03 dicembre 2022

FORESTALI E REDDITO DI CITTADINANZA, IL SINALP CHIEDE UN RICAMBIO GENERAZIONALE

Segr.-Reg.-Sinalp-Sicilia-Andrea-Monteleone

Dal sito www.gdmed.it

03 Dicembre 2022
Palermo – Il Sinalp, assieme agli altri sindacati rappresentativi del comparto Operai Forestali è stato convocato dall’Assessore del Territorio e dell’Ambiente della Regione Siciliana Elena Pagana per un confronto sul miglior utilizzo e coordinamento della forza lavoro dei forestali nella difesa del suolo e nell’antincendio.

L’incontro ha permesso ai sindacati di poter esprimere i propri pareri sui tanti aspetti che la categoria dei lavoratori forestali vede ancora oggi irrisolti.

Come Sinalp nel tempo abbiamo assistito a diverse proposte, dalle più fantasiose fino a quelle più percorribili, per risolvere la precarietà ormai trentennale dei forestali siciliani ma ad oggi niente si è realizzato.

Oggi al precariato storico che assilla questi lavoratori, dopo trenta anni di mancate soluzioni, si va a sommare una ulteriore problematica che non lascia speranza al comparto se non si pone rimedio.

Il Dr. Andrea Monteleone, Segretario Regionale del Sinalp ha evidenziato che l’età media dei forestali siciliani, che vogliamo ricordare sono circa 15.000 part time che corrispondono a circa 4.500 posti di lavoro a tempo pieno, ormai supera i 55 anni d’età.

Ci ritroviamo con lavoratori ultra 60enni che ancora mandiamo nei boschi a spegnere incendi, e a pulire torrenti e canali per manutenzionare il già fragile territorio Siciliano.

Attività questa necessaria e meritoria di quel rispetto che purtroppo l’opinione pubblica spesso non tributa per un malcelato accanimento verso questi lavoratori considerati nella migliore delle ipotesi approfittatori della cosa pubblica.

Come Sinalp vogliamo ricordare a tutti le ultime tragedie, causate da un territorio abbandonato per mancanza di mezzi e personale, di Ischia e di Giampilieri ben 13 anni fa.

Eventi questi causati da una concatenazione di eventi tra i quali svetta sicuramente la mancata manutenzione del territorio, dovuta alla incapacità degli amministratori locali che non hanno saputo imporre le esigenze del loro territorio e alla mancanza di operatori specializzati nella sua manutenzione.

Ma non dobbiamo dimenticare i tanti lavoratori precari degli operai forestali della Regione Siciliana che hanno perso la vita nell’adempimento del loro lavoro.

Ultimo di questa triste graduatoria è stato il lavoratore precario Paolo Todaro morto a 67 anni, a due mesi dalla pensione, mentre tentava di spegnere un incendio nel caldo asfissiante di agosto del 2020 mentre si inerpicava nei dirupi dei Nebrodi.

Bisogna avere il coraggio di ammettere, dichiara il Dr, Andrea Monteleone del Sinalp, che esiste un grande problema che, se non verrà risolto, porterà al totale abbandono della manutenzione dei territori con le conseguenziali frane e tragedie annunciate.

Avendo chiara la reale condizione del comparto forestale il Dr. Andrea Monteleone durante la riunione con l’Assessore On. Pagana, ha proposto di affrontare con coraggio il problema del ricambio generazionale del comparto forestale, se non si vuole arrivare al completo abbandono del controllo e manutenzione del territorio.

Grazie al preventivo incontro con il collega Sinalp responsabile del comparto lavoratori con reddito di cittadinanza Davide Grasso, il Sinalp ha ufficialmente proposto di affrontare il necessario ed improrogabile ricambio generazionale del comparto forestali utilizzando i lavoratori abili al lavoro con reddito di cittadinanza.

Poter attingere in questo bacino di lavoratori permetterà alla Regione Siciliana di aprire un confronto con il Ministero del Lavoro per dare una reale soluzione ai tanti titolari di reddito di cittadinanza che non riescono a trovare un lavoro dignitoso nella propria terra con la partecipazione economica dello Stato Italiano.

Riteniamo, dichiara Davide Grasso del Sinalp Lavoratori con reddito di cittadinanza, che è necessario dare dignità ai tanti Siciliani che hanno creduto al passato Governo Conte.

Promettere di trovare un posto di lavoro e poi accusare chi ha avuto fiducia a questa avventata soluzione di essere sostanzialmente un “peso” per la società è da vigliacchi ed è irrispettosa della dignità di ogni essere umano.

Abbiamo immediato bisogno di mettere in sicurezza il nostro fragile territorio, siamo stanchi di ascoltare chiacchiere e giri di parole su mirabolanti soluzioni per una corretta gestione del territorio con la consapevolezza di non poterle realizzare perchè manca il personale idoneo ed in grado di realizzarle.

Operai forestali sessantenni non possono affrontare vasti incendi con temperature che superano i 60 gradi. Dobbiamo avere il coraggio di ammettere questa realtà e di porvi rimedio.

Oggi ci si presenta un’occasione unica che abbiamo il dovere di cogliere al volo, e che non inciderà sulle casse della Regione Siciliana in maniera insostenibile, l’utilizzo dei lavoratori con reddito di cittadinanza.

Con questa soluzione daremo una risposta concreta a quei siciliani che hanno creduto ad una formula di accesso al mondo del lavoro che è fallita su tutti i fronti e la Regione Siciliana potrà essere il primo laboratorio in grado di saper gestire la fuoriuscita di questi lavoratori dalla palude del reddito di cittadinanza.

Siamo certi che l’Assessore Pagana saprà far propria la nostra proposta di ricambio generazionale e come Sinalp diamo la nostra piena disponibilità ad un confronto costruttivo per il bene della Sicilia e dei Siciliani.

Fonte: www.gdmed.it




IL REGGENTE PROVINCIALE DELL'UGL AGRICOLI E FORESTALI DI TRAPANI, GIUSEPPE SENIA, HA INCONTRATO MINISTRO DELL'AGRICOLTURA, FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. TANTI PROGETTI IN CANTIERE PER IL COMPARTO FORESTALE


Rivevo e pubblico
dal reggente Ugl Agricoli Forestali 
della provincia di Trapani
Giuseppe Senia

Quest'oggi ho trascorso una intensa mattinata. 
Ho avuto il piacere di incontrare il Ministro dell'agricoltura e della sovranità alimentare Francesco Lollobrigida, con il quale ho avuto modo di avanzare alcune proposte, concordate con in precedenza con i colleghi per il nostro comparto dei forestali. Al villaggio della Coldiretti, a Palermo, mi sono incontrato anche con il Senatore della Repubblica Raoul Russo. In sintesi: tanti progetti in cantiere per il nostro futuro. 











DICHIARAZIONI PROGRAMMATICHE. DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE, RENATO SCHIFANI, NON ABBIAMO SENTITO NULLA SUI LAVORATORI FORESTALI. NULLA, NULLA, NULLA, NULLA, NULLA, NULLA, NULLA, NULLA, NULLA. NON FA NIENTE, MA GLIELO RICORDIAMO NOI QUELLO CHE HA PROMESSO







Dichiarazioni programmatiche. Ci è sembrato che il Presidente della regione siciliana, Renato Schifani, si sia dimenticato dei lavoratori forestali. Non abbiamo sentito nulla, nemmeno una parola. 

Non fa niente, però ci piace ricordare la promessa elettorale del Presidente



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Ascolta la promessa del Presidente Renato Schifani di stabilizzare i lavoratori forestali:



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ARS. L'ON. CATENO DE LUCA: DAL MIO PUNTO DI VISTA I BILANCI DELLA REGIONE SONO FALSI! NEL 2009 È NATA UNA TECNICA DI ALLEGGERIRE LE SPESE CORRENTI: L'UTILIZZO DEI FONDI DI EXTRABILANCIO PER LA FORESTALE. LIBERAMMO IN UN SOLO COLPO DAL BILANCIO DELLA REGIONE OLTRE 600 MILIONI DI EURO!



Dichiarazioni programmatiche del presidente della regione.
Stralcio dalla seduta parlamentare del 01 Dicembre 2022

Ora le dico perché dal mio punto di vista i bilanci della Regione sono falsi. Una delle azioni che allora mi commissionò il mio Presidente della Regione Raffaele Lombardo, era il 2009, assessore Di Mauro, fu esattamente quello che ha annunciato l'assessore Falcone che poi è rimasto un annuncio, non lo so, l'operazione 'Verità' sui conti pubblici. Si ricorda, assessore? Io con Enzo Emanuele, Ragioniere generale, allora c'era la Cannata, c'era Pisciotta e altri, ho passato tutto luglio, agosto e settembre del 2009, Presidente, per fare questo. Ci sono due esemplari in circolazione, uno ce l'ha Emanuele e uno ce l'ho io. Tre sono, esatto, ha ragione. L'altro l'aveva Lombardo.
Questo è il libro bianco degli sprechi nella Regione siciliana, da questa operazione verità sono nate delle norme, ed è nata una tecnica di alleggerire le spese correnti del bilancio della Regione siciliana: l'utilizzo dei fondi extrabilancio per la formazione professionale, l'utilizzo dei fondi di extrabilancio per la forestale. Liberammo in un solo colpo dal bilancio della Regione oltre 600 milioni di euro!
Questa fu la grande operazione che abbiamo fatto, perché? Perché nello stesso tempo abbiamo fatto l'operazione del gruppo pubblico locale allargato, di cui lei non ne ha parlato.
Veda, nel 2009, a proposito delle partecipate, cosa ho scoperto? Io, purtroppo, avevo questa passione per i numeri, ma quello era il mandato che mi aveva dato il mio Presidente, Raffaele Lombardo. Ho cominciato uno studio incredibile sul sistema delle partecipate siciliane che non mi spiegavo, Presidente, come queste partecipate si mantenevano sempre in piedi. Veda che ci sono partecipate che è da trent'anni che sono in liquidazione, con tanto di Commissario o consulente e quant'altro, che spendono soldi e non vanno in liquidazione. Non le diranno il perché quando lei formulerà questa domanda. Lei, se vuole, la formuli a me e io le risponderò. Anzi, glielo dico subito perché ho visto che si è incuriosito.
Non si sono chiuse le liquidazioni perché, per chiudere le liquidazioni ci vogliono i soldi, Presidente, e quei soldi non risultano in nessuna partita di bilancio, ha capito? E già le ho dato un primo elemento di falsità dei bilanci: non comprendono l'intera galassia dei debiti! Di questa situazione veda cosa è emerso nel 2009? Questo è veramente geniale: le partecipate si mantenevano in piedi con un credito da parte del socio unico che era la Regione siciliana, quindi non andava in liquidazione perché risultava comunque, per il bilancio, un trasferimento.
Lo sa che nel bilancio della Regione non c'era la partita contrapposta? Cioè nell'ambito della Regione siciliana; se dovevamo andare a trovare la corrispondenza da morosi sensi, tra crediti debiti di residui attivi e residui passivi non c'era, perché non c'era? Perché non c'era la possibilità, e con questo meccanismo continuavano a rimanere in piedi le partecipate. Veda, l'indebitamento sui residui, e lo dico all'assessore Falcone che allora era in quest'Aula, se non ricordo male, era anche sindaco. Era in quest'Aula nel 2009? Sì, bene. In quest'Aula, allora, nacque un'operazione che ha voluto il Presidente Lombardo. Io gliene devo dare atto, poi ci ammazziamo, non andiamo d'accordo, per carità, ne devo dare anche atto per il coraggio che ha avuto su questo fronte, perché da allora non ce ne sono state più novità sulla trasparenza dei conti pubblici...
Per il resoconto provvisorio cliccare quì: 


Ascolta anche:





SIFUS CONFALI: GLI STIPENDI AI FORESTALI DEVONO ESSERE PAGATI PUNTUALMENTE COME PREVISTO DAL CONTRATTO DI LAVORO (OGNI 15 DEL MESE SUCCESSIVO E NON OLTRE LA FINE DEL MESE) CHE MENSILMENTE VIENE DISATTESO. IL SEGRETARIO REGIONALE HA SOLLECITATO L'ASSESSORE SAMMARTINO CIRCA IL PAGAMENTO DEGLI STIPENDI DI OTTOBRE E NOVEMBRE



Ricevo e pubblico
dalla Segreteria Generale del Sifus Confali
 
Palermo 2 Dicembre 2022 - Cambia il maestro ma la musica è sempre la stessa. Cambiano i presidenti di Regione, gli assessori, ma i vari uffici della Regione non riescono a pagare gli stipendi agli operai forestali siciliani ormai sull’orlo di un precipizio economico, finananziario e sociale. È aumentato tutto: bollette, spesa alimentare, l’abbigliamento ecc. 
Oltre la beffa di non avere una Riforma che stabilizzi questi lavoratori (come proposto dal Sifus attraverso i DDL 104 e 1009)con oltre 40 anni di precariato, settore molto importante per la manutenzione dei boschi e la messa in sicurezza del territorio ad alto rischio idrogeologico; questi lavoratori subiscono mensilmente il danno dei ritardi dei pagamenti mensili degli stipendi, infatti la maggioranza di loro, devono riscuotere la mensilità di Ottobre e Novembre.
Il Sifus invita tutti gli uffici regionali di competenza a liquidare gli stipendi arretrati prima della chiusura della cassa regionale. 
Il Sifus è disponibile ad intraprendere azione di lotta qualora la situazione dei pagamenti dovesse degenerare.

In data odierna il Segretario Regionale del sifus, Giuseppe Fiore ha scritto all'Assessore rRegionale all'Agricoltura, on. Luca  Sammartino  per sollecitarli il pagamento degli stipendi di ottobre e novembre prima che chiuda la cassa regionale.
L'assessore Luca Sammartino, in data odierna, è  stato contattato pure dal Segretario Generale del Sifus, Maurizio Grosso proprio sul tema stipendi e per definire una data  finalizzata ad un incontro programmatico.
L'addetto stampa Sifus Confali.






ARS. L'ON. ABBATE: PRESIDENTE, NOI SAREMO AL SUO FIANCO AFFINCHÉ REALMENTE SI POTRANNO CAMBIARE LE SORTI DI QUESTA REGIONE, SPECIALMENTE PER I TANTI PRECARI, IO PENSO ASU, FORESTALI E CONSORZI DI BONIFICA CHE VEDONO IN NOI QUELLI CHE POSSONO VERAMENTE RISOLVERE QUESTI PROBLEMI



Dichiarazioni programmatiche del presidente della regione.
Seduta parlamentare del 01 Dicembre 2022


ABBATE. Sto finendo. Dicevo, quelli che saranno anche nella prossima finanziaria gli 
appostamenti e quelle risorse necessarie, perché senza risorse non si può fare sanità, non si può dareservizi ai cittadini.Grazie, Presidente, in bocca al lupo per questa attività. Noi saremo al suo fianco affinché realmente si potranno cambiare le sorti di questa regione, specialmente per i tanti precari, io penso ASU, forestali e consorzi di bonifica che vedono in noi quelli che possono veramente risolvere questi problemi. Grazie, Presidente.



02 dicembre 2022

REGIONE: DALLA SANITÀ AI RIFIUTI, ECCO LE DICHIARAZIONI PROGRAMMATICHE DI SCHIFANI ALL'ARS. ILLUSTRATI ALL’ASSEMBLEA SICILIANA I PUNTI PRINCIPALI DEL SUO PROGRAMMA. IL BLOG: NEL PROGRAMMA ELETTORALE C'ERA ANCHE LA STABILIZZAZIONE DEI LAVORATORI FORESTALI. È ANCORA VALIDA LA PROMESSA?


Dal sito www.lasicilia.it

Il presidente ha illustrati all’Assemblea siciliana i punti principali del suo programma

Di Alfredo Zermo - 01 Dicembre 2022
«Prima di dare inizio alle mie dichiarazioni programmatiche, sento il dovere di rivolgere un deferente saluto al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, estremo garante della nostra unità nazionale e delle regole inviolabili della nostra Costituzione. Un pensiero e un ricordo indelebile intendo poi manifestare nei confronti di tutte le vittime della mafia, di cui Giovanni Falcone e Paolo Borsellino costituiscono esempio luminare. Il mio governo combatterà col massimo rigore ogni tentativo di infiltrazione della mafia nel sistema regionale della spesa pubblica, adottando criteri e comportamenti rigorosi che valgano anche da deterrente». Così il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, nelle dichiarazioni programmatiche all’Assemblea siciliana.

«La mafia non è di destra o di sinistra - ha detto - persegue i propri interessi tentando di infiltrarsi nelle pubbliche amministrazioni per condizionarne a proprio uso i procedimenti che regolano la spesa ed i canali di finanziamento». «Altro pensiero va a tutti i nostri corregionali caduti all’estero nelle missioni internazionali di pace - ha proseguito - Eroi che si battevano per un ideale supremo, lontani dalla loro terra, ma convinti che la pace tra i popoli non è un valore locale ma universale». 


Sanità

«La nuova sanità - ha detto Schifani , nelle sue dichiarazioni programmatiche, chiedendo «scusa» alla famiglia della bambina di 8 anni, costretta a rivolgersi a strutture private e pagare le cure oncologiche perché in un ospedale pubblico avrebbe dovuto aspettare sei mesi. - dovrà guardare senza riserve al privato convenzionato, sia ospedaliero che diagnostico, nella consapevolezza che la assistenza sanitaria costituisce una pubblica funzione, al di la del soggetto che la eroga, sia pubblico che privato. Occorre quindi abbattere ogni forma di pregiudizio, sapendo coniugare una leale sinergia tra due mondi che stanno dalla stessa parte: la salute del cittadino. Soltanto cosi potremo anche abbattere le inaccettabili liste di attesa cui sono sottoposti molti pazienti che chiedono e hanno diritto ad una indagine strumentale e diagnostica immediata per la scelta della terapia»

«Il nostro sistema pubblico sanitario presenta punti di eccellenza significativi, e lo ha anche dimostrato in occasione del contrasto al Covid dove tutto l’apparato ha dato prova di grandissima professionalità e spirito di abnegazione - ha detto - Occorrerà potenziare la medicina territoriale per evitare il pericoloso intasamento delle strutture ospedaliere, chiamate il più delle volte a prestazioni che avrebbero potuto essere evitate da un filtro di base. Particolare attenzione intenderò porre sulle aree di emergenza territoriale, evitando al cittadino traumatizzato patologicamente una ulteriore sofferenza psicologica nascente da lunghe attese, a volte in situazioni logistiche che offendono la dignità umana. Un capitolo a parte poi meriterà il tema dello stato di salute delle strutture ospedaliere, caratterizzato da vecchie incompiute, come ad esempio il polo pediatrico di Palermo, alcuni ospedali della nostra regione, ed il mancato completamento di alcune significativi interventi previsti e finanziati in ragione della emergenza Covid».


Enti locali

"La Regione sarà a fianco degli Enti locali siciliani per il superamento delle carenze organizzative e funzionali", ha ribadito  il governatore Renato Schifani, ricordando la condizione di dissesto o pre-dissesto di molti comuni dell’Isola, mentre "altri ancora versano in condizioni di difficoltà economico-finanziaria tali da poter seguire analoga sorte. Lo stato di criticità finanziaria degli enti locali si riflette pesantemente su di un’organizzazione del personale che negli ultimi anni è divenuto sempre più problematica, anche in ragione della recente ondata di pensionamenti, che ha comportato, quale inevitabile conseguenza, lo svuotamento degli organici, senza il necessario ricambio, stante l'impossibilità di avviare opportune e mirate procedure di reclutamento". 

Il presidente della Regione siciliana ha spiegato che il suo Governo promuoverà "una permanente azione di raccordo inter-istituzionale tesa a favorire interventi di risanamento finanziario degli enti locali siciliani in difficoltà e privi delle necessarie risorse assunzionali. Sarà fornito il necessario impulso per definire una compiuta attività di ricognizione e monitoraggio propedeutica all’informata predisposizione di un apposito intervento legislativo - ha concluso Schifani - necessario ad avviare il graduale superamento della condizione di diffuso disagio organizzativo esistente negli enti locali siciliani". 

 
Emergenza rifiuti

"E' vergognoso sperperare denaro pubblico per trasportare rifiuti all’estero", ha detto Schifani,  tornando a ribadire la necessità di realizzare "un adeguato sistema impiantistico", promuovendo "tecnologie innovative per migliorare la tutela dell’ambiente e l’uso efficiente delle risorse nel settore dei rifiuti". Il governatore ha sottolineato la necessità di realizzare due termovalorizzatori, uno nella parte occidentale e uno in quella orientale. "Sono indispensabili", ha detto, ricordando che "grazie alle nuove tecnologie avanzate si tratterebbe di impianti idonei a trasformare i rifiuti in energia, salvaguardando al contempo la collettività dal rischio inquinamento". 
"Chiederemo al governo nazionale l’approvazione della cosiddetta "norma Gualtieri", voluta per Roma, che consenta anche ai sindaci delle due città metropolitane coinvolte, di avere poteri speciali idonei a sveltire le procedure", ha aggiunto, ribadendo che "un ulteriore sforzo andrà fatto per incrementare la raccolta differenziata soprattutto nelle città metropolitane rimaste ad una percentuale ancora poco soddisfacente". 

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IL RITORNO DI SCATENO: “VOI DANZATE SUL TITANIC. NON VOTEREMO BILANCI FALSI”


Dal sito ilsicilia.it

1 Dicembre 2022
De Luca torna all’Ars, interviene per quasi un’ora, si prepara ad un’ opposizione senza sconti e senza pregiudizi, racconta retroscena nelle distribuzioni delle poltrone in Assemblea, annuncia scintille per l’esame della variazione di bilancio e conclude con 4 pacchi dono per Schifani. I deputati di Sicilia Vera e Sud chiama Nord, rimasti fuori da ogni distribuzione di ruoli, sono pronti a fare le pulci a conti e delibere e inizieranno sin dalla manovra di variazione di bilancio “ci sono quelle che vengono definite marchette mascherate, come dicono i 5stelle e vi avverto, se è così non passerà e comunque preparatevi a mille emendamenti ed a restare qui anche l’8 dicembre”.

De Luca ricorda che sulla manovra finanziaria c’è ancora il rischio che la Corte dei Conti non sia clemente.

“Siamo pronti a collaborare ma non scenderemo a patti, non accetteremo condizioni e non consentiremo a questo Parlamento di essere lo scendiletto del Governo- spiega De Luca- Ci siamo tenuti volutamente le mani libere nella composizione dell’ufficio di Presidenza perché l’operazione verità sui conti della Regione siciliana deve proprio iniziare dall’Ars. La variazione di bilancio è stata qualificata dal Governo come atto urgente al punto tale da richiedere al presidente del Parlamento di comprimere i tempi ordinari della trattazione in commissione e in aula e la consequenziale presentazione degli emendamenti. Abbiamo individuato anche in questa circostanza tante marchette politiche che confermano l’atavico vizio di strumentalizzare le urgenze per finanziare spese clientelari e non indifferibili ed urgenti in questo contesto.”

De Luca ha chiesto a Schifani e Galvagno di eliminare  i provvedimenti di spesa che non hanno carattere d’urgenza preannunciando la presentazione di oltre mille emendamenti e consigliando a tutti i colleghi parlamentari di organizzarsi per trascorrere la festività dell’immacolata in Parlamento.

Poi il riferimento all’udienza di sabato in Corte dei conti per la parifica del rendiconto 2020: ” Ancora non sappiamo, se salterà il banco quando la Corte dei Conti metterà in luce il gioco delle tre carte che l’assessore Armao ha sempre praticato per mascherare la falsità dei bilanci, approvati in violazione degli articoli 13, 14 e 15 della legge 11 del 2010 da me voluta dopo una guerra con l’intero Parlamento siciliano combattuta con oltre 5 mila emendamenti. Come lei ben saprà il patto tra lo Stato e la Regione siciliana in merito all’ampliamento degli anni per il rientro del deficit è stato violato unilateralmente su proposta dell’assessore Armao  in relazione all’assenza del formale consenso da parte dello Stato. Mi auguro  che la Corte dei conti sia ulteriormente clemente nei nostri confronti. Sembrate satiri danzanti sul Titanic”.

Cateno De Luca al termine del suo intervento ha simbolicamente consegnato quattro doni al Presidente Schifani: un piccolo sacchetto di rifiuti per ricordare l’emergenza ed evidenziare che invece Messina sia arrivata al 60% di differenziata, l’opuscolo realizzato dal Governo Musumeci e inviato ai sindaci dei comuni siciliani che racchiude le grandi bugie dei 4 anni trascorsi, il testo “La Sicilia ai siciliani. Un’analisi critica sul testo cardine dell’indipendentismo siciliano” di Antonio Canepa, manifesto ideale dell’indipendentismo siciliano e il testo di Cateno De Luca “Origini e prospettive dell’autonomia siciliana. Breve testimonianza del saccheggio della Casta.

Rosaria Brancato

Fonte: ilsicilia.it




MONREALE COME ISCHIA? A POGGIO SAN FRANCESCO RESIDENTI IN ALLARME: “RISCHIO CONCRETO DI FRANE”. SUCCESSIVAMENTE GLI OPERAI FORESTALI HANNO QUOTIDIANAMENTE LAVORATO PER IL TAGLIO DI MOLTISSIMI ALBERI. OPERAZIONI CONTINUATE DI RECENTE E NON ANCORA ULTIMATE. MA ADESSO I RESIDENTI HANNO PAURA, ANCHE ALLA LUCE DI QUANTO È AVVENUTO AD ISCHIA, E HANNO LANCIATO L’ALLARME ALLE ISTITUZIONI


Dal sito filodirettomonreale.it

Abitazioni sotto l’area devastata dagli incendi estivi, “Con le piogge rischio di frane di fango sulle nostre teste”

scritto da Luigi Gullo il 30 Nov 2022
MONREALE – Con una pec indirizzata al comune di Monreale e alla Protezione civile della regione siciliana una decina di residenti di Monreale, abitanti nella contrada di Poggio San Francesco, hanno lanciato un allarme. La paura è che sopra le loro teste possano cadere migliaia di metri cubi di terra e di fango, trascinati giù dalle piogge.

L’incendio avvenuto a luglio 2021, partito da Piana degli Albanesi e propagatosi nella mattinata sulla Pizzuta, aveva raggiunto le aree sottostanti la Riserva Boschiva di Poggio San Francesco procurando enormi danni alla vegetazione e ad alcune abitazioni.

Quest’anno, ad agosto, un altro incendio di enormi dimensioni, sprigionatosi intorno a Portella della Paglia, aveva raggiunto altre abitazioni. Una volta spente le fiamme lo spettacolo che si è presentato è stato desolante, grandissima parte degli alberi di grande fusto sono stati completamente o in gran parte bruciati.

Successivamente gli operai forestali hanno quotidianamente lavorato per il taglio di moltissimi alberi nella zona antistante l’area ex Cava. Hanno poi portato via la legna tagliata e bruciato poi gli arbusti. Operazioni continuate di recente e non ancora ultimate.

Ma adesso i residenti hanno paura, anche alla luce di quanto è avvenuto ad Ischia, e hanno lanciato l’allarme alle istituzioni. Nell’area sottostante il bosco devastato vi sono numerose abitazioni, alcune edificate in zone scoscese, che, vista l’assenza ormai di robusta vegetazione, potrebbero essere soggette a frane.

Badagliacca Antonino, Francesco Macchiarella, Camarda Caterina, Di Paola Dott. Pierfabio, Siddiolo Cristina, Bega Valerio, Guarneri Maria Grazia, Di Carlo Paolo, Geraci Gianni, Mazzola Adelaide, Cottone Leonardo hanno scritto al comune e alla protezione civile regionale per chiedere quali interventi siano stati programmati per mettere l’area in sicurezza, e hanno preannunciato che, in caso di assenza di risposte celeri e concrete da parte delle istituzioni, non attenderanno oltre e si rivolgeranno a professionisti esperti del settore per avere ragguagli tecnici sui rimedi da adottare. 

“Perché questo è il momento degli interventi immediati – spiegano -, ci sarà poi il tempo, in caso di inadempienze, di valutare eventuali responsabilità”.




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FORESTE E BOSCHI: SI PUÒ COMBATTERE LA CRISI CLIMATICA?

Dal sito  www.informazioneambiente.it

Foreste e boschi: si può combattere la crisi climatica?

Davide D'ascoli - 30/11/2022
Le foreste sono importantissimi alleati contro la crisi climatica. Due recenti studi incentrati sui boschi europei dimostrano che per sfruttare seriamente le foreste contro il Climate Change servono pianificazione e una gestione attiva. Andiamo a scoprire quali potrebbero essere le soluzioni per contrastare la crisi climatica mediante la gestione delle aree verdi come boschi e foreste.

Gli alberi e le foreste sono un alleato importante contro la crisi climatica e ambientale in corso, per la loro capacità di assorbire le emissioni di CO2, di far crescere ecosistemi, di abbassare le temperature. Anche per questo vengono spesso proposti come soluzione ai problemi ambientali.


Foreste e crisi climatica: basterebbe piantare nuovi alberi?



Il problema è che non basta solamente assorbire più gas serra per fermare il riscaldamento globale, ma bisogna soprattutto smettere di produrne.


In secondo luogo, non basta solamente piantare gli alberi, infatti, sarebbe necessario farlo con attenzione, prendersene cura, insomma le foreste vanno monitorate e gestite perché diventino complici nelle strategie di adattamento, mitigazione e decarbonizzazione. A questo proposito, l’Ansa ha recentemente citato due studi, usciti entrambi quest’anno su Science Direct, uno nella sezione Science of the total environment e l’altro in Agricultural and forest meteorology.

Entrambi, in modi diversi, si sono occupati dei boschi europei, sottolineando l’importanza della loro gestione attiva.

Come si gestiscono le foreste per contrastare la crisi climatica?
Foresta

Una recente ricerca ha analizzato l’andamento di una piantagione artificiale di pino laricio in Calabria in base a sei diversi scenari di gestione forestale e tre diversi scenari climatici. Con la premessa secondo cui “la gestione delle foreste potrebbe svolgere un ruolo strategico nell’adattamento delle foreste mediterranee”, gli scienziati hanno concluso che:

“la gestione esercita maggiori effetti sul carbonio sequestrato dalle piantagioni di pino laricio rispetto al solo cambiamento climatico e che il Climate Change e la gestione sono in gran parte indipendenti. Pertanto adeguate strategie selvicolturali potrebbero aumentare i potenziali stock di carbonio e migliorare le condizioni delle foreste, con effetti positivi a cascata sulla fornitura di servizi ecosistemici nelle piantagioni di pino mediterraneo”.

Il secondo studio valuta l’impatto dell’intensità e della frequenza nel taglio degli alberi sulla capacità delle foreste di assorbire la CO2. Recentemente abbiamo visto l’esempio della foresta amazzonica, la più importante foresta pluviale del mondo, che ha cominciato a emettere più CO2 di quanta ne catturasse a causa della deforestazione, degli incendi e della scarsa tutela.

Per questo, scrivono gli scienziati:

“Con l’aumento della concentrazione atmosferica di CO2 e il riscaldamento, le foreste gestite mostrano sia una maggiore capacità produttiva sia una dimensione potenziale maggiore del carbonio immagazzinato rispetto alle foreste non gestite, purché il diradamento e la raccolta degli alberi siano di intensità moderata”.





01 dicembre 2022

AMBIENTE, CGIL, CISL E UIL INCONTRANO L’ASSESSORE REGIONALE AL TERRITORIO, ELENA PAGANA: “SI AVVII RIFORMA DEL SETTORE FORESTALE E SI ATTUINO INTERVENTI SERI E CONCRETI A TUTELA DEI LAVORATORI”


Ricevo e pubblico
dalla Giornalista Laura Compagnino 
Ufficio Stampa Fai Cisl Sicilia

Palermo, 1 dicembre 2022 - Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil Sicilia hanno incontrato ieri l’assessore regionale al Territorio, Elena Pagana. Al centro della riunione c’è stato il settore forestale, “ci sono troppe urgenze che impongono di porlo come priorità”, dichiarano i segretari Adolfo Scotti (Fai Cisl), Tonino Russo (Flai Cgil), Enzo Savarino (Uila Uil).
Per Cgil, Cisl e Uil “va varata una riforma seria e concreta della forestale”. “Da tempo chiediamo che questo diventi uno fra i primi punti dell’agenda politica siciliana” affermano Scotti, Russo e Savarino che hanno espresso all’assessore Pagana la necessità di recepire la parte economica del contratto di lavoro dei forestali e di avviare le trattative per il rinnovo del contratto per gli operai addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale ed idraulico-agraria.
“Vanno garantiti i diritti dei lavoratori - rimarcano Scotti, Russo e Savarino - quindi va immediatamente dotato il comparto di mezzi nuovi e idonei al servizio, si devono fornire agli addetti tutti i dispositivi di sicurezza, va garantita la continuità lavorativa per l’intero periodo delle 151 giornate nella campagna antincendio e occorre ripristinare i contingenti della legge 16/96 per coprire i vuoti nelle squadre e nelle postazioni antincendio”.





LE POLEMICHE PRETESTUOSE SULLA FRANA DI ISCHIA. IN PERICOLO È MEZZA ITALIA MA SI FA FINTA DI NULLA. E IN SICILIA SERVONO ALMENO 30 MILA OPERAI FORESTALI DA IMPIEGARE TUTTO L’ANNO CON UN SERVIZIO H24 PER PREVENIRE INCENDI E ALLUVIONI


Dal sito www.inuovivespri.it

di Giulio Ambrosetti - 28 novembre 2022
  • La polemica sulla sanatoria edilizia di Ischia del 2018 è surreale. Lì l’abusivismo edilizio è una piaga quarantennale. Il vero problema, oggi, è che è cambiato il clima e le piogge sempre più violente, senza interventi di prevenzione per mitigarne gli effetti, possono provocare danni enormi 
  • In Italia la situazione è grave, perché da un ventennio sono scomparse le manutenzioni del territorio. Questo scenario di abbandono unito ai cambiamenti climatici in corso potrebbe creare problemi gravi. Italia da oltre vent’anni in Avanzo primario  
  • In Sicilia servono almeno 30 mila operai forestali da impiegare tutto l’anno con un servizio H24 per prevenire incendi e alluvioni 
La polemica sulla sanatoria edilizia di Ischia del 2018 è surreale. Lì l’abusivismo edilizio è una piaga quarantennale. Il vero problema, oggi, è che è cambiato il clima e le piogge sempre più violente, senza interventi di prevenzione per mitigarne gli effetti, possono provocare danni enormi

Va in queste ore una polemica un po’ surreale sulla sanatoria edilizia del 2018 nell’isola di Ischia voluta dal governo di Giuseppe Conte, all’epoca sostenuto da grillini e leghisti. La frana che ha colpito Ischia sarebbero anche il frutto dell’abusivismo edilizio. Che l’abusivismo edilizio sia un grave problema non ci sono dubbi, ma ascrivere le responsabilità di quanto avvenuto a Procida per una sanatoria che riguarda case che risalgono in alcuni casi agli anni ’80 del secolo passato ci sembra una speculazione politica. Ad Ischia, isola di poco meno di 63 mila abitanti, l’abusivismo edilizio imperversa da oltre 40 anni. E’ stato calcolato che, su circa 60 mila abitazioni, quasi 13 mila sono abusive. E’ così da anni ed è così in tante aree della Campania. Leggiamo in un articolo di THE VISION: “La Campania è la patria dell’abusivismo in Italia, con il 50,6% degli immobili fuorilegge. Il fenomeno è visibile in modo più evidente che mai sulle pendici del vulcano (leggere Vesuvio ndr), in quella che è definita la zona rossa. Come spiega Legambiente, sono 27mila gli abusi edilizi penalmente rilevanti in quest’area, che comprende 25 comuni e l’area orientale della città di Napoli. Per tutti questi casi sono stati avviati dei procedimenti, ma sono solo 192 le sentenze passate in giudicato e 55 le demolizioni realizzate. Questo riflette un altro dato regionale: in Campania il 97% delle esecuzioni di demolizione non vengono eseguiti” (qui per esteso l’articolo). In uno scenario del genere sollevare polemiche sull’abusivismo nell’isola di Ischia, collegandolo solo alla sanatoria del 2018 è un po’ pretestuoso.

In Italia la situazione è grave, perché da un ventennio sono scomparse le manutenzioni del territorio. Questo scenario di abbandono unito ai cambiamenti climatici in corso potrebbe creare problemi gravi. Italia da oltre 20 anni in Avanzo primario 

L’abusivismo edilizio è un problema, soprattutto se le case sono state realizzate in aree fragili, caratterizzate da dissesto idrogeologico. Va detto, però, che certe forme di abusivismo edilizio esistono da quarant’anni. Le domande da porre sono almeno. Prima domanda: perché da una decina di anni a questa parte, quando piove, si registrano allagamenti? Seconda domanda: da cosa dipendono le piogge sempre più intense e sempre più violente che provocano alluvioni nei centri abitati e nelle campagne e talvolta, danni alle persone e alle cose? Provando a rispondere a queste due domande vengono fuori due condizioni oggettive. Prima condizione oggettiva: c’è un problema che dipende dall’uomo, ovvero dalle carenti manutenzioni: questo spiega perché anche piogge i media entità provocano danni. La carenza di manutenzioni è il frutto delle politiche economiche del rigore adottate da una ottusa Unione europea che, peraltro, impone all’Italia, da oltre un ventennio il cosiddetto Avanzo primario. Poi c’è la seconda condizione oggettiva, la più pericolosa: sono in corso cambiamenti climatici che producono condizioni meteorologiche sempre più estreme: siccità, anche prolungata e precipitazioni sempre più violente. Così buona parte dell’Italia – e non soltanto Ischia – sono a rischio con un futuro che non annuncia nulla di buono. La politica italiana, invece di fare sciacallaggio, dovrebbe cercare di correre ai ripari. Chi oggi specula politicamente sui fatti di Ischia dovrebbe ricordare che lo scorso anno, nella notte tra il 14 e il 15 Luglio, una terribile alluvione ha colpito la Germania Occidentale, il Belgio, i Paesi Bassi e parte del Lussemburgo, provocando oltre 200 morti. La violenza delle piogge ha fatto crollare tante abitazioni (qui trovare un articolo di METEORED ITALIA con i video di quei giorni tremendi).

In Sicilia servono almeno 30 mila operai forestali da impiegare tutto l’anno con un servizio H24 per prevenire incendi e alluvioni
 
I Nuovi Vespri, già da qualche anno, cerca senza successo di sensibilizzare l’attenzione della politica siciliana sui possibili disastri che potrebbero verificarsi nella nostra Isola in presenza di un evento estremo come quello che ha colpito l’Europa centrale lo scorso anno. Nella nostra Isola le aree fragili sono tante, così come sono tanti i corsi d’acqua che potrebbero straripare provocando danni anche nei centri abitati, oltre che nelle campagne. Citiamo spesso l’area di Mondello e Partanna Mondello a Palermo, dove con piogge di media intensità si registrano grandi disagi. Ebbene, la politica cittadina attuale, invece di mettere in campo azioni di prevenzione lavora per portare a Mondello le linee di Tram: altro cemento in una zona ultra-cementificata realizzata in un’area paludosa! Ecco cosa ci diceva qualche anno fa l’ecologo Silvano Riggio a proposito dei cambiamenti climatici e dei possibili effetti su Palermo: “L’ho detto e lo ripeto: il clima è cambiato. E non è vero che la scienza non ha previsto quello che sta succedendo. L’effetto serra è stato ipotizzato nei primi del secolo passato da Svante August Arrhenius… Penso a quello che è successo in Siria. Anche se si parla della Siria solo per la guerra, va detto che in questo Paese ci sono state vere e proprie carestie dovute alla desertificazione. Milioni di persone hanno abbandonato le zone agricole colpite dalla siccità per riversarsi nelle città. In Sicilia il fenomeno è già in atto. Ma a Palermo si continuano a tagliare gli alberi per fare posto agli appalti milionari del Tram, si continua a ‘cementificare’ il territorio a colpi di varianti urbanistiche. Si pensa solo agli affari e ai soldi. Vuole sapere veramente cosa penso? Che si va verso la catastrofe” (qui per esteso il nostro articolo). Invece di polemizzare a vanvera i politici italiani dovrebbero cercare di mettere in campo le azioni di prevenzione nel territorio per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici in corso. Il discorso vale anche per l’Unione europea. In Sicilia, nel Novembre dello scorso anno, abbiamo lanciato la proposta di assumere almeno 30 mila operai forestali a tempo indeterminato per assicurare alla nostra Isola un servizio H24: per prevenire gli incendi boschivi in Estate e per la manutenzione delle aree fragili, per provare a mitigare gli effetti di possibili alluvioni. Ma la politica siciliana non sembra interessata a tali temi, a parte qualche eccezione. Proprio ieri abbiamo pubblicato un articolo in cui il segretario generale del Sifus Confali, Maurizio Grosso, prova a illustrare ai politici che bisogna cambiare registro ed occuparsi seriamente della manutenzione del territorio.

Foto tratta da Il Riformista





ISCHIA, SINDACO DI FORIO: BISOGNA FARE LA MANUTENZIONE DEL TERRITORIO, CHE UNA VOLTA FACEVA LA FORESTALE

in foto Francesco Del Deo, sindaco di Forio d'Ischia

Ischia, sindaco di Forio: Abusivismo non sia capro espiatorio

Dal sito www.ildenaro.it

“Basta col cercare nell’abusivismo il capro espiatorio. Bisogna fare la manutenzione del territorio, che una volta faceva la forestale. Noi italiani siamo forcaioli nel cercare il capro espiatorio dove non c’è”. Così il sindaco di Forio d’Ischia Francesco Del Deo a Rainews 24.




Ascolta anche:

Il sindaco di Ischia: 110 anni fa la manutenzione era affidata agli operai idraulici della forestale, questo corpo di operai non esiste più. Se ci fosse stata la manutenzione, sicuramente non succedeva quello che è successo. E' il momento di curare il territorio! Video
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Stralcio della puntata "Non è l'arena" andata in onda ieri 28/11/2022






LA LEADER DI FRATELLI D’ITALIA: APPROVARE ENTRO L’ANNO IL PIANO NAZIONALE DI ADATTAMENTO AL CAMBIAMENTO CLIMATICO. EFFETTUERANNO UNA RICOGNIZIONE SIA DELLE RISORSE GIÀ ESISTENTI SIA DEL PERSONALE DA METTERE A DISPOSIZIONE DEI COMUNI A PARTIRE DA QUELLI PIÙ PICCOLI. ABBIAMO POI DATO MANDATO AL MINISTRO MUSUMECI DI CREARE UN GRUPPO DI LAVORO. IL BLOG: MINISTRO MUSUMECI, È SEMPRE VALIDA LA SUA PROMESSA SUI LAVORATORI FORESTALI CHE NON AVRANNO PIÙ UN GIORNO DI RIPOSO?



LA PREMIER Meloni: su Ischia c’è tantissimo da fare

Dal sito www.ilgolfo24.it

30 Novembre 2022
“Su Ischia c’è tantissimo lavoro da fare: ogni euro investito sul territorio è per dare più sicurezza ai nostri figli”. Così ha esordito il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ieri in un’intervista al Corriere della Sera, sulla tragica vicenda di Ischia. La leader di Fratelli d’Italia ha spiegato come “abbiamo preso un impegno: approvare entro l’anno il Piano nazionale di adattamento al cambiamento climatico. Effettueranno una ricognizione sia delle risorse già esistenti sia del personale da mettere a disposizione dei Comuni, a partire da quelli più piccoli. Abbiamo poi dato mandato al ministro Musumeci di creare un gruppo di lavoro interministeriale per gli interventi di medio e lungo periodo”. Il premier si è anche dissociata dalle dichiarazioni di lunedì del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, che aveva affermato ai microfoni di  Rtl102,5: “Basterebbe mettere in galera il sindaco e tutti quelli che lasciano fare” eventuali abusi edilizi. “Quella del ministro Pichetto – ha chiarito Giorgia Meloni – è stata un’espressione infelice, ma che voleva probabilmente sottolineare la necessita che le istituzioni siano chiamate a rispondere delle loro responsabilità”. E poi sulla norma relativa alla definizione dei condoni sull’isola di Ischia voluta dal Governo Conte ed inserita nel Decreto Morandi. “Se lei andasse a riprendere la dichiarazione di voto di Fratelli d’Italia scoprirebbe che noi fummo molto critici nei confronti del condono su Ischia inserito nel decreto sul ponte Morandi. E agli atti. Così come sono agli atti le critiche a tutte quelle norme che con Genova non c’entravano assolutamente. Votammo in ogni caso il provvedimento perché la priorità era dare risposte a una città che affrontava un’emergenza senza precedenti”.




Ascolta anche:

Ecco cosa diceva l'ex presidente Musumeci della regione siciliana, oggi Ministro con delega alla Protezione Civile:
Per l'impiego dei lavoratori forestali ci vuole un confronto con il governo nazionale.
Sembra strano, non ha e non può più cercare scuse o fare da scarica barile.


Musumeci. Per i lavoratori forestali serve un confronto serrato, serio 
con il governo nazionale, per garantire loro, almeno una continuità di lavoro, che vada oltre la umiliante condizione di lavoratori stagionali


Il Presidente Musumeci zittisce Bruno Vespa: non licenzieremo nessuno, anzi, li facciamo diventare da peso a risorsa. Li vorrei a pulire i laghi, fiumi, le aree verdi, le spiagge e non avranno un giorno di riposo. Conosco il metodo del governo per averlo già sperimentato.
Ma se cambia idea non è più coerente!




Egregio Ministro Nello Musumeci, però non tocchi l'indennità di disoccupazione ai lavoratori forestali stagionali. Tranne che si utilizzano tutto l'anno, non per 9/10 mesi per come lei ha detto.




IL SIFUS E LO SNAF-FNA INCONTRANO L’ASSESSORE AL TERRITORIO E AMBIENTE ELENA PAGANA


Ricevo e pubblico
dalla Segreteria regionale
Sifus Confali

Palermo 30-11-2022 - In data odierna i sindacati Sifus e Snaf-Fna hanno incontrato il nuovo assessore regionale dell’assessorato Territorio e Ambiente Elena Pagana. 
Per il Sifus erano presenti Giuseppe Fiore (segretario regionale), Franco Cupane (responsabile regionale settore Antincendio boschivo) e Lino Masi (componente segreteria regionale).
Inizia con i buoni auspici il confronto con l’assessore Pagana rispetto ai tanti problemi sollevati dal Sifus per organizzare al meglio la prossima campagna antincendio.
L’assessore fissa il prossimo incontro operativo programmato con le parti sociali (sindacati) per metà Gennaio 2023.
G.Fiore SIFUS CONFALI




30 novembre 2022

FORESTALI. UGL, AVVIATO CONFRONTO CON ASSESSORE PAGANA



Comunicato Stampa

Ricevo e pubblico
dal Segretario regionale Ugl Agricoli e Forestali
Franco Arena

Si è svolto in un clima di cordialità il primo incontro con il neo l'assessore regionale al territorio e ambiente, Elena Pagana che insieme  a Giovanni Salerno, Dirigente generale del Comando regionale del Corpo forestale della Regione Siciliana ed il Capo di gabinetto, Dorotea Di Trapani ha affrontare con il sindacato le tante criticità che attanagliano il servizio antincendio boschivo regionale.
A dichiararlo Franco Arena, Segretario regionale Ugl Agricoli e forestali e Giuseppe Senia, Reggente della categoria in provincia di Trapani.
Con spirito costruttivo abbiamo apportato il nostro contributo  al tavolo - aggiungono i due sindacalisti - per migliorare le  linee guida per la prossima campagna antincendio. 
Al fine di affrontare compiutamente le varie criticità del comparto, ci siamo lasciati con l'impegno di rivederci dopo la metà del mese di gennaio - concludono Arena e Senia.