02 gennaio 2017

RIAPERTURA RISERVA CAVAGRANDE, TAR CONDANNA L'AZIENDA FORESTE


Il sindaco Cannata: «Adesso la riapertura non può più essere rimandata e ci attendiamo risposte questa volta con provvedimenti certi e definiti»

di Francesco Midolo
Avola (Siracusa) - Il Tar di Catania si è espresso sul ricorso presentato dal Comune per la riapertura della Riserva Orientata di Cavagrande del Cassibile, “condannando” l’Azienda Foreste Demaniali a dare una risposta certa sugli interventi e sulla tempistica entro 60 giorni dalla data di pubblicazione, ovvero il 30 dicembre 2016. Il Tribunale Amministrativo Regionale in primo luogo ha accettato i termini del ricorso portato avanti dalla giunta Cannata “essendo Ente – si legge sulla sentenza - per definizione deputato a tutelare gli interessi del territorio di pertinenza, il Comune ricorrente è titolare di un interesse qualificato e differenziato che lo legittima a chiedere l’avvio e la conclusione del procedimento finalizzato a verificare la sussistenza dei presupposti per la riapertura della riserva.

E in questa ottica, le eventuali intervenute riunioni sull’argomento non fanno venir meno l’obbligo di avviare e concludere un siffatto procedimento, che dall’istanza del Comune certamente consegue”. Poi riferendosi alla legge regionale 10/91 che sancisce l’obbligo per ogni amministrazione che porta avanti un procedimento di dare tempi certi dell’inizio e della conclusione dello stesso “ne consegue - si legge sulla sentenza - che deve accogliersi il ricorso in epigrafe, con conseguente fissazione di un termine di 60 giorni, entro il quale l’amministrazione intimata (l’Azienda Foreste Demaniali) è tenuta a concludere il procedimento de quo, al fine di verificare e dare adeguatamente conto, nell’esercizio comunque della sua discrezionalità ancorata ai parametri di legge, se sussistono i presupposti per la riapertura della riserva. Sull’istanza di accesso va invece dichiarata la cessazione della materia del contendere, come da espressa dichiarazione del Comune”. Il Tar di Catania ha condannato l’Azienda Foreste Demaniali al pagamento, in favore del ricorrente (il Comune di Avola), delle spese di giudizio, liquidate in 2 mila e 500 euro, oltre accessori, e al rimborso del contributo unificato. Soddisfatto della sentenza il sindaco Cannata.

«Siamo soddisfatti - dice il primo cittadino - per l'esito della sentenza che dimostra l'inadempienza della Regione e del suo dirigente gestore. Adesso la riapertura non può più essere rimandata e ci attendiamo risposte questa volta con provvedimenti certi e definiti. Un esito importante che dimostra anche la fondatezza delle nostre ragioni in questi due anni di battaglie contro la gestione inadeguata del dipartimento regionale». Nunzio Caruso, dirigente dell’Aziende Foreste Demaniali della provincia di Siracusa, che ha la competenza proprio sulla riserva di Cavagrande del Cassabile, non si scompone. «Ci adegueremo – dice Caruso – al dispositivo della sentenza, facendo sapere con certezza quanto tempo occorre per la messa in sicurezza del Canyon». Che potrebbe anche essere un mese o un anno.



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02 Gennaio 2017
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Avola, multa per chi fa il bagno nei laghetti di Cavagrande del Cassibile. E' la decisione presa da nunzio caruso, Dirigente dell’Azienda Foreste Demaniali di Siracusa








CRITICHE DAL CODIRES. LA NUOVA RIFORMA SUI FORESTALI DOVREBBE ESSERE MIGLIORATA

Ricevo e pubblico
dal Segretario regionale Codires
Enrico Scozzarella







UNA PROMESSA AL GIORNO PER IL PARTITO DEMOCRATICO. OGGI E' LA VOLTA DEL QUARTETTO LUPO-GUCCIARDI-PANEPINTO-MARZIANO. IL BLOG: LE PROMESSE MIGLIORISONO QUELLE CHE SI MANTENGONO!


Governa il Pd (con tutti i suoi cespugli) e ce la prendiamo con il Pd. 
Governava il Centro Destra e ce la prendevamo con il Centro Destra. 
Non faremo sconti eventualmente nemmeno al M5S, a Diventerà Bellissima o Siciliani Liberi. 

Nessuno si deve permettere a prendere per i fondelli i lavoratori forestali, categoria più anziana non stabilizzata.

"Non si scherza col pane dei nostri figli"


Leggi la promessa

02 Ottobre 2008. Mozione n. 56 - Approvazione urgente di un testo di riordino del settore forestale. Si proceda ad individuare urgentemente un percorso di stabilizzazione di tutti i lavoratori del settore. Link



Via le vergognose fasce dei 78isti e 101isti





LE OO.SS. PROVINCIALI DI PALERMO, COMUNICANO CHE IN DATA 4 GENNAIO SI AUTOCONVOCHERANNO CON RISPETTIVA DELEGAZIONE DEI L.T.I. PRESSO I LOCALI DEL SIRF. DISATTESI GLI IMPEGNI PRESI

Ricevo e pubblico 
dalle Segreterie territoriali di Palermo
Fai, Flai e Uila 

Ancora una volta la politica e la burocrazia disattendono gli impegni presi. Basta leggere i documenti allegati vedere le date per rendersi conto in che mani siamo. Molto grave per il servizio antincendio che alcuni lavoratori a tempo indeterminato abbiano chiesto il trasferimento al Dipartimento Sviluppo Rurale e Territoriale e che l'unica scelta attuata dal SIRF sia stata quella di non fare nulla









FORESTALE 78ISTA REINTEGRATO NEGLI ELENCHI DEGLI OPERAI FORESTALI. L'AVVOCATO AIELLO: UN PROVVEDIMENTO GIUSTO CHE RESTITUISCE DIGNITÀ. ERA STATO COINVOLTO IN UNA INCHIESTA ANTIMAFIA

Ricevo e pubblico
dall'Avvocato Giuseppe Aiello



L'Avvocato Giuseppe Aiello

All'inizio degli anni '90 è stato coinvolto in una inchiesta antimafia che lo portarono in carcere e per cui, con sentenza passata in giudicato nel 2001, venne condannato a due anni di reclusione per associazione mafiosa.
Per quella vecchia sentenza, lo scorso marzo 2016, un operaio stagionale della Forestale, un settantotista, è stato cancellato in modo automatico dagli elenchi dei lavoratori, su decisione della Regione.
Lo scorso settembre 2016, l'operaio forestale Antonino Anzallo, difeso dall'avv. Giuseppe Aiello del foro di Enna, adiva il Tribunale di Enna, in funzione di giudice del lavoro, che, in via cautelare e d'urgenza, prima ancora della discussione del ricorso fissata per il 14 dicembre 2016, sospendeva gli effetti del provvedimento di cancellazione e disponeva la reintegra immediata al lavoro.
Nonostante le difese dell'Amministrazioni convenute in giudizio, pochi giorni fa, il giudice del lavoro del Tribunale di Enna ha confermato il provvedimento cautelare emesso in via anticipata lo scorso settembre ed ha così disposto il reinserimento del lavoratore negli elenchi degli operai forestali, condannando l'Assessorato regionale famiglia e del lavoro e la Regione Siciliana a pagare in solido tra loro le spese legali del contenzioso.
L'operaio forestale Antonino Anzallo, di origini pietrine, è difeso dall'avvocato Giuseppe Aiello, che definisce l'ordinanza del Tribunale di Enna un provvedimento giusto, che restituisce dignità ad un "operaio precario" senza garanzia occupazionale, che lavora soltanto per 78 giornate all'anno.
La cancellazione dagli elenchi dei lavoratori forestali era stata disposta a marzo dal Centro per l'Impiego di Enna, a seguito di due direttive emanate dal presidente della Regione Rosario Crocetta. Non ha tardato il giudice del lavoro di Enna a dichiarare quel provvedimento illegittimo, riparando all'errore dell'Amministrazione sin prima della discussione del ricorso, avviando il lavoratore Antonino Anzallo immediatamente al lavoro, così da garantirgli il raggiungimento dei requisiti minimi per presentare domanda di disoccupazione agricola.
Le censure del difensore dell'operaio forestale involgevano, da un lato, il fatto che l'azione dell'amministrazione era tardiva, avendo la medesima avuto notizia del trascorso giudiziario dell'operaio già nell'anno 2003, dall'altro lato, che tale cancellazione era inconciliabile rispetto al fatto che il lavoratore A.A. era stato ammesso a godere dei diritti politici.
E ora il Giudice ha accolto pienamente le ragioni del ricorso, evidenziando l'illegittimità della cancellazione sia perché «non era stata comminata l'interdizione né perpetua, né temporanea», sia perchè nell'ordinamento giuridico italiano «non esiste una norma che preveda, quale causa ostativa alla costituzione di un rapporto di lavoro, la condanna penale definitiva non accompagnata dall'interdizione dai pubblici uffici».
L'avvocato Giuseppe Aiello rilevava, infatti, che, in assenza di specifiche disposizioni di legge, era ingiusto far gravare sul lavoratore le conseguenze delle proprie azioni passate a distanza di oltre 15 anni, sovvertendosi così il finalismo rieducativo della pena, che è quello di consentire la risocializzazione del reo.
E così il Tribunale ha dichiarato illegittima l'esclusione del ricorrente dagli elenchi forestali avviabili al lavoro perchè «avvenuta senza che sia stata adottata e soprattutto comunicata una valutazione sui requisiti morale ed attitudinali ad espletare l'attività cui il ricorrente sarebbe chiamato, incompatibili con la costituzione del rapporto di pubblico impiego».
L'ordinanza del giudice - conclude l'avvocato Giuseppe Aiello - rende piena giustizia al mio assistito e servirà certamente a rendere più felici e piene di gioia le festività natalizie.



L'articolo è stato pubblicato sul Giornale "La Sicilia - cronaca di Enna"






MICHELANGELO INGRASSIA HA CONSEGNATO AL SINDACO DI PALERMO UNA COPIA DEL SUO ULTIMO LIBRO: "BRACCIANTI E CONTADINI IN SICILIA CONTRO IL FASCISMO". LEOLUCA ORLANDO: I LAVORATORI FORESTALI DEVONO ESSERE CONSIDERATI E VALORIZZATI


Leoluca Orlando ha ricevuto ha ricevuto venerdì scorso 29 dicembre Michelangelo Ingrassia, che ha donato al sindaco di Palermo una copia del suo ultimo libro "Braccianti e contadini in Sicilia contro il fascismo". Durante l'incontro si è discusso anche dei lavoratori forestali che, ha affermato Orlando, "devono essere considerati e valorizzati come una risorsa nella lotta contro la desertificazione e il dissesto idrogeologico del territorio siciliano". Per Ingrassia, dirigente della Uila, Lti forestale e docente a contratto dell'Università di Palermo, le parole del Sindaco "sono di auspicio per un 2017 che segni finalmente l'anno della svolta positiva per la categoria e per il settore". 








MATTARELLA: PRIORITÀ RESTA IL LAVORO. SONO ANCORA TROPPE LE PERSONE A CUI IL LAVORO MANCA DA TEMPO, O NON È SUFFICIENTE PER ASSICURARE UNA VITA DIGNITOSA. IL BLOG: PAROLE INASCOLTATE DEL PRESIDENTE. CROCETTA, ASCOLTI LE SANTE PAROLE DI MATTARELLA. I FORESTALI CHIEDONO ALMENO DUE SOLI CONTINGENTI!...

Sergio Mattarella- foto Ufficio stampa Quirinale © ANSA

Al voto solo con regole chiare'

Il discorso di fine anno del presidente della Repubblica. "Stop all'odio come strumento di lotta poltica". "Equazione immigrato-terrorista ingiusta"

Riforma della legge elettorale con la necessità di avere due sistemi omogenei di voto tra Camera e Senato per andare a votare, ma anche lavoro, crescita e sicurezza. Sono questi i punti chiave del discorso di fine anno del presidente Sergio Mattarella.

IL DISCORSO DEL PRESIDENTE




Un discorso che il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha commentato come "riferimento per l'azione di governo". Il leader del Pd Matteo Renzi ha espresso telefonicamente al Presidente della Repubblica l'apprezzamento e la piena condivisione per il "bel discorso di fine anno, in particolare sui temi del lavoro, dei giovani, dell'immigrazione, del senso di comunità, del sostegno alle popolazioni colpite dal sisma e nel ricordo dei ragazzi uccisi all'estero e nella citazione dei marò tornati in Italia e dell'entusiasmo di Bebe". Il leader del Pd condivide totalmente, inoltre, le parole di Mattarella sulla situazione politica italiana e sulle priorità del l'agenda istituzionale". Mentre dall'opposizione Beppe Grillo e Matteo Salvini vanno all'attacco. 
Eccolo il discorso del capo dello Stato in pillole:

LEGGE ELETTORALE - Non vi è dubbio che, in alcuni momenti particolari, la parola agli elettori costituisca la strada maestra. Ma chiamare gli elettori al voto anticipato è una scelta molto seria. Occorre che vi siano regole elettorali chiare e adeguate perché gli elettori possano esprimere, con efficacia, la loro volontà e questa trovi realmente applicazione nel Parlamento che si elegge. Queste regole, oggi, non ci sono: al momento esiste, per la Camera, una legge fortemente maggioritaria e, per il Senato, una legge del tutto proporzionale. L’esigenza di approvare una nuova legislazione elettorale mi è stata, del resto, sottolineata, durante le consultazioni, da tutti i partiti e i movimenti presenti in Parlamento.

LAVORO - Il problema numero uno del Paese resta il lavoro. Nonostante l’aumento degli occupati, sono ancora troppe le persone a cui il lavoro manca da tempo, o non è sufficiente per assicurare una vita dignitosa. Non potremo sentirci appagati finché il lavoro, con la sua giusta retribuzione, non consentirà a tutti di sentirsi pienamente cittadini. Combattere la disoccupazione e, con essa, la povertà di tante famiglie è un obiettivo da perseguire con decisione. Questo è il primo orizzonte del bene comune. 

CRESCITA - La crescita è in ripresa, ma è debole. Il suo impatto sulla vita di molte persone stenta a essere percepito. Va ristabilito un circuito positivo di fiducia, a partire dai risparmiatori, i cui diritti sono stati tutelati con il recente decreto-legge.

CORRUZIONE - Essere comunità di vita significa condividere alcuni valori fondamentali. Questi vanno praticati e testimoniati. Anzitutto da chi ha la responsabilità di rappresentare il popolo, a ogni livello. Non vi sarà rafforzamento della nostra società senza uno sviluppo della coscienza civica e senza una rinnovata etica dei doveri. La corruzione, l’evasione consapevole degli obblighi fiscali e contributivi, le diverse forme di illegalità vanno contrastate con fermezza.

TERREMOTO - Un pensiero di sostegno va rivolto ai nostri concittadini colpiti dal terremoto, che hanno perduto familiari, case, ricordi cui erano legati. Non devono perdere la speranza. L’augurio più autentico è assicurare che la vita delle loro collettività continui o riprenda sollecitamente. Ovunque, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nel ritrovarsi insieme. Ricostruiremo quei paesi così belli e carichi di storia. Ci siamo ritrovati tutti nel sostegno alle popolazioni colpite e nell’apprezzamento per la prontezza e l’efficacia dei soccorsi. Alla Protezione Civile, ai Vigili del Fuoco, alle Forze di Polizia, ai nostri militari, ai tanti volontari esprimo la riconoscenza del Paese. Il loro operato è oggetto dell’ammirazione internazionale.

TERRORISMO E IMMIGRAZIONE - Dopo l’esplosione del terrorismo internazionale di matrice islamista, la presenza di numerosi migranti sul nostro territorio ha accresciuto un senso di insicurezza.E’ uno stato d’animo che non va alimentato, diffondendo allarmi ingiustificati. Ma non va neppure sottovalutato. Non rendersi conto dei disagi e dei problemi causati alla popolazione significa non fare un buon servizio alla causa dell’accoglienza. L’equazione immigrato uguale terrorista è ingiusta e inaccettabile, ma devono essere posti in essere tutti gli sforzi e le misure di sicurezza per impedire che, nel nostro Paese, si radichino presenze minacciose o predicatori di morte. Anche nell’anno trascorso, le nostre Forze dell’ordine e i nostri Servizi di informazione hanno operato con serietà e competenza perché, in Italia, si possa vivere in sicurezza rispetto al terrorismo, il cui pericolo esiste ma si cerca di prevenire.

RAPPORTO CON L'UE - Dall’Unione ci attendiamo gesti di concreta solidarietà sul problema della ripartizione dei profughi e della gestione, dignitosa, dei rimpatri di coloro che non hanno diritto all’asilo.

NO ALL'ODIO COME STRUMENTO DI LOTTA POLITICA - Vi è un altro insidioso nemico della convivenza, su cui, in tutto il mondo, ci si sta interrogando. Non è un fenomeno nuovo, ma è in preoccupante ascesa: quello dell’odio come strumento di lotta politica. L’odio e la violenza verbale, quando vi penetrano, si propagano nella società, intossicandola. Il web è uno strumento che consente di dare a tutti la possibilità di una libera espressione e di ampliare le proprie conoscenze. Internet è stata, e continua a essere, una grande rivoluzione democratica, che va preservata e difesa da chi vorrebbe trasformarla in un ring permanente, dove verità e falsificazione finiscono per confondersi.

FEMMINICIDIO - Un’altra grave ferita inferta alla nostra convivenza è rappresentata dalle oltre 120 donne uccise, nell’anno che si chiude, dal marito o dal compagno. Vuol dire una vittima ogni tre giorni. Un fenomeno insopportabile che va combattuto e sradicato, con azioni preventive e di repressione.
DA BEBE VIO A PAPA FRANCESCO, LE CITAZIONI - Giulio Regeni, Valeria Solesin, Fabrizia Di Lorenzo ma anche Bebe Vio ("come non ricordare il suo entusiasmo travolgente") e i due Marò. Sono queste alcune delle persone citate nel discorso del presidente. Tra gli altri anche i bambini della scuola dell’Infanzia di Acquasanta Terme, nominati in chiusura del discorso. Ho ricevuto in dono un disegno - dice Mattarella - che ritrae la loro scuola. Vi è scritto: “La solidarietà diventa realtà quando si uniscono le forze per la realizzazione di un sogno comune”. Vorrei concludere facendo mio questo augurio, e rivolgendolo a ciascuno di voi, perché i sogni dei bambini possono costruire il futuro della nostra Italia.

LE PROVE DEL DISCORSO DI FINE ANNO - IL VIDEO




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31 Dicembre 2016 
http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2016/12/31/mattarella-il-discorso-di-fine-anno-del-presidente_ffe1393f-ad6d-4fd8-80f0-ef169c296433.html





GLI AUGURI DEL FUNZIONARIO GAETANO GUARINO AI LAVORATORI FORESTALI, CATEGORIA PIÙ SFRUTTATA E PIÙ PRESA IN GIRO

Dalla pagina facebook
del Funzionario del Corpo Forestale Regionale
Gaetano Guarino



E come sempre un augurio alla categoria di lavoratori, più sfruttata e più presa in giro: i miei colleghi forestali del Servizio Antincendio Boschivo del Corpo Forestale e quelli della manutenzione. A Voi dico Buon 2017 ..........sarà l'anno della svolta. Auguri anche alle Vostre Famiglie. Siete grandi, siamo grandi! Vi abbraccio tutti.Viva la Sicilia, Viva i Forestali.





NICOSIA, PER L’INCENDIO SULL’ALTESINA DEL 2014 IN TRE RINVIATI A GIUDIZIO


Per l’incendio che nel settembre del 2014 distrusse ben 60 ettari di bosco e pascolo all’Altesina sono stati rinviati a giudizio tre persone, si tratta del 46enne Carmelo Bruno, del 60enne Biagio Lombardo e del 49enne romeno Costantin Mira, tutti e tre residenti a Calascibetta.
Le indagini congiunte, condotte dal NOP del Corpo Forestale e dalla Stazione dei Carabinieri di Villadoro, avevano individuato velocemente gli autori dell’incendio partito dai terreni di proprietà di Carmelo Bruno e si era esteso distruggendo 15 ettari di bosco della riserva naturale e 45 ettari di pascoli.
L’incendio si era sviluppato a causa della bruciatura dei residui di mietitura, i tre, secondo le indagini, furono abbastanza superficiali non si sarebbero assicurati che il fuoco fosse completamene spento e per questo motivo dovranno rispondere dell’accusa di incendio colposo dinnanzi al Tribunale di Enna nel mese di febbraio.
L’incendio si estese velocemente, anche a causa del forte vento di scirocco, colpendo la parte a valle dell’Altesinella. Furono le squadre SAB ed i canadair, che per oltre sei ore lavorarono incessantemente, a domare le fiamme.
I costi per l’amministrazione pubblica furono ingenti, oltre 21mila euro, a cui si devono aggiungere i costi per la ricostituzione di alberi ed arbusti andati distrutti. 
I tre uomini furono denunciati all’autorità giudiziaria già nel 2014 ed il GUP ha accolto le richieste della Procura di Enna rinviandoli a giudizio. Ora rischiano pesanti condanne oltre il risarcimento dei danni in sede civile.
Sergio Leonardi

29 Dicembre 2016
http://www.telenicosia.it/5576.htm


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SVILUPPO E LAVORO, GLI AUGURI DI FINE ANNO DI CROCETTA CHE LANCIA LA CAMPAGNA ELETTORALE. IL BLOG: UMILIATI E CALPESTATI I LAVORATORI FORESTALI!

http://gds.it/2016/12/30/sviluppo-e-lavoro-gli-auguri-di-fine-anno-di-crocetta-che-lancia-la-campagna-elettorale_610250/


di Giacinto Pipitone
PALERMO. Un discorso di fine anno, lanciato attraverso i social, che sa tanto di avvio della campagna elettorale per le Regionali che si celebreranno, salvo sorprese, a ottobre del 2017. Rosario Crocetta parla per due minuti e mezzo e lancia l’hastag #avantisicilia invitando esplicitamente a «non tornare indietro e a guardare invece verso nuovi traguardi».

Il presidente della Regione ha messo sul tavolo le cose fatte: «Il 2016 è stato un anno di duro lavoro, per cambiare registro e invertire la marcia di una macchina che andava dritto verso un burrone». Ha ricordato che è stato siglato il patto con lo Stato per incassare stabilmente 1,5 miliardi di entrate fiscali. Ha sottolineato l’importanza del Patto per la Sicilia che farà arrivare 3,3 miliardi nei prossimi anni per opere pubbliche.

Crocetta ha ricordato anche la recente approvazione della legge per stabilizzare i precari. E ha citato dati che mostrerebbero un colpo di reni della Sicilia: «L’economia riprende qui più che altrove: il pil cresce dell’1,6 mentre a livello nazionale non va oltre lo 0,8. L’occupazione a livello nazionale cresce dello 0,8% metre qui si arriva al 2,4. Facciamo progressi ma non siamo contenti»

Da qui in poi Crocetta pare lanciare il suo programma per una ricandidatura fin qui poco apprezzata dallo stesso Pd: «Ora bisogna spendere i fondi europei per i cantieri, per imprese, per i giovani e i disoccupati. Bisogna puntare allo sviluppo per andare avanti, per non tornare indietro e andare verso nuovi traguardi. Il 2017 sarà l’anno del progetto per la solidarietà ai più poveri: introdurremo il salario di inclusione sociale per chi ha meno di 5 mila euro l’anno».

Le parole chiave della campagna elettorale di Crocetta sono: «Imprese, sviluppo, solidaerietà, rigore nella lotta agli sprechi senza macelleria sociale». Il presidente conclude con un invito ai siciliani: «La Sicilia deve riscattarsi, non è più quella del passato. Grazie per avermi dato la possibilità di cominciare questo grande cambiamento». E in quel verbo «cominciare» c’è il senso di un percorso che Crocetta vorrebbe continuare.
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20 Dicembre 2016
http://gds.it/2016/12/30/sviluppo-e-lavoro-gli-auguri-di-fine-anno-di-crocetta-che-lancia-la-campagna-elettorale_610250/




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Stabilizzazione dei precari, Crocetta: scatto di dignità della Regione. Video





CARO PRESIDENTE CROCETTA, NEL 2017 IO VORREI CHE... I SICILIANI RIPORTANO IL GOVERNATORE NEL MONDO REALE. L'HANNO INFORMATA CHE IL PIÙ GIOVANE DEI FORESTALI SI RITROVA OLTRE I 50 ANNI DI ETÀ? E ASPETTANO COME PROMESSA UNA LEGGE DIGNITOSA E MAI MANTENUTA DA OLTRE 25 ANNI?



Politica – Il numero uno della Regione ha affidato a un video su Facebook il messaggio di fine anno, sciorinando numeri a sostegno di una tesi: «La Sicilia era una macchina diretta in un burrone a cui abbiamo cambiato rotta». Sulla pagina social hanno risposto in tanti. E c'è chi oppone ai suoi dati richieste precise

Salvo Catalano
Rosario Crocetta un po' Mattarella, un po' Berlusconicon il suo messaggio di fine anno, affidato a un video su Facebook e condito da numeri, sciorinati a sostegno di una tesi: «La Sicilia era una macchina diretta in un burrone a cui il governo regionale ha cambiato rotta». Ai due minuti e mezzo di auguri pubblicati sulla pagina social hanno replicato in tanti: oltre cento commenti. E tra chi plaude, chi insulta e chi invita alle dimissioni, ci sono anche quelli che rispondono al presidente, opponendo ai suoi dati richieste precise, impegni non mantenuti ma su cui ancora sperano. 

Come Michele, che si fa portavoce degli enormi disagi di chi vive nelle zone interne dell'Isola e deve ogni giorno spostarsi su strade al limite della praticabilità. «Mi congratulo con lei perché ho sempre creduto che è una persona capace - commenta -, però vorrei chiederle un piccolo favore se possibile, che facessi completare questa benedetta Nord/Sud che collega Gela con Santo Stefano di Camastra, per noi Nicosiani è l'unica grande via di comunicazione in cui sperare». 

Sono tanti quelli che sottopongono a Crocetta la reale situazione degli ospedali, sia in termini di servizi offerti ai cittadini che rispetto al personale sanitario. «Per favore presidente, sblocchiamo le mobilità interregionali in sanità», scrive Costanza. «Signor presidente, ma le mobilità in Sicilia nella sanità si faranno nel duemilamai?», le fa eco Gero. «Risponda sulla telenovela delle assunzioni degli infermieri», aggiunge Giuseppe. Mentre Michele per il 2017 sogna che «andando in qualsiasi pronto soccorso in Sicilia sia come in Veneto». Un pensiero anche per l'arte: «Spero che faccia vivere bene l'arte in Sicilia e non la annienti con ignoranza e scelleratezza», si augura Filippo. 

Non manca il tema del lavoro. «Rilanciamo l'edilizia e le Terme di Acireale e Sciacca», scrive Fabio. Tante richieste arrivano da Gela: «La cosa che più mi auguro per il 2017 - commenta Chiara - è che per la nostra città riesca a fare qualcosa perché sta diventando invivibile. Ancora auguri da una ex dipendente Smim». Maurizio torna su uno dei cavalli di battaglia di Crocetta: i forestali, su cui il presidente ha portato avanti una campagna di pulizia delle liste, espellendo chi è condannato per reati di mafia e non solo. Ma l'utente guarda all'insieme dei lavoratori: «L'hanno informata che il più giovane dei braccianti forestali si ritrova oltre i 50 anni di età? E aspettano come promessa una legge dignitosa e mai mantenuta da oltre 25 anni?».

E di ultracinquantenni preoccupati ce ne sono anche nella formazione professionale. «A me - scrive Enzo - pare proprio che spesso avete buttato l'acqua sporca con tutto il bambino come soul dirsi. Tanti lavoratori hanno pagato e stanno pagando a caro prezzo i giochi loschi della politica. Le parlo dei lavoratori della formazione professionale e degli sportelli multifunzionali, quasi tutti ormai licenziati, senza un datore di lavoro e a rischio di non potere essere più inseriti nel mercato del lavoro, considerato che la maggioranza di noi siamo in fascia di età ultracinquantenne. Se non si risolve questa situazione dove andiamo? Chi ci prende? Cosa sarà di noi avere perduto il lavoro dopo più di 30 anni?».


31 Dicembre 2016
http://meridionews.it/articolo/50377/caro-presidente-crocetta-nel-2017-io-vorrei-che-i-siciliani-riportano-il-governatore-nel-mondo-reale/





UN'ALTRA DELLE RIFORME ANNUNCIATE E RIMASTA AL MOMENTO NEL CASSETTO, È LA TANTO STROMBAZZATA LEGGE SUI FORESTALI. IL BLOG: QUESTA PORCATA NON LA VOGLIAMO!


Corsi fermi, formatori a casa. Rete sanitaria nel 2017. Tutto in sospeso dopo 4 anni di governo.

di Accursio Sabella
PALERMO - L'esercizio provvisorio che l'Ars si appresta ad approvare è, a suo modo, una metafora. Quella di una Sicilia in bilico. Con tante questioni lasciate in sospeso, come fossero palle di un albero di Natale allestito quattro anni fa. Già, perché nel frattempo siamo entrati nell'ultimo giro. L'ultimo anno solare del governo Crocetta. 

Eppure dopo quattro anni tante questioni sono ancora lì: i corsi di Formazione, le assunzioni nella Sanità, le stabilizzazioni dei precari, la vicenda dei rifiuti e dei termovalorizzatori in Sicilia. E ancora, a queste si sono aggiunte altri problemi mai risolti: che fine ha fatto la riforma dei Forestali? Dopo l'annuncio, il nulla. Come al solito, il cammino è stato fatto solo a metà. 

Corsi e ricorsi della Formazione 

Due giorni fa, l'assessore Marziano ha lanciato l'allarme a Sala d'Ercole, chiedendo l'approvazione urgente della “legge sul sistema di certificazione regionale, senza la cui approvazione – ha spiegato - non si rispetta una condizionalità ex ante e si blocca la spesa del Fondo Sociale Europeo, con tutte le conseguenze del caso”. Conseguenze scongiurate dall'approvazione ieri del ddl. Evitato, così, un nuovo ostacolo sul cammino di questi corsi, fermi però ormai da un anno e mezzo a causa dei “problemi” patiti dagli ultimi bandi. Pubblicati e per due volte ritirati, anche in seguito a uno strano ricorso al Tar.
Fatto sta che ancora oggi, l'Avviso 8, quello che avrebbe dovuto finalmente sbloccare le lezioni, non è partito. E così restano in sospeso i crica 5 mila operatori. Anche in questo caso a frenare l'avvio, i dubbi sulla graduatoria e le polemiche sorte in seguito alla presenza attorno agli enti, di persone vicine a esponenti politici. Tra l'altro, ormai coperta dalla polvere è la legge sulla Formazione che fu voluta da Nelli Scilabra. Rimasta in un cassetto di Palazzo dei Normanni. La Formazione, insomma, da un anno e mezzo, è in esercizio provvisorio. 

La rete ospedaliera? Nel 2017 

E' stato ufficialmente rimandato tutto nel 2017, invece, nel settore della Sanità. “Insieme con l’assessore Gucciardi abbiamo tracciato una sorta di ‘scadenziario’ per concludere entro la fine di gennaio il percorso di approvazione della nuova Rete ospedaliera, che porterà fra l’altro allo sblocco delle procedure concorsuali”. Sono le parole di Pippo Digiacomo, presidente della commissione Sanità all’Ars. Parole che confermano quello che Livesicilia dice da tempo. Eppure, un anno e mezzo fa, i nuovi concorsi nella Sanità siciliana sembravano “cosa fatta”. Soprattutto per alcuni manager forse eccessivamente ottimisti. E invece, siamo ancora lì. Con la rete ospedaliera che sarebbe pronta, ma che in realtà – stando all'esito dell'incontro di pochi giorni fa tra Digiacomo e Gucciardi – non è ancora stata approvata. Prima le reazioni polemiche sulla prima “versione” della rete inviata al Ministero, poi la crisi di governo nazionale hanno rallentato ulteriormente il cammino. Ma le cinquemila assunzioni sono ancora lontane. E, anzi, tra due giorni scadono le graduatorie già concluse: chi attende da tanti anni, rischia di vedere vanificate le proprie speranze.
Province ferme, termovalorizzatori in arrivo 

Insomma, non sembra nemmeno di essere entrati ufficialmente nell'ultimo anno di legislatura. Negli ultimi tre anni, ad esempio, per le Province non è cambiato nulla. Se si escludono, ovviamente, scuole ridotte in condizioni fatiscenti, strade crollate, problemi per i disabili. Ma dopo l'annuncio, nel 2013, dell'abolizione dell'ente, i commissari – sebbene mutati nelle facce e nei nomi – sono sempre lì. E di proroga in proroga, tra una modifica e una impugnativa, le elezioni degli organi non si sono mai svolte: se ne parlerà l'anno nuovo. 

Quel 2017 che dovrà finalmente dare una risposta a domande che interessano e in qualche caso inquietano i siciliani: sorgeranno in Sicilia i termovalorizzatori? Quanti? E dove? Una risposta che dovrà arrivare insieme a tante altre: c'è da capire dove vuole andare la Regione sul tema dei rifiuti, mentre le percentuali di raccolta differenziata sono in qualche caso imbarazzanti. Un settore, quello, “ostaggio” delle guerre politiche tutte interne al Pd e combattute sul ponte che unisce Palermo e Roma. 

Forestali e nuovi precari 

Come se non fossimo all'ultimo giro. Un'altra delle riforme annunciate e rimaste al momento nell'etere – oltre che in uno schema approvato dalla giunta di governo – è la tanto strombazzata legge sui Forestali. In buona compagnia, a dire il vero. Perché nel frattempo, ad esempio, per i precari di Regione ed enti locali è arrivata una proroga che rimanda al 2018 il termine ultimo per la stabilizzazione. Ma nel frattempo, l'Ars ha anche approvato una norma che “apre” a nuove assunzioni precarie nei Comuni. Si riparte da capo, quindi. Non solo i problemi non vengono risolti, ma in qualche caso governo e parlamento si sforzano di tenerli lì, appesi all'albero, tutto siciliano, della provvisorietà.

29 Dicembre 2016
http://livesicilia.it/2016/12/29/formazione-ospedali-rifiuti-nessuno-decide-sicilia-allo-sbando_813240/






SIRACUSA, SIRACUSA, IL 2016 ALTRO “ANNUS HORRIBILIS” PER IL LAVORO: CGIL, CISL E UIL PUNTANO SUL RILANCIO DEL TERRITORIO. TANTE VERTENZE, RIMANGONO APPESE AD UN FILO, BASTI PENSARE ALLA SITUAZIONE DEI LAVORATORI FORESTALI


Conferenza congiunta di fine anno

Le tre maggiori sigle, così come lo scorso anno, hanno tenuto in Camera di Commercio un consuntivo sulle tante vertenze ancora aperte e su quelle che sono le maggiori criticità vissute dal territorio. Zona industriale, cambi appalto e clausola di salvaguardia i punti da cui ripartire



Cgil, Cisl e Uil un anno dopo ancora più unite, più forti, più determinate, verso una nuova stagione di vertenzialità unitaria. Era l’obiettivo che le tre organizzazioni sindacali territoriali si erano poste 365 giorni fa e che a distanza di un anno rilanciano, quasi come uno slogan perché solo l’unione fa la forza. Tante le vertenze affrontate, altrettante quelle da fronteggiare per un 2017 che non appare certo migliore in termini di auspici, rispetto all’anno che ci stiamo lasciando alle spalle ma che può e deve essere affrontato sempre a testa alta. Ciò con le proprie professionalità in campo e con decenni di esperienze sindacali alle spalle che possono far guardare al futuro con meno pessimismo di quanto oggi non ci sia, anche e soprattutto a causa di una provincia che anziché avanzare sembra fare sempre più passi indietro.
Una provincia che registra sempre più dati allarmanti – come ribadito, questa mattina in conferenza stampa, dai tre segretari generali di Cgil Cisl Uil, Roberto Alosi, Paolo Sanzaro e Stefano Munafò, – considerato ad esempio che Siracusa si trova al 109° posto su 110 province italiane per qualità della vita. Solo questo dato, recentemente espresso da una serie di agenzie nazionali, rende perfettamente l’idea di dove siamo arrivati e cosa occorra per risalire nuovamente la china“.
Già, ma cosa occorre per risalire veramente la china? Una politica diversa? Un Governo più attento alle questioni meridionali? Gente più innamorata del proprio territorio, con i fatti e non solo con le parole? Le emorragie occupazionali subìte nel corso degli ultimi anni con dati allarmanti sui disoccupati in provincia a cui si aggiungono lavoratori che hanno vissuto di ammortizzatori sociali, l’impoverimento relativo ed assoluto di larghe fette di popolazione siracusana, la disperazione palpabile di chi ha perso il lavoro e la mattanza sociale di giovani siracusani (quella “fuga” auspicata e tanto criticata anche dal ministro Poletti), non lasciano intravedere nulla di buono e nulla di nuovo rispetto al passato.
Anche perché a tutto ciò occorre aggiungere la disperazione degli stessi lavoratori che non hanno più certezze per via di stipendi che non arrivano o porte in faccia che vengono ripetutamente sbattute con il fardello di intere famiglie sulle spalle, che hanno spesso fatto ricorso a gesti estremi. Un atto di disperazione, appunto, ma un grido di allarme verso appunto delle istituzioni che al di là dell’ascolto, hanno saputo offrire ben poco. Anzi nulla. E così il rinnovato e sempre più forte sindacato unitario giunge quasi come un’àncora di salvezza ma altro non può fare che… da sindacato, appunto. E cioè da mediatore, da sensibilizzatore, non certo da risolutore a tutti i mali di un sistema che non è solo figlio di un mal Governo ma proprio dal disamore che si ha verso il proprio territorio, i propri figli, le proprie origini. Cosa si dovrebbe pensare, ad esempio, delle istituzioni politiche che da anni ci rappresentano a tutte le latitudini ma che poi, al di là di qualche caso sporadico, non hanno portato sostanziali risultati per il nostro territorio in termini occupazionali e dunque di crescita economica?
Il nostro territorio – hanno aggiunto i tre segretari – precipita sempre più in basso con dati allarmanti sulla disoccupazione, con il triste primato in Sicilia in termini di infortuni sul lavoro, certificato dall’Inail, e con percentuali negative sulla qualità della vita. Si allarga la fascia di povertà e si abbassa il livello di sicurezza nel lavoro e di vivibilità delle nostre comunità”.
Tante vertenze, come detto, sono state risolte ma tante altre rimangono appese ad un filo, basti pensare alla situazione dei lavoratori della Formazione professionale, i Forestali, Siracusa Risorse, quelli della ex Provincia Regionale i cui stipendi sembrerebbero essersi sbloccati ma fin quando non si avrà contezza di ciò rimarrà sempre più di un ragionevole dubbio. E poi ancora i lavoratori della grande e piccola distribuzione, la dismissione dell’Eni; persiste e si aggrava la crisi del settore edilizio, metalmeccanico ed agroalimentare. E ancora, sono irrisolte le grandi questioni del risanamento ambientale e della bonifica dell’area industriale, del rilancio delle infrastrutturazione materiali e immateriali, del potenziamento di un sistema sanitario di qualità e di un welfare che guardi con attenzione alle fasce più deboli della popolazione.
Siamo, insomma, davanti ad un bivio: scegliere di perseguire una battaglia sindacale sempre più unitaria nel tentativo di sfruttare e far emergere le tante e innumerevoli risorse del nostro territorio – hanno chiosato Alosi, Sanzaro e Munafò – oppure vivere per inerzia aspettando una manna dal cielo che non arriverà mai con la conseguenza di un sempre più arretramento della nostra provincia che anziché farci avvicinare al resto della penisola, ci allontanerà ancor di più in mare aperto, spinti da pericolose correnti che, con tutto il rispetto, ci faranno sentire più “africani” di quanto non lo siamo già“.
Oggi chi perde il lavoro non ha perso solo la dignità di cittadino ma è facile preda dell’abbrutimento ed è solo, accerchiato dal diffuso cinismo delle banche, dei direttori aziendali, delle borse che brindano ai licenziamenti. Eppure la nostra provincia – hanno continuato i segretari di Cgil Cisl Uil – possiede tutte le condizioni per uscire fuori dal perdurare di una crisi socio-economica di tale proporzione: un’agricoltura d’eccellenza che tutto il mondo ci invidia, un insediamento industriale e metalmeccanico tra i più importanti d’Europa, un patrimonio culturale ed architettonico di grande attrazione turistica”.
Di fronte a questo scenario Cgil, Cisle Uil, in un’ottica di alleanze e condivisione con fette sempre più ampie di popolazione, faranno sentire con forza e determinazione sempre crescenti la loro voce, innalzando il livello della mobilitazione unitaria e del confronto con le istituzioni, le imprese e la politica fino ad ottenere risposte certe ed esigibili.

28 Dicembre 2016
http://www.siracusanews.it/siracusa-2016-altro-annus-horribilis-lavoro-cgil-cisl-uil-puntano-sul-rilancio-del-territorio/




LE PROMESSE DISATTESE DI CROCETTA NEL 2016. DAL REDDITO DI CITTADINANZA ALLA RETE SANITARIA. TRA GLI IMPEGNI NON MANTENUI ANCHE IL TRASFERIMENTO DEGLI OPERAI FORESTALI NEI PARCHI ARCHEOLOGICI



Politica – Nell'anno che si sta per concludere sono state tante le volte in cui il presidente della Regione ha assicurato misure che avrebbero riformato settori importanti della pubblica amministrazione. Nella maggior parte dei casi, però, alle parole non sono seguiti i fatti. Rinviando l'atteso cambiamento al 2017

Miriam Di Peri
Annunciati ma mai realizzati. L’anno che sta per chiudersi ha visto più volte il presidente della Regione, Rosario Crocetta, avanzare impegni e promesse, dal reddito minimo di cittadinanza fino al trasferimento degli operai forestali nei parchi archeologici. Provvedimenti che avrebbero dovuto vedere la luce nel 2016 e per i quali invece bisognerà attendere, nella migliore delle ipotesi, il prossimo anno.

Come nel caso della rete sanitaria, annunciata urbi et orbi, ma che non è ancora stata partorita. Lo scorso novembre la bozza a cui ha lavorato l’assessore Baldo Gucciardi è stata presentata alle sigle sindacali. Da allora si lavora di concerto coi territori, ma di fatto bisognerà attendere il 2017 per vedere approvata la rimodulazione della rete ospedaliera, in base alla quale fare partire i concorsi in Sanità.

Anche in materia di forestali, i buoni propositi sono rimasti nel cassetto. Se, infatti, i condannati per mafia o altri reati (piromani) sono effettivamente stati rimossi dagli elenchi, come annunciato, non è stato così nel caso del trasferimento degli operai nei parchi archeologici: eccetto alcuni provvedimenti estemporanei, dopo la denuncia delle condizioni di incuria in cui versava il parco archeologico di Siracusa, di fatto nessun seguito è stato dato a un provvedimento che invece avrebbe potuto garantire le giornate lavorative agli operai e mantenere in uno stato dignitoso le strutture.

Ancora a proposito di incendi e forestali, nei giorni dei roghi che hanno interessato alcune zone del Palermitano e del Messinese, oltre all’isola di Pantelleria, proprio Crocetta aveva assicurato una norma per estendere l’inedificabilità in quelle zone per vent’anni. Ma oltre alle delibere di giunta (225 e 226) con le quali veniva chiesto lo stato di calamità, di fatto nulla è stato predisposto.

Ma il vero cruccio rimane non avere fatto partire il reddito minimo di cittadinanza. L’idea del presidente sarebbe quella di inserire la misura di inclusione sociale all’interno del Piano regionale povertà. La bozza di ddl, in realtà, era stata approvata dalla giunta e presentata in commissione Lavoro lo scorso giugno, ma il governo ha diverse volte disertato le convocazioni, fino a quando il presidente dell’organismo parlamentare, Marcello Greco, ha scelto la strada del rinvio della discussione. 

Quella del reddito minimo garantito è una scommessa politica su cui Crocetta ha più volte puntato, nel tentativo di portare a casa un risultato a cui invece aspirano i Cinquestelle siciliani. Già nella scorsa Finanziaria il governatore aveva provato a inserire la misura, ma alla fine è stata stralciata perché avrebbe dovuto percorrere un iter parlamentare autonomo. Ecco dunque la volontà di riproporre il reddito di cittadinanza nella nuova Finanziaria, ma anche in questo caso senza risultato. Bisognerà attendere ancora. Ammesso che col nuovo anno, oltre agli annunci, arrivi anche la carta che Crocetta conta di giocarsi nella prossima campagna elettorale.

29 Dicembre 2016
http://meridionews.it/articolo/50291/le-promesse-disattese-di-crocetta-nel-2016-dal-reddito-di-cittadinanza-alla-rete-sanitaria/




ARS. CISL SPUNTA NORMA CHE CREA NUOVI PRECARI. "IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO”


È il terzo dell’articolo 3 del ddl 1278, spedito a Sala d’Ercole. Consente alle pubbliche amministrazioni, in deroga, di instaurare nuovi “rapporti di lavoro flessibile”. Per Cisl e Fp è una bislacca mostruosità. Appello al Governo e ad Ardizzone a bloccare il colpo di mano

“Il lupo perde il pelo ma non il vizio e la politica si prepara ad approvare una porcheria”. A dirlo, il segretario generale e il segretario regionale della Cisl Funzione pubblica siciliana, Gigi Caracausi e Paolo Montera. “Nel ddl sui precari esitato dalle commissioni parlamentari – denunciano – è stata aggiunta una appendice che, di fatto, apre a nuove assunzioni con contratti di lavoro flessibile. Contratti che potranno essere sottoscritti dalla Regione, dai Comuni, nella Sanità. Insomma – affermano Caracausi e Montera – mentre non si riesce a dare un futuro certo alle migliaia di precari che attendono una stabilizzazione da decenni, Governo e Ars non possono pensare di creare nuovo precariato. Uno scandalo: il presidente Ardizzone cancelli quella porcheria legislativa e l’Ars lavori a norme serie e utili per i lavoratori e per la nostra terra”.
Il passaggio in questione è il comma 3 dell’articolo 3 del ddl 1278 (Disposizioni in materia di Autonomie locali e per la stabilizzazione del personale precario), nella versione spedita a Sala d’Ercole dalle Commissioni competenti. Così recita il passo messo all’indice dal sindacato: “In deroga alle disposizioni di cui al presente comma, qualora tra il personale con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato di cui al presente articolo non siano presenti figure professionali necessarie all’espletamento delle funzioni e dei servizi istituzionali, le amministrazioni interessate possono instaurare rapporti di lavoro flessibile”. “Una mostruosità – le parole di Mimmo Milazzo, segretario della Cisl Sicilia – bislacca tanto più se si pensa che questo tentativo di riaprire le maglie del precariato non c’è nel ddl del Governo. È nato a Palazzo dei Normanni. E spunta nonostante le migliaia di precari costretti da decenni a vivere appesi al filo. In attesa di una stabilizzazione che non arriva mai”. Da qui l’appello di Cisl e Fp ad Ardizzone a bloccare il colpo di mano. E l’invito del sindacato al Governo perché “intervenga sul Parlamento per impedire l’ennesima operazione meramente clientelare”.


28 Dicembre 2016
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QUAL È IL VALORE DELLE FORESTE ITALIANE


Conservazione della biodiversità, mitigazione del cambiamento climatico, ma anche economia forestale e difesa del suolo.

Se n'è parlato durante il primo Forum nazionale sulle foreste italiane organizzato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e dal CREA (Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria). Una giornata di lavoro definita dal Pefc, ente certificatore della gestione sostenibile delle foreste, “storica, per il fatto che tutti i rappresentanti degli stakeholder del mondo forestale italiano erano rappresentati”.

Una giornata che è servita a comprendere e approfondire il valore e il ruolo strategico delle foreste in Italia. Ad oggi boschi e foreste coprono un terzo del territorio italiano, coinvolgendo circa 80.000 imprese. Un settore che si trova in seconda posizione nell'industria manifatturiera nazionale. Nonostante questo: “L’Italia importa più dei due terzi del proprio fabbisogno di materia prima legnosa, rimanendo tra gli ultimi paesi d’Europa per il tasso di utilizzazione annuo del proprio patrimonio (circa il 30 per cento rispetto ad una media europea del 60 per cento)”, scrive Legambiente.

Non solo, le foreste sono il baluardo contro l'erosione del suolo e i cambiamenti climatici, grazie all’assorbimento annuale di circa 289 miliardi di tonnellate di anidride carbonica, mentre allo stesso tempo mantengono e proteggono la biodiversità, una delle più alte al mondo.

“Per garantire un futuro ai nostri boschi occorre innanzitutto sviluppare una efficace politica nazionale di tutela e valorizzazione del patrimonio forestale che sia coordinata e di lungo termine, che rappresenti un chiaro indirizzo di riferimento per le politiche delle Regioni”, ha dichiarato la presidente nazionale di Legambiente Rossella Muroni. “Bisogna valorizzare una gestione forestale sostenibile, capace di rilanciare lo sviluppo socio-economico delle popolazioni locali, soprattutto delle aree interne del nostro Paese, interessate per l’80 per cento da territori con copertura forestale”.

Per valorizzare ulteriormente l'intera filiera ci si dovrà focalizzare sulla defiscalizzazione dei prodotti di origine forestale (legno, legna da ardere, non legnosi) o ad esempio sulla remunerazione dei servizi ecosistemici forniti dalle aree interne forestali e montane da parte delle popolazioni a valle. “Valorizzare la risorsa forestale significa riconoscere un ruolo ambientale, paesaggistico, di tutela della biodiversità, di contrasto ai cambiamenti climatici e al dissesto idrogeologico, ma anche una rilevante valenza sociale ed economica sia per la filiera legno sia per le produzioni connesse”, ha dichiarato il Vice Ministro Andrea Olivero.

A conferma di tutto questo la stessa presidente di Legambiente sottolinea la necessità di “immaginare un vero e proprio progetto che valorizzi il patrimonio forestale pubblico, che interessa il 32,4 per cento delle proprietà forestali complessive, con cui stimolare anche la partecipazione dei privati. Un progetto da inserire in un quadro di gestione multifunzionale in grado di assicurare la tutela e la qualità delle risorse naturali legate al bosco, garantendone il ruolo sociale, economico e ambientale, coinvolgendo le comunità locali in una strategia di sostenibilità per il lungo periodo”. Le foreste italiane possono e dovranno avere un ruolo fondamentale nel futuro del nostro Paese, sia esso economico che di protezione dell'ambiente.


28 Dicembre 2016
http://www.econewsweb.it/it/2016/12/28/valore-foreste-italia/#.WGiOIH252zE