25 dicembre 2022

UN AUGURIO SINCERO DI UN BUON NATALE AI LAVORATORI FORESTALI, AL GOVERNO REGIONALE E A TUTTI I DEPUTATI DELL'ARS. GLI OPERAI ANCHE PER QUESTO NATALE COSTRETTI A CHIEDERE COERENZA, LEALTÀ, DETERMINAZIONE E CHIAREZZA SUGLI IMPEGNI PRESI. PRESIDENTE SCHIFANI, MANTENGA LA PROMESSA DI STABILIZZARE I FORESTALI


Buon Natale ad ognuno di Voi Presidente Schifani

Che sia un Natale di speranza anche per i lavoratori forestali!
Ogni anno ripetiamo sempre la stessa cosa: che vogliamo essere fiduciosi. Quindi, Presidente
Schifani, non ci deluda come i suoi predecessori e porti a termine il suo impegno! Però ritiri o modifichi quello dell' ex Governo Musumeci perchè mortifica ulteriormente la categoria più anziana non stabilizzata!

Il suo ed il vostro impegno caro Presidente Schifani, sembrano in prima battuta delle buone proposte, ma non possiamo certo cantare vittoria perché non conosciamo la bozza e visto i precedenti ci fidiamo ben poco. Forse con lei sarà diverso. Speriamo!

Un governo che assume degli impegni davanti ai lavoratori deve essere coerente. Ciò significa farsi carico in modo attivo e di garantirli, pena il venir meno di credibilità e affidabilità. 

Lei ha promesso che vuole stabilizzare i lavoratori forestali. È compito suo individuare il da farsi senza però peggiorare le condizioni dei lavoratori.

Un ultima cosa, gli interessi di un buon politico sono la difesa dei diritti dei cittadini. Però é capitato che gli interessi dei cittadini sono stati calpestati proprio da chi li doveva difendere e cioè dai partiti, coalizioni, parlamentari. Purtroppo questo modo di operare non fa onore (voli) alla classe politica.

Buon Natale...


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Ascolta la promessa del Presidente Renato Schifani di stabilizzare i lavoratori forestali:



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ACCORDO STATO-REGIONE, ALLA SICILIA 650 MILIONI L’ANNO DAL 2023 MA DE LUCA NON CI CREDE


Dal sito www.blogsicilia.it

QUEST'ANNO 200 MILIONI COME 'UNA TANTUM

24/12/2022
Arriva nuovo ossigeno per le casse regionali. Duecento milioni quest’anno di “una tantum” come forma di “ristoro” per gli svantaggi finanziari che la Sicilia è stata costretta a subire per la mancata attuazione di alcune ‘partite’ statutarie, ma soprattutto l’impegno del Mef a garantire alla Regione 650 milioni di euro a regime, a partire dal 2023, per sanare la “vertenza” riguardo al mancato versamento da parte dello Stato di una parte delle accise petrolifere come compensazione per l’aumento della compartecipazione della Regione alla spesa sanitaria, che nel 2007 fa passò dal 44,8 al 49,11 per cento.
Con l’accordo di fine anno firmato tra Stato e Regione – che però viene contestato dalle opposizioni che parlano di intesa al ribasso – il governo Schifani punta a chiudere una partita aperta da tempo e finora mai risolta.

La trattativa sulla compartecipazione sanitaria
Era stato Gaetano Armao, ex assessore all’Economia nel governo Musumeci, ad accelerare la trattativa sulla compartecipazione sanitaria: lo scorso aprile il tavolo tecnico Mef-Regione aveva quantificato in 650 milioni all’anno la somma dovuta dallo Stato alla Sicilia per quell’aumento non compensato con il versamento di parte delle accise. Moltiplicata per i 15 anni intercorsi dall’aumento della compartecipazione, la scorsa primavera si era parlato dunque un ipotetico credito che avrebbe potuto vantare la Sicilia di oltre 9 miliardi di euro. Di quel pregresso comunque non ci sarebbe alcuna traccia nei verbali dei tecnici del Mef, che con la Regione avevano invece quantificato in 650 milioni annui i 4,31 punti in meno di spesa sanitaria rivendicati dalla Regione. traccia nei verbali dei tecnici del Mef, che con la Regione avevano invece quantificato in 650 milioni annui i 4,31 punti in meno di spesa sanitaria rivendicati dalla Regione.

Sammartino: “Svolta per il bilancio della Regione”
Per il vice presidente della Regione, Luca Sammartino, “l’accordo con lo Stato rappresenta una svolta per il bilancio della Regione”. Si vedrà il prossimo anno in che forma il governo Meloni assegnerà alla Regione i 650 milioni.

Cateno De Luca non ci crede
Ma l’esponente di Sicilia Vera Cateno De Luca non ci crede “Mentre taluni esponenti fantasticano e magnificano un ipotetico accordo con il MEF, l’unico dato certo, formalmente non ancora definitivo (in attesa del Senato), è quello contenuto nella legge di bilancio: 200 milioni nel 2022 (emendamento del governo all’art. 38) e una ipotesi di rientro dal deficit in dieci anni contenuta nell’art. 146 della stessa legge approvata stamattina alla Camera. In quest’ultima norma si prevedono anche i sacrifici che i siciliani dovranno fare per la contrazione della spesa regionale derivante dal rispetto di tali impegni. Il resto è propaganda per tentare di vendere come salvifico un accordo al ribasso per non dire autolesionista” sostiene.

“L’altra cosa certa è il contenuto dell’accordo Stato-Regione del 14 gennaio 2021 che prevede anni una drastica riduzione della spesa corrente per un totale 1 miliardo 740. Somma quest’ultima che rappresentava già la riduzione prevista a decorrere dall’anno 2021. Sarà importante adesso verificare se già per gli anni 2021 e 2022 la riduzione delle spese correnti è stata realmente conseguita” continua. “Noi siamo fermamente convinti che Schifani non abbia tenuto conto della riduzione prevista per l’anno 2023 nella delibera di giunta con la quale ha approvato il bilancio e la legge di stabilità tanto decantata dall’assessore Falcone. In definitiva siamo di fronte a dei dilettanti allo sbaraglio che stanno svendendo la Sicilia agli interessi romani non rendendosi conto che si tratta di un cappio che farà saltare definitivamente l’amministrazione della regione siciliana causando anche la perdita dei miliardi assegnati dal Pnrr”.

Il piano di riduzione dei costi“
Ma c’è di più. Il punto 6 dell’accordo Stato Regione prevede l’espressa decadenza se non si mantiene il piano di riduzione dei costi così come si evince dal testo della stesura attuale ‘In caso di mancata attuazione degli impegni di cui ai punti 1 e 2 tenendo conto della flessibilità ivi prevista, viene meno il regime di ripiano pluriennale del disavanzo di cui al comma 1 dell’articolo 7 del decreto legislativo n. 158 del 2019 e trova applicazione il regime ordinario previsto dall’articolo 42 del decreto legislativo 23 giugno 201 1, n. 1 18. La facoltà di cui al ripiano pluriennale del disavanzo di cui al comma I dell’articolo 7 del decreto legislativo n. 158 del 2019 viene meno anche a seguito della mancata trasmissione della certificazione’. È chiaro dunque che si sta cercando di far passare a tutti i costi per conveniente un accordo che in realtà nasconde molteplici insidie per la Regione”.




Ascolta anche:






ENNA. CONDANNATO L’INCENDIARIO CHE DIEDE FUOCO A DECINE DI ETTARI TRA FLORISTELLA E LA RISERVA DI ROSSOMANNO


Dal sito www.legambientesicilia.it

24 Dicembre 2022
Lo scorso 15 dicembre, il Giudice dell’udienza preliminare, dott. Giuseppe Noto, ha condannato l’uomo che diede fuoco a decine di ettari tra Floristella e la Riserva di Rossomanno.

La condanna, comminata tenendo conto della scelta del rito abbreviato e del vizio parziale di mente del soggetto, non solo prevede una pena di due anni ed otto mesi ed al pagamento delle spese processuali, ma anche la prescrizione di risiedere per dodici mesi presso una Comunità terapeutica assistita. Il Circolo Legambiente Erei di Enna si era costituito quale parte civile nel procedimento con la nomina dell’avv. Barbara Di Natale, tale scelta era stata dettata dal grave danno ambientale derivato dall’impresa criminale messa in atto dal soggetto condannato.

Alle parti civili, la stessa Legambiente e la CNA di Enna, andrà il risarcimento delle spese processuali e la possibilità di adire in sede civile al procedimento per risarcimento dei danni derivati dall’azione incendiaria.

“Essere pervenuti all’individuazione del responsabile prima, ed alla celebrazione del processo poi, con la conseguente condanna dell’imputato, – dichiara Giuseppe Alfieri, presidente di Legambiente Sicilia – è una notizia che ci riempie di soddisfazione e che dà speranza per il futuro. Uno dei problemi più seri nel contrasto alla piaga degli incendi infatti è proprio la difficoltà per gli investigatori di individuare i responsabili di questi atti vili. Fortunatamente negli ultimi tempi sembrano esserci segnali positivi in controtendenza, e la condanna dell’incendiario di Enna ne è la testimonianza; l’aspetto repressivo, sebbene non sia ovviamente sufficiente, è però molto importante, anche per la funzione di deterrenza che potrebbe avere in altri potenziali incendiari”.

Per il presidente del circolo ennese, Franz Scavuzzo: “Al di là della evidente fragilità del soggetto colpevole, quel che emerge è la novità della conclusione di un iter di riconoscimento della colpevolezza e del reato stesso, l’inizio di una consapevolezza diffusa di come dar fuoco non possa più essere una abitudine vietata ma sopportata ma una dannosa e pericolosissima pratica criminale i cui costi sociali, economici ed ambientali sono enormi. Confidiamo nella capacità redentiva della pena comminata nella speranza che sia d’esempio positivo agli altri incendiari del nostro territorio”.





24 dicembre 2022

IL BLOG DEI LAVORATORI FORESTALI E AIB VI AUGURA BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO

 







ASSEMBLEA SINALP DI FINE ANNO: AL CENTRO I TEMI DEI PRECARI ASU, OPERAI FORESTALI E REDDITO DI CITTADINANZA. OGGI CI RITROVIAMO UN COMPARTO DI LAVORATORI FORESTALI LA CUI ETÀ MEDIA È DI CIRCA 57 ANNI. IL SINALP PROPONE DI POTER UTILIZZARE TUTTI I GIOVANI TITOLARI DI REDDITO DI CITTADINANZA.IL BLOG: NON ENTRIAMO NEL MERITO DELLA PROPOSTA, L'IMPORTANTE CHE A QUELLI CHE SONO IN GRADUATORIA DA ALMENO 30 ANNI GLI SIA RICONOSCIUTO IL DIRITTO DELLA STABILIZZAZIONE


Dal sito www.palermotoday.it

Andrea - 23 dicembre 2022
Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Come ogni anno la Segreteria Regionale del Sinalp convoca l'assemblea degli iscritti e dei delegati di comparto per fare il punto delle azioni sindacali gestite durante l'anno e dare le indicazioni di massima per gli interventi sindacali del prossimo anno. Il Segretario Generale del Sinalp Sicilia Dr. Andrea Monteleone ha illustrato le azioni messe in atto per la stabilizzazione dei lavoratori ASU impegnati negli enti locali siciliani evidenziando anche le note sindacali inviate al Ministero del Lavoro di Roma che ha voluto impugnare l'ormai famoso Art. 36 della passata legge di Stabilità del Governo Musumeci. Grazie anche alle pressioni svolte dalla nostra organizzazione sindacale, il Governo Musumeci, trovandosi nella impossibilità di completare l'iter di stabilizzazione intrapreso, ha approvato il bonus una tantum di mille euro che è stato versato a tutti i 4.571 ASU Siciliani e per il 2022 ha approvato l'integrazione oraria, consentendo ai lavoratori di poter completare l'orario di lavoro settimanale fino a 36 ore, azione questa apprezzata anche dal nuovo Governo Schfani.

Questa integrazione oraria, su progetti presentati dagli enti utilizzatori, permetterà ai lavoratori di poter finalmente ottenere uno stipendio dignitoso ed un trattamento previdenziale che riconosca il giusto lavoro svolto permettendo ai lavoratori di avvicinarsi sempre di più al principio di eguaglianza, di non discriminazione, di uniformità, di parità di trattamento e di imparzialità della pubblica amministrazione. Tutti principi che nei precedenti 26 anni sono sempre stati disattesi, offendendo la dignità dei siciliani e della Sicilia. Si è discusso, con il Delegato della Direzione Regionale Dr. Gaetano Bonura, anche delle problematiche emerse in questi anni di pandemia e post pandemia nel settore della GDO (Grande Distribuzione Organizzata) che ha visto notevoli movimenti, tra fusioni, scorporazioni e trasferimenti, di grandi gruppi nazionali ed esteri. Tutti interventi di riordino aziendale attuati sulla pelle di chi lavora che diventano i capri espiatori di scellerate scelte economico/aziendali.

Il Segretario Dr. Andrea Monteleone ha evidenziato anche la proposta del Sinalp regionale, inviata assieme al collega Andrea Tomarchio responsabile del CAA Sinalp in Sicilia, al neo Assessore al Territorio On. Elena Pagana per il comparto operai forestali. Comparto questo che ormai da circa 30 anni è diventato l'emblema dello sfruttamento del lavoro da parte della Regione Siciliana. Oggi i 14 mila precari forestali di questo comparto si dividono circa 4.600 posti di lavoro a tempo pieno, insufficienti a poter correttamente gestire il notevole patrimonio boschivo e le aree marittime della Sicilia. Ma cosa ancora più vergognosa è che, a causa di errate politiche di gestione del territorio e del personale, oggi ci ritroviamo un comparto di lavoratori la cui età media è di circa 57 anni. A tal proposito il collega Andrea Tomarchio ha voluto ricordare che nel 2020 Antonino Todaro forestale precario della Regione Siciliana è morto a 67 anni, ad appena due mesi dalla pensione, mentre tentava di spegnere un incendio nei monti Nebrodi in pieno agosto. Per sopperire a queste vergognose condizioni di lavoro, il Sinalp propone di poter utilizzare, tramite un accordo Stato/Regione, tutti i giovani titolari di reddito di cittadinanza. In questo modo viene data dignità a tutti i nostri giovani che usufruiscono di un sussidio moralmente corretto, ma fin dalla sua nascita applicato con regole errate ed offensive. La collega della Direzione regionale Natascia Pisana ha illustrato quanto fatto per la Rete Territoriale Regionale Zeromolestie Sinalp in tutto questo anno. Rete che ha avuto una crescita esponenziale con l'adesione di ben 19 comuni, 84 Associazioni antiviolenza ed una ASP siciliana.

La responsabile ha poi tracciato il futuro programma di rafforzamento e crescita di Zeromolestie Sinalp in Sicilia e anche nelle altre Regioni d'Italia, dove è già presente con il primo sportello Zeromolestie Sinalp aperto a Catanzaro. Il Segretario Andrea Monteleone con i Dirigenti Regionali di ANIA Inquilini e CASA MIA Proprietari Luca Tantino e Piera Cordaro intraprenderanno per il 2023 nuove azioni di sensibilizzazione verso il Governo Nazionale affinchè venga rifinanziato il Fondo a Sostegno dell'Affitto e delle Morosità Incolpevoli che ha dato prova di essere uno strumento utile ed essenziale per combattere la crisi delle famiglie conduttrici di alloggi salvandole da sicuri sfratti per morosità. Ripristinare questo Fondo significa dare un segnale importante di attenzione a tutte quelle famiglie che vivono nel disaggio economico. Se ciò non avviene rischiamo di dare vita ad una nuova stagione di sfratti e battaglie sociali tra inquilini e proprietari ampliando le già difficili tensioni sociali causate dalla crisi Covid prima e dalla guerra Russo/Ucraina dopo. Da tempo parecchi lavoratori iscritti denunciano gli insostenibili aumenti dei prodotti petroliferi dei servizi elettrici ed idrici. Queste continue segnalazioni danno il concreto segno di una ulteriore crisi sociale pronta ad esplodere nella sua interezza se non si interviene immediatamente sia a livello regionale che nazionale.

A questo proposito è stata gradita la visita dell'amico Dr. Alessandro Porto Capo di Gabinetto dell'Assessore Roberto Di Mauro che ha illustrato le strategie che la Regione intende intraprendere per tutelare i Siciliani dalle impennate dei prezzi di energia, acqua e petrolio, causati nella realtà da dinamiche speculative che sfruttano avvenimenti sociali come pandemia e guerra solo per avallare il loro agire. La Regione Siciliana è consapevole della sua capacità estrattiva di petrolio e gas ed intende far valere la presenza di questi giacimenti nei suoi confini per diventare punto di riferimento nei rapporti energetici con l'Italia e con le multinazionali che attualmente stanno sfruttando le nostre risorse. Gli avvocati dell'Ufficio legale Sinalp, Avv. Stefania Virga e Marzia Giacalone hanno chiuso la seguitissima assemblea invitando la Direzione Regionale a dare vita ad una istanza presso il Governo Nazionale per aumentare la no tax area che attualmente risulta essere troppo bassa e di fatto non svolge in maniera corretta il compito per il quale era stata istituita,. Innalzare la soglia ISEE per gli sconti in bolletta e l'accesso al welfare. Stabilizzare tutti i lavoratori precari covid impegnati nelle ASP siciliane per evitare la nascita di una nuova stagione di battaglie sociali e l'ennesima sacca di precariato schiavizzato e sfruttano da enti della pubblica amministrazione. La Segreteria Regionale Sinalp Dr. Andrea Monteleone

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LAVORO, SCHIFANI INCONTRA A PALAZZO D'ORLÉANS I SEGRETARI REGIONALI DEI SINDACATI. IL BLOG: I LAVORATORI FORESTALI NON ASPETTANO ALTRO CHE IL PIENO RISPETTO DELLE SUE PROMESSE


Dal sito www.regione.sicilia.it

21 Dicembre 2022
Il presidente della Regione Renato Schifani ha ricevuto stamane a Palazzo d’Orleans i segretari regionali di Cgil Alfio Mannino, Cisl Sebastiano Cappuccio, Uil Luisella Lionti e Ugl Giuseppe Messina. Nel corso di questo cordiale primo incontro, durato circa un’ora, sono state affrontate le principali vertenze occupazionali dell’Isola, il tema dello sviluppo connesso all’utilizzo delle risorse del Pnrr e i progetti per le grandi infrastrutture. Il governatore ha assicurato la propria disponibilità a un confronto periodico con le parti sociali nell’interesse comune della Sicilia. 
Schifani ha confermato l’impegno a difendere le prerogative statutarie dell’Isola, così come avvenuto in queste ore a Roma con la predisposizione e l’approvazione dell’emendamento “Salva Sicilia” in tema di bilancio.





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23 dicembre 2022

SIFUS CONFALI: SE IL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIANA, ON. SCHIFANI HA SOTTOSCRITTO UN ACCORDO CON CUI RINUNCIA A RICEVERE LE ACCISE DALLO STATO, LO RIVEDA IMMEDIATAMENTE NELL'INTERESSE DELLA SICILIA


Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale del Sifus Confali
Maurizio Grosso

Palermo 23-12-2022 - Sembrerebbe che dietro l'accordo sottoscritto il 16 dicembre us, tra il Presidente della Regione Siciliana, on. Schifani e il Presidente del Consiglio, on. Meloni che ha consentito alla Regione siciliana medesima, di ricevere 200 milioni di euro, ci sia dietro la rinuncia di 9 miliardi di euro di crediti derivanti dalla mancata retrocessione delle accise dal  2007 al 2021.
Se le condizioni di questo accordo dovessero corrispondere a verita' saremmo davanti ad un fatto gravissimo di svendita della Sicilia.
Ciò  significherebbe che l'accordo in questione va immediatamente rivisitato nella direzione dell'abrogazione della rinuncia  dei crediti derivanti dalle accise.
Il gruppo dirigente del sifus siciliano sta in queste ore verificando la situazione e preannuncia che agirà  perché nessuno furto venga commesso contro la Sicilia e i siciliani.
Maurizio Grosso - Segretario Generale SIFUS




FORESTALI, SCATTA L'AUMENTO DELLO STIPENDIO. L'APPELLO A MATTARELLA. IL QUIRINALE HA RISPOSTO AGLI OPERAI ASSICURANDO CHE LA QUESTIONE SAREBBE STATA SOTTOPOSTA ALLA REGIONE

 Giornale di Sicilia 23/12/2022

















IN EDICOLA. REGALO DI NATALE A REGIONALI E FORESTALI: SCATTA L’AUMENTO DI STIPENDIO


Dal sito gds.it

23 Novembre 2022
L’operazione costerà 5 milioni e 161 mila euro subito. E poi il doppio nel 2023 e nel 2024. Tanto vale il via libera all’aumento dello stipendio dei forestali siciliani, che è anche uno dei primi effetti della sistemazione dei conti della Regione grazie agli accordi siglati da Renato Schifani con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Evitato il rischio di dover varare una Finanziaria al risparmio, fatta solo di tagli, il governo prepara nuove norme da inserire nel testo base. E la prima pronta è quella scritta dall’assessore all’Agricoltura, il leghista Luca Sammartino: prevede di recepire il contratto collettivo nazionale dei forestali, che, firmato a Roma nel dicembre 2021, si traduce in aumenti di stipendio da 50 euro netti al mese per tutti.

Sul Giornale di Sicilia oggi in edicola un servizio di Giacinto Pipitone

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it








QUALCUNO SPIEGHI AI PERCETTORI DEL REDDITO DI CITTADINANZA IN ‘SCIOPERO’ CHE I FORESTALI SICILIANI NON SONO MAI STATI ASSUNTI! CHI STA METTENDO IN TESTA AI PERCETTORI SICILIANI DEL REDDITO DI CITTADINANZA CHE POSSONO ESSERE “ASSUNTI” COME OPERAI FORESTALI FA SOLO DEMAGOGIA


Dal sito www.inuovivespri.it

21 Dicembre 2021
  • Chi sta mettendo in testa ai percettori siciliani del Reddito di cittadinanza che possono essere “assunti” come operai forestali fa solo demagogia 
  • Per la cronaca, in Sicilia gli operai forestali a tempo indeterminato sono un’esigua minoranza
Chi sta mettendo in testa ai percettori siciliani del Reddito di cittadinanza che possono essere “assunti” come operai forestali fa solo demagogia 

Solo in Italia si può assistere alla ‘sciopero’ di gente che non lavora. Eppure è successo per la seconda volta nel giro di pochi giorni. Ci riferiamo alla sciopero dei ‘lavoratori’ del Reddito di cittadinanza, regalo dei grillini nato da un’idea giusta ma degenerato nell’assistenzialismo puro e senza sbocchi. Il Reddito di cittadinanza non era e non è un’idea sbagliata. Ma è tale se chi lo percepisce lo vive come un fatto momentaneo e dinamico, non come un reddito a vita, con la protezione di politici-demagoghi della peggiore specie. Il Reddito di cittadinanza ha senso se mette in comunicazione domanda e offerta di lavoro. In assenza di ciò bisogna in primo luogo cambiargli il nome e chiamarlo per quello che è: Reddito di assistenza. Pensare – come abbiamo letto e ascoltato dalle parole dei percettori siciliani del Reddito di cittadinanza in queste ore in sciopero – che possa diventare la via per accedere nella pubblica amministrazione è solo un’illusione. Abbiamo letto, addirittura!, che ci sarebbe anche la proposta, senza capo né coda, di trasformare questi percettori del Reddito di cittadinanza in operai forestali. Niente di più sbagliato. Già i Comuni siciliani e l’amministrazione regionale non sono nemmeno in grado di accedere ai fondi del Pnrr proprio perché, dai primi anni ’90 ad oggi, invece di far entrare nei ranghi della pubblica amministrazione personale selezionato, hanno abbondato con i precari: personale raccogliticcio che, nella migliore delle ipotesi, si è formata nei ranghi della stessa pubblica amministrazione. Follie degne dei Paesi sottosviluppati. Ci manca solo che, adesso, trasformiamo i percettori del Reddito di cittadinanza in operai forestali!

Per la cronaca, in Sicilia gli operai forestali a tempo indeterminato sono un’esigua minoranza

A chi ha messo in giro questa proposta che – lo ribadiamo – non ha né capo, né coda, ricordiamo che un operaio forestale non lo si inventa da un giorno all’altro; al contrario, ci vogliono anni di esperienza e una conoscenza dell’ambiente dove si va ad operare che non si acquisisce con un colpo di bacchetta magica. I percettori del Reddito di cittadinanza della nostra Isola il lavoro lo debbono cercare tra le aziende private, non nel comparto pubblico siciliano che è già superaffollato. Una volta c’erano gli uffici del lavoro che mettevano in comunicazione aziende a lavoratori. Oggi gli hanno cambiato il nome – si chiamano Centro per l’impiego – ma dovrebbero fare la stessa cosa. Per concludere, diamo un’informazione ai percettori siciliani del Reddito di cittadinanza: gli operai forestali, tranne una minoranza, non sono mai stati assunti ma lavorano da precari. In Sicilia, su poco più di 17 mila e 500 operai forestali, gli stabilizzati sono circa mille e 300. Semmai gli operai forestali iscritti al sindacato Sifus lottano da anni per la stabilizzazione peraltro più che mai meritata! Il loro è un lavoro duro, difficile e, se si occupano di antincendio, anche rischioso. Non è un lavoro – lo ricordiamo ancora una volta – che si può improvvisare. Concludendo, l’idea che un Governo espressione di una maggioranza popolare non possa togliere il Reddito di cittadinanza a chi non ha a carico minori, disabili o anziani e può lavorare non ci convince proprio. Soprattutto se ha alle spalle la maggioranza degli elettori. Il Reddito di cittadinanza, magari cambiandogli il nome, lo deve percepire solo chi ne ha realmente bisogno.




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BUFERA SULL’ACCORDO STATO-REGIONE, IL GOVERNO RITIRA L’EMENDAMENTO IN COMMISSIONE E SPIEGA



Dal sito www.blogsicilia.it

di Manlio Viola - 22/12/2022
Un accordo che porta 200 milioni subito nelle casse della Regione ma costa la rinuncia a nove miliardi in prospettiva. E’ l’accusa mossa dal deputato Cateno De Luca. e poi sposata dai 5 stelle e dal Pd, al governo Schifani in vista della discussione, fra Natale e Capodanno, delle variazioni di bilancio che recepiscono l’accordo siglato il 12 dicembre e che ripiana il fondo sanitario regionale in deficit per gli effetti di un pronunciamento della Corte dei Conti.

Il vice Presidente Sammartino difende l’accordo

“Temo che l’onorevole Cateno De Luca, politico di esperienza, non abbia avuto il tempo di leggere le carte e questo lo ha indotto a sbagliare la sua analisi” dice il vicepresidente della Regione, Luca Sammartino, spiegando la vicenda del presunto credito sulla sanità che la Regione Siciliana avrebbe avuto nei confronti dello Stato.

I nove miliardi sono solo fittizi, mai riconosciuti dalle sentenze

“Infatti – prosegue – il credito non è stato mai realmente riconosciuto da nessuno. Anzi, ci sono due sentenze della Corte Costituzionale che vanno esattamente nella direzione opposta. La prima è la 246 del 2012, quando la Regione impugnò il bilancio dello Stato proprio in merito a queste risorse e la Consulta considerò la richiesta inammissibile. La seconda è la 62 del 2020 con la quale è stato accolto il ricorso dello Stato contro la legge regionale 8 del 2018 che metteva in bilancio somme riferibili a questo presunto credito. Proprio da quest’ultima decisione è arrivato l’invito della Corte a trovare un accordo tra i due governi”.

Risultati concreti dopo 15 anni

“Dopo 15 anni, per la prima volta – conclude Sammartino – c’è un governo regionale che ha ottenuto dei risultati concreti: l’intesa, infatti, non riguarda solo i 200 milioni di euro ma prevede altri benefici economici per la Regione Siciliana anche nel 2023 e negli anni successivi. Inoltre, viene stabilito il principio che lo Stato deve rivedere il meccanismo di partecipazione della Regione alla spesa sanitaria”.

Cosa aveva detto De Luca

“Finalmente – dice il deputato di Sicilia Vera, Cateno De Luca – abbiamo capito per quale motivo Schifani è stato mandato in Sicilia a ricoprire il ruolo di presidente della Regione. Basta guardare i termini della sottoscrizione dell’accordo Stato-Regione del 16 dicembre scorso. Con questo accordo la Regione rinuncia definitivamente ad oltre 9 miliardi di euro per avere da parte dello Stato appena 200 milioni di euro. Questa erogazione viene effettuata una tantum solo per consentire a Schifani di tentare di fare un raffazzonato bilancio della regione del 2023″.

I termini dell’accordo

L’accordo Salva Sicilia si baserebbe sulla rinuncia di risorse consistenti che riguardano l’arco temporale 2007- 2021. Si tratta di risorse che fanno riferimento alla “retrocessione delle accise” in attuazione dei commi 830, 831 e 832 dell’articolo 1 della legge 296 del 2006. Provvedimento che prevedeva una maggiore compartecipazione alla spesa sanitaria da parte della Regione Siciliana dal 42,50%, come per le altre Regioni, al 49,11%. Ma questo doveva riconoscere una retrocessione delle accise calcolata in circa 700 milioni di euro l’anno. La Regione, dal suo canto, non ha mai incassato queste risorse dal 2007 al 2021: “Nel frattempo, però, – attacca De Luca – la compartecipazione alla spesa sanitaria è stata applicata al 49,11% in luogo del 42,50% così come per le altre Regioni”.

Contrari all’accordo

“Siamo contrari a questo accordo Stato-Regione sul Salva Sicilia – conclude il parlamentare – e pretendiamo che prima di portare in assemblea questa legge truffa arrivino i documenti del tavolo tecnico. In commissione bilancio Sicilia Vera e Sud chiama Nord si opporranno alla sua approvazione. Se sarà necessario scenderemo in piazza con i siciliani e occuperemo Palazzo d’Orleans e Palazzo dei Normanni”.

L’altro De Luca (5 stelle), “Schifani spieghi o non votiamo le variazioni”

“In Sicilia corsi e ricorsi di vichiana memoria sono la costante e, purtroppo, quasi sempre in negativo. Vorremmo capire bene quali sono, nei minimi dettagli, i termini dell’accordo chiuso da Schifani con Roma, che poterebbero in Sicilia una mancetta in cambio dei miliardi dovuti dallo Stato per la maggiore compartecipazione della Regione alla spesa sanitaria. Era salito a Roma a chiedere 650 milioni, è tornato con 200, rinunciando a più di 8 miliardi derivanti dalla compensazione finanziaria per gli anni 2007 al 2021” afferma il capogruppo del M5S all’Ars Antonio De Luca.

“Sembra di rivedere – continua Antonio De Luca – la storia del disastroso governo Crocetta, che in cambio di poco più di 500 milioni cash rinunciò a contenziosi con lo Stato che avrebbero potuto portare nelle casse della Regione cifre ben più alte. Noi non ci stiamo: questa politica che non guarda più avanti del proprio naso è una sorta di pilota automatico verso il disastro di cui pagheranno le conseguenza le prossime generazioni. Schifani venga in aula a riferire prima della variazione di bilancio. Non siamo disposti a firmargli assegni in bianco, specie se la firma apposta non è con l’inchiostro ma col sangue dei siciliani”.

L’affondo di Cracolici

“Il governo ha appena compiuto il primo passo verso la prossima finanziaria ed è già nel caos: oggi nell’ambito delle variazioni di bilancio ha presentato in commissione l’accordo con lo Stato che riconosce circa 200 milioni di euro per la Sicilia, peccato che il governo non abbia mai discusso questo accordo né in commissione e neppure in aula, e soprattutto peccato che a fronte di appena 200 milioni la Sicilia, in base allo stesso accordo, rinuncia ad una somma di circa nove miliardi” aveva attaccato in serata Antonello Cracolici, parlamentare regionale del Pd e componente della commissione Bilancio all’Ars.
“Ma nella stessa seduta della commissione – aggiunge Cracolici – il governo ha compiuto un altro pasticcio, annunciando un emendamento per sopprimere il capitolo che prevede l’utilizzo dei 200 milioni dell’accordo con lo Stato. Il motivo? Si sono ‘accorti’ che inserendo questa somma nelle variazioni sarebbe stata assorbita dal ripiano del 2022, e dunque questi soldi sarebbero stati inutilizzabili nella manovra 2023. Insomma, se il buon giorno di vede dal mattino, questo governo non promette nulla di buono”.

Il ritorno pentastellato

“Il governo Schifani conferma di essere totalmente nel pallone. Oggi l’assessore Falcone in commissione Bilancio ha annunciato la presentazione di un emendamento che sopprime l’articolo uno del disegno di legge presentato dallo stesso esecutivo appena 24 ore prima. Siamo all’assurdo. In soldoni, i 200 milioni che dovrebbero arrivare da Roma non saranno usati ora, ma solo l’anno prossimo. Del resto era prevedibile, stiamo parlando di una cosa che ancora non esiste, dovendo la legge di stabilità essere ancora approvata a Roma” afferma il deputato del M5S all’Ars Luigi Sunseri.
“L’unica certezza in questo momento di grandissima incertezza determinata da un governo senza bussola e senza spina dorsale – continua Sunseri – è che si stanno mandando all’aria i conti delle Regione. Il governo è partito per Roma per chiedere 650 milioni ed è tornato con poco più di una mancetta, la promessa dei famosi 200 milioni, che ha avuto l’ardire di contrabbandare come una vittoria. E tutto ciò senza nemmeno passare dall’Ars, come andava fatto, considerato che questo patto è fatto sulla pelle dei siciliani che dovranno rinunciare per un piatto di lenticchie a poco più di otto miliardi”.
“L’accordo, inoltre – conclude Sunseri – mette la pietra tombale anche sul tavolo tecnico tra Roma e la Sicilia previsto dalla sentenza della Corte Costituzionale 62 del 2020 che doveva determinare quali risorse sarebbero spettate alla Sicilia e ora irrimediabilmente precluse dall’accordo chiuso dal governo Schifani”.
“Ribadiamo con forza – dice il capogruppo 5stelle Antonio De Luca – che pretendiamo di conoscere i dettagli di questo accordo capestro fatto con Roma. Schifani deve venire in aula a riferire. Il M5S non farà mai sconti su provvedimenti che rischiano di compromettere il futuro già incerto dei siciliani”.



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Ascolta quello che è successo in Commissione Bilancio:

L'On. Cateno De Luca: Alto tradimento dello Statuto Siciliano!
Mozione di sfiducia al presidente Renato Schifani per aver svenduto la Sicilia agli interessi unilaterali dello Stato Italiano




L'On. Cateno De Luca: Non consentiremo la svendita della Sicilia!
Il mio intervento in commissione bilancio per bloccare il patto scellerato tra Schifani e Giorgetti: lo Stato ci da subito 200 milioni di euro e la Sicilia rinuncia ad oltre 9 miliardi di euro di crediti.
Bell’affare!






22 dicembre 2022

DISTRETTO 8 PALERMO MANUTENZIONE. ACCREDITATA OGGI LA SECONDA TRANCHE DI NOVEMBRE. QUINDI E' STATO PAGATO IL MESE INTERO


Palermo distretto 8. Accreditata oggi la seconda perizia del mese di novembre. Quindi pagato il mese intero


Leggi anche:





L'ON. CATENO DE LUCA: NON CONSENTIREMO LA SVENDITA DELLA SICILIA! IL MIO INTERVENTO IN COMMISSIONE BILANCIO PER BLOCCARE IL PATTO SCELLERATO TRA SCHIFANI E GIORGETTI: LO STATO CI DA SUBITO 200 MILIONI DI EURO E LA SICILIA RINUNCIA AD OLTRE 9 MILIARDI DI EURO DI CREDITI. BELL’AFFARE!






SODDISFAZIONE DAL BLOG PER LA NOTIZIA CHE IL GOVERNO REGIONALE ABBIA PRESO L'IMPEGNO DI RECEPIRE LA PARTE ECONOMICA DEL CCNL. È TROPPO PRESTO PER CANTARE VITTORIA PERCHÈ A VOLTE LE DICHIARAZIONI DEI POLITICI NON SONO ALTRO CHE SPECCHIETTI PER LE ALLODOLE. MA SIAMO CONVINTI CHE LA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA HA ACCELERATO L'ITER


di Michele Mogavero
Al momento rimane una buona notizia, ma bisogna essere molto cauti perchè a volte le dichiarazioni dei politici non sono altro che specchietti per le allodole. Usano molto spesso il linguaggio del "politichese", volutamente astruso e incomprensibile.
Ma andiamo a noi, esattamente un mese fa le OO.SS. scrivevano al governo regionale per essere ricevuti. Nella nota ricevuta e pubblicata da questo Blog, a firma di Scotti (Fai Cisl), Russo (Flai Cgil) e Marino (Uila Uil), evidenziavano di far rispettare anche la norma finanziaria del contratto, riconoscendo ai lavoratori i periodi trascorsi dalla sottoscrizione dello stesso. 
In questi giorni ci sono stati degli incontri in assessorato agricoltura con tutti i sindacati (autonomi e confederali) in cui veniva affrontato anche la problematica del contratto, ma nessuna certezza veniva data dal governo. Ma ieri sera, 21/12/2022, nella pagina Facebook della Fai Cisl Sicilia e della Flai Cgil Sicilia, è apparsa una buona notizia. "Che proprio ieri è stato ufficialmente comunicato ai Sindacati che il Governo ha preso in carico il problema del recepimento del CCNL, per quanto riguarda la parte economica".
Siamo arciconvinti che l'impegno della presidenza della Repubblica ha accelerato l'iter. Si rimane in attesa, ma anche con i piedi per terra, di conoscere le reali somme che il Governo vorrebbe inserire nella finanziaria in corso di approvazione.
Nel frattempo se ne parla, se ne deve parlare, perchè per noi è incostituzionale non recepire la parte economica rispetto i colleghi del resto d'Italia.
In pieno contrasto con le norme della Costituzione.
Il Governo della regione deve sapere che non siamo interessati a rate di lungo termine, o eventuali tantum. Vogliamo tutto e subito come i lavoratori forestali delle altre regioni. Anche noi facciamo parte dell'Italia!
Il Blog non si ferma! Seguiremo come tutti voi l'evolversi della situazione.
A presto...





CCNL FORESTALI: RECEPIMENTO CONTRATTO E PAGAMENTO ARRETRATI. COMUNICATO UNITARIO DI FLAI CGIL, FAI CISL E UILA UIL



Dalla pagina Facebook
Flai Cgil Sicilia

21/12/2022
Abbiamo il piacere di informarvi che, a seguito dell'incontro svoltosi la settimana scorsa con l'Assessore Regionale all'Agricoltura, on. Luca Sammartino, nel quale avevamo chiesto il recepimento della parte economica del CCNL forestale, lo stesso Assessore ci ha appena comunicato che nella norma finanziaria in corso di approvazione, è stato previsto il recepimento del contratto ed il pagamento degli arretrati dal dicembre 2021.
Sicuramente è un primo passo importante nella tutela dei diritti contrattuali dei lavoratori forestali, grazie alla contrattazione nazionale e regionale di FAI/CISL -FLAI/CGIL e UILA/UIL.
Restiamo in attesa che dal mese di gennaio 2023 venga istituito il tavolo di verifica per la riforma forestale, come concordato, il cui iter dovrebbe concludersi entro il primo semestre del 2023.




IERI 21 DICEMBRE 2022, IL GOVERNO REGIONALE HA UFFICIALMENTE COMUNICATO AI SINDACATI CONFEDERALI CHE HA PRESO IN CARICO IL PROBLEMA DEL RECEPIMENTO DEL CCNL, PER QUANTO RIGUARDA LA PARTE ECONOMICA

Il Segretario regionale della Fai Cisl, 
Adolfo Scotti


Dalla pagina Facebook
Fai Cisl Sicilia

21/12/2022
Oggi ci è stato ufficialmente comunicato, che il Governo ha preso in carico il problema del recepimento del CCNL, per quanto riguarda la parte economica, le nostre pressanti richieste evidentemente hanno sortito effetto positivo. Considerando che parliamo di cifre rilevanti, la prudenza è d’obbligo, manterremo alta l’attenzione, affinché siano calcolati e corrisposti correttamente, inoltre aspettiamo che gli Assessori ci convochino al più presto per definire i tempi nei quali saranno erogati.
Adolfo Scotti




APPREZZAMENTO DI MANUEL BONAFFINI (CONFSAL SNALV) AD ASSESSORE REGIONALE AGRICOLTURA PER DISPONIBILITÀ VERSO COMPARTO FORESTALE



Ricevo e pubblico
dal Coordinatore Nazionale Comparto Forestali
Confsal Snalv
Manuel Bonaffini

Si invia il presente comunicato stampa con preghiera di volerne curare la relativa pubblicazione per informare che, nei giorni scorsi, su convocazione dell’Onorevole Assessore alla Agricoltura Luca Sammartino, si è tenuto un’incontro, presieduto dal medesimo Assessore ed al quale  hanno partecipato il Capo di Gabinetto ed il Dirigente Generale dello stesso Assessorato, nell’ordine, il Dottore Giovanni Cucchiara ed il Dottore Mario Candore.

L’occasione è stata propizia per affrontare le tematiche dei comparti Forestale, Esa e Consorzi di Bonifica.
Nel corso dell’incontro è stata censita la disponibilità dell’Assessore a rendere costante il confronto con le Organizzazioni Sindacali di comparto, tanto che l’On.le Sammartino ha tenuto a preannunziare la propria intenzione di istituzionalizzare un’apposito tavolo permanente esteso, nella partecipazione, alle organizzazioni di rappresentanza sindacale di settore.
Nel corso del predetto incontro, ancora, l’On.le Sammartino, ha, anche, dato contezza a tutti i presenti, tra i quali anche il sottoscritto Coordinatore Nazionale, dell’allocazione, nella Legge di stabilità Finanziaria, di tutte le risorse per la corresponsione delle competenze economiche in favore di tutti i lavoratori forestali interessati al processo di salvaguardia del patrimonio boschivo regionale, per il prossimo esercizio finanziario e quindi per l’anno 2023.
Il plafond, secondo le dichiarazioni dell’Assessore, ammonteranno a 248 milioni di euro.
L’Assessore ha anche avuto modo di soffermarsi sull’ipotesi di una riforma organica del comparto forestale dando comunicazione di ritenere possibile, entro il prossimo semestre, sottoporre all’Assemblea Regionale Siciliana, un testo coordinato frutto, anche del contributo delle parti sociali con le quali la relazione sarà continua.
Lo scrivente Coordinamento esprime soddisfazione per le comunicazioni rese dall’On.le Assessore, nell’auspicio che la tanto declamata riforma del comparto, possa concretamente realizzarsi nei termini comunicati.   





MANOVRA, SCHIFANI: I CONTI IN SICILIA SONO SALVI, ORA RIFORME E SVILUPPO. IL BLOG: QUANDO VERRA' REALIZZATA LA PROMESSA DI STABILIZZARE I LAVORATORI FORESTALI


Dal sito gds.it

21/12/2022
«Abbiamo lavorato molto, personalmente e anche come gioco di squadra regionale e nazionale, salvando così il bilancio della Sicilia che rischiava di essere compromesso. Andiamo avanti con determinazione nell’interesse dei siciliani. Abbiamo promesso e ci impegneremo a realizzare un progetto di riforme, sviluppo, crescita e lavoro». Lo dice il presidente della Regione siciliana Renato Schifani, commentando l’approvazione, in commissione Bilancio della Camera, dell’emendamento che autorizza la Regione a ripianare in dieci anni il disavanzo finanziario del 2018.
E sul tema del caro voli: «E’ un fatto inaccettabile e scandaloso, continueremo la nostra battaglia fino in fondo. Non faremo sconti a nessuno, così come lavoreremo per privatizzare gli aeroporti: più vettori e più efficienza nell’interesse dei cittadini».

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it



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Ascolta la promessa del Presidente Renato Schifani di stabilizzare i lavoratori forestali:



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