06 settembre 2012

ENNA. LA GUERRA DEI FORESTALI

 

La guerra dei forestali. Ieri protesta in piazza e incontro con il prefetto sulla grave situazione Senza giornate e indennità


I lavoratori forestali ieri mattina si sono presentati, accompagnati dai rappresentanti sindacali, Scornavacche della Cgil, Bubbo della Cisl e Savarino dell'Uil, davanti gli uffici della Forestale di via Piazza Armerina, per protestare sul mancato accordo con la Regione in piena crisi economica. La protesta sarà fatta ad oltranza perché i lavoratori forestali rischiano il collasso perché non ricevono soldi, perdono le giornate lavorative e rischiano anche di non ricevere l'indennità di disoccupazione.
Le preoccupazioni sono tante per questi lavoratori, tenuto conto delle difficoltà finanziarie in cui vive la Regione Siciliana, e quindi non è nelle condizioni di coprire finanziariamente l'impegno con il mondo forestale che in Sicilia svolge un ruolo importante per difendere l'ambiente.
Le segreterie regionali della Cgil, Cisl e Uil non hanno concluso nulla nell' incontro avvenuto a Palermo a cui era presente l'assessore Aiello. I rappresentanti sindacali hanno espresso grande preoccupazione per «le incerte risposte avute con il rappresentante del Governo regionale dimissionario e sulle incertezze che riguardano quelle garanzie che erano alla base dell'Accordo del 2009, che aumentava le giornate lavorative, specie dei centocinquantunisti». In particolare i sindacalisti hanno denunciato «il tentativo di dividere i lavoratori, per cercare di creare una guerra tra i poveri» ribadendo «che la categoria dei forestali rimane unica, come lo è tutto il sistema forestale, quindi necessita di tutele non di atti che sono discriminatori».
«E' inaccettabile - dichiarano Scornavacche, Bubbo e Savarino - che i lavoratori siano stati o siano in procinto di essere licenziati, non si capiscono gli incomprensibili ritardi sui pagamenti delle retribuzioni e si chiede al presidente della Regione dimissionario di intervenire affinché beghe politiche non ostacolino il rispetto di accordi e impegni sottoscritti».
La manifestazione di ieri mattina davanti gli uffici della Forestale era stata programmata, subito dopo l'incontro di Palermo, ed è stata effettuata in tutta la Sicilia. Intanto sempre ieri una delegazione di operai forestali e i tre segretari provinciali Scornavacche, Bubbo e Savarino sono stati ricevuti dal prefetto Clara Minerva, al quale è stato illustrato quale è la situazione degli operai forestali, che sono già sul punto di licenziamento, visto che non si parla di riavviamento al lavoro. Il prefetto Minerva si è impegnato a inviare una nota a Palermo per far presente quale è la situazione che potrebbe provocare dei problemi di ordine pubblico.
Per i 677 lavoratori antincendio pare che saranno pagati al più presto gli stipendi di giugno e luglio, mentre per gli altri duemila operai forestali la situazione è veramente grave ed incerta, tra l'altro non hanno potuto completare le giornate che dovevano fare, tutti sono attivati quasi al 50% e questo è un grave handicap sostengono i rappresentanti sindacali perché va a penalizzare doppiamente i lavoratori. Intanto ieri pomeriggio gli stessi lavoratori che aspettano con ansia che il loro problema sia risolto, hanno bloccato viale Diaz per manifestare il loro stato di disagio alla cittadinanza.
Il sit in è proseguito per circa due ore, poi con la mediazione della prefettura e delle forze dell'ordine hanno deciso di sospendere la manifestazione in attesa che venga presa da Palermo una decisione risolutiva. Mantegono comunque lo stato di agitazione e sono pronti a ulteriori proteste eclatanti.
Flavio Guzzone

05 Settembre 2012

CATANIA. MANNINO CGIL: I FONDI CI SONO


Incendi, i Forestali respingono le accuse
«Noi lavoriamo, ma la Regione non paga»

Ieri protesta a Catania delle guardie forestali che hanno dato vita a due presidi, uno a San Giuseppe La Rena, l’altro in via Etnea. In un’estate caratterizzata da vasti roghi come quello dello Zingaro, i 26mila lavoratori protestano perché non ricevono lo stipendio da tre mesi «a causa di inghippi burocratici tra il Cipe e la Regione Sicilia», denunciano i sindacati. E a chi li accusa di non essere stati presenti nel pieno dell’emergenza, replicano: «Il 90 per cento degli incendi ha origine in terreni non demaniali, quindi non di nostra competenza»
forestali protesta_interna
Sono alla terza manifestazione di protesta nel giro di venti giorni. I 26mila forestali siciliani non ricevono gli stipendi da tre mesi. E ieri sono tornati in strada per chiedere al governo regionale di sbloccare la situazione. Due i presidi a Catania: presso la sede provinciale dell’Ispettorato Forestale di San Giuseppe La Rena, dove si sono radunati i lavoratori dell’antincendio, e davanti alla sede dell’Azienda provinciale delle foreste in via Etnea. Qui un centinaio di addetti alla manutenzione ha bloccato il traffico causando la protesta degli automobilisti. Situazione tornata alla normalità nel giro di pochi minuti grazie all’intervento della polizia municipale che ha chiuso il tratto di via Etnea sopra l’angolo con viale Regina Margherita.
«Chiediamo due cose – spiega Alfio Mannino, segretario provinciale della Flai-Cgil – che la Regione sblocchi i pagamenti e che vengano decretate le perizie per farci lavorare». La questione dei fondi necessari a pagare l’esercito di forestali è legata a questioni burocratiche. «I fondi ci sono – continua Mannino – il Cipe ha destinato alla Sicilia 105 milioni di euro proprio con questa finalità, ma dalla Regione dicono che bisogna aspettare la pubblicazione della delibera». Nel frattempo, per i sindacati, Palermo potrebbe attingere da fondi propri, come già successo in passato. «Con tre milioni di euro – sottolinea il segretario Flai – potremmo ripartire subito, anche perché sono tanti i lavori urgenti da fare».
Dei 26mila forestali isolani, settemila sono destinati all’antincendio, più di 18mila alla manutenzione ordinaria. Eppure l’estate appena trascorsa è stata segnata da continue emergenze per i roghi. Dalla riserva dello Zingaro, alla collina di Bellolampo nel Palermitano, fino ad arrivare ai frequenti incendi sull’Etna e a ridosso o dentro i centri abitati, come successo a Giarre a fine luglio. Gli uomini della forestale sembravano non esserci o non bastare mai. «Anche per noi è stata una stagione terribile – si difende Mannino – ma voglio sottolineare un dato: il 90 per cento dei roghi è partito da terreni non demaniali. Questo significa che dove c’è tutela certe cose non accadono». Forse la risposta, senza volerlo, la fornisce un lavoratore che fatica a tenere a freno la rabbia. «Noi vogliamo lavorare – denuncia Consolato Rosselli – ma per mantenere pulito un bosco non serve stare dentro un ufficio».
In sei anni, dal 2006 al 2012, il numero dei forestali siciliani è calato da 32mila a 26mila unità a seguito del blocco delle assunzioni. «Adesso è urgente risolvere questa situazione – conclude Mannino – perché ci sono interventi, come la piantumazione e la ricostruzione boschiva che vanno fatti ora e non a dicembre, altrimenti è inutile. Così come la pulitura del sottobosco andava fatta a maggio e non a fine giugno come siamo stati costretti a fare». Contemporaneamente ai due presidi catanesi, organizzati da Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil, i segretari regionali hanno avuto un incontro alla Regione da cui i forestali attendono buone notizie. «Altrimenti – promettono – andremo avanti con le proteste».

05 Settembre 2012













 La lotta dei forestali senza stipendi e senza futuro


 Un momento del presidio, foto lasicilia.it



La tensione è forte, la disperazione anche. Ieri mattina, tra i forestali in protesta, il nervosismo era palpabile. Scoppia la rabbia di chi si sente non ascoltato, di chi vede cadere nel vuoto promesse, attese, speranze. E così i forestali tornano in strada. Con loro i sindacalisti di Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila Uil, che hanno organizzato due manifestazioni per tornare ad affrontare le problematiche della categoria.
Due le questioni delicate che restano senza una soluzione chiara, nonostante nel primo pomeriggio di ieri siano arrivate parziali rassicurazioni; dalla richiesta di pagamento delle tre mensilità di stipendio arretrate alla garanzia dei livelli occupazionali.
E per far sentire la loro voce i forestali di antincendio e manutenzione, ieri mattina, si sono ritrovati sotto la sede dell'ispettorato provinciale forestale, a San Giuseppe La Rena, con la manifestazione degli addetti all'antincendio; mentre a Catania, in via Etnea, sotto la sede dell'azienda provinciale delle foreste, sono arrivati i lavoratori forestali addetti alla manutenzione.
Secondo i dati dei sindacati sono 26mila i forestali in Sicilia, circa 6mila quelli di Catania e provincia.
E nel corso della protesta di ieri mattina non sono mancati i momenti di tensione. A Catania il traffico ha subito qualche rallentamento visto il parziale blocco stradale. Poi, intorno alle 14 i manifestanti hanno lasciato i due presidi, con una soddisfazione a metà; per quanto riguarda gli stipendi, infatti, è stato assicurato che due mensilità verranno sicuramente pagate entro dieci giorni; resta, invece, in sospeso la questione relativa alle giornate lavorative. I sindacati chiedono almeno gli gli stessi livelli occupazionali dello scorso anno per i 78isti, 101isti, e 151isti "ma non potremmo mai raggiungere l'obiettivo - sottolinea Pietro Di Paola, segretario provinciale della Fai-Cisl - se i lavoratori non verranno subito avviati al lavoro. Non c'è tempo da perdere. Le risposte vanno date subito, senza più tentennamenti. "
E proprio Di Paola, insieme con gli altri sindacalisti, ieri pomeriggio, è stato ricevuto in prefettura. Il prefetto ha inviato una nota alla Regione per evidenziare lo stato di disagio e di forte tensione sociale. E intanto, la categoria ha deciso anche uno sciopero generale in programma per venerdì prossimo.
Oggi, intanto, nuova protesta organizzata dal Sifus, con una manifestazione a Palermo, sotto la sede dell'Ars. Le rivendicazioni sono le stesse; si chiede la tutela della categoria, «non con le parole - dice il segretario generale, Maurizio Grosso - ma con i fatti. Siamo stanchi di promesse non mantenute. La lotta paga».
Mary Sottile

05 Settembre 2012




Notizie correlate:


CALTANISSETTA FORESTALI: NON ABBIAMO NESSUNA NOTIZIA L'ANTINCENDIO CHIUDERA' IL 10 SETTEMBRE

Forestali ancora non pagati

Cresce l'esasperazione
dei 2.000 lavoratori


La "torrida" estate degli operatori forestali nisseni sembra avere il pepe nella coda: ieri mattina, infatti, si è svolto un sit-in di rimostranza dinanzi alla Prefettura da parte dei lavoratori. Diversi i problemi della categoria, dagli stipendi arretrati che i forestali dell'antincendio (504 attivi nel Nisseno) ancora attendono, sino alle incertezze sull'avvio al lavoro degli operatori di montagna (circa 1.500 in provincia). Manuel Bonaffini, coordinatore provinciale della Flai Cgil, ha spiegato che ieri i lavoratori erano in assemblea permanente all'Azienda Forestale, sostenuti dalla stessa Flai Cgil, da Fai Cisl e Uila Uil. Delle difficoltà che affliggono i forestali se ne parla da mesi: diversi gli incontri che lavoratori e sindacati hanno avuto con il responsabile dell'Ispettorato ripartimentale delle Foreste, dott. Luciano Geraci, al fine di comprendere la situazione relativa alla liquidazione delle spettanze dei mesi di giugno, luglio ed agosto. Ieri, Bonaffini ha sottolineato: «Gli stipendi continuano a mancare e ci è giunta anche la notizia che le risorse economiche stanziate dalla Regione per la nostra provincia non basterebbero per coprire l'intero mese di luglio. Di agosto neanche a parlarne. In più, non si hanno notizie della continuazione della campagna antincendio, che terminerà entro il 10 settembre». E per gli operatori di montagna: «Non abbiamo notizie dell'avviamento al lavoro degli operai, che in provincia sono circa 1.500, tra centottantunisti, centocinquan-tunisti e centunisti. Stamani (ieri ndr), abbiamo avuto un incontro col capo di Gabinetto della Prefettura, cui abbiamo esposto i disagi dei lavoratori, mentre nel pomeriggio vi era assemblea permanente all'Azienda delle Foreste». Sulla problematica dei forestali è intervenuto anche il consigliere provinciale Diego Dell'Uomini: «Mi farò promotore, assieme ad altri, di una richiesta di convocazione di un consiglio straordinario che deliberi un atto di indirizzo alla Regione, affinché venga garantito il lavoro ai forestali. È inammissibile, poi, che i lavoratori non vengano pagati, essi salvaguardano il territorio».
Claudio Costanzo

05 Settembre 2012

TAGLI ALLE SPESE DEL 20%



Sforbiciata alle spese del 20%. Ridotti anche gli uffici di gabinetto


 l´assessore armao (a sinistra) e il governatore lombardo, foto lasicilia.it



Lillo Miceli
Palermo. Mancava solo l'assessore alla Salute, Russo, ai lavori della giunta convocata per approvare la spending review che oggi l'assessore Armao metterà sul tavolo del ministero dell'Economia per dimostrare che la Regione mantiene i patti. Ma anche per sollecitare un allentamento del Patto di stabilità che con la sua rigidità rischia di mettere in ginocchio la Sicilia.
Giunta che, non essendoci più un vicepresidente dopo la restituzione della delega da parte di Russo, è stata presieduta da Lombardo. Una seduta piuttosto nervosa, essendo la prima che si teneva dopo le accuse di illegittimità di alcuni atti lanciati, nei giorni scorsi, dagli assessori Vecchio e Venturi: in particolare, sulla nomina di Luciana Giammanco a commissario straordinario dell'Irsap, l'ente che sostituisce le vecchie Asi. Illegittimità ribadita da Venturi che, peraltro, è stato l'unico a votare contro la nomina a dirigente generale del suo assessorato (Attività produttive) di Franco Nicosia, capo di gabinetto dell'assessore all'Economia, Armao, che lo ha proposto.
C'è chi ha considerato questa nomina come una sorta di commissariamento di Venturi che, come ha detto nei giorni scorsi, non si dimetterà dalla carica per continuare a vigilare direttamente sulle scelte amministrative. Anche all'assessore Vecchio è stato chiesto conto delle sue dichiarazioni su presunte scelte clientelari dei lavoratori forestali. Avrebbe risposto che avrebbe dovuto rileggere i verbali di giunta per dire quali siano questi atti clientelari.
Quella di ieri, probabilmente, è stata l'ultima giunta a cui ha partecipato l'assessore alla Famiglia e Lavoro, Spampinato, avendo l'Api deciso di sostenere Crocetta. La decisione potrebbe essere ufficializzata questo pomeriggio quando si riunirà il direttivo regionale dell'Api, alla presenza di Boselli.
La giunta è stata impegnata in un lungo confronto sulla spending review proposta dall'assessore all'Economia. Non sono mancate le frizioni tra Armao e alcuni colleghi, come quello al Turismo, Tranchisa, e quello alle Autonomie locali, Vernuccio. Il documento è stato più volte modificato, tant'è che per calcolare i saldi esatti della revisione della spesa, è stata convocata per stamani alle 9,30 una conferenza stampa di Armao e Vernuccio.
«La delibera della giunta di governo sulla revisione della spesa - ha sottolineato Armao - consolida il percorso di risanamento intrapreso dal governo regionale, che ha ridotto la spesa al di sotto del 2011. I provvedimenti adottati consentono di corrispondere agli impegni assunti col presidente Monti e danno forza alle giuste rivendicazioni della Sicilia di alleggerire il Patto di stabilità per rispondere alle esigenze di imprese, enti locali e lavoratori».
I capisaldi della revisione di spesa sono noti. Eccone alcuni: per gli appalti di forniture e servizi fino a centomila euro, le amministrazioni dovranno avvalersi del mercato elettronico «Sae» della Regione o del portale «Consip» previa attuazione della convenzione con la Camera di commercio di Palermo; le amministrazioni centrali e periferiche della Regione, per acquisto di beni e servizi, nel triennio 2013-2015 dovranno assicurare risparmi non inferiori al 20% rispetto al 2011. Anche gli enti regionali dovranno rispettare gli stessi parametri. La Ragioneria generale mensilmente trasmetterà alla giunta regionale i contratti stipulati dall'amministrazione d'importo superiore ai 500 mila euro. Analogo obbligo di trasmettere alla Ragioneria l'elenco degli appalti superiori a 500 mila euro, ce l'hanno gli enti regionali. Le locazioni passive saranno ridotte del 20%, mentre ogni singolo dipartimento dovrà avere una sola sede. Saranno ridotte le utenze telefoniche, le auto blu e altri benefit sia per i dirigenti sia per i dipendenti. Eliminata la documentazione cartacea.

05 Settembre 2012

I FORESTALI DI RANDAZZO OCCUPANO IL COMUNE (2)


Randazzo. La protesta nell'Aula consiliare: «Regione mantenga gli impegni». Il sindaco vicino ai lavoratori

Forestali nel caos, occupato il Comune



 I forestali, riuniti in comitato spontaneo, hanno occupato la sala consiliare, foto lasicilia.it


La preoccupazione dei lavoratori forestali, che temono per il loro futuro, è scoppiata a Randazzo in tutta la sua drammaticità. Circa un centinaio di operai, infatti, ieri mattina hanno occupato la Sala consiliare Falcone e Borsellino e lì hanno trascorso tutto il giorno e la notte, annunciando di essere intenzionati a continuare la protesta a oltranza, fino a quando non riprenderanno a lavorare.
I motivi della protesta sono gli stessi dei colleghi che hanno manifestato a Catania sotto i vessilli delle organizzazioni sindacali di categoria. Questi lavoratori però, pur non palesando alcun dissenso nei confronti dei sindacati, hanno preferito rimanere a Randazzo e riunirsi sotto la sigla di un comitato spontaneo.
Le loro richieste sono chiare e non si limitano a pretendere il pagamento degli stipendi arretrati, ma chiedono che la Regione mantenga il accordi e permetta loro di completare le giornate lavorative effettuate nel 2011: «L'anno scorso sono stato impiegato per 101 giornate - ci dice Riccardo Dilettoso - quest'anno dopo appena 25 giorni di lavoro mi hanno licenziato. Se non vengo riassunto al più presto temo proprio che non riuscirò quest'anno a completare il ciclo di lavoro. Per me la Forestale è l'unico reddito - conclude - ed ho moglie e figli».
«Sono ormai 26 anni che lavoro alla Forestale - aggiunge Maria Cristina Bordonaro - e chiedo almeno di poter completare le 151 giornate. Fino ad oggi ho lavorato per 90 giorni, ma non bastano neanche per percepire l'indennità di disoccupazione. Mio marito, per adesso, non sta lavorando, e abbiamo 2 figli».
Basta guardare gli occhi di tutti per rendersi conto del dramma che stanno vivendo. Temono di trovarsi completamente senza un reddito dall'oggi al domani e di non poter garantire un futuro alle proprie famiglie. Per questo alcuni di loro ci hanno annunciato di essere pronti a consegnare i certificati elettorali al Comune. A loro fianco si è schierato il sindaco di Randazzo, Ernesto Del Campo, che da quando è iniziata l'occupazione non ha più lasciato il Palazzo municipale, trascorrendo con gli operai in Comune anche la notte.
«Chiediamo alle autorità competenti di intervenire - ci dice - perché il reddito di questi lavoratori è indispensabile per la sopravvivenza delle loro famiglie e produce evidenti effetti di economia indotta». E, a Randazzo, cittadina di 11 mila abitanti, sono quasi 1000 le famiglie che senza Forestale, rimarrebbero senza un reddito.
Gaetano Guidotto

05 Settembre 2012



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AGRIGENTO. I FORESTALI RISCHIANO IL POSTO

 

Manifestazione dei forestali che rischiano il posto


Anche ad Agrigento i lavoratori forestali ieri sono scesi in piazza per chiedere al Governo regionale l'immediato avviamento al lavoro, per consentire il completamento delle giornate spettanti, interrotte, con il licenziamento dei lavoratori, a causa della mancanza di risorse economiche. Inoltre, gli operai forestali del servizio antincendio, dopo lunghi periodi di disoccupazione sono senza stipendio da tre mesi con enorme disagio per circa mille famiglie agrigentine. «In particolare, per la provincia di Agrigento- spiegano i sindacalisti della Cgil Gangemi e Colletti- si rende necessario il riavvio al lavoro degli operai dell'azienda foreste per seguitare i lavori di completamento dei viali parafuoco in tutti i boschi della provincia e per l'avvio di tutte le altre cure colturali. L'accordo dello scorso 10 luglio tra Cgil, Cisl e Uil, disponeva che dal primo settembre 2012 gli operai dell'azienda foreste dovevano riprendere l'attività lavorativa ma poi non è arrivata nessuna conferma». A Palermo Flai Cgil, la Fai Cisl e la Uila Uil hanno denunciano il «tentativo di dividere i lavoratori con proposte demagogiche» e ribadiscono, inoltre, che «la categoria è unica, come lo è il sistema forestale, e necessita, quindi, di tutele non discriminatorie. » I lavoratori agrigentini hanno incontrato il prefetto, Francesca Ferrandino, per fare il punto sulla situazione e chiedere un intervento presso il governo regionale. La giunta regionale ieri pomeriggio, dopo momenti di panico causati dalla protesta, si è riunita per discutere della situazione.
VALENTINA ALAIMO

05 Settembre 2012

I PRECARI RISCHIANO DI PERDERE IL POSTO, L'UNICA SPERANZA E' IL GOVERNO MONTI

 

Gesip, forestali, precari: una giornata di proteste

Palermo, esplode la "bomba sociale"


Palermo. La "bomba sociale" è scoppiata. Palermo per l'intera giornata è finita nella morsa di precari e operai senza salario che hanno paralizzato la città con blocchi stradali, sit-in e cortei in diverse zone. Solo un assaggio di quello che potrebbe accadere nei prossimi giorni. Secondo alcuni calcoli sono 100 mila i precari che rischiano di perdere il posto entro fine anno, compresi i 18 mila dipendenti degli enti locali, i cui contratti scadono il 31 dicembre e per i quali l'unica speranza è il governo Monti. In piazza sono scesi migliaia di lavoratori - forestali, operai Gesip e precari - di settori diversi ma accomunati da un unico incubo: la perdita dello stipendio e del lavoro.
Il traffico è andato in tilt con conseguenze disastrose. L'ingresso del porto è stato presidiato dalla polizia e chiuso per diverse ore con lo scopo di evitare che gruppi incontrollati di manifestanti occupassero lo scalo, impedendo gli imbarchi nei traghetti per il continente. Gli elicotteri della polizia hanno sorvolato le aree più "calde" per monitorare la situazione dall'alto, mentre agenti della Digos sono stati impegnati su più fronti per evitare che le proteste degenerassero. Il clima in città è teso da giorni.
Gli operai della Gesip, società pubblica in liquidazione che dal primo settembre ha lasciato a casa 1.800 dipendenti per la scadenza del contratto di servizio col comune, stanno alzando il livello della protesta. Un clima che preoccupa tanto che oggi della vertenza Gesip si parlerà in Consiglio dei ministri.
L'altro fronte, altrettanto caldo, in Sicilia è quello dei forestali stagionali. Nell'isola sono 23 mila. Temono di rimanere senza salario per via della crisi finanziaria della Regione che ne impedisce l'immissione al lavoro.
Dall'altra parte della città, altri lavoratori hanno scelto una protesta ancora più estrema: in 20 sono saliti sul tetto dell'Amat, l'azienda per il trasporto pubblico locale, dove hanno trascorso la notte e da dove non intendono scendere fino a quando non avranno rassicurazioni sul loro futuro. Si tratta dei dipendenti della Ecolife, ditta che si occupa della pulizia degli autobus dell'Amat.
Alfredo pecoraro

05 Settembre 2012



05 settembre 2012

FORESTALI: AIELLO, TROVATE RISORSE, DA LUNEDI' ATTIVITA' PROSEGUE


 Cliccare per ingrandire



Per il momento impegnatevi a trovare le somme per confermare le giornate del 2011. Tutto il resto è : Campagna Elettorale: Bisoganva pensarci prima, molto prima.
Egregio Assessore Aiello apprezziamo il suo impegno, Le ricordo che il Presidente Raffaele Lombardo il 9 ottobre 2008 aveva promesso di approvare la legge entro il 31 dicembre dello stesso anno, come vede sono passati 4 anni e adesso in piena campagna elettorale si ha il coraggio di parlare ancora dell'accordo del 14 maggio 2009. Il prossimo governo farà un'altro accordo e per altri 5 anni poi si parlerà di quest'altro accordo.
Ogni Presidente ha avuto il suo:
Toto Cuffaro: Accordo del 2005.
Raffaele Lombardo: Accordo del 14 maggio 2009.
E il prossimo? Sarà più bello! Scommettiamo?

SBLOCCATI I FONDI PER I FORESTALI



Sbloccati i fondi per i forestali



Mentre prosegue anche oggi la protesta in Sicilia dei forestali, il Governo, per voce del suo assessore all’Economia, Gaetano Armao, comunica di avere reperito una parte delle somme necessarie a ristorare i forestali.
Alla base di quest’ultima mobilitazione vi è l’incertezza sul futuro lavorativo e sulle retribuzioni, mai riscosse dall’inizio della campagna antincendio ad oggi. Diverse voci si rincorrono, nelle ultime ore, su possibili tagli delle giornate lavorative. Questo significherebbe chiudere prima l’attività con licenziamenti anticipati. (a sinistra, foto tratta da italia.panorama.it)
E’ un’anno da dimenticare questo per i lavoratori addetti alla manutenzione (Azienda foreste demaniali) e per gli addetti allo spegnimento boschivo (Corpo forestale). Da dimenticare proprio. Intanto per la catena di fuoco che ha investito l’Isola e poi per il dramma dovuto al reperimento col contagocce dei fondi, da parte del Governo regionale. Cosa che, da un lato, ha provocato danni incalcolabili al territorio ed al patrimonio boschivo, con l’aggravante del registrarsi di diversi feriti tra gli addetti al servizio antincendio. Addirittura con un caso di decesso sul posto di lavoro.
Dall’altro l’incertezza sugli stipendi che ha innescato forme diverse di protesta in vari momenti e sfociate, nei giorni scorsi, in sit in, scioperi, blocchi stradali e altre forme di pressione.
Sulla vicenda abbiamo raccolto le iniziative poste da Vincenzo Vinciullo (foto sotto a destra). Il parlamentare regionale del Pdl, ha chiarito che “a conclusione degli odierni lavori d’Aula (mercoledì’ d settembre 32012), ho incontrato l’assessore all’Economia, Gaetano Armao, al quale ho sottoposto la vicenda del mancato pagamento degli stipendi ai lavoratori dell’antincendio”.
Vinciullo, che è vice presidente della commissione Affari Istituzionali all’Ars, ci ha fatto sapere che, nelle scorse settimane, ha più volte incontrato l’assessore Armao, con il quale ha discusso della problematica riguardante i lavoratori del servizio antincendio boschivo.
“Questa mattina – dice Vinciullo – Armao ha assicurato che gli ordini di accreditamento sono stati firmati da parte della Ragioneria e che, di conseguenza, adesso, sarà la Tesoreria a rendere disponibili le somme per le singole sedi provinciali, in modo tale che si possa procedere al pagamento delle spettanze a tutti i lavoratori dell’antincendio”.
Si tratta di una notizia attesa da giorni e che serve a placare gli animi esasperati dalle continue incertezze. Quello che pare emergere, ancora una volta, da questa vicenda è, a parere di diversi osservatori, il tentativo da parte del Governo dimissionario, di gestire le prossime settimane con “il bastone e la carota”. Approccio che mirerebbe, in buona sostanza, a rilasciare le somme per pagare forestali, operatori della formazione professionale, precari degli enti locali a piccoli bocconi.
In pratica, con la ‘chiusura’ delle liste per le elezioni regionali si andrebbero ad autorizzare pagamenti a tutto tondo. Un ragionamento al quale stentiamo a credere, ma che potrebbe reggere se calato nell’attuale clima politico avvelenato. Verificheremo nelle prossime settimane.


05 Settembre 2012

7 SETTEMBRE SCIOPERO GENERALE REGIONALE DEI FORESTALI


7 settembre, Sciopero Generale regionale dei Forestali


SEGRETERIE REGIONALI
Al​Presidente della Regione
​On.le Raffaele Lombardo
​Palazzo D’Orleans
e p.c.​All’​Assessore Regionale delle Risorse ​Agricole e Alimentari
​On.le Francesco Aiello
e p.c.​All’​Assessore Regionale​del Territorio e dell’Ambiente
​On.le Alessandro Aricò
e p.c. Al ​Presidente dell’A.R.S.
​On.le Francesco Cascio
e p.c. Ai​Capigruppo dei Partiti Politici
​presenti all’A.R.S.
e p.c. A​Sig. Prefetto di Palermo
​Dr. Umberto Postiglione
e p.c. Al​Sig. Questore di Palermo
​Dott. Nicola Zito

Oggetto: SCIOPERO GENERALE FORESTALI 7 SETTEMBRE 2012
​
Le mancate risposte in ordine alla vertenza dei Forestali siciliani con particolare riferimento agli accordi sottoscritti con il Governo a partire dal 2009; e le difficoltà addotte nel corso della manifestazione indetta ieri in tutta la regione e innanzi la Presidenza che di fatto hanno impedito che si aprisse uno spiraglio sulle richieste avanzate e disattese, hanno determinato tra i lavoratori una situazione allarmante non più facilmente governabile.
​L’indisponibilità del Governo a trovare soluzioni finanziarie che consentano l’immediato immissione al lavoro in modo da non pregiudicare le aspettative di completare le giornate espletate nel 2011, e l’incredibile riduzione del lavoro prestato ad appena 90 giorni per 181nisti, 60 per 151nisti e appena 25 per 101nisti, di fatto rischia di compromettere non solo il consolidato ma le stesse garanzie di legge, non intravedendosi allo stato alcuna certezza, sul reperimento e distribuzione delle risorse come sui tempi.
Accogliendo le pressioni che provengono dal mondo del lavoro, a seguito anche degli inconcludenti risultati dei vari incontri, valutati dagli addetti come ulteriore “presa in giro” le scriventi hanno assunto la decisione di proclamare lo sciopero generale della categoria per VENERDI’ 7 SETTEMBRE p.v. con manifestazione innanzi la Presidenza della Regione, a partire dalle ore 9,30, chiedendoLe sin da adesso di essere ricevuti direttamente dalla Sua Persona.
In considerazione del grave stato di tensione esistente e dei seri rischi sul versante dell’ordine pubblico, le scriventi OO.SS. nel declinare qualsiasi responsabilità per eventuali turbative che dovessero scaturire dall’esasperazione di chi vede compromesso il proprio futuro e di essere denigrato da estemporanee quanto offensive dichiarazioni da parte di esponenti delle Istituzioni pubbliche e private, abbiamo ritenuto doveroso inoltrare copia della presente ai Sigg. Questore e Prefetto di Palermo per quanto di Loro competenza.
Palermo, 5 Settembre 2012


05 Settembre 2012



voi l'avevate detto e, voi eravate talmente sicuri che venissse veramente rispettato, pazienza anche i vostri amici vi hanno fregato, adesso però agli stessi amici gli farete la campagna elettorale. E proprio questo non va bene.



I FORESTALI DI RANDAZZO OCCUPANO IL COMUNE




I FORESTALI DI RANDAZZO OCCUPANO IL COMUNE











BRAVI!!! 
Visto che siete al Comune, consegate pure le schede elettorali, pertanto non servono a niente.



I FORESTALI NON TRAGGONO ALCUN GIOVAMENTO DALL'APPICCARE INCENDI


Zingaro, per spegnere l’incendio
acqua di lago con l’elicottero

fire box
di Stefania Brusca -

È passato un mese esatto dall’incendio che ha portato la riserva naturale dello Zingaro indietro di almeno venti anni.  Ce ne vorranno altrettanti perché le biodiversità distrutte dalle fiamme possano tornare a vivere e perché si ricreino le condizioni adatte alla sopravvivenza delle specie protette. E non è tutto. Il paesaggio al quale eravamo abituati fino a poco tempo fa, domani potrebbe non essere più lo stesso:  “Se le aree protette vengono distrutte da un evento di questo tipo, capace di spaccare terra e pietre, la natura seleziona la vegetazione in base alla resistenza alle fiamme”, spiega Valeria Restuccia, direttrice della riserva dello Zingaro. Non è la prima volta che si verificano incendi di questo tipo.  Episodi analoghi, anche se di portata inferiore, si sono verificati nel 1996, nel 2002 e nel 2006.
L’INCENDIO. Ma facciamo un passo indietro, ripercorrendo le tappe dell’incendio. Secondo la ricostruzione fornita dal Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali, giorno 4 agosto, con l’arrivo dello scirocco, sono apparsi i primi focolai alla Fossa di Biro, prima di  Castelluzzo. Poi si sono spostati verso  Monte Sparacio. Ne è scaturito un incendio che è durato per le successive 18 ore, prima di interessare l’area protetta. Subito sono intervenuti gli operai forestali e il personale del nucleo di vigilanza della Riserva che hanno cercato di creare le condizioni perché le fiamme non si propagassero oltre. Verso le cinque del mattino del giorno successivo l’incendio era spento. Restavano accesi soltanto alcuni  focolai nel boschetto di Pianello. Bisognava bonificare la zona perché non si sviluppasse un nuovo incendio.  Dalla sala operativa del Corpo forestale  è stato richiesto quindi ufficialmente l’intervento aereo della protezione civile. “Sono intervenuti quattro elicotteri “Fire box”, abilitati a prendere solo l’acqua dai laghi – aggiunge Restuccia –  in questo caso da quello di Partinico, con un intervallo di circa mezz’ora tra un lancio e l’altro”. Ma qualcosa non ha funzionato. Verso le due del pomeriggio il rogo ha ripreso forza e da lì tutto è andato  a peggiorare. Le fiamme hanno avvolto completamente la riserva, risparmiando solo il vigneto e le strutture protette grazie al lavoro degli operai forestali. Ripercorrendo quanto ricostruito dall’Azienda Foreste, nessun mezzo aereo sarebbe intervenuto per spegnere i roghi fino alle 19.15, quando un elicottero antincendio ha realizzato due sganci per salvare una casa privata e subito dopo è rientrato per avaria, sostituito da un altro mezzo che ha continuato lo stesso intervento.  I  Canadair sarebbero quindi intervenuti solo lunedì, quando la riserva era già tutta bruciata. “La situazione era davvero complessa da gestire, forse serviva un coordinamento maggiore degli interventi – sottolinea la direttrice dello Zingaro – Senza contare che contemporaneamente all’incendio nella Riserva, hanno preso fuoco Macari, Monte Cofano, Monte Inici,  Monte Sparacio e Castelluzzo”. E bruciava  anche mezza Sicilia, senza contare poi il rogo di Bellolampo.
GLI INTERESSI IN GIOCO.  Le indagini sulle cause dell’incendio sono ancora in corso, ma sembra che con tutta probabilità dietro il rogo ci sia la mano dell’uomo. Se questa  ipotesi verrà confermata, c’è da chiedersi quali potrebbero essere gli interessi di chi ha appiccato le fiamme. “Senza dubbio gli operai forestali non traggono alcun giovamento dall’appiccare incendi – prosegue Restuccia – basti pensare che i primi progetti che vengono attivati sono quelli per la realizzazione dei viali para-fuoco, ormai evidentemente inutili. Che interesse possono avere gli operai a perdere il lavoro?”. Oppure qualcuno riteneva, una volta bruciata la riserva, che si sarebbero create le condizioni giuste per mettere le mani sul patrimonio pubblico?  I motivi restano ignoti, ma gli effetti sull’ambiente continueranno a vedersi per decenni.
IL FUTURO DELLA RISERVA. Alcuni dei  progetti messi in campo negli anni dall’Azienda Foreste nella riserva naturale dello Zingaro al momento sono sospesi, come quello sulla salvaguardia della Coturnice. Il Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali  non si arrende e punta a rimettersi al lavoro quanto prima, come conferma la direttrice Valeria Restuccia: “Continueremo a spenderci per la protezione delle biodiversità, i centri del germoplasma e per il recupero della fauna selvatica,  la gestione delle aree protette e la realizzazione delle infrastrutture per il pubblico. La protezione dell’ambiente, come la tutela della salute e l’istruzione, è un’ipoteca sul futuro di tutti noi al quale non si può rinunciare e che in nessun modo può essere mercificata”.

04 Settembre 2012


Finalmente qualcuno evidenzia che i forestali non hanno nessun interesse nell'appiccare incendi, però bisognava dirlo prima, molto prima.



PROTESTA FORESTALI


Protesta forestali


FORESTALI ESASPERATI E SFIDUCIATI



FORESTALI ESASPERATI E SFIDUCIATI






INCONTRO TRA L'ASSESSORE ARMAO E IL MINISTRO GRILLI PER LO SBLOCCO DEI PAGAMENTI



Sicilia: Ance, incontro ministro Grilli per sblocco pagamenti imprese


(ASCA) - Palermo, 3 set - Sara' oggetto di trattativa col governo Monti, in un incontro previsto per dopodomani (oggi per chi legge) col ministro dell'Economia Vittorio Grilli, la vicenda del blocco dei pagamenti alle imprese siciliane deciso dalla Regione per rispettare il Patto di stabilita' e per garantire gli stipendi di forestali e precari. L'Ance Sicilia ha chiesto di partecipare all'incontro per rappresentare al ministro, assieme all'assessore regionale all'Economia, Gaetano Armao, la gravita' della situazione. Lo rende noto la stessa associazione dei costruttori edili, in vista del vertice a Roma. L'Ance isolana lancia un appello a tutti i parlamentari nazionali eletti nell'Isola affinche' sostengano la vertenza finalizzata a scongiurare il default finanziario della Regione che avrebbe gravi conseguenze non solo sull'economia e sulle imprese siciliane, ma anche sulla tenuta dei conti dello Stato.

Ricevendo oggi a Palermo una delegazione dell'Ance Sicilia, guidata dal presidente Salvo Ferlito, l'assessore Armao ha spiegato che non c'e' un problema di mancanza di risorse in bilancio, anzi e' il contrario: il Patto di stabilita' impedisce di pagare, pur avendo ingenti finanziamenti disponibili. Per questo, cosi' come avvenuto per la Lombardia (fondi per il trasporto pubblico locale) e per l'Emilia Romagna (fondi per la ricostruzione post-sisma), la Regione siciliana chiedera' al governo Monti di escludere dal Patto di stabilita' i fondi Fas, quelli del trasporto pubblico locale e quelli di Protezione civile per alcune emergenze, quali quelle di Giampilieri e della discarica di Bellolampo, al fine di accrescere impegni di spesa e pagamenti. ''E' in gioco il futuro dei lavoratori e dell'intero popolo siciliano - ha dichiarato il presidente regionale dell'Ance, Salvo Ferlito - e' giunto il momento che i nostri parlamentari nazionali si occupino finalmente e in maniera forte di questi problemi, che onorino il mandato ricevuto dagli elettori''.

03 Settembre 2012


IL GOVERNO TENTA DI SBLOCCARE GLI STIPENDI


Il governo regionale tenta di sbloccare i pagamenti alle imprese e gli stipendi dei precari e dei forestali



I bandi per le gare
Rifiuti, Torrisi convoca vertice sulle nuove Srr
L'assessore regionale all'Energia e ai Rifiuti, Claudio Torrisi, ha convocato per oggi alle ore 11 negli uffici del dipartimento regionale Acque e Rifiuti, la riunione della commissione regionale che ha redatto il piano rifiuti della Sicilia. Al centro dell'incontro, si legge in una nota diffusa dalla Regione, la predisposizione delle linee guida attuative del piano e la predisposizione degli schemi tipo dei bandi dei capitolati e dei contratti di servizio che le Srr (società per la raccolta dei rifiuti) dovranno utilizzare per espletare le gare per i servizi.
Torrisi ha anche convocato sempre per oggi, ma alle ore 15, nei locali del dipartimento Acque e Rifiuti, la riunione del tavolo tecnico istituzionale, di cui fanno parte l'Anci, l'Unione regionale delle Province siciliane, Confindustria Sicilia, Cgil, Cisl e Uil, le associazioni Legambiente, Rifiuti Zero, Cittadinanzattiva, Wwf e Italia Nostra, il centro universitario Criea, la fondazione Cutgana.
«Obiettivo della riunione - conclude la nota - è quello di stabilire una concertazione permanente con il partenariato in vista del passaggio al nuovo sistema di gestione dei rifiuti che dovrà rispondere a requisiti di massima efficienza e del quale la costituzione delle Srr rappresenta la prima tappa importante». Comincia così un altro capitolo per tentare di risolvere uno dei più annosi problemi per i Comuni siciliani.

04 Settembre 2012

NASCE IL PARTITO DEI FORESTALI


Sicilia: forestali di nuovo in piazza a Palermo, nasce 'Partito dei braccianti'

Palermo, 3 set. - (Adnkronos) - Forestali di nuovo in piazza a Palermo. La protesta, indetta per mercoledi' prossimo a partire dalle 15 sotto Palazzo dei Normanni, sede dell'Assemblea regionale siciliana, e' organizzata dal Sifus (Sindacato forestali uniti per la stabilizzazione) per rivendicare le risorse necessarie a garantire gli stessi livelli occupazionali del 2011; gli immediati pagamenti degli stipendi sia ai forestali addetti all'antincendio che a quelli addetti alla manutenzione. Ancora il sindacato rivendica "gli avviamenti dei lavoratori addetti alla manutenzione, altrimenti, la ristrettezza dei tempi impedira' di completare i 180 giorni ai 151isti, i 151 giorni ai 101isti e i 101 giorni ai 78isti". Il Sifus chiede poi che gli addetti al servizio antincendio non vengano ne' sospesi ne' licenziati, al raggiungimento dell'85esimo giorno di lavoro in maniera da completare le stesse giornate del 2011. Sempre mercoledi' prossimo, alle 9.30 presso l'hotel Villa D'Amato, a Palermo, e' organizzata una assemblea regionale del Sifus durante la quale verranno dettate le basi per la ''Costituente del Partito dei Forestali e dei Braccianti''. "Le ragioni di tale decisione - dice Maurizio Grosso, segretario generale Sifus - sono dovute all'inconsistenza e spesso all'ostilita' della classe parlamentare rispetto i problemi del comparto bracciantile e forestale. Con questo partito intendiamo creare lo strumento reale che consenta direttamente ai forestali ed ai braccianti di rimboccarsi le maniche, scendere in pista ed occuparsi dei loro problemi oggettivi da dentro il palazzo. Vogliamo impedire - conclude - che forestali e braccianti continuino ad essere usati dai politici di turno solo ed esclusivamente come numeri elettorali e non vedano mai affrontati e risolti i loro problemi".

03 Settembre 2012

FORESTALI MESSINA: IN SERVIZIO SOLO IL 10% DELLA FORZA LAVORO


PROTESTA FORESTALI

In servizio
solo il 10%
della forza lavoro


Presidio di protesta organizzato dai Forestali messinesi in Via Giordano Bruno davanti alla sede provincia dell’Azienda Foreste. La manifestazione, che si è svolta anche nelle altre città siciliane, nell’ambito del programma di iniziative avviate per riportare al tavolo delle trattative la Regione.

In servizio
solo il 10%
della forza lavoro
Non sono stati sufficienti i tanti incendi che si sono verificati in Sicilia, e nella provincia di Messina, nel corso di questa estate per avviare al lavoro i lavorati dell’azienda foreste. Ad effettuare il lavoro di prevenzione e manutenzione nei boschi della provincia messinese - evidenziano le segreterie provinciali di categoria di CGIL,CISL e UIL- è stata utilizzata appena il 10% della forza lavoro necessaria. Solo 200 addetti per l’intero territorio provinciale che è vastissimo. Ma anche questi lavorati a fine settembre saranno licenziati. A fronte dell’accordo che prevedeva 101,151e 180 giornate per le varie fasce d’appartenenza, i forestali hanno effettuato rispettivamente 24, 60 e 90 giornate di lavoro. L’impegno assunto dall’assessore regionale Aiello è stato quindi disatteso.
04 Settembre 2012

AGRIGENTO, GLI OPERAI FORESTALI DAVANTI PROTESTANO ALLA PREFETTURA

Agrigento, gli operai della Forestale protestano davanti alla Prefettura
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Agrigento, gli operai della Forestale protestano davanti alla Prefettura

Rivendicano il salario dei mesi arretrati, tra cui due mensilità mai percepite, ed il reinserimento al lavoro. "I nostri politici devono passarsi la mano sulla coscienza e garantirci quanto ci spetta" afferma un lavoratore

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Agrigento, gli operai della Forestale protestano davanti alla Prefettura
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Agrigento, gli operai della Forestale protestano davanti alla PrefI numerosi operai della forestale, stamattina presenti con un sit-in davanti la Prefettura di Agrigento, rivendicano il salario dei mesi arretrati ed il reinserimento al lavoro.
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"Il settore della forestazione - ha affermato il segretario provinciale Uila Uil, Gero Acquisto - soffre della mancanza d'interventi che la politica doveva garantire al settore. Siamo di fronte alla volont,à espressa solo verbalmente dalla politica regionale, ovvero quella di poter garantire ai lavoratori della forestale le stesse giornate lavorative dell'anno scorso, nei fatti però sono stati licenziati dall'azienda ed attendono di essere riammessi per completare le loro ore. Oggi - continua Acquisto - dopo la protesta parleremo col Prefetto e gli esporremo i nostri problemi, proprio come, in queste ore, stanno facendo gli altri colleghi delle rimanenti otto province della regione siciliana. Anche se i problemi del governo sono tanti, gli impegni vanno onorati".
I lavoratori presenti al sit-in, provenienti da Agrigento e dai diversi paesi della provincia, rivendicano tra l'altro anche due mensilità arretrate mai percepite. "I nostri politici devono passarsi la mano sulla coscienza e garantirci quanto ci spetta" afferma un lavoratore in contestazione davanti la Prefettura col figliolo a seguito.
Alla dimostrazione era presente anche Carmelo Di Franco di Flai - Cgil. Si attedono importanti sviluppi nelle prossime ore.


04 Settembre 2012
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03 settembre 2012

CGIL CISL E UIL: CONFERMATA LA MANIFESTAZIONE DEL 04 SETTEMBRE



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03 Agosto 2012

 

SIFUS. 05/09/2012 MANIFESTAZIONE PRESSO L'ARS



Tramite la mia bacheca di facebook.

Ricevo e pubblico
dal Segretario Nazionale del Sifus
Alessandro Troia.




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NON NOMI MA PROGRAMMI!!!

 

«Elezioni: non nomi, ma programmi»
Volevo esprimere, in vista delle prossime elezioni regionali, alcune considerazioni personali sul tema "politica" come cittadino e come sacerdote impegnato quotidianamente nel servizio a chi è più colpito dalla crisi economica; e anche come canale di chi non ha nessuna possibilità di comunicare agli altri le proprie sofferenze, paure e speranze




«Elezioni: non nomi, ma programmi»
 
 
Volevo esprimere, in vista delle prossime elezioni regionali, alcune considerazioni personali sul tema "politica" come cittadino e come sacerdote impegnato quotidianamente nel servizio a chi è più colpito dalla crisi economica; e anche come canale di chi non ha nessuna possibilità di comunicare agli altri le proprie sofferenze, paure e speranze.
Il mio tentativo vuole essere soprattutto uno stimolo da educatore senza pormi in atteggiamento di giudizio o condanna, ma solo di servizio. Il caldo di quest'estate fa bruciare anche il cuore a pensare e riflettere a partire dagli argomenti che candidati, presunti tali e responsabili dei partiti mettono in ballo per il futuro della Sicilia.
Si sentono nomi, si vociferano scelte, si discute di questo o quel candidato a livello locale o per la Presidenza della regione Siciliana, ma non si presentano i programmi e le idee per il vero rilancio della nostra terra.
I partiti sembrano concentrati quasi esclusivamente su se stessi nel tentativo di trovare le alchimie e gli equilibri giusti per "conquistare" il potere o per tornare a governare. Intanto la situazione di crisi la conosciamo tutti e in molti in prima persona la vivono con grandi rinunce: disoccupazione dilagante; povertà diffusa; emigrazione di interi nuclei familiari; criminalità organizzata e non sempre più forte e radicata; suicidi.
In tale contesto le amministrazioni comunali e provinciali sembrano potere fare davvero poco per via dell'assenza di risorse economiche da investire.
Il fatto che deve farci riflettere, a mio parere, è anche questo: gli artefici delle inefficienze politiche e amministrative di questi ultimi anni, sono tutti pronti a continuare a chiedere il consenso alla gente, la quale non può che accorgersi del fallimento quasi totale delle loro proposte e gestioni del potere pubblico.
Sembra, inoltre, non esserci nessuno spazio per un mediato, responsabile e consapevole ricambio generazionale. I giovani, infatti, fra questi molti competenti che potrebbero con serietà e metodo offrire e realizzare progetti di sviluppo, sono ancora una volta assenti e dunque non protagonisti.
Dobbiamo ulteriormente prendere in seria considerazione il fatto che il più grande "partito" in Italia, e anche in Sicilia, è quello dell'astensionismo. Come cristiani, non credenti, cittadini non possiamo non reagire di fronte a questa situazione, non possiamo mettere la testa sotto terra come fanno gli struzzi ed evitare di vedere!
Di fronte alle sempre più numerose richieste di aiuto economico da parte di italiani, oltre che degli extracomunitari, mi viene da riflettere quando a livello europeo o globale ci considerano una potenza economica o un Paese assolutamente avanzato.
Naturalmente è impossibile, oltre che irragionevole, chiedere e ottenere l'azzeramento dell'intera classe politica locale e regionale in questione; ma è molto opportuno cominciare a lavorare ad una crescita di giovani che possano con gratuità e sacrificio mostrare ancora una volta come la politica sia una nobile arte e la più alta forma di carità.
Le comunità parrocchiali nel piccolo delle proprie forze e nel rispetto delle altrui competenze devono tornare a far crescere giovani con una sensibilità per la ricerca del bene comune e per il servizio socio-politico inteso come testimonianza cristiana per manifestare che la gloria di Dio è l'uomo vivente, anche in politica.
Don Alessandro Giambra (nella foto sopra, tratta dal sito www.ilfattonisseno.it)
Parroco San Pio X Caltanissetta
 
«forestali sul piede di guerra»

Anche a nome dei colleghi, noi lavoratori forestali continuiamo nel 2012 a chiedere risposte valide e concrete. Le spese a casa ci sono per tutti, si deve mangiare, ci si deve curare, si devono pagare alle scadenze varie bollette, nel tempo si sono accesi dei mutui che ogni mese richiedono una corrispondenza, ma perché queste spiegazioni e a chi? Purtroppo i lavoratori forestali sono esasperati e indignati nei confronti di chi nel tempo li ha sempre presi in giro per raccattare voti riciclandoli ad ogni campagna elettorale.
Oggi però si sente un'aria pesante, i lavoratori intendono fare una contro-campagna a tutti i candidati convincendo più persone possibili a non recarsi alle urne, si perché con questo atteggiamento vogliono che mai più nessuno li possa etichettare come burattini portatori di voti, e poi smettiamola di fare di tutta l'erba un fascio, non tutti i 26000 forestali sfruttano questo lavoro come appiglio o secondo lavoro, prova ne sia che ormai molti di loro chiedono solo ed esclusivamente la stabilizzazione, non più giornate lavorative aggiuntive. Poi vogliamo dedicare questo pensiero ai nostri cari colleghi che hanno perso la vita svolgendo la nostra stessa attività, ed è ricordando loro che puntiamo il dito contro chi continua a fare dichiarazioni scortesi e infondate nei nostri confronti, a loro vogliamo dire che non è colpa nostra se ci rendono sanguisuga ma dei politici e delle amministrazioni che non vogliono decidere sul nostro stato lavorativo.
Se non riceveremo risposte positive a questo appello siamo pronti a uscire fuori dai nostri cassetti tutte le soluzioni, anche drastiche, che abbiamo maturato nel tempo contro tutti i responsabili che ci portano a lamentarci da quasi 20 anni.
Angelo Ficarra
02 Settembre 2012
 
 
Visto il luogo dell'evento mi rivolgo ai colleghi Madoniti, ma questo messaggio può valere anche per i colleghi Nisseni autori dell'articolo. Giorno 6 settembre in occasione del primo confronto pubblico tra i candidati alla Presidenza della Regione, moderato dal condirettore del Giornale di Sicilia Giovanni Pepi, abbiamo la possibilità di incontrare anche di striscio a Cefalù, i contendenti alla poltrona più ambita, Crocetta, Fava, Miccichè e Musumeci, parlando proprio con qualche "amico collega" si era pensato di farci notare con qualche cartellone per esprimere la nostra delusione nei confronti della politica, ci saranno sicuramente oltre ai giornali anche le televisioni, il nostro obiettivo deve essere che TUTTI i candidati alla Presidenza mettano nel loro programma l'eterna questione forestale mai risolta, senza se e senza ma, dobbiamo pretendere di sapere se realmente hanno a cuore il comparto o se come si pensa ci vogliono mandare a casa. 
A tutti coloro che sono liberi dal servizio e vogliono che la problematica forestale non passi inosservata fatevi sentire, nel frattempo abbiamo contattato la redazione di linksicilia, sempre a sostegno della categoria e a quanto pare presenti all'evento, per porre alcune domande essenziali per il nostro futuro, con molto piacere abbiamo incassato la disponibilità di quest'ultima.
 
Gradirei precisare che non c'è nessun scopo personale, elettorale o sindacale, quindi tutti (spero) sono invitati, altrimenti non ci muoviamo da casa e aspettiamo la manna dal cielo che non arriverà mai. Queste sono una delle poche occasioni da sfruttare per essere notati.  
 
Ognuno manifesta (senza sigle) liberamente il proprio pensiero, ma lo deve manifestare rispettando 
comunque le regole della democrazia, quindi senza gesti violenti e senza impedire agli altri le proprie libertà.
Fatevi sentire. Da sempre sostenitore della stabilizzazione.
 
 


Leggi la news.
I candidati a confronto allo Sherbeth
 


ASSESSORE VECCHIO AI FORESTALI: VI DOVETE RIFIUTARE DI VOTARE I 90 CHE ESCONO DALL'ARS


Andrea Vecchio, assessore alle Infrastrutture della Regione Siciliana, ha incontrato a Nicolosi, dopo le polemiche nate dalle sue dichiarazioni sul precariato, un gruppo di operai forestali del servizio antincendio della Regione Siciliana



un momento dell'incontro fra l'assessore vecchio e i lavoratori a nicolosi, foto lasicilia.it

Andrea Vecchio, assessore alle Infrastrutture della Regione Siciliana, ha incontrato a Nicolosi, dopo le polemiche nate dalle sue dichiarazioni sul precariato, un gruppo di operai forestali del servizio antincendio della Regione Siciliana. Sono circa 80 (vengono anche dai cantieri di Adrano, Bronte, Caltagirone, Zafferana Etnea) quelli che si sono radunati ieri, anche fuori dai loro turni di lavoro, quando si è diffusa la notizia che l'assessore sarebbe venuto per incontrarli ai Monti Rossi. E Vecchio ha parlato con loro senza schermi, confermando anche i giudizi più duri sul fenomeno del precariato siciliano, un "bubbone" gestito dai politici solo per generare consensi. "Non credo che ci siano state incomprensioni - esordisce Vecchio - io ritengo veramente che i forestali siano uno dei bubboni della Regione Siciliana, gestiti in maniera clientelare. Siete mantenuti appositamente in uno stato di precarietà che vi assoggetta alla politica. Ma voi - dice rivolto ai forestali - vi dovete rifiutare di votare i novanta che escono dall'Ars! Personalmente ho esperienza di persone che pur lavorando nella forestale svolgono diversi lavori in nero e rifiutano un contratto regolare".
Poi racconta di una seduta di Giunta in cui l'assessore Aiello, paladino dei precari, ha chiesto ai colleghi di condividere la scelta dell'immediato pagamento degli stipendi. "E' vero - continua Vecchio - voi non percepite lo stipendio da tre mesi, ma pensate a tutti i lavoratori del settore delle edilizia che hanno perso il lavoro, alle imprese che hanno consegnato i libri in Tribunale. La situazione economica è molto difficile bisogna che cominciamo a pensare, tutti insieme, a come valorizzare le nostre risorse, come il patrimonio boschivo. Magari costituendo delle cooperative per la coltivazione del bosco, per la realizzazione e gestione di impianti di biomasse, ma senza aspettare contributi. Invece vi continuano a mantenere in precarietà e assistenzialismo per i vostri voti. Se vi stabilizzassero finirebbero le vostre illusioni e sulle illusioni molti politici hanno costruito le loro carriere".Di fronte a tanta schiettezza anche la rabbia degli operai, che già hanno dichiarato di voler consegnare ai Comuni le schede elettorali, sembra non trovare più sbocco per venir fuori. Qualche intervento timido di condivisione, la piena presa di coscienza di essere utilizzati come merce di scambio agli appuntamenti elettorali e l'amarezza di ricevere come risposta solo una esortazione: "Rimboccatevi le maniche e contate sulla vostra progettualità, anzi presentate i vostri progetti, seri, circostanziati e dettagliati, ai candidati presidenti della Regione e vedete chi si impegna".
"Ma come? - rispondono timidamente gli operai - Noi li dovremmo stilare i progetti? E tutti i superconsulenti per l'europrogettazione che la Regione ha a libro paga? ".
L'incontro con l'assessore Vecchio è un bagno di verità ma certo non cambia la condizione degli operai antincendio: niente stipendi da giugno (da quando cioè è iniziata l'attività) e la certezza di un futuro tutto in salita. Lunedì il problema torna in Giunta regionale e martedì a Catania si svolgerà la mobilitazione indetta dai sindacati.
Marisa Mazzaglia
02 Settembre 2012