16 febbraio 2023

IL SEGRETARIO NAZIONALE DEL SIFUS CONFALI PER I CONSORZI DI BONIFICA, ERNESTO ABATE: “IN CONCOMITANZA DELLA CAMPAGNA DI MECCANIZZAZIONE, IL 6 MARZO 2023 VENGANO AVVIATI IN SICILIA ANCHE TUTTI GLI OPERAI A TEMPO DETERMINATO DEI CONSORZI DI BONIFICA E PURE I FORESTALI!”


Dal sito www.politicamentecorretto.com


Il Segretario nazionale del SIFUS CONFALI per i Consorzi di Bonifica, Ernesto Abate:

“In concomitanza della campagna di meccanizzazione, il 6 marzo 2023 vengano avviati in Sicilia anche tutti gli operai a tempo determinato dei Consorzi di Bonifica e pure i Forestali!”

“Ci dà serenità apprendere dall’Assessore regionale all’Agricoltura, On. Luca Sammartino, che in Sicilia gli operatori a tempo determinato dell’Ente Sviluppo Agricolo verranno avviati per la campagna di meccanizzazione agricola a partire dal 6 marzo 2023. Pur tuttavia, come organizzazione sindacale chiediamo che a questa data vengano avviati anche tutti gli operai a tempo determinato dei Consorzi di Bonifica e tutti gli operai a tempo determinato dei Forestali!”. La dichiarazione è di Ernesto Abate, Segretario Nazionale del SIFUS CONFALI per i Consorzi di Bonifica, il quale aggiunge: “In Sicilia abbiamo assistito a disastri annunciati come quelli vissuti nei giorni 8 e 9 febbraio scorsi, nell’area orientale dell’Isola. Tali eventi dimostrano come non ci siano più stagioni e come gli operatori della sicurezza del territorio non possono più essere legati a contratti di natura stagionale, né tantomeno a tempo determinato per attività insoddisfacenti poiché per piccole porzioni di un anno! Ma questo è solo uno scorcio delle tante calamità che flagellano l’intera Italia, come il resto del mondo cosiddetto ‘evoluto’ che non pone centralità al vettoriamento delle acque piovane, al loro invaso per tutti gli scopi e allo scolo delle stesse quando in esubero. Se non fosse chiaro a molti  – spiega Ernesto Abate – , gli eventi calamitosi sono sempre più violenti e ripetitivi e pertanto la prima cosa su cui intervenire è immettere progettualmente al lavoro tutte quelle  professionalità che si occupano e preoccupano di territorio agricolo in qualità di sentinelle del territorio, maestri in materia idraulico forestale e bonifica montana! Per fare ciò, da oggi è possibile utilizzare 20 milioni di euro per la messa in sicurezza dei comprensori irrigui e le sue infrastrutture, tanto è quanto appena approvato con la legge di stabilità finanziaria 2023 attraverso i fondi FESR, per cui con la corretta riqualificazione mirata del personale operaio a tempo determinato, si dispongono risorse utili per la corretta progettualità e programmazione di progetti esecutivi in cui vi è l’obbligo dell’uso del personale a tempo determinato. Di questo servirà la giusta sinergia con i Comuni interessati dai comprensori irrigui, affinché queste risorse risulteranno essere utili alla società civile e rurale. Siamo certi  aggiunge il Segretario Nazionale del SIFUS CONFALI per i Consorzi di Bonifica – che sull’argomento l’Assessore regionale all’Agricoltura, Luca Sammartino (nonché vice presidente dell’Ars, nonché ottimo portavoce politico a carattere nazionale, per i ruoli istituzionali che ricopre) saprà dimostrare la giusta sensibilità per il territorio e la società alla quale è chiamato a rappresentare e tutelare, in un tavolo tecnico in cui sia presente il governo centrale, anche al fine di rivedere l’accordo stato Regione dello scorso 2021, per cui in Sicilia occorre dare il giusto procedimento all’art 60 lr 9 del 15 aprile 2021 poiché si prefigge di tenere aggiornato il reale fabbisogno del personale operaio occorrente nelle piante organiche variabili dei Consorzi di Bonifica (POV), fondamentali a garantire le attività finalizzate al servizio idrico, irriguo per gli agricoltori e di Bonifica del comprensorio irriguo. Inoltre – conclude Ernesto Abate, Segretario Nazionale del SIFUS CONFALI per i Consorzi di Bonifica – quanto rappresentato per la Sicilia a livello geomorfoligico, racchiude tutte le varie sfaccettature che si vivono in campo nazionale e che nelle disfunzioni del Nord in cui si hanno ramificate ed efficienti reti irrigue, mancano gli invasi da cui attingere; mentre, al contrario, al sud ed in particolare in Sicilia, sono presenti tanti invasi che seppur non collaudati e quindi a capienza ridotta, non sono supportati da efficienti reti irrigue ormai logore e parzialmente interrotte. In comune si hanno le disfunzioni oggettive e la medesima esigenza di porre rimedi in essere, restituendo centralità al vettoriamento delle acque piovane, al loro invaso per tutti gli scopi e allo scolo delle stesse quando in esubero”.





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MALTEMPO IN SICILIA: NIENTE PREVENZIONE E DOPO I DANNI AMBIENTALI RICHIESTA DI STATO DI EMERGENZA. CI RIVOLGIAMO SOPRATTUTTO ALLA PROTEZIONE CIVILE REGIONALE, PERCHÈ SPERARE CHE GLI ASSESSORATI ALL’AGRICOLTURA E AL TERRITORIO E AMBIENTE FACCIANO QUALCOSA IN MATERIA DI PREVENZIONE DI INCENDI BOSCHIVI E ALLUVIONI È DA ILLUSI. IL PASSATO GOVERNO REGIONALE È STATO UN DISASTRO. VEDIAMO COSA FARÀ L’ATTUALE GOVERNO


Dal sito www.inuovivespri.it

16 Febbraio 2023
  • Sperare che gli assessorati all’Agricoltura e al Territorio e Ambiente facciano qualcosa in materia di prevenzione di incendi boschivi e alluvioni è da illusi 
  • Il passato Governo regionale, in materia di prevenzione dei danni ambientali, è stato un disastro. Vediamo cosa farà l’attuale Governo. La partenza è negativa 
Ci rivolgiamo soprattutto alla Protezione civile regionale, perché sperare che gli assessorati all’Agricoltura e al Territorio e Ambiente facciano qualcosa in materia di prevenzione di incendi boschivi e alluvioni è da illusi

“C’è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo…”. E un passo di una celebre canzone che non c’entra nulla con l’emergenza maltempo che ha colpito nei giorni scorsi la Sicilia orientale. Noi lo utilizziamo non tanto per il Governo regionale di Renato Schifani, che non ha alcuna responsabilità, visto che si è insediato da qualche mese, quanto per la struttura amministrativa della Regione – a cominciare dalla Protezione civile e da ben due assessorati regionali, Agricoltura e Territorio e Ambiente – che ha aspettato la pioggia che ha colpito la Sicilia orientale per ‘piangere’ sui danni! E dire che negli ultimi anni la pioggia ha creato grandi problemi, per lo più nella Sicilia orientale. Ma alla politica e alle strutture amministrative regionali – che si dovrebbero occupare della prevenzione – di prevenzione, in materia di tutela del territorio, ne hanno fatta pochissima! Ora leggiamo che la Giunta Schifani “dichiara lo stato di crisi regionale e chiede lo stato di emergenza nazionale per l’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito la scorsa settimana con particolare violenza la Sicilia orientale. Il Governo regionale ha approvato la proposta del dipartimento regionale della Protezione civile”. Aggiunge il presidente della Regione siciliana: “Ho agito immediatamente per dare un segnale ai territori colpiti. Domenica, durante i sopralluoghi che ho effettuato, ho assicurato che l’impegno del mio Governo non sarebbe mancato. I danni subiti dalle zone della Sicilia orientale sono stati ingenti: adesso le istituzioni devono intervenire con urgenza per ripristinare i servizi essenziali e poi dovremo pensare anche alle opere per mitigare il rischio in futuro. Adesso ci attiveremo presso il Governo a Roma per il riconoscimento dell’emergenza nazionale”.
 

Il passato Governo regionale, in materia di prevenzione dei danni ambientali, è stato un disastro. Vediamo cosa farà l’attuale Governo

Che dire? Ci auguriamo che lo stato di emergenza non sia la solita storia di un po’ di soldi da spartire qua e là con appalti a ruota libera per poi aspettare la prossima emergenza ambientale e il prossimo stato di emergenza. Tra l’altro, il Governo nazionale di Giorgia Meloni, dopo aver infilato le mani in tasca agli italiani con l’eliminazione degli sconti fiscali sulla benzina ha aumentato il prezzo delle sigarette. Da qui la nostra domanda: un Governo che ‘spreme’ i cittadini per acchiappare soldi a destra e a manca  dovrebbe dare soldi alla Sicilia colpita dal maltempo? Non ci crediamo proprio! Ancora il comunicato: “Secondo una prima stima dei danni, effettuata dal dipartimento regionale della Protezione civile, occorrono circa 12 milioni di euro per interventi di somma urgenza per il ripristino dei servizi essenziali, per il soccorso e l’assistenza alla popolazione e per eliminare i pericoli. Altri 100 milioni servirebbero per interventi strutturali di riduzione del rischio residuo”. L’ultima parte del comunicato dove si riporta una stima della Protezione civile siciliana – “Altri 100 milioni servirebbero per interventi strutturali di riduzione del rischio residuo” – ci dice che la stessa Protezione civile può intervenire con opere di prevenzione. Bene: perché la Protezione civile queste cose non le dice ordinariamente, senza bisogno di aspettare l’ondata di maltempo? Quest’anno si farà qualcosa per prevenire gl’incendi boschivi o si continuerà a correre, con i soldi tra le mani, aerei ed elicotteri? Si farà qualcosa per prevenire le inondazioni che potrebbero arrivare anche in Estate con gli incendi boschivi? Il Governo regionale precedente non ha fatto alcunché per la prevenzione degli incendi boschivi e delle inondazioni. Vediamo cosa farà l’attuale Governo. La partenza è negativa, perché stiamo già inseguendo le piogge sostenute ma non micidiali. Lo dichiamo alla Protezione civile: le piogge che nei giorni scorsi hanno colpito la Sicilia orientale sono state sostenute ma non disastrose. Con una forza sì e no del 20% rispetto a quello che potrebbe succedere con i cambiamenti climatici in corso. Tenetelo a mente.

Foto tratta da La Sicilia






MALTEMPO IN SICILIA, DICHIARATO LO STATO DI CRISI REGIONALE, GIUNTA CHIEDE L’EMERGENZA NAZIONALE, IL PRESIDENTE SCHIFANI "DANNI INGENTI". ADESSO LE ISTITUZIONI DEVONO INTERVENIRE CON URGENZA PER RIPRISTINARE I SERVIZI ESSENZIALI E POI DOVREMO PENSARE ANCHE ALLE OPERE PER MITIGARE IL RISCHIO IN FUTURO.MOSTRATO ANCORA UNA VOLTA LA FRAGILITÀ DI COSTE E TERRITORI. IL PROBLEMA DEI FIUMI NEL RAGUSANO E NEL TERRITORIO DI CARLENTINI



Dal sito www.blogsicilia.it

15/02/2023
La giunta Schifani dichiara lo stato di crisi regionale e chiede lo stato di emergenza nazionale per l’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito la scorsa settimana con particolare violenza la Sicilia orientale. Il governo regionale ha approvato la proposta del dipartimento regionale della Protezione civile.

Schifani “Danni ingenti, ci attiveremo per emergenza nazionale”

“Ho agito immediatamente per dare un segnale ai territori colpiti – dice il presidente della Regione Renato Schifani –. Domenica, durante i sopralluoghi che ho effettuato, ho assicurato che l’impegno del mio governo non sarebbe mancato. I danni subiti dalle zone della Sicilia orientale sono stati ingenti: adesso le istituzioni devono intervenire con urgenza per ripristinare i servizi essenziali e poi dovremo pensare anche alle opere per mitigare il rischio in futuro. Adesso ci attiveremo presso il governo a Roma per il riconoscimento dell’emergenza nazionale”.

La prima stima dei danni

Secondo una prima stima dei danni, effettuata dal dipartimento regionale della Protezione civile, occorrono circa 12 milioni di euro per interventi di somma urgenza per il ripristino dei servizi essenziali, per il soccorso e l’assistenza alla popolazione e per eliminare i pericoli. Altri 100 milioni servirebbero per interventi strutturali di riduzione del rischio residuo.

Le aziende chiedono l’intervento del governo

“Il Governo si attivi per fronteggiare lo stato di emergenza in cui versano i territori della Sicilia Orientale a seguito dell’ondata di maltempo del 9 e 10 febbraio scorso”. È quanto chiede il parlamentare nazionale del Movimento 5 Stelle, Filippo Scerra, con un’interrogazione al Governo Meloni.

I danni in Sicilia orientale

“Nelle province di Siracusa, Catania e Ragusa – spiega il parlamentare – è già iniziata la conta dei danni con interi comparti, come quello agricolo e agrumicolo, che rischiano seriamente di finire in ginocchio. Situazione simile anche per le attività commerciali che a causa degli allagamenti hanno riportato danni ingenti”.

La fragilità del territorio

La recente ondata di maltempo, purtroppo, ha mostrato ancora una volta la fragilità di coste e territori, impreparati a fenomeni di portata straordinaria, come avvenuto per l’appunto con il ciclone Helios che nel giro di 48 ore si è abbattuto con violenza sul Sud Est siciliano.

Le parole di Schifani

Nel corso dell’incontro con i sindaci del Siracusano, avvenuto domenica nella sede del Libero consorzio il presidente della Regione, Renato Schifani, ha spiegato che i soldi, legati alla Protezione civile regionale, e poi quelli che il Governo nazionale concederà, dopo la proclamazione dello stato di calamità, serviranno anche per mettere in sicurezza il territorio perché possa essere pronto ad una nuova e probabilissima bomba d’acqua.

Gli sfollati

“Tra Siracusa e altri Comuni della provincia – scrive il parlamentare pentastellato nella sua interrogazione – a causa delle incessanti piogge, numerosi abitanti si sono ritrovati senza utenze idriche ed elettriche e, purtroppo, alcuni con le abitazioni allagate e sfollati.”

Il problema dei fiumi

“Situazione simile nel Ragusano, dove la rottura degli argini del fiume Ippari ha creato allarme per la diga Santa Rosalia e Dirillo, che ha raggiunto volumi preoccupanti e numerosi tratti di strada sono risultati impercorribili anche a causa della presenza di alberi sulla carreggiata. Stessa situazione con lo straripamento, nel territorio di Carlentini, del fiume san Leonardo” conclude Scerra.





TERAPIA FORESTALE, L'ARIA DEI BOSCHI DIMINUISCE L’ANSIA

(Fotolia)


Dal sito www.adnkronos.com

15 febbraio 2023
Una ricerca sperimentale condotta dall’Istituto per la bioeconomia del Cnr e dal Club alpino italiano

L'aria della foresta diminuisce l’ansia. Una ricerca sperimentale condotta in 39 siti italiani tra montagna, collina e parchi urbani ha permesso di svelare il ruolo dei monoterpeni, componenti profumati degli oli essenziali emessi dalle piante, e di isolarne l’effetto specifico sulla riduzione significativa dei sintomi dell’ansia. A condurla, un team di ricercatori dell’Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche di Firenze (Cnr-Ibe) e del Club Alpino Italiano, insieme alle Università di Parma e Firenze, all’Azienda unità sanitaria locale (Ausl) di Reggio Emilia, e con il sostegno del Centro di riferimento regionale per la fitoterapia (Cerfit) di Firenze. La ricerca è pubblicata sull'International Journal of Environmental Research and Public Health.

In base all’analisi di dati ambientali e psicometrici raccolti nel corso delle campagne svolte nel 2021 e nel 2022, è stato individuato e isolato l’effetto specifico dell’esposizione ai monoterpeni (e in particolare ad α-pinene) sulla riduzione significativa dei sintomi di ansia, identificando non solo soglie di esposizione, ma anche la correlazione alla quantità di monoterpeni inalati.

“I risultati mostrano che, oltre una data soglia di concentrazione di monoterpeni totali o anche del solo α-pinene, i sintomi di ansia diminuiscono a prescindere da tutti gli altri parametri, sia ambientali che individuali, e poiché questi composti sono emessi dalle piante, possiamo ora assegnare un valore terapeutico specifico a ogni sito verde, anche condizionato alla frequentazione in momenti diversi dell’anno e del giorno - sottolinea Francesco Meneguzzo, ricercatore del Cnr-Ibe e membro del Comitato scientifico centrale del Cai - I monoterpeni sono molto più abbondanti nelle foreste remote che nei parchi urbani, sebbene con un notevole grado di variabilità: un prossimo passo sarà mappare e prevedere le relative concentrazioni”.

L’organizzazione della ricerca si è rivelata particolarmente articolata, con centinaia di partecipanti coinvolti in sessioni standardizzate di terapia, condotte in siti di tutta Italia. “Combinando sessioni di terapia forestale condotte da psicologi professionisti con tecniche avanzate di statistica, abbiamo potuto dimostrare che, in certe condizioni, l’aria della foresta è davvero terapeutica: un traguardo importante per la progressiva adozione di pratiche sanitarie verdi”, afferma Federica Zabini di Cnr-Ibe, responsabile Cnr del progetto e supervisore della ricerca.

“Abbiamo applicato un metodo statistico avanzato in uso nella ricerca clinica, che ha consentito di creare gruppi di intervento e di controllo perfettamente abbinati: i risultati ci permettono, oggi, di disporre di criteri oggettivi per individuare e qualificare stazioni di Terapia Forestale in grado di consentire prestazioni di livello clinico”, dice Davide Donelli del Dipartimento di medicina e chirurgia dell’Università di Parma e Divisione di cardiologia dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma. “Poiché è ormai consolidata la connessione tra stati di ansia e rischio cardiovascolare, i risultati ottenuti assumono un valore importante anche in ambito patofisiologico, e quella sarà materia di ulteriori ricerche”, aggiunge.

Lo studio prosegue il filone di ricerca intrapreso nel 2019 relativo alla distribuzione degli oli essenziali emessi dalle piante, che ha portato a numerose pubblicazioni scientifiche e alla realizzazione di due volumi sulla Terapia Forestale, editi dal Cnr, che hanno permesso di sistematizzare le conoscenze ad oggi acquisite in merito a questa disciplina emergente.

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15 febbraio 2023

FLOTTE ANTINCENDIO, MUSMECI RASSICURA PORCU. ABBIAMO TRATTATO ANCHE LA POSSIBILITÀ, DA PARTE DELLE REGIONI, DI ASSUMERE PERSONALE DA IMPIEGARE A VARIO TITOLO NEL SISTEMA DI PROTEZIONE CIVILE IN DEROGA AGLI ATTUALI VINCOLI». LO HA DETTO L'ASSESSORE REGIONALE DELLA DIFESA DELL’AMBIENTE DELLA SARDEGNA AL TERMINE DELL'INCONTRO A ROMA, CON IL MINISTRO NELLO MUSUMECI


Dal sito www.alguer.it

14 Febbraio 2023
L'assessore regionale della Difesa dell’ambiente, Marco Porcu, al termine dell'incontro a Roma, con il ministro del Mare e della Protezione civile, Nello Musumeci, al quale ha presenziato anche il direttore generale della Protezione civile regionale, Antonio Belloi

CAGLIARI - «È stato un incontro proficuo che mi ha consentito di affrontare col Ministro alcuni temi importanti che riguardano la Sardegna. In riferimento alla programmazione della prossima campagna antincendio, ho chiesto rassicurazioni sulle flotte a disposizione della Sardegna. Inoltre, abbiamo trattato anche la possibilità, da parte delle Regioni, di assumere personale da impiegare a vario titolo nel sistema di protezione civile in deroga agli attuali vincoli». Lo ha detto l'assessore regionale della Difesa dell’ambiente, Marco Porcu, al termine dell'incontro a Roma, con il ministro del Mare e della Protezione civile, Nello Musumeci, al quale ha presenziato anche il direttore generale della Protezione civile regionale, Antonio Belloi. Il ministro Musumeci ha anche annunciato una sua visita nell’Isola per affrontare le varie tematiche riguardanti la Protezione civile in Sardegna.






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14 febbraio 2023

SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO, LODDO\VIRZÌ (CO.CO.PRO INAIL): IN SICILIA IN CRESCITA GLI INFORTUNI MORTALI


Ricevo e pubblico
dall'Ufficio Stampa UGL/UTL Palermo

“Nel 2022 in Sicilia sono aumentati i morti sul lavoro. Non è una bella notizia il report Inail nazionale che fotografa l’andamento degli infortuni in Italia. Pur con una diminuzione complessiva in Sicilia purtroppo scontiamo una crescita degli infortuni mortali. Da mesi, anni, diciamo che occorre prevenire, formare, non soltanto i lavoratori ma anche i Datori di Lavoro sia essi pubblici che Privati. Va fatto uno sforzo che non sia di facciata. Uno sforzo affinché la Sicurezza sul Lavoro diventi prassi consolidata, primaria conoscenza alla pari delle professionalità legate alle attività sia esse operative/manuali, sia esse intellettive/progettuali. Uno sforzo che deve essere accentuato da accordi con le scuole sin dalla scuola primaria. La sicurezza e la salute nel lavoro deve essere materia di studio e formazione scolastica ed evolversi al lavoro. Solo quando ci sarà una coscienza culturale formata al rispetto della prevenzione i rischi degli infortuni potranno ridursi. In questo il CO.CO.PRO  Comitato Consultivo Provinciale  INAIL  di Palermo è impegnato a finalizzare progetti con le scuole”.

Lo dichiarano Raffaele Loddo e Filippo Virzì Componenti del Comitato Consultivo Provinciale Inail di Palermo.

“Di pari passo –  aggiungono Loddo e Virzì –  chiediamo il potenziamento degli uffici preposti ai controlli degli Ispettorato del lavoro e degli uffici Inail. Nella sola Sicilia occorrono 300 unità per rendere efficaci le verifiche ed i controlli al rispetto delle norme previste dalla legge 81/08 e smi, che negli anni ci sono state. La prevenzione è una chimera senza i dovuti controlli così come senza verifiche nei cantieri, uffici, nelle sedi di lavoro le violazioni, le disattenzioni, il mancato utilizzo delle dotazioni di protezione causano inevitabilmente gli incidenti. A tutto questo si aggiungano le tante modifiche al modo di lavorare che ha ridotto le unità lavorative per risparmiare sul costo del lavoro per via di appalti sempre più al ribasso senza salvaguardare le vite umane. In una fase di forte ripresa grazie anche ai fondi del PNRR il rischio di tralasciare aspetti importanti della sicurezza pur di non sprecare tempo prezioso (così è spesso interpretato il tempo occorrente alla formazione sulla salute e sicurezza) per raggiungere gli obbiettivi fissati. Tutte le attività devono essere riviste nella modalità di svolgimento e devono privilegiare la salvaguardia della vita umana sul profitto. Lo abbiamo già detto”.

“Nei rinnovi dei CCNL i sindacati – sostengono –  devono con forza chiedere che oltre alla formazione ricorrente, alla prevenzione dei luoghi di lavoro non si prevedano più attività svolte da mono operatori, ma tutte devono essere svolte da almeno coppie di lavoratori, specialmente quelle più pericolose e quelle pomeridiane e notturne. Non ci sono ispezioni sufficienti nei cantieri di lavoro per mancanza di Ispettori. Basta lavoro nero, basta riduzione di costi, basta incidenti sul lavoro in cambio di minori costi e maggiori profitti. Anche la legislazione Nazionale in materia di appalti va cambiata per sostenere questi percorsi di civiltà”.



L'ASSESSORE ALL'ECONOMIA, MARCO FALCONE: PER I LAVORATORI FORESTALI NON CI SONO PIÙ RISORSE CHE VENGONO DATI A SPIZZICHI E BOCCONI. PER LA PRIMA VOLTA QUESTO BILANCIO, INTANTO ASSEGNA A TUTTI GLI ASSESSORATI, AI 29 DIPARTIMENTI, LE SOMME PER AVERE LA NORMALITÀ NELL'ANNO, PER POTER GARANTIRE L'ORDINARIO

E allora ecco, in questo senso, da un lato abbiamo stabilito all'articolo quattro, all'articolo sei, abbiamo stabilito qual è il monte ore di un mondo di diciassettemila persone, che ieri erano ventisettemila, poi diventarono ventitremila, oggi sono poco più di diciassette mila e cinquecento persone, il mondo della forestale, della forestazione.
Abbiamo dato finalmente una cifra: 248 milioni e trecentomila euro come monte ore e non ci sono più risorse che vengono dati a spizzichi e bocconi. Per la prima volta questo bilancio, intanto assegna a tutti gli Assessorati, ai 29 Dipartimenti, le somme per avere la normalità nell'anno, per poter garantire l'ordinario, dopo abbiamo potuto anche assegnare ulteriori risorse laddove venissero - come dire -  rappresentate la necessità, l’importanza e la strategicità.

Fonte: Seduta parlamentare del 07/02/2023







LA RICHIESTA URGENTE DEL SIFUS PER AVVIARE TUTTO IL PERSONALE A TEMPO DETERMINATO DEI CONSORZI DI BONIFICA ESA E FORESTALI

Ricevo e pubblico
Segreteria generale SIFUS-CONFALI





SIFUS CONFALI: VENERDÌ 17 FEBBRAIO 2023 ORE 18 CONGRESSO COMUNALE DEL SETTORE FORESTALE PRESSO CASALE DRINZI - COLLESANO



Ricevo e pubblico
dalla Segreteria provinciale del Sifus Confali Palermo

SIFUS CONFALI COLLESANO (PA)
In preparazione al primo congresso nazionale che si svolgerà a Palermo il 15-16 Marzo p.v. presso l’Astoria Palace
VENERDÌ 17 FEBBRAIO 2023 ORE 18
si svolgerà il congresso comunale del settore forestale presso Casale Drinzi - Collesano.
Si parlerà anche dei ricorsi per il percepimento degli arretrati di anzianità di servizio forestale.
All’incontro parteciperà anche Giuseppe Fiore segretario regionale del sindacato di categoria. 
SIFUS CONFALI
Segreteria provincia di Palermo





13 febbraio 2023

IL SIFUS CHIEDE AL GOVERNO SCHIFANI E AGLI UFFICI COMPETENTI L‘AVVIO URGENTE DEGLI OPERAI FORESTALI, DEI CONSORZI DI BONIFICA E DELL’ESA



Ricevo e pubblico
dalla Segreteria Sifus Confali

Il Sifus chiede al governo Schifani e agli uffici competenti l'avvio urgente degli operai forestali, dei consorzi di bonifica e dell’esa



IL SEGRETARIO REGIONALE DELLA FAI CISL, ADOLFO SCOTTI: IN SICILIA 270 COMUNI SU 390 SONO A RISCHIO IDROGEOLOGICO. VANNO PROGRAMMATI INTERVENTI CHE VANNO DAL RILANCIO DELLA FORESTAZIONE AL CORRETTO UTILIZZO DEI CONSORZI DI BONIFICA. LA TUTELA DEL PATRIMONIO BOSCHIVO È UN TASSELLO IMPRESCINDIBILE NELLA PREVENZIONE


Dalla pagina Facebook
Fai Cisl Sicilia

“In Sicilia 270 comuni su 390 sono a rischio idrogeologico, 320 mila persone risiedono in aree a rischio di frane, perché l'isola è una delle zone più fragili del Paese Evitiamo di doverci leccare le ferite ogni volta che accadono calamità naturali come quelle di questi giorni, il territorio va messo in sicurezza subito ”. A dirlo, il segretario generale della Fai Cisl Sicilia, Adolfo Scotti che chiede al presidente della Regione, Renato Schifani e agli assessori all'Agricoltura e al Territorio, Luca Sammartino ed Elena Pagana, di riunire un vertice con le sigle sindacali. “Da tempo sollecitiamo la giunta regionale a convocare le parti sociali per affrontare il tema del dissesto idrogeologico - aggiunge Scotti - ma a oggi questo confronto non è avvenuto. Accogliamo positivamente l'annuncio del governatore di una sorta di piano Marshall per mettere in sicurezza l'isola, ma è fondamentale lavorare in sinergia”.

Per la Fai Cisl Sicilia, vanno programmati interventi che vanno dal rilancio della forestazione al corretto utilizzo dei Consorzi di bonifica. “È un dato di fatto, scientificamente dimostrato – prosegue Scotti – che la tutela del patrimonio boschivo è un tassello imprescindibile nella prevenzione dal rischio frane, così come è cruciale il ruolo dei consorzi di bonifica che oltre a essere fondamentali per il settore agricolo, sono indispensabili per la manutenzione ordinaria e straordinaria dei torrenti e dei corsi d'acqua”.

I fondi europei e il Pnrr, come sottolinea Scotti, sono la vera occasione di svolta per la questione ambientale in Sicilia. “Non possiamo permetterci di gettare al vento queste risorse - rimarca il segretario generale della Fai Cisl Sicilia - dagli errori del passato nella gestione dei finanziamenti Ue in Sicilia, dobbiamo imparare per non sbagliare oggi. Serve un cambio di passo sia in termini gestionali sia di programmazione. Ci aspettiamo che il governo Schifani comprenda l'esigenza di dover dialogare con le parti sociali su temi così urgenti come quello della sicurezza del territorio”.




SIFUS CONFALI: CON LO STATO DI CALAMITÀ, IL GOVERNO MELONI, OLTRE A RICONOSCERE AIUTI ALLE AZIENDE AGRICOLE COLPITE, DEVE RICONOSCERLI ANCHE AI BRACCIANTI AGRICOLI CHE SONO COSTRETTI A PERDERE GIORNATE LAVORATIVE


Ricevo e pubblico
dal Segretario Gen.le Sifus Confali
Maurizio Grosso

Roma 13-02-2023 - Il riconoscimento dello stato di calamità  nelle aree colpite dalle alluvioni che nei giorni scorsi hanno danneggiato le produzioni agricole di diverse aree del meridione d'Italia, a partire  dal ragusano e siracusano, deve riguardare, non solo le aziende agricole compromesse, ma anche  i braccianti agricoli che vi lavorano e che hanno perduto involontariamente decine e decine di giornate  lavorative.
Lo ha dichiarato Maurizio Grosso Segretario Generale del Sifus, attraverso una missiva inviata in data odierna al Presidente del Consiglio, on. Meloni, al Ministro al Lavoro, on. Calderone e al Ministro all'Agricoltura, on. Lollobrigida.
Nei casi di accertamento di calamità naturali -  ha continuato Grosso - in tutta Italia si verifica una grave disparità di trattamento tra le aziende agricole danneggiate e i braccianti agricoli che perdono involontariamente significative giornate di  lavoro. Le prime, ricevono un seppur minimo un aiuto, mentre i secondi, ne vengono esclusi.
Lo Stato si deve fare carico in questi casi di riconoscere un aiuto anche ai braccianti agricoli e quello più idoneo può  essere rappresentato  dal riconoscimento, sia dal punto di vista contributivo che assistenziale, delle giornate lavorative dell'anno precedente.
L'addetto stampa sifus confali



MALTEMPO, MURI CROLLATI E ALBERI ABBATTUTI: I DANNI E I VILLAGGI A RISCHIO. QUEL PROGETTO FANTASMA PER METTERE IN SICUREZZA IL CANALE BUTTACETO


Dal sito ilpezzoetneo.it

Gabriele Patti,  09 Febbraio 2023
Il lavoro della Forestale tra controlli a tappeto ed emergenze. I villaggi vicini all'Oasi del Simeto. Lo studio di progettazione, condotto da Etatec studio Paoletti srl per mettere in sicurezza il canale che serve i quartieri Pigno e Librino, pare sia rimasto solo sulla carta
Dall'estate all'inverno, dagli incendi alle forti piogge, c'è un piccolo gruppo di forestali che non demorde. Lavorano e provano a rimediare ai danni derivanti dalla mancata prevenzione. Quella che dovrebbe essere eseguita e non viene eseguita. Così spetta al distaccamento Forestale di Catania mettere una pezza con controlli a tappeto sul territorio. Al loro fianco ci sono gli Addetti alla sorveglianza delle riserve e la Protezione civile di Catania. Giorno dopo giorno fanno la spola tra un'emergenza e un'altra e, talvolta, tocca proprio a loro fare doppio lavoro, nella speranza (forse ormai vana) che le istituzioni si prendano le proprie responsabilità. In particolare il Comune di Catania, il Consorzio di bonifica e l'Autorità di bacino. In quella parte di isola che sembra di tutti e di nessuno.



I controlli: il fiume Gornalunga 'sorvegliato speciale', il canale Benanti esonda e invade una strada

Porzioni della strada statale 417 e delle strade provinciali 69/II e 104 spazzate via dalla furia dell'acqua. Lo scenario è quello del 2018, quando il fiume Gornalunga è straripato trascinando con sé tutto ciò che gli era di ostacolo. Questa volta pur ingrossandosi non ha invaso la statale che conduce a Gela, almeno fino alle 19, e comunque senza compromettere le condizioni di viabilità. Situazione diversa, invece, sulla strada statale 114, dove l'acqua ha quasi sommerso la carreggiata all'altezza del rifornitore di pneumatici Sicali Gomme. L'ingente quantitativo d'acqua ha richiesto l'intervento della polizia locale, sul posto a veicolare il transito. In via San Francesco La Rena, nella zona di contrada Pantano d'Arci, sono crollati i muri perimetrali di alcune abitazioni e diversi alberi sono stati abbattuti dal forte vento. Molti di questi sono gli stessi che, la scorsa estate, sono stati colpiti dalle fiamme in quel mese di fuoco in cui si verificava un rogo al giorno. Il canale Benanti, nella zona di Vaccarizzo, ha invaso una strada adiacente al canale Lago. Nessuna criticità si è registrata invece per il canale Forcile che nel 2021 ha travolto il villaggio Santa Maria Goretti, a ridosso dell'aeroporto Fontanarossa. Vicino al villaggio Primosole beach un albero si è spezzato e alcuni cittadini sono rimasti bloccati all'interno della propria autovettura. Dopo la chiamata, a prestare i soccorsi sono stati gli Addetti alla sorveglianza delle riserve che, con l'aiuto dei residenti, sono riusciti a liberare la sede stradale. Il viale interno al villaggio Nettuno si è completamente allagato. Molti i pali della luce divelti con i cavi elettrici scoperti. Da San Giuseppe la Rena all'Oasi del Simeto c'è stata una vera e propria moria di alberi.

Il progetto fantasma per mettere in sicurezza il canale Buttaceto


Il canale Buttaceto sembra aver retto l'onda d'urto, sebbene abbia rappresentato diversi rischi di esondazione. Si tratta del canale destinato a raccogliere e riversare in mare le acque piovane provenienti dalla zona industriale di Catania, ma anche dei quartieri Librino e Pigno, per il quale la struttura commissariale del dissesto idrogeologico, guidata da Nello Musumeci e diretta da Maurizio Croce, nel 2020 aveva stanziato un importo di 924mila euro per progettare la pulizia e la manutenzione degli argini nell'ambito del più ampio intervento dal valore complessivo di 28 milioni. Una cifra che avrebbe dovuto servire a ripristinare le condizioni di sicurezza dei canali della Piana di Catania. «Un progetto per mettere in sicurezza il canale Buttaceto», così lo pubblicizzava la Regione. E così titolavano tutti i giornali. Un anno dopo, nel 2021, è tempo di un altro annuncio e, per Musumeci, l'obiettivo era «ormai prossimo». E anche per i giornali. Ma tra annunci e cifre da capogiro, il progetto aggiudicato al ribasso attraverso apposita gara d'appalto alla Etatec studio Paoletti srl alla cifra di circa 460mila euro pare essere rimasto solo sulla carta. In altri termini: la gara che doveva seguire la realizzazione dello studio pare non ci sia mai stata. O, almeno, questo giornale - che resta sempre a disposizione per qualunque rettifica, smentita e precisazione, ndr - non è riuscito a trovare neanche un documento che possa testimoniare la messa in atto del progetto. E nemmeno un altro comunicato che annunci la gara per affidare i lavori, né tanto meno l'avvio degli stessi. Di certo ci sono solo gli interventi di pulizia e manutenzione effettuati tra il 2020 e il 2021 da Protezione civile e Forestale.





REGIONE SICILIA, FALCONE SPIEGA LA MANOVRA: «I CONTI ORA SONO IN EQUILIBRIO»


Dal sito www.lasicilia.it

«Ripianare il disavanzo al centro degli interventi adottati. L’approvazione della legge di stabilità entro febbraio in linea con quanto chiestoci  dallo Stato» 

Di Giuseppe Bianca -12 Febbraio 2023
“Bom trabalho”,  ovvero “ben fatto”. La settimana centrale della sessione di bilancio all’Assemblea regionale siciliana si è chiusa con un segno positivo.Alla fine non ce l’ha fatta il voto segreto a essere il “grande assente” della Finanziaria 2023. Con la complicità dei pruriti incrociati dell”all in”sulle indennità da tagliare all’Ars, ha messo la sua firma, per il resto più o meno sporadica, sul cammino della legge, approvata venerdì all’alba. Nè inciuciari, ne consociativi i deputati che hanno cominciato la legislatura in maniera diversa da come avevano fatto i predecessori. Tutto in chiaro e davanti agli occhi del presidente della Regione Renato Schifani che ha condiviso e garantito i passaggi centrali e quelli risolutivi dei tre giorni che hanno deciso la sorte della legge. 

Marco Falcone, assessore regionale all’Economia del governo Schifani, dopo la lunga notte che ha portato all’approvazione della norma quadro dell’anno finanziario alla Regione traccia un profilo tecnico del lavoro svolto «Non voglio entrare nella questione, tutta da dimostrare delle norme-mancia sui territori, credo sia più giusto evidenziare un aspetto non secondario che riguarda la tenuta dei conti e la creazione di un fondo da 25 milioni di euro con cui manifestiamo allo Stato non solo buona volontà nel contenere la spesa, ma anche senso pratico». Uno dei paletti che in fondo ha giustificato l’accelerazione dopo il lavoro della Commissione Bilancio -spiega Falcone- «era dato dal fatto che Roma chiedeva di ridurre al minimo il ricorso all’esercizio provvisorio dopo il 28 febbraio, secondo passaggio era dato dalla richiesta della progressiva riduzione del disavanzo della Regione, siamo passati dai 7 miliardi e 400 milioni del 2018 che ci siamo ritrovati a uno nel 2021 di 6 miliardi e 180 milioni, per arrivare oggi a poco più di 5 miliardi». Non bruscolini, decisamente, ma una consolazione pratica, che, tra le altre cose, consentirà di riformulare in futuro una serie di richieste allo Stato, sempre che il “trend”rimanga di questo tenore. Il terzo obiettivo da qui al 2023, è quello di esponenzializzare il risparmio in tre anni dai 40 milioni, passando  per 80 nel secondo anno, sino alla soglia già più complessa che superebbe i 120 milioni.
La marcia di avvicinamento all’obiettivo della riduzione -chiarisce Falcone- «passa da altre tappe necessarie. Quest’anno siamo stati costretti a intervenire si fatture di adeguamento inflazione con annesse vicende contrattuali che non erano preventivabili in questi termini alla vigilia.

Un aspetto a cui il governo regionale ha voluto fare attenzione è stato quello di non inserire nel testo da sottoporre ai deputati di Sala d’Ercole articoli che riguardassero urbanistica e personale «abbiamo mantenuto la promessa-conferma l’assessore catanese- nonostante le molte sollecitazioni». Unica eccezione l’istituto aerospaziale in programma nelle Madonie che potrebbe andare in deroga ai piani territoriali. L’esponente del governo Schifani è soddisfatto inoltre, oltre che del «rapporto schietto e leale, mantenuto con le opposizioni nel corso dei lavori, anche delle parole che una sindacalista come Luisella Lionti, a capo della Uil, non sospettabile di essere vicina al governo, ha voluto esprimere nei confronti del nostro operato». Insomma i sorrisi e gli sguardi di sufficienza che avevano segnato la fine del 2022 quando si parlava di approvare in tempi brevi la manovra lasciano oggi il posto alla consapevolezza di un risultato centrato. Dopo i primi cento giorni di governo e lesgilatura, in fondo, non è poco.

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12 febbraio 2023

EPPUR SI MUOVE

di Antonino Lomonaco
LTI di Linguaglossa (CT)

Giorno dieci scorso, in contrada "Settevoci", sotto Monte Cucco, in territorio di Castiglione di Sicilia, nei locali della tenuta omonima, e assieme ad altre associazioni locali, si è svolto un incontro riguardo l'annoso tema degli incendi boschivi. Ciò che subito, positivamente, mi è parso di costatare è il numero di persone non siciliane che hanno scelto di venire a vivere da queste parti. A dire il vero questa cosa l'avevo notata già la volta scorsa nell'incontro tenutosi in contrada "Mastrissa". Credo, comunque, che si tratti di un fenomeno diffuso in tutta la nostra isola, la quale attrae per il suo clima o per varie altre cose che noi nativi, magari, dandole per scontate, o perché convinte che il "meglio" sia sempre altrove, non notiamo più.
L'incontro si è svolto in una atmosfera fra le migliori mai capitatami finora in tali convegni, con un interesse davvero forte per l'argomento, tanto che, di fronte alle gravi difficoltà delle squadre antincendio della forestale, le intenzioni manifestate dagli astanti sono risultate quelle di organizzarsi, loro stessi, in squadre pronte ad intervenire direttamente contro gli incendi boschivi locali.
Certamente, una tale buona volontà non può che essere apprezzata, tuttavia ho fatto presente le peculiarità di affrontare un incendio boschivo, il quale è un incendio in movimento, su terreni accidentati e pieni di imprevisti, con temperature ambientali che, nelle nostre estati, si aggirano intorno ai quaranta gradi. Di fronte ad un tale evento vi è la necessità di una adeguata preparazione, sia nelle strategie di approccio allo spegnimento, sia nelle attrezzature e nel modo stesso di utilizzarle, sia nei dispositivi di sicurezza con cui operare. Si tratta di situazioni in cui l'improvvisazione può mettere a rischio l'incolumità o la vita e, certamente, non si possono affrontare con leggera superficialità.
A rallegrarmi particolarmente sono state le ottime opinioni emerse per l'operato delle squadre antincendio della forestale: gli elogi per questi nostri colleghi che, pur avanti negli anni e nell'esiguità del numero, tenacemente combattono questo disastro, rischiando e soffrendo, nell'indifferenza politica della questione. Fra tutte mi ha sorpreso una illuminante dichiarazione sull'importanza della calma, notata nella procedura delle nostre squadre, le quali spesso arrivano ed osservano l'andamento delle fiamme, quasi a sembrare di "non voler far niente" ed invece si rendono conto, appunto, con calma, dei vari elementi che contano per intervenire al meglio, come l'andamento del vento, il tipo di terreno, il percorso già fatto dall'incendio e verso cui è ancora indirizzato il fronte fuoco, la virulenza delle temperature, il tipo di vegetazione, ecc. Solo dopo partono ed iniziano l'intervento. Considerazioni, queste, che descrivono un opportuno atteggiamento professionale, dove la fretta può portare ad azioni sconsiderate. Considerazioni colte da un giovane esponente del MAI (Movimento Antincendio Iblei), un gruppo di volontari che in estate si mettono a supporto delle nostre squadre forestali nel sud est della regione. Considerazioni che sarebbero incomprensibili per quel vile giornalismo da camera con aria condizionata, il quale, fino a pochi anni fa, ci buttava addosso tutto il fango dell'incomprensione capace, poi, di creare una colpevole disinformazione con tutte le conseguenze per noi negative. Una disinformazione che ha influenzato, infine, l'opinione pubblica e l'interesse politico, sempre più, a nostro sfavore.
L'incontro, infine, si è concluso con l'impegno ad organizzare prossimamente delle analoghe riunioni presso gli enti pubblici del territorio, siano essi comuni che parchi e riserve naturali, per sensibilizzarli quanto più possibile verso il problema degli incendi boschivi, i quali come ben sappiamo noi forestali, sono sempre prossimi a provocare danni, catastrofi e lutti inimmaginabili.





ETNA. IL CORPO FORESTALE TRAE IN SALVO DUE ESCURSIONISTI ED UN CANE BLOCCATI DALLA NEVE



L'eccezionale innevamento presente sull'Etna

Dal sito www.cataniatoday.it

11 Febbraio 2023
Il corpo forestale trae in salvo due escursionisti ed un cane bloccati dalla neve
La quantità eccezionale di neve ha reso complicate le operazioni

Personale specializzato del Corpo Forestale della Regione Siciliana ha tratto in salvo questa mattina in località Piano Bottara una coppia di escursionisti e il loro cane husky, rimasti bloccati dalla tempesta di neve che da due giorni imperversava su tutta la zona montana dell’Etna.

Il salvataggio è stato reso particolarmente difficile , oltre che dalle condizioni meteo avverse, dalla quantità di neve (si parla di oltre due metri caduti in due giorni) che costituiva un vero e proprio muro e di fatto rendeva impossibile raggiungere gli escursionisti. Con l’aiuto di un motoveicolo quad cingolato in dotazione ai distaccamenti forestali montani, il personale in divisa del Corpo, addestrato a questo genere di attività, è riuscito nell’intento dopo numerosi tentativi.





11 febbraio 2023

CATANIA. MALTEMPO, LA ZONA SUD NON REGGE







ASSESSORE LUCA SAMMARTINO, GENNAIO È PASSATO. MA QUANDO LI CONVOCA I SINDACATI PER AFFRONTARE I CONTENUTI DELLA RIFORMA?



di Michele Mogavero
Assessore Sammartino, auspichiamo in tempi brevi, a partire già dalla prossima settimana, che si concretizzi l'impegno di convocare le Parti Sociali per aprire l'ennesimo tavolo. Lei forse non se lo immagina, ma i lavoratori forestali hanno fretta, non vedono l'ora di conoscere la riforma, perchè i titoloni di giornale lasciano il tempo che trovano. Speriamo che sia una buona riforma, che non penalizzi nessuno, ma soprattutto non ci sia l'inciucio con il DDL n. 153 del Partito Democratico, quello non sta ne in cielo ne in terra, una vergognosa proposta ai limiti dell'incostituzionalità.

Assessore Sammartino, siamo quasi a metà di febbraio e tutto tace.
Ancora una volta siamo costretti a farle ricordare che non ha mantenuto l'impegno di convocare le OO.SS. nel mese di gennaio. 
Poteva dirgli che se ne parlava dopo la finanziaria, ma non l'ha fatto.





CONDIZIONI METEO AVVERSE, UGL: STRUMENTI DI LAVORO INADEGUATI PER LAVORATORI FORESTALI SICILIANI



Dal sito www.ilmoderatore.it

Filippo Virzì - 10/02/2023
“In occasione delle avverse condizioni meteo che stanno interessando la Sicilia orientale e per la quale, su disposizione del Prefetto e del Questore di Catania, è stato coinvolto il corpo forestale della regione siciliana per il servizio di viabilità sull’Etna, il sindacato UGL ha segnalato alle suddette istituzioni, nonché al presidente Schifani, all’assessore Pagana, e all’amministrazione forestale, le criticità incontrate dai lavoratori, sessantenni o ultrasessantenni, sprovvisti di abbigliamento idoneo alla protezione dal freddo, con automezzi vetusti sprovvisti di aria condizionata, di catene da neve o in alternativa pneumatici da neve”.

A renderlo noto sono Ernesto Lo Verso Segretario Regionale Ugl Autonomie e Gerlando Mazza Coordinatore Regionale Corpo Forestale della R.S.

“Ancora una volta l’amministrazione regionale – concludono Lo Verso e Mazza – vuol far apparire efficiente una istituzione che efficiente non è offendendo, in questo modo, la dignità delle persone che lavorano”.






CATANIA. SUPER LAVORO PER ADDETTI DELLA FORESTALE CHE CONTINUANO A MONITORARE I CORSI D'ACQUA. REGGONO FIUMI, TORRENTI E CANALI. I COMITATI CIVICI: PREVENZIONE E PROGRAMMAZIONE





DIPARTIMENTI REGIONALI, GOVERNO SCHIFANI COMPLETA LE NOMINE DEI DIRIGENTI GENERALI. FULVIO BELLOMO ALLO SVILUPPO RURALE E GIUSEPPE BATTAGLIA AL CORPO FORESTALE


Dal sito www.regione.sicilia.it

10/02/2023
Completato il puzzle delle nomine dei dirigenti generali della Regione Siciliana. La giunta Schifani, nella seduta di oggi pomeriggio, ha provveduto a designare i vertici di 20 dipartimenti sui 32 complessivi dell’amministrazione regionale, in virtù dello spoils system previsto dalla legge entro novanta giorni dall’insediamento del governo e a seguito di un atto di interpello tra tutti i dirigenti nei ruoli della Regione.

Restano in sospeso, a questo punto, solo i dipartimenti per la Pianificazione strategica dell'assessorato alla Salute e dell'Energia, non essendo stati individuati candidati idonei ai profili richiesti. Pertanto, verranno emanati i nuovi atti di interpello all'esterno dell'amministrazione. Ecco il nuovo organigramma dei dipartimenti. Sono confermati nel ruolo e nell'incarico: Salvatore Cocina alla Protezione civile; Carmelo Frittitta alle Attività produttive; Silvio Cuffaro alle Finanze e al Credito; Maria Letizia Di Liberti alla Famiglia e alle Politiche sociali; Carmen Madonia alla Funzione pubblica; Dario Cartabellotta all'Agricoltura; Rino Beringheli all'Urbanistica. Confermati nel ruolo, ma con un incarico nuovo: Vincenzo Falgares alla Programmazione (lascia l'Arit); Mario La Rocca ai Beni culturali (lascia Pianificazione strategica della Salute); Salvatore Lizzio alle Infrastrutture (lascia Dipartimento Tecnico); Fulvio Bellomo allo Sviluppo rurale (lascia Infrastrutture); Patrizia Valenti all'Ambiente (lascia Formazione professionale); Giuseppe Battaglia al Corpo forestale (lascia Ambiente). Nuove designazioni: Vitalba Vaccaro all'Arit, l'Autorià regionale per l'innovazione tecnologica; Maurizio Costa ad Acqua e Rifiuti; Ettore Foti al Lavoro; Salvatore Taormina alle Autonomie locali; Duilio Alongi al Dipartimento regionale tecnico; Maurizio Pirillo alla Formazione professionale; Giovanna Segreto all'Istruzione. In attesa degli esiti degli atti di interpello la giunta ha assegnato gli incarichi ad interim a Salvatore Requirez, attuale dirigente generale del dipartimento Asoe, per la Pianificazione strategica dell'assessorato della Salute, e a Maurizio Costa, per il dipartimento Energia.

«Con la decisione presa oggi – evidenzia il presidente della Regione, Renato Schifani – si conclude la riorganizzazione della macchina burocratica dell’amministrazione regionale. Ogni dipartimento, adesso, ha un assetto definitivo in modo tale da assicurare un funzionamento più snello ed efficiente degli uffici». Nei giorni scorsi, la giunta aveva già provveduto a confermare nei propri ruoli altri otto dirigenti generali: Maria Mattarella alla Segreteria generale della Presidenza della Regione; Giovanni Bologna all’Ufficio legislativo e legale; Maria Concetta Antinoro all’Autorità di certificazione dei programmi cofinanziati dalla Commissione europea; Grazia Terranova all’Autorità di audit dei programmi cofinanziati dalla Commissione europea; Leonardo Santoro all’Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia; Ignazio Tozzo alla Ragioneria generale; Salvatore Requirez al dipartimento Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico (Dasoe); Alberto Pulizzi alla Pesca mediterranea. Altre due nomine avevano riguardato altrettanti dirigenti di seconda fascia: Antonio Cono Catrini (Turismo) e Donata Giunta (Affari extraregionali).






10 febbraio 2023

SIFUS CONFALI: URGE UN PIANO NAZIONALE PER LA MESSA MESSA IN SICUREZZA DEL TERRITORIO CAPACE DI SOSTITUIRE L'EMERGENZA CON LA PREVENZIONE. GROSSO: PROTAGONISTI DI QUESTA SVOLTA DEVONO ESSERE GLI OPERAI FORESTALI, DEI CONSORZI DI BONIFICA, DELLA SAAAP, DELL'ESA, ECC.


Ricevo e pubblico
dal Segretario Gen.le Sifus Confali
Maurizio Grosso
 
Roma 10-2-2023 -  I Governi che via, via si susseguono alla guida del paese nonostante  spendano fiumi di quattrini per studi che accertano la fragilità dei nostri territori assoggettati per il 94% a frane, alluvioni, smottamenti, erosioni costiere, ecc, sfuggono  dal mettere  in sicurezza il territorio poiché  preferiscono agire con opere di carattere "emergenziale" anziche' con interventi di "prevenzione".
Attraverso gli interventi della protezione civile, infatti, si spendono ingenti risorse senza vincoli e senza regole e, naturalmente, senza  solleticare il problema.
Questo Governo deve  comprendere - ha dichiarato Maurizio Grosso Segretario Generale del Sifus - che le calamità naturali non possono essere gestite come eventi isolati, casuali ed improvvisi, a maggior ragione oggi con l'intensificarsi dei cambiamenti climatici poiché  possono essere anticipate e quindi evitate attraverso la realizzazione di opere necessarie alla messa in sicurezza  delle zone più esposte al rischio e con interventi atti  alla mitigazione del dissesto idrogeologico.  E' necessario - ha continuato Grosso - la definizione di un piano nazionale di "prevenzione" contro le fragilità del  territorio che metta in sicurezza il territorio partendo  da una seria  manutenzione  del patrimonio boschivo e forestale e che preveda in primis, oltre l'assestamento e il consolidamento idrogeologico del territorio medesimo,  la pulizia e la regimentazione dei fiumi e  dei corsi acqua, l' assestamento e consolidamento idrogeologico del  territorio.
Una parte importante di questi interventi -   ha continuato Grosso - dovrebbero realizzarli  le Regioni poiché, soprattutto quelle meridionali Basilicata, Sicilia, Campania), possono attingere ingenti risorse dai fondi europei FESR 2021-2027. Perché  ciò  si realizzi - ha concluso Grosso -  le Regioni debbono abbandonare la visione/gestione di tipo "assistenzialistica" che hanno nei confronti degli operai forestali, dei consorzi di bonifica, della saaap e dell'esa, ecc ed utilizzarli,  a tempo indeterminato, poiché preziose risorse per tale scopo.
L'addetto stampa sifus confali




L'AVVOCATO FASANO: TUTTE LE RIFORME CHE POLITICI E SINDACALISTI PROMUOVONO E CHE VOGLIONO ATTUARE VERRANNO APPLICATE UNICAMENTE PERCHÈ C'È LA PROCEDURA D'INFRAZIONE COMUNITARIA DA QUASI 4 ANNI. NON CI SONO NE SE E NE MA. TUTTA LA CATEGORIA DEVE RINGRAZIARE LO STUDIO LEGALE FASANO CHE HANNO ALZATO QUESTO POLVERONE. VIDEO

Ricevo e pubblico
dall' Avvocato Fasano





Ascolta l'ultima audizione trattata a Bruxelles


Buona visione e buon ascolto
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