04 luglio 2022

INCENDI, PASCOLI E CATASTO: PERCHÉ LA SICILIA BRUCIA


Dal sito  livesicilia.it

Le liti tra allevatori, e le pieghe della legge sul blocco dei terreni dopo i roghi e il paradosso: bruciare tutto per lasciare tutto com'è

di Antonio Giordano
CATANIA – Dopo un incendio su un terreno non si può costruire: questo è, in sintesi, l’idea che sta dietro il catasto incendi, istituito da una legge nazionale del 2000 e di cui ogni comune deve dotarsi. L’idea è impedire la speculazione edilizia e qualsiasi altro tipo di interesse che potrebbe spingere qualcuno a incendiare un bosco o un’area di campagna. Ma in alcuni casi, si verifica il paradosso per cui chi incendia ha proprio l’interesse a cristallizzare tutto, sfruttando le pieghe della legge.

Perché si incendia in Sicilia

Mentre la stagione antincendio 2022 è in pieno svolgimento, per capire quali siano le dinamiche degli incendi dolosi in Sicilia è utile leggere il rapporto della Commissione antimafia dell’Ars. Nell’estate del 2021, 8133 incendi hanno devastato il territorio siciliano, con una media di 135 roghi al giorno che hanno interessato, complessivamente, 78 mila ettari, o il 3,05 della superficie totale dell’isola.

Se le condizioni in cui nascono gli incendi ormai sono note (alte temperature, venti di scirocco, siccità prolungata), meno chiare sono le cause, i motivi che muovono chi decide di incendiare. Una delle conclusioni a cui giunge il rapporto della Commissione è che ciascun territorio ha le sue cause specifiche, tra le quali, molto spesso, c’è quello di appropriarsi o danneggiare i terreni da pascolo.

Le lotte per i pascoli

Gli allevatori che ricevono in concessione un lotto per pascolare il bestiame possono fare domanda per ricevere dei fondi comunitari, che possono essere concessi a superficie o a capo di bestiame. Come si legge nel rapporto della Commissione antimafia, le somme erogate sono sull’ordine di 800 euro per ogni capo bovino, e 600 per un vitello. In questo modo i terreni diventano una fonte di possibili introiti per gli allevatori.

A raccontare cosa succede a questo punto è Giovanni Litrico, dirigente provinciale per il territorio di Catania del servizio 11 del Dipartimento regionale dello sviluppo rurale, che in una seduta della Commissione racconta: “Una volta presentata una istanza, può succedere che gli allevatori entrano in competizione per lo stesso lotto di terreno. Ho potuto verificare che a monte c’erano delle liti tra gli allevatori i quali tendevano a bruciare il lotto del collega vicino che aveva prodotto l’istanza e aveva ottenuto il pascolo”.

In altri casi, lo scopo di chi brucia è, paradossalmente, lasciare tutto com’è. Questo succede soprattutto in zone, come quella a nord dell’Etna, in cui gli incendi si ripetono sempre sugli stessi terreni. A raccontare alla Commissione è Carlo Caputo, presidente dell’ente Parco dell’Etna: “Molte aziende avanzano istanze di miglioramento fondiario, anche su particelle che erano ex coltivi. Ma non possono più impiantare frutteti o qualunque attività agricola proprio perché queste terre sono state attraversate dal fuoco. Non si tratta – dice poi Caputo – di aree dove ci sono delle attività produttive, e per questo si ipotizza che possano essere pastori considerato che, spesso, su quelle aree si osserva l’attraversamento di bestiame”.

È un’ipotesi, come ribadito più volte nel corso del rapporto: alcuni allevatori brucerebbero tutto per impedire lo sviluppo dei terreni. Ma perché? È un effetto collaterale della legge sul catasto degli incendi.

Il catasto

Secondo la legge nazionale 335/2000, su un terreno devastato da un incendio intervengono dei divieti di diversa natura, da quello di edificare a quello di cambiare la destinazione d’uso. Perché questi divieti possano entrare in azione, però, occorre che ogni comune faccia un censimento aggiornato delle aree incendiate: il catasto, appunto.

Cosa succede, quindi, se un’area è incendiata e censita nel catasto? Non si può edificare nulla, né coltivare. Secondo l’ipotesi della Commissione, lo scopo in alcune zone della Sicilia sarebbe esattamente questo: bruciare tutto per continuare ad avere, ancora per qualche anno, terreni adibiti a pascolo.
03 Luglio 2022






PIAZZA ARMERINA E AIDONE. IL BOSCO SPAZZATO DALLE FIAMME. VIDEO RAINEWS


Il bosco spazzato dalle fiamme

03 Luglio 2022
L'emergenza incendi tra Piazza Armerina e Aidone. Bosco distrutto dai roghi. Situazione ora sotto controllo. Nella zona esplosi vecchi ordigni bellici
di Maurizio Di Lucchio



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Sicilia, il video del vasto fronte di fuoco che assedia Piazza Armerina: aerei Canadair in azione

02 Luglio 2022
Situazione critica nel cuore della regione a sud di Enna
Situazione critica tra Piazza Armerina ed Aidone, nell'Ennese, per un vastissimo fronte di fuoco che si e' spinto verso la zona della riserva naturale di Bellia e la Base militare Addestrativa Aosta. Un fumo fittissimo ha reso l'aria irrespirabile e ha avvolto parte dell'abitato della Citta' dei Mosaici sul versante dell'ospedale Chiello. L'incendio dopo un primo intervento aereo che sembrava avesse messo tutto sotto controllo, e' ripartito e la situazione e' critica come riferisce un volontario della Protezione civile. Il fuoco ha un fronte in espansione e tutti i volontari della zona sono stati allertati e inviati a supporto di vigili del fuoco e Corpo forestale. Le fiamme sono divampate intorno alla 11 di questa mattina nei boschi tra le contrade Bannata e Santa Caterina vicino al parco Ronza tra Enna e Piazza Armerina e hanno distrutto parte del bosco e una  vasta area di macchia mediterranea. Sull'incendio e' intervenuto il comando provinciale di Enna della Forestale, con le pattuglie dei distaccamenti di Piazza Armerina e di Enna, oltre a squadre antincendio boschivo, con le autobotti. Interessati i carabinieri e la Protezione civile e, trattandosi di un incendio di "interfaccia" il coordinamento e' della prefettura in caso di evacuazione delle abitazioni della zona che fino ad ora non si sono rese necessarie. A operare anche cinque mezzi aerei, tre canadair, un elicottero Erickson e un Falco.







CALDO E INCENDI DEVASTANTI, MA LA SICILIA NON RISCHIA LA SICCITÀ, LA SITUAZIONE ATIPICA DELL'ISOLA: LE RISERVE IDRICHE SONO SUPERIORI A QUELLE DELL'ANNO SCORSO


Dal sito www.lasiciliaweb.it

La situazione atipica dell'Isola: le riserve idriche sono superiori a quelle dell'anno scorso

03 Luglio 2022
Nella strana estate italiana, la Sicilia, che ha un rischio di desertificazione stimato al 70%, si ritrova con riserve idriche, nei suoi 25 invasi, che superano di 95 milioni di metri cubi la quantità dello stesso periodo (giugno) dello scorso anno: 572 milioni contro 477, secondo gli ultimi dati diffusi dal Distretto idrografico della Regione. L’atipica situazione dell’Isola non lascia presagire emergenze per la stagione estiva, nonostante le temperature dei giorni scorsi abbiano superato i 40 gradi e gli incendi si ripresentano puntuali come ogni estate: nell’Ennese, un fronte di fuoco che ha superato il chilometro è stato circoscritto soltanto stamane, dopo circa 24 ore, a poca distanza dalla Villa romana del Casale che custodisce preziosi mosaici.

Le grandi dighe (Poma, Pozzillo, Rosamarina) superano i 60 milioni di metri cubi ciascuna e la prima è ad appena 6 milioni di metri cubi al di sotto della propria capienza massima. Se i dati sono confortanti, sconfortano, invece, le infrastrutture idriche: le perdite d’acqua immessa nella rete raggiungono la percentuale record di oltre il 40%.

Se sul fronte dell’acqua potabile la Sicilia conta su questo vantaggio rispetto al resto del Paese, la questione irrigua non fa dormire sonni tranquilli agli agricoltori. I Consorzi di bonifica scontano un commissariamento ventennale e mettono in allarme la Coldiretti Sicilia, che nei giorni scorsi ha annunciato una mobilitazione regionale “perché l’acqua torni a essere un bene amministrato in modo adeguato e no con strutture come i Consorzi che di fatto bloccano l’irrigazione”.

I due Consorzi di bonifica (orientale e occidentale) hanno recentemente messo insieme i precedenti 11, ma la mini riforma non è servita ad assicurarsi i fondi del Pnrr e i progetti presentati mesi fa sono stati bocciati senza appello. In alcuni casi, gli agricoltori sono costretti a lunghe trafile per prenotare i turni d’irrigazione e il calendario viene compilato a penna, costringendo gli utenti a presentarsi fisicamente negli uffici consortili. La superficie servita da opere di irrigazione è di 168.824 ettari di cui oltre 25.000 a cielo aperto e circa 143 mila a pressione. Superfici che ospitano importanti coltivazioni: frutteti, orti, vigneti e molto altro. E con le temperature di questo periodo, l’irrigazione frequente è più che mai necessaria.






03 luglio 2022

BOSCO A FUOCO TRA ENNA E PIAZZA ARMERINA: FIAMME MINACCIANO LE CASE


Dal sito livesicilia.it

L'intervento dei vigili dle fuoco anche con elicotteri e canadair


di Josè Trovato
Situazione critica per un vasto incendio che ha interessato da questa mattina alle 11 i boschi a metà tra le zone Bannata e Santa Caterina, a metà tra Enna e Piazza Armerina e a ridosso del parco Ronza. Le fiamme sono rimaste distanti, ma il fumo ha lambito anche il centro abitato di Piazza Armerina, mentre sono stati distrutti bosco e macchia mediterranea. Nel pomeriggio il fuoco ha minacciato anche la zona di Bellia, in direzione della Madonnina e la base militare addestrativa Aosta.

L’intervento

Sull’incendio sta lavorando il comando provinciale di Enna della Forestale, diretto dal dottore Giuseppe Nasello, nello specifico le pattuglie dei distaccamenti di Piazza Armerina e di Enna, oltre a squadre antincendio boschivo, con le autobotti. In più sono stati interessati i carabinieri e la Protezione civile, così come per il coordinamento la Prefettura per tenere la situazione sotto controllo in caso di evacuazione delle abitazioni della zona.

Le fiamme sono ripartite

Evacuazioni che, sino alle 17, non si sono rese necessarie. Sul posto stanno lavorando cinque mezzi aerei, fra cui tre canadair, un elicottero Erickson e un Falco. Dopo un primo intervento aereo che sembrava aver messo sotto controllo l’incendio, nel primo pomeriggio le fiamme sono ripartite. In particolare va precisato che la Protezione civile regionale ha allertato tutti i volontari e li ha inviati a supporto.
02 Luglio 2022






NUOVA GIORNATA DI INCENDI IN SICILIA, VENTI I ROGHI NELL’ISOLA


Dal sito www.blogsicilia.it

VASTO INCENDIO NELL'ENNESE

di Ignazio Marchese - 02 Luglio 2022
Sono stati 20 gli incendi in Sicilia oggi. Due ad Agrigento, 5 un provincia di Caltanissetta, 5 in provincia di Catania, due a Enna, 4 a Messina, uno nel palermitano, e uno nel trapanese. A Messina i vigili del fuoco e i forestali sono stati impegnati a Santa Margherita, a Santa Venera e Barcellona Pozzo di Gotto e a Piraino, contrada San Costantino, a Casalvecchio Siculo in contrada Sant’Elia.

A Palermo a Carini nella zona del cimitero. A Catania, a Scorciavacca, Mascali, a Caltagirone contrada Noce, a Mineo Monte Angarello, a San Gregorio, a Zafferana Etna in contrada Algerazzi. A Caltanissetta a Riesi in contrada Palladio, a Mazzarino in contrada Rigiulfo, a Mazzarino in contrada Brigadieci, in contrada Alzacudella, è contrada Budunetto. A Trapani a Partanna in contrada Montagna. A Enna a Barrafranca, a Piazza Armerina in contrada Santa Caterina. Ad Agrigento a Ribera in contrada Musiti e Sciacca in contrada Grattavole.

Personale di vigili del fuoco, del corpo forestale e della Protezione civile è da ore al lavoro per tentare di spegnere un vasto incendio divampato nell’Ennese, tra Piazza Armerina ed Aidone.

Fiamme vicino a base militare Aosta dove è presente polveriera

Le fiamme si sono propagate anche nella zona della riserva naturale di Bellia e vicino alla base militare addestrativa Aosta, dove è presente una polveriera.

Base al sicuro

La base addestrativa Aosta, secondo quanto si è appreso, è al sicuro, grazie alla bonifica effettuata, e al momento l’ospedale Chiello di Piazza Armerina non corre rischi. Sarebbe invece critica vicino il mattatoio Comunale, dove sono impegnate due squadre della Protezione civile regionale. Continuano i ‘lanci’ dei cinque mezzi aerei impegnati nell’operazione antincendio, che smetteranno di volare appena le condizioni di luce non lo permetteranno più.

In azione anche tre canadair

Ad operare dall’alto ci sono cinque mezzi aerei: tre canadair, un elicottero Erickson e un Falco. Il fumo, denso e acre ha già raggiunto Piazza Armerina, la Città dei Mosaici, sul versante dell’ospedale Chiello. Le fiamme, dopo un primo intervento aereo, sembravano avere rallentato la loro corsa, ma poi, alimentate dal vento caldo, hanno ripreso con maggiore vigore.

Rogo è divampato nei boschi vicino al parco Ronza

Il fuoco ha un fronte in espansione e tutti i volontari della zona sono stati allertati e inviati a supporto di vigili del fuoco e corpo forestale. Il rogo è divampato nei boschi tra le contrade Bannata e Santa Caterina vicino al parco Ronza tra Enna e Piazza Armerina e ha distrutto parte del bosco e una vasta area di macchia mediterranea. Sul posto sono presenti anche i carabinieri. Il coordinamento degli interventi è della Prefettura di Enna.

Scoppia bombola di gas durante incendio nell’Agrigentino, feriti tre vigili del fuoco
Intanto, tre vigili del fuoco del comando provinciale di Agrigento sono rimasti feriti per la deflagrazione di una bombola. Sono al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio per essere sottoposti a controlli.

La deflazione non li ha raggiunti ma avrebbe creato loro dei problemi all’udito La squadra dei pompieri era impegnata nelle operazioni di spegnimento di un incendio canneto, in contrada San Benedetto, fra Aragona e Favara. All’improvviso è esplosa una bombola di gas e sono investiti dallo spostamento d’aria e dalla deflagrazione.







02 luglio 2022

INCENDIO BANNATA - SANTA CATERINA, UN'INFERNO. DIVAMPATO UN INCENDIO IN ZONA SANTA CATERINA. CHIUSA LA S.S. 28 PER AIDONE


Dalla pagina Facebook 
Ugl AgroAlimentare
Sindacato Forestali e Agricoli Sicilia 

Intorno alle 12 è partito un incendio in zona Santa Caterina, area impervia caratterizzata da ordigni bellici. Sono 5 i punti di fuoco. Sono impegnate tutte le forze in campo, Forestali e Vigili del Fuoco, oltre ad un Canadair. 
Bastardi maledetti







SCOPPIA UNA BOMBOLA DURANTE INCENDIO: FERITI 3 VIGILI DEL FUOCO


Dal sito www.agrigentooggi.it

02 Luglio 2022 

Tre vigili del fuoco del Comando provinciale di Agrigento sono rimasti feriti, dopo essere stati quasi investiti dalla deflagrazione di una bombola, mentre erano impegnati nell’opera di spegnimento di un incendio di sterpaglia e canneto, lungo la strada statale 640, precisamente in contrada “San Benedetto”, tra i territori di Agrigento e Favara. I tre sono stati trasportati al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio”. Per fortuna nulla di grave. I medici li stanno sottoponendo a tutti gli accertamenti necessari. La bombola del gas era vuota (che è altrettanto pericolosa) gettata come rifiuto in mezzo al canneto. All’improvviso è esplosa durante le operazioni di spegnimento delle fiamme.

Fonte: www.agrigentooggi.it




CONTRASTO AGLI INCENDI, UN ELICOTTERO DELLA FORESTALE 24H A CAMMARATA


Dal sito www.grandangoloagrigento.it

02 Luglio 2022
Da lunedì 4 luglio, un elicottero del Corpo Forestale stazionerà 24 ore su 24 presso la base in c.da Salaci a Cammarata.
Il mezzo sarà presente fino al prossimo 15 ottobre.

Questo consentirà di tutelare il nostro prezioso patrimonio boschivo, garantendo una più efficiente azione di vigilanza e rapidità d’intervento in caso di necessità. Un obiettivo raggiunto grazie alla sinergia tra il Comune di Cammarata, il Corpo Forestale, l’Assessorato al Territorio ed il consorzio di Bonifica. 

“Un ringraziamento particolare a tal proposito va all’Assessore al Territorio Salvatore Cordaro, al Dirigente Generale Salvatore Salerno, al Dirigente Sab Salvatore Di Salvo, al funzionario del Corpo Forestale Gaetano Guarino, al Commissario Salvatore Arcieri, a tutto il distaccamento del Corpo Forestale di Cammarata, al direttore del Consorzio di Bonifica Pieralberto Guarino e sicuramente ai dipendenti del Comune di Cammarata ed in particolare al Capo Area Francesca Nardella, al responsabile del servizio Terramagra Giuseppe, per la celerità con la quale hanno predisposto tutto il necessario per il raggiungimento dell’obiettivo”, dichiara il sindaco Mangiapane.





LE RIFORME “BLOCCATE” NEI CASSETTI DELL’ARS. NELLA LISTA DELLE GRANDI “INCOMPIUTE” QUELLA DEI FORESTALI E CONSORZI DI BONIFICA. POCO TEMPO PER MANTENERE LE PROMESSE FATTE



Dal sito qds.it

Raffaella Pessina - 30 Giugno 2022 
Voto segreto, burocrazia, commercio, forestali, consorzi di bonifica: è lunga la lista delle grandi “incompiute”. XVII Legislatura agli sgoccioli, poco tempo per mantenere le promesse fatte

Palazzo dei Normanni sta per chiudere i battenti dopo una legislatura complessa, che avrebbe dovuto imboccare la strada delle riforme, ma che è stata segnata dalla pandemia.
Una legislatura (la XVII) che ha dovuto affrontare la ormai sempre più incombente crisi economica ma che ha anche risentito della scure delle impugnative disposte dal Consiglio dei Ministri su parte dei disegni di legge approvati dall’Assemblea regionale perché in contrasto con la Costituzione o con le competenze statali.

Quali benefici ha prodotto l’impegno dei nostri parlamentari? Le promesse sono state mantenute? Proveremo a dare una risposta a queste domande partendo dai numeri: sono 70 i deputati regionali riuniti in 11 gruppi parlamentari, coadiuvati da 218 dipendenti (esclusi i collaboratori dei gruppi).

Hanno svolto dall’insediamento ad oggi 319 sedute d’Aula (7 nel 2017 – 71 nel 2018 – 68 nel 2019 – 73 nel 2020, 68 nel 2021e 32 fino alla metà di giugno 2022). Un media di 5 sedute al mese, poco più di una alla settimana. I disegni di legge di origine parlamentare presentati sono stati 1.076, quelli provenienti dall’esecutivo regionale 166. Le leggi approvate sono state 134, e in questo numero sono compresi i documenti finanziari come bilancio, finanziaria ed esercizio provvisorio… CONTINUA LA LETTURA. QUESTO CONTENUTO È RISERVATO AGLI ABBONATI




Fonte: qds.it




FIGUCCIA, AVVIARE SUBITO CAMPAGNA ANTINCENDIO SULLE MADONIE


Dal sito madonielive.com

Figuccia, avviare subito campagna antincendio sulle Madonie, misure su zone franche montane e potenziamento ospedale di Petralia Sottana

1 Luglio 2022
“Le Madonie meritano più attenzione ed occorre mettere in sicurezza il territorio con una campagna antincendio efficace che eviti i disastri della scorsa estate. Non sono accettabili ritardi per l’avvio della campagna.

Ritengo che il Parlamento siciliano debba dedicare una sessione, prima della pausa estiva, al territorio delle Madonie con una corsia preferenziale per alcune norme e ddl che riguardano anche le Zone franche montane per le quali serve uno stanziamento di 20 milioni di euro e per il potenziamento dell’ospedale Madonna dell’Alto di Petralia Sottana. Già la prossima settimana alla ripresa dei lavori, dopo lo stop delle elezioni amministrative, chiederò l’esame immediato di alcune misure che consentano di garantire la sicurezza della macchia mediterranea, l’avvio delle Zfm come elemento per stimolare la crescita economica sulle Madonie e il potenziamento della sanità pubblica con l’ampliamento delle funzioni e dei reparti nel nosocomio delle alte Madonie. Abbiamo il dovere di creare le condizioni perché questa porzione del territorio del palermitano non subisca più lo spopolamento per la mancanza di servizi, lavoro e risorse per lo sviluppo”. Lo afferma Vincenzo Figuccia, deputato di Prima l’Italia all’Assemblea regionale siciliana.





INCENDI, QUALI SONO I MEZZI AEREI SCHIERATI NELL’EMERGENZA E QUANTO COSTA SPEGNERE LE FIAMME


Dal sito livesicilia.it

La flotta schierata da Vigili del Fuoco e Regione per fare fronte ai roghi estivi: quanti sono e quanto costa spegnere le fiamme

di Antonio Giordano
CATANIA – I siciliani ormai hanno imparato a riconoscerne la sagoma e il suono, e quando ne vedono uno in cielo iniziano a cercare il fumo. Canadair ed elicotteri antincendio sono ormai parte integrante del panorama estivo, e un pezzo importante della strategia contro gli incendi adottata dalla Regione. Ma quanti sono i mezzi, quanto costa utilizzarli, e chi li gestisce?

La flotta aerea

Sul territorio siciliano volano per spegnere le fiamme mezzi sia dello Stato che della Regione. Nel primo caso, il Corpo dei Vigili del Fuoco schiera quest’anno 15 Canadair, 5 elicotteri giganti Erickson S64 e 4 elicotteri più piccoli, per un totale di 24 mezzi. A questi si sommano 10 elicotteri della Difesa.

Questi mezzi sono chiamati ad agire su tutta Italia, e per questo in Sicilia sono stati schierati anche altri 10 elicotteri. A fornire il servizio sono due ditte private, che hanno ottenuto un contratto biennale con la Regione.

I costi e la gestione

I mezzi aerei dello Stato sono affidati in gestione a ditte esterne e personale privato: è quanto si legge nel rapporto sugli incendi della Commissione regionale antimafia, che ha indagato sulla possibilità che sull’antincendio si fosse creato un business. La conclusione del rapporto indica che l’ipotesi di uno sfruttamento degli incendi da parte di privati per guadagnare con gli interventi aerei è infondata, ma si riportano diverse cifre sui costi di intervento di ogni mezzo.

In particolare, secondo le dichiarazioni di Rosario Napoli, dirigente del Servizio 4 Antincendio boschivo del Comando del Corpo forestale della regione: “Un’ora di elicottero costa 2.300 euro a base d’asta. Un’ora di canadair costa intorno a 4.600 euro. Il canadair ha una capacità di circa 5.500 litri. Invece un’ora di S64, che è l’elicottero più pesante, che ha una capacità di circa 9.000 litri, costa intorno ai 9.000 euro”.

Il monte ore

Sulla possibilità che queste cifre potessero incoraggiare un business, nel rapporto si legge: “Il dirigente Napoli tende ad escludere questa possibilità, spiegando il meccanismo previsto dai contratti che vengono sottoscritti dalla Regione siciliana con le aziende che si aggiudicano le gare bandite per lo spegnimento degli incendi attraverso i mezzi aerei. Le aziende che forniscono i velivoli, infatti, non vengono pagate a chiamata ma c’è un monte ore prestabilito“.

Nel 2021 le ore di volo sono state 1360, con la possibilità, si legge ancora nel rapporto, di chiedere all’azienda aggiudicataria di garantire un’estensione delle ore di volo previste dal contratto, per un massimo di ulteriori 200 ore, che vengono pagate la metà rispetto al costo orario desumibile dal contratto. “In definitiva – è la conclusione della Commissione – il costo orario previsto per le 1360 ore previste dal contratto è stato di circa 1.900 euro, il prezzo per le 200 ore di estensione concordate nel contratto è stato di circa 900 euro. Per le ulteriori ore aggiuntive, extra contratto, è stato fatto un accordo con l’impresa e sono state pagate circa 1.350 euro a ora”.
01 Luglio 2022






IL BOLLETTINO DI ALLERTA DELLA LA PROTEZIONE CIVILE REGIONALE: RISCHIO INCENDI E ONDATA DI CALORE VALEVOLE DALLE ORE 0.00 DEL 2 LUGLIO E PER LE SUCCESSIVE VENTIQUATTRO ORE



Il bollettino in Pdf






LAVORO: A MILAZZO CONSIGLIO GENERALE FAI CISL CON ROTA E SBARRA. IL SINDACATO RAPPRESENTA OLTRE 200MILA LAVORATORI DEI SETTORI AGROALIMENTARE, FORESTALE E DELLA BONIFICA



Ricevo e pubblico
dalla Giornalista Laura Compagnino 
Ufficio Stampa Fai Cisl Sicilia

ROMA, 1 luglio 2022 – Si svolgerà martedì 5 luglio dalle ore 9.30 a Milazzo, in provincia di Messina, presso Villa Hera, il Consiglio Generale della Fai Cisl nazionale, federazione della Cisl che rappresenta oltre 200mila lavoratori dei settori agroalimentare, forestale e della bonifica. 

L’incontro avrà carattere organizzativo e di indirizzo politico, dopo il lungo percorso congressuale che ha coinvolto la federazione negli ultimi mesi. Sarà presente il Segretario Generale Cisl Sicilia Sebastiano Cappuccio e partecipano Giovanna Ventura, Presidente nazionale del CAF Cisl, Gigi Petteni, Presidente nazionale patronato INAS, Stefano Mastrovincenzo, Presidente IAL. È infatti prevista la firma di alcuni protocolli per potenziare la rete con i servizi Cisl sui temi fiscali, assistenziali, formativi, per dare risposte sempre più puntuali ai lavoratori e alle loro famiglie.  

I lavori saranno aperti dalla relazione del Segretario Generale Fai Cisl Onofrio Rota e le conclusioni sono affidate al Segretario Generale Cisl Luigi Sbarra.





01 luglio 2022

INCENDI, ANCORA ROGHI NEL PALERMITANO: IMPEGNATE DIVERSE SQUADRE


Dal sito www.ilsicilia.it

1 Luglio 2022
Vigili del fuoco, forestale e protezione civile sono impegnati nelle operazioni di spegnimento di due incendi divampati nel territorio di Monreale e nelle Madonie.

Un fronte di fuoco è stato appiccato nella zona di Giacalone. Qui sono impegnate diverse squadre antincendio. I secondo rogo è scoppiato a Collesano. Anche lì stanno operando forestali e pompieri per scongiurare che le fiamme possano creare problemi alle abitazioni rurali presenti nella zona.

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INCENDI IN ITALIA, NEL 2021 IN FIAMME IL TRIPLO DEGLI ETTARI DEL 2020: LA SICILIA LA REGIONE PIÙ COLPITA, IN SARDEGNA L’INCENDIO PIÙ VASTO


Dal sito www.meteoweb.eu

Gli incendi del 2021 hanno inciso prevalentemente sulle aree del Mezzogiorno

A cura di Filomena Fotia - 1 Luglio 2022
Dall’analisi degli ultimi vent’anni, risulta che in Italia il 40-50% del territorio colpito da incendio è costituito da foreste. Considerando che circa 1/3 del territorio nazionale è ricoperto da foreste (circa 8 milioni e mezzo di ettari), dal 1 gennaio al 31 dicembre 2021 risulta bruciata complessivamente una superfice pari allo 0,5% del territorio Italiano (corrispondente al Lago di Garda). Tra le coperture arboree, la categoria più colpita è quella delle latifoglie sempreverdi (macchia mediterranea) per il 56%, seguono le classi di latifoglie decidue (come le querce) 25% e le classi di aghifoglie sempreverdi, come i pini mediterranei, 19%. Questo è quanto emerge dall’attività di osservazione ed elaborazione dati condotto dall’ISPRA nel 2021, uno strumento di analisi per fornire tempestivamente informazioni relative agli effetti sugli ecosistemi naturali degli incendi avvenuti in un anno e per contribuire in futuro ad interventi attivi di contrasto agli incendi boschivi e alla progettazione di ripristini ambientali.

Il legame tra cambiamenti climatici ed incendi è complesso: non vanno considerati solo gli effetti diretti di siccità prolungata ed alte temperature, ma anche gli effetti del clima sugli insetti e sulle malattie delle piante, che le rendono più vulnerabili e quindi rendono le coperture arboree ancora più suscettibili ad incendio. Gli effetti e i danni agli ecosistemi forestali causati dagli incendi possono accelerare i processi di perdita di biodiversità, rilascio di anidride carbonica, aumento del rischio idrogeologico, erosione del suolo, inquinamento da polveri dell’aria e dei corpi idrici. Dal punto di vista ecologico, le foreste hanno una innata capacità di resilienza agli effetti degli incendi. Tuttavia, se abbastanza vasti e frequenti, gli incendi possono determinare danni di lungo periodo e una perdita permanente di superficie boschiva.

Il contributo tecnologico più importante per rendere efficace e tempestiva la sorveglianza dagli incendi è dato dai satelliti, i cui dati sono elaborati dall’European Forest Fire Information System (EFFIS), sviluppato in ambito europeo nel contesto del programma Copernicus – Emergency Management Services. ISPRA svolge un servizio di monitoraggio operativo basato su dati EFFIS e, nel caso di incendi a rilevanza nazionale, su proprie elaborazioni satellitari ad altissima risoluzione spaziale. In tali circostanze, le mappe con la determinazione delle aree bruciate e dei focolai attivi vengono fornite anche a supporto del Sistema di Protezione Civile Nazionale. Ispra inoltre produce una stima annuale, su scala nazionale, regionale e comunale degli effetti dagli incendi di grandi dimensioni sugli ecosistemi naturali.

I dati nel dettaglio

Superficie bruciata a livello nazionale e regionale – Gli incendi del 2021 hanno inciso prevalentemente sulle aree del Mezzogiorno. La Sicilia risulta essere la regione che ha registrato le maggiori porzioni di aree bruciate, circa il 3,5% della superficie complessiva regionale; sono stati interessati da incendi il 60% dei comuni siciliani (su un totale di 235 comuni). La seconda regione è la Calabria, per una superficie pari al 2,4%, con 240 comuni interessati. La regione che nel 2021 ha subìto, in termini di superficie forestale bruciata, il maggiore impatto per incendi è la Calabria. Nello specifico, la superficie totale di boschi interessata da incendi rispetto al totale delle aree andate bruciate è pari al 37%; di questi, 1/4 è costituita da boschi di conifere, prevalentemente piantagioni. La Sicilia è risultata la seconda regione per impatto sulle aree boschive (circa il 12%). Tra le coperture forestali maggiormente interessate, le latifoglie sempreverdi (leccete e boscaglie di macchia mediterranea) e le conifere (prevalentemente piantagioni artificiali). La regione Sardegna risulta esser stata la terza più colpita in termini di aree forestali bruciate rispetto al contesto nazionale. Nel 2021 la Sardegna è stata interessata da soli 40 eventi (rispetto, ad esempio, ai circa 500 della Sicilia), ma in un unico evento, avvenuto a fine luglio nel complesso Forestale Montiferru-Planargia, è stato colpito dalle fiamme circa il 63% del totale del territorio interessato da incendi della Regione, risultando l’incendio più esteso in tutta Italia in termini di area bruciata e coinvolgendo 10 comuni del Montiferru, provocando ingenti danni economici e sociali e danneggiando un patrimonio colturale e ambientale di grande significato paesaggistico.

Superficie bruciata a livello comunale – Tra i comuni maggiormente interessati da incendi, in termini di superficie colpita, il comune di Sennariolo nell’oristanese (Sardegna), è risultato il più impattato, con il 94% della superficie complessiva comunale bruciata. Di questi, quasi il 31% sono di boschi e boscaglie, il 35% di praterie e prati destinati al pascolo e il restante 34 % di altre coperture di suolo (agricolo, urbano). Il dato complessivo mostra come circa il 65% della superficie bruciata del comune abbia interessato ecosistemi naturali e/o semi-naturali (es. boschi e boscaglie di leccio, macchia mediterranea e aree a pascolo arborato). I comuni che hanno visto interessate da incendi grandi porzioni di bosco sono Roccaforte del Greco (Calabria), con il 57% del territorio comunale bruciato (e di questo il 44% erano boschi) e Cuglieri (Sardegna) 39% del territorio comunale bruciato (oltre metà della superficie bruciata erano boschi).

I parchi nazionali – Nelle aree protette nazionali gli effetti degli incendi del 2021 hanno interessato un’ampia porzione di ecosistemi forestali (32% dell’area totale bruciata). In dettaglio, i parchi nazionali hanno contribuito ad una potenziale perdita di copertura arborea pari a circa il 57% di tutte le aree forestali bruciate nelle aree protette italiane (siti Rete Natura 2000, Riserve e parchi naturali regionali) durante il 2021. Uno dei parchi maggiormente colpiti durante la stagione estiva del 2021 è stato il Parco Nazionale dell’Aspromonte, dove è andato in fumo circa il 10% del patrimonio boschivo del parco. Tuttavia, seppur trattandosi di una porzione superficiale relativamente piccola, l’evento è risultato di grande impatto ambientale visto che l’incendio ha attaccato due boschi vetusti: la Faggeta di Valle Infernale (patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco) e il Bosco di Acatti, entrambi custoditi all’interno dell’area protetta.






CREA FORESTE E LEGNO FRA I CENTRI STUDIO BIODIVERSITÀ

© ANSA

Dal sito gds.it

30 Giugno 2022
(ANSA) - ROMA - Assicurare e perseguire l'approvvigionamento e la conservazione sia di specie e provenienze forestali importanti per la salvaguardia della biodiversità di almeno una zona omogenea dal punto di vista ecologico sia delle specie più rappresentative e di quelle endemiche degli ecosistemi forestali presenti, nonché la cura di specifiche attività di studio e modalità di conservazione del germoplasma forestale di importanza scientifica e di riferimento nazionale.

Questo l'obiettivo del Crea Foreste e Legno che è diventato uno dei Centri nazionali per lo studio e la conservazione della biodiversità forestale, in base al decreto interministeriale del 31 marzo scorso pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 18 giugno.

"Il riconoscimento a centro nazionale per lo studio e la conservazione della biodiversità forestale combacia in questo momento con la direzione politica del Pnrr che prevede un linea di investimento apposito per i grandi rimboschimenti per le aree urbane e periurbane.Tutto questo significa mettere a regime la vivaistica forestale con un'attenzione all'origine del seme.

Rispetto a tematiche di estrema attualità come la siccità il nostro lavoro richiede un approfondimento forestale che naturalmente comprende anche le specie in modo da affrontare il cambiamento climatico", commenta Piermaria Corona, direttore del Centro di ricerca Foreste e Legno del Crea-Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria.

In particolare il decreto interministeriale del ministero della transizione ecologica (Mite) e del ministero per le Politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf) attribuisce ai centri nazionali il monitoraggio del patrimonio genetico forestale nazionale e dello stato di salute degli ecosistemi forestali nonché della conservazione e del mantenimento della biodiversità autoctona, in un'ottica di valorizzazione del patrimonio boschivo nazionale. (ANSA).

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it




INCENDI. LA SICILIA CHIAMA, IL VENETO RISPONDE


Dal sito ilnuovoterraglio.it

01 Luglio 2022
“Quando si parla di solidarietà il Veneto non resta mai insensibile di fronte alle emergenze e al rischio. I volontari e gli operatori della nostra regione sono sempre presenti dove le difficoltà possono manifestarsi maggiori anche raggiungendo altre zone del paese. Ancora una volta, quest’anno, abbiamo aderito alla necessità di supportare la Sicilia nei mesi peggiori per il divampare di roghi che minacciano intere aree. Ringrazio sia il personale regionale e i volontari ormai prossimi alla partenza sia coloro che garantiranno lo stesso servizio sul nostro territorio in quest’estate eccezionalmente siccitosa”.

Con questa parole il Presidente della regione del Veneto, Luca Zaia, commenta la prossima partenza della Colonna Mobile AIB della Regione Veneto verso la Sicilia.

Su richiesta del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, la Regione del Veneto ha confermato l’adesione al gemellaggio con la Regione Sicilia mirato a supportarla nel fronteggiare gli incendi boschivi e di vegetazione che vedono teatro l’isola nei mesi estivi. Nello specifico invierà una colonna mobile AIB (Anti Incendi Boschivi) a Petralia Sottana (Palermo) con operatività prevista dal 21 luglio al 10 agosto. Sono previsti tre turni di personale, comprendente ognuno 20 operativi AIB (18 volontari + 2 operai forestali di Veneto Agricoltura) e 4/5 funzionari regionali (forestali con qualifica DOS e di protezione civile).

La colonna mobile veneta disporrà dei seguenti mezzi:

– 3 Pick-up con modulo AIB 500 litri;

– 2 Autocarri 4×4 leggeri con modulo AIB 1200 – 2000 litri (uno dotato di vasca mobile da 6.000 litri);

– 1 Autocarro 4×4 medio con modulo AIB 2500 litri;

– 1 Furgone cassonato di supporto operativo (schiumogeno, manichette, attrezzature varie);

– 1 Pick-up per coordinamento;

– 1 Pulmino per trasferimenti;

– 1 Pick-up per supporto radio.

Il 21 luglio prossimo, il primo arrivo di personale del contingente veneto è previsto per via aerea.





SIFUS CONFALI - LA SICILIA BRUCIA: NEL CONTRASTO AGLI INCENDI BOSCHIVI LE STRATEGIE DEL GOVERNO MUSUMECI FANNO ACQUA DA TUTTE LE PARTI. IL SIFUS DEPOSITERÀ PRESTO UN DETTAGLIATO ESPOSTO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA


Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale del Sifus Confali
Maurizio Grosso

Palermo 30-06-2022 - I devastanti incendi boschivi che stanno investendo la Sicilia sono la dimostrazione autentica che le strategie per contrastarli messe in campo dal Governo Musumeci, nonostante i raboanti proclami, hanno la stessa inefficacia del 2021 quando la nostra Regione raggiunse il triste primato di più  bruciata d'Italia.
E' evidente che ne i droni, ne i canader, ne le folcloristiche convenzioni con chicchessia, ne tanto meno la protezione civile sono in grado di contrastare gli incendi boschivi nei casi in cui  il Governo Regionale non è stato in grado di attivare politiche che mirano alla prevenzione   attraverso la realizzazione di interventi di manutenzione ordinaria del patrimonio boschivo capaci di  tenere strettamente conto del ciclo biologico della natura.
Cio' significa che l'avviamento degli addetti allo spegnimento degli incendi 15 giorni prima del solito, come gia' registratosi nel 2O21, serve solo a "fare propaganda fine a se stessa", se nei boschi insistono erbacce infestanti  e vegetazione spontanea più alta ed intensa degli stessi alberi e non sono stati realizzati i viali tagliafuoco in tempi utili.
Avviare il primo giugno la campagna antincendio serve ancora meno se ai forestali preposti , decimati di circa 800 unità e avanti con l'età, vengono affidati mezzi vetusti, spesso per lunghi periodi senza manutenzione e revisione e pertanto, non certamente all'altezza della sfida con il fuoco in una Regione dove si registrano solo temperature africane ( fino a 48/50 gradi).
La nostra o.s. ritiene che solo l'utilizzo dei lavoratori forestali tutti i giorni  dell'anno  per eseguire gli interventi di manutenzione del territorio boschivo in corrispondenza con le esigenze del ciclo biologico della natura e con l'avviamento della Campagna Antincendio, a partire dal 15 maggio, e' possibile cambiare rotta contro la lotta agli incendi poiché si innescherebbe un processo di  lotta attiva che li contrasta "da terra" e riduce in maniera esponenziale rischi e danni che, a questo punto,  con l'ausilio  di droni e  canader verrebbero ridotti al lumicino. 
Il SIFUS invita pertanto, il prossimo Governo  Regionale ad attivare strategie che puntano alla prevenzione, stabilizzando i lavoratori forestali, fermo restando che nelle more e nell'immediato, è  opportuno che il Governo Musumeci tenga tutti i lavoratori forestali nei cantieri, compresi i  78isti che attualmente sono a casa , in maniera che si possano realizzare tutti i viali parafuoco ( siamo al 30%) e presidare il territorio fino a quando non torneranno temperature sopportabili.
Nelle prossime settimane il SIFUS depositera'  un dettagliato esposto alla Procura della Repubblica per denunciare la gestione approssimativa del patrimonio boschivo e l'inefficacia degli strumenti di contrasto agli incendi.
Maurizio Grosso  - Segretario Generale SiFUS CONFALI




BONUS 200 EURO, LE ISTRUZIONI OPERATIVE DELL’INPS PER GLI OTD PERCETTORI DELLA DISOCCUPAZIONE AGRICOLA NEL 2022, PER GLI OTI, PER I DATORI DI LAVORO AGRICOLI E PER I BRACCIANTI CHE NON HANNO DIRITTO ALLA DISOCCUPAZIONE AGRICOLA


Dalla pagina Facebook
Uila Nazionale

BONUS 200 EURO, LE ISTRUZIONI OPERATIVE DELL’INPS: 
per gli operai a tempo determinato percettori della disoccupazione agricola nel 2022: Il bonus sarà erogato d’ufficio, cioè senza necessità di presentare domanda.
I datori di lavoro agricoli non possono erogare il bonus perché non possono recuperare l’importo compensandolo sui contributi che devono versare all’Inps;  
i braccianti che non hanno diritto alla disoccupazione agricola, ma hanno lavorato almeno 50 giornate nel 2021: devono presentare domanda all’Inps; 
gli operai agricoli a tempo indeterminato (Oti) e gli impiegati agricoli con rapporto di lavoro: riceveranno il bonus a luglio 2022 in busta paga dal datore di lavoro come tutti i lavoratori dipendenti; 
Il pagamento del bonus 200 euro, secondo la circolare dovrebbe essere effettuato dall’Inps nel mese di ottobre 2022.  
La Uila si è opposta a questa decisone e farà di tutto per chiedere che l’erogazione del bonus avvenga immediatamente dopo la liquidazione delle disoccupazioni agricole tra la fine del mese di luglio e il mese di agosto. 
Abbiamo richiesto all’Inps di prevedere una procedura per consentire agli Otd con i requisiti previsti che hanno iniziato a lavorare nel 2022, di ricevere direttamente dall’Inps il bonus 200 euro.





BONIFICA, LA REGIONE SI ASSUMA RESPONSABILITÀ NELLA GESTIONE DEGLI ENTI. DICHIARAZIONE DEL SEGRETARIO GENERALE FILBI GABRIELE DE GASPERIS E DEL SEGRETARIO REGIONALE FILBI SICILIA ENZO SAVARINO



Ricevo e pubblico
dal segretario regionale Filbi Sicilia Enzo Savarino 

Bonifica, la Regione si assuma responsabilità nella gestione degli enti  
Dichiarazione del segretario generale Filbi Gabriele De Gasperis e del segretario regionale Filbi Sicilia Enzo Savarino 

“Rimaniamo basiti di fronte alle dichiarazioni rilasciate dal presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci a Report sulla mancata approvazione dei progetti presentati dai Consorzi di Bonifica siciliani nell’ambito del Pnnr. Gli enti dell'isola sono commissariati da qualche decennio e la Regione non può, dunque, fare orecchie da mercante sulla gestione dei consorzi, ma deve assumersi pienamente le proprie responsabilità sia per non aver saputo cogliere le opportunità rappresentate dai fondi del PNNR sia per quanto riguarda la gestione operativa degli enti.”

Lo dichiarano il segretario generale Filbi Gabriele De Gasperis e il segretario regionale Filbi Sicilia Enzo Savarino in merito alle dichiarazioni rilasciate dal presidente Musumeci a Report.

“La drammatica siccità che in questi giorni sta colpendo anche la Sicilia riporta al centro la fondamentale necessità degli enti di bonifica e dei servizi da questi erogati quotidianamente. Al tempo stesso la mobilitazione dei lavoratori dei Consorzi, che hanno manifestato di fronte alle prefetture lo scorso 28 giugno e che, dalla prossima settimana, avvieranno ulteriori azioni di protesta è il termometro di una situazione ormai arrivata al limite: da troppi mesi i lavoratori non percepiscono gli stipendi né le indennità e i consorzi sono in sofferenza proprio in un momento di grande difficoltà per l’agricoltura siciliana” proseguono i segretari.

“Chiediamo alla regione di impegnarsi in maniera seria agendo con responsabilità verso gli enti consortili a partire dal pagamento delle retribuzioni, favorendo gli investimenti per garantirne l'operatività, procedendo al giusto inquadramento dei dipendenti e stabilizzando gli operai avventizi, figure assolutamente necessarie al pieno svolgimento delle funzioni dei Consorzi e da troppi anni in attesa di una regolarizzazione”.

Roma, 30 Giugno 2022                                                                 
L’ufficio stampa 





30 giugno 2022

PROTEZIONE CIVILE. IL CALDO NON ALLENTA LA MORSA, PROROGATA L’ALLERTA METEO E RISCHI INCENDI IN SICILIA


Dal sito www.ilsicilia.it

29 Giugno 2022
La Protezione Civile regionale ha diffuso un bollettino di allerta per rischio incendi e ondata di calore valevole dalle ore 0.00 del 30 giugno e valevole per le successive ventiquattro ore.

Il passaggio di un’onda transiente sul Nord Italia determina ancora condizioni di tempo perturbato sul Triveneto, in modo più lieve su Lombardia ed Emilia Romagna, con piogge e temporali che tenderanno a cessare nel corso del pomeriggio; l’anticiclone mediterraneo persiste sul resto del Territorio che mantiene tempo stabile e soleggiato. Tuttavia, la rotazione ed il rinforzo dei venti dai quadranti occidentali ha avviato un temporaneo calo delle temperature.
Domani tempo stabile quasi ovunque ad eccezione delle aree alpine, che saranno marginalmente interessate dal passaggio di un asse di saccatura sull’Europa centrale, con fenomeni temporaleschi che risulteranno più frequenti sui settori nord-occidentali in serata.

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BRUCIA LA SICILIA: OTTO RICHIESTE D’INTERVENTO AEREO NELL’ISOLA

FOTO ARCHIVIO

Dal sito www.ilsicilia.it

29 Giugno 2022
Nella giornata odierna, 29 giugno, gli equipaggi dei Canadair e degli elicotteri della flotta aerea dello Stato, coordinati dal Dipartimento della Protezione Civile, sono stati impegnati dalle prime luci del giorno nelle operazioni di spegnimento dei numerosi incendi boschivi per cui si è reso indispensabile il supporto aereo alle operazioni svolte dalle squadre a terra. E’ quanto si legge in una nota.

Secondo i dati disponibili alle ore 18, prosegue la nota, sono 18 le richieste di concorso aereo ricevute dal Centro Operativo Aereo Unificato (COAU) del Dipartimento, di cui 8 dalla Sicilia, 3 dalla Puglia, 3 dalla Calabria, 2 dal Lazio, uno dalla Campania e uno dalla Basilicata.

L’intenso lavoro svolto dai piloti dei mezzi aerei ha permesso di mettere sotto controllo o spegnere, finora, 10 roghi. Le attività di lancio di acqua e liquido ritardante ed estinguente proseguiranno finché le condizioni di luce consentiranno di operare in sicurezza, conclude la nota.

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