27 gennaio 2016

CROCETTA CI RIPROVA CON LA VOCAZIONE INTERNAZIONALE. QUELLA STESSA CHE LO PORTÒ IN TUNISIA (PER UNA FIERA) NEI GIORNI PIÙ CALDI DELLA PROTESTA DEI FORESTALI


La diplomazia del governatore
Crocetta, la Libia e l'ultima boutade



di Salvo Toscano

La Libia preoccupa il mondo. Non c'è problema, Crocetta è pronto a scendere in campo.




, Le firme, Politica


È la Libia la nuova terra promessa di Rosario Crocetta. Il governatore intravede un Eldorado al di là del Mediterraneo e lancia l'idea di un protocollo di collaborazione, proprio nei giorni in cui il ministero della Difesa ha disposto lo schieramento di quattro caccia Amx presso la base di Trapani Birgi, in Sicilia “a seguito del deterioramento delle condizioni di sicurezza” proprio nel Paese che fu di Gheddafi e che oggi è sempre più vigilato speciale per la minaccia Isis. Problemi superabili, probabilmente, per il presidente della Regione, che fiducioso annunciava nei giorni scorsi che la Sicilia potrebbe stabilire "nel giro di qualche mese" un "protocollo di collaborazione con la Libia", sul modello di quello già esistente con la Tunisia.

Boutade, fanfaronata o svolta diplomatica di respiro internazionale? Ai posteri l'ardua sentenza. Nel suo intervento alla riunione della settima plenaria dell'Assemblea delle autorità regionali e locali del Mediterraneo (Arlem) a Cipro, Crocetta ha sottolineato "quanto la situazione libica preoccupi la Sicilia, l'Italia e l'Europa". Aggiungendo di aver lanciato l'idea "di un protocollo di collaborazione: lo faremo nel giro di poco tempo, mettendo insieme città come Tobruk e Tripoli, che in questo momento appartengono a due entità statali diverse e invece così sarebbero costrette a convivere in un quadro comune". Insomma, se “in casa” gli spazi del governatore sono sempre più angusti e carichi di sofferenze (vedi lo smacco gelese, per esempio), Crocetta ci riprova con la vocazione internazionale. Quella stessa che lo portò in Tunisia (per una fiera) nei giorni più caldi della protesta dei forestali. Dice il governatore: "Ho avuto incontri con i sindaci di Tripoli e di Zintan, e abbiamo stabilito dei contatti per arrivare nel giro di qualche mese ad un'intesa" da proporre al capo della diplomazia Ue, Federica Mogherini, come esempio "di cooperazione dal basso, più partecipato". Crocetta pensa ad una collaborazione "in tutti i campi, dalla formazione e la ricerca alla sanità, alla pesca e all'agricoltura, fino al restauro dei beni culturali, mettendo insieme istituzioni pubbliche e scientifiche". E i venti di guerra? E lo Stato Islamico? “Scambi e progetti comuni costituiscono un modo concreto di lavorare per la pace", dice il governatore. Vero, senz'altro. Curioso se lo spiega lo stesso presidente che nelle stesse ore s'era allarmato per l'accorpamento dei porti siciliani con quelli calabresi. Quasi che la vicina Calabria facesse più paura dello Stato Islamico, almeno dalle parti di Palazzo d'Orleans.

AGRICOLTURA E BOSCHI PER SEQUESTRARE LE EMISSIONI DI CO2


Agricoltura e boschi per sequestrare le emissioni di CO2




Agricoltura e foreste sono responsabili del 25% delle emissioni e sono anche uno dei più grandi serbatoi di carbonio disponibili nel pianeta, circa 4 volte l’atmosfera. In un convegno a Roma, organizzato dal Coordinamento FREE, si è parlato di questo e del valore economico da dare al carbonio stoccato nei suoli.

"Dopo Cop21 di Parigi anche l'agricoltura può diventare sempre di più un alleato importante per combattere il cambiamento climatico. Clima, difesa dei suoli, sicurezza alimentare, si sono incrociati a livello di proposta politica fatta propria da una quarantina di paesi a Parigi, nell'ambito delle azioni volontarie di riduzione delle emissioni proposte dai singoli firmatari del protocollo di Parigi, su azione del Ministro dell’agricoltura francese Mr. Stephane Le Foll. Dopo Parigi, è necessario enfatizzare l'importanza della sottrazione di CO2 dall'atmosfera, e allo stesso tempo incrementare le soluzioni di agricoltura innovativa per la produzione di biometano per arricchire i suoli di carbonio".
E' questo uno dei temi rilevanti di cui si è parlato questa mattina a Roma nel corso del convegno organizzato dal Coordinamento FREE, Fonti rinnovabili ed efficienza energetica, dal titolo "Sottrarre CO2 all'atmosfera sviluppando l'agricoltura e il patrimonio boschivo".
"L’agricoltura e le foreste sono responsabili del 25% delle emissioni di gas serra. Il pianeta negli ultimi anni ha perso una parte consistente dei suoli agricoli sia per fenomeni di desertificazione che di urbanizzazione. L’agricoltura, le foreste e il suolo agricolo sono inoltre uno dei più grandi serbatoi di carbonio disponibili nel pianeta: circa quattro volte l’atmosfera. E tutti sono concordi nel dire che un suolo ricco in carbonio è la prima condizione per avere un terreno sano e fertile".
"Durante il convegno di FREE è emersa la necessità di portare questa riflessione all'attenzione della politica italiana, sollecitando l’adesione del governo italiano all'iniziativa di #4pour1000 in vista di COP22 che si svolgerà a Marrakech, d in generale del mondo della politica, dell'associazionismo, dell’agricoltura al tema del sequestro biologico del carbonio nei suoli agricoli. Un'attenzione particolare al tema del suolo in Italia ha un'importanza ancor maggiore in quanto diffusi sono i fenomeni di erosione, dissesto e desertificazione a cui questa risorsa naturale è sottoposta nel nostro Paese".
"E' possibile che nei prossimi anni - ha dichiarato nelle conclusioni il presidente del Coordinamento FREE, Gianni Silvestrini - come già fatto per le foreste, in passato, si possa a livello del processo negoziale sul clima dare un valore economico al carbonio stoccato nei suoli. In questo modo gli agricoltori potranno avere a disposizione tre tipi di risorse: i prodotti della terra, la produzione di energia tramite il biometano e il biogas e il valore economico del carbonio stoccato nel suolo".
Al convegno hanno preso parte GB Zorzoli (FREE), Domenico Brugnoni (C.I.A.), Donato Rotundo (Confagricoltura), Stefano Bozzetto (Consorzio italiano Biogas, CIB), Davide Pettenella (Università di Padova), Lorenzo Ciccarese (Ispra), Renato Nistri (Università di Firenze), Marino Berton (Aiel), David Chiaramonti (Università Firenze), Piero Gattoni (Consorzio italiano Biogas - CIB), Giuseppe Castiglione (Sottosegretario di Stato MiPAAF).
da comunicato Coordinamento FREE


26 Gennaio 2016
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FORESTALI, STOP ALL'AUMENTO DEI GIORNI DI LAVORO. I SINDACATI OGGI INCONTRERANNO L'ASSESSORE REGIONALE ALL'AGRICOLTURA, ANTONELLO CRACOLICI, PER CHIEDERE SOLUZIONI IMMEDIATE. SUL TAVOLO ANCHE LA QUESTIONE DEL CHILOMETRAGGIO E DEGLI ARRETRATI CONTRATTUALI DA RESTITUIRE


I NODI DELLA SICILIA 
SI FERMANO LE PROGRESSIONI DEI CONTRATTI. TAG LI PURE SUI RIMBORSI CHILOMETRICI

Forestali, stop all'aumento dei giorni di lavoro

In Finanziaria previsto il blocco del turnover: in attesa del voto all'Ars, i centri per l'impiego hanno congelato le graduatorie



La «scure» sui forestali ha messo in allarme i sindacati che oggi incontreranno l'assessore regionale all'Agricoltura, Antonello Cracolici, per chiedere soluzioni immediate. 

Riccardo Vescovo
La Regione «congela» l'aggiornamento delle graduatorie dei forestali, bloccando gli eventuali aumenti delle giornate lavorative cui aspirano i 26 mila operai. Una scelta legata alla norma inserita in Finanziaria che prevede il blocco del turn over nel settore, cioè dell'avvicendamento del personale man mano che altri colleghi vanno in pensione o escono dal bacino per altri motivi. Se l'articolo sarà approvato, dunque, la riforma sarà immediatamente applicabile e secondo i primi calcoli porterà a un risparmio di circa 5 milioni l'anno. La decisione ha però mandato su tutte le furie i sindacati, alle prese con altre due vertenze: la prima riguarda la restituzione di arretrati contrattuali ritenuti illegittimi da una sentenza di Cassazione, la seconda è legata al pagamento dell'indennità chilometrica che da quest'anno sarà erogata solo a chi dimostra di utilizzare il mezzo proprio e per un massimo di 20 chilometri al giorno. Oggi i sindacati incontreranno l'assessore regionale all'Agricoltura, Antonello Cracolici, in una riunione fissata già da tempo; con l'occasione chiederanno soluzioni immediate. L'ultima grana riguarda le graduatorie provinciali che annualmente i Centri per l'impiego aggiornano escludendo chi non ha dato la propria disponibilità al lavoro perché ad esempio è andato in pensione. Quest'anno la dirigente Francesca Garoffolo ha scritto a tutti gli uffici ricordando che il termine ultimo per aggiornare gli elenchi è fissato al 15 marzo e suggerendo in sostanza che al momento è meglio temporeggiare. «Ho semplicemente comunicato agli uffici delle nove province di attendere - spiega la Garoffolo - di avere comportamenti univoci invece di partire qualcuno a razzo, altri a rilento. Ho comunicato di non procedere fino a determinazione contraria. Ma attenzione, non ho assolutamente detto che entro il termine ultimo non bisogna fare gli aggiornamenti». I sindacati leggono però nella nota interna un riferimento non molto velato all'articolo inserito in Finanziaria che prevede il blocco del turn over, ovvero dell'awicendamento dei forestali. Se sarà approvata, infatti, i Centri per l'impiego potranno in questo modo escludere subito i lavoratori senza sostituirli. E succederà questo. I sindacati stimano che ogni anno mediamente lascino il bacino tra i 300 e i 600 forestali. Gli operai sono divisi in tré fasce in base al numero delle giornate di lavoro svolteogni anno: 78,101,151 oltre a quelli a tempo indeterminato che svolgono 312 giornate. Ogni volta che un dipendente esce dalla graduatoria, viene sostituito da un collega della categoria inferiore. Il gradino più alto della scalata è quello della sta bilizzazione. «C'è grande aspettativa da parte dei forestali» spiega Giuseppe La Bua della Uila Uil. Già oggi non sono previste nuove assunzioni e se va via un lavoratore, a scalare viene lasciato vuoto un posto tra quelli che svolgono 78 giornate. Col blocco del turn over, invece, potrebbe restare vuota una casella tra chi svolge 101, 151 o 312 giornate. Il risparmio secondo i sindacati sarebbe di circa 5 milioni l'anno. «Sarebbe l'ennesima penalizzazione a danno del settore» chiosa Fabrizio Colonna della Fai Cisl. I sindacati contestano altri due provvedimenti. Uno riguarda il rimborso dei chilometrico percorsi dai forestali per andare al lavoro. Fino allo scorso anno erano erogati sotto forma di indennità e spettavano a tutti. Da quest'anno saranno invece rimborsati solo a chi effettivamente dimostra di avere usato il proprio mezzo. «E saranno pagati solo per un massimo di 20 chilometri» aggiunge Colonna. Infine i sindacati hanno dato mandato ai legali di studiare la sentenza della Cassazione che ritiene illegittimi gli arretrati contrattuali erogati per il periodo 2006-2009 e che costringerebbe i 26 mila lavoratori a restituire quasi 40 milioni. «Chiediamo al governo di sanare il contenzioso» dice Salvatore Tripi della Fiai Cgil.

27 Gennaio 2016


Video
http://tgs.gds.it/2016/01/27/bloccate-le-graduatorie-dei-forestali-fermo-dalla-regione_467175/









BLOCCATE LE GRADUATORIE DEI FORESTALI. STOP ALL’AUMENTO DEI GIORNI DI LAVORO. MA CI SONO ALTRE VERTENZE. LA NOTA DEL BLOG


REGIONE

Bloccate le graduatorie dei forestali. Stop all’aumento dei giorni di lavoro


di Riccardo Vescovo

Norma inserita in Finanziaria: in attesa del voto all’Ars, i centri per l’impiego fermato il turn over


forestali, graduatorie, LAVORO, regione, Sicilia, In Sicilia così

PALERMO. La Regione «congela» l’aggiornamento delle graduatorie dei forestali, bloccando gli eventuali aumenti delle giornate lavorative cui aspirano i 26 mila operai. Una scelta legata alla norma inserita in Finanziaria che prevede il blocco del turn over nel settore, cioè dell’avvicendamento del personale man mano che altri colleghi vanno in pensione o escono dal bacino per altri motivi. Se l’articolo sarà approvato, dunque, la riforma sarà immediatamente applicabile e secondo i primi calcoli porterà a un risparmio di circa 5 milioni l’anno.

La decisione ha però mandato su tutte le furie i sindacati, alle prese con altre due vertenze: la prima riguarda la restituzione di arretrati contrattuali ritenuti illegittimi da una sentenza di Cassazione, la seconda è legata al pagamento dell’indennità chilometrica che da quest’anno sarà erogata solo a chi dimostra di utilizzare il mezzo proprio e per un massimo di 20 chilometri al giorno.


27 Gennaio 2016
Giornale di Sicilia






Nota

Ma come si fà a dire che questo Governo assieme a quello romano sono con i lavoratori forestali?  A colpi di emendamenti cancellano i diritti sanciti dalla Costituzione Italiana e regolamentati dai ccnl, cirl e leggi vigenti. 
Siamo senza parole!








PALERMO. SLITTA ALL'1 FEBBRAIO L'AUTOCONVOCAZIONE DEI CONFEDERALI PROVINCIALI SULLA PROBLEMATICA DEGLI AGGIORNAMENTI DELLE GRADUATORIE


Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale Uila Uil Palermo
Giuseppe La Bua







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L'UFFICIO LEGALE DEL SIFUS RENDE NOTO CHE L'EVENTUALE RESTITUZIONE DEGLI ARRETRATI CONTRATTUALI SAREBBE DA RITENERSI ASSOLUTAMENTE ILLEGITTIMA ED INFONDATA. ECCO LE MOTIVAZIONI


Dalla pagina facebook
del Sifus Confael


L'ufficio legale del Sifus rende noto che l'eventuale restituzione degli arretrati contrattuali sarebbe da ritenersi assolutamente illegittima ed infondata




Forestali Siciliani.
L'ufficio legale del Sifus relativamente alla restituzione degli arretrati contrattuali 2006/2008 rende noto che tale azione è da ritenersi assolutamente illegittima ed infondata per la seguente motivazione:
il protocollo d'intesa del 14-5-2009 , tra la Presidenza della Regione  e i Sindacati Confederali, costituisce riconoscimento pieno integrale delle somme dovute a titolo di arretrati contrattuali, non sottoposto ad alcuna condizione successiva. Ne consegue che le successive dichiarazioni di disponibiità alla restituzione, fatta sottoscrivere ai singoli lavoratori all'atto della corresponsione delle somme, devono ritenersi nulle o comunque da annullare perché in contrasto con una norma di carattere contrattuale generale.

Nel merito la generale condizione di un mutamento del "prevalente orientamento della giurisprudenza", non può comunque essere ritenuta assolta dalla pubblicazione di alcune pronunzie di soli 2 corti di appello che non costituiscono nemmeno la maggioranza rispetto al totale di quelle esistenti sul territorio regionale. Per quanto sopra il Sìfus intima agli Ispettorati Forestali di non procerere a nessun recupero coattivo delle somme, preannunziando azioni legali in sede civile e penale ove tali recuperi dovessero continuare. 
Maurizio Grosso



Notizie correlate:

Accordo 14 maggio 2009

Accordo 11 marzo 2014










RESTITUZIONE ARRETRATI CONTRATTUALI. LO SNAF FNA STA PROCEDENDO PER BLOCCARE TUTTO, INOLTRE PER VENERDI' 29 PRESSO LA SEDE DI RAMACCA E' PREVISTA UN' ASSEMBLEA CON I LAVORATORI FORESTALI


Dalla pagina facebook
del Segretario Snaf  Fna del Calatino
Franco Cupane













SÌ AL TURNOVER DEI LAVORATORI FORESTALI, L’ON. RAGUSA PRESENTA EMENDAMENTO ALLA FINANZIARIA ARS PER ABROGARE L’ATTUALE DIVIETO


Sì al turnover dei lavoratori forestali, l’on. Ragusa presenta emendamento alla Finanziaria Ars per abrogare l’attuale divieto


orazio_ragusa (2)La prossima Finanziaria del Governo regionale non prevede il turnover per i lavoratori forestali. Significa che non ci sarà alcun ricambio. Chi viene collocato in pensione non potrà essere sostituito da nuovi assunti. Ecco perché l’on. Orazio Ragusa, dopo avere raccolto decine e decine di segnalazioni in questa direzione, ha presentato un emendamento abrogativo della suddetta norma per consentire ai lavoratori forestali di potere continuare a svolgere nella
maniera migliore la propria attività. “Sappiamo che il momento, dal punto di vista economico – chiarisce il deputato regionale – non è dei più facili. Ma, allo stesso tempo, non si possono adottare dei provvedimenti rischiando di buttare l’acqua sporca con il bambino dentro. Come sempre, sono necessarie misure di grande equilibrio. E riteniamo che quello dell’eliminazione toutcourt del turnover non lo sia. Ad esempio, soltanto sul territorio della provincia di Ragusa, le aree a maggiore densità boschiva, quelle di Giarratana, Monterosso e Chiaramonte, e in parte anche di Ragusa, sarebbero fortemente penalizzate, negli anni, dalla progressiva riduzione del numero degli occupati. Chi si occuperebbe di mantenere inalterato l’habitat che, già nelle precedenti estati, ha dovuto fare i conti con tutta una serie di incendi? Potrebbe succedere che anni e anni di attività legata al rimboschimento siano annullati come se nulla fosse con un ritorno al passato che nessuno si augura, soprattutto se dobbiamo far crescere, nel nostro ambito, una coscienza più “green”. Certo, qualcuno potrebbe rimproverare il fatto che così la Regione si troverebbe costretta a mantenere un organico che non può più sostenere economicamente. Ma, secondo me, sono altri i settori in cui la spesa può essere razionalizzata e non certo a discapito di un comparto, quello dei lavoratori forestali, che si spende per valorizzare il più possibile il patrimonio boschivo dell’intera isola. Ho altresì lanciato la proposta, ma in questo senso attendo ancora il conforto delle organizzazioni sindacali di categoria, per rimpolpare l’emendamento in questione con un altro articolo destinato a separare le graduatorie, quelle dei lavoratori dell’antincendio e dei lavoratori forestali. E’ un passaggio che mi riservo di valutare con attenzione prima di assumere una decisione definitiva”.

26 Gennaio 2016
Radio RTM Modica





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SINDACATI FORESTALE: “DA GILETTI GRAVE EPISODIO DI DISINFORMAZIONE”. IL CONDUTTORE HA FATTO INTENDERE CHE GLI APPARTENENTI AL CORPO FORESTALE DELLO STATO, SIANO LA STESSA COSA DEGLI OPERAI CALABRESI E SICILIANI, CHE INVECE HANNO UNA CONSISTENZA NUMERICA NETTAMENTE SUPERIORE E VENGONO PRESI SOVENTE AD EMBLEMA DEGLI SPRECHI E DEL FANNULLONISMO


"Questa informazione ha offeso la reputazione ed il prestigio di queste poche migliaia di unità"
 
Sindacati Forestale: “Da Giletti grave episodio di disinformazione”

"È probabile che il Dr. Giletti abbia realmente confuso il personale del Corpo Forestale dello Stato, coinvolto nel processo di riorganizzazione ed assorbimento da parte dei Carabinieri"


Roma. ”Nel corso della puntata de “L’ARENA”, andata in onda su RAI1 lo scorso 24 gennaio, il conduttore Massimo Giletti per l’ennesima volta ha informato i telespettatori facendo intendere che gli appartenenti al Corpo Forestale dello Stato, 7.500 dipendenti, agenti ed ufficiali di polizia giudiziaria, siano la stessa cosa degli operai calabresi e siciliani, che invece hanno una consistenza numerica nettamente superiore e vengono presi sovente ad emblema degli sprechi e del “fannullonismo”; questa informazione ha offeso la reputazione ed il prestigio di queste poche migliaia di unità, peraltro dislocate su tutto il territorio nazionale, che con grande fatica e pochi mezzi, cercano in tutti i modi di preservare il nostro immenso patrimonio naturalistico.
È probabile che il Dr. Giletti abbia realmente confuso il personale del Corpo Forestale dello Stato, coinvolto nel processo di riorganizzazione ed assorbimento da parte dei Carabinieri, ed oggetto dell’intervento – fatto abortire dal Conduttore con il rimando ai 30.000 forestali della Sicilia – del Segretario PRC Paolo Ferrero, ospite in studio, con gli operai forestali delle regioni; tale condotta, denoterebbe parziale conoscenza della materia e quindi potrebbe violare i principi fondamentali della carta dei doveri del giornalista. Fatte salve le iniziative giudiziarie a tutela della dignità e dell’onore di tutto il personale del Corpo Forestale dello Stato, in forza delle pressanti richieste giunte dagli associati, si chiede a codesto Consiglio di valutare, ai fini disciplinari, la condotta del Dr. Massimo GILETTI; al Presidente della RAI, invece, di offrire alle scriventi l’opportunità di esercitare, nella stessa forma, il diritto di replica.
(f.to M. Moroni f.to D. Scipio f.to A. Laganà f.to P. Mannone f.to F. Fabrizi f.to M. Cattoi)

26 gennaio 2016
http://www.statoquotidiano.it/26/01/2016/sindacati-forestale-da-giletti-grave-episodio-di-disinformazione/427989/




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FORESTALI NEI CARABINIERI – IL PRIMO COMUNICATO DELL’ARMA


Forestali nei Carabinieri – Il primo comunicato dell’Arma


carabinieri





GEAPRESS – Primo comunicato dei Carabinieri in merito al passaggio del Corpo Forestale dello Stato nell’Arma così come deciso dal Decreto legislativo approvato dal Governo.
Il comunicato è stato diffuso dall’Ufficio Stampa del Comando Generale ed ha ad oggetto “Assorbimento del Corpo Forestale nell’Arma dei Carabinieri“.

Dunque il destino del Corpo Forestale dello Stato, anche in funzione dei limitati spazi di azione dei meccanismi parlamentari, sembra ormai segnato. Un passaggio molto criticato ma non senza distinguo anche nel mondo ambientalista, ove si confida in una maggiore incisività dell’Arma dei Carabinieri. Di fatto una conclusione tra le polemiche come dimostrato da un recente comunicato delle sigle sindacali del CFS. Queste, infatti, hanno duramente criticato il Capo del Corpo per avere ringraziato il Ministro Martina dopo che quest’ultimo aveva scritto ai Forestali.  In ultimo pure una recente popolare trasmissione televisiva che ha confuso i Forestali con l’enormità numerica del operai “forestali” di Sicilia e Calabria che nulla hanno a che fare con il Corpo.
Va in ultimo ricordato che l’assorbimento riguarderà solo i Forestali dello Stato. Quelli delle Regioni e Province Autonome, rimaranno così come voluto da un emendamento in chiave autonomista approvato nel corso dei passaggi parlamentari del Testo Madia.
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26 Gennaio 2016
http://www.geapress.org/ambiente/forestali-nei-carabinieri-il-primo-comunicato-dellarma/66068






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VALDIERI/ SALVIAMO IL CORPO FORESTALE DELLO STATO. PAOLO CHIARENZA - CONSIGLIERE COMUNALE: IL CORPO FORESTALE DELLO STATO NON HA NULLA DA SPARTIRE CON LE MIGLIAIA DI OPERAI FORESTALI DI CUI AGLI SCANDALI EMERSI IN CALABRIA E IN SICILIA

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CORPO FORESTALE, L’ACCORPAMENTO NEI CARABINIERI TAGLIA I COSTI “MA SPIANA LA STRADA AGLI ECOREATI”

FORESTALI A MONTECITORIO: “VIA LA MADIA COME GARCIA”

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. MERCOLEDÌ LA RIFORMA MADIA. ADDIO FORESTALE. IL CORPO FORESTALE DELLO STATO VERRÀ ASSORBITO NELL' ARMA DEI CARABINIERI AD ECCEZIONE DELLE COMPETENZE ANTI-INCENDIO, DA ATTRIBUIRE AI VIGILI DEL FUOCO

CORPO FORESTALE ADDIO, LE ECOMAFIE RINGRAZIANO. IL M5S: SARÀ BATTAGLIA IN TUTTE LE SEDI COMPETENTI, ITALIANE ED EUROPEE, AFFINCHÉ IL CORPO SIA RIPRISTINATO NELLE SUE FUNZIONI E SOPRATTUTTO NELLA SUA INDIPENDENZA. NON FINIRÀ QUI

LA RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. CORPO FORESTALE, IN SICILIA FUNZIONI DUPLICATE. IL DIRIGENTE GULLO: SULL'ANTINCENDIO C'È GIÀ GRANDE INTESA COI VIGILI DEL FUOCO

IL GOVERNO EMANA IL DECRETO SULLA SOPPRESSIONE DEL CFS MA NULLA È ANCORA PERDUTO



NO ALLA SOPPRESSIONE DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO




Non si cancellano con un tratto di penna 192 anni di storia del glorioso Corpo Forestale dello Stato

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Anche il nostro Blog ha aderito










ARS, SEDUTA FLASH IN UN'AULA VUOTA. ECCO I PIÙ ASSENTEISTI DI SALA D'ERCOLE. SEDUTE 'FAST FOOD' E POI TUTTI A CASA


I DATI 

Ars, seduta flash in un'Aula vuota
Ecco i più assenteisti di Sala d'Ercole



di Accursio Sabella



Sedute 'fast food' e poi tutti a casa. L'Assemblea Regionale Siciliana non sembra un luogo adatto agli stakanovisti. E, spulciando i dati delle presenze, si scopre che... ECCO TUTTI I NUMERI (l'Aula in una foto d'archivio)



ars, assenteisti, Politica

PALERMO - Oggi erano poco meno di trenta. Ad assistere a una seduta da fast food. Il tempo di leggere le decisioni della conferenza dei capigruppo sull'iter della manovra finanziaria, e poi tutti a casa. Una seduta-lampo quella di oggi a Sala d'Ercole, che arrivava, tra l'altro, dopo dodici giorni in cui l'Aula è rimasta chiusa. Per consentire alle commissioni di merito di esaminare per bene la manovra, appunto. Che invece arriverà tra gli scranni del Parlamento, se tutto andrà bene tra venti giorni: il 16 febbraio. Ad appena due settimane dalla chiusura dell'esercizio provvisorio.

Non certo un periodo da stakanovisti, quello che ha visto impegnati (si fa per dire) i deputati siciliani. Che a dire il vero, già tra ottobre e dicembre, non è che si fossero ammazzati di lavoro. Anzi, qualcuno di loro è risultato assente in più di metà delle sedute. È il caso del deputato del Nuovo centrodestra Nino Germanà: 15 volte assente sulle 28 sedute svolte tra il 6 ottobre e il 30 dicembre del 2015. Come lui, anche Pino Federico di Forza Italia: 15 assenze e anche quattro congedi richiesti. Insomma, il deputato è stato in Aula 9 volte su 28. Meno di una volta su tre.

Ma gli assenteisti di Palazzo dei Normanni non latitano. E a superare la quota delle dieci assenze in appena 18 sedute, non sono pochi. C'è ad esempio Pippo Gennuso del Cantiere popolare (14 assenze e un congedo), Michele Cimino di Sicilia Futura (13 assenze e due congedi), il suo compagno di partito Nicola D'Agostino (12 assenze e due congedi), Roberto Clemente di Cantiere popolare (11 assenze e un congedo), Edi Tamajo di Sicilia Futura (11 assenze e quattro congedi), Toti Lombardo del Partito dei Siciliani-Mpa (dieci assenze e tre congedi).

Le nuove norme dell'Assemblea regionale hanno previsto però la decurtazione di circa 66 euro dallo stipendio (11.100 euro lordi) per ogni assenza. Ma solo se questa avviene in sedute nelle quali è prevista una votazione. A scorrere l'elenco pubblicato sul sito ufficiale dell'Ars, si incontrano anche molti deputati che non hanno fatto registrare nemmeno una assenza.

Si tratta del presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone, del presidente della Regione Rosario Crocetta e dei deputati Anthony Barbagallo (Pd), Giancarlo Cancelleri (M5S), Gianbattista Coltraro (Sicilia democratica), Antonello Cracolici (Pd), Nino D'Asero (Ncd), Roberto Di Mauro (Pds-Mpa), Pippo Digiacomo (Pd), Marco Falcone (Forza Italia), Mimmo Fazio (Misto), Dino Fiorenza (Pds-Mpa), Santi Formica (Lista Musumeci), Giovanni Greco (Pds-Mpa), Marcello Greco (Pds-Mpa), Salvo Lom Giudice (Sicilia Futura), Giuseppe Lupo (Pd), Mariella Maggio (Pd), Bruno Marziano (Pd), Nello Musumeci (Lista Musumeci), Nino Oddo (Pse), Giovanni Panepinto (Pd), Giuseppe Picciolo (Sicilia Futura), Orazio Ragusa (Udc), Franco Rinaldi (Forza Italia), Paolo Ruggirello (Pd), Riccardo Savona (Forza Italia), Mimmo Turano (Udc) e Antonio Venturino (Pse).

Ma nessuno si illuda. Nella stragrande maggioranza di questi casi, la presenza è solo un fatto “formale”. Molti parlamentari, infatti, sono considerati presenti “d'ufficio” se ricoprono altre cariche nel Palazzo. Si tratta dei capigruppo (oggi sono dodici), dei nove componenti del consiglio di presidenza, dei nove presidenti delle commissioni e dei componenti del governo regionale. Loro sono “presenti”, insomma, anche se non ci sono fisicamente. In un Aula spesso inutile, come oggi. E troppo spesso vuota.
26 Gennaio 2016   
http://livesicilia.it/2016/01/26/ars-seduta-flash-in-unaula-vuota-ecco-i-piu-assenteisti-di-sala-dercole_708050/








CNR: SORGERÀ A PALERMO UN CENTRO DI RICERCA SULL'AMBIENTE. COFINANZIATO DAL CIPE E DAL DTA-CNR CON 8.700.000 EURO




Ambiente, nascerà nuovo <br> centro di ricerca a PalermoSorgerà a Palermo, presso la sede del Polo di eccellenza del Mar Mediterraneo (ex complesso monumentale Roosevelt), il Centro internazionale di studi avanzati su ambiente e salute – Cisas, cofinanziato dal Cipe con 8.7 milioni di euro. Lo ha reso noto, in occasione di una riunione tenutasi presso l’Area della ricerca del Consiglio nazionale delle ricerche di Palermo, il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone, insieme a Roberto Lagalla, già rettore dell’Università di Palermo, da poco nominato componente del Consiglio d’amministrazione del Cnr.

Il progetto nasce su proposta del Dipartimento scienze del sistema Terra e tecnologie per l’ambiente del Consiglio nazionale delle ricerche (Dta-Cnr), che ha stanziato 2,2 milioni di euro destinati alla ristrutturazione e al potenziamento dell’immobile. “Il Cisas vuole essere polo di riferimento in Sicilia su materie legate alla salute dell’ambiente e dell’uomo”, commenta Enrico Brugnoli, direttore Dta-Cnr.

“Il progetto vede coinvolti cinque Dipartimenti del Cnr (Dta, Ds, Diitet, Dsctm, Disba), in sinergia con alcuni dei più importanti enti di ricerca pubblici che lavorano su numerose tematiche scientifiche in Sicilia (Enea, Infn, Ingv, Ispra), l’Arpa e la Soprintendenza del mare. La sede – continua Brugnoli – è quella del Polo di eccellenza del Mar Mediterraneo, un centro istituzionale nato con l’obiettivo di rafforzare proprio la cooperazione tra gli Enti pubblici di ricerca presenti sul territorio e stabilire una rete di collaborazione permanente con referenti presso i paesi dell’Unione Europea e i paesi Associati, al fine di sviluppare una visione comune sulle priorità della ricerca e sulle strategie d’innovazione in Europa e offrire alla Regione Siciliana l’opportunità di affrontare al meglio la sfida sul mare, oggetto della nuova Programmazione comunitaria”.

Tra gli obiettivi principali del progetto, la ristrutturazione dell’area e l’adeguamento dei locali per attività avanzate di ricerca nell’ambito della salute dell’ecosistema e dell’uomo e lo sviluppo di attività di divulgazione, orientamento e alta formazione in questi settori.

26 Gennaio 2016
http://www.siciliainformazioni.com/redazione/251807/ambiente-nascera-centro-internazionale-di-ricerca-a-palermo







26 gennaio 2016

QUEL PROFESSORE NARCISO, SUPPONENTE E AMICO DEI GRILLINI, CHE ATTACCA CHIUNQUE SI DICHIARI AMICO DEGLI INDIPENDENTISTI PER RESTARE DA SOLO AL CENTRO DELLA SCENA! L’ULTIMA SUA VITTIMA È STATO VINCENZO FIGUCCIA, OSANNATO AD UN CONGRESSO DI LAVORATORI FORESTALI


Quel professore narciso, supponente e amico dei grillini, che attacca chiunque si dichiari amico degli indipendentisti per restare da solo al centro della scena!


Costa 3

Nelle migliori tradizioni dell’integralismo di qualsiasi colore e latitudine, il professore Massimo Costa “giudica”. Giudica tutti, e le sue parole sono il metro dell’ortodossia.
I suoi lo seguono come fosse il Messia, e chiunque non è d’accordo con lui appartiene ad una delle seguenti categorie: nemici; ascari; traditori.
E senza la sua approvazione non è possibile militare nell’area di chi vuole l’indipendenza.
Il pensiero che, fuori dal suo pensiero, possa esistere un’altro pensiero non lo sfiora neppure.
La sua fatwa è calata nei confronti degli ex amici di Sicilia Nazione, rei (a giudicare dalle parole di tale Giulio Ambrosetti) di non averlo scelto come capo.
Il professore è anche capace di produrre fenomeni miracolosi come la moltiplicazione dei posti a sedere di una sala per cento persone, accreditata di averne contenuto oltre seicento in occasione di un suo convegno.
L’ultima sua vittima è stato Vincenzo Figuccia, deputato regionale, che, oltre ad essere stato osannato ad un congresso di lavoratori forestali, si è macchiato anche del reato di avere partecipato ad un incontro organizzato da nazionalisti e indipendentisti, ma non da Costa.
Era un Presidio davanti la Rai contro le parole vergognose e razziste del giornalista Carlo Panella. I numerosi movimenti che lo avevano organizzato si erano impegnati a costruire un momento unitario con la partecipazione di più associazioni possibile. Tra le associazioni che avevano aderito vi era anche CambiAmo la Sicilia della quale fa parte appunto l’on. Figuccia. La cosa era evidentemente positiva. Un deputato trova il coraggio di partecipare a viso aperto a un’iniziativa di questo tipo. Bisogna apprezzare (e infatti gli organizzatori avevano apprezzato), non chiedergli il pedigree. Peraltro, il deputato è Vincenzo Figuccia, persona notoriamente vicina a posizioni sicilianiste e molto popolare a Palermo per avere spesso preso posizione a favore delle categorie più deboli.
Invece il prof. Costa, forse adirato di non essere lui l’interlocutore, attacca Figuccia accusato di non dimettersi e non lasciare il suo  partito, concludendo con l’anatema finale: “… se non farai chiarezza, sarai anche tu un nemico della Sicilia. Uno dei più subdoli, di quelli che si fingono amici …”.
Quello di attaccare chiunque si avvicina facendogli un’insuperabile analisi del sangue è notoriamente una pratica abituale dei mediocri che vivono dentro la cupola del delirio di onnipotenza. Il principio è lo stesso di sempre: “Après moi, le déluge”, ossia “dopo di me, il diluvio”.
Ma chi è, e quanto è davvero vergine il professore Costa?
Non sarà per caso lo stesso professore Massimo Costa, Presidente dal 2012 al 2015 del Collegio Sindacale della pessima società partecipata dalla Regione “Sicilia e-Servizi”, nominato al ben remunerato incarico da Raffaele Lombardo (che notoriamente nominava solo suoi fedelissimi), con il sostegno dell’allora assessore all’economia Gaetano Armao (come è vero che la riconoscenza in politica non esiste!)? E’ proprio lui? Da quale pulpito giunge allora questa rigorosa e intollerante predica?
Non sarà per caso lo stesso professore Massimo Costa che sostiene che il grillino Cancelleri gli abbia proposto di fare l’assessore all’economia nell’ipotetico prossimo governo a 5 stelle siciliano? Non sarebbe questa una violazione del principio “né con il centrodestra, né con il centrosinistra, né con i grillini”? Ma, si sa, la pagliuzza negli occhi degli altri si vede meglio della trave nel proprio.
E infine, il Massimo Costa che giura di essere diventato solo adesso un politico, non sarà per caso lo stesso Massimo Costa che già nel 2007 si candidò a Sindaco di Palermo ottenendo lo strabiliante risultato dello 0,30% dei voti? Una percentuale da prefisso telefonico (per l’esattezza quello di Brescia, non certo uno di quelli siciliani).
Niente fa più danno ai nazionalisti e agli indipendentisti, che hanno bisogno del massimo di unità, di un narciso e supponente capetto che predica bene e razzola male e che passa le sue giornate a giudicare gli altri e a bearsi del suono delle sue parole.
L’estremismo, il manicheismo e la mancanza di ironia sono i veri alleati dei nemici della Sicilia.

26 Gennaio 2016
La Nazione Siciliana – Blog di opinione sicilianista



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IL VIZIETTO DI GILETTI COLPISCE ANCORA. IL PRESENTATORE SI VORREBBE OCCUPARE DEI FORESTALI DELLA SICILIA CHE SONO 30 MILA. MA CON CHI?





#GILETTI GIORNALISTA? #MaAncheNoÈ vergognoso che un "presentatore" metta a tacere un ospite con FALSE INFORMAZIONI provando ad abbindolare telespettatori forse ignari della realtà!Il #CorpoForestale dello Stato è, o meglio era fino alla scorsa settimana, uno dei 5 corpi di polizia Nazionale specializzato nella tutela ambientale, agroalimentare e forestale, che OPERA CON 7500 UOMINI E DONNE SUL TERRITORIO NAZIONALE AD ECCEZIONE DELLE REGIONI A STATUTO SPECIALE E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENO E BOLZANO!#Renzi e tutto il suo entourage lo hanno soppresso e accorpato all'Arma dei Carabinieri militarizzando di fatto un Corpo di Polizia Civile quale è il #CFS.Galetti e gli altri soldatini renziani confondono (VOLUTAMENTE?) un corpo nato 194 anni fa, con operai forestali e corpi forestali regionali a statuto speciale (che non vengono soppressi ma rimangono tali e quali perché NON SONO IL CFS) oltretutto offendendo questi ultimi.Già alcuni mesi fa uno pseudo giornalista/presentatore aveva confuso ed offeso queste due categorie: https://www.facebook.com/patrizia.terzoni/videos/683052658462610/Un consiglio: SPEGNETE LA TV ED ACCENDETE IL CERVELLO!PS: qualcuno dica a Giletti che le Regioni a statuto speciale in Italiana sono Sicilia, Sardegna, Valle d'Aosta, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige (quest'ultima è costituita dalle Province autonome di Trento e Bolzano) e che molte regioni in tutta Italia hanno, fra i propri dipendenti, operai forestali per lavori di manutenzione/salvaguardia del territorio forestaleMassimiliano Bernini Portavoce M5S Chiara Gagnarli M5S Luigi Di Maio Beppe Grillo Giulia Grillo M5S Luca Frusone Andrea Cecconi Michele Dell'Orco Davide Crippa - Cinque Stelle Giulia Di Vita - M5S Maurizio Buccarella Paola Nugnes Cittadina Senatrice M5S Vilma Moronese Cittadina Senatrice M5S M5S Commissione Ambiente, Territorio e lavori pubblici Gianluca Vacca
Pubblicato da Patrizia Terzoni - M5S su Lunedì 25 gennaio 2016







CFRS A CATANIA, IL CORPO MUORE MA I VECCHI VIZI RESTANO


Ringrazio Antonino Lomonaco
per la segnalazione


CFRS a Catania, il Corpo muore ma i vecchi vizi restano


Sicilia fichi gif

Messina, 24 gennaio 2016
Il fatto:
un comandante di distaccamento va in pensione, l’incarico di comandante si da ad uno dei migliori commissari del CFRS.
Ad un osservatore esterno potrebbe apparire una disposizione di alta capacità gestionale, quasi incredibile ai nostri tempi e nella nostra Sicilia, ma noi siano vecchi marpioni, rompicoglioni e conosciamo la piccola storia dei piccoli uomini.
Informiamo i nostri Lettori non conoscono gli usi e le consuetudini di questa bella Terra in buona parte malamente abitata, che in Sicilia non sempre quello che appare è quello che succede davvero.
Facciamo un po’ di luce sulla storiella, fornendo dei tati oggettivi:
1 – in quel distaccamento c’era già un ufficiale di polizia che aveva da anni sostituito il comandante ogni qual volta questi si è assentato (per malattia, ferie, ecc. …);
2 – ad una distanza di 12 km circa c’è un distaccamento retto da un commissario che idoneo a svolgere l’incarico;
3 – il commissario incaricato è oggettivamente uno dei migliori del CFRS; ma proprio per questo, il nostro stimato (e amico) commissario ha diversi incarichi ed anche di maggiore responsabilità, ha sede di lavoro a circa ed ha la sede di lavoro a circa 50 km dal distaccamento che dovrebbe comandare.
Appare quindi evidente che ciò che poteva sembrare una disposizione di rande pregio dirigenziale, per altro ammantata da lodevoli idee di attaccamento all’Istituzione (abbiamo letto la disposizione) fa acqua, se non altro per i seguenti motivi:
  1. non economicità – il costo dovuto alla distanza di 100 km (andata e ritorno) che deve percorrere il commissario incaricato è certamente maggiore del costo per percorrere i 24 km (andata e ritorno) dal commissario del distaccamento vicino;
  2. scarsa capacità operativa – la distanza e i molti incarichi dell’ottimo commissario non permettono – oggettivamente – una presenza minima giornaliera, ciò è un fatto;
  3. pessima gestione psicologica del personale.
I dati oggettivi ci fanno sorgere qualche dubbio sulla buona fede della disposizione.
Sarebbe piacevole per noi (brutti e cattivi di sempre) che l’autore dell’ordine di servizio ci spiegasse meglio il suo pensiero in merito all’utilizzo del personale, ma sappiano che avremo mai un gesto di trasparente intelligenza. Allora non ci resta che ragionare sul fatto.
Sia ben chiaro potremmo sbagliarci, ma abbiamo l’impressione che con questo incarico si sia voluto “punire” il commissario con sede a 12 km ed ancor più l’ispettore dello stesso distaccamento.
Non sarebbe la prima volta che fatti simili succedono nel catanese. Una volta in tanti davano la responsabilità alla “potenza politica” di un nostro amico commissario cavaliere, ma questi è andato in pensione e da qualche mese ha anche ultimato un suo incarico che lo vedeva frequentare ancora l’ufficio provinciale; ora il ripetersi di questi comportamenti poco onorevoli in una pubblica amministrazione, ci fa pensare che il nostro amico cavaliere ha avuto degli ottimi alunni, certo non con le stesse capacità e questo è anche peggio.
Ma vediamo cosa supportano questi nostri cattivi pensieri:
  • l’ispettore è una brava persona ritenuta – anche dal commissario incaricato – un ottimo sottufficiale, ma ha un vecchio peccato è di sinistra ed è iscritto alla CGIL.
  • il commissario del distaccamento a 12 km ha una colpa grave, ha fatto ricorso contro una disposizione dell’ufficio superiore di Catania e, casa imperdonabile, ha avuto ragione.
Potremmo anche essere in torto, fortemente in torto, ma sentiamo che (con umor) il “clan della sciara” non percepisce nemmeno l’agonia del Corpo Forestale della Sicilia e continua imperterrito a gestire con poco senso democratico la cosa pubblica.

24 Gennaio 2016
pinus1