03 novembre 2014

VORAGINE NEI CONTI DELLA REGIONE MA ORMAI RESTA POCO DA TAGLIARE



Voragine nei conti della Regione
Ma ormai resta poco da tagliare


 

 



Giulio Ambrosetti

Politica– Lo Stato, negli ultimi due anni, si è preso 2,3 miliardi di euro circa dal bilancio della Regione. La stessa Regione siciliana paga rate di mutui per un debito complessivo pari a 6,7 miliardi di euro. E presenta, quest’anno, un ulteriore buco di tre miliardi di euro.

Tre miliardi di euro. È più o meno questo il buco di bilancio della Regione siciliana nell’anno di grazia 2014, a novembre. Dopo due anni di Governo regionale targati Rosario Crocetta - con l’indispensabile aiuto dei governi nazionali: prima il governo Letta, ora il governo Renzi - la Sicilia sprofonda nel baratro finanziario. Come ora proveremo a illustrare, naturalmente con i numeri, a creare questo disastro non sono solo le spese della Regione, ormai piuttosto contenute dopo i tagli degli ultimi sei anni, ma la pretesa di Roma di prendersi, ogni anno, un miliardo di euro dal Bilancio regionale attraverso i cosiddetti accantonamenti.

I conti sono presto fatti. Nel 2013, a fronte di una situazione finanziaria già difficile, il governo nazionale ha trattenuto 915 milioni di euro. Quest’anno il prelievo è stato ancora più pesante: un miliardo e 150 milioni di euro più 200 milioni di euro per pagare gli ormai noti 80 euro (Renzi ha fatto la campagna elettorale delle elezioni europee con gli 80 euro, ma i soldi per pagarli li ha tolti alle Regioni). In totale, in due anni, il governo nazionale ha prelevato dal bilancio della Regione siciliana circa 2,3 miliardi di euro. Tutto questo mentre la stessa Regione siciliana presenta un indebitamento complessivo pari a circa 6,7 miliardi di euro. A cui andrebbero aggiunti 373 milioni di mutuo con la Cassa depositi e prestiti che, però, non sono stati ancora erogati (questo mutuo, dal 2013, è scivolato nel 2014 e non è ancora stato acceso). A 6,7 miliardi di euro di indebitamento si arriva con il mutuo di circa un miliardo di euro contratto dalla Regione la scorsa primavera per pagare in parte le imprese della sanità (circa 600 milioni di euro in buona parte già pagate) e i Comuni (circa 300 milioni di euro che i Comuni siciliani, però, non avrebbero ancora ricevuto).

A complicare tutto ha pensato il presidente della Regione, Rosario Crocetta, che la scorsa estate ha siglato un accordo-capestro con il governo nazionale, rinunciando a contenziosi con lo Stato pari a circa 5,4 miliardi di euro. Alcuni di questi contenziosi, come diremo più avanti, erano già vinti con sentenza della Corte Costituzionale. In cambio di questa rinuncia folle, lo Stato si è impegnato a versare alla Regione 550 milioni di euro. Ma questi soldi non sono ancora arrivati. Così come non è mai stato acceso il già citato mutuo da 373 milioni di euro con la Cassa depositi e prestiti con la scusa che il bilancio della Regione non è in equilibrio.

Riassumiamo. Lo Stato, negli ultimi due anni, si è preso 2,3 miliardi di euro circa dal bilancio della Regione. La stessa Regione siciliana paga rate di mutui per un debito complessivo pari a 6,7 miliardi di euro. E presenta, quest’anno, un ulteriore buco di tre miliardi di euro.

Quindi, ciliegina sulla torta, lo Stato non ha ancora versato i 550 milioni di euro che si è impegnato a versare quest’anno. Questo spiega perché le casse della Regione, da qualche mese a questa parte, sono vuote. A questo punto è necessaria un’ulteriore precisazione per i nostri lettori. Da due anni la Regione mette a punto una manovra economica e finanziaria che definire anomala è poco. Nel bilancio mette tutte le spese obbligatorie (stipendi per i dipendenti, sanità, risorse per pagare mutui, eccetera). Mentre tutto il resto va in Finanziaria. Il risultato è che i soldi certi sono solo nel bilancio. Mentre in Finanziaria vanno i fondi per tutti gli altri comparti dell’amministrazione regionale che, già a metà anno, non vengono in buona parte pagati: gestione dei beni culturali, forestali, Enti locali, tutela dell’ambiente, enti e società regionali che operano in agricoltura e via continuando). Questo, lo ribadiamo, spiega perché, quest’anno, già da qualche mese, intere categorie sociali non sono più pagate.

In uno scenario di crisi così pesante lo Stato dovrebbe aiutare la Regione siciliana. Invece la penalizza. Da notare che il governo Crocetta e il governo nazionale, soprattutto nell’ultimo anno, hanno lavorato in tandem per impoverire la nostra Regione. I tagli sono stati imposti a tutte le categorie della nostra Isola. Ma sono stati sacrifici inutili. Perché, come già accennato, i circa 2,3 miliardi di euro tagliati negli ultimi anni dal bilancio regionale sono finiti a Roma. E tante categorie della nostra Isola sono rimaste senza risorse.

Ormai, in Sicilia, c’è poco da tagliare, se non, come vedremo, il cosiddetto sostegno al reddito. E il punto è proprio questo: su questo fronte, nelle altre Regioni italiane, a pagare è lo Stato. Mentre in Sicilia il sostegno al reddito lo paga la Regione. Ma questa è un'altra storia, da approfondire nella prossima puntata.


03 Novembre 2014
http://palermo.meridionews.it/articolo/28887/voragine-nei-conti-della-regione-ma-ormai-resta-nbsp-poco-da-tagliare/






CROCETTA: TROPPI FORESTALI IN SICILIA? OPERAZIONE VERITÀ DELLA REGIONE. ABBIAMO UN GRANDE PROGETTO PER UTILIZZARE AL MEGLIO I LAVORATORI FORESTALI E MAGARI SCOPRIREMO CHE IL SISTEMA LOMBARDO, NON È PROPRIO PERFETTO



IL CASO

Troppi Forestali in Sicilia? Operazione-verità della Regione



PALERMO - «Un grande progetto per utilizzare al meglio i lavoratori forestali con l’obiettivo di salvaguardare il territorio per anni devastato e sottoposto a un notevole rischio ambientale e intanto un grande operazione verità: scopriremo che non è vero che in Sicilia il settore costa di più che in altre Regioni, anzi in Lombardia le cose non funzionano cosi perfettamente come vogliono fare credere». Parole del governatore Rosario Crocetta che oggi ha incontrato una delegazione di forestali durante la sua visita a Godrano (Pa).
«I forestali possono diventare una grande risorsa per la Sicilia - afferma Crocetta - abbiamo già cominciato a mettere ordine riducendo la spesa corrente da 400 a 200 milioni di euro con progetti produttivi per investimenti per ulteriori 90 milioni, alcuni già partiti, per la salvaguardia di tutta la Sicilia esaltandone le bellezze e dando occupazione concreta ai lavoratori».
Crocetta aggiunge: «Già abbiamo aperto un tavolo di confronto con i sindacati ma non possiamo accettare chi in una visione anti-solidaristica pensa a licenziamenti di massa dei forestali».

Per il governatore le accuse sulla Regione spendacciona per foraggiare l’esercito dei forestali (circa 25 mila) «sono prive di fondamento. È scorretto accostare i dati della Sicilia con le altre Regioni, perché non c’è omogeneità e non si può fare un rapporto tra la Sicilia e le regioni del Nord o addirittura con l’estero. Non si può confrontare il dato dei ranger (1.200 in Sicilia) con i braccianti agricoli».
Crocetta ha istituito un gruppo di lavoro interno alla Presidenza «che sta esaminando i dati di tutte le Regioni inclusa la Lombardia, magari scopriremo che non è proprio perfetto il sistema lombardo, governato da comuni, enti parco, comunità montane e persino un ente regionale creato dalla Lega Nord che da solo spende 30 milioni: magari scopriremo che alcune Regioni danno numero falsi e non utilizzano i lavoratori come dovrebbero».
Il governo ha anche avviato un confronto con il ministero del Lavoro «per studiare meccanismi di esodi volontari con l’obiettivo di ridurre il bacino nel giro di tre anni». «Non accettiamo lezioni da nessuno - tuona Crocetta - Se il sistema in Sicilia è quello che è non è colpa del mio governo e neppure dei lavoratori ma di chi ha creato un organizzazione scellerata. Noi abbiamo deciso di mettere ordine nel settore».


02 Novembre 2014
http://www.lasicilia.it/articolo/troppi-forestali-sicilia-operazione-verit-della-regione






Sms del Sindaco Matteo Cannella:
Grande manifestazione di questa mattina a Godrano. Il Presidente ha sposato in pieno le proposte dei forestali.









NOTIZIA CORRELATA: 









CATANIA. FORESTALI, ARRIVA LA BUONA NOTIZIA: 151ISTI E 101ISTI AL LAVORO. IL MONTE GIORNATE ANNUALE POTRÀ ESSERE COMPLETATO. RESTANO ANCORA IN ATTESA I 78ISTI


Forestali, arriva la buona notizia


«151isti» e «101isti» domani al lavoro


Il monte giornate annuale potrà essere completato. Restano ancora in attesa
i «78isti»



Per quest'anno i tanti detrattori del settore forestale siciliano, ospiti sempre più spesso nei più noti «salotti televisivi», possono tranquillamente mettersi il cuore in santa pace, perché gli operai, seppur tra mille difficoltà, completeranno le giornate annuali previste dalla legge. La notizia, che circolava tra operai e sindacati già da qualche giorno, è stata confermata, ieri mattina, direttamente dal direttore dell'Azienda foreste di Catania, Ettore Foti: «Da una serie di incontri avuti a Palermo venerdì scorso è emersa la concreta possibilità che il nostro programma, finalizzato al completamento del ciclo lavorativo annuale, possa traguardare».
Il termine «traguardare», tradotto dal burocratese, in uso nei palazzi della Regione, significa che per i «151isti» e per i «101isti», entrambi appartenenti ai lavori di manutenzione, si è aperto l'ultimo chilometro di rettilineo che consentirà loro di tagliare, in tutta tranquillità, il traguardo delle giornate di lavoro. Infatti, per garantire i «101isti» di alcuni distretti della provincia etnea, sono stati utilizzati pure dei residui di fondi provenienti dai Pac, e già da domani verranno avviati fino a completamento.
Intanto, sempre la prossima settimana, l'Azienda procederà per le squadre dell'antincendio al pagamento delle spettanze, che a oggi sono fermi ad agosto. In questa vicenda, che purtroppo ha assunto negli ultimi due anni i tratti di un romanzo a metà tra il genere «giallo» e quello «drammatico», un capitolo a parte meritano i «78isti», per i quali l'azienda etnea ha disposto il ritorno nei cantieri, al momento, solo per qualche giorno. Per i «sospesi» il prolungamento delle giornate partirà da domani, mentre per i «licenziati» bisognerà attendere le procedure di riassunzione che dovrebbero concludersi entro metà della settimana. Sul loro futuro lavorativo pende però il prossimo pronunciamento del Commissario dello Stato sul provvedimento approvato dall'Ars martedì scorso.
Il via libera del rappresentante del Governo nazionale alla legge, con la quale il parlamento regionale ha reperito 19 milioni di euro, libererebbe le risorse necessarie per consentire il raggiungimento delle 78 giornate. Quindi, per i «78isti», i prossimi saranno giorni da vivere ancora nell'attesa, anche se rispetto alla scorsa settimana c'è maggiore ottimismo su un esito positivo della vertenza.
Martino Geraci


 02 Novembre 2014








LA REGIONE VISTA L'URGENZA DI INTERVENIRE IMMEDIATAMENTE SUL DISSESTO IDROGEOLOGICO DEL TERRITORIO HA MESSO A DISPOSIZIONE DELLE AMMINISTRAZIONI REGIONALI 30 MILIONI DI EURO. ALL'UFFICIO PROVINCIALE DI CALTANISSETTA DELL'AZIENDA FORESTE DEMANIALI SONO STATI ASSEGNATI 640 MILA EURO



Sistemazione idraulica a Comunelli

Il dirigente generale del Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale, arch. Felice Bonanno, ha approvato la graduatoria definitiva della prima sottofase del Piano di azione coesione, linea di intervento "Interventi di mitigazione del rischio idrogeologico". Vista l'urgenza di intervenire immediatamente sul dissesto idrogeologico del territorio la Regione ha messo a disposizione delle amministrazioni regionali 30 milioni di euro. All'Ufficio provinciale di Caltanissetta dell'Azienda Foreste Demaniali sono stati assegnati 640 mila euro per il progetto esecutivo di sistemazione idraulico forestale a basso impatto ambientale che sarà realizzato attraverso opere di ingegneria naturalistica mirate alla salvaguardia e stabilità dei versanti e la mitigazione del rischio idrogeologico che interessa le località Comunelli e Bombara nel territorio comunale di Butera (3° distretto forestale della provincia di Caltanissetta).

02 Novembre 2014








FRANCAVILLA, RICHIESTO L'INSERIMENTO NEL PERIMETRO DEL PARCO DEI NEBRODI. VANTA INFATII ALBERI DI QUERCE SECOLARI E FAUNA RAPPRESENTATIVA DEL TERRITORIO FORESTALE


Francavilla, richiesto l'inserimento
nel perimetro del Parco dei Nebrodi


Francavilla. Il Comune chiede di essere inserito all'interno del perimetro del Parco dei Nebrodi, poiché presenta delle peculiarità ambientali degne di essere salvaguardate e tutelate.
Il territorio comunale francavillese non è al momento ricompreso all'interno del Parco dei Nebrodi, ma presenta una porzione di territorio con peculiarità tali che impongono la conservazione di ambienti di estremo valore naturalistico, da salvaguardare e sfruttare ai fini della fruizione sociale, ricreativa e culturale.
L'area da salvaguardare si trova in località Malabotta. Parte del territorio ricade nella zona nord-ovest del comune di Francavilla ed è posta tra la fine dei monti Peloritani e dei monti Nebrodi.
L'omonimo bosco, uno degli ultimi "naturali" sopravvissuti in Sicilia, vanta, infatti, alberi di querce secolari e fauna rappresentativa del territorio forestale.
Ha un'estensione complessiva di circa 33 chilometri quadrati, parte della quale ricade nel comune di Francavilla che si trova al centro tra i i territori comunali di Montalbano Elicona, Roccella Valdemone, Malvagna, Tripi e Moio Alcantara.
Alessandra Iraci Tobbi


02 Novembre 2014







02 novembre 2014

IL GOVERNATORE A GODRANO RASSICURA I FORESTALI. CROCETTA: GRANDE OPERAZIONE VERITÀ, I FORESTALI POSSONO DIVENTARE UNA GRANDE RISORSA PER LA SICILIA


Il Governatore a Godrano


Forestali, Crocetta rassicura:
"Grande operazione verità"

"I forestali possono diventare una grande risorsa per la Sicilia, abbiamo già cominciato a mettere ordine riducendo la spesa corrente da 400 a 200 milioni di euro con progetti produttivi per investimenti per ulteriori 90 milioni".


crocetta, forestali


PALERMO - "Un grande progetto per utilizzare al meglio i lavoratori forestali con l'obiettivo di salvaguardare il territorio per anni devastato e sottoposto a un notevole rischio ambientale e intanto una grande operazione verità: scopriremo che non è vero che in Sicilia il settore costa di più che in altre Regioni, anzi in Lombardia le cose non funzionano cosi perfettamente come vogliono fare credere". Lo dice il governatore Rosario Crocetta che stamani ha incontrato una delegazione di forestali durante la sua visita a Godrano (Pa). "I forestali possono diventare una grande risorsa per la Sicilia - afferma Crocetta - abbiamo già cominciato a mettere ordine riducendo la spesa corrente da 400 a 200 milioni di euro con progetti produttivi per investimenti per ulteriori 90 milioni, alcuni già partiti, per la salvaguardia di tutta la Sicilia esaltandone le bellezze e dando occupazione concreta ai lavoratori".

02 Novembre 2014
Live Sicilia








QUESTA MATTINA PRESSO IL TEATRO COMUNALE DI GODRANO, IL PRESIDENTE CROCETTA INCONTRA I LAVORATORI FORESTALI PER IL SOSTEGNO ALLA CATEGORIA



Ricevo e pubblico 
dal Sindaco di Godrano Matteo Cannella (Aspi)




Questa mattina alle ore 11 presso il Teatro Comunale di Godrano, il Presidente Rosario Crocetta incontra i lavoratori forestali per il sostegno alla categoria. 











Presidente allora non rimane altro che:

http://forestaliantincendiosicilia.blogspot.it/ 





 

L'ENTE PARCO DELLE MADONIE ED IL CORPO FORESTALE ORGANIZZANO UN CORSO DI RICONOSCIMENTO MICOLOGICO



L'Ente Parco delle Madonie ed il Corpo Forestale organizzano un corso di riconoscimento micologico. Le sei giornate, a partire dal 20 novembre, a Petralia Sottana, Gangi e Geraci Siculo




Si rinsalda, anche per il 2014, la collaborazione tra Ente Parco delle Madonie e Corpo Forestale della Regione Siciliana per potenziare la Rete operativa di controllo micologico, prevista dalla Legge Regionale 3/2006.
Anche per quest'anno è stato definito il calendario del corso “Alte Madonie” che sarà strutturato in 6 giornate di intensa attivita' micologica.
Si parte giorno 20 novembre da Petralia Sottana, dove ad aprire il corso sarà il Presidente dell'Ente Parco Angelo Pizzuto ed il dirigente del Corpo Forestale Giuseppe Quattrocchi, si prosegue il 21 e 28 novembre a Gangi - Palazzo Bongiorno, il 27 novembre a Geraci Siculo - Aula Consiliare Palazzo Municipale e si conludera' il 4 e 5 dicembre a Petralia Sottana presso il Convento dei Padri Riformati.
Molto qualificato il corpo docenti sarà formato dal Dirigente del Servizio 5 Giuseppe Quattrocchi, dal Commissario Forestale Francesco Castello, da Ispettori micologi delle Asp, dai medici dei Centri Antiveleni della Sicilia e da Peppuccio Bonomo, dirigente della conservazione dell'ente parco.
«Una collaborazione con il Corpo Forestale che si è rinsaldata negli anni - ha dichiarato il Presidente del Parco Angelo Pizzuto - in tanti settori dell'ambito forestale e faunistico, che sfocia in iniziative di eccellenza come il corso sul controllo della rete micologica, tra i più apprezzati in Italia per dovizia di informazioni scientifiche e forestali atte ad incrementare la conservazione della natura ed a sviluppare nuove tecniche nella sempre crescente domanda legata alla micologia nel nostro territorio». 


01 Novembre 2014
http://www.ilcaleidoscopio.info/Notizie_l_ente_parco_delle_madonie_ed_corpo_forestale_organizzano_corso_riconoscimento_micologico__sei_giornate__partire_dal_20_novembre__petralia_sottana_gangi_e_geraci_siculo?idNews=bcbaf856-8663-4d58-8774-717c6d023ca1#.VFXLEGeYD1U







01 novembre 2014

"GIU' LE MANI DALLA SPESA SOCIALE", LA UIL CHIEDE UN CONFRONTO CON LE AMMINISTRAZIONI COMUNALI DI CATANIA E PROVINCIA



"GIU' LE MANI DALLA SPESA SOCIALE", LA UIL CHIEDE UN CONFRONTO CON LE AMMINISTRAZIONI COMUNALI DI CATANIA E PROVINCIA



“Giù le mani dalla spesa sociale, minacciata da tagli concentrici contenuti nella Legge di Stabilità del governo Renzi e nelle manovre finanziarie della Regione che si abbattono sui Comuni, impegnati a rimediare i danni prodotti in decenni di sprechi e debiti. Le Province, intanto, sono cadute in un limbo, ma conservano competenze rilevanti anche in materia di aiuti ai più deboli”. Lo afferma il segretario generale della Uil etnea, Fortunato Parisi, che annuncia “la richiesta di confronto urgente con l’Amministrazione e la Prima commissione consiliare del Comune di Catania anche in vista del prossimo esame del bilancio preventivo, mentre analoghe iniziative saranno avviate assieme ai responsabili delle sedi Uil in tutti i centri del nostro territorio per fare fronte alla crescente riduzione di risorse pubbliche che sta provocando una inquietante desertificazione dei diritti nelle nostre comunità”. Dice ancora Parisi: “Esiste il pericolo concreto che alla fine spariscano le risorse per l’assistenza domiciliare e gli anziani, le politiche abitative, la sicurezza delle scuole e per la gran parte dei servizi resi al cittadino. Insomma, lo Stato con Regione e Comuni rischia di trasformarsi in una Grande Agenzia per la Riscossione di Balzelli e Tributi. Nulla più!”.
Il segretario della Uil di Catania aggiunge: “Mentre ribadiamo, come abbiamo già fatto denunciando la stangata-Tasi a Catania, la necessità che gli enti locali prevedano sempre e comunque detrazioni fiscali per le famiglie con figli, sollecitiamo un’attenta e condivisa analisi delle uscite perché la spesa sociale sia davvero l’ultima a essere toccata. Questo vale soprattutto in un territorio nel quale crescono disagio e disperazione”. Fortunato Parisi conclude ricordando le ragioni della protesta Uil contro la Finanziaria 2015, che riduce in modo inaccettabile qualità e quantità dei servizi ai cittadini: “Come già evidenziato dal segretario generale aggiunto Carmelo Barbagallo nel recente incontro con il Governo, siamo allarmati e arrabbiati perché il Fondo nazionale per le politiche sociali passa da 317 a 300 milioni, benché ne fosse invece previsto l’aumento a 350. Sotto questa voce, poi, viene fatto rientrare pure il Fondo per l’infanzia, che prima aveva una propria dotazione. Il Fondo per le non autosufficienze subisce un taglio da 350 a 250 milioni, quello per l'offerta formativa e gli interventi a favore di alunni con disabilità, contrasto al bullismo e lotta alla dispersione scolastica è ridotto di 30 milioni. Grave, poi, che in piena emergenza-immigrazione il Fondo per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati passi da 20 a 12,5 milioni: la Sicilia e i siciliani saranno sempre più soli e sprovvisti di mezzi nell’affrontare questa tragedia umanitaria del nostro secolo”.



FB. 01 Novembre 2014
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=544450092352577&set=a.282465561884366.1073741825.100003627747464&type=1&theater

Uila Uil Catania per i forestali:

6. ALLA REGIONE NESSUN PASSO AVANTI SUI FORESTALI





A BUON INTENDITOR POCHE PAROLE




A buon intenditor poche parole






Vi ricordiamo che i lavoratori forestali dell'antincendio e della manutenzione devono ricevere la mensilità di settembre. La puntualità degli stipendi è un diritto sancito dalla Costituzione anche per la classe operaia. Voi nemmeno ve lo immaginate, ma i ritardi dei pagamenti mettono in seria difficoltà i lavoratori e le loro famiglie. Dal primo gennaio 2015, anche noi forestali, pretendiamo di essere pagati regolarmente come voi e come tutti i dipendenti pubblici.
L'altra vergognosa questione che riguarda esclusivamente gli AIB, sono il mancato saldo degli arretrati contrattuali del vecchio CCNL 2006-2009. In molte occasioni ci è stata data una-tantum, circa il 65% su un totale di circa 1750 euro lordi, le percentuali variano da provincia a provincia e da distretto a distretto, le spettanze vengono calcolate in base al contingente di appartenenza. Ad un operaio a tempo indeterminato la somma spettante del 35%, supera anche i mille euro, qualcosa in meno per i 151nisti e 101nisti. 
Ma Vi sembra giusto questo teatrino? A noi no! E non ci stancheremo mai di ripeterlo.


Il grande Papa Francesco: 
«Nessun lavoratore dev'essere senza diritti»






La Costituzione della Repubblica Italiana


Art. 1

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.


Art. 36.

Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.

Contratto Integrativo Regionale



Art. 11.

La corresponsione della retribuzione sia per gli OTI che per gli OTD deve essere effettuata entro il giorno 15 del mese successivo a quello cui si riferisce la prestazione lavorativa e comunque non oltre la fine del mese successivo a quello cui si riferisce la prestazione lavorativa.









I FORESTALI AL LAVORO PER I PAC CONTRO IL RISCHIO IDROGEOLOGICO


I forestali al lavoro per i Pac
contro il rischio idrogeologico


Sortino. Sono tutti avviati al lavoro gli operai della forestale. Quindi completeranno le giornate lavorative che sono rispettivamente di 151, 101 e 78 giorni. Non tutti però saranno impegnati nei cantieri della Forestale, anzi la maggior parte di loro saranno impiegati in progetti Pac (Piano azione e coesione) finanziati con fondi europei. Pertanto, ieri, 138 lavoratori del distretto Giarranauti, con un pullman messo a disposizione dell'azienda Foreste, hanno raggiunto il fiume San Leonardo per togliere le sterpaglie dall'alveo. Quindi, lavoreranno per eliminare il rischio idrogeologico. Infatti, si tratta di progetti previsti dall'Ue e finanziati proprio per il rischio idrogeologico. «Tra i lavoratori - ha detto il segretario provinciale della Fai Giuseppe Linzitto - c'è malcontento, anche perché hanno dovuto raggiungere il posto di lavoro con un mezzo pubblico. Da tempo ormai sono abituati a raggiungere i cantieri con i propri mezzi, ma da quando è stato tolto l'indennizzo chilometrico, non possono utilizzarli. Abbiamo, però, concordato con l'Azienda forestale di mettere un mezzo a disposizione, sia nel caso di una chiamata urgente da parte di un familiare sia di un posto di riparo in caso di pioggia. Comunque, da parte del sindacato si deve esprimere grande soddisfazione, perché si è riusciti a non fare perdere una sola giornata lavorativa agli operai».
Inoltre, alcuni forestali sono stati impiegati per pulire i bordi della carreggiata dell'autostrada. E' nei programmi del sindacato di chiedere all'azienda Forestale di utilizzare i lavoratori nella pulizia delle strade provinciali e comunali. Infatti, da quando è stata commissariata l'ex ente Provincia, le strade, soprattutto quelle montane, versano in grande degrado, in quanto prive di qualsiasi manutenzione e pulizia dei bordi delle carreggiate, dove le erbacce e le sterpaglie la fanno da padrone.
P. M.


31 Ottobre 2014


Nota
Se non ricordiamo male, i lavori contro il dissesto idrogeologico dovevano permettere ai lavoratori forestali di sforare le giornate di garanzia. Carissimo Presidente Crocetta, dal prossimo anno come promesso da lei, gradiremmo un sostanziale aumento delle giornate. Alla faccia di Giletti e company.


La Costituzione della Repubblica Italiana

Art. 1
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.












CATANIA - FORESTALI, L’ANNO SI CHIUDE NON BENE E SERVE IMPEGNO ANTICIPATO. DIFFICOLTÀ ANCHE PER IL 2015



CATANIA - FORESTALI, L’ANNO SI CHIUDE NON BENE E SERVE IMPEGNO ANTICIPATO
Difficoltà anche per il 2015


Quattro milioni di euro di residui impiegabili per le emergenze attendono ancora lo “sta bene” della Ragioneria regionale
Regione lenta e incerta sul destino del patrimonio boschivo siciliano che va gestito come risorsa

«Se il 2014 si avvia a chiudersi non bene per i forestali catanesi e siciliani, il 2015 riserverà ulteriori difficoltà. E' necessario muoversi in anticipo e impegnarsi perché non si arrivi all’emergenza che si sta toccando oggi». La segreteria provinciale della Fai Cisl interviene così, al margine delle notizie raccolte oggi all’Azienda forestale provinciale sullo stanziamento delle somme a favore degli operai forestali da parte del governo regionale.
Dei 22 milioni di euro previsti, 4 derivano da residui di cassa da destinare alle emergenze e potrebbero essere messi subito a disposizione della Direzione regionale per ripartirle alle singole Aziende provinciali.
Per la segreteria della Fai etnea, però, «la questione non si può definire conclusa». «Da un lato – spiega il segretario provinciale Pietro Di Paola – c’è sempre un contratto integrativo non rinnovato dal 2001, con lavoratori forestali che ancora lavoratori devono ricevere parte degli arretrati contrattuali del vecchio contratto 2006-2009. Dall’altro, ci sono ancora la lentezza e l'incertezza del governo regionale che stanno mettendo a rischio un patrimonio boschivo pazientemente e faticosamente costruito negli anni dal lavoro degli operai forestali».
«L'Azienda foreste deve diventare una vera e propria azienda – sottolinea Di Paola – da gestire con criterio d'impresa ma sempre con attenzione all'interesse generale per un ambiente sano, salubre e sicuro e deve servire come volano o leva tramite cui dare un segnale positivo di ripresa. Gli operai forestali sono pronti a rimboccarsi le maniche con spirito di sacrificio, coraggio e buona volontà ma chiedono ai politici e agli amministratori pubblici lo stesso e celere impegno prima che la situazione possa diventare ingestibile»  

29 Ottobre 2014
http://www.cislsicilia.it/Notizie/2014/10/29/43828/CATANIA-FORESTALI-LANNO-SI-CHIUDE-NON-BENE-E-SERVE-IMPEGNO-ANTICIPATO








FORESTALI SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI. IN ATTESA DI NOVITÀ. L'AZIENDA RIASSUMERÀ I LAVORATORI PER QUALCHE ALTRO GIORNO. IL DIRETTORE FOTI: «RISORSE CENTELLINATE»



Forestali sull'orlo di una crisi di nervi. In attesa di novità.


L'azienda riassumerà i lavoratori per qualche altro giorno. Il direttore Foti: «Risorse centellinate»


Il settore forestale siciliano è ormai allo stremo. Si naviga a vista, nell'attesa spasmodica quotidiana che alla Regione possano mettersi a regime le risorse necessarie per il completamento delle giornate lavorative annuali. Intanto, dopo il «licenziamento» avvenuto alcuni giorni fa, qualche timido segnale positivo inizia a intravedersi sul futuro degli operai «78isti», che in provincia di Catania sono circa mille e novecento unità, di cui 700 lavorano nei boschi dei due distretti del Calatino. Per loro l'Azienda foreste, come ci ha anticipato ieri mattina telefonicamente il direttore Ettore Foti, sta avviando le procedure burocratiche per la riassunzione, al fine di farli tornare nei cantieri, per il momento, solo per qualche giornata di lavoro.
Infatti, è quasi impossibile, anche per gli addetti ai lavori, poter quantificare con certezza un monte giornate definitivo, visto che da Palermo le risorse continuano ad arrivare nelle varie province centellinate. «Tale provvedimento - ha spiegato il direttore Foti - scaturisce da un trasferimento, di circa 470 mila euro, che l'assessorato all'Agricoltura e foreste ha disposto alla nostra azienda. Queste risorse le stiamo distribuendo tra i vari comparti e faremo il possibile per far completare le giornate lavorative a tutti gli operai». A oggi, i «78isti» hanno espletato in media trentacinque giornate di lavoro, quindi sono ancora fermi a metà guado, mentre i «101isti» sono sui novanta giorni e i «151isti» a quota centoventicinque giornate. Hanno invece tagliato il traguardo finale gli addetti all'antincendio, i quali hanno concluso l'intero ciclo lavorativo da qualche giorno.
Sulla vicenda, che investe in queste ore i «78isti», abbiamo registrato la dura presa di posizione della Cgil del Calatino. «L'azienda Foreste - ha sottolineato Nuccio Valenti, segretario della Flai Calatina - non può permettersi di continuare questo stillicidio di micro-richieste. Abbiamo notizie di assegnazioni di fondi Pac, il cui ammontare sarebbe più che sufficiente per far ultimare in tranquillità le giornate a tutti i "78isti"». Ai fondi Pac si dovrebbero aggiungere anche i 19 milioni di euro che l'Ars ha approvato martedì sera, ma si attende, per il loro utilizzo, l'insediamento della nuova Giunta regionale, il «Crocetta ter».
Martino Geraci


31 Ottobre 2014







FORESTALI. A LAVORO I 500 OPERAI DELL'ENNESE



Forestali. Da oggi a lavoro i 500 operai dell'Ennese
 


A partire da questa mattina i circa 500 lavoratori forestali (71isti e 101isti), della provincia di Enna, riprenderanno il lavoro e potranno in tale modo ultimare le 71 e le 101 giornate di impiego entro il 31 dicembre. Si conclude così il braccio di ferro tra il governo regionale e le organizzazioni sindacali. Ad annunciare la ripresa del lavoro per i 500 soggetti coinvolti che stavano rischiando di non riuscire a coprire l'intero turno di lavoro previsto, è il segretario regionale della Ugl Agroforestali, Franco Arena. «Un grazie - dice Arena - va senz'altro al direttore provinciale del demanio forestale, Domenico Caruso, che senza perdere tempo e farsi impelagare nelle pastoie burocratiche della Regione, sin da oggi avvierà al lavoro i circa 500 soggetti coinvolti che erano stati sospesi dopo solo 28 giornate lavorative». Il segretario della Ugl esprime soddisfazione per il risultato raggiunto: «Circa 500 lavoratori in provincia di Enna e poco più di duemila in tutta la regione, stavano rischiando di non completare le giornate (71 e 101) previste dal turno di lavoro. I lavoratori e le loro famiglie, adesso possono tirare un sospiro di sollievo, in un momento in cui anche la perdita di una singola giornata di lavoro incide sul bilancio familiare».
Arc. san.


31 Ottobre 2014






RIPRISTINATO IL PONTE DI LEGNO CHE IMMETTE NELL'AREA A VERDE SAN GIUSEPPE U' TIMPUNI. UN GRAZIE VA ALL'AZIENDA FORESTALE CHE, CON L'IMPIEGO DEI PROPRI OPERAI, HA RESO POSSIBILE L'APERTURA DI QUESTA PICCOLA STRUTTURA



Modica Bassa
 
Ripristinato il ponte di legno che immette nell'area a verde San Giuseppe u' Timpuni,



Ripristinato il ponte di legno che immette nell'area a verde San Giuseppe u' Timpuni, a Modica bassa, vicino a piazza Falcone-Borsellino. L'ingresso era stato chiuso perché il camminamento in legno del ponte presentava numerose crepe che erano state ritenute pericolose per l'incolumità pubblica. Per la restituzione del ponte e, quindi, di una parte dell'area a verde, si è registrata collaborazione tra il Comune e l'Azienda forestale che cura la manutenzione dell'area grazie a un protocollo d'intesa siglato lo scorso anno.
Adesso si dovrebbe pensare a una risistemazione dell'area a verde, con il ripristino delle attrezzature sportive di cui era dotata, oggi in buona parte fuori uso, che potrebbero fungere da richiamo per parecchia gente. Lo pensa anche l'assessore alla Manutenzione, Pietro Lorefice, che, dicendosi soddisfatto per il ripristino del ponte, ha sottolineato come gli sforzi dell'amministrazione comunale dovranno adesso concentrarsi per rendere fruibile l'intera area grazie a una sinergia tra pubblico e privato. "Su questa comunità di intenti stiamo lavorando - ha detto -. Al momento, un grazie va all'Azienda forestale che, con l'impiego dei propri operai, ha reso possibile l'apertura di questa piccola struttura".
V. R.


31 Ottobre 2014





CALTANISSETTA. SUL PAVENTATO DISBOSCAMENTO L'ISPETTORATO FORESTALE GIUSTIFICA L'INTERVENTO «È NECESSARIO PER IL BUON GOVERNO DEL BOSCO»


Ma l'Ispettorato forestale giustifica l'intervento
«È necessario per il buon governo del bosco»



Il Dirigente Antonino Manuele
Foto lasicilia.it



Sul paventato disboscamento in corso in alcuni territori della provincia di Caltanissetta, a seguito degli articoli pubblicati nei giorni scorsi, contenenti toni allarmistici degli amministratori di vari Comuni interessati, è intervenuto ieri con una nota l'Ispettorato ripartimentale delle foreste. La nota è firmata dal dirigente dott. Antonino Manuele e dal responsabile dell'Unità operativa geol. Gianfranco Perno.
«Questo Ufficio - si legge nel comunicato - è ampiamente a conoscenza del ruolo del bosco sul territorio e pertanto anche della funzione protettiva, paesaggistica, naturalistico-colturale etc., senza tralasciare il ruolo ecologico e/o sanitario svolto per l'influenza sul clima, il regime delle acque e l'insediamento di fauna selvatica, gli elementi naturali, fisici e vegetazionali che compongono e contraddistinguono ogni bosco nelle sue più ampie valenze ambientali; nonché le conseguenti ricadute occupazionali derivanti dall'utilizzo di personale e manodopera locali.
 

Appare appena il caso rappresentare quanto segue: 

1) Le problematiche legate al rischio idrogeologico sono storiche e la presenza o meno di copertura boschiva nel bacino imbrifero è da individuarsi solo come concausa e non certamente come causa prioritaria.
2) Ben altre sono le cause prioritarie e sono da ricercarsi in una poco oculata gestione del territorio e della carenza delle opportune opere di regimazione idraulica e della manutenzione delle esistenti.
3) Il taglio autorizzato è ubicato su un suolo a componente argillosa su terreno saldo non soggetto a periodica lavorazione.
4) Il soprassuolo di eucalitto impiantato nel corso degli anni ‘60 è di origine artificiale ed è stato realizzato utilizzando una specie esotica a rapido accrescimento oltre che per la salvaguardia idrogeologica anche per la produzione di legno, è costituito soprattutto dalle specie Eucaliptus Camaldulensis ed Occidentalis in un buono stato vegetativo governato ad alto fusto. Tale forma di governo ha prodotto un inevitabile invecchiamento delle piante, condizionando la capacità pollonifera delle ceppaie che un corretto governo a ceduo avrebbe evitato.
5) Il taglio "raso" degli eucalitti autorizzato è una forma di trattamento delle piante del bosco giunte a maturità economica (cioè quando gli ulteriori incrementi della pianta sono insignificanti) e rappresenta un'operazione necessaria per il buon governo del bosco, che se lasciato privo di interventi che ne favoriscono la rinnovazione o la riproduzione, tende ad invecchiare, a deteriorasi e quindi a morire inesorabilmente con le ovvie ripercussioni sul territorio.
Questo Ufficio, solo in virtù delle motivazioni addotte e delle proprie valutazioni anche sulle problematiche sollevate, ha ritenuto, seppur con prescrizioni, rilasciare parere favorevole. La scopertura del terreno non interesserà mai un intero anno in quanto già nella stagione primavera-estate successiva al taglio l'esperienza conferma una forte presenza di nuovi polloni che costituiscono un'importante copertura antierosiva del terreno».


31 Ottobre 2014




NOTIZIA CORRELATA:








31 ottobre 2014

VIDEO. NELLA SEDUTA PARLAMENTARE DEL 30 OTTOBRE L'ON. FIGUCCIA AFFRONTA LA PROBLEMATICA DEI LAVORATORI FORESTALI


ARS Seduta Parlamentare n° 194 del 30 ottobre 2014.


Al minuto 6:37 l'On. Figuccia affronta la problematica dei lavoratori forestali









ORA I BRACCIANTI DELLA FORESTALE, COME LE MIGLIAIA DI PRECARI CHE COSTANO CENTINAIA DI MILIONI DI EURO SENZA PROFITTO, SONO FIGLI DI NESSUNO


Ora sconti per nessuno

di Lillo Miceli
Le mozioni di sfiducia che centrodestra e grillini avevano presentato nei confronti del presidente della Regione, Rosario Crocetta, si sono infrante contro la compattezza della ritrovata unità del Partito democratico, figlia dell’azzeramento della giunta regionale e della formazione del nuovo governo, che sarà ufficializzato nelle prossime ore. Le polemiche che per mesi hanno alimentato lo scontro tra il governatore e una parte del Pd, a giudicare dal dibattito di ieri all’Ars, dovrebbero essere un ricordo del passato. C’è da augurarselo per il bene della Sicilia. Se ancora a qualcuno sta a cuore.
Da oggi in poi, anche se non siamo sicuri che le fibrillazioni nella maggioranza siano d’incanto cessate, non potranno più esserci sconti per nessuno. È stato ricomposto il quadro politico, c’è una giunta rinnovata per dieci dodicesimi, formata da alcune personalità di spessore professionale.
Non solo, ma c’è anche l’esplicito sostegno del governo nazionale che ha consigliato la nomina ad assessore dell’Economia di Alessandro Baccei, stretto collaboratore del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio.
Nomina che qualcuno ha interpretato come un commissariamento, gridando allo stupro dell’Autonomia. Rivendicare le prerogative dello Statuto speciale è legittimo, ma siamo in tempo di guerra.
Assessore o commissario che sia, Baccei, conta ben poco: importa, invece, che attui tutte quelle misure necessarie, a cominciare da un taglio netto di tutti gli sprechi, per tentare di rimettere in equilibrio il disastrato bilancio regionale. Senza uno stretto collegamento con Roma, la Regione da sola difficilmente potrebbe risalire dal baratro in cui anni di dissennata spesa l’hanno fatto precipitare.
Ora i braccianti della forestale, quelli dei Consorzi di bonifica, le migliaia di precari e dipendenti della formazione professionale che costano centinaia di milioni di euro senza profitto, sono figli di nessuno. Negli anni, è cresciuta a dismisura la spesa corrente, mentre sono rimasti al palo gli investimenti. Allo sviluppo economico è stato preferito l’assistenzialismo, provocando il disastro. Ma le colpe che vengono da lontano non siano un alibi per nascondere eventuali incapacità.


31 Ottobre 2014 
 LASICILIA.IT







AZIONE LEGALE PER FARSI RICONOSCERE L'APPARTENENZA AL CONTINGENTE SUPERIORE. ULTERIORE AGGIORNAMENTO



Azione legale per farsi riconoscere l'appartenenza al contingente superiore. Ulteriore aggiornamento per i ricorrenti e per chi vuole fare ricorso.



!!!Avviso!!!

Non è più necessario il certificato storico di servizio da richiedere ai vari CPI.
 Al più presto nel blog l'elenco dei documenti da produrre.








OPERAI FORESTALI: DALLA FARSA AL DRAMMA!



OPERAI FORESTALI: DALLA FARSA AL DRAMMA!


Sarà che se ne è occupato anche un programma domenicale su Rai uno, sarà che ormai i giornali ne parlano sempre più spesso, sarà che gli operai forestali li conosciamo perché spesso, sono parenti, cugini, amici, e sappiamo benissimo come si sta evolvendo questa storia ma ormai il caso è scoppiato, gli scioperi si susseguo e molti di essi stanno vivendo delle vere e proprie catastrofe economiche.
Ma andiamoci per ordine: notizia nota a tutti la Sicilia ha più operai forestali che boschi da curare almeno così ci hanno fatto capire, il fatto che oggi questi lavoratori sono un costo divenuto insostenibile ha fatto scoppiare lo scandalo. In pochi sono destinati a fare servizio di antincendio nel periodo estivo, ma la gran parte di questi operai sono destinati a fare lavori del tutto inutili e improduttivi, perlo più senza mezzi e risorse, fatto nuovo tutti i motoagricoli da quest’anno sono stati dichiarati non idonei e quindi fermati a deposito (azzerando spese di carburante e assicurazioni) quindi sono pure a piedi. Allora i burocrati e i politici della regione Sicilia si sono accorti solo ora di questa palla al piede.
Tutti gli altri siciliani che vivono facendo altro e da anni assistono a questo sperpero di soldi pubblici viene quasi da ridere se non piangere.
Dagli anni settanta fino al 2008 circa, tutti abbiamo assistito a scene da farsa, artigiani anche molto capaci ed esperti che di inverno si facevano il turno al bosco e in estate portavano avanti la propria impresa artigianale con operai, mezzi, attrezzature e quant'altro, solo ora che le casse della regione sono vuote si sono accorti di questo ingranaggio inceppato, di questo piccolissimo dettaglio.
Signori miei U PISCI FETI DA TESTA, non è colpa degli operai se nessuno gli da lavori da portare avanti nei giorni in cui sono assunti, invece li fanno stare sotto le tettoie in mezzo ai boschi fermi, tanto ormai nemmeno il sottobosco si può più pulire (negli anni scorsi c’è chi ha rischiato un processo per aver avviato degli operai a pulire il sottobosco).
Quello che tutti omettono di dire sono i risvolti nascosti di questa storia, Dietro la macchina della forestale ci stanno centinaia di maiali ingrassati sulle spalle dei cittadini e dei lavoratori. 24000 operai che fanno i turni, sono 24000 operai che si recano ogni anno in un sindacato/ patronato a fare domande di disoccupazione, sussidi, richieste di agevolazioni e quant’altro, 24000 operai che lavorano 78/101/150 giorni sono 24000 lavoratori che nel periodo in cui non sono impegnati devono cercarsi un lavoro (in nero) per dare da mangiare ai propri figli, non ultimo 24000 operai sono un bacino di voti che si legano indissolubilmente a chi li fa ballare tutto l’anno dietro richieste al collocamento, visite mediche, ecc… ecc…
Quali le possibili strade da intraprendere per uscire dal baratro? Di sicuro Tutti questi lavoratori non si possono buttare in mezzo ad una strada, nel frattempo molti di loro oggi vivono solo di questo reddito, la crisi ha colpito tutti i settori dell’artigianato quindi anche loro .
Da nessun mediocre Politico tuttologo abbiamo sentito fare una sola proposta decente, nessuno ha pensato che questa grandissima forza lavoro va sfruttata al meglio soprattutto oggi che le amministrazioni locali sono al collasso e con le casse vuote. Ora ci chiediamo e vogliamo chiedere a chi di competenza: perché questi operai non vengono messi a disposizione dei comuni per tutti quei lavori di pulizia caditoie, verde pubblico, parchi urbani, e quant'altro? Perché non vengono messi a disposizione dell’anas per la pulizia delle strade anziché l’anas pagare ditte private con costi altissimi? quei soldi l’anas li potrebbe impiegare per la manutenzione delle strade abbandonate da anni; e ancora perché non impieghiamo questa grandissima forza lavoro per la prevenzione del dissesto idrogeologico? Questi operai hanno dei costi per la comunità altissimi sotto forma di sussidi di disoccupazione, vantaggi fiscali, sanitari ecc… ecc… allora meglio assumerli a tempo pieno ed impiegarli per le mille urgenze che ci sono nel nostro territorio, in un colpo solo si risolverebbero molteplici problemi non ultimo appunto quello del lavoro nero, se li impegniamo tutto l’anno il loro lavoro qualcun altro in regola lo dovrà pur fare, con un ritorno per le casse pubbliche.
Bene sapete perché tutto questo non solo non si fa ma nemmeno si propone? Perché in un colpo solo centinaia di persone perderebbero tutto il potere che esercitano su una grossa fetta di popolazione. Andiamo a contare quanti caposquadra, ispettori, sindacalisti si sono ingrassati e hanno fatto carriera politica proprio per quel sistema di do ut des che si viene a creare dentro questa macchina infernale. Fin quando ai vertici ci saranno persone che lucrano e approfittano dei più deboli in Sicilia e in Italia non si risolverà niente, tutte queste belle idee rimarranno solo parole dette in qualche salotto televisivo o su di un palco in campagne elettorale. La nostra solidarietà va a tutte quelle famiglie che oggi vivono questo dramma. 


30 Ottobre 2014
http://riprenditi-marineo.blogspot.it/2014/10/operai-forestali-dalla-farsa-al-dramma.html








RAMACCA (CT).GLI INTERVENTI DI PULIZIA DEL VERDE PUBBLICO DEL CIMITERO SONO STATI REALIZZATI DAGLI OPERAI PRECARI DELLA FORESTALE


Ramacca, cimitero rimesso a nuovo


L'amministrazione comunale di Ramacca, in vista delle imminenti festività dell'1 e 2 novembre, ha realizzato una serie di interventi, finalizzati a migliorare le condizioni di fruizione e funzionalità al cimitero comunale.
Nello specifico, oltre la sistemazione degli spazi verdi, è stato sostituito l'impianto di illuminazione con lampade led e si è proceduto all'adeguamento di un locale, che assolverà le funzioni di ufficio, per l'espletamento delle pratiche.
Il Comune sta anche predisponendo all'acquisto di un mezzo meccanico adibito al sollevamento delle salme e sono state installate 20 fontanelle di acqua.
«Abbiamo realizzato anche altri lavori di manutenzione alle parti murarie - ha concluso il sindaco Franco Zappalà - allo scopo di migliorare le condizioni di questo servizio che, non solo in occasione della festività dei defunti, necessitava di particolari accorgimenti». Gli interventi di pulizia del verde sono stati realizzati dagli operai precari della forestale.
G. P.


30 Ottobre 2014







IL CONTO ANNUALE DELLO STATO CI DICE CHE LA LOMBARDIA È IN TESTA ALLE REGIONE CIRCA IL NUMERO DI DIPENDENTI PUBBLICI



Ricevo e pubblico 
da Antonino Lomonaco


E' interessante questa argomentazione: 

<< enzo 1. 7 gennaio 2014, 13:30 
Il conto annuale dello Stato ci dice che la lombardia è in testa alle regione circa il numero di dipendenti pubblici. In lombardia vi sono 40.000 statali che fanno il lavoro che in sicilia fanno il 70% dei dipendenti regionali. Sui forestali, in sicilia si tratta di lavoratori stagionali che svolgono circa 2 milioni di giornate lavorative all’anno. In Sardegna ad esempio ve ne sono 6500 in pianta stabile per un totale di giornate lavorative prossime al 1.8 milioni. In Lombardia vi diranno che i forestali sono quasi 600 su un demanio pari ad un 15/mo di quello siciliano. In realtà da loro sono le provincie e le comunità montane che occupano i forestali, ma quanto siano non è dato sapere. Fatto sta che in Sicilia vige un contratto integrativo unico per questi lavoratori, in lombardia ve ne uno per ogni singolo ente o organismo che si occupa di forestali, compreso il parco autodromo di Monza. Vi è un dato che mi pare importante: nel bilancio siciliano si postano circa 200/220 milioni all’anno per gli interventi di forestazione che non significano solo operai, in lombardia se ne postano circa 120 milioni. domanda: ma se hanno 600 operai e 23.000 ettari di demanio, mentre in sicilia abbiamo 28.000 operai e circa 280.000 ettari demanio, come mai questa differenza di bilancio? In proporzione in lombardia ne potrebbero bastare 20. Ma li ci sono gli appalti, ed il Lombardia hanno una grande esperienza in materia di appalti o sbaglio?>> 
Tratta dai commenti all'articolo: 
Livore leghista: “Forestali Siciliani? Un cappio per il Paese”



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Dipendenti pubblici: La Lombardia in testa e supera anche il Lazio 

Incredibile: Lombardia batte Sicilia per numero di dipendenti pubblici

Costo annuale 2008 della ragioneria. Dipendenti pubblici in maggioranza al Nord: Lombardi in testa alla classifica



Per favore non glielo dite all'Assessore Regionale della Lombardia Viviana Beccalossi





SONO SUL PIEDE DI GUERRA LE ASSOCIAZIONI SINDACALI DI AGRICOLTORI E ARTIGIANI DOPO CHE I FONDI DELLA CRIAS DOVREBBERO ESSERE DESTINATI AI FORESTALI, LE ASSOCIAZIONI PRONTE AI RICORSI




Artigiani e agricoltori agitati
 


Associazioni sindacali di agricoltori e artigiani sul piede di guerra dopo che i fondi della Crias dovrebbero essere destinati ai forestali, le associazioni pronte ai ricorsi. I vertici di Cna Casartigiani, Confagricoltura, Confartigianato, Claai, Cia, Confcooperative, Legacoop, Agci e Unci stanno valutando tutte le iniziative da mettere in campo, anche dal punto di vista legale e normativo.

30 Ottobre 2014






CATANIA. CHIESTO ALLA REGIONE LO SBLOCCO DEI FONDI. OCCUPATA PER UN GIORNO LA SEDE DELL'AZIENDA FORESTE DEMANIALI. GURDA IL VIDEO DELLA PROTESTA


Chiesto alla Regione lo sblocco dei fondi


Occupata per un giorno la sede dell'Azienda foreste demaniali


La protesta dei forestali aderenti al sifus
Foto lasicilia.it

L'occupazione dalla mattina di ieri si è conclusa in tarda serata, nell'attesa di risposte. I forestali del Sifus tornano sul piede di guerra, guidati dal segretario del sindacato, Maurizio Grosso, occupando la sede dell'azienda foreste demaniali di Catania.
La protesta è quella dei forestali catanesi (4.500 circa), che chiedono lo sblocco dei fondi necessari a far ripartire la loro attività; il rischio concreto, altrimenti, è che non riescano a completare le loro giornate lavorative. Entro il 31 dicembre ne devono effettuare ancora 51.«Le risposte arrivate da Palermo non ci soddisfano - evidenzia Maurizio Grosso -. Andiamo via ma siamo pronti a nuove forme di lotta. Nonostate le tante rassicurazioni, da Palemo hanno sbloccato solo 400mila euro, nulla se si pensa che per i forestali di Catania occorrono 110mila euro al giorno per una giornata di lavoro. Chiediamo al governo Crocetta lo sblocco dei fondi Pac, fermi da mesi».
Complessivamente si tratta di 56 milioni di euro, suddivisi tra due assessorati: turismo e agricoltura. Come evidenzia il Sifus, il via libera a queste somme risolverebbe il problema, ma occorre muoversi subito visto che le giornate scorrono.
E intanto da Palermo, all'Assemblea regionale è stato votato un disegno di legge che sblocca 22,5 milioni di euro per i forestali, con le somme, però, che possono essere utilizzate a partire da dicembre.
«Siamo stanchi di ricevere promesse - conclude il segretario Grosso -. Vogliamo fatti e non parole».
Mary Sottile


30 Ottobre 2014



Frammenti protesta forestali  del 29 10 2014
Guarda il servizio