05 novembre 2014

CROCETTA: ADESSO SI VOLTA PAGINA, VOGLIAMO DARE UN’IMMAGINE DIVERSA ALLA SICILIA, CON UNA PRIMA RIFORMA CHE RIGUARDERÀ I FORESTALI, CHE SARANNO IMPEGNATI OLTRE CHE PER L’ANTINCENDIO, ANCHE PER LA PREVENZIONE DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO



Sicilia, Crocetta presenta i nuovi assessori

di Marina Pupella



Rosario Crocetta

Ore 13.20. Crocetta: “Non vogliamo che si speculi sul mio riferimento ai consiglieri eletti dalle cosche, presenti nei Comuni siciliani. Queste accuse – prosegue Crocetta- non possono essere lasciate ai pm. Noi i nomi li facciamo solo nelle sedi competenti (è la velata rispsosta al presidente della Commissione regionale Antimafia, Nello Musumeci che nei giorni scorsi lo aveva invitato a riferire in commissione). Un esempio – dice Crocetta- è l’intervento dei pm sulla discarica di Mazzara’ Sant’Andrea. Voglio dirvi – rivolgendosi direttamente ai giornalisti- che l’ex assessore Calleri continuerà a collaborare con la Regione, anche sulla base del suo titolo di presidente della fondazione Caponnetto, sui temi della legalità”

Ore 13.15. Mariella Lo Bello: “Continueremo sulla strada intrapresa da Nelli. Pagheremo gli stipendi  ai formatori degli enti che non hanno avuto problemi”.

Ore 13.00. “Ieri ho chiamato il pm Massaro,  per la vicenda della discarica di Mazzara Sant’Andrea,  e lui mi ha detto che senza la nostra denuncia non sarebbero emerse le irregolarità.  Serve un radicale cambiamento, una spinta in avanti. Il bilancio e la programmazione europea devono andare di pari passo – ha detto Crocetta –  serve una corretta programmazione che avvieremo subito, mettendo a lavoro una serie di assessori e nel giro di un mese faremo tanti progetti. E’ nel fare meglio che noi sfidiamo i nostri detrattori, forti di una coalizione veramente riformista,  che capisce che noi parliamo sempre il linguaggio della pace, ma anche quello della fermezza.  Non cederemo -prosegue Crocetta- in nessun modo, anche quando e se perderemo in Aula”. Quindi presenta ad uno ad uno gli assessori e le loro deleghe. E sull’assenza dell’assessore all’Energia, Vania Contraffatto,  il presidente puntualizza che prima del suo insediamento c’è bisogno che il Csm le dia l’autorizzazione.

Ore 12.50. ”Non vogliamo più che si parli della Sicilia come una Regione assistenzialista, ora si cambierà registro. C’è un mutuo con la cassa depositi e prestiti per il pagamento alle imprese, di cui non si sa più nulla” – afferma Crocetta nel suo lungo monologo.

Ore  12.45. “Credo che la coalizione abbia fatto la scelta giusta- ha detto Crocetta-  peccato che il centrodestra non abbia colto la sfida delle riforme. Quest’anno, è stato un anno terribile, per l’attività legislativa. Ora a noi spetterà un’operazione di tagli,  che non saranno indiscriminati, ma taglieremo quella spesa inutile, che non crea sviluppo. Creeremo le basi per far ripartire la crescita delle imprese, sbloccando tutti i fondi per le infrastrutture. La Regione ha già cominciato, ora la settimana prossima firmeremo un protocollo con Anas”.

Ore 12.30. Inizia la conferenza stampa. Crocetta comincia il suo intervento dichiarando che “si riparte, un’esperienza nuova, con una squadra pronta a lavorare. Si volta pagina, vogliamo dare un’immagine diversa alla Sicilia, con una prima riforma che riguarderà i forestali, che saranno impegnati oltre  che per l’antincendio, anche per la prevenzione del rischio idrogeologico”.

Alla conferenza stampa, presenti quasi tutti gli assessori,  tranne la Contraffatto.

Ore 12. Si attende l’inizio della conferenza stampa fissata per oggi a Palazzo d’Orleans, dal presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, per presentare ai giornalisti i nuovi assessori.  Segnaliamo problemi logistici per noi giornalisti: non ci sono posti a sedere!

Il governatore, già nel pomeriggio di ieri aveva provveduto ad assegnare le deleghe. All’Economia andrà Alessandro Baccei, all’Agricoltura Nino Caleca, al Lavoro Sebastiano Caruso, alle Infrastrutture Giovanni Pizzo, agli Enti Locali Marcella Castronovo, al Turismo Cleo Li Calzi, ai Beni Culturali Antonio Purpura, alla Formazione Mariella Lo Bello, al Territorio Maurizio Croce, all’Energia Vania Contrafatto. Confermate le deleghe per Linda Vancheri alle Attività Produttive e Lucia Borsellino alla Sanità.


04 Novembre 2014
Il Moderatore.it – Quotidiano di Sicilia – Notizie 







LA PRIMA RIFORMA SARÀ PER I FORESTALI. IL PRESIDENTE CROCETTA: ENTRO UN MESE LA RIFORMA DELL’IMPIEGO DEI FORESTALI



NUOVA GIUNTA

Giunta Crocetta al lavoro:  «Via spese inutili e sprechi»

 


di
L’assessore all’Economia Baccei: «Troveremo così le risorse per il lavoro». Il presidente: «Io ho chiesto un nome a Roma, nessun commissariamento». La prima riforma sarà per i forestali 


PALERMO. Entro un mese la riforma dell’impiego dei forestali, poi tagli alle spese per poter approvare la Finanziaria nei primi mesi del 2015, dopo l’esercizio provvisorio: Rosario Crocetta porta il nuovo governo sotto i flash dei fotografi e mostra come sarà la fase tre della legislatura.
«È un nuovo inizio, con una squadra coesa» ripete più volte il presidente. E in queste parole c’è la sintesi politica del momento. La squadra coesa è quella espressa finalmente da tutte le anime della coalizione.



Nel giorno dell’ufficialità si rivedono non a caso a Palazzo d’Orleans tutti i leader del Pd, in primis Antonello Cracolici che ha guidato fino a pochi giorni fa l’attacco dei cuperliani al governo. Ci sono Giuseppe Lupo e il capogruppo Baldo Gucciardi a rendere palese la pace fra le correnti. «Senza questo nuovo patto fra alleati si sarebbe andati alle urne» ammette il presidente che definisce «un capolavoro politico» l’accordo raggiunto. A Palazzo d’Orleans arriva anche Lino Leanza, che porta in dote la parte più cospicua di Articolo 4. Durante la conferenza stampa Leanza ha infatti annunciato l’uscita da Articolo 4 per fondare un proprio nuovo movimento che vedrà altri 5 deputati regionali: Salvatore Cascio, Giambattista Coltraro, Carmelo Currenti, Luisa Lantieri e Totò Lentini. Il patto con Luca Sammartino e Valeria Sudano si è rotto proprio sulla nomina degli assessori.
Sammartino e Sudano non si sentono rappresentati, avrebbero voluto un loro esponente ma ha prevalso Leanza che ha indicato Nino Caleca all’Agricoltura. Con Sudano e Sammartino - che per il momento non passano all’opposizione ma si mettono in posizione critica - restano invece Paolo Ruggirelo, Alice Anselmo e Raffaele Nicotra.
ALTRE NOTIZIE NELLE PAGINE DEL GIORNALE DI SICILIA IN EDICOLA

05 Novembre 2014
http://gds.it/2014/11/05/giunta-crocetta-al-lavoro-via-spese-inutili-e-sprechi_257223/
 



 Presidente, adesso raccolga l'appello dei lavoratori

http://forestaliantincendiosicilia.blogspot.it/







 

AZIONE LEGALE PER FARSI RICONOSCERE L'APPARTENENZA AL CONTINGENTE SUPERIORE. ECCO I DOCUMENTI DA PRODURRE PER I RICORRENTI E PER CHI VUOLE FARE RICORSO



Azione legale per farsi riconoscere l'appartenenza al contingente superiore. 
Ecco i documenti da produrre per i ricorrenti e per chi vuole fare ricorso.


1) Foglio di procura che ciascuno dovrà sottoscrivere sulle righe tracciate in via esemplificativa: è opportuno indicare in sequenza in corrispondenza di ogni riga nome e cognome a stampatello, ed accanto la firma per esteso di ognuno; Scarica quì 

2) Dichiarazione sostitutiva da compilare sulla soglia di reddito posseduta; Scarica quì

3) Copia del documento di riconoscimento e del cod. fiscale; 

4)  Buste paghe dal 2010 ad oggi. 


Coordinatevi con il vostro punto di riferimento. 






IL SEGRETARIO GENERALE DELLA CGIL SICILIA: DALLE DICHIARAZIONI IL GOVERNO DEVE ADESSO PASSARE AI FATTI CI SONO INOLTRE LE RIFORME DA PORTARE A COMPIMENTO SAPPIAMO CHE FINORA NON NE È ANDATA IN PORTO NESSUNA


Ora vero confronto per affrontare crisi

Il nuovo corso del Crocetta ter
L’apertura di credito del sindacato

Michele Pagliaro2
“Dalle dichiarazioni il governo deve adesso passare ai fatti e deve farlo subito, perché nella situazione data il fattore tempo non è neutro e di tempo se n’è già perso troppo, ben due anni”.
Lo dice il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro, a proposito delle parole del presidente della Regione, Rosario Crocetta, oggi in conferenza stampa e del percorso che attende l’Esecutivo.
“Crocetta afferma che la priorità è la riforma delle province- rileva Pagliaro, che della situazione alla regione ha discusso oggi con i componenti dell’Esecutivo della Cgil- e che subito dopo, in un paio di settimane , si può realizzare la riforma della formazione professionale: noi lo sfidiamo sui tempi, entro dicembre dovranno esserci i risultati”.
Pagliaro auspica anche che “l’invito al dialogo che Crocetta rivolge alle forze politiche sia anche disponibilità al confronto con le parti sociali, un confronto fino ad oggi frammentario- sottolinea- e dedicato solo alle emergenze. Ma è anche sulle misure di prospettiva, a partire dalle politiche di bilancio- afferma il segretario della Cgil- che intendiamo dare il nostro contributo. In ogni caso- aggiunge- il governo deve avere chiaro che non avrà sconti dalla Cgil, l’apertura di credito ci sarà di volta in volta, man mano che si risolvono i problemi”. Pagliaro torna ancora sulla formazione professionale, per la quale i sindacati hanno proclamato per dopodomani lo sciopero regionale.
“E’ un settore in gravissima crisi- dice- e ci aspettiamo che il governo discuta seriamente con i sindacati delle misure di salvaguardia dei lavoratori e delle ricadute del piano di riforma”. Il segretario della Cgil dice di “apprezzare il segno il discontinuità che si è voluto dare”, ricordando però che “la Sicilia non ha bisogno di simulacri ma piuttosto di soluzioni ai tanti problemi aperti”.
Pagliaro afferma che “in primo luogo andrà affrontata la questione economico- finanziaria, cercando di mettere in campo politiche di risanamento dei conti che facciano leva innanzitutto sull’eliminazione di sprechi e privilegi, lontano dalla logica dei tagli lineari. Bisogna liberare risorse per gli investimenti- rileva- e per agevolare la ripresa dei settori produttivi. Ci sono inoltre le riforme da portare a compimento – aggiunge il sindacalista: sappiamo che finora non ne è andata in porto nessuna. Al nuovo governo voglio dire- rimarca Pagliaro- che le emergenze che si presentano, soprattutto quando riguardano i lavoratori ai quali non bisogna fare mancare le tutele, vanno certamente affrontate, anche con una adeguata dotazione finanziaria per gli ammortizzatori sociali in deroga, ma se non si comincerà a ragionare anche in termini di prospettiva i problemi economici e sociali della nostra terra non potranno che aggravarsi. La Cgil è pronta a dare il suo contributo- conclude- ma niente cambiali in bianco”

04 Novembre 2014
http://palermo.blogsicilia.it/il-nuovo-corso-del-crocetta-ter-lapertura-di-credito-del-sindacato/276323/





NOTIZIA CORRELATA:









CROCETTA: NOI VOGLIAMO RIORDINARE E CE LA POSSIAMO FARE, CHI DICE NO ALLE RIFORME IN PARLAMENTO E’ IL PEGGIOR NEMICO DELLA SICILIA, DEI PRECARI. NON CAMBIARE NULLA O FARE FINTA DI CAMBIARE E’ LA PEGGIORE COSA PER L’ISOLA


Oggi la presentazione della nuova squadra di governo

Crocetta lancia il patto con Roma:
“No ai tagli depressivi”

apertura

Sui conti faremo una operazione verità. Il primo anno eravamo sotto di 2 miliardi rispetto alle previsioni , lo scorso anno siamo andati sotto di un miliardo ma adesso abbiamo 450 milioni di avanzo che vanno a coprire i debiti passati. Abbiamo però un passato che ci insegue. Dobbiamo fare un patto con lo stato nel quale la Sicilia si impegna al riordino dei conti con tagli a spese superflue e parassitarie ma lo stato deve capire che i tagli non possono e non devono essere depressivi”.
Con questa premessa il governatore Crocetta presenta la sua nuova squadra di governo nel corso di un’affollata conferenza stampa a Palazzo d’Orleans. “Non vogliamo essere – precisa – una regione piagnisteo. Il sud che vuole risorse per mantenere sprechi e privilegi non ci interessa. Noi vogliamo riordinare e ce la possiamo fare”.
Ringrazio i rappresentanti della coalizione – dice – presenti a testimonianza di un accordo politico forte. Vedo consenso dei siciliani attorno alla nuova compagine. E’ un nuovo inizio su un patto fatto con i siciliani su un programma di riforme teso ad una politica di sviluppo e lavoro”.
Ieri l’ufficializzazione delle deleghe, oggi la prima uscita ufficiale del nuovo esecutivo. Con il Governatore i nuovi assessori Alessandro Baccei all’Economia, Nino Caleca all’Agricoltura, Sebastiano Caruso al Lavoro, Giovanni Pizzo alle Infrastrutture, Marcella Castronovo agli Enti Locali, Cleo Li Calzi al Turismo, Antonio Purpura ai Beni Culturali, Mariella Lo Bello alla Formazione, Maurizio Croce al Territorio, Vania Contrafatto all’Energia, e Linda Vancheri riconfermata alle Attivitá Produttive, cosi’ come Lucia Borsellino alla Salute.
Chi dice no alle riforme in Parlamento e’ il peggior nemico della Sicilia, dei precari. Non cambiare nulla o fare finta di cambiare e’ la peggiore cosa per l’isola” tuona il governatore.
“Bisogna individuare le spese inutili per ridurre la spesa e finanziare gli interventi a favore del lavoro – interviene il neo assessore Baccei – Prima di accettare la sfida ho verificato che tipo di sfida fosse. Non è facile ma ritengo si possa fare”.
Crocetta spiega la scelta di Baccei, chiamato alla guida di un assessorato cruciale: “Non c’è nessun commissariamento. Ho chiesto io a Roma di indicare una personalità di rilievo per questo incarico. Anche Bianchi era emissario romano ma si è comportato da siciliano difendendo la Sicilia e i suoi interessi. Noi teniamo alla nostra autonomia ma anche all’unitarietà dello Stato”.
Baccei rafforza: “Condivido quanto detto dal Presidente. Si tratta di una collaborazione bilaterale da Palermo verso Roma ma anche da Roma verso Palermo”.

04 Novembre 2014
http://palermo.blogsicilia.it/crocetta-lancia-il-patto-con-roma-no-ai-tagli-depressivi/276281/







CROCETTA DÀ RASSICURAZIONI: «FA PARTE DEL NOSTRO PIANO DI RIDUZIONE DEGLI SPRECHI, SIAMO GIÀ A BUON PUNTO, COMPRESO IL NUOVO PIANO SUI FORESTALI


Crocetta: «I conti ballerini?
Dovuti a 15 anni di scempio ma ora Renzi si fida di noi»


Il Governatore Rosario Crocetta



Mario Barresi
Catania. Uno sguardo al passato, «perché se lo stato di salute dei conti della Regione è disastroso ciò è dovuto a quindici anni di scempio». E un'occhiata, molto più ottimista, sul futuro: «C'è aria nuova, nel rapporto con Palazzo Chigi: si fidano di noi, gli abbiamo dimostrato che stiamo facendo di tutto per riparare agli errori senza però massacrare le imprese e i cittadini siciliani». Rosario Crocetta non fa una grinza. Al termine della giornata finale del lunghissimo travaglio per la nascita della sua terza giunta, non si lascia scomporre dall'allarme della Corte dei conti nazionale sui tagli alle Regioni, quei cinque miliardi in meno previsti nella legge di stabilità che secondo i magistrati contabili rischiano di appesantire la pressione fiscale sui cittadini. «Noi non aumenteremo di un centesimo le tasse, è stata la nostra linea d'azione sin dall'inizio: tagli agli sprechi e lotta alla corruzione, senza pesare sul tessuto economico e sulle famiglie».
Eppure c'è un "fantasma" che svolazza da anni a Palazzo d'Orléans: i residui attivi, quei crediti che da oltre un decennio vengono inseriti come posta di bilancio in entrata, ma che la Corte dei conti siciliana ha definito difficilmente esigibili, bacchettando la Regione per l'insufficienza del fondo d'emergenza per coprirli. «Quei rilievi - precisa Crocetta - riguardavano il consuntivo, ma già in sede di assestamento e di successiva finanziaria abbiamo incrementato la copertura. Ma badate bene: così come i debiti, che comunque abbiamo ridotto, anche questi crediti che probabilmente non si potranno incassare sono una quantità enorme e dipendono dallo scempio della gestione degli ultimi quindici anni». Tre lustri da recuperare, ma in quanto tempo? «Ci vuole almeno un decennio, ma a patto che si continui con una politica finanziaria rigorosa e all'insegna della legalità, come quella che abbiamo portato avanti in questi due anni». Crocetta conferma che «su questi temi ci siamo confrontati con il governo centrale, con la Corte dei conti e con il commissario dello Stato» e adesso «è chiaro che bisognerà rimettere i conti a posto, ma con il tempo che ci vuole per evitare di aggravare la crisi economica già pesantissima con ulteriori misure di austerità».
La parziale certificazione del rendiconto 2013 nel "Giudizio di parificazione" della Corte dei conti regionale? «Si trattava di rilievi minimi, ai quali abbiamo risposto con tempestività fornendo tutti gli elementi utili a fugare ogni perplessità». Stessa risposta ai magistrati contabili anche sulla mancata copertura di relazioni tecnico-finanziarie sul 50% dei disegni di legge presentati dalla giunta regionale: «Abbiamo chiarito tutto ciò che c'era da chiarire». E persino su scogli enormi come quello del personale (eccessivo numero di assunti in ruolo e rapporto dirigenti-dipendenti doppio rispetto alla media nazionale) Crocetta dà rassicurazioni: «Fa parte del nostro piano di riduzione degli sprechi, siamo già a buon punto, compreso il nuovo piano sui forestali con progetti di riqualificazione anche a tutela dell'ambiente e del rischio idrogeologico, oltre che con un piano di esodi progressivi». Così come, garantisce il presidente della Regione, sull'applicazione del sistema pensionistico contributivo voluto dalla legge Monti-Fornero: «Dal prossimo bilancio i numeri parleranno chiaro: il ritardo sarà ridotto».
Ma cosa si aspetta dal nuovo assessore all'Economia, Alessandro Baccei, presentato come l'uomo-simbolo del commissariamento della Regione da parte del governo nazionale? «Non certo un atteggiamento da burocrate o da tagliatore di teste. Non lo conoscevo, ma mi hanno parlato benissimo di lui: sono certo che farà un ottimo lavoro, anche perché saremo noi a metterlo nelle condizioni di fare un ottimo lavoro». Perché, al di là del curriculum del manager toscano di "Ernst&Young" e della sua vicinanza al sottosegretario Graziano Delrio, per il governatore «il nuovo assessore che abbiamo scelto su indicazione di Roma rappresenta non un commissariamento, ma un nuovo clima nei rapporti fra la Regione e Palazzo Chigi». Rivendica Crocetta: «Abbiamo dimostrato, carte alla mano, i nostri risultati sulla lotta agli sprechi, sui risparmi di bilancio, sull'inversione di tendenza nella spesa dei fondi europei e nella rinnovata linea sulla nuova programmazione». E quindi? «Tutto questo, accompagnato da un'analisi seria sulle nostre strategie finanziarie, ci ha aperto delle nuove credenziali a Roma. Il governo si fida di noi, Renzi si fida di noi. Perché se non fosse così pensate che avrebbero concordato un assessore all'Economia con noi?».

twitter: @MarioBarresi


04 Novembre 2014







PIETRAPERZIA (EN). GIORNATE DA COMPLETARE, TRECENTO FORESTALI TORNANO AL LAVORO



"Giornate" da completare


Trecento forestali tornano al lavoro



Pietraperzia. Sono trecento gi operai forestali che venerdì sono scesi a lavoro per terminare le giornate di cartello da loro acquisiti. Entro il 31 dicembre gli operai porteranno a termine le loro giornate; son 78unisti, 101 uniti e 151 unisti. E' stata una battaglia all'ultimo sangue che ha visto in difficoltà di dialogo le forze politiche, sindacali e burocratiche.
Giorno 20 ottobre scorso la maggioranza dei parlamentari che appoggia il governatore Rosario Crocetta ha approvato la variane di bilancio di 22,5 milioni di euro e che furono assegnati all'assessorato alla all'agricoltura e foresta. Sono state tempi duri di crisi e apprensione per le 300 famiglie dei forestali che ora almeno potranno avere un po' di serenità perché il problema globale resta sempre aperto. In paese sono stati attivi nel seguire la problematica, l'amministrazione comunale di Emma che mandò alla manifestazione di Palermo gli assessori Maria Giusy Rindone, Totò Messina e Salvatore Di Calogero. Per il sindacato resta sempre bandiera di riferimento Enzo Bongiovanni.
I pietrini andranno a completare le giornate nel cantiere della riserva di Marcato Bianco; ora la forestale sta rimodulando i progetti e potrebbe anche avvenire che gli operai pietrini vengano trasferiti in altre foreste della provincia di Enna.
Giuseppe Carà


04 Novembre 2014





INCENDIO IERI SERA NEL BOSCO DI MONTAGNA LONGA



Ricevo e pubblico



Incendio nel demanio forestale di Montagna Longa


Un grosso incendio ieri sera nel Demanio di Montagna Longa (Carini), il fuoco ha gia' divorato una vasta area di vegetazione e moltissimi alberi. E siamo a novembre, e quando dico che in Sicilia l'estate dura nove mesi qualcuno ha il coraggio di sorridere. 
Messaggio firmato 





04 novembre 2014

CROCETTA: SUI FORESTALI PREVEDIAMO DI ALLEGGERIRE I CONTINGENTI, BISOGNA RIORGANIZZARE LA LORO ATTIVITA'. VERRANNO IMPIEGATI SEMPRE PIU' NELLA PREVENZIONE DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO






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FORMATORI E FORESTALI O DISOCCUPATI. LA REGIONE CONTINUA A FORAGGIARE UN ESERCITO DI 33.000 PRIVILEGIATI DIMENTICANDOSI DI 379.000 DANNEGGIATI SENZA LAVORO. IN DIECI ANNI SPESI 4 MILIARDI E MEZZO IN SICILIA TRA FORESTALI ED ENTI DI FORMAZIONE





Formatori e forestali o disoccupati


di Michele Giuliano
La Regione continua a foraggiare un esercito di 33.000 privilegiati dimenticandosi di 379.000 danneggiati senza lavoro. L’ora delle scelte: basta sprechi (4,5 mld in 10 anni), ora s’investa sui privati






In dieci anni spesi 4 miliardi e mezzo in Sicilia tra forestali ed enti di formazione. Una cifra enorme, colma di sprechi e contraddizioni, di cui oggi si portano i segni indelebili. Con una Regione indebitata fino al collo, incapace di spendere quattrini per tutelare beni culturali e turismo, ma soprattutto non all’altezza di dare risposte a 379 mila disoccupati conteggiati dall’Istat a giugno di quest’anno. Ora che i cordoni della spesa per le pubbliche amministrazioni si sono stretti, come un cappio al collo si sta mettendo in ginocchio un’intera regione ma soprattutto una nuova generazione che non trova sbocchi a discapito invece di quei “raccomandati” finiti nelle truppe degli enti di formazione o all’interno della forestale per foraggiare il partito politico di turno. Nonostante l’evidenza dei fatti in questi giorni il governo regionale sta affannosamente cercando i soldi per continuare a tenere in vita i due apparati.

Articolo pubblicato il 04 novembre 2014
© RIPRODUZIONE RISERVATA


http://www.qds.it/17731-formatori-e-forestali-o-disoccupati.htm


  

Nota
In dieci anni il Quotidiano Di Sicilia si è pappato oltre 13 milioni di euro (più di 25 miliardi delle vecchie lire)


Ecco a quanto ammontano i privilegi del Quotidiano di Sicilia







IL MOVIMENTO ANTINCENDIO BOSCHIVO FA TAPPA NELLE MADONIE




Ricevo e pubblico


Avviso per i lavoratori dell'antincendio delle Madonie 





Domani mercoledi 5 novembre, alle ore 16.30 presso l'aula consiliare del Comune di Castellana Sicula, il Movimento Antincendio Boschivo (M.A.B.) incontra i colleghi Aib delle Madonie. 














CROCETTA: TAGLI A REGIONALI E FORESTALI, CANCELLEREMO 700 POSTI DA DIRIGENTE. FRA LE RIFORME DA APPROVARE PROBABILMENTE PURE QUELLE CHE RIGUARDANO I FORESTALI



NODI DELLA SICILIA

Crocetta: «Tagli a regionali e forestali
Cancelleremo 700 posti da dirigente»

 
 Crocetta: «Tagli a regionali e forestali Cancelleremo 700 posti da dirigente»
di

Per il presidente si possono risparmiare decine di milioni l’anno con prepensionamenti e 700 postazioni dirigenziali in meno 
PALERMO. «Prima della Finanziaria e del bilancio dobbiamo approvare riforme che mettano ordine alla burocrazia, agli esuberi di personale e che permettano di ridurre le spese. Sì, possiamo andare all’esercizio provvisorio in attesa di trovare l’equilibrio. Ma nessuno pensi che tutto possa rimanere come è oggi, sarebbe la fine della Sicilia. Sia chiaro anche a chi vuole fare opposizione: ci saranno momenti difficili ma non si può cavalcare il malcontento. Il consenso si costruisce attivando piani di risanamento e bilancio»: Palazzo d’Orleans, ore 15, Rosario Crocetta ha appena completato la mappa delle deleghe agli assessori e traccia la rotta di breve periodo del nuovo governo. E gli avvisi ai naviganti sono tanti.
Assegnate le deleghe, si parte. Qual è la prima legge che porterà all’Ars?
«Io credo che la riforma delle Province debba avere la priorità. Poi in un paio di settimane si potrà fare anche la riforma della Formazione professionale e probabilmente pure quelle che riguardano forestali e burocrazia regionale».
Andiamo con ordine. Sulla riforma delle Province ci sono due testi paralleli. Quello del governo e quello dell’Ars promosso dal presidente Ardizzone per recepire la legge nazionale. Quale andrà avanti?
«Il testo messo a punto dal governo recepisce già la legge nazionale scritta da Delrio. L’unica differenza è sulle città metropolitane: con la norma nazionale ce ne sarebbe una sola noi abbiamo invece previsto di creare pure quelle di Messina e Catania. E poi il nostro testo permetterebbe aggregazioni di Comuni più omogenee. La norma nazionale mette insieme, per esempio, Godrano e Petralia con Palermo. Che senso ha?».

La riforma della Formazione è stata scritta da Nelli Scilabra, poi sacrificata sull’altare dell’accordo nella maggioranza. Il testo verrà modificato?
«Intanto ribadisco che è una lege fondamentale che si può approvare in due settimane, dopo le Province. Il testo a mio avviso non va modificato perchè è stato discusso con tutti gli attori del sistema. L’aula è padrona di votarlo o meno ma è un testo che può essere migliorato, non peggiorato».

L'INTERVISTA INTEGRALE NELLE PAGINE DEL GIORNALE DI SICILIA IN EDICOLA
04 Novembre 2014
 Giornale di Sicilia







I FORESTALI E L’OBIETTIVO DEL GOVERNATORE



Formazione e forestali, Crocetta il temporeggiatore

Rosario Crocetta
Le intenzioni del Crocetta terQuando Rosario Crocetta, in campagna elettorale, prometteva di “rivoluzionare” la Sicilia, si riferiva anche a tutti gli sprechi della regione. Le situazioni dei forestali e della formazione erano citate, spesso e volentieri, come due contenitori da risanare. Oggi che l’ex sindaco di Gela è diventato governatore, quel risanamento promesso non è avvenuto. Almeno per il momento. “U presidenti si scuddau”, è il commento dei pensionati che la mattina si incontrano su una panchina e commentano, giornale alla mano, i fatti del giorno. Chissà come replicherebbe il vulcanico governatore della Sicilia, speriamo non denigrandoli e considerandoli dei “mafiosi”. Sono soltanto dei vecchietti con la coppola e le bretelle, la divisa tipica dei siciliani di una certa età. Il Crocetta ter, nelle intenzioni del suo attore principale, dovrebbe essere il governo delle riforme e del rilancio della Sicilia. “Picchi fino a ora babbiamu?”. E così il presidente ha promesso un’operazione verità sui forestali e un rilancio di questa figura sul territorio regionale.
I forestali e l’obiettivo del governatore – A tal proposito Crocetta ha detto: «Un grande progetto per utilizzare al meglio i lavoratori forestali con l’obiettivo di salvaguardare il territorio per anni devastato e sottoposto a un notevole rischio ambientale e intanto un grande operazione verità: scopriremo che non è vero che in Sicilia il settore costa di più che in altre Regioni, anzi in Lombardia le cose non funzionano cosi perfettamente come vogliono fare credere. I forestali possono diventare una grande risorsa per la Sicilia, abbiamo già cominciato a mettere ordine riducendo la spesa corrente da 400 a 200 milioni di euro con progetti produttivi per investimenti per ulteriori 90 milioni». Ma come? Prima bisognava disboscare la giungla dei forestali e adesso occorre dimostrare che la Lombardia ha più spese della Sicilia? A cosa serve una gara tra chi è più spendaccione? I propositi del vulcano siculo erano altri. Gli obiettivi erano di sfoltire l’esercito dei forestali e renderli più funzionali alle esigenze dell’isola. Un’operazione delicata e al momento Crocetta, nonostante sia riuscito a respingere la mozione di sfiducia, non sembra avere la forza di realizzare un’impresa del genere e forse per un motivo del genere ha cambiato “idea”.
La tattica del presidente – Altro tema è quello della formazione. Con dipendenti non pagati da circa 24 mesi, il presidente promette, da un po’ di tempo, la soluzione del problema. In realtà non è cambiato nulla e i dipendenti della formazione si sono spazientiti. Allora, per cercare di calmare le acque, il governatore ha dichiarato: «Abbiamo già pronti 10 milioni per finanziare la cassa integrazione ai dipendenti degli enti di formazione professionale». Soldi che potrebbero non bastare, perché il ministero del Lavoro ha negato alla regione la possibilità di estendere la cassa integrazione agli esuberi dei corsi di formazione, in quanto lavoravano in enti senza fini di lucro. Sarebbe una mazzata per gli enti e i loro dipendenti. Sembra non esserci via d’uscita da una vicenda del genere, ma il governatore Rosario Crocetta ha promesso che gli ammortizzatori sociali che non coprirà lo Stato, verranno coperti dalla regione. Un qualcosa che, a quanto pare, era stato previsto dall’ex assessore Nelli Scilabra: «Sapevamo che il ministero avrebbe limitato i fondi e per questo motivo al punto 6 del Piano Giovani abbiamo destinato le prime risorse per fronteggiare l’emergenza». Tamponi, temporeggiamenti necessari. Ma qual è la soluzione definitiva alla questione formazione?

 03 Novembre 2014
Blogtaormina 





L'ISOLA SENZA LAVORO, 200MILA POSTI PERSI IN SICILIA. IL SEGRETARIO GENERALE DELLA CGIL SICILIA MICHELE PAGLIARO: IL GOVERNO CROCETTA HA ANNUNCIATO ANCHE UNA SERIE DI RIFORME CHE FINORA NON SI SONO REALIZZATE, INCLUSA QUELLA DEI FORESTALI


Crisi, territori

L'isola senza lavoro, 200mila posti persi in Sicilia


Il segretario della Cgil regionale, Michele Pagliaro, ai microfoni di RadioArticolo1: “Solo nell’ultimo anno in fumo 38mila posti, di cui 28mila nei servizi. Mi auguro che Crocetta cambi rotta, finora ha fatto come Renzi: tanti annunci e pochi fatti"

di rassegna.it


L'isola senza lavoro, 200mila posti persi in Sicilia (foto di Attilio Cristini) (immagini di Attilio Crisitni)
“In Sicilia il mondo del lavoro è stato devastato in maniera pesante. Dall’inizio della crisi abbiamo perso 200 mila posti, interi settori sono stati azzerati, l’apparato produttivo si è ridotto del 40 per cento. Solo nell’ultimo anno sono andati in fumo 38 mila posti, di cui 28 mila nei servizi”. A dirlo è il segretario generale della Cgil Sicilia Michele Pagliaro, intervenendo stamani alla trasmissione di RadioArticolo1 “Italia Parla” (qui si può ascoltare il podcast). Secondo Pagliaro, è quindi ora “necessario superare le tante incertezze che contraddistinguono la politica regionale”, segnata da tre governi diversi negli ultimi tre anni, con “un esecutivo che riesca a mettere al centro il lavoro. Mi auguro, quindi, che l’azione del governo Crocetta diventi un’azione concreta”.

Sempre restando nell’ambito della politica siciliana, Pagliaro sottolinea come “il governo Crocetta assomigli tanto al governo Renzi”. Un esecutivo, spiega, che ha annunciato una serie di riforme, che finora non si sono realizzate: “penso alle riforme che avrebbero dovuto coinvolgere i lavoratori della formazione professionale e i lavoratori degli sportelli multifunzionali, oppure le riforme del settore forestale o degli assetti istituzionali”. La Sicilia, ad esempio, è stata “la prima regione a cancellare le Province, ma di fatto queste sono ancora vive e vegete, e del processo di riforma non si è fatto più nulla”.


La situazione del lavoro nell’isola è quindi drammatica. “In questi mesi – spiega Pagliaro – abbiamo ricevuto diverse visite del presidente Renzi, i riflettori si sono accesi su questioni importanti, come l’Eni di Gela o la Fiat di Termini Imerese, ma i risultati non si sono ancora visti”. Il segretario Cgil si concentra soprattutto sulla vicenda Eni: “ha deciso di andare via da Gela, sono in ballo 2.500 posti di lavoro. E bisogna anche ricordare che l’Eni in Sicilia ha deturpato l’ambiente: alcuni studi affermano che per risanare quel sito industriale occorre investire un miliardo di euro. Auspichiamo, quindi, che nell’incontro di giovedì 6 novembre al ministero dello Sviluppo economico si possa veramente realizzare un accordo che metta al centro la permanenza dell’Eni in Sicilia, il risanamento ambientale e la riconversione in sicurezza”.

Per Pagliaro, dunque, serve un radicale cambio di passo. “In Sicilia abbiamo ambiti, come quelli dei forestali o della formazione professionale, che sono stati utilizzati da una politica scellerata per costruire clientele” spiega: “occorre invertire questa tendenza e riformare davvero questi ambiti, perché possono rappresentare un volano di crescita”. Ovviamente per realizzare qualsiasi azione occorrono risorse: “il governo regionale deve condurre una vera lotta all’evasione fiscale, che in Sicilia vale 20 miliardi di euro, e al lavoro nero, che annualmente occupa 300 mila lavoratori. E poi bisogna applicare correttamente lo Statuto regionale, finora percepito solo come elemento di costruzione dei privilegi della politica e della burocrazia regionale. L’articolo 36 afferma che il 100 per cento del gettito fiscale dovrebbe restare in Sicilia, ma questo non accade. L’Irpef vale sette miliardi e mezzo di euro, ma questi soldi non tornano in Sicilia, contrariamente a quanto prevede lo Statuto”.

L’ultima battuta è sulle questioni dell’immigrazione. Siamo infatti alla conclusione di Mare Nostrum, un’operazione che invece il sindacato vorrebbe non venisse sospesa. “L’Europa – conclude il segretario generale della Cgil Sicilia – deve sviluppare una politica dell’accoglienza. La realtà è che siamo di fronte a profughi, a uomini e donne che scappano non solo dalla fame ma anche dalle guerre, e la nostra azione deve essere finalizzata a dare risposte, a supportare e sostenere queste persone. Il compito dell’Italia, dunque, è quello di sviluppare un’azione capace di spingere l’Europa a dotarsi, nel suo complesso, di una vera politica dell’immigrazione.


03 Novembre 2014
http://www.rassegna.it/articoli/2014/11/03/115966/lisola-senza-lavoro-200mila-posti-persi-in-sicilia







SAN CATALDO (CL). FORESTALI DA STABILIZZARE, ASSEMBLEA DEGLI ADERENTI AL SIFUS: CHIEDIAMO PIÙ RISPETTO


«Forestali da stabilizzare» San Cataldo.


Assemblea degli aderenti al Sifus: «Chiediamo più rispetto»



San Cataldo. Presso l'auditorium del Centro diurno di San Cataldo si è svolto un incontro del Sifus (Sindacato forestale autonomo unito per la stabilizzazione), presenti un centinaio di operatori del settore. È intervenuto il segretario generale Maurizio Grosso. Sono state affrontate tutte le problematiche, le difficoltà e le possibili soluzioni immediate e in prospettiva per un comparto, come quello forestale, che da troppo tempo viene screditato anche e soprattutto a livello nazionale e visto come una delle tante "zavorre" sociali ed economiche italiane.
Gli operai forestali si dividono in addetti alla manutenzione e addetti allo spegnimento incendi; all'interno di queste categorie ci sono altre distinzioni in base al numero di giorni lavorativi a cui si ha diritto: operai a tempo indeterminato (365 giorni) e operai a tempo determinato: 151, 101 e 78 giorni per la manutenzione, 151 e 101 giorni per l'antincendio.
Nell'incontro è stato evidenziato che i forestali chiedono soprattutto il rispetto della dignità personale. "La realtà dei fatti, invece, è ben diversa - affermano - con ritardi negli avviamenti, pagamenti delle mensilità maturate anche dopo parecchio tempo, con tutto ciò che ne consegue. Una "programmazione" degna di questo nome non c'è. L'operaio forestale a tempo determinato deve stare a disposizione 365 giorni all'anno per completare le giornate lavorative a cui ha diritto, in base alla copertura finanziaria del momento".
In questo ambito il Sifus, nato da tre anni, sta cercando di dare una risposta concreta: ha presentato, infatti, un disegno di legge in cui si prevede la stabilizzazione di tutti i forestali e che, numeri alla mano, consentirebbe alla Regione Sicilia un notevole risparmio economico, attingendo quasi esclusivamente a fondi europei e ampliando le attuali competenze dei lavoratori stessi. Nell'immediato si è discusso di avere un supporto logistico aprendo una sede del Sifus a San Cataldo, dando concreta dimostrazione di presenza in loco agli operatori del settore, finora rappresentati dai sindacati confederali.
GIUSY PULEO


03 Novembre 2014








IL TERZO GOVERNO CROCETTA IN DUE ANNI



Il terzo governo Crocetta in due anni



Il presidente Crocetta, Croce, Contrafatto, Borsellino, Li Calzi, Purpura, 
Caruso, Vancheri, Lo Bello, Caleca
Foto livesicilia.it



Crocetta ter, ecco le deleghe
Domani (oggi) decreti e presentazione

Crocetta intervista 920Via libera all’assegnazione delle deleghe del Crocetta ter. Il Presidente della Regione Rosario Crocetta ha deciso la distribuzione degli incarichi e adesso si potrà procedere ai decreti di nomina degli assessori.
Si parte da una conferma, quella dell’assessore alla Sanità, Lucia Borsellino, l’unico assessore che non è mai stato sostituito dall’insediamento di Rosario Crocetta. Conferma di nome e di incarico anche per Linda Vacheri, riferimento di Confindustria, che resta alle Attività produttive anche per effetto della pressione del mondo del commercio che si era stretto intorno a lei ed a Confindustria chiedendo che non andasse all’Energia come era stato ipotizzato dal governatore.
Per l’economia confermato il tecnico mandato da Roma. Si tratta di Alessandro Baccei, indicato dal sottosegretario Graziano Delrio come condizione per la dilazione del debito regionale in dieci anni.
Alla Formazione la spunta il governatore, nonostante le resistenze dell’Udc, e va l’assessore del grande ritorno ovvero Mariella Lo Bello, già assessore al territorio nel primo governo Crocetta, poi segretario particolare del presidente oggi chiamata a succedere alla giovane Nelli Scilabra.
Poi quasi tutto secondo copione, quello scritto nei giorni scorsi: alle Infrastrutture, Giovanni Pizzo dell”Udc, già segretario particolare di Nico Torrisi, stesso assessorato, medesimo partito. Resta ferma anche la delega alla Funzione pubblica lasciata da Patrizia Valenti ed ereditata da Marcella Castronovo, l’altro tecnico proveniente da Roma e indicato dall’Udc.
Il Pd conquista anche l’Energia con un magistrato: Vania Contrafatto, in quota ai renziani come anche il giuslavorista Sebastiano Bruno Caruso che va al lavoro. Quota cuperliani, invece, per l’ex segretaria tecnica del governatore Raffaele Lombardo, Cleo Li Calzi, esperta di fondi strutturali, che viene nominata assessore al Turismo e non ai beni culturali come era stato preventivato. Il cambio di delega, però, avviene sempre in casa Pd con il professore Antonio Purpura, indicato per il turismo, che va, invece ai Beni culturali.
Nessuna sorpresa in cada Pdr con Maurizio Croce al Territorio, ne per l’assessore entrato in quota Articolo 4 pur senza essere stato designato dall’interità del gruppo, l”avvocato penalista Nino Caleca all”Agricoltura.

03 Novembre 2014
http://palermo.blogsicilia.it/crocetta-ter-ecco-le-deleghe-domani-decreti-e-presentazione/276225/


Nota
Ci auguriamo che la nuova giunta regionale inserisca fra le sue priorità la delicatissima problematica dei lavoratori forestali.

Ricordiamo al nuovo esecutivo che bisogna pagare gli stipendi di settembre e in qualche altro caso anche agosto. Inoltre i lavoratori Aib sono in attesa del saldo degli arretrati contrattuali del vecchio CCNL 2006-2009. 
Lo ripeteremo all'infinito!







CORTE DEI CONTI: LE REGIONI TRUCCANO I BILANCI, CONTESTAZIONI A QUASI METÀ DEI GOVERNATORI. LEGGI SENZA RELAZIONE TECNICA DELLA SICILIA


Corte dei Conti: le Regioni truccano i bilanci Contestazioni a quasi metà dei governatori



Corte dei Conti: le Regioni truccano i bilanci Contestazioni a quasi metà dei governatoriPRESTITI dal Tesoro non regolarmente iscritti fra debiti, in Piemonte. Cessioni di immobili della Liguria che risultano partite di giro in grado di arricchire, grazie alle commissioni, solo la Cassa di Risparmio di Genova. "Discrasie" che impediscono alla Corte dei conti di "parificare" (cioè dichiarare credibile) il bilancio della Campania. POI le spese non coperte della Sardegna, i controlli inesistenti della Calabria, le leggi senza relazione tecnica della Sicilia, gli aumenti di capitale delle società termali della Toscana, le spese non giustificate dei presidenti in Trentino-Alto Adige, i 1.600 dipendenti fuori bilancio del Friuli. Non c'è quasi Regione che ne esca indenne. Da quest'anno la Corte dei Conti ha il potere di controllare e certificare i conti dei governatori, grazie a una norma dell'ottobre 2012. E da qualche mese nelle relazioni della Corte stanno venendo alla luce centinaia di trucchi e imbellettature che a volte sconfinano nella falsificazione dei bilanci.
L'esercizio della magistratura contabile è di quelli condotti al di sotto dei radar, senza clamori. È un'operazione fra le più ardue perché  -  miracolo del federalismo all'italiana  -  ogni Regione d'Italia scrive il bilancio in base a regole che si è scelta da sola. Nell'ultimo decennio quasi nessuna si era mai dovuta assoggettare a un controllo esterno. Ora però sta succedendo mentre si avvicina una legge di Stabilità che taglia 4 miliardi alle Regioni stesse. E da un esame delle carte della Corte emerge che in molti casi i tagli e la pulizia di bilancio saranno durissimi.

Fra i casi più controversi c'è il Piemonte, dove la magistratura contabile ha negato la "parifica", cioè la certificazione, di parte del bilancio. Una relazione della Corte dell'11 luglio parla di "dubbi sulla corretta iscrizione a bilancio della anticipazioni", cioè di oltre due miliardi di euro prestati dal Tesoro nel 2013 per pagare gli arretrati alle imprese fornitrici della sanità. La Corte nota che il Piemonte nel 2012 "ha finanziato con le risorse ricevute dei debiti diversi", e "passività pregresse extra bilancio". L'accusa sarebbe dunque duplice: la giunta ha preso un prestito dal Tesoro per saldare le imprese creditrici, ma ha usato quei soldi per altre spese; in più, ha cancellato dal bilancio i debiti verso i fornitori già pagati, ma non ha iscritto i prestiti del Tesoro come nuovo debito. Se lo facesse uno Stato europeo, sarebbe un caso politico dirompente a Bruxelles e a Francoforte.

Ancora più drastico il giudizio sulla Campania, relativo al bilancio 2012. La Corte nega in blocco la parifica. "La Procura Regionale  -  si legge nella requisitoria del giudice  -  condivide le osservazioni attinenti alla mera regolarità contabile formulate dalla Sezione di controllo". Poche parole burocratiche ma devastanti, a fronte di un bilancio da 16,8 miliardi con un deficit di 1,7 miliardi. La giunta ha fatto ricorso e per ora ha ottenuto il ritiro del giudizio della Corte dei Conti, ma questa resta un'amministrazione "vicina al default".

Molto duro poi anche il giudizio sulla Liguria, dove la Corte nega il timbro su 91 milioni di "residui attivi" (crediti presunti ma in realtà inesigibili), su 103 milioni di cessioni di immobili e su 17,5 milioni di operazioni in derivati con la banca americana Merrill Lynch. L'amministrazione ligure presenta in realtà anche problemi più piccoli ma quasi grotteschi. Primo fra tutti, un bonus fino al 20% della paga in più dato ai direttori delle Aziende sanitarie. La Corte parla di "stortura ", perché l'obiettivo di produzione del premio di produzione 2013 ai dirigenti Asl viene fissato un mese prima della fine dell'anno stesso a un livello molto vicino: impossibile mancarlo, a quel punto. "Una scelta del tutto irrispettosa dei principi di efficienza", dice il magistrato. Ancora peggio la presunta "cessione" per 103 milioni di immobili della Regione a Arte, un ente strumentale della Regione e con i soldi sempre della Regione transitati da un conto di Carige: certificazione negata.

Assai seri anche i problemi del Veneto, anch'esso a rischio bocciatura: la requisitoria del magistrato parla di "errori" di contabilizzazione dell'indebitamento e "rappresentazioni contabili scorrette". Ma pure le giunte che passano l'esame non ne escono bene. Nelle provincie autonome di Trento e di Bolzano spese "di rappresentanza" dei due presidenti per decine di migliaia di euro non hanno giustificativi ritenuti credibili. In Toscana nel 2013 emerge uno scostamento al rialzo addirittura del 75% delle spese fra preventivo e consuntivo, da quota 10,4 miliardi fino a 18,4 miliardi. La giunta, invece di privatizzare, si è addirittura spinta a salire nel capitale della società Terme di Chianciano e in Fidi Toscana, una finanziaria in perdita che ha partecipazioni in tutto: dai caseifici della Maremma agli allevamenti ittici. Quanto al Friuli-Venezia Giulia, la Corte mostra che presenta 2.800 dipendenti, ma altri 1.700 lavorano per la stessa Regione, fuori bilancio, in un "sistema satellitare composto da enti, agenzie, aziende, società, enti funzionali".

Insomma, credevamo che il fiscal compact ci avesse cambiato la vita. Fine della finanza pubblica allegra, nessuno sforamento se non in casi eccezionali. Le Regioni italiane, però, senza troppo clamore, vivono in un'altra epoca. Violando le regole dell'Unione, quelle del Parlamento nazionale, quelle del buon senso come quelle, infine, delle "più elementari regole contabili ", come ha scritto la Corte dei Conti nella relazione al bilancio della Sardegna. Già perché da quelle parti, ma non solo da quelle parti, si è davvero esagerato. Come nel 2010 e nel 2011 anche nel 2013 si è ricorso all'esercizio provvisorio. Il bilancio 2013 è stato approvato a maggio. Ma nel frattempo i legislatori sardi hanno approvato leggi senza alcuna copertura finanziaria, rinviando, per le coperture, proprio alla legge di bilancio che sarebbe arrivata dopo.

Pensate se un simile schema fosse adottato da un governo nazionale nei confronti di Bruxelles: prima spendo poi troverò le coperture. I giudici contabili parlano di una situazione "particolarmente grave", di una situazione di "irregolarità complessiva". E irregolarità per irregolarità, la regione Sardegna ha continuato a trasferire risorse alle partecipate, spesso senza che queste abbiamo un regolare contratto di servizio e spesso nonostante siano in perdita. Trasferimento, in quest'ultimo caso, in violazione della legge. C'è pure il caso della Fluorite di Silius (manutenzione e bonifica delle strutture minerarie) finita in liquidazione dal 2009. Bene, nel 2013 la Fluorite ha aumentato la propria spesa per il personale passando da poco più di tre milioni a 3,7 milioni. Si può? Certo che no. E la legge stabilisce che spetti proprio all'amministrazione regionale controllante il compito di contenere le voci della spesa corrente. Ma questa è una società partecipata da una Regione per di più a statuto speciale. Regione che non controlla nulla, non le partecipate, ma nemmeno i suoi assessorati. Hanno scritto i giudici della Corte dei Conti: "Si è potuto riscontrare che la Regione non esercita alcun controllo, in termini di semplice conoscenza, su aspetti essenziali ai fini dell'esercizio dei propri compiti gestionali e della propria programmazione finanziaria ". Regioni come le tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo.

In Sicilia solo la metà delle leggi presentate dalla giunta sono accompagnate dalla relazione tecnica. "Ciò  -  scrivono i giudici contabili  -  non consente l'emersione di oneri che potrebbero rimanere occulti ". D'altra parte siamo nella regione in cui ci sono ancora pensionati con l'assegno calcolato sull'ultima retribuzione tanto che dal 2009 al 2013 la spesa previdenziale è cresciuta dell'8%. L'89% delle risorse va a spesa corrente il che pone "a serio rischio, per il futuro, il mantenimento dei necessari equilibri di bilancio", scrive la Corte.

Andiamo in Calabria. Qui i debiti fuori bilancio sono diventati la norma, non l'eccezione. Nell'esercizio del 2013 sono stati riconosciuti oltre 2,3 milioni di debiti senza copertura ai quali aggiungere 24,5 milioni di debiti "da riconoscere " già pagati a seguito di pignoramenti senza però copertura. In totale quasi 27 milioni di debiti scoperti. "L'esistenza di debiti senza copertura finanziaria condiziona pesantemente gli equilibri finanziari della Regione, in piena continuità ed assonanza con la deleteria prassi di procedere al riconoscimento di debiti fuori bilancio per somme sempre più ingenti". Ma quando si arriva a pagina 55 del Giudizio sulla Calabria si rischia di rimanere allibiti: "La Regione non solo non è dotata di strumenti e sistemi atti a garantire in termini di cassa il rispetto dei vincoli tra entrate e spese, ma non è oggettivamente nelle condizioni di conoscere le proprie disponibilità di cassa vincolata dell'anno, né quelle per le quali occorrerebbe provvedere alla ricostituzione. Tale situazione costituisce violazione del principio di trasparenza ed è certamente foriera di una grave situazione di squilibrio della gestione vincolata della cassa regionale". E anche di quelle statali, aggiungiamo noi.
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 03 Novembre 2014
http://www.repubblica.it/economia/2014/11/03/news/allarme_corte_dei_conti_le_regioni_truccano_i_bilanci-99624196/








03 novembre 2014

CROCETTA DIFENDE I FORESTALI, MA IN SICILIA CI SONO STRANE MALATTIE. COME MAI CHI TRASCORRE 78, 101 O 151 GIORNATE NEI LUOGHI PIU' SALUBRI DELLA SICILIA, ALLA FINE DEL CICLO LAVORATIVO SI AMMALA? SONO MAI STATI FATTI CONTROLLI?











Crocetta difende i forestali


Lillo Miceli
Palermo. Per replicare alle accuse sugli sprechi che comporterebbe l'alto numero di braccianti forestali che ogni anno l'Azienda delle foreste ingaggia (circa 25 mila), il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha scelto un luogo simbolo: Godrano, un paesino di circa mille anime, immerso nella riserva naturale di Ficuzza. Paese che percentualmente ha il più alto numero di forestali e che con la manutenzione del bosco ha sempre vissuto: dalla pastorizia alla produzione di carbone. Dagli inizi degli anni ‘60 quando fu decisa la demanializzazione dei boschi e l'ampliamento delle aree da rimboschire, pastori e braccianti agricoli furono i primi ad essere chiamati al lavoro. Fino ad arrivare ai circa 25 mila odierni che sono divisi in tre fasce: 78 giorni; 101 giorni; 151 giorni. Complessivamente, vengono svolte 2,5 milioni di giornate lavorative che divise per 270 giorni feriali, corrispondono a circa 9 mila lavoratori a tempo pieno. Lombardia e Veneto, affermano Maroni e Zaia, gestiscono i loro boschi con circa 5 mila lavoratori ciascuno. Omettendo un particolare: i loro braccianti lavorano tutto l'anno e non per fasce come in Sicilia. Di più: in Lombardia e Veneto i periodi di siccità sono pari a qualche settimana, nell'Isola non piove per tre o quattro mesi di fila. Non solo, ma la manuntezione dei boschi è necessaria per la salvaguardia delle zone interne dove ormai risiede il 10% della popolazione siciliana.
Chi viene chiamato a lavorare nei boschi demaniali ha diritto ad un proporzionale periodo di disoccupazione. Nella maggior parti dei casi, però, si «arrotonda» con un periodo di malattia. Più o meno lungo. Ed è ciò che meno convince. Come mai chi trascorre 78, 101 o 151 giornate nei luoghi più salubri della Sicilia, alla fine del ciclo lavorativo si ammala? Sono mai stati fatti controlli?
A Godrano, il presidente della Regione ha rassicurato che sta per essere messo a punto, «un grande progetto per utilizzare al meglio i lavoratori forestali con l'obiettivo di salvaguardare il territorio, per anni devastato e sottoposto a un notevole rischio ambientale. E, intanto, una grande operazione verità: scopriremo che non è vero che in Sicilia il settore costa di più che in altre Regioni, anzi in Lombardia le cose non funzionano cosi perfettamente come vogliono fare credere». Per Crocetta, «i forestali possono diventare una grande risorsa per la Sicilia. Abbiamo già cominciato a mettere ordine, riducendo la spesa corrente da 400 a 200 milioni di euro con progetti produttivi per investimenti per ulteriori 90 milioni, alcuni già partiti, per la salvaguardia di tutta la Sicilia, esaltandone le bellezze e dando occupazione concreta ai lavoratori. Già abbiamo aperto un tavolo di confronto con i sindacati ma non possiamo accettare chi, in una visione anti-solidaristica, pensa a licenziamenti di massa dei forestali».
Per il governatore le accuse di Regione spendacciona per foraggiare l'esercito dei forestali, «sono prive di fondamento. È scorretto accostare i dati della Sicilia con le altre regioni, perché non c'è omogeneità e non si può fare un rapporto tra la Sicilia e le regioni del Nord o addirittura con l'estero». Crocetta ha rivelato di avere istituito un gruppo di lavoro interno alla Presidenza «che sta esaminando i dati di tutte le Regioni inclusa la Lombardia, magari scopriremo che non è proprio perfetto il sistema lombardo, governato da comuni, enti parco, comunità montane e persino un ente regionale creato dalla Lega Nord che da solo spende 30 milioni: magari scopriremo che alcune Regioni danno numeri falsi e non utilizzano i lavoratori come dovrebbero».
Crocetta, nelle scorse settimane, ha avviato un confronto con il ministero del Lavoro, «per studiare meccanismi di esodi volontari con l'obiettivo di ridurre il bacino nel giro di tre anni. Non accettiamo lezioni da nessuno. Se il sistema in Sicilia è quello che è non è colpa del mio governo e neppure dei lavoratori, ma di chi ha creato un organizzazione scellerata. Noi abbiamo deciso di mettere ordine nel settore».
Tra oggi e domani, Crocetta assegnerà le deleghe ai nuovi assessori. Non è previsto alcun vertice di maggioranza, ma incontri bilaterali tra Pd, Udc, Pdr e Leanza.


03 Novembre 2014









BIVONA, INTESA PER PRODURRE ENERGIE RINNOVABILI



PROTOCOLLO

Bivona, intesa per produrre energie rinnovabili

di
Agrigento, Economia

BIVONA. Sarà firmato il prossimo 3 novembre nell'aula consiliare bivonese il "Protocollo d'Intesa" che impegna i sottoscrittori, cioè i primi cittadini dei comuni montani e della Valle del Platani che fanno parte del "Patto dei sindaci europei per l'energia" di cui Bivona è capofila ed il Dipartimento regionale dello Sviluppo rurale e territoriale, ad attivare iniziative per la realizzazione di attività e interventi volti a migliorare la pianificazione e la gestione delle aree forestali e, secondo l'orientamento e i principi della sostenibilità ambientale, a ricavare elettricità e calore da biomassa forestale di scarto per incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili.

ALTRE NOTIZIE NELL'EDIZIONE DI AGRIGENTO DEL GIORNALE DI SICILIA IN EDICOLA

02 Novembre 2014
 Giornale di Sicilia