04 ottobre 2019

DALLA POLITICA ALLA CULTURA, PASSANDO PER LA SOCIETÀ CIVILE: SIRACUSA DÀ L’ULTIMO SALUTO A MARIARITA SGARLATA. NELLA CHIESA PIENA DI AMICI, ANCHE UNA RAPPRESENTANZA DEI FORESTALI. IL BLOG: UNA BELLA PERSONA! AVEVA ANCHE PROPOSTO L'UTILIZZO DEGLI OPERAI FORESTALI NEI SITI ARCHEOLOGICI


Dal sito www.siracusanews.it

BASILICA DI SANTA LUCIA

Presenti molti esponenti della classe politica siracusana, della fondazione Inda e una rappresentanza dei forestali oltre ad amici e cittadini comuni

Una toga universitaria e tocco appoggiato sulla bara per l’ultimo saluto a Mariarita Sgarlata, docente universitaria e consigliere delegato dell’Inda venuta a mancare sabato scorso all’eta di 57 anni. Stamattina a Siracusa, nella Basilica di Santa Lucia, la città ha salutato per l’ultima volta l’ex assessore regionale ai Beni Culturali. Una chiesa piena di amici, cittadini, una rappresentanza dei forestali e di quel mondo della politica e della cultura di cui la Sgarlata ha fatto parte e per cui si è spesa.

“Gioivi di ogni momento che ti restava da vivere, mai disperata – ha detto durante l’omelia padre Filippo, parroco della chiesa del Santa Maria -. Ora sei pronta a entrare in Paradiso. Della tua cultura e passione per l’arte non abbiano bisogno di parlarne, ci pensano le tue pubblicazioni e studi scientifici. Oggi vogliamo parlare di te, che hai saputo sorridere anche di fronte alla cattiveria umana. Ho avuto la fortuna di pregare con te, la preghiera è sempre un’esperienza unica ma farlo con te, che sapevi di stare lasciando questa vita, è salvificante. Grazie per i valori che ci hai lasciato, cultura, archeologia, scelte politiche ma anche la capacità di tirarti indietro quando capivi che la politica andava per altre strade”.

Successivamente il parroco ha ricordato come Maria Rita abbia affrontato con il sorriso e con la preghiera un momento così difficile come quello della malattia, combattuta fino all’ultimo giorno. Alla fine della cerimonia la bara è stata accompagnata fuori dalla chiesa da un grande silenzio di tutta la piazza, poi un padre nostro recitato da padre Filippo. Un saluto garbato, come garbata è sempre stata la presenza di Mariarita Sgarlata, una presenza venuta meno e di cui si sentirà l’assenza.

2 ottobre 2019

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Fonte: www.siracusanews.it



R.I.P.




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EMERGENZE: 112 NUMERO UNICO IN SICILIA PER GESTIRE TUTTE LE CHIAMATE. LA SALA OPERATIVA GESTIRÀ ANCHE LE CHIAMATE CHE ARRIVANO AL 115 DEI VIGILI DEL FUOCO


Dal sito www.lasiciliaweb.it

03 Ottobre 2019
Dall’8 ottobre ogni chiamata urgente sarà smistata con sistemi all’avanguardia, la sala operativa è all’ospedale “Civico” di Palermo

PALERMO – Dal prossimo 8 ottobre la Sicilia sarà una delle poche regioni in Italia ad avere il numero unico di emergenza 112. La sala operativa che si trova all’interno dell’ospedale “Civico” è pronta ed è attrezzata con operatori specializzati e con strumenti informatici all’avanguardia per gestire tutte le chiamate che arrivano al 113 della polizia, al 112 dei carabinieri, ai vigili del fuoco 115 e al soccorso sanitario 118.

La presentazione del nuovo servizio è avvenuta questa mattina in Prefettura alla presenza del prefetto Antonella De Miro, dell’assessore alla Sanità Ruggero Razza e il capo Alberto Zoli direttore dell’Areu Sicilia, la società che gestisce il 118. Al momento oltre alla Sicilia le centrali attive sono in Lombardia Milano, Varese e Brescia, nelle province autonome di Trento e Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Roma nel distretto 06, Liguria, e Piemonte. Le prossime regione a dotarsi del numero 112 saranno la Sardegna, il completamente del Lazio, la Toscana, l’Umbria, le Marche, la Campania, la Puglia. Ad oggi le centrali uniche di risposta che ricevono tutte le chiamate servono oltre 30 milioni di cittadini.

Da martedì prossimo qualunque numero di emergenza che l’utente comporrà arriverà alla centrale unica. Qui poi verrà smistata alle centrali di polizia, carabinieri, vigili del fuoco e 118. “Intanto un primato della Sicilia, siamo la prima regione nel sud Italia che unifica il numero unico d’emergenza su tutto il territorio della Regione – ha detto l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza – Questo farà si che si possa essere più rapidi negli interventi e si possa avere un’unica centrale che è gestita presso l’azienda ospedaliera Civico. E’ prevista anche un’innovazione digitale. Con l’applicazione installata nel cellulare “Who are U” che si scarica sugli smartphone si può essere geo localizzati anche senza parlare al telefono”. Il numero unico ridurrà di oltre il 50% le chiamate di soccorso che verranno passate alle sale operative. Verranno passate solo le chiamate veramente di emergenza.

“Una centrale di primo livello che filtra le chiamate alle centrali di secondo livello – dice Alberto Zoli direttore dell’Areu – Consentirà all’utente di essere geolocalizzato, il miglioramento delle risposte e la possibilità di potere accogliere le richieste in tanti idiomi diversi, l’accesso ai diversamente abili. Tutti i benefici che applica la direttiva europea del 2002”.

“Un servizio già attivo nella Sicilia orientale, partito anche ad Agrigento e Trapani – afferma il prefetto di Palermo Antonella De Miro – che garantisce servizi multilingue. E’ il frutto di cooperazione e di un protocollo tra Ministero dell’Interno e la Regione Siciliana. La prefettura ha garantito il raccordo tra operatori che si occupano dell’emergenza e della sicurezza. Noi abbiamo garantito questo coordinamento per rendere più facile l’entrata in funzione del numero unico. Qui sempre in prefettura verrà garantito anche attraverso un gruppo di lavoro il monitoraggio del servizio per accertare la funzionalità del numero unico per garantire sempre performance migliori”.

Fonte: www.lasiciliaweb.it






“RICORDATI DI SALVARE L’ITALIA”! IL 12 E 13 OTTOBRE TORNANO LE GIORNATE FAI D'AUTUNNO. DIFENDIAMO UN PAESAGGIO FRAGILE. L'ITALIA HA BISOGNO DI CURE, PROTEGGIAMOLA INSIEME


Il nostro Paese è pieno di bellezze artistiche e paesaggistiche che richiedono cure continue. Il FAI le protegge impegnandosi ogni giorno. Puoi lasciare un segno anche tu, “Ricordati di salvare l’Italia”!

Difendiamo un paesaggio fragile. L'Italia ha bisogno di cure, proteggiamola insieme

Proteggiamo luoghi speciali. Da vivere, ogni giorno

E se domani non ci rimanesse più niente di bello da vedere? Scegli di fare oggi qualcosa per non perdere il patrimonio più prezioso che abbiamo

Il Presidente Carandini ai giovani: tenete vive emozioni e ragione

Il Presidente Mattarella apre le porte del primo Bene FAI nelle Marche: l’Orto sul Colle dell’Infinito







03 ottobre 2019

INCENDI, UN’ESTATE DI FUOCO DA DIMENTICARE. QUATTRO ROGHI SU 10 DIVAMPATI IN SICILIA


Dal sito qds.it

Rosario Battiato - 03 Ottobre 2019
Oltre 800 richieste di aiuto alla Protezione civile, di cui più di 300 soltanto dalla Sicilia. Tra le emergenze anche il vasto incendio che ha interessato il viale Kennedy di Catania
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PALERMO – Altra estate caldissima per gli incendi in Sicilia. Lo dicono i numeri rilasciati dal Centro operativo aereo unificato (Coau) del Dipartimento della Protezione civile nel corso della campagna estiva anti-incendio boschivo 2019, iniziata il 15 giugno scorso e conclusa il 30 settembre, che ha certificato 805 richieste di soccorso aereo, con il 40% che ha riguardato l’Isola. Non si tratta di numeri esaustivi sui roghi che hanno coinvolto l’Italia, ma, appunto, delle richieste trasmesse al Coau.

I NUMERI NAZIONALI
Rispetto allo scorso anno ce ne sono state 600 in più, anche se bisogna considerare l’eccezionalità della stagione 2018 che è stata quella col più basso numero di richieste dell’ultimo decennio. In riferimento alla stagione che si è appena conclusa, “nel corso delle operazioni di supporto aereo alle squadre e ai velivoli antincendio locali – si legge nella nota pubblicata sul sito della Protezione civile nazionale (protezionecivile.gov.it) –, la flotta aerea dello Stato ha effettuato 1.719 ore di volo, e 16.534 lanci con oltre 100 milioni di litri di estinguente”.

Le operazioni degli equipaggi italiani si sono svolte anche in Grecia, nell’ambito del Meccanismo di protezione civile europeo. Per la stagione estiva 2019, si riporta dalle informazioni fornite dalla Protezione civile, la flotta nazionale nel suo massimo impiego è stata composta da 31 mezzi aerei – di cui 22 del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco (15 Canadair, 4 elicotteri Erickson S64F e altri 3 velivoli), 7 elicotteri delle Forze Armate e 2 elicotteri dei Carabinieri.

INTERVENTI REGIONALI DOMINA LA SICILIA
In termini di distribuzione sul territorio nazionale, non c’è partita e si conferma la tradizione che vuole la Sicilia, ormai da molti anni, ai primi posti per numero di incendi e per superficie percorsa dal fuoco. Nel corso del 2019, il maggior numero di richieste è arrivato, appunto, dall’Isola, con 305 chiamate. Al secondo posto si trova la Calabria, con 192, circa un centinaio di meno. In altri termini queste due regioni, accomunate da questa epidemia d’incendi, mettono assieme il 60% del totale delle richieste. La Sicilia, da sola, ne vale circa il 40%.

IL CLAMOROSO CASO DELLA PLAIA DI CATANIA
Tra le emergenze di questa estate, ce ne è stata una che ha destato particolare scalpore per essersi verificata in una delle aree più frequentate della città di Catania, quella di Viale Kennedy, che d’estate è presa d’assalto dai tantissimi fruitori del mare etneo. Se ne è discusso lunedì scorso nella sede di San Giovanni La Punta del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza della Regione Siciliana, nel corso di un incontro promosso su richiesta del governatore, Nello Musumeci, e del capo del Dipartimento, Calogero Foti.

Nel corso della riunione sono state individuate nuove vie di fuga, in modo da alleggerire il carico di Viale Kennedy ed è inoltre emersa l’esigenza di dotare l’area di bocche di approvvigionamento idrico per le unità dei vigili del fuoco. Via libera, secondo quanto emerso alla fine dell’incontro, anche a interventi non strutturali per aumentare la sicurezza, come il censimento degli alberi d’alto fusto, la ricognizione delle aree abbandonate per provvedere alla pulizia e la creazione di due presidi.

Fonte: qds.it



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Incendi boschivi: conclusa la campagna estiva 2019. I dati riferiti alle singole regioni, mostrano che il maggior numero di richieste aereo è arrivato da Sicilia e Calabria, che insieme rappresentano oltre il 60% del totale nazionale






ARS, APPROVATO L'EMENDAMENTO SULLA STABILIZZAZIONE DEL PERSONALE ASU. IL BLOG: SIAMO CONTENTI, MA QUANDO QUELLO SUI LAVORATORI FORESTALI CHE È IL COMPARTO PIÙ ANZIANO E TANTE VOLTE INGANNATO DAI PROCLAMI DEI GOVERNI DI TURNO?


Dal sito gds.it

02 Ottobre 2019
Approvato dall’Assemblea regionale siciliana l'emendamento per la stabilizzazione del personale Asu. "L'emendamento al Collegato, votato dall’Aula, rappresenta un segnale di grande importanza per tutti i lavoratori Asu della Sicilia. Non abbiamo lasciato senza risposta i 5000 lavoratori che in questi anni hanno svolto un lavoro importante nei Comuni per i cittadini e le imprese. Ringrazio tutti i componenti della V Commissione che hanno lavorato celermente e con grande spirito di collaborazione per raggiungere questo importante obiettivo", afferma il presidente della Commissione Cultura, Lavoro e Formazione Luca Sammartino.

"Sebbene l’emendamento del Movimento 5 Stelle che prevedeva la stabilizzazione degli Asu in Sicilia sia stato stralciato nella riscrittura del Governo, siamo riusciti a far mantenere un nostro emendamento che in ogni caso impegna l’esecutivo regionale ad andare nella direzione della stabilizzazione, così come avevamo proposto da componenti M5S della Commissione Lavoro all’Ars", afferma il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Giovanni Di Caro.

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it









Chiediamo un aiuto anche al Pd e al M5S


L'On. Salvatore Siragusa (M5S). Archivio


L'On. Luca Sammartino (Pd). Archivio








M5S: RISCHIO ELEVATISSIMO DISIMPEGNO FONDI UE ALLA REGIONE SICILIANA


Dal sito www.ilgazzettinodisicilia.it

1 Ottobre 2019
Corrao, eurodeputato M5s: “La Regione Siciliana sbaglia sempre atteggiamento. Occorre mettere da parte la convinzione di sapere tutto e trattare la programmazione come una carta di credito, senza rispettare le regole”.

Dall’Ars a Parlamento Europeo, i portavoce M5S lanciano un appello alla Regione. Sunseri e Corrao: “Si scongiuri l’utilizzo di progetti non coerenti rispetto al programma operativo. Si cambi passo”. 

“Il rischio di disimpegno delle somme previste dal Programma operativo Fesr 2014-2020 per la Sicilia è altissimo. Bruxelles non ha sospeso i pagamenti ma li ha interrotti. L’amministrazione regionale metta celermente in moto la macchina amministrativa affinché adotti tutte le soluzioni utili a non perdere le somme, scongiurando l’utilizzo di progetti non coerenti rispetto al programma operativo. La certificazione della spesa è ferma da un anno”.
A dichiararlo è il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Luigi Sunseri, componente della Commissione Bilancio dell’Ars a proposito dell’allarme interruzione delle somme del programma operativo Fesr 2014-2020.
“Ad oggi – sottolinea Sunseri – si parla di interruzione dei pagamenti e non di sospensione, ma il rischio di disimpegno è assolutamente concreto. E’ quindi necessario, come abbiamo già evidenziato, che la Regione metta tutte le proprie energie affinché venga scongiurato il disimpegno. Sarebbe una grandissima sconfitta per la nostra terra. Ad esempio la spesa del nodo ferroviario Palermo-Carini tratta B, va certificata nuovamente anche se in parte, solo dopo cioè che la Regione avrà ripresentato la scheda aggiornata Grande Progetto nell’ambito del FESR” – conclude Sunseri.

Da Bruxelles l’eurodeputato M5S Ignazio Corrao rilancia puntando il dito sull’abuso di progetti retrospettivi da parte della Regione Siciliana.
“L’utilizzo dei progetti retrospettivi – spiega Corrao – deve essere ridotto al minimo ed in ogni caso devono essere coerenti con la programmazione attuale, cosa che di fatto la Regione Siciliana non ha fatto. Adesso tocca alla Regione trovare una soluzione per coprire la spesa mancante. La Regione sbaglia sempre atteggiamento: Mettano da parte la convinzione di sapere tutto e trattare la programmazione come una carta di credito, senza rispettare le regole. Auspico che politica e burocrazia regionali stavolta facciano una scelta oculata, presentando progetti seri che siano davvero funzionanti e veramente utili ai siciliani e che guardino all’innovazione” – conclude Corrao.

Fonte: www.ilgazzettinodisicilia.it



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Fondi Ue, stangata sulla Sicilia. Stop ai rimborsi alla regione. In ballo 160 milioni di euro







02 ottobre 2019

LE PREVISIONI. L'AUTUNNO È ARRIVATO, ALLERTA GIALLA IN SICILIA: DA DOMANI TEMPORALI E VENTI FORTI


Dal sito gds.it

02 Ottobre 2019
E anche in Sicilia l'estate pare essere giunta al termine. "Finalmente", dirà qualcuno, ma forse vivendo l'autunno che sembra stia per arrivare, cambierà presto idea. Quando? Fin da domani, pare. Infatti una perturbazione atlantica sta attraversando l'Italia, interessando già oggi le regioni centro-settentrionali. In serata, nubi e precipitazioni si estenderanno su Campania e Sicilia.

Nella giornata di domani la perturbazione si sposterà sul versante adriatico e sul resto del Meridione, con fenomenologia a tratti intensa sulle aree peninsulari, ma con fenomeni in progressiva attenuazione pomeridiana al Centro. Le temperature subiranno una sensibile diminuzione al Centro-Sud, mentre i venti si intensificheranno ruotando dai quadranti settentrionali. Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte ha emesso un ulteriore avviso di condizioni meteorologiche avverse che estende quello diffuso ieri. L'avviso prevede dalla sera di oggi, mercoledì 2 ottobre, precipitazioni a prevalente carattere di rovescio o temporale, su Marche, Abruzzo, Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento.

Dalle prime ore di domani, giovedì 3 ottobre, si prevedono venti settentrionali forti o di burrasca, sulle Marche, in estensione ad Abruzzo, Molise e Puglia, con possibili mareggiate sulle coste esposte. Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani, giovedì 3 ottobre, allerta gialla sulle Marche, sul settore orientale dell’Abruzzo, sul Molise, sul versante costiero della Campania e su Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia.

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it









INCONTRO SIFUS - UST TRAPANI. È INTENZIONE DELL'AMMINISTRAZIONE DI ASSEGNARE EQUAMENTE GIORNATE IN PIÙ RISPETTO A QUELLE DI COMPETENZA A TUTTI I LAVORATORI DELLA PROVINCIA. IL BLOG: PER EVITARE DISCRIMINAZIONI, SI SPERA CHE L'EVENTUALE AUMENTO DELLE GIORNATE AVVENGA IN TUTTE LE PROVINCE

Dalla pagina Facebook
Si.F.U.S. (Sindacato Forestali Uniti per la Stabilizzazione)






ISNELLO. RIPUBBLICAZIONE RICHIESTA MANODOPERA FORESTALE DISTRETTO 8. GIORNO 3 OTTOBRE L'AVVIAMENTO PRESSO IL CPI DI CEFALU'








FONDI UE, STANGATA SULLA SICILIA. STOP AI RIMBORSI ALLA REGIONE. IN BALLO 160 MILIONI DI EURO


Dal sito livesicilia.it

IN ballo 160 milioni di euro

PALERMO - La Commissione europea ha bloccato i rimborsi alla Regione siciliana di parte della spesa del Programma operativo Fesr 2014-2020 certificata a fine 2018. L'anno scorso la Regione è riuscita a raggiungere il target fissato dall' Unione europea grazie all'inserimento di progetti che ora si chiamano retrospettivi (ma qualcuno li definisce ancora coerenti e altri ancora progetti sponda) e questi progetti sono stati contestati dalla Commissione europea annunciando l'interruzione dei rimborsi della spesa 2018, in attesa dei chiarimenti richiesti, e con la prospettiva di sospendere completamente l'operatività dell' intero programma che vale 3,4 miliardi di euro. Per ora sono in ballo 160 milioni di euro, di cui 156 milioni spesi per il raddoppio ferroviario tra Palermo e Carini. Secondo il Sole24Ore, la Regione siciliana ha già ritirato questo progetto nell'ambito della procedura per evitare la sospensione dei fondi e nel giro di qualche giorno partirà la risposta a Bruxelles. Il punto è che nella certificazione di spesa per il 2018 la Regione deve sostituire questo che rientra tra i "grandi progetti" con uno o più progetti in grado di assorbire un volume di spesa analogo e che sia stato approntato con procedure compatibili con i criteri e i vincoli per l' utilizzo dei fondi strutturali europei. Secondo le fonti, le criticità riguardano soprattutto il rispetto delle normative europee in materia di appalti, oltre che di concorrenza e valutazione costi-benefici. Problemi anche per il 2019: ad oggi il "cruscotto" che monitora gli importi a rischio di disimpegno automatico a fine 2019 segnala per il Fesr Sicilia un alert di quasi 50 milioni di euro.

(ANSA)

01 Ottobre 2019

Fonte: livesicilia.it






COLDIRETTI PALERMO A FAVORE DELLE ZONE FRANCHE MONTANE: «OCCORRE CHE I GIOVANI RESTINO E INVESTANO». INCENDI, DISSESTO IDROGEOLOGICO, CRIMINALITÀ. SONO QUESTI ALCUNI DEI DANNI PROVOCATI DALLO SPOPOLAMENTO DI INTERE AREE DELLA SICILIA


Dal sito www.madonienotizie.it

01 Ottobre 2019
SECONDO COLDIRETTI È IMPORTANTE CHE I GIOVANI RESTINO E INVESTANO IN QUESTI TERRITORI

Anche la Coldiretti di Palermo si schiera a favore dell’istituzione delle Zone Franche Montane, ritenute necessarie per contrastare il fenomeno dello spopolamento e per rilanciare questi territori dalle potenzialità uniche.
Si allunga così l’elenco dei sostenitori della battaglia portata avanti amministratori locali e dal Comitato regionale per ZFM, affinché si approvi una Legge obiettivo che introduca sgravi fiscali e agevolazioni volti a migliorare la qualità di vita delle popolazioni interne dell’Isola. A tal proposito, dallo scorso 8 settembre, il Comitato ha istituito una sede permanente in piazza Europa, a Castellana Sicula.

«Incendi, dissesto idrogeologico, criminalità. Sono questi alcuni dei danni provocati dallo spopolamento di intere aree della Sicilia dove invece si potrebbe creare lavoro con sgravi fiscali», afferma Coldiretti Palermo.

«Non si tratta di ottenere solo l’esonero o la riduzione del pagamento di alcune tasse – tiene a sottolineare – si tratta invece di rivitalizzare un territorio, quello madonita, che rappresenta il fiore all’occhiello dell’agricoltura siciliana».

«Le zone montane – continua la Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti – contribuiscono ad offrire un’identità e una specificità che vanno dalla tutela del paesaggio alla produzione agroalimentare».

Infine, Coldiretti Palermo punta il dito contro l’abbandono del territorio e dichiara: «Bisogna che i giovani restino qui ed investano e solo un intervento legislativo può aiutare lo sviluppo e la crescita di questo territorio. Abbiamo – conclude – molti under 30 laureati  che devono per forza emigrare perché il tessuto economico e sociale non permette gli investimenti neanche per iniziare».

Fonte: www.madonienotizie.it







MANOVRA: ARRIVA LA RIFORMA DEL SETTORE AGRICOLO. “IN CAMPO FORESTALE, IL GOVERNO INTENDE PORTARE AVANTI LA STRATEGIA FORESTALE NAZIONALE, IN COERENZA CON LA PROSPETTIVA EUROPEA DI SVILUPPO SOSTENIBILE APPLICATA AL SETTORE BOSCHIVO”


Dal sito www.laleggepertutti.it

1 Ottobre 2019
Agricoltura: al centro la lotta al caporalato, sostenibilità ambientale, sociale ed economica. 

Con la nuova legge di bilancio, è in arrivo una legge per mettere mano a una riforma del settore agricolo “con molte deleghe per immaginare il futuro del settore e rispondere da subito a temi concreti per semplificare la vita alle imprese” come ha annunciato la ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova facendo riferimento al collegato alla manovra di bilancio dedicato all’agricoltura, nella Nota di aggiornamento al Def approvato ieri dal Cdm.

Lotta al caporalato, sostenibilità ambientale, sociale ed economica saranno al centro delle politiche che il governo intende portare avanti. Lo rivela la nostra fonte Adnkronos.

Nel documento, si legge, infatti, che “è prioritario rimettere l’agricoltura e l’agroalimentare al centro delle scelte economiche e sociali del Paese, semplificando il rapporto tra Istituzioni e imprese, potenziando gli investimenti nelle filiere Made in Italy e garantendo il rispetto dei diritti dei lavoratori agricoli con la piena applicazione della norma di contrasto al caporalato, in modo da fronteggiare la concorrenza sleale a danno delle imprese che operano nella legalità”.

Si sottolinea poi “il ruolo attivo che il settore primario può svolgere nello sviluppo dell’economia circolare e nel contrasto ai cambiamenti climatici” e in questa ottica “occorre pertanto potenziare gli strumenti di investimento e le risorse dedicate alle infrastrutture irrigue, alla prevenzione del dissesto idrogeologico a partire dalle aree rurali, allo sviluppo della ricerca sulle colture tradizionali del modello produttivo nazionale, all’incentivo dell’agricoltura di precisione”.

Particolare attenzione verrà data allo sviluppo delle filiere con “il rafforzamento dei rapporti tra agricoltori, allevatori, trasformatori e distribuzione”. E viene ritenuto “strategico incrementare l’aggregazione nel settore” si legge “per garantire un percorso trasparente di formazione dei prezzi e di tracciabilità dei prodotti”.

Sarà necessario “investire in innovazione, benessere animale e ricerca, in particolare nel settore zootecnico, e puntare al rafforzamento del sistema fitosanitario” in relazione agli effetti del cambiamento climatico e al rischio di diffusione di fenomeni a forte impatto come la Xylella fastidiosa o la cimice asiatica. Quanto alle produzioni biologiche “si intende potenziare l’azione nazionale, anche attraverso una maggiore diffusione delle mense scolastiche biologiche certificate”.

Inoltre, “in campo forestale, – si legge – il Governo intende portare avanti la Strategia forestale nazionale, in coerenza con la prospettiva europea di sviluppo sostenibile applicata al settore boschivo”. Infine, in campo in rifermento alla nuova Pac “si intende lavorare per stabilizzare le risorse indirizzate al settore, tutelare il reddito delle imprese, valorizzare le caratteristiche delle produzioni italiane, sostenere di più e meglio le imprese condotte da giovani e donne”.

Fonte: www.laleggepertutti.it







INCENDI BOSCHIVI: CONCLUSA LA CAMPAGNA ESTIVA 2019. I DATI RIFERITI ALLE SINGOLE REGIONI, MOSTRANO CHE IL MAGGIOR NUMERO DI RICHIESTE AEREO È ARRIVATO DA SICILIA E CALABRIA, CHE INSIEME RAPPRESENTANO OLTRE IL 60% DEL TOTALE NAZIONALE


Dal sito www.protezionecivile.gov.it

01 Ottobre 2019
Incendi boschivi: conclusa la campagna estiva 2019


Richieste in aumento rispetto al 2018

Sono state 805 le richieste di concorso aereo trasmesse al Centro Operativo Aereo Unificato (COAU) del Dipartimento della Protezione civile nel corso della campagna estiva anti-incendio boschivo 2019, iniziata il 15 giugno scorso e conclusa il 30 settembre. Sono circa 600 in più rispetto all’estate 2018, stagione che aveva fatto registrare il numero più basso di richieste degli ultimi dieci anni.

Nel corso delle operazioni di supporto aereo alle squadre e ai velivoli antincendio locali, la flotta aerea dello Stato ha effettuato 1.719 ore di volo, e 16.534 lanci con oltre 100 milioni di litri di estinguente.

Gli equipaggi italiani hanno inoltre operato in Grecia, nell’ambito del Meccanismo di protezione civile europeo.

I dati di dettaglio di questa campagna estiva, riferiti alle singole Regioni, mostrano che il maggior numero di richieste di concorso aereo è arrivato da Sicilia e Calabria, che insieme rappresentano oltre il 60% del totale nazionale rispettivamente con 305 e 192 richieste.

Per la stagione estiva 2019, la flotta nazionale nel suo massimo impiego è stata composta da 31 mezzi aerei – di cui 22 del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco (15 Canadair, 4 elicotteri Erickson S64F e altri 3 velivoli), 7 elicotteri delle Forze Armate e 2 elicotteri dei Carabinieri.

Fonte: www.protezionecivile.gov.it







METEO, INIZIO OTTOBRE “HOT” IN SICILIA: TEMPERATURE IN RIALZO E SOLE. RISCHIO INCENDI E ONDATE DI CALORE


Dal sito newsicilia.it

30/09/2019
PALERMO – Un inizio ottobre decisamente “fuori norma” in Sicilia, almeno per quanto riguarda le condizioni climatiche: con sole e caldo sia nell’entroterra che nelle zone costiere, è possibile dire che, sebbene ufficialmente sia autunno, l’estate non sia ancora “pronta” a lasciare definitivamente l’isola mediterranea.

Per l’intera settimana appena iniziata, infatti, si prevedono temperature più alte rispetto alla media stagionale e tempo soleggiato o poco nuvoloso in tutte le province. Una bella notizia per chi vuole approfittare delle giornate miti per fare gli ultimi bagni o qualche passeggiata vicino al mare, ma brutta per tutti coloro che attendono l’arrivo del freddo e il ritorno dei maglioni e delle serate invernali trascorse in casa tra film e cioccolata calda.

Per quanto riguarda la giornata di domani, secondo gli esperti meteorologi, le massime si manterranno per lo più al di sopra dei 25 gradi. Previsti picchi di 28 gradi a Caltanissetta, Messina, Palermo e Ragusa. Si potrebbero arrivare ai 30 gradi, invece, a Catania, Agrigento e Siracusa.

La Protezione Civile della Regione Siciliana ha diramato lo stato di pre-allerta per rischio incendi e ondate di calore valido per tutta l’isola, valido dalla mezzanotte del primo ottobre per le successive 24 ore.

Deboli i venti, con l’esclusione della provincia di Trapani, dove potrebbero soffiare correnti moderate.


Immagine di repertorio

Fonte: newsicilia.it









01 ottobre 2019

GIAMPILIERI: A DIECI ANNI DAL DISASTRO REALIZZATE IL 95% DELLE OPERE

Foto parcodeinebrodi.blogspot.com


Ricevo e pubblico
dalla Dott.ssa Maria Giambruno
Ufficio Stampa e Comunicazione 
Dipartimento della Protezione Civile



PRESIDENZA DELLA REGIONE SICILIANA
DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE

GIAMPILIERI: A DIECI ANNI DAL DISASTRO
REALIZZATE IL 95% DELLE OPERE

CALOGERO FOTI: “IL DRPC SICILIA HA REALIZZATO IL 95% DELLE OPEREPREVISTE  PER RESTITUIRE SICUREZZA AI TERRITORI
E DIGNITÀ ALLA MEMORIA DELLE VITTIME”


Il primo ottobre 2009 un violento nubifragio colpiva Giampilieri, borgo vicino Messina, Scaletta Zanclèa e Itàla, provocando 37 morti, numerosi feriti e ingenti danni al tessuto sociale, economico e produttivo. Con decreto del 2 ottobre 2009 la presidenza del Consiglio dei Ministri dichiarava lo stato di emergenza per avversità atmosferiche cui seguivano facevano seguito le ordinanze della Presidenza del Consiglio dei Ministri per gestire gli interventi necessari per consentire un rapido rientro alle condizioni di normalità.

Per le opere di messa in sicurezza del territorio sono stati stanziati e spesi, a tutt’oggi, circa 170 milioni di euro destinati per interventi di consolidamento e messa in sicurezza, sia sul territorio di Giampilieri che in tutta l’area interessata dall’importante evento franoso/alluvionale. A questa somma vanno aggiunte le risorse per il risarcimento danni la cui competenza attiene al Sindaco di Messina.

“Abbiamo agito con scrupolo e massimo impegno – dichiara Calogero Foti, responsabile del DRPC Sicilia - per restituire nel minor tempo possibile condizioni di sicurezza ai luoghi colpiti dal disastro e un ritorno alla normalità alla popolazione. Camminare oggi nei luoghi della tragedia ci conforta e ci fa sentire a posto con la coscienza. Non possiamo riavvolgere il nastro e restituire la vita alle vittime di Giampilieri e dell’alluvione – continua Calogero Foti - ma nella decima ricorrenza dell’evento possiamo camminare per le strade dei borghi colpiti e dire agli abitanti che abbiamo fatto il possibile per realizzare le opere individuate nelle ordinanze e far tornare a vivere le comunità. Abbiamo realizzato e completato il 95% delle opere e rimangono da definire solo opere residuali”.



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Alluvione di Giampilieri. Dieci anni dopo quella strage annunciata





ANGELI SU PALERMO. NELLA CHIESA DI SAN MAMILIANO SI PARLA DI MESSAGGERI CELESTI IN TUTTE LE CULTURE

Ricevo e pubblico
dalla giornalista 
Dott.ssa Maria Giambruno









ALLUVIONE DI GIAMPILIERI. DIECI ANNI DOPO QUELLA STRAGE ANNUNCIATA


Dalla pagina Facebook
Dipartimento Protezione Civile

1 Ottobre 2009, l’alluvione di Messina. Sono trascorsi 10 anni dal violento alluvione che colpì la Sicilia orientale causando vittime e ingenti danni.
Il Sistema di protezione civile si attivò fin dalle prime ore dell’emergenza con l’obiettivo prioritario di raggiungere le tante frazioni rimaste isolate.










Il Blog: una raccolta di immagini dell'alluvione di Giampilieri del 2009 estrapolate da internet, dove erano presenti gli angeli del fango dell'Antincendio Boschivo, i primi a dare soccorso alla popolazione.




















CATANIA. VIALE KENNEDY, FUGHE DA TERRA E DAL MARE: ECCO IL NUOVO PIANO DI SICUREZZA PER LA PLAIA


Dal sito www.lasiciliaweb.it

Catania: dopo il devastante incendio del 10 luglio scorso si cercano soluzioni per fronteggiare l’emergenza

30 Settembre 2019
CATANIA – Individuare le possibili soluzioni per mettere in sicurezza l’area di viale Kennedy e scongiurare il rischio che con la prossima stagione balneare possano verificarsi emergenze come l’incendio del 10 luglio scorso. Questo l’obiettivo di un tavolo tecnico per definire il piano di Protezione civile della Plaia svoltosi questa mattina nella sede di San Giovanni la Punta del Dipartimento regionale della Protezione civile.

All’incontro, promosso su richiesta del Presidente Musumeci e del capo del Dipartimento Sicilia Calogero Foti, hanno preso parte i responsabili dell’ufficio tecnico della Protezione civile di Catania, i Vigili del fuoco, gli rappresentanti degli assessorati regionali delle Agricoltura, del Territorio e Ambiente e del sindacato dei gestori degli stabilimenti balneari.

Durante la riunione sono state individuate nuove vie di fuga che alleggeriscano il carico del viale Kennedy ed aree di parcheggio ed è emersa l’esigenza di dotare l’area di bocche di approvvigionamento idrico per le unità dei vigili del fuoco. Saranno avviati diversi interventi non strutturali per aumentare la sicurezza dei fruitori della Plaia come il censimento degli alberi d’alto fusto, la ricognizione delle aree abbandonate per provvedere alla pulitura dei luoghi, la creazione durante la stagione estiva di due presidi, di volontari di Protezione civile e Vigili urbani – e la realizzazione di una gestione unica del flusso di comunicazione che metta in rete il Dipartimento, le unità dei Vigili urbani poste all’accesso del viale Kennedy ed i gestori degli stabilimenti balneari.

Massima disponibilità si è registrata anche da parte degli operatori dei lidi, che hanno aderito all’idea di creare un’apposita figura di referente per la protezione civile capace di gestire la criticità anche sotto il profilo della capacità di governare il potenziale panico ed eventualmente a disporre all’interno degli stabilimenti anche di una riserva d’acqua utile allo spegnimento di incendi. Tra le azioni coordinate con il Dipartimento regionale Ambiente anche la realizzazione di punti di raccolta per l’evacuazione via mare con mezzi della Capitaneria di porto.




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MEMORIA E DIGNITÀ


di Antonino Lomonaco
“Il valore di un lavoro che strappa la vita dagli uomini ha il peso della memoria“.
Questa è la frase incisa sul monumento a memoria dei nostri caduti del 1993.
Una frase che vuole ricordare i compagni tragicamente rimasti per sempre sull’impervia montagna Culma, nel territorio di Castiglione di Sicilia.
Frase che vuole essere anche un monito per tutti noi dell’antincendio boschivo, così come di ogni altro lavoro pericoloso ed incompreso.
La volontà all’incomprensione, nell’ambito lavorativo, ha sempre uno scopo: quello della possibilità di gestire il tutto nella sottovalutazione, anche degli uomini che lo svolgono.
Così gli uomini arsi vivi nella lotta alle fiamme vengono dimenticati, come se non fosse mai successo alcunché. Ed è così che viene dimenticato il motivo della stessa lotta e delle condizioni in cui essa viene svolta.
In effetti, più che di una semplice lotta, si tratta ormai di una “guerra”, la quale non ha solo un carattere locale. Essa si riallaccia ai fenomeni mondiali di sconvolgimento delle economie e degli ecosistemi particolari, in nome di esigenze ed ingerenze di interesse multinazionale dei mercati globali.
Interessi talmente sovrumani che il “mercato” è ormai sinonimo di “sacralità”.
Sembra, infatti, ribaltando il senso delle cose, che gli uomini debbano essere al servizio di questa istituzione e non il contrario!
Bestemmia della democrazia! Aberrazione etica della nostra misera epoca! 
E’ così che i terreni prima coltivati, non reggendo la concorrenza, vengono abbandonati alla vegetazione selvatica e all’arbitrio dell’ignoranza brutale. 
Se l’abbandono mette a disposizione il combustibile, l’ignoranza brutale attiva l’innesco. 
Il comburente è, di certo, il disastro etico delle società cosiddette moderne, senza valori che non siano altro oltre il danaro: allucinogeno per gli uomini ma linfa dei mercati. 
Eppure ciò che può avere un prezzo non può mai avere un vero Valore. 
Un vero Valore non può essere comprato, non può essere scordato: la Vita, l’Amore, la Dignità, non possono essere né mercificati, né obliati.
Ed è proprio nella dignità che vi è la sintesi di vita e di amore: essa delinea il vivere amando ciò che si fa, ciò che si è. 
Tutt’altra cosa dell’usurpazione: della mancanza d’amore per quel che si fa.
La diretta conseguenza sociale di tutto ciò è che questa mancanza di amore, di cui si sta dicendo, permette la slealtà fra gli uomini.
Così una società si consuma, l’usurpazione e la falsità diventano regola, la malattia della finzione si diffonde intossicando quella stessa tipologia di uomini sinceri e leali. 
La slealtà ossida, corrode internamente il convivere fra gli uomini. 
Persone sbagliate nei posti sbagliati sono conseguenza e causa di catastrofi irresolubili. 
Quei tipi incapaci di reggere le responsabilità che si assumono non sono uomini, ma comparse, squallidi attori di farse e tragedie.
Il valore di un lavoro capace di strappare la vita dagli uomini, non può che avere un peso  riposto nella memoria. Un peso grave oppure impercettibile fino a scomparire, come se nulla fosse mai stato. Come se tutto fosse vano di fronte alla strafottenza, presuntuosa e insensibile: espressione di sola meschinità. 
Ricordare o dimenticare diventa, quindi, il discrimine dell’inclinazione ad imparare sia l’attenzione, sia la cura di ciò che è significativo. Dimenticare è la manifestazione della sufficienza nella gestione di una organizzazione che fa la guerra alla distruzione. 
Dimenticare significa che ciò che non si ricorda non si reputa importante.  
Questo lo sa bene chi ha avuto la fortuna di ritornare da dove quegli altri, purtroppo, sono rimasti.
Una fortuna data dalla cura a rispettare le norme minime sulla sicurezza, le quali soltanto, assieme alla prontezza, gli hanno permesso di attraversare oltre dieci metri di fiamme in risalita, con mulinelli di fuoco come damigelle di una improvvisa esplosione letale. 
Norme disattese dall’incuria strafottente, tali da lasciare finanche intere squadre inutilizzabili, perché senza dispositivi di sicurezza personali o perché senza automezzi!
Uomini coraggiosi, avvezzi alla fatica più estenuante ed ai pericoli degli incendi boschivi, umiliati nell’inutilità insensata, nell’attesa di una risoluzione sempre annunciata come imminente e sempre posticipata. O gli altri lasciati ad un impegno maggiorato per l’assurda assenza dei primi. 
E che dire dei territori abbandonati, in questo modo, alla mercé del rischio della distruzione? 
Tutto ciò come se nessuno avesse responsabilità: come di fronte a bambini innocenti. 
Eppure il gioco è molto serio. Si tratta di un gioco la cui portata è l’inaridimento della nostra già vessata terra e, visto da una prospettiva più ampia, il contributo alla sopravvivenza stessa del Pianeta, con i suoi problemi di inquinamento e di innalzamento medio della temperatura.
I nostri Uomini che affrontano gli incendi boschivi, hanno dimostrato e dimostrano, a livello mondiale, il loro Valore: non mi stancherò mai di ricordare che in Sicilia mai un incendio è durato più di qualche giorno, pur avendo le stesse condizioni vegetative, e di temperature ambientali, della California, della Spagna, della Grecia, ecc. 
Questo, nonostante si abbia una gestione che continua a sottovalutare questi uomini, umiliarli,... dimenticarli di fronte agli attacchi pretestuosi dell’ ignoranza mediatica o, persino, nel loro sacrificio più estremo.

Abbiamo costruito con le nostre mani, a nostre spese, questo umile ma prezioso monumento, così da avere, nel nostro luogo di raccolta delle Squadre A.I.B. di Boriglione, a Linguaglossa, un sito in cui commemorare, finalmente, un fatale, quanto ingiusto, sacrificio, da non dimenticare, poiché ci ricorda chi siamo. 
Ci ricorda che: <<Il valore di un lavoro che strappa la vita dagli uomini ha il peso della memoria>>. 

“Ex silvis ad gloriam”


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