De Carlo, approvato il 27 settembre, ha modificato l’art.149 comma 1 lettera c del codice dei Beni culturali (dlgs 42/2004) con l’obiettivo di “rilanciare l’industria del legno”. È stato festeggiato come un alleggerimento del carico burocratico da diverse sigle associative legate all’economia forestale. Per Angelo Bonelli, co-portavoce nazionale di Europa Verde, invece, “distrugge i pilastri della tutela della biodiversità”. Bonelli accusa Fdi di “violare l’articolo 9 della Costituzione, che pone in capo allo Stato la tutela della biodiversità”. L’abrogazione di una norma molto utilizzata a tutela dei boschi del nostro Paese è una sconfitta per l’associazione Gufi (Gruppo Unitario per le foreste italiane): “È stata modificata la Legge Galasso che considerava i boschi come parte integrante del paesaggio – spiega Valentina Venturi, portavoce dei Gufi – mentre il paesaggio boschivo non sarà più tutelato, ne beneficerà una filiera del legno di scarso valore, quello destinato alla combustione”.

I principali beneficiari: filiera della legna da ardere e del pellet – “Si vogliono tagliare più alberi in Italia per evitare l’importazione di pellet e biomassa legnosa da altri Paesi, ma il problema è che nel nostro Paese se ne brucia troppa”, aggiunge Venturi. Come conseguenza di ingenti incentivi che sono stati dati negli anni alle stufe a legna e pellet, il nostro Paese è infatti il maggior consumatore di pellet in Europa con 3-4 milioni di tonnellate all’anno bruciate nelle case degli italiani, ma circa il 90% di questo è importato. Inoltre – sottolineano i Gufi – circa l’85% del legname estratto in Italia è destinato alla combustione, principalmente come legna da ardere. Per questo l’associazione dell’Energia dal Biomasse Legnose Aiel, insieme ad altre sigle, si è in passato opposta al vincolo paesaggistico come nel caso di tagli boschivi bloccati dalla sovrintendenza sul monte Amiata. “Proprio a causa dei frequenti tagli boschivi le nostre foreste sono giovani e per questo inadatte all’uso nella filiera di maggior valore aggiunto, come quella del mobile”, aggiunge Venturi.

Le regioni restano gli unici soggetti politici a decidere sul destino dei boschi – I Gufi sottolineano come il paesaggio sia definito come “quella parte del territorio espressiva di identità”, dallo stesso Codice dei Beni Culturali, che è stato modificato. “Pensiamo all’area del castello Monte Massi, in Toscana, contornato da monti, olivi secolari e boschi, dipinto da Simone Martini nel 1300. È stata perimetrata dal ministero della Cultura attraverso uno specifico decreto. Ogni modifica degli edifici deve passare l’esame del sovrintendente, che però non potrà più pronunciarsi sul taglio dei boschi. Da oggi gli unici soggetti politici in grado di decidere sul destino delle foreste italiane saranno le regioni”.





29 settembre 2023

SIFUS CONFALI: IN SICILIA PER LA CGIL CI SONO PRECARI SI SERIE A (I DIPENDENTI DELLA P.A E DELLA SANITÀ) E PRECARI DI SERIE B (OPERAI FORESTALI, DEI CONSORZI, DELL'ESA, EX SAAP)


Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale del Sifus Confali
Maurizio Grosso

Roma 29-09-2023 - In Sicilia, vista la presenza di 24 mila precari nella pubblica amministrazione e nella sanità, la CGIL organizzerà un sit in di protesta alla Presidenza della Regione ad ottobre.
La CGIL fa benissimo!
L'organizzazione legittima ed invidiabile di detto sit-in, fa emergere con forza che la Cgil, "se ne fotte" degli operai forestali, di quelli dei consorzi di bonifica, dell'ESA, ex saap che, evidentemente, considera "precari di serie B".
A dire il vero, noi conosciamo questa linea sindacale ambigua della Cgil, ma  c'eravamo illusi che fosse cambiata quando il Segretario Generale siciliano, Alfio Mannino, alcune settimane fa, aveva dichiarato che gli operai forestali non solo vanno stabilizzati, ma che, addirittura, se ne devono assumere, altri 5 mila.
Ai posteri l'ardua sentenza.
Maurizio Grosso Segretario Generale SiFUS



SABATO 7 OTTOBRE TAVOLA ROTONDA: PROPOSTE E AZIONI PER FERMARE GLI INCENDI. MA A DISCUTERE DEGLI INCENDI IN SICILIA SONO I CARABINIERI FORESTALI E IL DIRETTORE DEL DIPARTIMENTO PROTEZIONE CIVILE







INCENDI, SCHIFANI RIFERIRÀ IN AULA. NELL’INTERROGAZIONE, PRIMA FIRMATARIA CIMINNISI, PONE UNA SERIE DI QUESITI E AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UNA RIFORMA DEL SISTEMA DELLA FORESTAZIONE CHE GARANTISCA ALLA NOSTRA TERRA UNA FORZA LAVORO PRESENTE TUTTO L’ANNO


Dal sito www.telesudweb.it

28 Settembre 2023
Il Movimento 5 Stelle torna a chiedere con forza l’istituzione di una commissione di inchiesta sugli incendi boschivi avvenuti nel corso dell’estate in Sicilia. Una richiesta già avanzata con ordine del giorno dalle deputate Roberta Schillaci e Cristina Ciminnisi, e illustrato dalla deputata trapanese a nome del gruppo, nel corso di un intervento d’aula pronunciato l’1 agosto scorso.

Ieri pomeriggio il capogruppo del M5S all’Ars, Antonio De Luca, dopo aver appreso che il Presidente Schifani riferirà all’Aula sull’argomento nella seduta del 18 ottobre prossimo ha commentato che «da un governo in catalessi è già tantissimo sapere che chi lo guida verrà a rispondere sui tanti buchi neri che quest’estate si sono registrati sul fronte della lotta agli incendi». «Schifani – ha detto De Luca – si prepari a dare risposte convincenti e ad annunciare soluzioni praticabili. Basta con i pannicelli caldi: i roghi di questa estate hanno lasciato ferite troppo grandi e causato persino morti per prendere il fenomeno sottogamba».

Nell’interrogazione, prima firmataria Ciminnisi, presentata insieme all’ordine del giorno del gruppo, la deputata trapanese pone una serie di quesiti e avanza anche l’ipotesi di una riforma del sistema della forestazione: «Vogliamo sapere – interroga Ciminnisi – quali attività prescritte nel piano di prevenzione sono state messe in atto e quali no. Vogliamo capire se la Regione ha fatto tutto ciò che era nelle sue possibilità per prevenire i disastri che abbiamo registrato. Bisogna capire dove si è sbagliato per potervi porre rimedio. La Sicilia non può continuare a vivere nel terrore degli incendi estivi, serve una strategia e – come abbiamo ripetuto mille volte – serve anche e soprattutto una riforma della forestazione che garantisca alla nostra terra una forza lavoro presente tutto l’anno».





INCENDI BOSCHIVI, LA REGIONE DETTA LE REGOLE PER DIFENDERSI DAI SUCCESSIVI RISCHI IDROGEOLOGICI


Dal sito www.monrealenews.it

27 Settembre 2023

Un richiamo agli enti locali per attenersi ad alcune regole di prevenzione

PALERMO, 28 settembre – Gli incendi che hanno colpito la Sicilia in questi mesi, oltre a devastare il territorio, potranno avere conseguenze anche dal punto di vista del rischio idrogeologico, soprattutto per la tenuta dei corsi d'acqua.

Per questo motivo la Regione Siciliana richiama gli enti territoriali competenti all'osservanza della direttiva, emanata dall'Autorità di bacino lo scorso anno, con le disposizioni per garantire la funzionalità di fiumi e torrenti dopo i roghi. Il rischio, infatti, è che una minore capacità di ricezione delle acque piovane, causata da ostruzioni dovute a tronchi, massi e altri materiali trascinati a valle, possa causare alle prime piogge devastanti colate di fango.

Il provvedimento traccia una serie di raccomandazioni alle quali i vari enti locali dovranno attenersi: invita, ad esempio, i Comuni alla difesa del territorio agendo contro la corrosione dei corsi d'acqua. Tra le azioni da mettere in campo, la perimetrazione delle aree interessate dagli incendi e lo sgombero dei rifiuti abbandonati a ridosso degli alvei. Inoltre, le amministrazioni dovranno individuare i tratti di viabilità ricadenti impropriamente negli alvei dei corsi d’acqua ed effettuare un'azione di vigilanza, soprattutto in caso di allerta meteo, per impedire l’utilizzo di guadi, attraversamenti abusivi, piste o varchi nei muri d'argine, anche rimuovendo tutto ciò che possa indurre a transitare. Viene anche sottolineata l'importanza della manutenzione dei canali, eliminando qualsiasi ostacolo al regolare deflusso delle acque. I Comuni dovranno anche attivare le procedure di Protezione civile quando vengono pubblicati bollettini che annunciano allerte meteo.

Per quanto riguarda gli attraversamenti, la direttiva ribadisce l'importanza di garantire sempre la sezione fluviale originaria prevista dal progetto di realizzazione dell'opera, con l'obbligo per gli enti proprietari a provvedere alla loro manutenzione. Divieto per i Comuni, inoltre, all'apertura di piste in terra, piazzali, e ad effettuare risagomature dei pendii in assenza di adeguate reti di convogliamento delle acque. I siti interessati da incendi, infine, vanno bonificati e va verificata l’eventuale contaminazione di falde acquifere.





INCENDI IN SICILIA, “CHE FINE HANNO FATTO I NUOVI MEZZI?”: INTERROGAZIONE ALL’ARS


Dal sito qds.it

Simone Olivelli 29 Settembre 2023
Estate "nera" e incendi killer anche a settembre, le opposizioni chiedono risposte sulla prevenzione e sui mezzi antincendio operativi in Sicilia.


A pochi giorni dagli incendi che sono divampati in Sicilia, mietendo altre vittime e causando ulteriori danni al territorio, dopo gli eventi di fine luglio, il Governo Schifani si appresta a tornare nel mirino delle opposizioni.

Stavolta l’attacco arriva dal gruppo Sud chiama Nord sotto forma di una interrogazione parlamentare depositata nei giorni scorsi e concernente una delle pagine più nere sul fronte dell’antincendio.

Incendi in Sicilia, il ritardo nella fornitura dei mezzi
Oltre cento autocarri da mille litri e poco meno di una ventina autocisterne, due delle quali della capacità di diecimila litri. Si tratta del parco mezzi di cui la Regione Siciliana dovrebbe essere in possesso da diversi mesi. La fornitura, calendario alla mano, sarebbe dovuta essere pronta pressapoco in coincidenza con l’avvio della stagione più critica sul fronte della lotta ai roghi. Le cose, però, non sono andate così e – considerato l’ammontare dei danni in un’estate che è stata nerissima sul fronte degli incendi – la necessità di fare chiarezza si fa ancora più impellente. A chiedere che il Governo Schifani si esprima sul tema sono i deputati che fanno capo a Cateno De Luca: “Non si hanno notizie della fornitura dei mezzi antincendio afferenti al Lotto 2 (le autocisterne, ndr), mentre da fonti giornalistiche si viene a conoscenza che, a fronte di una fornitura relativa al lotto 1 contrattualmente prevista di ben 101 autocarri AIB 4×4 cabina doppia da 1000 litri, ad oggi solamente 12 mezzi sono stati consegnati”, si legge nel testo dell’interrogazione depositata all’Ars.

La questione delle penali
Il compito di recapitare i mezzi antincendio al Corpo forestale della Regione spetta alle due ditte aggiudicatarie di un appalto da oltre 20 milioni di euro. Si tratta della Bai Brescia Antincendi International e della catanese Comersud. Nel caso del centinaio di autocarri da mille litri, il contratto è stato stipulato a fine dicembre. Da quel giorno, stando a quanto previsto dai documenti di gara, le imprese avrebbero avuto sei mesi di tempo per completare la fornitura. Un termine che però è stato abbondantemente sforato.

“Le tempistiche relative alla consegna dei mezzi era rigidamente determinata in 180 giorni solari consecutivi decorrenti dalla data di sottoscrizione del contratto”, ricordano i deputati di Sud chiama Nord, per poi sottolineare che in caso di inadempienze il bando prevedeva “l’applicazione di una penale giornaliera pari allo 0,5 per mille dell’importo”. Come si stanno comportando gli uffici della Regione? È questa la domanda che viene posta al presidente della Regione e all’assessora al Territorio Elena Pagana. L’interrogazione, per la quale è richiesta una risposta orale, si chiude con un altro quesito che potrebbe rischiare di creare imbarazzo al Governo: “Si chiede inoltre se corrisponde al vero che i nuovi mezzi antincendio forniti non siano a oggi mai stati utilizzati e parimenti se sia necessaria una specifica formazione degli operatori, che pare non sia ancora effettuata”, concludono i deputati.

Una storia iniziata male
Se oggi l’attenzione è posta sui ritardi con cui gli aggiudicatari stanno assolvendo a quanto previsto dal capitolato d’appalto, scorrendo a ritroso il calendario si comprende come l’intera storia della prevenzione degli incendi in Sicilia sia nata sotto una cattiva stella. Un primo tentativo era stato fatto tre anni fa: già a fine 2020, infatti, l’allora dirigente generale del Corpo forestale, Giovanni Salerno, aveva disposto la revoca della gara d’appalto precedentemente indetta dalla Centrale unica di committenza. All’origine della decisione c’erano state le lamentele delle imprese del settore per l’esiguo numero di giorni concessi per formulare le offerte; una ristrettezza che paradossalmente era stata figlia dell’applicazione delle deroghe introdotte dal decreto Semplificazioni, nato per velocizzare le gare d’appalto sulla scia della necessità di far ripartire l’economia dopo il primo lockdown....




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CGIL E FLAI CGIL SIRACUSA. MARTEDÌ 3 OTTOBRE A SORTINO (SR) INIZIATIVA PUBBLICA IN DIFESA DELL'ART. 9 DELLA COSTITUZIONE. PER LA TUTELA DELL'AMBIENTE, PER LA RIFORMA DEL SETTORE FORESTALE E PER LA RIFORMA DEI CONSORZI DI BONIFICA



Dalla pagina Facebook
Cgil Siracusa

Martedì 3 ottobre, a partire dalle 16, saremo in piazza Santa Sofia a Sortino per parlare id Costituzione, integrità ambientale e del diritto di vivere in un ambiente non inquinato. Lo faremo insieme ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia e a Davide Fiatti Flai-Cgil Nazionale. Ad aprire l'incontro, al quale è invitata tutta la cittadinanza, saranno Sebastiano Giansiracusa, segretario generale FLAI CGIL Siracusa e Roberto Alosi, segretario generale della Cgil Siracusa.
“Il tema che abbiamo scelto di affrontare con la nostra iniziativa nazionale giorno 3 ottobre a Sortino – dichiarano Roberto Alosi e Sebastiano Giansiracusa - coglie un aspetto determinante per lo sviluppo sostenibile e la tutela ambientale dell' intera nostra provincia. La riflessione che apriremo sull'applicazione dell'art. 9 della Costituzione, che tutela l'integrità ambientale nella sua interezza,  comprensiva di ogni suo profilo, paesistico, naturalistico, culturale e di protezione finanche della biodiversità e che richiama il diritto costituzionale di vivere in un ambiente non inquinato, prende spunto dalla mancata riforma del settore forestale e dei consorzi di bonifica, due degli elementi centrali per una reale ed efficace tutela complessiva del territorio, per allargare lo sguardo subito dopo alle precarie condizioni di sostenibilità ambientale in cui versano zone sempre più ampie della nostra provincia".




FORESTALE A TEMPO DETERMINATO AMMESSO ALLA SELEZIONE PUBBLICA PER LA QUALIFICA DI AGENTE FORESTALE DEL VIGENTE CCRL. SENTENZA OTTENUTA DALLO STUDIO LEGALE FASANO. IL RAPPORTO DI LAVORO DEI FORESTALI VA INQUADRATO NELL’AMBITO ALLE DIPENDENZE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE IN CONSIDERAZIONE DELLA NATURA DI ENTE PUBBLICO DEL DATORE DI LAVORO (REGIONE SICILIANA). VIDEO E SENTENZA


Ricevo e pubblico
dallo Studio Legale Fasano

Vittoria in tribunale del 28 settembre 2023!
Prima e innovativa sentenza ottenuta dallo studio legale Fasano. 
Il rapporto di lavoro dei forestali va inquadrato nell’ambito del rapporto di lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione in considerazione della natura di Ente pubblico del datore di lavoro (Regione Siciliana).
Non è un contratto di diritto privato!!!
I forestali siciliani, a tempo determinato, meritano uguale trattamento ai fini delle procedure di selezione per l’accesso al lavoro, dei colleghi a tempo indeterminato. 
Forestale a tempo determinato ammesso alla selezione pubblica per la qualifica di Agente Forestale del vigente CCRL
Regione condannata!








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88° POST. CONSTATIAMO CON RAMMARICO CHE ANCHE IN QUESTA LEGISLATURA AL MOMENTO GLI IMPEGNI NON SONO RISPETTATI. L'ASSESSORE SAMMARTINO AVEVA DETTO DI PORTARE LA RIFORMA ALL'ARS IN ESTATE. AVEVA ANCHE PROMESSO AI SINDACATI IL VARO DEL DDL ENTRO GIUGNO. A QUESTO PUNTO CHIEDIAMO AI SINDACATI CHE È NECESSARIA UNA SVOLTA: È ARRIVATO IL MOMENTO DI AUTOCONVOCARSI!



Incontro Dicembre 2022

  • 23 Dicembre 2022 - Giornale di Sicilia. L'Assessore Sammartino: Il rinnovo del contratto è il primo atto di una diversa organizzazione del settore a cui stiamo lavorando, e che culminerà nella riforma che porterò all'Ars in estate




01 Marzo 2023



UN AIB DELL'IRF CATANIA. MA COME MAI LO STRAORDINARIO VIENE PAGATO MENO CHE NEGLI ANNI PRECEDENTI?



Ricevo e pubblico
da Michele Cardillo

Salve a tutti i colleghi forestali della regione. Io faccio parte dell'Ispettorato Forestale Catania, volevo portare alla vostra attenzione sulla retribuzione inerente le ore di straordinario, l'aumento sulla paga oraria c'è stato, ma come mai lo straordinario viene pagato meno che negli anni precedenti? Volevo capire se è un problema che abbiamo a Catania, o in altre provincie hanno riscontrato la stessa problematica. Vi ringrazio tutti e spero di avere presto qualche notizia. Grazie




28 settembre 2023

EMERGENZA INCENDI IN SICILIA, LA VARDERA: "VA ISTITUITA UNA COMMISSIONE D'INDAGINE AD HOC". STUDIARNE IL FENOMENO E PRODURRE, E ANCHE PREDISPORRE, PROPOSTE CONCRETE PER LA SALVAGUARDIA E PREVENZIONE DEI FENOMENI INCENDIARI A TUTELA DELLA NOSTRA TERRA

Ismaele La Vardera

Dal sito www.palermotoday.it

27 Settembre 2023
Durante la capigruppo all'Ars, il deputato regionale ha consegnato al presidente dell'Assemblea Gaetano Galvagno un documento per l'istituzione di una speciale commissione

Il deputato regionale Ismaele La Vardera, durante la capigruppo all'Ars, ha consegnato al presidente dell'Assemblea Gaetano Galvagno un documento per l'istituzione di un commissione speciale d'indagine che riguarda l'emergenza incendi in Sicilia.

"Bisogna fare azioni concrete - spiega La Vardera - siamo stanchi di vedere, anno dopo anno, la Sicilia distrutta da tutti questi roghi. Non ho mai creduto ai fenomeni di autocombustione e, visto che il governatore Schifani, continua a latitare ho deciso di chiedere formalmente al presidente Gaetano Galvagno di istituire una commissione in modo da studiarne il fenomeno e produrre, e anche predisporre, proposte concrete per la salvaguardia e prevenzione dei fenomeni incendiari a tutela della nostra terra".





VIA AL BILANCIO DI PREVISIONE 24/26. SCHIFANI E FALCONE: «CONTI CERTI PER UNA REGIONE PIÙ VIRTUOSA»


Dal sito www.regione.sicilia.it

28 Settembre 2023
La giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Economia Marco Falcone, ha approvato oggi il disegno di legge del Bilancio di previsione 2024/26. Si tratta del principale documento contabile di programmazione della Regione Siciliana, elaborato su un orizzonte triennale e l’indicazione per singolo capitolo di ogni entrata e spesa delle diverse strutture dell’ente. Il Bilancio è stato elaborato in conformità alle linee guida e alle politiche di sviluppo espresse dal Documento di economia e finanza 2024/26 già approvato lo scorso giugno. 

«La Sicilia - dichiara il presidente della Regione Renato Schifani - attraversa una fase positiva dal punto di vista economico-contabile e sono molteplici i segnali che lo confermano. Ieri le agenzie di rating, oggi i numeri di un Bilancio di previsione che traccia una ulteriore evoluzione virtuosa dell’attività amministrativa e degli impegni economici della Regione dal 2024 al 2026. Di fatto si tratta del primo documento organicamente concepito dal mio governo, nell’interesse della Sicilia ad avere i conti in ordine senza rinunciare ai servizi e agli investimenti nella qualità della vita dei cittadini».

Nelle previsioni del documento il governo ha tenuto conto degli impegni assunti con lo Stato in relazione alla riduzione del disavanzo della Regione e del rispetto di specifici parametri di virtuosità, a partire dalla riduzione della spesa corrente. Prudenzialmente, il governo ha programmato un innalzamento della quota di ripiano annuale in carico alla Regione - quantificata in 70 milioni annui - a copertura delle trattative sulle revisione dell’Accordo Stato-Regione attualmente in corso.

Il disegno di legge approvato dalla giunta viene ora sottoposto al parere del Collegio dei revisori, per poi passare all’esame dell’Assemblea regionale siciliana assieme alla redigenda legge di Stabilità 24/26. «Dopo molti anni - aggiunge l’assessore all’Economia Marco Falcone - abbiamo voluto approvare il Bilancio di previsione prima della legge di Stabilità che, poi, a sua volta, sarà varato dopo il parere dei revisori. Questo per dare maggiore certezza ai conti di uno strumento finanziario basato su politiche economiche espansive e su solide entrate».





SCHIFANI CONTRO I DIRIGENTI: L’ATTACCO DEL PARTITO DEMOCRATICO


Critici Barbagallo, Giambona e Catanzaro

Dal sito livesicilia.it

28 Settembre 2023
PALERMO – Il governatore siciliano Renato Schifani striglia i dirigenti sulla spesa dei fondi europei e non manca di fare un appunto anche sull’abbigliamento dei burocrati. L’uscita del governatore provoca le reazioni dell’opposizione.

Barbagallo: “Liste di proscrizione a Palazzo d’Orleans”

Il primo a commentare le parole di Schifani contro i dirigenti Generali è il segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo: “Scattano le liste di proscrizione a Palazzo d’Orleans – dice -. Ci aspettiamo uniformi, pennacchi e livree per tutti i dirigenti generali della Regione Siciliana. Non si scappa dall’ira del presidente della Regione che non spende, non programma, non governa e polemizza financo con i vescovi. Ma trova il tempo di riprendere chi, tra i dirigenti generali, non si presenta alle adunate o non indossa livree e uniformi a lui gradite scomunicandoli via comunicato stampa”. Parole che arrivano da Agrigento, dove partirà la Festa dell’Unità regionale.

Giambona: “Non basta un comunicato”

A stretto giro è intervenuto anche il deputato regionale dem Mario Giambona. “Grave l’assenza dei dirigenti riguardo un tema rilevante come la spesa dei fondi europei del ciclo di programmazione 2014-2020, ma vorrei evidenziare che il Presidente Schifani più che strigliare i dirigenti generali per l’abbigliamento poco consono dovrebbe accelerare per l’indizione del concorso per la dirigenza regionale, ricordando che in Regione non abbiamo più dirigenti di I fascia e i pochi rimanenti sono di III fascia”, dice. “Inoltre, è stato proprio questo governo regionale ad inizio legislatura a confermare il blocco delle assunzioni – previsto dall’Accordo Stato-Regione 2021 – con il famoso emendamento Salva Sicilia approvato a Roma. Ad oggi nonostante i diversi annunci sulla revisione dell’accordo non si hanno ancora notizie e atti concreti, al riguardo a breve verrà discussa una mia interrogazione al riguardo”, aggiunge.

Catanzaro: “Schifani venga in aula”

“All’inizio di agosto il gruppo Pd all’Ars ha presentato una dettagliata interpellanza nella quale chiedevamo di sapere perché la Sicilia rischia di perdere oltre un miliardo di fondi comunitari e come si stanno utilizzando i fondi del Pnrr, dopo quasi due mesi il presidente Schifani ha ritenuto di dovere convocare i dirigenti regionali e l’unico risultato al momento è bizzarro un comunicato stampa con il quale, invece di assumersi le sue responsabilità, il presidente della Regione sembra volere giocare a scaricabarile”. Lo dice Michele Catanzaro, capogruppo del Pd all’Ars.
“Invece di parlare dell’abbigliamento dei dirigenti regionali tentando di distogliere l’attenzione dai veri problemi della Sicilia – aggiunge Catanzaro – il presidente Schifani venga in aula e spieghi al parlamento, e dunque ai siciliani, perché sotto la sua guida la Regione rischia di dover restituire a Bruxelles un fiume di denaro destinato alla nostra isola”.






QUELLO DEI LAVORATORI FORESTALI NON È UN CONTRATTO DI DIRITTO PRIVATO. IL RAPPORTO DI LAVORO VA INQUADRATO NELL’AMBITO DEL RAPPORTO DI LAVORO ALLE DIPENDENZE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. L'AVVOCATO FASANO A BREVE DARÀ LA COPIA DELLA SENTENZA DEL 28/09/2023 EMESSA DAL TRIBUNALE DI TERMINI IMERESE


Ricevo e pubblico 
dall'Avvocato Fasano

Forestali siciliani 
Prima e innovativa sentenza ottenuta dallo studio legale Fasano del 28 settembre 2023.
Il rapporto di lavoro dei forestali va inquadrato nell’ambito del rapporto di lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione in considerazione della natura di Ente pubblico del datore di lavoro (Regione Siciliana).
Non è un contratto di diritto privato.

I forestali siciliani, a tempo determinato, meritano uguale trattamento ai fini delle procedure di selezione per l’accesso al lavoro, dei colleghi a tempo indeterminato. 
Regione condannata!




SCHIFANI STRIGLIA DIRIGENTI SUI FONDI UE “SERVE PIÙ CORAGGIO”. SCHIFANI, DOPO AVER INVITATO TUTTI HA STIGMATIZZATO L’ASSENZA DI ALCUNI DIRIGENTI A CAPO DI SETTORI CHIAVE PER LA SPESA DEI FONDI EUROPEI. COME ANCHE GIUSEPPE BATTAGLIA, DIRIGENTE GENERALE DEL COMANDO DEL CORPO FORESTALE


Dal sito www.blogsicilia.it

RIMPROVERI ANCHE SULL’ABBIGLIAMENTO “NON CONSONO”

28/09/2023
Accelerare sulla spesa dei fondi Ue del ciclo di programmazione 2014-2020 e scongiurare il rischio di restituire le somme a Bruxelles. Il presidente della Regione Renato Schifani ha convocato stamattina a Palazzo d’Orleans una riunione con i capi dei dipartimenti regionali per fare il punto sullo stato dei fondi ancora non spesi o non rendicontati in previsione della chiusura del programma previsto per il 31 dicembre.

Lentezza della burocrazia

Il governatore siciliano, che sabato scorso ha incontrato il ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto, ha richiamato i burocrati. A detta sua devono avere “un maggiore senso di responsabilità, necessario per affrontare le criticità che riteniamo superabili, ma occorre un grande impegno da parte di tutti”. Schifani ha parlato di dati economici che incoraggiano la Sicilia: “Ma non possiamo perdere questa sfida a causa dei tentennamenti della politica e della lentezza della burocrazia”, ha aggiunto.

Incontri tête-à-tête

Nel corso della giornata il presidente incontrerà singolarmente ogni capo dipartimento per affrontare nel merito le criticità relative a ciascun settore. Schifani, dopo aver invitato tutti i presenti a indossare un abbigliamento consono alle istituzioni che rappresentano, ha stigmatizzato l’assenza di alcuni dirigenti a capo di settori chiave per la spesa dei fondi europei. Come Giuseppe Battaglia, dirigente generale del comando del corpo forestale; o Salvatore Taormina delle Autonomie locali, Mario La Rocca del dipartimento Beni culturali, Salvatore Requirez a capo del Dasoe, e Salvatore Iacolino, dirigente della pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute.

Qualche giorno fa altro sfogo contro i piromani

Schifani appena qualche giorno fa si era lasciato andare ad un altro duro sfogo che aveva avuto come bersaglio i piromani. Una dura presa di posizione dopo gli ennesimi incendi devastanti che hanno colpito parte dell’Isola: “Sugli incendi degli ultimi giorni – aveva detto – ormai è chiaro che qui c’è una vera azione organizzata e preparata. Viene messa in atto soprattutto nei momenti di ventilazione calda e scirocco, quindi c’è un sistema di una perfezione tale che si può contrastare solo con la prevenzione. Noi possiamo avere centinaia di squadre, ma i Canadair e gli elicotteri non possono girare di notte per motivi di sicurezza, anche se avessimo maggiori uomini non possiamo farcela con questa strategia delinquenziale”.




87° POST. CONSTATIAMO CON RAMMARICO CHE ANCHE IN QUESTA LEGISLATURA AL MOMENTO GLI IMPEGNI NON SONO RISPETTATI. L'ASSESSORE SAMMARTINO AVEVA DETTO DI PORTARE LA RIFORMA ALL'ARS IN ESTATE. AVEVA ANCHE PROMESSO AI SINDACATI IL VARO DEL DDL ENTRO GIUGNO. A QUESTO PUNTO CHIEDIAMO AI SINDACATI CHE È NECESSARIA UNA SVOLTA: È ARRIVATO IL MOMENTO DI AUTOCONVOCARSI!



Incontro Dicembre 2022

  • 23 Dicembre 2022 - Giornale di Sicilia. L'Assessore Sammartino: Il rinnovo del contratto è il primo atto di una diversa organizzazione del settore a cui stiamo lavorando, e che culminerà nella riforma che porterò all'Ars in estate




01 Marzo 2023



INCENDI, DIPASQUALE (PD): “DA ROMA FINORA NESSUN AIUTO ALLA SICILIA”. IL BLOG: ON. DI PASQUALE, CI DISPIACE MA DOBBIAMO SMENTIRLA, SONO ARRIVATI GLI STESSI AIUTI DA QUANDO C'ERA CROCETTA IN SICILIA E RENZI A ROMA, SENZA DIMENTICARE CONTE E L'INCIUCIO CON LA LEGA. MA QUANDO LA FINITE DI FARE DEMAGOGIA? CI SCUSI, NON È RIVOLTO SOLO A VOI DEL PD, MA A TUTTI I GOVERNI CHE SI SONO SUSSEGUITI. E ANCHE VOI PRENDETEVI LE CRITICHE COSTRUTTIVE DEL VESCOVO DI CEFALÙ

 Il j'accuse del deputato dem

Dal sito livesicilia.it

26 Settembre 2023
PALERMO – “Leggo di richieste da parte della destra dello stato di crisi, finalizzato al riconoscimento dello stato di emergenza per gli incendi che hanno devastato la Sicilia nei giorni scorsi: sottolineo però che il governo regionale ha già chiesto all’esecutivo nazionale il riconoscimento dello stato di emergenza per gli incendi e le ondate di calore di luglio, ma da Roma finora nessun segnale è arrivato in termini di aiuti concreti ai siciliani”. Ad affermarlo è il deputato del Pd all’Assemblea regionale siciliana, Nello Dipasquale.

Dipasquale: “Oltre alle parole servono i fatti”

“Non basta annunciare gli stati di crisi e le richieste di stato di emergenza – continua Dipasquale -, alle parole devono seguire azioni concrete. Se queste richieste non vengono supportate da una battaglia e da una rivendicazione forte a livello nazionale, restano purtroppo aria fritta. Dallo scorso inverno attendiamo l’esito della richiesta di sostegno fatta al governo nazionale per i danni provocati dall’ultimo ciclone alle imprese e alle famiglie della Sicilia orientale, eppure anche in quel caso siamo fermi agli annunci e il governo nazionale ignora la Sicilia. L’auspicio è che il governo Schifani e la sua maggioranza cambino passo e si facciano sentire con i loro alleati romani che evidentemente vedono nella nostra terra soltanto un serbatoio di voti e nulla più”.




A PALERMO È STATA UNA DISASTROSA ESTATE DI INCENDI

 Un incendio in strada a Blufi, in provincia di Palermo (AP Photo/Salvatore Cavalli)


Dal sito www.ilpost.it

26 Settembre 2023
È bruciato quasi il 3 per cento del territorio comunale, il dato di gran lunga più alto da quando sono iniziati i rilevamenti, cioè dal 2008
incendio sicilia
 Un incendio in strada a Blufi, in provincia di Palermo (AP Photo/Salvatore Cavalli)

Venerdì 22 settembre in provincia di Palermo sono morte due persone a causa degli incendi. Una donna di 42 anni è stata trovata in un canalone vicino all’autostrada che porta a Cefalù: probabilmente è rimasta intossicata dal fumo mentre stava cercando di liberare alcuni cavalli in un terreno di famiglia nel paese di Mazzaforno. Un uomo di 68 anni è morto intossicato a Trappeto, nella zona orientale della provincia, tra Cinisi e Castellammare del Golfo. A luglio era morta una coppia di anziani a Cinisi e un’altra donna anziana era morta per un malore in attesa dell’ambulanza bloccata sulla strada a causa di un incendio.

Gli incendi della scorsa settimana non sono stati casi isolati. Durante l’estate migliaia di persone sono rimaste bloccate in casa per diversi giorni per via della contaminazione da diossina causata dall’incendio della discarica di Bellolampo. Da giugno migliaia di persone hanno dovuto abbandonare le case minacciate dalle fiamme. Migliaia di ettari di boschi, campi coltivati, terreni e macchia mediterranea sono stati bruciati dai roghi alimentati dal vento. Da molti anni a Palermo non c’erano incendi così estesi e gravi.

Secondo i dati dell’EFFIS, il sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi, soltanto nel comune di Palermo sono bruciati 4.314 ettari, il dato più alto da quando sono iniziati i rilevamenti, cioè dal 2008: sono pari quasi al 3 per cento del territorio comunale. Finora il record era stato raggiunto nel 2014, quando erano bruciati 995 ettari.


Fonte dati EFFIS                  © OpenMapTiles © OpenStreetMap contributors


                    Fonte dati EFFIS                                 © OpenMapTiles © OpenStreetMap contributors


    
La grave siccità degli ultimi due anni e le alte temperature raggiunte in Sicilia hanno favorito la diffusione e l’estensione degli incendi: quando gli arbusti, i prati e gli alberi sono molto secchi il fuoco si propaga meglio. Tutte queste condizioni, che fanno sì che gli incendi siano più difficili da spegnere e si diffondano su superfici più ampie, sono legate al cambiamento climatico dovuto alle attività umane. Tra le altre cose, una delle conseguenze dell’aumento del numero degli incendi e della loro ampiezza è un aumento delle emissioni di gas serra, quelli responsabili del cambiamento climatico, perché sono un prodotto delle combustioni e si trovano tra le sostanze presenti nel fumo degli incendi.

Anche se in Sicilia ogni estate si discute dell’emergenza incendi, quest’anno la concentrazione dei roghi nell’area di una grande città come Palermo ha fatto crescere l’attenzione e la preoccupazione. Nelle ultime settimane diversi esponenti politici siciliani hanno sollecitato un maggiore controllo del territorio e chiesto pene più severe per chi appicca gli incendi. Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha paragonato i piromani agli assassini mafiosi.

In realtà tutti gli studi e le indagini commissionate negli ultimi anni sul fenomeno degli incendi nelle regioni del Sud dicono che l’apporto della piromania è trascurabile. La maggior parte degli incendi ha cause dolose, ma non collegate alla piromania, un disturbo patologico riconosciuto dal DSM, il Manuale diagnostico statistico dei disturbi mentali. Nel “Piano regionale per la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e lotta agli incendi boschivi” approvato dalla Sicilia nel 2015 e aggiornato ogni anno si legge che le prime due cause sono l’eliminazione di erbe infestanti dai pascoli attraverso il fuoco, una pratica molto diffusa tra gli agricoltori e gli allevatori in Sicilia, e i tentativi di eliminare alberi e arbusti su terreni da recuperare e poi coltivare.


Anche l’estorsione è una causa dolosa. L’incendio viene appiccato per obbligare a pagare forme non richieste di protezione oppure per lucrare sui rimborsi delle assicurazioni. Un’altra causa è legata agli interessi di gruppi della criminalità organizzata che esercitano il loro controllo sul territorio: appiccano il fuoco per gestire le attività di pascolo senza troppe limitazioni o per vendetta contro qualcuno, per danneggiare la concorrenza che ha ottenuto una concessione oppure semplicemente per creare panico durante la stagione estiva.

Le opere di prevenzione come le barriere tagliafuoco e la pulizia dei campi e delle strade dalle sterpaglie sono scarse e limitate, spesso fatte durante l’estate, quindi troppo tardi. Le persone in servizio nella guardia forestale e nei vigili del fuoco sono molte, quasi sempre affiancate da un buon numero di volontari, ma in molti casi hanno mezzi limitati. Alla fine di luglio il Giornale di Sicilia ha pubblicato una relazione che dava conto della consegna di appena 12 autobotti al corpo forestale contro le 119 previste. La gara d’appalto per la fornitura era stata bandita nel 2019. Soltanto nelle ultime settimane è stata proposta la sostituzione del sistema di comunicazione radio da analogico a digitale, più efficiente, che a questo punto dovrebbe essere operativo dalla prossima estate.

Un’altra questione non secondaria riguarda il rispetto delle regole del catasto incendi, cioè una serie di divieti, prescrizioni e sanzioni per chi costruisce o comunque interviene su aree incendiate. Per esempio, i boschi e i pascoli incendiati non possono avere una destinazione diversa da quella precedente all’incendio per almeno quindici anni: questa legge è stata pensata per evitare che venissero appiccati incendi con l’obiettivo di sfruttare i terreni e costruirci sopra.

Il censimento e l’aggiornamento del catasto delle aree incendiate dovrebbero farli i Comuni, che poi dovrebbero comunicare le mappe e i dati alla Regione Siciliana. Negli ultimi anni la Regione e il corpo forestale hanno sollecitato i Comuni ad aggiornare il catasto, senza grandi risultati. In estate è stata fatta una ricognizione per individuare i comuni inadempienti, sono 147. All’inizio di agosto sono stati nominati i commissari che si occuperanno di aggiornare il catasto delle aree incendiate al posto delle amministrazioni.


Opendatasicilia, un’associazione che promuove l’utilizzo dei dati aperti, ha pubblicato i dati relativi ai comuni inadempienti e fatto un’analisi approfondita del SIF, il sistema informativo forestale. È emerso che oltre ai 147 comuni inadempienti ci sono 221 comuni che hanno aggiornato il catasto incendi e altri 23 in cui dal 2010 al 2022 non ci sono stati incendi.

Catasto delle terre bruciate
Sono indicati i comuni siciliani inadempienti e il relativo commissario






SCHIFANI: MIGLIORA LA CREDIBILITÀ FINANZIARIA DELLA REGIONE ALL'ESTERO


Fonte gds.it

L’agenzia Fitch Ratings ha rivisto il giudizio sul credito a breve termine incrementando la valutazione da F3 a F2. Alla fine del 2002 debiti a quota 6,5 miliardi. Il bilancio di previsione va in giunta

27 Settembre 2023
Migliora il rating della Regione Siciliana: lo afferma la giunta regionale. L’agenzia «Fitch Ratings» - si legge in una nota - ha rivisto il proprio giudizio sul credito a breve termine, incrementando la valutazione da «F3» a «F2». Una decisione che discende dal fatto che la Regione ha «ridotto costantemente il deficit del saldo dei fondi dal 2018, allentando la pressione sulla liquidità». L’agenzia ha, inoltre, confermato il proprio giudizio di merito di credito della Regione Siciliana a lungo termine «BBB» con prospettiva stabile, in linea con il rating sovrano dell’Italia pari anch’esso a «BBB». Dal momento che il quadro economico generale evidenzia un sensibile miglioramento della situazione finanziaria regionale, da confermare sulla base dei dati ormai prossimi del rendiconto 2022, Fitch ha deciso anche di rimuovere la penalizzazione per rischio asimmetrico, che aveva posto nei precedenti giudizi di rating.

«Si consolida - commenta soddisfatto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani - il percorso di risanamento avviato fin dall’inizio del nostro mandato attraverso manovre di rigoroso contenimento della spesa improduttiva e attenta a investimenti che puntino sullo sviluppo».

Nelle sue valutazioni, l’agenzia ha anche apprezzato l’Accordo bilaterale tra il presidente della Regione e il ministro dell’Economia sottoscritto nel dicembre del 2022, che consentirà un graduale ristoro per l’incremento delle aliquote di compartecipazione alla spesa sanitaria dal 42,5 al 49,11 per cento, con prevedibile incremento dei trasferimenti da parte dello Stato nei prossimi anni. «Accogliamo con soddisfazione la decisione di Fitch Ratings - aggiunge l’assessore all’Economia, Marco Falcone - che conferma come la Sicilia abbia ormai imboccato la strada giusta. La Regione diventa sempre più affidabile grazie alla crescente e ritrovata capacità di rispettare i proprio impegni e ridurre l’indebitamento e il disavanzo. Inoltre, tra qualche settimana, con l’approvazione del Rendiconto 2022 daremo prova, come promesso l’anno scorso, di un ulteriore miglioramento dei conti, oltre a quello già certificato da Fitch. Questo anche grazie al lavoro sinergico del dipartimento Bilancio, a iniziare dal ragioniere generale Ignazio Tozzo».

In sintesi, a parità di durata di ammortamento, si è prodotto un risparmio complessivo di 619, 3 milioni di euro, in linea interessi per tutto il periodo di ammortamento, con una minore rata di 37, 4 milioni di euro già solo per l’anno 2021 e a regime di 23 milioni per ciascuno degli anni successivi fino alla naturale estinzione del relativo debito. La principale controparte del debito è ora Cdp (65%), seguita dal Governo centrale (32%) e dalla Banca europea per gli investimenti (3%). Alla fine del 2022 la Sicilia aveva un debito di finanziamento di 6,5 miliardi di euro, con un basso profilo di rischio, essendo quasi totalmente a tasso fisso e completamente ammortizzabile.

La composizione del debito è cambiata dopo che la Regione ha rimborsato circa 2 miliardi di euro al ministero delle Finanze nel 2021-2022, contraendo contestualmente un debito per lo stesso importo con Cassa depositi e prestiti, con tassi fissi di interesse più bassi rispetto a quello ministeriale. Per quanto concerne il quadro macroeconomico è stato valutato inoltre positivamente l’incremento delle entrate tributarie e la prospettiva per la Regione nei prossimi anni di essere destinataria di ingenti risorse nazionali e comunitarie destinate ad aumentare la spesa infrastrutturale e quella per investimenti.

Intanto, arriva sul tavolo della giunta il bilancio di previsione 2024-26 della Regione. Il testo sarà esaminato domani, alle 15, nel corso della riunione di governo convocata dal presidente Renato Schifani. All’ordine del giorno l’istituzione del premio Giuseppe Alessi, il rendiconto 2021 e gli schemi di bilancio (2023-24 e 25) dell’Istituto regionale del vino e dell’olio, gli interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole danneggiate dalla peronospera, la copertura degli extra-costi nell’attuale fase critica di gestione dei rifiuti e la nomina di Anna Maria Aiello a commissario liquidatore del Ciapi di Palermo.

Fonte: gds.it