02 settembre 2017

SAN VITO LO CAPO, INCENDIO A CASTELLUZZO: SOCCORSI A RILENTO

Foto Vito Vultaggio

01 Settembre 2017
14:30 – Sono giunti sul posto gli uomini della forestale e i vigili del fuoco per avviare le procedure per lo spegnimento, intanto parecchi ettari di macchia.

13:00 – Da qualche ora un incendio sta distruggendo ettari di macchia mediterranea in località Castelluzzo alimentato dal vento di sud est che imperversa sulla zona. Attesi gli interventi dei vigili del fuoco e dei canadair avvisati e non ancora sul luogo del rogo. La siccità e il vento caldo non danno tregua all terra inaridita e a questo si aggiunge la mano del piromane che distrugge l’ambiente senza rispettare ciò che è il bene comune.

Fonte: www.siciliaogginotizie.it





MALTEMPO: PROTEZIONE CIVILE, RISCHI DOPO ROGHI E CALDO







CINQUE CAUSE PER L’ITALIA CHE VA A FUOCO

Foto repubblica.it

Davide Pettenella 01 Settembre 2017

Si chiude la peggiore stagione degli incendi in Italia da 30 anni a questa parte. Le cause si possono riassumere in cinque punti. Tutti hanno a che fare con la scarsa attenzione al territorio e al bene comune. Ma anche a un sistema organizzativo di scarsa efficienza.


Quasi a termine della peggiore stagione negli ultimi 30 anni per gli incendi in Italia, vediamo di analizzare le cause di questo fenomeno, cercando di fare una valutazione più ampia sullo stato delle risorse boschive Possiamo raggruppare le cause di questo fenomeno in cinque categorie, di cui le ultime due collegate a problemi generali del settore forestale che travalicano lo specifico tema degli incendi boschivi.

Condizioni meteorologiche

La prima causa, quasi un prerequisito per lo sviluppo degli incendi, sono le condizioni meteorologiche: aridità, alte temperature, bassa umidità, forte vento con il maggior numero di eventi estremi, come le sette ondate di caldo di questa estate, tutti fenomeni collegati ai cambiamenti climatici. L’eccezionalità climatica sarà sempre più norma; tra l’altro gli scenari di cambiamento climatico prevedono che la regione del Mediterraneo sia più esposta a fenomeni di riscaldamento di altre regioni, con una maggiore riduzione delle precipitazioni nella primavera e con maggiori ondate di caldo in estate, con incendi quindi potenzialmente più rapidi, intensi e di larghe dimensioni.

Incendiari volontari e no. E rari piromani

La seconda causa è legata alla diffusione dei casi di incendi volontari o da comportamento irresponsabile. Non si tratta della diffusione della piromania, una malattia mentale molto rara, ma si tratta di comportamenti dolosi di una moltitudine di soggetti: pastori in cerca di pascoli più ricchi e “puliti”, incendiari con motivazioni vendicative, operai forestali stagionali in cerca di future opportunità di impiego, cacciatori interessati a controllare e concentrare le aree di rifugio della selvaggina, raccoglitori di prodotti selvatici. Ma la causa prevalente sono i comportamenti colposi collegati a noncuranza, negligenza, imperizia e sottovalutazione del rischio. Nell’Europa meridionale quasi il 70 per cento degli incendi sono legati a bruciature di residui vegetali e al desiderio di rigenerare e rendere più produttivi i pascoli.

Prevenzione e spegnimento

Una scarsa attenzione alla prevenzione attiva degli incendi è la terza causa. Nulla di nuovo nel panorama della gestione del territorio in Italia: alla prevenzione viene data una minor attenzione rispetto al ripristino.  La prevenzione può essere indiretta o diretta. Per prevenzione indiretta si intendono pratiche quali la scelta delle specie appropriate, la realizzazione di diradamenti e di interventi di pulizia del sottobosco, interventi che hanno anche una importanza fondamentale per aumentare la resistenza e la resilienza delle formazioni forestali.  Prevenzione diretta significa realizzazione e manutenzione di fasce tagliafuoco, riduzione del materiale combustibile, pulizia delle fasce laterali delle strade e di quelle sottostanti le linee di comunicazione.
Nel considerare l’antitesi prevenzione-spegnimento degli incendi non vanno trascurate le differenze in termini di investimento economico delle due opzioni: la prima interessa soprattutto i piccoli operatori del mondo rurale, il secondo coinvolge soggetti esterni al settore forestale e in particolare l’area del business connessa alla flotta aerea e ai sistemi di monitoraggio, settori fortemente legati all’industria militare.

La foresta abbandonata

Le ultime due cause hanno una rilevanza più ampia, che va ben al di là dello specifico caso degli incendi e interessano le modalità organizzative del settore forestale italiano, negletto dalla politica (in parte perché rappresenta lo 0,08 per cento del valore aggiunto nazionale), nonostante le superfici forestali coprano più di un terzo del territorio e rappresentino quella che è stata definita la più grande infrastruttura verde del paese. Una infrastruttura che, nonostante incendi e attacchi parassitari, è in espansione a seguito della ricolonizzazione di terreni agricoli abbandonati. La prevenzione a costi minori è quella connessa alla rivitalizzazione dell’economia del settore: un bosco che produce valore è un bosco che viene difeso e che difficilmente brucia.
In effetti tutto il settore è ancora condizionato da una cultura che è quella dell’Italia della fine dell’Ottocento quando il paese si era dotato di una rigida normativa di vincolo dei territori boscati e di una forza di polizia specializzata nella tutela delle risorse forestali.  Di fatto il singolo, più potente, strumento di politica forestale sono ancora i diversi tipi vincoli (idrogeologico, paesaggistico, naturalistico). Negli ultimi 50 anni la superficie forestale è raddoppiata. C’è bisogno di un cambiamento di paradigma di riferimento nella politica forestale: dal “vietare per proteggere e ricostruire il patrimonio” a “gestire il patrimonio, valorizzandolo anche economicamente, per ridurre i costi della sua tutela”.

Un problema di governance

E qui entra in gioco il quinto e ultimo fattore: l’assetto istituzionale del settore, profondamente modificato dalla Legge Madia di riforma della pubblica amministrazione, e in particolare dal Decreto Legislativo 177/2016 che ha ridefinito le istituzioni che operano nel settore forestale a livello centrale. Come spiegato nella scheda tecnica che ha accompagnato il fact-checking sulle attività di spegnimento degli incendi, con il Decreto 177 è stata fatta la scelta di militarizzare il Corpo forestale dello stato (Cfs) inglobando gran parte dei componenti nell’Arma dei Carabinieri.
Il Decreto 177 ha avuto uno specifico effetto sull’organizzazione della difesa dagli incendi boschivi nelle regioni a statuto ordinario. Attualmente le competenze risultano divise tra regioni, Vigili del fuoco, i Protezione Civile e Carabinieri forestali, secondo la ripartizione riportata nella scheda tecnica. Con la riforma delle competenze definita dal Decreto si rendono necessarie nuove convenzioni tra Regioni e Vigili del fuoco i quali, tuttavia, in molte Regioni dovrebbero ereditare le competenze negli interventi avendo problemi organizzativi e di personale.

Il rischio che vada sempre peggio

Infine, da una lettura del Decreto, si potrebbe ipotizzare che la prevista Direzione foreste del ministero delle Politiche agricole, forestali e alimentari assuma una funzione di indirizzo delle attività anti-incendio. Questa Direzione è ancora in attesa di una definitiva strutturazione.
Con il Decreto 177 si è così riusciti a fare due significativi errori con una sola decisione: si sono affidate responsabilità operative ad una organizzazione (i Vigili del fuoco) che non ha una struttura logistica diffusa sul territorio rurale perdendo le competenze nel coordinamento sul campo accumulate da alcuni decenni di attività antincendio del Cfs. Nello stesso tempo si è accentuato quel processo di securizzazione e, più specificamente, di militarizzazione dell’apparato centrale dello stato nel campo della gestione delle risorse naturali proprio in un momento in cui sarebbe fondamentale avere una pubblica amministrazione che accompagni sul piano tecnico e amministrativo la gestione dei beni comuni, che privilegi la prevenzione sulla repressione, i rapporti di cooperazione e responsabilizzazione con i portatori di interesse sugli interventi securitari. Se questa strada, prepariamoci a molte altre estati di fuoco.

Fonte: www.lavoce.info




01 settembre 2017

VERSO LE REGIONALI. SGARBI: "MI CANDIDO A GOVERNATORE. SARÒ IN CAMPO DA SOLO E VINCERÒ"


Il critico d'arte: "Gli altri? Sconosciuti. Cancelleri? Non è stato capace neanche di laurearsi"

PALERMO - "Chi vince le elezioni in Sicilia? Mi candido io, quindi vincerò io". E' l'annuncio fatto dal critico d'arte Vittorio Sgarbi ai microfoni di ECG, su Radio Cusano Campus, l'emittente dell'Università degli Studi Niccolò Cusano. Sgarbi, le cui parole sono riportate da 'Dagospia', ha già avuto una esperienza amministrativa in Sicilia, dove ha guidato il Comune di Salemi. "Mi candido come governatore, è ufficiale - ha aggiunto Sgarbi -. Corro da solo, non ho bisogno dell'appoggio di nessuno. Il mio obiettivo è vincere". 

Poi, sugli altri candidati in campo: "Al di là del fatto che uno sia una persona considerevole, ditemi chi è Micari? Di me si sa tutto, di Micari cosa si sa? E di Musumeci? Chi lo conosce Musumeci? Al massimo si sa che ha il pizzetto. E di Armao cosa si sa? Occorrerà che uno sia qualcosa per fare il presidente della Regione. Forse correndo da solo non potrò vincere - ha aggiunto -, però mi sembra che un siciliano votando Sgarbi sa cosa vota". Stoccata anche al candidato governatore del Movimento cinque stelle Giancarlo Cancelleri: "Non è stato capace neanche di laurearsi. Grillo sta smobilitando, perderà".
01 Settembre 2017

Fonte: livesicilia.it






ENNA. NOTA DI APPREZZAMENTO DEL PREFETTO PER LA CAMPAGNA ANTINCENDIO 2017

Ricevo e pubblico
dal Segretario Regionale Ugl
Franco Arena






LA ‘GRANDE COALIZIONE’ DI CENTRODESTRA, TROVATA L’UNITÀ SU MUSUMECI PRESIDENTE, ARMAO VICE E LAGALLA IN GIUNTA (VIDEO INTERVISTE). IL BLOG: QUALE FUTURO PER I FORESTALI? SIAMO INTERESSATI AI PROGRAMMI DEI FUTURI PRESIDENTI


E alla fine fu grande coalizione ma di centro destra. Dopo il confronto di tacco e punta il centrodestra trova la quadra e andrà compatto alle elezioni del 5 novembre. L’ufficialità è venuta questa mattina da una grande conferenza stampa in Assemblea regionale siciliana.
L’accordo è per ‘tutti dentro’. Il candidato presidente della Regione è Nello Musumeci ma nel programma di governo ci saranno le proposte dei Sicilianindignati di Gaetano Armao che corre con Musumeci come suo vice presidente ed assessore regionale all’economia in caso di vittoria. Della partita anche Roberto Lagalla ex rettore di Palermo ed ex assessore alla sanità durante il governo Cuffaro. Anche lui si era lanciato con ‘IdeaSicilia’ nella corsa alla Presidenza ma ieri sera ha raggiunto in extremis l’accordo a destra come auspicato già ieri da Gianfranco Miccichè.
Dietro i tre candidati, oggi all’Ars c’erano tutti i segretari di partito da Fratelli d’Italia a Forza Italia, da Cantiere Popolare ai salvianiani, e tutti i movimenti dei candidati. La strada è segnata. Il centrodestra, unito, prova a vincere queste elezioni e ad avviare il grande ritorno. E proprio Saverio Romano per Cantiere popolare ha ufficializzato su twitter l’appoggio a Musumeci per fugare qualsiasi dubbio. Una sfida difficile quella che parte da oggi ma almeno unitaria.



“Il centrodestra siciliano offre ai siciliani un’ancora di speranza con una coalizione unita, compatta responsabile e motivata – ha detto Musumeci – E’ l’epilogo di un percorso lungo e faticoso ma alla fine le scelte sono state meditate e condivise. Il senso di responsabilità di ciascuno di noi è servito come elemento essenziale. Voglio ringraziare i leader di queste forze politiche a cominciare da Gianfranco Micciché, col quale ho un rapporto più dolce che amaro. Abbiamo saputo trovare le ragioni che uniscono”.
“Ringrazio Gaetano Armao e Roberto Lagalla: con Armao prima che sui ruoli abbiamo trovato un’ intesa sulle cose da fare – ha detto – ; a lui mi lega una visione dell’istituto autonomistico nella convinzione che va rilanciato, in una visione che deve tenere in considerazione il mutato contrasto europeo e nazionale”.
“Il professore Armao ha redatto il programma per la parte economica, porterà il frutto della sua competenza di economista e accademica all’interno della Giunta con il ruolo di vicepresidente. Al rettore Lagalla, che è un protagonista nel dibattito politico italiano ho chiesto di consolidare la forza di questa coalizione per evitare che le divisioni potessero facilitare la cattiva politica e la demagogia politica”.
“A Lagalla dico grazie per la disponibilità dimostrata – ha aggiunto – nel volere entrare in giunta, non possiamo privarci della sua competenza. Contribuirà a rendere più competente l’organo di governo”.
“Ai partiti che hanno consentito il varo di questa coalizione – ha concluso – ognuno con la propria identità ma con il crogiolo della sintesi, dico grazie perché noi vogliamo essere un partito di alternativa, nei metodi, nell’impostazione del lavoro quotidiano. Il programma sarà definito nei prossimi giorni per poterlo divulgare”.
“Grazie a Nello Musumeci e grazie alla coalizione che si ritrova unita, sarà una campagna elettorale dura, saranno anni duri per rimettere in piedi un sistema regionale portato al collasso – ja detto Gaetano Armao – la nostra è una prospettiva di speranza: la Sicilia con l’autonomia può ritrovare la speranza”.
“In questi mesi di duro lavoro abbiamo cercato di ricreare tra la gente la speranza cercando di riannodare la buona politica e il diritto dei cittadini a essere rappresentati – ha aggiunto Roberto Lagalla – il senso di responsabilità ci porta a sposare un progetto comune, che sulla base della solidità di una coalizione guarda al programma nell’interesse dei cittadini. Ho sentito doveroso portare il contributo di Idea Sicilia per un progetto per la Sicilia e per far riacquistare speranza ai siciliani”.

Leggi anche:








di Manlio Viola 




Gli impegni per i lavoratori forestali dell'On. Musumeci qualora venisse eletto Presidente:

FAI, FLAI E UILA ENNA. INVIATE PRESSO I CPI LE RICHIESTE DEI 78ISTI. GLI AVVIAMENTI SARANNO EFFETTUATI IL 6 SETTEMBRE

Ricevo e pubblico
dalle Segreterie Territoriali Flai Fai Uila Enna



Il Dott. Foti comunica di avere inviato le richieste dei lavoratori 78isti presso i centri per l'impiego. La chiamata sarà fatta mercoledì giorno 6 settembre, presso i CPI troverete le date visite mediche. Il 18 settembre primo giorno lavoro.
Cimino, Scornavacche, Savarino





UGL. ENNA, RICHIESTE PER I 78 ISTI PRESSO I CENTRI PER L'IMPIEGO

Ricevo e pubblico
dal Segretario Regionale Ugl
Franco Arena











STIPENDI LUGLIO PER GLI AIB PALERMO. ANCORA NIENTE ACCREDITI


Dall'ufficio ragioneria mi hanno appena detto che non ci sono ancora gli accrediti. Desidero ringraziare il responsabile dell'ufficio, per la disponibilità e gentilezza dimostratami nelle diverse occasioni.
Critiche invece a coloro che non rispettano i contratti di lavoro!


CONTRATTO INTEGRATIVO REGIONALE


ART.11
RETRIBUZIONE
La corresponsione della retribuzione sia per gli OTI che per gli OTD deve essere effettuata entro il giorno 15 del mese successivo a quello cui si riferisce la prestazione lavorativa e comunque non oltre la fine del mese successivo a quello cui si riferisce la prestazione lavorativa.





COMMENTANDO LA NOTIZIA DELL'IMPRENDITRICE PIROMANE A PISTOIA, MICHELANGELO INGRASSIA HA POSTATO DEI TWEET CHE IL BLOG CONDIVIDE CON I SUOI LETTORI

Commentando la notizia dell' imprenditrice piromane a Pistoia, Michelangelo Ingrassia ha postato dei tweet indirizzati a questo Blog, a Stefania Petyx, all'Arena Giletti, al Qds e al componente del Gabinetto del Presidente Crocetta, Giuseppe Caudo.




Leggi anche:




A proposito del Dott. Giuseppe Caudo

Vi ricordate l'impegno che si era preso il 23 gennaio 2017 al convegno del Sifus a nome del governo? Ebbene, si era impegnato ad utilizzare il ddl 104, quale base per la discussione della riforma del comparto da realizzarsi nel più breve tempo possibile con un tavolo tecnico.
Campa cavallo che l'erba cresce.
Quì sotto il video








MOVIMENTO 5 STELLE LAVORA ALL'OMBRA DEI LITIGI DEGLI ALTRI. «NON PIÙ VOTO DI PROTESTA. BUROCRATI? CE NE SONO BRAVI». IL NOSTRO OBIETTIVO SARÀ QUELLO DI ASCOLTARE LE VARIE CATEGORIE



Simone Olivelli 1 Settembre 2017
Politica – Mentre a destra e sinistra si è ancora alla ricerca dei nomi giusti per vincere la competizione elettorale, Giancarlo Cancelleri è sicuro che toccherà a lui provare a diventare il primo pentastellato a guidare una regione italiana. «Non bado ai sondaggi, specie se li commissionano i partiti. In minoranza all'Ars? C'è la possibilità»

È stato il primo ad annunciare la candidatura, ma si tratta di un primato che tra poco più di due mesi potrebbe non significare più nulla. Perché il 6 novembre a contare saranno i voti dei siciliani chiamati, fino alla sera prima, a esprimersi su chi dovrà guidare l'Isola per i prossimi cinque anni. Per adesso, però, la posizione di Giancarlo Cancelleri è quella di chi può concedersi di ragionare sul programma e sulla ricerca del consenso, sicuro del fatto che il proprio nome non verrà messo in discussione. Scelto da oltre 2200 attivisti a inizio luglio, il deputato nisseno punta a diventare il primo pentastellato a guidare una regione italiana.

Cancelleri, come si sta a guardare gli altri litigare alla ricerca di nomi e alleanze?«I litigi negli altri partiti non mi interessano più di tanto. Noi ci stiamo confrontando con i cittadini e in questi giorni abbiamo definito il programma. Tra poco poi partiremo con una fase di ascolto nei territori».

Un altro tour per la Sicilia?
«Sarà diverso. Ci saranno meno palchi e più colloqui attorno ai tavoli. Il nostro obiettivo in questo caso sarà quello innanzitutto di ascoltare le varie categorie professionali e sociali. Un'operazione che servirà ad arricchire ulteriormente la nostra proposta politica grazie al contributo dei nostri sostenitori».


Intanto però iniziano a circolare i primi sondaggi. Nell'ultimo siete stati dati al secondo, dietro il centrodestra.
«Tutte queste girandole di numeri mi sembrano l'espressione di chi non sa che pesci prendere. Di sondaggi ne arriveranno anche altri nelle prossime settimane, ma ci badiamo poco. Non mi affascinano queste proiezioni, specie se consideriamo che a commissionare quello a cui lei fa riferimento è stata un'associazione riconducibile al movimento di Nello Musumeci».  


La sfida però sarà dura.
«Sappiamo bene che sarà una battaglia difficilissima, vincere non sarà facile per nessuno. Noi continuiamo a lavorare, convinti di essere nella giusta direzione».


C'è chi sostiene che a fare campagna al Movimento 5 stelle ci stanno pensando gli altri partiti con le loro difficoltà.
«Non so se siamo avvantaggiati, ma di certo non è un bel vedere. A quasi due mesi dal voto non si sa ancora chi saranno gli avversari, a dimostrazione di come queste persone non abbiano a cuore la Sicilia ma pensano a solo a fare quadrare gli equilibri in queste regionali in vista di giocarsi le carte alle nazionali. I cittadini però credo che ormai abbiano compreso il gioco».


Cosa è cambiato rispetto a cinque anni fa?
«Nel 2012 abbiamo raccolto tantissimo il voto di pancia, la gente ci votava perché era contro gli altri. Oggi pensare questo significherebbe compiere un errore di valutazione perché il consenso verso di noi deriva da quello che abbiamo fatto a tutti i livelli. La gente si è convinta che stiamo tracciando una linea diversa».


Vinto lo scontro politico, ci sarà il confronto con i burocrati. Figuccia ha detto che non vi vogliono. «C'è chi continua a descriverci come tagliatori di teste ma non è così né lo sarà. Da mesi incontro dirigenti e funzionari della Regione e a loro dico che se dovessimo vincere collaboreremo con la classe amministrativa regionale». 

Escludete quindi di nominare dirigenti esterni di fiducia?
«Non vogliamo dirigenti fidelizzati al Movimento 5 stelle, ma alla Regione. All'interno della macchina burocratica, che di certo va riformata, ci sono molte persone che non hanno mai accettato la vicinanza ai partiti politici e per questo sono stati tenuti nello sgabuzzino della Regione. Ecco, è venuto il momento di valorizzarli. Bisogna cambiare l'atteggiamento di sfiducia verso politica e burocrazia, iniziando a dare risposte giuste nei tempi previsti. Non sarà facile, specie all'inizio, ma in cinque anni riusciremo a dare un volto più simpatico a questa Regione».


Qualche nome?
«Ne abbiamo individuati già diversi, ma per il momento non li diciamo. La certezza è che Patrizia Monterosso non sarà più segretaria generale e che i dirigenti, che negli ultimi 20 anni hanno svolto ruoli apicali, saranno cambiati. Ma non faremo arrivare alcun papa straniero, perché non ce n'è bisogno».


Nel caso vinceste, potreste trovarvi comunque in minoranza all'Ars. Aprirete le porte agli altri partiti? 
«La possibilità di essere minoranza a sala d'Ercole c'è e aprirebbe uno scenario nuovo. In quel caso, guarderemo alle forze che entreranno nell'Assemblea sperando che qualche movimento civico possa superare la soglia di sbarramento. Se ciò non avverrà, faremo di necessità virtù». 


Come?
«Metteremo sul tavolo delle proposte, ascoltando gli input che arriveranno dall'esterno, e chiederemo di sostenerle. Di certo con i vecchi partiti non ci siederemo a parlare, perché loro ragionano solo sulle poltrone. E con noi si parlerà di leggi e soluzioni, non di posti. Poi è chiaro che ognuno sarà responsabile di ciò che voterà».


Il Movimento 5 stelle fa campagna elettorale senza nominare la mafia. Questa è l'ultima accusa che vi è stata rivolta.
«Per la prima volta, mi sono ritrovato a essere attaccato per una cosa che non ho detto. I giornali, quelli che sono pagati dai partiti, se ne sono usciti con questa idea bizzarra. La verità è che noi abbiamo sindaci che sono stati minacciati o ci sono pentiti e mafiosi che ci hanno definiti incorruttibili. Noi, la mafia, la combattiamo, non abbiamo bisogno di parlarne. Anche perché il parlare e basta non è mai servito a nulla se non a generare l'antimafia di facciata che ha regalato a qualcuno la carriera politica».


Grillo cosa dice? Vi state sentendo?
«L'ho sentito qualche giorno fa. Beppe mi ha chiesto che impressioni avevamo e ci ha detto che da fuori ha visto un tour entusiasmante. Il 22, 23 e 24 settembre saremo insieme a Rimini per il raduno nazionale. Poi contiamo di averlo con noi a ottobre per la volata finale». 


Fonte: meridionews.it




 Gli impegni dell'On. Cancelleri per i forestali qualora venisse eletto Presidente




L'intervento integrale dell'On. Giancarlo Cancelleri, M5S, al 2°Congresso del Sifus/Confael

L'On. Giancarlo Cancelleri M5S (candidato alla presidenza della regione) ha risposto in diretta alle domande dei cittadini, tra cui anche a quella mia: quale ricetta per i lavoratori forestali? Siamo una risorsa e non un problema! Guarda il video

Sifus: Cancelleri dice "si" alla stabilizzazione dei forestali

On. Giancarlo Cancelleri (M5S): discutere all'Ars il disegno di legge di iniziativa popolare sui forestali è un dovere della politica regionale

L'On. Giancarlo Cancelleri ha incontrato a Sutera (Cl) i lavoratori forestali

Cancelleri (M5S): ad ogni finanziaria vengono sottratte risorse ai coltivatori per dirottarle su forestali e precari. Una vera e propria guerra tra poveri”

Intervista a Giancarlo Cancelleri. Bisogna evitare di fare di forestali, precari e formatori gli agnelli sacrificali. Non sono i responsabili di ciò che non funziona in Sicilia. «Però queste sono delle finte misure assistenziali

L'intervista a Giancarlo Cancelleri (M5S), siamo pronti a guidare la Sicilia. Bisogna ridare dignità ai forestali e alla formazione. A questa gente, senza però scivolare nel populismo: chi dice che tutti possano essere stabilizzati sta mentendo


L'On. Cancelleri risponde al blog: quanto dichiarato su panorama non corrisponde a quello che ho detto. Quindi nessun licenziamento in caso di vittoria del M5S!

Cefalù, Grillo sui Forestali. Video esclusivo

L’assalto dei 5 Stelle alla Presidenza della Regione, un cartone animato per lanciare la campagna elettorale. La scrittura del programma, avverrà grazie al contributo di tutti i siciliani”. Leggi anche gli impegni selezionati dal blog sui forestali


Giancarlo Cancelleri M5S: non e' assolutamente vero che una volta eletti getteremo in mezzo alla strada tutti i precari (forestali, asu, lsu pip...) 

FOIA. CONTRO LA SPECULAZIONE SUI TERRENI COLPITI DAGLI INCENDI. PER IL MOMENTO RISULTANO ISTANZE PRESENTATE DAI CITTADINI DI BAGHERIA, SAN CIPIRELLO, GANGI, CASTELBUONO E ROCCAMENA. FACCIAMOLO TUTTI!



Accesso Civico Generalizzato (FOIA)

Con questa semplice pagina puoi creare facilmente la richiesta del dataset dei catasti delle terre bruciate del comune di tuo interesse.
È importante perché, in questo modo, sensibilizziamo le Pubbliche Amministrazioni ad informare correttamente su quali siano gli incendi avvenuti attorno a noi. Ma soprattutto le invitiamo ad applicare esattamente l’art 10 comma 2 della Legge 353/2000 chiedendo l’elenco con relative perimetrazioni dei soprassuoli già percorsi dal fuoco nell’ultimo quinquennio. Una legge poco applicata ma molto incisiva quale deterrente alle possibili speculazioni post-incendio, visti i vincoli resi applicabili solo in caso di definizione ed aggiornamento del catasto incendi.
Non ti resta che chiedere! Contiamo su di te!
Come funziona
Seleziona il comune per il quale vuoi creare la richiesta, clicca quindi su “Crea richiesta”. Verrai reindirizzato al modulo online da compilare soltanto con i tuoi dati. Troverai precompilati sia il testo della richiesta sia il destinatario. Andando quindi “Avanti” potrai visionare una anteprima.
Infine “Crea Richiesta Foia” ed ecco il tuo pdf da scaricare.


Il successivo invio al Comune
Potrai inviare la richiesta al Comune in alternativa tramite:
Trasmissione telematica: tramite e-mail o PEC all’indirizzo di riferimento della pubblica amministrazione (sottoscrivendo il modulo e allegando una copia del documento di riconoscimento valido oppure apponendo la firma digitale, in questo caso non è necessario allegare copia del documento di riconoscimento);
Trasmissione analogica: tramite posta o raccomandata o brevi manu al protocollo della pubblica amministrazione (sottoscrivendo il modulo e allegando una copia del documento di riconoscimento valido).


Un’ultima cosa
Anzi due 😉:

  • se invii una richiesta per il tuo comune - una volta fatto - puoi per favore indicarlo qui? In questo modo altri utenti sapranno se per un dato comune è già stata fatta una richiesta;
  • quando riceverai i dati sui catasti delle terre bruciate, inviacele per favore per mail a emergenzehack@gmail.com. Così creeremo un catalogo centralizzato dei catasti delle terre bruciate dei comuni.
Grazie

CREA RICHIESTA


Questa è un istanza generata dal sistema compilata da un cittadino di Castelbuono





NO ALLE SPECULAZIONI SUI TERRITORI SE IL CITTADINO SI INFORMA E PARTECIPA



30 Agosto 2017
Parte oggi la campagna di Italia A Fuoco per coinvolgere i cittadini contro la speculazione sui terreni colpiti dagli incendi.
Sono più di 560 le notizie di incendi in Italia raccolte da maggio nella mappa creata da Italia a Fuoco, progetto non profit e open data nato per condividere informazioni utili e verificate sugli incendi che in questi mesi affliggono l’Italia.


E dopo ogni incendio, l’incubo speculazione: i terreni perdono il proprio valore e la loro destinazione urbanistica può cambiare a favore dei costruttori, oppure possono trasformarsi in luoghi di scarico illecito di rifiuti. Solo nel 2016, secondo il rapporto Ecomafia 2017 di Legambiente, sono stati 4635 gli incendi denunciati come reati, con 14 arresti e 96 sequestri.
Per contrastare questo fenomeno una legge c’è già: la 353/2000, “finalizzata alla conservazione e alla difesa dagli incendi del patrimonio boschivo nazionale quale bene insostituibile per la qualità della vita”. La legge prevede che “le zone boscate ed i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio per almeno quindici anni.”

Per applicarla però c’è un vincolo: i comuni devono aggiornare il catasto incendi e pubblicarlo nell’albo pretorio. E qui il cittadino può fare la sua parte: sul sito di Italia A Fuoco c’è una sezione specifica per creare facilmente la richiesta di pubblicazione del dataset dei catasti delle terre bruciate del comune di loro interesse. Questa avrà lo scopo di sensibilizzare le Pubbliche Amministrazioni ad informare correttamente su quali siano gli incendi avvenuti attorno a noi e ad applicare esattamente l’art. 10 comma 2 della Legge 353/2000 chiedendo l’elenco con relative perimetrazioni dei soprassuoli già percorsi dal fuoco nell’ultimo quinquennio.

È un diritto di qualsiasi cittadino e, in questo caso, una fortissima leva contro gli incendi perché ne elimina uno dei principali presupposti alle successive speculazioni. Una semplice richiesta può rappresentare un atto di grande umanità per le comunità, la natura e per l’intero sistema economico sociale”, spiega Giuseppe Ragusa, attivista civico del progetto.

Come funziona
Su http://italiaafuoco.info/foia/ la richiesta viene creata grazie all’integrazione sul sito di FoiaPop, una piattaforma online per la compilazione di richieste di accesso civico semplice e generalizzato. Il Foia, Freedom of Information Act, garantisce ai cittadini l’accesso a documenti, informazioni e dati in possesso delle pubbliche amministrazioni. In Italia questo diritto è sancito dall’art. 5 del D. Lgs. 33/2013 ma è poco esercitato. Con FoiaPop si rende automatica la compilazione di richieste di accesso civico semplice e generalizzato, e viene data visibilità immediata semplice ai procedimenti amministrativi come appalti, pagamenti, ecc, su cui il cittadino può inviare delle domande specifiche di accesso.


Cos’è Italia a Fuoco
Un progetto non profit, organizzato interamente da volontari. È nato a luglio 2017 per condividere informazioni utili e verificate e open data sugli incendi in Italia. L’idea è di Matteo Tempestini, Matteo Fortini e Andrea Borruso e nasce a seguito di maturata esperienza di hacking civico in diversi settori. Oltre alla mappa delle notizie di incendi da maggio 2017 ad oggi (aggiornata settimanalmente), su Italiaafuoco.it è possibile consultare anche i dati e la mappa, regione per regione, degli incendi divampati in Italia dal 2009 al 2016.


Contatti emergenzehack@gmail.com donata.columbro@ondata.it

Fonte: www.italiaafuoco.info




BELPASSO, GROSSO INCENDIO MINACCIA ABITAZIONI. VIGILI DEL FUOCO E FORESTALE AL LAVORO DA SEI ORE


Salvatore Caruso 31 Agosto 2017
Cronaca – Le fiamme sono alimentate dal forte vento che da qualche ora soffia in quella zona. Nel tardo pomeriggio è giunta sul posto un'autobotte dal comando provinciale di Catania, il cui intervento ha fatto tramontare l'ipotesi di far uscire alcuni residenti a scopo precauzionale

Un incendio di vaste proporzioni sviluppatosi in contrada Agnelleria, al confine tra i Comuni di Belpasso e Paternò, nei pressi del parco divertimenti Etnaland, tiene impegnate dalle 12.55 di oggi alcune squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale e quelle del corpo Forestale, che stanno lavorando per contrastarne l’avanzata. Per il momento rimangono incerte le cause del rogo, che ha già incenerito ettari di terreni incolti e qualche fondo agricolo ricco di uliveti e di canneti. Le fiamme sono alimentate dal forte vento che da qualche ora soffia in modo incessante sulla zona. 

Nel tardo pomeriggio, a supporto dei vigili del fuoco, è giunta anche un’autobotte da Catania. Le fiamme hanno minacciato da vicino un agriturismo e altri edifici. Inizialmente era stata valutata l’ipotesi di allontanare, a scopo precauzionale, alcune famiglie dagli immobili minacciati, ipotesi tramontata nel momento in cui un più intenso intervento dei soccorsi ha dimezzato la portata delle fiamme. «L’intervento è ancora in corso - affermano dalla sala operativa della Forestale - si sta lavorando per evitare conseguenze spiacevoli. Ma la situazione è sotto controllo». Per comprendere la natura del rogo, i vigili del fuoco effettueranno un accurato sopralluogo. 

Fonte: catania.meridionews.it





31 agosto 2017

STAGIONE CACCIA, PER L'ISPRA ANDREBBE RITARDATA. «LIMITAZIONI A CAUSA DELLA SICCITÀ E DEGLI INCENDI»


Simona Arena-31 Agosto 2017
Cronaca – L'Istituto superiore protezione ricerca ambientale ha inviato un parere alla Regione ravvisando una serie di problematiche che potrebbero minacciare la conservazione della fauna. Intanto Wwf, Legambiente e Lipu attendono il pronunciamento del Tar di Palermo sull'impugnativa del calendario venatorio


Troppo caldo e incendi, stop alla caccia. L'Istituto superiore protezione ricerca ambientale (Ispra) ha inviato un parere alla Regione secondo cui sono necessarie urgenti «limitazioni all’attività venatoria a causa della siccità e degli incendi». Ecco perché Wwf, Legambiente e Lipu hanno inviato una diffida all'Ars a Palermo chiedendo la sospensione. «Il parere sulle condizioni meteoclimatiche e la caccia è inequivocabile», spiegano le tre sigle ambientaliste. Le condizioni di caldo estremo che perdurano da mesi, aggravate da una drammatica espansione degli incendi comportano «una condizione di rischio per la conservazione della fauna in ampi settori del territorio nazionale e rischia di avere, nel breve e nel medio periodo, effetti negativi sulla dinamica di popolazione di molte specie».

In Sicilia la caccia si aprirà sabato 2 settembre. La diffida è arrivata al presidente della Regione, Rosario Crocetta, all'assessore all'Agricoltura, Antonello Cracolici, e al collega all'Ambiente Maurizio Croce. Si chiede l'immediata «sospensione del calendario venatorio, in particolare per quanto riguarda l'imminente preapertura dei giorni 2, 3, 6, 9 e 10 settembre, al fine di verificarne la compatibilità con la situazione ambientale, climatica e ecologica».

Già ad agosto, con una precedente diffida, le associazioni avevano chiesto «una complessiva revisione e riformulazione del calendario». A giugno sempre l'Ispra aveva formulato un articolato parere preventivo, sul calendario, esprimendo diverse e rilevanti osservazioni critiche delle scelte dell'amministrazione regionale. Era stato chiesto di diminuire le specie cacciabili e di aprire la caccia solo da ottobre.

Adesso però, alla luce del nuovo parere, Wwf, Legambiente e Lipu ribadiscono la richiesta a Crocetta e Cracolici di «risposte serie e adeguate alla drammatica situazione della fauna». Gli animali sopravvissuti a siccità, calura e incendi hanno subìto un grave peggioramento delle condizioni fisiche mettendo a rischio il successo riproduttivo e aumentando la mortalità, a causa di una maggior vulnerabilità a malattie e predazione.

Le associazioni, infine, ricordano che la Regione ha già chiesto lo stato di calamità per l'emergenza incendi e sta predisponendo gli atti per riconoscere la drammatica situazione di crisi idrica e siccità che stanno danneggiando l'agricoltura, le piante e gli animali d'allevamento: «Chiunque dotato di buonsenso - concludono - non può negare, quindi, che la caccia sia assolutamente incompatibile con l'attuale contesto». Intanto, il 15 settembre il Tar di Palermo dovrà esprimersi sull'impugnativa del calendario venatorio, dopo che lunedì presidente del Tribunale ha respinto la richiesta di decreto cautelare per l'urgente sospensione della preapertura della stagione di caccia.

Fonte: meridionews.it





PALERMO. AZIENDA, LA PROSSIMA SETTIMANA VERRANNO TRASMESSE AI CPI LE RICHIESTE DI AVVIAMENTO

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della Cisl Castronovo






TRA LE FIAMME. IL RACCONTO DI CHI HA RISCHIATO LA VITA

di Antonino Lomonaco (nella foto)
Quel giorno prendemmo servizio alle tredici e trenta. Vi era una temperatura ambientale di quarantacinque gradi. Subito fummo mandati su di un grosso incendio che si inerpicava sui fianchi nord dell'Etna, nel territorio di Castiglione. Quando arrivammo, l'incendio aveva da poco oltrepassato la strada denominata "Quota mille". Vi era un vento apparentemente costante, verso ovest, poco forte e regolare, che lo spingeva verso il terreno bruciato di un precedente incendio. Bastava riuscire a gestire con l’acqua il fianco est e la testa dell’incendio, in modo da non far sfuggire, soprattutto quest’ultima, da quella direzione presa, per riportare tutto ad una condizione favorevole. Scorgemmo una stradina che s'inerpicava, distanziata una trentina di metri, a est dell' incendio, e su cui, pensammo, si potesse salire con un mezzo ad acqua per intervenire poi con le manichette. Io ed il mio compagno di squadra ci inerpicammo per visionare la strada, dovevamo accertarci che fosse percorribile e, soprattutto, che si potesse, all'occorrenza, invertire agevolmente la direzione di marcia. Ci eravamo distanziati solo qualche decina di metri dagli altri, quando ci accorgemmo di una repentina, quanto inaspettata, fiammata alle nostre spalle, spinta da un vento improvviso e contrario a quello che vi era stato sino ad allora. Una fiammata dovuta, forse, a qualche improbabile favilla o ad un innesco nascosto che si era attivato proprio in quel momento. Fatto sta che la fiammata si allargò con un vigore inusuale ed inaudito, attraversando, da est ad ovest la stradina che stavamo percorrendo in salita, tagliandoci la strada e ponendoci in un serio, e del tutto inatteso, pericolo con un incendio al di sotto di noi. Proprio in quel momento ci trovavamo in uno slargo della stradina, dovuto all'entrata e all'uscita di una proprietà abbandonata da qualche anno, una proprietà coltivata ad ulivi. In quel momento stavo proprio guardando le piante alte pochi metri lasciate all'incuria e rinsecchite, il terreno pieno di sterpaglie e foglie secche, il cancello di filo spinato che saliva, poi, a percorrere il perimetro della proprietà, la quale era invasa, ed ormai circondata, dai fitti ed alti cespugli di ginestre che predominavano quell'area rinselvatichita. Il mio compagno capì l'estremo pericolo che stavamo correndo e mi gridò di scavalcare il filo spinato per cercare riparo, ed una via di fuga, in quell'uliveto. Mi sembrò, istintivamente, l'ultima cosa da fare: vi era un rischio di rimanere impigliati col filo spinato mentre il fuoco andava proprio in quella direzione ed, in quella proprietà, non si scorgevano stradine o altre vie di uscita. Era un azzardo potenzialmente letale. Valutai, invece, che lo slargo in cui ci trovavamo poteva essere un sufficiente riparo, almeno finchè si attenuasse l'impeto di quelle prime fiammate, cosicchè, al momento opportuno, slanciarci di corsa per la stradina, adesso invasa dalle fiamme ma da cui eravamo venuti. Cercai di calmarlo ma già si era inerpicato sul filo spinato, scavalcandolo, e scomparendo alla mia vista. Temetti per lui. Ciononostante, appena mi rigirai a guardare l'evoluzione delle fiamme capii che dovevo temere anche per me! Solitamente, quando le temperature sono più fresche, a quelle prime fiammate furiose, vi è una certa dispersione di calore che attenua un po' l'impeto delle fiamme. Evidentemente, i quarantacinque gradi di quella giornata non aiutavano affatto la dispersione del calore che mi aspettavo, ma anzi lo concentravano e lo accentuavano. Così l'impeto delle fiamme continuava e se qualche istante prima andava da ovest verso est, adesso si stava concentrando in direzione nord-sud, ovvero proprio verso di me! Vi fu una ulteriore fiammata che mi fece capire di abbassare immediatamente la visiera del casco, vidi l'aria attorno a me diventare incandescente. Ebbi chiara consapevolezza di trovarmi in una condizione analoga ai miei sfortunati compagni nel "93. Proprio in quel momento vidi formarsi, alla mia sinistra, a pochi metri da me un mulinello di fuoco, alto tre, quattro metri, girare vorticosamente come una trottola incandescente e pazza. Ogni cosa iniziava a prender fuoco. Per qualche secondo rimasi affascinato da quel fenomeno straordinario, ma incominciai a sentire dolore per il forte calore. Non serviva nient’altro a farmi capire che dovevo scattare immediatamente in una corsa non più rimandabile verso la stradina ancora invasa dalle fiamme, ma oltre cui vi era la salvezza! Nella corsa fra le fiamme ricordo il dolore ai gomiti, al collo e alle punte delle orecchie, un dolore che avrebbe voluto sfogarsi in movimenti inconsulti come ad allontanare i morsi di bestie feroci che mi laceravano le carni. Eppure sentii anche le gambe, libere, vigorose, che balzavano regolari verso il basso, verso la salvezza. Pensai: Si può fare! Ce la faccio! Non ha importanza il dolore! 

D'un tratto, in quel tempo senza tempo, in cui muove l'emozione dell'emergenza, il rosso dell'aria si tramutò in fumo denso, sentì quel calore spaventoso diminuire, le bestie lasciare la presa delle carni. Rividi le figure dei miei compagni, le loro grida di bestemmie e contentezza nel rivedermi. Mi chiesero di Peppe. Già! Peppe!... Il mio ottimismo mi fece ricordare di non aver sentito strazii, lo chiamai fiducioso, lo chiamammo, gridammo... Rispose incolume. Fortunato come me: aveva trovato una via d’uscita! Eravamo vivi!

Vivi! Così come non lo è chi appicca un incendio, chi sporca il pianeta con la sua sporcizia esistenziale, chi vive per la morte: il danaro come fine, lo squallore come stile... 

Noi siamo di un’altra razza!


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