03 maggio 2014

SIRACUSA. COMUNICATO STAMPA UNITARIO DELLE SEGRETERIE PROVINCIALI SULLE INIZIATIVE DA METTERE IN ATTO



Ricevo e pubblico 
da Gianni Garfì
Responsabile Provinciale Uila – Uil Siracusa











SEGRETERIE PROVINCIALI
SIRACUSA

“COMUNICATO STAMPA DEL 03 MAGGIO 2014”

######


Le Segreterie Provinciali di Flai, Fai e Uila, unitariamente con tutte le province dell’isola, concordano le iniziative da mettere in atto secondo quanto stabilito nel corso dell’Esecutivo Unitario del 29 Aprile u.s. ad Enna sulla delicata situazione del mondo Forestale Siciliano e dichiarano di porre in essere il sit-in in contemporanea regionale per il prossimo Venerdì 9 Maggio dinanzi alla Prefettura di Siracusa.

La grave e pericolosa situazione che si è determinata nel settore, mette a serio rischio il sistema agro ambientale e Forestale.

La stessa  Finanziaria bis, pronta per essere discussa in Commissione Bilancio, che dovrebbe prevedere le risorse economiche necessarie per il completamento delle giornate di Legge per tutti i Forestali, viene ancora  rinviata, a data da destinarsi.

Ed ancora, il persistere della sottoscrizione di “verbali” da parte dello stesso Presidente Rosario Crocetta insieme all’Assessore al ramo e ai Dirigenti dei Dipartimenti Forestali, senza che gli stessi vengano rispettati minimamente.

Le assurde dichiarazioni di alti Dirigenti Regionali sui tagli al servizio Antincendio a circa il 50% di personale senza preventivare un piano progettuale per la prossima Campagna Antincendio.

La Legge Regionale  5\2014 stabilisce i criteri della composizione delle Graduatorie Uniche Distrettuali, senza specificare come devono essere elaborate e ad appena un passo dal completamento, l’arrivo dell’ultima Direttiva emessa dalla Dirigente dell’Ufficio del Lavoro Regionale del 29 u.s., rimodula la formulazione dei criteri di elaborazione delle Graduatorie, precisando che la fotografia del punteggio per ogni singolo Lavoratore, sia esso della Manutenzione che dell’Antincendio, deve essere ferma alla L.R.16\96.

Pertanto Flai, Fai e Uila, alla luce di tutto ciò, ritengono di non dover più concedere alcuna moratoria al Governo Siciliano e ai Politici tutti, che tralasciano i bisogni dei Lavoratori che fin ora sono stati utilizzati solo come bagaglio di voti su cui attingere nonché alle false promesse televisive che promettono di non fare “macelleria sociale“.

Conseguentemente, si rivendica che all’interno della prossima manovra Finanziaria, tanto annunciata ma che ancora tarda ad arrivare, siano inserite le misure finanziarie necessarie ad assicurare le opere di Manutenzione, la difesa del patrimonio boschivo e la lotta e prevenzione agli Incendi nonché i diritti e gli interessi di tutti i Forestali, così come dal verbale sottoscritto l’11 Marzo scorso.

Per questo proclamiamo il sit-in davanti alla Prefettura.

Contro l'attacco ingiustificato a queste categorie; contro i tagli indiscriminati nel settore Forestale; contro un Governo che non guarda allo sviluppo della Sicilia; contro lo smantellamento della Forestale siciliana; contro il mancato rinnovo e recepimento dei Contratti.

Noi non ci stiamo: vogliamo una politica che guardi allo sviluppo ed alla salvaguardia del territorio; vogliamo continuare a lavorare e portare avanti le famiglie in questa terra; tagliate gli sprechi ed i privilegi, non il lavoro ed i Lavoratori agricoli e Forestali.

Siracusa lì, 03 Maggio 2014                                                                                                                      Firmato:
Vera Uccello – Segretario Provinciale Flai – Cgil*;

Giuseppe Linzitto – Segretario Provinciale Fai – Cisl*;

Gianni Garfì – Responsabile Provinciale Uila – Uil per il settore Forestale*.
*Ai sensi dell’art.1, comma 87 della Legge 28 Dicembre 1995, n°.549 e successive modiche e integrazioni, questo documento è stato prodotto da sistemi informativi automatizzati e le firme autografe sono state sostituite con l’indicazione a stampa dei nominativi dei soggetti responsabili.








PRECISAZIONI SULLA GRADUATORIA UNICA DISTRETTUALE DEL DIRIGENTE GENERALE AVV. ANNA ROSA CORSELLO






Cliccare per ingrandire









PER LA GRADUATORIA UNICA NE' ART. 48 NE' ART. 49, MA GIORNATE LAVORATIVE EFFETTUATE FINO AL 31/12/2013. SEI D'ACCORDO?



Per la graduatoria unica nè art. 48 e nè art. 49, ma giornate lavorative effettuate fino al 31/12/2013. Sei d'accordo?




Leggo da facebook che le graduatorie rimarrebbero come prima, se così fosse, la problematica viene solamente rimandata. Allora facciamo due chiacchiere da bar, lancio un sondaggio per vedere quanti operai sarebbero d'accordo a far valere per la graduatoria unica, le giornate lavorative effettuate fino al 31/12/2013. 
Partecipa al sondaggio, in alto a sinistra sotto la sezione contatti.
 





CON SENSIBILITA' E RISPETTO: BUON DIVERTIMENTO ALL'INSEGNA DELLA NATURA




In basso a sinistra del blog, sono state inserite tre immagini (che riporto anche in questo post), cliccandoci sopra si viene trasferiti nell'area desiderata del sito del Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali.






1) Rifugi Aperti. E' l'area dedicata a tutte le strutture collocate all'interno di aree naturalistiche delle varie province dell'Isola, che il Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali ha riadattato a fini turistico-ricreativi, mettendole a disposizione dei cittadini. Attraverso la sezione sarà possibile visualizzare le schede illustrative dei singoli rifugi contenti immagini illustrate e informazioni di vario genere e inviare direttamente on line la richiesta di prenotazione del proprio soggiorno all'ufficio provinciale competente, che provvederà in maniera tempestiva a rispondere. Il Dipartimento ricorda che la prenotazione risulterà effettiva solamente dopo che l'ufficio risponderà alla richiesta (Per risposta non si intende la notifica automatica che riceverete al momento della richiesta).
Selezionare il rifugio tramite la mappa di seguito, oppure utilizzando il menù a sinistra.



2) Aree Attrezzate. Attraverso la cartina ed il menù di fianco a sinistra, è possibile accedere alle informazioni delle Aree Attrezzate gestite dal Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali. Clicca sulle aree sensibili per visualizzare la scheda dell'Area Attrezzata.



3) Mappa delle Riserve. Il Dipartimento è oggi Ente Gestore di 33 Riserve Naturali la cui superficie di Ha 70.2520 rappresenta l'80,7% del totale dell'area occupata dalle Riserve Naturali fino ad oggi istituite dalla Regione Siciliana.
Tramite questa cartina ed il menù di fianco a sinistra, è possibile accedere alle informazioni delle riserve sotto la gestione del DRAFD. Clicca sulle aree sensibili per visualizzare la scheda della riserva e naviga attraverso la mappa per scoprire piú in dettaglio le aree delle riserve.







Con sensibilità e rispetto:
Buon divertimento all'insegna della natura!






PAGLIARO (CGIL), POLITICA RIFLETTA E DIA UN SEGNALE ALLA SOCIETA’ SICILIANA. SI FACCIANO LE RIFORME!




1° MAGGIO: PAGLIARO (CGIL), POLITICA RIFLETTA E DIA UN SEGNALE ALLA SOCIETA’ SICILIANA

 




http://www.cgilsicilia.it/notizie/post/1d-maggio-pagliaro-cgil-politica-rifletta-e-dia-un-segnale-alla-societar-siciliana













02 maggio 2014

FLAI FAI E UILA ANNUNCIANO MOBILITAZIONE PER IL 9 MAGGIO



Forestali: il Governo Regionale disattende tutti gli impegni. FLAI FAI e UILA annunciano mobilitazione per il 9 maggio. A Catania manifestazione al Palazzo ESA
 
 
 
Le scriventi Segreterie Unitarie Provinciali all’interno delle iniziative di lotta proclamate dalle Segreterie Regionali per giorno 9 Maggio che si terranno contemporaneamente in tutte le provincie , indicono una manifestazione provinciale dei lavoratori forestali presso il Palazzo dell’Esa dalle ore 9,30. Tale mobilitazione si rende necessaria tenuto conto che ad oggi sono state disattesi tutti gli impegni assunti dal Governo Regionale nello sciopero di giorno 11 Marzo.
 
Vi è la necessità di avere certezze rispetto ai finanziamenti necessari ad assicurare le garanzie occupazionali previste dalla 14/06 per le fasce dei 151 isti 101 isti e 78 isti, nonché si rivendica la certezza rispetto agli avviamenti al lavoro sia degli addetti alla manutenzione e sia di quelli addetti allo spegnimento incendi.
 
Inoltre si rivendicano i dovuti provvedimenti che diano certezze circa la formazione delle graduatorie forestali per evitare che vengano perpetrate gravi ingiustizie tra i lavoratori.
 
Alfio Mannino FLAI-CGIL; Pietro Di Paola FAI-CISL; Nino Marino UILA-UIL
 
   
 
02 Maggio 2014
http://www.cgilct.it/site/tutte-le-news/notizie-categorie/1357-flai-cgil-catania-forestali-9-maggio-mobilitazione-in-ogni-provincia-a-catania-presso-palazzo-esa






VENERDI' 9 MAGGIO PRESIDIO ALLA REGIONE E IN TUTTE LE PROVINCE



VENERDI' 9 MAGGIO PRESIDIO ALLA REGIONE E IN TUTTE LE PROVINCE


Per far mettere le risorse finanziare nel Bilancio della Regione e per gli avviamenti al lavoro per le opere di prevenzione e di lotta degli incendi venerdì 9 maggio iniziative a Palermo (presidio alla Presidenza della Regione) e in tutte le provincie (occupazione Aziende Foreste Demaniali Provinciali).
Invitiamo a partecipare.


FB. 02 Maggio 2014 
https://www.facebook.com/flaicgilmadonie.castelbuono?fref=ts




Notizia correlata:





ANGELO MATTONE UIL: QUANTO DOVREMO ANCORA SOPPORTARE IGNORANZA E MALAFEDE CHE MORTIFICANO IL SETTORE FORESTALE? COME SI FA AD AUGURARE BUONA FESTA DEL LAVORO?



IL PRIMO MAGGIO OLTRE LA CRISI DA QUI DEVE RIPARTIRE LA LOCOMOTIVA DELL’ISOLA




Angelo Mattone
Buon Primo Maggio Catania! E, quindi, buon Primo Maggio Sicilia! Perché quando in terra d'Etna sarà davvero possibile festeggiare il lavoro che c'è, lavoro buono e dignitoso, allora anche l'Isola tornerà a sorridere. Da qui è sempre partita, qui s'è fermata adesso, la locomotiva della produzione e dello sviluppo dell'Isola. Dobbiamo fare in modo che riprenda a marciare, per tirarci fuori dalle sabbie mobili di un impiego pubblico che arretra e di un'impresa privata che soffre. Perché ciò riesca, serve però abbandonare quella "solitudine dei numeri primi" che spesso immiserisce e avvelena istituzioni, parti sociali, esponenti politici. E' la Festa di tutti, solo se tutti sapranno essere protagonisti attivi del risanamento, della crescita.
Siamo la città, la provincia, delle contraddizioni: da un lato, vantiamo un potenziale di offerta di merci e servizi che con Ragusa e Siracusa rende la Sicilia sud-orientale il luogo di creazione del 70 per cento del prodotto interno lordo isolano; dall'altro, scontiamo un deficit di infrastrutture - viarie, ferroviarie, marittime - che ci colloca al di sotto delle più povere regioni d'Europa, innescando una spirale involutiva. Più difficile, lento e oneroso il trasporto, sempre più antieconomico fare impresa e produrre.
Agli aspiranti eurodeputati, alla vigilia di elezioni continentali mai così cariche di attese e frustrazioni, chiediamo l'impegno formale a battersi perché alla stagione dei tagli, del mortifero rigore e del "fiscal compact", segua quella della reale lotta alle condizioni del sottosviluppo. Non comprendiamo, d'altronde, perché l'Unione europea sia inflessibile guardiana del rispetto del tetto deficit/Pil e non si sia, invece, mai preoccupata di indicarne uno anche per i tassi di disoccupazione!
Viviamo un'interminabile stagione di desertificazione economica, resa ancora più evidentemente drammatica dagli indicatori sulla Cassa integrazione- che segnalano come gli ammortizzatori si stiano "scaricando" nell'inutile attesa delle ristrutturazioni aziendali e della ripresa. Catania con la sua provincia, peraltro, conosce la peggiore tra le condizioni di crisi perché, unica fra le province sud-orientali, somma vocazione commerciale, industriale, agrumicola e terziario avanzato. Tutti settori in regresso. Responsabilmente, però, non vogliamo limitarci a intonare "geremiadi", lamentazioni, e invocare soluzioni "dall'alto". Anzi, secondo radicata cultura Uil e della migliore tradizione sindacale italiana, rivendichiamo la forza di un movimento che, partendo dai lavoratori e dai cittadini, offre energie e idee per la riforma della burocrazia e per officiare la buona politica, affinché si possa mettere definitivamente da parte "malaburocrazia" e "malapolitica".
Con la forza trasmessaci dai cittadini, chiediamo allora a Rosario Crocetta, al sindaco Enzo Bianco, agli amministratori regionali e locali, a chi come noi ha a cuore le sorti di Catania e della Sicilia, che ci dicano oggi, Primo Maggio, quanto tempo dobbiamo ancora aspettare affinché finisca lo scandalo dei fondi europei non spesi, o perché venga restituito dalla Regione al Comune e finalmente reso operativo il piano urbano Pua per lo sviluppo di Catania Sud. O quando il Piano regolatore generale uscirà dalle sale-convegni per divenire concreto strumento urbanistico e in corso Martiri della Libertà siano aperti i cantieri così come in tanti edifici e scuole "affamati" di ristrutturazioni e sicurezza antisismica. O quanto ancora dovremo sopportare ignoranza e malafede che mortificano le potenzialità del settore agricolo e forestale, non a caso indicato come "primario".
Ci spieghino, inoltre, cosa vieta che i patrimoni culturali - dal Bellini allo Stabile, dal lungomare ai giacimenti archeologici, quale l'anfiteatro romano di piazza Stesicoro - diventino fattori di riscoperta della vocazione turistica e strumento di ricchezza, non "orpelli" da guardare con fastidio, da trattare con disprezzo, nei Palazzi della politica.
In questa giornata, però, dobbiamo innanzitutto chiederci come si fa a guardare in faccia e augurare "buona Festa del Lavoro" ai tanti giovani che sono costretti a elemosinare lavoro dignitoso in patria, o devono emigrare in cerca di fortuna. Questa è la vera risorsa della nostra Isola: la schiera di ragazze e ragazzi dotati di cultura e passione - fisici, ingegneri, medici, biologi - sui quali, mediamente, il "sistema" investe 350mila euro, salvo poi lasciare che fuggano in Inghilterra, in America, in Irlanda, in Australia- dove sono professionisti e ricercatori ben accolti. A loro, risorsa strappata a Catania e alla Sicilia, vogliamo dedicare questo Primo Maggio. Perché, meglio di quanto non abbiano fatto le generazioni precedenti, sappiano offrire occasioni di riscatto a questa terra!
*Segretario generale Uil Catania

01 Maggio 2014






Notizie correlate:

ALLA REGIONE NESSUN PASSO AVANTI SUI FORESTALI;
UIL CATANIA: CREDIAMO FERMAMENTE NELLA STABILIZZAZIONE DEI LAVORATORI FORESTALI.






CI SONO 30 MILA SOGGETTI CHE DA GENNAIO ASPETTANO GLI STIPENDI, TRA QUESTI ANCHE I FORESTALI


Regione al collasso: il Governo chieda a Roma l’applicazione degli articoli 36,37 e 38 dello Statuto


PER EVITARE IL DEFAULT DELLA SICILIA NON VEDIAMO ALTRA STRADA

Riassumiamo.
Ci sono quasi mille e 800 lavoratori del progetto Spartacus che, da otto giorni, aspettano il rinnovo del contratto dall’Amministrazione regionale. Il contratto dovrebbe essere firmato dal Ciapi di Priolo, braccio operativo della Regione. Ma il contratto non arriva.
Ci sono gli enti formativi che aspettano i soldi della Regione. Se la Regione non paga, gli enti non possono pagare i lavoratori e non possono procedere con nuove assunzioni. Ma La Regione non paga.
Ci sono circa 24 mila precari degli enti locali ai quali, con una legge regionale – la Finanziaria 2014 – è stato assicurato il rinnovo dei contratti per quest’anno. Ma i Comuni non siglano questi contratti. Motivo: non hanno i soldi. La Regione, che avrebbe dovuto erogare questi soldi – come previsto dalla Finanziaria regionale di quest’anno – non l’ha ancora fatto.
Ci sono i Comuni che aspettano i trasferimenti dalla Regione. In pratica, attendono che la Regione paghi. Ci sono gli arretrati del 2013. E i fondi di quest’anno. Ma la Regione non paga.
Ci sono circa 30 mila soggetti, che a vario titolo vivono con i soldi della Regione, che aspettano da gennaio di essere retribuiti. Visto che Governo e Ars hanno sbagliato nel fare la legge Finanziaria, aspettano la legge di variazioni di Bilancio. Aspettano da quattro mesi. Maggio sarà il quinto mese.
Ci sono interi settori dell’Amministrazione regionale senza soldi. Si pagano gli stipendi ai dipendenti, ma queste branche dell’Amministrazione funzionano solo in parte, perché mancano i soldi per espletare i servizi.
Ci sono – così è stato detto in Commissione Bilancio e Finanze – aziende sanitarie nazionali e regionali che aspettano di essere pagate. Per pagare queste aziende, la Regione ha contratto un mutuo ‘ascaro’ da quasi un miliardo di euro.
Una parte di questo mutuo servirà per pagare queste aziende sanitarie, una seconda parte per pagare i Comuni, una terza parte servirà alla Regione per fare ‘cassa’.
Il dato certo è che, ormai, per pagare i debiti che accumula, la Regione si deve ulteriormente indebitare. Può sembrare una follia, ma è così. 
Pensando che la gente sia stupida, gli attuali governanti si nascondono dietro formule astruse: “allentamenti” o “restringimenti” del Patto di stabilità, “competenza”, “cassa” e via continuando.
La realtà è che, quest’anno il Governo nazionale ha scippato alla Regione siciliana un miliardo e 50 milioni di euro per il Fiscal Compact. Cosa, questa, che ha fatto saltare i conti.
A questo si aggiunge l’ultima trovata del nostro Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ha deciso di aumentare lo stipendio di 80 euro al mese ai titolari di redditi inferiori a mille e 500 euro al mese.
Peccato che, in Sicilia, il ‘regalo’ di Renzi non lo pagherà il Governo Renzi: lo pagheranno i siciliani. Lo ‘scherzetto’ costerà 180 milioni di euro, che debbono essere tolti dalle tasche di alcuni siciliani per erogarli ad altri siciliani. Questa sceneggiata provocherà, inoltre, una riduzione del gettito Irpef. Una ‘buttanata’ totale.
Su questo punto, il nuovo assessore all’Economia, Maurizio Agnello, che non è uno sprovveduto in materia di Bilancio, avrebbe dovuto essere chiaro. Invece si è messo a fare ‘filosofia’ su accantonamenti di qua e ‘cassa’ e ‘competenza’ di là. Facendo credere chissà che. Omettendo di dire la verità: e cioè che oltre ad essersi preso un miliardo e 50 milioni dai conti della Regione, il Governo Renzi ha ulteriormente penalizzato la Sicilia con questa storia degli 80 euro al mese (che poi saranno 60).
L’assessore Agnello aveva cominciato bene, inaugurando un clima di collaborazione con gli uffici dell’Assemblea regionale siciliana. Segnando una differenza importante dal suo predecessore, Bianchi, che aveva sempre snobbato i rapporti con l’Ars.
Non vorremmo, però, che a furia di proteggere un Governo nazionale che continua a penalizzare la Sicilia, l’assessore Agnello prenda la ‘via dell’aceto’. Gli consigliamo di dire sempre la verità. E di denunciare le responsabilità – pesantissime – del Governo nazionale nei confronti della Regione siciliana.
Detto questo, siamo di fronte a un Governo regionale che non paga. E una Regione che non paga, come giustamente sostiene da qualche mese a questa parte il presidente dell’ANCI Sicilia, il Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, è una Regione che non c’è.
Nel caso della formazione professionale i soldi ci sono. Sono i fondi del ‘Piano giovani’. Ma il Governo regionale non paga lo stesso. Questo succede anche perché i lavoratori e i sindacati (ammesso che in questo settore i lavoratori vadano ancora dietro ai sindacati), invece di piantare uno sciopero fermo, con occupazione permanente degli uffici dell’assessorato, continuano a dare credito al presidente Rosario Crocetta, all’assessore Nelli Scilabra e alla dirigente generale ‘tuttofare’ di questi dipartimento, dottoressa Anna Rosa Corsello.
Se non ricordiamo male, sindacati e lavoratori di questo settore hanno iniziato a firmare accordi con il Governo Crocetta e con l’Amministrazione nel maggio dello scorso anno. Siamo nel maggio 2014. E il ‘babbio’ va ancora avanti. I sindacati e i sindacalisti sono sempre gli stessi. I lavoratori gabbati pure.
Dopo una presa per i fondelli che dura da un anno è più stupido Carnevale o chi gli va dietro?
Una parte degli altri soggetti che attendono i soldi dalla Regione verranno pagati con il mutuo. Ma il mutuo da quasi un miliardo, da solo, non basterà.
Ci vorrà la manovra di variazioni di Bilancio. Quella che dovrebbe andare in discussione a Sala d’Ercole la prossima settimana. Mutuo a parte, da dove Governo e Ars proveranno a prendere i soldi?
La risposta è semplice: tenteranno di intaccare il fondo rischi, i fondi di riserva e le regolazioni contabili. In pratica, Governo e Ars proveranno a depauperare ulteriormente del finanze regionali. Se la manovra dovesse passare, si creerebbero i presupposti per il dissesto finanziario del prossimo anno.
La cosa da fare sarebbe recarsi a Roma non con il cappello in mano, ma scatenando un ‘bordello’. Chiedendo, tanto per cominciare, l’applicazione degli articoli 36, 37 e 38 dello Statuto. Per farlo ci vorrebbe un Governo regionale con le ‘palle’.
Ma abbiamo la sensazione che l’attuale Governo regionale sia di tutt’altra pasta.

02 Maggio 2014
http://www.linksicilia.it/2014/05/regione-al-collasso-il-governo-chieda-a-roma-lapplicazione-degli-articoli-3637-e-38-dello-statuto/






IL CORPO FORESTALE INSIEME ALLE ALTTRE FORZE DELL'ORDINE SALGONO IN CATTEDRA PER EDUCARE GLI STUDENTI ALLA LEGALITA'


"Le forze dell'ordine salgono in cattedra" ad Acireale per educare gli studenti più giovani alla legalità, rendendoli concretamente partecipi delle loro attività quotidiane

La polizia postale: attenzione ai social network


"Le forze dell'ordine salgono in cattedra" ad Acireale per educare gli studenti più giovani alla legalità, rendendoli concretamente partecipi delle loro attività quotidiane. È ripartito ieri dall'Istituto comprensivo Paolo Vasta il "Progetto legalità" promosso dall'assessorato alla Pubblica istruzione, dall'associazione Andromeda di Acireale e dal Csve, in collaborazione con Carabinieri, Polizia, Polizia municipale, Corpo forestale, vigili del fuoco e Guardia di finanza.
Il dirigente del Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni di Catania, Marcello La Bella, ha incontrato in aula magna una rappresentanza degli studenti dei sei istituti comprensivi acesi. La formazione è lo strumento più efficace per prevenire le insidie della rete, i ragazzi imparino usare internet consapevolmente e con prudenza. Il numero di pedofili nascosti sotto false identità aumenta e i giovanissimi usano ormai i social network quasi come fosse l'unico luogo per comunicare e socializzare, dimenticandone i limiti e sottovaltando i rischi. Nonostante gli studenti in aula magna avessero 12 o 13 anni la maggior parte di loro è iscritto sui social network, dichiarando di avere un'età diversa. Marcello La Bella ha raccomandato agli studenti di avere contatti solo con chi si conosce nella vita reale, di fare la massima attenzione a mettere online foto e video, di tutelare se stessi, ma soprattutto di non fare nulla che possa danneggiare compagni e amici. Spesso ragazzini coperti dalla rete e inconsapevoli della gravità di ciò che fanno, si trasformano in carnefici dei loro stessi amici. Si chiama "cyber-bullismo": sono storie in cui protagonisti sono spesso adolescenti, che marchiano di ingiurie o diffondono immagini diffamatorie del compagno di classe.
Giochi fatti con leggerezza, che rischiano però di danneggiare profondamente un ragazzino in un'età molto delicata. «Tenevo molto a quest'incontro, perché educare i ragazzi alla consapevolezza di un mezzo che maneggiano costantemente è fondamentale. Ed è dovere nostro, come insegnanti e come adulti, guidarli al rispetto dei se stessi e degli altri - ha commentato il dirigente scolastico della Paolo Vasta Nunziata Di Vincenzo -. Il dottore La Bella è riuscito a coinvolgerli e a instaurare con loro un dialogo e sarebbe utile che questi temi venissero affrontati con i genitori, che spesso sono molto meno consapevoli dei figli di cosa si nasconda in rete».
Licia Castorina

01 Maggio 2014








01 maggio 2014

UN PRIMO MAGGIO DRAMMATICO PER I FORESTALI


Crisi e disoccupazione. La festa amara nell'Isola con il record dei senza lavoro


Le cifre fanno paura: Pil fermo allo 0,6% e consumi in calo del 12 Termini, dipendenti e bandiere davanti alla fabbrica chiusa


Crisi e disoccupazione. La festa amara nell'Isola con il record dei senza lavoro

Sullo schermo dei televisori passano le immagini dei cortei. Palloncini liberati in cielo. Bandiere issate nei palazzi del potere. Pellegrinaggi di politici e sindacati nei luoghi simbolo della Sicilia che fatica. È il Primo Maggio. La festa del lavoro. Del lavoro perduto per 75 mila siciliani che nel 2013 hanno ricevuto le lettere di licenziamento. Del lavoro mortificato per i 175 mila lavoratori in cassa integrazione e mobilità o titolari di sussidi. Un bollettino di guerra. Freddo, impietoso, disarmante. E senza uscita: nel 2014 la disoccupazione è prevista in salita al 23,1 per cento (due punti in più rispetto all'anno scorso e 10 rispetto alla media nazionale), il Pil fermo allo 0,6 per cento e i consumi in calo del 12 per cento.
I numeri raccolti dal comitato regionale Inps fanno paura. Dietro le cifre ci sono soprattutto loro, i lavoratori. Ci sono i 1200 operai della Fiat di Termini Imerese da quattro anni con le mani in mano. Oggi sfileranno davanti ai cancelli dello stabilimento con le bandiere di Cgil, Cisl e Uil. "I politici vengano qui anziché calcare il palcoscenico di piazza San Giovanni ", dice Roberto Mastrosimone della Fiom. Ci sono i 500 nuovi cassintegrati palermitani del commercio. I pasticcieri del bar Mazzara, i croupier del bingo Las Vegas, i commessi di Grande Migliore, gli impiegati del gruppo Randazzo in contratto di solidarietà, le
guardie giurate della Mondialpol.
Perché la crisi non conosce zone franche. Imprese (sono oltre tremila quelle che nel 2013 hanno mandato i libri in tribunale), industria (nemmeno colossi come la Micron di Catania sono stati risparmiati), aziende agricole (ne sono scomparse 13 mila al Sud). Uno scenario da Dopoguerra. E da ricostruzione. Secondo il report della fondazione Curella, in Sicilia lavorano un milione 350 mila persone. Dovrebbero esserci 2,3 milioni di occupati per una condizione sostenibile. Come stupirsi, allora, dell'impennata dei suicidi per motivi economici. In Sicilia, secondo lo studio dell'università Link Campus, nel 2013 sono state dieci le persone che si sono tolte la vita e 11 quelle che ci hanno provato.
Il lavoro bruciato. Ma anche il lavoro sognato, cercato, inseguito. Nell'Isola, fonte Istat, quasi un ragazzo su cinque sotto i 30 anni non ce l'ha (il 45,5 per cento degli under trenta). Più del doppio che in Lombardia, ma anche di Calabria e Campania. E chi non riesce a trovarlo spesso finisce a ingrossare i circuiti del sommerso. Secondo le stime della Cgil, i siciliani in nero sono 300 mila. Un settore emblematico l'edilizia, che dal 2008 ha perso 68 mila posti di lavoro, ha visto chiudere 2.518 imprese e aumentare il sommerso.
"È un Primo maggio drammatico senza risposte per i 18 mila precari dei comuni, i 19 mila forestali, gli 8 mila della Formazione", attacca Claudio Barone, segretario regionale della Uil. "Come fa la politica regionale a non
capire che bisogna
far ripartire la Sicilia anziché esibirsi nei giri di tango dei partiti?" rilancia il leader regionale della Cisl Maurizio Bernava. Spalleggiato dal segretario della Cgil Michele Pagliaro: "Basta con l'immobilismo dell'azione di governo. Serve un segnale". Arrivera?

01 Maggio 2014 
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/05/01/news/crisi_e_disoccupazione_la_festa_amara_nell_isola_con_il_record_dei_senza_lavoro-84944644/

FORESTALE: ENNA, DOCUMENTO ESECUTIVO UNITARIO SULLE INIZIATIVE DA ASSUMERE. SI INIZIA IL 9 MAGGIO




Cliccare per ingrandire


30 Aprile 2014
http://www.faicislsicilia.com/index.php?option=com_docman&task=doc_download&gid=584




 





DOPO LE EUROPEE VARERANNO UN'ALTRA MANOVRA: QUELLA VERA. CON TAGLI PESANTISSIMI ANCHE PER I FORESTALI. NON CI CREDETE? NE PARLIAMO LA SETTIMANA DOPO LE ELEZIONI EUROPEE



Ars: oggi la vera notizia è che il mutuo ‘ascaro’ da quasi un miliardo di euro non è stato impugnato


LA MANOVRA CHE LA COMMISSIONE BILANCIO DI PALAZZO REALE INIZIERA’ AD ESAMINARE LA PROSSIMA SETTIMANA E’ UNA FICTION. SARA’ UNA LEGGE CON LA QUALE GOVERNO E SALA D’ERCOLE, SULLA CARTA, PAGHERANNO TUTTI. DOPO IL VOTO DELLE EUROPEE ARRIVERA’ LA MANOVRA VERA. E SARANNO DOLORI…
In un clima surreale l’Ars si appresta ad avviare l’esame del disegno di legge sulle variazioni di Bilancio. Registriamo, mettiamola così, una polemica sul presunto taglio dei contratti dei dipendenti delle società regionali e della stessa Amministrazione regionale. Da due giorni i sindacalisti sono sul piede di guerra in ‘difesa’ di questi lavoratori.
Siamo in campagna elettorale e annunciare riduzioni di stipendi a venticinque giorni dal voto sembra una pratica da vecchia politica. Si Crocetta Arsannunciano i tagli e poi le stesse forze politiche – naturalmente di Governo – che li hanno proposti li ritirano. Proprio come ha fatto stamattina il presidente della Regione, Rosario Crocetta.
Ovviamente, i giornali che, senza volerlo, hanno accompagnato e ampliato questa polemica sul nulla hanno fatto il gioco della vecchia politica che, rimangiandosi i tagli annunciati qualche giorno fa, punta a ingraziarsi i soggetti ai quali non è stato ridotto lo stipendio. Di fatto, sollevando una polemica sul nulla, il Governo spera di essersi ingraziato tanti dipendenti.
A nostra avviso, questo gioco è stato ‘sgamato’ dai dipendenti delle società regionali e della stessa Regione. In ogni caso, sempre a nostro modesto avviso, i tagli delle indennità ci saranno lo stesso, ma dopo le elezioni europee.
Diciamo questo perché a noi le dichiarazioni ‘rassicuranti’ dell’assessore regionale all’Economia, Maurizio Agnello, non ci convincono proprio.
Oggi, al di là delle chiacchiere, la vera notizia è che l’Ufficio del Commissario dello Stato non ha impugnato il mutuo ‘ascaro’ da quasi un agnellomiliardo di euro. Non compiendo quest’atto, che a nostro avviso sarebbe stato dovuto, l’Ufficio del Commissario dello Stato ha contraddetto se stesso: perché due anni fa ha impugnato un mutuo identico, che era stato inserito nella Finanziaria regionale dal Governo retto allora da Raffaele Lombardo.
Il mutuo di due anni fa è stato impugnato – osservava giustamente l’Ufficio del Commissario dello Stato – perché una pubblica amministrazione può indebitarsi, contraendo mutui, per investimenti, non certo per pagare la spesa corrente! Oggi, invece, lo stesso Ufficio del Commissario dello Stato ha lasciato passare un mutuo quasi doppio rispetto a quello impugnato di due anni fa che verrà utilizzato per spesa corrente!
Che dire? Che il relativismo, ormai, non risparmia niente e nessuno. Un relativismo che è stato imposto da Roma non certo per favorire la Regione siciliana, ma per infossarla del tutto. Infatti, il prossimo anno – se lo Stato scipperà un altro miliardo di euro dalle ‘casse’ della Regione – il fallimento sarà automatico. 
Ora sarà interessante capire come verranno ripartiti questi 950 milioni di euro che, alla fine, sono gli unici soldi che la Regione ha a disposizione. Perché gli altri giochi di prestigio annunciati dall’assessore Agnello, sono solo artifizi contabili: i siciliani sappiano che sono sempre soldi delle famiglie e delle imprese siciliane. Roma non ci regala e non ci regalerà nulla!
Una parte di questi 950 milioni di euro dovrà essere utilizzata per pagare i ‘debiti’ delle Aziende sanitarie provinciali (Asp) della Sicilia, che in realtà sono debiti della Regione ‘girati’ alle Asp (leggere mancati trasferimenti della Regione alle Asp: in pratica, un raggiro contabile che le ‘autorità’ stanno facendo finta di non vedere…).
Con i soldi che resteranno disponibili dopo il pagamento dei ‘debiti’ delle Asp, Governo e Ars dovrebbero evitare il fallimento dei Comuni, pagare le indennità a circa 30 mila soggetti, finanziare Associazioni, Enti e Fondazioni culturali, far ripartire i Consorzi di bonifica, finanziare l’Arpa, finanziare i forestali, trovare i soldi per i Teatri lirici e di prosa per la Sicilia e via continuando con altri settori dell’Amministrazione regionale.
A nostro avviso – al di là delle parole astruse utilizzate dall’assessore Agnello tra ‘cassa’, ‘competenza’ e formule varie – i soldi non basteranno. Anche perché la ‘sceneggiata’ degli 80 euro al mese con la quale renzi bisMatteo Renzi s’illude di vincere le elezioni europee costerà alla Regione siciliana 180 milioni di euro: soldi che – anche in questo caso – non arriveranno da Roma, come qualcuno ha cercato di far credere, ma verranno presi dalle tasche delle famiglie e delle imprese siciliane!
Per la Sicilia questa trovata di Renzi – è bene che i siciliani lo sappiano – è distruttiva: perché in questo momento 180 milioni di euro avrebbero risolto un sacco di problemi. Invece non solo questi 180 milioni di euro li pagheranno i siciliani, ma determineranno inoltre una riduzione del gettito Irpef. Danni su danni.
Sempre a nostro modesto avviso, Governo e Ars proveranno a intaccare il fondo rischi, ovvero i gruzzolo messo da parte per fronteggiare la montagna di entrate fittizie: e lì si aprirà un gran ‘casino’ con la Corte dei Conti e – se non lo fermeranno – con l’Ufficio del Commissario dello Stato.
Concludendo: la manovra che la prossima settimana Sala d’Ercole si accinge a varare sotto le elezioni sarà una mega operazione di voto di scambio. Coloro i quali da gennaio non sono pagati – circa 30 mila soggetti – a pochi giorni dal voto, in perfetto stile vecchia politica, riceveranno un loro diritto sotto forma di ‘concessione’ della politica.
I politici dell’Ars faranno a gara nel dire che se questa o quella categoria percepirà i soldi che gli spettano il merito è loro. A nostro avviso non tutti verranno realmente pagati. Una parte – a nostro avviso la maggioranza di questa platea – riceverà solo la promessa di pagamento. Giusto il tempo di farli votare…
Dopo il voto delle europee – e su questo ci mettiamo la firma – Governo e Ars vareranno un’altra manovra: quella vera. Con tagli pesantissimi per tutti: per i dipendenti della Regione, per i dipendenti delle società regionali, per i dipendenti del 118, per i forestali e via continuando. Ovviamente, si rimangeranno almeno il 70 per cento delle ‘concessioni’ elargite poco prima del voto per le elezioni europee.
Quanto ai Comuni, quello che la Regione dirà ai Sindaci siciliani sarà pressappoco questo: siete in difficoltà finanziaria? Tassate i cittadini!
Di fatto, nei prossimi mesi, assisteremo a un’esplosione micidiale delle tasse comunali. I Comuni di Palermo, Catania e Messina si divertiranno…
Non ci credete? Vi stiamo raccontando fesserie? Ne parliamo la settimana dopo le elezioni europee.
Ah dimenticavamo: imprese e famiglie siciliane dovranno pagare anche – con ulteriori maggiorazioni Irpef e Irap – i 2,5-2,7 miliardi di euro di debiti degli Ato rifiuti e Ato idrici (la nostra è una stima in difetto, perché l’indebitamento potrebbe essere maggiore).
Ma questo non avverrà quest’anno. Non perché la politica siciliana ce lo vuole risparmiare, ma perché hanno già fatto i conti in tasca a famiglie e imprese siciliane che, tra tasse i imposte nazionali e aumento della pressione fiscale comunale, a dicembre saranno alle corde.
A pagare i debiti fatti dalla politica siciliana con acque e rifiuti si comincerà nel 2015.

30 Aprile 2014
http://www.linksicilia.it/2014/04/ars-oggi-la-vera-notizia-e-che-il-mutuo-ascaro-da-quasi-un-miliardo-di-euro-non-e-stato-impugnato/






GLI OPERAI OTI LAVORANO DA TRE MESI SENZA STIPENDIO












VI SONO QUEI LAVORATORI COME PER ESEMPIO I FORESTALI, CHE DIPENDONO DAL BILANCIO REGIONALE


«Bisogna rilanciare le attività
dell'Italcementi e dell'Italkali»



Per Broccio, Saia e Raso non è più tempo di proclami: 
dalle parole bisogna passare ai fatti perché ...
Foto lasicilia.it


Le Segreterie Confederali di Cgil, Cisl e Uil hanno preso, come si suol dire, carta e penna ed hanno inviato una missiva al Governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, al prefetto Nicola Diomede e all'Arcivescovo monsignor Francesco Montenegro circa lo sviluppo industriale nella nostra provincia, con particolare riferimento all'Italcementi e all'Italkali.
Nel particolare, Massimo Raso, Maurizio Saia e Aldo Broccio, riferendosi al Presidente della Regione scrovono che nella provincia di Agrigento si sono accumulati una serie di problemi che attendono risposta: dalla vicenda Italcementi alla Vetem, dalla Moncada Energy alla situazione Italkali.
«Per non parlare degli investimenti Enel (su rigassificatore e trasformazione della centrale) - scrivono ancora i tre - che noi riteniamo vadano sostenuti e difesi.
Se allarghiamo l'orizzonte vi sono poi le questioni che attengono alla infrastrutturazione del territorio all'assetto delle ex Aree Asi, dalla vicenda delle Terme fino alle questioni che attengono a quel pezzo di lavoratori che dipendono più o meno direttamente dal bilancio regionale (forestali, ex consorzi di bonifica, Esa, precari enti locali): occorre, su ognuna di queste questioni, che si possa aprire - nelle sedi competenti - un confronto di merito e risolutivo delle questioni aperte».
I tre sindacalisti hanno voluto focalizzare la questione Italcementi che è diventata urgente vista l'imminenza della scadenza della Cassa Integrazione Guadagni (settembre 2014).
«Da troppo tempo - dicono - si parla di un interessamento di Italkali su questa area che consentirebbe alla stessa di sviluppare la verticalizzazione dei sali potassici ma la stessa dice di essere "bloccata" dall'atteggiamento della Regione.
Occorre un momento di verità e di chiarezza.
Per questa ragione occorre, che ella si renda disponibile ad un incontro tra tutte le parti (organizzazioni sindacali Italkali e Italcementi) presso la Prefettura di Agrigento, in modo da poter scrivere la parola "fine" sulla vicenda e assicurare per questa via un futuro di lavoro e speranza ai lavoratori Italcementi».
I sindacati sono preoccupati che la situazione occupazionale possa ulteriormente precipitare.
«Bisogna fare il possibile e l'impossibile per dare risposte alla gente - concludono i tre -. I tempi delle promesse sono finiti, dalle parole bisogna passare subito ai fatti, prima che la situazione, anche dell'ordine pubblico, possa essere messa in pericolo».
G. Rav.


30 Aprile 2014
 


L'EX ASSESSORE CARTABELLOTTA TORNA A DIRIGERE IL SETTORE PESCA, INVECE FELICE BONANNO PRENDE IL POSTO DI LO MOINACO AL DIPARTIMENTO SVILUPPO RURALE CHE COMPRENDE ANCHE LA FORESTAZIONE


L'ex assessore Cartabellotta torna a dirigere
il settore Pesca



Dario Cartabellotta

Palermo. Uscito dalla giunta regionale nella quale ricopriva carica di assessore tecnico di area Udc, Dario Cartabellotta è tornato nei ranghi dell'alta burocrazia nel ruolo abituale di dirigente generale della Pesca mediterranea. Uno dei pochi casi, quello di un vertice amministrativo che può tornare al proprio posto dopo avere assunto incarichi politici, quello di Cartabellotta in quanto già dirigente generale al momento della cooptazione nel Primo governo Crocetta.
La giunta, presieduta da Rosario Crocetta, ieri mattina, oltre a nominare Cartabellottta dirigente generale della Pesca mediterranea, ha provveduto ad una mini-rotazione di dirigenti di area tecnica. Così, il dirigente generale dell'Energia Maurizio Pirillo è stato nominato dirigente generale del dipartimento Urbanistica, retto finora ad interim da Gaetano Gullo che si occuperà solo del Territorio. Dopo l'uscita dalla giunta regionale dell'assessore Nicolò Marino, il dipartimento dell'Energia, avrà i vertici politico e burocratico completamente rinnovati. Il nuovo assessore, come è noto, è Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto, che avrà come dirigente generale Pietro Lo Monaco, che ha guidato finora il Dipartimento dello Sviluppo rurale che comprende anche la forestazione. Lo Monaco è stato sostituito da Felice Bonanno che ha lasciato la Pesca mediterranea dove è stato nominato Cartabellotta. Alla Funzione pubblica è stata confermata Luciana Giammanco, il cui contratto scadeva proprio ieri.
«Con tale rotazione - ha detto Crocetta - il governo ha inteso utilizzare al meglio le professionalità individuali dei dirigenti». I bene informati sostengono che una ulteriore rotazione di dirigenti generali potrebbe avvenire fra qualche settimana, in base al report sulla spesa dei fondi europei 2007-2013. La Regione, entro il 31 dicembre 2015, dovrà certificare la spesa di oltre un miliardo di euro. Spesa che ha avuto un'impennata nell'ultimo anno, passando da 18% al 47%, ma ancora al di sotto della media nazionale che è del 54%. Bisogna spendere tutto e bene, anche perché da ciò dipenderà la quota di Po Fesr che sarà assegnata alla Sicilia per la programmazione 2014-2020. Alle Regioni «meno sviluppate», tra le quali, oltre a Sicilia, Puglia, Campania e Calabria è tornata la Basilicata spettano 22 miliardi e 200 milioni di euro. Alla Sicilia toccherebbe una somma che potrebbe variare da 6 miliardi e 890 milioni a 6 miliardi e 500 milioni circa, in base all'indice di partecipazione che sarà chiesto alle regioni. Calcoli piuttosto complicati che nel peggiore dei casi penalizzerebbero la Sicilia per circa 350 milioni di euro. E non di 3 miliardi di euro, come è stato scritto nei giorni scorsi, che equivarebbe a circa la metà dell'intero Po Fesr.
L. M.

 30 Aprile 2014
http://giornaleonline.lasicilia.it/GiornaleOnLine/pdf_sfoglia_1.php?move=1





PIETRO AGEN VICEPRESIDENTE NAZIONALE CONFCOMMERCIO: RIDURRE IL PARASSITISMO PUBBLICO REGIONALE E LOCALE (DAI FORESTALI AI PSEUDOFORMATORI)



Catania e il commercio: addio alla Milano del sud

«Catania non ha un suo "brand", una sua riconoscibilità che faccia individuare le proprie potenzialità che sono le bellezze naturali (dall'Etna alla costa), il patrimonio archeologico greco-romano e architettonico (dal castello Ursino al Barocco), quello culturale (da Verga a Bellini, all'Università). L'averla per anni indicata come la Milano del Sud ha dato solo una visione deformata, non realistica della sua identità». A parlare è un milanese naturalizzato catanese, Riccardo Galimberti, presidente provinciale di Confcommercio, nel corso dell'incontro organizzato al Rotary Catania Nord, dal presidente Piero Maenza, sul tema: "Catania non è più la Milano del Sud, ma è ancora la città dei commercianti? " al quale ha partecipato Piero Agen, vicepresidente nazionale di Confcommercio. A introdurre il tema il socio Luigi Russo, che ha sottolineato come «la città manchi di un progetto di sviluppo. Ancora si attende l'approvazione di un Piano regolatore che consenta agli investitori di decidere come impiegare risorse produttive. E quel che sta accadendo nei Comuni limitrofi, con il proliferare di numerosi centri commerciali, aumenta la confusione e l'incertezza». «Peraltro - ha affermato Galimberti - la chiusura dei negozi toglie quella funzione che esercitavano di vere e proprie sentinelle di controllo del centro storico che adesso è in mano agli abusivi, ai venditori di falsi e di materiale contraffatto, con gravi danni per la salute e per l'erario». «Occorre eliminare la patologie del territorio, ripristinare la legalità, dotare la città di servizi efficienti, renderla pulita, accogliente. Ma non deve agire solo l'amministrazione: un ruolo fondamentale debbono averlo i cittadini, con la loro partecipazione attiva». E ha concluso: «L'unica ipotesi di sviluppo è quella del turismo, che deve utilizzare le potenzialità vere del territorio». Agen, anche lui catanese acquisito, ha sottolineato la capacità lavorativa e "creativa" dei catanesi. «Ma occorrono - ha detto Agen - alcune cose precise: ridurre il parassitismo impiegatizio pubblico regionale e locale (dai forestali ai pseudoformatori), evitare di sprecare risorse (vedi il palaghiaccio della Plaia), non farsi concorrenza becera ma differenziarsi (porti di Catania, Messina, Augusta e Siracusa) ». Fondamentale, ha aggiunto Agen, è la programmazione: Catania non ha un piano commerciale. «Catania - ha ribadito - ha bisogno di un suo modello che non può essere Milano. Unico sbocco potrebbe essere il turismo. Ma anche qui occorre evitare la concorrenza che non fa salvare nessuno: gli alberghi siciliani hanno una presenza che non supera il 30 per cento. Puntiamo sui prodotti di nicchia (in agricoltura), sulla creatività dei nostri giovani informatici, su siti archeologici e musei, su vulcani, riserve e coste, cerchiamo di far pernottare di più gli otto milioni di turisti che vengono nell'isola: Solo così Catania si può risollevare».

30 Aprile 2014
 




POLITICA & VELENI. GRAVI CONTRASTI PER LA GESTIONE DEL SITO ARCHEOLOGICO


Politica & veleni

A Calascibetta gravi contrasti, allargati anche ai familiari, per la gestione del sito archeologico di contrada Canalotto


Il sito archeologico di contrada Canalotto, nei pressi di Calascibetta, 
costituisce assieme a Realmese un punto di attrazione turistica
Foto lasicilia.it


Calascibetta. Giornata rovente nei pressi del sito archeologico di contrada Canalotto in territorio di Calascibetta. Le tensioni che si registrano in senso al consiglio comunale tra maggioranza e opposizione si sono scaricate proprio nel campo della cultura. Nelle vicinanze dell'ingresso al sito archeologico il presidente dell'Associazione "Hisn Al Giran", Gianluca Rosso, nipote del consigliere comunale Salvatore Rosso è entrato in contrasto con l'assessore ai Beni culturali Marcella Gianfranceschi. L'Associazione ha avuto la concessione per il sito sia dall'Azienda forestale che dal comune nel 2012. L'assessore, che stava controllando i siti visitabili (Realmese e Canalotto) chiedeva spiegazioni perché al cancello per l'ingresso delle auto fosse stato messo un catenaccio diverso da quello stabilito sia dall'Azienda forestale che dal Comune, visto che il sito archeologico è preceduto da un terreno che è di proprietà dell'Azienda forestale. Da qui nasceva una lite verbale che, secondo i due interessati, sfociava in un'aggressione.
Gianluca Rosso sostiene che l'assessore e il coniuge, entrati dall'ingresso pedonale, lo avrebbero aggredito fisicamente provocandogli delle ferite lacero contuse, quindi si allontanavano continuando a minacciare il consigliere comunale. Gianluca Rosso racconta di essere stato costretto a ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso dell'ospedale Umberto I, dove si è fatto refertare le ferite che avrebbe riportato nell'alterco.
Ma l'assessore Marcella Gianfranceschi, a sua volta, sostiene che a essere aggredita è stata lei e che tutta questa vicenda nasce da una precisa strumentalizzazione a livello politico. «Sono rimasta colpita da questa vicenda - dichiara Gianfranceschi - e non è la prima volta che questo succede. Dimostrerò che tutto quello che dice Gianluca Rosso è falso, e sicuramente cercherò di tutelarmi. Ho subìto più volte questo tipo di aggressione. Probabilmente il mio lavoro sta colpendo interessi molto più forti di quelli che sembrano. Non si può trattare un bene pubblico, importante per Calascibetta come il sito di Canalotto, per uso privato. Sto cercando di difendere la mia vita professionale e politica. Ho subito diverse intimidazioni».
Il sindaco Carmelo Cucci, commentando il fatto, sottolinea che «non c'è stata alcuna aggressione, ma un eccesso di scontro verbale. L'assessore gode la fiducia mia e di tutto il gruppo, sta lavorando bene e l'opposizione non può creare continue difficoltà all'attività amministrativa della mia giunta. Già sono avvenuti altri episodi similari, come quello relativo alla gestione del centro anziani». Intanto i consiglieri di opposizione al comune di Calascibetta hanno condannato la violenza verbale e fisica dell'assessore e con un documento ufficiale hanno chiesto la convocazione straordinaria del consiglio comunale per discutere sui fatti incresciosi accaduti. Hanno chiesto le dimissioni immediate dell'assessore Gianfranceschi o la revoca dall'incarico da parte del sindaco Carmelo Cucci. A prescindere dalla dinamica dei fatti e da chi a torto o ragione, si tratta sicuramente di un episodio brutto, inqualificabile, la dialettica politica non può arrivare ad atti di violenza che sono ingiustificabili agli occhi degli elettori.
Flavio Guzzone

30 Aprile 2014
 


 


IL DIPARTIMENTO REGIONALE AZIENDA FORESTE DEMANIALI DI AGRIGENTO ADEMPIE ALL'OBBLIGO DI ASSUMERE UN CENTRANILISTA TELEFONICO NON VEDENTE




Unione ciechi d'Europa
Si assume centralinista non vedente


L'Unione ciechi d' Europa di Agrigento, guidata dal presidente provinciale Lillo Cinquemani, ha raggiunto un altro ambìto traguardo: il Dipartimento Regionale azienda foreste Demaniali di Agrigento adempie all' obbligo di assumere un centralinista telefonico non vedente. L' Ucde ha inviato diverse note tendenti all'attivazione delle procedure per l'assunzione obbligatoria ai sensi e per gli effetti di legge. Cinquemani ha incontrato i dirigenti dell' azienda foreste Demaniali, dell' assessorato regionale Funzione Pubblica e dell' Assessorato Regionale del Lavoro e, in seguito a diverse concertazioni, su indicazione degli Assessorati Regionali di competenza, il Dipartimento Regionale azienda foreste Demaniali ha avviato le procedure per il collocamento obbligatorio di un centralinista telefonico non vedente. Il posto di lavoro è reso disponibile per dare l'opportunità ad uno dei centralinisti disoccupati iscritti alla celebre graduatoria di godere del proprio diritto al

30 Aprile 2014
http://giornaleonline.lasicilia.it/GiornaleOnLine/pdf_sfoglia_1.php?move=1