25 settembre 2019

FORESTALI SICILIANI: ECCO LA LETTERA SCRITTA DALL'AVVOCATO FASANO AL DOTT. VITO BORRELLI, CAPO DELLA RAPPRESENTANZA DELLA COMMISSIONE EUROPEA IN ITALIA


Dalla pagina Facebook
Avvocato Fasano

Preg.mo dott. Borrelli buongiorno.

Le scrivo in rappresentanza di alcuni lavoratori, operai precari forestali della Regione siciliana a tempo determinato da oltre 30 anni, giusta mandato ricevuto.

Mi permetto di girarLe la nostra petizione n. 0171/2018 che attualmente è al Vaglio dell'istituzione parlamentare europea, avendo ad oggetto un tema, il precariato, già oggetto di risoluzione del Parlamento Europeo con provvedimento del 31 maggio 2018.

E' un tema molto delicato, il nostro, poiché investe uomini e donne che da anni attendono un processo normativo atto a definire legalmente questa incresciosa vicenda. La Regione siciliana non sta tenendo minimamente conto del disagio e della grave lesione della dignità curriculare e professionale che stanno subendo i miei clienti. Nessun avvio di procedure concorsuali, nessun percorso atto a sanzionare l'uso abusivo del termine che da oltre 30 anni affligge la categoria.

Né, tanto meno, le scelte di politica sociale della Regione Siciliana possono giustificare la mancanza di misure efficaci volte a prevenire e a punire debitamente l'uso abusivo di una successione di contratti di lavoro a tempo determinato.

Per i precari forestali si delinea un quadro giuridico in cui non è stato possibile impedire né sanzionare adeguatamente l'utilizzo improprio di contratti a tempo determinato a causa della mancanza di rimedi efficaci e proporzionali.

Quanto detto ha minato l'integrità della legislazione europea in materia di lavoro e della giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea.

Ad oggi, invero, non ci è dato sapere del perché si continuino a sfruttare queste professionalità in forma precaria, né la Regione siciliana ha applicato un piano di contenimento.

Ora appare evidente che la posizione degli operai forestali a tempo determinato appare in netta antitesi con la legislazione comunitaria considerando che esiste un quadro globale della legislazione dell'UE che dovrebbe contenere il rischio di precarietà di talune tipologie di rapporti di lavoro, tra cui la direttiva sui contratti a tempo determinato, la direttiva sul lavoro a tempo parziale, la direttiva sul lavoro temporaneo, la direttiva sull'orario di lavoro, la direttiva sulla parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, la direttiva sulla parità di trattamento fra le persone e la direttiva sulle pari opportunità e sulla parità di trattamento.

In particolare, nel caso di specie, gli operai forestali, registrano le seguenti posizioni:

A) Gli operai forestali come emerge dai certificati allegati e dall’estratto conto previdenziale INPS hanno abbondantemente superato i 36 mesi di servizio, ossia i 1095 giorni di servizio effettivo alle dipendenze degli enti convenuti. L’amministrazione convenuta non ha mai sanzionato il ricorso abusivo alla reiterazione del rapporto a termine dei ricorrenti che ogni anno vengono reclutati – da ben oltre vent’anni – dagli enti convenuti,

B) In particolare i forestali vengono reclutati in base alla graduatoria regionale e, una volta chiamati, firmano la disponibilità al lavoro (DID) per essere avviati dai CPI – Centri per l’Impiego di residenza.

C) Per ogni avvio al lavoro i forestali, quindi firmano un documento in cui prestano la loro disponibilità al lavoro. Tale documento viene conservato dal CPI di competenza.

D) Tale documento, quindi, è l’atto contrattuale con cui si manifesta la volontà contrattuale di lavoro subordinato. Da questo momento potranno svolgere la prestazione che ha il suo inizio.

E) Ad ulteriore riprova di quanto anzi specificato, appare utile evidenziare, che i ricorrenti una volta terminato il rapporto percepiscono la disoccupazione (cd. Naspi).

F) Da qui, indi, la natura a tempo determinato del rapporto che individua preciso inizio e precisa fine in relazione ai giorni di lavoro concessi.

G) La stabilizzazione dei ricorrenti non si è mai concretizzata, né l’amministrazione convenuta ha applicato alcuna misura dissuasiva o sanzionatoria sul punto, promettendo, sempre in sede di campagna elettorale, la possibilità di addivenire ad una definizione del rapporto a tempo determinato, mai realizzata.

H) Non è stata indetta alcuna procedura concorsuale, né l’amministrazione ha previsto un ristoro economico sul punto.

I) Orbene, partendo dal presupposto che i ricorrenti sono pubblici dipendenti, come peraltro acclarato da un Ufficio della stessa Regione con il parere allegato (all. 4) gli stessi, a causa dell’assenza di una misura sanzionatoria sul punto, hanno diritto al risarcimento del danno così come in ultimo stabilito dalla Cassazione e dalla Corte di Giustizia.

Si fa presente che politica sociale di uno Stato membro non può giustificare la mancanza di misure efficaci volte a prevenire e a punire debitamente l'uso abusivo di una successione di contratti di lavoro a tempo determinato; sottolinea, infatti, che l'adozione di tali misure efficaci, nel pieno rispetto del diritto dell'UE, è necessaria per eliminare le conseguenze della violazione dei diritti dei lavoratori.
Ciò detto, avrei la necessità di poter interloquire con Lei, in nome e per conto dei miei assistiti.
Fiduciosa in un Suo riscontro
porgo distinti saluti
avv. Angela Maria Fasano



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A COLLESANO CI SONO GLI UOMINI DELLA FORESTALE SENZA AUTOBOTTE, LA DENUNCIA DEL SINDACO


Dal sito www.blogsicilia.it

IL POST DEL PRIMO CITTADINO PUBBLICATO SU FACEBOOK

di Ignazio Marchese - 24/09/2019
A Collesano ci sono gli operai, c’è il presidio antincendio, non c’è l’autobotte. E’ la denuncia del sindaco Giovan Battista Meli su Facebook.

“E’ da mesi che chiediamo una autobotte in questi mesi per cercare di contrastare l’incendio– dice il sindaco di Collesano – Ma non abbiamo i mezzi nonostante qui ci troviamo nel parco delle Madonie e sappiamo sempre che i roghi divampano anche a settembre. Dall’assessorato hanno mandato prima una jeep, adesso un altro mezzo con un autobotte ma che non funziona.


Chiedo all’assessore al Territorio Toto Cordaro e al presidente della Regione Nello Musumeci di porre fine a questa inefficienza. Non capisco come faranno a giustificare i loro mancati interventi se dovesse divampare un incendio. Le nostre strade sono in condizioni disastrose e le squadre antincendio dei comuni vicini impiegherebbero troppo tempo per arrivare”.

A Collesano ci sono 16 operai che su turni da 4 coprono tutte le 24 ore. A mancare, nel presidio antincendio di Collesano, è l’acqua. O meglio, l’autobotte. Quindi, in caso d’incendio, l’unica cosa che gli operai possono fare, è utilizzare le ramazze o lavorare in appoggio alla piccola jeep fornita dalla Protezione civile al Comune con una capacità di 400 litri.

Fonte: www.blogsicilia.it



Anche Legambiente e il suo Presidente Zanna chiamati a dare il loro contributo.


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Il Sindaco di Collesano ha visitato la postazione Aib per avere un riscontro delle problematiche che esistono. Dopo una proficua interlocuzione con i vertici dell'Ispettorato, ha messo a disposizione davanti al municipio un mezzo antincendio. La nota del Blog

L'intervista del Tgr Sicilia al Sindaco di Collesano, Giovanni Battista Meli. L'azione di prevenzione della squadra antincendio bloccata dalla mancanza dei mezzi. Intervistato anche Filippo Lo Forti, aib in servizio presso la postazione di "Rascata"

Collesano, prevenzione incendi. seconda parte del servizio del Tgr Sicilia. il sindaco vorrebbe gli operai forestali a disposizione anche per le strade. Gradiremmo che anche gli altri sindaci battessero i pugni al più presto. Giornate in più per la cura e contro l'incuria

A Collesano non ritenuto necessario il presidio antincendio della forestale. Il Sindaco Meli: l'Assessore Cordaro, se ne assume ufficialmente tutta la responsabilitá. Oggi scriverò ufficialmente al Presidente Musumeci chiedendo di essere ricevuto

Prevenzione incendi. Il Sindaco di Collesano scrive alla regione per la mancanza dell'autobotte e del trasferimento di un aspi di ogni squadra presso la postazione di Lascari. Questa scelta regionale penalizza il paese

Collesano, alla forestale mancano uomini e mezzi. L'allarme del Sindaco. Cordaro: «Non è una novità»

Il Sindaco di Collesano: ho sostenuto questo governo regionale e questo presidente. I forestali dovevano essere tutti assunti, si diceva... meglio assumerli, farli lavorare e magari metterli a disposizione per qualche mese dei sindaci. Ma nulla é cambiato rispetto a prima







SQUADRE DI OPERAI DELLA FORESTALE STANNO BONIFICANDO IL LAGHETTO GORGO DI MONTALLEGRO (AG). FOTO E VIDEO



Giuseppe Cinquemani
Montallegro (Ag)

23 Settembre 2019
Da alcuni giorni, al laghetto Gorgo di Montallegro, delle squadre di operai della forestale di Montallegro e Siculiana, stanno svolgendo una max opera di bonifica e rivalutazione del territorio. Sta mattina con il nostro staff Paese Montallegro Web, siamo andati a riprendere sul posto l'eccellente lavoro svolto. Stanno liberando le sponde dalla vegetazione fitta, stanno pulendo i canali di entrata e d'uscita del lago,stanno liberando la strada dal fango accumulato negli anni, i canali di scolo e stanno rimuovendo alberi e sterpaglie che occludevano la visuale nelle curve pericolose dei tratti di strada interessata. Si tratta di operazioni manutentive particolarmente importanti poiché favoriscono l'incanalamento delle acqua piovane, diminuendo il rischio di facili smottamenti a cui quella particolare zona è a soggetto.
Quest'opera rientra tra quei progetti stanziati dal Governo Regionale per la pulizia di un centinaio di torrent, fiumi e laghi in tutta la Sicilia, per consentire il libero e regolare deflusso delle acque piovane. Una prevenzione per prevenire esondazione, con conseguenze tragiche per la popolazione, come purtroppo è accaduto anche nel recente passato. Nell'agrigentino sono previsti cinque interventi: Lago Arancio - Diga Castello - Diga Furore - Diga San Giovanni - Lago Gorgo.
Dove ci sarà di intervenire con taglio della vegetazione, interverranno con tanta professionalità gli operai della forestale.



































REGIONE SENZA SOLDI, IL BUCO RISCHIA DI CRESCERE ANCORA, ALL’ARS VA IN SCENA IL NUOVO ATTACCO DI MICCICHÈ


Dal sito gds.it

24 Settembre 2019
Resa dei conti all'Ars dove è intervenuto oggi il presidente Gianfranco Miccichè in aperta polemica col governo Musumeci. "Mai il governo può pensare che questo Parlamento faccia qualcosa per boicottare o rallentare la sua azione. Sarei un pazzo, l'interesse di tutti noi è quello di aiutare la Sicilia, che è debole, e l'economia che non è sana. La cosa peggiore sarebbe boicottarla, ma la cosa peggiore è anche chi tenta di boicottare questo Parlamento dando informazioni che non corrispondono al vero", ha detto.

Nei giorni scorsi Miccichè, in polemica col governo Musumeci e in particolare con l'assessore Gaetano Armao, aveva detto che in aula avrebbe affrontato il tema dei conti in rosso.

«Il presidente della Regione ha detto che il Parlamento tiene nei cassetti leggi di riforma, parole che mi hanno amareggiato. Mai in questo Parlamento è stata tenuta nascosta una legge o una iniziativa del governo, qui cassetti non ce ne sono e se c'è qualche cassetto dico al governo che chiavi non ce ne sono: chi vuole verificare i contenuti nei cassetti può farlo. Come è stato detto i collegati sono stati richiesti dall’esecutivo per velocizzare i tempi dell’approvazione del bilancio entro una data tale che evitasse lunghi esercizi provvisori».

Il disavanzo della Regione al momento è pari a 7,2 miliardi, di cui 1 miliardo circa di maggiore deficit. Comunicando in aula la decisione del Consiglio dei ministri di impugnare gli articoli 5, 12 e 15 del collegato generale, Miccichè ha aggiunto: "Preciso che l’eventuale accoglimento da parte della Corte costituzionale dell’impugnativa" da parte del CdM di parte delle norme del "collegato" generale all’ultima legge regionale di stabilità "determinerebbe un peggioramento del disavanzo pari a 64,4 milioni di euro". Lo ha detto il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè,

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Fonte: gds.it




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SULLA RACCOLTA DEI FUNGHI


Dal sito www.madonielive.com

24 Settembre 2019
A proposito di Raccolta FUNGHI, nota del Micologo Mario Vaccarella :

In questo periodo tutti a postare foto di funghi raccolti nei boschi siciliani!
Ma quanti di questi raccoglitori hanno il tesserino per la raccolta previsto dalla legge regionale siciliana previo corso di formazione e hanno pagato il contributo annuo di 30 euro? A parte gli aspetti della raccolta e relativi quantitativi , previsti dalla legge, quanti soldi PERDONO i Comuni(50%), la Regione (30%) e le aree metropolitane (20%)? Non sarebbe auspicabile un buon controllo da parte del Corpo Forestale deputato in via prioritaria a fare i controlli, così da far rispettare un dettato normativo per i motivi sopra esposti? La prima cosa che viene riferita e si sente dire è la carenza di personale, anche se una buona organizzazione vicino le zone di raccolta e strade limitrofe, darebbe sicuramente dei buoni risultati di deterrenza e conseguente regolarizzazione. Gli Amministratori dei Comuni in un periodo di vacche magre per le case comunali se ne sono mai accorti?? Nei territori dove gli Amministratori sono più saggi , questi aspetti sono gestiti in modo diverso , in modo che siano una vera risorsa per le casse comunali.









24 settembre 2019

REGIONE. L'ETERNA STORIA DEI CONTI IN ROSSO. E LA SOLITA ARTE DI SPALMARE I GUAI


Dal sito livesicilia.it

di Accursio Sabella
Il disavanzo, i debiti. E le accuse incrociate. Ma adesso chiediamo: cosa si intende fare per il futuro?

Da tre legislature almeno, rimbalziamo da un allarme rosso a una “operazione verità”. E il risultato, alla fine, è sempre lo stesso. A pagare saranno quelli che verranno. Intanto, è bene tenere su la baracca così com'è. Con tutti i fronzoli, anche in tempi magrissimi come questi.

È l'arte di spalmare i guai, fumo negli occhi dei siciliani. Anche oggi, oggi che si discute sulle responsabilità presenti o passate, oggi che si attende una specie di “resa dei conti” a Sala d'Ercole, il tema è sostanzialmente quello: in quanti anni possiamo rateizzare il disavanzo creato da altri?

E il punto, il nodo politico è proprio questo. E da questo giornale, umilmente invochiamo un cambio di visuale, un capovolgimento della questione. Sul passato, abbiamo detto la nostra: crediamo che trent'anni di politica scialacquona, clientelare, con picchi di colpevole irresponsabilità, abbiano creato la situazione attuale. Ma per il futuro, ecco la nostra richiesta, per il futuro immediato, cosa si intende fare?

Era rosso l'allarme ai tempi di Lombardo quando, in tanti lo ricorderanno, era più che un'ombra il “default” della Regione. Erano gli anni in cui le impugnative del Commissario dello Stato a Finanziarie sciagurate erano viste come un attentato all'autonomia della Sicilia. E su questo punto, in fondo, non cambiò molto dalle gestioni Lombardo-Armao (era lui l'assessore all'Economia in quegli anni) a quelle Crocetta-Bianchi e poi Crocetta-Baccei. Tanto è vero che alla fine di un braccio di ferro politico-costituzionale, al Commissario furono tolte le prerogative di verifica sulla legittimità delle leggi, per spostarle a Palazzo Chigi. Ma da allora, non è cambiato granché. Come dimostra la recente maxi-impugnativa al Collegato della Regione. Nel frattempo, però, sia Lombardo che Crocetta, attraverso i propri assessori all'Economia, ci hanno regalato le loro “operazioni verità” sui conti. A quelle, si è recentemente aggiunta la conferenza stampa del governatore Musumeci. Il risultato? Appunto, sempre quello: la colpa è degli altri. E il futuro?

Il futuro è diventato uno sgabuzzino pieno di cambiali. E non ci sorprenderemmo se anche nel prossimo giudizio di parifica, come già avvenuto in passato ad esempio in occasione della requisitoria dell'allora Procuratore generale Pino Zingale, e ancora nelle più recenti pronunce della magistratura contabile, si leggerà del “problema generazionale” che sta montando dentro i conti della Regione.

Perché anche oggi, che il tema del disavanzo-monstre di oltre sette miliardi, è emerso in tutta la sua concreta gravità (meglio togliere le leggi di spesa, ha deciso l'Ars), la questione ruota tutta attorno al quesito: in quanti anni possiamo spalmare questa somma? In quanti anni spalmare i nostri guai? Scelta necessaria, per continuare a vivere, ce ne rendiamo conto. Ma oltre a questo, che si fa?

E oggi, forse, è persino inutile dire se pesano di più i 5 miliardi di debiti lasciati da Lombardo a Crocetta (fonte Corte dei conti), o la capacità del governo di centrosinistra di far crescere quasi fino a raddoppiare questo debito (si legge sempre nelle Parifiche: oltre il 40 per cento di debiti in più, col governo Crocetta), o se di questo governo che si ritrova improvvisamente altri due miliardi di vecchio disavanzo e che viene accusato di non avere avvertito tempestivamente l'Ars che era meglio non spendere più un euro.

È un esercizio retorico, ormai, quello della ricerca delle responsabilità, che sono ovviamente condivise da governi regionali e partiti, da esponenti politici e governi nazionali che nel frattempo hanno chiuso i rubinetti.

Quello che preoccupa è il risultato di tutto questo, e anche la risposta che segue, da parte degli attori istituzionali. Il risultato è che questi “errori” ventennali, trentennali, saranno pagati da chi verrà nei prossimi dieci, venti anni. E non è giusto. Così come non è giusta la risposta del governo. E su questo, forse, ha ragione Gianfranco Micciché, che sbaglia però su un altro punto. Ha ragione quando dice che il presidente della Regione Musumeci avrebbe fatto meglio, nel corso di quella conferenza stampa, a dire ai siciliani: “Signori miei, adesso iniziano i sacrifici, perché la situazione è grave”. Solo quello. Sbaglia, Micciché, quando, specularmente, afferma che alla Regione servono nuove spese, indicando nella demagogia il vero problema della Sicilia. Perché se è vero che una Regione i cui dipendenti hanno un'età media che sfiora i sessant'anni non ha molte speranze di fronte alle sfide della modernità e che l'esigenza di immettere nuove forze nella pubblica amministrazione siciliana è sacrosanta, è anche vero che un ringiovanimento (ossia, un piano di nuove assunzioni) non può essere sostenibile se, di contro, non si compiono scelte politiche anche impopolari.

Ed è su questo punto che il governo manca. E rende la narrazione del disavanzo poco credibile. E anche in questo caso non ci meraviglieremmo se la Corte dei conti, in ottobre, puntasse il dito pure su questo. Quali sono le scelte del governo per ridurre le spese o aumentare le entrate? Oltre a invocare un “piano Marshall” per la Sicilia, formula logora e stantia quasi come il “turismo volàno di sviluppo”, non c'è traccia di nulla, in questo senso. Non c'è un piano per verificare quali siano le società partecipate realmente essenziali e quali no, non c'è un piano di spending review intelligente, togliendo di mezzo ciò che oggi appare come un accessorio assolutamente evitabile (qualche esempio? Ricostruzione di borghi fascisti, feste di cavalli, consulenti esterni, per iniziare dalle piccole cose...). Stesso discorso sul resto: sulla Sanità che parla lombardo, sugli enti vigilati, sui contratti per l'assistenza tecnica, sulle possibilità di investimenti virtuosi in Sicilia. Finora non c'è una idea, non c'è un progetto per restringere quel buco, che non sia sempre lo stesso: spalmare, spalmare i guai che hanno creato, ovviamente, quegli altri.
24 Settembre 2019

Fonte: livesicilia.it






IRF PALERMO. E’ AUTORIZZATA L’EMISSIONE DI UN ORDINE DI ACCREDITAMENTO PER INTEGRAZIONE PAGA DI LUGLIO 2019 LTD








IRF CATANIA. E' AUTORIZZATA L’EMISSIONE DI ORDINE DI ACCREDITAMENTO PER LA CORRESPONSIONE DELLE “PAGHE O.T.D. MESE DI AGOSTO 2019”. IL DECRETO








LA REGIONE SCRIVE E ROMA IMPUGNA. STOPPATE CINQUE NORME DEL "COLLEGATO" APPROVATO A LUGLIO: SALTANO FORESTALI E TRASPORTO. PER IL GOVERNO GIALLOROSSO LA NORMA SAREBBE INCOSTITUZIONALE PERCHÉ “TALI RISORSE DI FATTO NON TROVANO RISCONTRO NEL BILANCIO


Dal sito www.buttanissima.it

PAOLO CESAREO
Nuova batosta per il governo regionale. Il Consiglio dei Ministri ha impugnato una parte corposa del collegato generale approvato dall’Ars lo scorso luglio. Compresa la norma che sbloccava 140 milioni dell’ultima Finanziaria (quelli legati alla spalmatura del disavanzo con lo Stato), riferiti a numerose categorie regionali come trasporto pubblico, forestali e molti enti “pararegionali”. E’ una nuova bufera dopo quella che nei giorni scorsi ha investito Musumeci e il suo vice, Gaetano Armao, rei di aver portato a galla un altro disallineamento da 400 milioni che ha di fatti bloccato tutte le leggi di spesa da qui a fine anno. Gli articoli colpiti dalla scure romana sono cinque: quello che riguarda gli appalti, quello che proroga le concessioni per le tratte del trasporto pubblico locale, quello che si occupa di dismissione del patrimonio sanitario, quello che eroga 250 milioni alle ex province e soprattutto la norma che aveva scongelato i fondi “bloccati”. Per il governo giallorosso la norma sarebbe incostituzionale perché “tali risorse di fatto non trovano riscontro nel bilancio in quanto correlate alla previsione di minori quote annuali di disavanzo da recuperare deliberate in contrasto con la disciplina armonizzata” prevista dal decreto legislativo 118, quello sulla contabilità pubblica. Per la Regione si tratta di risorse fondamentali, per questo potrebbe scattare il ricordo alla Consulta, con una evidente complicazione dei piani iniziali. Armao, intanto, getta acqua sul fuoco: “Al momento le categorie riguardate dalla spesa congelata e recentemente sbloccata non hanno da temere. La posizione del ministero è una posizione autorevole tanto quanto la nostra e per questo resisteremo davanti la Corte Costituzionale. La nostra attività è stata il frutto di un confronto con il ministero. Le posizioni del governo centrale sono una somma di potrebbe. Continuiamo ad avere un confronto con gli uffici romani nel contesto dinamico in cui ci muoviamo”.

Fonte: www.buttanissima.it




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OPERAI FORESTALI DI MONTALLEGRO E SICULIANA (AG), STANNO SVOLGENDO UNA MAX OPERA DI BONIFICA E RIVALUTAZIONE DEL TERRITORIO


Da alcuni giorni, al laghetto Gorgo di Montallegro, delle squadre di operai della forestale di Montallegro e Siculiana, stanno svolgendo una max opera di bonifica e rivalutazione del territorio.





L’OASI DEL SIMETO DIVORATA DALLE FIAMME DOLOSE. SUL LUOGO SONO IMMEDIATAMENTE INTERVENUTI GLI UOMINI DEL CORPO FORESTALE. FOTO E VIDEO


Oasi del Simeto, Piana di Catania. Le foto e il video parlano più di tante parole

Dal sito www.ilgazzettinodisicilia.it

20 Settembre 2019
Testimonianza diretta di un incendio e dell’intervento per spegnerlo. Incendio dichiaratamente doloso che è partito da contrada Torre Allegra e che ha minacciato degli impianti industriali e un ipermercato sito nei pressi della Statale 114.
Le fiamme sono state notevolmente alimentate dal forte vento. Sul luogo sono immediatamente intervenuti gli uomini del Corpo Forestale, con in prima linea il personale del Distaccamento Forestale di Catania guidato dal comandante ispettore Andrea Munzone. Per lo spegnimento dell’incendio, Munzone ha chiesto i rinforzi, facendo intervenire tre elicotteri della Forestale e un’autobotte di 8mila litri. Nell’azione di spegnimento dell’incendio sono intervenuti anche la Protezione Civile di Catania , i Vigili del fuoco e la pattuglia di Vigili urbani settore Oasi.
Intanto, oltre 60 ettari di oasi sono stati distrutti.
Ecomafia si fa sentire!

Fonte: www.ilgazzettinodisicilia.it









ISNELLO (PA). RICHIESTA MANODOPERA FORESTALE PER IL GIORNO 26 SETTEMBRE 2019








PALERMO. RICHIESTE OPERAI FORESTALI PER I DISTRETTI 4,5 E 9















SICILIA. LUPO: IMPUGNATIVA CDM SU “PRIMO COLLEGATO” CERTIFICA FALLIMENTO AZIONE GOVERNO MUSUMECI


Dal sito www.pdars.it

23 Settembre 2019
“L’impugnativa del Consiglio dei Ministri è la conferma del fallimento del metodo dei ‘collegati’ voluto dal governo Musumeci e dalla sua maggioranza”. Lo dice Giuseppe Lupo, capogruppo del PD all’Ars, in merito alla recente impugnativa del Consiglio dei Ministri di alcune norme contenute nel “primo collegato” approvato lo scorso luglio dall’Ars (legge regionale n. 13 del 19/07/2019, “collegato al DDL n. 476 “Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2019. Legge di stabilità regionale”).

“Alcune ‘censure’, come quella sugli appalti, erano più che prevedibili. In altri casi il PD aveva sollevato già durante il dibattito d’aula profondi dubbi, ma il governo ha voluto comunque tirare dritto per la propria strada con il risultato che adesso si aggrava la paralisi del Bilancio ed anche un settore fondamentale come quello del trasporto pubblico locale rischia pesanti conseguenze. La responsabilità di questa situazione è solo del governo regionale, ed il presidente Musumeci farebbe bene ad assumersi le proprie responsabilità invece di continuare scaricare la colpa su altri”.

Proprio in relazione all’impugnativa del Consiglio dei Ministri, il PD all’Ars ha presentato una interrogazione parlamentare. “Il presidente della Regione dica cosa intende fare adesso – conclude Lupo – se ricorrere alla Corte Costituzionale, con tutte le possibili conseguenze che questa decisone potrebbe provocare, o rendersi conto dei propri errori ed evitare di perseverare con un metodo sbagliato che fa solo danni alla Sicilia”.

Fonte: www.pdars.it



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«NON SVENDIAMO L'ETNA PER POCHI SPICCIOLI». IL SINDACO DI LINGUAGLOSSA AL CONTRATTACCO


Dal sito www.lasicilia.it

23/09/2019 - di Francesco Vasta
Il sindaco di Linguaglossa rilancia dopo la polemica sull’iter per il project financing: «Chiediamo investimenti veri»

LINGUAGLOSSA - «I pantaloni li sappiamo portare, anzi non ce li “caliamo”. Forse, invece, qualcuno pensava che lo avremmo fatto». Ricorre ai dialettismi spesso e volentieri Salvatore Puglisi, sindaco di Linguaglossa, affidando a “La Sicilia” una presa di posizione che non fa sconti. I destinatari sono coloro che, da promessi sposi di un matrimonio che avrebbe dovuto portare prosperità e guadagni sull’Etna, sembrano essere ormai mal tollerati corteggiatori. Gli imprenditori dell’Ati “Etna Alcantara Mobility”, con la regia dell’ex presidente del Parco dell’Etna, Cettino Bellia, hanno menato duro all’indirizzo della giunta Puglisi.

La colpa? Non credere più al project financing da 23 milioni di euro che la cordata ha presentato l’anno scorso.
Nel piano c’è di mezzo l’unica strada che, sul versante nord, conduce ai crateri dell’Etna. Percorso diviso a metà fra Linguaglossa e il vicino Comune di Castiglione e, nella visione dei privati, il motore del sistema di mobilità che dovrebbe connettere le Gole dell’Alcantara - nell’Ati siede la famiglia Vaccaro, gestore dell’accesso al fiume - alle bocche del vulcano. Il project prevede la gestione ultraventennale del trasporto dei turisti, fino al 2016 esclusiva del gruppo Russo Morosoli. In cambio ingenti investimenti come una cabinovia, un ponte sull’Alcantara e altro.

La proposta rispondeva all’avviso entusiasticamente emanato da Puglisi e dal collega di Castiglione, Antonio Camarda, poco dopo la loro elezione. Momento in cui il dialogo con Bellia, indicato come big sponsor dei due sindaci, era assai intenso. Oggi sembra passato un secolo.

«Resto il primo a sposare il project, a nord c’è bisogno di investimenti, ma è vero anche che non si deve vivere di sogni, né vendere fumo alle persone», dice Puglisi rilanciando le condizioni dettate da Linguaglossa. Ovvero quelle 17 “osservazioni” al project che, secondo Bellia e soci, rischiano di «azzoppare tutto». «Ma secondo voi - ribatte il sindaco - è pensabile dare l’Etna a un privato per trent’anni in cambio di 10mila euro l’anno? Il project va bene, lo riteniamo la via di mezzo fra le vecchie concessioni a Morosoli e il regime autorizzatorio, ma è chiaro che un’amministrazione deve rispondere politicamente, tutelando l’interesse della comunità. Non possiamo svendere il vulcano per quattro soldi». Dunque niente strada affidata all’Ati, senza che la cabinovia sia stata costruita. «Fare diversamente sarebbe folle, non basta certo una fidejussione a garantirci».

Ma Puglisi a più riprese compie dei passi indietro per rimarcare la trasparenza che, a suo dire, avrebbe avuto sinora l’iter intrapreso. «Abbiamo dato tutto in mano a enti terzi, per evitare le tirate di giacca. Prima una commissione guidata dall’ex magistrato Michelangelo Patanè ha stilato una graduatoria comparativa, poi abbiamo chiesto al Dipartimento regionale tecnico di avviare l’istruttoria partendo dalla proposta con più punti». Cioè quella di “Etna Alcantara mobilty”. Poi, dopo il rallentamento dovuto anche all’inchiesta “Aetna” che lambì anche il project, si arriva a un’estate trascorsa senza escursioni a Piano Provenzana. «Dire che le jeep potevano già partire è preoccupante. Come potevamo affidare strada e trasporto senza niente di approvato, senza pareri?».

Ecco allora il senso delle osservazioni. «Rispetto a questo progetto, a garanzia di una comunità che i pantaloni li sa portare e non li abbassa - ripete il sindaco di Linguaglossa - abbiamo fatto delle proposte migliorative, così come ci ha chiesto il Rup ai sensi di legge, facendo delle scelte politiche. Dove sta lo scandalo?». Si potrebbe obiettare che, tuttavia, era chiaro fin dall’inizio che il project non può fare a meno della strada per i crateri. Elemento da cui dipenderebbe la buona riuscita dell’investimento, come rimarcato dai proponenti. «Noi non dobbiamo agevolare nessuno, ma solo fare la pubblica amministrazione. Se il Comune di Catania deve realizzare un parcheggio multipiano in project, non affida al privato un’altra area da sfruttare in attesa della costruzione dell’opera. Se l’Ati ha le capacità economiche per il progetto lo farà, altrimenti niente».

E proprio questa sembra ad oggi l’ipotesi che prende sempre più corpo. Come andrà a finire, sindaco Puglisi? «Se non accettano le osservazioni? Li ringrazieremo e buonanotte».

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La meravigliosa Etna




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