25 agosto 2024

GLI INCENDI NEI BOSCHI SONO UNA PESSIMA NOTIZIA ANCHE PER IL DISSESTO IDROGEOLOGICO

È possibile ridurre gli impatti del fuoco e accelerare il ritorno alle condizioni idrologiche pre-incendio 
© iStock


Dal sito www.lifegate.it

L’aumento degli incendi li rende più vulnerabili anche all’azione erosiva dell’acqua. La prevenzione è dunque necessaria per la loro salute.

23 Agosto 2024
Il 7 giugno del 2018, dopo pranzo, qualche cittadino di Bussoleno, in bassa Valle di Susa, avrà pensato a Dolcenera, il brano di De André che canta dell’acqua “nera che porta via”, di “malasorte” e di “falde amare”, vedendo la colata di detriti precipitare dalle montagne verso le vie della città, trascinando tronchi, massi, poi macchine, cancelli di giardini e scivoli per bambini. Il tempo, reso instabile da una depressione mediterranea colma d’aria fredda in quota, si era risolto in un temporale localizzato ed intenso, che aveva stazionato sulle montagne di Bussoleno. Quel giorno quelle montagne coperte di boschi, che da secoli proteggono la città dalla caduta di massi e dalle valanghe, riversarono sul paese da 15mila a ventimila metri cubi di detriti.

Bussoleno, effetti della colata fangoso-detritica del 7 giugno 2018 © Società Meteorologica Italiana


Fu colpa dei cambiamenti climatici? È difficile dimostrare con certezza il legame tra il riscaldamento globale e un temporale singolo, per quanto intenso e localizzato. A Bussoleno la crisi climatica ha giocato però un ruolo determinante. A fine agosto 2003 l’Europa centrale e l’arco alpino vennero investiti da una ondata di calore che superò tutti i record storici. In quei giorni, sulle montagne di Bussoleno, un incendio estivo senza precedenti aveva percorso cinquecento ettari di boschi di faggio, una specie forestale raramente interessata dal fuoco. Eppure il bosco era stato in grado di riprendersi spontaneamente dopo pochi anni, dato che i tronchi rimasti sul terreno, sebbene bruciati, avevano protetto il suolo dall’erosione e creato le condizioni per la ricrescita della vegetazione. Ma nell’ottobre del 2017 un nuovo incendio ha bruciato circa quattromila ettari di foresta, consumando tutti i tronchi accumulati dopo la catastrofe del 2003 e “cuocendo” i suoli dei versanti sopra Bussoleno come in una fornace a 1200 °C. Pochi mesi dopo, nel giugno del 2018, la colata di detriti sull’abitato di Bussoleno ricordò a molti non solo “Dolcenera”, ma il pericolo reale che la crisi climatica comporta e i rischi imprevedibili con cui si manifesta.







Gli incendi rendono i boschi più vulnerabili all’erosione idrica

Normalmente, la foresta modifica il movimento dell’acqua e dei sedimenti lungo un versante. Le foglie intercettano le gocce di pioggia e dissipano umidità tramite l’evapotraspirazione, mentre il suolo forestale favorisce l’infiltrazione dell’acqua in profondità. Di conseguenza l’azione degli alberi riduce generalmente la quantità d’acqua che defluisce lungo il versante e che viene convogliata nel reticolo idrografico a valle. Poiché il deflusso superficiale, insieme all’impatto della pioggia, incrementa anche l’erosione, con perdita di suolo dai versanti e trasporto di sedimenti nel reticolo idrografico, la presenza del bosco contribuisce a trattenere il suolo fertile e a ridurre l’erosione e il trasporto solido nei corsi d’acqua. L’efficacia del bosco nel bilancio idrologico dipende da numerosi fattori, tra cui le caratteristiche fisiche del suolo, la pendenza dei versanti e le azioni di gestione o degrado della foresta (ad esempio gli interventi di difesa del suolo, la deforestazione, gli incendi, l’urbanizzazione). In media, un bosco riduce il ruscellamento e l’erosione superficiale del 15-30 per cento rispetto a un pascolo o ad un terreno agricolo con suolo e pendenza simili.

Quando un incendio di alta intensità colpisce una foresta ed elimina parte della copertura vegetale, il ruscellamento e l’erosione idrica aumentano immediatamente. Tali incrementi possono aggravare i fenomeni alluvionali nelle aree urbane e peri-urbane a valle dei boschi bruciati, causando danni a persone e infrastrutture. La gravità di queste conseguenze dipende dall’intensità del fuoco: per gli incendi di bassa intensità l’impatto sulla copertura arborea è contenuto, mentre negli incendi severi fusti e chiome vengono quasi completamente bruciati e il suolo può raggiungere temperature molto elevate (fino a 600-800 °C). Da una parte la rimozione della lettiera e della vegetazione riduce l’intercettazione e l’evapotraspirazione, aumentando quindi la quantità di pioggia che si trasforma in deflusso superficiale. Dall’altra il suolo, privato della protezione della vegetazione, è più vulnerabile all’erosione determinata dalla pioggia e dalla corrente idrica. Infine il calore rilasciato dall’incendio modifica le proprietà del suolo, consumando parte della sostanza organica e rendendo il terreno parzialmente impermeabile, quindi meno capace di far infiltrare l’acqua. La cenere può intasare i pori del suolo, rendendolo più impermeabile, e può essere trasportata dai versanti ai corsi d’acqua.

Nel primo anno dopo l’incendio, la perdita di suolo nelle aree mediterranee può raggiungere valori dell’ordine di 50-60 tonnellate per ettaro, un tasso di erosione cinque-sei volte maggiore rispetto ai valori tollerabili nelle aree rurali. Trascorso un certo periodo, da pochi mesi a diversi anni, in funzione dell’intensità del fuoco, il ruscellamento e l’erosione tendono a ritornare ai valori pre-incendio, grazie al recupero spontaneo della vegetazione e alla scomparsa più o meno completa delle alterazioni del suolo.

Fortunatamente, è possibile ridurre gli impatti del fuoco e accelerare il ritorno alle condizioni idrologiche pre-incendio. Gli Usa, l’Australia e, in minor misura, Spagna e Portogallo sono i Paesi pionieri nel cosiddetto “post-fire management” in ambiente boschivo, cioè nell’applicazione di interventi di conservazione del suolo, di rigenerazione forestale e di prevenzione dei futuri incendi anche su aree molto vaste dopo il passaggio del fuoco. Interventi come il rimboschimento, la semina, la pacciamatura, la lavorazione del terreno e la costruzione di strutture trasversali hanno come obiettivi il ripristino della vegetazione, l’eliminazione del combustibile residuo, la protezione del suolo dall’erosività della pioggia e della corrente idrica e la riduzione del trasporto di sedimenti alle aree vallive. È possibile anche intervenire nei corsi d’acqua costruendo piccoli sbarramenti per trattenere i sedimenti trasportati dalla corrente e ritardare la propagazione delle piene.

Schema dei processi idrologici prima e dopo l’incendio con o senza interventi di gestione


Come funziona il “post-fire management” sui suoli forestali interessati dall’incendio

  • Il rimboschimento incrementa la copertura vegetale e migliora le proprietà idrologiche del suolo percorso dal fuoco. Tuttavia, le piantine forestali hanno bisogno di tempo per crescere: sono necessari diversi anni per ripristinare totalmente la copertura vegetale pre-incendio. Bisogna anche scegliere con attenzione le specie di alberi da piantare: alcune, come i pini, aumentano l’idrorepellenza del suolo, mentre la messa a dimora di alberi altamente infiammabili aumenta il pericolo di futuri incendi.
  • La pacciamatura (mulching) consiste nell’applicare sulla superficie del suolo materiali organici (paglia, foglie, corteccia sminuzzata, trucioli) in quantità orientativamente comprese fra uno e dieci tonnellate per ettaro. Se praticato correttamente e tempestivamente, il mulching riduce sensibilmente il deflusso superficiale e la perdita di suolo, oltre a migliorare la qualità del suolo grazie all’apporto di sostanza organica, nutrienti e minerali. Un trattamento che ricopra l’ottanta per cento del terreno può ridurre il deflusso superficiale di oltre il cinquanta per cento e la perdita di suolo dell’ottanta-novanta per cento rispetto alle zone non trattate. Inoltre sia il materiale applicato, sia la vegetazione che si sviluppa aumentano l’umidità, riducono l’evaporazione e mitigano gli sbalzi di temperatura nel suolo. Grazie a questi effetti, il mulching è diventata una delle tecniche di conservazione del suolo post-incendio più utilizzate a livello globale. I residui organici si reperiscono facilmente negli ambienti rurali e sono di facile movimentazione, per cui i trattamenti hanno un basso costo. Talvolta, i residui possono essere distribuiti con macchine agricole o elicotteri, consentendo il trattamento di ampie aree bruciate in tempi relativamente brevi. Alcuni svantaggi, come il pericolo di introdurre parassiti per le piante del bosco o la dispersione di materiale da parte del vento, possono essere limitati usando residui forestali provenienti dal bosco stesso, ad esempio il cippato, sebbene ne debbano essere distribuite dosi più elevate.
  • Le strutture trasversali vengono costruite con materiali inerti, ghiaia o pietrame, o in legno, disponendo tronchi di alberi bruciati o incombusti in direzione perpendicolare alla massima pendenza del versante. Queste strutture fanno da barriera al flusso di acqua e sedimenti, trattenendo fino al quaranta per cento del materiale solido con effetto duraturo e basso impegno economico. Dopo circa dieci anni dall’incendio, questi interventi consentono un pressoché totale ripristino delle condizioni ecologiche e del buon “funzionamento” idrologico del suolo, a condizione che nel medio-lungo periodo sia garantita una adeguata manutenzione alle strutture.

Ripristino progressivo delle condizioni pre-incendio in un versante boschivo sistemato con barriere di tronchi d’albero (Liétor, Castilla-La Mancha, Spagna) © Manuel Esteban Lucas-Borja

  • Le tecniche di lavorazione del suolo, per esempio il terrazzamento, sono finalizzate a modificare la morfologia dei versanti, le proprietà del suolo e aumentare l’infiltrazione, ma sono generalmente meno efficaci rispetto ad altri trattamenti post-incendio. È consigliabile quindi adottare tali tecniche in combinazione con altri trattamenti per aumentarne l’efficacia. Altre tecniche prevedono l’uso di reti, materassi o rotoli di fibre naturali a supporto della ricrescita della vegetazione e della stabilizzazione del suolo nei versanti percorsi da incendio.
  • La costruzione di briglie nei corsi d’acqua riduce la velocità della corrente e favorisce la deposizione dei sedimenti trasportati dalla piena. Nei corsi d’acqua minori le briglie sono realizzate con balle di paglia, in legno o pietrame (sciolto o disposto in gabbioni), più raramente in calcestruzzo. Tuttavia, l’efficacia di questa tecnica non è ottimale, dato che le briglie sono permeabili ai sedimenti fini e alle ceneri e sono soggette a cedimenti. Inoltre, la capacità di stoccaggio del materiale tende a esaurirsi in pochissimi anni dopo l’incendio.
Certamente prevenire è meglio che curare. Evitare l’innesco e la propagazione degli incendi boschivi è la strategia più efficace e meno costosa per scongiurare il dissesto idrogeologico. Ad esempio, può essere adottato come tecnica di prevenzione incendi il cosiddetto fuoco prescritto, che consiste nella applicazione esperta e pianificata del fuoco alla vegetazione. Vengono cioè adottate precise prescrizioni che consentono di minimizzare gli impatti e raggiungere obiettivi gestionali, come la riduzione della quantità di materiale infiammabile in occasione di un eventuale incendio. La tecnica, comunemente utilizzata in diversi Paesi, si sta affermando anche in Italia come uno strumento efficace per la prevenzione degli incendi boschivi. Il fuoco prescritto trasmette una quantità di calore limitata al suolo e quindi non induce significative alterazioni delle sue proprietà, come nel caso degli incendi intensi. Tuttavia, in applicazioni particolarmente intense possono aggravarsi i fenomeni di ruscellamento ed erosione. In questi casi una strategia efficace consiste nel combinare le operazioni di fuoco prescritto con un tempestivo mulching con residui vegetali, almeno nelle aree più acclivi. Una recente indagine in Calabria ha evidenziato che il suolo trattato con fuoco prescritto e successivamente ricoperto con mulching di felce fresca (facilmente reperibile nel sottobosco) può ridurre il ruscellamento del venti per cento e la perdita di suolo di quasi l’ottanta per cento in confronto alle aree incendiate ma non trattate.

Applicazione del fuoco prescritto (a) e monitoraggio del deflusso e dell’erosione idrica in parcelle sperimentali (b) in un querceto (Samo, Reggio Calabria) © Bruno Gianmarco Carrà / Demetrio Antonio Zema

I modelli computerizzati per la previsione dei futuri cambiamenti climatici fanno presagire un aumento della durata della siccità, delle temperature medie e dell’intensità delle piogge su scala planetaria, almeno per i prossimi ottant’anni. Questo aggraverà sia i rischi di incendio, sia quelli di piena e di dissesto idrogeologico. Saranno quindi sempre più necessarie le tecniche di prevenzione degli incendi boschivi per limitare le aree dove possono innescarsi gravi rischi idrologici e geologici, e le strategie di conservazione del suolo nelle foreste percorse dal fuoco. Un intervento tempestivo ed efficace può prevenire i danni da alluvione, frana ed erosione, mitigando i pericoli per le persone e le infrastrutture nelle zone a valle delle foreste bruciate: un investimento e una cura necessaria per proteggere i boschi dalle minacce naturali, come le piogge estreme, ed antropiche, come gli incendi dolosi o colposi. Questi pericoli, se non fronteggiati, rischiano di privarci dell’irrinunciabile patrimonio di biodiversità e delle funzioni ecosistemiche a supporto della nostra sopravvivenza.





I 10 PROGETTI DI RIFORESTAZIONE CHE RENDONO IL PIANETA PIÙ SANO

Fonte: 123RF
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23 Agosto 2024 - Dal sito quifinanza.it/green

La riforestazione è una delle azioni più per contrastare il cambiamento climatico e ripristinare gli ecosistemi. Diversi progetti in tutto il mondo stanno piantando alberi e coinvolgendo attivamente le comunità locali, utilizzando anche i social media per amplificare il loro impatto. Questi sforzi non solo contribuiscono a rendere il pianeta più verde, ma mobilitano milioni di persone in una missione comune per un futuro più sostenibile. Ecco 10 dei progetti di riforestazione più influenti e innovativi. Plant-for-the-Planet: Questo movimento globale, fondato da un bambino, ha piantato miliardi di alberi e continua a crescere grazie al supporto di giovani attivisti e una forte presenza sui social media, promuovendo l'azione climatica e la riforestazione.


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Ecosia: Ecosia è un motore di ricerca che utilizza i proventi delle ricerche online per piantare alberi in tutto il mondo. Ogni ricerca contribuisce a progetti di riforestazione, con aggiornamenti regolari sui social media per trasparenza e coinvolgimento.


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zeroCO2: zeroCO2 si occupa di piantare alberi e supportare le comunità locali con programmi educativi. Ogni albero è monitorato e geolocalizzato, con una forte presenza sui social per sensibilizzare e coinvolgere.


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Treedom: Treedom permette di piantare alberi a distanza, seguendone la crescita online tramite geolocalizzazione e foto. Coinvolge le comunità locali nei progetti di riforestazione, promuovendo la sostenibilità attraverso i social media.


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WeForest: WeForest si concentra sulla riforestazione delle foreste tropicali per combattere il cambiamento climatico. Condivide storie di successo e aggiornamenti sui social, coinvolgendo il pubblico globale nei suoi progetti.


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Trillion Tree Campaign: Lanciata dall'ONU, la Trillion Tree Campaign mira a piantare un trilione di alberi entro il 2050. La campagna utilizza i social per mobilitare una vasta rete globale di partecipanti e sostenitori.


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Trees for the Future: Trees for the Future ripristina ecosistemi degradati piantando alberi e supportando le comunità locali. La loro attività viene promossa sui social, mostrando i risultati e l'impatto positivo delle loro iniziative.


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One Tree Planted: One Tree Planted è una non-profit globale che pianta un albero per ogni dollaro donato. Attiva su più continenti, promuove la riforestazione e sensibilizza il pubblico attraverso regolari aggiornamenti sui social media.


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Team Trees: Team Trees, nato su YouTube, ha l'obiettivo di piantare 20 milioni di alberi. La campagna ha avuto un impatto globale grazie alla sua forte promozione sui social, coinvolgendo milioni di persone.


Fonte: 123RF
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Eden Reforestation Projects: Eden impiega comunità locali per piantare alberi, offrendo opportunità di lavoro e migliorando l'ambiente. Promuove i suoi progetti sui social media, sensibilizzando sull'importanza della riforestazione.




24 agosto 2024

INCENDI BOSCHIVI NEL MESSINESE: LA TRAGEDIA DEL RIFUGIO DEL FALCO, 17 ANNI TRASCORSI INVANO


Dal sito www.paeseitaliapress.it

23 Agosto 2024 di Francesco Cancellieri - presidente AssoCEA Messina APS

Messina, 22 agosto 2024 – Oggi come 17 anni fa si consumava la Tragedia del Rifugio del Falco!

Il 22 agosto 2007, il fuoco che stava divorando Patti ha richiesto il suo tributo in vite umane, quando nel rogo dellʼagriturismo Rifugio del Falco di Patti (Messina), a perdere la vita tra le fiamme sono stati due nuclei familiari: Costantino Cucinotta, la cognata Lucia Natoli, la madre di lei Rina Maffolini e suo marito Matteo Cucinotta fratello di Costantino, morto qualche settimana dopo a causa delle ustioni. Insieme a loro, a perdere la vita sono stati anche Concettina Scafidi e Giuseppe Buonpensiero, di Patti, che nellʼagriturismo ci lavoravano.

E ad oggi è come se questi 17 anni fossero passati invano!

Di questi giorni la notizia del rogo che ha distrutto la Montagna della Ganzaria ed in altro Territorio la drammatica situazione del Bosco di Malabotta, area naturale protetta situata nei comuni di Francavilla di Sicilia, Malvagna, Montalbano Elicona, Roccella Valdemone e Tripi, nella città metropolitana di Messina.

Bosco di Malabotta


La riserva si estende sui monti Nebrodi ad un’altezza media che oscilla tra i 700 e i 1300 m s.l.m. ed è stata istituita nel 1997. Gli incendi boschivi si sono propagati nonostante l’impegno immane delle Forze dell’ordine e del Corpo regionale delle foreste con tutti i volontari sempre impegnati sul territorio.

Desidero ringraziare, il Presidente ed il VicePresidente il Comitato dei Promotori della Carta dei Comuni Custodi della Macchia Mediterranea per il messaggio di sostegno e di speranza inviato al Sindaco di San Michele di Ganzaria e per il massimo impegno che ciascuno di noi deve produrre per una azione continua di Educazione Ambientale e Civica per la salvaguardia del Capitale Naturale in Sicilia e non solo!

Presidente di AssoCEA Messina APS ing. Francesco Cancellieri






23 agosto 2024

AVVISO DELL'ISPETTORATO RIPARTIMENTALE DELLE FORESTE DI ENNA PER L’INDIVIDUAZIONE DI ADDETTI ALLA GUIDA PER L’ATTIVITÀ A.I.B. - DATA EFFETTUAZIONE DELLA PROVA


Dal sito www.regione.sicilia.it

23 Agosto 2024
Pubblichiamo l'avviso dell'Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di ENNA con oggetto: Individuazione di ADDETTI ALLA GUIDA per l’attività A.I.B. (L.R. 16/1996 - Art. 51 e 57). Data effettuazione della prova.  Il personale dovrà presentarsi, pena l’esclusione, a sostenere la prova d’arte ai sensi della L.R. 16/1996 - Art. 51 e 57 che si terrà presso la sede dell’AUTOPARCO di questo Ispettorato in C/da BARONESSA ENNA BASSA giorno 29/08/2024


Allegati

Avviso I.R.F. EN prot. n° 97205 del 23.8.2024






ATTUALITÀ. INCENDI IN SICILIA: PREVENIRLI CON LA TECNOLOGIA E CON L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE


Dal sito www.ragusaoggi.it

22 Agosto 2024
La Sicilia, con i suoi paesaggi mozzafiato e la sua ricca biodiversità, è una delle regioni più affascinanti d’Italia. Tuttavia, ogni estate, questa bellezza naturale è minacciata dagli incendi boschivi, un fenomeno devastante che distrugge ecosistemi, mette a rischio la vita delle persone e causa ingenti danni economici. Negli ultimi anni, la frequenza e l’intensità degli incendi in Sicilia, compreso il ragusano, sono aumentate, complice anche il cambiamento climatico, il che ha reso ancora più urgente l’adozione di strategie efficaci per la prevenzione e la gestione di questi eventi catastrofici. La tecnologia e l’intelligenza artificiale si stanno affermando come strumenti cruciali nella lotta contro gli incendi. Del resto, gli ultimi anni sono stati dominati dal progresso tecnologico e l’AI è solo la più recente delle innovazioni al servizio dell’uomo.

Progresso tecnologico: cosa è cambiato negli ultimi anni

Negli ultimi anni, il progresso tecnologico ha trasformato profondamente la nostra società. Internet ha cambiato il modo di comunicare, lavorare, fare acquisti e viaggiare e le reti 5G hanno reso le connessioni più veloci e affidabili. La blockchain ha portato innovazioni nel campo della sicurezza e della trasparenza, con applicazioni nei settori della logistica e della sanità. Questa stessa tecnologia è alla base delle criptovalute, monete virtuali nate come alternativa al denaro tradizionale, il cui successo è ormai inarrestabile. Basta registrarsi su un exchange di criptovalute come eToro (recensioni disponibili online) e dotarsi di un portafoglio digitale per acquistare questi asset e poi rivenderli approfittando della volatilità dei mercati, oppure scambiarli o utilizzarli per fare acquisti, non solo online, dal momento che un numero sempre maggiore di esercenti fisici accetta questa forma di pagamento. Il tutto senza l’intermediazione delle banche o altri istituti finanziari, il che ha rappresentato una vera rivoluzione nel mondo finanziario.

Ma a dominare attualmente la scena mondiale a livello tecnologico è sicuramente l’intelligenza artificiale, un ramo dell’informatica che sviluppa sistemi (macchine) in grado di svolgere compiti che, normalmente, richiederebbero intelligenza umana, ma in modo più efficiente e veloce. Ciò è possibile grazie a degli algoritmi che vengono impiegati per “insegnare” alle macchine a svolgere determinati compiti sulla base di dati storici e trend. L’AI è diventata una componente fondamentale in molti settori, dall’automazione industriale alla medicina personalizzata, ma le sue applicazioni sono, in realtà innumerevoli. Tra queste, la prevenzione e la gestione degli incendi, un fenomeno preoccupante in Italia, soprattutto in una regione come la Sicilia.

Il problema degli incendi in Sicilia

La Sicilia è una delle regioni italiane più colpite dagli incendi boschivi, con centinaia di ettari di boschi distrutti ogni anno. Le cause di questi incendi sono molteplici e comprendono fattori naturali come le alte temperature e i venti secchi, e fattori antropici come l’incuria, il disboscamento illegale e, in alcuni casi, gli incendi dolosi.

Il cambiamento climatico sta aggravando la situazione, rendendo le stagioni estive più calde e secche, condizioni ideali per la propagazione degli incendi. A peggiorare il quadro contribuiscono anche la mancanza di manutenzione delle aree boschive e le difficoltà nel coordinare gli interventi di emergenza, soprattutto in una regione caratterizzata da un territorio spesso impervio e difficile da raggiungere.

All’indomani di Ferragosto, sono stati sedici gli incendi registrati in Sicilia: cinque a Catania, sei a Messina, e uno rispettivamente ad Agrigento, a Palermo, a Caltanissetta, a Ragusa e  Siracusa. In questo contesto complesso, l’uso della tecnologia avanzata e dell’intelligenza artificiale può fare la differenza, permettendo di monitorare, prevedere e intervenire in maniera più tempestiva e precisa per salvaguardare le risorse naturali della Sicilia.




SIFUS CONFALI: I FORESTALI SONO A DISPOSIZIONE PER LA GESTIONE DI BOSCHI E TERRITORIO




Ricevo e pubblico 
dal Segretario Naz.le Sifus Confali  settore forestale

Palermo 23-08-2024- Il GIORNALE “LA SICILIA” in un articolo riporta testualmente: “a rendere più vulnerabile il territorio quest’anno non sono solo gli incendi, ma anche la siccità, con possibili gravi conseguenze in caso di forti piogge. Da questa premessa parte la recente direttiva dell’Autorità di bacino della Presidenza della Regione Siciliana per la mitigazione dei possibili fenomeni di dissesto”. A tal proposto il Sifus insiste ancora una volta, evidenziando alle varie Regioni (Sicilia compresa) che per la bonifica del territorio altamente a rischio idrogeologico e per la gestione agro-silvo-pastorale dei boschi, bisogna intervenire urgentemente con l’alta esperienza degli operai forestali, aumentando loro già da quest’anno le giornate lavorative, puntando ad una Riforma che li metta in condizione di essere a disposizione di boschi e territorio tutto l’anno.  

G. Fiore segr. naz.le Sifus Confali  settore forestale


IL DOCUMENTO. SICILIA, RISCHIO IDROGEOLOGICO POST-INCENDI E SICCITÀ: SCATTA LA DIRETTIVA REGIONALE PER LA DIFESA DEL TERRITORIO


Dal sito ilsicilia.it

22 Agosto 2024
A rendere più vulnerabile il territorio quest’anno non sono solo gli incendi, ma anche la siccità, con possibili gravi conseguenze in caso di forti piogge. Da questa premessa parte la recente direttiva dell’Autorità di bacino della Presidenza della Regione Siciliana per la mitigazione dei possibili fenomeni di dissesto. Un documento rivolto a Città metropolitane, Comuni, Consorzi, e ancora al Consorzio autostrade siciliane (Cas), Anas, Rfi, Siciliacque e Consorzi di bonifica. Si tratta, in concreto, di una lista di raccomandazioni a cui i vari enti destinatari dovranno attenersi, attivando misure di controllo del territorio, con il supporto dell’Autorità attraverso i propri organi di polizia idraulica.
Sottolineando come ormai le piogge si concentrino sempre più in intervalli di tempo brevissimi, favorendo così alluvioni ed esondazioni, la direttiva evidenzia la minore capacità di ricezione delle acque piovane a causa dell’ostruzione di fiumi e torrenti causata da tronchi, massi e altri tipi di detriti, trascinati a valle con maggiore energia a causa dei danni al suolo provocati dagli incendi.
La disposizione invita alla difesa del territorio attraverso una serie di azioni. Fra queste: la perimetrazione delle aree interessate dagli incendi, lo sgombero dei rifiuti abbandonati a ridosso degli alvei, l’individuazione dei tratti di viabilità ricadenti impropriamente nell’alveo di corsi d’acqua, l’effettuazione di un’efficace azione di vigilanza, soprattutto in caso di allerta meteo, finalizzata ad impedire l’utilizzo di guadi e attraversamenti abusivi, mediante azioni di presidio e dissuasione; la rimozione di qualsiasi ostacolo al regolare deflusso delle acque. Allo stesso tempo, l’Autorità di bacino pone l’attenzione sulle azioni di tutela e conservazione delle infrastrutture di attraversamento dei corsi d’acqua e delle opere di difesa idraulica a sostegno di strade, insediamenti o infrastrutture arginali. Tra le azioni ricordate nella direttiva per mitigare gli effetti degli incendi ci sono anche la bonifica dei siti e la verifica dell’eventuale contaminazione di falde acquifere.
L’Autorità di bacino invita a valutare le problematiche illustrate nella direttiva, eseguire le indicazioni e dare un riscontro in modo da permettere un’efficace azione di vigilanza su tutto il territorio.

Fonte: ilsicilia.it



A SETTEMBRE ORTIGIA SARÀ CAPITALE MONDIALE DELL’AGRICOLTURA E DELLA PESCA. LA SICILIA, INOLTRE, SI PREPARA AD ACCOGLIERE IL SUMMIT CON UNA SERIE DI INIZIATIVE CHE RENDERANNO L’EVENTO ANCORA PIÙ MEMORABILE, VALORIZZANDO IL PATRIMONIO CULTURALE E TURISTICO DELLA REGIONE


Dal sito www.siciliaagricoltura.it

21 Agosto 2024
“Dal 21 al 29 settembre, Ortigia (Siracusa) sarà la capitale mondiale dell’agricoltura e della pesca. Associazioni di categoria, imprese, delegazioni internazionali si riuniranno nella splendida cornice siciliana per discutere il futuro del settore primario. Una vera expo del mondo agricolo, un appuntamento imperdibile aperto a tutti, un’occasione per la nostra Italia di mostrare al mondo le nostre grandissime eccellenze”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

Il “G7 Agricoltura e Pesca”, riunirà nella bellissima Ortigia di Siracusa i rappresentanti di Stati Uniti, Canada, Giappone, Francia, Germania e Regno Unito, assieme a quelli di nove Paesi africani, in linea con il Piano Mattei del governo nazionale.

La Sicilia torna ad essere centro di storia e di cultura, laboratorio enogastronomico per tutti i continenti.

Per l’occasione Ortigia e la Sicilia mostrerà il volto di destinazione turistica, nonché quello dell’agricoltura e della pesca sostenibile.

Questo G7 non sarà solo una riunione tra le Nazioni più industrializzate, ma rappresenterà anche un ponte verso i Paesi africani, con l’obiettivo di promuovere la sicurezza alimentare, la sostenibilità e uno sviluppo legato ai territori e al benessere delle comunità locali. Da Ortigia, cuore della Sicilia, si punta a rilanciare il futuro dell’agricoltura globale.

“Occasioni di confronto come il G7”, dice l’assessore regionale all’Agricoltura, allo sviluppo rurale e alla pesca Salvatore Barbagallo, “rivestono un’importanza cruciale per affrontare nell’ambito di una rete internazionale le sfide legate alla sicurezza alimentare, alla sostenibilità ambientale e al cambiamento climatico.
La Sicilia, inoltre, si prepara ad accogliere il summit con una serie di iniziative che renderanno l’evento ancora più memorabile, valorizzando il patrimonio culturale e turistico della regione.






22 agosto 2024

LA PAGINA FACEBOOK DEL BLOG HA ATTIRATO L'ATTENZIONE DEI LETTORI. ECCO LE PRESTAZIONI DEGLI ULTIMI 90 GIORNI




di Michele Mogavero 
La pagina Facebook del Blog ha ottenuto 132 follower, creato 500 post e ricevuto 7218 reazioni negli ultimi 90 giorni! Grazie a tutti per il vostro costante sostegno. Non ce l'avrei mai fatta senza di voi. 
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S. MICHELE DI GANZARIA. LA FORESTALE SULLE TRACCE DEI PIROMANI. PROSEGUONO LE INDAGINI PER RISALIRE AI RESPONSABILI

22/08/2024 La Sicilia 


Leggi anche:








PALERMO: VITTIME INCENDI DELLO SCORSO LUGLIO (2023): "SIAMO STATI DIMENTICATI". VIDEO



Dalla pagina Facebook 
Tele One

12 Giugno 2024
Palermo: vittime incendi dello scorso luglio (2023): "Siamo stati dimenticati".
Torna il caldo in Sicilia e torna la paura per gli incendi. La regione e soprattutto Palermo rivive ancora il trauma delle fiamme devastanti dello scorso luglio che hanno provocato morti e danni



Leggi anche:








LINGUAGLOSSA: RICORDATI I 4 FORESTALI CHE PERSERO LA VITA A MITOGIO


Dal sito www.bronte118.it

21 Agosto 2024
Nonostante siano trascorsi 31 anni da quando un incendio nella zona Mitogio di Linguaglossa tolse tragicamente la vita a 4 operatori forestali impegnati a spegnere l’incendio, l’affetto ed il ricordo resta immutato. Ieri, nella postazione antincendio di Borrigliona, sono stati infatti ricordati il brigadiere Francesco Manitta, il caposquadra Vincenzo Zumbo, gli operai Giuseppa Manitta e Benedetto Mineo, nel corso di un’apposita manifestazione alla quale hanno partecipato i rispettivi comandanti delle locali stazioni della Forestale e dei carabinieri, Antonino Ruffino e Filippo Bonaventura, il sindaco di Linguaglossa, Luca Stagnitta, folte rappresentanze degli uomini del Corpo Forestale, dei vigili del fuoco, degli alpini, dei carabinieri e dei vigili urbani, oltre i parenti, gli ex colleghi e i tantissimi amici degli uomini tragicamente scomparsi. Una messa è stata celebrata dall’arciprete don Emanuele Nicotra sul cippo in pietra lavica appositamente posizionato nella contrada Borrigliona, alcuni anni fa, da parte degli stessi operatori antincendio. Il comandante la locale stazione del Corpo Forestale, Antonino Ruffino, ha letto la preghiera dei forestali.

Espressioni di vicinanza ai parenti e ai presenti sono state espresse dal sindaco di Linguaglossa Luca Stagnitta. «Un sacrificio indelebile per il territorio e Linguaglossa tutta – ha detto il sindaco Stagnitta – che non potrà e non dovrà essere dimenticato». Anche quest’anno la ricorrenza è stata l’occasione per evidenziare i tantissimi problemi che attanagliano il servizio estivo antincendio, a corto dei uomini e di mezzi. In questi ultimi giorni l’intero territorio di Linguaglossa è stato oggetto di devastanti incendi, con molta probabilità di natura dolosa, che oltre a mettere a dura prova l’intero sistema antincendio, devono far riflettere sulla necessità di rafforzare e potenziare i metodi necessari per colpire gli autori di simili fatti delittuosi. 
EGIDIO INCORPORA Fonte “La Sicilia” del 19-08-2024




MONTE GANZARIA, BOSCHI “RASI AL SUOLO”. L’INTERA AREA BOSCHIVA, LA FAUNA, LA FLORA, LE RECINZIONI CHE DELIMITAVANO LE ZONE, I RIFUGI PER I LAVORATORI FORESTALI DISTRUTTI E RASI AL SUOLO


Dal sito qds.it

Chiara Vilardo 21 Agosto 2024
Il sindaco di San Michele Ganzaria, Danilo Parasole, fa la conta dei danni e chiede l’intervento della Procura calatina affinché apra un fascicolo sull’incendio: “Non demorderemo”

SAN MICHELE DI GANZARIA (CT) – Il bilancio dell’incendio che ha devastato la Montagna Ganzaria è devastante. La zona interessata parte dal versante Calatino, attraversa la Montagna Ganzaria sino ad arrivare ai costoni che conducono verso Gela e Niscemi. L’incendio è durato diverse ore, alimentato dalle foglie secche e dal caldo estivo, quando i vigili del fuoco intervenuti sono riusciti finalmente a domare le fiamme, grazie anche alla preziosa collaborazione della Forestale, della Protezione civile e dell’intervento di cinque mezzi aerei. Nel frattempo, parte della macchia mediterranea è andata persa.

Monte Ganzaria, l’intera area boschiva è andata distrutta
L’intera area boschiva, la fauna, la flora, le recinzioni che delimitavano le zone, i rifugi per i lavoratori forestali distrutti e rasi al suolo”. È intervenuto così il sindaco di San Michele di Ganzaria, Danilo Parasole. “Querce secolari, castagni, che le attuali generazioni, anche se reimpiantate, non avranno più la possibilità di vedere. Un territorio devastato, un paesaggio surreale quello che si presenta agli occhi. Gli amanti della bici e del trekking non avranno più la possibilità di ammirare quel connubio che presentava Piano Cannelle, tra natura e archeologia. Chiederemo alla Procura della Repubblica di Caltagirone di aprire un fascicolo per il danno da tutti subìto e non demorderemo perché teniamo al nostro territorio e non possiamo permetterci di farci intimidire da tali crimini”.

“Ripartiamo – ha aggiunto il primo cittadino – dalla vicinanza e solidarietà mostrata dal presidente dell’Assemblea regionale Gaetano Galvagno, da Giuseppe Lombardo, che immediatamente appresi i fatti, hanno mostrato solidarietà e disponibilità a sensibilizzare gli organi in cui hanno ruoli di rappresentanza, dai colleghi sindaci del Calatino, in particolare Caltagirone, Mirabella Imbaccari, Mineo, Scordia, che hanno subito mostrato disponibilità di aiuto, dal gruppo consiliare del Comune di Mineo e dalla vicinanza del sindaco della città a noi gemellata, Giengen an der Brenz, che manifesta la volontà di un immediato supporto, oltre ai tantissimi cittadini che hanno mostrato disponibilità di aiuto”.

Incendio Monte Ganzaria, ci sono stati momenti di paura
Il sindaco ha poi ringraziato tutti coloro che hanno formato la macchina che è riuscita a spegnere l’incendio e ad evitare conseguenze ancora più catastrofiche. “Non ci fermiamo, – ha precisato – la mia personale stima, quella dell’intera amministrazione comunale e quella della mia comunità, che mi pregio rappresentare, ai Vigili del fuoco, Corpo forestale, insieme agli operai, i Nopi e la Soris, che hanno assecondato tutte le richieste di aiuto. Le ore trascorse durante l’incendio sono state molto delicate e in diverse occasioni per gli operatori ci sono stati momenti di paura. Tutti i volontari si sono impegnati per salvare il possibile. Le squadre intervenute sono state, la 1116 Mirabella Imbaccari, la 603 Nicolosi, la 1148 Scordia, la 064 Adrano,la 1392 Ragalna,la 1096 Belpasso,la 1362 Caltagirone e la 1399 di San Michele di Ganzaria, che, per prima giunta sui luoghi, ha operato ininterrottamente. Grazie infinite, siamo già a lavoro per percorrere tutte le strade e assicurare alla giustizia i responsabili; per trovare soluzioni, finanziamenti e interventi per ridare alle prossime generazioni quel patrimonio boschivo che i nostri padri ci avevano consegnato e che non siamo stati in grado di salvaguardare”.

Il presidente Galvagno: “Criminali. Non c’è altro modo per definire i piromani”
Proprio sulla questione riguardante l’origine dell’incendio è intervenuto anche il Presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno: “Criminali. Non c’è altro modo per definire i piromani che sfregiano la nostra terra. Sono vicino alla comunità di San Michele di Ganzaria, all’amministrazione guidata dal sindaco Danilo Parasole e al Consiglio comunale presieduto da Michele Napoli, che mi ha informato costantemente di ciò che stava accadendo. Purtroppo, spenti i fuochi rimane la rabbia e la tristezza”.

Fonte: qds.it









21 agosto 2024

SOSTENIBILITÀ, AL MEETING DI RIMINI L’ESPERIENZA DI COCA-COLA HBC ITALIA. PROGETTO AFI PER IL RISPARMIO IDRICO. SI CHIAMANO AREE FORESTALI DI INFILTRAZIONE, OVVERO TERRENI AGRICOLI SITUATI IN AREE DI ALTA PIANURA CARATTERIZZATI DA SUOLI PARTICOLARMENTE PERMEABILI, ALLESTITI CON UNA RETE DI CANALI DISPOSTI A PETTINE ALTERNATI A FILARI DI ALBERI E ARBUSTI


Dal sito www.lasicilia.it

Progetto Afi per il risparmio idrico. Pierini, 'un progetto che ci permetterà di compensare l'acqua che preleviamo e di azzerare l'utilizzo dell'acqua della falda'

21 Agosto 2024
Roma, 21 ago. Si chiamano Aree Forestali di Infiltrazione, ovvero terreni agricoli situati in aree di alta pianura caratterizzati da suoli particolarmente permeabili, allestiti con una rete di canali disposti a pettine alternati a filari di alberi e arbusti, nell’ambito dei quali viene fatta defluire una portata continua di acqua prelevata da fonti esterne, con lo scopo di facilitarne l’infiltrazione nella falda freatica. Se ne è parlato al Meeting di Rimini al convegno “Come conservare, utilizzare e condividere una risorsa così preziosa come l’acqua?”, che ha visto la presenza del mondo istituzionale, accademico e delle imprese, su quello che è l’elemento essenziale della vita e che, a causa dei cambiamenti climatici, si trova in quantità sempre più scarsa. “L’acqua è una materia prima fondamentale per la nostra impresa – spiega Giangiacomo Pierini, direttore Corporate Affairs & Sostenibilità di Coca-Cola HBC Italia tra i relatori dell’incontro – questo ci ha portato negli anni a investire 500 milioni di euro in tecnologie e processi che ci consentissero di utilizzarne il meno possibile. Abbiamo pensato che si può fare qualcosa di più che risparmiare acqua a livello industriale e quindi abbiamo presentato la creazione di queste Aree Forestali di Infiltrazione che andremo a sviluppare insieme al consorzio di bonifica veronese, poco distante dal nostro stabilimento di Nogara , (il più grande in Europa) e che consentirà di ricaricare la falda con 800 mila metri cubi d’acqua che potranno diventare un milione e mezzo di metri cubi d’acqua. Quindi andremo a più che compensare l’acqua che preleviamo dalla falda profonda”. Le AFI oltre alla ricostituzione del patrimonio idrico sotterraneo, consentono, attraverso le piante, la riduzione di CO2 in atmosfera, il miglioramento del paesaggio e l’incremento della biodiversità. La fabbrica Coca-Cola HBC Italia di Nogara estrae l’acqua necessaria alla produzione da 5 pozzi che attingono da falde acquifere profonde. Con un’intensità idrica di 1,59 litri consumati per litro di bevanda prodotta, la fabbrica di Nogara usa per le bibite 2/3 dell’acqua estratta annualmente. La restante parte, una volta depurata, viene reimmessa nel fiume Tartaro, dove torna a disposizione della comunità che, quando necessario, può utilizzarla per l’irrigazione dei campi della zona. Tutte queste attività sono svolte in piena ottemperanza alle autorizzazioni rilasciate dagli enti preposti. Lo stabilimento di Nogara è inoltre conforme ai requisiti Alliance for Water Stewardship (AWS) che attesta la gestione responsabile della risorsa idrica. “Noi preleviamo l’acqua dal sottosuolo, non utilizziamo l’acqua dell’acquedotto, la preleviamo in profondità, la utilizziamo per le nostre bevande e l’eccesso, viene rimesso subito in natura, in caso di Verona, nel fiume Tartaro che scorre vicino e che poi viene utilizzato ad uso agricolo. L’area forestale di infiltrazione ci consente di aumentare la ricchezza della falda con 800 mila metri cubi, che diventeranno un milione e mezzo di metri cubi d’acqua, andando quindi a più che compensare l’acqua che preleviamo, questo ci consente quindi di poter dire che andremo ad azzerare l’utilizzo dell’acqua della falda” “La sostenibilità è la lente attraverso la quale vediamo lo sviluppo della nostra impresa, la sostenibilità deve sempre essere considerata nelle tre dimensioni di sostenibilità economica, ambientale e sociale. Gli investimenti nell’infrastruttura e nello stabilimento, ma ad esempio anche questo investimento nell’area forestale di infiltrazione, adottano la prospettiva di medio e lungo periodo. Per cui crediamo che possiamo e dobbiamo fare impresa sempre tenendo presente le tre dimensioni della sostenibilità. Senza una di queste non parliamo di vera sostenibilità.”

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PATTI: ARRESTI DOMICILIARI PER UN 35ENNE, AVEVA TENTATO DI APPICCARE UN INCENDIO


Dal sito 98zero.com

I fatti commessi risalgono allo scorso 2 Agosto, quando si stava sviluppando un principio d'incendio in Contrada Torretta, a Gioiosa Marea.

Gabriele Onafaro - 21 Agosto 2024
La Polizia di Stato del Commissariato di Patti ha eseguito, nella serata di Martedì 20 Agosto, l’Ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal GIP del locale Tribunale, nei confronti di un 35enne pattese, ritenuto responsabile di aver tentato di appiccare un incendio

I fatti commessi risalgono alla sera dello scorso 2 Agosto quando, a seguito di una segnalazione, la Polizia interveniva in Contrada Torretta, situata nel Comune di Gioiosa Marea, dove constatava che si stava sviluppando un principio di incendio, appiccato poco prima.

La successiva attività investigativa, svolta sotto la direzione della locale Procura della Repubblica, diretta dal Procuratore Angelo Vittorio Cavallo, anche grazie alle immagini riprese da un impianto di video sorveglianza, posto nelle vicinanze, portava all’individuazione di un 35enne del luogo, quale autore del reato, che veniva pertanto deferito all’Autorità Giudiziaria per tali fatti. Gli elementi a riscontro, raccolti dal Commissariato di Polizia di Patti nel corso della successiva attività di approfondimento, hanno poi determinato il Sostituto Procuratore della locale Procura, Dott.ssa Antonietta Ardizzone, a richiedere l’odierno provvedimento emesso dal GIP, presso il Tribunale di Patti, nei confronti dell’uomo. Per tali motivi il GIP del Tribunale di Patti, considerate la gravità dei fatti, la personalità dell’indagato e ritenendo sussistenti gravissimi, concreti e attuali pericoli di commissione di ulteriori reati della stessa indole, di quello posto in essere nell’occasione, ha disposto l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari. Si precisa che il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e che, in ossequio al principio di non colpevolezza e fino a sentenza di condanna passata in giudicato, sarà svolto ogni ulteriore accertamento, che dovesse rendersi necessario, anche nell’interesse dell’indagato.

Fonte: 98zero.com