28 marzo 2014

SCOZZARELLA CODIRES: IN ARRIVO LA DISOCCUPAZIONE AGRICOLA


Forestali/Scozzarella (Codires): “In arrivo disoccupazione agricola primo semestre 2013″



SONO 2545 I LAVORATORI DEL SETTORE DI ENNA E PROVINCIA CHE ATTENDONO LA LIQUIDAZIONE ECONOMICA DELL’INDENNITA’.

Ad Enna, prossima la liquidazione economica delle disoccupazione agricola relative alle giornate effettuate entro il primo semestre del 2013. A renderlo noto il segretario regionale di categoria del Codires Enrico Scozzarella a conclusione di un incontro con il direttore dell’Inps di Enna, Armando Antonio Iacono.
“Devo rassicurare i due mila 545 lavoratori agro-forestali della Provincia di Enna – ha dichiarato Scozzarella – perché il direttore provinciale dell’Inps con alto senso di responsabilità verso la categoria, ha accolto la nostra proposta concernente la liquidazione economica delle disoccupazione agricola relative alle giornate effettuate entro il mese di giugno 2013. Sarà cura degli uffici dell’Istituto – chiarisce l’esponente sindacale – accelerare la procedura di pagamento, perché dal momento in cui saranno sbloccate le apposite procedure da parte della direzione generale Inps, la sede provinciale provvederà a liquidare le prestazioni economica delle disoccupazioni Agricola ai lavoratori”.
L’incontro si è reso necessario, come emerge dal comunicato del sindacato, per trovare immediate soluzioni alle problematiche finanziarie dei lavoratori agricoli e forestali costretti ad affrontare, tra mille difficoltà, impegni quotidiani e familiari nella totale incertezza sul futuro lavorativo e retributivo.
Uno stato di allarme continuo causato dalla confusione con la quale il Governo regionale del presidente Rosario Crocetta, dell’assessore al ramo Dario Cartabellotta e della dottoressa Anna Rosa Corsello, dirigente generale al lavoro, ha affrontato fino ad oggi la programmazione della stagione 2014, priva delle risorse necessarie alla copertura delle fasce di garanzia occupazionale e la vicenda della unificazione delle graduatorie dei lavoratori, dopo lì approvazione della legge regionale n.5 del 28 gennaio 2014 che ha riunito l’Azienda foreste demaniali ed il Servizio antincendio boschivo.
“In un momento di vera crisi economica del Paese, dove la disoccupazione del territorio provinciale ha raggiunto il massimo storico del trentasette per cento, con gravi risvolti negativi per l’economia del territorio e degli abitanti – ha spiegato Scozzarella – era doveroso e determinante per il Codires dare un vero e concreto segnale di vicinanza alle famiglie dei lavoratori con iniziative concrete e risolutive. Siamo soddisfatti per il risultato raggiunto – ha concluso – che aiuta a prevenire possibili drammi e depressione per le tante famiglie che vivono una condizione di difficoltà economica, condizione per di più aggravata dal livello della tassazione che ha raggiunto limiti insopportabili”.


28 Marzo 2014
http://www.linksicilia.it/2014/03/forestaliscozzarella-codires-in-arrivo-disoccupazione-agricola-primo-semestre-2013/






BARRAFRANCA (EN). TUTELA AMBIENTE A SCUOLA

Barrafranca. Incontro dibattito all'Istituto comprensivo «Don Bosco»

Tutela ambiente a scuola


Foto lasicilia.it


Barrafranca. L'educazione ambientale, la funzione del corpo forestale, la campagna antincendio connessi ai vari reati. Anche di questo si è parlato durante un incontro-dibattito rivolto agli alunni delle prime classi ubicate in due plessi dell'istituto comprensivo "San Giovanni Bosco".
L'incontro è stato possibile grazie alla disponibilità dell'ispettorato ripartimentale della foreste di Enna di cui dirigente è Antonio Viavattene, sensibile sul tema dell'ambiente. Prova ne è la presenza ieri a Barrafranca di rappresentanti di rappresentanti del corpo forestale con il commissario Giuseppe Di Luca e l'ispettore superiore Riccardo Mancuso, i quali hanno dato seguito al lavoro iniziato da parte di circa una sessantina di alunni nell'ambito del progetto legalità relativo alla tematica dal titolo "RispettAmbiente - La tutela ambientale".
Il commissario Di Luca e l'ispettore Mancuso sono stati accolti dalla dirigente scolastica Luigia Perricone e dalla docente Gina Patti nella prima classe (1C) del plesso "Verga", mentre un altro incontro si è svolto nell'altro plesso " Don Milani" con altre due classi (1A e 1B) coordinate dalle docenti Maria Avola e Marilena Geraci. L'incontro ha riscontrato l'interesse da parte degli alunni su tematiche importanti vedi il ruolo del corpo forestale, il problema dei rifiuti e della raccolta differenziata ma anche dei vari reati ambientali.
«E' encomiabile il lavoro preparatorio delle docenti che si stanno adoperando a fare delle ricerche sul sito di Floristella - afferma Di Luca - tanto che gli alunni hanno confrontato le loro idee con chi giornalmente è a difesa della natura e dell'ambiente». Apprezzata anche la proiezione di un documentario sulla miniera di Floristella definito il «luogo dell'anima e della memoria». Agli alunni ha impressionato il fatto che nella miniera andassero a lavorare bambini, già all'età di 8 anni, e che, date le elevate temperature, molti minatori lavoravano completamente nudi. Ore le prime classi potrebbero a breve fare visita tramite un viaggio organizzato dalla scuola sia l'ente Parco Floristella che la Venere di Morgantina ad Aidone.
Renato Pinnisi

27 Marzo 2014






IN DIFESA DEI FORESTALI





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L'articolo nasce perchè l'ex Assessore Bianchi vuole far credere che nel 2013 abbiamo effettuato le stesse giornate del 2012. Falso!

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LEGAMBIENTE ALL'ATTACCO SULLA GESTIONE DEI PARCHI CHE NON GARANTISCONO NESSUN SERVIZIO, COMPRESO LA PULIZIA DEI SENTIERI


Legambiente all'attacco sulla gestione dei Parchi: "Via gli amministratori"




Legambiente all'attacco sulla gestione dei Parchi: "Via gli amministratori"

 L'associazione interviene dopo l'inchiesta di Repubblica sulle spese pazze e gli stipendi d'oro in questi enti, che non garantiscono più alcun servizio

"Finalmente qualcuno ha scoperto che i parchi siciliani sono ridotti a stipendifici, con piante organiche drogate da stabilizzazioni e dalla presenza di figure non specializzate, di tre o quattro volte superiori a quelle di ben più efficienti parchi nazionali, con retribuzioni in alcuni casi scandalose come quelle del direttore dei Nebrodi di cui si dovrebbe occupare urgentemente la Corte dei conti". Lo dice, in una nota, Legambiente Sicilia.

"I parchi siciliani - continua  la nota - sono ormai un ibrido tra comunità montana e pro loco, invasi da bracconieri e fuoristradisti. Caso unico in Italia, sono rimasti esclusivamente in mano ai sindaci con la cancellazione della componente ambientalista e scientifica dopo la soppressione dei comitati tecnico-scientifici. Leggere oggi le lamentele degli amministratori dei parchi che denunciano la mancanza di figure professionali specialistiche, di risorse per la conservazione, di riforme legislative adeguate, appare una beffa". "Se il governo Crocetta volesse davvero riformare il sistema dei parchi - conclude la nota - dovrebbe coerentemente garantire un totale ribaltamento di queste logiche".

L'intervento degli ambientalisti arriva dopo l'inchiesta di Repubblica sulle spese di questi enti. Oggi i quattro Parchi siciliani costano 16 milioni di euro l'anno, soldi che servono a garantire solo le buste paga dei 271 dipendenti. Per il resto, non c'è un euro. Nel Parco delle Madonie ci sono ben 81 dipendenti, otto dirigenti e 73 del comparto, che rimangono in gran parte in ufficio durante tutta la giornata. E le aree che dovrebbero tutelare sono abbandonate. A mettere in crisi la gestione dell'ente è anche il contenzioso che riguarda Francesco Licata di Baucina: l'ex manager dell'ospedale Civico, tornato al Parco, ha chiesto di essere inquadrato come dirigente di seconda fascia. L'ente si è opposto, ma ha perso al Tar. Risultato? Deve dare a Licata di Baucina, adesso direttore dell'Arpa, 320 mila euro di arretrati.

Un'altra situazione paradossale è quella del Parco dell'Etna. Qui ci sono 34 dipendenti del comparto e 13 dirigenti, con una media da record di un dirigente ogni tre dipendenti. In pianta organica ci sono due addetti stampa, uno dei quali guadagna oltre 88 mila euro lordi l'anno, ma non c'è un guardaboschi, un esperto di botanica o uno zoologo.

Al Parco dei Nebrodi i dipendenti sono 118 e i dirigenti appena quattro. Ma il direttore Massimo Geraci costa 138 mila euro l'anno, quasi quanto un direttore generale della Regione. E questo perché si è autoapplicato la retribuzione di fascia variabile pari a quella di un capo dipartimento regionale, che in media governa almeno mille dipendenti.

Per il presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, gli stipendi sono stati tagliati.  "I Parchi, nonostante il quasi azzeramento dei costi di gestione, rappresentato un efficace e insostituibile struttura di gestione del territorio e snodo della rete ecologica Natura 2000 voluta dalla Comunità Europea - dice Antoci - la legge istitutiva dei Parchi, prevede che in essi lavorino complessivamente 400 unità di cui 140 all'Ente Parco dei Nebrodi. Oggi all'Ente Parco dei Nebrodi lavorano 128 unità assunte in forza di concorso pubblico le cui remunerazioni sono quelle previste dal Contratto di lavoro vigente nella Regione Siciliana".

"In particolare il direttore del Parco ha una retribuzione prevista dal contratto di lavoro, area dirigenti ed, a seguito dell'espletamento di pubblico concorso, ha sottoscritto nel 2010 un contratto di lavoro che prevede una retribuzione di parte variabile di struttura interprovinciale stante che il Parco dei Nebrodi si estende nelle province di Messina, Catania ed Enna. Nel corso del 2013, una direttiva volute dal Governo Regionale, ha ridotto del 20 per cento la retribuzione - aggiunge Antoci -  di parte variabile di tutti i dirigenti. Alla

data del mio insediamento tale riduzione non era stata effettuata e dunque come primo atto ho richiesto ai dirigenti l'applicazione della riduzione della parte variabile che gli stessi singolarmente mi hanno accettato e l'ho fatto non con decorrenza 17 ottobre 2013, data del mio insediamento"

27 Marzo 2014 
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/03/27/news/legambiente_all_attacco_sulla_gestione_dei_parchi_via_gli_amministratori-82089267/



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Al Governo Crocetta.
Tagliare sui forestali ha significato abbandonare non solo i parchi, ma anche i siti archeologici, quindi non vantatevi. 
Perchè nella Valle dei Templi ci avete sostituito con capre e pecore?
Ditelo ai giornali e alle televisioni. 


 FINIAMOLA CON QUESTI SCEMPI!
NOI SIAMO UNA RISORSA!
NOI SIAMO LA SOLUZIONE A TUTTO!








1,8 MILIONI PER RILANCIARE IL TURISMO NATURALISTICO



1,8 mln per rilanciare il turismo naturalistico
di Gaia Perniciaro



Sulla Gurs l’Avviso dell’assessorato regionale al Turismo che concede finanziamenti per la realizzazione d’itinerari nel segmento natura. Cofinanziamento dell’80% per progetti non superori ai 200.000 € della durata di due anni

PALERMO - La Sicilia punta ad entrare nel segmento del turismo naturalistico, e per riuscirci l'assessorato regionale al Turismo ha da poco pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, un avviso per la realizzazione di attività finalizzata alla creazione di itinerari turistici dedicati al segmento natura nell'ambito del progetto di eccellenza - art. 1, comma 1228 della Legge 296/96 - denominato “Progettazione e realizzazione di itinerari per la valorizzazione del turismo naturalistico”.

La dotazione finanziaria complessiva è di 1.800.000,00 euro, mentre il contributo previsto a beneficio dei soggetti proponenti è determinato nella misura massima dell’80% del costo del progetto che non potrà essere superiore a 200.000,00 euro. Il co-finanziamento, in misura non inferiore al 20% del costo del progetto, potrà essere assicurato anche in kind.

“Possediamo – dichiara Michela Stancheris, assessore regionale Turismo, sport e spettacolo – un patrimonio naturalistico che ha un impatto molto forte sugli stranieri. Per questo ritengo necessario valorizzare i parchi e le bellezze naturali della Sicilia, specie quelle inserite nel patrimonio dell’Unesco”.
Michela Stancheris
In particolare, l'avviso si propone di: incrementare il flusso dei visitatori nazionali ed internazionali per motivazioni di viaggio legate alla “natura” e sostenere la destagionalizzazione, sviluppare l’offerta turistica regionale destinata a tale target in una logica di prodotto specializzato, creare o ampliare il sistema di rete dell’offerta turistica specializzata su fabbisogni ed esigenze espresse dal segmento e dai target di riferimento, concepire e realizzare proposte turistiche mirate e concretamente spendibili sul mercato.

Gli interventi ammessi a finanziamento saranno esclusivamente quelli realizzati a beneficio di aree territoriali dotate di risorse d’interesse naturalistico, che favoriscono attivazione di una rete, finalizzati al raggiungimento di una concreta destagionalizzazione, immediatamente cantierabili a valere su almeno due annualità e che prevedano la continuazione del progetto anche dopo la conclusione delle attività cofinanziate.

Ritenute coerenti alle finalità progettuali: censimento, monitoraggio e messa in rete delle risorse naturali, ambientali e culturali, indagini sulla domanda e piani di marketing operativi del budget del progetto; rafforzamento delle filiere produttive nel turismo anche attraverso la realizzazione di infrastrutture; interventi finalizzati all'innovazione e all'accrescimento dello standard dei servizi offerti al turista; attività di formazione specialistica e seminariale e di assistenza tecnica agli operatori; micro interventi materiali aziendali; realizzazione di pacchetti turistici tematici integrati attraverso, anche, l'organizzazione di eventi specifici finalizzati alla promozione del prodotto “natura”; azioni di promozione; progettazione e coordinamento attività, monitoraggio e controllo, segreteria di progetto, rendicontazione e spese generali.

Domande da presentare entro il 16 maggio
C’è tempo fino al 16 maggio 2014 per chi volesse rispondere all’avviso dell’assessorato siciliano Turismo, sport e spettacolo per la realizzazione di attività finalizzata alla creazione di itinerari turistici dedicati al segmento natura.
“Attendiamo come risultato – spiega l’assessore Michela Stancheris – la realizzazione di un prodotto turistico dedicato al segmento naturalistico attraverso la creazione e la promozione di una rete regionale di itinerari tematici. In tal senso l’amministrazione procedente si riserva la facoltà di apportare in sede preventiva o operativo-realizzativa, lievi rimodulazioni progettuali aventi come scopo primario il coordinamento e la proposizione di una organica offerta turistica specializzata”.

Possono presentare istanza: enti pubblici territoriali (amministrazioni locali, provinciali) e non territoriali (Università, consorzi regionali, istituti centrali dello Stato, centri Regionali etc.), organismi di diritto pubblico, associazioni, cooperative, organizzazioni ONG e ONLUS, imprese ricettive, strutture complementari, agenzie di viaggi e turismo di categoria A illimitata, imprese della ristorazione.
Favorita la collaborazione tra più soggetti grazie al vincolo che prevede, per ogni proposta, il coinvolgimento di almeno 5 soggetti pubblici e privati del comparto turistico all'interno di un’area geografica del territorio regionale comprendente 5 diversi ambiti comunali.

Articolo pubblicato il 28 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA
http://www.qds.it/15642-1-8-mln-per-rilanciare-il-turismo-naturalistico.htm 







I forestali potrebbero occuparsi di miliardi di cose, ma si preferisce sparare sempre e comunque su di loro. Non solo Piano Battaglia, ma anche gli altri siti (non tutti per fortuna) sparsi per la Sicilia essendo abbandonati, non sono un buon biglietto da visita per i turisti. Piano Battaglia, posto incantevole e servizi pari allo zero. Multe severe per chi sporca! Perchè in Sicilia le cose semplici e banali sono le più difficili? Bisogna coinvolgere tutti i soggetti presenti nel territorio per sfruttare la risorsa del turismo in Sicilia. La Sicilia è conosciuta per i suoi tesori storici, archeologici e artistici ma anche per le sue bellissime coste, mentre è meno conosciuta per le sue meraviglie naturali. Addirittura viene immaginata arida e senza vegetazione, sono tanti invece i posti creati da madre natura che rivestono notevole interesse paesaggistico, naturalistico e scentifico. Ebbene, queste sono le fabbriche della Sicilia che non riescono a fare reddito perchè non sfruttate al massimo, alcune addirittura sono abbandonate a se stessi, bisogna affidare la manutenzione di questi beni ai forestali, che sono dei veri professionisti. Oltre alla politica, ci rivolgiamo a quei tanti bravi dirigenti e funzionari sparsi in tutta la regione che hanno a cuore il comparto forestale. Il turismo è la fonte indispensabile per farci uscire dalla crisi, i forestali sono una ricchezza e non un problema. Anche il turismo legato ai giardini può essere una grande opportunità, quasi dieci mesi all’anno ci sono belle giornate, ci sono 7 grandi giardini, due nel siracusano, quattro nel catanese e l’Orto botanico di Palermo. Ricordiamo con piacere anche le Riserve naturali sparse nel territorio, il Parco delle Madonie, il Parco fluviale dell'Alcantara, il Parco dei Nebrodi, il Parco dell'Etna, il Parco dei Sicani, tante volte trasformate in discariche. Il piano di risanamento idrogeologico sostenuto con quei fondi comunitari, che non si sanno spendere o troppo spesso si spendono male, farebbe bene all’ambiente e darebbe lavoro stabile ad una categoria sempre più mortificata e sulla bocca di tutti. Assessore sarei veramente onorato poter pubblicare un Suo riscontro nel Blog che gestisco. Le chiedo nuovamente scusa per lo sfogo, quest'ultimo è una questione di sopravvivenza per la categoria più bistrattata di sempre. Buon lavoro. 

Questa lettera Le avevo scritto, ancora purtroppo non è arrivato nessun riscontro.
Rimaniamo sempre in attesa


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ISTRICE IN TRAPPOLA LIBERATO DALLE GUARDIE



Istrice in trappola liberato dalle guardie



Foto lasicilia.it

Durante il servizio di vigilanza venatoria svolto per conto della Provincia, guardie giurate della Sicurtransport Spa (che cura il servizio con la KSM Spa e l'Istituto di Vigilanza Ancr Srl) nel corso di una perlustrazione hanno individuato alcune trappole collocate in località "Rocca Spaccata" (Sutera). Si trattava di due trappole, realizzate con fili d'acciaio legati a rami incastrati tra sassi, poco distanti l'una dall'altra e sistemate all'ingresso di una tana: in una di esse è stato trovato un istrice, privo di ferite, liberato sul posto, mentre le trappole sono state rimosse dopo l'intervento di personale della forestale allertato dai vigili venatori. Dopo una ulteriore perlustrazione in zona, è stata rinvenuta un'altra trappola e anche questa è stata rimossa e consegnata al personale della forestale.

27 marzo 2014




27 marzo 2014

UILA. AVVISO PER I FORESTALI DI BUCCHERI.



Ricevo e pubblico
dal Responsabile Provinciale Uila (SR)
Gianni Garfi





UIL-A BUCCHERI
AVVISO PER I FORESTALI
(Manutenzione)


Si comunica che a seguito dell’incontro avuto in data 27.03.2014 con il Dirigente Provinciale dell’Azienda Foreste Demaniali, si preventiva l’apertura e quindi l’inizio dei lavori silvo colturali nei Cantieri Forestali dell’intera provincia e in piccola parte, nel tratto autostradale Cassibile\Rosolini, entro la prima decade di Aprile prossimo, nel numero totale di 219 unità, da prelevare nel Contingente dei 151nisti come Specializzati e Braccianti Agricoli.
La richiesta di nulla osta sarà consegnata all’Ufficio Provinciale del Lavoro Lunedì 31 Marzo prossimo.





Lo stesso comunica che la lettera petizione alla Prefettura di Siracusa per gli arretrati antincendio, è stata presentata brevi manu in data 25 u.s.






PREFETTURA DI ENNA ATTIVA DISPOSITIVO DI PREVENZIONE DEGLI INCENDI


Prefettura Enna attiva dispositivo di prevenzione degli incendi



prevenzione incendiEnna. Si è riunito ieri, nei saloni di rappresentanza della Prefettura, su convocazione del Prefetto Fernando Guida, un tavolo tecnico di coordinamento finalizzato ad intensificare i livelli di vigilanza e controllo del territorio per contrastare il fenomeno degli incendi.
L’incontro – svoltosi alla presenza dei rappresentanti dei  Comuni, dei vertici delle Forze di Polizia, dei Vigili del Fuoco, della Provincia Regionale, dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste, dell’Azienda Foreste Demaniali e del Dipartimento Regionale di Protezione Civile – ha consentito di esaminare i risultati positivi ottenuti nella scorsa stagione estiva e di proporre le nuove misure in previsione della prossima.
A tal proposito è stato deciso di riproporre l’attuazione di un dispositivo di potenziamento dei servizi di vigilanza sul territorio, basato su un incremento dei presidi di vigilanza, fissi e mobili, a tutela di aree maggiormente esposte al rischio di incendio, e in particolare in prossimità delle aree antropizzate grazie anche al supporto dalle associazioni di volontariato  operanti in forza di apposite convenzioni che dovranno essere stipulate con gli Enti locali.
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Al progetto hanno aderito la maggior parte dei Comuni presenti che provvederanno, in alcuni casi, alla stipula di convenzioni con il locale Consorzio di Bonifica per lo sfalcio e la pulitura delle ripe e delle cunette, frequentemente oggetto di incendio durante la stagione estiva.

27 Marzo 2014
http://www.vivienna.it/2014/03/27/prefettura-enna-attiva-dispositivo-di-prevenzione-degli-incendi/







LETTERA FIRMATA DAI DIRETTORI LAVORI RUP



Lettera Firmata dai Direttori Lavori Rup


Mi sembra opportuno che questa lettera sia portata a conoscenza di tutti i soggetti che gravitano nel mondo forestale. 
Saluti
Ing. Elio Arcoria
Azienda Regionale Foreste Demaniali
Direttore dei lavori giardino botanico Nuova Gussonea-Etna











SONO SPARITE PREVISIONI DI SPESA CHE FINANZIAVANO LE PIU' DISPARATE FINALITA', A COMINCIARE DAI FORESTALI...



Variazioni bilancio 2014, il gioco
delle tre carte. Tutti i buchi…

Variazioni bilancio 2014, il gioco <br />delle tre carte. Tutti i buchi…
Dopo un paio di mesi di attesa che hanno lasciato con il fiato sospeso decine di migliaia di famiglie, la giunta regionale ha presentato all’Ars un disegno di legge di variazioni al bilancio di previsione 2014. Si tratta di una sorta di legge finanziaria bis, resa necessaria dalla maxi impugnativa del Commissario dello Stato sulla legge finanziaria per il 2014: ben 34 articoli, di cui 16 con la motivazione di inadeguata copertura finanziaria. Ciò ha comportato, come è ormai prassi consolidata da parte dell’Ars, l’impegno al Presidente della Regione di pubblicare la legge senza le parti impugnate. Il risultato, tuttavia, è stato che dal bilancio sono sparite previsioni di spesa per circa 500 milioni di euro che finanziavano le più disparate finalità, dai forestali ai precari della Regione, dai teatri alle società sportive.
Anche se l’impugnativa non è la peggiore decisa da un Commissario dello Stato, essa è significativa ed innovativa, perché per grande parte motivata dal disordine finanziario della Regione e dalla copertura di molte previsioni di spesa in modo non “credibile, sufficientemente sicura ed ancorata a criteri di prudenza, affidabilità e appropriatezza”. Non solo, la copertura finanziaria a diverse disposizioni è stata ritenuta non ancorata, come vuole la legge di contabilità a “nuove o maggiori entrate o a riduzioni di spese”, uniche modalità ammesse per coprire nuove o maggiori spese e riduzioni di entrate.
Ci si sarebbe aspettato, di conseguenza, che nella relazione che accompagna il disegno di legge il governo della Regione illustrasse chiaramente come ha inteso rispondere alle questioni sollevate dal Commissario dello Stato, spiegando quali coperture finanziarie, adeguate e certe, abbiano i 500 milioni di spesa riproposti, anche se con alcune modificate destinazioni. Alla impugnativa invece non si fa alcun riferimento, mentre la copertura, secondo il disegno di legge, sembrerebbe essere in “re ipsa”, derivando dai risparmi (sic) ottenuti nel bilancio 2014 a seguito della impugnativa. Il circuito che ne deriverebbe sarebbe questo: si stanziano dei soldi, il Commissario dello Stato impugna la legge perché non c’è copertura finanziaria, si ripropone un nuovo disegno di legge con cui si stanziano gli stessi soldi, e la copertura viene trovata nel fatto che con la precedente legge non è stato possibile spenderli per via della impugnativa. Se così è, dobbiamo dedurne che ha sbagliato il Commissario dello Stato.
O sbaglia adesso il governo?
Le novità dell’attuale disegno di legge consistono piuttosto nel fatto che vengono ridotte tutte le voci di spesa, per potere stanziare 100 milioni per l’incremento del fondo destinato a fare fronte alla montagna di residui attivi presenti nel bilancio della Regione a rischio di inesigibilità, e destinare 97 milioni  al fondo per le regolazioni contabili, sostanzialmente i soldi che lo Stato restituisce ai cittadini risultati a credito di imposta. Entrambi i fondi, secondo l’impugnativa del Commissario dello Stato (e la relazione della Corte dei Conti del 2013), erano gravemente sottodotati esponendo così a rischio le finanze regionali.
A dire il vero, i 100 milioni stanziati per il fondo svalutazione dei residui attivi sono una goccia nel mare, perché i residui attivi a rischio di inesigibilità nel bilancio della Regione ammontano a più di 4 miliardi di euro. La loro permanenza nei conti falsifica gravemente le poste di bilancio, sia per quanto riguarda il conto patrimoniale, sia per quanto riguarda l’avanzo di amministrazione che, se è positivo (anzi che negativo come dovrebbe essere senza i residui attivi inesigibili), determina disponibilità contabili a cui non corrispondono però entrate reali. In questo modo si creano per mancanza di liquidità squilibri di bilancio e tensioni che fanno ritardare oltre misura i pagamenti verso le imprese ed i cittadini creditori.
A tale proposito va segnalato come la Cassa Depositi e Prestiti abbia bloccato l’erogazione del mutuo di 373 milioni chiesto dalla Regione a valere sul bilancio 2013 e, di conseguenza, anche quello di 90 chiesto sul bilancio 2014. Ciò in conseguenza della mancata approvazione della legge che consente alla Regione di stipulare un mutuo di circa un miliardo necessario per fare fronte ai debiti contratti dalla P.A. regionale.
Vale la pena di rammentare che il mutuo del 2013 deve essere stipulato entro il termine di presentazione del rendiconto 2013 alla Corte dei Conti e che tale termine è prossimo alla scadenza.

 27 Marzo 2014
http://www.siciliainformazioni.com/90014/variazioni-bilancio-2014-gioco-delle-carte-tutti-i-buchi






L'EX ASSESSORE BIANCHI: ABBIAMO TAGLIATO 60 MILIONI 22 MILA FORESTALI IN UNA REGIONE CHE HA UN PAIO DI MONTAGNE E QUALCHE PICCO



Sicilia, il “Vietnam” dell’ex assessore



Ha perso, è stato messo nell’angolo da un blocco di potere più forte. Ma Luca Bianchi, economista di razza e meridionalista per vocazione, vicedirettore della Svimez, non si sente sconfitto. Poco più di una settimana fa è uscito, sbattendo la porta, dalla giunta Crocetta: sedeva sulla poltrona più scomoda, quella dell’assessore al Bilancio. Questo è il racconto di sedici mesi di battaglie vinte e perse, di tranelli e di trappole nel pantano della politica e dei partiti locali. In una parola, del suo “Vietnam” personale in terra siciliana.

Nel baratro del default “Dico subito che non sono affatto pentito. E’ stata un’esperienza importante. La rifarei senza esitazioni. Quando sono arrivato i bilanci della Regione erano in uno stato catastrofico. Il rating era crollato, l’ex governatore, Raffaele Lombardo, era stato convocato da Monti a Palazzo Chigi, si temeva il default, come fossimo in Grecia. Bisognava risanare e Crocetta ha pensato di chiamare un tecnico esterno, libero da condizionamenti e pressioni. Ed effettivamente, all’inizio, le cose sembravano andare bene. Sono arrivati anche i primi risultati”. Luca Bianchi snocciola numeri che ha ormai imparato a memoria: nel 2012 il deficit era di oltre 1 miliardo, nel 2013 i conti hanno registrato un avanzo primario di 150 milioni. Abbiamo ridotto di 800 milioni la spesa corrente e risparmiato drasticamente sui costi di funzionamento. Negli ultimi bollettini le agenzie di rating danno un netto miglioramento delle aspettative: da negative sono diventate stabili”.
 No alla macelleria sociale
Dietro questi numeri ci sono interventi dolorosi ma non è detto che spending review si traduca sempre con “macelleria sociale”. “Di grasso da tagliare ce n’era tanto”. Del resto che ci sanno 22mila forestali in una regione che ha un paio di montagne e qualche picco? “Siamo intervenuti riducendo di 60 milioni i costi in questo settore: abbiamo ridimensionato le indennità di trasferimento, ad esempio, e siglato convenzioni con siti archeologici e per la gestione delle aree verdi di strutture pubbliche. Il risultato è che finalmente i forestali avevano qualcosa da fare ed erano soddisfatti di aver contribuito a ripulire aree di importante valore artistico e culturale”. Ma l’elenco della sprecopoli siciliana è l’insieme di una lunga e pesante eredità, fatta di gestione del consenso attraverso la leva della spesa pubblica.

L'ex assessore al Bilancio, Luca Bianchi
 Il caos delle partecipate
“C’erano 20 società partecipate che negli ultimi anni avevano praticamente raddoppiato gli organici, un esercito di ottomila dipendenti. Qui il blocco dei turn over è stato effettivamente una parola vuota. Fra addetti diretti e indiretti si calcola che la Regione dà lavoro a 100mila persone. Un peso insostenibile”. Nell’organico anche lavoratori precari con redditi da supermanager e falsi disoccupati con guadagni milionari. “Non abbiamo licenziato nessuno ma siamo intervenuti con il bisturi. Il risultato è che il numero delle partecipate è stato più che dimezzato. E abbiamo cominciato a mettere ordine nei conti”.
 All’ombra dei partiti
Poi, però, qualcosa si è rotto. Anzi, più di qualcosa. “Abbiamo intaccato i grossi interessi consolidati all’ombra dei partiti e del blocco sociale che governa l’isola. Non c’è stato nulla da fare. Il cammino delle riforme si è interrotto. L’avevo detto fin dall’inizio: i tempi della politica non coincidono con quelli dell’economia. La giunta si è trovata in un pantano ed è cominciato un vero e proprio stillicidio nei miei confronti. Tutti i provvedimenti che portavo in giunta venivano, puntualmente, stoppati”. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il no all’ultimo provvedimento, quello che sbloccava i debiti che la Regione aveva con le aziende. “Era un obbligo, tutte le altre regioni avevano seguito la stessa strada: l’apertura di un mutuo con la Cassa depositi e prestiti da restituire in 20 anni con un tasso del 3%. Molto meno degli interessi di mora, pari all’8%, che sono già oggi a carico dell’amministrazione. Con il provvedimento avremmo iniettato liquidità all’economia e risparmiato anche qualcosa”. Ma non c’è stato nulla da fare. Perfino gli industriali si sono messi di traverso. “Non hanno letto il provvedimento, hanno parlato di aumento delle tasse, altri hanno sparato sul nuovo mutuo a carico delle generazioni future. Ma sono stati attacchi sturmentali”.

 Sempre più solo Giorno dopo giorno, attorno a Luca Bianchi, si è creato il vuoto. Abbandonato anche dal Pd, il partito che lo aveva sostenuto. E è cominciata una ridda di voci e di sospetti. “C’era anche chi scommetteva che per me era  pronto un nuovo posto di lavoro a Roma. Ma io non sono un disoccupato. La verità è che dietro i rinvii c’era solo uno spietato tira e molla fra i partiti in attesa di un accordo sul rimpasto. Non potevo accettare di essere stritolato dai soliti giochi di potere. Nessuno sosteneva più il percorso avviato”. Deluso? “Sì, i partiti non sono riusciti a spezzare i legami con il passato. Anche il Movimento di Grillo non è stato all’altezza, si è dissolto nel momento il cui doveva assumersi le responsabilità”.
Il Sud non è condannato
Ma non è stato tutto inutile. “Lascio un bilancio in ordine al mio successore, sicuramente migliore rispetto a quello che ho trovato. E poi ho conosciuto persone preparate e competenti, imprenditori eccezionali, tanti giovani che hanno bisogno di risposte e non possono sempre essere superati da tutti coloro che, in passato, hanno accumulato privilegi e rendite di posizione. Non credo a interpretazioni antropologiche: la Sicilia, come tutto il Sud, ha le potenzialità per ripartire. Serve uno scatto della classe dirigente e non la derive, un po’ demagogiche, di chi invoca la fine delle Regioni o la nascita delle macro-regioni. Ho paura che questo ennesimo dibattito serva solo a creare fumo e a non realizzare quelle riforme strutturali che servono al Mezzogiorno”.

27 Marzo 2014
http://sud-post-e-a-capo.com.unita.it/sociale/2014/03/27/sicilia-il-vietnam-dellex-assessore/



Siamo scesi di botto a 22 mila. 
Dott. Luca Bianchi, tagliare 60 milioni ai forestali ha significato meno entrate per le famiglie, ma non ve ne frega un bel niente. Sparlare sui forestali al Nord fa sempre più odiens e punteggio per  una poltrona nel Governo Renzi.






A PROPOSITO DI ISEE SUI FORESTALI. SIFUS: IL PRESIDENTE CROCETTA OGNI VOLTA CHE PARLA DI FORESTALI DIMOSTRA LA PIU' TOTALE IGNORANZA



FORESTALI SICILIANI


IL PRESIDENTE CROCETTA OGNI VOLTA CHE PARLA DI FORESTALI DIMOSTRA LA PIU' TOTALE IGNORANZA DEI MECCANISMI ATTI AL FUNZIONAMENTO DEL SETTORE ANCHE SE, PARADOSSALMENTE, DETERMINA SCOOP A SOLO USO E CONSUMO GIORNALISTICO.
CHE C'ENTRA L'ISEE PER I FORESTALI?
L'ISEE O IL TETTO REDDITUALE C'ENTRA NEL MOMENTO IN CUI VENGONO EROGATI SUSSIDI.
COMUNICHIAMO AL PRESIDENTE CROCETTA, CHE NON PERDE OCCASIONE PER ATTACCARE I FORESTALI, CHE DETTI LAVORATORI NON PERCEPISCONO SUSSIDI MA STIPENDI (DI SERIE B VISTO CHE NON SONO ADEGUATI A QUANTO PREVISTO DAL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE).
SAREBBE UTILE CHE IL PRESIDENTE SI FACESSE SPIGARE LA DIFFERENZA TRA SUSSIDI E STIPENDI MAGARI DAI SUOI AMICI CONFEDERALI, OPPURE, MAGARI DALL'ASSESSORE LO BELLO, VISTO CHE LA INCONTRA SPESSO IN GIUNTA.
L'ALTRA COSA UTILE SAREBBE QUELLA DI NON FARE TERRORISMO PSICOLOGICO NEI CONFRONTI DEI FORESTALI. NON E' POSSIBILE CHE OGNI VOLTA CHE VUOLE FARE SCOOP GIORNALISTICO SE LA DEBBA PRENDERE CON I FORESTALI.
MAGARI, UNA VOLTA, SE LA PRENDA CON I DIRIGENTI DELL'AZIENDA O DELL'ISPETTORATO A CUI NEL 2013 HA REGALATO UN PREMIO DI PRODUZIONE DI 17 MILA EURO CADAUNO PER ESSERE STATI BRAVI A PORTARE IL SETTORE AGLI STESSI LIVELLI OCCUPAZIONALI DEL 2008. VERGOGNA CRO/CETTO!!!


Maurizio Grosso
Segretario Generale del Sifus



Facebook. 27 Marzo 2013 
https://www.facebook.com/movimento.bracciantieforestali




 

NEI PARCHI IN ABBANDONO NESSUNO CURA I SENTIERI
















CROCETTA: QUANDO SONO ARRIVATO IN PIAZZA C'ERANO I FORESTALI CHE PROTESTAVANO. PER LORO SPENDEVAMO 300 MILIONI, ORA LI ABBIAMO RIDOTTI A 230











Presidente, licenzi tutti i precari, gli ex pip, i forestali e tutti gli altri, vedrà che la candideranno alla Presidenza del Consiglio dei Ministri al posto di Renzi, avrà il sostegno della Lega Nord. Ma si stà rendendo conto che a pagare sono i più deboli?










CROCETTA: PROPORRO' IL TETTO AI REDDITI ANCHE PER I FORESTALI, BASTA DARE AIUTI A CHI HA REDDITI ELEVATI


















QUANTO CI COSTA LA SICILIA A STATUTO SPECIALE. AGGIUNGIAMO I 30.000 FORESTALI QUASI TUTTI PRECARI




Quanto ci costa la Sicilia a statuto speciale

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“Benvenuti in Sicilia, Treccani dello spreco”: così Pierfrancesco De Robertis introduce la situazione della Regione Siciliana nel suo libro “La casta a statuto speciale”, dedicato all’analisi e alla denuncia dei privilegi di cui godono quei dieci milioni di cittadini che abitano nelle cinque regioni dotate di autonomia particolare. Privilegi – sottolinea De Robertis – dovuti a specialità che nacquero all’incirca sessant’anni fa, per ragioni allora valide ma che oggi non sussistono più.

Cure dentistiche rimborsate, pannolini pagati, pressione fiscale più bassa, stipendi dei dipendenti pubblici mediamente più alti, sovvenzioni pubbliche per le aziende vicine “ai limiti europei che vietano aiuti di Stato”. Benefici che in parte – e a conti fatti si tratta di una parte non piccola – ricadono su tutti gli italiani, in forma di tasse o di soldi che non rientrano. Ovvio che se queste agevolazioni fossero per tutti, l’Italia sarebbe un paradiso. Purtroppo nella realtà, se tutti godessero di questi privilegi, il nostro Paese collasserebbe in un paio di settimane.

Alcuni esempi: partiamo dalle uscite. La Sicilia trattiene il totale dell’Irpef versato, la Valle d’Aosta e il Trentino nove decimi, la Sardegna sette decimi e il Friuli sei. Parliamo di centinaia di milioni di euro. Se consideriamo le entrate, in particolare quelle pro-capite, andiamo dai 10.500 euro della Valle d’Aosta “alla «povera» Sicilia con «soli» 3.730”, mentre la media delle regioni ordinarie è di circa 2.500 euro. Riguardo alla questione delle ‘competenze’, i numeri crescono in maniera esponenziale, e la ragione è che più ce ne sono, maggiore è la richiesta di fondi. Il risultato è uno Stato sociale avanzatissimo al Nord e una situazione di sperpero estremo al Sud: mentre “la maggiore quantità di soldi proveniente dalla fiscalità «speciale» al Nord viene investita o serve a pagare i superservizi”, in Sicilia viene utilizzata “per mantenere un carrozzone ormai fallito”.

Il libro contribuisce ad avvalorare la proposta fatta da Marco Vitale sulle pagine del Quotidiano di Sicilia di intervenire sugli statuti speciali delle regioni, in particolare di quella siciliana che, a detta dello stesso De Robertis, costituisce “un caso a sé stante”. E non a torto: se al Nord la specialità delle regioni offre almeno un ritorno ai cittadini in termini di benessere e di servizi, in Sicilia, come evidenziato da Vitale, l’autonomia serve solo per mantenere privilegi e rendite di posizione e per “rubare a man bassa”. Le iniziative legislative volte in questa direzione – l’ultima è il disegno di legge s574 presentato in Senato da Zanettin e altri nell’aprile 2014 per la ‘soppressione delle regioni a statuto speciale e delle province autonome’ – rimangono lettera morta: come chiosa De Robertis, a chi conviene “andare contro gli interessi di dieci milioni di elettori”?

Entriamo nello specifico della situazione siciliana. Sarebbe impossibile riassumerne in questa sede tutte le anomalie, sia per ragioni di spazio sia perché in effetti un resoconto completo dei dati non esiste: nelle “Relazioni sullo stato finanziario delle Regioni” della Corte dei conti la maggior parte delle caselle riguardanti la Sicilia sono lasciate in bianco, e il motivo è che «La Regione Sicilia non assolve all’obbligo di rilevazione per cui la presente analisi risulta carente dei dati relativi». Ma non c’era una sanzione prevista per le regioni inadempienti? Sì, c’era – appunto – ma, come puntualizza la Corte, è stata abrogata.

Non parliamo dell’uccelliera di Palazzo d’Orleans, che fino a poco tempo fa riceveva mezzo milione di euro l’anno per mantenere 800 volatili – Crocetta ha abrogato la legge. Non parliamo del “Centro di incremento ippico” che a conti fatti riceve un assegno di oltre 2 milioni di euro l’anno. Forse però possiamo alludere alla “legge mancia”, mediante cui la Regione elargisce una serie di contributi a enti, associazioni, fondazioni – 25 milioni di euro in totale –, contributi “ideali per mantenere il consenso e nel caso procacciarsene di nuovo”. Di natura simile la legge del 2012 varata da Lombardo, il «Programma assistenziale a favore del personale dell’amministrazione regionale in servizio o in quiescenza, dei loro familiari a carico, nonché dei titolari di pensioni indirette o di reversibilità o di assegni vitalizi obbligatori o di assegni integrativi», destinato a circa 100.000 persone che usufruiscono di sussidi per nascite, spese per funerali, borse di studio e vacanze dei figli, attività organizzate dalle associazioni dei dipendenti.

A proposito di dipendenti. La Sicilia ne ha tanti quanti tutte le altre regioni a statuto speciale messe assieme, e nel 2011 sono costati 1,27 miliardi di euro. Nello stesso anno, e per la stessa causa, la Lombardia ha speso 171,5 milioni: l’amministrazione ai lombardi è costata 13 euro a testa, ai siciliani 204. Poi c’è il “Fondo unico per il precariato”: 300 milioni con cui la regione “finisce per retribuire un esercito di 27.000 precari, che si vanno ad aggiungere ai circa 20.000 dipendenti «stabili»”. Aggiungiamo i quasi 30.000 «forestali siciliani», dipendenti quasi tutti precari dell’assessorato dell’Agricoltura della regione o l’assessorato al Territorio: situazione quantomeno paradossale, considerando che per esempio il Piemonte – che non è certo secondo alla Sicilia per territorio boscoso, anzi – ne ha in tutto 400.

L’elenco dei paradossi potrebbe continuare con i centinaia di migliaia di euro spesi per stipendiare i numerosi custodi di musei che con la vendita dei biglietti ne incassano solo qualche centinaio. O con i dati sconcertanti sull’assenteismo, che raggiunge il suo picco nei mesi estivi, anche se, grazie allo statuto speciale, in molti casi “i regionali siciliani godono di una serie di privilegi contrattuali che nel resto della Penisola non esistono”, tra cui un numero maggiore di giorni di assenza retribuiti. Non è solo una questione di attaccamento al lavoro, ma di perdita economica: “moltiplicando per il numero di assenze del 2012 si arriva a un danno di circa 20 milioni di euro”.

Tutte spese che gravano sulle casse della Regione che, in base ai dati della Corte dei conti, risulta ormai “tecnicamente fallita”. Anche perché – ultimo ‘mistero’ della serie – dei contributi che ci si aspetterebbe vedere versati dalla mole sconsiderata di dipendenti non si conosce traccia: parliamo di nove miliardi di deficit l’anno, all’incirca quanto quello del Centro Italia. Coperto dalle tasse di tutti i cittadini italiani.

Una situazione del genere non permette neanche l’investimento da parte di aziende che potrebbero apportare all’economia siciliana una boccata di ossigeno: è il caso della Shell che ha ritirato un progetto da 400 milioni di euro per più di 2000 assunzioni. Le responsabilità, a detta dei sindacati, sono da attribuire alle “non-scelte del governo Lombardo e i silenzi della politica locale”.

Come risulta in maniera evidente dai dati raccolti da De Robertis, si tratta di problemi non di carattere locale ma di rilevanza nazionale che vanno affrontati. Auspichiamo quindi che il Governo decida di intervenire, per una volta, mettendo in primo piano l’interesse del Paese anziché il proprio tornaconto elettorale. Considerazione che in termini democratici dovrebbe essere superflua ma che è ormai diventata una sorta di ingenua utopia.

Marco Cecchini  


26 Marzo 2014
http://liberaeforte.net/2014/03/26/quanto-ci-costa-la-sicilia-a-statuto-speciale/