27 ottobre 2022

CANADAIR PRECIPITA A LINGUAGLOSSA DURANTE SERVIZIO ANTI-INCENDIO. C'È PROBABILMENTE ALMENO UNA VITTIMA. IL BLOG: VIGLIACCHI PIROMANI ASSASSINI


Dal sito www.lasicilia.it

27 Ottobre 2022
Un canadair è precipitato in territorio di Linguaglossa nel corso di un servizio di spegnimento di un incendio in atto in quel territorio. Quasi certamente morto il pilota a bordo, anche se al momento non si hanno notizie ufficiali. Un'ala del velivolo avrebbe toccato una montagna e sarebbe esploso.
In aggiornamento

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ERICE, AGENTE DELLA FORESTALE RESTA FERITO NEL TENTATIVO DI FERMARE UN MOTOCICLISTA. VIDEO


Dal sito www.telesudweb.it

Nell'ambito dei controlli del Corpo Forestale a Monte Erice. Il gruppo di moto, tutte senza targa, si è dato alla fuga. Una ispettore è finito a terra rischiando di essere travolto da un mezzo.

26 Ottobre 2022
Un agente del Corpo Forestale è rimasto ferito nel tentativo di fermare alcuni motociclisti mentre stavano percorrendo i sentieri e alcune strade sterrate della montagna di Erice. L’episodio si è verificato nei pressi del Santuario di Sant’Anna, dove ci sono diversi itinerari che risalgono verso il borgo medievale della vetta. La guardia è appena riuscita a scansarsi, rischiando di essere travolto da un motociclista mentre si dava alla fuga, non fermandosi al segnale di stop dato dai due agenti in servizio nel distaccamento di Erice della Forestale. Uno dei due è finito a terra, riportando diversi ematomi e ferite. La prognosi è di dieci giorni.

Tra l’altro il gruppo di moto che gli ispettori della Forestale hanno provato a fermare, in tutto quattro, erano senza targa. Gli agenti avrebbero anche dovuto verificare se i mezzi erano in regola con l’assicurazione. Ma non è stato possibile procedere ai controlli, che rientrano nell’ambito delle attività portate avanti dal nuovo comandante del distaccamento di Erice del Corpo Forestale, Gioacchino Barbera, a tutela del patrimonio naturalistico del territorio.

Monte Erice ricade infatti in zona Sic e Zps, dove sono previsti diversi vincoli, tra cui anche il divieto di fare motocross. Attività espressamente vietata. Da qui i controlli disposti dal comandante Gioacchino Barbera, che ha pure annunciato la presentazione di una denuncia per depauperamento delle bellezze naturali. Tra l’altro, dalle verifiche effettuate dal personale del Corpo Forestale è emerso anche come i solchi scavati dalle ruote delle moto finiscano col creare dei veri e propri rivoli dove scorre l’acqua piovana in caso di pioggia abbondante.

C’è da dire, poi, come molti dei sentieri della montagna di Erice abbiano un’elevata valenza storica, visto che presentano anche parti di selciato e basolato, come nel caso della vecchia strada di Sant’Anna dove le piogge delle scorse settimane hanno fatto riaffiorare la pavimentazione originaria. Ma ci sono anche le mulattiere, come nel versante di porta Castellammare, e gli itinerari realizzati della Aziende Foreste di Trapani attraverso le sue squadre di operai e personale addetto alla manutenzione dei boschi, la pulizia delle montagne, dei sentieri e dei viali parafuoco.

Tutti questi percorsi, molti antichi secoli, ma anche le scalette in legno e altre opere, come le tagliate per il passaggio delle acque, vengono messe a dura prova dal passaggio delle moto, ma anche dei fuoristrada nel caso di strade sterrate, spesso riportando danni. E nei giorni scorsi, anche nell’ottica di salvaguardare l’antico basolato “riemerso” dopo la pioggia, ma anche per motivi di sicurezza per le evidenti condizioni di dissesto, è stato disposto il divieto di transito a tutti i mezzi non autorizzati dalla vecchia strada di Sant’Anna, nel tratto che va dal Santuario fino all’ex hotel Jolly, quindi alle porte del centro abitato di Erice. Un percorso da dove passa tra l’altro il Sentiero Italia del Cai e quindi molto frequentato da escursionisti che arrivano da diversi paesi.







TORNA LO SCIROCCO ED I PIROMANI, INCENDIO AGGREDISCE MONTAGNA NEL TRAPANESE. A FARE DA SUPPORTO AI POMPIERI ANCHE IL DISTACCAMENTO LOCALE DELLA FORESTALE


Dal sito www.blogsicilia.it

CI SONO VOLUTE OLTRE 6 ORE AI VIGILI DEL FUOCO PER DOMARE IL ROGO

di Michele Giuliano - 27/10/2022
I piromani tornano ad alzare la cresta in Sicilia e più specificatamente nel Trapanese dove dal tardo pomeriggio di ieri e sino a notte fonda è andata a fuoco la montagna che sovrasta la zona di Fraginesi a Castellammare del Golfo, nel Trapanese. Le anomale temperature molto calde di questi giorni hanno ancora una volta aiutato questi criminali, consapevolmente o no, a divorare un altro pezzo di polmone di questa provincia che da anni è martoriata oramai dai continui incendi. Ci sono volute oltre 6 ore ai vigili del fuoco per poter riuscire a spegnere il rogo che alla fine ha incenerito 8 ettari di macchia mediterranea.

Le case minacciate

L’incendio è partito ieri intorno alle 18,30 ed è stato spento soltanto questa notte alle 2 all’incirca. Ad essere state minacciate anche tre abitazioni che erano nella zona del fuoco, in tutti i casi comunque non è stato necessario evacuarle dal momento che all’interno non c’era nessuno. I vigili del fuoco del distaccamento di Alcamo sono riusciti a fare da scudo e ad evitare che potessero essere avvolte dalle fiamme.

Il supporto della forestale

A fare da supporto ai pompieri anche il distaccamento locale della forestale che ha indicato le aree su cui intervenire. Ci sono volute 6 ore per sicure a spegnere l’incendio sulle cui cause sono in corso degli accertamenti. Pochi dubbi comunque sul fatto che non si sia trattato di cause naturali. Il vento di scirocco ha alimentato il fuoco e questo ha reso ancora più complicato l’intervento dei vigili del fuoco.

I piromani beccati

Recentemente sono state diverse proprio nel trapanese le operazioni in cui si è riusciti a individuare i piromani. Appena qualche giorno fa si è riusciti a fare luce sull’incendio avvenuto in un’ampia zona alla periferia di Valderice, nel Trapanese. Per questo fatto un pastore è stato denunciato. Per risalire all’uomo si è fatto leva su una serie di indizi raccolti dai carabinieri, confermati poi dalle telecamere di videosorveglianza della zona e dal fatto che alcuni testimoni, per l’esattezza i pompieri, avessero incrociato l’auto del pastore mentre si recavano in zona per spegnere il rogo.





MONREALE, OPERAI FORESTALI RIMUOVONO RIFIUTI ED ERBACCE DA VIA STRADA FERRATA



26 Ottobre 2022
Intervento di bonifica questa mattina a Monreale lungo via Strada Ferrata da parte degli operai forestali regionali. Il lavoro dei forestali ha consentito di ripulire da rifiuti ed erbe infestanti una grossa porzione laterale di carreggiata in stato di abbandono.

In azione sul posto il Caposquadra Cosentino e gli operai Sardisco Antonio al soffiatore, Di Matteo Pietro al decespugliatore, Bernardo Antonio e Zummo Salvatore. I forestali appartengono alla Squadra Pioppo Moreale e fanno riferimento al demanio di Carpineto.

L’intervento è stato eseguito su richiesta dell’amministrazione comunale monrealese. Si tratta di una strada in cui ogni giorni si riversano tanti sportivi monrealesi, troppo spesso costretti a fare attività sportiva in mezzo a rifiuti e liquami maleodoranti. L’intervento dei forestali ha restituito un po’ di decoro alla strada.














PERCHÈ NUOVI PRECARI (SOLO NUOVI PRECARI) NELLA FORESTALE PRIMA DELL'APPROVAZIONE DELLA RIFORMA? CHI SONO STATI GLI SCIENZIATI CHE HANNO PRESENTATO GLI EMENDAMENTI? CHI SONO STATI GLI SCIENZIATI CHE HANNO AGITO DIETRO LE QUINTE? MA COSA NE PENSANO I LAVORATORI PIÙ PRECARI D'EUROPA?






di Michele Mogavero
Cosa è stato deciso nell’ultima legge varata dall’Ars prima delle elezioni?
Che gli ex Pip e i lavoratori Sas verranno inquadrati a tempo pieno.
Invece per i lavoratori forestali, categoria più anziana non stabilizzata, si riaprono le porte per coloro che avevano abbandonato la forestale e cioè depennati perchè a sua volta avevano trovato di meglio. Perchè questa decisione penalizzando  quelli che ci sono da 30/40anni?
La mia idea non cambia, prima bisogna stabilizzare o aumentare le giornate per i lavoratori esistenti e poi tutto il resto. Il Blog non sarà mai contro i nuovi ingressi, anzi, che ben vengano, però si deve camminare di pari passo.
Le nuove assunzioni devono arrivare con la riforma, quando tutti quelli che sono in graduatoria da 30/40 anni si vedranno aumentare le giornate di lavoro.

"La dobbiamo smettere di creare nuovi precari, vogliamo lavoro stabile per tutti, anche per coloro che vogliono rientrare, nessun veto per quest'ultimi".

Cosa dice per i lavoratori forestali la legge della Regione siciliana n. 16 del 10/08/2022 “Modifiche alla legge regionale 25 maggio 2022, n. 13 e alla legge regionale 25 maggio 2022, n. 14. Variazioni al Bilancio di previsione della Regione siciliana per il triennio 2022/2024?


I soggetti che, pur aventi titoli all'inserimento nelle graduatorie ai sensi dell'articolo 47 della legge regionale n. 14/2006, ne risultano esclusi, possono produrre istanza di inclusione all'atto della predisposizione annuale delle graduatorie di cui all'art. 12 delle legge regionale 28 gennaio 2014, n.5. i medesimi concorrono alla attribuzione delle giornate di lavoro nel limite di quelle resesi disponibili in ragione della minore spesa dovuta ai pensionamenti o decessi registratisi nell'anno precedente. Gli stessi sono inseriti in coda nella graduatoria unica distrettuale ad esaurimento, come previsto dal comma 7 dell'articolo 44 della legge regionale n. 14/2006.




Leggi anche:







26 ottobre 2022

L'ON. LANTIERI (FI): LA MIA TERZA PRIORITÀ È QUELLA DI DARE DIGNITÀ AI LAVORATORI FORESTALI, UN SETTORE FONDAMENTALE PER LA NOSTRA REGIONE PROGRAMMANDO LA LORO STABILIZZAZIONE. ABBIAMO BISOGNO DI LORO, LE SENTINELLE DEI NOSTRI BOSCHI UTILISSIME IN QUESTI ULTIMI ANNI. IL BLOG: ON. LANTIERI, FACCIAMO FATICA A CREDERE VISTO CHE LEI È GIUNTA ALLA TERZA LEGISLATURA SENZA AVER MANTENUTO LE PROMESSE


Dal sito dedalomultimedia.it

Enna – Lantieri (FI): “Alzheimer, voto ai Liberi Consorzi, forestali, policlinico e svincolo autostradale impegni da onorare

25 Ottobre 2022
Luisa Lantieri, 57 anni di Piazza Armerina, è giunta alla terza legislatura all’Assemblea Regionale Siciliana. Per lei il solito plebiscito di voti con Forza Italia e tanteluisa lantieri aspettative sul su impegno a Palermo in favore del territorio siciliano e della provincia di Enna. 

- Mi indichi le prime tre priorità di impegno legislativo che lei ritiene debbano caratterizzare la legislatura.

“Le prime priorità sono il ddl sull’Alzheimer che già avevo avviato nella scorsa legislatura avendo anche cura di trovargli una copertura economica, manca solo la discussione e l’approvazione in Aula. E’ un ddl che racchiude tre obiettivi: dare dignità all’ammalato alle famiglie e creare posti di lavoro. Seconda priorità è il ddl sul reddito minimo d’inserimento i cd cantieri di servizio che non ho potuto portare avanti perché il Governo si è dimesso, ma è tutto pronto; la terza priorità i forestali perché dobbiamo dare dignità ad un settore fondamentale per la nostra Regione programmando la loro stabilizzazione. Abbiamo bisogno di loro, le sentinelle dei nostri boschi utilissime in questi ultimi anni.” 

- Il Governo Meloni è nato ed è già al lavoro. Non ritiene che la posizione di Forza Italia debba essere adeguatamente chiarita per superare le fibrillazioni sulla politica estera. Lei che contributo intende offrire e che cosa ne pensa?

“Per quanto riguarda il Governo Meloni ho delle aspettative alte e ritengo sarà un Governo che farà bene in primis perché è l’unico governo politico  dopo tanti anni. Riguardo la posizione di FI ci sono stati dei momenti di fibrillazione come abbiamo visto tutti, ma spero che si possano superare. Oggi più che mai abbiamo bisogno di dare un’idea dell’Italia come Nazione coesa utile per affrontare le emergenze del caro bollette come primo obbiettivo che deve prefiggersi il Governo Meloni e poi anche di fronte all’Europa.” 

- Si ritorna a parlare di superare la fase di commissariamento dei Liberi consorzi comunali ritornando ad eleggere presidenti e consiglieri. Lei ritiene che questa volta ci riuscirete?

“Io sono stata una delle parlamentari che ha votato contro la legge Del Rio, la legge 16, quella che noi definiamo “legge Giletti” ,  perché ho sempre pensato che le provincie in quanto ente intermedio fossero fondamentali perchè hanno delle competenze importantissime che sono la viabilità, le scuole e i disabili. Sono convinta che una delle prime cose che deve fare il Governo Regionale è ritornare alle elezioni dirette del presidente perché dopo dieci anni di commissariamento le competenze sono rimaste ed il personale pure. Il personale è stato stabilizzato grazie allo sforzo che ho fatto in questi anni a Palermo per cui adesso si deve dare dignità politica all’ente intermedio che come ho detto è importantissimo.” 

- Sullo sviluppo economico delle aree interne c'è stato in passato un proliferare di iniziative che ambivano a rilanciare l'economia e a frenare il declino demografico. Secondo lei non è necessario per superare il miope campanilismo rafforzare il ruolo di programmazione dei liberi consorzi comunali anche nella fase di attuazione dei piani?

“E’ un momento storico difficile e registriamo un percentuale di spopolamento dei nostri centri urbani paurosa. Non ci sono dubbi che lo spopolamento delle nostre città dipende principalmente dalla mancanza di lavoro, occorre lavorare in sinergia, una sinergia virtuosa, che coinvolga i consorzi e tutti i piccoli comuni.” 

- Nella passata legislatura lei ha preso una chiara posizione circa la costituzione dell’Emodinamica e del Policlinico ad Enna. Ci può dire come intende procedere Forza Italia nel caso ottenesse l'assessorato alla sanità?

“Parlare di assessorato mi sembra un pò lontano; ho portato avanti una battaglia per l’emodinamica che continua senza battute d’arresto. In riferimento al Policlinico non intendo retrocedere continuerò la mia battaglia. Il Policlinico deve stare dove vi è l’Università questo lo dice la legge non io, ma è questo il primo fondamentale punto di partenza. Ci dobbiamo battere intanto per dare una certezza sanitaria che permetta di acquisire delle eccellenze, ma è anche motivo di sviluppo cosi come è stata fino ad ora l’università.” 

- I lavori nello svincolo autostradale di Enna registrano un ritardo di ben oltre un anno e si prefigura la chiusura totale per sei mesi. Non ritiene che l'ANAS debba dare delle risposte convincenti circa i ritardi già  maturati ? E garanzie sul completamento dei lavori in tempi certi?

“Per quanto riguarda l’A19 anche qui non abbasso la guardia già in una riunione tenutasi in prefettura avevo sottoposto la situazione allarmante anche a causa del conflitto mondiale in corso che produce come vediamo dei ritardi nell’arrivo di materiali. Riguardo la chiusura totale ritengo ed ho detto chiaramente che sia da escludere. Ho già avuto una riunione con il Direttore Generale dell’ANAS al quale ho chiesto fortemente di individuare soluzioni alternative valide e ho mandato negli scorsi giorni una mail facendo anche una mia proposta per evitare di isolare Enna dal resto del mondo. Enna è importante per moltissime ragioni dall’ospedale, all’ università solo per citarne alcune. Ci riuscirò perché ci riuscirò ad ottenere una alternativa alla chiusura dello svincolo della A19.”
Massimo Castagna




Leggi le promesse dell'On. Lantieri:









IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, GIORGIA MELONI: SERVONO INVESTIMENTI STRUTTURALI PER LE SFIDE AMBIENTALI, RISCHIO IDROGEOLOGICO ECC. ABBIAMO ISTITUITO UN MINISTERO DEDICATO AL MEZZOGIORNO, PER ALLARGARE LE POSSIBILITÀ DI SVILUPPO INDIPENDENTEMENTE DAL TEMA DEL TIPO DI ASSISTENZIALISMO CHE SI RIESCE A FARE. IL BLOG: PRESIDENTE MELONI, PARLATENE CON IL MINISTRO DEL SUD, MUSUMECI. QUEST'ULTIMO PER STABILIZZARE I FORESTALI CHIEDEVA UN TAVOLO A ROMA. ADESSO AVETE TUTTO!

Video

di Michele Mogavero
Musumeci per avere i lavoratori forestali a disposizione tutto l'anno, chiedeva un tavolo nazionale a Roma. Ebbene, dalle parole del presidente Meloni, cioè che servono investimenti strutturali per le sfide ambientali, rischio idrogeologico e quant'altro, possiamo benissimo anche noi far parte di questo ambizioso progetto.
Non c'è bisogno di niente, avete tutti i tavoli che volete, sia a Roma che a Palermo. Però per favore, non inventatevi più niente!


*****

Le dichiarazioni programmatiche del Governo Meloni

25 Ottobre 2022
Servono investimenti strutturali per affrontare l’emergenza climatica, le sfide ambientali, il rischio idrogeologico e l’erosione costiera, e per accelerare i processi di ricostruzione dei territori colpiti in questi anni da terremoti e calamità naturali, come la drammatica alluvione che nella notte tra il 15 e il 16 settembre ha sconvolto la regione Marche. Consentitemi, insieme a tutti voi, di rinnovare qui il cordoglio per le vittime e la vicinanza a tutta la comunità: siamo al vostro fianco, non vi abbandoneremo, contate su di noi. 

Per le dichiarazioni integraliwww.governo.it

Ascolta cosa voleva fare l'ex Presidente della regione Nello Musumeci:


24 gennaio 2017. 
L'intervento di Musumeci (oggi Ministro del Sud) 
al convegno del Sifus di Linguaglossa



24 gennaio 2017. 
L'intervento di Musumeci (oggi Ministro del Sud) 
al convegno del Sifus di Linguaglossa



24 gennaio 2017. 
L'intervento di Musumeci (oggi Ministro del Sud) 
al convegno del Sifus di Linguaglossa



09 gennaio 2018. Assemblea Regionale Siciliana 9a seduta  - Dichiarazioni programmatiche del presidente della Regione Siciliana On. Nello Musumeci (oggi Ministro del Sud).
Chiedeva un confronto serrato, serio, con il governo nazionale per garantire almeno una continuità di lavoro che vada oltre la umiliante condizione di lavoratori stagionali


23 Settembre 2022. E' giunto il momento che anche a Roma adesso ci si accorga, finalmente, della Sicilia e delle sue necessità. 
Lo chiederemo al prossimo governo di centro destra. 
Lo faremo con una folta rappresentanza di parlamentari siciliani, eletti nelle liste di Fratelli d'Italia





ARS. DOPO UN MESE SI COMPONE IL NUOVO PARLAMENTO SICILIANO, SCHIFANI AL LAVORO PER LA GIUNTA

La bacheca con tutti i simboli


Dal sito gds.it

di Alfredo Pecoraro — 25 Ottobre 2022
Chiusa la conta e trasmessi i due verbali con gli eletti nelle circoscrizioni di Catania e Messina che mancavano

Si sblocca l’impasse post-elettorale in Sicilia. I due verbali con gli eletti nelle due circoscrizioni che mancavano - Catania e Messina - per completare il quadro del nuovo Parlamento sono stati trasmessi nelle ultime ore all’Ufficio regionale della Corte d’appello, che in serata, secondo quanto si apprende, procederà all’attribuzione del listino collegato al presidente eletto. Dunque da domani scatterà il termine dei 20 giorni entro cui bisognerà convocare la prima seduta d’insediamento dell’Assemblea siciliana per l’inizio della XVIII legislatura. Un’attesa lunghissima che ha determinato la paralisi istituzionale.

Con l’election day del 25 settembre gli elettori si erano recati alle urne per le politiche e le regionali. Ma mentre a Roma si è formato il nuovo governo Meloni e le Camere hanno votato gli uffici di presidenza, a Palermo tutto è rimasto immobile: niente Assemblea e niente Governo. Il presidente della Regione, Renato Schifani, da quasi due settimane, ha in mano tutte le deleghe e ha dovuto «richiamare» i capi di gabinetto degli ex assessori del governo Musumeci per potere gestire la minima ordinaria amministrazione. Gli errori durante lo spoglio e le anomalie nella verbalizzazione riscontrate in alcune sezioni della Sicilia - e in particolare nelle due città metropolitane - ha costretto gli uffici dei Tribunali a riconteggiare le schede. Un lungo lavoro che ha rallentato le procedure e ha avuto come effetto di lasciare da «solo» il presidente Schifani: un norma regionale del 2020, infatti, ha fatto scattare da questa legislatura l’obbligo per gli assessori di giurare davanti all’Assemblea prima di potersi insediare e assumere le piene funzioni. Risultato? Niente Ars, niente giunta.

In attesa che i Tribunali rimettessero tutto in ordine, Schifani si è concentrato con i suoi collaboratori sulle prime emergenze: dal maltempo, che ha provocato ingenti danni nel Trapanese, alle contestazioni mosse dalla Corte dei conti sul rendiconto 2020 della Regione, con oltre un miliardo di euro sub iudice. Adesso per il governatore si apre la fase cruciale per la composizione del suo governo: dovrà tirare le somme dei colloqui avuti con tutte le forze del centrodestra e trovare il punto di equilibrio rispetto a richieste e aspettative dei partiti di maggioranza. I due principali nodi riguardano alcune deleghe di punta - la Sanità e l’Economia su tutte - e il nome su cui puntare per la presidenza dell’Ars: fronti sui quali rimane aperta la partita tra FdI e Fi. Spetta poi al governatore convocare la prima seduta all’Ars; in base ai tempi dettati dalla procedura, la fatidica data dovrebbe essere tra il 9 e l’11 novembre. Qualche giorno prima si terrà la cerimonia di accoglienza dei deputati per la quale l’amministrazione di Palazzo dei Normanni sta lavorando da giorni, così come per la predisposizione degli uffici che ospiteranno i nuovi gruppi parlamentari, sulla carta nove.

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it





24 ottobre 2022

INPS PALERMO. IL 31 OTTOBRE 2022 VERRÀ PAGATO IL BONUS DI 200 EURO



Per verificare la prestazione bisogna entrare nel sito dell'Inps:

1. Fascicolo Previdenziale del Cittadino 
2. Prestazioni
3. Pagamenti






REGIONE, PER LA CORTE DEI CONTI C'È UN BUCO DI UN MILIARDO NEL BILANCIO DEL 2020. DE LUCA ALL'ATTACCO: LA NOTIZIA DI OGGI NON FA CHE CONFERMARE QUANTO ABBIAMO SEMPRE DENUNCIATO, OVVERO CHE I BILANCI DELLA REGIONE SONO FARLOCCHI


Dal sito www.lasicilia.it

24 Ottobre 2022
Prima grana per il presidente Schifani. Uffici al lavoro per le controdeduzioni. C'è tempo fino  a dicembre altrimenti sarà necessaria una manovra lacrime e sangue

Mentre ancora, a causa dei ricorsi giudiziari, la Regione Sicilia non ha una giunta e all’interno della maggioranza iniziano ad emergere delle fibrillazioni, tra cui una fortissima all’interno di Forza Italia, piomba un vero e proprio macigno sulla nascente amministrazione Schifani.

La Corte dei Conte, infatti, contesta una mancanza copertura del disavanzo per finanziare alcune spese irregolari nel bilancio 2020, per un totale di un miliardo di euro. Ora la palla passa a Palazzo d’Orleans, che se non riuscirà a preparare una difesa in grado di convincere la magistratura contabile, dovrà prepararsi ad una manovra fatta di "lacrime e sangue".

Solo nel mese di dicembre le sezioni riunite della Corte dei Conti, presiedute da Salvatore Pilato, decideranno se parificare il bilancio 2020 della Regione oppure se bocciarlo. La partita più delicata è legata agli 866 milioni di euro legati alla decisione di spalmare in dieci anni invece che in tre, il maxi disavanzo scoperto nel 2018. Il resto del "buco" è legato invece al finanziamento delle autolinee.

Gli uffici di Regione Sicilia, spronati dal neo governatore Schifani e guidati dal ragioniere generale Ignazio Tozzo, sono al lavoro per predisporre le controdeduzioni da inviare alla Corte dei Conti, puntando su di una precedente impostazione di bilancio del 2019 che permise di spalmare su dieci anni il disavanzo e non fu bloccata dai giudici contabili. 

DE LUCA ALL'ATTACCO. «La notizia di oggi circa la pronuncia della Corte dei conti sull'irregolarità del bilancio regionale 2020, non fa che confermare quanto abbiamo sempre denunciato, ovvero che i bilanci della regione sono farlocchi. Lo ripetiamo da anni senza aver mai ottenuto risposte né dall’assessore Armao né dallo stesso Musumeci. Oggi arriva la tegola della Corte dei conti che nero su bianco certifica un buco da oltre un miliardo di euro. Il Governo Musumeci, quello dalle carte in regola, ha approvato i bilanci senza tenere conto delle norme vigenti al momento dell’approvazione. Nel 2019 è stato proposto un bilancio in violazione del diritto di base. La Corte dei conti oggi fa due osservazioni contestando la decisione di spalmare in 10 anni invece che in tre il maxi-disavanzo scoperto a fine 2018 pari a 866.903.662 euro e il finanziamento delle autolinee pubbliche e private in forza di una legge poi dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale contestando la spesa di 161.163.169 euro». Lo ha detto il leader di «Sicilia Vera - Sud chiama Nord» Cateno De Luca. «Si fa riferimento - aggiunge - ad uno squilibrio di circa un miliardo ma noi sappiamo che in realtà il buco è molto più profondo e su questo metteremo in atto un’operazione verità. Il vero falso è infatti nel rapporto tra le società della regione e il socio unico che è la regione stessa, lì si nasconde un buco enorme che vogliamo approfondire. Sui conti della regione ci sarà da fare un lavoro di verità perché i siciliani devono sapere queste carte in regola dove sono. Intanto Schifani sappia che in aula non passerà più un atto contabile se non si mette nero su bianco come stanno le cose. L’era dei bilanci fasulli è finita. Ricordiamo inoltre al monarca Schifani che ancora aspettiamo di sapere dove sono andati a finire i 45 milioni di euro stanziati con delibera di giunta e destinati ai comuni per evitare aumento Tari. Noi aspettiamo, così come aspettiamo la nomina del dirigente generale del dipartimento acque e rifiuti, con delega a proporre le proposte PNRR, in vista della scadenza del bando per finanziare il potenziamento delle reti fognarie e depuratori».

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INCENDIO TRA BORGETTO E PARTINICO, FORESTALI E VIGILI DEL FUOCO SUL POSTO


Dal sito livesicilia.it


Le fiamme hanno minacciato anche alcune aziende

L’estate non finisce in Sicilia. Nel palermitano forestali e vigili del fuoco sono stati impegnati per ore per spegnere un incendio divampato tra Borgetto e Partinico.

Le fiamme hanno minacciato anche alcune aziende e alcune abitazioni della zona tanto che è stato necessario l’invio di un elicottero per affiancare il lavoro svolto da terra da parte delle squadre antincendio.
23 Ottobre 2022





AL MINISTRO DEL SUD, NELLO MUSUMECI. PER LA QUESTIONE DEI LAVORATORI FORESTALI DICEVA CHE PER LA STABILIZZAZIONE SERVE UN TAVOLO NAZIONALE A ROMA. AUSPICHIAMO UN SUO IMPEGNO AFFINCHÈ SVILUPPI LA SUA IDEA SENZA SCONTENTARE NESSUNO. INVITIAMO A TUTTI COLORO CHE SI INTERESSANO DI FORESTALI DI VERIFICARE LA FATTIBILITÀ DELLA PROPOSTA

24 gennaio 2017. 
L'intervento al convegno del Sifus di Linguaglossa



24 gennaio 2017. 
L'intervento al convegno del Sifus di Linguaglossa



24 gennaio 2017. 
L'intervento al convegno del Sifus di Linguaglossa




FORESTE E MONTAGNA IN MINISTERI, UNCEM: “IMPORTANTE PER NUOVE POLITICHE DI TERITORIO”

 


Dal sito www.siciliaogginotizie.it

23 Ottobre 2022
“È molto importante che il Consiglio dei Ministri di oggi, nel dare le nuove denominazioni ai Ministeri, includa anche le Politiche Forestali e la Montagna. Non è solo un segnale formale, bensì sostanziale per indicare un lavoro chiaro a vantaggio dei territori, con uno solo o più Ministeri che si impegnano su questi fronti, e che vedono una intensa collaborazione istituzionale con gli Enti locali e con le Regioni. Foreste e Montagna entrino nei nomi, ma soprattutto nel lavoro dei Ministeri”.





CATANIA. TORRENTI, INTERVENTI MIRATI GRAZIE ALLE MAPPATURE COI DRONI AD OPERA DEL DISTACCAMENTO FORESTALE







23 ottobre 2022

PIROMANE BECCATO NEL TRAPANESE: AVEVA APPICCATO UN INCENDIO IN UN TERRENO DEMANIALE


Dal sito ilsicilia.it

21 Ottobre 2022
I Carabinieri di Valderice hanno denunciato un pastore 30enne del posto per incendio.

L’uomo, lo scorso 4 settembre, aveva provocato l’incendio di sterpaglie e macchia mediterranea per circa 135 mt. in località Carrubbazza a Valderice all’interno di un terreno demaniale.

A confermare quanto raccolto dai Carabinieri, oltre ai Vigili del Fuoco che poco prima di giungere sul posto hanno incrociato l’auto del pastore, alcune immagini estrapolate da circuiti di videosorveglianza della zona che lo hanno immortalato a bordo di un’auto furgonata, a lui in uso, che si allontanava dal luogo dell’incendio subito dopo la propagazione dello stesso.

Fonte: ilsicilia.it




STROMBOLI, LA FICTION TV E L'INCENDIO CHE HA DEVASTATO L'ISOLA: CACCIA A CHI HA ACCESO IL FUOCO E A CHI NON LO HA IMPEDITO



Dal sito www.lasicilia.it

Il procuratore di Barcellona ha spiegato il perché degli undici avvisi di garanzia. E i residenti: «Finalmente qualcosa si muove»

Di Elvira Terranova 22 Ottobre 2022
«Stiamo facendo una indagine che non si fermerà in superficie. I tempi di chiusura dell’inchiesta non saranno brevissimi, ma ovviamente saranno compatibili con i termini di chiusura delle indagini». A parlare con l’Adnkronos è Giuseppe Adornato, il Procuratore facente funzione di Barcellona Pozzo di Gotto, che coordina l’inchiesta sull'incendio scoppiato lo scorso 25 maggio a Stromboli. Sono dodici gli avvisi di garanzia emessi dalla Procura di Barcellona, «come atto dovuto, a garanzia degli stessi indagati» per «potere eseguire una serie di accertamenti».

«Stiamo verificando quali sono le responsabilità - spiega ancora il Procuratore di Barcellona - non parlo solo di chi ha acceso il fuoco ma cerchiamo di capire se qualcuno ha violato la direttiva o si è sentito autorizzato a farlo. Insomma, la nostra è una indagine a 360 gradi...». 

I magistrati si sono anche affidati ad alcuni consulenti. E hanno acquisito numerosi documenti. Insomma, sarà una indagine lunga, come annuncia il procuratore Adornato. «No, non è ancora finita. Non ci fermiamo sulla superficie». Dunque i tempi di chiusura non sono brevi. «No, non si chiuderanno in poche battute. Si accerterà tutto quello che c'è da accertare per chiarire quello che è accaduto sia a maggio che ad agosto», dopo la bomba d’acqua che ha creato ulteriori disagi alla popolazione di Stromboli. 

L’incendio scoppiò nella notte tra il 25 e il 26 maggio scorsi sul set di una fiction prodotta dalla società “11 Marzo Produzione Film”, che vede protagonista Ambra Angiolini. Quella notte andarono in fumo oltre 5 ettari di macchia mediterranea. Poi, ad agosto, l’isola venne colpita da una violenta bomba d’acqua che fece arrivare fango e detriti che, proprio a causa dell’incendio che aveva disboscato la montagna, travolsero Stromboli distruggendo abitazioni e negozietti.

I provvedimenti, emessi dal procuratore Adornato e dal sostituto procuratore Carlo Bray, riguardano, tra gli altri, i rappresentanti delle due società romane incaricate dalla Rai, i vigili del fuoco, il sindaco di Lipari e di 6 delle 7 Isole Eolie, tra cui appunto Stromboli, Riccardo Gullo, un dirigente comunale e l’ex sindaco Marco Giorgianni. Che, intervistato dall’Adnkronos, ha detto: «Sono assolutamente sereno sugli atti che andavano fatti nella qualità di sindaco a tutela del territorio». Il reato contestato all’ex sindaco sarebbe l’omissione. Dopo quel rogo devastante Giorgianni chiese il riconoscimento dello stato di calamità per l’isola e costituì un ufficio tecnico per valutare gli interventi necessari e urgenti. Il 12 giugno le elezioni comunali consegnarono la vittoria e la fascia di primo cittadino all’attuale sindaco Riccardo Gullo. 

«Vedremo quello che mi viene contestato ma sono assolutamente sereno sui comportamenti che ho tenuto a tutela del territorio - dice Giorgianni - . Se ciò che mi viene contestato dovesse essere l'autorizzazione all’incendio sarei ancora più tranquillo perché, come ho più volte detto, non ho mai autorizzato l’accensione di fuochi, anzi l’ho vietata con specifica ordinanza».

Gli indagati sono i rappresentanti delle società “11 Marzo Produzione Film” e “Best Sfx”, Sergio Giorcelli, Roberto Ricci, Matteo Levi, Elio Terribili, i vigili del fuoco Alessandro Romeo, Carmelo Siracusa, Antonino Lo Faro e Giuseppe Marra, la dirigente romana Simona Pognant, l’ex sindaco di Lipari Marco Giorgianni, il dirigente comunale Mirko Ficarra e l’attuale primo cittadino Riccardo Gullo. 

La scorsa settimana sono iniziati i lavori di bonifica alla Spiaggia Lunga di Stromboli, dove verranno recuperati spazzatura e detriti riversati in mare negli ultimi anni. I cittadini di Stromboli, intanto, aspettano i risultati dell’indagine. «Finalmente qualche cosa si muove anche se sarà un percorso molto lungo e con tanti ostacoli - dice all’Adnkronos Gianluca Giuffrè, che abita a Ginostra - Mi aspetto che si faccia piena luce sui fatti accaduti. Lo si deve all’isola e alla sua gente. Troppi danni e troppa paura ancora oggi ad ogni pioggia».

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TROINA, IL COMUNE CHIEDE ALLA REGIONE L’ASSEGNAZIONE DEGLI ASINI RAGUSANI DEL PARCO FORESTALE DI CALAFORNO



Dal sito www.ennaora.it

21 Ottobre 2022
Ricevere in assegnazione i 6 asini del Parco forestale di Calaforno e impiegarli per il progetto “Legalità di razza”.

É la richiesta che il sindaco Fabio Venezia e il presidente dell’Azienda Speciale Silvo-Pastorale del Comune di Troina, Angelo Impellizzeri, hanno indirizzato al direttore generale del Dipartimento di Sviluppo rurale e territoriale, dottor Mario Candore. 

I 6 equidi, tenuti allo stato brado insieme a 19 cavalli all’interno dell’Azienda Pilota regionale per l’allevamento dell’Asino Ragusano, dopo essere sopravvissuti all’incendio che nell’agosto del 2021 devastò la riserva, hanno infatti rischiato la vendita all’asta, a causa dell’impossibilità della loro gestione da parte della Regione Siciliana.                                        

Provvedimento sospeso nei giorni scorsi, dopo il vespaio di appelli e polemiche sollevato da diverse associazioni animaliste, in attesa di trovare una soluzione alternativa all’inevitabile destino della macellazione.

“L’Azienda Silvo-Pastorale del Comune di Troina – si legge nella missiva – , da anni porta avanti il progetto ‘Legalità di razza’, che prevede l’allevamento di razze siciliane nei terreni demaniali sottratti alla mafia e manifesta la propria disponibilità a ricevere in comodato gratuito i sei asini del Parco forestale di Calaforno e, senza alcun onore per la Regione, allevarli a propria cura e spese”.





22 ottobre 2022

AUGURI SINCERI AL NEO MINISTRO DEL SUD, NELLO MUSUMECI. IL BLOG GLI RICORDA CHE DA PRESIDENTE DELLA REGIONE CHIEDEVA UN CONFRONTO CON IL GOVERNO NAZIONALE PER GARANTIRE ALMENO UNA CONTINUITÀ DI LAVORO CHE VADA OLTRE LA UMILIANTE CONDIZIONE DI LAVORATORI STAGIONALI. SCUSE NON SE NE POSSONO PIÙ AVERE! VIDEO












RIFORME? TRA UN ANNO, FORSE. TUTTE LE INCOMPIUTE DI SICILIA. IN CAMPAGNA ELETTORALE SCHIFANI HA DELINEATO I TERMINI DI UNA POSSIBILE RIFORMA PER ACCOMPAGNARE ALLA PENSIONE UNA QUOTA IMPORTANTE DEGLI ATTUALI 18.000 OPERAI FORESTALI E IMPIEGARE A TEMPO INDETERMINATO LA RESTANTE PARTE DI OPERAI



Dal sito www.buttanissima.it

Paolo Mandarà 21 Ottobre 2022
Consorzi di bonifica, Forestale, Pubblica amministrazione. Ma anche ex province, Rifiuti e Turismo. In rigoroso ordine alfabetico. Sono queste alcune delle riforme da predisporre nella nuova legislatura. Sperando che il governo Schifani riesca ad andare oltre il misero bottino del governo Musumeci, capace di portare a casa Urbanistica, Diritto allo studio e poco altro. Con questi chiari di luna – non tutti i parlamentari sono stati proclamati, e Schifani dice di non aver ancora pensato alla composizione della giunta – è difficile ipotizzare gli step successivi. Ma se la Sicilia vuole ripartire per davvero, offrendo prospettive di sviluppo a famiglie e imprese, senza dimenticarsi dei più giovani, non basterà occuparsi di bilanci ed esercizi provvisori; né si potrà concentrare l’azione di governo su opere alquanto fantasiose come il Ponte sullo Stretto o il Centro Direzionale della Regione. Per le quali servono investimenti mastodontici, ma soprattutto fitte interlocuzioni e tantissima pazienza.

Schifani sa bene che di tempo non ne ha. In questa prima fase si sta occupando delle emergenze. Ieri, a seguito della polemica infuocata dei sindaci, è stato pubblicato il nuovo bando per l’affidamento in concessione dei servizi di collegamento marittimo in regime di servizio pubblico con le isole minori per i prossimi cinque anni. Adesso si passerà ad altre rassegne, prime fra tutte quelle economiche. Ma prima o poi, contestualmente all’insediamento del nuovo governo (metà novembre?) bisognerà proiettare lo sguardo oltre. A quelle riforme rimaste nel cassetto, che Musumeci non ha onorato a causa della risicata maggioranza all’Ars che ha contraddistinto gli anni del suo mandato.

Sia chiaro: non si tratta di una giustificazione, ma di un’aggravante. Se l’ex presidente fosse stato in grado di rapportarsi col parlamento, oltre che con i partiti della sua coalizione, la strada sarebbe risultata meno ripida. E invece siamo fermi a una brochure di un centinaio di pagine, in cui alle riforme è dedicato uno spazio angusto. Persino quella dei lavoratori forestali, di cui si parla da tempo, è rimasta incompiuta. Giampiero Trizzino, assieme al già comandante del Corpo Forestale Michele Lonzi, aveva presentato un disegno di legge lo scorso giugno: si trattava di “una proposta legislativa di riforma dell’intero settore che, come tante altre, è rimasta nei cassetti del Parlamento regionale. Anche se non sarò più candidato – spiegava il grillino -, mi auguro ci possano essere deputati lungimiranti che la facciano propria, affinché veda la luce nella prossima legislatura” perché “la Sicilia merita un Corpo forestale che sia capace di assolvere alle numerose funzioni previste dalla legge, che non si esauriscono solo alla lotta agli incendi boschivi, ma si estendono al contrasto allo smaltimento illecito dei rifiuti e all’immissione di inquinanti nell’ambiente naturale, al taglio abusivo degli alberi, al bracconaggio od ancora alla speculazione edilizia”.

In campagna elettorale Schifani ha delineato i termini di una possibile riforma per “accompagnare alla pensione una quota importante degli attuali 18.000 operai forestali con l’impiego, concordato con lo Stato, in tutto o in parte dei circa 100 milioni annui di disoccupazione agricola erogata ai lavoratori, impegnati in Sicilia”. L’obiettivo, inoltre, “è impiegare a tempo indeterminato la restante parte di operai, anche con l’impiego di fonti di finanziamento opportunamente indirizzate” e “riorganizzare il lavoro forestale, con l’inserimento di competenze legate alle attuali necessità di tutela ambientale – cambiamenti climatici, new green deal, risorse energetiche rinnovabili – e modernizzare i sistemi di gestione del lavoro forestale”. Già, ma quando?

Fra le altre incombenze che lo Stato aveva inserito nell’accordo di finanza pubblica sottoscritto fra l’ex premier Conte e Nello Musumeci nel gennaio 2021 – quello che spalmava il disavanzo di 1,7 miliardi in dieci anni – c’era anche la riforma dei Consorzi di Bonifica. Che nessuno, però, è riuscito a mandare in porto. Nonostante i tentativi. Il 15 gennaio scorso, infatti, l’assessore Scilla esultava perché la terza commissione dell’Ars ha “approvato e trasmesso il disegno di legge di riforma dei Consorzi di bonifica. Dopo un lungo iter si è finalmente giunti a questo risultato, atteso da tempo da tutto il mondo agricolo siciliano”. Peccato che della riforma si perdano le tracce quasi subito, e l’11 luglio scorso fu Gianfranco Micciché, presidente dell’Assemblea, a dichiararla abortita: “La riforma sui Consorzi di Bonifica, approvata dalle commissioni competenti dell’Ars, così com’è scritta non risolve i problemi degli agricoltori e, per questo, non arriverà a Sala d’Ercole. Così com’è stato esitato, il progetto di riforma non piace ai rappresentanti di categoria, perché non risolve alcuni problemi fondamentali del settore. Io mi impegno ad aprire un confronto attivo e serio con gli attori principali del comparto con l’obiettivo di mettere nell’agenda della prossima legislatura una riforma che sia accanto agli agricoltori, ma che lasci la politica fuori dalla gestione dei consorzi, commissariati da circa trent’anni”.

Di commissariamento ha parlato anche Schifani in campagna elettorale: “Se non si supera il commissariamento dei Consorzi non risolviamo le questioni che stanno più a cuore agli agricoltori”. E ancora: “I consorzi di bonifica in Sicilia bisogna riformarli e metterli in condizione di operare o trovare strutture e soluzioni alternative. Non si può concepire che non arrivi acqua ai nostri campi, in una terra come la nostra con un’agricoltura a cui manca l’acqua, bene essenziale per coltivazioni e produzioni. Abbiamo un patrimonio che dobbiamo mettere a regime con l’acqua”.

Altro tema delicato: i rifiuti. La bocciatura, da parte dei franchi tiratori, dell’articolo 1 della proposta di riforma della governance, determinò (nel novembre ’19) l’ira di Musumeci, con annessa minaccia di non tornare più in aula finché non fosse abolito l’istituto del ‘voto segreto’. La riforma, quella riforma, non ha più visto la luce perché ritenuta una porcheria da maggioranza e opposizione. Nonostante decine e decine di sedute in commissione Ambiente per smussarla. Se ne riparlerà, forse.

Come si dovrà necessariamente riparlare, alla luce della recente sentenza del tribunale di Palermo sull’illegittimità della nomina a capo dipartimento di un dirigente di “terza fascia”, di riforma della pubblica amministrazione. Nell’accordo di finanza di cui sopra, si accennava a un intervento legislativo corposo per “eliminare le distinzioni tra la prima e la seconda fascia dei dirigenti di ruolo, superare la terza fascia dirigenziale avente natura transitoria con l’inquadramento nell’istituenda unica fascia dirigenziale, agli esiti di una procedura selettiva per titoli ed esami (…) con espresso divieto a regime di inquadramenti automatici o per mezzo di concorsi riservati per l’accesso alla dirigenza”.  Nessuno, però, ha avuto il coraggio di proporre all’aula una legge all’altezza.

Si è chiacchierato a lungo anche di riforma del turismo, che la candidata del centrosinistra, Caterina Chinnici, aveva agganciato all’opportunità di accorpare i due assessorati competenti: Turismo e Beni culturali. Mentre l’ultima tentazione, che Musumeci ha soltanto sfiorato, è la riforma delle ex province, che superi la Legge Delrio e lo scoglio della Corte Costituzionale, e che consenta ai cittadini di esprimersi per ridare rappresentanza (e ossigeno) agli enti d’area vasta. Una proposta fatta propria da Totò Cuffaro, segretario regionale della Dc: “Adesso, d’intesa con il presidente della Regione Renato Schifani, lavoreremo ad una legge regionale che ripristini l’elezione di primo grado dei presidenti delle province e dei consiglieri, così come avveniva prima. Tornare a rinnovare questi organi vuol dire ridare dignità alle istituzioni e responsabilizzare una nuova classe dirigente, vicina ai territori, che sappia rilanciare l’azione amministrativa e di sviluppo”.

Per realizzare tutto questo ci vorrà tempo, ma anche la volontà politica. Entro quest’anno l’Ars riuscirà ad approvare a malapena la nuova proposta di esercizio provvisorio per consentire la spesa in dodicesimi nei primi mesi del ‘23. Terminato quell’iter bisognerà imbastire una legge di Bilancio e di Stabilità, sperando di riuscire ad approvarla entro il prossimo febbraio (ma non è escluso che la pratica si protragga ad aprile, come nel 2022). Chiudere troppo in là, significherebbe intrecciare il calendario con l’incombenza delle vacanze estive e con una serie di leggine che, da prerogative parlamentari, non possono mancare. Ecco che le riforme potrebbero slittare a dopo l’estate, specie se il lavoro nelle commissioni di merito non dovesse procedere spedito. Schifani potrebbe agevolarlo, evitando agli assessori un frenetico rimpallo fra i palazzi: ma questo sarebbe incompatibile con la sua giunta di “soli eletti”. Nessuno ha voglia di destabilizzare alcunché: ma la nebbia è sempre più fitta.






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Ascolta la promessa di stabilizzare i lavoratori forestali del Presidente Renato Schifani



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