02 marzo 2016

PROGRAMMAZIONE. FONDI UE, PROTESTA DELLE PARTI SOCIALI. DISERTATI I COMITATI DI SORVEGLIANZA


PROGRAMMAZIONE

Fondi Ue, protesta delle parti sociali
Disertati i comitati di sorveglianza



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I sindacati: "In Sicilia manca un'azione di governo improntata a una visione di insieme per una strategia tale da dare risposta ai problemi sul piano economico, sociale e occupazionale"



PALERMO - Sedie vuote stamani, per la prima volta, ai comitati di sorveglianza dei programmi europei Fesr e Psr, convocati a Palermo. Il Tavolo del partenariato, che raccoglie trentacinque sigle tra associazioni, sindacati, cooperative e imprese, ha disertato polemicamente, a eccezione di qualche componente, l’incontro che avrebbe dovuto avere al centro i piani operativi dei due programmi comunitari. Vi hanno preso parte due soli rappresentanti, Giorgio Tessitore (Cisl) e Mario Filippello (Cna) che, a nome di tutti, presente il vicepresidente della Regione Mariella Lo Bello ed esponenti dell’esecutivo nazionale e della Commissione Ue, hanno dato lettura della nota comune e consegnato il documento deliberato il 23 marzo dal Tavolo. Sono quattro cartelle fitte attraverso le quali le associazioni chiedono la radicale correzione di rotta della programmazione 2014-20 rispetto ai cicli precedenti di programmazione che “non hanno prodotto alcun beneficio” per l’economia e la società siciliane.

Nella nota si legge, tra l’altro, che il Partneriato esprime preoccupazione per la “mancanza di una governance” intelligente dei fondi Ue. Soprattutto, perché fin qui “i fondi sono serviti più a coprire la spesa corrente che a dare impulsi allo sviluppo”. Per questo il documento consegnato vuole essere, precisano i firmatari, il “primo passo di un nuovo approccio verso un indispensabile cambiamento”. Che passa in primo luogo, sottolineano le associazioni economiche e sociali, attraverso il superamento del gap costituito dalla “mancanza di coordinamento tra i diversi rami dell’amministrazione competenti in materia di autorità di gestione dei programmi regionali”.

Il documento è stato messo a punto nei giorni scorsi dalla segreteria del Tavolo che per la prima volta si è autoconvocata, e approvato successivamente dalle trentacinque associazioni. Punta il dito contro la classe dirigente regionale che pare non percepire la “reale gravità della situazione” e segnala “criticità del passato che sembrano essersi cronicizzate”. Alla Regione si chiede la rimozione dei vincoli che “impediscono che si sviluppi un ambiente attrattivo e sostenibile per imprese e cittadini”. Si sollecita il varo di un piano di rafforzamento delle competenze amministrative (Pra) funzionale allo sviluppo delle imprese. Si motiva la necessità di un “tavolo permanente per il coordinamento e l’integrazione del programma” e si insiste sull’urgenza di una “programmazione unica e coerente” delle diverse fonti di finanziamento, nazionali, regionali e Ue. Il documento, inoltre, invita il governo della Regione a concordare un cronoprogramma verificabile degli obiettivi da raggiungere e rimarca l’imprescindibilità della pubblicazione dei primi bandi in tempo utile per “avviare la spesa entro il 2016”. “A cosa serve – vi si legge – un’agevolazione non ancora erogata nel 2016 rispetto a un bando del 2011?”. Anche perché a causa dei ritardi nell’erogazione “molte imprese sono pesantemente indebitate o sono fallite”.

I firmatari aggiungono, ancora, che nella gestione dei fondi comunitari sono mancati finora un’idea di insieme e una strategia della spesa orientata alla crescita. E anche piani di marketing territoriale, dell’offerta turistica e per la competitività delle imprese. Anche per questo occorre, ripetono, una governance dei fondi “autorevole, competente, trasparente e duratura per l’intero periodo della programmazione”. A monte, che siano precisate le responsabilità di direttori generali e dirigenti dei servizi, “evitandone il più possibile la sostituzione a ogni cambio di assessore”.

"Tutte le questioni aperte, dalla finanziaria alla gestione dei fondi europei, confermano che in Sicilia manca un'azione di governo improntata a una visione di insieme per una strategia tale da dare risposta ai problemi sul piano economico, sociale e occupazionale": lo dicono in una nota congiunta i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Sicilia Michele Pagliaro, Mimmo Milazzo e Claudio Barone. Oggi i sindacati hanno disertato, assieme alle associazioni datoriali, la riunione del comitato di sorveglianza per rimarcare la loro richiesta di inversione di rotta. “ Di certo – sostengono Pagliaro, Milazzo e Barone- i tavoli di concertazione, convocati all'ultimo minuto sono un rito inutile. Occorre confrontarsi su progetti reali e non perdere altro tempo prezioso”. I sindacati rilevano che “le risorse europee, vista la situazione disastrosa del bilancio regionale, sono le uniche disponibili per dare alla nostra isola sviluppo e lavoro. Noi chiediamo alla Regione- sottolineano- di rimettere in discussione la gestione di questi fondi”. I segretari di Cgil, Cisl e Uil alzano dunque il tiro mandando a dire a Crocetta che "senza il dialogo con le parti sociali è dimostrato che non si va da nessuna parte. Il governo continua a non darci risposta neanche alle richieste di incontro- sottolineano Pagliaro, Milazzo e Barone- e continua ad arrancare sui problemi mettendo pezze qua e là nel tentativo di fare quadrare i conti ma senza dare nessun concreto segnale di cambiamento, mentre le riforme non fatte stanno portando all'implosione di interi settori- bastino per tutti gli esempi della formazione professionale e delle ex province- con conseguenze che sarà poi difficile arginare e alla questione del finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga, fondamentale nella situazione data, si continua a non dare risposta”. Cgil, Cisl e Uil concludono appellandosi al governo affinchè "apra un confronto finalizzato a mettere sul tappeto alcune questioni non più rinviabili incardinando un percorso condiviso sul quale bruciare le tappe, considerato anche che con quest'ultima finanziaria non stiamo assistendo a niente di nuovo".


01 Marzo 2016
http://livesicilia.it/2016/03/01/fondi-ue-protesta-delle-parti-sociali-disertati-i-comitati-di-sorveglianza_721909/





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GLI “ONOREVOLI” DELL’ARS – ANNATA 2014 – DA “SISTEMARE” E I ‘PIZZINI’ DI MATTEO MESSINA DENARO. TRA I DEPUTATI AVVICINATI ANCHE IL PRESIDENTE CROCETTA


Gli “onorevoli” dell’Ars – annata 2014 – da “sistemare” e i ‘pizzini’ di Matteo Messina Denaro





Manfredi Mosca
In un articolo pubblicato dal quotidiano La Stampa si parla della corrispondenza tra Matteo Messina Denaro, Bernardo Provenzano e altri pezzi da 90. La cosa incredibile è la presenza di un file dove si parla di “onorevoli da sistemare”. Dove gli onorevoli che avrebbero dovuto essere “avvicinati” sono una cinquantina: tutti deputati dell’Ars di questa legislatura, visto che i fatti risalono al 2014. Domanda: sono stati “avvicinati”? Ormai con la politica siciliana la fantasia supera la realtà…


Il quotidiano La Stampa pubblica un articolo, a firma di Rino Giacalone (che potete leggere qui), nel quale si parla di “Un foglio elettronico denominato ‘gruppo onorevoli da sistemare’ e molti dei ‘pizzini’ oggetto della corrispondenza tra Matteo Messina Denaro, Bernardo Provenzano, i Lo Piccolo di Palermo e Svetonio (alias di Tonino Vaccarino)”. Quest’ultimo, ex sindaco di Castelvetrano, è personaggio molto noto alle cronache.

Notizie un po’ sconcertanti venute alla luce dalla perizia condotta sui computer di Pietro Funaro, l’ormai ex vice presidente di ANCE Sicilia (Associazione Nazione Costruttori Edili) oggetto di un provvedimento di confisca da 25 milioni di Euro (altri dettagli li potete leggere qui). 

Fa riflettere la parte del “file degli ‘onorevoli da sistemare’, tutti deputati regionali, allegato ad una mail ricevuta da Funaro nel luglio 2014 mentre il Parlamento siciliano era impegnato su due fronti, la Finanziaria 2014 e la modifica della legge sugli appalti. Gli onorevoli – si legge sempre nell’articolo del quotidiano La Stampa – dovevano essere avvicinati perché sostenessero un determinato emendamento. Di quale si tratti però non si deduce dalla mail. Tra i deputati avvicinati anche il presidente Crocetta. A fianco al suo nome, come a quello di altri 49 parlamentari dell’Ars, è segnato il cognome di chi aveva il compito di compiere l’avvicinamento”.

Ragazzi, che dire? Si tratta di 50 deputato di Sala d’Ercole da “avvicinare” mentre era in discussione la Finanziaria 2014 e la modifica della legge regionale sugli appalti: legge approvata e poi impugnata dal governo nazionale.

Ma alla fine questi 50 deputati dell’Ars sono stati “avvicinati”? Chissà. E la legge sugli appalti approvata dall’Ars è stata ‘inchiummata’ per l’avvicinamento o perché l’avvicinamento finì come i cazzilli affumati?
Misteri…

01 Marzo 2016
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L’ITALIA DIVISA IN DUE STATI? IL PROF VIESTI: “NON SAREBBE UNA CATASTROFE”. AFFRONTATO ANCHE IL TEMA DELL’ASSISTENZIALISMO


L’Italia divisa in due Stati? Il prof Viesti: “Non sarebbe una catastrofe”




Sabato 27 febbraio, presso la sala consiliare del Palazzo Municipale di Zafferana Etnea (bellissimo comune sull’Etna), si è svolto l’incontro con Pino Aprile, giornalista de Il Mattino e autore di bestseller sulla questione meridionale, e Gianfranco Viesti, docente di Economia Applicata presso l’Università di Bari, autore di saggi e consulente di fama mondiale.
A tenere gli onori di casa il sindaco di Zafferana Etnea, Alfio Vincenzo Russo che, per la seconda volta in due anni, ha organizzato un evento con Pino Aprile. Il dibattito tra Viesti ed Aprile si è svolto sotto forma di intervista.
Primo tema affrontato: lo stato dell’economia del sud in una visione sia globale, sia su scala italiana. Viesti ha spiegato che, su scala globale, l’economia del sud si colloca comunque nell’area di un benessere diffuso e un livello economico, sulla media mondiale, posto nella parte alta della classifica.


Su scala europea, invece, risulta essere nella parte bassa insieme ad altri paesi europei, così come su scala italiana certamente è  secondario rispetto al centro nord. La riflessione di Viesti si è concentrata sulla mancata occasione di fa crescere tutta l’economia italiana allo stesso modo, puntando sui grandi investimenti infrastrutturali anche al Sud. Tra l’altro, ha fatto notare il docente universitario, puntare sullo sviluppo infrastrutturale nel Mezzogiorni  porterebbe vantaggi anche al resto del paese: su un fattore 100 di investimento, 40 sarebbero di ritorno al Nord.  Invece per scelte politiche, pregiudiziali e culturali italiane, il sud rimane escluso da politiche di lunga durata circa il suo sviluppo. La domanda volutamente provocatoria di Pino Aprile, a questo punto, è l’ipotesi di divisione dell’Italia in due Stati e gli eventuali riflessi economici delle due parti. Viesti, ragionando sull’ipotesi, ha risposto che, nel breve periodo si avrebbe una leggera contrazione naturale dell’economia del Sud non superiore al 10% e un piccolo vantaggio per il Nord con una crescita di rimbalzo di circa il 2%. Nulla di particolarmente catastrofico, aggiunge, per una economia attuale del Sud prevalentemente incentrata sul consumo dei prodotti e servizi del Nord. Come dire, il tempo di riorganizzare servizi e prodotti per avere una crescita costante ed equilibrata.
Dopo queste premesse, i due protagonisti hanno svolto un’analisi sulle prospettive attuali per il Sud, alla luce delle scelte politiche italiane degli ultimi 20 anni e fino all’attuale governo. Lo scenario che emerge dal dibattito è devastante sia sotto il profilo economico e sia culturale. Dall’agenda politica il sud è cancellato e con una progressiva riduzione dei servizi statali in scala molto maggiore rispetto all’area del nord Italia.


Una frase di Viesti, in particolare, ha colpito la platea:

“La Lega non ha vinto, ha stravinto”, se non politicamente in senso stretto certamente a livello “culturale” ha rafforzato le false credenze sul Sud sprecone, assistenzialista, in sintesi irrecuperabile e abbandonato al proprio destino. Ciò, ha sostenuto il docente universitario, si è distillato diffusamente nei preconcetti dei cittadini del nord ampiamente, incidendo pure nell’azione politica italiana. Nota dolente: non c’è mai una contrapposizione politica forte dei rappresentanti meridionali, tutto sommato silenziosi e inermi rispetto alle scelte che portano all’impoverimento del Sud.

Affrontando poi, il tema  dell’assistenzialismo, ha osservato  come il sistema italiano sia di natura previdenziale e, in tal senso, contrariamente alle credenze comuni risulta statisticamente che la spesa previdenziale è maggiore al Nord che al Sud, per la semplice ragione che il Nord ha sempre avuto una maggiore occupazione. Così come il numero dei dipendenti pubblici, escluse le regioni a statuto speciale, sia sostanzialmente uguale in proporzione al numero di abitanti in tutta l’Italia. Questo, nei fatti, demolisce i luoghi comuni di un sud esclusivamente occupato nel settore pubblico.
Le manovre politiche che stanno portando ad un impoverimento culturale e di servizi sono state delucidate attraverso gli eclatanti esempi sulle scelte finanziarie per gli asili e le università italiane. “Il metodo di scelta degli investimenti per gli asili,- ha detto Viesti,-  si basa non sullo sviluppo delle zone dove sono maggiormente carenti, ma su una scelta che conferma l’esistente storico e null’altro”. Gli esempi opposti dell’Emilia Romagna, regione con il maggior numero di asili, e la Campania, regione dove ci sono comuni senza alcun asilo, confermano il criterio di finanziare le strutture esistenti e non compensare con nuove strutture dove sono carenti.
Circa l’università, i tagli finanziari applicati seguono criteri molto discutibili basati anche sull’utilizzo di termini di una “neolingua” tendente a nascondere tranelli normativi, come ad esempio “spending review” e “internazionalizzazione”.
A tal proposito, circa l’utilizzo di una “neolingua” in politica, Pino Aprile a breve presenterà la sua nuova fatica editoriale proprio sull’analisi del significato che si nasconde dietro alcuni termini d’immagine, con significati che si traducono in ennesime fregature a discapito del sud.
Il Prof. Viesti ha quindi spiegato a titolo di esempio cosa nasconde il termine apparentemente innocuo e dal suono affascinante “internazionalizzazione”, uno degli indicatori più “antipatici” come lo definisce, messi in campo per creare una differenziazione tra le università italiane di seria A, B e C.


Il termine, tradotto in soldoni, sta ad indicare una premialità per le università che hanno maggiori studenti che usufruiscno del progetto Erasmus. E dunque, chi può permettersi di far partire i figli all’estero? Ovviamente le famiglie con un maggiore reddito. E’ questo un merito intrinseco dell’università? Ovviamente no, ma ciò si traduce in maggiori investimenti statali, favorendo le università del nord dove il reddito è mediamente più alto rispetto al sud. E questo è solo un indicatore. Il risultato di queste premialità, nel loro complesso, sta portando le stesse in forte sofferenza economica, come Palermo, Catania e Messina, con il caso simbolico dell’università di Cagliari sull’orlo della chiusura.
Pino Aprile, sulla base di queste affermazioni, ha sviluppato un excursus storico sui meriti delle università del Sud, in particolare Napoli, e sul ciclo storico dal 1861 ai giorni nostri sulle nefandezze italiane compiute al Sud.
Il dibattito si è concluso con la sensazione che sia mancato un maggiore approfondimento sulla Regione Siciliana, certamente diversa nel contesto del Sud Italia per la sua specificità statutaria.
I temi proposti dal Prof. Viesti sono sviluppati nel suo nuovo libro “Il Sud vive sulle spalle dell’Italia. Falso”, ed. Laterza.


01 Marzo 2016
http://www.inuovivespri.it/2016/03/01/litalia-divisa-in-due-stati-il-prof-viesti-non-sarebbe-una-catastrofe/







CIBALI, CHIUSA RACCOLTA PROPOSTE PER AREA VERDE. LEGAMBIENTE: LIMITARE LE SPECULAZIONI EDILIZIE. LEGAMBIENTE, GIÀ NEGLI ANNI SCORSI, AVEVA EVIDENZIATO L'IMPORTANZA NATURALISTICA DELLA ZONA PERCHÉ SONO PRESENTI DUE LEMBI DI BOSCO DI QUERCE DA SALVAGUARDARE DALLA PROGRESSIVA URBANIZZAZIONE


Cibali, chiusa raccolta proposte per area verde. Legambiente: «Limitare le speculazioni edilizie»





Cronaca – I terreni negli anni '80 sono stati acquistati da tre dei quattro Cavalieri dell'Apocalisse mafiosa. Oggi il Consorzio-gestore ha aperto un concorso d'idee per la zona. Che si è chiuso ieri e a cui ha partecipato anche Legambiente, che punta a mantenere la zona più naturale possibile. Guarda le foto

Cassandra Di Giacomo
«Puntiamo a un'edificazione di continuità solo con la parte già costruita per mantenere l'area centrale verde». L'idea, presentata al Consorzio centro direzionale Cibali, è di Legambiente Catania. Il Consorzio, dal 1980, è proprietario di 17,4 ettari di terreno in parte edificabili nel cuore del capoluogo etneo, tra via Martelli Castaldi e viale Mario Rapisardi. Una zona che torna agli oneri delle cronache perché ieri è scaduta la raccolta di proposte - aperta proprio dal Consorzio, che ha sede a Roma - per il futuro di quel pezzo di Catania nel quartiere Cibali. La cui storia, in passato, ha fatto discutere tanto. 

Il concorso di idee si è rivolto a imprenditori edili, professionisti dell'immobiliare e associazioni non lucrative. Tra queste ultime c'è anche Legambiente: «Cerchiamo di essere ottimisti: magari le nuove idee, lontane dalle speculazioni del passato». Anche perché nel sito del Consorzio si legge della volontà di «conciliare la destinazione edificatoria dell'area con iniziative di carattere pubblico e collettivo, quali parchi urbani, attrezzature sportive, orti sociali, parchi gioco, eventi, attrezzature scolastiche, alloggi sociali, o altro». 

Legambiente, già negli anni scorsi, aveva evidenziato l'importanza naturalistica della zona perché «sono presenti due lembi di bosco di querce da salvaguardare dalla progressiva urbanizzazione». L'intento di conservazione della biodiversità, alla base della proposta dell'associazione, coinvolge anche le fauna: «Ci sono siti di rifugio per numerose specie di vertebrati e di uccelli», sottolineano. Elementi caratteristici insieme a formazioni laviche storiche, nei pressi delle quali «andrebbe accertata anche la presenza di grotte di scorrimento lavico, di eccezionale interesse». Legambiente punta anche alla difesa dei beni culturali legati all'agricoltura tradizionale, come i manufatti per l'irrigazione, i terrazzamenti e le vie in pietra lavica. Interventi di custodia ambientale che sono rivolti ad «allontanare ipotesi obsolete che trasformano un bene naturale in un insieme di grandi aiuole artificiali a servizio di complessi residenziali». 

I volontari hanno quindi elaborato una propria perimetrazione della zona, distinguendo due tipologie da mantenere assolutamente intatte. Si tratta di un'area di verde pubblico e una di interesse ambientale da sottrarre alle trasformazioni edilizie. La prima sarebbe da sistemare e da sottrarre al vigente degrado, realizzando dei vialetti pedonali. La seconda, invece, potrebbe essere destinata a percorsi ciclistici e sportivi, e orti sociali. Un progetto a impatto zero che si discosta decisamente da quello elaborato nel 2010 dal Consorzio - presieduto da Tito Musso - e dall'allora amministrazione comunale guidata dall'ex sindaco Raffaele Stancanelli. Un lavoro, quest'ultimo, intitolato Studio di prefattibilità sul comprensorio Susanna nel quartiere Cibali, di cui non si è più saputo nulla. E che prevedeva: «Una pesante edificazione, con un grosso sventramento dell'area, all'interno della quale sarebbe stata creata anche una strada», ricorda a MeridioNews Renato De Pietro, presidente di Legambiente. 

Il timore dell'associazione è la possibilità che la zona diventi oggetto di colate di cemento. Anche perché il Centro direzionale, in passato è stato percorso da vicende storiche particolari. Alla sua creazione, nel 1983, aveva sede negli uffici dell'Ira Costruzioni, ammiraglia dell'imprenditore Gaetano Graci, e a presiederlo fino al 1995 era Francesco Finocchiaro. A contribuire al «fondo rischi» consortile era la Fratelli Costanzo spa, con referente Carmelo Costanzo. Assieme a Mario Rendo, Costanzo, Graci e Finocchiaro erano gli imprenditori catanesi che il giornalista e direttore de I Siciliani Giuseppe Fava aveva definito I quattro cavalieri dell'Apocalisse mafiosa, tutti legati alla famiglia catanese di Cosa nostra Santapaola. Gli imprenditori che, dal 1983 all'86, avevano acquistato tutti i terreni della zona e volevano farne per lo più strade e parcheggi, uffici o abitazioni, così come previsto dal Prg Piccinato del 1969. 

01 Marzo 2016
http://catania.meridionews.it/articolo/41099/cibali-chiusa-raccolta-proposte-per-area-verde-legambiente-limitare-le-speculazioni-edilizie/ 



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01 marzo 2016

AVVISO. DOMANI 2 MARZO 2016 ALLE 10:30, LE OO.SS. (FAI-CISL, FLAI CGIL E UILA UIL) INCONTRERANNO L'ASSESSORE CROCE CONTRO LA DECISIONE DI RESTITUIRE GLI ARRETRATI CONTRATTUALI. OBBLIGATI AD ESSERE OTTIMISTI? LO SPERIAMO DI VERO CUORE!


Avviso. Domani 2 marzo 2016 alle 10:30, le OO.SS. (Fai-Cisl, Flai Cgil e Uila Uil) incontreranno l'Assessore Croce contro la decisione di restituire gli arretrati contrattuali. Obbligati ad essere ottimisti? Lo speriamo di vero cuore!




di Michele Mogavero

Non stiamo parlando di noccioline, ma bensì di somme che devono essere restituite e che variano da 600 a 1.200 euro. Per questo motivo ogni lavoratore dell'antincendio è pregato di presentarsi all'incontro con la fotocopia della notifica ricevuta, e se è il caso la si consegni in portineria dell'Assessorato.  L'appuntamento è alle 10.30 in Via Ugo La Malfa 169. Si fà presente che i lavoratori ancora devono percepire gli stipendi dell'anno scorso. Ma di questo nessuno ne parla!





Si spera che nell'incontro di domani, l'Assessore Maurizio Croce chiarisca la posizione dell'Assessorato e dia disposizione al Comando di ritirare con atto formale le notifiche consegnate ai lavoratori. Cgil, Cisl e Uil in un incontro del 5 febbraio scorso avevano chiesto all'Assessore Maurizio Croce e al Dirigente Gaetano Gullo di congelare le procedure in attesa di avere chiarezza sul contenuto della sentenza. Come non detto, dopo aver inviato le prime richieste di restituzione a Messina, Catania ed Enna, adesso sta intervenendo anche nel resto dell'Isola a cominciare da Palermo, dove lavorano 1.700 forestali.



Il Segretario Territoriale UILA Palermo, Giuseppe La Bua, ribatte che per i dati di cui si hanno riscontro non chiede di chiudere un occhio su delle cifre concesse con benevolenza e non dovute; chiede invece che li aprano tutti e due e che si rendano conto di avere preso un'abbaglio.
La sentenza della Cassazione non va però sottovalutata per alcune considerazioni probabilmente fondate ma ha espresso il suo giudizio in base agli elementi che aveva e questi non erano certamente completi.



Tonino Russo della Flai Cgil Palermo, giustamente sostiene che gli atti che in questi giorni l’Irf ha notificato ai lavoratori aib con i quali si intendono recuperare le somme relative ad arretrati contrattuali per gli anni 2006/2008, sono illegittimi, pretestuosi e privi di fondatezza. Non può essere estesa a tutti una sentenza individuale per recuperare somme, quando la Regione viene condannata a pagare, paga solo il lavoratore che vince il contenzioso.




Adolfo Scotti Fai Cisl Palermo-Trapani, ci sembra doveroso un ulteriore chiarimento sulla questione delle notifiche che ancora oggi stanno arrivando ai lavoratori dell’antincendio della nostra provincia.
Come abbiamo avuto modo di chiarire nelle riunione presso le Nostre sedi FAI comunali, in questi ultimi giorni, abbiamo di fronte una classe dirigente deficitaria, almeno nella conoscenza della materia per cui sono lautamente pagati. Per prima cosa va ricordato che, gli arretrati 2006/2008 corrisposti ai lavoratori, sono frutto di una CONTRATTAZIONE tra Governo( addirittura con il Presidente della Regione) e Sindacati, Accordo 14 Maggio 2009, che hanno poi visto una LEGGE REGIONALE definire il tutto, con il pagamento a rate del lungo percorso di detta trattativa.


 


 




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FORESTALI: ARENA (UGL), GOVERNO CROCETTA ANCORA UNA VOLTA AVVERSO


Forestali: Arena (Ugl), governo crocetta ancora una volta avverso


“Ancora una volta il Governo Crocetta si abbatte sui lavoratori forestali e si  allontana pericolosamente il percorso verso la stabilità occupazionale dopo decenni di precariato”.
Ad affermarlo Franco Arena, Segretario regionale dei forestali , commentando la finanziaria in dirittura d'arrivo all'Ars.
"Nei diversi incontri e comunicati fatti dal Governo Regionale  - aggiunge  - non si parla mai di Aumento di giornate e/o stabilizzazione, si parla solo di: divisione del comparto antincendio con quello della montagna, tagli su rimborso chilometrico, blocco o sospensione del turnover e per ultimo di casellario giudiziario". 
"Sono alcune delle proposte che si riescono a capire dalla probabile proposta di legge governativa oltre alla certificazione del lavoro , -  sostiene Arena - ed è pronta, quindi, ad abbattersi la scure sul comparto forestale in Sicilia" Forse, il Governo regionale di Rosario Crocetta e il suo assessore regionale all’Economia, Alessandro Baccei, vogliono cancellare il comparto forestale? - si chiede il dirigente sindacale.
“Le norme contenute nel disegno di legge non sono ricevibili – dice il segretario regionale di Ugl Agricoli, Forestali e Pesca – e penalizzano oltremisura i lavoratori forestali”. 
"Aggiungiamo che abbiamo lasciato un anno 2015 disastroso e drammatico sotto ogni aspetto, organizzativo programmatico ed economico -  sottolinea - alcuni lavoratori attendano ancora pagamenti di maggio giugno 2015 oltre novembre e dicembre, una vergogna". 
"Dalla lettura della bozza del disegno di legge di iniziativa governativa, che, a breve, dovrebbe passare al vaglio delle Organizzazioni sindacali tutte, difatti, si intuisce la divisione dei settori antincendio e montagna aggiungendone un terzo chiamato prevenzione civile. Il lavoro produttivo senza mansioni, l'aumento di giornate e i criteri della graduatoria degli ultimi 20 anni sintetizzano il caos nel settore. Su questo ultimo punto attendiamo per capire cosa si vuole fare in caso di parità di punteggio, per esempio".   
“Sui provvedimenti varati dal Governo regionale, - conclude  -  c’è malumore tra i lavoratori forestali che sono pronti alla protesta.

01 Marzo 2016
-  c’è malumore tra i lavoratori forestali che sono pronti alla protesta.








IL BLOG PRESENTA LA SUA CONTRORIFORMA CON DUE PROPOSTE: O STABILIZZAZIONE O DUE SOLI CONTINGENTI: OTI E 181NISTI. SCELGA IL GOVERNO



N.B. La proposta è valida per tutti i lavoratori inseriti nelle graduatorie.

Questa è l'occasione per cancellare definitivamente le tre vergognose fasce di appartenenza e cioè: 78, 101 e 151. Nella società del ventunesimo secolo non hanno più senso logico di esistere. 

Deve essere il Governo in concertazione con le OO.SS. come dice l'Assessore Cracolici, a scegliere quella più economica e produttiva, ma possibilmente tra quelle che gli proponiamo noi. Le vere riforme si fanno in questo modo e alla luce del sole, non ci piacciono nè le trappole, nè le brutte sorprese e le cose già decise a tavolino qualche anno fà, quelle potrebbero peggiorare ancor di più le condizioni della categoria più anziana non stabilizzata. Noi vogliamo essere chiari e schietti sin dal primo momento, speriamo che lo siate anche Voi del governo. 
Senza un aumento delle giornate lavorative, la riforma non merita nemmeno di essere discussa. Parliamone tutti insieme, perchè spesso la mancanza di dialogo è causa di conflitto nei rapporti sociali.

Più di un anno fà avevamo lanciato una petizione online, raggiungibile in questo link: http://firmiamo.it/i-lavoratori-forestali-chiedono-due-soli-contingenti. La petizione è sempre valida, quindi l'invito è quello di firmare. Nel frattempo abbiamo migliorato la proposta: giornate lavorative non inferiore a 181. Sulle attività lavorative invece ci fidiamo del Governo. 

Concludo sputando un grosso rospo, non ci piace affatto l'idea dell'agenzia unica trapelata qualche mese fa dove andrebbero a confluire tutti i lavoratori forestali. Questa cosa merita un attenzione particolare, potrebbero essere in pericolo quei pochi diritti che ancora ci rimangono. Soprattutto quelli previdenziali!








UN CARISSIMO COLLEGA DEL DISTRETTO 8 PALERMO, CI HA LASCIATO PREMATURAMENTE


Un carissimo collega del distretto 8 Palermo, ci ha lasciato prematuramente


Ciao Giuseppe



Ieri sera un nostro caro collega, Giuseppe Li Puma di 49 anni, della frazione di Corvo nel comune di Petralia Soprana, ci ha lasciato prematuramente lasciando tutti sgomenti. Svolgeva la mansione di Aspi nel comune di Polizzi Generosa. Ne hanno dato la triste notizia gli amici e i colleghi che lo ricordono come un bravissimo ragazzo. Un malore fulminante gli è costato la vita, non soffriva di nessuna malattia.  I funerali saranno celebrati alle ore 15:00 nella chiesa della Madonna di Loreto di Petralia Soprana.

Esprimiamo alla famiglia le più sincere condoglianze per questo profondo momento di lutto. Riposa in pace caro collega...
Ciao Giuseppe









TEMPO SCADUTO MA LA FINANZIARIA NON C’È. DA OGGI SPESA REGIONALE PARALIZZATA


Tempo scaduto ma la Finanziaria non c’è. Da oggi spesa regionale paralizzata


comitato sorveglianza por sicilia

I termini sono scaduti e da oggi la Sicilia non può più spendere un euro, non può programmare, non può emettere mandati. Scaduto l’esercizio provvisorio senza che sia subentrata una proroga ne sia avvenuta l’approvazione e pubblicazione del nuovo strumento economico finanziario per la Sicilia è paralisi.
E oggi si prosegue nell’analisi di quella Finanziaria che doveva essere approvata entro ieri. Mancano ancora 4 articoli fra cui i più contestati. Ci sono, fra l’altro, gli articolo 22 e 23 per il rifinanziamento delle leggi di spesa. Articoli che sono stati definiti, in queste settimane, la rediviva tabella h sia pure in forma diversa.
E la Finanziaria ancora non c’è ma piovono critiche dure dalle parti sociali su quanto già approvato. “Con questa Finanziaria si mettono toppe. E si sceglie di non scegliere”. Dice Mimmo Milazzo. In una nota il sindacato punta il dito contro la “politica dell’imbroglio” svelata dalla legge di Stabilità alle battute finali a Sala d’Ercole. Il disegno di legge di cui si discute, si legge, mostra poche luci e molte ombre. Consentendo di attingere per 127,8 milioni al Fondo sanitario per far fronte a un debito contratto col ministero dell’Economia, si mettono in forse, scrive la Cisl, le risorse per il via ai tanto sbandierati concorsi. E si mette in discussione il principio assunto negli ultimi anni come cardine di buona amministrazione, secondo cui i risparmi ottenuti nel settore della sanità vadano reinvestisti nel settore della sanità. La Cisl segnala che il testo di legge che per definizione dovrebbe contenere le linee d’indirizzo per la crescita economica e sociale, “non programma sviluppo né mette in conto iniziative contro la crisi di una Sicilia in depressione, che dal 2007 a ora ha visto crollare il Pil del 12,4% contro l’8,3% del resto d’Italia”. Non si è provveduto finora, secondo il sindacato, a dare risposte certe sul fronte dei servizi sociali, della povertà (“250 mila le famiglie che nell’Isola versano in condizioni di povertà assoluta). Della lotta all’evasione di Irpef, Iva e contributi previdenziali: “ammonta a tre miliardi, nella regione, la stima dell’evasione annua”. E su quello del precariato, con “l’ennesima norma-tampone, già approvata, che si limita semplicemente a posticipare la soluzione del problema”. Per la Cisl, è pilatesca pure la scelta, già adottata, in fatto di costi della politica: dai Comuni alle società partecipate. “In una Sicilia che boccheggia – afferma Milazzo – il taglio delle spese connesse alla rappresentanza politica sarebbe stato un passaggio ineludibile, di grande impatto, pure simbolico”. Invece, “abbiamo assistito a un’operazione di autotutela della casta, che ha scelto di delegare ai tacchini-consiglieri comunali l’organizzazione della festa del Ringraziamento, e la riduzione dei loro emolumenti”. E sono state pure resuscitate le indennità per gli amministratori delle società partecipate. Insomma, ripete la Cisl, il mondo cambia ma qualcuno, dentro al Palazzo, pare non accorgersene e punta a tirare a campare come se nulla fosse.
Nonostante tutto questo e i termini scaduti l’Ars tornerà a discutere solo nel pomeriggio perchè intanto di mattina prendono il via a Palermo i lavori del primo Comitato di Sorveglianza del Programma Operativo (PO) FESR Sicilia 2014-2020.
All’ordine del giorno l’approvazione dei documenti “Requisiti di ammissibilità e criteri di selezione” e  “Strategia di Comunicazione” del Programma, una nota informativa del Piano di Valutazione del Programma, la relazione sullo stato delle procedure di avvio e lo stato dell’arte del Piano di Rafforzamento Amministrativo (PRA) destinato alla gestione dei fondi UE.
L’approvazione del documento “Requisiti di ammissibilità e criteri di selezione” costituisce una condizione fondamentale per l’esecutività del Programma.
All’incontro, prendono parte i rappresentanti dell’Agenzia nazionale per la Coesione Territoriale, dei Ministeri coinvolti, la Commissione Europea, i responsabili dei Dipartimenti regionali e gli esponenti del Partenariato economico e sociale (tra cui sindacati, associazioni e organizzazioni di categoria). L’Autorità di Gestione del PO FESR Sicilia 2014-2020 è rappresentata dal Dipartimento regionale della Programmazione.
Il Comitato sarà presieduto dal Vice Presidente della Regione Siciliana, Assessore Mariella Lo Bello. Il Comitato di Sorveglianza del PO FESR (Fondo Europeo Sviluppo Regionale) vigila sull’efficienza e sulla qualità d’esecuzione del Programma Operativo. L’Organismo si riunisce di norma ogni anno, monitorando l’avanzamento della spesa e approvando eventuali modifiche ai documenti.
Contemporaneamente si insedierà anche un altro comitato di sorveglianza sui Fondi Ue, quello del Piano di sviluppo rurale presieduto dall’assessore Cracolici. Insomma mattina piena per governo e funzionari regionali e dunque l finanziaria può attendere il pomeriggio

01 Marzo 2016
http://palermo.blogsicilia.it/tempo-scaduto-ma-la-finanziaria-ancora-non-ce/327815/







NIENTE FINANZIARIA NEANCHE OGGI. CON L’ESERCIZIO PROVVISORIO SCADUTO DOMANI MATTINA SI FERMA QUALSIASI PROCEDURA DI CASSA, QUALSIASI MANDATO DI PAGAMENTO, QUALSIASI DECRETO DI IMPEGNO DI SPESA


BATTAGLIA ANCHE SU RISCOSSIONE SICILIA

Niente Finanziaria neanche oggi
Ricompare la ex tabella H


palazzo Normanni cortile


di Manlio Viola
Scadrà a mezzanotte l’esercizio provvisorio della Regione siciliana e con esso i termini per giungere all’approvazione di bilancio e legge di stabilità per il 2016, ma l’Assemblea regionale siciliana non riuscirà ad approvare per tempo la nuova legge.
Termini e scadenze dei quali l’Ars sembra non curarsi più in barba a qualsiasi legge. Stasera alle 20 il Parlamento sospenderà i suoi lavori qualunque sia il punto a cui è giunta la trattazione e proseguirà la seduta domani mattina. Dare garanzia di assoluta ‘impunità’ nonostante il mancato rispetto dei termini sono le procedure di commissariamento, unica facoltà assegnata al controllore romano, per attivare le quali occorre la persistente violazione dello statuto e almeno quindici giorni di tempo.
Già negli ultimi due anni l’Ars ha travalicato i termini senza che questo abbia comportato alcuna conseguenza per Parlamento e  parlamentari.
In realtà le conseguenze ci sono ma solo per i siciliani. Con l’esercizio provvisorio scaduto domani mattina si ferma qualsiasi procedura di cassa, qualsiasi mandato di pagamento, qualsiasi decreto di impegno di spesa. Insomma la Regione si paralizza e resterà paralizzata fino alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del nuovo bilancio e della legge finanziaria.
Incurante di tutto ciò l’Ars prosegue il suo lavoro dopo il prelievo di 127 milioni e 850 mila euro dal fondo sanitario per destinarli a pagare un mutuo il parlamento ha approvato l’articolo sei sulla ripartizione dei fondi per il co-finanziamento della spesa Ue. Si tratta complessivamente di 233 milioni di euro per il 2016 ai quali si aggiungono 25 milioni per il 2017 dal Fondo di sviluppo e coesione.
In discussione il futuro di Riscossione sicilia per il cui salvataggio servono 17 milioni di euro. all’appello mancano ancora 4 articoli fra cui i due articoli della ex tabella H reinseriti dal governo dopo che la presidenza dell’Ars li aveva cassa.

29 Febbraio 2016
http://palermo.blogsicilia.it/niente-finanziaria-regionale-neanche-oggi-cerano-una-volta-regole-e-scadenze/327789/







IL SEGRETARIO GENERALE DELLA CISL SICILIA, MIMMO MILAZZO: FINANZIARIA PILATESCA, CHE PUNTA A TIRARE A CAMPARE


FINANZIARIA PILATESCA, CHE PUNTA A TIRARE A CAMPARE
 


Così la Cisl sul ddl giunto alle battute finali all’Ars. Il sindacato: “politica dell’imbroglio”. Critiche al prelievo di 127,8 mln dal Fondo sanitario, che mette in forse i concorsi. Per l’assenza di misure anticrisi e per quelle sui costi della politica



“Con questa Finanziaria si mettono toppe. E si sceglie di non scegliere”. Così la Cisl Sicilia per voce del segretario Mimmo Milazzo, sul documento finanziario in discussione all’Ars. In una nota il sindacato punta il dito contro la “politica dell’imbroglio” svelata dalla legge di Stabilità alle battute finali a Sala d’Ercole. Il disegno di legge di cui si discute, si legge, mostra poche luci e molte ombre. Consentendo di attingere per 127,8 milioni al Fondo sanitario per far fronte a un debito contratto col ministero dell’Economia, si mettono in forse, scrive la Cisl, le risorse per il via ai tanto sbandierati concorsi. E si mette in discussione il principio assunto negli ultimi anni come cardine di buona amministrazione, secondo cui i risparmi ottenuti nel settore della sanità vadano reinvestisti nel settore della sanità. La Cisl segnala che il testo di legge che per definizione dovrebbe contenere le linee d’indirizzo per la crescita economica e sociale, “non programma sviluppo né mette in conto iniziative contro la crisi di una Sicilia in depressione, che dal 2007 a ora ha visto crollare il Pil del 12,4% contro l’8,3% del resto d’Italia”. Né, aggiunge il sindacato, si è provveduto finora a dare risposte certe sul fronte dei servizi sociali, della povertà (“250 mila le famiglie che nell’Isola versano in condizioni di povertà assoluta). Della lotta all’evasione di Irpef, Iva e contributi previdenziali: “ammonta a tre miliardi, nella regione, la stima dell’evasione annua”. E su quello del precariato, con “l’ennesima norma-tampone, già approvata, che si limita semplicemente a posticipare la soluzione del problema”. Per la Cisl, è pilatesca pure la scelta, già adottata, in fatto di costi della politica: dai Comuni alle società partecipate. “In una Sicilia che boccheggia - afferma Milazzo – il taglio delle spese connesse alla rappresentanza politica sarebbe stato un passaggio ineludibile, di grande impatto, pure simbolico”. Invece, “abbiamo assistito a un’operazione di autotutela della casta, che ha scelto di delegare ai tacchini-consiglieri comunali l’organizzazione della festa del Ringraziamento, e la riduzione dei loro emolumenti”. E sono state pure resuscitate le indennità per gli amministratori delle società partecipate. Insomma, ripete la Cisl, il mondo cambia ma qualcuno, dentro al Palazzo, pare non accorgersene e punta a tirare a campare come se nulla fosse. (ug)

29 Febbraio 2016
http://www.cislsicilia.it/Notizie/2016/02/29/44980/FINANZIARIA-PILATESCA-CHE-PUNTA-A-TIRARE-A-CAMPARE






STABILIZZAZIONE FORESTALI: IL SI.FU.S. IN PRESIDIO DAVANTI L'ARS. IL VIDEO DI 091TG














PRENDONO IL VIA OGGI A PALERMO I LAVORI DEL PRIMO COMITATO DI SORVEGLIANZA DEL PROGRAMMA OPERATIVO (PO) FERS SICILIA 2014-2020


Domani a Palermo primo Comitato sorveglianza del PO Fesr Sicilia 2014-2020




Domani a Palermo primo Comitato sorveglianza del PO Fesr Sicilia 2014-2020Prendono il via a Palermo i lavori del primo Comitato di Sorveglianza del Programma Operativo (PO) FESR Sicilia 2014-2020. La seduta si terrà domani 1 marzo, alle 9,30, presso Villa Malfitano, Via Dante, a Palermo.
All’ordine del giorno l’approvazione dei documenti “Requisiti di ammissibilità e criteri di selezione” e  “Strategia di Comunicazione” del Programma, una nota informativa del Piano di Valutazione del Programma, la relazione sullo stato delle procedure per il superamento delle Condizionalità ex-ante del nuovo PO e lo stato dell’arte del Piano di Rafforzamento Amministrativo (PRA) destinato alla gestione dei fondi UE.
L’approvazione del documento “Requisiti di ammissibilità e criteri di selezione” costituisce una condizione fondamentale per l’esecutività del Programma.
All’incontro, prendono parte i rappresentanti dell’Agenzia nazionale per la Coesione Territoriale, dei Ministeri coinvolti, la Commissione Europea, i responsabili dei Dipartimenti regionali e gli esponenti del Partenariato economico e sociale (tra cui sindacati, associazioni e organizzazioni di categoria). L’Autorità di Gestione del PO FESR Sicilia 2014-2020 è rappresentata dal Dipartimento regionale della Programmazione.
Il Comitato sarà presieduto dal Vice Presidente della Regione Siciliana, Assessore Mariella Lo Bello.
Il Comitato di Sorveglianza del PO FESR (Fondo Europeo Sviluppo Regionale) vigila sull’efficienza e sulla qualità d’esecuzione del Programma Operativo. L’Organismo si riunisce di norma ogni anno, monitorando l’avanzamento della spesa e approvando eventuali modifiche ai documenti.

29 Febbraio 2016








L'ON.LE TOTO' LENTINI SU RISCOSSIONE SICILIA: “IL PROBLEMA NON È NEI CONTI DELL’ENTE QUANTO NELLA CAPACITÀ DI GESTIRE DELL’AVVOCATO FIUMEFREDDO. IL PRESIDENTE CROCETTA LO SOSTITUISCA”


Ricevo e pubblico
dalla Giornalista
Dott.ssa Maria Giambruno



COMUNICATO STAMPA

LEGGE DI STABILITA’


L'ON.LE TOTO' LENTINI SU RISCOSSIONE SICILIA


Il problema non è nei conti dell'Ente quanto nelle capacità di gestire dell’Avvocato Fiumefreddo


Il Presidente Crocetta lo sostituisca”




Palermo, 29 febbraio 2016 – “Il problema di Riscossione Sicilia non è di far quadrare i bilanci, quanto nella capacità di gestione del suo vertice. E’ quanto ha dichiarato l’On.le Totò Lentini nel corso di un intervento in aula durante l’esame dell’articolo della finanziaria su Riscossione Sicilia. Questo Parlamento ha ricapitalizzato più di una volta l’Ente – ha continuato l’On.le Lentini - convinto che non si possa cedere la riscossione delle entrate siciliane ad Equitalia, che già in tutt’Italia mostra le sue lacune.
I siciliani hanno diritto a mantenere sul territorio regionale la riscossione delle entrate ma il Presidente Crocetta deve ricedere l’affidamento di Riscossione Sicilia oggi conbdotta dal l’avvocato Fiumefreddo. Non siamo disponibili - ha sottolineato ancora l’On.le Lentini - a cedere altri pezzi di Sicilia allo Stato centrale. La nostra Regione, con i passati governi ha già svenduto i suoi gioielli migliori, come il Banco di Sicilia, e non può più permettere ulteriori scippi.  I siciliani meritano rispetto e fiducia per tutti i sacrifici che stanno facendo. Abbiamo già ricapitalizzato altre volte Riscossione Sicilia – ha detto Totò Lentini. La politica siciliana - attraverso i suoi rappresentanti regionali e nazionali - abbia il coraggio di difendere gli interessi dei siciliani e si spenda per sostenere un cambiamento di rotta che è già nei fatti”.









29 febbraio 2016

FORESTALI, STOP AL TURNOVER IN ATTESA DELLA RIFORMA. CRACOLICI: «SONO TROPPI? DEMAGOGIA E PREGIUDIZI»


Forestali, stop al turnover in attesa della riforma. Cracolici: «Sono troppi? Demagogia e pregiudizi»


Politica – L'Ars ha approvato l'articolo 19 della legge di stabilità che prevede il blocco del meccanismo delle sostituzioni. Entro 120 giorni l'Assemblea dovrà approvare la riorganizzazione di un settore negli ultimi anni al centro delle critiche, per l'ampiezza del personale e il relativo peso sulle casse della Regione




Simone Olivelli
Stop al turn over in attesa della riforma. Il capitolo forestali all'interno della legge di stabilità si conclude con la promessa di mettere mano a una legge che cambierà il settore. Iter legislativo che dovrà camminare a velocità sostenuta: 120 giorni, infatti, è il tempo massimo che oggi l'Ars si è data per partorire una riforma da tempo attesa. Fino ad allora, la novità riguarderà il blocco delle sostituzioni.

Previsto dall'articolo 52 della legge regionale 16/1996, il turnover per i forestali prevede la possibilità di «scorrimento dalla fascia immediatamente inferiore a quella superiore attingendo alla graduatoria unica». In altre parole, fino a oggi, nel caso di un pensionamento, il posto lasciato vacante veniva preso dal primo in graduatoria della fascia occupazione inferiore. I forestali, infatti, oltre ad avere contratti a tempo indeterminato, sono divisi in categorie corrispondenti alle giornate di lavoro annuali: 151, 101 e 78

Con l'approvazione dell'articolo 19 della legge di stabilità, per il momento si bloccano i passaggi, nell'attesa della ristrutturazione di un settore già al centro di molte polemiche, per la ampiezza del personale e per il conseguente peso sulle casse pubbliche. «Abbiamo votato una norma che apre la strada alla prima vera riforma del settore forestale e che potrà aumentare le competenze dei lavoratori finalmente utilizzati appieno per la tutela del patrimonio boschivo e naturalistico dell'isola», ha dichiarato la presidente del gruppo parlamentare del Pd Alice Anselmo, insieme ai deputati Mariella Maggio, Baldo Gucciardi e Giovanni Panepinto. Che poi hanno aggiunto: «I lavoratori hanno pagato fino a questo momento le conseguenze dell'assenza di una vera riorganizzazione». 

A commentare la situazione dei forestali è stato anche l'assessore all'Agricoltura Antonello Cracolici: «Mi sono impegnato a presentare una proposta di riforma sulla forestazione che metta al centro le attività che i lavoratori faranno a servizio della Sicilia: valorizzazione produttiva dei boschi, gestione delle riserve e dei siti a finalità turistico ambientale, istituzione del servizio di prevenzione civile per monitorare il nostro territorio a rischio dissesto». Cracolici si è poi soffermato sulla sospensione del turnover: «Serve a fotografare la situazione calcolando la forza lavoro ed il numero di giornate effettuate. La Sicilia - ha continuato l'assessore - ha il dovere di restituire dignità a un lavoro che costituisce un pezzo essenziale della tutela ambientale del nostro territorio». 

Una battuta, infine, anche sulla questione numerica. Secondo l'assessore, le critiche non sarebbero fondate: «Renderemo evidente che tanta demagogia si è fondata esclusivamente su pregiudizi, a partire dal numero di addetti che, comprensivi anche del servizio antincendio, in Sicilia sono circa 9000 unità uomo anno - ha concluso Cracolici -. Il numero di giornate degli attuali 24mila corrisponde infatti a 9000 unità uomo anno. Numeri simili ad altre regioni che utilizzano per le stesse tipologie di lavoro l'affidamento a cooperative e a imprese private».

28 Febbraio 2016
http://meridionews.it/articolo/41043/forestali-stop-al-turnover-in-attesa-della-riforma-cracolici-sono-troppi-demagogia-e-pregiudizi/







SICILIA. FORESTALI, L'ON IOPPOLO DELLA LISTA MUSUMECI: ENTRO TRE MESI LA RIFORMA









CRACOLICI: LA LEGGE SUI FORESTALI ENTRO TRE MESI









LEGGE DI STABILITA'. L'ON.LE TOTO' LENTINI SULLA CENTRALE UNICA DEGLI ACQUISTI: UNA COMMISSIONE DI GRANDE PROFILO ETICO E PROFESSIONALE PER VALUTARE ACQUISTI E PREZZI DEL SETTORE SANITARIO


Ricevo e pubblico
dalla Giornalista
Dott.ssa Maria Giambruno



COMUNICATO STAMPA
LEGGE DI STABILITA'
L'ON.LE TOTO' LENTINI SULLA
CENTRALE UNICA DEGLI ACQUISTI

“UNA COMMISSIONE DI GRANDE PROFILO ETICO
E PROFESSIONALE PER VALUTARE ACQUISTI E PREZZI
DEL SETTORE SANITARIO”



Palermo, 29 febbraio 2016 – “La Centrale unica degli acquisti per il settore sanitario sia improntata a caratteri di professionalità, trasparenza, legalità, massima competenze e rigore  etico dei suoi componenti. E' quanto ha richiesto il Deputato regionale On.le Totò Lentini al Presidente Rosario Crocetta ed all'Assessore alla Sanità Baldo Gucciardi nel corso dell' intervento per l'approvazione dell'art. 7 della legge finanziaria. La spending review - ha precisato l'On.le Lentini - non si fa chiudendo gli ospedali e privando i territori di servizi essenziali, ma operando controlli scrupolosi sugli acquisti effettuati dalle strutture ospedaliere. La Commissione da nominare deve essere composta da professionisti al di sopra di ogni sospetto sia sotto il profilo professionale che quello etico. Questo potremo ottenerlo magari ricorrendo ad un bando europeo per la selezione delle candidature. La compartecipazione alle spese sanitarie, passata dal 42 al 49% grazie ad un accordo tra la Regione Siciliana e il Governo nazionale – continua Totò Lentini - ha portato dal 2006 ad oggi nelle casse dello Stato circa 600 milioni di euro. La Regione Siciliana è tra le regioni virtuose. E' ora che il Governo regionale e i nostri colleghi parlamentari nazionali rivendichino con forza il ritorno ad una compartecipazione del 42%dal momento che le altre regioni si attestano su una percentuale di compartecipazione del 40%”.





SIFUS: PER GLI STIPENDI DEI FORESTALI BISOGNA ASPETTARE LA PUBBLICAZIONE DEL BILANCIO E FINANZIARIA NELLA GAZZETTA UFFICIALE


Ricevo e pubblico
dal segretario regionale del Sifus
Giuseppe Fiore


Sifus: per gli stipendi dei forestali bisogna aspettare la pubblicazione del bilancio e finanziaria nella Gazzetta Ufficiale


Stipendi forestali 2015
Stamattina ci è stato riferito da esponenti istituzionali che le mensilità del 2015 verranno erogate non appena saranno rese spendibili e cioè successivamente alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del bilancio e finanziaria 2016. Su pressione del Sifus, il Governo regionale si è impegnato a pubblicare venerdì prossimo bilancio e finanziaria non aspettando i 15 gg. che prevede la legge. Quindi presubilmente i pagamenti partiranno dalla prossima settimana. Il Sifus vigilerà affinché tutti i passaggi avverranno nei tempi stabiliti. Se ritarderanno ulteriormente siamo pronti a scendere in piazza per difendere il nostro diritto di essere ricompensati per il lavoro svolto nel 2015. 
G. Fiore