04 novembre 2018

VIOLENTO ACQUAZZONE SU PALERMO, CITTÀ ALLE PRESE CON DISAGI E ALLAGAMENTI. NELLA MATTINATA DI IERI SONO STATI TRATTI IN SALVO 4 OPERAI FORESTALI REGIONALI


www.palermotoday.it

03 Novembre 2018
Nella giornata da "allerta meteo rossa" è tornato puntuale il maltempo. Interrotte le corse dei treni lungo la Palermo – Agrigento. Orlando ha "raccomandato" ai cittadini di limitare gli spostamenti e adottare la massima prudenza

Il temuto acquazzone su Palermo annunciato ieri pomeriggio si è materializzato intorno alle 13. Dopo una notte e una mattinata senza pioggia, il maltempo è tornato a colpire in modo particolarmente pesante la Sicilia sud/occidentale, con piogge torrenziali e temporali: la situazione resta sotto controllo nel Palermitano. Nel capoluogo e in alcuni paesi della provincia si è abbattuto un violento acquazzone che nel giro di pochi minuti ha riproposto gli ormai cronici disagi: ovvero strade allagate, tombini in tilt e alberi caduti, come sulla statale 113, a Terrasini, all'altezza di Città del Mare (foto sotto).

Ieri pomeriggio è stato diffuso un bollettino della Protezione civile che ha "costretto" Orlando a ordinare per la giornata di sabato la chiusura delle scuole. A Palermo è allerta meteo rossa anche per il rischio idrico fino alle 24 di oggi. Da parte del Sindaco è arrivato anche un invito "come già fatto da altri colleghi della Sicilia e vista l'eccezionale ondata di maltempo che prosegue da ore a limitare gli spostamenti lungo a quelli strettamente necessari, adottando la massima prudenza".

Intanto continua l’attività del Centro Coordinamento Soccorsi costituito in Prefettura nella mattinata di ieri in costante contatto con i Comuni del territorio provinciale interessati dalle relative criticità. Allo stato risultano costituiti i centri operativi comunali di Altofonte, Bisacquino Campofiorito, Camporeale, Contessa Entellina, Corleone Ficarazzi Lercara Friddi Palazzo Adriano, Petralia Soprana e Polizzi Generosa.

In seguito a mirati contatti avviati nella giornata di ieri con i Sindaci di tutti i Comuni interessati dall’innalzamento del livello di allerta da arancione a rosso è stata disposta la chiusura delle scuole - oltre a Palermo - là dove non era già stata programmata in coincidenza del ponte di Ognissanti. Nella mattinata di ieri sono stati tratti in salvo 4 operai forestali regionali. La scorsa notte non si sono registrate criticità, né sono pervenute segnalazioni né richieste di intervento ai vigili del fuoco in relazione alla attuale emergenza idrogeologica.

Le forti piogge che interessano da ieri la Sicilia hanno causato l’erosione della massicciata ferroviaria fra le stazioni di Montemaggiore e Roccapalumba, sulla linea Palermo-Agrigento, dove la circolazione ferroviaria sarà sospesa dalle 13 alle 17 per consentire ai tecnici di Rete ferroviaria italiana il ripristino dell’infrastruttura. Durante l’interruzione, saranno cancellati i treni da Agrigento a Palermo delle 13.15 e delle 14.15; e da Palermo ad Agrigento delle 15.37 e 16.47. Non saranno attivati servizi sostitutivi con autobus per la contemporanea impraticabilità delle strade.

Fonte: www.palermotoday.it






OGGI POMERIGGIO LA GIUNTA DI GOVERNO ED I DIRIGENTI REGIONALI SI RIUNIRANNO PER ORGANIZZARE L'IMPIEGO DEI FORESTALI NEL TERRITORIO, A SEGUITO DEI DISASTRI ACCADUTI IERI


Dalla pagina Facebook
Flai Cgil Palermo

Oggi pomeriggio la giunta di governo ed i dirigenti regionali si riuniranno per organizzare l'impiego dei forestali nel territorio, a seguito dei disastri accaduti ieri. Come sempre ci vuole una catastrofe per far capire che avevamo ragione a dire che Esa, forestali e consorzio sono necessari in questa regione. 
Come Flai Palermo auspichiamo fortemente che non se ne scordino subito...e si cominci a ragionare di merito e non per slogan!






DOPO LO STOP DALLA REGIONE. MISILMERI, LA CGIL: A RISCHIO 130 LAVORATORI FORESTALI







HAPPY BIRTHDAY PRESIDENTE MUSUMECI. LA PRIMA CANDELINA DI NELLO NEL TEMPO SUPPLEMENTARE


Dal sito www.madonienotizie.it

Oggi Musumeci spegnerà la sua prima candelina, nelle ultime ore avrà certamente pensato che fare dei bei programmi – per mietere consensi – è più facile che conseguirli.
Però lui lo sapeva cosa fosse la Sicilia, anzi era ed è uno dei pochi politici siciliani che della Regione sapeva anche i reconditi segreti. Non poteva non sapere
Ma forse dopo la sua elezione non ha valorizzato appieno la sua prerogativa, quella assegnatagli dai siciliani.
La Sicilia aveva, ed ha bisogno, di una scossa integrale, un condensato di sobrietà e di concretezza, di  silente operosità (dopo tanto precedente baccano) e di interlocuzioni istituzionali diverse rispetto a quelle del precedente Governo.

Ed invece la Sicilia è ancora una terra di confine, sospesa più sul vuoto del passato che non protesa verso le opportunità offerte dalle nuove dinamiche di sviluppo di alcune regioni italiane, a cui oggi chiediamo “aiuto” per il loro know-how nei settori dell’emergenza-urgenza sanitaria e della formazione oggi, della gestione dei rifiuti (nominando un assessore che viene da lontano) e chissà, domani, in quali altri settori.

I problemi sono complessi e forse sarebbe utile una preliminare sebbene tardiva ricognizione, la rielaborazione di un nuovo atlante socio-economico-culturale e ambientale della Sicilia. Alla luce di ciò che sta accadendo in queste ore, che ha messo a  nudo la fragilità dei nostri paesaggi.


Ci sono nodi veri, strutturali, antropologici, ma c’è anche la materia prima e grigia dell’intelligenza collettiva: c’è una intellettualità colta e ci sono gli imprenditori liberi e tenaci sui quali contare e con i quali riprendere il percorso.

Se questo primo anno è servito per capire, va bene Presidente Musumeci, la perdoniamo, alla fine a noi comuni mortali non resta che indulgere.
Tuttavia, fin da subito, avvii quel coinvolgimento di massa critica  – le intelligenze – che costituisce la reale affidabilità politica sulla quale può costruire il suo impegno da Governatore. Almeno così potrà iscrivere il suo nome tra i grandi (pochissimi a dire il vero) presidenti della Regione Siciliana.

Inizi con il contenersi e chieda agli assessori di seguire il suo esempio, nell’astenersi dall’esprimere giudizi severi, a volte anche pacchiani, nei confronti del governo nazionale e di chi lo rappresenta nei vari ministeri.
Non perché, sommessamente, lo suggerisce chi scrive ma perché questa è la legge della politica: altrimenti, andrà a finire che a Roma non vi riceverà più nemmeno Francesco. Totti, il capitano, s’intende.

Il suo impegno dovrà essere quello della valorizzazione di un giacimento straordinario di risorse umane, culturali e immateriali che sono in Sicilia e che credono nella loro terra.

Le voglio dare qualche altro giorno di fiducia, caro Presidente, anche se mi verrebbe da dire qualche ora – il tempo è scaduto e sta giocando la partita ai tempi supplementari – considerate le innumerevoli emergenze (molte delle quali ataviche) nelle quali versa tutto il paesaggio siciliano: se nell’immediato non dovesse riuscire a ridare un impulso credibile alla sua azione di governo, né ad affrancarsi dalla labile maggioranza parlamentare che lo sostiene, ne prenda atto.
Dignitosamente e silenziosamente, come è nel suo stile.

Stamattina, più che mai, la Sicilia ha bisogno di Uomini coraggiosi e non di mediocri governanti.

di Vincenzo Lapunzina





Fonte: www.madonienotizie.it





RISCHIO BLOCCO PER TUTTE LE ATTIVITÀ FORESTALI IN SICILIA. L’ALLARME DA UST E FAI CISL RAGUSA SIRACUSA


Dal sito www.radiortm.it

3 novembre 2018
Rischio blocco per tutte le attività forestali nelle province siciliane. L’allarme arriva da Ust e Fai Cisl Ragusa Siracusa che, raccogliendo i timori lanciati dai vertici sindacali regionali, evidenziano i rischi per i lavoratori delle due province del sud est.
«Sino a martedì scorso c’erano rassicurazioni sul completamento regolare delle attività per il 2018 – ricordano Paolo Sanzaro, segretario generale della Ust, e Sergio Cutrale, segretario generale territoriale della Fai Cisl – invece, proprio ieri, si è appreso che il Direttore Generale dello Sviluppo Rurale, ritenendo l’atto privo di efficacia, starebbe predisponendo una nota per sospendere tutte le attività.
È una situazione incredibile – aggiungono Sanzaro e Cutrale – che rischia di non far completare le giornate dovute ai lavoratori 78isti. Una ulteriore mortificazione per questo settore, alla dignità di questi operai e alle loro famiglie. Questi lavoratori, in questo momento di grande emergenza dopo le alluvioni che hanno provocato danni in più parti della Sicilia, potrebbero essere impiegati per il recupero di queste aree.»
La vicenda forestali si aggiunge alla sospensione delle garanzie occupazionali per i lavoratori dei Consorzi di Bonifica della Sicilia orientale.
«A Ragusa sono arrivate a dieci le mensilità non pagate – concludono Paolo Sanzaro e Sergio Cutrale – Una vera tragedia sociale che dura da troppo tempo con l’indifferenza del Governo, sollecitato tantissime volte ma attento solo a fare dichiarazioni e null’altro».

Fonte: www.radiortm.it






LA SICILIA ALLAGATA: IL PRESIDENTE MUSUMECI NON SCARICHI SU ALTRI LE PROPRIE RESPONSABILITÀ


Dal sito www.inuovivespri.it

di Franco Busalacchi 4 novembre 2018
Per la seconda volta in pochi giorni il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, fugge dalle proprie responsabilità e scarica su altri la propria inettitudine e quelle del suo Governo. Adesso ci ricorda che il maltempo fa danni perché mancano le manutenzioni. E lui da quasi un anno a questa parte dov’è stato? I miei ricordi da direttore all’assessorato regionale ai Lavori pubblici 

Se la Sicilia in questi giorni è sott’acqua non prendetevela col Padreterno!
Il quale, se ha colpe, le divide con chi aggiudica appalti per la costruzione di infrastrutture ad un ribasso tale che i lavori devono per forza fare schifo; con chi non controlla ed ispeziona coscientemente i lavori in corso d’opera e alla consegna le opere; con chi scientemente omette di fare le dovute opere di pulizia e di manutenzioni.

In ogni caso, non deve passare senza commenti la dichiarazione del presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, che ha scoperto che “in passato erano state date delle disposizioni con risorse finanziarie (per fare le manutenzioni) ma che gli uffici non hanno dato seguito agli atti formali”.

Quando va in panico per le sue responsabilità Musumeci straparla senza più capire la gravità delle sue affermazioni.

Non è corretto per un rappresentate delle Istituzioni, fiutato il pericolo, fuggire e scaricare le colpe sugli altri, sparando nel mucchio.

I pogrom contro la burocrazia regionale, inaugurati dall’impresentabile Rosario Crocetta, anche lui in fuga dalle sue responsabilità e dalla sua inettitudine, proseguono dunque con Nello Nullo Musumeci.

I dipendenti regionali? “U muru vasciu”.

E’ convinto così il Nullo di potere nascondere le proprie responsabilità di deputato regionale, carica da lui ricoperta, ahimè, da troppo tempo, alla Regione? Venisse da Marte, lo capirei. Ma è stato “pedi pedi” per anni e anni come deputato al Parlamento regionale e i siciliani debbono sapere che i deputati, quando e se vogliono fare il proprio dovere, hanno strumenti efficacissimi per intervenire nella realtà delle cose.

Chi dei tanti burocrati “criminali” avrebbe negato l’accesso al presidente della Commissione regionale Antimafia? E ci sono poi le interpellanze e le interrogazioni, con le quali mettere all’angolo il Governo. Sarebbe bastato che Musumeci avesse esercitato il potere-dovere ispettivo e tante cose forse oggi non ci sarebbero, ma, in ogni caso oggi potrebbe dire di aver fatto il possibile.

Invece niente di niente di niente. Troppo facile, troppo semplice, troppo comodo scaricare su gli altri responsabilità proprie, indirette o dirette che siano.

Prima di aprire bocca in merito, Musumeci, per lealtà politica, dovrebbe dare contezza ai siciliani di quanti euro sono stati da lui messi per la prevenzione nel bilancio della Regione e quanti euro sono stati spesi dal suo Governo, nei mesi scorsi, per fronteggiare l’inverno. Solo allora potrebbe fare qualche pistolotto. Ma mai, in ogni caso, sparare nel mucchio con accuse propagandistiche.

Siamo ancora in attesa di conoscere i nomi dei dipendenti regionali “criminali” della precedente denuncia.

Ecco come vanno le cose.

L’ultima mia esperienza di lavoro alla Regione fu in quell’assessorato che si chiamava dei Lavori pubblici, oggi assessorato alle Infrastrutture.

Nella rubrica della direzione esistevano, tra gli altri, due capitoli, uno per le manutenzioni di strade e corsi d’acqua e l’altro per finanziamenti alle chiese. Al direttore, cioè a me, competeva la proposta di copertura finanziaria del progetto di bilancio.

Mi sembrò doveroso impinguare il capitolo della manutenzione di strade e fiumi, che sono di tutti i siciliani, e ridurre gli interventi a favore delle chiese, che riguardano non tutti i siciliani e che non rivestono interesse pubblico, essendo opere di religione.

L’assessore dell’epoca, con mossa felina, pensando ai suoi rapporti con Santa Madre Chiesa e ai voti che tanti parroci santamente riconoscenti gli avrebbero portato, ridusse all’osso i fondi per le manutenzioni e aumentò quelli per le Chiese.

Piangiamo con un occhio. I morti annegati o travolti dalle frane avranno il conforto di una messa dentro una chiesa appositamente edificata.

Foto tratta da lasicilia.it

Fonte: www.inuovivespri.it






SALGONO A DIECI I MORTI PER IL MALTEMPO NEL PALERMITANO A VICARI TROVATO MORTO IL TITOLARE DI UN DISTRIBUTORE DI BENZINA. PALERMO, VIDEO E FOTO DELLE STRADE E CASE ALLAGATE E AUTO IN PANNE


Dal sito www.blogsicilia.it

di Ignazio Marchese - 04/11/2018
Nove morti a Casteldaccia e uno a Vicari.  Si aggrava il bilancio della tragedia per il maltempo in provincia di Palermo. Nove persone sono stati trovati in una villa a Casteldaccia in contrada Cavallaro.

I soccorritori sono arrivati in una villa a Casteldaccia in contrada Cavallaro e hanno trovato nove morti: ci sono uomini donne e due bambini travolti dall’esondazione del fiume Milicia.  La casa è stata sommersa dall’acqua.

Una tragedia, le prime vittima di questi giorni di paura provocate dalla pioggia che incessantemente è caduta con violenza su Palermo e su mezza Sicilia.

I nomi delle vittime: Rachele Giordano, un anno; Federico Giordano, 15; la madre Stefania Catanzaro, 32, moglie dell’unico sopravvissuto; il nonno Antonino Giordano,65, e la moglie Matilde Comito di 57; il figlio Marco Giordano, 32, e la sorella Monia Giordano, 40; Francesco Rugò 3 anni, Nunzia Flamia 65 anni.

Dolore per il sindaco di Casteldaccia, Giovanni Di Giacinto, “E’ una tragedia spaventosa, il Milicia è un piccolo fiume con una portata molto limitata d’acqua. Non ha mai rappresentato un pericolo e quella di ieri a Casteldaccia non è stata una giornata molto piovosa.

Si tratta di un fiume che nasce nella zona di Ciminna – spiega -, sembra che sia arrivata una improvvisa piena che ha sorpreso le persone all’interno della villetta”.

A Vicari nel corso delle ricerche uno dei due dispersi è stato trovato morto. Si tratta del titolare del distributore Alessandro Scavone 44 anni. L’altro Salvatore D’Amato che viaggiava con lui è rimasto vivo. I due erano usciti per recuperare un terzo giovane al distributore. La Jeep su cui viaggiavano i tre è stata travolta dal fiume San Leonardo che è esondato.

Sono ancora in corso le ricerche del medico di Corleone.

Fonte: www.blogsicilia.it


Salvato un disabile in via Porta di Castro


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Diverse auto sono bloccate. Automobilisti con l’acqua che arriva nei finestrini in Corso Re Ruggero. Il traffico è bloccato in piazza Indipendenza. Allagamenti in via Messina Marine e nella zona di via Imera.



Gli agenti di polizia hanno salvato un disabile bloccato in casa in via Porta di Castro a Palermo. La strada nel centro storico si è trasformata in un fiume in piena.

Un’altra anziana che non riusciva ad uscire dall’abitazione allagata in via Matteo Bonello è stata salvata dai poliziotti. Interventi dei vigili del fuoco all’ospedale Buccheri La Ferla dove si è allagato il pronto soccorso.

La prefettura sta seguendo con attenzione l’evoluzione del temporale.

Al momento gira su Whatsapp un falso messaggio della protezione civile che lancia l’allarme per una possibile tromba d’aria che dovrebbe investire la città.

Una notizia che viene seccamente smentita dalla stessa protezione civile.






SAPORI D’AUTUNNO A ISNELLO: BUON VINO, CALDARROSTE, GRIGLIATE E DOLCI


Dal sito www.siciliafan.it

31 Ottobre 2018
Sapori d’Autunno protagonisti a Isnello il 10 e 11 novembre 2018. La manifestazione punta alla riscoperta e alla rivalutazione del territorio, della attività produttive locali e delle bellezze artistiche e paesaggistiche del borgo madonita. Sarà la perfetta occasione per degustare caldarroste, grigliate, dolci tipici e vino novello. Non mancheranno esposizioni di prodotti di artigianato locale.

Gli eventi enogastronomici possano essere oggi una vera e propria opportunità di sviluppo sia in termini di promozione territoriale che di valorizzazione delle produzioni locali. La degustazione di un ottimo vino o di un gustoso piatto tipico rappresenta la strada migliore per entrare in contatto con il territorio, per conoscerne il patrimonio storico artistico e per capirne le tradizioni.


Sapori d’Autunno a Isnello, la Sagra

È questo spirito che anima la quinta edizione di Sapori D’autunno 2018 che vedrà come principale protagonista Isnello in tutti i suoi aspetti. Dopo il successo delle precedenti edizioni, che hanno visto crescere di anno in anno il numero di partecipanti, la Consulta Giovanile, insieme alla Proloco, alle realtà locali e con il patrocinio del Comune di Isnello, ritorna l’evento.

Sarà un vero e proprio cammino enogastronomico, culturale, scientifico e fieristico. Percorrendo le vie principali del paese, si potranno degustare vini locali e prodotti tipici, apprezzare le capacità creative degli artigiani, visitare il centro internazionale per le scienze astronomiche – Gal Hassin- e ascoltare musica folkloristica itinerante. In programma anche tante attività per i bambini.

Fonte: www.siciliafan.it





03 novembre 2018

L'ALLARME DEI SINDACATI: DA LUNEDÌ TUTTI I LAVORATORI FORESTALI SARANNO SOSPESI


Dal sito www.monrealenews.it

Appello a tutti i sindaci del territorio: si facciano carico del problema

PALERMO, 3 novembre - Malgrado le rassicurazioni ricevute fino a mercoledì sul fatto che si sarebbe dato seguito alla delibera del 18 ottobre scorso, iscrivendo le somme in bilancio e procedendo con gli adempimenti consequenziali, ci troviamo, oggi 3 novembre, a prendere atto, ancora una volta, dell'incapacità della classe politica regionale di mantenere gli impegni presi e di assumersi le responsabilità connessi al proprio ruolo.

È quello che affermano con amarezza i sindacati di Cgil, Cisl e Uil a proposito dell'interruzione del rapporto cui saranno costretti i forestali a partire da lunedì prossimo.
“Da “nessun giorno di riposo” e “ci sono le risorse per incrementare i livelli occupazionali a tutti” - scrivono ancora le sigle sindacali - promessi in campagna elettorale e ribaditi subito dopo le elezioni, siamo arrivati a “chissà se verranno assicurate le garanzie occupazionali dei lavoratori forestali.
A questi lavoratori il Governo deve dare le risposte, non certo per le facili promesse elettorali, ma perché è previsto dalle leggi di questa Regione, ma anche perché tutto dimostra che il lavoro di questa gente è importante e lo sarebbe molto di più se venisse gestito nella maniera ottimale a finire con l’esito della riforma attesa e promessa ormai da anni e non solo dal presente Governo.
Se non ci fosse di mezzo la tenuta del territorio ed il reddito dei lavoratori – proseguono i sindacati – già messo a dura prova dai ritardi dei pagamenti e dall'incertezza dello svolgimento dell'attività lavorativa, potrebbe essere definito come l'ennesimo “scivolone”. Ma siamo di fronte all’incapacità di dare le corrette coperture finanziarie ad un organico definito e ad attività che oggi si stanno dimostrando ancora più importanti del già di sè importante compito di salvaguardia dell’ambiente siciliano.

Chiediamo il coinvolgimento di tutti i sindaci e dei consigli comunali nel sostenere qualsiasi iniziativa di lotta e li invitiamo a realizzare le opportune azioni politiche nei confronti del Governo della Regione, ricordandogli, tra le altre cose, che senza questi lavoratori, molti Comuni sarebbero ancora più poveri, spopolati e smottati.
Chiediamo ai nostri capilega, ai nostri delegati e a tutti i lavoratori di unirsi e coinvolgere in una vertenza che potrebbe dimostrarsi molto grave e senza precedenti”. 
“La situazione è preoccupante - afferma Tonino Russo, segretario regionale della Flai Cgil – la sospensione rischia di non far completare le giornate previste dalla legge ai forestali, soprattutto a chi ha giorni di assenza o è stato assunto dopo. Riteniamo incomprensibile questa decisione, visto che col maltempo la Sicilia sta franando e ci sarebbe davvero bisogno della manodopera. Il governo, anziché superare le pastoie burocratiche e utilizzare i lavoratori, li sospende. Chiediamo che il presidente della Regione si adoperi per rimuovere gli ostacoli e reimmettere i forestali al lavoro”.

Dalla parte dei lavoratori si schiera pure il sindaco di Monreale, Piero Capizzi: “Solleciterò la problematica al presidente della Regione – sostiene – in ragione del fatto che, soprattutto a Monreale sono tanti i forestali che lavorano e sostengono le loro famiglie. Svolgono un lavoro apprezzabile sul territorio che si è sempre rivelato importante. Siamo vicini alle loro istanze e a questa forma di protesta, per una decisione che senza garanzie lavorative potrebbe avere devastanti”.

Fonte: www.monrealenews.it







FIGUCCIA: "NO ALLA SOSPENSIONE DEI LAVORATORI FORESTALI"


Ricevo e pubblico
dall'On. Figuccia

"Apprendo con sgomento che nei prossimi giorni ci sarà una sospensione delle attività forestali in tutte le province.
Ciò rappresenta un ulteriore affronto intollerabile per la dignità di tutti gli operatori del comparto coinvolti che, rischierebbero il mancato completamento delle giornate lavorative.
Mi opporrò con tutto me stesso affinché tale scempio venga fermato.
78isti 101isti e 151isti debbono avere l'opportunità e il diritto di svolgere entro l'anno corrente le giornate minime previste dalla legge, per cui fin da subito mi adopererò per esortare il governo a reperire urgentemente le risorse necessarie  per scongiurare tale anacronistica sospensione".
- A dichiararlo è Vincenzo Figuccia Deputato Udc del Parlamento siciliano e leader del Movimento  CambiAmo la Sicilia -





LA FLAI CGIL LUNEDÌ MATTINA SI RECHERÀ DAL SINDACO DI MONREALE A CHIEDERE IL SUO INTERVENTO PRESSO LA REGIONE. È UN CONTROSENSO CHE MENTRE LA SICILIA FRANA SI SOSPENDONO I LAVORATORI


Dalla pagina Facebook
Flai-Cgil Pioppo Lavoratori Forestali

Avvisiamo tutti i lavoratori forestali che lunedì mattina ci recheremo dal Sindaco di Monreale a chiedere il suo intervento presso la Regione per ritirare immediatamente questa vergnosa sospensione dal lavoro dei forestali.
È un controsenso che mentre la Sicilia frana si sospendono i lavoratori.





REGIONE. ASSUNZIONI PER I PIANI D'EMERGENZA. IL BANDO DEL GOVERNO PER I COMUNI. IL BLOG: FACCIAMO PRESENTE CHE PER LA MANUTENZIONE CI SONO I LAVORATORI DEL COMPARTO FORESTALE, NIENTE SCHERZI


Dal sito livesicilia.it

di Andrea Cannizzaro
Risorse per i contratti con geologi e ingegneri. Obiettivo: aggiornare le carte sui pericoli idraulici e sul rischio dissesto idrogeologico

PALERMO - Consentire ai Comuni di assumere geologi e ingegneri con contratti a termine per aggiornare continuamente i piani per la valutazione del rischio idrogeologico e idraulico: i Piani di emergenza comunale (Pec) e la Cartografia per il piano di assetto idrogeologico (Pai). Per finanziare le assunzioni da parte degli enti locali la Regione ha predisposto così un bando ma le risorse a disposizione sono poche. 

La raccolta e l'aggiornamento dei dati, però, si fa urgente. E così, in questi giorni in cui con le forti piogge autunnali la Sicilia riscopre la sua fragilità, il governo regionale emana il bando per rafforzare il personale a servizio della prevenzione e della gestione del rischio idrogeologico nei Comuni. Per l'assenza dell'autorità di Bacino "i dati dei rischi a cui è esposta la popolazione - così si legge nella relazione del dipartimento regionale di Protezione civile - non risultavano aggiornati negli ultimi 2 anni rendendoli poco attendibili per alcune zone (per tutte, si citano le aree di Messina o Barcellona P.G.), interessate in questi anni da alluvioni di enorme impatto per i territori e privi di fondatezza scientifica".

Il piano è stato fissato già nella manovra finanziaria per il 2018. Ora arriva il momento della sua applicazione. I dati sui pericoli di frane, dissesti, alluvioni, vanno tenuti aggiornati e per farlo ci vuole una squadra di esperti diffusi in tutta l'Isola. Ecco perchè il governo ha elaborato fin dalla Finanziaria il piano per dare il via libera all’assunzione di tecnici capaci di monitorare costantemente il territorio. Il loro lavoro dovrebbe infatti servire per conoscere, sia a livello centrale che locale, le aree più a rischio e per programmare gli interventi restringendo il più possibile il rischio emergenza.

I candidati per le assunzioni dovranno essere laureati magistrali in Scienze geologiche o in Ingegneria per l’ambiente e il territorio. All’atto della selezione, coloro che parteciperanno ai bandi dei Comuni dovranno provare di avere esperienza nell'utilizzo dei sistemi Gis (Sistema informativo geografico) e nella redazione di piani di emergenza comunale di protezione civile.

Le risorse però sono poche. Nel 2018 sono stati stanziati 100 mila euro. Così a meno che l’Ars non metta, nei prossimi mesi, le risorse sufficienti per rendere gli interventi davvero efficaci si rischia di trovarsi di fronte a una misura spot. Le risorse attualmente disponibili, infatti, bastano per pagare quattro contratti se si considera che la delibera della giunta prevede che gli assunti debbano avere una retribuzione economica della categoria D1 (dal valore di 21.976 euro.) e che il finanziamento massimo pagherà un annualità di stipendio.

Il bando prevede, però, già la possibilità che il fondo sia rimpinguato di con nuovo denaro. Insomma sembrerebbe che la giunta voglia far andare gli uffici avanti con le pratiche per rendere davvero effettivo l’intervento nel 2019, con la prossima manovra. Inoltre è anche previsto che i comuni aggiungano ulteriori posti disponibili impiegando le proprie risorse.

Il governo ha varato il bando preparato dal dipartimento regionale per la Protezione civile e rivolto agli Enti locali. Dopo l’ok della commissione Ambiente dell’Ars, il bando sarà pubblicato e i Comuni dovranno fare istanza di partecipazione entro trenta giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del bando regionale per l’erogazione del finanziamento. L’unico requisito per i municipi siciliani è quello di essere in possesso di un Piano di emergenza comunale. Poi sarà redatta una graduatoria per assegnare dei finanziamenti. Gli enti beneficiari potranno emanare i bandi per le assunzioni.

I criteri di selezione che il dipartimento di Protezione civile dovrà adottare sono scientifici e connessi al grado di rischio presente alcuni territori comunali e alla quantità di popolazione coinvolta. L’attribuzione dei punteggi sarà quindi commisurata ai luoghi dove ci sono alti rischi di frane, di dissesti idrogeologici e di alluvioni. Inoltre tutti i Comuni che sono stati oggetto di ordinanze ministeriali per emergenze idrogeologiche, negli ultimi venti anni, avranno una maggiorazione del 10% del punteggio.
03 Novembre 2018

Fonte: livesicilia.it





ALLERTA METEO, COSTITUITO IL COMITATO DI COORDINAMENTO IN PREFETTURA A PALERMO: ECCO LA MAPPA DELLE STRADE CHIUSE


Dal sito www.blogsicilia.it


SOCCORSI A CACCAMO

di Ignazio Marchese - 03/11/2018
Continua l’attività del Centro Coordinamento Soccorsi costituito in Prefettura nella mattinata di ieri in costante contatto con i Comuni del territorio provinciale interessati dalle relative criticità.

Allo stato risultano costituiti i Centri Operativi Comunali di Altofonte, Bisacquino Campofiorito, Camporeale, Contessa Entellina, Corleone Ficarazzi Lercara Friddi Palazzo Adriano, Petralia Soprana e Polizzi Generosa.

In seguito a mirati contatti avviati nella giornata di ieri con i Sindaci di tutti i Comuni interessati dall’innalzamento del livello di allerta da arancione a rosso è stata disposta la chiusura delle scuole laddove non era già stata programmata in coincidenza del ponte di Ognissanti.
Nella mattinata di ieri sono stati tratti in salvo n.4 operai forestali regionali.

La scorsa notte non si sono registrate criticità, né sono pervenute segnalazioni al C.C.S. né richieste di intervento ai Vigili del Fuoco in relazione alla attuale emergenza idrogeologica.

Con particolare riguardo alla viabilità, non risultano problemi relativi alla rete autostradale della provincia.
Si conferma maggiormente critica la circolazione sulla strade statali e provinciali dove permane la chiusura di: SS 121 dal km 213+900 tra gli svincoli Vicari nord e Manganaro, in corrispondenza del ponte San Leonardo, a causa dell’esondazione dell’omonimo fiume; SS 118 al KM 44+600 per dissesto del corpo stradale; SS 188 al km 124 per smottamento del terreno lato monte; ponte San Giuseppe sulla SP 84 dal km 1+400 al km 1+560, già interessato da una limitata circolazione.

Dal monitoraggio delle dighe, attraverso i tecnici responsabili dei singoli invasi, non sono emerse criticità.

Attualmente è in corso da parte dei Vigili del Fuoco, nel territorio del Comune di Caccamo, un’operazione di recupero di tre persone rimaste isolate in una fattoria a causa del cattivo stato delle vie d’accesso alla stessa. Ove le condizioni meteo lo consentiranno è previsto l’impiego di un elicottero.

Si informa che le notizie relative all’emergenza maltempo ed alle attività in corso sono altresì pubblicate sulla home page del sito web della Prefettura di Palermo.

Fonte: www.blogsicilia.it






PIOVE SUL BAGNATO IN SICILIA, DISASTRO INFRASTRUTTURE: ORA SI CERCANO I COLPEVOLI


Dal sito www.blogsicilia.it

03/11/2018
E’ ancora allerta e stavolta è addirittura rosso. Non smette di far maltempo in Sicilia e dopo strade chiuse e allagate, campi devastati, crolli di ogni tipo, oggi sono chiuse anche le scuole (quelle che sarebbero state aperte in un sabato di ponte festivo, davvero poche in realtà) sia a Palermo che a Trapani. L’allerta è rossa ma le piogge sembrano meno intense degli ultimi due giorni anche se la perseveranza della pioggia è, di per se, un problema per il drenaggio delle acque. piove da più di tre giorni e quindi crescono i rischi frane e smottamenti. Il maltempo non da tregua.

Prima ancora di una difficile conta dei danni, si continua a valutare disagi ed eventi avversi ma già si cercano i colpevoli. I vertici dei Genio civile di Palermo e Catania sono già stati fatti fuori ma il problema resta la burocrazia.

In Sicilia progetti e fondi per la manutenzione di fiumi e torrenti c’erano ma sarebbero stati bloccati proprio dalla burocrazia. A lanciare il sospetto è ancora una volta il presidente della Regione Nello Musumeci. “La conta dei danni è in corso e si aggiunge ai danni dei giorni scorsi nelle province di Catania, di Siracusa e di Enna. E’ una situazione drammatica perché da anni non si fa manutenzione – dice il governatore alla trasmissione di Radio Uno ‘Fuorigioco’ – Ho scoperto che in passato erano state date disposizioni con risorse finanziarie, ma gli uffici non hanno dato seguito agli atti formali e nessuno si è preoccupato di accertare le responsabilità delle gravi omissioni degli uffici”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci intervenendo alla trasmissione di Radio 1, ‘Fuorigioco’.

Per Musumeci “sono stati stanziati fondi, ma poi gli uffici hanno fatto sì che quei soldi non arrivassero dove dovevano arrivare”. “In provincia di Enna – ha sottolineato – per esempio, il fiume Calderai rientrava in un elenco di interventi del Genio civile dell’agosto 2015: il Calderai è esondato, l’altro ieri, l’acqua ha invaso aziende agricole e alla fine ci si è accorti che in quel fiume la manutenzione non si faceva da oltre 20 anni. Sono gli uffici del Genio civile che nel passato hanno predisposto i progetti, dopo aver compiuto dei sopralluoghi, ma è l’assessorato regionale all’Ambiente che doveva verificare se poi i progetti finanziati andavano in gara. C’è stata una negligenza grave, e voglio sperare e non dolo, per la quale ho avviato una indagine nei giorni scorsi negli uffici del Genio civile di Catania e di Palermo, per esempio, seguita poi dalle immediate dimissioni dei due capi uffici, quello di Catania e quello di Palermo. Insomma, occorre che l’organo politico non solo dia disposizioni ma vigili perché certa burocrazia, non tutta per carità, poi, per una serie di ragioni non sempre comprensibili e giustificabili, finisca per lasciare il denaro congelato e i progetti inapplicati”.

Mentre si cerano le colpe del passato il maltempo continua anche oggi

Fonte: www.blogsicilia.it






NONOSTANTE LE RASSICURAZIONI DELL'ASSESSORE BANDIERA E DEL DIRIGENTE GENERALE DOTT. CANDORE, IL SIFUS MERCOLEDI 7 NOVEMBRE SCENDE UGUALMENTE IN PIAZZA


Dalla pagina Facebook
Maurizio Grosso Sifus Confali

Sifus Confali. Ecco il perchè delle sospensioni dei lavori nei cantieri forestali raccontatoci dall'assessore all'Agricoltura, On. Bandiera e dal Dirigente Generale, Dott Candore.
Tuttavia, non possiamo attendere con le mani in mano. Per queste ragioni, è indetto uno sciopero a Palermo mercoledi 7 novembre sotto la Presidenza.

Sulle sospensioni dei cantieri ieri, dopo aver sentito le ragioni dell'Assessore, On. Bandiera che ci ha confermato che il problema c'e' e che stanno lavorando per risolverlo velocemente anche perchè è stato adottato lo stesso procedimento del 2016, abbiamo sentito pure, il Dirigente del Settore Sviluppo e Territorio, Dott. Mario Candore (a lui fanno riferimento le 9 aziende forestali siciliane e la riserva dello Zingaro).
Il Dott. Candore ci ha comunicato che a suo giudizio l'allarmismo è ingiustificato poichè, anche da una ricognizione odierna, il numero delle giornate per tutti non è messo assolutamente a rischio. La sospensione rappresenta un fatto puramente tecnico legato a procedure obbligatorie nel passaggio da un tipo di finanziamento ad un altro (extraregionale).
Il Sifus non può che prendere atto e ringraziare sia l'Assessore, On. Bandiera che il Dott. Candore per le certosine spiegazioni rassegnateci.

Tuttavia, poiché abbiamo già 2 esperienze passate:

- Una negativa, nel 2015, quando a causa di ritardi in questi meccanismi, ad un certo punto furono disponibili i soldi, ma non ci furono i tempi per completare le giornate;
- Una positiva, nel 2016, quando nel giro di un paio di giorni il problema fu risolto;

Non possiamo rimanere fermi ma dobbiamo essere pronti alla eventuale lotta.
Per queste ragioni, nell'attesa dell'immediato riavviamento dei lavori che la eviti, il Sifus indice per mercoledi 7 novembre ore 10.00, in Piazza Indipendenza, sotto la Presidenza a Palermo, una marifestazione dei lavoratori forestali.
Maurizio Grosso Sifus Confali 
Giuseppe Fiore Sifus Confali






AGRIGENTO – LA FLAI CGIL CONTRO LA SOSPENSIONE DEI LAVORATORI FORESTALI


Dal sito www.trs98.it

3 novembre - 2018 Nicolò Giangreco
La Flai Cgil di Agrigento denuncia e condanna duramente il provvedimento di sospensione dei lavoratori forestali appartenenti ai contingenti “78 e 101 giornate” a causa del mancato utilizzo dei fondi “Fsc”, nonostante le stesse risorse sono state sbloccate con la delibera della Giunta regionale del 18 ottobre, e la conseguente nota del Dirigente Generale Regionale dello Sviluppo Rurale, Mario Candore, che autorizzava la prosecuzione sino al completamento delle garanzie occupazionali dei lavoratori forestali. Il Dirigente Provinciale, dopo aver ricevuto la nota della Regione Siciliana, ha sospeso gli operai forestali perché le risorse “Fsc” non sono state iscritte negli appositi capitoli di bilancio e quindi risultano inutilizzabili. Il Segretario generale della Flai Cgil, Giuseppe Di Franco, dichiara: “Si assiste ancora una volta all’incapacità politica di questo Governo regionale, che in campagna elettorale aveva promesso “non un giorno di riposo ai lavoratori forestali. Invece di dare risposte concrete ai lavoratori e al territorio, si continua a mortificare la loro dignità, mettendo a serio rischio il completamento delle giornate di garanzia occupazionale, che significherebbe perdita di reddito per gli operai e le loro famiglie”. La Flai Cgil di Agrigento, sempre più convinta del lavoro indispensabile dei lavoratori forestali per la salvaguardia del territorio, comunica che se entro martedì 6 novembre, non si dovesse trovare una soluzione al problema, è pronta a mettere in campo tutte quelle iniziative di lotta che possano portare ad un positivo esito della vertenza allo scopo di dare ai lavoratori forestali certezze e non promesse.

Fonte: www.trs98.it


Leggi anche:

Il Dirigente Generale dello Sviluppo Rurale comunica che la prossima settimana si procederà alla sospensione delle attività forestali in tutte le province. I sindacati pronti ad autoconvocarsi mercoledì 7 novembre 

Sospensioni dei lavoratori forestali. Sifus Confali: l'Assessore Bandiera ha dichiarato che sta lavorando per superare il problema. Rimaniamo vigili e pronti ad attivare azioni di lotta

Il governo regionale sospende i lavoratori della forestale per mancanza di soldi


Da lunedi tutti i lavoratori forestali saranno sospesi. Da nessun giorno di riposo e ci sono le risorse per incrementare le giornate a chissà se verranno assicurati i livelli occupazionali






MALTEMPO, FIGUCCIA: "CHIEDIAMO LO STATO DI EMERGENZA"


Ricevo e pubblico
dall'On. Figuccia

"Le problematiche registrate in queste ore a seguito all’ondata di maltempo, sono sicuramente riconducibili all’assenza di investimenti sulla manutenzione del territorio da parte della Regione Siciliana, a partire dai movimenti franosi verificatisi nelle aree interne, come Corleone, Prizzi, Palazzo Adriano, Castrono di Sicilia, Lercara Friddi e tanti altri paesi dell'entroterra siciliano - dice in un post Davide Grassedonio, coordinatore dell'Udc a Prizzi che ieri si è recato in sopralluogo sui tratti più colpiti insieme a Vincenzo Figuccia, deputato dell'Udc all'Ars che ha detto: "quanto sta accadendo in Sicilia a causa delle ultime eccezionali precipitazioni è davvero raccapricciante. Ci sono interi paesi invasi dall'acqua a causa dell'esondazione dei torrenti la cui ultima manutenzione e risagomatura risale a decenni or sono, strade provinciali venute giù come il burro, terreni allagati e intere colture andate distrutte. Oggi stesso inoltrerò un'interrogazione con carattere d'urgenza al Presidente della Regione per chiedere come intende affrontare questa situazione. Bisogna correre ai ripari. Chiediamo  a Roma lo stato di emergenza e l'intervento mediante fondi straordinari tali da evitare un disastro sistemico dell'intero tessuto produttivo in una fase nella quale le piccole aziende stavano faticosamente pedalando per far crescere il PIL regionale. 
Ringrazio Davide Grassedonio quale  rappresentante dell'Udc a Prizzi e riferimento per l'intero comprensorio. Sono particolarmente vicino e solidale agli agricoltori e agli imprenditori locali perché in questo momento difficile non si sentano soli, certi piuttosto che l'Udc e il movimento Cambiamo la Sicilia sì batterà perché venga posta particolare attenzione a quelle comunità martoriate da un vero e proprio tsunami".





REGIONE, INCHIESTA SUI FONDI NON SPESI PER PULIRE IL TORRENTE. CALDERAI. IL PRESIDENTE MUSUMECI DISPONE VERIFICA INTERNA






DOPO IL MALTEMPO DEI GIORNI SCORSI. SIRACUSA, PULIZIA DEI LETTI E DELLE SPONDE DEI FIUMI: VERTICE IN PREFETTURA. INVITATI A PARTECIPARE ANCHE L’AZIENDA FORESTE DEMANIALI E L’ISPETTORATO RIPARTIMENTALE DELLE FORESTE


Dal sito www.siracusanews.it

Nello specifico è stata ribadita la necessità di curare la stesura ed eventualmente l’aggiornamento dei Piani comunali di Protezione Civile, con specifico riferimento al rischio idraulico e idrogeologico

A seguito dell’evento dello scorso 18 e 19 ottobre, si è svolta nella giornata di venerdì scorso in Prefettura un incontro sulla pulizia dei letti e delle sponde di fiumi, torrenti e canali di bonifica, presieduto dal Prefetto di Siracusa, Giuseppe Castaldo. Sono stati invitati a partecipare i sindaci della provincia, il Libero Consorzio di Siracusa, le Forze di Polizia, l’Aeronautica militare, le Capitanerie di Porto di Siracusa e Augusta, il Genio Civile, l’Azienda foreste demaniali, l’Ispettorato ripartimentale delle Foreste, il Servizio Sicilia Sud Orientale del Dipartimento regionale di Protezione Civile.

Il Prefetto nell’evidenziare che la strategia più efficace è quella della prevenzione dei rischi, ha assicurato il proprio personale impegno e quello della Prefettura a fornire ogni contributo idoneo a favorire una fattiva collaborazione tra gli enti interessati, invitando i sindaci a mantenere alta l’attenzione in caso di condizioni meteo particolarmente avverse e a porre in essere tutte le attività volte ad assicurare la migliore gestione degli eventuali fenomeni emergenziali.

Nello specifico è stata ribadita la necessità di curare la stesura ed eventualmente l’aggiornamento dei Piani comunali di Protezione Civile, con specifico riferimento al rischio idraulico e idrogeologico, di provvedere, ove le circostanze lo richiedano, all’immediata attivazione del C.O.C. e all’adozione dei provvedimenti necessari a garantire la pubblica e privata incolumità, di assicurare l’attività di informazione alla popolazione sulle possibili situazioni di rischio.

In conclusione, il Prefetto ha sottolineato la necessità dell’instaurazione di efficaci sinergie tra istituzioni e gli organismi a vario titolo competenti in materia di rischio idraulico e idrogeologico, auspicando nell’ottica del principio di leale collaborazione, il più ampio, continuo e proficuo dialogo tra istituzioni, finalizzato a individuare, programmare e attuare gli interventi necessari di rispettiva pertinenza per la prevenzione d e mitigazione dei rischi.

1 novembre 2018 
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Fonte: www.siracusanews.it





FORESTE DEVASTATE DAL MALTEMPO


Dal sito www.adnkronos.com

02/11/2018
Il forte vento di scirocco, che ha colpito il 30 ottobre tutta l’Italia del Nord con raffiche stimate intorno ai 140 km orari, ha provocato ingenti danni alle aree forestali italiane, percepiti tuttavia in maniera minore rispetto ai danni alle alberature cittadine. I numeri però sono impietosi: in un giorno sono stati abbattuti tanti alberi quanti se ne abbattono in tutta Italia in un anno di attività selvicolturale, per una quantità di circa otto milioni di metri cubi di legno. E ci vorranno 100 anni per rimediare al danno.

Il solo Trentino (Val di Fiemme, Val di Fassa) ne ha persi 1,5 milioni, quantità di poco inferiori in Alto Adige; stessa situazione in Veneto (Altopiano di Asiago, Feltrino, Agordino, Comelico) e in Friuli Venezia Giulia (Carnia, Dolomiti Friulane, Cansiglio). Soprattutto abeti rossi, ma anche abeti bianchi e faggi, a seconda delle zone; e centinaia di chilometri di strade forestali da risistemare.

Quasi tutte sono aree gestite in maniera sostenibile secondo gli standard internazionali del Pefc, organizzazione non governativa che rappresenta la certificazione di gestione sostenibile delle foreste e della filiera dei prodotti forestali; quindi la causa di questa situazione non è sicuramente attribuibile all’abbandono.

“La situazione è gravissima, sia dal punto di vista economico, che ambientale e sociale: ci vorranno 100 anni per far sì che la situazione torni in equilibrio - commenta Antonio Brunori, segretario generale di Pefc Italia - Ambientalmente abbiamo intere aree montane che nei prossimi periodi non avranno più una copertura vegetazionale a proteggere i versanti dalle piogge e dalla corrivazione rapida delle acque superficiali".

Inoltre, "se non si provvederà rapidamente all’esbosco del legname - continua Brunori - la grande quantità di biomassa legnosa provocherà il pullulare del bostrico tipografo (nome scientifico Ips typographus), un piccolo coleottero di mezzo centimetro che colpisce in particolare gli abeti rossi e già considerato il flagello delle foreste europee".

Parliamo di zone boschive che rappresentavano rifugio di animali e uccelli, oltre che aree di importantissima rilevanza paesaggistica. Proprio questa devastazione avrà conseguenze anche per il turismo, che vede nei boschi la principale attrazione estiva per migliaia di turisti ed escursionisti delle aree interne montane.

Ma il danno è anche per l’intera filiera del legno. “Dalle Alpi si ricava la quasi totalità del legno da opera italiano di cui l’industria nazionale necessita, e che costituisce un quinto del fabbisogno complessivo - aggiunge Brunori - Con questa situazione di calamità, probabilmente ci sarà una quantità elevatissima di legname disponibile (facendone abbassare il costo) nei prossimi due anni, per poi averne scarsità negli anni a venire".

Salteranno quindi tutte le pianificazioni strategiche ed economiche fatte negli anni passati, compresi tanti posti di lavoro nel settore delle utilizzazioni boschive. Questo rappresenta il pericolo per il tessuto sociale della montagna, che sopravvive alle dure leggi del mercato anche grazie alla diversificazione stagionale, dove anche il legno e la gestione delle foreste sono un tassello fondamentale per il lavoro di tante aziende.

Un disastro che poteva essere evitato? Il cambiamento climatico ha avuto il suo ruolo, ma "se nel passato ci fosse stata una visione più lungimirante e più attenta alla gestione attiva delle risorse forestali, sarebbero stati effettuati più interventi di sfollo e diradamento in molte delle foreste che ora sono abbattute da vento, interventi selvicolturali che forse avrebbero reso queste formazioni più resilienti ai disturbi climatici", spiega Maria Cristina d’Orlando, presidente del Pefc Italia.

Ma "servono investimenti per questi territori, non per intervenire nei momenti di emergenza, ma per programmare e prevenire”. Questi temi saranno al centro del Congresso nazionale di Selvicoltura a Torino la prossima settimana (dal 5 al 9 novembre ), dove 500 esperti di scienze forestali si riuniranno per parlare di selvicoltura, di gestione delle foreste e del nuovo Testo unico Forestale, cioè della gestione del 39% del territorio italiano, nell’anno in cui la superficie a bosco ha superato la superficie agricola.

Un segno dei tempi, dove purtroppo questo sorpasso è nato dall’abbandono della coltivazione delle terre montane e collinari e dalla conquista dei terreni da parte di formazioni arboree pioniere, senza un controllo o pianificazione da parte dell’uomo, con conseguenti problemi di frane, incendi e improvvise alluvioni a valle per il mancato controllo e manutenzione del territorio a monte.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.

Fonte: www.adnkronos.com







MALTEMPO, MILIONI DI ALBERI CADUTI. L'ESPERTO: MANCA LA MANUTENZIONE


Dal sito www.quotidiano.net

Mezzalira, dottore forestale: "Ecatombe mai vista"

di RITA BARTOLOMEI - 2 novembre 2018

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Roma, 2 novembre 2018 - "Ho appena saputo che solo in Val di Fiemme sono stati abbattuti un milione e mezzo di metri cubi di legname, vuol dire che è andato giù grosso modo un milione e mezzo di alberi. Un’ecatombe anche in altre zone del Trentino, in Lombardia, Veneto, Friuli... Intere foreste, spesso plurisecolari, sono state danneggiate in un modo che mai nessuno aveva visto prima. Rase al suolo, come se fosse arrivato il famoso meteorite siberiano. Raffiche di vento a 100-150 chilometri all’ora, con vortici e trombe d’aria". Giustino Mezzalira, dottore forestale dell’agenzia Veneto Agricoltura, alza lo sguardo come se sorvolasse il nostro arco alpino in elicottero e conclude: "Siamo di fronte a un cataclisma".

Maltempo, altri 4 morti al Nord




Abbiamo appena finito di contare le vittime, provocate dal crollo degli alberi (FOTO). Sono diventate nove con i due morti della Val d’Aosta e il terzo dell’Alto Adige, un 53enne che era finito con l’auto contro piante abbattute dal vento e si è spento all’ospedale. "C’è bisogno di una manutenzione programmata e preventiva", era stato il grido d’allarme di Angelo Borrelli, capo della Protezione civile. "Non abbiamo una politica forestale seria – il richiamo di Mezzalira –. La parola chiave si chiama prevenzione. La pronunciamo ogni volta, dopo un disastro. Gli alberi sono organismi viventi che diventano adulti, invecchiano e cominciano a deperire. Se c’è un piano del verde, li conosciamo uno per uno e sappiamo come stanno. Quando il responso è infausto la pianta va abbattuta, senza gente che si metta ad abbracciarla, e va sostituita. Noi purtroppo siamo troppo presi a ragionare con la pancia. Invece la sicurezza per me viene prima di tutto. Se un albero, come quelli che abbiamo visto finire sulle auto e uccidere le persone, si è sradicato dalla base, vuol dire che aveva il ceppo marcio". Magari a causa delle carie, provocate dai funghi.

"Il problema più serio è dato da quelli che attaccano gli apparati radicali, il vero ancoraggio - chiarisce Mezzalira –. Così quando arriva la tempesta, con un vento talmente forte da provocare anche torsioni, la pianta si stacca e cade, senza alcun preavviso". Per questo, insistono gli esperti, servono cure. Dall’esame visivo a quello strumentale con i tomografi, che permettono di ‘fotografare’ alla perfezione cosa c’è dentro. Ma i Comuni investono sul verde? "In genere pochissimo - non ha dubbi Mezzalira –. E spesso a giudicare se l’albero sta bene è il geometra, magari l’ingegnere addetto alle strade. Davvero raro trovare un agronomo o un forestale".


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Fonte: www.quotidiano.net