27 agosto 2012

OPERAIO MORTO A LAURO, SCATTANO GLI AVVISI DI GARANZIA


OPERAIO MORTO A LAURO, SCATTANO GLI AVVISI DI GARANZIA

Il Mattino
di: GIAN PIETRO FIORE

L`inchiesta Operaio morto a Lauro, scattano gli avvisi di garanzia S`indaga sulle misure di sicurezza Il pm ha disposto il sequestro degli indumenti dell`operaio Gian Pietro Fiore AVELLINO. Presto la magistratura potrebbe individuare altre responsabilità relative alla morte di Michele Ciglione, l`operaio specializzato deceduto nel rogo che ha devastato il Vallo di Lauro. Non è escluso, infatti, che nelle prossime ore la procura della repubblica di Avellino indaghi altre persone che hanno avuto un ruolo, anche indiretto, nella drammatica morte dell`operaio, dipendente della Sma, la società regionale che si occupa del servizio antincendio nel periodo estivo. «Le indagini non sono concluse - ha spiegato il procuratore della Repubblica di Avellino, Angelo Di Popolo -, si continua ad indagare per accertare la verità e individuare eventuali profili di inefficienza amministrativa e del- la tutela dei lavoratori dipendenti». Proprio ieri, contestualmente all`esame autoptico, sono stati sequestrati dal Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale i dispositivi di protezione individuale utilizzati dall`operaio deceduto tra le fiamme. Sono stati per questo sequestrati i pantaloni, gli scarponi anfibi, i guanti e la mascherina. Tutto il materiale è stato affidato a dei tecnici specializzati che in breve tempo presenteranno una relazione al pubblico ministero Maria Luisa Buono, titolare dell`inchiesta. Molti gli aspetti ancora da appurare: il personale dell`azienda Sma è stato preparato professionalmente con dei corsi di formazione? Le attrezzature affidate e indossate dagli operai antincendio erano efficaci a fronteggiare situazioni di estrema emergenza? A questi e ad altri interrogativi ben presto saranno date precise risposte, dalle quali potrebbero emergere profili di responsabilità, nella morte di Michele Ciglione, ta da indurre i magistrati inquirenti a firmare avvisi di garanzia. Intanto nella giornata di ieri, presso il reparto di tanatologia della città ospedaliera, è stata eseguita l`autopsia del cadavere dell`uomo deceduto tra le fiamme. Il medico legale, Lamberto Pianese, incaricato dalla procura, ha accertato che a uccidere l`operaio è stata una intossicazione da fumo. Michele Ciglione è morto dopo non più di tre boccate di fumo intenso sprigionato dà devastante rogo che bruciava arbusti e vegetazione su tutta la montagna. Una morte fulminea che non ha lasciato scampo all`operaio originario di Quarto, in provincia di Napoli, mentre cercava di sfuggire à fuoco. Sul corpo dell`uomo sono state trovate ferite da ustioni, ma che si sarebbe procurato una volta deceduto. In attesa degli sviluppi investigativi, in giornata il giudice per le indagini preliminari, Antonio Sicuranza, ascolterà in carcere l`autotrasportatore accusato di incendio boschivo e omicidio colposo e valuterà la richiesta di convalida dell`arresto. © RIPRODUZIONE RISERVATA Il fascicolo In giornata è previsto l`interrogatorio del camionista di Nola arrestato martedì scorso [.]

24 Agosto 2012
 
 



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ANCHE I SINDACATI SONO FAVOREVOLI AD UTILIZZARE I FORESTALI NEI SITI ARCHEOLOGICI

L'intesa tra gli assessorati che ha sancito lo smistamento dei lavoratori forestali, impiegati nella prevenzione anti-incendio dei siti archeologici, non graverà sul bilancio regionale e non comporterà nessuna spesa aggiuntiva alla Regione.

Dopo la precisazione degli assessori Aricò e Aiello, arriva anche quella dei sindacati. L'accordo che ha sancito lo smistamento dei lavoratori forestali, impiegati nella prevenzione anti-incendio dei siti archeologici, non graverà sul bilancio regionale e non comporterà nessuna spesa aggiuntiva alla Regione.

Tutto questo nonostante le forti polemiche che erano seguiti all'impugnativa del commissario dello Stato che aveva bloccato il mutuo da 558 milioni di euro che il Governo regionale aveva acceso per pagare i circa 23 mila forestali siciliani. L'accordo è stato possibile grazie a una delibera del Cipe. Lo conferma Salvatore Tripi, segretario regionale del Flai Cgil Sicilia, il sindacato dei forestali. “I problemi sono stati in parte superati grazie alla rimodulazione dei fondi Fas – spiega Tripi - grazie alla delibera del Cipe che risale ai primi di agosto e questo consentirebbe, stando a sentire quello che ci ha riferito qualche mese fa il Governo, di assicurare le garanzie occupazionali previste dalle leggi forestali in Sicilia per tutti i lavoratori. Questo significa che i lavoratori dovrebbero fare 78, 101 e 151 giornate”.

Ma la somma erogata potrebbe non essere sufficiente, visto che secondo l'accordo stipulato dai sindacati l'anno scorso i lavoratori da 78 giornate ne fanno 101, quelli da 101 ne fanno 151 e quelli da 151, 180. “Attualmente anche con i soldi deliberati dal Cipe – chiarisce ancora Tripi - per raggiungere la quota dell'anno passato c'è una quota di finanziamento che ancora manca. Pero' il Governo ci ha detto che si adoperera' per superare e risolvere questo problema”.

I sindacati comunque al momento salutano con favore l'accordo stipulato fra i quattro assessorati e chiariscono che attualmente l'intesa, riguarda solo una parte dei forestali. “Consideriamo positivo quest'accordo fra gli assessorati – afferma il segretario regionale della Flai Cgil - C'è da dire comunque che quest'accordo riguarda solo i 7 mila lavoratori dell'anti-incendio. Inoltre – prosegue - l'attuale legge regionale sulla forestazione prevede la possibilità non solo di effettuare una sinergia con gli altri assessorati, ma addirittura anche con gli enti locali come province e comuni. Abbiamo anche studiato l'eventualità di poter lavorare anche con i privati, per favorire un utilizzo produttivo dei lavoratori forestali”.

Il sindacalista sottolinea ancora quanto l'intesa sia stata considerata positiva dalle organizzazioni dei lavoratori forestali, ma “crediamo – dice Tripi - che sarebbe il caso di averlo sottoscritto anche prima, non a fine campagna, perché la prevenzione si fa prima dell'estate, non quando la stagione volge al termine”. Tripi inoltre spiega che non è la prima volta che si fa questo tipo di accordo, ma già l'anno scorso, una volta terminata la stagione dell'anti-incendio, i forestali sono stati utilizzati nei siti archeologici e pure in altre zone per la prevenzione. “Noi vogliamo che i lavoratori lavorino, noi difendiamo i diritti e difendiamo il lavoro”, conclude il segretario regionale della Flai Cgil.

26 Agosto 2012
 
 
Perchè allora non è stato fatto prima del 02 novembre 2009?
 
Egregi Confederali, anche se non lo dite tutto è partito da quì, con la sola forza dei lavoratori ed abbiamo preteso proprio di essere utilizzati negli enti locali,  prima o dopo la campagna antincendio, nel nostro caso. Anche se ne siete già al corrente potete sempre informarvi con i Sindaci Madoniti o con i vostri iscritti presenti all'incontro del 02 novembre 2009. 
 
 
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ASTENERSI DAL VOTARE PER QUEI DEPUTATI E ASSESSORI USCENTI


Incatenarsi per la bella faccia di Lombardo e Andrea Vecchio? Non ne vale la pena


Martedì prossimo il presidente del Comitato regionale difesa appaltatori, Antonio Bonifacio, si incatenerà davanti al portone dell’assessorato regionale alle Infrastrutturer per protestare contro l’insipienza dimostrata dal Governo regionale, presieduto da Raffaele Lombardo.

In particolare, il presidente Bonifacio, denuncia il disinteresse dimostrato dall’attuale assessore, Andrea Vecchio, che, pur essendo un imprenditore, non ha ritenuto nemmeno di incontrare i rappresentanti della categoria, però si è intrattenuto volentieri a discutere di forestali e dei lampadari dell’assessorato che non incontravano i suoi gusti.

L’appello lanciato dal presidente Bonifacio ai suoi associati è rivolto ad astenersi dal votare per ognuno dei deputati ed assessori uscenti dell’attuale legislatura regionale ed a lottare uniti affinché finalmente le loro richieste vengano almeno ascoltate dai nuovi eletti a Sala d’Ercole

Le rivendicazioni degli apaltatori siciliani riguardano le procedure d’appalto dei lavori pubblici che, come sono attualmente formulate, oggettivamente li escludono dalla possibilità di parteciparvi.



Nota a margine

Egregio dottor Bonifacio,

siamo solidali con lei e apprezziamo la sua protesta. Ma abbiamo il dubbio che, con personaggi come Raffaele Lombardo e i suoi assessori, incatenarsi non serve proprio a niente. Ma lei li ha guardato in faccia i protagonisti di questo Governo regionale?

Dia retta a noi: a questi signori degli appalti pubblici siciliani scomparsi non gliene può fregare di meno; per questi lanzichenecchi che oggi occupano Palazzo d’Orleans e i dodici assessorati la Regione non è altro che una grande ‘mammella’ che loro devono finire di ‘mungere’.

In questo momento, poi, la ‘missione’ del Governo regionale dimissionario è quella di fare trovare completamente vuoti i ‘forzieri’ al nuovo esecutivo che si insedierà nei primi di novembre. Si figuri quanto li impressionerà la sua protesta. 

La verità è che, con questa gente, le catene andrebbero utilizzate non per incatenarsi, ma… Ci siamo capiti.

L’unica arma a disposizione è il voto. Ma, come non le sarà sfuggito, Lombardo si è piazzato nel centrodestra, mentre il Pd – che ha ‘sgovernato’ per quattro anni con lo stesso Lombardo – sta nel centrosinistra (dove c’è anche l’Udc, altro Partito che ha ‘sgovernato’, sempre con Lombardo, per tre anni).

Insomma, chiunque vincerà di questi due schieramenti, riproporrà quello che è stato fatto in questi quattro anni.



Che dirle? Presti molta attenzione al momento del voto…

  25 Agosto 2012


 
L'astenersi dal votare per ognuno dei deputati ed assessori uscenti dell’attuale legislatura regionale ed a lottare uniti affinché finalmente le loro richieste vengano almeno ascoltate dai nuovi eletti a Sala d’Ercole, dovrebbe valere anche per noi, Precari Forestali.





























PROPOSTE PER IL CANDIDATO NELLO MUSUMECI

Precari forestali, Ap e miniere
proposte per Nello Musumeci


f. g.) Il consigliere provinciale del Pdl Giuseppe Regalbuto, che potrebbe essere candidato alle regionali nelle file del suo partito, propone al candidato alla Presidenza della Regione per il centrodestra, Nello Musumeci, 3 punti da inserire nel programma della prossima Legislatura e da non tralasciare. Sono tre argomenti di fondamentale importanza. La stabilizzazione dei forestali, il riordino delle Province e il rilancio del comparto minerario. Si tratta di 3 linee guida sulle quali bisogna investire parecchio e lavorare sodo. «Dopo un'estate veramente "bollente - evidenzia Giuseppe Regalbuto - la stabilizzazione di tutti forestali è divenuta veramente di primaria importanza. L'aumento degli incendi e la vastità degli stessi hanno reso il loro lavoro necessario e indispensabile. Da realizzare in prima battuta è la specializzazione degli operai forestali tramite corsi di formazione. Questo ne consentirebbe l'impiego nei diversi settori, rendendoli così più produttivi ed essenziali. Non sarebbero da escludere in tal senso la lavorazione del legname e la nascita di cartiere».
«Il riordino delle Province dovrebbe essere essenziali - continua Regalbuto - ma senza alcuna soppressione. Ne vanno, piuttosto, modificate le competenze, aumentandole in meglio. Bisogna garantire più servizi ai cittadini, non sottrarne. Questo è possibile soltanto mantenendo il personale sia delle Province che delle Società partecipate, migliorandone in tal modo la produttività e l'efficienza. Meno stato, più cittadini. Per ultimo, ma non per importanza il progetto che mi appassiona di più: il rilancio del comparto minerario. Mi sono battuto per la miniera di Pasquasia e le soddisfazioni non sono di certo mancate. Oggi dopo tanti anni di dura battaglia posso finalmente dire a gran voce che Pasquasia riapre».

26 Agosto 2012
Per sentire la parola stabilizzazione bisogna aspettare la campagna elettorale, peccato che in passato i Deputati del pdl (in questo caso) non sono riusciti a mantenere le promesse. Adesso vogliamo leggere il programma del candidato del Pdl Nello Musumeci (e di tutti gli altri aspiranti Presidenti, dei singoli deputati ci importa poco) per sapere cosa fare dei 26 mila forestali e su come li vorrebbe utilizzare.
Per la cronaca: SIAMO CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE.  Questa parola non verrà detta ma è allo studio di qualcuno.
Il consigliere provinciale del Pdl Giuseppe Regalbuto si è già messo  in mostra, quindi aspira nei voti dei forestali 
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BISOGNEREBBE IMPEGNARE I PRECARI FORESTALI NELLA PULIZIA IN TUTTE QUELLE ZONE A RISCHIO



«L'estate sta finendo e un anno se ne va


«L'estate sta finendo e un anno se ne va... » era il tormentone di un ventennio fa, un motivetto che prendiamo in prestito come metafora per fare un breve bilancio politico, sociale ed economico di questa stagione che si avvia alla conclusione anche a Enna. In questi mesi il territorio è stato martoriato dagli incendi - sempre dolosi, come accertato - che hanno minato gravemente l'ecosistema ennese a partire dal bosco Bellia a Piazza Armerina oppure da Aidone con le fiamme sui siti archeologici fino alle pendici di Enna dove ogni anno puntualmente si verifica un rogo di vaste proporzioni. A questo punto ci si chiede perché non attuare tempestivamente un sistema di prevenzione, soprattutto a Enna e in altri centri abitati, impegnando i tanti precari forestali nella pulizia delle pendici e delle zone più a rischio? Non occorre tanto, solo un pò di programmazione. Ma ci sono altri argomenti che quest'estate sono finiti l'«ombrellone» degli ennesi, anche se non hanno spiagge dove crogiolarsi. In testa la viabilità provinciale e quella comunale: gli enti locali non hanno fondi per sistemare le strade, e lo sanno tutti, ma ci sono dei finanziamenti bloccati a Roma da almeno due anni che potrebbero risolvere problemi geomorfologici, strutturali e manutentivi.
Altra questione sempre discussa il ridimensionamento del comparto sanitario nell'Ennese, con quattro ospedali che devono fronteggiare un potenziale bacino di utenza di 200mila abitanti se si considerano anche quelli di altre province limitrofe. Ma anche qui tra tira e molla non si riesce mai a trovare una soluzione che metta d'accordo Regione, direzione generale, utenti e sindacati. Allargando la nostra analisi all'industria non sembra ci siano slanci di produttività o investimenti di rilievo che facciano ben sperare per le sorti dell'economia ennese. In grave flessione anche agricoltura e zootecnia, con bassissimi margini di ripresa. Incertezze inoltre nella Scuola dove tra accorpamenti, evasioni e rinunce c'è un calo del 4% nelle iscrizioni. Insomma il quadro d'insieme non è certamente consolatorio, eppure c'è una grande frenesia in questi giorni per accaparrarsi un seggio alle prossime elezioni regionali. Sarebbe auspicabile tanto zelo anche per tutto il resto: gli ennesi lo apprezzerebbero.

 
 
26 Agosto 2012


 

I DATI DELLA FORESATLE IN PROVINCIA DI CATANIA



I dati della Forestale in provincia di Catania


   Foto lasicilia.it


Maria Ausilia Boemi
Catania. Duemila interventi della Forestale in provincia di Catania per spegnere gli incendi che, in questa afosa estate, hanno colpito in particolare le zone di Linguaglossa, Randazzo e Caltagirone. Tremila ettari di terreni non boscati, ai quali si aggiungono 1.800 ettari di boschi, sono andati distrutti per l'azione folle e intenzionale dell'uomo. Perché «gli incendi sono sempre di natura dolosa - sottolinea il dott. Antonino Lo Dico, capo dell'ispettorato dipartimentale delle Foreste di Catania - e non colposa. L'incendio accidentale, infatti, inizia da un punto soltanto, ma nel 90% dei casi troviamo tra i 12 e i 15 punti fuoco. Il che vuol dire che sono appiccati intenzionalmente».
E ciò che si distrugge in brevissimi attimi ha poi bisogno di anni per essere ripristinato.
E senza i circa 1.000 stagionali che affiancano il personale in divisa (sono un centinaio i forestali "di ruolo" divisi in 11 distaccamenti in tutta provincia di Catania, ai quali si aggiunge il Nucleo operativo provinciale con sede nell'Ispettorato soccorso montano di Protezione civile a Linguaglossa), la situazione - già drammatica, sarebbe ancora più ingestibile: «Nonostante i lavoratori stagionali - ci tiene a sottolineare Lo Dico - fino ad ora non abbiano ancora preso gli stipendi (parliamo di un arretrato di tre mesi) non posso che complimentarmi con loro per il loro impegno». Il personale forestale, infatti, coordina l'attività anti-incendio ma è ridotto all'osso: «Ci sono distaccamenti - sottolinea Lo Dico - in cui ci sono solo 3 persone e senza gli stagionali saremmo veramente nei guai. Abbiamo poi anche la difficoltà delle indagini di polizia giudiziaria che andrebbero svolte quando c'è l'incendio in corso. Ma siccome siamo in pochi, diamo la priorità allo spegnimento del rogo».
Funziona invece bene il servizio 1515 di segnalazione: «I cittadini collaborano e, col nostro sistema di vedetta, riusciamo a individuare in tempi strettissimi dove effettivamente sia l'incendio».
Funziona bene, secondo Lo Dico, anche la legge che impone i divieti sui terreni bruciati: «Dal 2008, dopo gli incendi catastrofici del 2007, abbiamo poi migliorato le nostre procedure: i contatti con i catasti dei Comuni avvengono per via informatica e, quindi, in tempi molto celeri». Resta però il dubbio sui successivi controlli.
Nonostante ciò, però, i roghi aumentano: «La formula magica è il presidio del territorio - sottolinea Lo Dico -. Ma per presidiare il territorio occorrono soldi e questi sono sempre meno. Negli anni passati si utilizzavano i volontari che hanno tuttavia diritto a un piccolo rimborso spese: e con la crisi, i volontari sono in numero limitato. Anche l'aumento degli incendi, poi, è legato alla crisi: perché spesso dietro i roghi, oltre alla stupidità, ci sono tanti interessi economici (la guerra per i pascoli) dalle enormi conseguenze ambientali»

26 Agosto 2012
 
 
 

26 agosto 2012

GIANCARLO CANCELLERI PORTAVOCE E CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DEL M5S



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26 Agosto 2012
 
 
 
 


LA PROSSIMA SETTIMANA PAGAMENTI PER L' ANTINCENDIO



Retribuzioni operai forestali antincendio: pagamenti la prossima settimana


Va verso la risoluzione l’intricata vicenda del pagamento delle mensilità di giugno e luglio agli operai forestali precari, impegnati in questa torrida estate nela cura dei boschi e nello spegimento incendi.

Il direttore del Dipartimento Regionale ha dato il via libera alla trasmissione dei mandati di pagamento alla ragioneria dell’Assessorato al Bilancio. I pagamenti dovrebbero avvenire entro la prossima settimana.

Intanto, il prossimo 29 agosto i sindacati incontreranno il dirigente generale dell'Azienda Foreste, Vincenzo di Rosa, per concordare modalità e tempi di avvio al lavoro dei forestali per settembre.
 
25 Agosto 2012

 

SARANNO I FORESTALI AD OCCUPARSI DEI SITI ARCHEOLOGICI


Forestali. Codires ennese soddisfatto per l'accordo sui precari

   Tuteleranno i «tesori»




Saranno i lavoratori precari forestali ad occuparsi della cura dei siti archeologici siciliani. Ad annunciarlo è il sindacato Codires con il segretario regionale di categoria, Enrico Scozzarella (nella foto). «Codires, comunica ai propri iscritti e simpatizzanti - dice Scozzarella - che i circa 6 mila operatori specializzati forestali stagionali saranno impiegati nei lavori di manutenzione, custodia e accoglienza dei siti archeologici siciliani e delle aree di maggiore pregio naturalistico. Questo è il frutto del protocollo d'intesa interdipartimentale presentato giovedì a Palermo, a Palazzo d'Orleans. Sarà un progetto che coinvolgerà gli assessorati della Regione siciliana ai Beni culturali, alle Risorse agricole, all'Energia, al Territorio e alla Formazione».
C'è soddisfazione al Codires ed Enrico Scozzarella, afferma: «L'assessore al Territorio, Alessandro Arico' ci hanno informato che il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) ha già autorizzato la spesa per coprire 50 giornate in più di lavoro per i cosiddetti 101isti e consolidare le stesse giornate dello scorso anno. Ciò significa che, finita la stagione antincendio, il personale specializzato potrà essere impiegato, nella manutenzione dei siti archeologici, da novembre a fine dicembre».
Secondo il segretario del Codires: «Questo consentirà di risparmiare circa 700 mila euro l'anno, che corrispondono al budget destinato normalmente alla manutenzione ordinaria, e di distribuire, in modo più efficace, quel patrimonio umano spesso poco valorizzato. Il nuovo progetto è già attivo nella riserva di Pantelleria, la cui custodia è affidata ai lavoratori dell'Azienda foreste demaniali e del Corpo forestale. Si sta valutando anche la possibilità di utilizzare il personale nei musei». Le buone notizie non finiscono e Scozzarella annuncia: «Ho sentito il dirigente generale del Corpo Forestale, l'architetto Tolomeo, il quale mi ha comunicato che per il personale impiegato nel servizio antincendio sono stati sbloccati i pagamenti dei salari relativi ai mesi di giugno e luglio».
Arcangelo Santamaria

25 Agosto 2012
 
 

L'INGRESSO DELL 'ANFITEATRO SARA' AFFIDATO AI FORESTALI PER I LAVORI DI PIULIZIA

 

Pinella Leocata
Non ha dubbi




 



Pinella Leocata
Non ha dubbi. Amleto Trigilio, neoassessore regionale ai Beni culturali, si sbilancia e assicura che il portale d'ingresso dell'anfiteatro romano di piazza Stesicoro (nella foto di lasicilia.it) sarà riparato entro la prossima settimana in modo da garantire l'apertura al pubblico del monumento. L'intervento si farà - dice - senza sottilizzare sul fatto che competa o meno alla Regione provvedere. Che è poi la tesi del dirigente generale Gesualdo Campo secondo cui il portale d'ingresso - un falso romano in cemento armato e ferro - è di proprietà del Comune che lo ha realizzato nel 1906 e, non a caso, «restaurato» tre anni fa quando si evidenziò una profonda fenditura lungo una colonna. Intervento, effettuato a titolo personale e gratuito da un esperto, ma che era stato studiato per ben quattro mesi da docenti universitari che - e arriva una bella stoccata - «non si erano accorti che stava per cedere anche l'architrave». Una voluta del capitello ionico del peso di un chilo e mezzo tre mesi fa è precipitata nella notte. Se fosse successo di mattina, quando studenti e turisti sono in visita...
L'intervento si farà. Altrimenti l'assessore indosserà la tuta e, cazzuola in mano, verrà di persona, non a provvedere - ché non lo sa fare - ma a creare un caso mediatico e imbarazzo. La solennità di tanto annuncio sarebbe grottesca, data la modesta entità della spesa preventivata (meno di 1.700 euro) se non fosse anche un'emblematica assunzione di responsabilità a garanzia dei fondi indispensabili alla gestione e al funzionamento dei beni culturali siciliani. I soldi per l'anfiteatro - spiega - erano stati trovati e messi a disposizione, ma la Ragioneria non li ha annotati, così come per tutti gli impegni di spesa, perché la Regione ha già toccato il tetto del «Patto di stabilità». E se la Ragioneria non li annota, i soldi non si possono spendere. Ed è così per tutto. Per la fotocopiatrice che si rompe, per il tubo da riparare, per lo scerbamento e la disinfestazione dei terreni dei parchi archeologici, per la ricarica degli estintori...
La sovrintendente Vera Greco - al termine del lungo incontro che l'assessore ha avuto con i responsabili di tutte le direzioni - lo domanda accorata. «Come dobbiamo comportarci? Che dobbiamo fare? Finora abbiamo anticipato i soldi di tasca nostra, ma la Corte dei Conti ci dice che farlo è reato. Che facciamo? Chiudiamo? ». L'assessore annuisce e dice che sì, si sta procedendo a pianificare la chiusura programmata dei siti minori. Che sarebbe grave, gravissimo. E gli uffici? «Ho presentato una proposta per il fabbisogno di spesa sotto il quale non possiamo negoziare. Nella riunione di Giunta di giovedì scorso abbiamo definito il metodo di lavoro e le priorità, tra cui ci sono i beni culturali per i quali nella riunione di Giunta di martedì prossimo bisognerà definire l'ammontare delle risorse di cui disporre per affrontare l'emergenza. Si farà uno spostamento interno di capitoli di spesa, si posticiperanno altre spese... Vedremo. Ho consapevolezza della gravità della situazione e me ne assumo la responsabilità. E' assurdo che abbiamo soldi da spendere e non possiamo farlo perché lo Stato ci ha imposto una gabbia».
La posta è chiara. La Giunta regionale - e lo ha già annunciato - è pronta a sfidare il Governo e a sforare il Patto di Stabilità. L'assessore lo ribadisce. Delle due l'una: o si deroga al tetto di spesa o si fa una ricognizione - e una ridistribuzione - all'interno degli assessorati e dei rispettivi bilanci. E il direttore generale dice di avere già trovato 4,3 milioni di euro da spendere per le emergenze e annuncia di avere fatto accettare il principio per cui anche le strutture periferiche vengono considerate parte dei dipartimenti centrali per cui le spese per il loro funzionamento diventano - a differenza di come è stato finora - spese obbligatorie e non facoltative. Un altro modo per assicurare le risorse necessarie.
E non è che una delle linee di azione che l'assessorato ha intrapreso e intende portare avanti. Amleto Trigilio le elenca insieme al direttore generale Gedo Campo. Nell'ultima Giunta regionale è stato deciso che i forestali possano operare anche nei parchi archeologici provvedendo allo scerbamento e alla pulizia dei siti, dopo avere seguito un corso di formazione. E questo dà una boccata di ossigeno ai dirigenti che non sanno come affrontare questa spesa indispensabile per la sicurezza dei luoghi, per proteggerli dagli incendi e dagli insetti. Stesso approccio si sta usando per affrontare l'annosa questione dei custodi che, secondo Campo, «sono pochi, pochissimi, basti pensare che nel 1999 erano 1.651 per legge, sono diventati 2.200 l'anno dopo, e adesso, nonostante la moltiplicazione dei siti e dei parchi, sono soltanto 449 cui vanno aggiunti gli 800, in buona parte part-time, di Beni culturali. Si può redistribuirli meglio sul territorio riequilibrando disparità di dotazioni, ma è difficile cambiare sede quando si guadagnano 1.300 euro al mese».
E non sono solo questi gli indirizzi dati dall'assessore Trigilio. Ha disposto che vengano lasciate progressivamente le sedi in affitto per concentrarsi negli immobili di proprietà della Regione; e ha chiesto - per rendere meno limitanti le farraginose disposizioni sulle prestazioni intellettuali - che sia possibile valersi della collaborazione dei professionisti dei vari dipartimenti regionali, a partire dagli ingegneri strutturisti.
Tutti impegni che dovranno essere assolti in tempi brevi, brevissimi, perché breve è la vita di questo Governo. E perché l'assessore, pur assumendosi le proprie responsabilità, non vuole «restare con il cerino in mano fino a bruciarsi».

25 Agosto 2012
 

IL SINDACO INGUAGGIATO: INCENDIO A PETRALIA, FORTUNATAMENTE IL SISTEMA HA FUNZIONATO

 

Gli animalisti: «Fauna stremata, stop alla caccia»

 Petralia Sottana. A essere minacciato Cozzo Cofino, simbolo per gli abitanti del paese madonita


    bruciano le madonie, foto lasicilia.it


Petralia Sottana. E' ancora emergenza incendi in Italia. Ieri i mezzi aerei della flotta dello Stato sono intervenuti su 37 roghi distribuiti in dieci diverse regioni del Paese.
Il Lazio è la regione che ha inviato il maggior numero di richieste, 11, al Centro operativo aereo unificato (Coau) del Dipartimento della Protezione Civile. A seguire 5 interventi in Calabria e altrettanti in Campania, 3 ciascuno in Toscana, Sicilia e Sardegna, mentre Liguria, Abruzzo e Basilicata hanno richiesto l'intervento su 2 roghi a testa, uno in Puglia.
Il lavoro svolto dai piloti dei mezzi aerei fin dalle prime luci dell'alba ha permesso di mettere sotto controllo o spegnere 17 incendi. E' stato domato in poche ore l'incendio divampato ieri pomeriggio alle porte di Petralia Sottana nel palermitano. La tempestività negli interventi ha evitato che il vasto incendio sviluppatosi in contrada "Cozzo Cofino" potesse espandersi lungo le direttrici che conducono al santuario della Madonna dell'Alto. L'intervento di quattro canadair, due elicotteri e due mezzi aerei fire box in aiuto ai vigili del fuoco, ai carabinieri, alla protezione civile comunale e alla PAIM ha fatto sì che l'incendio non si allargasse velocemente consentendone il controllo e quindi lo spegnimento.
La prima fiammella, di quello che - secondo il sindaco di Petralia Sottana Santo Inguaggiato - è sicuramente di origine dolosa, si è vista alle ore 14. Il forte caldo e un leggero venticello hanno fatto da alimentatori del rogo che, in breve tempo, dalla strada statale 120 si è spinto verso la montagna ed in particolare verso "Cozzo Cofino" che per gli abitanti di Petralia Sottana è un simbolo. Proprio questa contrada negli anni che videro i contadini delle Madonie alle prese con le lotte contro i feudatari fu teatro dell'occupazione simbolica delle terre. Nel tempo questa zona, che è proprio di fronte al paese, è diventata anche sede di residenze estive degli abitanti di Petralia Sottana che per fortuna, da una prima ricognizione, non hanno avuto danni.
«Fortunatamente - ha affermato il sindaco Inguaggiato - il sistema di intervento ha funzionato. Esprimo vivo apprezzamento per la tempestività e la professionalità messa in atto da tutti per lo spegnimento in tempi celeri del vasto incendio ed in particolare per il comandante del distretto delle guardie forestali di Petralia Sottana che ha coordinato gli interventi sia a terra che in aria». Anche il presidente del Parco delle Madonie Angelo Pizzuto ha subito allertato direttore del corpo forestale Pietro Tolomeo per attivare le unità aeree necessarie per contrastare le fiamme. Per la tanta gente che dai balconi guardava gli interventi dei mezzi aerei e gli elicotteri probabilmente è stato uno spettacolo desolante.
Allarme viene lanciato anche dagli animalisti. Gli incendi rappresentano per l'Italia «una catastrofe ambientale che ha causato la morte di milioni di animali selvatici e distrutto habitat estremamente delicati». Così l'Ente nazionale protezione animali (Enpa) e la Lega Antivivisezione (Lav), che hanno scritto una lettera al ministro dell'Ambiente Corrado Clini per chiedere la «cancellazione della stagione venatoria».
«Siamo nel pieno della stagione riproduttiva della fauna; i giovani uccelli e i cuccioli dei mammiferi, anche appartenenti a specie protette, non sono riusciti a sfuggire alle fiamme», scrivono le due associazioni animaliste. «Il danno subito dalle popolazioni selvatiche è gravissimo, perché non vi sarà alcun ricambio generazionale che possa rispondere alla morte di esemplari anziani o malati, e tutto questo rende ancora più a rischio la sopravvivenza di molte specie», Enpa e Lav chiedono quindi a Clini, «ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione che ripone nelle mani dello Stato il diritto-dovere di tutela del patrimonio faunistico, di adoperarsi per mettere in atto tutte le misure necessarie non solo per la difesa dei territori interessati, ma anche a tutela della fauna selvatica, rinviando l'apertura della stagione venatoria. Consentire di sparare già nei primissimi giorni di settembre -sottolineano - significherebbe infierire nei confronti della fauna selvatica stremata non solo dagli incendi, ma anche dalle temperature record di questi mesi».
Gaetano La Placa

25 Agosto 2012
 

RITARDO DEI PAGAMENTI E' DOVUTO ALLO SFORAMENTO DEL PATTO DI STABILITA'



Al palo il Circuito del mito. I dirigenti cercano di far quadrare i conti


Massimo Gucciardo
Palermo. Il calendario di spettacoli del «Circuito del Mito» è ancora al palo, quantomeno la parte relativa a concerti, rappresentazioni teatrali e danza. Alla base di questo ritardo, che ha già fatto saltare diversi eventi, ci sono due motivazioni, una economica e una amministrativa. Per quanto riguarda il primo aspetto, il problema è lo sforamento del patto di stabilità, causa comune di molti dei problemi attuali della Regione, come - per fare alcuni esempi - il pagamento degli stipendi dei dipendenti regionali e dei forestali, i contributi per i comuni messinesi colpiti da calamità naturali, le indennità per i lavoratori della Formazione o le somme per consentire la riapertura delle scuole a settembre.
L'assessore regionale al Bilancio, Gaetano Armao, ha chiuso da tempo i cordoni della borsa perchè, a fronte di un fabbisogno complessivo annuo di circa 2,4 miliardi di euro, i limiti imposti dal governo nazionale (su diktat dell'Unione europea) parlano di un tetto di spesa fissato ad un miliardo. La giunta regionale nei giorni scorsi ha stilato una lista di priorità che prevede ai primi posti gli stipendi del personale, le scuole e i fondi comunitari a rischio restituzione, per un totale di 600 milioni. Il resto dovrà coprire le restanti emergenze e gli impegni dei vari assessorati.
E a questo proposito, alle 10 di lunedì prossimo si svolgerà una riunione dei dirigenti generali per fare quadrare i conti dei singoli uffici, e sostanzialmente per «spartirsi le briciole».
Al momento - del miliardo totale a disposizione della Regione - secondo le attribuzioni dell'economato, all'assessorato regionale al Turismo spetterebbero (fino al 31 dicembre 2012) soltanto 10 milioni. Una somma che mette parecchio in difficoltà gli uffici palermitani di via Notarbartolo, visto che a voler fare i conti dei soli impegni già presi, servirebbero 55 milioni. Di questi, circa 18-20 milioni sarebbero da destinare ai teatri «Vincenzo Bellini» di Catania, «Vittorio Emanuele» di Messina, «Massimo» e «Biondo» di Palermo e alla Fondazione orchestra sinfonica siciliana. Soldi che per una parte preponderante servono a pagare il personale, e che rivestono quindi un elevato grado di priorità. Ci sono poi altri 7-8 milioni impegnati nelle gare d'appalto per le campagne istituzionali a scopo turistico, come «Sicilia mito in un'isola di luce», destinate alla diffusione dell'immagine della regione sia in ambito nazionale che all'estero. Poi ci sono miriadi di altre voci, più o meno sostanziose, come i contributi alle associazioni sportive, i musei, il calendario dei grandi eventi e naturalmente il Circuito del Mito. Quindi, sempre che i dirigenti dell'assessorato al Turismo non riescano a «strappare» ai colleghi del Bilancio altri soldi, eventualità quantomeno improbabile, la dotazione sarà quella. E con solo 10 milioni a disposizione sarà il momento delle scelte «lacrime e sangue», con la redazione di un elenco di priorità, e al momento non è facile capire cosa sarà finanziato e cosa resterà fuori.
A questo piano inclinato di difficoltà se ne interseca un altro, interno all'assessorato. Si tratta delle richieste di ulteriori informazioni sugli eventi previsti nella bozza del calendario del Circuito del Mito. Spiega l'impasse il direttore artistico del Circuito del Mito, Salvatore Presti, in una lunga intervista concessa alla testata on-line «BlogSicilia. it»: «Nonostante il mio progetto sia stato consegnato nei primi giorni di luglio - racconta - e quindi credendo che tutto potesse procedere con l'invio del progetto alla Corte dei Conti, si è registrato un altro stop. Il funzionario delegato, il 27 luglio scorso, chiede un centinaio di integrazioni istruttorie sulle schede artistiche da me presentate che hanno corredato, con la stessa logica di programmazione, anche la prima parte del cartellone del Circuito del Mito, quella già esitata positivamente dalla Corte dei Conti». Una procedura che ha rallentato di molto il percorso burocratico, ma che probabilmente è solo il minore dei problemi.
 
25 Agosto 2012
 
 

25 agosto 2012

IL GIORNALISTA DI LIBERO DAVIDE GIACALONE CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE

 

La sfida di Giacalone
e di "LeAli alla Sicilia"

Alla presidenza della Regione si candida anche Davide Giacalone (nella foto), una delle firme del quotidiano "Libero", che con il suo movimento "LeAli alla Sicilia" vuole frapporsi tra il sistema politico attuale e l'antipolitica. Vicino a Montezemolo e alla sua "Italia Futura", Giacalone assicura: "Correremo da soli".



Non sono solo i vari Crocetta, Fava e Musumeci ad animare il dibattito politico in vista delle prossime elezioni regionali tra patti, alleanze, strette di mano ed ammiccamenti. C’è anche una folta schiera di outsider pronta ad approfittare di un eventuale passo falso o di un improvviso calo di popolarità del più blasonato candidato concorrente. Uno di questi è Davide Giacalone, una delle firme del quotidiano Libero, che con il suo movimento "LeAli alla Sicilia" vuole frapporsi tra il sistema politico, che il giornalista ritiene vecchio di due secoli, e l’antipolitica offrendo un’alternativa a quelle che Giacalone definisce le due facce della stessa medaglia.

Perché la decisione di candidarsi alla presidenza della Regione?
"Perché ho notato che il futuro è stato posto nelle mani di due prodotti tardivi di una politica di due secoli fa. Si sta assistendo al trionfo del trasformismo immobile. Non un 'cambiare per fare', tuttavia, come ai tempi di De Pretis, ma un 'cambiare per permanere'. I gruppi dirigenti, ormai ridotti al nanismo, si sanno orientare solo all'interno dei mondi in cui vivono, ragionando per bacini e gruppi di elettori, basti pensare che entrambi gli schieramenti si stanno contendendo l’appoggio di Lombardo.

E l’antipolitica?
"L’antipolitica è solo un sintomo della stessa malattia. È capace solo di produrre protesta. Noi scegliamo una politica che si attiva e fa delle scelte".

Avete un programma? Su cosa si basa?
"Il nostro programma parte dalla necessità anzitutto di legalità assoluta e si basa su meritocrazia, defiscalizzazione e deburocratizzazione. Solo così l’economia siciliana potrà tornare a correre. Se non si affronta la questione economica non so possono risolvere i problemi della regione. La spesa media mensile delle famiglie siciliane è di circa 1.600 euro al mese, del 35 percento al di sotto della media nazionale e persino dell’11 percento di quella del Meridione, questo significa che in questi anni abbiamo solo creato una macchina in grado di produrre miseria, nonostante fuori dalla Sicilia si abbia l’impressione di un’intera regione di dipendenti pubblici".

A proposito di dipendenti pubblici. Come affronterebbe i problemi legati al sovraffollamento di qualche ufficio piuttosto che tra i forestali?
"L’esercito dei dipendenti regionali va dismesso per restituire al mercato capacità produttiva. Non intendo con ciò licenziare tutti, bensì esternalizzare dei servizi cercando di riutilizzare il materiale umano a disposizione. Ad esempio, esternalizzando l’ufficio anagrafe a un’azienda di servizi informatici a patto che questa garantisca servizi di qualità mantenendo l’occupazione e riducendo i costi del 2 percento il primo anno e dell’8 percento il secondo rispetto a quanto si spende adesso avremmo in due anni un risparmio del 10 per cento. I forestali dovrebbero invece essere assunti, purché questi siano competenti. Posso anche accettare di avere il triplo dei forestali del Veneto, purché il servizio da loro offerto sia migliore il triplo rispetto a quello del Veneto".
Come si colloca quindi il suo movimento?
"LeAli alla Sicilia si colloca in posizione di dialogo con i cittadini, lontano da quella mentalità che in Sicilia e non solo ci ha portato a questa tragedia, per questo non cediamo alle lusinghe e non accettiamo nessuna alleanza. Correremo da soli. Abbiamo un programma valido che proporremo agli elettori ed al tempo stesso al centrodestra ed al centrosinistra offrendo loro la possibilità di sottoscriverlo.

Si dice che sia Montezemolo il suo sponsor, uno sponsor importante.
"Faccio parte, con Alessandro De Nicola e Oscar Giannino di un progetto, che si chiama 'Fermare il Declino', che ha tra gli aderenti tutti i dirigenti di 'Italia Futura', il movimento di Montezemolo. LeAli alla Sicilia è un’esperienza autonoma che però sta nel solco di Fermare il Declino".
 
24 Agosto 2012
 
 
 
 
Guarda caso le soluzioni vengono date SEMPRE in campagna elettorale.
Non sappiamo se il Dr. Giacalone è un personaggio nuovo per i forestali, ma sappiamo invece che il quotidiano per cui lavora, non ci ha mai riservato attestati di stima, anzi siamo la "Vergogna Della Nazione", forse per questo il candidato alla Presidenza vuole simpatizzare con i lavoratori forestali. In tutte le tornate elettorali nessuno  ha mai parlato male dei precari anzi hanno sempre le soluzioni a portata di mano, peccato che quando vengono eletti si dimenticano tutto. Non si dimenticano però di distribuire agli amici: poltrone, consulenze ecc. Per non parlare poi dei privilegi che la Casta si riserva per se e per i conoscenti degli stessi.
 
 


LA DIRETTRICE DEL PARCO ARCHEOLOGICO DI SIRACUSA E NEAPOLIS: LA PULIZIA DA PARTE DEGLI UOMINI DELLA FORESTALE HA DATO OTTIMI RISULTATI

 

«Da qui l'esperienza pilota
ripulita tutta la Neapolis»

Altre emergenze Il ginnasio romano. «Creare una passerella sulle Latomie»

   la "via dei sepolcri" aperta grazie all'intervento dei forestali


sabella di bartolo
Siracusa. L'esperimento aveva dato ottimi risultati già lo scorso anno. Quando, per la prima volta, gli uomini della Forestale avevano ripulito l'Anfiteatro romano e gli altri siti del parco archeologico della Neapolis mettendo in luce percorsi fra le Latomie nascosti dalle sterpaglie e riportando al suo lustro la grotta del Ninfeo che sovrasta il Teatro greco. Un lavoro che ha permesso alla Soprintendenza aretusea un risparmio di circa 100mila euro e, soprattutto, che ha garantito la fruizione di monumenti altrimenti chiusi al pubblico.
Così, la notizia del protocollo d'intesa della Regione che offre alle aree archeologiche regionali la possibilità di una manutenzione straordinaria, è stata salutata con grande favore dalla direttrice del Parco archeologico di Siracusa e Neapolis, Maria Amalia Mastelloni. «A giorni - dice l'archeologa - convocheremo una riunione con l'assessore, il soprintendente e i dirigenti della Forestale per programmare interventi ad hoc che consentano così di colmare le lacune in termini di manutenzione dei nostri numerosi siti».
Maria Amalia Mastelloni redigerà, dunque, la lista delle priorità. A partire dalla sistemazione del verde del parco della Neapolis. «Nei mesi scorsi - dice - sono caduti alcuni alberi secolari che non abbiamo avuto la possibilità di ripristinare. Così come occorre intervenire per piantumare i grandi arbusti le cui radici penetrano nel banco roccioso, con ovvie conseguenze. La messa in sicurezza del verde del parco è certamente un'emergenza che proporremo di affrontare in occasione di questa nuova opportunità di lavoro con la Forestale».
Fra le opere che la direzione del Parco della Neapolis auspica vi è anche la realizzazione delle passerelle per consentire la passeggiata fra l'agrumeto e i resti delle Latomie del Paradiso. Qui era stata aperta, grazie al lavoro dei volontari, la "via dei Sepolcri" che aveva consentito la fruizione di percorsi nascosti ma di grande suggestione all'interno del parco archeologico. Altra emergenza è poi la pulizia straordinaria del Ginnasio Romano di via Elorina: il sito che si trova lungo la strada che conduceva Siracusa all'antica Eloro, è ricoperto da erbacce di ogni tipo che oltre a celare il monumento agli occhi dei turisti, rappresentano un pericolo per gli incendi. «La manutenzione straordinaria del Ginnasio Romano - prosegue Maria Amalia Mastelloni - e la pulizia del Foro Siracusano sono due emergenza che sottoporremo all'attenzione del tavolo che si riunirà nei prossimi giorni, oltre a una serie di piccoli interventi in altre aree della città».
Fuori dalla lista delle priorità il Tempio di Apollo "adottato" dai volontari di Nuova Acropoli che lo ripuliscono ogni mese. Infine, la Soprintendenza resta in attesa del rinnovo della convenzione con il Comune a cui è destinato il 20% degli introiti dei biglietti di ingresso: somme che dovrebbero essere utilizzate per la manutenzione, ma ancora ferme nelle casse dell'amministrazione.

24 Agosto 2012
 

AREA ARCHEOLOGICA DI MORGANTINA: LO SCORSO ANNO L'INTERVENTO DI PULITURA E' STATO DATO AI FORESTALI


«Nell'area archeologica di Morgantina la lotta contro le erbacce è impari»



Aidone. L'immagine negativa che si vuol dare di Morgantina, una delle più importanti aree archeologiche della Sicilia, non sta bene né al direttore del Parco archeologico di Morgantina Enrico Caruso né al sindaco di Aidone Filippo Gangi. «Il problema del diserbo riguarda la gran parte delle aree archeologiche della Sicilia - afferma Caruso - e non solo di Morgantina». I tagli orizzontali a livello regionale impediscono la realizzazione di tante idee tese a migliorare la fruibilità dell'area archeologica. A bilancio chiuso, in un momento in cui alla Regione sono a rischio anche gli stipendi dei dipendenti sperare di ottenere qualche euro per la pulizia di Morgantina è impossibile. Parco e comune di Aidone, che sottolineano la loro piena sinergia, sperano che arrivino presto i fondi della convenzione del 30% della vendita dei biglietti del 2011 e quelli fino ad ora del 2012 da investire nella fruibilità del sito. Il Comune proprio di recente è intervenuto, prima con il personale del reddito minimo e poi con una ditta, nel diserbo di alcune zone dell'agorà per la realizzazione di "Morgantina rivive" e di "Teatri di Pietra". Caruso si è dato da fare utilizzando un'economia di 40 mila euro derivante dall'arrivo della Dea, spesi metà lo scorso anno e l'altra metà quest'anno proprio per la pulizia dell'area. Ben quattro gli interventi di diserbo nel sito da quando è arrivata la Dea. Lo scorso novembre sono intervenuti anche i forestali che hanno diserbato la collina orientale, e poi anche l'intervento di ripulitura degli archeologici dell'Università di Palermo dell'agorà, del teatro, del Santuario centrale. «Ma la lotta contro l'erba - aggiunge il sindaco Gangi - è impari» né si possono usare anticrittogamici nel rispetto dell'ambiente.
Angela Rita Palermo

24 Agosto 2012






SOVRINTENDENTE DI AGRIGENTO PIETRO MELI: OTTIMO L'ACCORDO SIGLATO A PALERMO


La Valle dei Templi si autofinanzia
problemi per la Sovrintendenza


Il Parco "tiene". Nonostante un calo nei primi 7 mesi del 2012


   

Fabio Russello
Agrigento. Come in tutte le cose Agrigento ha due facce. C'è ad esempio quella del Parco Archeologico della Valle dei Templi, ente che gode di una ampia autonomia finanziaria e che grazie ai biglietti è in grado di gestire da sé la manutenzione delle sue aree, soprattutto quelle più prossime ai monumenti. Ma c'è anche quella della Sovrintendenza, che gestisce altre decine di siti e che attende l'invio degli operai della Forestale come una vera e propria manna dal cielo.
«Il nostro ente - ha detto Giuseppe Parello, direttore del Parco della Valle dei Templi - ha nel suo organico 43 custodi e 16 operai che si occupano delle pulizia. Periodicamente invece facciamo dei progetti per la manutenzione straordinaria delle aree del Parco meno battute dai turisti». In effetti l'area più prossima ai Templi, a cominciare dalla Via Sacra, è piuttosto pulita. Uno sforzo possibile grazie agli incassi: nei primi sette mesi del 2012 il Parco dei Templi di Agrigento ha «guadagnato» 1,3 milioni di euro grazie ai suoi 313 mila visitatori. Un dato che è in calo rispetto al 2011 quando - sempre nei primi sette mesi dell'anno - si registrarono 343 mila presenze e un incasso di 1 milioni e 356 mila euro ma che è in linea con quello del 2010 (310 mila visite e 1,1 milioni di euro nelle casse). Parello non si nasconde: «Il dato delle presenza "tiene" grazie all'apertura notturna dei monumenti che fa sì che i Templi restano una meta frequentata». È anche chiaro che le aperture notturne sono possibili grazie alla presenza di custodi e soprattutto alla disponibilità di fondi per pagarli.
L'altra faccia dei siti archeologici agrigentini è rappresentata dalle aree gestite dalla Sovrintendenza: «Io vedo con molto favore l'accordo siglato a Palermo - ha subito detto il sovrintendente di Agrigento Pietro Meli -. Anche in passato c'era stato l'utilizzo dei forestali ed è stato un successo». In una ipotetica lista di siti da mettere sotto «tutela» Pietro Meli indica l'area di Eraclea Minoa con il suo teatro greco, e poi Monte Adranone, la Villa Romana a Durrueli, i siti protostorici di Licata, i Monti Sicani, l'area Vito Soldano a Canicattì. «Tutti siti - spiega Meli - in cui fare la manutenzione è impossibile a causa della mancanza di fondi. Fare il discerbamento regolarmente migliora certamente la fruizione ma aumenta anche la sicurezza dei siti e dei monumenti che vengono così sottratti al rischio incendio». Del resto basta recarsi nella stessa Villa Genuardi, in pieno centro di Agrigento, sede della Sovrintendenza, per rendersi conto di quanto la manutenzione lasci a desiderare con il giardino una volta florido adesso invaso dalle erbacce.

24 Agosto 2012
 

RICONOSCENZA VERSO GLI OPERAI MORTI DURANTE LO SPEGNIMENTO.


Antonio Ravidà
Brucia un'enorme porzione del nostro verde anche in questa torrida estate interminabile per chi non tollera l'afa


Antonio Ravidà
Brucia un'enorme porzione del nostro verde anche in questa torrida estate interminabile per chi non tollera l'afa. Luglio-agosto il bimestre più insidioso per gli incendi - in Italia 150 al giorno - si chiude in Sicilia, fra le regioni più colpite anche quest'anno, con un disastroso incremento rispetto al 2011.
Il "the end" della soglia massima del rischio è ancora lontano e l'isola registra già un +44% che lascia attoniti. Ed è sconcertante che, nonostante i titoloni dei giornali e gli spazi radiotelevisivi, i quasi ottomila incendi divampati finora quest'anno da un punto all'altro dei 25 mila chilometri quadrati siciliani sembrino un fatto di ordinaria amministrazione, tanto da non fare neppure capolino nel dibattito pubblico ipnotizzato dalla litigiosità "permanente effettiva" della politica che il più delle volte ci gestisce in maniera assai deludente.
Di solito, con i tempi che corrono, disattenzione e sottovalutazione sono date per scontate e del resto la distrazione dei politici è allineata con quella, ugualmente disdicevole, dei comparti sociali nel loro insieme. La devastazione provocata dalle fiamme invece dovrebbe suscitare riprovazione e il primo frutto di una diffusa reazione dei cittadini dovrebbe essere un'azione collettiva capace di condurre a una gigantesca caccia al piromane.
I quasi mille ettari di querce, castagni, e altri alberi dei boschi siciliani (con tanto amore e con tanta spesa messi a dimora e cresciuti negli anni) in fumo nei primi otto mesi del 2012 urlano vendetta e richiedono severe e celeri punizioni.
Le sanzioni italiane non sono delle più tenere e bisogna darne atto ai legislatori che peraltro le hanno introdotte anche sulla pressione di una "force di frappe" tenace composta da ambientalisti, intellettuali, agricoltori avveduti, ecc.
Chi appicca colpevolmente un incendio rischia fino a 10 anni di reclusione e fino a 5 anni chi lo fa ‘'solamente'' per dolo. I pochissimi condannati contrassegnano l' ennesima sconfitta degli inquirenti, della magistratura, della società e, nel contempo, evidenziano gli ennesimi successi di quel malaffare che, con le fiamme, è alimentato da interessi illeciti.
Per impedire la resa e per frenare almeno in parte le speculazioni, con la legge 303 del 2000 al settore investigativo del Corpo forestale dello Stato e ai Vigili del Fuoco - molti sono eroici! - è stata assegnata un' arma in più: l'impossibile utilizzo per altri scopi nell'arco di anni delle aree boschive distrutte o incendiate.
Occorre però l'opera diligente, preziosa e rapida di un catasto da aggiornare in continuazione e che, appunto, certifichi lo stato dei luoghi per effetto delle ondate incendiarie.
Qual è il grado organizzativo dei nostri apparati anti-incendio, delle sale operative, di una Protezione civile in larga misura da ristrutturare dopo gli eccessi degli scandali sui Grandi Eventi? E quale può essere il ruolo delittuoso di alcuni stessi operai forestali che, con la fame di occupazione che cresce sempre più, potenzialmente guardano agli incendi come occasione prossima e futura di lavoro?
Il loro numero esorbitante in Sicilia - si sa bene - è tra gli argomenti maggiormente proposti dagli ipercritici dell'isola, mentre dev'essere reale e non pelosa la riconoscenza di tutti verso gli operai forestali morti durante lo spegnimento dei roghi.

In questo contesto allarmano le notizie sulla ventilata riduzione nel 2013 del numero e dell'uso dei provvidenziali velivoli Canadair assieme a quelle sulle prospettate cospicue riduzioni degli apparati anti-incendio nell'isola per effetto del cosiddetto patto di stabilità.
La Sicilia, con un terzo dei suo territorio destinato a verde, ha certamente il diritto-dovere di opporsi a eccessive restrizioni e di difendere la sua virtuosa ed epocale scelta ambientalista contrapposta agli sfregi di molte coste e ai troppi abusi edilizi subiti.
E lo stesso deve valere per altre zone d'Italia ricche di verde come Calabria, Campania, Sardegna, Lazio, Toscana, Umbria, anche ora vittime degli incendiari peraltro facilitati da ben sette ondate di calore come non se ne registravano da anni.

24 Agosto 2013

 

24 agosto 2012

ROGO SULLE MADONIE IL PRESIDENTE DEL PARCO CONTATTA IL DIRETTORE PIETRO TOLOMEO



Rogo sulle Madonie, intervengono i canadair

Il presidente del Parco delle Madonie Angelo Pizzuto ha contattato il direttore del corpo forestale Pietro Tolomeo per attivare le unità aeree necessarie per contrastare le fiamme ed evitare che l'incendio si espanda in direzione Madonna dell'Alto


PETRALIA SOTTANA. Un incendio è  divampato nelle campagne di Cozzo Covino nel territorio di  Petralia Sottana. Il presidente del Parco delle Madonie Angelo  Pizzuto ha contattato il direttore del corpo forestale Pietro  Tolomeo per attivare le unità aeree necessarie per contrastare  le fiamme ed evitare che l'incendio si espanda in direzione  Madonna dell'Alto. «Avremo a disposizione elicotteri a canadair  - informa Pizzuto - mentre sul luogo c'è già un forte  dispiegamento di mezzi e uomini, fra vigili, forestali e  volontari della protezione civile accorsi immediatamente in  località Cozzo Covino per domare le fiamme».

24 Agosto 2012
 

PROGETTO ARENATO PER L'AVIOSUPERFICE

Progetto arenato per l'aviosuperficie non saranno spostati 350 alberi


A pochi chilometri da Pergusa, in direzione di Barrafranca, in contrada Bubutello, in periodo di guerra c'era un piccolo aeroporto militare, incastonato tra le montagne, ma forse solo pochi lo ricordano. Soltanto attraverso alcune ricerche effettuate nell'ambito del corso di laurea in Ingegneria Aerospaziale, è stato possibile rintracciarne il sito, rimasto miracolosamente intatto in tutti questi anni, e su area quasi totalmente ancora demaniale ed affidata al Dipartimento regionale foreste. La possibilità di ripristinare una pista di volo di oltre 850 metri di lunghezza, capace di rendere operativi aeromobili come i Canadair, al centro della Sicilia e a soli 3 km da Pergusa, situato al baricentro di zone boschive a più alto rischio di incendi della provincia ennese, aveva spinto l'Università ennese ad avanzare una proposta all'Azienza forestale per la progettazione e la realizzazione, senza alcun costo per l' amministrazione pubblica, di una base aerea utilizzabile sia ai fini della Protezione civile, protezione da incendi che per la didattica e la ricerca dello stesso corso di Ingegneria aerospaziale dell'Università Kore.
A novembre 2011 il Dipartimento regionale azienda foreste demaniali e "Kore" sottoscrissero un accordo con il quale veniva concessa all'Università la disponibilità dell'area demaniale, in contrada Piano Tardo, dove progettare e realizzare l'aviosuperficie.
Il progetto, seguito da vicini dal prorettore Giovanni Tesoriere, venne approvato dall' Enac e poteva essere già realizzato già a marzo di quest'anno rendendo operativa l'aviosuperficie per la campagna antincendio 2012. Invero, però, per la realizzazione delle superfici libere da ostacoli necessarie alla operatività dei Canadair, occorreva estirpare circa 350 alberi di recente impianto che si sarebbero dovuti ripristinare in area limitrofa.
I 350 alberi da spostare diventavano l'oggetto di una procedura burocratica ad oggi non ancora risolta, nonostante fossero stati interessati dall'Università tutti gli organi preposti alla gestione delle emergenze incendi boschivi. 350 alberi per i quali una infrastruttura che poteva risultare essenziale in questa particolarissima estate calda e afosa, hanno determinato molto probabilmente la fine di migliaia di ettari di boschi a cui poteva darsi una risposta efficace. Quello che lascia perplessi, in questa vicenda, è che proprio i forestali si siano fatti interpreti di ritardi e lungaggini burocratiche per una infrastrutture a costo zero per l'amministrazione.



23 Agosto 2012







































INCENERITO UN POLMONE VERDE



Aidone. Elicotteri e diverse squadre per domare un incendio di natura doloso; si cercano i piromani

Incenerito un vasto «polmone» verde


Aidone. Zona "Parco", uno dei polmoni verdi in territorio di Aidone, di indiscutibile bellezza, ricco di fauna e flora, andato in fumo per mano di piromani. E' questo il triste bilancio di una afosa giornata di fuoco in territorio di Aidone tra la zona del Baccarato e la zona artigianale in contrada Montagna. Martedì, verso le 12,30, veniva avvistato il focolaio, partito dal ponte vicino alla miniera del Baccarato, sicuramente di origine dolosa. Il forte vento a favore ha alimentato le fiamme che si sono propagate lungo tutto il costone di questa famosa e incontaminata zona, dove si trova anche una riserva di caccia, bruciando ogni cosa ha incontrato lungo il suo percorso fino ad arrivare ai limiti della zona industriale in contrada Montagna.
Per spegnere le fiamme, in questa zona impervia, si sono impiegate oltre sei ore, fino a pomeriggio inoltrato, e sono intervenuti due elicotteri del Corpo Forestale: il Sierra 6 di stanza a Piazza Armerina (Enna) nella base di Bellia e Sierra 7, che hanno effettuato diverse decine di lanci d'acqua. Inoltre, le squadre del Servizio antincendio boschivo tra cui la Sab 8 Castellaccio turno D, Sab 6 Ciappino turno D, Sab 9 Bellia e le autobotti 3,4,5. La stima precisa degli ettari andati in fumo non è stata resa nota ma pare siano all'incirca cento, tutti costituiti da macchia mediterranea tra cui roverella, ginestra. Il vasto incendio ha colpito anche alcuni terreni privati, bruciando piante di ulivi e frutteti. Paura per i residenti di un'abitazione, che è stata circondata da fiamme levatesi per oltre quaranta metri, che sono state spente con diversi lanci effettuati dagli elicotteri. E' intervenuta un'ambulanza del 118 per un malore che ha colpito uno dei residenti della casa. Numerosi gli spettatori che dalla provinciale 40, Baccarato, hanno assistito impotenti a questo spettacolare incendio. Tra questi anche alcuni operai forestali, che ancora attendono l'avviamento al lavoro, i quali arrabbiati commentavano: " Bruciano i boschi e a noi ci lasciano a guardare senza poter far nulla per evitare questi scempi". Oltre al grosso danno immediato provocato dal vasto incendio, c'è da metter in conto anche il grave dissesto idrogeologico che ne conseguirà. Inevitabile infatti che, con l'arrivo delle piogge, la zona, privata dalla sua vegetazione, potrà essere interessata da frane e smottamenti che già preoccupano tutta la zona Baccarato.
A. r. p.

23 Agosto 2012
 

LA SICILIA BRUCIA MA SI E' IN CAMPAGNA ELETTORALE



La Sicilia brucia, ma la politica è in campagna elettorale
di Giuseppe Messina (23/8/2012)


Non si arresta il fronte di fuoco in Sicilia. Con il settimo anticiclone estivo denominato “Lucifero”, che imperversa da giorni nell’Isola, le temperature hanno raggiunto e superato con costanza i 40 gradi. Tanti gli incendi la cui matrice non sempre è l’autocombustione.

Ad ogni incendio di vaste dimensioni il pensiero torna indietro nel tempo. Alle palesi responsabilità dei diversi assessori regionali al Territorio e Ambiente, alle Risorse agricole e al Lavoro succedutisi in questi anni. Alla superficialità del presidente della Regione siciliana nell’affrontare la delicata fase programmatoria e gestionale dei terreni demaniali e non.

Il richiamo è alla leggerezza, per l’appunto, con la quale il governo regionale ha affrontato le programmazione delle attività di manutenzione e prevenzione nelle aree demaniali, protette e sottoposte a tutela e controllo della pubblica amministrazione regionale. Incapacità di pianificare azioni mirate alla salvaguardia dei territori boschivi. Dove sono i progetti di valorizzazione e fruizione e conomica delle aree protette? E lo sfruttamento delle biomasse, del materiale legnoso e di tutte quelle iniziative che avviate spingerebbero gli interessati a controlli serrati sulle aree di pertinenza?

Nulla di tutto ciò è stato fatto. Intanto la Sicilia continua a bruciare. In tutto sono stati sette gli incendi che ieri hanno richiesto nell’Isola l’intervento dei mezzi aerei. I roghi hanno percorso terreni demaniali e privati, boschi e colture a Monreale e Misilmeri (Palermo), Vizzini (Catania), Antillo (Messina) Sortino (Siracusa) e Caltabellotta (Agrigento). Mentre in provincia di Enna a rischio sono un gruppo di abitazioni. E’ il caso di Assoro dove sono state evacuate alcune case a titolo precauzionale.

Nella zona sono intervenuti tre elicotteri ‘Sierra’ del Corpo forestale. L’azione è stata supportata da terra con l’intervento di squadre di forestali, vigili del fuoco, protezione civile e forze dell’ordine. Il fronte si è allargato interessando anche il territorio di Leonforte, in una zona dove si trovano varie abitazioni ed aziende.

La preoccupazione espressa dall’associazione dei geologi italiani la dice lunga sulle responsabilità della componente politica e di quella amministrativa in Sicilia. Un incendio è una disgrazia doppia: prima distrugge boschi e foreste, rendendo fragile un territorio che poi, senza più l’azione di drenaggio delle acque svolta dalla vegetazione, è a forte rischio di dissesto idrogeologico. E’ allarme, quindi, in Sicilia come nel resto dell’Italia.

Dal sito dell’ordine nazionale dei geologi riportiamo la dichiarazione del presidente del Consiglio nazionale dei geologi, Gian Vito Graziano. «In questi anni abbiamo assistito a disastri di natura idrogeologica, che erano diretta conseguenza di incendi precedenti. E quest’anno avremo 300 mila ettari in più di territorio bruciato a forte rischio».

Il governo regionale è corso ai ripari per mettere in sicurezza i terreni incendiati e per scongiurare gli eventi franosi? Da questo governo regionale, quando era nel pieno dei poteri, non abbiamo visto alcuna programmazione seria; figurarsi, ora, da un governo regionale dimissionario. Difficile, insomma, immaginare che siano staste appostate somme per la preidisposizione di un piano d’azione che preveda la ripiantumazione degli alberi ed il ripristino delle coltivazioni.

Invece assistiamo al solito balletto sull’individuazione delle responsabilità che mortifica ogni buona intenzione. Quindi, oltre il danno anche la beffa. Non solo gli incendi, ma anche il rischio di frane nelle zone interessate dal fuoco. Ci chiediamo cosa stiano pensando e con quali intenzioni si stiano muovendo gli assessori a vario titolo competenti sulla filiera forestale. Non si capisce come l’assessore regionale Territorio e Ambiente, Alessandro Arico’, l’assessore regionale alle Risorse agricole e forestali, Francesco Aiello, e l’assessore regionale al Lavoro intenderanno programmare gli interventi.

Che dire? Che i tre assessori sopracitati non hanno emulato l’Assessore alle Infrastrutture, Andrea Vecchio, che, su un argomento delicatissimo, ha rilasciato dichiarazioni gratuite su argomenti di cui non conosce neanche le più elementari cognizioni operative. Altro che criticare i forestali! La verità è che, ancora una volta, sono a rischio non solo i lavoratori foresali, ma anche, e sopratutto, le famiglie ed i cittadini.

Attendiamo con interesse e pazienza le eventuali mosse del governo regionale, se mai saranno avviate.

23 Agosto 2012