07 maggio 2012

RILANCIARE L'AUTONOMIA CON L'ALTA CORTE PER LA STABILIZZAZIONE DEI PRECARI

L’aperitivo/ Rilanciare l’Autonomia con ‘L’Alta Corte per la stabilizzazione del precariato’…

di Brasil


Ieri ce la siamo persa. In compenso, la recuperiamo stasera. E’ una ‘deliziosa’ dichiarazione del presidente della regione siciliana, Raffaele Lombardo, che, rispondendo al presidente dell’Ars, Francesco Cascio, affronta il tema degli operai della forestale e dei precari nei Comuni siciliani.
“Si tratta – dice il presidente della Regione - di ventiseimila (forestali) più ventiduemilacinquecento persone (i precari dei Comuni) che non sono mai state a carico dello Stato e che hanno bisogno di stabilità e sicurezza. Sono convinto – aggiunge Lombardo – che con la collaborazione tra governo regionale, Assemblea regionale e governo nazionale, a questa risorsa umana e professionale, che rischia diventare un immane problema sociale, vada assicurata la stabilita’ nel lavoro”.
Volendo, cosa volete che siano 50 mila persone da ‘stabilizzare’? Soprattutto un giorno prima del voto (la dichiarazione è di ieri). Il Governo Monti sarà bene felice di regalare alla Sicilia un po’ di soldi. Quanto? Qui – lo confessiamo – siamo un po’ confusi. Sappiamo che i mille e 800 e passa dipendenti della Gesip di Palermo costano 70 milioni l’anno. A occhio e croce ci vorrà un miliardo di euro all’anno. Anzi no, un po’ di più. Perché, forse, i precari dei Comuni vorranno guadagnare di più dei forestali. Beh, facciamo un miliardo e mezzo l’anno.
Però, a che ci siamo, presidente, non ci dimentichiamo dei 750 precari ‘storici’ della Regione. Li vuole lasciare fuori? Giammai! Questi, se non ricordiamo male, vorrebbero essere ‘stabilizzati’ da dirigenti. E via, un piccolo sforzo si può fare. Sì faccciamolo: 220 mila euro a testa all’anno per 750: quanto fa fa. Che ce frega, presidente: mettiamo tutto sul conto di Roma.
Ah, dimenticavamo: a che ci siamo – sempre con la “collaborazione tra governo regionale, Assemblea regionale e governo nazionale” possiamo ‘promuovere’ sul campo gli altre 300 funzionari direttivi del dipartimento regionale dei Beni culturali. Senza un’altra legge regionale, però, sennò il commissario dello Stato la impugna per la sesta volta. Li facciamo promuovere tutti da Roma, così bypassiamo il commissario dello Stato. Al limite, presidente, chiama uno dei suoi giuristi egli fa istituire ‘L’Alta Corte per la ‘stabilizzazione’ del precariato’…
A questo punto noi vogliamo fare una proposta: ‘stabilizziamo’ per almeno altri dieci anni – o magari anche a vita – lo stesso presidente della Regione Lombardo e i dodici assessori ‘tecnici’. A pensarci bene, gli assessori di Lombardo hanno ‘incassato’ la loro bella sanatoria e possono tranquillamente continuare a mettersi in tasca i loro 19 mila euro al mese. I siciliani saranno ‘felici’ che questo dodici assessori rimarranno altri dieci anni, o magari a vita, a 19 mila euro al mese.
In fondo, a parte la sanità pubblica che è un delirio, le gare di appalto bloccate, i fondi europei non spesi, l’agricoltura allo sbando, le Marinerie in crisi, l’industria che non c’è più, il rilancio dell’automobile a Termini Imerese che è fallita ancor prima di cominciare, la disoccupazione alle stelle e qualche altro problemino economico, sociale e giudiziario Lombardo sta governando bene. Ma sì, ‘stabilizziamolo’…

06/05/2012

NON POSSIAMO PIU' TOLLERARE LIMITAZIONI ALLA NOSTRA AUTONOMIA



 04 Maggio 2012

ASSICURARE LA STABILITA' LAVORATIVA

REGIONE:LOMBARDO A CASCIO,"SOLO ESERCIZIO PREROGATIVE AUTONOMISTICHE"


"Nessun conflitto con l'Ufficio del  Commissario dello Stato e, semmai nel contesto della stima che nutro per il presidente dell'Ars, on. Cascio, il diritto/dovere di esercitare le nostre prerogative autonomistiche" lo dice il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, intervenendo in merito alle dichiarazioni rilasciate dal presidente dell'Ars, Francesco Cascio. "In quanto al mondo del precariato - continua Lombardo - sono doverose alcune precisazioni. Primo: e' un settore che il governo regionale non ha accresciuto di una sola unita', bloccando con atto deliberativo, prima, e con legge, dopo, ogni nuova assunzione. Secondo: abbiamo stabilizzato i precari regionali, molti dei quali da dieci o vent'anni elemosinavano a ogni fine anno la fatidica proroga. Terzo: un'attenzione straordinaria al precariato della forestale che e' essenziale per la tutela del patrimonio naturalistico regionale e la stessa volonta' per il precariato degli enti locali. Si tratta di ventiseimila piu' ventiduemilacinquecento persone che non sono mai state a carico dello Stato e che hanno bisogno di stabilita' e sicurezza. Sono convinto - conclude Lombardo - che con la collaborazione tra governo regionale, Assemblea regionale e governo nazionale, a questa risorsa umana professionale, che rischia diventare un immane problema sociale, vada assicurata la stabilita' nel lavoro". 

05 Maggio 2012


06 maggio 2012

AI FORESTALI VA DETTO CHE BASTAVA TROVARE RISORSE FRESCHE

 La Sicilia dall’Autonomia all’autonomismo straccione                            
  di Giulio Ambrosetti


A qualche giorno dal voto per le elezioni amministrative, l’onorevole Raffaele Lombardo, presidente della Regione siciliana, annuncia che il governo nazionale avrebbe intenzione di “costringere” la Sicilia a licenziare “50 mila persone, ma noi – aggiunge il presidente – non ci stiamo”.
In campagna elettorale – come a Carnevale – ogni scherzo vale, si diceva un tempo. Anche se, in verità, con i tempi che corrono, c’è poco da scherzare. Eppure, dal governo della Regione, arrivano dichiarazioni di ‘guerra’, nel nome della difesa dell’Autonomia siciliana.
Ma di quale Autonomia siciliana parla l’onorevole Lombardo? Non certo di quella dei ‘Padri’ dell’Autonomia siciliana, che sognavano una Sicilia in primo luogo libera dal bisogno, in grado di ‘disegnare’ e mettere in atto quello sviluppo economico e sociale negato dal 1860 fino al secondo conflitto mondiale, per responsabilità dello Stato centrale certo, ma anche con qualche responsabilità delle classi dirigenti siciliane.
Oggi il presidente Lombardo rivendica una ‘strana’ Autonomia. E annuncia che non solo pubblicherà sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana l’articolo di legge sul mutuo impugnato dal commissario dello Stato, ma anche tutte le oltre 80 norme impugnate dallo stesso ufficio del commissario dello Stato (peccato, però, che l’altro ieri e ieri, negli uffici della Gazzetta Ufficiale della Regione non era arrivata alcuna documentazione contabile: tant’è vero che nell’edizione della Gazzetta Ufficiale di questa settimana non è ancora stato pubblicato nulla, nemmeno il bilancio ‘azzoppato’ la cui pubblicazione è stata autorizzata da Sala d’Ercole, con l’approvazione di un ordine del giorno, una decina di giorni addietro: scriviamo questo – che è l’unico dato oggettivo di questa storia – perché noi la pubblicazione delle norme impugnate la vogliamo vedere tutta…).
In pratica, la Regione siciliana dovrebbe contrarre, con la Cassa depositi e prestiti, un mutuo da 558 milioni di euro per pagare gli stipendi ai 30 mila forestali, agli operai dell’Esa e ad altre categorie. In più, l’assessore all’Economia, Gaetano Armao – che forse in questi due anni avrà preso una laurea in Scienze agrarie – ci spiega che la ‘macchina’ dei forestali siciliani sarebbe “un investimento”, confondendo la forestazione – che potrebbe anche essere un investimento, ma che in Sicilia non c’è – con la tutela dei pochi boschi che sono sfuggiti agli incendi più o meno dolosi degli ultimi dieci anni.
Perché in Sicilia la grande ‘macchina’ forestale serve solo a questo: ad evitare che i pochi boschi rimasti vadano in fumo. Su questo punto, agli operai della forestale va detto che, se Governo e Ars lo avessero voluto, le risorse per questo settore andavano trovate ‘fresce’: invece di finanziarie altre clientele sarebbe bastato appostare soldi ‘veri’ nel relativo capitolo di bilancio: non lo hanno fatto perché Lombardo e compagni, contrariamente a quello che affermano, non hanno a cuore la sorte dei forestali, che invece stanno utilizzando come ‘carne da macello’ nello scontro con Roma. Il tutto, lo ripetiamo, sulla pelle dei 30 mila forestali. Questi sono i fatti, il resto sono chiacchiere.
Supponiamo, poi, che tra le norme impugnate che il governo dice di voler pubblicare (e noi, lo ripetiamo, questa pubblicazione della legge di bilancio impugnata ce la vogliamo vedere tutta, con la speranza di non assistere ad una pagliacciata: e lo diciamo seriamente, non perché siamo interessati alla sorte di questo governo, ma per il decoro delle Istituzioni autonomiste messo ogni giorno a dura prova dalla superficialità e dal pressappochismo di questo stesso governo) ci sia anche quella che finanzia, con 800 milioni di euro di beni immobili ciò che resta dell’Irfis svuotato del ramo d’azienda bancario, cioè nulla. Pensate, cari lettori di LinkSicilia: 800 milioni di beni immobili della Regione – cioè nostri – per consentire a qualche assessore regionale uscente, nei prossimi due o tre anni, di andare ‘a giocare a fare il banchiere’ con i nostri soldi!
Dunque, riassumendo, le ‘grandi’ rivendicazioni del governo Lombardo nei confronti di Roma consisterebbero nei soldi per pagare i 30 mila forestali, nei soldi per pagare gli oltre 22 mila precari dei Comuni dell’Isola, nei soldi per pagare i precari storici della Regione, nei soldi per pagare i dipendenti dell’Eas, nei soldi per pagare gli operai dell’Esa, nei soldi per pagare i dipendenti dei Consorzi di Bonifica, nei soldi i dipendenti dei Consorsi di ripopolamento ittico. Come i nostri lettori possono notare, tutta spesa corrente.
Il governo Lombardo non va allo scontro con Roma per rivendicare i porti turistici che ancora non ci sono, il completamento della rete autostradale che ancora non c’è, un piano per la viabilità interna che è un delirio, la messa in sicurezza dei ponti autostradali e di alcune strade a scorrimento veloce (si pensi alla Palermo-Agrigento o alla Palermo-Sciacca: ma se ne contano tante altre), il potenziamento delle reti ferroviarie in buona parte abbandonate, investimenti nelle tecnologie, miglioramento dei servizi e via continuando. No, si va allo scontro con Roma per chiedere risorse da ‘bruciare’ nella spesa pubblica. Che, a pensarci bene, è un modo per legittimare il Governo Monti, che ha buon gioco nel dire – come dargli torto? – che quella siciliana è un’Autonomia di straccioni.
Poiché siamo ormai entrati in una stagione di federalismo ‘forzato’ – ‘forzato’ non perché ci è imposto dalla Lega di Bossi, ma dalle precarie condizioni economiche del nostro Paese – è bene che i cittadini siciliani sappiano come stanno veramente le cose.
In Sicilia ci sono, grosso modo, 5 milioni di abitanti. Bene. I 50 mila che il governo Lombardo vuole salvare (che forse sono un po’ di più: quasi 60 mila) non li pagherà Roma, perché il Governo Monti – e questo dovrebbero averlo capito tutti gli italiani – è stato messo lì non per ‘dare’, ma per ‘togiere’. Ciò significa che il costo dei 60 mila sarà a carico degli altri 4 milioni 940 siciliani.
Già è così, perché i 60 mila sono a carico del bilancio della Regione siciliana. Cioè dei contribuenti siciliani, perché la nostra è una Regione autonoma e l’80 per cento delle entrate (e forse più) regionali arriva dall’Irpef e dall’Iva. Solo che, tra spese fisse e clientele varie, Lombardo & compagni hanno svuotato le ‘casse’ regionali. E infatti vorrebbero contrarre il già citato mutuo pari a 558 milioni di euro per pagare questo fiume di spesa corrente.
Sì, avete letto bene: altri 558 milioni di debiti per pagare un fiume di ‘stipendi’. E chi pagherà, poi, questi nuovi debiti? Roma? No: a pagare saranno in parte le attuali imprese le e le attuali famiglie siciliane, in parte le generazioni future, ovviamente siciliane.
Pensate, cari lettori: già una famiglia media, in Sicilia, tra tasse e imposte dello Stato, tasse e imposte regionali e comunali non arriva più alla fine del mese. E il governo Lombardo che fa? Vuole caricare sulle vostre spalle anche il mutuo pari a 558 milioni di euro. Chiaro?
Invitiamo i nostri lettori a riflettere su un altro punto. Lombardo governa dalla primavera del 2008. Da allora ad oggi – e sono passati già 4 anni – ha utilizzato il Fas, sigla che sta per Fondi per le aree sottoutilizzate (risorse finanziarie nazionali destinate, per l’85 per cento, alle infrastrutture del Sud) solo per pagare la spesa corrente della sanità pubblica. L’anno scorso, per pagare la sanità siciliana che l’assessore Massimo Russo dice di avere ‘risanato’, la Regione, con la complicità del governo Berlusconi, ha utilizzato 700 milioni di euro del Fas. Quest’anno la Regione conta di ricevere da Roma altri 343 milioni di euro di risorse Fas, sempre per pagare la sanità. In due anni, oltre un miliardo di euro che sarebbero dovuti servire pe rle infrastrutture sono stati ‘immolati’ sulla sanità pubblica che, peraltro, fornisce servizi sempre peggiori.
In quattro anni il governo Lombardo ha utilizzato una frazione minima dei fondi europei. In parte per oggettiva incapacità, in parte sulla base di una scelta politica precisa. Perché a Lombardo, da buon democristiano doroteo, dello sviluppo economico della Sicilia non gliene può fregare di meno. All’attuale presidente ella Regione interessa tenere la Sicilia e i siciliani nel bisogno: e in questo è bravissimo. A cui accoppia un’occupazione sistematica, quasi ‘scientifica’ del potere, trasformando i diritti – a cominciare dal diritto al lavoro -in favori personali. Con l’occhio rivolto alle elezioni.
Non è un caso, infatti, che due assessori ‘tecnici’ della sua giunta – Gaetano Armao e Massimo Russo – abbiano masso su una lista alle elezioni comunali di Palermo. La lista Armao-Russo alle comunali di Palermo è solo la risultante ultima del sistema di potere clientelare di Lombardo.
Che dire? Cari lettori, non lasciatevi infinocchiare dall’autonomismo di Lombardo e dei suoi amici. E nemmeno da interpretazioni a ruota libera sulla ‘ricchezza’ di una Sicilia federalista. Sappiate, conti alla mano, che la Sicilia, oggi, riceve dallo Stato più di quanto dà. I conti sono già stati fatti. Se ci dovessero assegnare le compenze sulle scuole la Regione siciliana sarebbe fuori di un miliardo di euro o giù di lì.
Altra e ben diversa cosa sono in ‘ristori’che la Sicilia dovrebbe ricevere per avere ceduto porzioni importanti del proprio territorio alla follia di un industrialismo senza senso. Cosa che è avvenuta, per esempio, nell’area industriale di Siracusa, tra raffinerie e chimica ‘pesante’.
Ma i siciliani hanno il diritto di sapere che tutte le autorizzazioni alle industrie che hanno massacrato la Sicilia – dalle raffinerie di Augusta alla chimica di Priolo,Melilli, Milazzo e Gela, dalla centrale elettrica di Termini Imerese alle centrali del Messinese – hanno ricevuto l’autorizzazione dagli uffici della Regione siciliana. L’ultima autorizzazione per il ‘mostro’ da realizzare a Porto Empedocle – il più grande rigassificatore d’Europa a meno di un chilometro dalla Valle dei Templi di Agrigento (con parcelle milionarie e ‘altro’ ancora connesse) – le ha fornite proprio il governo dell’ ‘autonomista’ Lombardo.
E sappiano pure, i siciliani, che a scoprire, denunciare e interrompere il fiume di mercurio che finiva nel mare di Priolo non è stato l’assessorato regionale al Territorio e Ambiente, ma un giovane magistrato. Ancora una volta, in Sicilia, la magistratura si è dovuta sostituire alla politica.
Questi sono i fatti. Ai lettori di questo giornale  e ai siciliani le conclusioni.

05 Maggio 2012


Si è vero che con il Governo Lombardo abbiamo avuto qualche giorno di lavoro in più.Ma è pur vero che  come dice Ambrosetti, "agli operai della forestale va detto che, se Governo e Ars lo avessero voluto, le risorse per questo settore andavano trovate ‘fresche’: invece di finanziarie altre clientele sarebbe bastato appostare soldi ‘veri’ nel relativo capitolo di bilancio". Questo passaggio mi sento di condividerlo. Ambrosetti sostiene  che non si hanno a cuore la sorte dei forestali. Può darsi!!!
Con la presenza del Sindacato nel Governo Regionale (PD), pensavamo che riuscivano a mantenere le promesse, invece hanno cercato la via più semplice: dare la colpa alla crisi economica. Fra poco, cioè in campagna elettorale torneremo su questo argomento.

PRESIDENTE LOMBARDO, ON.LI TUTTI, SINDACATI, 
NON POSSIAMO PIU' PERMETTERCI DI ANDARE AVANTI IN QUESTO MODO, UNA VOLTA PER TUTTI DOVETE PRENDERE UNA DECISIONE, BASTA TIRARE A CAMPARE. SIAMO STANCHI E, NON SIAMO INTERESSATI AD UN'ALTRA CAMPAGNA ELETTORALE GONFIATA DI SOLO DI PROMESSE. DALLE PAROLE ADESSO SI PASSI AI FATTI!!!

Per il Presidente Lombardo. Aveva preso un abbaglio o adesso ha cambiato idea visto che a ottobre si andrà a votare? Gradirei avere una risposta, non solo per me, ma per i 26mila forestali che non vuole buttarli in mezzo alla strada. Lo dimostri veramente ma non con le parole, ma tramite una modifica alla legge,  approvando il comma 4 dell'accordo del 14 maggio 2009 che Ella ha sottoscritto con le parti sociali in piena campagna elettorale, ricordo a chi non lo sapesse che in quel periodo si votava per le Europee. Al mio paese si dice che gli accordi si rispettano. Mi dispiace ma solo così potremmo giudicarVi.


Evviva la coerenza

Ecco l'articolo della discordia:

ULTIMATUM DEI SINDACATI

Messina: forestali, ultimatum dei sindacati


Se entro venerdì prossimo le richieste di avviamento dei lavoratori non saranno portate presso le Scica competenti, dal 17 maggio alle 09:00 i lavoratori forestali messinesi, insieme ai sindacati Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil si autoconvocheranno presso la sede dell'azienda foreste in via Giordano Bruno a Messina. Senza risposte positive la protesta continuerà. Avevano chiesto l'avvio dei 1.400 lavoratori forestali ancora non impiegati, ma si sono visti rispondere picche dal responsabile dell'azienda foreste demaniali di Messina, architetto Aveni.
La richiesta al dirigente dell’Azienda di Messina è arrivata nel corso di un incontro che ha seguito l’accordo siglato lo scorso 18 aprile a livello regionale tra i segretari generali delle Federazioni Flai, Fai e Uila – Salvatore Tripi, Fabrizio Colonna e Gaetano Pensabene – con il capo dei forestali siciliani, l’arch. Pietro Tolomeo che aveva dato mandato di predisporre le richieste già dal giorno dopo la firma dell’intesa. Ma la risposta è stato un atteggiamento definito dai sindacati “grave e negativo” tenuto dal responsabile di Messina dell’Azienda Foreste Arch. Giuseppe Aveni “che – spiegano i segretari di Fai, Flai e Uila - non ha voluto predisporre le richieste per l’avvio immediato dei lavoratori forestali, adducendo di non rispettare l’accordo in mancanza di disposizione Regionale”.
“Nelle altre provincie – sottolineano i segretari provinciali di Flai, Fai e Uila - si sta applicando già quell’accordo regionale. Interesseremo il Prefetto per far rispettare l’accordo del 18 aprile anche a Messina. L’avviamento dei lavoratori forestali – concludono Mastroeni, Cipriano e Orlando – è vitale per la salvaguardia dei boschi messinesi per realizzare quei viali parafuoco necessari come azione preventiva per il rischio incendi che è sempre molto alto visto l’approssimarsi della stagione estiva”.

04 Maggio 2012

05 maggio 2012

PROVINCIA DI PALERMO, AVVIAMENTI OPERAI FORESTALI (DISTRETTI 6,7,8,9)

Cliccare per ingrandire

I LAVORATORI FORESTALI SARANNOI GARANTITI

Sicilia: Lombardo, garantiti servizi e lavoratori Esa e forestali





(ASCA)  ''Il problema degli stipendi per forestali e personale Esa non esiste. Ci sono le condizioni e gli strumenti per rintervenire con storni e variazioni.

Salari e servizio antincendio saranno assicurati''. Lo afferma alla stampa il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo (nella foto), in merito all'impugnativa del Commissario dello Stato del ddl 898 dove erano previste anche risorse per l'erogazione dei servizi e le indennita' dei lavoratori Esa e forestali, per l'appunto.

04 Maggio 2012

PAGARE LO STIPENDIO AI FORESTALI NON E' UN INVESTIMENTO

L'AUTONOMIA SICILIANA NON SI DIFENDE CON I SOFISTI                                                                               

 Di Giulio Ambrosetti

 

 Il governo regionale ha deciso di procedere alla pubblicazione della legge nonostante l’impugnativa operata dal commissario dello Stato. Bene. Se il presidente, Raffaele Lombardo, è convinto di avere ragione, è giusto che la legge venga pubblicata integralmente sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana.

In una nota diffusa ieri sera da Palazzo d’Orleaans, la sede del governo della Regione, leggiamo: “Nel pieno convincimento che le scelte normative approvate dall’Ars, oltre che legittime, rispondano in modo efficace alle esigenze di comparti essenziali dell’amministrazione e del territorio (dalla forestazione, agli interventi infrastrutturali), il governo regionale ha quindi assunto la determinazione di promulgare la legge, a difesa delle competenze legislative della Regione siciliana, in relazione all’infondatezza dei rilievi avanzati dal Commissario dello Stato. Tra l’altro – continua la nota – nell’impugnativa si censurano le modalità con cui la Regione siciliana intende finanziare i propri investimenti in materia di prevenzione e manutenzione straordinaria del patrimonio boschivo”.
“Si tratta di rilievi contestati dal governo regionale – prosegue il comunicato – poiché le scelte legislative dell’Assemblea regionale siciliana, oltre ad essere in piena armonia con le normative e i regolamenti comunitari, attingono anche al principio della ‘somma urgenza’ legata ad interventi di carattere straordinario. Per queste ragioni, la promulgazione integrale della legge appare un atto doveroso e costituzionalmente corretto”.
“E’ l’ulteriore occasione – ha commentato il presidente della Regione Lombardo – per rilevare l’ingerenza del Commissario dello Stato, che si ritiene lesiva dell’Autonomia statutaria”.
In questo comunicato ci sono alcune cose che destano perplessità. Si parla di “infondatezza dei rilievi avanzati dal commissario dello Stato”. E’ un’affermazione grave. Ed è grave che una frase del genere sia finita su un comunicato ufficiale della presidenza della Regione. Se si fosse trattato di un’intervista, si sarebbe sempre potuto ricorre alla nota formula della “forzatura” operata dal giornalista. Ma qui, lo ripetiamo, la frase è in un comunicato ufficiale.
In che cosa consisterebbe “l’infondatezza dei rilievi avanzati dal commissario dello Stato”? Nel fatto che la Regione siciliana si accinge a contrarre un mutuo con la Cassa depositi e prestiti di oltre 500 milioni di euro per pagare lo stipendio ai forestali, agli operai dell’Esa e ad altro personale? Da quando in qua le spese correnti sono sono diventate spese in conto capitale? Sarebbe questi gli “investimenti infrastrutturali” della Regione siciliana presieduta da Raffaele Lombardo?
Vorremmo precisare che, così facendo, non si difendono “le competenze legislative della Regione”. Perché questo modo di legiferare è sbagliato. Ed è sofistico scrivere che “nell’impugnativa si censurano le modalità con cui la Regione siciliana intende finanziare i propri investimenti in materia di prevenzione e manutenzione straordinaria del patrimonio boschivo”. Perché pagare lo stipendio agli operai della forestale non è un investimento.
Su questo punto è bene fare chiarezza. La Sicilia non ha mai brillato in materia di forestazione. Mai. Nemmeno negli anni in cui venivano demanializzati i boschi abbandonati dai privati attraverso l’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana. Non mettiamo in dubbio che tra Azienda Foreste e dipartimento Foreste della Regione (una volta s chiamava terza direzione dell’assessorato regionale all’Agricoltura) ci siano state e ci siano le competenze per procedere all’attuazione di veri piani di forestazione. Ma questi, o sono stati pensati e, soprattutto, attuati male, o non sono stati mai stati né pensati, né attuati.
In Sicilia, è inutile che ci prendiamo in giro, la cosiddetta attività forestale, già a partire dai primi anni ‘80, è stata trasformata in spesa sociale: con i cosiddetti ‘cinquantunisti’, ‘centunisti’ e ‘centocinquantunisti’, di fatto, si provvedeva a sostenere i disoccupati delle aree interne dell’Isola. Andando avanti nel tempo questo ‘metodo’ si è esteso in parte anche ai centri dei versanti costieri. Tanto che oggi gli operai della Forestale sono circa 30 mila.
Questo grande esercito di Forestali non ha fatto aumentare l’indice di boscosità della Sicilia, che è rimasto lo stesso e, in parte, si è anche ridotto. Altro che ‘investimenti’! La dimostrazione che le risorse della Regione impiegate nelle attività forestali – a parte qualche sporadico intervento dell’Azienda Foreste operato, per lo più, nelle aree protette – sono state e sono ancora spesa sociale corrente e non investimenti.
Non solo. Con il tempo questa spesa si è irrigidita. Perché appena le indennità non venivano corrisposte in tempi certi, improvvisamente, i boschi siciliani prendevano fuoco. Tanto che è stato istituito un servizio antincendio. E’ ai possibili incendi di boschi che si riferisce il comunicato della presidenza della Regione, là dove segnala la “somma urgenza”?
C’è di più. Visto che parliamo di ambiente e di forestazione, va sottolineata una responsabilità gravissma dell’attuale governo regionale sui recenti dissesti idrogeologici di Messina. Da anni sappiamo tutti che il Messinese è una zona nevralgica perché gli agricoltori di tali zone, di fatto abbandonati dalla Regione, non si curano più dei boschi, soprattuto dei noccioleti.
Dopo l’alluvione che tre anni fa ha colpito ampie zone del Messinese, ci aspettavamo, in queste aree della Sicilia, “investimenti’ veri, da parte del governo regionale, in materia di forestazione e di assetto del territorio. Questi “investimenti” non sono mai arrivati. E dire che la Regione si è dotata del Piani di assetto idrogeologico (Pai). Ma gli “investimenti” per frenare il dissesto idrogeologico del Messinese, lo ripetiamo, non li abbiamo mai visti. Tant’è vero che, appena l’anno scorso, un’altra alluvione ha seminato – sempre nelle stesse contrade – distruzione, morte e disperazione.
Cosa vogliamo dire con questo? Che la Regione siciliana si accinge a provare a dimostrare, davanti ai giudici della Corte Costituzionale, che le risorse finanziarie che arriveranno con il mutuo serviranno per “investimenti” nel settore della forestazione, proprio mentre nelle aree del Messinese è già stato dimostrato l’esatto contrario: e cioè che gli investimenti regionali in forestazione e assetto del territorio, da quelle parti, non sono mai stati effettuati! Complimenti vivissimi!
In ogni caso, è giusto lasciare decidere alla Corte Costituzionale se pagare le indennità a 30 mila operai forestali sia un ‘investimento’ o spesa corrente.
Non ci convince nemmeno il passaggio finale del comunicato della presidenza della Regione, là dove si fa riferimento all’ “ingerenza del Commissario dello Stato”, ritenuta “lesiva dell’Autonomia statutaria”. Non sappiamo chi ha consigliato al presidente Lombardo, che alla fine nella vita fa il medico-psichiatra, di scrivere una simile frase.
Caro presidente, guardi che le competenze dell’Alta Corte per la Sicilia, alla fine degli anni ‘50, sono state assorbite – a nostro avviso abusivamente – dalla Corte Costituzionale e non dall’ufficio del commissario dello Stato. Il commissario dello Stato si limita a segnalare la presunta incostituzionalità di una legge approvata dall’Ars: poi, a decidere, è la Corte Costituzionale.
In questa funzione non c’è alcuna ingerenza: tant’è vero che Lei sta provvedendo a pubblicare la legge integralmente – così leggiamo nel suo comunicato – non tenendo conto dell’impugnativa del commissario dello Stato: impugnativa che non lede affatto il potere che Lei ha di pubblicare una legge approvata dall’Ars e impugnata dal commissario dello Stato. Di fatto, pubblicando la legge Lei smentisce ciò che Lei stesso afferma nella parte finale del comunicato. 

04 Maggio 2012

CLAUDIO BARONE UIL: SLOCCARE I FONDI PER I FORESTALI

 Sicilia/Bilancio: Barone (Uil), Regione vive situazione drammatica


''E' necessario sbloccare subito i fondi per evitare che forestali, lavoratori della Formazione professionale e precari storici degli Enti locali finiscano in mezzo alla strada''. Lo dice Claudio Barone (nella foto), segretario generale della Uil Sicilia, che aggiunge: ''Non potendo continuare con l'esercizio provvisorio, c'e' stata tuttavia una scarsa capacita' da parte del Governo regionale di offrire uno strumento legislativo che non si prestasse a critiche. Dopo l'impugnativa del commissario dello Stato, la decisione del presidente Lombardo di promulgare comunque il disegno di legge si presenta come l'unico modo per sbloccare la spesa. Certo - prosegue Barone - avremmo preferito soluzioni diverse ma non sono emerse proposte alternative. Il quadro rimane preoccupante e per questo sara' necessario ripensare per il futuro alla struttura del bilancio, obiettivamente troppo attaccabile. La Regione siciliana in questo momento vive una situazione drammatica. L'attuale crisi politica - conclude Barone - ci ha reso piu' deboli nei confronti del Governo nazionale. Di questo, pero', non possono pagare il conto i siciliani''.

 04 Maggio 2012

CASTIGLIONE (PDL) IL GOVERNO HA FALLITO

Sicilia: Castiglione (Pdl), governo ha fallito. Ristrutturare bilancio

 


(ASCA)  ''Avevamo gia' denunciato un Bilancio carico di illusioni ed oggi purtroppo ne riceviamo conferma. Ora basta prendere in giro i siciliani, e' arrivato il momento di assumersi le responsabilita'''. E' il commento del coordinatore regionale del Pdl in Sicilia, Giuseppe Castiglione (nella foto), a seguito dell'impugnativa del Commissario dello Stato sul disegno di legge che, tra l'altro, autorizza un nuovo mutuo di 580 milioni, soldi che rischiano di essere bloccati a danno dei siciliani.

''Il governo Lombardo ha fallito - afferma Castiglione - Ha messo un'intera Regione in ginocchio. Oggi nelle critiche condizioni economiche del Paese e della Sicilia, non sono piu' possibili ambiguita' o giochini tesi ad abbellire o a nascondere le voragini del bilancio regionale. Serve, invece, il coraggio di scelte strategiche che liberino energie e risorse per lo sviluppo e il sostegno alle iniziative delle imprese, soprattutto in termini di servizi. La presa d'atto delle limitate tipologie di spesa che si possono coprire con i mutui - osserva Castiglione - impone di avviare subito un processo di ristrutturazione del Bilancio regionale, poiche' spese finora spacciate per investimenti dovrebbero essere coperte con le entrate ordinarie. Da un lato - conclude il coordinatore regionale del Pdl in Sicilia - dobbiamo fornire rassicurazione ad alcuni soggetti che svolgono un servizio per la collettivita' (e nel caso della norma impugnata, i lavoratori forestali e dell'Esa), dall'altro e' indispensabile contenere la spesa pubblica''.

04 Maggio 2012


Per l'On. Castiglione:
NOI non dimentichiamo




Per il Senatore Pino Firrarello Suocero dell'On Castiglione. Quest'ultimo oggi ricopre la carica di Presidente della Provincia di Catania, Segretario del Pdl Sicilia e Presidente UPI ( Unione Province d'Italia).

23 Settembre 2008. Il sindaco Firrarello ha detto ai lavoratori che se fosse per lui li avrebbe mandati a casa, perché non servono a nulla.

Questo è quello che avete fatto e avete detto, quindi avete fallito anche voi e, in qualche occasione,  quando non eravate in cerca di voti, avete anche mortificato la categoria



AVVIAMENTO FORESTALI, L’AZIENDA MESSINESE NON RISPETTA L’ACCORDO

Cisl Sicilia - Foto Notizia Hanno chiesto l’avvio dei 1400 lavoratori forestali ancora non impiegati, ma si sono visti rispondere picche dal responsabile dell’Azienda Foreste Demaniali di Messina, arch. Aveni. Così i segretari provinciali  di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, Giovanni Mastroeni, Calogero Cipriano e Salvatore Orlando, hanno lanciato l’ultimatum. “Se entro venerdì prossimo le richieste di avviamento dei lavoratori non saranno portate presso le Scica competenti, il successivo giovedì 17 Maggio alle ore 9, i lavoratori forestali messinesi unitamente ai sindacati Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil si autoconvocheranno presso la sede dell’Azienda Foreste sita in via Giordano Bruno, e non avendo risposte positive continueranno la lotta nella stessa sede”.
La richiesta al dirigente dell’Azienda di Messina è arrivata nel corso di un incontro che ha seguito l’accordo siglato lo scorso 18 aprile a livello regionale tra i segretari generali delle Federazioni Flai, Fai e Uila – Salvatore Tripi, Fabrizio Colonna e Gaetano Pensabene – con il capo dei forestali siciliani, l’arch. Pietro Tolomeo che aveva dato mandato di predisporre le richieste già dal giorno dopo la firma dell’intesa. Ma la risposta è stato un atteggiamento definito dai sindacati “grave e negativo” tenuto dal responsabile di Messina dell’Azienda Foreste Arch. Giuseppe Aveni “che – spiegano i segretari di Fai, Flai e Uila - non ha voluto predisporre le richieste per l’avvio immediato dei lavoratori forestali, adducendo di non rispettare l’accordo in mancanza di disposizione Regionale”.
“Nelle altre provincie – sottolineano i segretari provinciali di Flai, Fai e Uila - si sta applicando già quell’accordo regionale. Interesseremo il Prefetto per far rispettare l’accordo del 18 aprile anche a Messina. L’avviamento dei lavoratori forestali – concludono Mastroeni, Cipriano e Orlando – è vitale per la salvaguardia dei boschi messinesi per realizzare quei viali parafuoco necessari come azione preventiva per il rischio incendi che è sempre molto alto visto l’approssimarsi della stagione estiva”.
04 Maggio 2012

CISL: ALTO RISCHIO INCENDIO

La Cisl: “È emergenza perché non s’è dato ascolto al mondo del lavoro”

Cisl Sicilia - Foto Notizia
“Alto rischio incendio”. È la minaccia che s’allunga sui 70 mila ettari di bosco demaniale siciliano e sulle aree boschive limitrofe. “L’estate è alle porte, il caldo si fa sentire, ora – scrivono Cisl e Fai, la federazione cislina dell’agroalimentare – è il momento di realizzate le siepi e le barriere tagliafuoco”. Non farle, per la Sicilia sarebbe “una scommessa col destino”. Perché a sfidare il destino conducono l’impugnativa del Commissario dello Stato Carmelo Aronica, della Finanziaria regionale approvata dall’Ars il 27 aprile. E le scelte adottate fin qui da governo della Regione e Ars. Né, rileva il sindacato, a portare fuori dal tunnel può essere la decisione del governatore Lombardo di promulgare ugualmente la legge, sollevando il conflitto davanti alla Corte Costituzionale. “Quale banca – domanda la Cisl – può erogare il mutuo previsto dal governo, nel caos programmatico e istituzionale che è stato generato?”. “Siamo in piena emergenza”, dichiarano Cisl e Fai. E “a pagare il conto dell’irresponsabilità e dei pasticci di questa politica, finiscono con l’essere i 26 mila forestali; i 500 lavoratori Esa. E i sei milioni di siciliani privati di fatto del loro diritto alla tutela e alla valorizzazione dei boschi e del paesaggio”. Per questo, rimarca il sindacato, “c’è bisogno di nuova responsabilità e di atti conseguenti”. Invece, “appaiono figlie del passato più che di visioni proiettate nel futuro”, le scelte fin qui compiute da politica e governo. Scelte adottate “senza dare ascolto al mondo del lavoro” che per anni ha suggerito la riprogrammazione dei fondi Ue, della misura Ambiente e territorio, e l’adozione degli indirizzi europei in tema di filiera ambientale, sottobosco produttivo, paesaggio, gestione di biomasse. “Un errore, essere rimasti sordi”, ripetono Cisl e Fai. Tanto più che ora in gioco non è tanto il dopo Lombardo. “In gioco sono i lavoratori; in gioco è la qualità della vita e dell’ambiente. In gioco sono i 70 mila ettari di bosco demaniale e le aree circostanti”. (ug)
 04 Maggio 2012



04 maggio 2012

L' UGL PROCLAMA LO STATO DI AGITAZIONE

FORESTALI: MESSINA , ADDETTI SENZA INDENNITA', UGL PROCLAMA LO STATO DI AGITAZIONE DEL COMPARTO

Proclamato lo stato di agitazione della categoria. E' quanto dichiarato dalla Federazione Agroalimentare di Ugl Sicilia. Avevamo avvistato la gravità della situazione in sede di approvazione del testo della finanziaria  dichiarano Giuseppe Messina (nella foto) e Michele Gallo - gli artifizi contabili ed la previsione di un mutuo da accendere per il pagamento delle indennità dei lavoratori forestali non ci aveva convinto. Non serviva lo scontro istituzionale con il Commissario dello Stato, mentre diviene sempre più concreto il rischio di commissariamento della Regione per violazione dello Statuto siciliano, a pagare saranno sempre e comunque gli addetti forestali. Per questo - proseguono i sindacalisti - avevamo chiesto le dimissioni dell'Assessore regionale alle risorse agricole e forestali, Elio D'Antrassi, reo di avere anche proposto con norma la cancellazione dell'Azienda foreste demaniali in maniera selvaggia e fuori dalle regole di concertazione. Lo stato di agitazione si rende necessario per aprire una vertenza sul dramma del mancato riconoscimento delle indennità agli addetti idraulico forestali ed agricolo-forestali, causato dall'azzardata previsione di copertura con l'accensione di un mutuo da 500 milioni; un vuoto che rischia di produrre una degenerazione sociale. Abbiamo più volte chiesto all'assessore al territorio ed ambiente, Sebastiano Di Betta, un confronto per individuare soluzioni rapide e concrete. Risposte che non sono ancora arrivate e per le quali diffidiamo l'amministrazione regionale dall'attivarsi con effetto immediato. Senza una seria programmazione, senza una copertura finanziaria certa, il comparto dei forestali rischia di piombare nel baratro della precarietà con la diffusa preoccupazione di una incontrollata gestione   dei territori.   

04 Maggio 2012









MARIELLA MAGGIO: BISOGNA RISCRIVERE IL BILANCIO

ACCELERARE SPENDING REVIEW E RISCRIVERE IL BILANCIO MAGGIO (CGIL), LA SCELTA DI LOMBARDO CONFERMA LA VOLONTA’ DI NON DECIDERE

“L’annunciata scelta di promulgare il bilancio inserendo comunque il mutuo tra le entrate, nonostante l’impugnativa del commissario dello Stato, e’ il segno della volonta’ del presidente della Regione di continuare a non decidere, di non volere programmare alcun futuro per la regione’”: lo dice Mariella Maggio, segretaria generale della Cgil Sicilia. Maggio non risparmia critiche per quello che definisce “un disastro facilmente prevedibile, sul quale gli allarmi erano stati tanti e da piu’ fonti, che malgrado i tentativi di volo pindarico di Lombardo sancisce il default della regione”. La segretaria della Cgil esprime preoccupazione per la mancata copertura delle quote di cofinanziamento 2007/2013, per i tagli al trasporto pubblico locale e per la situazione dei forestali, ricordando a quest’ultimo proposito che “la Cgil da mesi propone interventi strutturali di riforma utilizzando i fondi europei, avendo ad esempio tra gli obiettivi la messa in sicurezza del territorio”. Secondo la Cgil “la gestione di una situazione cosi’ difficile e dei problemi sul tappeto impone l’accelerazione dello spending review, per eliminare tutti gli sprechi. Parallelamente - sostiene Maggio- occorre procedere alla riscrittura integrale del bilancio della Regione, oggi fortemente ingessato sulla spesa corrente, tenendo conto dei risultati dello spending review. Il bilancio zero- osserva la sindacalista- dovra’ portare a processi di risparmo con gli obiettivi del risanamento dei conti e di liberare risorse per gli investimenti”. Maggio aggiunge che “la relazione della Corte dei Conti sulla spesa di Agenda 2000, conferma un quadro drammatico. Di tutto cio’ non si potra’ adesso non tenere conto: la questione della qualita’ della spesa – conclude- si pone oggi come unica chance per una ripresa della nostra regione e dovra’ riguardare tutti gli ambiti, i fondi strutturali, il bilancio della regione”.

04 Maggio 2012

LOMBARDO: NON BUTTERO' SUL LASTRICO 50MILA PERSONE

Lombardo: “Non butteremo  sulla strada 50mila persone”

raffaele lombardo
“Con il commissario dello Stato  non c’e’ nessuna querelle o contrasto. Ritengo che dobbiamo recuperare una par condicio con le Regioni a statuto ordinario, perche’ negli  anni la Sicilia e’ diventata una regione a Statuto inesistente”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo,  all’indomani dell’impugnativa del commissario dello Stato, il prefetto Carmelo Aronica, della norma approvata dall’Assemblea regionale  siciliana che autorizzava la Regione a contrarre un mutuo di oltre 550 milioni di euro.
 ”Da Regione dotata di una grande autonomia siamo diventati l’ultima ruota del carro. Noi dobbiamo  riconquistare la nostra autonomia”.  Ha detto poi il presidente della  Regione siciliana.
“A Roma si fa una considerazione di questo tipo: siccome prima o poi i nodi vengono al pettine, senza  minimamente pensare alle sorti delle persone si dice: licenziate. Cinquantamila persone da mettere sulla strada. Ho questa sensazione,  lo colgo nello spirito di certi interventi di qualche ministro  tecnico. Ma noi non possiamo permettercelo”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana.  “Mi assumo la responsabilita’ – ha aggiunto – di non buttare sul lastrico migliaia di persone e di non far andare in fumo il nostro patrimonio boschivo“.

04 Maggio 2012

PROVINCIA DI PALERMO, AVVIAMENTI OPERAI FORESTALI. (DISTRETTI 2-4)


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04 Maggio 2012

LOMBARDO: IL COMMISSARIO BOCCIA LA FINANZIARIA? IO VADO AVANTI LO STESSO

 Sicilia: Lombardo promulga legge ipugnata da commissario Stato


Il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo ha deciso di avvalersi dei poteri attribuiti dallo Statuto e promulgare integralmente la legge “Autorizzazione al ricorso ad operazioni finanziarie”, approvata dall’Assemblea regionale siciliana nella seduta dello scorso 27 aprile, nonostante l’impugnativa avanzata dal Commissario dello Stato.
Nel pieno convincimento che le scelte normative approvate dall’Ars, oltre che legittime, rispondano in modo efficace alle esigenze di comparti essenziali dell’amministrazione e del territorio – dalla forestazione, agli interventi infrastrutturali – il governo regionale ha quindi assunto la determinazione di promulgare la legge, a difesa delle competenze legislative della Regione siciliana, in relazione all’infondatezza dei rilievi avanzati dal Commissario dello Stato.
Tra l’altro – continua la nota di Palazzo d’Orleans – nell’impugnativa si censurano le modalita’ con cui la Regione siciliana intende finanziare i propri investimenti in materia di prevenzione e manutenzione straordinaria del patrimonio boschivo.
Si tratta di rilievi privi di pregio, poiche’ le scelte legislative dell’Assemblea regionale siciliana, oltre ad essere in piena armonia con le normative e i regolamenti comunitari, attingono anche al principio della “somma urgenza” legata ad interventi di carattere straordinario.
Per queste ragioni, la promulgazione integrale della legge appare un atto doveroso e costituzionalmente corretto.
“E’ l’ulteriore occasione – commenta il Presidente – per rilevare l’ingerenza sempre piu’ invasiva del Commissario dello Stato, perniciosamente lesiva dell’Autonomia statutaria conquistata dal popolo siciliano”.

03 Maggio 2012

NUOVAMENTE IMPUGNATO IL BILANCIO DELLA REGIONE (3)

  Finanziaria, il commissario dello Stato impugna il mutuo e il bilancio

 

Con decreto la Regione aveva aggirato la precedente impugnativa che aveva cassato ottantadue commi. In questa versione il governo aveva collegato i fondi a specifici capitoli di bilancio


PALERMO. Si abbatte di nuovo, per la seconda volta nell'arco di pochi giorni, la scure del commissario dello Stato, Carmelo Aronica, sulle manovre economiche del governo regionale guidato da Raffaele Lombardo. Oggi è stato «censurato» il ddl, approvato dall'Ars nella seduta dello scorso 27 aprile che prevede un mutuo di 558 milioni. Col questo provvedimento la Regione aveva aggirato la precedente impugnativa che aveva cassato ottantadue commi della Finanziaria, tra cui quello che prevedeva un mutuo che però non specificava la destinazione delle risorse. I fondi sarebbero stati destinati a pagare gli stipendi di 27 mila forestali e dei mille dipendenti dell'Ente sviluppo agricolo, che adesso sono a rischio.  Per il commissario dello Stato queste spese non si possono coprire facendo ricorso a un mutuo, che può essere attivato solo per investimenti. Le opposizioni chiedono ora le dimissione della giunta. E lanciano bordate contro Gaetano Armao definito «il leader indiscusso della finanza creativa, l'onnipresente assessore al tutto» dal coordinatore provinciale di Palermo del Pdl, Francesco Scoma.  Che farà l'Ars adesso per correre ai ripari? «Verrà nei prossimi giorni in aula promulgata -  dice Riccardo Savona, presidente della commissione bilancio dell'Ars - la legge che autorizza un mutuo di 200 milioni per creare opere infrastrutturali, senza più i 365 milioni che  erano destinati agli interventi per i forestali e l'Esa». «Era comunque - aggiunge - questa contestata una procedura già utilizzato per garantire l'attività di questo settore.
Adesso dovremo cercare i fondi per garantire soprattutto l'attività di prevenzione degli incendi in vista della stagione.

 

03 Maggio 2012


SALTANO I SOLDI PER I FORESTALI

In pericolo l’avvio dei lavoratori forestali. Il Governo si deve dimettere è un pericolo per la Sicilia

 


 “Non è solo l’Assessore all’Economia, Gaetano Armao, che deve dimettersi, per avere fallito su tutta la linea, ma è tutto il Governo della Regione che deva dare immediatamente le dimissioni. Nella storia della Sicilia non si è mai visto una raffica di impugnativa da parte del Commissario dello Stato. Questo Governo ha messo in pericolo anche la norma sui forestali che da domani non potranno essere avviati al lavoro per mancanza di fondi”. A dichiararlo è Salvino Caputo (nella foto), parlamentare regionale del Pdl e Presidente la Commissione Legislativa attività produttive dell’ARS in merito  all’impugnativa del Commissario dello Stato al disegno di legge di autorizzazione al ricorso alle operazioni finanziarie. “Questo Governo – ha continuato Caputo -  è un pericolo per i Siciliani e per il futuro della Sicilia. È meglio tornare alle urne a giugno – ha concluso Caputo -  e mandare a casa questo Governo che si è contraddistinto per avere bloccato lo sviluppo dell’economia Siciliana”.

03 Maggio 2012

03 maggio 2012

NUOVAMENTE IMPUGNATO IL BILANCIO DELLA REGIONE (2)


 Il Commissario impugna il mutuo da 500 milioni



 


Il Commissario dello Stato Carmelo Aronica (nella foto) ha impugnato il disegno di legge numero 898 approvato dall’As nella seduta dello scorso 27 aprile. Si tratta del ddl col quale la Regione aveva provato ad aggirare la prima impugnativa del Commissario che aveva bocciato il secondo comma del primo articolo della Finanziaria, quello che prevedeva il ricorso a un mutuo da 550 milioni.
L’impugnativa, in quel caso, trovava la propria motivazione nella destinazione dei fondi del mutuo. Per legge, infatti, questi vanno rivolti a capitoli di bilancio riguardanti gli investimenti. Per lo stesso motivo, però, oggi ecco la seconda impugnativa. Il ddl infatti ha violato gli articoli 81, 117 e 119 dell Costituzione. Articoli che stabiliscono (così come ripreso anche da una legge nazionale del 2008) la possibilità per Regioni, enti locali e aziende pubbliche, di “ricorrere all’indebidamento solo per finanziare spese di investimento”.
Il disegno di legge impugnato, in realtà, era stato approntato proprio per rispondere all’impugnativa del 26 aprile. Al comma 2 del primo articolo della Finanziaria, infatti era previsto quel mutuo da 550 milioni circa. Un mutuo per il quale, come sancito anche da una recentissima sentenza della Corte costituzionale, va specificato ogni singolo capitolo di bilancio al quale destinare le somme dell’indebitamento. E a questo avevano labvorato gli uffici regionali, il governo, la commissione bilancio e i deputati all’Ars. Approvando il ddl 898, risultato, evidentemente, inefficace.
Alcune somme di quel mutuo, infatti, sono state destinate, nonostante le precedenti osservazioni del Commissario, comunque a spese non legate a investimenti. In particolare, sono sette i capitoli di bilancio “incriminati”, oltre alla scelta di destinare parte di quel mutuo al cofinanziamento dei progetti europei.
In pratica, “saltano” i contributi per i Forestali. Tra i capitoli impugnati, infatti, ce ne sono diversi che riguardano proprio la gestione degli interventi in questo settore. Bocciati insomma i finanziamenti riguardanti i capitoli di bilancio relativi a: “Spese per esplorazioni e scavi archeologici, per la custodia, la manutenzione, la valorizzazione, l’agibilità, la conservazione ed il restauro dei monumenti archeologici e delle zone archeologiche. oneri per la direzione e l’assistenza ai lavori. Indennizzi per l’occupazione di immobili per scavi, nonché per la compilazione, stampa e diffusione delle relative pubblicazioni”;  “Spese per la tutela, la custodia, la manutenzione, la conservazione ed il restauro dei beni monumentali, naturali, naturalistici ed ambientali; spese per accertamenti tecnici, sondaggi delle strutture, rilievi e relativa documentazione storica e tecnica. oneri per la direzione lavori e l’assistenza ai lavori”;  “Ricostituzione di boschi demaniali o a qualsiasi titolo nella disponibilità dell’azienda, deteriorati e distrutti da incendi, rimboschimento, coniferamento e latifogliamento, nonché piccole opere di bonifica connesse; risarcimenti, cure colturali e recinzioni ivi compreso il miglioramento di boschi e di arboreti da seme”;  “Interventi per la rinaturalizzazione del territorio, tutela della diversità biologica e valorizzazione della dimensione sociale, turistica e culturale delle foreste”;  “Interventi per la prevenzione ed il controllo degli incendi boschivi nonché interventi di tipo conservativo e per l’utilizzo delle tecnologie innovative per la difesa dell’ambiente”. Bocciato anche il ricorso al mutuo per il finanziamento dell’Ente di sviluppo agricolo e per quello dei consorzi di ripopolamento ittico.
Adesso andranno considerate le conseguenze di questa decisione del Commissario. Il bilancio e la Finanziaria, infatti, sono stati chiusi non tenendo conto della somma prevista dal mutuo. Per questo motivo, dovrebbero essere scongiurate le ipotesi di commissariamento della Regione o scioglimento dell’Ars. Ma rimane il problema di reperire altrove le somme. Somme considerate dal capogruppo del Pd all’Ars Antonello Cracolici,proprio nei giorni in cui si lavorava al ddl, come “spese obnbligate”. Ovvero non obbligatorie. Cioè non necessarie a chiudere il bilancio. La Regione, insomma, potrebbe decidere, molto semplicemente, di rinunciare a queste spese. Ma chi lo dice ai Forestali?

03 maggio 2012


 SON SEMPRE CAVOLI AMARI!!!

NUOVAMENTE IMPUGNATO IL BILANCIO DELLA REGIONE

Il commissario dello Stato ha impugnato per la seconda volta il bilancio della Regione siciliana. In particolare, il”no” è arrivato per il mutuo – pari a oltre 500 milioni di euro –  che l’amministrazione regionale dovrebbe contrarre con la Cassa depositi e prestiti. Con la mossa del commissario dello Stato diventa sempre più concreto il commissariamento della Regione siciliana per persistente violazione dello Statuto. L’assenza di bilancio, infatti, configura la violazione dello Statuto siciliano.
Il motivo del “no” del commissario dello Stato è semplice: la Regione siciliana non può contrarre mutui per fronteggiare la spesa corrente. Con questi soldi, infatti, la Regione avrebbe dovuto pagare le indennità dei forestali e degli operai dell’Esa.
Adesso lo scenario politico si complica. Perché, di fatto, la Regione siciliana è senza bilancio. E’ vero, la scorsa settimana Sala d’Ercole ha autorizzato con un ordine del giorno la pubblicazione del bilancio sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana. Ma non ha provveduto a farlo pubblicare perché, per l’appunto, all’appello mancavano gli  oltre 500 milioni che sarebbero dovuti entrare con il mutuo. Solo che, adesso, è arrivata l’impugnativa. Che, come già accennato, riguarda proprio il mutuo.
Sul piano teorico, il presidente della Regione, anche in presenza di un’impugnativa, può procedere alla pubblicazione di una legge. Anche della legge di bilancio. Andando allo scontro con il commissario dello Stato davanti i giudici della Corte Costituzionale. Ma è molto improbabile che il capo della giunta regionale, Raffaele Lombardo, percorra questa strada. Perché se, la Consulta gli dovesse dare torto, risponderebbe in solido – cioè personalmente – del mutuo di oltre 500 milioni di euro.
Che succederà, adesso? Lo scenario è complicato. Il presidente della Regione potrebbe procedere lo stesso alla pubblicazione della legge di bilancio. ma si troverebbe ad amministrare con un pauroso ‘vuoto di cassa’. Non avrebbe i soldi per pagare i forestali e gli operai dell’Esa. Ma non avrebbe le risorse finanziarie per finanziare altri capitoli del bilancio fino ad oggi scoperti (ricordiamo che, in questo, momento, è bloccata anche la tabella H, ovvero tutti i finanziamenti ad associazioni, fondazioni e quant’altro: cose in minima parte serie (come i fondi per i Teatri siciliani) e in buona parte clientelari).
La nostra opinione è che, ormai, lo scioglimento anticipato di Sala d’Ercole è nelle cose. Bisognerà vedere se a dimettersi sarà il presidente della Regione, Lombardo. O se, in presenza di una già acclarata violazione dello Statuto, interverrà Roma, inviando in Sicilia i tre commissari, che dovrebbero essere designati dai due rami del parlamento nazionale riuniti in seduta plenaria.
A conti fatti, Lombardo dovrebbe avere davanti tre strade.
Prima strada: pubblicare il bilancio e andare avanti lo stesso anche senza soldi. Provvedendo, subito dopo la pubblicazione del bilancio, a rimodulare i fondi nei capitoli con una manovra di variazione.
Seconda strada: potrebbe far pubblicare il bilancio e dimettersi subito dopo. In questo modo gestirebbe l’ordinaria amministrazione fino al’insediamento del nuovo presidente della Regione.
Terza strada: prendere atto che, senza i fondi, non si può amministrare (ricordiamo che, oltre al mutuo ormai ‘mancato’, all’appello mancano anche 343 milioni di fondi per la sanità che Roma potrebbe non erogare). In questo caso si potrebbe andare a un commissariamento concordato.
In ogni caso, con quest’impugnativa si chiude un’epoca. La politica siciliana, d’ora in poi, non potrà più truccare i bilanci gonfiando le entrate. E amministrando, di fatto, con il ritardo nei pagamenti, con ‘indebitamento e con la speranza che Roma allargi i cordoni della ‘borsa’.
La responsabilità di quanto accaduto è politica. Ed è del presidente della Regione, Lombardo, e dell’assessore all’Economia, Gaetano Armao, che non hanno capito che, a Roma, non avrebbero accettato più bilanci con entrate fittizie.

 03 maggio 2012 

E ADESSO SON CAVOLI AMARI!!!

RIFORMA DEL LAVORO


IN SINTESI
DAL MONDO SINDACALE





Se passasse la norma proposta dal governo, che considera come ‘meramente occasionale’ il lavoro stagionale in agricoltura, il 90% dei lavoratori del settore potranno, in futuro, essere pagati con un buono da incassare alla Posta e, da un giorno all’altro, si ritroveranno senza contratto e salario di qualifica, perderanno tutele per la maternità e contro la disoccupazione, non potranno accedere alla pensione. Con un colpo di spugna saranno cancellate le conquiste sindacali di 50 anni. I nuovi vaucher non varranno nè come contribuzione nè per la disoccupazione, provocherà la perdita dei diritti per chi presta  la sua opera per 90–120 giorni tenendo conto che quasi il 90% degli addetti agricoli è impiegato per periodi non superiori a questo tetto di giornate.

In Sicilia ci sono circa 26 mila forestali
INVECE
a livello nazionale sono quasi tutti a tempo indeterminato




Art. 11 ( DDL della riforma del lavoro)
(Lavoro accessorio)

1. Al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, sono apportate le seguenti modifiche:
a) l’articolo 70 è sostituito dal seguente:
“Articolo 70
(Definizione e campo di applicazione)
1. Per prestazioni di lavoro accessorio si intendono attività lavorative di natura meramente occasionale che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a 5.000 euro nel corso di un anno solare, annualmente rivalutati sulla base della variazione annuale dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente. Sono escluse dal ricorso al lavoro accessorio le prestazioni rese nei confronti di committenti imprenditori commerciali o professionisti.
2. Le prestazioni di cui al comma 1 possono comunque essere rese nell’ambito di attività agricole di carattere stagionale svolte anche in forma imprenditoriale.
3. Il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio da parte di un committente pubblico è consentito nel rispetto dei vincoli previsti dalla vigente disciplina in materia di contenimento delle spese di personale e, ove previsto, dal patto di stabilità interno.
4. I compensi percepiti dal lavoratore secondo le modalità di cui all’articolo 72 sono computati ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.”
b) all’articolo 72, comma 4, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, dopo il primo periodo è aggiunto il seguente:
“La percentuale relativa al versamento dei contributi previdenziali è rideterminata con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali in funzione degli incrementi delle aliquote contributive per gli iscritti alla gestione separata dell’Inps.”.
2. Resta fermo l’utilizzo, secondo la previgente disciplina, dei buoni già richiesti al momento dell’entrata in vigore della presente legge e comunque non oltre il 31 maggio 2013.




01 maggio 2012

ESITO DELL'AUTOCONVOCAZIONE DEL 30 APRILE

Risultato autoconvocazione lavoratori forestali presso Azienda Foreste di Palermo 

In data odierna, a seguito dell’autoconvocazione dei lavoratori,  si è svolto un incontro con l’Ing. Mario Spatafora,  Dirigente dell’Azienda Foreste Demaniali di Palermo, in merito agli avviamenti dei lavoratori forestali.

L’Ing. Spatafora, al cospetto di una ampia delegazione di lavoratori, si è assunto l’impegno che già nella giornata di mercoledì 02 maggio saranno inviate ai Centri per l’Impiego le richieste per l’avviamento al lavoro dei 151unisti e che gli stessi verranno immessi al lavoro non appena saranno decretate le perizie.
Si è concordato, inoltre, per  mercoledì 02 maggio un incontro per pianificare le richieste e gli avviamenti al lavoro per i lavoratori appartenenti alle graduatorie con  garanzie occupazionali di 101 e 78 giorni.
Rimanendo vigili nel merito del rispetto degli impegni presi dalla Direzione dell’Azienda Foreste Demaniali di Palermo e ribadendo la necessità della piena applicazione dell’Accoro con il Governo della Regione,  ringraziamo i lavoratori che hanno partecipato a detta autoconvocazione.

30 aprile 2012

DDL 896

Assemblea Regionale Siciliana


Annunzio di presentazione di disegni di legge


Riordino della legislazione ed acquisizione di nuove competenze nell'ambito del comparto agro-forestale-ambientale. Modifiche ed integrazioni della legge regionale 14 aprile 2006, n. 14 (n. 896) di iniziativa popolare, presentato in data 19 marzo 2012.

Seduta parlamentare del 26 aprile 2012


Bisogna stare molto attenti perchè il Presidente della Regione Lombardo ha detto che la Finanziaria approvata è stato l'ultimo atto della legislatura, quindi potrebbe essere solo argomento per la prossima campagna elettorale, per poi come la storia ci insegna: NON FARE NIENTE.







Bisogna stare molto attenti anche per l'ultimo comunicato stampa del Sifus, sulle dichiarazioni del Presidente dell'ARS. Proprio quest'ultimo è uno dei papabili per la candidatura alla Presidenza alla Regione, quindi doveva per forza spendere "parole di speranza".  Presidente Cascio, ma si stà accorgendo solo adesso di noi? Le ricordo che la Delibera del 31 Gennaio 2006 (doveva essere l'accordo del 2005) porta la Sua firma, in quel periodo Lei era il  Vice dell'ex Presidente Cuffaro, sappiamo tutti poi com'è finita: avete approvato la legge della vergogna, la 14/06. 
Tantissimi auguri !!!

Presidente Francesco Cascio: