«Il 2012 annus horribilis per il lavoro»
La denuncia del segretario provinciale della Cgil Massimo Raso. L'impegno per l'anno nuovo
Massimo Raso, foto lasicilia.it
Il 2012 è stato un anno da dimenticare per quanto concerne l'occupazione
in provincia di Agrigento. Estremamente preoccupanti sono i dati
forniti nel bilancio di fine anno dalla Cgil agrigentina.
Su tutti
spicca la «messa in discussione» dell'Italcementi di Porto Empedocle,
con la decisione dei vertici dell'azienda di avviare alla cassa
integrazione tutti i lavoratori. In soldi ogni
operaio riceverà circa 900 euro.
Diverso
il discorso per le imprese e lavoratori dell'indotto, i quali nulla
riceveranno dall'Italcementi. Per porto Empedocle e per l'intera
provincia, una delle pagine più nere in tema di occupazione. Spento il
forno che da anni aveva alimentato e prodotto cemento commercializzato
in tutta Europa, da alcuni mesi circa 250 persone e le loro famiglie
vivono con enormi difficoltà economiche. Una scelta che non lascia
presagire nulla di buono per il futuro e per il quale, secondo la Cgil
occorrerebbe una ripresa della mobilitazione unitaria e cittadina che
sembra essersi smarrita.
Ma e' stato l'anno del disastro nel settore
edile. I dati diffusi dalla Cassa Edile parlano chiaro: negli ultimi
quattro anni le ore lavorate sono diminuite del 26 per cento, qualcosa
come 1 milione e 300 mila di ore in meno. Scende anche il numero di
operai,
calato del 19 per cento che, in valori assoluti significa che si sono
persi 1.580 posti di lavoro. E' stato l'anno di tante battaglie per
difendere il diritto al lavoro, al rispetto dei contratti, al salario,
in tutti i settori: dai
forestali agli operatori ecologici, dai
dissalatori alle forze dell'ordine, dai bancari ai chimici, passando per
metalmeccanici e trasporti, fino ai pensionati. Ma e' stato anche
l'anno della ripresa dell'iniziativa forte nelle scuole per studenti e
insegnanti.
«E' stato - dice il segretario generale della Cgil di
Agrigento, Massimo Raso -, l'anno dei tanti "sit in" e degli scioperi
generali. Non c'è stata categoria che non ha dovuto scendere in piazza:
la Cgil ha fatto la sua parte, come sempre e continuerà a farla. Per il
nostro sindacato e' stato l'anno del cambio della guardia alla Cgil, a
seguito della decisione di Mariella Lo Bello di candidarsi a sindaco
della città, e comunque siamo riusciti a metabolizzare tutto questo e ad
andare avanti». Ricordiamo che Mariella Lo Bello non è riuscita a
guidare la città ma è stata nominata assessore regionale dal presidente
Crocetta.
Sul fronte della situazione a livello nazionale e
l'evidente acuirsi della crisi economica che sta attanagliando il Paese,
e causa di un maggiore impoverimento, che colpisce particolarmente la
popolazione anziana, la Cgil indica quale responsabile il Parlamento,
che ha modificato alcune delle parti ritenute "peggiori" della proposta
del Governo.
In particolare è stata ridefinita l'iniziativa di
carattere fiscale (che sarebbe costata circa 400 euro annuali per una
coppia di lavoratori e circa 300 per una coppia di pensionati) anche
superando l'aumento dell'aliquota del 10% dell'Iva.
Rimane aperta la
questione dell'aumento dell'aliquota "ordinaria" dell'Iva (già portata
dal Governo al 21% con effetti molto negativi) prevista per luglio 2013,
che dovrà assolutamente essere evitata nella prossima legislatura.
«Non
si può - continua Raso - che rimarcare criticamente il fatto che
l'unico intervento, alla fine, di sostegno fiscale sia relativo al
carico familiare, sia pure in relazione al reddito, e non alla
condizione dei lavoratori e dei pensionati in generale su cui pesa,
oggi, la stragrande maggioranza dell'imposizione sul reddito - aggiunge
Raso -. Il Parlamento ha poi ridotto l'impatto previsto per la finanza
locale sia riducendo il taglio dei trasferimenti che alleggerendo il
Patto di Stabilità. Viceversa non c'è stata alcuna limitazione degli
ulteriori tagli al Fondo sanitario nazionale e questo determinerà che,
per la prima volta, non verrà sottoscritto il "Patto per la salute", e
cioè l'accordo di gestione interistituzionale, fra Conferenza delle
Regioni e Governo. Va segnalata anche la ricostituzione di alcuni Fondi
sociali nazionali, a partire da quello per la non autosufficienza, anche
se in misura del tutto inadeguata. Mentre continua la politica dei
tagli per l'istruzione, l'università e la ricerca pubblica.
Il
Parlamento ha, inoltre, migliorato la proposta di introduzione di una
tassa sulle transazioni finanziarie, che il Governo aveva dovuto
avanzare in quanto, ormai, assunta dal concerto europeo.
Quest'introduzione è sicuramente un fatto politico significativo e
testimonia come, anche a livello europeo, la semplice riproposizione
della politica dell'austerità sia ormai in grave difficoltà».
Da
ultimo, grazie all'iniziativa della Cgil, sia a livello generale che
delle categorie, sono stati realizzati parziali ma significativi
risultati sulle ricongiunzioni onerose, sulla proroga per gli sfratti e
per i precari della pubblica amministrazione (con l'obiettivo di
salvaguardare occupazione e qualità dei servizi), circa gli interventi
per le popolazioni terremotate.
In particolare è dovuto all'ostinata
azione della Cgil il rifinanziamento fino a 1,7 miliardi per gli
ammortizzatori in deroga nel 2013.
La Cgil ribadisce la necessità di
una nuova politica economica che affronti la più grande emergenza del
Paese: l'aumento della disoccupazione oltreché della precarietà. Sia nei
termini del ritorno di quella di lungo periodo (in particolare ma non
solo nel Sud), sia nell'esplosione di quella giovanile, sia nel
consolidarsi di un basso livello dell'occupazione femminile. In tal
senso il Direttivo nazionale ha convocato l'assemblea nazionale di
programma per il 30 e 31 gennaio a Roma, nel cui ambito verrà presentata
al Paese la proposta di un secondo "Piano del Lavoro" della Cgil.
Nel nuovo anno il Sindacato si aspetta risposte a cominciare dai vertici del nuovo Governo Regionale.
«Abbiamo
un nuovo Governo, con cui ci confronteremo e di cui possiamo valutare
solo i primi passi - continua Raso -. Siamo fiduciosi, ma siamo anche
sicuri che avremo orecchie attente ed una disponibilità al confronto mai
avute prima. Ci attendono scelte importanti su questioni che ci
trasciniamo irrisolte da anni: precari, macchina burocratica, acqua,
rifiuti ».
La presenza nella compagine governativa di Mariella lo
Bello che inorgoglisce e responsabilizza ancora di più la Cgil, non fa
deflettere la tradizionale autonomia della Cgil dalla politica,. pronta a
giudicare i fatti, stando dalla parte del mondo del lavoro e spingendo
per soluzioni che portino a casa risultati per chi rappresentiamo e
nell'interesse della Sicilia. Il 2013 sarà l'anno dell'impegno, e
l'obiettivo è quello di trasformare i tanti "tavoli" attivati in
percorsi più fattivi e concreti per far ripartire l'economia di questa
provincia. Per fare questo però occorrerebbe un ruolo più deciso da
parte di tutte le forze economiche e sociali in grado di intavolare con
il nuovo Governo della regione e con quello che uscirà eletto a livello
nazionale, più stringenti relazioni e risultati sulle emergenze del
nostro territorio: centri storici, sviluppo termale, infrastrutture
scolastiche e civili, investimenti turistici, rilancio del sottosuolo
avendo a cuore le ragioni della salute e dell'ambiente, credito.
«Su
questo la Cgil agrigentina si spenderà con tutte le proprie forze da
sola ed insieme a quelle forze che ci staranno - conclude il segretario
generale Massimo Raso -. L'attività politica organizzativa della Cgil
partirà come ogni anno da Sciacca dove il 4 gennaio commemoreremo la
figura di Accursio Miraglia assassinato dalla mafia il 4 gennaio del
1947, per ribadire il nostro fermo No alla mafia, vero ostacolo allo
sviluppo di questa nostra terra».
A metà gennaio prossimo la Cgil
pensa di convocare una riunione per definire la strategia del sindacato
per il 2013 ed un rinnovato assetto organizzativo nel territorio.
31 Dicembre 2012