10 gennaio 2019

FORESTALI E CONSORZI DI BONIFICA: IL SIT IN SI TRASFORMA IN UN TAVOLO TECNICO, IL SIFUS METTE IN CHIARO LE RICHIESTE


Dal sito sicrapress.it

10 Gennaio 2018
Il “sit in di protesta e proposta”  organizzato dal Sifus ieri dinanzi alla sede del Dipartimento Sviluppo e territorio a Palermo si è tramutato, grazie all’impegno dei dirigenti del Sifus e dei rappresentanti del Governo regionale, in un tavolo tecnico dove potere risolvere in modo concreto le diverse problematiche rappresentate dal sindacato. Hanno presieduto da parte del SIFUS, il segretario generale Maurizio Grosso Sifus Confali, i segretari regionali Giuseppe Fiore per i Forestali ed Ernesto Abate per i Consorzi di Bonifica; presenti per il Consorzio di bonifica di Catania il Segretario provinciale Paolo Illuminato e Francesco D’Alessandro, mentre per il Consorzio di bonifica di Palermo Nino Tomasello. Per i Forestali era presente per il territorio di Trapani, il dirigente Giacomo Adorno. Presente il dirigente del dipartimento sviluppo e territorio, dott. Mario Candore. L’incontro è durato circa un’ora e ha toccato temi legati al pagamento degli emolumenti, storicizzazione della spesa di entrambi i comparti, riforme dei comparti, gestione dei Consorzi di bonifica e vessazioni legate all’attività discriminatoria del direttore Generale dei Consorzi di bonifica della Sicilia Orientale.

«Dopo lunghe interlocuzioni con il dirigente del dipartimento sviluppo e territorio, dott. Mario Candore, con l’assessore regionale, on. Edy Bandiera e con dirigenti della Digos di Catania, si è valutato di sospendere “il sit in” di protesta e proposta per affrontare in modo fattivo tutte le questioni da noi poste sia per quanto riguarda i forestali che i consorzi di bonifica che per la questione degli operai della Paulsen relativamente l’attuale legge finanziaria» commenta il segretario generale Sifus, Maurizio Grosso.

I punti emersi dall’incontro tecnico-politico:

Stipendi. Il pagamento degli stipendi di ottobre, novembre e dicembre, nonché degli aumenti contrattuali ( nuovo Cirl), saranno pagati non appena riaprirà la cassa regionale. L’assessore all’economia Gaetano Armao ha garantito che la cassa regionale anziché tra 7- 10 giorni riaprirà lunedì 14 gennaio. Una volta aperta la cassa regionale anche gli stipendi dei lavoratori dei consorzi di bonifica legati alle variazioni di bilancio del 14-12- 2018, verranno liquidati.

Finanziaria. La proposta del governo inoltrata all’Ars è di 180 milioni per la manutenzione e di 80 milioni per gli addetti antincendio. se tale proposta dovesse passare indenne dall’Ars finalmente nel settore forestale si potranno programmare gli interventi secondo le necessità del ciclo biologico delle piante. Negli anni passati la spesa complessiva di 260 milioni e’ stata suddivisa: 40% fondi di bilancio, 60% fondi extra regionali. Questa programmazione non ha consentito né la programmazione né il pagamento puntuale degli stipendi. I consorzi di bonifica: il Governo ha proposto Ars la storicizzazione della spesa.

Riforme. Subito dopo il voto alla finanziaria 2019, previsto entro il mese di gennaio, partirà la stagione delle riforme di forestali e consorzi. Sifus Confali si è dichiarato sostanzialmente soddisfatto di questo percorso tant’è che vigilerà perchè si realizzi. Tuttavia, ha aggiunto ulteriori proposte all’azione prospettata dal governo Musumeci:
1) abrogazione dei tetti che limitano l’utilizzo di forestali ed operai del consorzi a 78-101-151 giornate; 2) risorse necessarie per rimpinguare i circa 500 posti che sono rimasti vacanti nel settore antincendio attraverso l’utilizzo di personale addetto alla manutenzione ( nel 2018 ciò e’ stato possibile solo per 41 unità). 3) Oltre alla riforma dei comparti forestali e dei consorzi di bonifica rispetto ai quali presseremo perché vengano recepire le nostre proposte che mirano alla stabilizzazione, proponiamo la riforma dei vivai della Paulsen su cui chiediamo anche la stabilizzazione. 4) Rimozione del direttore del consorzio di bonifica della Sicilia orientale dott. Bizzini per manifesta incapacità gestionale.

Fonte: sicrapress.it


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Comunicato sindacale del Sifus. Soddisfacente l'incontro tecnico-politico al Dipartimento Sviluppo e Territorio. Ecco il resoconto

Su Facebook il Segretario regionale Sifus Consorzi di Bonifica, Ernesto Abate, fa il punto sugli incontri di ieri. Dice che la riforma sarà presentata subito dopo la fianziaria entro il 31 gennaio, è tenuta a lucchetto dal Presidente Musumeci che ancora non vuole rendere noto il testo






FORESTALI, I SINDACATI PRESENTANO AL GOVERNO REGIONALE PROPOSTA DI RIORDINO DEL SETTORE. PROPONGONO, TRA LE ALTRE COSE, DI RIDURRE NELL’ARCO DI UN TRIENNIO A DUE I CONTINGENTI: LAVORATORI A TEMPO INDETERMINATO E LAVORATORI CON GARANZIA OCCUPAZIONALE DI 151 GIORNATE ANNUE (FOTO)

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Dal sito www.blogsicilia.it

STAMANE A PALERMO L'ATTIVO UNITARIO DEL COMPARTO

10/01/2019
Personale e competenze non mancano: si tratta ora di ridefinire gli ambiti di azione dei forestali secondo una nuova politica ambientale e del territorio che punti alla vivibilità e allo sviluppo economico della Sicilia. E’ questa la logica della proposta di riordino del settore forestale presentata da Flai, Fai e Uila siciliane al governo regionale, sulla quale i sindacati di categoria cercheranno adesso il consenso degli amministratori locali attraverso iniziative nei territori, con l’obiettivo di fare pressione per il varo della nuova legge regionale di settore entro aprile.

“La nostra – ha detto Alfio Mannino, segretario generale della Flai Sicilia intervenendo agli unitari svoltisi in mattinata a Palermo con la partecipazione di oltre 800 tra lavoratori e rappresentanti sindacali- non è una battaglia corporativa: la sfida che lanciamo riguarda la possibilità di avere un nuovo assetto del territorio, di produrre ricchezza attraverso i boschi e, ovviamente lavoro qualificato e stabile”.

“Non solo manutenzioni e antincendio per i forestali- ha specificato Pierluigi Manca, leader della Fai Cisl regionale- quello che chiediamo è l’allargamento delle competenze alla messa in sicurezza del territorio e al dissesto idrogeologico. Inoltre, pensando al bosco come risorsa, in linea con il testo unico nazionale, si può incrementare la produttività della forestazione, giungendo perfino alla sua auto sostenibilità economica”.

Lo sviluppo del settore, da raggiungere secondo i sindacati anche con il coordinamento degli enti di servizio all’agricoltura (Esa e Consorzi di bonifica) sotto la regia dell’assessorato competente “deve ovviamente anche produrre la stabilizzazione dei lavoratori” impegnati per via della riforma auspicata da Flai, Fai e Uila in attività a largo raggio.
In proposito Flai, Fai e Uila propongono, tra le altre cose, di ridurre nell’arco di un triennio a due i contingenti: lavoratori a tempo indeterminato e lavoratori con garanzia occupazionale di 151 giornate annue. Di favorire inoltre l’ingresso dei giovani nel comparto, “energie fresche – dicono- per il rilancio del territorio e del bosco, che può significare- sottolineano- incremento del turismo, sviluppo di energie alternative come le bio masse, insomma utilizzo produttivo”.

“Finora- ha sostenuto il numero uno della Uila Uil, Nino Marino- la classe politica ha affrontato la questione della forestazione in maniera miope, senza dare aria e gambe alle sue enormi potenzialità ai fini dello sviluppo dell’isola, della vivibilità, del lavoro. Tutela del territorio- ha aggiunto- significa occuparsi delle aree a rischio,
dei siti stradali, di tutti i terreni abbandonati, che sono poi quelli dove scoppiano gli incendi. Significa salvaguardare le zone montane e prevenire e contrastare i problemi determinati da alluvioni o eruzioni vulcaniche, azioni per cui la Protezione civile- ha rilevato- non ha sufficiente personale da adibire”.

Sul loro progetto di “gestione sostenibile del settore forestale, finalizzata alla tutela del territorio e allo sviluppo” i sindacati di categoria chiedono al governo il confronto affinchè l’Aula di palazzo dei Normanni possa incardinare quanto prima il disegno di legge di riforma “altrimenti- hanno sottolineato Mannino, Manca e Marino- i forestali torneranno a fare sentire la loro voce”.

Buone notizie per la categoria frattanto in tema del già approvato contratto integrativo. Verranno a breve erogati gli
arretrati da settembre: “Le risorse ci sono, ci siamo impegnati affinché fossero garantiti i necessari appostamenti di bilancio- hanno detto i tre segretari alla affollata platea di forestali- e la Cassa della ragioneria generale sta per riaprire i battenti”.

Fonte: www.blogsicilia.it





MANNINO FLAI CGIL SICILIA: CHIEDIAMO SUBITO AL GOVERNO REGIONALE UN TAVOLO PER IL RIORDINO DEL SETTORE FORESTALE. SIAMO PRONTI A MOBILITARE TUTTA LA CATEGORIA SE DAL GOVERNO NON CI SARANNO RISPOSTE CONCRETE, PER RIDARE DIGNITÀ AL LAVORO DEI FORESTALI


ATTIVO REGIONALE DEI DELEGATI DEL SETTORE FORESTALE


Dalla pagina Facebook
del Segretario Generale della FLAI CGIL Sicilia 
Alfio Mannino

Intervento conclusivo del Segretario Generale della FLAI CGIL Sicilia ALFIO MANNINO.

Chiediamo da subito al Governo Regionale un tavolo per il riordino del settore forestale che deve vedere la luce nei prossimi mesi. Siamo pronti a mobilitare tutta la categoria se dal governo non ci saranno risposte concrete, per ridare dignità al lavoro dei forestali, tutelare e mettere in sicurezza il territorio, dare stabilità occupazionale a tutti i forestali Siciliani.



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RICHIESTA INCONTRO DEI SINDACATI AL PRESIDENTE MUSUMECI PER DISCUTERE RIORDINO DEL SETTORE FORESTALE







LA PROPOSTA DEI SINDACATI IN DIECI PUNTI. DUE SOLI CONTINGENTI DI LAVORATORI: LTI, DOVE TRANSITERANNO TUTTI I CENTOCINQUANTUNISTI E LAVORATORI CON GARANZIA OCCUPAZIONALE DI 151 GIORNATE ANNUE







FORESTALI, SERVONO RIFORMA E CHIAREZZA. OGGI A PALERMO ATTIVO DEI SINDACATI CONFEDERALI


Dalla pagina Facebook
Flai Cgil Sicilia

Oggi rilanciamo una vertenza per mettere al centro una nuova questione forestale. Una vertenza non corporativa o per i forestali ma per la Sicilia e il suo rilancio economico attraverso un diverso governo del territorio.


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SU FACEBOOK IL SEGRETARIO REGIONALE SIFUS CONSORZI DI BONIFICA, ERNESTO ABATE, FA IL PUNTO SUGLI INCONTRI DI IERI. DICE CHE LA RIFORMA SARÀ PRESENTATA SUBITO DOPO LA FIANZIARIA ENTRO IL 31 GENNAIO, È TENUTA A LUCCHETTO DAL PRESIDENTE MUSUMECI CHE ANCORA NON VUOLE RENDERE NOTO IL TESTO

REGIONE SICILIA STABILIZZA PRECARI CHE HANNO AVUTO RAGIONE DAL GIUDICE. OK ALL'ASSUNZIONE DI 14 DIPENDENTI DEL PARCO MINERARIO FLORISTELLA


Dal sito www.lasicilia.it

08/01/2019
La Giunta Musumeci rinuncia a fare appello, ok all'assunzione di 14 dipendenti del parco minerario Floristella

PALERMO - Via libera alla stabilizzazione di 14 lavoratori precari del parco minerario Floristella. La giunta regionale, presieduta da Nello Musumeci, ha deciso di dare esecuzione al dispositivo del giudice del lavoro di Enna che a maggio dell’anno scorso aveva sancito il diritto dei lavoratori alla stabilizzazione entro la fine dell’anno.

A sbloccare la vicenda è stato il dirigente del dipartimento dei Beni culturali che alla richiesta della giunta, fatta dopo la pubblicazione della sentenza, di verificare, in raccordo con l’Avvocatura dello Stato, la possibilità di fare appello, ha risposto di non ritenere opportuno opporsi al provvedimento del Tribunale. La delibera con l’emissione del parere prescritto dal giudice è stata approvata dalla giunta Musumeci lo scorso 3 gennaio. 

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Fonte: www.lasicilia.it






LA LEGGE MADIA A RISCHIO INCOSTITUZIONALITÀ. L’ABOLIZIONE DELLA FORESTALE VIOLEREBBE 13 ARTICOLI DELLA CARTA. I TAR DI MOLISE, ABRUZZO E VENETO SOLLEVANO PREGIUDIZIALI SULLA RIFORMA-SIMBOLO DELLA SCORSA LEGISLATURA


Dal sito www.lanotiziagiornale.it

8 Gennaio 2019 di Carmine Gazzanni
In principio fu Sergio Chiamparino in Piemonte, poi seguì Enrico Rossi in Toscana, infine Catiuscia Marini in Umbria. Tutti d’accordo su un punto: bisogna ricorrere alla Corte costituzionale perché il decreto Sicurezza made in Salvini è incostituzionale. Prova ne siano le polemiche nate nei giorni scorsi sulla decisione dei cosiddetti “sindaci del no”, guidati da Leoluca Orlando, di non dar seguito ad alcune norme contenute nel decreto-legge. Eppure, mentre i governatori del Pd (e affini) minacciano il ricorso, a tremare per rischio incostituzionalità è un’altra legge, questa tanto cara al Pd tanto da diventare una riforma-simbolo della scorsa legislatura. Parliamo della riforma Madia, dal nome dell’ex ministro della Pubblica amministrazione.

Poche settimane fa, infatti, nell’indifferenza generale il Tar Molise (e dunque non un’istituzione politica, ma un organo terzo) ha sollevato questioni di legittimità costituzionale in merito alle norme “che hanno previsto lo scioglimento del Corpo forestale dello Stato e l’assorbimento del suo personale nell’Arma dei carabinieri e nelle altre Forze di polizia ad ordinamento militare”. C’è da dire, innanzitutto, che la decisione dei magistrati molisani segue quanto già fatto dai “colleghi” del Tar Abruzzo e Veneto. Insomma, secondo diversi organi della giustizia amministrativa quanto stabilito da Marianna Madia è assolutamente incostituzionale. Sarà ovviamente la Consulta a stabilire se è così o meno. Ma i motivi addotti dai magistrati, rispetto a quanto fatto in questi giorni per ragioni più squisitamente politiche dai governatori sul dl Sicurezza, sono decisamente interessanti.

Nella documentazione spedita alla Corte costituzionale, i magistrati del Tar Molise innanzitutto sottolineano come “la militarizzazione del Corpo forestale” impedisca “ in assoluto qualunque collaborazione funzionale con le Regioni del Corpo medesimo, in quanto le Regioni non possono disporre di forze militari, sulle quali è prevista una competenza esclusiva dello Stato”. Insomma, con lo scioglimento del Corpo forestale, che prima rispondevano alle esigenze delle Regioni e il passaggio di competenze a Forze di polizia militari su cui, in quanto tali, vige invece la competenza esclusiva dello Stato, si è creato un cortocircuito che, a quanto pare, sta creando non pochi problemi. Ma non è tutto. Secondo la lunga documentazione dei magistrati amministrativi, infatti, per ben sette ragioni (tutte puntutalmente elencate) la norma sarebbe in contrasto con tre articoli della Costituzione, a cominciare dal 5 (“La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali”); per altre sei ragioni con 13 articoli della Costituzione (dal 7 al 19).

E tutto questo perché sarebbe stato “indispensabile che la riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato fosse realizzata mediante una intesa in Conferenza unificata”, mentre è da ritenersi “insufficiente il mero parere, inidoneo ad assicurare l’adeguata salvaguardia delle competenze e degli interessi regionali”. Di fatto, dunque, il Governo “ha agito arbitrariamente”. Da qui, come detto, il ricorso alla Corte costituzionale. Un ennesimo colpo per la riforma Madia già caduta per alcuni stralci in incostituzionalità nel 2016 (dai decreti relativi alla dirigenza pubblica fino ai servizi pubblici locali). Però nessuno pare essere preoccupato dal rischio che il Corpo forestale debba ricomporsi qualora la Consulta desse ragione ai Tar. Molto meglio parlare del decreto Sicurezza e di un ricorso ancora da presentare.

Fonte: www.lanotiziagiornale.it




NO ALLA SOPPRESSIONE DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO



Non si cancellano con un tratto di penna 196 anni di storia del glorioso Corpo Forestale dello Stato


Anche il nostro Blog ha aderito









LANDINI: «IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO NON CAMBIA NIENTE»


Dal sito www.rassegna.it

09 Gennaio 2019
Il segretario Cgil commenta la bozza di decreto sul reddito di cittadinanza: "Se si prevedono incentivi alle imprese non è poi così diverso dal jobs act". E sulle pensioni: "Non c'è la riforma della Fornero, ma solo qualche piccola modifica"

“Se si prevedono incentivi alle imprese il Reddito di cittadinanza non è poi così diverso dal Jobs Act di Renzi”. Ad affermarlo è Maurizio Landini, segretario confederale della Cgil, che ha commentato nel corso dell'assemblea nazionale di Lavoro società la bozza di decreto messa a punto dal governo e circolata in questi giorni, con particolare riferimento alla norma che prevede come l'impresa che assume a tempo indeterminato potrà beneficiare di parte dell'assegno del Reddito. "Cosa c'è di diverso dal provvedimento di Renzi se poi scopri che, finiti i soldi, finiscono anche le assunzioni perché le imprese non sono benefattori, ma assumono solo quando hanno bisogno"?, ha chiesto Landini che ha poi aggiunto: “Nel governo del cambiamento in realtà non ci sono cambiamenti".

Per l'ex segretario della Fiom, oggi candidato alla guida del primo sindacato italiano, mischiare la lotta alla povertà con interventi di avvio al lavoro, “può far correre dei rischi”. Secondo Landini, “combattere la povertà non è creare occupazione” e per questo, ha ammonito, “serve un piano del lavoro". Landini è critico inoltre sul fatto che il lavoratore debba accettare un posto di lavoro entro 250 km dalla sua residenza: "Ci manderei loro", ha detto ancora il segretario Cgil. "Io non sono contro il provvedimento - ha poi precisato - ma contro il modo in cui lo stanno gestendo".La proposta della Cgil ha ricordato in conclusione Landini è il reddito di garanzia l'allargamento del Rei (reddito di inclusione) e l'estensione di tutti gli ammortizzatori.

C'è poi la grande questione delle pensioni, sulla quale Landini indica la necessità di una mobilitazione unitaria con Cisl e Uil. “Quota 100 non significa cambiare la Fornero ma portare solo una piccola modifica alle norme previdenziali, lasciando in campo molte contraddizioni”. Landini ha fatto notare infatti che nel decreto legge che sta predisponendo il governo non ci sono misure per le donne e per i giovani e rimangono situazioni di differenza nei posti di lavoro tra chi potrà andare in pensione anticipatamente e chi non potrà anche con 41 anni di contributi. 

Fonte: www.rassegna.it






ARS. MODELLO PORTOGALLO, BOLLO, PROVINCE FINANZIARIA, TUTTI I “NO” DEI TECNICI


Dal sito livesicilia.it

di Andrea Cannizzaro
Il Servizio Studi del Bilancio passa ai "raggi X" la legge di stabilità regionale. E i dubbi non mancano. Ecco quali sono.


PALERMO - Sono le norme bandiera di una finanziaria snella: l’esenzione decennale delle tasse per chi si trasferisce in Sicilia, l’esenzione dalla tassa automobilistica e le norme di sostegno alle ex province.
L’ufficio del bilancio dell’Assemblea regionale siciliana però avanza più di un dubbio proprio su quegli articoli dei disegni di legge di bilancio e alla legge di stabilità proposti dal governo e che dovrebbero essere esaminati dai deputati già dai prossimi giorni.

Modello Portogallo, dubbi sulle imposte

L’articolo uno della finanziaria prevede il cosiddetto “modello Portogallo”. Per il governo regionale il provvedimento costerà alle casse regionali solamente un milione di euro ma per l’ufficio del bilancio la correttezza di questa cifra non è verificabile perché non sono indicati i calcoli alla base di questo dato. Ma fra le esenzioni di tributi previste dalla finanziaria quella che meno riesce a convincere i tecnici di palazzo dei Normanni sono le esenzioni dai tributi locali per cui “non appare di facile interpretazione il riferimento alla operatività del provvedimento rispetto ai tributi comunali”. Non è chiaro, in altre parole, come la Regione risarcirà i Comuni delle mancate entrate che dovrebbero avere con i nuovi residenti.

Le altre norme "in bilico"

Ma non è questa l'unica "criticità" (così sono state definite dai tecnici di Palazzo dei Normanni) dei due disegni di legge finanziari: ci sono da una parte scostamenti fra i dati macroeconomici e le entrate, ma ci sarebbero anche errori tecnici. Un esempio è offerto dalle disposizioni che prevedono l’incentivo per le auto elettriche: una misura analoga è già vigente infatti dal 2016. Insomma, la legge c'è già, non c'è bisogno di approvarla.

Si sono poi, regole che non rispetterebbero la competenza statale (e quindi incostituzionali) come quelle riguardanti la tassa automobilistica, norme poco chiare e disposizioni da riscrivere come nel caso dell’introduzione del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti.

In generale i burocrati dell’Ars ritengono che le relazioni tecniche di accompagnamento ai ddl sono carenti di informazioni sia riguardo alla quantificazione di entrate e uscite, sia riguardo alle modalità di copertura delle spese. “Ciò, ovviamente - concludono i tecnici -, rende oltremodo complicato un esame approfondito delle singole questioni e del loro effettivo impatto sulle finanze della Regione”.

Il Pd all'attacco

E così non è tardata ad arrivare la reazione di alcuni parlamentari. I dem Giuseppe Lupo e Baldo Guicciardi hanno accusato il governo guidato da Nello Musumeci di avere presentato all’Ars una manovra economica “approssimativa, priva di misure efficaci per lo sviluppo e carente dal punto di vista tecnico per la corretta quantificazione degli aspetti finanziari” chiedendo al presidente della commissione Bilancio Riccardo Savona di sollecitare i chiarimenti e le correzioni.

Le entrate

I principali rilievi che dal Centro studi dell’Ars arrivano al bilancio di previsione 2019 riguardano le entrate. Per i dipendenti che hanno esaminato il bilancio infatti i tributi che dovrebbero essere riscossi non considerano il Pil che secondo le stime sarà prodotto in Sicilia. Ci sarebbero scostamenti anche rispetto ai valori delle entrate di cui la Regione dovrebbe usufruire dopo l’accordo siglato con lo Stato e varato con la manovra nazionale.

Le spese

Dal lato delle spese poi, l’ufficio di bilancio, ritorna su un tema che  caratterizza le sue relazione “non può sottacersi - si legge infatti - la bassa incidenza della spesa di investimento (generante sviluppo) rispetto alla spesa corrente”. Quest’ultima vale 15 miliardi su un bilancio che ammonta a 21,2 miliardi con un incidenza percentuale del 70,79%.

Province, Irfis, Resais: gli altri "no"

A proposito di investimenti, dubbi sono stati espressi anche sul finanziamento da 20 milioni alle Province. Secondo i tecnici dell'Ars, le somme destinate agli investimenti, non possono essere utilizzate per pagare le rate dei mutui, considerati spesa corrente. Non solo. Perplessità anche sulla copertura, visto che i 20milioni sarebbero presi da un eventuale, ma non certo, utile prodotto dal Servizio sanitario regionale.

I dubbi proseguono sugli altri articoli della finanziaria. Si parte dalla norma che prevede l’uso dei fondi dell’Irfis per la concessione di garanzie alle imprese e si continua con l’articolo otto che si occupa dei costi del personale della Resais. In tutti e due i casi non sono chiare le coperture finanziarie. E si finisce con la proroga dell’autorizzazione ad acquisire le terme di Acireale. L’operazione, nel 2018, era stimata 15 milioni ma essendo passato un anno potrebbero essere cresciuti gli oneri finanziari per la crescita dei tassi di interesse. Il costo per i tecnici dell’Ars andrebbe aggiornato ma così non è stato fatto. Adesso, al governo tocca fornire tutti i chiarimenti necessari. Lo "sbarco" del testo a Sala d'Ercole è previsto infatti per domani.
10 Gennaio 2019

Fonte: livesicilia.it






AL VIA LA ‘BATTAGLIA’ PER LA LEGGE DI STABILITÀ REGIONALE: FINANZIARIA IN AULA DA VENERDÌ MA SI ENTRA NEL VIVO SOLO IL 15 GENNAIO


Dal sito www.blogsicilia.it

di Manlio Viola - 09/01/2019
La commissione Bilancio dell’Ars ha stabilito che gli emendamenti ai ddl di Bilancio e di Stabilità devono essere presentati entro oggi (stasera alle 20) ma si tratta solo dell’ultimo passaggio per entrare nel vivo della discussione della manovra di bilancio. Dopo l’accordo Stato Regione e dopo l’annuncio dell’anno delle grandi opere, tocca ai documenti finanziari. La legge che deve stabilire le regole di spesa e fare i conti in tasca alle tasse dei siciliani nonchè alle capacità di spesa della Regione deve trovare approvazione entro la fine di gennaio (vistoc he è stato approvato un mese di esercizio provvisorio) o al massimo entro la prima decade di febbraio se proprio su vuole farle ‘tirare il collo’. Ma una norma deve arrivare per garantire gli stipendi, lo sblocco della spesa ed evitare un altro anno di lunghi esercizi provvisori.

In base al calendario dei lavori, la manovra dovrebbe poi arrivare in aula venerdì per l’avvio dell’esame a Sala d’Ercole. Ma due soli giorni (il 10 e l’11 gennaio) sembrano davvero pochi per l’analisi in Commissione visto che la maggioranza non esiste e che l’opposizione non sembra molto ben disposta.

“La manovra economica del governo Musumeci è approssimativa, priva di misure efficaci per lo sviluppo e carente dal punto di vista tecnico per la corretta quantificazione degli aspetti finanziari. Per questo, ed alla luce dei numerosi e dettagliati rilievi alla manovra economica mossi dal Servizio studi dell’Ufficio Bilancio dell’Ars, abbiamo ritenuto necessario scrivere al presidente della commissione Bilancio Riccardo Savona per chiedere di sollecitare l’assessore all’Economia a presentare le relazioni tecniche e le riscritture degli articoli”. Lo dicono il capogruppo PD Giuseppe Lupo ed il vice presidente della commissione Bilancio all’Ars Baldo Gucciardi.

“Siamo contrari – aggiungono – ad un ‘ddl collegato’ alla legge di Stabilità che si preannuncia privo di misure efficaci per la Sicilia e che sembra limitarsi ad un insieme di emendamenti clientelari e di spesa”.

Via, dunque, alla battaglia sulla norma delle norme che si deve approvare ogni anno. A conti fatti appare più probabile che la Commissione si prende quel che resta della settimana per trasmettere tutto all’Ars lunedì mattina quando il Presidente potrebbe incardinare, dare il termine per gli emendamenti e finalmente e permettere che la sessione di bilancio entri nel vivo martedì 15  gennaio. una data decisamente più probabile per il via reale.

E questa è solo la norma snella e urgente. Poi all’Ars è atteso il collegato, quello che porta con se tutte le scelte politiche ‘vere’

Fonte: www.blogsicilia.it






09 gennaio 2019

COMUNICATO SINDACALE DEL SIFUS. SODDISFACENTE L'INCONTRO TECNICO-POLITICO AL DIPARTIMENTO SVILUPPO E TERRITORIO. ECCO IL RESOCONTO


Dalla pagina Facebook
Maurizio Grosso Sifus Confali

Comunicato sindacale del 9-1-2019.

Dall'incontro tecnico-politico di oggi 9 gennaio al Dipartimento Sviluppo e Territorio  è emerso quanto segue:
1) Stipendi. Il pagamento degli stipendi di ottobre, novembre e dicembre, nonchè degli aumenti contrattuali (nuovo cirl), essendo tutto pronto, avverrà non appena riaprirà la cassa regionale ossia, tra 7- 10 giorni.
I tempi di apertura della cassa regionale rappresentano un ostacolo tecnico non superabile nè dalla politica, nè dalla lotta.
Una volta aperta la cassa regionale anche gli stipendi dei lavoratori dei consorzi di bonifica legati alle variazioni di bilancio del 14-12- 2018, verranno liquidati.
2) Finanziaria. La proposta del governo inoltrata all'Ars è di 180 milioni per la manutenzione e di 80 milioni per gli addetti antincendio. Se tale proposta dovesse passare indenne dall'Ars finalmente nel settore forestale si potranno programmare gli interventi secondo le necessità del ciclo biologico delle piante. Negli anni passati la spesa complessiva di 260 milioni è stata così suddivisa: 40% fondi di bilancio, 60% fondi extra regionali. questa programmazione non ha consentito ne la programmazione ne il pagamento puntuale degli stipendi.
per i consorzi di bonifica il governo ha proposto all'ars la storicizzazione della spesa.
3) Riforme. Subito dopo il voto alla finanziaria 2019, previsto entro il mese di gennaio, partira' la stagione delle riforme di forestali e consorzi.

Sifus Confali si è dichiarato sostanzialmente soddisfatto di questo percorso tant'è che vigilerà perchè si realizzi. Tuttavia, ha aggiunto ulteriori proposte all'azione prospettata dal governo Musumeci:
1) Abrogazione dei tetti che limitano l'utilizzo di forestali ed operai del consorzi a 78-101-151 giornate;
2) risorse necessarie per rimpinguare i circa 500 posti che sono rimasti vacanti nel settore antincendio attraverso l'utilizzo di personale addetto alla manutenzione (nel 2018 ciò e' stato possibile solo per 41 unità);
3) oltre alla riforma dei comparti forestali e dei Consorzi di Bonifica rispetto ai quali presseremo perché vengano recepire le nostre proposte che mirano alla stabilizzazione, proponiamo la riforma dei vivai della Paulsen su cui vogliamo anche la stabilizzazione;
4) rimozione del direttore del consorzio di bonifica della sicilia orientale dott. bizzini per manifesta incapacità gestionale.

Alla fine dell'incontro, tramite l'intervento dell' On. Vincenzo Figuccia, il Sifus ha incontrato l'Assessore all'Economia Gaetano Armao il quale ha garantito che la cassa regionale anziché tra 7- 10 giorni riaprirà lunedì 14 gennaio.
Maurizio Grosso Sifus Confali





VERTENZA FORESTALI, DOMANI ATTIVO UNITARIO FAI-FLAI-UILA A PALERMO PER RILANCIARE LA VERTENZA FORESTALE



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Sicilia UILA

“Una nuova politica forestale, per un futuro di crescita e di sviluppo basato sul territorio e l’ambiente” è il tema dell’attivo unitario organizzato per domani – giovedì 10 – a Palermo da Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil. La riunione, che avrà inizio alle 9.30 nella sala-congressi del “San Paolo Palace”, è stata convocata da Alfio Mannino, Pierluigi Manca e Nino Marino, i segretari regionali delle tre organizzazioni di categoria, per “rilanciare la vertenza forestale rivendicando una riforma vera del settore che tuteli e valorizzi il territorio siciliano”. Fai, Flai e Uila sottolineano la necessità di “assicurare valore al comparto con proposte che diano certezze nella continuità del lavoro, nei pagamenti, nei diritti e nelle tutele normative e contrattuali”.






SIFUS CONFALI: SOSPESO IL "SIT IN DI PROTESTA E PROPOSTA" DI MERCOLEDI NELLE MORE DI UN TAVOLO TECNICO CHE SI CELEBRERA' MERCOLEDI STESSO ALLE ORE 10 AL DIPARTIMENTO SVILUPPO E TERRITORIO


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Si.F.U.S. (Sindacato Forestali Uniti per la Stabilizzazione)

08/01/2019
Dopo lunghe interlocuzioni con il dirigente del dipartimento sviluppo e territorio, Dott. Mario Candore, con l'Assessore reg.le all'Agricoltura, On. Edy Bandiera e con dirigenti della digos di Catania, appena concluse, abbiamo valutato di sospendere "il sit in" di protesta e proposta organizzato per mercoledi 9 gennaio in palermo per le seguenti ragioni:
1) abbiamo verificato il completamento delle procedure necessarie per il pagamento degli stipendi di novembre e dicembre 2018 che verranno poste in liquidazione nonappena verrà aperta la "cassa regionale" cioe' tra 7- 10 giorni ( lo scoglio tecnico della cassa regionale non e' superabile con nessuna azione ne politica ne di lotta).
2) Disponibilità per domattina, mercoledi 9 gennaio alle ore 10.00 all'apertura di un tavolo tecnico- politico (col Dott. Candore e l'Assessore Bandiera) in cui verranno affrontate tutte le questioni da noi poste sia per quanto riguarda i forestali che i consorzi di bonifica che gli operai della Paulsen relativamente l' attuale legge finanziaria.
3) Impegni certi per l'avvio delle riforme dei consorzi, dei forestali e dei vivai della Paulsen.
E' ovvio che qualora dal tavolo di domani mattina non dovessimo uscire soddisfatti, non avremo difficolta' alcuna a riprendere le azioni di lotta. 
Maurizio Grosso
G. Fiore





FINANZIARIA A RILENTO ALL'ARS, TAGLI ALL'ANTIRACKET


Dal sito palermo.repubblica.it

08 Gennaio 2019
"Cultura, sociale e promozione della legalità vittime del governo Musumeci". Protesta dei 5 Stelle per i ritardi della commissione Bilancio

Il governo Musumeci azzera i capitoli per il sostegno alle imprese taglieggiate e contemporaneamente dimezza i già scarsi contributi alle associazioni storiche che si occupano della diffusione della legalità e del contrasto alla mafia. Emerge dai lavori sui documenti finanziari della Commissione bilancio dell'Assemblea regionale siciliana. Lavori che procedono a rilento, per l'irritazione di M5S.

"Finanziaria in alto mare, Ancora non sappiamo nemmeno quanto vale la manovra e questo sta paralizzando i lavori in commissione Bilancio. A questo punto - scrivono i deputati 5 stelle all'Ars Luigi Sunseri, Stefano Zito e Sergio Tancredi - ipotizzare un prolungamento dell'esercizio provvisorio è tutt'altro che un'ipotesi remota. A dispetto dei proclami di Musumeci, che asseriva che avrebbe portato a casa la manovra entro dicembre".

"Cultura, sociale e promozione della legalità sono le vittime preferite dal Governo regionale guidato da Musumeci", commenta il presidente della Commissione regionale antimafia Claudio Fava, che sottolinea come "sia nella Finanziaria sia nella assegnazione dei fondi della ex Tabella H, la scure dei tagli colpisce sempre gli stessi settori".

"Appena un anno fa - ricorda Fava - l'assessore Armao e il presidente Musumeci avevano annunciato una rimodulazione nella gestione dei fondi della ex Tabella H nel senso della trasparenza; oggi non solo si prosegue con un sistema distorto e opaco ma si riesce a far rientrare dalla finestra un consistente contributo all'Istituto superiore di giornalismo, che la scorsa finanziaria su nostra proposta aveva deciso di abolire, non essendo questo ente riconosciuto dall'ordine dei giornalisti".

Fonte: palermo.repubblica.it





PASCOLO ABUSIVO IN AREA DEMANIALE, TRE ALLEVATORI DEL PALERMITANO DENUNCIATI (FOTO). INTERVENTO DELLA FORESTALE DEL DISTACCAMENTO DI PIANA DEGLI ALBANESI E VILLAGRAZIA

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Dal sito www.blogsicilia.it

08 gennaio 2019 - di Ignazio Marchese
I forestali hanno denunciato tre allevatori che avevano portato i propri bovini a pascolare in area demaniale nella zona Strasatto, Ginestra in territorio di Monreale (Pa).

Attraverso i marchi auricolari gli uomini della forestale sono riusciti a risalire ai proprietari degli animali che sono stati denunciati per pascolo abusivo in territorio demaniale.

Sono P.S. di 34 anni di San Cipirello, R.M. di 67 anni di San Giuseppe Jato e G.A.R. di 48 anni di Altofonte. Oltre alla denuncia sono state elevate le multe per i danni provocati al bosco.

Fonte: www.blogsicilia.it


08 gennaio 2019

L'AGENTE TECNICO DEL CORPO FORESTALE DELL'OTTAVO E NONO DISTRETTO PALERMO, SALVATORE PEDALÀ, CON IL NUOVO ANNO È ANDATO IN PENSIONE. UN GRANDE IN BOCCA AL LUPO PER IL FUTURO, CON TUTTO IL NOSTRO AFFETTO


di Michele Mogavero
Il Signor Pedalà va in pensione!
E' stato per diversi anni l'Agente Tecnico del responsabile del Blog. Auguri sinceri!

Ha lavorato con amore, impegno e dedizione ed in certi casi è stato anche un padre di famiglia. Adesso potrà dedicare tutto il suo prezioso tempo ai suoi hobby preferiti.

I lavoratori forestali dell'antincendio delle Madonie si uniscono al coro degli auguri.









BUONE NOTIZIE PER I LAVORATORI FORESTALI SICILIANI, ARRIVANO LE RETRIBUZIONI DI NOVEMBRE E DICEMBRE


Dal sito gds.it

di D.M. — 08 Gennaio 2019
Buone notizie per i lavoratori forestali siciliani che hanno trascorso le feste natalizie senza stipendi e tredicesime. La pubblicazione nella Gurs della norma della legge Finanziaria regionale che li riguarda, avvenuta lo scorso 18 dicembre, e la chiusura 21 della Ragioneria generale (21 dicembre), hanno fatto slittare le retribuzioni sia di novembre che delle tredicesime.

I sindacati si erano appellati al Presidente della Regione e all’assessore regionale all’agricoltura affinchè fossero attivare tutte le procedure possibili per risolvere il problema ma si è dovuto attendere l'anno nuovo per il pagamento e oggi il problema è completamente rientrato.

Il Dirigente Generale del Dipartimento dello Sviluppo Rurale, Mario Candore, ha reso noto che "gli Uffici hanno completato le procedure per il pagamento degli stipendi dei lavoratori forestali dei mesi di Novembre e Dicembre 2018".


"I decreti di impegno e liquidazione delle mensilità - prosegue la nota della Regione - sono stati tutti registrati dalla Ragioneria competente e all'apertura della Cassa Regionale, prevista fra 7/10 giorni, verranno posti in liquidazione".





© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it






MUSUMECI COMMISSIONA SONDAGGIO SUL SUO OPERATO. AFFIDATO ALL'ISTITUTO DEMOPOLIS, COSTERÀ 24MILA EURO. GRAVERÀ SUL CAPITOLO DI BILANCIO DELLA REGIONE


Dal sito meridionews.it

Il presidente della Regione ha ordinato un'indagine «che dia contezza del gradimento dell'azione di governo per l'anno 2018 e le priorità dei siciliani per l'anno 2019». Il sondaggio servirà anche per «calibrare le attività istituzionali e le scelte del governo»

SALVO CATALANO 8 GENNAIO 2019

«Abbiamo comunicato molto male quanto abbiamo fatto». Il 7 dicembre, in occasione della presentazione del report sul primo anno di governo, il presidente Nello Musumeci ammetteva ai giornalisti il rammarico per quello che veniva riconosciuto come un deficit di comunicazione. Per il governatore siciliano il consenso della gente che lo ha eletto non è cosa di poco conto. Anzi. E dopo il mea culpa sull'aspetto comunicativo, ha deciso di passare al contrattacco. La vigilia di Natale Musumeci ha ordinato un sondaggio - che costerà 24mila euro - da affidare all'istituto Demopolis per capire cosa ne pensano i siciliani del suo operato.

«Uno studio specifico - si legge nella delibera di giunta - che dia contezza del gradimento dell'azione di governo per l'anno 2018 e le priorità dei siciliani per l'anno 2019». L'istituto Demopolis di Palermo dovrà consegnare i risultati entro sessanta giorni. Il documento indica anche su cosa dovrà puntare l'indagine: «Un'analisi dell'opinione pubblica sui grandi temi e sugli interventi ritenuti necessari, per rispondere in modo adeguato e qualificato alle attese del cittadino e calibrare le attività istituzionali e le scelte del governo». Il sondaggio costerà 24.156 euro, somma che graverà sul capitolo di bilancio della Regione creato a inizio 2018 dal governo per coprire «spese per pareri, studi, indagini, rilevazioni e per speciali incarichi», assegnato al dipartimento della Funzione pubblica e del personale. 

A inizio dicembre un sondaggio del quotidiano La Sicilia indicava come in quel momento solo il 27 per cento dei siciliani avrebbe votato nuovamente Musumeci. Uno scarso gradimento che avrebbe irritato non poco il governatore. Poi a stretto giro arrivò la replica: «Non ci meraviglia. Non siamo stati eletti per fare fuochi d’artificio, ma per realizzare quello che nessuno aveva fatto prima di noi, in una Regione che detiene il triste primato di essere in coda a tutte le altre». A distanza di venti giorni, è lo stesso presidente a voler testare il polso dei siciliani, sperando in un risultato diverso. Tra fine febbraio e inizio marzo l'elaborato sarà sul tavolo del governatore che potrà tenerlo per sé o renderlo pubblico. 

Fonte: meridionews.it





GIOVANI SOTTOPAGATI. DOMANDA ALL'EX PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MARIO MONTI. A UN SUO FIGLIO DI VENT'ANNI, LAUREATO, GUADAGNA 5 EURO L'ORA IN UN CALL CENTER CON QUESTI TIPI DI CONTRATTO. COSA GLI DIREBBE, VAI VIA DALL'ITALIA? O COME LO CONVINCEREBBE A RESTARE?








07 gennaio 2019

DA GDS IN EDICOLA. CULTURA, WELFARE, PROTEZIONE CIVILE: ECCO I TAGLI DELLA MANOVRA REGIONALE


Dal sito gds.it

di Giacinto Pipitone — 07 Gennaio 2019
Il conto finale mostra un taglio di 18 milioni e 468 mila euro rispetto all’anno appena concluso. E a soffrire sono per lo più i teatri, il mondo dell’antimafia, il welfare e la Protezione civile. È quanto emerge dalle tabelle che assegnano i fondi alla galassia regionale per il 2019, il cuore della Finanziaria che venerdì scorso ha iniziato il suo cammino in commissione Bilancio.

L’obiettivo è arrivare al traguardo entro fine mese per evitare un nuovo ricorso all’esercizio provvisorio. Il totale delle spese scende da 366,5 milioni a 348 e spiccioli.

Tutte le misure sul Giornale di Sicilia in edicola.

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it





LA DENUNCIA DI UGL CONTRO I RITARDI DEI FONDI REGIONALI. TREMILA FORESTALI DELL'ENNESE ANCORA SENZA STIPENDIO

Dalla pagina Facebook
Ugl - AgroAlimentare 
Sindacato Forestali e Agricoli Sicilia









REGIONE, I DONI CHE LA BEFANA HA PORTATO AGLI ASSESSORI. CARBONE PER TRE, DOLCI PER CINQUE E IN QUATTRO RINVIATI. PER EDY BANDIERA LA BEFANA LASCIA VUOTA LA CALZA CHE DALLA SUA HA IL NUOVO CONTRATTO DEI FORESTALI


Dal sito meridionews.it

Tra il serio e il faceto, un anno di governo regionale, strizzato e concentrato dentro le calze della Befana, tra i doni agli assessori più produttivi (o a volte, semplicemente, più volenterosi) e l'immancabile carbone per chi  avrebbe potuto fare di più

LA BEFANA 7 GENNAIO 2019

È stata una vera e propria caccia alle streghe, ma a Meridionews siamo riusciti a scoprire cosa ha portato la Befana ai dodici componenti della giunta Musumeci. Un anno di governo non è molto ma è sufficiente per una prima di distribuzione di dolci - e alcuni lo hanno meritato - o di carbone. E c'è pure su chi la befana ha sospeso il giudizio, in attesa di vedere se la semina produrrà davvero frutto. 

Marco Falcone :)
È forse l’assessore che sta più a cuore a Musumeci. Probabilmente è anche per questo che la calza di Marco Falcone pare fosse piena di dolcetti e bastoncini di zucchero. Fa il pendolare da Catania, ogni santo giorno. E la mattina, alle 9, è quasi sempre in ufficio, in via Leonardo Da Vinci a Palermo. Non sono state poche le occasioni in cui il governatore ha lamentato pubblicamente i ritardi e le defezioni di Rfi e di Anas, a proposito di infrastrutture. E l'assessore ha fatto altrettanto, anticipando ad esempio la crisi della Cmc di Ravenna e chiedendo chiarimenti sul futuro dei suoi appalti in Sicilia, a cominciare dall'autostrada Caltanissetta-Agrigento. Bisognerà capire se l'indiscusso pressing e l'impegno a parole si tradurranno effettivamente in risultati. Numerosi viaggi a Roma anche per sbloccare la Catania-Ragusa che a giorni dovrebbe avere il via libera del Cipe. In questo caso il duo Musumeci-Falcone ha messo sul piatto nuove risorse per diminuire il pedaggio, a favore del privato che realizzerà l'opera. All'assessore va riconosciuto il merito di aver fatto ripartire il Cas, il consorzio autostrade siciliane, un carrozzone fermo da troppo tempo e che, in qualche misura, ha ripreso a funzionare. Il suo è l’assessorato che, ovviamente, ha mosso le somme maggiori: dai circa 180 milioni del Patto per il Sud ai circa 65 milioni per gli alloggi popolari (tra potenziamento e ristrutturazione).

Toto Cordaro :)
Dalla pulizia dei litorali del demanio al divieto di utilizzo della plastica monouso negli stabilimenti balneari. Probabilmente si sarebbe potuto fare di più, ma sembra che la Befana abbia voluto premiare l’impegno di Cordaro all’assessorato al Territorio. Non foss’altro che per il fatto che si dice essere tra i pochi assessori (complice anche il fatto di abitare nel capoluogo) molto presenti in ufficio. Il dicastero guidato dall’avvocato palermitano nel corso del primo anno di attività ha fatto nascere l'Autorità di bacino, strumento atteso da anni per regolare la manutenzione dei letti fluviali, che c'è stata, anche se sulla scia delle emergenze autunnali. Cordaro ha anche attivato la sistemazione della rete sentieristica del Parco delle Madonie. E poi la messa a bando di 52 beni immobili del demanio marittimo che potranno essere riqualificati dai privati che ne otterranno la concessione, fino a 50 anni. Un percorso, quello legato alla valorizzazione dei beni demaniali, che nel corso dell’anno è passato anche dal commissariamento di 60 Comuni costieri che non avevano ancora redatto i piani di utilizzo del demanio marittimo.

Gaetano Armao :)
Cioccolata e caramelle anche per il titolare dell’assessorato all’Economia, protagonista negli ultimi mesi della sessione di bilancio all’Ars, iniziata con le travagliate variazioni di bilancio e che proseguirà da questa settimana con l’esame della legge di Stabilità (già approvata dalle commissioni di merito e approdata adesso in Commissione Bilancio). Ma nel corso dell’anno il dicastero guidato da Armao si è anche distinto per aver accertato 5,9 miliardi di euro di disavanzo ereditati dai precedenti governi e 8 miliardi di indebitamento. Un’operazione di riordino dei conti fondamentale per capire da dove e in che modo ripartire. Tra i provvedimenti più rilevanti, la Befana pare abbia voluto premiare anche l’approvazione del Defr e del rendiconto consolidato. Porta la sua firma anche la trattativa che ha portato al nuovo accordo tra Regione Siciliana e governo nazionale (un passo avanti nell'attuazione dello statuto) di cui però si attendono ancora i decreti attuativi affinché possa davvero trasformarsi in ricadute reali per i siciliani.

Roberto Lagalla :)
Anche l'assessore all'Istruzione e alla Formazione pare sia stato premiato in prima battuta per il disegno di legge sul diritto allo studio, che permetterà pari opportunità nell’accesso al mondo dell’istruzione. Ma oltre al ddl (anche questo arenato all’Assemblea), ecco i fondi (300 milioni) per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, per i libri di testo (19 milioni), per le borse di studio (4 milioni). E poi la Formazione professionale, ripartita coi 152 milioni per l’Avviso 2 e 137 per l'Avviso 8, per il catalogo regionale dell’offerta formativa e la realizzazione di percorsi mirati al rafforzamento dell’occupazione in Sicilia.

Bernadette Grasso :)
In tempi di disobbedienza civile, anche la Befana pare che si sia voluta distaccare dall’opinione negativa espressa da Musumeci nei confronti dell’assessora alla Funzione Pubblica e Autonomie Locali. Un caso rispetto al quale l’anziana signora a bordo della sua scopa si è documentata a lungo. Le ragioni della sfiducia dichiarata da Musumeci in occasione del report sul primo anno anno di governo pare siano legate proprio alla Funzione pubblica, al controllo dei funzionari regionali, all’organizzazione della macchina amministrativa, che il governatore vorrebbe più efficiente. Ma oltre quello, c’è molto altro. C’è il recepimento della legge Madia e la stabilizzazione dei precari. C’è il rinnovo del contratto dei dipendenti regionali atteso da oltre dieci anni, c’è la battaglia contro il prelievo forzoso dello Stato alle ex Province. Insomma, la Befana - è il caso di dirlo - ha preferito vedere il calzino mezzo pieno e premiare comunque l’assessora regionale.

Ruggero Razza :|
Tra i risultati concreti si annoverano sostanzialmente qualche migliaio di stabilizzazioni e un paio di concorsi per personale medico e paramedico. Ma va riconosciuto anche che quello di Razza è stato l’anno della semina, tra decisioni complicate e scelte a volte impopolari, come nel caso della trafila per la selezione dei nuovi manager della sanità, portata a termine nei tempi che Razza aveva annunciato a inizio mandato. Certo, il suo rapporto con le sigle sindacali della dirigenza medica non è stato, in questo primo turbolento anno, tra i più idilliaci. Ma la Befana pare abbia voluto, più che premiare, dare fiducia al titolare dell’Assessorato alla Salute, soprattutto sul fronte della riforma del 118. Bisognerà attendere il prossimo anno per sapere se questa fiducia si trasformerà in nuove caramelle o in insipido carbone.

Edy Bandiera :|
La Befana si è tenuta i dolci, ma pure il carbone, lasciando vuota la calza dell'assessore all'Agricoltura. Che dalla sua ha il nuovo contratto dei forestali (85 euro al mese in più per 21mila persone, 14 milioni di euro all'anno) ma serve ancora la riforma che ne ampli le competenze altrimenti a giovarne saranno solo i diretti interessati, e pure il disegno di legge di riforma della Pesca al quale Bandiera ha lavorato a lungo, ascoltando le istanze di tutti, dai territori, dalle associazioni di categoria, dai deputati. Il risultato è una norma che promette di restituire ossigeno al settore. Ma che al momento è arenata all’Ars, in attesa che si chiuda la sessione di bilancio. Dall'altra parte però è proprio il core business del suo assessorato, l'agricoltura, a reclamare di più. A cominciare dalla gestione dei fondi europei del Programma di sviluppo rurale, giudicata insufficiente. 

Mimmo Turano :|
Calza mezza vuota pure per l’assessore alle Attività Produttive, che si salva in zona cesarini alla luce del lavoro portato avanti proprio dai suoi uffici per arrivare alla certificazione della spesa europea, a fine anno. Ma a parte questo, certamente ci si sarebbe aspettati di più da Turano, chiamato a guidare l’assessorato al centro delle note vicende giudiziarie che lo scorso maggio hanno portato all’arresto dell’ex numero uno di Sicindustria, Antonello Montante.

Alberto Pierobon :|
La calza piena di dolcetti, in realtà c’è stata. Ma pare che la vecchietta sulla scopa abbia deciso di recapitarla al dirigente generale dell’assessorato, Salvo Cocina. È lui che in questo anno ha portato avanti i tavoli tecnici, che insieme all’esperto per i rifiuti del governatore, Aurelio Angelini, ha redatto la nuova riforma dei rifiuti, che ha sollecitato e monitorato i Comuni sul fronte della differenziata, arrivata nel 2018 al 34 per cento. Certo, la Befana sa bene che le assenze di Pierobon sono state in buona parte dovute a problemi di salute. Per questo al tecnico venuto dal Veneto non è stato recapitato alcun pezzo di carbone. Ma i dolcetti sono comunque andati a Cocina.

Sandro Pappalardo :(
Per essere una regione a vocazione turistica, non si può certo dire che l’assessorato chiamato a rilanciare il settore abbia particolarmente brillato. Certo, sotto la guida di Pappalardo la Regione ha redatto per la prima volta il piano regionale di sviluppo turistico e ha partecipato alle maggiori fiere nazionali e internazionali per promuovere il turismo nell'Isola. Al fianco di tanti piccoli e medi interventi, inoltre, l'amministrazione ha anche destinato 22 milioni da fondi comunitari per finanziare 20 interventi di impiantistica sportiva. L’impegno da parte di Pappalardo c’è. Ma i risultati ancora latitano, al di là di una distribuzione a pioggia dei fondi. Se dovesse uscire indenne da rimpasto di giunta che probabilmente avverrà dopo le Europee, avrà tempo per fa ricredere la vecchia Befana l’anno prossimo.

Mariella Ippolito :(
L’assessora alla Famiglia e alle politiche sociali difficilmente resterà in sella dopo il rimpasto di giunta. E a quanto pare questo la Befana lo sa bene. Musumeci ha più volte manifestato il suo scontento, nonostante qualche risultato sia arrivato. Ippolito si impegna, ma il risultato, ancora, non arriva. È successo con i disabili gravissimi: gli assegni di cura sono stati in parte erogati, ma dei piani di vita individuali non c'è traccia. Ed è successo anche con la vertenza degli ex Pip: Certo, Ippolito è andata a incatenarsi alla sede nazionale dell'Inps per chiedere (e ottenere) che venissero erogati i sussidi. Ma il passaggio dei lavoratori in Resais non è ancora avvenuto a causa dell'impugnativa della norma da parte del consiglio dei ministri. Ma soprattutto, se la corte Costituzionale non dovesse accogliere il ricorso della Regione, non c'è alcun piano B studiato per i lavoratori. Insomma, pare proprio che nella calza dell'assessora ci fosse soltanto carbone.

Sebastiano Tusa :(
Ci si sarebbe certamente aspettati di più dal successore di Vittorio Sgarbi ai Beni Culturali, già Sovrintendente del Mare e con un curriculum di tutto rispetto. Nel programma elettorale di Musumeci, lo spazio dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale dell'Isola era piuttosto ampio: dalla riforma della governance degli enti, fino alle infrastrutture, la capacità ricettiva, gli investimenti. Tutti elementi che, ad oggi, non sono stati messi a sistema. Ma nel caso dell'assessore alla Cultura, sussurrano dal quartier generale dell’anziana vecchina sulla scopa, ci si augura che il carbone possa servire a spronarlo, per fare meglio nei prossimi dodici mesi. Capacità e competenze non gli mancano.

Fonte: meridionews.it