11 maggio 2019

CAMPOBELLO, PREVENZIONE RISCHIO D'INCENDI, ANCHE QUEST'ANNO IL SINDACO HA EMANATO UN’ORDINANZA


Dal sito castelvetranonews.it

08 Maggio 2019
Anche quest’anno, in vista dell’imminente stagione estiva, il sindaco Giuseppe Castiglione ha emanato un’ordinanza al fine di prevenire il rischio d’incendi in tutto il territorio comunale.  Il provvedimento, n. 120 del 29 aprile 2019, impone a tutti i proprietari, affittuari e possessori, a qualsiasi titolo, di terreni ricadenti all'interno del territorio comunale di procedere entro il termine perentorio del 15 giugno 2019 alla pulizia degli stessi mediante il decespugliamento e la rimozione di sterpaglie, arbusti, cespugli, rifiuti e di ogni elemento e condizione che possano essere causa d’incendio.

A7 spazio disponibile
Inoltre, coloro i quali abbiano provveduto a tali adempimenti sono tenuti a darne comunicazione alla Polizia Municipale.  L’ordinanza sindacale impone altresì l’obbligo di provvedere, nel periodo che va dal 15 giugno al 15 ottobre 2019, al mantenimento delle relative aree in condizioni di pulizia tali da garantire la sicurezza antincendio, evitando di accendere fuochi, di usare apparecchi a fiamma libera o elettrici e di compiere ogni altra operazione che possa generarli, predisponendo l’adeguata recinzione dell'area, sempre al fine di garantire la sicurezza da possibili incendi.

Tra i divieti previsti dall’ordinanza, vi sono inoltre, quelli di far brillare mine o usare esplosivi, in assenza di apposite autorizzazioni rilasciate dalle competenti autorità, di abbandonare sul terreno fiammiferi, sigari o sigarette e qualunque altro materiale che possa innescare o propagare il fuoco, di fermare i veicoli dotati di marmitta catalitica a caldo al di sopra di sterpi, materiale vegetale secco o, comunque, soggetto a infiammarsi per le temperature elevate, di effettuare manifestazioni pirotecniche nei luoghi in cui la presenza o la vicinanza prossima di materiale vegetale secco o di altro materiale comunque infiammabile possa determinare l’innesco e lo sviluppo di incendi.

Previste pesanti sanzioni per gli inadempienti, con multe che vanno sino a un massimo di 10.000 euro per le violazioni più gravi.  L’Amministrazione comunale invita tutti i cittadini a osservare le prescrizioni dell’ordinanza, al fine di scongiurare possibili incendi per tutto il periodo estivo, durante il quale saranno anche intensificati i controlli del territorio da parte della polizia municipale e di tutti gli altri organi di polizia giudiziaria, segnalando la presenza di eventuali situazioni di pericolo ai Vigili del Fuoco, ai Carabinieri, al Comando di Polizia municipale o al Servizio antincendio Boschivo del Corpo Forestale.

Fonte: castelvetranonews.it






10 maggio 2019

ISNELLO (PA). GRAZIE AL CONTRIBUTO DEI LAVORATORI FORESTALI È STATA RIPRISTINATA LA RECINZIONE CHE METTE IN SICUREZZA LA SORGENTE FAVARA. FOTO

Dalla pagina Facebook
del Comune di Isnello











PARCO DEI MONTI SICANI, FIRMATO PROTOCOLLO CON AIGAE E INAUGURATA NUOVA SEDE. PRESENTE L'ASSESSORE TERRITORIO AMBIENTE, TOTO CORDARO


Dal sito giornalelora.it

L’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Toto Cordaro: “Lavoriamo affinchè il Parco dei Sicani entri in una rete di rigenerazione dell’ambiente in Sicilia”.

Palermo, 09 maggio 2019 – “Il Parco dei Sicani” raccontato dalle persone del luogo. E’ questo il fantastico progetto pilota presentato questa mattina, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede dell’Ente a Palazzo Adriano, alla presenza dell’Assessore regionale al Territorio e Ambiente, Toto Cordaro, del commissario del Parco, Luca Gazzara, e dei sindaci del comprensorio.

E’ stato firmato, quindi, il protocollo con AIGAE (associazione italiana guide ambientali escursionistiche) e l’avvio di un nuovo progetto di alternanza scuola lavoro con l’Istituto “Di Vincenti” di Bisacquino.

“Oggi abbiamo stipulato il protocollo con AIGAE – afferma soddisfatto il commissario straordinario dell’Ente Parco Luca Gazzara – .I cittadini del posto potranno diventare loro stessi Guide Ambientali Escursionistiche del luogo in cui vivono. Andremo dunque a creare Guide Naturalistiche che fanno parte già del tessuto sociale della comunità del Parco e che possono investire sul loro futuro attraverso la conoscenza, la fruibilità e le risorse naturali di questo meraviglioso territorio risorse naturali di questo meraviglioso territorio. Sono particolarmente felice, poi – continua Gazzara –  del fatto che la Comunità del Parco, in particolare quella di Palazzo Adriano, ha voluto aprire una nuova sede più appropriata – ha proseguito Gazzara –  più grande e che permetterà di creare un centro operativo”.

Piena soddisfazione espressa, per la firma di questo protocollo, anche dall’Assessore regionale al Territorio e Ambiente, Toto Cordaro. “A Palazzo Adriano per dare un segnale di presenza del Governo Regionale presieduto da Nello Musumeci – dichiara Cordaro – Siamo in un territorio straordinario. Lavoriamo per il Parco dei Monti Sicani, per fare in modo che i cittadini sentano forte la responsabilità della gestione, della valorizzazione, affinchè possa entrare in una rete che è quella della rigenerazione dell’ambiente in Sicilia diventando volano di sviluppo”.

Fonte: giornalelora.it










LAVORATORI FORESTALI. LE SEGRETERIE REGIONALI DI FAI, FLAI E UILA, CHIEDONO UN INCONTRO PER GLI INGIUSTIFICATI RITARDI DEGLI STIPENDI

Dalla pagina Facebook
Cisl Castronovo di Sicilia








LA PROTESTA. L'AGROALIMENTARE IN PIAZZA PER UN LAVORO PIÙ DIGNITOSO. È L’OCCASIONE PER AUMENTARE I SALARI DEI LAVORATORI E RINNOVARE I CONTRATTI NAZIONALI FERMI DA ANNI: COME PER I 65MILA OPERAI FORESTALI DA SETTE ANNI


Dal sito www.avvenire.it

Maurizio Carucci - 9 Maggio 2019
Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil hanno organizzato una manifestazione unitaria, sabato a Roma, per accendere i riflettori sul comparto agricolo e dell’industria alimentare

È finita la "luna di miele" tra governo e rappresentanti sindacali del settore agroalimentare. Per sabato prossimo Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Ui hanno organizzato una grande manifestazione unitaria a Roma per accendere i riflettori sul lavoro agricolo e dell’industria alimentare. È l’occasione per lanciare la nuova piattaforma con la richiesta di aumentare i salari dei lavoratori, rinnovare i contratti nazionali fermi da anni per alcune categorie: come per i 65mila operai forestali da sette anni e i 3-4mila allevatori da dieci. La manifestazione dell’11 maggio servirà anche a dare una scossa. E ancora per protestare per la mancanza di ammortizzatori sociali per i lavoratori della pesca e per chiedere l’applicazione della legge 199 per combattere il caporalato. L’iniziativa Le radici del lavoro è nata nell’ambito delle indicazioni di Cgil, Cisl e Uil promosse a partire dal 9 febbraio. Termineranno il 26 giugno a Reggio Calabria a sostegno delle varie piattaforme che i gruppi dirigenti hanno varato. La manifestazione di sabato si svolgerà in piazza della Bocca della Verità e vedrà la partecipazione del segretario generale della Cgil Maurizio Landini e dei segretari generali aggiunti di Cisl Luigi Sbarra e di Uil Pierpaolo Bombardieri, sul solco dei temi lanciati a Matera dalla 'triplice', e quindi per il rilancio dello sviluppo, contro l’arretratezza economica e una politica che stenta a far ripartire il Paese. 

«È finito il tempo delle chiacchiere, dei tavoli e tavolini – spiega il segretario della Uila Uil Stefano Mantegazza –. Il governo è prigioniero della sua propaganda su reddito di cittadinanza e quota 100, quando ci sarebbe bisogno di altri interventi. Un governo prigioniero della sua ideologia che non riconosce le cose buone fatte dai governi precedenti come la legge 199 per combattere il caporalato, che non serve modificarla prima di attuarla. Questa legge ci piace. Invito il ministro del Lavoro Luigi Di Maio a Foggia il 1° giugno dove stanno iniziando le campagne di raccolta nei campi e dove c’è stato un ennesimo lavoratore morto nella baraccopoli di Borgo Mezzanone». 

«La manifestazione di Roma coinvolgerà 6mila persone da tutta Italia – dichiara il segretario della Fai Cisl Onofrio Rota –. Lavoratori del settore industriale e agricolo, ma anche dei consorzi di bonifica, della forestazione, allevatori e della pesca. L’iniziativa infatti nasce dalla necessità di sollevare il tema del comparto agroalimentare che, anche se mostra performance interessanti si appresta a una fase contrattuale impegnativa, dopo il termine delle assemblee e con la chiusura della piattaforma il 16 e 17 maggio. Una piattaforma ricca di contenuti economici e con un messaggio alle controparti: lotteremo per difenderla». 

«Non è possibile questo stillicidio di morti – ha concluso il segretario della Flai Cgil Giovanni Mininni –. Gli immigrati sono persone che producono ricchezza e hanno diritto a un lavoro dignitoso e il problema esiste anche per gli italiani. Il governo la smetta con i tavoli e ci dica come far partire le azioni della rete del lavoro agricolo di qualità. Abbiamo poi decine di migliaia di lavoratori della cooperazione agricola e industriale che per un refuso di legge non hanno ammortizzatori sociali».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: www.avvenire.it



Leggi anche:



La mobilitazione di Fai Flai Uila. Le radici del lavoro: l'11 maggio a Roma si manifesta anche per la composizione del tavolo di trattative che in tempi rapidi porti al rinnovo del CCNL dei lavoratori forestali fermo da sette anni






REGIONE SICILIANA, DEBITI PER 15 MILIARDI DI EURO


Dal sito qds.it

Raffaella Pessina - 10 Maggio 2019
Mutui e finanziamenti per cinque miliardi, anticipazioni di liquidità dallo Stato per 2,3 miliardi, derivati: le passività finanziarie che inguaiano Palazzo d’Orléans. Il Governo: “Nel 2017 361 milioni di interessi con prospettive incrementali per i prossimi anni”
_________________________________________________


PALERMO – La Regione siciliana non ha acceso altri mutui e non ha creato altri debiti nel 2018: e questa è già di per sé una buona notizia. Altra buona notizia: a dicembre 2018 la Regione ha “onorato” una parte, seppure ridottissima, del suo debito, pagando rate dei mutui per 116,4 milioni, portando così sotto i cinque miliardi di euro il debito direttamente a carico della Regione (mutui), cioè ai livelli del 2010.

Le buone notizie, però, finiscono qui perché in verità i mutui rappresentano solo una piccola parte del debito di Palazzo d’Orléans.
Anticipazioni di liquidità, passività scaturite dai famigerati derivati, debiti verso i fornitori: queste sono solo alcune delle voci più significative del passivo finanziario della Regione che si aggira complessivamente intorno ai 15 miliardi. Senza contare gli oltre 360 milioni annui di interessi.
Buone notizie, dunque, ma con riserva per la Regione Sicilia in tema di debiti.

I numeri relativi al debito siciliano emergono dall’ultimo bollettino sul fabbisogno finanziario aggiornato al 31 marzo 2019 e presentato nei giorni scorsi dal vicepresidente e assessore all’Economia, Gaetano Armao.

Il pagamento delle rate dei mutui per 116,4 milioni di euro ha consentito la riduzione del debito pubblico regionale che scende finalmente sotto i cinque miliardi ma, come sottolineato poc’anzi, non è solo il debito con le banche a pesare sulle casse della Regione. In effetti esso costituisce solo una piccola parte dell’indebitamento complessivo della Regione siciliana ed è lo stesso Governo Musumeci ad averlo sottolineato.

“La consistenza del debito al 31 dicembre 2016 – scriveva il governo Musumeci al momento del suo insediamento a dicembre 2017, come risulta dal Rendiconto 2016, era pari a 8.035 milioni di euro, corrispondente al 53,7% del totale delle passività. Tale indebitamento – veniva scritto – è formato per 5.468 milioni da mutui e finanziamenti, e per la rimanente parte da anticipazioni di liquidità , prestiti che lo Stato ha concesso alla Regione, tra il 2014 e 2015, per estinguere debiti arretrati nei confronti degli enti locali e degli enti del settore sanitario. (ex D. L. n. 35/2016 e del D. L. n. 66/2014)”.

Otto miliardi (mutui+ anticipazioni di liquidità dallo Stato) rappresentano dunque solo il 53,7% della passività finanziarie della Regione. Come già spiegato dal Quotidiano di Sicilia in precedenza , in altri articoli sullo stesso argomento il “rosso” della Regione siciliana ha proporzioni molto più ampie. E se gli otto miliardi rappresentano solo il 53,7%, il restante 46,3% è pari a 6 miliardi 927 milioni 756 mila euro, per un totale di circa 15 miliardi di euro.

Il riaccertamento dei residui, previsto dalla legge entrata a regime nel 2015 per “ripulire” i bilanci da crediti inesigibili che alteravano di fatto i conti, ha fatto sì che emergessero i veri debiti: a fine 2017 si è registrato un disavanzo di bilancio di 2,3 miliardi di euro. Se è vero che i magistrati contabili siciliani avevano riconosciuto alla Sicilia “un ripulitura epocale” del bilancio, restavano comunque perplessi sul futuro, ed hanno espresso perplessità anche ultimamente.
La strada per il risanamento, dunque, è ancora lunga.

__________________________________________________
In Sicilia clima di profonda incertezza economica, le famiglie e le imprese si chiudono a riccio
Si conferma la tendenza al risparmio, scelta obbligata. Per i prestiti un modesto +0,9%

I siciliani continuano a mettere da parte i propri risparmi e a investire poco. È questo il quadro che emerge dall’ultimo rapporto Bankitalia relativo ai depositi e prestiti del quarto trimestre 2018.

Al 31 dicembre dello scorso anno, infatti, in Sicilia il totale dei depositi riguardanti sia aziende che famiglie si attestava intorno ai 62,1 miliardi, contro i 61,5 del 2017. La tendenza, quindi, in un clima di incertezza e di paura nei confronti del futuro ma soprattutto di profonda sfiducia nelle istituzioni, continua a essere quella di conservare le proprie risorse economiche per far fronte a possibili difficoltà in vista di tempi migliori.

In particolare, secondo quanto evidenziato dall’Osservatorio generale sul credito dell’assessorato all’Economia, è stata Palermo la città ad aver fatto registrare la maggior quantità di depositi: 15 miliardi al 31 dicembre 2017. Seguono Catania con 12 miliardi, Messina con 8 miliardi, Agrigento con 5 miliardi, Siracusa e Trapani, entrambi a 4 miliardi, Caltanissetta e Ragusa con 3 miliardi ed Enna ferma a 1,9 miliardi, per un totale di 59 miliardi di euro sull’intero territorio siciliano.

Crescono i depositi e aumentano contestualmente, di pochissimo, ovvero un misero 0,9% i prestiti, il che vuol dire che, non solo i siciliani hanno paura di investire, ma che la nostra economia rimane sostanzialmente immobile. Regioni come il Piemonte e come il Lazio, per esempio, hanno registrato un incremento rispettivamente del 2,9% e del 3,2% rispetto al 2017, mentre la Provincia autonoma di Bolzano ha fatto registrare da sola una crescita del 4,9%. Ancora una volta, sempre secondo quanto evidenziato dall’Osservatorio sul credito dell’assessorato all’Economia, la maggior parte degli impieghi attivi è divisi tra le maggiori province dell’isola: Palermo, Catania e Messina.

Al 31 dicembre 2018, si legge nel rapporto Bankitalia, tale cifra si attesta intorno ai 57,9 miliardi per tutta la Sicilia, contro i 454 miliardi erogati in Lazio o i 432 miliardi della Lombardia.
Buone invece le notizie riguardanti le sofferenze bancarie, in calo nel 2017 e ferme a 9 miliardi. Nonostante questo, però, la Sicilia rimane tre le regione più indebitate con le banche.

V. A.

__________________________________________________
Bollettino sul fabbisogno finanziario

Il governo Musumeci in tutto il 2018 e nei primi mesi di quest’anno non ha acceso nuovi mutui. Ciò ha consentito la riduzione del debito pubblico regionale che scende finalmente sotto i 5 miliardi ai livelli del 2010. Un dato non di poco conto che emerge dall’ultimo Bollettino sul fabbisogno finanziario aggiornato al 31 marzo 2019 e presentato dal vicepresidente e assessore all’Economia, Gaetano Armao, assieme ai dirigenti dell’assessorato.
La prima pubblicazione del Bollettino risale al 2012, quando l’assessorato all’Economia lo promosse in un’ottica di partecipazione dei cittadini alle vicende economiche e finanziarie della Regione. Dal 2013, però, la pubblicazione fu interrotta.
Dall’insediamento del Governo Musumeci è stata ripresa e i dati, offerti alla libera consultazione sul sito della Regione, saranno pubblicati in formato aperto (open data) per consentirne il riuso da parte degli utenti.

Fonte: qds.it






DALLA CAMERA SÌ AL TAGLIO DEI PARLAMENTARI. IN SICILIA SI PERDONO 20 DEPUTATI E 9 SENATORI


Dal sito www.lasicilia.it

09/05/2019  

Il disegno di legge costituzione deve però passare un secondo esame del Parlamento per diventare legge

La Sicilia perde venti deputati, passando da 52 a 32 e 9 senatori passando da 25 a 16. E’ l’effetto del voto della Camera che ha approvato la proposta di legge costituzionale che taglia il numero di senatori e deputati. I sì sono stati 310 (M5s, Lega, Fi e Fdi), i no 107 (Pd, Leu, +Europa, Civica Popolare), gli astenuti 5 (NcI). Visto che l’Aula di Montecitorio ha confermato il testo licenziato dal Senato, si tratta della prima delle due letture conformi previste dalla costituzione per le modifiche della Carta. La seconda può solo approvare o bocciare il testo senza possibilità di modifiche.

In base alla riforma approvata il numero dei deputati scende da 630 a 400, mentre quello dei senatori calerà da 315 a 200. Taglio anche al numero minimo di senatori che sono eletti in ogni regione (da sette a tre), mentre il Molise mantiene i due senatori e la Valle d’Aosta uno.

Si abbasserà anche il numero dei parlamentari eletti all’estero: i deputati non saranno più 12 ma 8, mentre i senatori non saranno più sei ma quattro (con l’accorpamento del Collegio del Nord America con quello Oceania-Africa). Infine si fissa a cinque il numero massimo di senatori a vita di nomina presidenziale che possono essere in carica. La Carta finora non chiariva se questo limite riguardasse il numero di senatori a vita che ciascun presidente della Repubblica poteva nominare, o il numero massimo complessivo.

Questo il dettaglio

CAMERA

(collegio, quanti deputati c'erano, quanti ce ne saranno, e la riduzione in percentuale)

Piemonte 1 23 15 -34,8%

Piemonte 2 22 14 -36,4%

Lombardia 1 40 25 -37,5%

Lombardia 2 22 14 -36,4%

Lombardia 3 23 14 -39,1%

Lombardia 4 17 11 -35,3%

Veneto 1 20 13 -35,0%

Veneto 2 30 19 -36,7%

FVG 13 8 -38,5%

Liguria 16 10 -37,5%

Emilia-Romagna 45 29 -35,6%

Toscana 38 24 -36,8%

Umbria 9 6 -33,3%

Marche 16 10 -37,5%

Lazio 1 38 24 -36,8%

Lazio 2 20 12 -40,0%

Abruzzo 14 9 -35,7%

Molise 3 2 -33,3%

Campania 1 32 20 -37,5%

Campania 2 28 18 -35,7%

Puglia 42 27 -35,7%

Basilicata 6 4 -33,3%

Calabria 20 13 -35,0%

Sicilia 1 25 15 -40,0%

Sicilia 2 27 17 -37,0%

Sardegna 17 11 -35,3%

Valle d’Aosta 1 1 0,0%

Trentino-AA 11 7 -36,4

% Estero 12 8 -33,3%

Italia 630 400 -36,5%

SENATO

(collegio, quanti senatori c'erano, quanti ce ne saranno, e la riduzione in percentuale)

Piemonte 22 14 -36,4%

Valle d’Aosta 1 1 0,0%

Lombardia 49 31 -36,7%

Trentino-AA 7 3+3 -14,3%

Veneto 24 16 -33,3%

FVG 7 4 -42,9%

Liguria 8 5 -37,5%

Emilia-Romagna 22 14 -36,4%

Toscana 18 12 -33,3%

Umbria 7 3 -57,1%

Marche 8 5 -37,5%

Lazio 28 18 -35,7%

Abruzzo 7 4 -42,9%

Molise 2 2 -0,0%

Campania 29 18 -37,9%

Puglia 20 13 -35,0%

Basilicata 7 3 -57,1%

Calabria 10 6 -40,0%

Sicilia 25 16 -36,0%

Sardegna 8 5 -37,5%

Estero 6 4 -33,3%

Italia 315 200 -36,5% 

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: www.lasicilia.it







09 maggio 2019

TRUFFA SUI FONDI COMUNITARI IN AGRICOLTURA, CORRAO: “IN SICILIA I SOLDI VANNO ALLA MAFIA”


Dal sito www.blogsicilia.it

09/05/2019
IL PARLAMENTARE EUROPEO HA INCONTRATO LA CITTADINANZA AL MERCATO DEL CAPO DI PALERMO

Arrivano le reazioni della politica dopo la notizia della scoperta di alcune frodi in agricoltura in Sicilia. La Guardia di Finanza di Castelvetrano ha denunciato 36 persone per falso e truffa aggravata per frodi su fondi destinati all’agricoltura.

“La battaglia contro le frodi sui fondi UE in agricoltura è ancora in atto. E il caso di Castelvetrano con una frode di quasi 2 milioni di euro ne è la dimostrazione. L’ho denunciato più volte al Parlamento europeo. I fondi per l’agricoltura destinati alla Sicilia sono andati per anni in mano alla mafia e alle organizzazioni criminali”. A dichiararlo è l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao nel corso del suo intervento con la cittadinanza al Mercato del Capo di Palermo.

“Se dovesse essere confermato il quadro delle indagini della GdF – spiega Corrao –  ci troveremmo davanti all’ennesimo caso di frode sui fondi UE con il classico metodo del furto dei terreni”. Le attività ispettive condotte, infatti, sono partite da una segnalazione fatta da un cittadino della Valle del Belìce il quale, all’atto della richiesta di contributi comunitari, ha scoperto che alcuni suoi terreni erano già condotti da un’altra ditta sconosciuta. Le indagini hanno fatto emergere una rete di 36 persone che avrebbe “rubato” migliaia di particelle catastali utilizzate per richiedere fondi UE. Alcune erano addirittura aree demaniali, parcheggi di ospedali, strade e appezzamenti incolti, sulle quali sono stati fatti risultare impiantati finti vigneti o altre coltivazioni. “Un plauso dunque alla Guardia di Finanza – conclude Corrao – per il suo ruolo fondamentale di contrasto delle frodi e la protezione delle imprese che rispettano le regole. Occorre rafforzare i controlli e adottare norme e procedure più stringenti per prevenire casi del genere”.

Truffa fondi europei per l’agricoltura: sequestri e denunce nel Messinese 

Truffa fondi comunitari e intestazione fittizia beni, sequestro da 1,6 milioni (VIDEO) 

Truffa fondi Ue e corsi formazione, la replica dell’assessorato: “Enti indagati non accreditati” 

Truffa sui fondi comunitari per la formazione, sei richieste di rinvio a giudizio

Fonte: www.blogsicilia.it







55 MILA EURO ALLA FAMIGLIA CAMPANELLA. MASSIMO GILETTI E LA RAI CONDANNATI AL RISARCIMENTO A FAVORE DELL'OPERAIO FORESTALE DI PIOPPO MONREALE


Dal sito www.filodirettomonreale.it

Durante la trasmissione L’Arena Giletti aveva accusato di mafia una Famiglia di Pioppo Monreale

Palermo, 9 maggio 2019 – Condannati per diffamazione per avere accusato un intero nucleo familiare di incensurati di essere componenti della pericolosa famiglia mafiosa dei Campanella, operante nella frazione monrealese di Pioppo. Accogliendo il ricorso dei difensori Salvino Caputo, Francesca Fucaloro, Anna La Corte e Rosaria Costanzino, il giudice del Tribunale civile di Palermo Fabrizio Lo Forte ha condannato in solido Massimo Giletti e il Direttore della RAI a risarcire le persone offese con la somma di 55  mila euro, oltre interessi legali e spese. 

Nel corso della trasmissione L’Arena del 3 aprile di tre anni fa, dedicata ai lavoratori forestali che in passato avevano riportato condanne, venne intervistato Giuseppe Campanella, operaio stagionale che oltre 20 anni fa aveva riportato una condanna per favoreggiamento. Nel corso della trasmissione il conduttore Giletti aveva definito l’intera famiglia Campanella quale componente di una omonima famiglia mafiosa molto pericolosa operante nel territorio di Pioppo. I familiari del Campanella, La Corte Giuseppa, Campanella Giovanna, Caterina, Luana e Trafficante Giuseppa, presentarono un esposto alla Procura della Repubblica di Roma per il reato di diffamazione e citarono in giudizio davanti il Tribunale civile di Palermo il conduttore Massimo Giletti e il direttore generale della RAI. A comprova della loro estraneità a ogni forma di collegamento alla mafia presentarono i certificati penali attestanti la loro incensuratezza. 

Il Giletti un mese dopo si scusò con i Campanella nel corso di una nuova trasmissione. I Campanella dimostrarono in giudizio con i testimoni il danno alla immagine subita anche alla luce della vasta eco che ebbe la trasmissione. 

Al termine della istruttoria il giudice Lo Forte ha ritenuto la responsabilità in solido del conduttore Giletti e della Direzione generale della RAI, ritenendo che la precisazione successiva non costituiva elemento esimente la responsabilità per avere diffamato gravemente persone incensurate ed estranee a collegamenti mafiosi. 

Intanto prosegue a Roma il procedimento penale presso la Procura della Repubblica per il reato di diffamazione a mezzo sistema televisivo. “Al di là della entità del risarcimento -hanno affermato gli Avvocati Salvino Caputo e Francesca Fucaloro -, la sentenza del Tribunale di Palermo rende giustizia ad un intero nucleo familiare definito mafioso per una scarsa informazione da parte del conduttore Giletti e per la mancata vigilanza da parte della Azienda RAI. Esempio di una informazione priva di qualsiasi preventivo riscontro. Adesso chiederemo alla Procura della Repubblica di Roma di verificare la esistenza di condotte penalmente rilevanti”.

Fonte: www.filodirettomonreale.it



Leggi anche:

La verità di Giuseppe Campanella dopo l’arena di Giletti.Campanella è un operaio forestale che vuole lavorare e vivere la sua vita normalmente ma, a causa del suo passato, questo gli è impossibile

Definì “mafiosa” la famiglia di Giuseppe Campanella, operaio forestale di Pioppo, querelato Giletti. Chiesti 2 milioni di euro





LA MOBILITAZIONE DI FAI FLAI UILA. LE RADICI DEL LAVORO: L'11 MAGGIO A ROMA SI MANIFESTA ANCHE PER LA COMPOSIZIONE DEL TAVOLO DI TRATTATIVE CHE IN TEMPI RAPIDI PORTI AL RINNOVO DEL CCNL DEI LAVORATORI FORESTALI FERMO DA SETTE ANNI


Dal sito www.rassegna.it

08 Maggio 2019 
Presentazione della manifestazione nazionale di Flai, Fai e Uila. Rinnovo dei contratti, caporalato, ammortizzatori sociali, lavoro agricolo di qualità: questi i temi in agenda. Mininni: "Il governo smetta di litigare e cominci a fare cose concrete

Una grande manifestazione unitaria a Roma, sabato 11 maggio, di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil per accendere i riflettori sul lavoro agricolo e dell'industria alimentare. Si è da poco conclusa nella capitale la conferenza stampa di “Le radici del lavoro”, che sarà appunto l'occasione per lanciare la nuova piattaforma con la richiesta forte di aumentare i salari dei lavoratori e rinnovare i contratti nazionali fermi da anni per alcune categorie (per gli operai forestali da sette, per gli allevatori addirittura da dieci). E per protestare per la mancanza di ammortizzatori sociali per i lavoratori della pesca e per chiedere l'applicazione della legge 199 per combattere il caporalato.

La manifestazione “Le radici del lavoro” si colloca nell'ambito delle iniziative di Cgil, Cisl e Uil promosse a partire dal 9 febbraio, e che termineranno il 26 giugno a Reggio Calabria, a sostegno delle varie piattaforme varate dai gruppi dirigenti. La manifestazione si svolgerà a Roma, in piazza della Bocca della Verità, con la partecipazione del segretario generale della Cgil Maurizio Landini e dei segretari generali aggiunti di Cisl Luigi Sbarra e Uil Pierpaolo Bombardieri, e intende seguire il solco dei temi già lanciati a Matera dai sindacati confederali, quindi per il rilancio dello sviluppo, contro l'arretratezza economica e una politica che stenta a far ripartire il Paese.

“Il governo la smetta con i tavoli e ci dica come far partire le azioni della rete del lavoro agricolo di qualità”, ha detto il segretario generale della Flai Cgil Giovanni Mininni nel corso dell’incontro con la stampa: “Abbiamo poi decine di migliaia di lavoratori della cooperazione agricola e industriale che per un refuso di legge non hanno ammortizzatori sociali, abbiamo più volte chiesto a Di Maio di intervenire. È scaduto il tempo anche per il settore della pesca, in cui la legge sulla sicurezza sul lavoro non viene applicata. È venuto il momento che i due attori del governo escano dai continui litigi e comincino a fare cose concrete per i lavoratori”. Mininni ha anche affermato, parlando del fenomeno del caporalato, che “non è possibile questo stillicidio di morti: gli immigrati sono persone che producono ricchezza e hanno diritto a un lavoro dignitoso, e il problema esiste anche per gli italiani”.

Per il segretario generale della Uila Uil Stefano Mantegazza il governo “è prigioniero della sua propaganda su reddito di cittadinanza e quota 100, quando ci sarebbe bisogno di altri interventi. Ed è un governo prigioniero della sua ideologia, che non riconosce le cose buone fatte dai governi precedenti come la legge 199 per combattere il caporalato, che non serve modificarla prima di attuarla”. Il segretario generale della Fai Cisl Onofrio Rota ha sottolineato che la manifestazione di Roma “coinvolgerà circa 6 mila persone da tutta Italia. L'iniziativa nasce dalla necessità di sollevare il tema del comparto agroalimentare che, anche se mostra performance interessanti, si appresta ora a una fase contrattuale impegnativa, dopo il termine delle assemblee e con la chiusura della piattaforma il 16 e 17 maggio. Una piattaforma ricca di contenuti economici e con un messaggio alle controparti: lotteremo per difenderla”.

Fonte: www.rassegna.it






Leggi anche:










L'ANNUNCIO DEL GOVERNATORE. PROVINCE, TROVATA INTESA STATO-REGIONE. MUSUMECI: “PRELIEVO FORZOSO ADEGUATO AL RESTO D’ITALIA”


Dal sito www.ilsicilia.it

8 Maggio 2019
“Poniamo fine alla lunga agonia delle Province in Sicilia. Dopo mesi di estenuante confronto con il Governo nazionale siamo riusciti a ottenere il miglior risultato possibile, in questo contesto di emergenza. Le Province siciliane potranno disporre, entro giugno, di ulteriori cento milioni di euro, per spesa corrente, in aggiunta ai 102 milioni già erogati dalla Regione il mese scorso“.

Ad annunciarlo è il governatore siciliano, Nello Musumeci, spiegando che la Regione ha ottenuto anche “l‘inserimento di deroghe normative all’approvazione dei bilanci e dei rendiconti. Dunque, le Province potranno approvare gli strumenti contabili e, quindi, rimettere in moto la macchina degli investimenti“.

“Inoltre, secondo la nostra proposta, approvata già dalla commissione Bilancio dell’Ars – sottolinea Musumeci –, gli enti intermedi potranno disporre di altri cinquecento milioni di euro ottenuti nell’accordo che abbiamo firmato col ministro Tria nel dicembre scorso e destinati ad opere pubbliche. L’intesa di oggi con il Governo nazionale prevede, ancora, che con le nuove norme di attuazione in materia finanziaria e con la prossima Legge di bilancio dello Stato, la finanza locale passerà alla Regione e sarà finalmente adeguato al resto d’Italia il meccanismo del prelievo forzoso delle Province“.

“Infine, abbiamo chiesto e ottenuto da Roma che i 140 milioni che la Regione anticipa per le Province, prelevandoli dal Fondo di sviluppo e coesione, saranno rifinanziati nell’ambito della futura programmazione 2021-2027 – conclude Musumeci -. Un sacrificio che il Governo regionale compie con convinzione per ridare finalmente alle ex Province dignità istituzionale e ruolo nello sviluppo del territorio“

Fonte: www.ilsicilia.it







08 maggio 2019

APPELLO DEL SEGRETARIO GENERALE UILA STEFANO MANTEGAZZA: SABATO 11 MAGGIO TUTTI A ROMA PER PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE DI FAI-FLAI-UILA. SUL TAVOLO ANCHE IL RINNOVO DEL CCNL DEI FORESTALI

Leggi anche:

PARCO GIOENI, COME TI SEI RIDOTTO. CATANIA: DA POLMONE VERDE AD AMMASSO DI STERPAGLIE, IL PAESAGGIO È DESOLANTE. FOTO

07 Maggio 2019. Fonte: www.lasiciliaweb.it
















Il deserto Gioeni
Uno dei polmoni verdi di Catania in sofferenza, vandali e cani randagi frequentatori abituali del parco. Video






Leggi anche: