29 agosto 2021

DON CHISCIOTTE IN SICILIA



di Antonino Lomonaco
Aspi di Linguaglossa

A volte si diventa "cornuti" perché non ci si accorge delle qualità del coniuge che si ha accanto e, invece, si celebrano le virtù e le delizie di altri, ritenuti sempre migliori: si è ciechi di fronte alla bellezza! Per cui, così, niente potrà mai diventare "bellissima" se prima, questa, neanche viene vista davvero.
Il nostro Musumeci regionale, in visita alla provincia autonoma di Trento, è stato abbagliato dalla "bellezza" dell'antincendio boschivo di tale provincia... e, come novello Saulo, cade dal ronzino rischiando di rompersi l'osso del collo.
In effetti il paragone migliore sarebbe, più che con Saulo, con don Chisciotte che scambia mulini a vento con giganti, fischi con fiaschi e lucciole per lanterne.
Perché, senza nulla togliere ai meriti dell'antincendio trentino, dovremmo capire quali caratteristiche possono essere avvicinate alle peculiarità del clima, della vegetazione, delle condizioni del territorio, ed altro ancora, della nostra "regione siciliana", così  come dice Musumeci, tanto da poterle confrontare, con le nostre e prenderle come esempio da seguire.
In Trentino gli incendi si verificano in autunno e primavera, cioè a dire, quando l'erba secca per le gelate, non quando le temperature ambientali superano i quaranta gradi! E, caro presidente, non è la stessa cosa spegnere un incendio con differenze ambientali di tale portata!
Inoltre, da noi predomina una conformazione vegetativa chiamata "macchia mediterranea", la quale si compone di erbacee che seccano in estate per la calura (non per le gelate!) e la carenza di precipitazioni, di arbusti oleosi, di alberi bassi e fitti. Componenti che, insieme, favoriscono particolarmente l'innesco e lo sviluppo degli incendi boschivi.
Conformazioni e caratteristiche molto lontane dai boschi alpini, per cui, ancora, quali esempi potremmo prendere dall'esperienza dell'antincendio trentino?...
Inoltre, con quale incidenza numerica di incendi si confrontano in Trentino, da trent'anni a questa parte, senza che mai qualcuno di questi incendi sia degenerato in un "fuori controllo" e in danni incommensurabili a cose, ambienti e persone, così come succede in tanti altri posti del pianeta, ma mai in Sicilia?!
Eppure... Eppure... C'è da dire che forse siamo noi operatori dell'antincendio siciliano ad esser stati troppo frettolosi nell'interpretare le esternazioni del buon don Chisciotte nostrano e del suo seguito di Sancho Panza: il senso era un altro!
Il senso delle parole del buon Musumeci forse era indirizzato all'apparato regionale Trentino, il quale probabilmente fornisce con puntualità i mezzi, i dispositivi di sicurezza e l'attrezzatura alle sue squadre di addetti allo spegnimento! Il riferimento era forse agli automezzi non obsoleti che utilizzano, a differenza dei nostri  utilizzati con scarsissima manutenzione da oltre trent'anni! Il riferimento è forse al numero di addetti in confronto al fenomeno da affrontare: il nostro sempre più esiguo e di età sempre più avanzata (essendo escluso il turnover), con il rischio che questi due fattori portino all' estinzione di una esperienza che in Sicilia, pur con tutte le possibili migliorie da apportare, può esser presentata solo come un vanto, così come poche altre.
Ecco! Mi sarebbe piaciuto avere dal nostro presidente della Regione Siciliana tali considerazioni prima che si  lanciasse in un elogio entusiasta dell'altrui beltà, come fosse fanciulla in fiore.
Tuttavia bisogna capirle certe cose... certi politici: certi "geni" talmente fuori dal comune, dalla regione, dalla vita reale della gente, da essere quasi alieni, come personaggi della migliore letteratura mondiale, che non vivono il loro tempo ma "altro", in altro modo, e vi si schiantano contro, rompendosi ..., così come capita a quei conuigi ciechi ma desiderosi dell'altrui beltà, che svalutano chi gli sta accanto, senza riconoscerne i meriti.
Peccato! È così che si rovina la "bellezza"! 

Antonino Lomonaco


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ENTE PARCO DELLE MADONIE, INCENDI: IL PRESIDENTE MERLINO PRESENTA UN ESPOSTO ALLA PROCURA: “CI COSTITUIREMO PARTE CIVILE”. IL BLOG: COMPLIMENTI SINCERI

  
Dal sito madonielive.com

28 Agosto 2021
Il presidente dell’Ente Parco delle Madonie  ha inviato un esposto alla Procura di Termini Imerese affinchè gli organi competenti possano eseguire gli opportuni accertamenti e valutare la sussistenza di eventuali profili penalmente rilevanti in relazione ai recenti incendi che hanno devastato parte del territorio del Parco delle Madonie. “Oggi, nella mia qualità di Presidente dell’Ente Parco delle Madonie, ho presentato, presso la Stazione Carabinieri di Petralia Sottana un esposto indirizzato all’Ecc.mo Procuratore di Termini Imerese, affinchè gli organi competenti possano eseguire gli opportuni accertamenti e valutare la sussistenza di eventuali profili penalmente rilevanti in relazione ai fatti”. Quello che ormai appare un vero attacco criminale organizzato, ha colpito luoghi simbolo del territorio del Parco e dei Comuni limitrofi. Ultimo della drammatica serie l’incendio di Blufi che ha compromesso il famoso  campo dei tulipani. Una vera guerra che va combattuta mettendo in campo anche le tecnologie più sofisticate: “L’esposto, preparato con il supporto dell’Ufficio Legale dell’Ente, nello specifico dall’Avvocato Maria Ardillo, ha preso in esame i fenomeni incendiari che si sono verificati dal 30 luglio in poi. A supporto abbiamo portato anche lo studio che il gruppo Rural_unirc dell’Università di Reggio Calabria, guidato dal Prof. Giuseppe Modica (che ringrazio sempre di cuore) ci ha fornito oltre che un ampio e dettagliato report fotografico”.
E conclude il presidente Merlino: “Credo fosse il minimo che potessi fare al fine di tutelare gli interessi, non solo del Parco ma di tutti coloro i quali hanno perso tutto a causa di quanto accaduto. Naturalmente, qualora si celebrerà un processo, il Parco si costituirà parte civile!”. Intanto numerose sono le iniziative di solidarietà messe in atto dall’Ente Parco delle Madonie a sostegno delle imprese colpite dai recenti incendi.



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SCATTA L’ALLARME DELLA PESTE SUINA: CACCIA AI CINGHIALI PER FERMARE IL VIRUS IN SICILIA


Dal sito www.allfoodsicily.it

Salvatore Scaduto - 27 Agosto 2021
E’ scattata la caccia ai cinghiali per fermare la peste suina africana in Sicilia. Non c’è alcun pericolo di contagio sull’uomo ma la Regione ha collaudato un piano di controllo attraverso la cattura di cinghiali per evitare la diffusione del virus nell’isola.

Il piano prevede la segnalazione alle autorità competenti come guardie forestali, polizia provinciale, guardia venatoria e servizi veterinari dell’Asp, dei cinghiali catturati o quelli già morti ma che prima dell’abbattimento presentavano segni di malessere, come ad esempio scoordinamento motorio, convulsioni.

“Dato l’elevato rischio di introduzione del virus della peste suina africana nel nostro paese – si legge nella relazione del responsabile del servizio coordinamento fauna selvatica dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale – si evidenzia la necessità che l’Amministrazione dia opportune indicazioni al proprio personale affinché ogni cinghiale trovato morto, anche a seguito di incidente stradale ovvero abbattuto, sia segnalato”.

Tra le zone maggiormente monitorate quella della Riserva orientata di Monte Pellegrino a Palermo in cui la Regione ha prorogato fino a giugno del 2023 il piano di controllo per la cattura e segnalazione dei cinghiali.






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Che diventi una risorsa, non un problema! 






COVID, IN SICILIA ALMENO 7 SU DIECI HANNO RICEVUTO UNA DOSE DI VACCINO. TRA I COMUNI PIÙ VIRTUOSI, ISNELLO: L’ELENCO COMPLETO


Dal sito madonielive.com

28 Agosto 2021
In Sicilia il 70,88% (pari a 3 milioni di persone) della popolazione residente ha ricevuto almeno una dose di vaccino antiCovid, mentre il 61,71% (oltre 2,6 milioni) risulta completamente immunizzato (ossia ha ricevuto entrambe le dosi o l’unica dose Janssen). L’intero sistema sanitario regionale è impegnato per far crescere velocemente queste percentuali, che risultano ancora insufficienti a tirare fuori l’Isola da una situazione di rischio.
 
Secondo i dati elaborati dalla struttura regionale di monitoraggio della campagna vaccinale e aggiornati al 26 agosto, in Sicilia si presenta una situazione a macchia di leopardo, con province maggiormente virtuose, come Palermo, in cui risulta immunizzato il 66,95% della popolazione (76,17% almeno una dose), e Agrigento con il 66,31% di immunizzati (76,19% almeno una dose), e altre in cui i cittadini manifestano maggiori resistenze. Siracusa è l’ultima per immunizzati, col 56,63%, mentre il 65,80% ha ricevuto almeno una dose; Catania ha il 57,30% di immunizzati e il 65,94% ha ricevuto almeno una dose; Messina ha il 57,33% di immunizzati, mentre il 65,28% ha ricevuto almeno una dose. Nel mezzo figurano la provincia di Enna col 63,44% di immunizzati e il 73% che ha almeno una dose; quella di Ragusa col 63,10% di immunizzati e il 73,83% che ha almeno una dose; quella di Trapani col 63% di immunizzati e il 72,63% con almeno una dose; la provincia di Caltanissetta con il 61,01% di immunizzati e il 71,22% che ha ricevuto almeno una dose.
 
Sopra la soglia del 70% di popolazione che ha ricevuto la prima dose ci sono 173 comuni su 390. Osservando la situazione dei singoli comuni, si nota che sia la prima sia l’ultima posizione nella classifica delle percentuali di vaccinazione sono occupate da due paesi del Messinese: il più virtuoso, infatti, è il piccolo centro di Roccafiorita, dove è immunizzato addirittura il 101,16% della popolazione target (il 109,30% ha ricevuto la prima dose), segno che in questa località sono stati vaccinati anche turisti di passaggio; in coda figura Fiumedinisi, dove solo un cittadino su tre risulta immunizzato (34,52%) e il 40,48% della cittadinanza ha ricevuto la prima dose.
 
Nelle prime dieci posizioni di comuni virtuosi, oltre a Roccafiorita, compaiono quattro centri del Palermitano (Palazzo Adriano, Ustica, Isnello e Giuliana), quattro dell’Agrigentino (Comitini, Lucca Sicula, Burgio, Sambuca) e un altro del Messinese (San Marco d’Alunzio).
Tra i capoluoghi il più alto in classifica è Ragusa, con il 79,35% di prime dosi e il 73,15% di immunizzati; seguono Enna (77,93% prime dosi, 72,64% immunizzati), Agrigento (77,10% prime dosi, 68,81% immunizzati), Palermo (77,02% prime dosi, 69,92% immunizzati), Caltanissetta (70,12% prime dosi, 65,51 immunizzati), Catania (69,60% prime dosi, 62,68% immunizzati), Trapani (66,28% prime dosi, 58,65% immunizzati), Siracusa (65,96% prime dosi, 58,84% immunizzati), Messina (59,97% prime dosi, 55,32% immunizzati).Di seguito l’elenco completo:









28 agosto 2021

MUSUMECI IN TRENTINO: RIORGANIZZARE I SISTEMI ANTINCENDIO


Dal sito www.ansa.it

"Calamità e incendi sollecitano i processi"

(ANSA) - TRENTO, 27 AGO - Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha fatto tappa nella sua visita in Trentino alla sala operativa dei vigili del fuoco di Trento.
Accompagnato dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, e dall'ingegnere Raffaele De Col ha potuto conoscere da vicino tutte le componenti della protezione civile trentina.

Vigili del fuoco professionisti e volontari, i servizi della Provincia in materia di protezione civile, sicurezza e gestione del territorio, volontari alpini, croce rossa, associazione cani da ricerca, psicologi per i popoli, soccorso alpino, nucleo elicotteri e via dicendo.
Musumeci, accompagnato dall'assessore regionale ambiente Toto Cordaro e da Salvo Cocina capo della Protezione civile regionale siciliana ha ringraziato tutti gli operatori trentini per l'aiuto e il supporto ricevuto dall'Isola evidenziando come il Trentino possa essere un punto di riferimento importante per il nuovo sistema di protezione civile regionale siciliano.
"Ringrazio il presidente Fugatti e tutti voi, ognuno per le proprie competenze. Ho aderito prontamente all'invito per confrontare le nostre esperienze. Trentino e Sicilia sono due regioni di frontiera, una opposta all'altra geograficamente, e la calamità da noi subita durante questa estate, che speriamo non si ripeta, assieme all'aggressione del fuoco che ha riguardato anche altre regioni italiane, sollecita i processi di riorganizzazione dei sistemi antincendio. Questo territorio esprime una delle esperienze virtuose del Paese. Vi ringrazio per l'accoglienza e per l'apporto generoso che avete dato in un momento difficile per la Sicilia che oggi è pronta a varare una riforma attesa da anni".
"Ringrazio Musumeci per la sua visita dopo l'opera effettuata in Sicilia dagli operatori trentini nel campo antincendi - ha detto Maurizio Fugatti -. Il presidente si è complimentato per l'efficienza e la professionalità degli interventi da noi effettuati in Sicilia. Questo ci onora, a maggior ragione vista la forte vocazione autonomista della Regione Siciliana. Un territorio che con i suoi rappresentanti viene in Trentino per conoscere la nostra protezione civile: questo è motivo di orgoglio per tutto sistema trentino". (ANSA).

Fonte: www.ansa.it







INCENDI, BENE STATO DI EMERGENZA PER LA SICILIA,UNCEM: “ORA AZIONE PER PREVENZIONE CON INVESTIMENTO SU STRATEGIA FORESTALE”


Dal sito www.siciliaogginotizie.it

27 Agosto 2021 
Uncem ritiene molto positivo il Consiglio dei Ministri, in tempi rapidissimi, abbia deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza, per un periodo di 6 mesi, in conseguenza dell’eccezionale diffusione degli incendi boschivi che si sono verificati nelle regioni Calabria, Molise, Sardegna e Sicilia, a partire dall’ultima decade del mese di luglio 2021.

Uncem ringrazia i Ministri Gelmini e Patuanelli per l’impegno, insieme alla Sottosegretaria Todde, che hanno incontrato molti Sindaci delle aree colpite dai roghi nelle prossime settimane. Uncem confida possano arrivare in tempi certi e veloci le risorse per le imprese agricole e forestali colpite dal dramma degli incendi e agli Enti locali i necessari stanziamenti per far fronte ai primi step del “Piano straordinario di ripristino”, come previsto dalla buona legge 353 del 2000. Vale a dire la mappatura delle aree percorse dal fuoco.

Uncem sta lavorando con i Sindaci per le aree colpite dai roghi con tecnici specializzati della Società italiana di Scienze Forestali e del Consiglio nazionale dell’Ordine degli Agronomi e Forestali. Come scritto nel dossier sugli incendi pubblicato nei giorni scorsi (scaricabile qui in pdf: https://uncem.it/wp-content/uploads/2021/08/UNCEM-incendi-e-post-emergenza-pianificazione-forestale-ago2021.pdf ) dopo questa prima azione del Governo, un Decreto incendi non può riguardare solo ‘riforestazione’ e inasprimento delle pene per piromani. Il tema incendi boschivi è secondo Uncem molto più ampio e articolato, in un Paese fatto al 38% di boschi che però non si è ancora accordo di essere un Paese forestale. E così, finora ha investito solo 5 milioni di euro l’anno sulle foreste. Una cifra totalmente inadeguata. 

Ora è tempo di cambiare passo. E il prossimo Decreto incendi del Governo dovrà dare questo segnale. “Uncem chiede al Governo e al Parlamento 1 miliardo di euro per le foreste italiane – spiega Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem – Quelle risorse che erano previste nelle prime versioni del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza a dicembre 2020 e che poi sono state eliminate a marzo 2021 nelle edizioni successive del PNRR. Investire bene. Scegliere di credere che siamo un Paese forestale e fare una azione decisiva. Il Ministro Patuanelli negli ultimi interventi nelle scorse ore ha colto questa necessità. Vada avanti determinato. Servono risorse importanti,1 miliardo di euro, che devono unicamente essere impegnate nella prevenzione da realizzare mettendo in atto azioni di gestione e selvicoltura preventiva, in attuazione dei Piani antincendio boschivo che tutte le regioni hanno e che non trovano però piena attuazione”. Sono poche le Regioni che investono in prevenzione e quelle che lo fanno, lo fanno finora con le risorse dello sviluppo rurale (misura 8.3 e 8.4). Cosa dobbiamo fare oggi: “Dare alla Strategia forestale nazionale una dotazione finanziaria efficace, visto che tra le sue azioni prevede una scheda puntuale sulla prevenzione antincendio, che aveva già previsto tutto quello che oggi molti ribadiamo come necessario. Tutto è, era, già stato scritto. Per attuarlo servono risorse – prosegue Bussone –  Occorre prevedere per la prossima fase di programmazione 2023-2027 che sia bloccata una riserva finanziaria nel Programma nazionale di sviluppo rurale per la realizzazione di interventi di ‘prevenzione antincendi e adattamento ai cambiamenti climatici’, che obblighi le Regioni a dare piena attuazione alla politica nazionale prevista dalla Strategia forestale e porti a compimento quanto scrivono sui loro Piani AIB”. Due azioni. Semplici ed efficaci. Per le quali, un “Paese forestale” come è appunto l’Italia, può efficacemente spendere 1 miliardo di euro nei prossimi tre anni.



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UN PREMIO SPECIALE AI NON VACCINATI PER AVER FATTO ENTRARE LA SICILIA IN ZONA GIALLA. CHE RABBIA! RISPETTO PER I NOVAX CHE NON VANNO DIFESI MA RASSICURATI E INCENTIVATI. VACCINO OBBLIGATORIO PER TUTTI, «SENZA SE E SENZA MA». CHI VUOLE FARE L’ESTREMISTA CHE LO FACCIA A SPESE PROPRIE!


di Michele Mogavero
La zona gialla per colpa dei non vaccinati che hanno scelto di non proteggersi e di non proteggere gli altri. Rispettiamo queste persone, ma non possono essere difesi. Devono invece essere INCENTIVATI e RASSICURATI perchè il vaccino rimane l'unica arma per sconfiggere il virus e proteggere chi ti sta accanto. 
Gli individui vaccinati proteggono i più deboli!

L'allarme dei pediatri: il "Covid colpisci sempre più bambini".
Covid, Razza: "L'80% dei ricoverati non è vaccinato.

Il responsabile di questo Blog è un ignorante in materia, ma è proprio per questo che ha deciso sin dal primo momento di affidarsi alla scienza.

Vaccino obbligatorio per tutti, «senza se e senza ma»

Chi vuole fare l’estremista che lo faccia a spese proprie!






UNA RACCOLTA FONDI PER RIFORESTARE I BOSCHI DELLA SICILIA DEVASTATI DAGLI INCENDI


Dal sito www.lasicilia.it

A lanciare l’iniziativa è il Centro di ricerca per la valorizzazione del tartufo e della tartuficoltura in Sicilia

27 Agosto 2021
Una raccolta di fondi nella piattaforma "gofundme" con lo scopo di piantumare almeno 500 alberi nei boschi dopo gli incendi che in Sicilia hanno devastato centinaia di ettari di macchia mediterranea. A lanciare l’iniziativa è il Centro di ricerca per la valorizzazione del tartufo e della tartuficoltura in Sicilia.

«Ci troviamo a combattere una guerra dove interessi privati e gente priva di scrupoli vogliono distruggere tutti i boschi - si legge nell’appello fatto dal Centro di ricerca - La perdita di polmoni verdi sta causando danni irreparabili all’ambiente ed alla salute delle persone. Vogliamo riforestare la Sicilia e mettere, dove le condizioni lo permettono, alberi micorizzati con tartufo».

In questo modo, spiega il Centro di ricerca, "otterremo nuovi boschi altamente produttivi; l’aumento della produzione di tartufo siciliano, daremo una risposta forte per dire '"noi non ci arrendiamo", nuove opportunità occupazionali e lotta alla desertificazione"

Con i fondi raccolti, il Centro assicura che inizierà «la produzione delle prime 500 piantine micronizzate, con semi autoctoni e tartufo siciliano» e «individuerà una area idonee alla coltivazione del tartufo». Inoltre «faremo analisi del terreno, progetteremo gli impianti, metteremo a dimora le piante e seguiremo la crescita e lo sviluppo della tartufaia». 

 Nel dettaglio, per quanto riguarda i roghi, nella sola Sicilia dall’inizio del 2021 - secondo i dati  dell’European Forest Fire Information System (Effis) della Commissione europea, - «oltre 78mila ettari sono bruciati, pari al 3,05% della superficie della regione». Sul fronte desertificazione in Italia «il 10% del territorio" è definito «molto vulnerabile». La Sicilia è la regione più colpita (42,9% della superficie regionale), seguita da Molise, Basilicata (24,4%) e dalla Sardegna (19,1%). 

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA






27 agosto 2021

ANTINCENDIO PALERMO. ACCREDITATI NEI CONTI CORRENTI DI UNICREDIT IL MESE DI LUGLIO. ANCORA NIENTE INVECE PER I LAVORATORI DELLA MANUTENZIONE



Palermo. Accreditati nei conti Unicredit dei lavoratori dell'antincendio  il mese di luglio, a seguire negli altri istituti di credito. Ancora niente invece per i lavoratori della manutenzione. 









IL PRESIDENTE MUSUMECI: ESPRIMIAMO APPREZZAMENTO PER LA DICHIARAZIONE DEL CDM, DELLO STATO DI EMERGENZA. L'AUSPICIO È CHE LE RISORSE POSSANO ARRIVARE QUANTO PRIMA A SOSTENERE LE TANTE AZIENDE DANNEGGIATE. IL BLOG: LE RISORSE SONO ANCHE PER LA PREVENZIONE, "CARTA SCRITTA LEGGIRI SI VOLI"


Dalla pagina Facebook
del Presidente Nello Musumeci

Accogliamo con favore ed esprimiamo apprezzamento per la dichiarazione, da parte del Palazzo Chigi - Presidenza del Consiglio dei Ministri, dello "stato di emergenza", richiesto dal governo Musumeci, per i terrificanti incendi che hanno colpito e continuano a colpire la Sicilia. L'auspicio è che adesso possano arrivare - quanto prima - le risorse finanziare necessarie a sostenere le tante aziende danneggiate. Anche la Regione farà la sua parte, con le procedure già avviate dal Regione Siciliana - Dipartimento Regionale della Protezione Civile.



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26 agosto 2021

FRANCO CALDERONE (ET): “IN SICILIA 78 MILA ETTARI DI BOSCHI INCENERITI. GLI ASSESSORI SCILLA E CORDARO VADANO A CASA”


Dal sito www.inuovivespri.it

26 Agosto 2021
  • I dati del dossier di Europa Verde inchiodano l’attuale Governo regionale siciliano alle proprie responsabilità figlie dell’inadeguatezza
  • L’attacco di Equità territoriale: “Serve inoltre una vera inchiesta per capire che interessi ci sono dietro i mezzi aerei privati che vengono chiamati a spegnere gli incendi con parcelle da 15 mila euro all’ora”
  • Lo smantellamento del Corpo Forestale voluto dal Governo Renzi che, per fortuna, non è riuscito in Sicilia 
I dati del dossier di Europa Verde inchiodano l’attuale Governo regionale siciliano alle proprie responsabilità figlie dell’inadeguatezza
“Incredibile: in Sicilia, dall’inizio di quest’anno, si contano 78 mila ettari di boschi inceneriti dal fuoco. Una superficie che equivale a venti volte i bosco della Ficuzza. La nostra Isola è la Regione italiana più colpita dagli incendi. Sono i dati che si leggono nel dossier su ‘Incendi & Desertificazione’ di Europa Verde. Ci chiediamo: il Governo regionale di Nello Musumeci è a conoscenza di questi ‘numeri’? Gli assessori regionali all’Agricoltura Tony Scilla e al Territorio e Ambiente Toto Cordaro come commentano questi fallimentari risultati? Pensano o no di essere in buona parte responsabili di quanto è accaduto? Non credono che le loro dimissioni siano più che opportune?”. Così Franco Calderone, coordinatore del Movimento 24 Agosto per l’Equità Territoriale in Sicilia, commenta i dati sugli incendi nella nostra Isola. “L’aspetto incredibile di questa storia – prosegue Calderone – è che a Maggio e a Giugno il presidente Musumeci e gli assessori Scilla e Cordaro erano stati invitati dalle organizzazioni sindacali ad intervenire in tempo, utilizzando gli operai della Forestale per fare realizzare le opere di prevenzione degli incendi. A metà Giugno i sindacati hanno denunciato che tante aree verdi della nostra Isola erano prive delle opere di prevenzione degli incendi: erbe e arbusti secchi lasciati nei sottoboschi, niente viali parafuoco e via continuando. Una follia in piena regola che ha predisposto i boschi della Sicilia a rischi elevati. Il sindacato Sifus ha addirittura presentato una sfilza di denunce, paventando i pericoli che incombevano nelle aree verdi della nostra Isola. Ma il Governo regionale non è intervenuto. A metà Luglio è iniziato il grande caldo, con temperature a 40 gradi, ed è iniziato l’inferno. Il risultato lo ha ‘fotografato’ Europa Verde: 78 mila ettari di boschi siciliani ‘inghiottiti’ dal fuoco. Nessuno deve pagare per quanto avvenuto? Diamo tutta la responsabilità ai piromani e salviamo un Governo regionale di inetti e inadeguati?”.

L’attacco di Equità territoriale: “Serve inoltre una vera inchiesta per capire che interessi ci sono dietro i mezzi aerei privati che vengono chiamati a spegnere gli incendi con parcelle da 15 mila euro all’ora”
“Una vicenda così grave, che riguarda tutti i cittadini della nostra Isola, non può passare inosservata – conclude il coordinatore di Equità Territoriale della Sicilia -. I boschi si tutelano con la presenza dell’uomo. Ma non sarà certo l’attuale Governo ad affrontare un problema che ha ignorato. Dovranno essere gli operai della Forestale insieme con gli agricoltori a tutelare i boschi della Sicilia. Serve inoltre una vera inchiesta per capire che interessi ci sono dietro i mezzi aerei privati che vengono chiamati a spegnere gli incendi con parcelle da 15 mila euro all’ora. Sono troppi i lati oscuri di una vicenda che ha provocato un danno gravissimo alla natura siciliana. E anche su questi lati oscuri che bisogna fare chiarezza”.

Lo smantellamento del Corpo Forestale voluto dal Governo Renzi che, per fortuna, non è riuscito in Sicilia 
Un articolo sul dossier ‘Incendi e desertificazioni lo leggiamo in una nota di Italpress: “Il Paese va a fuoco. Quella italiana è stata un’estate tristemente da record per il dramma degli incendi. Dall’inizio dell’anno sono 158.000 ettari bruciati in totale, come se fosse andata a fuoco una superficie equivalente alle città di Roma, Napoli e Milano messe insieme”. Ebbene, di questi 158 mila ettari di boschi andati in fumo, più della metà – 78 mila ettari – sono, anzi, erano boschi siciliani! In pratica, come si sottolinea nell’articolo di Italpress, poco più del 3% della superficie della nostra Isola è andata a fuoco. In Sardegna – dove i danni sono stati tanti – sono andati in fiamme  20 mila ettari di verde. La Sicilia detiene così il triste record di ettari di boschi bruciati. Un dato che dà la misura dell’inadeguatezza dell’attuale Governo siciliano giustamente sottolineata dal coordinatore di Equità Territoriale (ET) in Sicilia. Nel dossier di Europa Verde si spiega che, ad oggi, leggiamo sempre su Italpress, “un quinto del territorio nazionale è a rischio desertificazione e l’elemento che rende la situazione ancor più grave è che uno strumento determinante per la salvaguardia del territorio come il catasto degli incendi non viene sufficientemente utilizzato, con i dati fermi e non aggiornati per anni”. Una “situazione è gravissima, figlia di una politica senza scrupoli che, anziché puntare sul controllo e la prevenzione ha semplicemente pensato di ignorare il problema, cancellando una risorsa preziosissima come il Corpo Forestale dello Stato e privatizzando de facto la flotta di Canadair”. Lo smantellamento del Corpo Forestale dello Stato lo si deva a quel ‘genio’ di Matteo Renzi negli anni in cui ha guidato il Governo italiano. In Sicilia, grazie alla autonomia della nostra Regione, il Corpo Forestale non è stato smantellato, nonostante Renzi e il PD. La privatizzazione dei Canadair – gli aerei anfibi utilizzati per spegnere gli incendi – noi l’abbiamo scoperta e denunciata nel 2017.

Foto tratta da La Gazzetta del Sud








STEFANO MANTEGAZZA, SEGRETARIO GENERALE UILA: BENE CDM. GOVERNO COLGA OCCASIONE PER AZIONI PREVENTIVE E TUTELA DI LUNGO PERIODO DEL TERRITORIO. È NECESSARIO INVESTIRE SUL LAVORO DEI FORESTALI, PRIMA RISORSA PER UNA VERA TUTELA DEL NOSTRO PATRIMONIO BOSCHIVO


Dalla pagina
Facebook Uila Nazionale

Stefano Mantegazza, segretario generale Uila Bene Cdm. Governo colga occasione per azioni preventive e tutela di lungo periodo del territorio  

Apprezziamo la scelta di un Consiglio dei ministri dedicato al dramma degli incendi che, come  sempre, nei mesi estivi imperversano nel nostro paese. Considerati gli ingenti danni provocati nell’ultimo mese, ci auguriamo che sia la volta buona perché il Governo assuma scelte non volte a fronteggiare la sola emergenza, ma basate soprattutto su azioni preventive e con una prospettiva di tutela di lungo periodo del nostro patrimonio boschivo.

Per quanto riguarda la gestione dell’emergenza ben vengano i sussidi e gli indennizzi alle aziende, senza che vengano però dimenticati tutti quei lavoratori che in quelle stesse aziende erano impegnati e che, senza alcuna colpa, hanno perso ogni opportunità di occupazione”. 

Ribadiamo tuttavia la necessità di interventi che abbiano una prospettiva di lungo periodo ed è necessario:

investire sul lavoro dei forestali, prima risorsa per una vera tutela del nostro patrimonio boschivo;

riaprire il turn-over delle assunzioni per far fronte alle uscite che si sono verificate in questi ultimi vent’anni e abbassare così l’età media, oggi altissima;

innovare il parco macchine, attualmente vetusto o addirittura mancante;

garantire alle amministrazioni competenti le risorse adeguate per farlo funzionare”.
 
Solo partendo da queste scelte di fondo è possibile una vera prevenzione contro gli incendi e al tempo stesso una giusta valorizzazione del territorio e del patrimonio boschivo italiano.




TRAPANI. MESSE IN PAGAMENTO LE RETRIBUZIONI DI GIUGNO DEI LAVORATORI ASSUNTI DALL’ISPETTORATO DIPARTIMENTALE DELLE FORESTE


Dal sito www.alqamah.it

25 Agosto 2021
Soddisfazione Fai, Flai e Uila Trapani: “Adesso vigileremo su corretta erogazione dei prossimi stipendi”

I segretari generali di Fai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil Trapani Giovanni Di Dia, Franco Nuccio e Tommaso Macaddino esprimono soddisfazione per la messa in pagamento degli stipendi dello scorso mese di giugno ai lavoratori assunti dall’Ispettorato dipartimentale delle foreste di Trapani per il contrasto agli incendi boschivi.

I rappresentanti delle tre sigle sindacali proprio alcuni giorni fa, infatti, aveva denunciato il ritardo nell’erogazione della mensilità, fonte di disagio per i lavoratori e le rispettive famiglie.

“Esprimiamo soddisfazione – affermano – poiché gli stipendi sono arrivati a pochi giorni dalle nostre sollecitazioni ai vertici dell’Ispettorato. Abbiamo pertanto deciso di annullare l’autoconvocazione presso gli uffici dell’Ispettorato. Adesso vigileremo affinché siano erogati con maggiore celerità anche le altre spettanze, in particolare quella di luglio già scaduta e di agosto in scadenza. Ricordiamo che questi lavoratori svolgono un compito importante per il territorio, proteggendolo dai roghi e impedendo che durante la stagione estiva questi compromettano il nostro patrimonio naturalistico”.





SULLA GESTIONE DEI BOSCHI SICILIANI IL PRESIDENTE MUSUMECI E L’ASSESSORE CORDARO FANNO SOLO DEMAGOGIA! PER AFFRONTARE IL PROBLEMA DEGLI INCENDI NELLE AREE BOSCHIVE SERVONO ALMENO 20 MILA OPERAI FORESTALI CHE DEBBONO PRESIDIARE IL TERRITORIO 24 ORE SU 24 PER TUTTO L’ANNO


Dal sito www.inuovivespri.it

24 Agosto 2021
  • Ma Musumeci e Cordaro a chi debbono ‘fare spaventare’ con 56 nuovi agenti del Corpo forestale, peraltro reperiti tra i dipendenti regionali?
  • Per affrontare razionalmente il problema degli incendi nelle aree boschive della Sicilia servono almeno 20 mila operai della Forestale che debbono presidiare il territorio 24 ore su 24 ore per tutto l’anno. Il resto sono chiacchiere e demagogia
Ma Musumeci e Cordaro a chi debbono ‘fare spaventare’ con 56 nuovi agenti del Corpo forestale, peraltro reperiti tra i dipendenti regionali?
Un lungo articolo di Italpress annuncia l’immissione in ruolo dei primi 56 nuovi agenti del Corpo forestale. Sono laureati in Scienze forestali o in Agraria? Non lo sappiamo. Quello che sappiamo è che sono stati  reclutati fra i dipendenti regionali impiegati in altri settori. Sono dipendenti regionali vincitori di concorso? Non lo sappiamo. Una cosa, però, la sappiamo: che se dovesse scoppiare un incendio nei boschi siciliani – tipo gli incendi che qualche mese fa anno incenerito migliaia di ettari di boschi della nostra Isola, i nuovi arrivati servirebbero a poco. L’unica cosa che serva in questo momento ai boschi della Sicilia è il presidio permanente del personale della Forestale nelle aree verdi, 24 ore su 24 ore, per tutto l’anno. Il resto sono solo chiacchiere del presidente della Regione, nello Musumeci, e del suo degno assessore al Territorio e Ambiente, Toto Cordaro. Semplicemente incredibili le dichiarazioni del presidente Musumeci riportate da Italpress: “Oggi confermiamo la grande attenzione che il Governo della Regione pone verso il territorio, rendendo più solido il Corpo forestale che sembrava quasi destinato ad esaurirsi”. Vi risparmiamo il resto perché è tutta retorica. Ci limitiamo a ricordare al presidente Musumeci i danni provocati dal fuoco nelle aree verdi della Sicilia nelle scorse settimane: danni che sono il frutto di errori commessi dal suo Governo.

Per affrontare razionalmente il problema degli incendi nelle aree boschive della Sicilia servono almeno 20 mila operai della Forestale che debbono presidiare il territorio 24 ore su 24 ore per tutto l’anno. Il resto sono chiacchiere e demagogia
C’è anche il bla bla bla dell’assessore Cordaro: “I nuovi agenti che entrano in servizio – dice Cordaro – rappresentano nuova linfa per guardare con maggiore fiducia a una nuova stagione della prevenzione e dell’antincendio boschivo. Mesi fa ci siamo confrontati con una realtà delicata e con la complessità di svolgere i concorsi a causa della pandemia. Ma abbiamo avuto l’intuizione di inserire nuovo personale nei ranghi del Corpo forestale rivolgendoci ai dipendenti della Regione. I nuovi agenti sono motivati, competenti e formati allo spirito del Corpo. Grazie al nuovo ingresso di uomini e donne saremo in grado di riaprire ben sei distaccamenti del Corpo forestale chiusi da anni nel Palermitano: Villagrazia di Carini, San Martino, Palazzo Adriano, Montemaggiore Belsito, Caccamo e Collesano”. Ci auguriamo che alle chiacchiere seguano i fatti concreti. Ricordando al presidente Musumeci e all’assessore Cordaro che per presidiare le tante aree verdi della Sicilia – Regione dove prevalgono montagne e colline – servono non meno di 20 mila operai della Forestale. Il resto, lo ribadiamo, sono solo chiacchiere e demagogia.



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MOLISE. LOTTA AGLI INCENDI, I SINDACATI TORNANO ALLA CARICA: ASSUMERE OPERAI FORESTALI. CI SONO I SOLDI DEL PNRR. LA LOTTA SI PUÒ FARE SOLO IMPIEGANDO I FORESTALI. I ROGHI E LE CATASTROFI AMBIENTALI, CERTIFICANO IL FALLIMENTO DELLE POLITICHE REGIONALI IN MATERIA DI SALVAGUARDIA DELL’AMBIENTE E NELLA GESTIONE DEI FORESTALI


Dal sito www.primonumero.it

25 Agosto 2021
Destinare una fetta delle risorse stanziate a tutela dell'ambiente nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza: questa la richiesta che le rsa dell'Usb rivolgono al presidente Donato Toma. Le Regioni, del resto, sono il soggetto attuatore del programma che prevede risorse aggiuntive per fronteggiare la crisi causata dalla pandemia. "Stabilizzare questi lavoratori, gli incendi certificano il fallimento del governo regionale in materia di salvaguardia dell'ambiente"

La lotta agli incendi che hanno sfigurato la costa molisana e incenerito i polmoni verdi dell’Alto Molise si può fare solo impiegando gli operai forestali. Per i sindacati questo è uno snodo imprescindibile nella strategia di contrasto ai piromani. Gli esempi offerti dalle altre regioni del Sud Italia lo certifica: per
contrastare i roghi scoppiati in questa stagione estiva da più parti – in Sicilia e
Calabria – le squadre sono state rafforzate.

Anche la Regione Molise dovrebbe seguire questo modello e assumere gli operai forestali, lavoratori storicamente precari nonostante possano avere un ruolo decisivo nella cura del territorio e quindi nell’azione di prevenzione degli incendi. Incendi che quasi sempre trovano terreno fertile nelle sterpaglie che crescono a dismisura e in maniera disordinata anche nei centri urbani alimentando la propagazione delle lingue di fuoco. A Guglionesi le fiamme hanno lambito le abitazioni. Ancora peggio a Campomarino dove il fuoco non solo ha minacciato le case, ma ha anche distrutto alcune strutture turistiche. Solo solo gli esempi più eclatanti di una lista ben più lunga che annovera anche campi coltivati, aziende, un patrimonio arboreo importante come la pineta di Campomarino i cui bellissimi pini di Aleppo e la cui fauna sono stati divorati dal fuoco. I danni sono stati talmente ingenti da spingere il governo regionale a chiedere fondi aggiuntivi al Governo mediante il riconoscimento dello stato di emergenza.


Per affrontare con decisione tale problematica c’è un unico modo: stabilizzare gli operai forestali. E’ con questo obiettivo le rsa dell’Usb forestali Molise hanno chiesto al presidente Donato Toma un incontro urgente.

Nella nota inoltrata a Palazzo Vitale e agli organi di informazione, i sindacalisti Giuseppe Pavone, Stefano Bellini e Donato Di Blasio evidenziano le opportunità offerte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza approvato dal Governo prima e dalla Commissione europea poi: una parte delle risorse destinate alla tutela del territorio potrebbe essere impiegata proprio per assumere i forestali. 

“Il PNRR – argomentano dal sindacato – dovrà dare attuazione, nel nostro Paese, al programma Next Generation EU, varato dall’Unione Europea per integrare il quadro finanziario pluriennale 2021 -2027 alla luce delle conseguenze economiche e sociali della pandemia da Covid – 19. Con il decreto, il Governo ha definito la ”governance” per il piano nazionale di ripresa e resilienza e dettato le misure e le procedure di accelerazione e semplificazione per l’efficace e tempestiva attuazione degli interventi. Il piano è strutturato in 6 missioni, e in particolare all’interno della seconda missione, ‘Rivoluzione verde e transizione ecologica’, il PNRR stanzia complessivamente 68,6 miliardi. La missione 2 si struttura in 4 componenti, tra cui la tutela del territorio e della risorsa idrica. La Regione è delegata al ruolo di singolo soggetto attuatore, sulla base delle specifiche competenze istituzionali o della diversa titolarità degli interventi definiti nel PNRR, e, in caso di mancato rispetto degli obblighi e degli impegni o di persistente inerzia, si attiveranno i poteri sostitutivi del Presidente del Consiglio”.

E’ in questo contesto che l’Usb lancia la proposta: “Gli incendi e le catastrofi ambientali, figlie del dissesto idrogeologico, che stanno dilaniando le Regioni del Sud, in maniera particolare il nostro Molise, certificano il fallimento delle politiche regionali in atto in materia di salvaguardia dell’ambiente e nella gestione degli operatori idraulico forestali. Chiediamo a gran voce un cambio di visione che permetta una stabilizzazione dei lavoratori considerata la loro alta professionalità e grande conoscenza del territorio e delle sue criticitàparallelamente ad una programmazione seria e lungimirante su queste tematiche”. 

Quindi, le rsa dell’Usb hanno chiesto al governatore “di essere convocati in tempi celeri” e di “essere parte attiva nella progettazione dei fondi del PNRR” che considerano “un’opportunità unica ed irripetibile utile a ridare dignità ad una categoria di lavoratori da sempre ignorata, a volte derisa, e a garantire al territorio regionale la giusta attenzione per scongiurare i disastri a cui abbiamo assistito inermi nel corso degli anni”.