30 giugno 2014

IL PRESIDENTE CROCETTA APRE AI SINDACATI. CONVOCATI I TAVOLI ANCHE SU LAVORATORI FORESTALI


Crocetta: priorità ai soldi per la cassa integrazione

Il presidente della Regione apre ai sindacati. Convocati i tavoli anche su lavoratori forestali, formazione e società partecipate. Verifiche nei comuni sui fondi stanziati per i precari. Chiesto un monitoraggio delle opere edili incompiute




 

di GIUSEPPINA VARSALONA PALERMO. Cassa integrazione, forestali, formazione professionale, sportelli multifunzionali e società partecipate. Ottengono più di quanto potessero sperare alla vigilia i sindacati Cgil, Cisl e Uil alla fine dell'incontro di ieri a Palazzo d'Orleans. Dopo un faccia a faccia a tuttotondo sui temi più scottanti con i tre segretari generali, Michele Pagliaro, Maurizio Bernava e Claudio Barone, il presidente Crocetta si è impegnato a convocare, già a partire dalla prossima settimana, dei tavoli tematici con le parti sociali. Crocetta ha spiegato che «i sindacati condividono l'idea di affrontare in modo strutturato i temi, dando priorità alle emergenze e giudicano importante arrivare a un calendario di incontri tematici sulle singole questioni». E il presidente puntualizza che «tale calendario verrà strutturato dettagliatamente e comincerà la prossima settimana - afferma Crocetta - La priorità verrà data al tema delle risorse da destinare alla cassa integrazione e alla nuova legge su formazione e sportelli e via via ci saranno una serie di incontri che occuperanno gran parte del mese di luglio». Prove di rappacificazione tra Regione e le sigle sindacali? Di certo, si allenta il pressing che ha imposto finora una continua «tirata di orecchie» al governo regionale. Certo, non è mancata «una grande preoccupazione per la lentezza e le difficoltà che si stanno riscontrando per l’approvazione della manovra ter», ma i sindacati hanno respirato un clima propositivo da parte del governo. «Chiediamo alla politica - dice Barone - un senso di responsabilità e di approvare subito la Finanziaria, necessaria a sbloccare risorse ai lavoratori da troppo tempo senza stipendio. Senza riposte concrete, comunque, non abbasseremo la guardia».
Cassa integrazione. È caccia ai fondi per gli ammortizzatori sociali, per i circa trentamila siciliani senza lavoro che da gennaio ad ora ne hanno fatto richiesta. Il fabbisogno è di circa 200 milioni, su un budget di 60 milioni complessivi tra fondi statali (20 milioni) e risparmi (40 milioni) che la Regione ha in cassa. I sindacati hanno chiesto al presidente di verificare le risorse previste sia a livello nazionale che dell'Unione europea.


Forestali. Crocetta si è impegnato a capire di chi sono le responsabilità che hanno fatto sì che solo chi è impegnato 101 giornate e una parte dei cosiddetti settantottisti abbiano iniziato a lavorare, nonostante la copertura finanziaria per gli stipendi del personale forestale sia certa fino a fine luglio. Precari enti locali. La Regione avvierà anche un ragionamento sui 18.500 precari degli enti locali, con confronti periodici in ogni provincia. I sindaci dovranno fornire agli uffici della Funzione pubblica elenchi completi e dettagliati del personale contrattualizzato, visto che la Regione da quest’anno non eroga un contributo per il contratto dei singoli precari ma una somma che serve a compensare gli squilibri nei bilanci dei Comuni. Il nodo è sempre quello dei mancati pagamenti degli stipendi, visto che la Regione da gennaio a oggi non ha erogato i finanziamenti ai Comuni. Nei giorni scorsi ha annunciato di essere pronta a dare entro i prossimi giorni una settantina di milioni, pari al 40 per cento, del budget annuale che dovrebbe oscillare attorno ai 180 milioni. Un provvedimento accolto favorevolmente dal Movimento giovani lavoratori, il sindacato autonomo più rappresentativo dei precari, il cui leader è Massimo Bontempo.
Opere edili bloccate. Barone, Bernava e Pagliaro hanno posto tra le priorità un monitoraggio delle opere incompiute, che i Comuni dovranno fare entro tre mesi. «Abbiamo chiesto - dicono - che il controllo abbia efficacia di legge, introducendo obblighi per le stazioni appaltanti in ordine allo sblocco dei cantieri». I sindacati hanno chiesto anche «di individuare le criticità che riguardano il blocco degli investimenti nel settore privato, a partire da quelli dell'Eni e di Lukoil». Sarà un’estate di incontri e vertici. «A luglio - spiega Crocetta - sono previsti tavoli sulla riforma delle province, sui temi del bilancio e della qualificazione della spesa e sui fondi europe»i. Per Crocetta «ciò che emerge dal tavolo è la necessita di affrontare singole questioni, con l’obiettivo del rilancio produttivo della regione e del risanamento del bilancio. Speriamo di incardinare questi temi in un percorso di tipo legislativo».

29 Giugno 2014
http://www.gds.it/gds/sezioni/politica/dettaglio/articolo/gdsid/356049/




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SICILIA: UIL, BENE CONFRONTO CON CROCETTA MA NON ABBASSIAMO LA GUARDIA





NON SI FERMANO GLI INCENDI IN SICILIA. BRUCIANO ANCORA LE MONTAGNE IN PROVINCIA DI PALERMO


Incendio a Belmonte Mezzagno, fiamme vicino alle case



PALERMO. Non si fermano gli incendi in Sicilia. Bruciano ancora le montagne in provincia di Palermo con le fiamme alimentate dal vento di scirocco. Un grosso rogo è divampato a tarda sera a Belmonte Mezzagno, a pochi metri dalle case. Momenti di paura per i residenti. Nei giorni scorsi gli incendi hanno investito soprattutto la zona di Villagrazia nella montagna che sovrasta le vie Mulini Starrabba e Orecchiuta. In provincia di Palermo sono divampati altri roghi a Bagheria

30 Giugno 2014
http://www.gds.it/gds/edizioni-locali/palermo/dettaglio/articolo/gdsid/356244/






INCENDI. SONO DUE I MAGISTRATI DELLA PROCURA DI PALERMO CHE STANNO COORDINANDO L'INCHIESTA SULLE DEVASTAZIONI AMBIENTALI DELLE GIORNATE DI FUOCO. SI SPERA CHE I RESPONSABILI VENGANO ASSICURATI QUANTO PRIMA ALLA GIUSTIZIA


La stagione degli incendi

I Canadair della Protezione civile ieri mattina sono rientrati nelle basi di Ciampino e della Calabria e la giornata non ha fatto registrare roghi di una certa entità. In fumo soltanto alcune aree di sterpaglie in periferia

Canadair in azione nei giorni scorsi nel palermitano
Foto lasicilia.it


Leone Zingales
Si fa la conta dei danni. Ingenti. In fumo zone boschive e macchia mediterranea. Un attentato all'ambiente della nostra provincia. Non hanno cuore e neanche intelligenza i piromani che stanno devastando il territorio. E' gente senza scrupoli, criminali che non hanno a cuore il bene della propria terra. Piromani sui quali si sono accentrate le indagini dei carabinieri e della sezione di polizia giudiziaria del Corpo forestale. Sono due i magistrati della Procura di Palermo che stanno coordinando l'inchiesta sulle devastazioni ambientali delle giornate di fuoco comprese tra martedì e venerdì sera.
Il Procuratore della Repubblica, Francesco Messineo, segue in prima persona l'evolversi degli accertamenti. Perchè il danno che è stato arrecato al patrimonio boschivo e ambientale e davvero infinito. Non sono andati in fumo soltanto alberi, macchia mediterranea e terreni coltivati. Sono andati in fumo anni di gestione dell'ecosistema, del lavoro effettuato da tante persone: dai forestali ai contadini, dagli agricoltori agli allevatori, ognuno secondo le proprie competenze lavorative e sociali.
E gli investigatori stanno cercando di ricomporre tutti i tasselli del grande mosaico. Si vuole arrivare in tempi abbastanza rapidi a dare un nome ed un volto a coloro che hanno sfregiato la terra, l'ambiente, i boschi. I danni sono incalcolabili. Per rimettere tutto in sesto. Per veder crescere gli alberi che saranno ripiantumati. Per vedere crescere l'erba fresca e alta e ben curata, occorreranno anni.

Si spera che i responsabili vengano assicurati quanto prima alla giustizia.
Chi indaga ha iniziato a seguire le piste investigative sin dal primo minuto. Già da martedì scorso quando le fiamme hanno attaccato l'area che circonda l'Istituto Zootecnico di via Roccazzo e quelle vicine di via Pandolfini e via Alla Falconara (ribadiamo che nessun animale è rimasto ucciso nel rogo, ndr). Nel mirino degli investigatori anche gli incendi che hanno devastato la montagna Orecchiuta e le campagne di Belmonte Mezzagno e Ciaculli. Una vasta area.
I Canadair hanno lavorato incessantemente mentre da terra i vigili del fuoco e gli uomini della Forestale hanno cercato di limitare i danni. Gli incendi sono stati alimentati anche dal forte vento di scirocco che si è abbattuto sulla nostra città tra martedì e giovedì. Ma è chiaro che l'origine del danno non è da ascrivere al solo scirocco. Accertata l'origine del dolo in molti casi.
Anche la Procura di Termini ha aperto un inchiesta a carico di ignoti sul fronte degli incendi di probabile natura dolosa. Si spera che questa azione a tenaglia di magistrati ed investigatori possa condurre ad un buon risultato.
Ciò che è stato fatto contro il nostro patrimonio ambientale è orribile. Roba da tribù barbara senza controllo e senza regole.
E un esposto in Procura e alla Corte dei conti per far luce sull'emergenza incendi è stato annunciato da Legambiente, secondo la quale «dietro i roghi che negli ultimi giorni sono divampati in diverse aree, mandando in fumo migliaia di ettari di macchia mediterranea e minacciando abitazioni, c'è «lo scandalo delle tute da sanificare, degli appalti per le attrezzature, del mancato utilizzo delle autobotti e degli operai». Secondo l'associazione, che ha espresso solidarietà all'assessore regionale al Territorio ed al comandante del Corpo forestale, infatti, sono «semplificazioni» le notizie di ritardi da parte della Regione nel noleggio di elicotteri come causa del disastro. «Un elicottero non serve a nulla se non ci sono le squadre a terra - dice Angelo Dimarca, responsabile del dipartimento Conservazione natura di Legambiente Sicilia -. Con questi allarmismi si distoglie l'attenzione da problemi e responsabilità più seri. Per Legambiente con la distruzione dei boschi di Villagrazia di Palermo è iniziata «una pericolosa stagione, più grave che negli anni precedenti, che farà ancora una volta degli incendi e della gestione della Forestale siciliana il terreno per scontri sociali, facili consensi politici, nuovi affari per una industria del disastro folle con danni ormai inaccettabili per l'intera comunità e per l'ambiente».

29 Giugno 2014






VIZZINI. ESPOSTO DEL SIFUS: BOSCHI COME POLVERIERE. TANTI ROGHI E FORESTALI NON CHIAMATI


Vizzini: esposto del Sifus: «boschi come polveriere»

Tanti roghi e forestali non chiamati


Il sindacato forestali uniti per la stabilizzazione continua a "testa bassa" la battaglia per l'avviamento nei cantieri dei lavoratori addetti all'antincendio e alla manutenzione dei boschi, chiamati quest'anno in servizio con grande ritardo e in maniera frammentaria.
Una necessità ribadita mercoledì scorso con l'occupazione simbolica di 74 Comuni siciliani (7 nel solo Calatino) e la richiesta ad altrettanti sindaci di sottoscrivere una lettera-appello ai prefetti.
La mancata realizzazione delle opere preventive nelle aree boschive, prime fra tutte i viali parafuoco, sono una delle cause principali, secondo il Sifus, degli incendi che nell'ultima settimana hanno devastato la Sicilia. Il sindacato ha deciso di preparare un esposto alla magistratura, che sarà depositato martedì mattina alla Procura di Catania, per chiedere «di accertare se sono rinvenibili fattispecie penalmente rilevanti» nel mancato avviamento dei lavoratori e «di procedere, in caso affermativo, nei confronti dei soggetti responsabili».
Nel documento l'associazione di categoria delle tute arancioni denuncia il «disastro ambientale» causato dai roghi e punta il dito contro la Regione. «La campagna antincendio - specifica Grosso - doveva essere avviata il 15 giugno, ma ad oggi, nonostante i proclami a mezzo stampa, stenta a partire. La Regione è l' istituzione competente in materia e ancora non ha realizzato nessuna opera».
Il segretario generale del Sifus non sottovaluta la natura dolosa degli incendi, sottolineando come le cause siano «sicuramente da addebitarsi alla mano dell'uomo, che con l'innalzarsi delle temperature estive e il vento di scirocco trova terreno fertile», ma aggiunge che un ruolo fondamentale è da ricercare «anche e soprattutto nella consistenza, nell'intensità e nell'altezza delle erbacce che insistono nei boschi». Prova «di una assoluta negligenza e di un ingiustificabile disinteresse», secondo il Sifus, sono «il mancato avviamento dei lavoratori addetti alla manutenzione dei boschi e gli enormi ritardi di quelli addetti allo spegnimento».
«Il Governo regionale - accusa senza mezzi termini il sindacato - ha trasformato i boschi siciliani in una polveriera che brucia mentre i lavoratori sono a casa».
Livio Giordano

29 Giugno 2014






CALATABIANO (CT). INCENDIO NELLA COLLINA, DUE FAMIGLIE EVACUATE


Calatabiano. ieri intensa attività per domare le fiamme nel monte castello

Incendio nella Collina, due famiglie evacuate



Alberi secolari carbonizzati, enormi macchie nere che sfregiano un vasto territorio comunale. Si presenta così la zona collinare di Calatabiano, dopo il devastante incendio di venerdi pomeriggio, partito dall'alto, da un piccolo focolaio nella contrada di Piraino, sino a raggiungere, favorito dal vento, torrido, e dalle sterpaglie, la collina del Castello, zona protetta all'interno del Parco fluviale dell'Alcantara. Oltre 8 ettari arsi dalle fiamme, le quali hanno minacciato abitazioni e la collina del monte Castello, per sedare le quali ci sono volute ben quattro ore di lavoro, dal momento in cui veniva lanciato l'allarme (intorno alle 16). Sul posto sono intervenuti Corpo forestale, vigili del fuoco, Protezione civile comunale, carabinieri e i volontari dell'associazione Rangers, e sono stati impiegati due Canadair, il primo dei quali giunto intorno alle 18.15 da Ciampino, che hanno effettuato diversi lanci di acqua mista a schiuma ritardante (per il rifornimento dei quali, viste le condizione del mare, è stato necessario l'approvvigionamento presso un invaso), per evitare che le fiamme si propagassero nelle sottostanti case, lungo l'impianto di risalita del Castello, avvolto dal fumo e dalla cenere, e che interessassero la storica chiesa del Santissimo Crocifisso, situata all'interno del vecchio borgo del paese.
Deteminante nelle coincitate fasi per lo spegnimento dell'incendio è stata l'azione dei carabinieri della locale stazione, che si sono adoperati a far evacuare due nuclei familiari, dalla propria abitazione, lungo la via Coste Castello, composti da 10 persone, fra cui un anziano disabile, mantenendo costantemente i contatti con personale dell'Arma presso la sala operativa della Protezione civile di Roma. «Ringrazio - ha affermato il sindaco Giuseppe Intelisano - l'Arma dei Carabinieri, il Corpo forestale e il col. Storti dell'Aeronautica militare del Centro operativo aereo unificato, per aver interagito insieme al Comune e alla Protezione civile regionale affinché si potessero fare arrivare in tempi brevi i mezzi aerei e accellerare così i tempi di intervento sulle fiamme, effetto dell'azione di piromani senza scrupoli».

29 Giugno 2014






PALMA MONTECHIARO.IL CONSIGLIERE DEL M5S ANTONIO VOLPE CHIEDE LO STOP AL REGOLAMENTO FUOCHI


Palma. Richiesta del consigliere Volpe dopo nuovo Decreto legislativo

«Stop al regolamento fuochi»

 Antonino Volpe
Foto lasicilia.it


Palma di Montechiaro. Alla vigilia della seduta del Consiglio comunale, la cui convocazione è stata fissata a martedì sera, è intervenuto il consigliere del Movimento 5 Stelle Antonino Volpe. L'esponente politico pentastellato ha chiesto al sindaco di congelare per 60 giorni la proposta di modifica del regolamento comunale sulla modalità di impiego dei fuochi controllati nelle attività agricole, inserito all'ordine del giorno dei lavori. Il consigliere Volpe ha spiegato che il 24 giugno il governo nazionale ha approvato il decreto legislativo N° 91 che è operante per 60 giorni, nell'attesa che la normativa sia convertita definitivamente in legge.
«Nella proposta di modifica del regolamento comunale sulle modalità di impiego dei fuochi controllati nelle attività agricole - ha scritto Antonino Volpe - si fa riferimento ad una direttiva dell'Assessorato regionale Territorio ed Ambiente, la quale considera come rifiuti speciali non pericolosi i rifiuti agricoli di cui all'art. 8 del vigente regolamento comunale sulle modalità di impiego dei fuochi controllati nelle attività agricole, riconducendoli pertanto ai reati previsti dal decreto legislativo del 2006. A seguito di tale direttiva, l'amministrazione comunale ha presentato una proposta di modifica del regolamento competente, inserita all'ordine del giorno del Consiglio comunale. Ritengo di poter affermare con certezza che tale direttiva decada e sia inapplicabile per il vizio di "violazione di legge", in quanto il sopravvenuto art. 14 del decreto legislativo N° 91 del 24 giugno all'art. 256-bis, dopo il comma 6, è stato aggiunto il 6 bis che dice: le disposizioni del presente articolo e dell'art. 256 non si applicano al materiale agricolo e forestale derivante da sfalci, potature o ripuliture in loco nel caso di combustione in loco delle stesse. Di tale materiale è consentita la combustione in piccoli cumuli e in quantità giornaliere non superiori a circa tre metri steri per ettaro nelle aree, periodi e orari individuati con apposita ordinanza del sindaco competente per territorio. Nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, dichiarati dalle Regioni, la combustione di residui vegetali agricoli e forestali è sempre vietata. Per tale motivo - ha concluso il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle - invito l'amministrazione a congelare per 60 giorni la proposta di modifica del regolamento comunale sulle modalità di impiego dei fuochi controllati nella attività agricole, in attesa di eventuale conversione in legge del D. L N° 91 del 24 giugno 2014».
FILIPPO BELLIA

29 Giugno 2014






29 giugno 2014

SICILIA: UIL, BENE CONFRONTO CON CROCETTA MA NON ABBASSIAMO LA GUARDIA




Sicilia: Uil, bene confronto con Crocetta ma non abbassiamo guardia


Palermo, 28 giu. - (Adnkronos) - "E' positiva la costituzione della task force per concordare gli interventi per mettere in sicurezza i lavoratori e a sbloccare gli investimenti". A dirlo è Claudio Barone, segretario generale della Uil Sicilia, al termine dell'incontro con il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, durante il quale è stato stilato il cronoprogramma per affrontare le emergenze dell'Isola e che prevede la creazione di tavoli tematici anticrisi settoriali. La prossima settimana è in programma un tavolo di confronto sugli ammortizzatori sociali per verificare le risorse previste sia a livello nazionale che dell'Unione europea. "Un altro incontro sarà per controllare l'avviamento dei forestali - spiega Barone -. Non mancherà un confronto con i sindaci per la stabilizzazione Lsu e un altro sulla costituzione di un bacino unico e trattamenti contrattuali omogenei per risolvere l'emergenza dei lavoratori delle Partecipate. Il presidente Crocetta - continua Barone - ha anche garantito il monitoraggio degli investimenti di Eni, Lukoil e Assomineraria oltre che un tavolo sulla riforma della Formazione professionale e degli Sportelli". "Chiediamo alla politica, un senso di responsabilità e di approvare subito la Finanziaria, necessaria a sbloccare risorse ai lavoratori da troppo tempo senza stipendio. Senza riposte concrete, comunque, questo sindacato non abbasserà la guardia" conclude il leader della Uil.

28 Giugno 2014
Palermo la Repubblica.it

 


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IL DOTT. FABIO OCCHIPINTI, ASSESSORE TUTELA AMBIENTALE E AGRICOLTURA DEL COMUNE DI BUCCHERI (SR), SCRIVE AL PREFETTO SUL GRAVE PERICOLO INCENDI DELLE AREE BOSCHIVE



Ricevo e pubblico
da Salvatore Centorbi













IL 25 GIUGNO 2014. UN VASTO INCENDIO HA DIVORATO LA RISERVA NATURALE CAVAGRANDE DEL CASSIBILE CON I SUOI LAGHETTI, ADESSO TUTTI I SENTIERI SONO CHIUSI


Sicilia, incendio a Cavagrande del Cassibile. Distrutta la riserva naturale con i suoi laghetti (FOTO, VIDEO)


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Ci vorranno mesi o anni prima che tutto torni alla normalità. La sera di mercoledì 25 giugno è stata distrutta la riserva naturale di Cavagrande del Cassibile, compresa nei comuni di Avola, Noto e Siracusa, in Sicilia. Nota per i suoi laghetti, la zona è una meta ambita dai turisti. Nonostante l'intervento dei vigili del fuoco e della guardia forestale, che hanno domato le fiamme, si è salvato ben poco. "Con l’incendio dei giorni scorsi se ne va una delle bellezze naturalistiche della Sicilia immersa nel profumo dei monti Iblei", si legge sul sito Siciliafan.it.
"Non sono state ancora accertate le cause del disastro di sicuro doloso", scrive Paolo Munafò che ha caricato il video dell'incendio e dei soccorsi su Youtube. "Cavagrande del Cassibile è andata in parte distrutta, portandosi con sé flora, fauna e tutta la bellezza che la circondava unica nel suo genere".

27 Giugno 2014
http://www.huffingtonpost.it/2014/06/27/sicilia-incendio-cavagrande-cassibile-riserva_n_5536845.html



Cava Grande del Cassibile, incendio ai laghetti di Avola antica dentro la riserva. Avola 25 Giugno 2014 - Riserva naturale in parte distrutta e non accessibile ai turisti.
Se siete deboli di cuore non guardatelo





Riserva Naturale Orientata

Cavagrande del fiume Cassibile

IL 25 GIUGNO 2014, UN VASTO INCENDIO HA DIVORATO LA RISERVA NATURALE CAVAGRANDE DEL CASSIBILE -

-----TUTTI I SENTIERI SONO CHIUSI-----


Istituita nel 1990 al fine di conservare la vegetazione naturale, e ripristinarne la vegetazione forestale mediterranea nonchè di difendere e incrementare la fauna mediterranea, la Riserva naturale orientata Cavagrande del Cassibile interessa un'area vasta 2.760 ettari circa, ricadente nei comuni di Avola, Noto e Siracusa. L'area protetta ingloba un tratto, lungo circa 10 km, dell'asta fluviale del cassibile, uno dei più importanti fiumi della sicilia sud-orientale, che, incassandosi fortemente tra le rocce del tavolato ibleo, genera un canyon, profondo in alcuni tratti oltre 250 metri, dalle ripide pareti fittamente vegetate. Cava Grande del Cassibile

 Grazie agli IMBECILLI-CRIMINALI l’oasi naturale di Cava Grande del Cassibile è stata divorata dalle fiamme. Ecco come si presentava prima del vasto incendio.






NESSUN DUBBIO SULLA NATURA DOLOSA DEI ROGHI, I FORESTALI GIUSTAMENTE ALLONTANANO I SOSPETTI


Nessun dubbio sulla natura dolosa dei roghi, i forestali allontanano i sospetti

I componenti dell´unità servizio antincendio ancora non in servizio
Foto lasicilia.it


A emergenza rientrata, in paese, l'attenzione si concentra sulle valutazioni e le considerazioni post incendio. Domate le fiamme e preso atto del disastro ambientale che ha interessato la pineta dei Monti Rossi, adesso a Nicolosi si accendono le polemiche.
L'opinione pubblica non esita ad attribuire colpe e responsabilità secondo dati non ufficiali né confermati e numerosi dubbi e illazioni circolano sulla presunta identità dei vandali piromani. Nonostante tutto, non vi è dubbio che la preoccupazione principale debba essere quella legata alla bonifica dell'intera area e al costante monitoraggio del territorio.
A questo proposito è stato istituito, giovedì sera, il Centro operativo comunale presso la sede della locale sezione di Protezione civile. In tal modo, sarà possibile coordinare al meglio i turni di avvistamento e sorveglianza e gestire la collaborazione tra associazioni che si occupano di tutela ambientale e liberi cittadini disposti a ricoprire il ruolo di «vedette volontarie».
A prestare servizio antincendio, su esplicita richiesta del sindaco Borzì, sono intervenute anche le squadre del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico.
Tra le ipotesi legate all'individuazione delle possibili cause del grande rogo, un dato è certo: l'incendio ha assunto dimensioni vaste a causa dell'incuria del sottobosco, della mancata asportazione del fitto letto di aghi di pino e del mancato ripristino dei viali parafuochi. Condizioni, queste, dovute alla carenza del personale del servizio antincendio, alla mancanza di mezzi, alla paralisi delle assunzioni e alle inspiegabili lungaggini burocratiche. Se fossero state garantite le attività di prevenzione e di ripulitura dei monti, le proporzioni dell'impatto ambientale sarebbero state ugualmente gravi, ma contenute.
Sembra, inoltre, che non ci siano più dubbi sulla natura dolosa dell'incendio né sul chiaro intento distruttivo: la pianificazione del dolo avrebbe natura criminale proprio per l'appiccamento del fuoco in diversi punti strategici.
Già ieri, sul territorio di Nicolosi, sono state assunte tre unità del servizio antincendio: si tratta di operai cosiddetti «151-isti», mentre per gli altri, i «101-isti», l'iter burocratico richiede più tempo.
Nel pomeriggio di ieri, le pattuglie di ronda hanno continuato l'opera di vigilanza. «Continuiamo a prestare servizio secondo turnazioni stabilite assieme alle altre associazioni - afferma Giuseppe Pistorio, vicepresidente dell'Associazione Rangers Europa Nicolosi - e garantiamo copertura h 24. Oggi, per fortuna, non abbiamo rilevato roghi significativi ma solo residui di brace».
Tirano le somme anche i gestori dell'area attrezzata presente nel versante nord della Pineta.
«Durante l'emergenza ci siamo attivati con ogni mezzo a nostra disposizione - dice Giuseppe Bonanno, a nome dell'associazione Aetnensis - consapevoli di non avere le competenze adatte, abbiamo provato a spegnere i roghi e a salvare l'area. Sono stati due giorni e due notti d'inferno durante i quali tanti compaesani ci hanno dato una mano in maniera spontanea. Fortunatamente non abbiamo rilevato danni, grazie all'impegno profuso per prevenire l'avvicinamento del fuoco».
L'Amministrazione comunale, nella persona dell'assessore all'Ambiente Giuseppe Di Mauro, ribadisce la condanna per un atto vandalico che ha inferto profonde ferite al patrimonio naturale collettivo e auspica che i colpevoli vengano individuati e puniti.
In risposta alle polemiche che infiammano il paese, insorgono gli uomini del servizio antincendio che ancora stenta a partire. «Siamo amareggiati per le accuse che ci rivolge la gente - afferma Antonino Tomaselli, operaio non ancora in servizio - alcuni di noi, nonostante l'assunzione che tarda ad arrivare, hanno prestato soccorso durante l'emergenza. Rigettiamo ogni accusa di responsabilità avanzata dall'opinione pubblica e dalle istituzioni regionali e siamo pronti a metterci all'opera».
L'intera comunità nicolosita è rattristata per l'orribile scempio che ha rovinato una delle aree naturali più frequentate dal circondario e per essere costretta a vedere il polmone verde del paese che non respira più.
CHIARA MAZZAGLIA

28 Giugno 2014






VIZZINI. INCENDIO A MAGULI, E' ANCORA POLEMICA PER IL MANCATO AVVIAMENTO DEI FORESTALI



Incendio a Maguli, in azione vigili del fuoco e un elicottero
È ancora polemica per il mancato avviamento dei forestali


Ieri le fiamme hanno danneggiato un'ampia zona di macchia mediterranea e parte dell'eucalipteto del demanio. Intanto restano ancora a casa gli operai addetti all'antincendio.

Ancora una giornata di fuoco nel territorio di Vizzini. Un altro incendio - il terzo negli ultimi tre giorni - ieri ha ridotto in cenere ampie zone di macchia mediterranea, danneggiando anche l'area demaniale di rimboschimento. Le fiamme si sono sviluppate poco dopo le 11 in contrada Maguli, ampliando rapidamente il loro fronte a causa del vento.

Sul posto sono intervenute due squadre di vigili del fuoco di Vizzini e Caltagirone. Le operazioni di spegnimento sono state supportate anche da un elicottero della Protezione civile, che ha effettuato diversi lanci. L'incendio è stato quindi circoscritto e domato solo a metà pomeriggio.
Qualche disagio alla viabilità è stato comunque registrato sul tratto della strada statale Catania-Ragusa, in prossimità di Vizzini. Il fumo proveniente dalle zone circostanti, spinto dal vento, ha infatti attraversato la carreggiata, costringendo gli automobilisti a rallentare considerevolmente la velocità.
Intanto sui disastri provocati dal fuoco negli ultimi giorni è sempre polemica. Nemmeno ieri è stato possibile l'intervento delle squadre antincendio, perché i lavoratori forestali non sono stati ancora chiamati nei cantieri. Il Sindacato forestali uniti per la stabilizzazione ha annunciato la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania contro il governo regionale per i danni ambientali provocati dal mancato avviamento degli operai. 

28 Giugno 2014
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EMERGENZA ANNUNCIATA, L'ON RAIA (PD) E I SINDACATI PUNTANO L'INDICE


Emergenza annunciata, la Raia e i sindacati puntano l'indice

Foto lasicilia.it

Gli incendi verificatisi in Sicilia, nella settimana in corso, hanno dato vita a una bruciante querelle sull'inefficienza della gestione regionale del servizio antincendio. L'emergenza che ha interessato l'intera isola ha portato alla ribalta l'annosa questione delle assunzioni dei lavoratori forestali stagionali e della garanzia di un'adeguata azione di prevenzione e contrasto degli episodi incendiari. Come denunciato dal deputato regionale del Pd Concetta Raia, nonostante la Regione abbia approvato la Finanziaria bis, l'assessorato all'Agricoltura stenta a dare risposte concrete. La conseguenza di questa situazione ha un duplice risvolto: da una parte lascia in sospeso la condizione lavorativa degli operai stagionali e, dall'altra, fa sì che il patrimonio boschivo, abbandonato all'incuria e alle alte temperature di stagione, possa essere costantemente minacciato dall'insorgere di roghi. E il «martedì nero» del 24 giugno ne è la prova.
L'insostenibilità della situazione ha implicato l'intervento dei sindacati di categoria. Le federazioni provinciali di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil hanno, infatti, denunciato i gravi ritardi nell'attivazione del servizio. Tra le cause dell'impasse vi è anche il malfunzionamento della convenzione stipulata, qualche mese fa, tra l'Azienda forestale e l'Azienda sanitaria provinciale di Catania: persistono ancora difficoltà nella trasmissione dell'elenco dei lavoratori ritenuti idonei, quindi avviabili al lavoro nell'immediato. I sindacati, pertanto, hanno chiesto e ottenuto dalla Prefettura un incontro chiarificatore al fine di programmare interventi risolutivi e porre fine alla mortificazione dei diritti dei lavoratori.
C. M.

28 Giugno 2014




RADDUSA (CT). FORESTALI SENZA LAVORO IN ASSEMBLEA FANNO APPELLO AL PREFETTO DI CATANIA


Raddusa

Forestali senza lavoro in assemblea
fanno appello al Prefetto di Catania


I lavoratori forestali di Raddusa, visti i ritardi abissali nell'avviamento al lavoro, stanchi di attendere ancora e preoccupati per il loro futuro lavorativo, hanno tenuto, ieri, un'assemblea pubblica alla quale ha partecipato l'assessore comunale all'Agricoltura e Foreste Prospero Cardaci. Nel corso dell'assemblea, che si è svolta nella sala consiliare del Comune di Raddusa previa autorizzazione del presidente del Consiglio prof. Luigi Allegra, i lavoratori hanno trattato le più gravi problematiche del settore forestale con particolare riferimento alla mancata assunzione, nei termini previsti, del personale forestale antincendio. L'assemblea, all'unanimità, ha deciso conseguentemente, e nel pieno rispetto delle leggi, di rivolgere un accorato appello al prefetto di Catania facendo presente che, a seguito di quanto sta accadendo, le famiglie dei lavoratori si ritrovano finanziariamente più soffocate del solito e quindi impossibilitate a far fronte ai propri bisogni primari, e di chiedere, allo stesso prefetto, un suo personale intervento presso gli organi competenti affinchè venga sanata l'incresciosa situazione che si è venuta a creare.
Inoltre l'assemblea, sempre all'unanimità, ha deciso di mantenere lo stato di alta agitazione e, se la grave situazione non dovesse sbloccarsi in tempi brevi, potrebbe avviare una forma di protesta con conseguenti blocchi stradali e con una serie di manifestazioni varie che potrebbero creare disagi e disservizi di ogni ordine e tipo. «Ci creda - recita l'accorato appello inviato - è brutto alzarsi la mattina e non sapere come soddisfare i più elementari bisogni dei propri figli».
Francesco Grassia

28 Giugno 2014






INCENDI. DIVAMPANO LE POLEMICHE A CHIARAMONTE GULFI, IL SINDACO: HO SCELTO IL SILENZIO PER RISPETTARE L'INDIGNAZIONE. LA CONSIGLIERA OCCHIPINTI (PD): IL PRIMO CITTADINO CHIEDA SCUSA ALLA CITTA'


Chiaramonte: il sindaco Fornaro dopo l'incendio

«Ho scelto il silenzio per rispettare l'indignazione»

La presa di posizione arriva su Facebook. La consigliera del Pd Antonella Occhipinti: «Il primo cittadino chieda adesso scusa alla città»

La seduta del consiglio comunale di chiaramonte

Divampano le polemiche a Chiaramonte Gulfi mentre il Consiglio comunale, nella seduta di giovedì sera, non ha approvato il conto consuntivo 2014 e dunque dovrà venire un commissario ad acta. La vicenda dell'incendio scoppiato a seguito dei fuochi d'artificio lanciati in contrada San Giorgio, a ridosso di un'area boschiva, un'area autorizzata dal sindaco, ha infatti caratterizzato parte del dibattito politico in Consiglio comunale. Il sindaco Vito Fornaro era assente in aula in quanto si trovava a Roma. Finora aveva detto di non poter rilasciare dichiarazioni perché c'è un'inchiesta aperta dalla Procura. Ma ieri pomeriggio ha preferito utilizzare Facebook per spiegare il proprio punto di vista e parlare di sciacallaggio anche rispetto alle numerose critiche giunte sia da privati cittadini che dalle forze politiche.
"Sono stati giorni difficili e dolorosi e ho preferito il silenzio non per codardia ma per rispetto della vostra indignazione, della vostra legittima preoccupazione e per la vostra frustrazione davanti a un terribile evento che probabilmente poteva essere evitato ma che purtroppo è successo - ha scritto Fornaro - Bisogna ringraziare le forze dell'ordine, i vigili del fuoco la forestale i vigili urbani e lo straordinario Gruppo Alfa con in testa il presidente Pino Bellio per il lavoro che hanno svolto". Fornaro poi spiega che non c'è stata leggerezza nell'autorizzare quel sito per i fuochi d'artificio mentre la Procura appurerà se la commissione spettacoli aveva invece dato un parere positivo solo sull'area del campo sportivo, più lontana dunque dai boschi. "Nessuno pensi che ci sia leggerezza o incuria nelle scelte che ogni giorno chi ha responsabilità pubblica compie - ribadisce Fornaro - Possono essere scelte giuste e corrette ma possono essere anche purtroppo scelte non corrette. Nessuno vuole danneggiare il nostro amato paese e nessuno si sottrae alle responsabilità. È chiaro però che non ci può essere spazio per gli sciacalli e i facili profeti di sventura che vogliono lucrare politicamente su questa disgrazia. Chi ama e vuole bene il proprio paese soprattutto nei momenti difficili deve fare opposizione con le proposte e non con la speculazione e lo sciacallaggio. Con l'umiltà e il rispetto di sempre il vostro sindaco".
Intanto le opposizioni anche in Consiglio sono state critiche. Antonella Occhipinti del Pd ha chiesto una relazione dettagliata su quanto accaduto e la richiesta di scuse da parte dell'Amministrazione alla cittadinanza. Richiesta ribadita anche dal consigliere Giuseppe Nicastro. Nella replica, l'assessore Salvatore Vargetto ha detto che non si poteva dire più di tanto perché c'è l'indagine in corso.
Michele Barbagallo
Raffaele Ragusa


28 Giugno 2014




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ENNA. EVIDENZIATO IL MANCATO AVVIO DELLA CAMPAGNA ANTINCENDIO


Evidenziato il mancato avvio della campagna antincendio

Nessuna prevenzione, protestano i vigili del fuoco


Con l'arrivo dell'estate e il divampare dei primi incendi scoppia la protesta dei vigili del fuoco per la mancata attivazione della campagna antincendi boschivi. Già nel corso di questa settimana, ma non è la prima volta, c'è stata la protesta dei lavoratori forestali ennesi in attesa di essere chiamati in servizio. Questa volta sono le segreterie regionali dei vigili del fuoco a intervenire chiedendo una cabina di regia regionale. In alcuni Comandi dei vigili, spiegano l'ennese Vincenzo Catalano della Confsal Vvf, Sudano della Cgil, Simonetta della Cisl e Nuccio della Uil, per fronteggiare gli incendi sono stati chiamati a operare in quei territori squadre provenienti da altri Comandi.
I sindacati puntano il dito soprattutto sulla mancata prevenzione e cura del territorio che sta acuendo le criticità sul fronte degli incendi boschivi e inoltre, sostengono i rappresentanti sindacali «la Regione Sicilia non ha ancora disposto la realizzazione dei viali parafuoco a difesa dei boschi demaniali e la ripulitura delle aree perimetrali dalle erbe secche. Anche gli Enti Locali, purtroppo, non effettuano le opere di manutenzione di loro competenza, spesso per mancanza di risorse economiche».
Per far fronte all'emergenza è stato necessario ricorrere al personale libero facendo inoltre i conti con mezzi inadeguati e non idoneo per poter operare su terreni impervi mettendo anche a rischio l'incolumità dei vigili del fuoco la cui resistenza è stata messa a dura prova. E si è solo all'inizio di quella che potrebbe essere una stagione estiva a forte rischio incendi.
Per porre rimedio a queste difficoltà Catalano, Sudano, Simonetta e Nuccio hanno chiesto la costituzione di una cabina di regia per individuare soluzioni utili a salvaguardare il patrimonio faunistico siciliano e che allo stesso tempo consenta ai vigili del fuoco di poter pianificare l'utilizzo delle risorse umane oltre a coordinare meglio e più efficacemente tutte le risorse in campo.
W. s.

28 Giugno 2014




SIRACUSA. INCENDIO VEGETAZIONE, IMPEGNATO ANCHE ELICOTTERO DEL CORPO FORESTALE



Incendio vegetazione, impegnato anche elicottero Corpo Forestale


Incendio vegetazione, impegnato anche elicottero Corpo Forestale

Morena Zingales
SIRACUSAÈ intervenuto, in supporto alle squadre dei Vigili del Fuoco di Noto e ad un Canadair in volo da stamane, anche un elicottero del Corpo Forestale, per effettuare dei lanci d’acqua di precisione nel fondo valle di Cava Grande del Cassibile dove, da stanotte, un violento incendio ha devastato gran parte dell’oasi naturale.
Vignale ad Augusta, Morghella a Pachino e Case Bianche a Palazzolo, sono alcune delle contrade che hanno visto maggiormente impegnate, negli oltre 50 interventi per incendi di vegetazione, avvenuti senza soluzione di continuità territoriale per l’intera giornata di ieri sino a stamane, le squadre dei Vigili del Fuoco dell’intera Provincia di Siracusa.
Nessun danno nonostante la vastità dei fronti di fuoco, che hanno lambito in alcune località anche delle abitazioni, non sono stati segnalati, a tuttora, danni a persone o a beni materiali.

 Giugno 2014
Cassibile.com








28 giugno 2014

INCENDI: FIGUCCIA (FI), SICILIA NEL CAOS, NO A GRADUATORIA UNICA FORESTALI




Incendi: Figuccia (Fi), Sicilia nel caos, no a graduatoria unica forestali

Palermo, 28 giu. - (Adnkronos) - Una razionalizzazione "vera e virtuosa" dei forestali e del personale antincendio, che il Governo regionale "non è intenzionato a fare". La chiede "da tempo" Forza Italia, che sottolinea come la graduatoria unica stabilita con la legge 5/2014 "non funzioni e renda più complessi ed inefficaci gli interventi". "E' sconcertante vedere come una materia tanto importante e delicata, come quella della tutela del territorio e dell'incolumità dei nostri concittadini, sia bistrattata a tal punto dai nostri amministratori" dice Vincenzo Figuccia, vice capogruppo di Forza Italia all'Assemblea regionale siciliana. ''La sfiducia al governo Crocetta giunge dalla base. A contestare e ad avversare le sue scelte miopi e illogiche sono gli stessi forestali - prosegue -, esempio ne è il fatto che il dirigente dell'Azienda foreste demaniali di Enna, Nunzio Caruso, abbia di fatto rimandato gli addetti del servizio antincendio a lavorare nelle postazioni degli anni precedenti, senza rispettare il principio del cantiere più vicino indicato dalla Regione". Per il forzista, allora, serve "una riforma urgente del settore, condivisa da chi opera sul campo e sul campo rischia la vita, un progetto che partendo dall'odg di Forza Italia, a mia prima firma, approvato dall'Ars e condiviso dallo stesso assessore, ritorni alle graduatorie 

28 Giugno 2014
http://palermo.repubblica.it/dettaglio-news/-/4519496




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IL GOVERNO DALLA PROSSIMA SETTIMANA SI E' IMPEGNATO A DAR VITA A 4 TAVOLI DI CONFRONTO, TRA CUI FORESTALI E INCENDI


Il piano della Cisl “spiazza” la Regione
”Ristrutturazione e mobilità nel pubblico”

Maurizio Bernava
Ristrutturazione dell’organizzazione della macchina pubblica con accorpamenti delle funzioni che possono portare ad una riduzione reale della spesa dall’8 al 10%, revisione totale dei servizi partendo dalle esigenze e valutando il personale necessario per poi accompagnare gli esuberi verso la fuoriuscita con strumenti sociali adeguati, mobilità interna obbligatoria nel pubblico impiego regionale, salario accessorio dei funzionari e dirigenti pubblici legato al raggiungimento di obiettivi di risparmio e ‘piano sblocca opere’ entro 90 giorni in Sicilia.
E’ il progetto di riforma con il quale la Cisl ha spiazzato il governatore Rosario Crocetta. Un piano ancor più forte di quanto fino ad ora proposto dal governatore stesso e dal suo governo e che nessuno si sarebbe atteso venisse da un sindacato. Maurizio Bernava lo ha presentato ufficialmente durante il lungo confronto (oltre 3 ore e mezza) governo – sindacati avvenuto a Palazzo d’Orleans.
“E’ stato il Presidente Crocetta – racconta Bernava a BlogSicilia – a darci la parola per primi chiedendoci di far proposte piuttosto che ascoltare il governo e poi criticare. Forse non si attendeva che avessimo idee chiare ed un piano preciso. Sono le medesime cose che diciamo già dal 2010 e che avevamo detto anche a Lombardo”.
“La Sicilia – continua Bernava – si trova in una crisi economica terribile. La Corte dei Conti, nella sua relazione in Commissione Bilancio – ha detto chiaramente quali sono i problemi. Il costo del personale pubblico ingessa la macchina e non è più sostenibile. Bisogna riequilibrare la spesa con le reali possibilità della Regione e questo non si può fare lasciando le cose come stanno. Bisogna avere il coraggio di intervenire con scelte coraggiose ed impopolari”
Bernava ma non teme la rivolta dei lavoratori contro il sindacato ?
“Non è più tempo di mantenere in vita rendite di posizione. Siamo pronti ad una vera e propria assunzione di responsabilità. Spero che Crocetta abbia compreso che questa classe dirigente vuole fare sul serio. Se non si interviene rischiamo che il governo continui a far finta di governare ed il sindacato continui a far finta di difendere i lavoratori. Per assurdo è il momento di intervenire sul lavoro per salvare il lavoro. Solo con scelte coraggiose si possono liberare risorse da impiegare nel sistema produttivo per far ripartire la macchina. Dobbiamo uscire da queste ipocrisie e assumerci responsabilità reali”.
 Quindi, nel dettaglio, cosa propone la Cisl ?
“Dobbiamo renderci conto che siamo in una vera e propria ‘economia di guerra’. E’ inutile discutere della finanziaria ter. Quello è un documento che la Regione deve chiudere per far fronte alle esigenze di cassa da qui a dicembre ma non c’è spazio per lo sviluppo. Il sindacato propone di ristrutturare l’intera macchina guardando al comparto pubblico allargato dunque non solo ai regionali ma anche al personale degli enti, delle partecipate, ai forestali stagionali e così via”.
In concreto  alla Regione la Cisl chiede un piano “reale” di risparmi attraverso la riorganizzazione di aree e servizi che comporta una contrazione della spesa valutata in circa il 10% quindi svariati milioni di euro.
“Occorre fare nel pubblico – riprende Bernava -la medesima cosa che il sindacato fece negli anni ’80 con le aziende private. Allora si chiamò ristrutturazione aziendale. Bisogna redigere un piano dei servizi e stabilire i costi standard di questi servizi e, in base a questo, verificare quanto personale serve e cosa deve fare. Ciò fatto si potrà sapere quali e quanti sono gli esuberi nel pubblico impiego e, insieme, sindacati e Regione, studiare le misure sociali per accompagnare questo personale”.
Quindi, in pratica, riduzione del personale pubblico e fine della stagione del posto fisso?
“E’ inevitabile. Se non si riporta la macchina regionale in equilibrio finanziario salterà tutto per tutti. Bisogna gestire l’emergenza e non subirla, in modo da evitare la macelleria sociale che ne deriverebbe e che, per certi versi, è già in corso”.
“Il secondo passaggio – continua Bernava – è la mobilità interna obbligatoria. Bisogna cancellare lo strumento dell’atto di interpello. Il personale pubblico va dove serve e non deve potersi rifiutare altrimenti la macchina non cammina. Terzo passaggio è la produttività. Anche il pubblico deve rispondere a criteri di produzione come avviene nel privato. Per far ciò bisogna legare il salario accessorio al raggiungimento degli obiettivi di efficienza e di risparmio. Un dirigente non può prendere premi se non ha reso più di quello che costa anche in termini di risparmio della macchina pubblica”.
Insomma, Bernava, un piano che sembra redatto dalla controparte non dal sindacato?
“Ma non c’è solo la parte del riequilibrio di gestione nel nostro piano. Le risorse liberate, una volta raggiunto l’equilibrio, devono essere reinvestite e utilizzate nella creazione di lavoro produttivo e nella ripartenza del sistema economico siciliano. Da subito si può fare un piano ‘sblocca Sicilia’ per mutuare i termini usati a Roma dal governo Renzi. Al governo abbiamo chiesto di predisporre, entro 90 giorni, un elenco di opere cantierabili e da sbloccare subito. Le risorse per determinate opere pubbliche ci sono e sono rimaste ferme per cavilli burocratici. Bisogna sbloccarle subito. Anche questo farebbe ripartire una parte essenziale dell’economia”.
Sempre in tema di investimenti, poi, il piano del sindacato parla anche di fondi Europei “E’ ora di smetterla con la frammentazione – incalza il segretario generale regionale della Cisl – la Regione dia vita ad una autorità unica di gestione e impieghi la stragrande maggioranza della programmazione 2014/2020 che ormai potrà partire solo dal prossimo anno, in interventi mirati allo sviluppo”.
Fin qui l’idea della Cisl. Per parte sua il governo si è impegnato solo a dar vita a 4 tavoli di confronto dalla prossima settimana. Si tratterà di un tavolo su forestali e incendi, uno su formazione professionale e servizi per l’impiego, un terzo su cassa integrazione in deroga e ammortizzatori sociali ed infine un quarto, con l’intervento dei Comuni, su precari pubblici, società partecipate e sblocca opere. Lunedì Palazzo d’Orleans dovrebbe trasmettere un documento di intenti ai sindacati e in settimana i tavoli dovrebbero partire ma nel frattempo potrebbe arrivare la decisione della Corte dei Conti sulla parifica (o meno) del bilancio 2013 della Sicilia. Una decisione che vale, comunque, 463 milioni di euro per la Finanziaria ter e che, dunque, potrebbe cambiare le carte in tavola a partita iniziata.

28 Giugno 2014
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CROCETTA E SINDACATI A CONFRONTO: SU LAVORO, PARTECIPATE E WELFARE


Crocetta e sindacati a confronto:
su lavoro, partecipate e welfare

palazzo orleans
E’ iniziato oggi presso la presidenza della Regione il tavolo con i sindacati, presenti il presidente  Crocetta e le organizzazioni sindacali, Cgil, Cisl e Uil, rappresentate dai segretari Bernava, Pagliaro e Barone, per avviare il piano di confronto sugli aspetti riorganizzativi e sulle riforme.
I temi di oggi hanno riguardato sopratutto: la programmazione e riqualificazione spesa, le politiche del welfare, con particolare attenzione alle questioni connesse (Cig) e alle misure per i senza lavoro, il tema delle società partecipate, i processi di liquidazione in atto di alcune aziende e il trasferimento del personale presso le società strategiche, gli sportelli multifunzionali, con riferimento alla necessità di una riforma globale delle politiche del lavoro, la nuova legge sulla formazione e la creazione di un fondo di solidarietà e garanzia per i processi di mobilitá che potrebbero derivare per i lavoratori, i forestali con la priorità delle urgenze immediate di lavoro ma anche la riforma globale del settore attraverso la forestazione produttiva e interventi strutturali a difesa del territorio, lo stato delle opere incompiute in Sicilia sia della Regione che dei vari enti locali, il problema del precariato da affrontare assieme ai sindaci per avviare i processi di stabilizzazione dei lavoratori, il punto sull’accordo gia firmato con Trenitalia per l’alta velocità in Sicilia, l’accordo di servizio con Rete Ferroviaria Italiana, le questioni connesse alle vertenze industriali, con riferimento ad Eni, Lukoil, Fincantieri e i petrolieri, la cosiddetta vertenza chimica, la nuova legge sulle province e le competenze dei consorzi. I sindacati condividono l’idea di affrontare in modo strutturato i temi, dando priorità alle emergenze e giudicano importante arrivare a un calendario di incontri tematici sulle singole questioni, in modo da affrontare radicalmente una serie di problemi annosi all’interno della Regione siciliana. Tale calendario verrà strutturato dettagliatamente e comincerà la prossima settimana. La priorità verrá data al tema delle risorse da destinare alla cassa integrazione e  alla nuova legge su formazione e sportelli e via via ci saranno una serie di incontri che occuperanno gran parte del mese di luglio.
Soddisfatto il presidente che ha ringraziato le organizzazioni sindacali per l’approccio propositivo e sistemico. “Ciò che emerge dal tavolo – ha affermato Crocetta – è la necessita di affrontare singole questioni che mettano insieme politiche regionali e comunitarie, con l’obiettivo del rilancio produttivo della regione, il risanamento del bilancio all’interno di garanzie e la riforma del welfare”.

28 Giugno 2014
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INCENDI, RITARDI E ACCUSE. SUGLI ELICOTTERI L'OMBRA DELLE TANGENTI. L'IRA DI CROCETTA: STRANO CHE BRUCI TUTTO PRIMA DELLA GARA, IN TRE ANNI I PRIVATI HANNO INCASSATO 15 MILIONI









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NUOVI INCENDI E ANTICHE ABITUDINI. LA SICILIA E’ PERCORSA DA FIAMME CHE APPAIONO E RIAPPAIONO COME PER MIRACOLO SEGUENDO NON SOLTANTO IL CLIMA


Il drago di fuoco e l’arcangelo Rosario




NUOVI INCENDI E ANTICHE ABITUDINI. LA SICILIA E’ PERCORSA DA FIAMME CHE APPAIONO E RIAPPAIONO COME PER MIRACOLO SEGUENDO  NON SOLTANTO IL CLIMA

di Aldo Penna
Strana terra la Sicilia. L’anno scorso sbaragliando tutte le previsioni, ipotizzate dalla stagione di fuorco dell’anno precedente, gli incendi si dimezzarono. Qualcuno gridò al miracolo, altri alla meteorologia, altri ancora al rarefarsi delle risorse e alcuni, i più avveduti,  al fatto che il piano antincendi era stato predisposto in tempo e, come avviene nei conflitti armati, la minaccia di un pronto e efficace intervento tenne lontano (2013) la Sicilia dal non invidiabile primato di regione più incendiaria.
Le temperature altissime raggiunte martedì scorso, insieme al grande vento, hanno avuto come conseguenza non soltanto i forti disagi nei trasporti, ma l’accendersi simultaneo, repentino di decine e decine di fuochi che hanno devastato le aree boschive della Sicilia in lungo e in largo. Come mai?
Il presidente Crocetta, in una lettera aperta, fa alcune affermazioni che quasi nessuno ha colto per la loro gravità: “L’anno scorso non ci sono stati incendi nei boschi. Il servizio era stato predisposto molto bene e in tempo. Allora basta avere gli elicotteri pronti perché non accadano gli incendi? Questi mezzi hanno una sorta di potere ignifugo preventivo? Così è la Sicilia dei misteri, degli incendi che qualche volta inesistenti e altre volte dappertutto. Naturalmente ci chiediamo dove erano i forestali, la Protezione civile e su questo stiamo intervenendo. Nessuno si chiede perché scoppiano questi incendi, se siano la normalità. Solo pochi casi sono spontanei, la maggior parte dolosi”.
antincendio
Due anni fa un anonimo commento a un articolo sugli incendi che additava gli addetti alla forestazione come responsabili o ispiratori dei roghi, scritto da un addetto ai lavori, chiese di andare a guardare l’appalto milionario per la flotta aerea antincendio di cui la Sicilia per legge  ogni anno deve dotarsi.
Adesso Crocetta, con molta franchezza, fa risorgere quell’anonimo e poco sottolineato commento e si pone una domanda precisa: gli elicotteri hanno proprietà ignifughe preventive? Cosa vuole dire il Presidente? L’anno scorso gli incendi non sono scoppiati perché tutto era stato predisposto? E cosa era stato predisposto?
Se Rosario Crocetta, di cui apprezziamo la capacità di uscire fuori dalle convenzioni, parlasse con maggiore franchezza capiremmo tutti. I siciliani sono stanchi del detto e non detto. Se occorre guardare a quello fatto l’anno scorso, lo si faccia. E se qualche atto amministrativo non preparato per ritardi o mancanza dei fondi ha contribuito al divampare delle fiamme, davvero c’è da preoccuparsi.

27 Giugno 2014
http://www.linksicilia.it/2014/06/il-drago-di-fuoco-e-larcangelo-rosario/







IL SINDACO DI ALTOFONTE NINO DI MATTEO. IL FUOCO DEVASTA LA VALLE DEL FICO: LA COLPA E' DI CROCETTA, MI PREME RINGRAZIARE I LAVORATORI FORESTALI CHE NONOSTANTE ANCORA NON ABBIANO UN CONTRATTO STAGIONALE HANNO SFIDATO LE FIAMME FINO A NOTTE INOLTRATA



Altofonte, il fuoco devasta la Valle del Fico, il sindaco: "La colpa è di Crocetta"



 Altofonte, il fuoco devasta la Valle del Fico, il sindaco: "La colpa è di Crocetta"


Brucia da due giorni. Danni incalcolabili. Sul posto solo i volontari della Protezione civile ed i Forestali, che però stanno lavorando senza contratto
Altofonte sotto assedio per gli incendi. Residenti in apprensione, aria irrespirabile, continuo via vai dei canadair che cercano di arginare le fiamme come meglio possono. La situazione, però, sta sfuggendo di mano. Perché le fiamme avanzano inesorabili. L’incendio si è sviluppato nella zona di Malpasso e Villaciambra (leggi l’articolo e guarda le foto in questa pagina) e lento ed inesorabile ha raggiunto stanotte e continua a devastare, Pizzo Valle del Fico. I danni sono incalcolabili ed il sindaco Nino Di Matteo se la prende con il governo regionale. “Cosa ha fatto Crocetta per evitare questo scempio e questo disastro? – dice il primo cittadino -. Da stanotte tutta la zona va a fuoco. I danni alla flora ed alla fauna sono praticamente incalcolabili. Ed i boschi continuano a bruciare”.

Per tutta la notte hanno lavorato i volontari della protezione civile e gli stessi lavoratori forestali, nonostante ancora non abbiano un contratto stagionale. “Mi preme ringraziare queste persone che per puro senso di appartenenza al territorio ed alla comunità – ha detto Di Matteo – hanno sfidato le fiamme fino a notte inoltrata per tentare di arginare le fiamme”. Sono stati oltre 80 i lanci effettuati dai canadair, e continuano anche adesso. Ma la situazione non accenna a migliorare. “Questo perché – spiega Di Matteo – non ci sono uomini che da terra contrastino il fuoco. I lanci dall’alto vanno bene se supportati dal lavoro degli uomini direttamente tra i boschi. Così il fuoco, tra un lancio ed un altro, ha il tempo di alimentarsi di nuovo. Ed è una lotta persa”. Tra i residenti della zona la paura è davvero tanto. Perché le fiamme si muovono rapidamente ed in varie direzioni. Molti i frutteti già distrutti e c’è l’allerta per molte abitazioni considerate a rischio. Sul posto al momento c’era una sola squadra dei vigili del fuoco. I danni sono davvero impressionanti. Non solo al livello del patrimonio boschivo andato ormai perso o compromesso per sempre, ma anche nel numero delle vite degli animali. A centinaia sono già stati trovati privi di vita.

Intanto il sindaco ha fatto sapere di aver scritto alla Prefettura

26 Giugno 2014
 Monreale Press







INCENDI IN SICILIA: SENZA RENDERSENE CONTO, CROCETTA AMMETTE LE RESPONSABILITA' DEL GOVERNO


Incendi in Sicilia: senza rendersene conto, Crocetta ammette le responsabilità del Governo


IL PRESIDENTE AMMETTE CHE, OSSERVANDO IL TREND DECRESCENTE, QUALCUNO – DI CERTO MOLTO ‘INTELLIGENTE’ – HA PENSATO DI POTER RISPARMIARE ALCUNI MILIONI DI EURO. COSI’, PER ‘RISPARMIARE’, NON SONO STATI EFFETTUATI GLI INTERVENTI DI PREVENZIONE DEGLI INCENDI NEI BOSCHI. COMPLIMENTI!

di Paolo Luparello 
Come ho avuto modo di scrivere la “questione forestale”, a differenza delle tante altre questioni affrontate, male, dal presidente della Regione, Rosario Crocetta, non è destinata a passare sotto silenzio o a essere considerata una questione da addetti ai lavori come nel caso della formazione professionale.
La “questione forestale” è anche una questione sociale legata alle decine di migliaia di operai che vengono impiegati nel settore, ma è soprattutto una questione che attiene alla frane e alla difesa del territorio. Un territorio manutenuto sul quale vegeta una copertura forestale curata è una componente fondamentale dell’ambiente e oltre a costituire godimento per le popolazioni e per i turisti è anche una tutela dal dissesto idrogeologico (migliore regolazione del ciclo dell’acqua, difesa dall’interrimento degli invasi, mitigazione dei fenomeni franosi, e altro ancora).
Quella che quindi era una necessaria attività della quale non poteva non farsi carico l’Amministrazione regionale è stata trasformata dai politicanti regionali in una ‘macchina’ elettorale che con il tempo si è ingigantita nel numero e nei costi (sempre più operai e sempre più giornate procapite, senza dimenticare il tornaconto, previsto per legge, dei funzionari del settore chiamati a redigere le perizie per la realizzazione degli interventi di tutela e di prevenzione).
Sul fatto che in tempi di crisi per l’intera ‘macchina’ del “sistema forestale” si sarebbero dovuti adottare degli interventi di “dimagrimento” non ci sono dubbi, ma di qui a decretarne il pressoché azzeramento ne corre.
Da qui le mie critiche a un Governo che sembrava essersi dimostrato incapace e inefficiente. Mi sbagliavo, il Governo non è stato né incapace, né inefficiente: è stato peggiore ancora!
A leggere tutti gli articoli e le testimonianze che in questi giorni hanno riempito pagine di giornali, sia di carta sia online, il presidente Crocetta non ci deve aver visto più e ha preso carta e penna (o l’ha fatta prendere a qualcuno) e nel suo stile inconfondibile ha scritto una lettera aperta che è stata pubblicata almeno da due quotidiani online:
“Gli incendi? Sono dolosi La politica abbandoni i privilegi”. Incendi, i dubbi di Crocetta: “Strano che Sicilia bruci quando mancano aerei”.
I toni della lettera sono da non credere, in quanto vengono messe insieme argomentazioni che danno esattamente l’idea di cosa sia un volo pindarico, pur di distrarre l’attenzione dei lettori dal vero problema.
Ma quello che forse è sfuggito al presidente è che la lettera sembra costituire una piena ammissione delle proprie responsabilità in ciò che non ha funzionato in questi giorni: e cioè che la mancata allocazione delle risorse necessarie per far fronte alla “questione forestale” ha determinato il verificarsi di ciò al quale abbiamo assistito, che probabilmente si sarebbe verificato egualmente, ma in misura più contenuta se la ‘macchina’ organizzativa forestale avesse potuto funzionare come nel passato.
Dalle parole del presidente sembra invece dedursi che, siccome qualcuno deve aver fatto due conti e ritenendo che gli incendi avrebbero seguito un trend decrescente, si sarebbero potuti risparmiare alcuni milioni di euro!
Come se tutto il problema potesse essere il noleggio dei mezzi aerei e non nel mancato intervento di centinaia di migliaia di giornate lavorative nei territori forestali che annualmente “disinnescano” le migliaia di tonnellate di vegetazione che devono essere rimosse per sottrarle al rischio del fuoco, visto che la vegetazione ha la pessima abitudine di crescere sempre!
Se il presidente voleva cavarsi d’impaccio temo che non ci sia riuscito, perché questa faccenda potrà trasformarsi in un boomerang. Ancora ci aspettano almeno tre mesi di estate durante i quali dobbiamo pregare che non si ripetano i venti sciroccali di questi giorni. In fondo siamo in Sicilia!
Un’ultima annotazione. Quando il presidente non ha più argomenti calcia la palla in tribuna …
Fuor di metafora: lui lotta la mafia e chi pretende di distrarlo da questo compito per qualche incendio qua e là proprio antimafioso non è…
Secondo lui, che invece fa una descrizione del “clima siciliano” che certamente toglierà ogni dubbio agli investitori extraregionali sul dove andare a investire…
“Le città della regione sono devastate continuamente da incendi di auto, negozi, laboratori, attentati agli amministratori …”
Il  presidente ne sa sicuramente più di noi!

28 Giugno 2014
http://www.linksicilia.it/2014/06/incendi-in-sicilia-senza-rendersene-conto-crocetta-ammette-le-responsabilita-del-governo/




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GESTIONE DEI BOSCHI, UN DIRIGENTE REGIONALE ANALIZZA UNO PER UNO GLI ERRORI COMMESSI DAL GOVERNO REGIONALE

LETTERA APERTA DI CROCETTA. GLI INCENDI? SONO DOLOSI E INTERVERREMO, NATURALMENTE CI CHIEDIAMO DOVE ERANO I FORESTALI, LA PROTEZIONE CIVILE E ANCHE SU QUESTO STIAMO INTERVENENDO