06 ottobre 2019

L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE FORESTALI ITALIANI IN OCCASIONE DEL 197MO ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DELL’ISTITUZIONE FORESTALE, IL 15 OTTOBRE 2019 ORE 10,00, L’A.N.FO.I., ORGANIZZA UN INCONTRO PER RINNOVARE IL PATTO CHE LEGA I FORESTALI ITALIANI ALLA NATURA E L’IMPEGNO NELLA SUA DIFESA

Ricevo e volentieri pubblico
Dal Direttore della la testata on-line Pinus
Giovanni Tornesi


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NO ALLA SOPPRESSIONE DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO



Non si cancellano con un tratto di penna 196 anni di storia del glorioso Corpo Forestale dello Stato


Anche il nostro Blog ha aderito








05 ottobre 2019

CASTELLAMMARE DEL GOLFO, RISCHIO FRANE E ALLUVIONI: OPERAI FORESTALI LIBERANO IL CANALE DI “PETRAZZI”


Dal sito www.partinicolive.it

Di Michele Giuliano - 5 Ottobre 2019
«Una pulizia accurata del canale di compluvio della zona Petrazzi per garantire la sicurezza dei cittadini. Già lo scorso anno era stato effettuato un primo intervento e adesso, grazie alla disponibilità di un corposo gruppo di lavoratori forestali, coordinati dall’esperto Antonio Senia, il canale è stato completamente ripulito così da garantire la sicurezza in caso di piogge abbondanti poiché le acque defluiranno senza ostacoli. Un intervento di pulizia a tutela del centro abitato poiché dopo i continui incendi estivi su monte Inici, non ci sono più alberi che trattengono detriti e materiale che si riversa nella zona in caso di piogge copiose. I lavoratori dell’azienda forestale della provincia di Trapani hanno effettuato più interventi, anche in zona Timpa».

Lo afferma il sindaco Nicola Rizzo poiché circa 30 lavoratori dell’azienda forestale di Trapani, coordinati dall’esperto forestale Antonio Senia, hanno ripulito da sterpaglie e detriti il canale di scolo a gradoni delle acque piovane che parte dalla zona Madonna di Fatima e attraversa il quartiere Petrazzi convogliando e facendo defluire le acque piovane in mare.

Circa 30 forestali, divisi in tre squadre, hanno ripulito anche la zona Timpa. «La pulizia del canale di scolo è un intervento di messa in sicurezza reso possibile dalla collaborazione dell’azienda forestale che ringraziamo per le attività di tutela ambientale e di sicurezza che senza il loro supporto sarebbero difficili da effettuare- prosegue il sindaco Nicola Rizzo-. Ritorna alla memoria un precedente tragico, per fortuna unico e ormai datato, che 45 anni fa fece perdere la vita a due concittadini del quartiere Petrazzi per la valanga di acqua e fango che venne giù da monte Inici attraverso il canale di scolo. Proprio per consentire lo scorrere delle acque piovane quando si tratta di piogge eccezionali è necessario mantenere il canale pulito poiché a monte non ci sono più gli alberi che trattengono detriti e fango. Ringraziamo il dottor Giarrizzo, capo dell’azienda Foreste di Trapani, il geometra Pace ed il personale specializzato proveniente da altri Comuni della provincia, unitamente alla ditta Bongiovanni che gratuitamente ha messo a disposizione un mezzo per smaltire le sterpaglie».

Fonte: www.partinicolive.it



Leggi anche:

Castellammare del Golfo: ripulito il canale di scolo fino alla zona Timpa









PROGETTARE FORESTE URBANE VUOL DIRE CREARE O MANTENERE LE CONDIZIONI OTTIMALI PER LA VITA DI ALBERI E FORESTE. BEN SAPENDO CHE È NELLA LORO PERMANENZA SUL PIANETA CHE SI GIOCHERANNO LE SFIDE PIÙ GRANDI CHE CI ASPETTANO NEI PROSSIMI DECENNI


Dalla pagina Facebook
SISEF - Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale

Piantare alberi è un gesto bellissimo. E’ un gesto fondamentale per le nostre comunità e lo è per l’ambiente. E’ un gesto che tutti amano profondamente. Non vi sono ma o se. E’ comunque altrettanto importante aver cura degli alberi e, ancor più, aver cura delle foreste. Sia di quelle più lontane, sia quelle alla porta di casa, nelle nostre città. Anche in ambienti urbani e periurbani il piantare alberi, milioni o miliardi che siano, non è l'unica azione possibile. Progettare foreste urbane vuol dire creare o mantenere le condizioni ottimali per la vita di alberi e foreste. E vuol dire anche dar valore a quello che gli alberi e le foreste sanno fare benissimo, da centinaia di milioni di anni: rinnovarsi naturalmente, di generazione in generazione, seme dopo seme, albero dopo albero. Piantiamo alberi: benissimo! Ma non piantiamo numeri: piantiamo il futuro, nostro e del pianeta, avendo cura di alberi e foreste. Ovunque. Così potremo tutelarle continuando a godere dei benefici che ci danno gratuitamente. Ben sapendo che è nella loro permanenza sul pianeta che si giocheranno le sfide più grandi che ci aspettano nei prossimi decenni. Abbiamo cura degli alberi, abbiamo cura delle foreste perché sono i più grandi e forti alleati che abbiamo per un rinascimento culturale che includa la profonda rivisitazione, etica, ecologica, economica e antropologica, dei nostri usi e comportamenti.











MUSUMECI INCONTRA GIOVANI AMMINISTRATORI: SUL DISSESTO IDROGEOLOGICO SPESI OLTRE 200 MILIONI IN VENTI MESI E CI SONO ANCORA CIRCA 500 MILIONI A DISPOSIZIONE NEI PROSSIMI TRE ANNI, MAN MANO CHE AVREMO I PROGETTI INTERVERREMO TEMPESTIVAMENTE. NOVITÀ ANCHE PER LA PULIZIA DI FIUMI


Dal sito pti.regione.sicilia.it

AUTONOMIE LOCALI, MUSUMECI INCONTRA GIOVANI AMMINISTRATORI

Incontro a Palazzo d'Orleans tra il presidente della Regione Nello Musumeci e un gruppo di giovani amministratori locali in rappresentanza dei Comuni minori della Sicilia. Sindaci, assessori e consiglieri hanno posto all'attenzione del governatore una serie di temi e criticità che da molti anni assillano i loro territori, dando comunque atto al governo Musumeci della attenzione riservata agli enti locali.
La delegazione, guidata da Gianfranco Gentile, presidente del Consiglio comunale di Pettineo, era composta dai sindaci: Pier Calogero D'Anna di Bompietro, Antonio Rini di Ventimiglia di Sicilia, Gaetano Grassadonia di Bolognetta e Vito Rizzo di Balestrate; dai presidenti dei Consigli comunali: Rosario Patti di Nissoria, Maria Rosa Calcò di Alcara Li Fusi, Giovanni Marino di San Giuseppe Jato e Marco Intravaia di Monreale; dall'assessore Leonardo Bascone di Salemi; dai consiglieri comunali: Andrea Monici di San Marco d'Alunzio, Paolo La Lima di Resuttano, Cristina Scaccia di Cammarata, Maria Grazia Russo di Pettineo e Salvo Tomarchio di Aci Bonaccorsi.

Tra i temi trattati: le pessime condizioni della viabilità statale e provinciale; il dissesto idrogeologico che, con l'approssimarsi della stagione delle piogge, rende concreto il pericolo di frane, smottamenti o esondazioni; l'attenzione per l'ambiente e ai consumi energetici.
Il presidente Musumeci - presente anche l'assessore alle Autonomie locali Bernardette Grasso - ha risposto, punto su punto, alle sollecitazioni.

In tema di infrastrutture viarie, il governatore ha ricordato come la Regione non abbia dirette competenze sulla manutenzione delle strade, affidate in parte all'Anas e in gran parte alle nove Province. «Avere soppresso le Province- ha detto Musumeci - è stato un delitto e adesso la situazione è disastrosa. Da un anno esercitiamo pressioni sul governo nazionale affinché si trovi una soluzione. Togliere le Province e non sostituirle si è rivelata una pura follia.Tuttavia, nonostante non sia nostra la competenza, la Regione ha predisposto un Piano di interventi per i casi di particolare urgenza, con lavori di manutenzione straordinaria o con progetti di ammodernamento, mettendo a disposizione circa duecento milioni di euro».

Musumeci ha poi affrontato il tema del dissesto idrogeologico e della sicurezza del territorio. «Sul dissesto - ha sottolineato - abbiamo speso oltre duecento milioni di euro in venti mesi, più di qualsiasi altra regione d'Italia. Stiamo lavorando per rendere più sicure le zone a rischio dell'Isola. Ci sono ancora circa cinquecento milioni di euro a disposizione nei prossimi tre anni, man mano che avremo i progetti interverremo tempestivamente».

Novità positive anche per quanto riguarda la pulizia di fiumi, spesso soggetti a pericolose esondazioni nel periodo invernale e causa delle disastrose alluvioni dello scorso anno.
«In Sicilia torrenti e valloni - ha fatto notare il presidente - non erano mai stati puliti, mancava persino l'ente che se ne occupasse: l'Autorità di Bacino, prevista dal 1989. L'abbiamo istituita noi lo scorso anno. Abbiamo già effettuato la manutenzione di circa novanta corsi d'acqua ed è già stata programmata quella per altri cento».

Su tutti gli altri temi, il governatore ha assicurato l'intervento presso gli assessorati di riferimento mentre ha sollecitato la delegazione ad avanzare nei prossimi giorni proposte sul recupero delle aree interne, specie di quelle suscettibili di sviluppo per particolari vocazioni.
Soddisfatti gli amministratori presenti all'incontro. «Tutti - ha commentato Gianfranco Gentile - abbiamo avuto modo di confrontarci con il presidente Musumeci e di questo lo ringraziamo. Sono onorato di aver ricevuto l'incarico di raccogliere le proposte sullo sviluppo delle aree interne, per poi sottoporle all'attenzione del governo regionale. Quello di oggi è il primo di una serie di incontri, nei quali verranno coinvolti altri amministratori».

Fonte: pti.regione.sicilia.it






GELA. LA RISERVA DEL BIVIERE A RISCHIO DISASTRO AMBIENTALE. PLASTICA, RIFIUTI SPECIALI E DIOSSINA MINACCIANO IL LAGO


Dal sito meridionews.it

A est di Gela si trova un paradiso naturalistico, oasi per centinaia di specie protette, ridotto a discarica. Il direttore Emilio Giudice lancia l'allarme: «Situazione drammatica, a rischio anche la falda acquifera». Guarda le foto

JERRY ITALIA 3 OTTOBRE 2019
È una bomba ecologica ed ambientale pronta ad esplodere quella che circonda la Riserva orientata del Biviere. Il paradiso naturalistico a est di Gela, oasi per centinaia di specie protette, è seriamente minacciato da mani criminali che in questi anni hanno utilizzato le aree attorno alla Riserva per scaricare ogni sorta di rifiuto.

Tonnellate di plastica date alle fiamme e rifiuti speciali abbandonati ovunque, invadono le aree attorno al Biviere. Ma la situazione più preoccupante si trova proprio a nord dall’Oasi naturalistica, nelle campagne che portano lungo il corso del torrente Monacello. Basta abbandonare la strada provinciale ed immettersi nelle stradine di campagna e già dopo dopo qualche centinaio di metri la situazione diventa davvero drammatica. Nei campi attorno alle trazzere giacciono cumuli di rifiuti di ogni tipo, dagli scarti della lavorazione edile all’amianto, a tratti sotterrato nel terreno. Ancora pochi passi avanti e ci troviamo di fronte ai resti di rifiuti speciali, probabilmente sostanze usate nelle attività serricole, carbonizzate dalle fiamme e disperse nel terreno. Decine e decine di bidoni in plastica bruciati fanno capolino tra i cespugli. In questa zona è fortissimo l’odore di sostanze chimiche che emana dal terreno. 

«La situazione, per certi aspetti, è drammatica», spiega il responsabile della Riserva Emilio Giudice. A preoccupare sono soprattutto le condizioni del corso del torrente Monacello, ormai utilizzato per smaltire qualsiasi cosa, dalla plastica ai rifiuti speciali. All’interno del letto del torrente si trova di tutto: cataste di vecchi mobili, carcasse di frigoriferi, copertoni e soprattutto montagne di plastica usata per la copertura delle serre, spesso anche bruciata. Tutto materiale inquinante che, alla prima piena, andrà a finire nelle acque del lago, lì dove sfocia il Monacello. Una situazione che Giudice denuncia invano da tempo. 

Continua in questo link: https://meridionews.it/articolo/81925/la-riserva-del-biviere-a-rischio-disastro-ambientale-plastica-rifiuti-speciali-e-diossina-minacciano-il-lago/













MANOVRA. GOVERNO, 40 EURO IN PIÙ IN BUSTA PAGA: I LAVORATORI CHE POTREBBERO BENEFICIARNE


Dal sito gds.it

"Il taglio del cuneo fiscale a cui il governo sta lavorando conduce ad un beneficio medio di 40 euro mensili in busta paga per i lavoratori", sarebbe questo il senso delle parole pronunciate dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. La precisazione arriva da fonti di Palazzo Chigi che puntualizzano come "considerando il quadro della finanza pubblica italiana, che impone scelte oculate, si tratta di un sostegno importante al potere d’acquisto delle famiglie".


"Quando parliamo di lavoratori bisogna avere rispetto per loro", aveva detto il premier. Per attaccare il cuneo fiscale, Renzi ha fatto pesare i "suoi" 80 euro. Lui "ha dato molto di più - aveva precisato - ma noi abbiamo un quadro di finanza molto delicato".


Ma chi potrebbe beneficiare dei 40 euro? La stessa platea che ha potuto godere del bonus Irpef voluto dal governo Renzi ovvero i lavoratori con reddito fino a 26 mila euro. Ma si stanno ancora facendo le simulazioni.

C'è chi vorrebbe ampliare l'intervento ai redditi fino a 35 mila euro anche se il Pd punterebbe a spingersi fino a 40 mila euro, cercando una soluzione per fare arrivare il beneficio anche a chi guadagna meno di 8 mila euro, rimanendo sotto la no tax area.

E i fondi dove verrebbero reperiti? Le finanze, come ha ricordato Di Maio, andrebbero trovate soprattutto con la lotta all'evasione.

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it






04 ottobre 2019

SERVIZIO XIV CENTRO PER L'IMPIEGO DI RAGUSA - AVVISI N. 23903 E N. 23916 DEL 04/10/2019. GIORNO 09/10/2019 AVVIAMENTO LAVORATORI FORESTALI









BROLO, PARLA LA FORESTALE: “SMETTEREMO CON I FUMI ENTRO SABATO”. LA GUARDIA FORESTALE, CHE IN ALCUNI CASI È L’AUTRICE DEI ROGHI – COME AZIONE DI SCERBAMENTO LUNGO LE STESSE FIUMARE A PREVENZIONE DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO


Dal sito www.amnotizie.it

Di Martina Casilli - 26 Settembre 2019
Un paese in preda al fumo, da giorni. Brolo non sta respirando e di certo non mancano le proteste. Cataste di erba bruciate anche lungo le fiumare, il cui fumo ha invaso il paese, a dispetto della normativa. Per questo motivo i cittadini si stanno facendo sentire, soprattutto attraverso i social, i commenti e le lamentele riguardo gli sfalci d’erba arsi.

La Guardia Forestale, che in alcuni casi è l’autrice dei roghi – come azione di scerbamento lungo le stesse fiumare a prevenzione del rischio idrogeologico – ha promesso tramite il suo comandante Calogerino Fabio che entro sabato non ci sarà più fumo. La richiesta è stata sollecitata dagli uomini della polizia locale brolese che si sono fatti portavoce del pensiero e del dissenso popolare.


Il consigliere comunale Gaetano Scaffidi si è espresso sulla questione: “La regione sta facendo il suo lavoro e questo è già molto importante. Bisognerebbe solo capire se fosse previsto che la bruciatura della vegetazione dovesse essere eseguita in loco, oppure se fosse stato più opportuno smaltirla in modo diverso.”


Fonte: www.amnotizie.it






MACCHINE TRASCINATE DAL FANGO, TORNA A MESSINA L’INCUBO ALLUVIONE


Dal sito www.lasiciliaweb.it

04 Ottobre 2019
Nubifragio sulla città: esonda torrente nel rione San Michele, decine di interventi dei vigili del fuoco

MESSINA – Paura a Messina per colpa del maltempo. Il nubifragio che si è scatenato ieri ha provocato l’esondazione del torrente nel rione San Michele, riportando la paura tra i residenti dopo l’alluvione di dieci anni fa.

Il fiume di fango ha travolto le auto posteggiate, portandole via. I residenti da tempo chiedono che si intervenga per mettere in sicurezza il territorio. Moltissimi gli interventi dei vigili del fuoco in tutta la città, anche in abitazioni private e negozi allagati.

Fonte: www.lasiciliaweb.it












L'ASSESSORE ALL'AMBIENTE TOTO CORDARO: SUGLI INCENDI APPROCCEREMO IL PROBLEMA IN MANIERA SISTEMATICA E IN TERMINI DI PIANIFICAZIONE. PER AFFRONTARE IL PERICOLO SERVONO ASSUNZIONI E UNA RIFORMA DEL CORPO FORESTALE, CON UNA MAGGIORE SINERGIA TRA AGENTI IN DIVISA E OPERAI FORESTALI


Dal sito www.buttanissima.it

Come combatto il dissesto

Parla Toto Cordaro, assessore all'Ambiente. "Tutela e pianificazione. La mia rivoluzione con Musumeci"

Paolo Mandarà
“Per trent’anni non si è fatto nulla. Il governo Musumeci, lo dico senza tema di smentita, è stato il primo a mettere a regime il tema della pianificazione ambientale”. Sono i giorni del decimo anniversario dell’alluvione di Giampilieri, che ha causato dolore e morti (37). Ma basta volgere uno sguardo alla prossima ricorrenza – il 3 novembre sarà un anno dalla tragedia di Casteldaccia – per capire che in Sicilia le ferite non si rimarginano. Toto Cordaro fa pochi accenni al passato. Piuttosto, è un libro aperto sul presente. Sugli impegni assunti da assessore regionale al Territorio e Ambiente per tutelare la Sicilia e ridurre al minimo i rischi in caso di calamità: “Quella che sta portando avanti il governo della Regione, anche attraverso il mio impegno, è una rivoluzione culturale” esordisce Cordaro. Che fra una pausa e l’altra dei lavori all’Ars e senza alcun taccuino tra le mani, snocciola i dati del primo anno e mezzo di legislatura. “Siamo stati l’ultima Regione d’Italia, con 28 anni di ritardo, a realizzare nell’aprile 2018 l’autorità di bacino del distretto idrografico, che serve a fotografare la nostra regione, e soprattutto i suoi corsi d’acqua, per avere una mappatura reale di priorità, opportunità e pericoli. Ci eravamo appena insediati”.

Quali sono gli altri provvedimenti di cui va fiero?

“Abbiamo messo in atto, per la prima volta in Sicilia, il piano della qualità dell’aria e per la mitigazione dell’inquinamento acustico; il piano per le alluvioni e quello per la messa in sicurezza delle zone Aerca, le aree ad elevato rischio di crisi ambientale. E siamo stati i primi ad attivare le ispezioni nelle Rir, che sono le zone a rischio di incidente rilevante. A questo dobbiamo aggiungere un’altra attività molto intensa che ci porterà a realizzare il piano amianto in ossequio a una legge approvata dall’Assemblea regionale nel 2015”.

C’è una morale dietro le medaglie che si appunta al petto?

“Mi lasci dire che tutte queste cose messe insieme rappresentano un quadro straordinario. E confermano che l’ambiente è una priorità per il governo Musumeci. Ringrazio il presidente per la sua sensibilità, e la grande compagine di dirigenti e tecnici che ci sono stati a fianco e hanno creduto nella bontà del lavoro che stiamo portando avanti”.

I temi dell’ambiente, al di là dell’importanza capillare, sembrano aver seppellito il pallone nelle chiacchiere da bar.

“Affrontare tematiche come la tutela del territorio e la pianificazione ambientale significa trasferire temi di importanza esistenziale, come quelli che ho elencato prima, dai salotti radical chic a una pratica concreta di governo”.

Sono trascorsi dieci anni dai terribili fatti di Giampilieri.

“Colgo l’occasione per rinnovare il cordoglio ai familiari delle vittime, ma anche per dire che il 90% delle opere di bonifica e messa in sicurezza a Giampilieri sono state realizzate. E’ un dato attuale e oggettivo”.

Il tema del dissesto idrogeologico, però, è un nervo scoperto di tutte le amministrazioni, compresa quella siciliana.

“Allo stato attuale, il governo della Regione ha finanziato opere per circa 500 milioni di euro. Ha individuato dei meccanismi normativi nuovi, come i “contratti di costa”, che permettono di intervenire sulle fasce costiere senza parcellizzare gli interventi. E soprattutto ha attivato una serie di attività sulle aste fluviali, che non erano mai state ripulite. Ottanta interventi sono già a regime grazie all’istituzione dell’autorità di bacino, che sta portando avanti la propria azione, in assoluta sinergia con la struttura per il dissesto idrogeologico, con il dipartimento tecnico dell’assessorato alle Infrastrutture e il dipartimento tecnico della Protezione civile”.

La Sicilia subisce danni anche dall’erosione costiera. Che precauzioni avete preso?

 “Il tema del ripascimento delle coste è attualissimo. Siamo già intervenuti con un’opera risolutiva su Scala dei Turchi – uno dei nostri grandi patrimoni – che ha messo in sicurezza l’intera area; abbiamo finanziato il ripascimento di Eraclea Minoa e attendiamo a giorni l’esito del progetto perché si possano affidare e far partire i lavori in un luogo che ci invidia tutto il mondo. Ma abbiamo anche stabilito un principio, di buonsenso ancorché giuridico-normativo. L’articolo 15 del “collegato bis”, già approvato, stabilisce che, ferma restando la libertà del mercato, le sabbie siciliane possono essere estratte, ma devono essere utilizzate prioritariamente per il ripascimento delle coste siciliane. Questo è un principio di diritto, di civiltà giuridica, ma soprattutto di buonsenso”.

Ecco perché avete impedito che 700 mila tonnellate di sabbia, da prelevare nei fondali di Termini Imerese, finissero nel Principato di Monaco per realizzare un’isola artificiale.

“In Sicilia c’è un organo terzo che è la commissione Via-Vas. L’ultima si è insediata lo scorso agosto. Il primo atto redatto da questa nuova commissione è stato il parere negativo sulla possibilità che le nostre sabbie potessero andare da un’altra parte. Io ne ho condiviso le ragioni tecniche e ho firmato un decreto a cui da oggi si lega un altro passaggio, che è quello normativo. Fermo restando le legittime aspettative di chi si assume il rischio d’impresa, siamo siciliani e dobbiamo pensare prima alle nostre coste”.

Restiamo sulle spiagge. Il prossimo anno in Sicilia scadono le concessioni demaniali. Qual è la posizione del governo?

“Ho redatto un disegno di legge che vuole recepire la proroga della legge Bolkestein, che a livello nazionale ha già prorogato la validità delle concessioni al demanio marittimo fino al 2034. Questo è un tema fondamentale, perché atteso da un’importantissima platea che si occupa di lidi e ristorazione e prevede l’utilizzo legale delle spiagge siciliane. Credo che la norma possa andare presto in aula e dare una risposta di serenità a questo mondo. Le dirò di più: sotto il profilo creditizio, un soggetto titolare di una concessione che scade l’anno prossimo, avrebbe trovato chiusi certi canali. Noi riapriamo un percorso virtuoso per la realizzazione di opere sempre migliori, ma che deve guardare anche all’economia e alla creazione di posti di lavoro”.

Tema incendi. Siamo reduci da un’estate terribile. La Sicilia finirà mai di bruciare?

“Anche in questo caso approcceremo il problema in maniera sistematica e in termini di pianificazione. Il 15 ottobre 2019 finirà la campagna anti incendio. Il 16 ho dato appuntamento al dirigente generale del Corpo Forestale e alle figure apicali delle nove province siciliane perché voglio conoscere il piano dei fabbisogni, al fine di realizzare tutto ciò che serve: dalla manutenzione dei mezzi già in uso, passando per l’acquisto, eventuale, dei nuovi; ma anche per garantire le dotazioni di protezione ai soggetti che vanno a spegnere le fiamme. E poi c’è il personale: ci dovremo occupare delle eventuali operazioni di mobilità e dell’utilizzazione di altri soggetti in funzione anti-incendio. Come è già accaduto nei Nebrodi con i guardia parco. La realtà però è un’altra…”.

Ci dica.

“Nel 2015, su iniziativa del governo Crocetta, è stata approvata una legge che bloccava il turnover all’interno del Corpo Forestale, così chi andava in pensione non veniva sostituito. In questo scorcio di legislatura ho fatto approvare una norma che riaprisse il turnover; e un’altra che determina il fabbisogno del Corpo Forestale in 800 unità. E’ chiaro che esiste un problema economico, ma ci sono problemi che bisogna risolvere. Quindi, stiamo lavorando a una soluzione che preveda, da qua all’inizio del 2020, un concorso per 150 unità del Corpo Forestale. Si tratta di una prima tranche, ma diventa una soluzione di sistema, a cui vogliamo dar seguito negli anni a venire. L’organizzazione è necessaria nella misura in cui sappiamo, per tempo, su quali uomini contare e come dotarli al meglio. Dopo di che si passa ai concorsi. Per affrontare il pericolo degli incendi servono due cose: le assunzioni e una riforma del Corpo Forestale, con una maggiore sinergia tra agenti in divisa e operai forestali. Che condividano un unico obiettivo, cioè la salvaguardia della Sicilia e dei siciliani”.

I siciliani sono spesso distratti sui temi dell’ambiente. Guardi ad esempio la percentuale della raccolta differenziata nelle città metropolitane. Perché dovrebbero apprezzare gli sforzi e darvi una mano?

“Le faccio un esempio per dirle come crediamo che i siciliani possano aiutarci. In Sicilia ci sono 77 riserve naturali, ma ognuna si gestisce da sé. Questo ha determinato – l’ho sempre sostenuto con serenità – che se sotto il profilo della tutela dell’ambiente l’attività delle associazioni ambientaliste è stata ottima, è mancata del tutto l’aspetto della valorizzazione del patrimonio. Ecco, dobbiamo passare alla fase-2. Abbiamo scritto un disegno di legge che crea un’agenzia per la gestione delle riserve naturali, che devono sostenersi a partire dalle loro ingenti risorse, e sappiano fare sistema. A questo va accompagnato un nuovo modus operandi che mette insieme ambiente, cultura e turismo. Una volta redatto e approvato questo disegno di legge, chiameremo gli stakeholders e i soggetti interessati, e non potremo che avere un ritorno positivo sotto il profilo culturale e in termini di apprezzamento”.

La parola d’ordine è pianificare.

“Stiamo immaginando in ogni campo dell’amministrazione un’attività di pianificazione che abbia riverberi positivi sul territorio. E anche l’effetto-Greta potrà aiutarci. Dalla sensibilizzazione, soprattutto dei più giovani, mi aspetto un ritorno importante per la nostra attività di governo. La Sicilia è finalmente al passo coi tempi perché la sua classe politica si è accorta della questione ambientale, e del fatto che le attività di pianificazione e di tutela del territorio siano di fondamentale importanza e dirimenti in chiave futura. L’attività dei più giovani, che oggi ci chiedono di intervenire e fare presto, è un pungolo per continuare in questa direzione”.

Fonte: www.buttanissima.it






ABIES NEBRODENSIS: PROGETTO LIFE NATURA DI CONSERVAZIONE IN SITU ED EX SITU. IL PROGETTO È MOLTO AMBIZIOSO, LA CREAZIONE DI NUOVE PIANTAGIONI CONTRIBUIRÀ A RIDURRE L’IMPRONTA DI CARBONIO, ATTRAVERSO STRATEGIE CHE SARANNO ATTUATE PER COMBATTERE LA DEFORESTAZIONE


Dal sito www.madonielive.com

Presso l’Orto Botanico dell’Università di Palermo si è tenuto un incontro per l’avvio del progetto “Strategie decisive di conservazione in situ ed ex situ per la salvaguardia e la conservazione dell’Abies nebrodensis” LIFE 18 NAT/IT/164 LIFE4FIR. Il progetto vede come beneficiario coordinatore il CNR di Firenze e partners l’Ente Parco delle Madonie, il CIRITA – Università di Palermo, il Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale e l’Università di Siviglia. Il territorio del Comune di Polizzi Generosa, dove insiste la popolazione residuale dell’Abies nebrodensis, sarà interessato dalle azioni di conservazione rivolte agli abeti, nonché da quelle che verranno svolte nel vivaio di Piano Noce che porteranno, tra l’altro, alla produzione di piantine per le attività di riforestazione e di conservazione del prezioso germoplasma. Oltre alla conservazione, diversi saranno gli eventi legati alla divulgazione e alla conoscenza della specie e sull’importanza della conservazione della biodiversità. Previste a cura dell’Ente Parco delle Madonie, apposite visite guidate al sito indigenato, al neo museo dell’Abies nebrodensis a Polizzi Generosa e al Museo Minà Palumbo di Castelbuono, sede della criobanca, che avrà il fine di preservare l’intero germoplasma della popolazione relitta. “Si tratta, spiega il Commissario Straordinario Salvatore Caltagirone, di un progetto LIFE il cui scopo principale, sarà quello di aumentare la diversità genetica e migliorare lo stato di conservazione della specie a rischio di estinzione Abies nebrodensis, eletta lo scorso anno dalla SBI come specie rappresentativa della Flora Siciliana, e i cui ultimi esemplari ricadono all’interno del Parco delle Madonie nel Comune di Polizzi Generosa. L’Ente Parco delle Madonie ancora una volta protagonista nel campo ambientale a livello europeo, avrà come obiettivo la tutela e la salvaguardia di una specie protetta, con il compito di attuare,  congiuntamente con il Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale interventi di ingegneria naturalistica localizzata per limitare l’erosione del suolo, mentre la protezione degli esemplari di Abies nebrodensis e della rinnovazione naturale,sarà garantita con doppie recinzioni sia di tipo tradizionale che elettrica. Ma è importante sottolineare, conclude, la capacità delle azioni dirette a fermare l’erosione genetica della specie con la consapevolezza di un futuro adattamento ai cambiamenti climatici”. Tra i risultati attesi, spiega il professore Rosario Schicchi, Direttore dell’Orto Botanico, vi è quello di produrre un aumento almeno pari al 50% della superficie protetta da erbivori e dalla pressione umana, al fine di promuovere la rinnovazione naturale in modo da incrementare significativamente il numero di individui di Abete delle Madonie. Il progetto mira anche all’aumento della biodiversità dei semenzali e alla micorrizazione degli stessi al fine di avere piantine più adatte alla costituzione di nuclei di re-diffusione della specie: ció consentirà un incremento del 25% dell’estensione della superficie dell’habitat. La sostenibilità del progetto, conclude il professore, è molto ambiziosa dal momento che la creazione di nuove piantagioni così come pianificate nel progetto LIFE4FIR contribuirà a ridurre l’impronta di carbonio, attraverso strategie che saranno attuate per combattere la deforestazione. Luoghi, già individuati in progetto, per possibili repliche dei protocolli che saranno messi a punto nel corso delle attività, sono il Parco Naturale La Sierra De Las Nieves in Spagna, il Parco Nazionale 
del Pollino in Italia ed il Parco Nazionale Mavrovo in Macedonia.

Fonte: www.madonielive.com



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Parco delle Madonie, verso il museo dell’Abies Nebrodensis

Una piantina di Abies Nebrodensis messa a dimora nel giardino dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente

ARS, PALAZZO CHIGI STOPPA LE NORME SUL PERSONALE E DI SPESA APPROVATE NEI “COLLEGATI “


Dal sito palermo.repubblica.it

Il Consiglio dei ministri impugna alcuni articoli dei testi votati in aula lo scorso agosto

di ANTONIO FRASCHILLA - 04 ottobre 2019
Nel dettaglio ancora non si conoscono tutte le norme impugnare, di certo c’e che riguardano quelle sul personale regionale, stabilizzazioni e nuovi ingressi. A rischio anche alla norma che doveva garantire un fondo per salvare l’aeroporto di Trapani . Il Consiglio dei ministri ha impugnato alcuni articoli dei cosiddetti “collegati alla Finanziaria” votato dall’Ars lo scorso agosto . 

Ecco il testo sulle leggi regionali bloccate da Palazzo Chigi: "La legge della regione Sicilia n. 15 Del 06/08/2019 collegato alla legge di stabilità regionale per l'anno 2019 in materia di autonomie locali", in quanto una norma in materia di personale regionale eccede dalle competenze statutarie e si pone in contrasto con i principi di coordinamento della finanza pubblica stabiliti dalla legislazione statale in violazione dell'articolo 117, terzo comma, della costituzione.

E poi: la legge della regione Sicilia n. 14 Del 06/08/2019 "collegato alla legge di stabilità regionale per l'anno 2019 in materia di pubblica amministrazione e personale. Interventi in favore dell'aeroporto di Trapani Birgi" in quanto alcune norme di carattere finanziario violano l'articolo 81, terzo comma, della costituzione, in materia di copertura finanziaria delle leggi di spesa, eccedono dalle competenze statutarie e violano l'articolo 117, secondo comma, lettera e), della costituzione, che riserva alla competenza esclusiva statale la materia dell'armonizzazione dei bilanci pubblici”.

Fonte: palermo.repubblica.it 



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L'ALLARME. LA BATTAGLIA SUI VITALIZI, M5S “NESSUN PASSO AVANTI CONCRETO RISCHIO DI PERDERE TRASFERIMENTI STATALI”


Dal sito www.blogsicilia.it

03/10/2019
"Vitalizi degli ex deputati, sembra un eterno gioco dell’oca. Ieri in commissione nessun passo avanti, anzi, siamo tornati al punto di partenza o quasi. Il rischio per la Sicilia di perdere i trasferimenti statali si fa sempre più concreto. L’unica certezza allo stato attuale è che la Sicilia, assieme al Trentino, si conferma maglia nera d’Italia. Sono queste, infatti, le due uniche regioni che non hanno ancora proceduto al taglio”.Lo afferma, Jose Marano, la deputata M5S componente della commissione vitalizi dell’Ars, che ieri ha fatto registrare una nuova seduta a vuoto.

“La bozza del disegno di legge preparata sulla base del nostro testo e di quello adottato in larga misura nel resto d’Italia – afferma Jose Marano – è stata rimandata indietro agli uffici dell’Ars per rifare le tabelle. La volontà ostruzionistica è più che evidente, intanto il termine per l’approvazione della legge è sempre più stretto e la possibilità che siano i siciliani a pagare l’inosservanza delle prescrizioni statali con un taglio dei trasferimenti alla Sicilia, e di conseguenza dei servizi erogati alla collettività, è sempre più concreto”.

Fonte: www.blogsicilia.it







SIFUS CONFALI, NUOVA COMUNICAZIONE UST DI TRAPANI: SI PRECISA CHE ATTRAVERSO I PROGETTI IN ESSERE IN FASE DI DECRETAZIONE SI POTRANNO GARANTIRE SOLTANTO LE GIORNATE DI COMPETENZA



Ricevo e pubblico
Dalla Segreteria SIFUS-CONFALI Trapani

NUOVA COMUNICAZIONE UST DI TRAPANI
Da interlocuzione col  Dott. Gianrizzo dirigente della ex Azienda Forestale di Trapani si precisa che attraverso i progetti in essere in fase di decretazione si potranno garantire soltanto le giornate di competenza a tutti i lavoratori forestali della provincia. 
G. Fiore SIFUS-CONFALI



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Incontro Sifus - Ust Trapani. E' intenzione dell'amministrazione di assegnare equamente giornate in più rispetto a quelle di competenza a tutti i lavoratori della provincia. Il Blog: per evitare discriminazioni, si spera che l'eventuale aumento delle giornate avvenga in tutte le province






CANTIERE AMBIENTE. UNA LEGGE CHE FINALMENTE METTE AL CENTRO LA PREVENZIONE CONTRO IL DISSESTO IDROGEOLOGICO. IL BLOG: I LAVORATORI FORESTALI POSSONO E DEVONO ESSERE UTILIZZATI TUTTO L'ANNO ANCHE PER QUESTO


Dalla pagina Facebook
del Ministro dell'Ambiente
Sergio Costa

Un'altra bellissima notizia. Dopo la calendarizzazione in Aula della legge #SalvaMare e l'inizio dell'iter per inserire la tutela dell'ambiente nella nostra Costituzione, oggi è iniziata la discussone in Senato della legge #CantiereAmbiente. Una legge che finalmente mette al centro la prevenzione contro il dissesto idrogeologico.

Con questa legge andiamo a SEMPLIFICARE tutte le normative e sburocratizziamo tutta la filiera, affinchè i lavori per la messa in sicurezza del territorio siano più veloci possibili. Il Paese ha bisogno di prevenire e non di curare, ma molto spesso i fondi venivano bloccati o addirittura a volte non sono mai arrivati a dama. Noi con questa legge ci mettiamo al fianco degli enti locali affinchè possano essere aiutati, se serve, dai tecnici del ministero. Finalmente è arrivato il momento di aprire i cantieri che fanno bene al Paese, quelli per la tutela del territorio e dei cittadini.






MESSINA. ESONDA IL TORRENTE SAN MICHELE CHE TRASCINA VIA AUTO



Dalla pagina Facebook
98zero - L'informazione in provincia di Messina










DALLA POLITICA ALLA CULTURA, PASSANDO PER LA SOCIETÀ CIVILE: SIRACUSA DÀ L’ULTIMO SALUTO A MARIARITA SGARLATA. NELLA CHIESA PIENA DI AMICI, ANCHE UNA RAPPRESENTANZA DEI FORESTALI. IL BLOG: UNA BELLA PERSONA! AVEVA ANCHE PROPOSTO L'UTILIZZO DEGLI OPERAI FORESTALI NEI SITI ARCHEOLOGICI


Dal sito www.siracusanews.it

BASILICA DI SANTA LUCIA

Presenti molti esponenti della classe politica siracusana, della fondazione Inda e una rappresentanza dei forestali oltre ad amici e cittadini comuni

Una toga universitaria e tocco appoggiato sulla bara per l’ultimo saluto a Mariarita Sgarlata, docente universitaria e consigliere delegato dell’Inda venuta a mancare sabato scorso all’eta di 57 anni. Stamattina a Siracusa, nella Basilica di Santa Lucia, la città ha salutato per l’ultima volta l’ex assessore regionale ai Beni Culturali. Una chiesa piena di amici, cittadini, una rappresentanza dei forestali e di quel mondo della politica e della cultura di cui la Sgarlata ha fatto parte e per cui si è spesa.

“Gioivi di ogni momento che ti restava da vivere, mai disperata – ha detto durante l’omelia padre Filippo, parroco della chiesa del Santa Maria -. Ora sei pronta a entrare in Paradiso. Della tua cultura e passione per l’arte non abbiano bisogno di parlarne, ci pensano le tue pubblicazioni e studi scientifici. Oggi vogliamo parlare di te, che hai saputo sorridere anche di fronte alla cattiveria umana. Ho avuto la fortuna di pregare con te, la preghiera è sempre un’esperienza unica ma farlo con te, che sapevi di stare lasciando questa vita, è salvificante. Grazie per i valori che ci hai lasciato, cultura, archeologia, scelte politiche ma anche la capacità di tirarti indietro quando capivi che la politica andava per altre strade”.

Successivamente il parroco ha ricordato come Maria Rita abbia affrontato con il sorriso e con la preghiera un momento così difficile come quello della malattia, combattuta fino all’ultimo giorno. Alla fine della cerimonia la bara è stata accompagnata fuori dalla chiesa da un grande silenzio di tutta la piazza, poi un padre nostro recitato da padre Filippo. Un saluto garbato, come garbata è sempre stata la presenza di Mariarita Sgarlata, una presenza venuta meno e di cui si sentirà l’assenza.

2 ottobre 2019

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Fonte: www.siracusanews.it



R.I.P.




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