03 agosto 2018

SANT’AGATA DI MILITELLO (ME): TUTTO PRONTO PER I 25 ANNI DEL PARCO DEI NEBRODI


Dal sito www.ecodisicilia.com

Maria Chiara Ferraù - 2 Agosto 2018

È tutto pronto per il seminario organizzato in occasione dei 25 anni del parco dei Nebrodi a Sant’Agata di Militello. Il tema della giornata sarà: “25 anni: le ragioni dell’area protetta più grande della Sicilia”.

Ad aprire i lavori sarà Salvatore Cordaro, assessore regionale al territorio e ambiente, mentre il compito di moderatore sarà del sociologo Francesco Pira, coordinatore del master in comunicazione pubblica dell’università di Messina.

Diversi i temi di discussione che saranno affrontati in cinque macro aree. Si partirà con “Conservazione e difesa del paesaggio e dell’ambiente”, con le relazioni di  Giuseppe Lo Paro (UNIME), Cristina Salmeri della società Botanica italiana, Anna Giordano Wwf Sicilia; Salvatore Granata, banca del germoplasma vegetale; Michele Orifici, Sigea e Valerio Agnesi (UNIPA), proseguendo con la “Valorizzazione e riqualificazione degli ecosistemi” a cura di Rosario Schicchi (UNIPA), Gianluigi Pirrera per Aipin Sicilia, Carmelo Dazzi  ESSC European Society for Soil Conservation, Maurizio Sarà (UNIPA), Vincenzo Piccione (UNICT), Lorenzo Gianguzzi (UNIPA).

Chiuderà la prima parte dei lavori la sessione dedicata alla “Promozione del territorio” con le relazioni di Giuseppe Panebianco del CEA Messina, Antonino La Spina, presidente UNPLI; Saro Gugliotta, presidente Slow Food Sicilia; Enzo Agliata del CAI Sicilia; Francesco Federico per il porto turistico Capo D’Orlando S.P.A.;Vincenzo Chiofalo (UNIME) e Giovanni Cannata, rettore Universitas Mercatorum.
Si alterneranno ai lavori i giornalisti Giuseppe Pintaudi, Sara La Rosa e Sergio Granata. Si riparte alle 15 con la discussione sulla “Gestione del Territorio”: in programma gli interventi di  Giuseppe Trombino per l’INU, Nanni Randazzo (UNIME – CERIGE), Pino Falzea  dell’ordine architetti Messina; Francesco Triolo dell’ordine ingegneri Messina;  Giuseppe Collura, ordine regionale geologi Sicilia e Corrado Vigo Consiglio naz.le agronomi e forestali, procedendo con gli “Scenari di sviluppo sostenibile” con le relazioni di Giuseppe Frusteri dell’OPAN, Vincenzo Cordone, esperto in sviluppo locale; Antonio Purpura (UNIPA), Angelo Di Marca, Legambiente Sicilia; Francesco Calanna, federazione agricoltori siciliani; Paolo Inglese, sistema museale di Ateneo UniPA.

Dalle 17 spazio alle riflessioni, affidate a Fabrizio Barca promotore della strategia nazionale aree interne e alle conclusioni affidate all’assessore regionale alle autonomie locali e alla finanza pubblica Bernadette Grasso.


Per Luca Ferlito, Commissario del Parco, la giornata oltre a celebrare la ricorrenza dell’istituzione dell’Ente, rappresenta il momento per programmare lo sviluppo turistico sostenibile che il territorio merita: dalla conservazione della natura e della biodiversità all’implementazione dei flussi turistici per permettere la fruizione completa del territorio del Parco, sia sotto l’aspetto naturalistico che delle produzioni di qualità locali.

Un territorio che merita di stare sulle prime pagine dei giornali per gli straordinari aspetti naturalistici e ambientali e per le tante eccellenze che il territorio produce conclude Ferlito. 

Fonte: www.ecodisicilia.com





LA REGIONE VARA I PIANI DI TUTELA CONTRO L'INQUINAMENTO, MUSUMECI: "SERVE GUARDARE AL FUTURO"


Dal sito palermo.gds.it

02 Agosto 2018
La Regione siciliana ha varato il piano di tutela della qualità dell’aria, il piano di mitigazione per l’inquinamento acustico, anche detto «piano del rumore» e il piano per le alluvioni che rientrano nella pianificazione ambientale richiesta dall’Unione Europea alla Sicilia, soggetta a infrazioni per i ritardi accumulati negli anni sul varo dei Piani.

Lo hanno annunciato il governatore Nello Musumeci e l'assessore Toto Cordaro in conferenza stampa a palazzo d’Orleans.

Il piano di tutela della qualità dell’aria e quello per le alluvioni sono stati approvati dalla Giunta regionale e inviati al Ministero dell’Ambiente per l’approvazione in Consiglio dei Ministri, mentre il «Piano del rumore» è stato approvato dalle amministrazioni di Palermo, Catania, Messina e Siracusa e inviato al ministero dell’Ambiente dall’assessorato al Territorio.

«Tutela dell’ambiente e del territorio sono tra i nostri obiettivi prioritari - ha detto Musumeci, che ha presentato gli strumenti col direttore generale del dipartimento Territorio e Ambiente, Giuseppe Battaglia, e col direttore tecnico dell’Arpa Vincenzo Infantino - Da anni abbiamo una carenza di strumenti di pianificazione ambientale una carenza che è stata evidente e assai grave e non si può intervenire se sul quel fronte se non si ha una vera conoscenza del territorio. La legislazione nazionale non è stata particolarmente abbondante - ha aggiunto - solo negli ultimi 10-15 anni ci sono stati provvedimenti di legge che avrebbero dovuto imporre alle regioni di attrezzarsi. E la Sicilia non lo ha fatto. Il Dipartimento, in collaborzione con l’Arpa, è riuscito in sette mesi a varare tutti e tre gli strumenti di pianificazione che sono stati deliberati dalla giunta e trasmessi al ministro dell’Ambiente Sergio Costa con il quale l’assessore Toto Cordaro ha avuto un lungo e proficuo colloquio».

«Il ministro Costa - ha detto Musumeci - ha accolto l’invito del governo regionale a venire in Sicilia per la prima volta e gli faremo conoscere alcune realtà dell’Isola e presentare il programma delle iniziative realizzate sul fronte dei rifiuti».

«L'inquinamento dell’aria, dal rumore, e il rischio di alluvioni sono questioni di carattere strategico per una seria politica di previsione e prevenzione del rischio in Sicilia. I territori sono stati devastati in questi ultimi trenta, quarant'anni, migliaia di persone hanno perso la vita anche a causa di questa dissennata politica irresponsabile e criminale. Guardare al futuro, partendo dal danno che si può rilevare, credo sia fondamentale e noi lo stiamo facendo colmando un ritardo di decenni», ha detto Musumeci. «Quella che è mancata in Sicilia nel corso degli anni è la pianificazione - ha sottolineato-, adesso i nostri prossimi obiettivi sono di adottare le misure che possano contrastare i problemi che si sono creati in questi anni nelle aree ad elevato rischi di crisi ambientale come Pace del Mela, nel Messinese, nell’area di Siracusa e in quella dove ci sono dati allarmanti. In particolare, nel gelese, la Regione siciliana ha sottoscritto il piano di riqualificazione ambientale con 15 milioni del governo centrale e 10 del governo regionale».

«Il piano di tutela della qualità dell’aria avrebbe dovuto far seguito ad una direttiva dell’Unione europea del 2008, recepita con decreto legislativo nel 2010, il piano di mitigazione dell’inquinamento acustico a una direttiva del 2002, recepita con decreto legislativo del 2005, e il piano delle alluvioni a una direttiva del 2007, recepita con decreto legislativo del 2010 - ha spiegato l’assessore Toto Cordaro - Questi piani costituiscono un passo avanti fondamentale per una Regione quella Siciliana esposta a tutti i possibili rischi e invertono la tendenza rispetto alla assoluta mancanza di una strategia dei piani. Il prossimo impegno sarà quello di varare il Piano delle aree a elevato rischio ambientale, anche su questo fronte la Sicilia sconta un ritardo gravissimo, ma ci siamo quasi ormai», ha concluso Cordaro.

© Riproduzione riservata

Fonte: palermo.gds.it





IL MINISTRO DEL SUD BARBARA LEZZI TORNA A PALERMO, INCONTRI SUI FONDI EUROPEI CON REGIONE, COMUNE E RFI


Dal sito www.blogsicilia.it

di Manlio Viola - 02/08/2018
Nella giornata di domani, venerdì 3 agosto, il ministro per il Sud Barbara Lezzi sarà a Palermo. Alle ore 12, presso Palazzo d’Orleans, incontrerà il presidente della Regione Siciliana, il Sindaco di Palermo e Rfi.

Il tavolo fa seguito al Protocollo di cooperazione rafforzata sui fondi europei siglato lo scorso 28 giugno con la Regione Siciliana e il commissario europeo per la politica regionale.

Fonte: www.blogsicilia.it





02 agosto 2018

VASTO INCENDIO NELL’AGRO DI PIEDIMONTE ETNEO: INTERVENTO DI VIGILI DEL FUOCO E FORESTALE


Dal sito www.gazzettinonline.it

01 agosto 2018
Un vasto incendio è divampato questa mattina alle 10 all’interno di un terreno incolto nell’agro di Piedimonte Etneo, in contrada  “Cicala”.

Sul posto, per le operazioni di spegnimento sono impegnati i vigili del fuoco di Linguaglossa e in supporto una unità operativa antincendio del Corpo Forestale. In fiamme la folta vegetazione incontrollata costituita in larga parte da rovi e sterpaglie.

Fonte: www.gazzettinonline.it





SU REPUBBLICA LA TESTIMONIANZA DI NINO TAMBURELLO, LAVORATORE STAGIONALE DELLA FORESTALE DEL SERVIZIO ANTINCENDIO CHE RACCONTA LA DIFFICOLTÀ A VIVERE SVOLGENDO POCO PIÙ DI 100 GIORNATE LAVORATIVE IN CONDIZIONE DI INCERTEZZA PER IL FUTURO

La Repubblica del 02/08/2018






NASCE UNA NUOVA ASSOCIAZIONE: F.A.S. (FORESTALI ANTINCENDIO SICILIA)


Dalla pagina Facebook
FAS Sicilia


RIUNIONE OPERAI ANTINCENDIO BOSCHIVO FORESTALE NASCITA DI UN GRUPPO CHE VUOLE BATTERSI PER IL PROPRIO LAVORO E PER IL PROPRIO TERRITORIO. F.A.S.



Chi in questi anni si è battuto realmente sul campo sembra che non vuole mollare, e senza guardare chi gli sta accanto e non vuole fare nulla si attiva. Questo è lo spirito dei membri degli operatori del settore antincendio boschivo che hanno salvato il comparto antincendio boschivo dagli attacchi politici negli anni passati, che hanno salvato il territorio spegnendo gli incendi che hanno difeso il proprio collega. Uomini in arancione uniti dall'interesse per il proprio lavoro “antincendio boschivo” per la propria terra per la propria famiglia. Questi Uomini operai antincendio boschivo di varie provincie si sono riuniti nuovamente, e in questa occasione si sono incontrati a Prizzi (PA). L’argomento della riunione è la cecità di molti colleghi sulla cattiva gestione Politica e sindacale del comparto forestale e l’urgenza di attivarsi prima di perdere l’ultima possibilità di un lavoro sicuro e un passaggio a tempo indeterminato che porti a un miglioramento del comparto antincendio boschivo e dell’intero tessuto forestale. Basta con la linea morbida, il governo regionale non lo merita, bisogna intraprendere in questa fase così delicata iniziative serie. Durante l’assemblea, gli operai forestali antincendio boschivo regione Sicilia hanno analizzato pregi e difetti del loro operato di questi anni di attività, hanno deciso di correggere il tiro e non mollare. Quindi parola d’ordine attivarsi con nuova associazione più lineare e che abbia solo due scopi tempo indeterminato e valorizzazione comparto antincendio boschivo e forestale. Sarà un’associazione che non farà chiacchiere ma come sempre una lotta reale sul campo. Sull’esperienza associativa passata hanno deciso e comunicano a tutti che da questo momento nasce una nuova associazione F.A.S. I membri dell'associazione “presidente, direttivo e i soci” si sono impegnati per potenziare l’organizzazione dell’associazione ad andare oltre se è il caso il governo regionale, ad illustrare le problematiche, ad organizzare eventi e seminari per valorizzare e far conoscere i pregi e le potenzialità del comparto antincendio boschivo. 
Ufficio stampa F.A.S.





L'APPREZZAMENTO DEL CSA. VERTENZA ASU, PRESENTATO ALL’ARS DDL PER LA STABILIZZAZIONE. IL BLOG: A QUANDO QUELLA SUI LAVORATORI FORESTALI CHE NON DOVRANNO AVERE PIÙ UN GIORNO DI RIPOSO?


Dal sito www.ilsicilia.it

di Ruggero Altavilla - 1 agosto 2018
“Esprimiamo il nostro apprezzamento per la presentazione all’Ars di un disegno di legge sulla stabilizzazione dei lavoratori Asu. Un testo che va incontro alle nostre richieste e a quelle degli altri sindacati che hanno firmato la proposta da noi già presentata all’Assessorato al lavoro”. Lo dicono Vito Sardo e Mario Mingrino del Csa Dipartimento Asu Sicilia.

“Il ddl – aggiungono – ha il merito di parlamentarizzare la vertenza dando una risposta concreta a tutti i 5.000 Asu interessati. Dopo quasi 20 anni di lavoro in enti pubblici e privati ci aspettiamo che le istituzioni diano finalmente attuazione al loro diritto alla stabilizzazione più volte sancito in diverse leggi regionali”.

“Ringraziamo il primo firmatario del provvedimento – concludono Sardo e Mingrino – l’onorevole Calderone, gli onorevoli Cannata e Lo Curto che seguono la vicenda da tempo e tutti gli altri deputati che hanno sottoscritto il testo, per l’attenzione e la sensibilità mostrata. Ci aspettiamo che l’Assemblea lo calendarizzi al più presto per risolvere finalmente la questione in modo definitivo”.

Tommaso Calderone, del gruppo parlamentare di Forza Italia, primo firmatario del ddl spiega: “Un disegno di legge che coniuga diverse esigenze, a cominciare da quella che garantisce al lavoratore precario un traghettamento verso la pensione. È inoltre previsto un contributo interessante per i lavoratori che non hanno più particolare interesse alla stabilizzazione, garantendo alla Regione una notevole economia di spesa, con la garanzia di un contributo fino al 2038, come già fatto per altre categorie e come richiesto da molti Enti utilizzatori.

Con tale normativa inoltre – continua – i datori di lavoro assicureranno l’occupazione con contratti a tempo indeterminato, anche parziali non inferiori a 18 ore settimanali, con un compenso netto non inferiore a quello percepito in qualità di lavoratore socialmente utile. Il percorso non sarà breve e sarà complicato, ma c’è fiducia e volontà per garantire un futuro a coloro i quali vivono una difficile condizione lavorativa”.

Fonte: www.ilsicilia.it


Ascoltare per credere


Il Presidente Musumeci zittisce Bruno Vespa sui lavoratori forestali: non licenzieremo nessuno, anzi, li facciamo diventare da peso a risorsa. Li vorrei a pulire i fiumi, le aree verdi, le spiagge e non avranno un giorno di riposo. Conosco il metodo del governo





PALERMO, FUOCO A STERPAGLIE, PAURA AL VILLAGGIO S. ROSALIA


Dal sito www.ilgazzettinodisicilia.it

È successo tra via San Michele Arcangelo e via Carlo Bergamini

1 Agosto 2018 Edoardo Ullo
Paura al Villaggio S. Rosalia, nella periferia di Palermo. Nella notte scorsa, la folta vegetazione secca che ormai da tempo ha invaso una zona di terreno suddivisa tra un’area privata ed un’altra che confina con un giardinetto pubblico comunale, è stata data alle fiamme con il panico dei residenti. Il fuoco, infatti, ha lambito le abitazioni.

L’area del terreno è abbandonata all’incuria (rifiuti, sterpaglie secche, topi, insetti) e si trova tra via San Michele Arcangelo e via Carlo Bergamini.

Il vicesindaco con delega di assessore alla Vivibilità, Sergio Marino, ha commentato: “Il giardinetto pubblico lo ripuliremo e lo rimetteremo a posto appena sarà definito il contratto con Reset. Adesso attendiamo l’insediamento del nuovo presidente della Reset che avverrà alla fine della prossima settimana e mi auguro che entro metà settembre di poter restituire ai cittadini l’area”.

Appare più difficile da mettere in pratica l’ipotesi di obbligare, attraverso un provvedimento amministrativo, i privati a mettere in sicurezza l’area eliminando le sterpaglie che diventano facile miccia.

“E’ un problema, queste situazioni vanno valutate di volta in volta – aggiunge Marino – Infatti l’Amministrazione comunale dovrebbe anticipare dei soldi e in seguito deve recuperarli, una procedura lunga e complessa soprattutto quando i proprietari degli spazi sono più di uno”.

Fonte: www.ilgazzettinodisicilia.it






NOTO, 40 MIGRANTI IN BARCA A VELA SBARCATI A VENDICARI. RINTRACCIATI DALLA FORESTALE NELLA RISERVA DI VENDICARI

foto di repertorio

Dal sito www.siracusanews.it

Il natante è stato posto sotto sequestro mentre la Procura della Repubblica di Siracusa ha aperto una inchiesta per identificare gli scafisti al timone della barca

Ancora uno sbarco sulle coste siracusane. Il personale del Gruppo interforze della Procura di Siracusa ha rintracciato questa mattina all’alba 40 migranti sulla strada provinciale tra Noto e Pachino. Tra i migranti sarebbero presenti anche donne e bambini, e pare che tutti siano originari del Pakistan e arrivati nelle scorse ore con una barca a vela rintracciata dalla Forestale nella riserva di Vendicari.

Il natante è stato posto sotto sequestro mentre la Procura della Repubblica di Siracusa ha aperto una inchiesta per identificare gli scafisti al timone della barca.

Nella nottata scorsa, infatti, nei pressi della Villa del Tellaro sono stati rintracciati 44 migranti di varie nazionalità, sbarcati autonomamente poco prima nello specchio di mare antistante. Sono stati predisposti tutti i necessari interventi previsti dal protocollo operativo utilizzato in analoghe circostanze, sia per l’assistenza sanitaria e umanitaria sia per le procedure di identificazione e foto segnalamento. Sono in corso attive indagini per il rintraccio degli scafisti che si sarebbero dileguati una volta giunti a terra.

31 luglio 2018 

© RIPRODUZIONE RISERVATA 

Fonte: www.siracusanews.it





MUSUMECI E ARMAO VOLANO A ROMA DAL MINISTRO STEFANI, RIPARTE IL NEGOZIATO SULL’AUTONOMIA


Dal sito www.blogsicilia.it

01/08/2018
Riparte il negoziato sull’autonomia finanziaria tra Stato e Regione. Il riavvio del dialogo è stato sancito oggi nell’ambito di un incontro a Roma tra il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Erika Stefani e il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. Alla riunione, che si è tenuta nella sede del ministero, hanno partecipato anche l’assessore all’Economia, Gaetano Armao e il ragioniere generale della Regione, Giovanni Bologna.
«Abbiamo evidenziato al ministro – afferma il governatore – quali ricadute negative ci siano state e ci siano sul bilancio regionale a seguito della mancata revisione delle norme di attuazione dello Statuto in materia finanziaria, che risalgono a oltre cinquanta anni fa. Il governo ha già proceduto alla riscrittura delle stesse, in particolare per quanto riguarda gli articoli 36, 37 e 38, uniformandole anche agli orientamenti della Corte costituzionale, che più volte, ha auspicato una riconsiderazione complessiva dei rapporti finanziari tra Stato e Regione, nell’ottica di una diminuzione dei contenziosi. Siamo fiduciosi che con la riapertura del negoziato si possa arrivare a soluzioni vantaggiose per la nostra Isola».
La bozza delle nuove norme di attuazione, approvate dal governo regionale con una delibera di Giunta dello scorso 15 maggio, puntano soprattutto a nuovi meccanismi di riconoscimento della condizione di insularità, di fiscalità di sviluppo, della possibilità di vantaggi economici nei confronti di coloro che vengano a investire o a vivere nell’Isola. Altri temi trattati al tavolo con il ministro Stefani sono stati quelli del prelievo forzoso (duecento milioni di euro) sulle ex Province e sul contributo per il risanamento della finanza pubblica che pesa ogni anno sulle casse della Regione per un miliardo e trecento milioni di euro.
«Si apre di buona lena un negoziato – commenta l’assessore Armao – che può dare grandi opportunità alla Sicilia, soprattutto per quanto riguarda il riconoscimento dell’autonomia finanziaria, dell’insularità, della fiscalità di sviluppo e della perequazione infrastrutturale per i diritti dei siciliani».
Proprio ieri, il presidente Musumeci ha designato i docenti universitari Enrico La Loggia e Felice Giuffrè quali componenti della Commissione paritetica per le norme di attuazione della Regione, ai sensi dell’articolo 43 dello Statuto. Gli altri due componenti saranno indicati proprio dal ministro Stefani, che procederà anche alla firma del decreto per la ricomposizione della Commissione.

Fonte: www.blogsicilia.it






01 agosto 2018

TRASFORMAZIONE DELLA DOMANDA DI DISOCCUPAZIONE AGRICOLA IN DOMANDA DI DISOCCUPAZIONE NASPI E VICEVERSA


Dal sito www.inps.it

Direzione Centrale Ammortizzatori Sociali 
Direzione Centrale Organizzazione e Sistemi Informativi 

Roma, 31-07-2018
Sono pervenute dalle Strutture territoriali richieste di chiarimenti sulla possibilità di trasformazione, a seguito di reiezione per prevalenza di attività lavorativa dipendente nel settore non agricolo o nel settore agricolo, della domanda di disoccupazione agricola in domanda di disoccupazione NASpI e, viceversa, della domanda di disoccupazione NASpI in domanda di disoccupazione agricola.

Al riguardo, con il presente messaggio si precisa che la suddetta trasformazione è possibile nei limiti di seguito specificati.

La domanda di disoccupazione agricola, respinta per prevalenza di attività nel settore non agricolo, può essere trasformata in domanda di disoccupazione NASpI, esclusivamente su specifica richiesta dell’interessato, qualora sia stata presentata nei termini legislativamente previsti per tale ultima prestazione (entro sessantotto giorni dalla cessazione involontaria dell’attività lavorativa). In tal caso, l’interessato deve integrare la domanda di disoccupazione agricola, di cui si chiede la trasformazione, con l’eventuale documentazione necessaria alla definizione della domanda di disoccupazione NASpI.

Sempre su richiesta dell’interessato, è possibile altresì trasformare la domanda di disoccupazione NASpI, respinta per prevalenza di attività nel settore agricolo, in domanda di disoccupazione agricola, qualora la domanda sia stata presentata nei termini legislativamente previsti per tale ultima prestazione (dal 1° gennaio al 31 marzo dell’anno successivo a quello di competenza della prestazione). In tal caso, l’interessato deve integrare la domanda di disoccupazione NASpI, di cui si chiede la trasformazione, con l’eventuale documentazione necessaria alla definizione della domanda di disoccupazione agricola.

La soluzione interpretativa esposta risulta in sintonia sia con il generale principio di conservazione dell’atto giuridico, di cui all’articolo 1367 del codice civile, in base al quale nel dubbio i negozi giuridici devono interpretarsi nel senso in cui possono avere qualche effetto, anziché in quello secondo cui non ne avrebbero alcuno, sia con l’altrettanto generale principio di conversione dell’atto nullo, di cui all’articolo 1424 del codice civile, applicabile anche agli atti unilaterali ai sensi dell’articolo 1324 del medesimo codice, in base al quale un atto invalido può produrre gli effetti di un atto diverso di cui presenta i requisiti di forma e di sostanza.

Le istanze di riesame o i ricorsi amministrativi riferiti a domande per le quali non sia, nel frattempo, intervenuta la decadenza dal diritto, potranno essere definiti in autotutela secondo le indicazioni sopra fornite.

Il Direttore Generale Vicario
Vincenzo Damato

Fonte: www.inps.it





QUASI 2 MILIONI DI ITALIANI HANNO ABBANDONATO IL SUD E LA METÀ SONO GIOVANI: NEL 2019 DIMEZZA LA CRESCITA DEL MEZZOGIORNO


Dal sito www.blogsicilia.it

01 Agosto 2018
“Negli ultimi 16 anni hanno lasciato il Mezzogiorno  d’Italia 1 milione e 883 mila residenti: la metà giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni, quasi un quinto laureati, il 16% dei quali si è trasferito all’estero. Quasi 800 mila non sono tornati”. E’ questo il ‘bollettino’ della Svimez sulla ‘fuga’ dal Sud, il cui peso demografico non fa che diminuire.

“Il peso demografico del Sud diminuisce ed è ora pari al 34,2%, anche per una minore incidenza degli stranieri (nel 2017 nel Centro-Nord risiedevano 4.272 mila stranieri rispetto agli 872 mila stranieri nel Mezzogiorno)”.

Ma questo non accade per caso. “Ancora oggi al cittadino del Sud mancano (o sono carenti) diritti fondamentali” dalla sicurezza all’istruzione. In particolare, sottolinea Svimez, si fanno sentire i “divari” nei servizi pubblici rispetto al resto del Paese. È ciò accade anche nel campo sanitario. L’associazione per lo sviluppo del Sud mette, infatti, l’accento sul fenomeno della “povertà sanitaria”. Fenomeno per cui, si spiega, “sempre più frequentemente l’insorgere di patologie gravi costituisce una delle cause più importanti di impoverimento delle famiglie Italiane”. Cosa che si verifica, viene rimarcato, “soprattutto al Sud”.

“Il numero di famiglie meridionali con tutti i componenti in cerca di occupazione è raddoppiato tra il 2010 e il 2018, da 362 mila a 600 mila (nel Centro-Nord sono 470 mila)”. Ormai si puàò parlare “di sacche di crescente emarginazione e degrado sociale, che scontano anche la debolezza dei servizi pubblici nelle aree periferiche”. E definisce “preoccupante la crescita del fenomeno dei ‘working poors'”, ovvero del “lavoro a bassa retribuzione, dovuto a complessiva dequalificazione delle occupazioni e all’esplosione del part time involontario”.

Ma non basta. Nel 2019 “si rischia un forte rallentamento dell’economia meridionale: la crescita del prodotto sarà pari a +1,2% nel Centro-Nord e +0,7% al Sud”. Nel 2017, si spiega nel rapporto, “il Mezzogiorno ha proseguito la lenta ripresa” ma “in un contesto di grande incertezza” e “senza politiche adeguate” rischia di “frenare”, con “un sostanziale dimezzamento del tasso di sviluppo” nel giro di due anni (dal +1,4% dello scorso anno al +0,7% del prossimo).

In particolare, avverte la Svimez, “in assenza di una politica adeguata, anche l’anno prossimo il livello degli investimenti pubblici al Sud dovrebbe essere inferiore di circa 4,5 miliardi se raffrontato al picco più recente (nel 2010)”. Se, invece, “nel 2019 fosse possibile – sottolinea – recuperare per intero questo gap, favorendo in misura maggiore gli investimenti infrastrutturali di cui il Sud ha grande bisogno, ciò darebbe luogo a una crescita aggiuntiva di quasi un punto percentuale (+0,8%), rispetto a quella prevista (appena un +0,7%), per cui il differenziale di crescita tra Centro-Nord e Mezzogiorno sarebbe completamente annullato, anzi, sarebbe il Sud a crescere di più, con beneficio per l’intero Paese”. L’associazione non manca poi di rimarcare l’interdipendenza tra le diverse aree territoriali: “Centro-Nord e Mezzogiorno crescono o arretrano insieme”.

La Svimez, lancia l’allarme sul “drammatico dualismo generazionale”. E spiega: “il saldo negativo di 310 mila occupati tra il 2008 e il 2017 al Sud è la sintesi dei dati fin qui raccontati quindi di una riduzione di oltre mezzo milione di giovani tra i 15 e i 34 anni (-578 mila), di una contrazione di 212 mila occupati nella fascia adulta 35-54 anni e di una crescita concentrata quasi esclusivamente tra gli ultra 55enni (+470 mila unità)”. Insomma, sintetizza, “si è profondamente ridefinita la struttura occupazionale, a sfavore dei giovani”.

Fonte: www.blogsicilia.it





LUNEDI 6 AGOSTO ASSEMBLEA LAVORATORI FORESTALI UGL PER AFFRONTARE LA SENTENZA SUL RICONOSCIMENTO DELLA MANSIONE DI CAPOSQUADRA AIB, CIRL E RIFORMA FORESTALE

Ricevo e pubblico
dal Segretario Regionale dell'Ugl Agricoli e Forestali
Franco Arena


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IL FUNZIONARIO DEL CFRS, GAETANO GUARINO: SONO EMOZIONATO. E' UFFICIALE LA POSTAZIONE ANTINCENDIO DEL COMUNE DI MEZZOJUSO DA OGGI SI CHIAMERA' "CENTOPASSI"

Ricevo e pubblico
dal Funzionario del Corpo Forestale della Regione Siciliana
Gaetano Guarino










ARS ALLA PAUSA ESTIVA SENZA RIFORME: MAI COSÌ POCHE LEGGI NEI PRIMI SETTE MESI


Dal sito palermo.repubblica.it

Da gennaio a luglio solo 7 norme, alcune minime. Nel 2013 erano state 9, nel 2008 addirittura 17

di MANUELA MODICA 01 Agosto 2018
Otto leggi nei primi sette mesi dell’anno, dalla variazione di denominazione dei Comuni termali alla rettifica dei confini tra i Comuni di Grammichele e Mineo. Mentre la finanziaria è stata in buona parte impugnata dal governo nazionale e proprio per questo è stato necessario ricorrere al cosiddetto collegato con gli emendamenti aggiuntivi tralasciati in fase di bilancio. Alla fine nei primi otto mesi della nuova legislatura 50 sedute per 43 convocazioni dell’aula. Alcune delle sedute, però, sono durate pochissimo: otto minuti con pausa intermedia di due ore. E’ il bilancio dell’assemblea siciliana, un’aula che per il presidente Gianfranco Micciché, però, non è composta da «lavativi» ma da «giovani deputati che hanno voglia di fare». Impietoso però il confronto con i primi sette mesi delle precedenti legislature: 9 leggi nel 2013, addirittura 17 nel 2008.

Fonte: palermo.repubblica.it






I LAVORATORI FORESTALI CHIEDONO PIU' GIORNI DI LAVORO PER COME PROMESSO. PUNTO E BASTA! FOTO E VIDEO







Il Presidente Musumeci zittisce Bruno Vespa sui lavoratori forestali: non licenzieremo nessuno, anzi, li facciamo diventare da peso a risorsa. Li vorrei a pulire i fiumi, le aree verdi, le spiagge e non avranno un giorno di riposo. Conosco il metodo del governo




L'Assessore all'Agricoltura intervistato dalla Tgr Sicilia, ha detto che vuole stabilizzare i circa 22mila lavoratori forestali che sono una risorsa, ha confermato che ci sono tutte le condizioni e le risorse per far sì che possano lavorare tutto l'anno attraverso il tempo indeterminato e una parte con 151giornate. Verranno impegnati anche nei siti archeologici. Queste le parole di Edy Bandiera. 





FORESTALI E CAMPAGNA ANTINCENDIO, FIGUCCIA: “MUSUMECI RISCHIA DI FARE CROCETTA BIS”


Dal sito www.blogsicilia.it

 31/07/2018
“Siamo ormai a estate inoltrata, mentre i boschi e i luoghi della storia siciliana inceneriscono. Una cornice tristemente svilita dall’immagine di migliaia di operai forestali costretti a restare fermi e attendere di lavorare a settembre, quando già la stagione estiva è ampiamente terminata”.  A dirlo è Vincenzo Figuccia deputato all’Ars e leader del Movimento “Cambiamo la Sicilia” che prosegue: “Bisogna intervenire adesso, siamo già al giro di boa della stagione ed il rischio è di vedere il governo Musumeci come un Crocetta bis, un Governo che ha in parte disatteso la campagna antincendio e l’utilizzo dei forestali, sia per l’antincendio che per l’impiego in azienda.  Dal momento che – prosegue il parlamentare – ho sempre lavorato nella precedente legislatura al progetto di riformare il comparto, non sarà certo l’indolenza di alcuni assessori di quest’esecutivo a fermare la mia battaglia in favore di una tale risorsa. Ho sempre agito a sostegno dei forestali ma soprattutto a favore dell’idea di un bosco produttivo.  Bisogna garantire la stabilità d’impiego dei lavoratori e la salvaguardia dei boschi e proprio per questo mi chiedo che senso abbia disporre interventi a settembre”.

“Nessun siciliano ha abbandonato all’oblio l’impegno che i forestali sarebbero stati dispiegati lungo spiagge, nei musei e per le strade – ha aggiunto -. E invece ad oggi, nulla di tutto questo. Non si è proceduto alla razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse. Aspettiamo un cambio di passo che non è ancora avvenuto. Musumeci lo ribadisco, rischia di appaiarsi sulla visione di crocettiana memoria, a causa di alcuni assessori incapaci che lavorano contro il progetto che lo stesso Presidente aveva stilato in campagna elettorale”.

Fonte: www.blogsicilia.it






MICCICHÈ: SE PASSA IL TAGLIO DEI VITALIZI MI SCUSERÒ CON GLI EX DEPUTATI, ALCUNI VIVRANNO CON 1.300 AL MESE. IL BLOG: SI DOVREBBE SCUSARE ANCHE CON I LAVORATORI FORESTALI PER AVER PROMESSO LA STABILIZZAZIONE. CERTI IMPEGNI SI POSSONO MANTENERE ANCHE DA COMMISSARIO DI FORZA ITALIA

Gianfranco Micciché

Dal sito gds.it

31 Luglio 2018
"Se dovesse passare il taglio dei vitalizi anche in Sicilia, andrò a chiedere personalmente scusa a quegli ex deputati ottantenni, tra cui ex presidenti della Regione, alcuni dei quali dovrebbero vivere con una pensione da 1.300 euro". Così il presidente dell'Ars, Gianfranco Miccichè, a margine della cerimonia del ventaglio con la stampa parlamentare.

La proposta di riduzione dei vitalizi, presentata dal M5s, è stata rinviata a settembre. "Vorrei però ricordare che i vitalizi sono stati eliminati quindi non c'è più cosa tagliare - ha aggiunto Miccichè - Quello che si propone è di togliere soldi a persone che oggi hanno 90 anni e che avevano i vitalizi di quarant'anni fa".

E ancora: "Personalmente non sono d'accordo, se voteranno allora andrò a chiedere scusa agli ex deputati. Non so se questa è una cattiveria che funziona o una vendetta nei confronti di chi ha fatto politica. Spero che non passi, ma se passasse la applicheremo".

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Fonte: gds.it


Le promesse di Miccichè:



Impegno politico del candidato presidente Gianfranco Miccichè: stabilizzazione di tutta la categoria forestale (78sti, 101sti e 151sti)  entro tre anni 

Miccichè promette un futuro sereno ai forestali

L'Onorevole Gianfranco Miccichè, ha espresso la volontà di formalizzare un patto legislativo con i lavoratori forestali, concernente la riforma della legge regionale 14/2006





CASTAGNO CENTO CAVALLI, PERSO CONTRIBUTO DA 300MILA EURO. PARCO MAI INAUGURATO E LASCIATO IN CONDIZIONI DI DEGRADO


Dal sito catania.meridionews.it

DARIO DE LUCA 1 AGOSTO 2018
Nell'area adiacente l'albero plurimillenario sarebbe dovuta sorgere una zona con gradinate in legno. L'opera, conclusa nel 2016, non è mai stata fruibile. Adesso la doccia fredda da Palermo. «Faremo ricorso e denunceremo la ditta esecutrice», replica il sindaco

«Opere realizzate parzialmente e poi non sottoposte a manutenzione» ma anche un «impianto elettrico incompleto e non funzionante». Tutto in un contesto di «estremo degrado». A conti fatti secondo l'assessorato regionale ai Beni culturali i soldi spesi per il parco naturale del Castagno dei cento cavalli - quasi 300mila euro - sarebbero stati usati male e per questo il Comune di Sant'Alfio dovrà restituirli. La procedura, seguendo le linee della burocrazia, prevede una notifica agli uffici comunali del documento firmato a Palermo dal dirigente generale Sergio Alessandro. Prima però la documentazione passerà dalla Ragioneria dell'assessorato e alla Corte dei conti. La questione però, come spesso accade in vicende simili, non si esaurirà con l'atto di revoca.

«Si tratta di una storia molto delicata con responsabilità di diverso livello che stiamo cercando di accertare». A parlare a MeridioNews è il sindaco di Sant'Alfio Giuseppe Maria Nicotra. Il primo cittadino si sofferma sulla questione con l'amaro in bocca ma annuncia che il Comune, con ogni probabilità, proverà la strada del ricorso in sede amministrativa. C'è poi la questione lavori. Com'è possibile che l'opera presenti tutte le criticità finite nell'elenco della Regione? Tra queste anche «l'assenza della tabella con l'indicazione della programmazione comunitaria». Elemento fondamentale per indicare da dove provengono i soldi che sono stati spesi nell'area, concepita secondo il progetto iniziale per promuovere attività legate all'arte e all'architettura. «Crediamo che la ditta affidataria dei lavori non li abbia eseguiti bene e per questo motivo faremo causa- continua Nicotra - Ci sono poi le responsabilità degli uffici e dei direttori dei lavori». Parole che fanno preludere una strada giudiziaria oltre a quella amministrativa.


Gli interventi, nello specifico, avrebbero dovuto riguardare la realizzazione del parco dell'arte e della Cavea dei cento cavalli. Struttura all'interno del bosco di Carpineto e adiacente all'albero plurimillenario, considerato tra i più grandi esemplari al mondo. A vincere l'appalto, affidato con procedura aperta attraverso l'offerta economicamente più vantaggiosa, è stata la ditta Green srl. Tutto con un ribasso sulla base d'asta di poco superiore al 40 per cento. La consegna dei lavori è avvenuta il 23 aprile 2015 per poi essere ultimati, secondo quanto si legge nelle delibere comunali, il 15 febbraio 2016. Data che aveva già fatto storcere il naso perché fuori dai tempi prestabiliti. «A gennaio 2016 le abbondanti nevicate hanno reso impossibile proseguire in cantiere», scriveva in una nota il direttore dei lavori Salvatore Miano. Uno stop forzato di 14 giorni riconducibile al «normale andamento stagionale» e quindi non imputabile alla ditta. Da qui la determina comunale, risalente a novembre 2016, in cui veniva messo nero su bianco dal capo dell'area tecnica del Comune la regolare esecuzione dell'opera. 


Il parco da allora però non è mai stato inaugurato, come conferma il sindaco a MeridioNews. A febbraio 2018 al posto dei cittadini, che non hanno mai beneficiato del sito, sono arrivati i funzionari dell'assessorato alla Cultura per verificare le condizioni dell'opera. Stando ai dettami del finanziamento tutto sarebbe dovuto essere «in funzione entro e non oltre la data del 30 settembre 2016, pena la revoca del finanziamento».

Fonte: catania.meridionews.it








STRAGE DI QUERCE SCOPERTA DALLE GUARDIE WWF ALL’ISTITUTO AGRARIO DI CALTANISSETTA: I TAGLI SONO TOTALMENTE ABUSIVI


Dalla pagina Facebook
WWF CALTANISSETTA - 30 LUGLIO 2018


Abbattuti almeno 10 alberi di alto fusto tra cui diversi Lecci.
I tagli sono stati disposti dal Direttore dei Servizi generali dell’Istituto di istruzione superiore “Sen. Di Rocco” per presunti motivi di sicurezza senza alcuna autorizzazione da parte dell’Ufficio Verde pubblico del Comune

Nelle scorse settimane personale del Nucleo Guardie Giurate di vigilanza ambientale del WWF di Caltanissetta ha scoperto ed accertato un esteso taglio abusivo di alberi di alto fusto presenti nel viale di collegamento interno del plesso scolastico dell’Istituto di istruzione superiore “Sen. Di Rocco” di Caltanissetta. Si tratta di almeno 10 esemplari arborei disposti in filari appartenenti alle specie Casuarina e Cipresso, nonché pregiate querce della specie Leccio; detti alberi sono stati interessati da lavori di taglio al piede con abbattimento e depezzatura, nonché di potatura ed eliminazione di branche primarie. Subito le Guardie WWF hanno avviato le indagini e gli accertamenti di rito, poiché le modalità dell’intervento sono immediatamente apparse non corrette e non professionali: rami e fusti degli alberi erano decorticati e feriti; tagli e sramature erano state effettuate con tecniche contrarie alla buona pratica dell’arboricoltura. Inoltre in questo periodo le chiome degli alberi ospitano nidi di varie specie, per cui i tagli hanno determinato danni a carico dell’avifauna selvatica oltre che danni di carattere estetico e funzionale al patrimonio arboreo pubblico.

Le Guardie WWF hanno quindi accertato che i tagli sono stati disposti dal Direttore dei Servizi generali dell’Istituto agrario senza alcuna preventiva autorizzazione da parte dell’Ufficio Verde pubblico del Comune, in violazione del “Regolamento sulla fruizione e la tutela del verde pubblico e privato” approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale di Caltanissetta n. 58 del 2013; ulteriori accertamenti presso il Settore IV “Edilizia e Patrimonio Immobiliare” del Libero Consorzio Comunale di Caltanissetta, nella cui sfera patrimoniale e di competenza ricade il predetto Istituto scolastico, hanno consentito di appurare che nemmeno all’Ente provinciale era stato comunicato l’abbattimento degli alberi.


Quel che rimane di una quercia (Leccio)...

Le querce e gli altri alberi sono stati abbattuti col dichiarato scopo di eliminare rischi per la sicurezza pubblica; tuttavia, nonostante le ripetute richieste ufficiali delle Guardie WWF, ad oggi l’Istituto non ha prodotto alcuna documentazione giustificativa né perizie redatte da tecnico abilitato sullo stato di salute degli alberi e la relativa classificazione del rischio e stabilità strutturale. In caso di accertati e sicuri rischi, nessuno avrebbe potuto impedire operazioni di razionale ed oculata potatura o persino di abbattimento, purché fossero rispettate le procedure e le autorizzazioni normativamente previste.

Invece si è operato in spregio alle norme, determinando una vera e propria strage di preziosi alberi con interventi brutali e rozzi che negano ai cittadini l’importante funzione sociale delle alberature urbane ed anche il godimento degli innumerevoli servizi ecosistemici che ciascun albero fornisce alla collettività sotto il profilo ambientale.

Ciò che amareggia profondamente è che un simile scempio sia avvenuto proprio in un istituto agrario: mentre sui manuali agli studenti viene insegnata la cura del verde, degli alberi e del bosco secondo fondamentali aspetti ecologici quali il prelievo legnoso valutato in termini di sostenibilità e lo sfruttamento ponderato di una risorsa da mantenere rinnovabile, nello stesso tempo a pochi metri dalle loro aule viene messo in atto l’esatto opposto, con un intervento violento che ha deturpato irrimediabilmente un prezioso patrimonio arboreo! Non è tollerabile che in una scuola – per di più ad indirizzo agrario – vengano sconfessati così platealmente gli sforzi istituzionali tendenti a divulgare una moderna educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile, che promuove un profondo cambiamento culturale nel processo di responsabilizzazione dei cittadini e, in particolar modo, degli studenti, spingendoli all'assunzione di comportamenti e stili di vita all'insegna del rispetto dell'ambiente.

Il WWF si batte da sempre per far conoscere e salvaguardare la grande ricchezza ambientale, paesaggistica e culturale rappresentata dagli alberi e per diffondere la cultura del verde, contribuendo a conservare la biodiversità e spingere cittadini, imprenditori ed amministratori ad aumentare il numero degli alberi in città. Proprio in ambito urbano è risaputo che, aldilà dell’indubbio valore estetico e paesaggistico, gli alberi offrono molteplici benefici di valenza ambientale, economica, sociale e salutistica, rivestendo un ruolo fondamentale nella purificazione dell’aria dall’inquinamento atmosferico da gas di scarico e particelle dannose alla salute e proteggendo il territorio dal dissesto. Per questo le Guardie Giurate del Nucleo di vigilanza ambientale del WWF di Caltanissetta continueranno la propria attività di contrasto ai tagli abusivi degli alberi e, in generale, alla manomissione e danneggiamento del patrimonio verde pubblico e privato. Chiunque volesse aiutare l’associazione ambientalista e segnalare casi di danno ambientale potrà contattarla oltre che su Facebook sotto il nome “WWF Caltanissetta”, anche via mail all’indirizzo guardiewwf . caltanissetta @ gmail . com o via fax al n. 0934.1936166.







FONDI EUROPEI, L’ALLARME DEL M5S: “APPESI A UN FILO DAI 200 AI 400 MILIONI DI EURO”. LA NOTA DEL DEPUTATO LUIGI SUNSERI


Dal sito www.blogsicilia.it

 31/07/2018
“Lo scaricabarile dell’assessore Turano sui governi precedenti, che peraltro lui sosteneva, sulla capacità della Regione di spendere i 720 milioni di euro che l’Europa ci pone come obiettivo entro la fine dell’anno, equivale a una preventiva ammissione di fallimento. Sono appesi a un filo da 200 a 400 milioni di euro”.

A lanciare l’allarme è il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Luigi Sunseri, al termine della seduta di commissione Bilancio, dove erano presenti tra gli altri i funzionari del dipartimento regionale alla programmazione e dove si è fatto il punto sulla certificazione della spesa dei fondi europei.

“A otto mesi dall’insediamento del governo Musumeci – spiega Sunseri – e a cinque mesi dalla fine dell’anno, data entro la quale l’Europa ci dà l’obiettivo da raggiungere, la spesa certificata è ancora ferma all’anno precedente. Turano non ha dato nessuna accelerazione alla spesa e anzi parla politichese mettendo le mani avanti, in maniera tutt’altro che velata e scaricando le responsabilità verso i governi precedenti che peraltro sosteneva. Da parte del Governo nazionale, la Sicilia sta ricevendo il massimo supporto dal Ministro per il Sud Barbara Lezzi che sta dando il massimo supporto in termini tecnici e politici. A tal proposito, il nostro ministro, sarà nuovamente a Palermo già questo venerdì per monitorare e supportare passo passo il lavoro del dipartimento alla programmazione. La politica siciliana però si dia da fare, occorre spendere circa 720 milioni di euro entro la fine dell’anno. Un obiettivo – conclude Sunseri – che data la partenza, sembra ben lontano”.

Fonte: www.blogsicilia.it






IL SONDAGGIO. INTENZIONI DI VOTO. LEGA-M5S AL 60%


Dal sito livesicilia.it

di Mauro Bondi
Scende ancora il Pd, sale Fi, e i grillini si dicono più "di sinistra"

Gli italiani promuovono l'operato di Lega e 5 Stelle. A dirlo sono tutti i sondaggi elaborati nelle ultime settimane, che confermano il trend positivo per la maggioranza giallo-verde. Se si votasse oggi, infatti, i due partiti raggiungerebbero quota 60% e una maggioranza schiacciante in entrambi i rami del Parlamento. E se per Swg la testa della coalizione spetta ai leghisti, stimati come primo partito al 30,3% (il M5s al 29,7%), per Demopolis i grillini sono tornati a crescere e si sono lasciati di nuovo la Lega alle spalle (30 a 29%).

Il Pd resta terzo partito ma per i dem continua la graduale perdita di consenso: stimati una settimana fa oltre il 18%, ad oggi sarebbero poco sopra il 17%, con un arretramento di quasi un punto in appena sette giorni. Torna a crescere - per la prima volta - Forza Italia, che oggi dovrebbe valere fra l'8 e il 9%. Brutte notizie per Fratelli d'Italia: il partito scende ancora e si colloca fra il 3,5 e il 3,7%. Vanno male le cose anche alla sinistra di Liberi e Uguali, che dal 2,6 passano al 2,4%, sempre più lontani dalla soglia di sbarramento.

Inoltre, una curiosa rilevazione dell'istituto Eumetra fa il punto sull'autocollocazione ideologica degli elettori 5 stelle. Per il 54% di loro, il movimento non è classificabile in nessuna delle aree politiche tradizionali. Il 13% si dice essere "di sinistra", così come la stessa percentuale si autodefinisce "centrista". Seguono poi quelli che si sentono più vicini al "centrosinistra" (11%). A sorpresa, i pentastellati "di centrodestra" sono solo il 5%, ma la percentuale si abbassa ancora di più e arriva al 2%, se si fa riferimento a quelli che affermano di essere "di destra".
31 Luglio 2018

Fonte: livesicilia.it