03 settembre 2021

INCENDI, ROMA NOMINA MUSUMECI COMMISSARIO PER L’EMERGENZA


Dal sito madonielive.com

3 Settembre 2021 
Il presidente della Regione Nello Musumeci è stato nominato, dal governo nazionale, commissario delegato per fronteggiare l’emergenza dovuta ai numerosissimi roghi che nell’ultimo mese hanno colpito molti Comuni della Sicilia. Il provvedimento è stato firmato dal capo della Protezione civile Fabrizio Curcio e segue la delibera del Consiglio dei ministri del 26 agosto con la quale è stato dichiarato, per sei mesi, “lo stato di emergenza in conseguenza dell’eccezionale diffusione degli incendi boschivi”. All’Isola, nelle more della ricognizione dei fabbisogni, sono stati assegnati per l’attuazione dei primi interventi due milioni di euro. Le altre regioni coinvolte sono: Calabria, Sardegna e Molise.
 
Spetterà adesso al presidente della Regione individuare, anche grazie alla mappatura satellitare messa a disposizione dalla Protezione civile, i Comuni, le aree interessate e l’ammontare dei danni, oltre a predisporre, contestualmente, un Piano degli interventi urgenti. Quattro gli ambiti nei quali sarà possibile operare: attività di soccorso e assistenza alla popolazione; ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche compromesse, danneggiate o interrotte, delle attività di gestione dei rifiuti, delle macerie e del materiale vegetale prodotto dagli incendi; prime misure di immediato sostegno al tessuto economico e sociale nei confronti della popolazione e delle attività economiche e produttive; individuazione degli interventi, anche strutturali, per la riduzione del rischio residuo nelle aree colpite finalizzati alla tutela dell’incolumità pubblica e privata.
 
In particolare, ai nuclei familiari la cui abitazione principale risulti compromessa, potrà essere assegnato un contributo fino a cinquemila euro, che diventa di ventimila per favorire l’immediata ripresa delle attività economiche e produttive danneggiate dagli incendi. Per quanto riguarda, invece, le aziende agricole e zootecniche sono previste risorse per: l’acquisto di foraggio, mangime o altri alimenti per il bestiame; la riparazione e il ripristino di recinzioni, impianti per l’approvvigionamento idrico e l’abbeverata degli animali; fronteggiare le criticità dovute alla perdita degli alveari da parte degli apicoltori.
Alle famiglie la cui abitazione principale sia stata distrutta in tutto o in parte o sia stata sgomberata per motivi di  sicurezza può essere assegnato un contributo mensile che varia da 400 a 900 euro in base al numero di persone che compongono il nucleo familiare.
 
I titolari di mutui relativi agli edifici distrutti o resi inagibili anche parzialmente o alla gestione di attività commerciale o economica potranno, inoltre, chiedere agli istituti di credito una sospensione delle rate. 






MANUTENZIONE PALERMO. ACCREDITATI NEI CONTI UNICREDIT IL MESE DI LUGLIO


Palermo manutenzione. Accreditati nei conti Unicredit il mese di luglio, a seguire negli altri istituti di credito



GERACI SICULO, ANCORA INCENDI: FUOCO A DUE PASSI DALLE ABITAZIONI


Dal sito www.madoniepress.it

Vasto fronte di fuoco si è sviluppato alle porte del paese, tra le vie Civetta e Biscucco

02 Settembre 2021
Ancora un incendio a Geraci Siculo. Ad un mese esatto dai gravi episodi che hanno distrutto gran parte del territorio madonita, il borgo di Geraci deve ancora fare i conti con le fiamme. Stamattina, intorno alle 11, un vasto fronte di fuoco si è sviluppato alle porte del paese, tra le vie Civetta e Biscucco. Le fiamme sono arrivate a lambire le abitazioni. Tanta la preoccupazione tra i residenti. Immediato l’intervento della locale protezione civile, supportata dai colleghi di Gangi e Bompietro. Poi anche l’arrivo della Forestale e dei Vigili del Fuoco, vista la vicinanza delle fiamme con le case. Per domare il fuoco è stato necessario anche l’intervento di un elicottero che ha effettuato una decina circa di lanci. “Ancora una volta facciamo i conti con gli incendi – dice il sindaco di Geraci Siculo Luigi Iuppa – Desidero ringraziare l’assessore regionale Toto Cordaro, gli uomini delle forze dell’ordine e della Protezione Civile per il loro splendido lavoro che ha permesso di evitare il peggio”.







ARTICOLO 32. OBBLIGO VACCINALE POSSIBILE CON UNA LEGGE AD HOC, IL GIURISTA: "È PREVISTO DALLA COSTITUZIONE"

Somministrazione del vaccino anti covid

Dal sito gds.it

03 Settembre 2021
Prevedere l'obbligatorietà della vaccinazione anti-Covid. È l'indicazione venuta dal premier Mario Draghi e che, secondo i giuristi, sarebbe possibile attuare in tempi brevi con una legge ad hoc sulla base dei dettami costituzionali. Una strada, quella dell'obbligo, che mira a bloccare la diffusione del contagio ancora in atto ma che vede comunque posizioni differenziate anche tra gli esperti, una parte dei quali ritiene più opportuno un obbligo solo per categorie specifiche.

Che si vada nella direzione di una estensione dell'obbligo dell'immunizzazione anti-Covid lo ha confermato lo stesso Draghi, insieme al ministro della Salute Roberto Speranza. Attualmente, l'obbligo vaccinale è previsto per medici e personale sanitario, e sono già scattate le sospensioni dei camici bianchi - che restano comunque una netta minoranza - non vaccinati. Per gli insegnanti è invece previsto l'obbligo del green pass.

La prospettiva di un obbligo vaccinale esteso appare però ora più vicina e si tratta, spiega il giurista Amedeo Santosuosso, professore di diritto, scienza e nuove tecnologie all'Università di Pavia, di una strada "fattibile in tempi brevi attraverso una legge, che rispetterebbe tutti i crismi di costituzionalità".

L'articolo 32 della Costituzione infatti, chiarisce, "prevede la possibilità di imporre un trattamento sanitario obbligatorio attraverso una legge determinando così un obbligo generale per i cittadini. Una legge di questo tipo sarebbe giustificata dai benefici documentati che il trattamento, in questo caso il vaccino, porterebbe alla comunità ed ai singoli". Gli studi scientifici, rileva, "dimostrano infatti gli effetti positivi dei vaccini ed un requisito alla base di una legge che prevede l'obbligo per un trattamento sanitario è proprio la vantaggiosità per la comunità e anche per i singoli individui. Ci sarebbero dunque tutti i requisiti per una legge di questo tipo".

Quanto ai tempi, afferma, "questi dipendono dal Parlamento: in questo caso si tratta di una questione politica più che giuridica". Ad ogni modo, precisa l'esperto, "è comunque possibile, anche in mancanza di una legge nazionale, procedere a obblighi vaccinali specifici per singole categorie lavorative". E proprio ad un obbligo 'per settori' puntano altri esperti, a partire da Amerigo Cicchetti, direttore di ALTEMS, l'Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell'Universita' Cattolica di Roma.

L'obbligo, attualmente non presente in alcun Paese, afferma è una "strada segnata, per l'Italia come per le altre Nazioni, al fine di bloccare l'epidemia: a mio parere è una strada percorribile senza particolari problemi giuridici ma ritengo che l'obbligatorietà vada prevista non per tutti ma per categorie precise, a partire dalla scuola e Università, la PA a contatto col pubblico ed i trasporti". Per gli altri infatti, "i rischi si possono ridurre ricorrendo al green pass e allo smart-working". L'obbligo è giusto ma sarebbe più facile se indiretto secondo, invece, l' immunologo e componente del Comitato tecnico scientifico Sergio Abrignani:

"Il miglior modo per contenere una pandemia è vaccinare tutti o quasi e per farlo serve una sorta di obbligo. Se è tecnicamente difficile fare un obbligo assoluto - spiega - ci si può arrivare con un obbligo indiretto, molto forte e sostanziale, ad esempio attraverso un green pass quasi totalizzante". P

ropende al contrario per un obbligo "universale" per tutta la popolazione vaccinabile il virologo Fabrizio Pregliasco, prevedendo l'utilizzo dei servizi già presenti sul territorio, con la collaborazione dei medici di base. Dopo l'ultimo vaccino obbligatorio introdotto in Italia negli anni '90 contro l'epatite b, l'esempio più recente risale alla legge del 2017 dell'allora ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che ha introdotto un obbligo vaccinale per la frequenza scolastica limitatamente ai vaccini dei primi anni di vita, come quello contro tetano, difterite, morbillo. Un obbligo, concludono Abrignani e Pregliasco, che ha portato a "ottimi risultati" con un forte aumento delle vaccinazioni tra i bambini.

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it





OPERAI FORESTALI SICILIA. IL CONTRATTO INTEGRATIVO REGIONALE È SCADUTO IL 30 AGOSTO 2021, E NON DARÀ LUOGO ALLA CORRESPONSIONE DI EMOLUMENTI ARRETRATI. QUANTI ANNI DEVONO PASSARE PER CORREGGERE ALCUNE INGIUSTIZIE?







FORESTAZIONE, ROTA DA FESTIVAL SYMBOLA: COMPARTO DA RIPENSARE, VA RIVISTO RUOLO DELLE REGIONI E SERVE PIÙ PROTAGONISMO MIPAAF. QUELLO DEI FORESTALI È UN RUOLO ATTIVO NELLA TUTELA DEL PATRIMONIO NATURALE. SERVE TANTA MANUTENZIONE. FINALMENTE SIAMO ALL’ULTIMO MIGLIO DEL RINNOVO DEL CCNL

Dal sito www.faicisl.it

02 Settembre 2021. “Il Piano di Ripresa e Resilienza rappresenta una grande opportunità per modernizzare il Paese, guardando a progetti che ci facciano superare quelle drammatiche scelte conosciute in passato tra lavoro e ambiente, tra occupazione e salute. Anche con il decreto di oggi il Governo prevede nuove risorse, con 40 milioni per l’emergenza incendi: spendiamoli bene, per uscire dalla logica delle emergenze. In questo senso vediamo ancora una volta protagonisti i Ministeri dell’Interno e della Difesa, mentre invece è il Mipaaf che dovrebbe essere il perno centrale delle politiche forestali e nella gestione dei lavoratori coinvolti”.

Lo ha detto il Segretario Generale della Fai Cisl, Onofrio Rota, intervenendo al webinar “Boschi e Foreste nella strategia forestale e nel PNRR”, al Festival della Soft Economy di Symbola, giunto quest’anno alla sua IX edizione.

“L’ambiente – ha aggiunto il sindacalista – per il nostro Paese è davvero una risorsa essenziale anche in termini occupazionali, ma la politica italiana dagli anni ’70 ha abbandonato le foreste. Cosa che altri Paesi europei non hanno fatto, e non a caso sono quei Paesi che non hanno dovuto affrontare il dramma degli incendi come abbiamo dovuto farlo noi”.

“Quello dei forestali – ha detto il leader della Federazione agroalimentare e ambientale della Cisl – è un ruolo attivo nella tutela del patrimonio naturale. Serve tanta manutenzione, ma oggi se veramente vogliamo seguire la strategia europea sulla biodiversità, servono soprattutto nuove piantumazioni, accordi di filiera per valorizzare i nostri vivai, creare nuova bellezza, qualità dell’aria, e contenere i cambiamenti climatici. C’è una multifunzionalità del settore idraulico forestale che il nuovo Piano nazionale dovrà saper cogliere, puntando soprattutto su tre assi: formazione dei lavoratori, ricambio generazionale e rilancio della filiera del legno, perché continuiamo a importare il l’80% di materia prima forestale, e spesso è legname che viene da circuiti poco trasparenti, dove regnano lavoro nero e deforestazione selvaggia. Tutto questo nonostante l’Italia abbia una superficie boschiva di quasi 12 milioni di ettari. Utilizziamo il 30% di questa risorsa, mentre la media europea è del 60%”.

“Siamo orgogliosi – ha concluso Rota – di annunciare che finalmente, dopo tante battaglie e appelli, siamo all’ultimo miglio del rinnovo del CCNL del comparto idraulico forestale. Entro qualche settimana, ci auguriamo, i lavoratori potranno avere dalla loro parte un contratto nazionale nuovo, e vogliamo che oltre a recuperare parte del reddito perso si comprenda anche il valore stesso di aver ricomposto il tavolo istituzionale, traguardo per niente scontato visto che l’ultima trattativa è avvenuta 12 anni fa. Ma l’intero comparto va ripensato, va rivisto il ruolo delle Regioni e serve un maggiore protagonismo del Mipaaf. Lo dobbiamo ai 65mila operai di un’Italia che ha il 40% della superficie nazionale costituita da boschi. Sul settore il Governo deve metterci la faccia. Il Ministro Patuanelli ha dimostrato sensibilità sia verso il confronto con le parti sociali che verso le politiche ambientali, ora è giunto il momento di fare un ulteriore passo in avanti, attuando il Testo Unico della Forestazione, proseguendo con i decreti sulla certificazione dei prodotti legnosi, investendo su nuove segherie, un settore scomparso in Italia, e guardando alla ripresa del turismo, legato a doppio filo con le nostre filiere agroalimentari e ambientali”.






IL CDM APPROVA IL DECRETO SUGLI INCENDI: INASPRITE LE PENE. IL DECRETO AFFIDA AL DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE DELLA PRESIDENZA CDM IL COMPITO DI STILARE, CON CADENZA TRIENNALE, IL PIANO NAZIONALE PER UNA PIÙ ADEGUATA PREVENZIONE E LOTTA ATTIVA CONTRO GLI INCENDI BOSCHIVI


Dal sito www.governo.it

2 Settembre 2021

Il Consiglio dei Ministri si è riunito giovedì 2 settembre 2021, alle ore 11.45 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Mario Draghi. Segretario, il Sottosegretario alla Presidenza Roberto Garofoli.


DECRETO INCENDI
Disposizioni per il contrasto degli incendi boschivi e altre misure urgenti di protezione civile (decreto-legge)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi di concerto con i Ministri della giustizia Marta Cartabia, dell’interno Luciana Lamorgese, della difesa Lorenzo Guerini, dell’economia e delle finanze Daniele Franco, per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao, della transizione ecologica Roberto Cingolani, per il Sud e la coesione territoriale Mara Carfagna, per gli affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini, delle politiche agricole alimentari e forestali Stefano Patuanelli e dell’università e della ricerca Maria Cristina Messa, ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni per il contrasto degli incendi boschivi e altre misure urgenti di protezione civile.

Il decreto affida al Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri il compito di stilare, con cadenza triennale, il Piano Nazionale per il rafforzamento delle risorse umane, tecnologiche, aeree e terrestri necessarie per una più adeguata prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, documento che andrà ad integrare la consueta pianificazione regionale.

A tal fine al Dipartimento della protezione civile è affidata la ricognizione e valutazione di strumenti innovativi, quali:

tecnologie, anche satellitari, idonee all’integrazione dei sistemi previsionali, di sorveglianza, monitoraggio e rilevamento dell’ambiente; 
mezzi aerei ad ala fissa, rotante o a pilotaggio remoto; 
mezzi terrestri;
formazione.
Il Dipartimento della protezione civile provvederà a questa ricognizione e valutazione avvalendosi di un Comitato tecnico, costituito con Decreto del Capo del Dipartimento, del quale fanno parte qualificati rappresentanti dei Ministeri interessati, del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, del Comando Carabinieri per la Tutela Forestale, delle Regioni e Province Autonome di Trento e di Bolzano e dell’Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia.

A fronte dei numerosi e drammatici incendi che hanno interessato nei mesi scorsi il nostro Paese e per consentire l’urgente rafforzamento della capacità operativa delle componenti statali impegnate nelle attività di lotta attiva contro gli incendi boschivi, il Ministero dell’Interno e il Ministero della Difesa, sono autorizzati – già nel 2021 - all’acquisizione di mezzi aerei, mezzi terrestri, attrezzature e strumentazioni utili alla lotta attiva agli incendi boschivi. L’acquisizione potrà avvenire già nell’anno in corso, con risorse aggiuntive a cui si affiancano le risorse disponibili nel PNRR nell’ambito della transizione ecologica.

Nell’ambito della Strategia per lo sviluppo delle aree interne, sono inoltre stanziati 100 milioni nel triennio 2021-2023 in favore degli enti territoriali impegnati nella lotta attiva agli incendi boschivi. Tali stanziamenti consentiranno di dare concreta attuazione a quanto previsto dai Piani antincendio boschivi approvati dalle Regioni, in particolare: contrastare l’abbandono di attività di cura del bosco, prevedere postazioni di atterraggio dei mezzi di soccorso, realizzare infrastrutture (ad esempio vasche di rifornimento idrico utili ad accelerare gli interventi di spegnimento degli incendi), predisporre vie di accesso e tracciati spartifuoco e manutenere le aree periurbane. 

Sanzioni

Il decreto inasprisce le sanzioni – sia amministrative che penali, in particolare per l’ipotesi in cui ad appiccare il fuoco sia chi avrebbe invece il compito di tutelare il territorio (viene, al riguardo, introdotta una specifica aggravante) – e mira a colpire gli interessi degli autori degli illeciti, ad incentivare la collaborazione con le indagini e a favorire condotte volte alla riparazione del danno causato. 

Una condanna per incendio doloso non inferiore a due anni comporta, inoltre, per il dipendente pubblico l’estinzione del rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione e l’interdizione dalla possibilità di prestare servizi nell’ambito della lotta contro gli incendi.

Come già avviene per il ravvedimento operoso previsto per i reati ambientali, si introduce un’attenuante per chi, prima dell’inizio del processo, provveda alla messa in sicurezza e, ove possibile, al ripristino dei luoghi, salvo che a provocare l’incendio doloso sia chi prestava servizio nell’ambito della prevenzione e della lotta attiva contro gli incendi.






MADONIE, GLI INCENDI HANNO BRUCIATO QUASI 10 MILIONI DI EURO


Dal sito www.madoniepress.it

Geraci Siculo il Comune più colpito con danni che ammontano a quasi 5 milioni di euro. Poi Gangi, San Mauro e Petralia Soprana.

di Michele Ferraro 02 Settembre 
Quasi 10 milioni di euro, per la precisione 9.586.076 euro, a tanto ammontano i danni stimati dai Comuni di Gangi, Geraci Siculo, San Mauro Castelverde e Petralia Soprana a seguito degli incendi che, nel mese di agosto, hanno funestato le Madonie. Fra i comuni più colpiti c’è anche quello di Petralia Sottana che però non ha ancora terminato la stima dei danni ed anche il Comune di Blufi dove gli uffici sono impegnati a ricalcolare tutto a seguito dell’ultimo incendio del 25 agosto che ha colpito il paese madonita già raggiunto dalle fiamme il 10 agosto scorso. Qui di seguito il dettaglio dei danni calcolati dagli uffici comunali: Comune di Gangi, 3 milioni di euro; Comune di Geraci Siculo 4.985.018 (di qui 4.210.703 causati dall’incendio del 4 e 5 agosto e 774.315 causati dall’incendio del 10,11 e 12 agosto); San Mauro Castelverde 1.009.784 di euro; Comune di Petralia Soprana 591.274.






02 settembre 2021

RISCHI INCENDI, RISCHIO DISSESTO IDREOGEOLOGICO, RISCHIO DI NON COMPLETAMENTO DELLE GIORNATE DI COMPETENZA. IL SIFUS CHIEDE UNA CONVOCAZIONE URGENTE

Ricevo e pubblico dalla
segreteria regionale del
Sifus Confali 





DISEGNO DI LEGGE GOVERNATIVO, "INTERVENTI PER LA VALORIZZAZIONE E IL RIORDINO DEL LAVORO FORESTALE". GLI EMENDAMENTI DEI SINDACATI CONFEDERALI ARRIVANO ALL'ARS









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ARS IN FERIE, È POLEMICA. MICCICHÉ AL QDS, “RIPRESA LAVORI, ECCO LE PRIORITÀ”. LA PRIMA SEDUTA SARÀ DEDICATA AGLI INCENDI


Dal sito qds.it

02 settembre 2021
La prima seduta sarà dedicata agli incendi. Seduta straordinaria ad agosto? Non è stato possibile convocarla perché sono in corso a Sala d’Ercole lavori per l’adeguamento informatico"
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di Patrizia Penna e Raffaella Pessina

Luigi Sunseri, deputato regionale del M5s, si autodenuncia: “8.564 euro: questa è la mia indennità (netta) di agosto – scrive su Facebook -. Soldi che ho ricevuto sul mio conto corrente, puntualmente come ogni mese, il 24 agosto. Sapete quanti giorni d’aula ho fatto ad agosto? ZERO. Sapete quanti giorni di commissione ho fatto ad agosto? ZERO”.

L’estate, dunque, porta con sé puntualmente la polemica sulla politica che non vuole lavorare quando c’è invece da rimboccarsi le maniche.
Una polemica respinta al mittente proprio da un’ex grillina doc, Angela Foti, vicepresidente dell’Assemblea regionale siciliana, che parla di “polemica populista” e spiega in una lunga intervista al Quotidiano di Sicilia le ragioni per le quali il presidente dell’Ars, Gianfranco Micciché, non ha potuto convoc…


Fonte: qds.it






ANTONINO LOMONACO, ASPI DI LINGUAGLOSSA. FRA GLI INTERVENTI DI ANTINCENDIO BOSCHIVO CHE MERITANO UNA PARTICOLARE CONSIDERAZIONE VI SONO QUELLI NOTTURNI. VIDEO



di Antonino Lomonaco
Aspi di Linguaglossa

In generale, vi è un orientamento ad evitare tali interventi, poichè la riduzione della visibilità aggiunge ulteriori rischi alla nostra attività già pericolosa. Tuttavia, in determinate circostanze si interviene lo stesso.
Ciò accade quando l'incendio si avvicina ad aree boschive pregiate, oppure quando l'area interessata è già eccessiva e si espone a degenerare, oppure, anche, quando l'incendio confina con aree antropizzate... spingendo il nostro lavoro oltre il suo mandato e le sue prerogative, per difendere beni e, in talune circostanze, persino vita che, al momento, non ha altri che si pongono a difenderla..
E' scontato dire che questi interventi richiedono una maggiore attenzione nei movimenti che si fanno, soprattutto in terreni scoscesi o sciarosi. Ciononostante, la riduzione notturna della temperatura ambientale (la quale di giorno si aggira intorno ai quaranta gradi, mentre di notte scende, soprattutto in montagna, verso i venticinque gradi) favorisce una condizione più agevole alla dispersione del calore e, quindi, allo spegnimento.
Sotto vi sono alcune immagini di interventi notturni fra i più semplici, dal momento che, come sempre accade, quando l'intervento è più impegnativo non è conveniente fare altro e l'aiuto al compagno è la prima attenzione da porre.
Tuttavia è importante documentare, dal momento che negli uffici e nelle piazze il nostro impegno non viene sempre valorizzato per come davvero meriterebbe.
Antonino Lomonaco













SALVIAMO I BOSCHI HA LANCIATO UNA PETIZIONE: CATTURIAMO I CRIMINALI DEL FUOCO - STOP INCENDI


Dal sito www.change.org

L’incendio di un bosco nel 99,5 % non è spontaneo, ma è un atto criminale!

I dati forniti dell’European forest fire information system (Effis) mostrano un’Italia assediata da incendi record: dall’inizio di quest’anno sono già andati a fuoco 158.000 ettari, una superficie equivalente alle città di Roma, Napoli e Milano messe insieme.

In Sicilia ad esempio, solo dall’inizio del 2021, oltre 78mila ettari si sono bruciati, pari al 3,05% della superficie della regione; in Sardegna invece 20mila ettari sono andati a fuoco, causando l’evacuazione di centinaia di persone. La situazione nazionale é gravissima.

Riteniamo che i criminali degli incendi non siano molti, poche centinaia per regione, principalmente nelle regioni meridionali. Sono persone che difficilmente vengono identificate e spesso ripetono il delitto.
Quindi in linea di massima sono sempre le stesse persone che vanno ad incendiare nel corso dei vari mesi o anni gli stessi boschi in zone non molto distanti fra esse.

Per questo prima di creare e potenziare le squadre che gestiscono l’emergenza e “lo spegnimento degli incendi “ bisogna creare una squadra di informatici "intelligence investigativa"; simile a quella che indaga sui delitti commessi, una ”DIA” o “FBI Italiana“ formata principalmente da esperti informatici e polizia postale che hanno accesso a tutte le banche dati, alla rete e al traffico cellulare, ai monitoraggi Google mobility report, alla videosorveglianza stradale, ecc. In questo modo si potrebbero monitorare le persone che frequentano abitualmente un bosco. Nel caso di incendio, l' attivazione di controlli incrociati nelle ore precedenti e subito dopo l’incendio permetterebbero di identificare un numero specifico di persone. Lo stesso monitoraggio ed incrocio dei dati in altri incendi permetterebbe di verificare se nei luoghi percorsi dal fuoco ci sarebbero state le stesse persone. In caso di riscontro positivo, cioè se una o più persone si fossero trovate poco prima nel luogo dell'incendio, questa presenza potrebbe rappresentare la “pistola fumante” In questo modo si ridurrebbe il numero dei probabili criminali e con ulteriori indagini sicuramente si individuerebbero i responsabili, interrompendo definitivamente il ripetersi di incendi! Oltre all’istituzione di questa “Intelligence del fuoco “  é chiaro che si debba continuare a gestire il bosco con “manutenzione “ adeguata e creazione di strade taglia fuoco, lasciando al bosco o pascolo bruciato il tempo necessario per ricrearsi autonomamente. Infatti si è visto che il rimboschimento che è stato fatto in tutti questi anni non rende il bosco resistente al fuoco, mentre gli alberi autoctoni che crescono spontaneamente in una zona bruciata in circa10/15 anni formano boschi più resilienti e resistenti al fuoco!.

Tutto ciò ha un costo notevolmente inferiore a quello della gestione dell’emergenza di spegnimento (canadair etc) e piantumazione di boschi.
Diversi parlamentari italiani sono già a conoscenza di questa proposta e ci hanno assicurato un loro intervento favorevole nelle sedi opportune.
Con questa petizione desideriamo stimolare il nostro parlamento nazionale e regionale a prendere al più presto delle decisioni valide al fine di contrastare i criminali del fuoco.
Vi invitiamo a firmare e a condividere con familiari, amici,, conoscenti e associazioni questa proposta semplice, ma pensiamo efficace per risolvere il gravissimo problema degli incendi.

Non abbiamo un Pianeta B di riserva, ma il dovere di lasciare alle nuove generazioni un pianeta migliore!! Questo dipende anche da noi!






LA REGIONE VARA UN NUOVO CALENDARIO VENATORIO: CACCIA RIAPERTA TRA LE PROTESTE DEGLI ANIMALISTI L'ASSESSORE ALL'AGRICOLTURA TONI SCILLA ACCOGLIE LE PRESCRIZIONI DEL TAR DI CATANIA E DÀ NUOVAMENTE IL VIA LIBERA ALLE "DOPPIETTE"


Dal sito palermotoday.it

Daniele Ditta - 01 settembre 2021
L'assessore all'Agricoltura Toni Scilla accoglie le prescrizioni del Tar di Catania e dà nuovamente il via libera alle "doppiette". Sabato la preapertura, il 19 settembre confermata l'apertura generale. La reazione delle associazioni: "Trasmetteremo gli atti a Procure e Corte dei Conti"

Dopo il decreto del Tar Catania, che ha sospeso la caccia, la Regione corregge il tiro ed emana un nuovo calendario venatorio. Il provvedimento, firmato dall'assessore all'Agricoltura Toni Scilla, ribalta tutto e riapre la caccia.

Il via libera alle "doppiette" è stato possibile grazie all'annullamento dei decreti del 26 luglio e del 24 agosto, che sono stati sostituiti da un nuovo atto che sostanzialmente accoglie le prescrizioni del Tar con particolare riferimento all'eliminazione della caccia alla tortora. Inoltre la Regione si è adeguata al parere dell'Ispra che aveva detto sì alla caccia al colombaccio nella pre apertura.

E così da sabato scatterà proprio la pre apertura, prevista anche domenica 5, sabato 11 e domenica 12 settembre. In queste giornate si potrà andare a caccia solo del colombaccio e del coniglio selvatico. Tutte le altre specie si potranno cacciare dal 19 settembre, data in cui è prevista l'apertura generale della stagione venatoria, che andrà avanti fino al 31 gennaio. Alcune specie, però, si potranno cacciare a partire dal 2 ottobre, come suggerito sempre dall'Ispra.

Il Consiglio siciliano della caccia "accoglie favorevolmente il provvedimento dell'assessore Scilla, rispettoso delle leggi regionali e nazionali di settore e anche del parere dell'Ispra". Mentre le associazioni ambientaliste e animaliste tornano sul piede di guerra e chiedono "subito un incidente di esecuzione al presidente Tar Catania", minacciando anche la "trasmissione degli atti alle Procure penali e alla Corte dei conti".

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01 settembre 2021

RIFORMA FORESTALE: ALL’ARS LA PROPOSTA DI EMENDAMENTI PRESENTATA DA FAI-FLAI-UILA


Dalla pagina Facebook 
Flai Cgil Sicilia 

Più attenzione per le esigenze del territorio e la sicurezza dei siciliani. Più rispetto per professionalità e legittime aspettative di stabilizzazione dei forestali. Fai Cisl-Flai Cgil-Uila Uil hanno inviato oggi all’Assemblea regionale una proposta di emendamenti alla riforma forestale presentata dal Governo Musumeci: “Dopo la grande manifestazione del 29 luglio dinanzi Palazzo dei Normanni – commentano i segretari generali di Fai, Flai, Uila Sicilia Pierluigi Manca, Tonino Russo e Nino Marino –  confermiamo nei fatti il nostro impegno concreto al dialogo costruttivo con le istituzioni, rispondendo così alla disponibilità al confronto che ci era stata manifestata dal presidente Gianfranco Miccichè in presenza dell’assessore all’Agricoltura Toni Scilla”. 
Nel testo inviato anche a tutti capigruppo dell’Ars e ai presidenti delle commissioni competenti in materia, Fai-Flai-Uila chiedono fra l’altro l’abrogazione della norma che abolisce il turn-over degli operai a tempo indeterminato e che di fatto decreta la scomparsa degli “OTI”, mentre vengono radicalmente riviste organizzazione e formazione dei contingenti. In particolare, si chiede che la riforma “salvi” i Lavoratori a Tempo Indeterminato includendo pure gli stagionali con garanzia occupazionale di 151 giornate annue. I forestali “settantottisti” e “centounisti”, invece, verrebbero inquadrati come “centocinquantunisti”. Novità anche in materia di competenze dei forestali, con la stabile previsione della possibilità di interventi pure al di fuori del demanio “a servizio – sottolineano Manca, Russo e Marino –  di tutte le comunità dell’Isola per la lotta al degrado e al dissesto ambientale”.
Nella nota inviata alla Regione, i segretari generali di Fai-Flai-Uila affermano che “anche alla luce del disastro causato dagli incendi nell’anno ancora in corso, una riforma del settore forestale in Sicilia non è più rinviabile”. “Serve – aggiungono – una  capillare opera di messa in sicurezza di tutto il territorio regionale, con opere di prevenzione dagli incendi, che vanno fatti prima dell’arrivo della stagione calda, e da effettuare tutti gli anni. Bisogna dare nuove competenze ai forestali perché possano intervenire nelle aree comunali da mettere in sicurezza, nelle strade piene di sterpaglia, nei terreni incolti dove possono propagarsi gli incendi”. Pierluigi Manca, Tonino Russo e Nino Marino concludono: “Occorre progettare e programmare un grande piano di riforestazione della Sicilia, per combattere il riscaldamento globale, il dissesto idrogeologico, il processo di desertificazione, per ripristinare gli ingenti danni causati dagli incendi negli anni. Occorre piantare gli alberi e fare tutte le opere colturali necessarie. Serve una manodopera stabile e serve il ricambio generazionale, occorre rilanciare ed affermare il valore della forestale pubblica, dell’investimento pubblico sulla tutela ambientale. Per fare tutto questo, il Governo della Regione ed il Parlamento devono mettere al centro della azione politica regionale il tema ambientale. Per tanto va subito fatta una riforma, che come da noi proposto, istituisca due contingenti di lavoratori, a Tempo Indeterminato e a Tempo Determinato con garanzia di 151 giornate annue, per avere una manodopera stabile ed effettuare le opere che servono alla Sicilia”.




BREVE DOCUMENTARIO CHE PARLA DEI LAVORATORI FORESTALI DELLA MANUTENZIONE. OPERAI CHE CON SPIRITO DI DEDUZIONE OGNI ANNO SCONGIURANO IL PEGGIO. OPERAI TROPPO SPESSO INVISIBILI, TROPPO SPESSO UMILIATI, BISTRATTATI, DENIGRATI DAI MEDIA E DALLA POLITICA. VIDEO

Ricevo e pubblico
da Vincenzo Petta
Operaio forestale di Piana degli Albanesi






LA TERRA BRUCIA. LA SFIDA DELLA PREVENZIONE. IL VESCOVO DI CEFALÙ A PIANO ZUCCHI CON I RAPPRESENTANTI DEL GOVERNO REGIONALE, I SINDACI E I PARROCI DELLA DIOCESI PER UN TAVOLO DI CONFRONTO SULL'EMERGENZA INCENDI. IDEARE NUOVE PROSPETTIVE E FUTURI RISVOLTI OCCUPAZIONALI


Dal sito diocesidicefalu.org

01 Settembre 2021
In occasione della XVI Giornata Nazionale per la Custodia del Creato l'11 settembre 2021 il Vescovo Giuseppe invitaa Piano Zucchi i rappresentanti del Governo regionale, dell'Ente Sviluppo Agricolo, del Dipartimento Protezione Civile Regione Siciliana, del Corpo Forestale regionale e dell'Ente Parco delle Madonie, i sindaci e i parroci della Diocesi per un tavolo di confronto sull'emergenza incendi.
"La Terra brucia. La sfida della prevenzione" sarà un’occasione preziosa per riflettere insieme sulla prevenzione, la salvaguardia e la valorizzazione del nostro patrimonio naturalistico, nell’ottica di una vera e propria conversione degli stili di vita a tutti i livelli. Un percorso per ideare anche nuove prospettive e futuri risvolti occupazionali.

PROGRAMMA

Ore 9:30 Momento di preghiera

Ore 9:45 Introduzione ai lavori di Don Giuseppe Amato, Responsabile del Servizio Pastorale Sociale e del Lavoro
Ore 10:00 Intervento di S. E. R. Mons. Giuseppe Marciante, Vescovo di Cefalù e delegato C.E.Si. per i Problemi Sociali e il Lavoro
Ore 10:30 Tavolo di confronto. Interverranno:
  • On.le Salvatore CORDARO, Assessore Regionale Territorio e Ambiente
  • Dott. Antonino SCILLA, Assessore Regionale dell'agricoltura
  • On. le Giuseppe CATANIA, Presidente Ente Sviluppo Agricolo
  • Ing. Salvatore COCINA, Dirigente responsabile Dipartimento Protezione Civile – Regione Sicilia
  • Dott. Giovanni SALERNO, Comando del Corpo Forestale della Regione Siciliana
  • Dott. Angelo MERLINO, Presidente Ente Parco delle Madonie
  • I Sindaci dei Comuni della Diocesi
  • Associazione Sant'Isidoro di Gangi
  • I Parroci delle Parrocchie della Diocesi
Ore 12:30 Consegna del Riconoscimento “Cittadella del Creato" da parte del Vescovo al Comune di Isnello
Inaugurazione del 1° Sentiero Laudato si della Diocesi

Ore 13:00 Conclusione





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Incendi. Il messaggio del Vescovo di Cefalù, Marciante: siamo consapevoli di come la politica abbia mortificato l’impegno dei lavoratori forestali, facendone esclusivamente una riserva di consenso elettorale e prospettando soluzioni di stabilizzazione mai realmente adottate. Si passi dalle parole ai fatti

Il Vescovo Marciante: “La salvaguardia dei parchi può diventare occasione di impiego per i giovani”. Finora si è portata avanti una politica dell'emergenza e non della prevenzione incendi. I costi per spegnere gli incendi potrebbero essere impiegate a stabilizzare gli operai forestali

Il Vescovo di Cefalù: "Incendi un delitto come il matricidio, si impieghino i forestali a tempo pieno"


Don Giuseppe Amato, parroco delle comunità di Pollina e Finale: nessuno mette in dubbio il lavoro dei forestali! Da parte mia credo che bisogna aumentare le giornate lavorative investendo di più su queste persone

Papa Francesco: trasformate i deserti in foreste

Papa Francesco: arriva enciclica sull'ambiente 'Laudato Si''. "Popoli hanno pagato salvataggio banche"

Maltempo in Sicilia: “Questa sorella [la terra] protesta per il male che le provochiamo. Quanti morti, quante altre vittime, quante altre tragedie dovranno ancora accadere? Attiviamoci anche per la manutenzione e la cura dei corsi d’acqua, anche dei più piccoli

Salvaguardiamo l’ambiente, nostra casa comune

Con gli incendi di questi giorni ci vengono in mente le parole (inascoltate) di Papa Francesco, che nella sua enciclica invita tutti a rispettare l'ambiente. I Vescovi siciliani riprendono il testo condannando i criminali autori dei roghi







ROGHI IN SICILIA, SOLO DUE FERMATI RESTANO IN CELLA. IL PM: "MA ORMAI È UN REATO DA CODICE ROSSO"


di Francesco Patanè
Dopo gli incendi delle scorse settimane in quattro sono stati scarcerati e altri tre sono ai domiciliari Appello del procuratore Patronaggio
01 SETTEMBRE 2021

Quattro scarcerati, tre agli arresti domiciliari e due in custodia cautelare in carcere. Fra i nove fermati per aver dato fuoco quest'estate ai boschi delle Madonie, dei Nebrodi, ai campi nella piana di Catania, soltanto due allevatori di Buccheri nel Siracusano, padre e figlio sono ancora in cella. A poche settimane dall'ondata di roghi dolosi che ha devastato la Sicilia, tutti gli altri sono riusciti a ottenere una riduzione delle misure cautelari perché incensurati o perché contro di loro non c'erano elementi sufficienti per confermare la detenzione cautelare in carcere. E, intanto, i residenti di Petralia Soprana, che hanno visto le fiamme appiccate dagli incendiari entrare in paese, chiedono giustizia. La stessa richiesta dei titolari dello stabilimento balneare Le Capannine di Catania che hanno visto i sacrifici di una vita bruciare in pochi minuti. I nove arrestati di quest'estate infernale sono una piccola parte di coloro i quali dall'inizio del 2021 hanno dato fuoco a circa 78 mila ettari di macchia mediterranea (secondo i dati della Commissione europea). Nessuno di loro ha precedenti specifici e la metà è incensurata, dunque ha potuto beneficiare di misure cautelari personali meno pesanti.

Per aver devastato il territorio, dando fuoco a boschi, campi, immondizia e sterpaglia, la pena prevista va dai 3 ai 7 anni, che fra sconti di pena per i riti alternativi e le attenuanti porta la media delle condanne sotto i tre anni in primo grado, che scendono a poco più di due anni in Appello. Il che tradotto significa in molti casi nessun giorno di carcere per gli incendiari. "Il legislatore deve inserire il reato di incendio doloso fra quelli cosiddetti prioritari - sottolinea il procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio - Serve una specie di codice rosso per gli incendi, che consenta di mettere insieme gruppi specializzati di magistrati e inquirenti per agire con maggiore efficacia nelle prime battute delle indagini".
 
Solo quest'estate in Sicilia sono stati bruciati circa 50 mila ettari di boschi e terreni pari al due per cento della superficie dell'Isola, poco meno della superficie dei comuni di Milano, Torino, Palermo e Catania messi assieme. I carabinieri forestali, le guardie forestali e le altre forze dell'ordine sono riusciti ad arrestare nove persone responsabili di incendio in sette distinte operazioni. L'ultimo è un 50enne palermitano sorpreso due giorni fa ad appiccare il fuoco a una montagna di rifiuti a pochi metri dai palazzoni realizzati dall'architetto Gregotti allo Zen di Palermo. L'uomo è stato messo agli arresti domiciliari due giorni fa. Ai domiciliari è finito anche il piromane di Cammarata nell'agrigentino che l'8 agosto è stato fermato mentre stava incendiando il bosco alle porte del paese. Oggi è libero in attesa di processo e secondo gli inquirenti è uno dei pochi veri piromani in azione quest'estate. " Non aveva alcun interesse personale, non è un allevatore o un forestale a cui non è stato rinnovato il contratto. Non è un contadino incosciente - dice Patronaggio - I piromani che provano piacere nell'appiccare le fiamme e nel vedere arrivare i soccorsi per fortuna sono molto pochi. Dietro la quasi totalità dei roghi ci sono interessi personali".
 
Gli unici arrestati ancora in carcere sono i due allevatori di Buccheri nel Siracusano, arrestati il 14 agosto con l'accusa di incendio boschivo. I due, padre e figlio di 60 e 27 anni, sono ritenuti responsabili di alcuni dei roghi che hanno devastato le campagne intorno a Buccheri nel mese di luglio con l'obiettivo di ampliare le terre di pascolo per il proprio bestiame e risparmiare sulle spese per l'acquisto del foraggio. Durante le indagini è emersa dalle intercettazioni l'intenzione dei due di appiccare un grosso incendio nel giorno di Ferragosto. " ... Tu vedi che esce, il giorno del mezzo agosto, ci sarà un giorno da piangere, tutti accesi sono. Tutti. Come cammini di là arriva. Un giorno è partito da... è partito da quelle isole e c'era il vento, mbare... Lo sai il giardino là sotto, dove c'è il giardino di fronte la 'Mannuca'? Le gambe lì l'avevo bruciato!... " . Per questo è scattato l'arresto e i due sono ancora in cella per il rischio che da liberi tornino a incendiare i terreni.






MUSUMECI E CORDARO A TRENTO. INCENDI. LA SICILIA ELOGIA E RINGRAZIA GLI OPERATORI DEL TRENTINO. IL SINDACO DI BUCCHERI: “I PREMI ANDREBBERO AI NOSTRI RAGAZZI”


Dal sito www.ibleinews.it

30 Agosto 2021
Caiazzo: "I nostri si sono letteralmente tolti la vita per cercare di salvare quel che rimane dalle macerie dell’inefficienza della macchina pubblica e dell’inettitudine nella programmazione delle azioni volte alla salvaguardia del territorio"

Qualche giorno fa il presidente della Regione Nello Musumeci, accompagnato dall’assessore regionale ambiente Toto Cordaro e da Salvo Cocina capo della Protezione civile regionale siciliana, ha fatto tappa nella sua visita in Trentino alla sala operativa dei vigili del fuoco di Trento e ha ringraziato tutti gli operatori trentini per l’aiuto e il supporto ricevuto dall’Isola, evidenziando come il Trentino possa essere un punto di riferimento importante per il nuovo sistema di protezione civile regionale siciliano: “questo territorio – ha detto Musumeci – esprime una delle esperienze virtuose del Paese. Vi ringrazio per l’accoglienza e per l’apporto generoso che avete dato in un momento difficile per la Sicilia che oggi è pronta a varare una riforma attesa da anni”.

Accompagnati dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, e dall’ingegnere Raffaele De Col, hanno potuto conoscere da vicino tutte le componenti della Protezione civile trentina. “Gratitudine sincera agli uomini del Corpo Forestale, ai Vigili del Fuoco e ai volontari della Protezione Civile della Provincia Autonoma di Trento – le parole dell’assessore Cordaro – per l’opera meritoria svolta nella nostra Sicilia durante gli incendi di agosto”.

Ma al sindaco di Buccheri, Alessandro Caiazzo, non è andata giù questa celebrazione del nord, rivolgendosi in tono decisamente piccato soprattutto nei confronti dell’assessore: “Con tutto il rispetto e senza voler minimamente sminuire la presenza e la grande professionalità degli uomini “premiati” e provenienti da altre regioni d’Italia, ma gli elogi (con fatti concreti rispetto al futuro lavorativo e non con targhette “commemorative”) andrebbero ai nostri “ragazzi” e alle nostre “ragazze”, che in una delle stagioni peggiori che si ricordino per quel che attiene gli incendi boschivi e non, si sono letteralmente tolti la vita per cercare di salvare quel che rimane dalle macerie dell’inefficienza della macchina pubblica e dell’inettitudine nella programmazione delle azioni volte alla salvaguardia del territorio. Pertanto faremmo tutti più figura se evitassimo di umiliare ulteriormente un comparto siciliano allo sbando, postando foto di consegna di targhe a reparti che sono stati disponibili e sicuramente saranno competenti ma che, sul campo di sicilia, non sapevano neanche dove andare. Non me ne voglia assessore, sempre con il dovuto rispetto istituzionale che rivolgo al ruolo che riveste”.

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LO STOP. SOSPESA LA CACCIA IN SICILIA, IL TAR BLOCCA IN EXTREMIS LA STAGIONE: "INCENDI E DANNI AGLI ANIMALI"


Dal sito gds.it

31 Agosto 2021
Il Presidente del Tribunale Amministrativo regionale della Sicilia - Catania, con decreto odierno n. 499/21, ha sospeso il Calendario venatorio della Regione Siciliana (emanato con decreti dell’Assessore all’agricoltura n. 37/GAB del 26 luglio 2021 e n. 45/GAB del 24 agosto 2021).

Ne consegue che la caccia è immediatamente sospesa su tutto il territorio regionale almeno fino al 1 ottobre, data indicata da ISPRA (Istituto Superiore Protezione e Ricerca Ambientale) nel suo parere rilasciato alla Regione ma da questa non accolto. Il Tar ha motivato tale importantissima e rilevante decisione - immediatamente esecutiva che non abbisogna di essere notificata - che sospende l’apertura della caccia in Sicilia, prevista per domattina, rilevando come "anche in considerazione della rappresentata particolare situazione emergenziale nel territorio siciliano occasionata da diffusi incendi sviluppatisi nel periodo estivo e degli intuibili effetti sull'ambiente e sulla fauna stanziale, appare prevalente l’interesse pubblico generale alla limitazione dell’apertura della stagione venatoria, così come proposta, motivatamente, nel parere prot. n. 33198 del 22.6.2021 dell’ISPRA".

Ne danno notizia le Associazioni ambientaliste ed animaliste WWF Italia, Legambiente Sicilia, Lipu BirdLife Italia, LNDC Animal Protection ed Enpa che avevano impugnato il Calendario venatorio regionale.

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Fonte: gds.it



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INCENDI NEL PALERMITANO, LAMBITE ALCUNE CASE E AZIENDE AGRICOLE

Vigili del fuoco in azione


Dal sito palermo.gds.it

31 Agosto 2021
Vigili del fuoco, forestali, e protezione civile sono intervenuti nel pomeriggio per fronteggiare alcuni incendi divampati nei territori di Vicari, Lercara Friddi, Montemaggiore Belsito e Alia.

Le fiamme hanno lambito alcune abitazioni e aziende agricole. Il vento ha allargato il fronte del fuoco che ha lambito anche alcune strade provinciali creando disagi alla circolazione.

© Riproduzione riservata







INCENDI, A SAN MAURO CASTELVERDE LA REGIONE REALIZZA IL NUOVO ACQUEDOTTO DANNEGGIATO DALLE FIAMME

Incendio a San Mauro Castelverde


Dal sito palermo.gds.it

31 Agosto 2021
"Procedure spedite", aveva assicurato il governatore siciliano Nello Musumeci, e così è stato. In meno di un mese l'Ufficio speciale di Palazzo Orleans diretto da Leonardo Santoro ha predisposto il progetto esecutivo per rifare l'acquedotto rurale che, a inizio agosto, era stato danneggiato dalle fiamme sprigionatesi in contrada Piroto, a San Mauro Castelverde, nel Palermitano. La condotta, che serve ad approvvigionare d'acqua il Comune madonita, sarà inoltre ulteriormente potenziata proprio per poter essere sfruttata in caso di incendi.

"Quella dei roghi di questa estate - sottolinea il presidente della Regione Siciliana - è un'emergenza che abbiamo affrontato di petto e senza indugi, con l'immediata dichiarazione dello stato di crisi e la contestuale nomina di un commissario delegato, nella persona del dirigente generale della nostra Protezione civile, per gestire tutte le procedure necessarie a riportare serenità e normalità nei luoghi devastati dalle fiamme".

"Per San Mauro Castelverde l'intervento è immediatamente cantierabile e potranno essere impiegate subito le risorse necessarie che la Regione anticiperà", assicura il governatore. In particolare, le opere progettate, oltre ad assicurare un regolare rifornimento agli abitanti della zona, garantiranno una riserva idrica di 100 metri cubi d'acqua da destinare ad eventuali interventi antincendio. L'impianto sarà dotato di una pompa sommergibile ad asse verticale e verrà alimentato da un sistema di pannelli fotovoltaici da tre kilowatt.

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