04 febbraio 2012

COMUNE DI GODRANO: ASSUMIAMO NOI I 300 FORESTALI

 
Cliccare sull'immagine
GDS del 4 febbraio 2012



Merita un ampio ed approfondito dibattito.

 Grandissima soddisfazione per la condivisione.  
Auspichiamo adesso la partecipazione di tutti i comuni interessati.


Notizie correlate.







03 febbraio 2012

ASSESSORE DI BETTA: INVESTIRE SUL TERRITORIO PER METTERLO IN SICUREZZA


di Francesco Sanfilippo

Forum con Sebastiano Di Betta, assessore regionale Territorio e ambiente

Sebastiano Di Betta, assessore regionale Territorio e ambiente
 Di quanti e quali dipartimenti dispone l’assessorato? Esiste un monitoraggio per controllare le aree del territorio siciliano maggiormente a rischio?
“I dipartimenti dedicati al territorio e diretti da altrettanti dirigenti generali sono tre più due uffici speciali. I tre dipartimenti sono Territorio e ambiente, l’Urbanistica e il Corpo forestale. In questi mesi d’insediamento, ho cercato di capire quali fossero le competenze di ogni singolo dipartimento e, in seguito all’esperienza maturata prima delle deleghe assegnate dal presidente della Regione, mi sono dedicato a capire quale potesse essere la ricchezza generata con azioni mirate.
Due delle competenze che spettano al Territorio e Ambiente sono il rischio geologico e la messa in sicurezza del territorio. Il legislatore regionale, basandosi su disposizioni nazionali di tre anni prima, ha previsto degli strumenti di pianificazione appositi, denominati Piani di Assetto Idrogeologico. Questo strumento ha consentito all’amministrazione regionale di fare un censimento per capire quali comuni hanno bisogno di interventi, quantificando la spesa da affrontare e intervenendo fin dove ce lo consentono le risorse.
“Dal censimento fatto, si è scoperto che su 390 comuni, ben 275 hanno avanzato l’istanza e richiedono interventi, che sono stati accettati dopo aver verificato la fondatezza delle istanze con i tecnici dell’Assessorato. In questi comuni, esistono situazioni così gravi da essere stati classificati dall’amministrazione regionale a priorità uno e dove è necessario intervenire prima possibile. I 275 comuni hanno avanzato 800 istanze per una richiesta complessiva di 1 miliardo e 200 milioni di euro”.
 Queste azioni sarebbero supportate da fondi europei?
“Esistono fondi europei previsti per la messa in sicurezza del territorio nella programmazione 2007/2013 per 200 milioni di euro, circa 35 milioni di euro annui per sei anni. Rispetto ai fondi previsti nella precedente programmazione, c’è stato un dimezzamento delle risorse che consistevano in 390 milioni di euro”.

I 200 milioni non comprendono anche i fondi Fesr e quelli regionali?
“Nella programmazione si ritrovano i fondi comunitari, quelli previsti dal Fesr e regionali, la cui partecipazione è del 5%. Dei 200 milioni di euro previsti, all’atto del mio insediamento, ben 175 milioni erano stati impegnati per 217 interventi.
“Tra l’altro, nel 2009 è stato deciso un accordo-quadro con il Ministero dell’Ambiente, la Protezione civile nazionale e regionale oltre all’Assessorato Territorio e Ambiente, in modo da stabilire quali, tra le 800 istanze presentate dai comuni, meritassero il massimo delle attenzioni, evitando discrezionalità ed errori. Dopo gli eventi spiacevoli accaduti a Barcellona e a Saponara, si è fatto presente al Ministro dell’Ambiente da parte del Presidente della Regione e da parte mia che nella programmazione 200/2006 esisteva un miliardo di risorse non spese.
“Si è chiesto al Ministro se non fosse possibile recuperare tali risorse e dedicarle al dissesto idrogeologico. Il Ministro ha accolto le nostre richieste e le ha presentate a Bruxell che ha dato parere favorevole, permettendoci di recuperarle. Queste risorse saranno disponibili a breve attraverso una delibera Cipe. Queste risorse, inoltre, metteranno in moto l’economia regionale”.

Occorre fare presto, perché servono iniezioni di liquidità.
“Per fare presto, si preparerà un addendum al protocollo d’intesa, sottoscritto col Ministero dell’Ambiente, e i piani d’intervento regionali con la Protezione civile. In questo modo, si eviteranno favoritismi”.
Valorizzare e razionalizzare le risorse a disposizione
Per reggere la crisi attuale, occorre inserire il concetto della essenzialità della spesa. Che cosa state facendo in Assessorato?
“Rispetto al problema del dissesto, si sta procedendo con l’accelerazione della spesa nelle modalità che sono state spiegate. Per quanto riguarda il corpo forestale, ciò non è altrettanto facile, giacché ci sono 8.700 forestali di cui 7.200 rispondono alla legge 151/2001. Poi, l’Azienda Foreste ne ha 17 mila. “Di fronte a queste cifre, ci si è rivolti al direttore nazionale dell’Inps e si è proposto di far passare questi 7.200 contrattisti a tempo indeterminato, facendo riconoscere loro l’80% dei contributi dall’Inps stesso fino alla pensione. In questo modo, si può pianificare una vera campagna di riforestazione che diverrebbe sistematica con risorse umane certe senza costi aggiuntivi”.

Che cosa può dirci sui parchi e sui canoni delle concessioni?
“Rispetto al Parco Nazionale dell’Abruzzo che ha 32 dipendenti, i 4 parchi regionali hanno a disposizione 500 impiegati. Si pensa, così, di fornire servizi aggiuntivi ai parchi che sono assenti e che producono introiti, così da riassorbire tali risorse.
“Di recente, si è proposta una cabina di regia con tutti i commissari per definire una strategia unica di sviluppo. Anche i canoni devono essere adeguati ai costi Via Vas, così da limitare il numero degli imprenditori poco seri, valorizzando il nostro patrimonio”.
Una iniezione di liquidità necessaria per lo sviluppo
Che tempi prevedete per l’addendum?
“Il vantaggio ottenuto con l’accordo con il Ministero, è che la spesa diviene a titolarità regionale. Gli attuali decreti rallentano la spesa, perché sono assegnate le risorse a un comune, che in seguito individua la ditta in grado di svolgere i lavori. Ciò, però, significa che occorrono 6 mesi per predisporre il decreto di finanziamento e altri 6 mesi al comune per individuare la ditta, così che prima di due anni non si potrà intervenire. Attraverso l’addendum, invece, si predispone la delega, in accordo con ministero, e si lascia alla Protezione civile il compito di individuare i progettisti, i collaudatori, i direttori dei lavori e le ditte idonee. Così, entro novembre, saranno individuati gli aggiudicatari e si possono far partire i lavori”.

I riflessi economici si vedranno nel 2013 e non nel 2012, quando le imprese ne avrebbero più bisogno.
“Il ministro Passera ha fornito alcune interessanti ipotesi di lavoro. Il ministro ha supposto di ricevere immediatamente la direttiva comunitaria che stabilisce i tempi tecnici entro i quali lo Stato deve pagare i fornitori entro 30 giorni. Recepire questa direttiva significa che i crediti che vantano i privati nei confronti della Pubblica Amministrazione, sarebbero incassati entro il 2012, immettendo 100/130 miliardi di euro nel mercato. Così, si fornirebbe ossigeno sia alle imprese sia alle banche, liberando risorse”.

Tuttavia, sarebbero pagati i debiti statali, non quelli regionali.

“Nulla vieta che la legislazione regionale possa uniformarsi a quella nazionale. Il Ministro, inoltre, ha ipotizzato di mettere sia liquidità, sia certificati come i Bot, che possono essere pagati alla scadenza o venduti”.


 Articolo pubblicato il 03 febbraio 2012

02 febbraio 2012

L'ATTIVITA' ANTINCENDIO SOLO ALLA FORESTALE

Incendi boschivi: affidare
la lotta solo alla Forestale

Lo propone la Corte dei conti per razionalizzare le risorse. Competenze e ruoli oggi troppo frammentati


MILANO - Accentrare le responsabilità alla Forestale, dimezzando il numero dei soggetti coinvolti e razionalizzando le risorse a disposizione, per riuscire a diminuire il numero degli incendi nei boschi italiani. È questa la proposta avanzata dalla Corte dei conti, a seguito dell’indagine Interventi del Corpo Forestale dello Stato per la lotta contro gli incendi boschivi, effettuata per verificare l’attività antincendio svolta nell’ultimo triennio. Inchiesta che ha portato alla luce una situazione talmente drammatica per cui, secondo l’organo giuridico, bisognerebbe cercare di porre rimedio. Con svolte legislative, finanziarie e strutturali da effettuarsi il prima possibile e senza indugi.  
DATI - Molti, infatti, i dati contenuti nel rapporto che risultano allarmanti, tra cui il vertiginoso aumento, rispetto al 2010, del numero dei roghi: cresciuto in un anno del 73%, con il 23% in più delle superfici percorse dal fuoco. Anche il numero degli incendi boschivi, del resto, appare più che significativo con un totale di 8.419 incendi che hanno interessato una superficie di 57.230 ettari, di cui 32.070 boscati. Un fenomeno preoccupante, quello dei roghi, non solo sotto l’aspetto ecologico ma anche per le tasche del Paese, e che vede per lo più coinvolte, a livello di numeri e statistiche sugli incendi, le medesime regioni. Prima nel 2011 la Campania con 1.491 incendi e 4 mila ettari di boschi cancellati dalle fiamme, seguita dalla Calabria con 1.425 roghi, dalla Sicilia con 1.097 incendi e dalla Sardegna. Tra i problemi più persistenti, secondo il rapporto, quello degli incendi dolosi. Nel 2008 i roghi accesi di proposito sono stati più di 3 mila, il 65% del totale degli incendi. Un fenomeno che non solo non è calato nel corso del triennio, ma che continua a crescere. Infatti, nel 2009 il numero degli incendi dolosi è passato al 67,2% per arrivare al 67,9% nel 2010.
LE CAUSE - A contribuire al disastro, secondo la Corte dei conti, il numero elevato di soggetti coinvolti nella gestione dell'attuale sistema italiano, basato sulla frammentazione delle competenze e dei ruoli piuttosto che sul coordinamento delle forze antincendio, e che richiederebbe, secondo la Corte, di una drastica semplificazione delle strutture. E dove l’accentramento del potere al corpo Forestale dello Stato e una riorganizzazione del sistema di coordinamento, sembrano essere possibili soluzioni. L’organo giuridico, infatti, nonostante la gravità della situazione sottolineata dall'indagine, ha lodato l’elevata professionalità del Corpo e ha più volte precisato che il problema risiede principalmente nel coordinamento delle risorse e degli sprechi sui mezzi e i materiali destinati ai roghi.
OTTIMIZZARE - «È ovvio che», dice Fabrizio Bardanzellu, responsabile del servizio operativo della Forestale, «fino a quando sarà in vigore, noi ci atteniamo all’assetto normativo attuale, ma ben vengano le revisioni se possono migliorare la situazione. Ottimizzare la macchina burocratica e accentrare le responsabilità, tuttavia, non è un'impresa semplice perché, con la legge 36/2004 che stipula la convenzione con le Regioni, per la gestione dei boschi è difficile pensare un riassetto politico e di competenze totale. Senza contare le Regioni a statuto speciale dove tuttora è diversa la nostra possibilità d’intervento. Per questo pensiamo che il sistema attuale possa essere aggiustabile e che non sia pensabile poterlo cambiare del tutto».
TAGLI «In più», prosegue Bardanzellu, «mi sembra più grave la situazione dei tagli che, negli ultimi anni, il nostro, come molti altri corpi statali si trova a fronteggiare. Dal 2000, infatti, abbiamo subito un taglio del 50%, non tanto per quello che riguarda le risorse umane, ma soprattutto sui mezzi e sulle dotazioni strumentali degli uffici, come le apparecchiature che ci permettono il monitoraggio dei territori e anche degli automezzi dedicati».
ANALISI DEL TERRITORIO «Anche sui dati portati alla ribalta dalla Corte dei conti per far luce sul problema degli incendi, poi, sarebbe necessario fare un approfondimento delle criticità specifiche. Con analisi regionali incentrate su un decennio invece che anno per anno. Infatti, in questa maniera», sottolinea Bardanzellu, «i numeri sono ballerini e non tengono conto di fattori variabili come la siccità, oppure tipiche di alcuni territori come l’abbondanza di zone dedicate alla pastorizia e la morfologia del territorio, che si rivelano fondamentali per un’indagine utile a capire in profondità i veri problemi presenti in una regione. In quelle dove il monitoraggio del territorio avviene su lungo periodo, infatti, come ad esempio in Toscana, riusciamo a coordinare in maniera proficua e utile i nostri sforzi per garantire delle ottime misure antincendio».


Carlotta Clerici
  

1 febbraio 2012 

22 gennaio 2012

SITI ARCHEOLOGICI. LE NOTIZIE CORRELATE

La vecchia FERROVIA  tra le gole 
dell'Anapo sotto PANTALICA
Foto pantalica.org



Notizie correlate:




All’Assessore Regionale Mariarita Sgarlata proposto l’utilizzo del personale per le manutenzione del verde pubblico e dei siti archeologici;

Assessore Sgarlata: per la pulizia e la manutenzione dei siti siglerò un accordo con la forestale

Assessore Sgarlata: è stato un successo quello di affidare la manutenzione delle aree archeologiche ai forestali 

L'accordo interdipartimentale tra Beni Culturali e Agricoltura ha impegnato per la prima volta i forestali nella pulitura dei siti archeologici; 

Siracusa, Flai Cgil: “bisogna intervenire sui siti archeologici” 

Grazie all'intervento dei forestali i siti archeologici oggi sono in condizioni ottimali  

Regione, forestali arruolati per pulire i siti archeologici 

Regione, seimila forestali nei siti archeologici siciliani 

Siti archeologici: accordo interassessoriale per servizi antincendio



_________________________________________________


Avola, i soldi per gli interventi su Cavagrande del Cassibile ci sono e si lavora a fari spenti sulla riapertura del sito. Il Dirigente dell’Azienda Foreste Demaniali, Nunzio Caruso, ne è certo e l'ultimo sopralluogo con l’Ingegnere del Genio Civile Natale Zuccarello, il collega Filadelfo Brogna e un team di ingegneri e geologici ha dimostrato la buona volontà delle forze impegnate in questa direzione 

Avola, Cavagrande: canyon chiuso da quasi 2 anni. Cannata avvia l'iter per una conferenza dei servizi 
_______________________________________________________



1. PULITO E CURATO DAGLI ESPERTI OPERAI FORESTALI IL MERAVIGLIOSO SITO ARCHEOLOGICO ROMANO   
2. SIRACUSA, LA TONNARA DI SANTA PANAGIA SARA' RECUPERATA CON L'AUSILIO DEI FORESTALI
3. ALLA SCOPERTA DEL VOLTO PIU' NASCOSTO DEL PARCO ARCHEOLOGICO  
4. FORESTALI. AL VIA INTERVENTI STRAORDINARI AL PARCO DELLA NEAPOLIS   
5. E LA NEAPOLIS TORNO' ALLA LUCE 
6. GRAZIE ALL'INTERVENTO DEL PERSONALE FORESTALE, I SITI ARCHEOLOGICI OGGI SONO IN CONDIZIONI OTTIMALI   
7. VALORIZZARE E TUTELARE CON LA COLLABORAZIONE DELL'AZIENDA FORESTALE LA NECROPOLI PANTALICA 
8. ALLA SCOPERTE DELLA VALLE DELL'ANAPO   
9. FLAI CGIL: GRAZIE AI LAVORATORI FORESTALI DI BUCCHERI, NOTO, SIRACUSA, AVOLA, LA ZONA ARCHEOLOGICA NEAPOILIS STA TORNANDO ALL'ANTICO SPLENDORE   
10. TESORI RISCOPERTI GRAZIE ANCHE E SOPRATTUTTO AL LAVORO DELLA FORESTALE CHE HA RIPULITO L'AREA ARCHEOLOGICA 
11. NEL PARCO DI NEAPOLIS LO SCORSO ANNO PER LA MANUTENZIONE SONO ARRIVATI GLI OPERAI FORESTALI  
12. SORTINO (SR). IL SITO ARCHEOLOGICO PANTALICA RISCHIA DI NON AVERE IL MARCHIO UNESCO  
13. SORTINO. RISERVA PANTALICA E VALLE DELL'ANAPO IN ARRIVO 4 MLN   
14. SORTINO (SR). PUNTI DI RISTORO NELLA RISERVA VALLE DELL'ANAPO  
15. SORTINO (SR). CONCORDATO CON LA FORESTALE L'UTILIZZO DELLE BICICLETTE LUNGO LA VALLE DELL'ANAPO   
16. SI DECIDE IL FUTURO DELLA RISERVA NATURALE "PANTALICA-VALLE DELL'ANAPO"  
17. IL PROGETTO TURISTICO PANTALICA COMINCIA A DIVENTARE REALTA'. SONO MIGLIORATI I SERVIZI, PRIMA ASSENTI, CURATI DALL'AZIENDA FORESTALE 
18. AZIENDA FORESTE DI SIRACUSA  
19. PALAZZOLO (SR). UNA SERIE DI SCAVI HANNO PORTATO ALLA LUCE ANTICHI EVENTI  
20. DURA PRESA DI POSIZIONE DEL DIRETTORE DELL'AZIENDA REGIONALE DEL DEMANIO CARMELO FRITTITTA: «SPARARE ADDOSSO ALLA FORESTALE È DEL TUTTO FUORI LUOGO»   
21. ANCHE IL PARCO ARCHEOLOGICO DI LEONTINOI (SR) AI FORESTALI? PERCHE' NO!     
22. SORTINO (SR). VALLE DELL'ANAPO E PANTALICA FONDI EU A RISCHIO
26. SORTINO PANTALICA VERSO LA RINASCITA. SÌ AL PROGETTO PER LA INFRASTRUTTURAZIONE DELLA NECROPOLI E DELLA VALLE DELL'ANAPO. FIRMATO IL CONTRATTO TRA LA DITTA E L'AZIENDA FORESTALE
27. SORTINO, PORTE APERTE AL SITO NATURALISTICO E VIA LIBERA AI LAVORI. LA VALLE DELL'ANAPO RIAPRE I SUOI BATTENTI. DEVO DARE ATTO HA DETTO IL SINDACO ENZO BUCCHERI AL DIRIGENTE DELL'AZIENDA FORESTALE DI MARCO CHE HA FATTO DI TUTTO PER RENDERLA AGIBILE 
28. NEL SIRACUSANO PEDALANDO NELLA STORIA LUNGO IL CORSO DELL'ANAPO. LE PISTE SONO GESTITE DALL'AZIENDA FORESTALE  

29. LA NECROPOLI DI PANTALICA. NEL BRACCIO DI FERRO TRA FORESTALE E BENI CULTURALI SULLE COMPETENZE, NESSUNO INVESTE NEL SITO
30. DOPO IL CASTELLO SVEVO DI AUGUSTA, RISCHI PER I TEATRI ANTICHI DI SIRACUSA E TAORMINA: INCASSI MILIONARI MA ZERO € PER LA MANUTENZIONE SICILIA. BB.CC. ISOLANI: BELLI, RICCHI E CADENTI. L.R. 20/2000 NON ATTUATA E PARCHI ARCHEOLOGICI SENZA AUTONOMIA GESTIONALE  
31. SCAMBI COMMERCIALI. SIRACUSA, I CINESI INNAMORATI DEL PARCO ARCHEOLOGICO
32. SIRACUSA, VISITE GUIDATE GRATIS PER PROTESTA CONTRO I MONUMENTI CHIUSI
33. SIRACUSA, MUSEO PAOLO ORSI. SORBELLO: UN PARCO DA VALORIZZARE IMPIEGANDO SE POSSIBILE IL PERSONALE DELLA FORESTALE. IL BLOG: ALLA FINE DEL 2014 IL DIRIGENTE REGIONALE ANTONINO DE MARCO: SE NON CI FOSSERO STATI I FORESTALI NON CI SAREBBE PANTALICA, NON CI SAREBBE VENDICARI, CAVAGRANDE DEL CASSIBILE E NEANCHE CAVA DEL CAROSELLO
34. SITI UNESCO IN SICILIA ATTRAENTI SOLO 3 MESI L'ANNO
35. FORESTALI, CROCETTA: «PULISCANO I SITI ARCHEOLOGICI». A RILANCIARE LA POSSIBILITÀ DI RIVALUTARE IL RUOLO DEL PERSONALE DELLA FORESTALE ALL'INTERNO DELL'ORGANIGRAMMA REGIONALE È ANCHE GAETANO GUARINO, FUNZIONARIO DEL RELATIVO DIPARTIMENTO
50. NEAPOLIS, PARCO SENZA AUTONOMIA. I CITTADINI ARETUSEI HANNO CHIESTO E OTTENUTO UN'AUDIZIONE IN COMMISSIONE CULTURA 
51. REGIONE SUL BANCO DEGLI IMPUTATI. SITI ARCHEOLOGICI NELL'OBLIO. FONDI SBIGLIETTAMENTO FERMI DAL 2014. OGGI VOLONTARI IN CAMPO. PER IL DEPUTATO REGIONALE VINCENZO VINCIULLO, SI SAREBBE POTUTO PENSARE A UTILIZZARE I FORESTALI E CREDO CHE AVREBBE FATTO BENE LA SOPRINTENDENZA A CHIEDERNE FORMALMENTE ALLA REGIONE L'IMPIEGO
52. SIRACUSA. LA NEAPOLIS VALE 4 MILIONI L’ANNO MA CI SONO VOLUTI I VOLONTARI PER RIPULIRE L’ANFITEATRO. INTERVISTA A MARIARITA SGARLATA. EPPURE ESISTE UNA CONVENZIONE CHE PERMETTEREBBE L’INTERVENTO DEI FORESTALI PER LA PULIZIA DELLE AREE ARCHEOLOGICHE. MA NON È MAI STATA APPLICATA
53. SIRACUSA, FORESTALI: ASSUNZIONI LA PROSSIMA SETTIMANA. LAVORI CONCENTRATI A PANTALICA, CAVAGRANDE, VENDICARI E A MONTE LAURO E PIANO CONTESSA
54. CHIUSA LA RISERVA VALLE DELL'ANAPO DOPO IL MALTEMPO. SINDACO: «PER MIGLIORARE DARE LA GESTIONE AI PRIVATI». IL BLOG: SCHIAFFO AI LAVORATORI FORESTALI, LA GESTIONE DEVE RIMANERE ALLA FORESTALE. SE NON CI FOSSERO STATI I FORESTALI NON CI SAREBBE PANTALICA, VENDICARI, CAVAGRANDE ECC.
55. CHIUSA LA RISERVA VALLE DELL'ANAPO DOPO IL MALTEMPO. SINDACO: «PER MIGLIORARE DARE LA GESTIONE AI PRIVATI». IL BLOG: SCHIAFFO AI LAVORATORI FORESTALI, LA GESTIONE DEVE RIMANERE ALLA FORESTALE. SE NON CI FOSSERO STATI I FORESTALI NON CI SAREBBE PANTALICA, VENDICARI, CAVAGRANDE ECC.








21 gennaio 2012

RIVEDERE LE PRATICHE DEI LAVORATORI CON PARTITA IVA


Disoccupazione Agricola, FLAI: “Rivedere le pratiche dei lavoratori con partita iva”


Si è tenuto oggi un incontro fra INPS e FLAI CGIL per dirimere i dubbi riguardo ai lavoratori possessori di partita IVA cui spetterebbero l’indennità di disoccupazione agricola. E’ stato messo in luce da parte del segretario provinciale Flai Cgil, Nuccio Ribaudo, il meccanismo non del tutto lineare con cui l’INPS ha stabilito il computo delle giornate lavorative, tale da pregiudicare il diritto alle prestazioni previdenziali.
“Questo computo – sottolinea ancora Ribaudo – non tiene conto del fabbisogno oggettivo delle giornate lavorative rispetto alle tabelle dell’eterocolture”.
Il direttore dell’INPS ha quindi assicurato l’impegno di rivedere alcuni provvedimenti e di proporre un incontro ad hoc dopo il 25 gennaio.
La FLAI CGIL nel frattempo ha costituito un Coordinamento Tecnico, composto da Piero Galli, Antonio Corradino e l’avv. Madonia, che predisporrà nei prossimi giorni i ricorsi individuali al comitato provinciale INPS.
Si invitano pertanto le Leghe a  collaborare e a sottoporre casi analoghi al fine di agevolare le pratiche in oggetto.

19 gennaio 2012

ADERISCE ANCHE IL SINDACO DI GANGI


Avanti un'altro.... più siamo meglio è.


Pubblicato dal gds del 19/01/2012

Invece l'articolo quì sotto è apparso sul sito di



Ferrarello: si utilizzino i forestali!

( Comunicato stampa ) Anche il sindaco di Gangi Giuseppe Ferrarello esprime il proprio consenso sulla proposta avanzata dal sindaco di Collesano, Giovanni Battista Meli, che in un’intervista ha chiesto ai sindaci delle Madonie di condividere la richiesta per l’impiego degli operai del corpo forestale da utilizzare per attività di decoro urbano e di contrasto e prevenzione delle calamità naturali nei comuni: “Un utilizzo del personale – ha detto Ferrrarello – che abbiamo già sperimentato nei mesi scorsi, il loro lavoro è stato molto proficuo e ci ha permesso di pulire scarpate, potare alberi e sistemare le aree a verde del nostro comune, piccole manutenzioni che hanno apportato un notevole contributo all'ambiente e al decoro urbano, condivido a pieno la proposta del collega Meli e sono disponibile a sedermi attorno ad un tavolo per stilare un protocollo d’intesa con la Regione”.  

Bisogna allora coinvolgerli!!!

Penso che senza quell'incontro (del 02 novembre 2010 svoltosi ad Isnello), oggi queste notizie non li avremmo lette mai, quindi  gli impegni dei Sindaci Madoniti sarebbero venuti meno.

Se questi sono i risultati allora bisogna STUZZICARLI nuovamente.

16 gennaio 2012

QUESTA POTREBBE ESSERE LA NOSTRA AMBIZIONE

“Mi piacerebbe – dice ancora Giovanni Battista Meli (nella foto)– che i miei colleghi sindaci condividessero l’impiego degli operai del Corpo Forestale per attività di decoro urbano e di contrasto e prevenzione delle calamità naturali. Non deve essere una gentile ed eccezionale concessione, ma un atto di ordinaria, razionale ed efficiente amministrazione”.

Riferimento dell'articolo apparso il 13 gennaio 2012 che ha scaturito il positivo riscontro del Presidente del Cai Sicilia. 


clicca sull'immagine per leggere la notizia integrale


 Penso che dipende anche da noi, adesso per dare impulso a questa iniziativa bisogna coinvolgere nuovamente i Sindaci, quindi bisogna fare squadra e sentirci tutti coinvolti.
Quel che conta però è la nostra motivazione.


PRIME ADESIONI ALL'AMBIZIOSO PROGETTO

I Lavoratori forestali come risorsa importante e fondamentale

Angelo Asciutto Domenica 28 novembre 2010

Certi valori e certi argomenti fanno parte da sempre del bagaglio culturale di Giovanni Battista Meli, oggi sindaco di Collesano, ed è quindi naturale che da Lui venga questa proposta formulata per valorizzare un settore come quello del mondo dei lavoratori forestali. "Facendo seguito a un incontro (tra i lavoratori dell'antincendio delle Madonie e i Sindaci) tenutosi nel corrente mese di novembre presso il Comune di Isnello - dice Giovanni Battista Meli - in questi giorni abbiamo scritto ai colleghi sindaci di altri 19 comuni del comprensorio madonita  (da quelli rivieraschi a quelli più propriamente montani), oltre che all'Ente Parco e a SOSVIMA, proponendo la bozza di un documento la cui stesura definitiva è da completare assieme con l'apporto di tutti e da sottoporre poi all'Azienda Foreste e ai Sindacati di categoria". La proposta ha come oggetto i lavoratori agro-forestali, da considerare in una nuova prospettiva "come risorsa indispensabile per la valorizzazione ambientale dei Comuni del Parco delle Madonie". Il sindaco Meli spiega:"Chiedo ai colleghi sindaci di voler attenzionare la proposta con l'obiettivo di produrre un documento unico e condiviso da tutto il territorio delle Madonie che torni nel contempo a vantaggio dei lavoratori forestali e di tutto il comprensorio attraverso una necessaria razionalizzazione della programmazione dei lavori e degli interventi di settore tendente al miglioramento del decoro urbano dei centri madoniti". Nella bozza di documento proposta infatti si legge:"I Sindaci e i Lavoratori Agro-Forestali intendono aprire un dialogo con i vertici dell'Azienda Foreste Demaniali della Regione Sicilia con l'obiettivo di valorizzare la professionalità dei lavoratori, chiedendo di poter partecipare al tavolo di programmazione dei lavori da effettuare nel territorio, in modo che si ponga particolare attenzione anche al decoro urbano dei singoli comuni del Parco delle Madonie". "Siamo certi - afferma Giovanni Battista Meli - che tutto questo potrà dare un grande beneficio all'immagine dei Comuni e all'economia complessiva, puntando al turismo di qualità ambientale, in linea con le progettualità avanzate dal territorio. Crediamo anche che questo obiettivo possa dare all'operaio forestale l'opportunità di assumere un ruolo importante, utile e fondamentale; circostanze che, in tempi brevi, potrebbero indurre a valutare l'opportunità della stabilizzazione di una forza-lavoro qualificata e insostituibile". Eventuali proposte di integrazione del documento possono essere inviate all'indirizzo mail sindaco.collesano@libero.it. (Nella foto il sindaco di Collesano Giovanni Battista Meli)



La proposta del Sindaco di Collesano trova le prime adesioni. Tutto nasce il 02 novembre 2010 dall'incontro tra i lavoratori dell'antincendio e i Sindaci del Parco delle Madonie.  



Lettera del Presidente del Cai Sicilia al Sindaco di Collesano
Per una migliore lettura cliccare sull'immagine


Lettera apparsa sul sito del Comune di Collesano il 13 gennaio 2012


Articoli correlati:

12 gennaio 2012

BASTA ASSISTENZIALISMO


Forestazione. Flai, interventi per tutelare il territorio guardando a crescita e sviluppo.


“La forestazione non può continuare a essere un'area di assistenza dove si allocano risorse da impiegare in termini sostitutivi di welfare. Bisogna convincere invece il governo e le regioni che la forestazione deve essere intesa come uno degli interventi di tutela e di risanamento idrogeologico del territorio, per attivare una azione strutturale di prevenzione dei fenomeni di dissesto e di messa in sicurezza delle tante, troppe, aree a rischio”.
Lo dichiara Gino Rotella, Segretario Nazionale Flai, nel corso di una riunione interregionale della Flai che si sta svolgendo a Salerno sulle politiche del territorio e della forestazione.
“Si tratta – prosegue Rotella - di una priorità strategica a cui vanno destinati progetti e risorse, senza i quali al nostro Paese vengono meno condizioni territoriali necessarie, se non indispensabili, per la ripresa della crescita economica. È necessario, per questo, considerare il territorio la più grande opera infrastrutturale del Paese per evitare l’ulteriore degrado del territorio e per guardare, attraverso di esso, alla crescita ed allo sviluppo. Da parte nostra, come Flai, e unitariamente con Fai e Uila, siamo impegnati a mettere a punto una vertenza nazionale, articolata nelle regioni, per avviare un'opera di ricognizione delle risorse, a partire dal Fondo per lo sviluppo e la coesione, da destinare a un grande piano infrastrutturale”.



Non bisogna convincere il Governo, ma si DEVE...... 
Basta perdite di tempo

LA TUTELA DEL PATRIMONIO BOSCHIVO SICILIANO


Corpo forestale, bando di 27 mln per nuovo sistema radiocomunicazione


una-passeggiata-nei-boschi-dellunione-europea-boschi-unione-europea-percentuali
11 gennaio 2012 -  L’assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente potenzia l’operativita’ del Corpo Forestale della Regione siciliana, a tutela del patrimonio boschivo e delle aree naturali protette dell’Isola.
E’ stato pubblicato, infatti, il bando di gara per la “progettazione esecutiva e la realizzazione dell’intervento di ammodernamento tecnologico e il potenziamento operativo del sistema di radiocomunicazione, compresa l’installazione di una dorsale digitale pluricanale, e la realizzazione di un sistema di videosorveglianza di nuova generazione”.
È prevista la messa in opera di telecamere per la videosorveglianza di aree boschive di particolare interesse, sia fisse che mobili e anche termiche, collegate in rete. Il sistema dovra’ essere progettato con la finalita’ di poter essere facilmente integrato con le tecnologie di ultima generazione.
“E’ un fondamentale intervento operativo – ha detto l’assessore regionale al Territorio e Ambiente Sebastiano Di Betta – che permettera’ la crescita del controllo del territorio e una piu’ efficace opera di prevenzione e repressione degli incendi boschivi. Nasce cosi’ una vera polizia ambientale, con un Corpo forestale che finora ha operato con una rete di comunicazione analogica, obsoleta e risalente a quasi vent’anni fa, che ora adeguiamo al digitale. Nuove tecnologie che potranno essere utilizzate anche da altri operatori dell’amministrazione regionale che operano nel campo delle emergenze, come il soccorso medico 118 o la Protezione civile”.
Il costo dell’intervento, consistente nella progettazione, fornitura e posa in opera, e’ finanziato con i fondi del Programma di sviluppo rurale – PSR Regione Sicilia 2007/2013.
L’importo dell’appalto, soggetto a ribasso, e’ di 27 milioni 563 mila euro oltre Iva.
Il 28 febbraio, alle ore 12, scade il termine per il ricevimento delle offerte o delle domande di partecipazione.
Ulteriori informazioni nella GUCE S251 del 30/12/2011 o sul sito del Sistema informativo forestale

 Articolo pubblicato l'11 gennaio 2012 da

 

07 gennaio 2012

RISCONTRO DEL SEN. PIETRO ICHINO (PD)

Per una migliore lettura cliccare sull'immagine




Ho voluto scrivere al Senatore del Pd Pietro Ichino
 
perchè è un  esperto del diritto del lavoro, infatti una delle proposte che si trovano sul tavolo del Presidente del Consiglio Mario Monti, porta la sua firma.  

Per la riforma del diritto del lavoro: tutti a tempo indeterminato, con un contratto più flessibile e meno costoso, ma con maggiore sicurezza nel caso di perdita del posto.

LA SIMPATIA DEL PRESIDENTE ZAIA VERSO I FORESTALI


06 Gennaio 2012 - 10:07







(ASCA) - Venezia, 6 gen - AUGURI PER IL 2012 - ''Spero che il 2012 sia l'anno della salute e del lavoro, in particolare l'anno della crescita. Lo dico cosciente del fatto che abbiamo una contabilita' tristissima, con 142 mila disoccupati, e anche l'ancor piu' triste primato di suicidi di molti imprenditori. Il mio pensiero va alle loro famiglie''. L'ultimo suicidio, di un imprenditore artigiano, e' di questi giorni. Secondo Zaia troppi imprenditori non reggono alla preoccupazione per i crediti che non ricevono e alla ''vergogna'' di dover chiedere sacrifici alla loro famiglia e ai dipendenti. Zaia ricorda che ''la Regione e' impegnata a fare l'impossibile per dare una risposta a tutti i veneti che si trovano in condizioni di difficolta'''.

Esprimendo solidarieta' ai dipendenti della Ditec, che vuol de localizzare in Cina, il governatore fa sapere di non condividere la proposta di boicottare i prodotti svedesi, come quelli dell'Ikea (lo si e' detto in Consiglio regionale), quanto piuttosto di essere favorevole al ''boicottaggio dei prodotti cinesi, finche' non rispettano la certificazione Ue''.

Il prossimo anno sara' per la Lega quello ''della contrattazione con lo Stato'': nell'alveo della Costituzione, tra le tante cose, ''ci sara' anche un fronte sui temi del lavoro, gli assegni familiari, il tfr''. Per Zaia ''negli ammortizzatori sociali bisogna entrare piu' nel dettaglio: ci sono cittadini - spiega, riferendosi ai casi di cameriere che vengono a fare la stagione a Jesolo per 6 mesi e poi tornano in Romania con l'indennita' di disoccupazione - che vanno aiutati piu' di altri. Anche la disoccupazione stagionale va rivista. Non e' possibile che tu lavori 6 mesi e gli altri 6 ti arrivi lo stipendio lo stesso, anche se sei tornato nel tuo Paese.

Io obbligherei gli immigrati a rimanere in Italia''. Zaia attacca poi i 26.000 forestali dipendenti della regione Sicilia, contro i 5000 in tutto il resto d'Italia. ''Vanno riportati ai costi standard'' sostiene, ricordando che il Veneto ''paga la cattiva amministrazione e gli sprechi fatti in altre parti d'Italia''.



05 gennaio 2012

INCENDI BOSCHIVI RECORD IN SICILIA

Sicilia, record di incendi tra 2008 e 2010
di Rosario Battiato

I dati nella Relazione della Corte dei Conti sugli interventi del Corpo forestale dello Stato





PALERMO – La Corte dei Conti, sezione centrale del controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato, con delibera n.18/2011 del 20 dicembre 2011 ha pubblicato ieri la Relazione concernente “Interventi del Corpo forestale dello Stato per la lotta contro gli incendi boschivi”.
I dati confermano un trend pessimo con la Sicilia, prima regione d'Italia per numero di operai forestali precari, in prima linea con il record nazionale degli incendi tra il 2008 e il 2010. Finora a salvare le foreste isolane ci ha pensato un servizio antincendio invidiato in tutta Europa, ma sarebbe più economica la prevenzione.

La Corte dei Conti ha lanciato l'allarme. Gli incendi boschivi continuano a rappresentare un preoccupante fenomeno: i dati provvisori al 30 novembre 2011 evidenziano un aumento, rispetto allo stesso periodo del 2010, di circa il 73% del numero degli incendi boschivi e del 23% delle superfici percorse dal fuoco.? La regione più colpita dai roghi è stata la Campania con 1491 incendi, seguita dalla Calabria con 1.425, dalla Sicilia con 1.097 e dalla Sardegna con 988. Nel triennio 2008-2010 la Regione di Raffaele Lombardo ha totalizzato il maggiore numero di incendi (2178), seguita soltanto dalla Calabria (2.647)e dalla Campania (2.245). Complessivamente il totale degli ettari percorsi dal fuoco, sempre nel triennio in considerazione, è stato pari a 46.648, secondo dato nazionale superato soltanto dalla Sardegna (47.813).
Nel 2010 la percentuale siciliana percorsa dal fuoco è stata pari al 43,53% di quella nazionale. Guarda caso sul podio dei roghi ci sono proprio le tre regioni che spendono di più per la cura e la tutela delle foreste, infatti, secondo il calcolo del costo di gestione del bosco isolano effettuato dal Copaff (Commissione tecnica paritetica per l’attribuzione del federalismo fiscale), un ettaro di foresta determina una spesa annua regionale di 1.455 euro in Sicilia, di 597 euro in Calabria, di 410 euro in Campania. Le tre regioni, pur mantenendo complessivamente il 14,5% delle foreste nazionali, spendono il 75,5% di tutte le regioni italiane.

Nel 2010 la Sicilia ha goduto di circa 132 milioni di euro come stanziamento della ripartizione finanziamenti recati dalla legge 353/2000. Sulla questione dei fondi distribuiti si prevede una rimodulazione perché “la modalità di ripartizione produce una notevole concentrazione delle risorse verso quelle regioni dove, in presenza di un patrimonio forestale di elevata estensione territoriale percentuale, si verificano tuttavia pochi e limitati eventi di incendio, non solo in ragione di una più efficiente organizzazione di contrasto e prevenzione, ma anche soprattutto grazie ad una concomitanza di fattori climatici predisponenti molto più favorevoli”. Il problema è stato sollevato dalla Regione siciliana che ha sottolineato la necessità della valutazione degli indicatori del rischio incendi nella ripartizione dei fondi. Al fine di elaborare una proposta di revisione dei criteri di riparto è stato istituito un gruppo di lavoro interregionale in sede di Conferenza dei Presidenti delle Regioni.
Resta ancora da considerare che una stima di massima e ufficiosa considera il 90% degli incendi isolani come frutto di eventi dolosi. Forse il clima non c'entra del tutto, ma i 25 mila operai forestali precari in forza alla Regione, se adeguatamente impegnati, potrebbero vigilare quasi palmo per palmo.

Articolo pubblicato il 04 gennaio 2012 dal