28 agosto 2016
CALTANISSETTA. I FORESTALI DELL'ANTINCENDIO ANCORA IN STATO DI AGITAZIONE: RECLAMANO IL SALDO DI LUGLIO
Ricevo e pubblico
dal segretario organizzativo dell'Utl-Ugl
Manuel Bonaffini
28 Agosto 2016
La Sicilia
IL SIFUS COMUNICA AI LAVORATORI FORESTALI DELLA MANUTENZIONE DELLA PROVINCIA DI PALERMO CHE A GIORNI PARTIRANNO LE RICHIESTE PER TUTTI, MA C'È IL RISCHIO DI NON COMPLETARE LE GIORNATE COME L'ANNO SCORSO
Ricevo e pubblico
dal Segretario Regionale del Sifus
Giuseppe Fiore
Forestali della manutenzione della provincia di Palermo
Nei prossimi giorni partiranno le richieste per l'avviamento di tutti: 78, 101, 151. L'ufficio provinciale di Palermo mi comunica che attualmente non ha i soldi per tutte le giornate, si aspettano ulteriori risorse dal Dipartimento attraverso una delibera del Cipe di Roma, per questo motivo le assunzioni verranno fatte per circa 15-20 giorni. Cari colleghi forestali, stiamo con gli occhi aperti perché vi è il rischio di non completare tutte le giornate, come è successo nel 2015. Il Sifus è a disposizione per difendere il diritto al lavoro e per tutelare la dignità calpestata giorno per giorno.
G. Fiore
CORPO FORESTALE, IN SICILIA NON CI SARÀ L'ASSORBIMENTO NEI CARABINIERI. LA DECISIONE COMUNICATA DALL'ASSESSORE CROCE: "NON CI SONO I PRESUPPOSTI"
Corpo forestale, in Sicilia non ci sarà l'assorbimento nei carabinieri
La decisione comunicata dall'assessore Croce: "Non ci sono i presupposti"
Da settimane, aleggiava un'aria di incertezza per i circa mille dipendenti del Corpo forestale della Regione Sicilia. Adesso, la decisione del governo regionale, comunicata dall'assessore regionale Territorio e Ambiente, Maurizio Croce: "Il Corpo forestale in Sicilia non sarà accorpato ai carabinieri". Come invece avverrà nel resto d'Italia, per decisione del governo, che così vuole attuare una spending reviuew stimata in 124 milioni di euro. Nell'Isola questo non avverrà. "Abbiamo fatto tutte le verifiche del caso - dice Croce - il Corpo forestale è il quarto organico di polizia dello Stato mentre in Sicilia è l'unico della Regione. E pur volendo, non avremmo potuto accorparlo, sarebbe stato complicato a livello giuridico". Dice ancora Croce: "Abbiamo studiato la possibilità di scorporare il personale specializzato che aveva competenze nella lotta ai reati ambientali, ma ogni ipotesi non era fattibile". Anche nelle altre regioni a statuto speciale dovrebbe restare in vita il Corpo forestale.
28 Agosto 2016
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RIORDINO FORZE DI POLIZIA RINVIATO DI SEI MESI: ANNULLATO L’ACCORPAMENTO FORESTALE-CARABINIERI?
LE DONNE E GLI UOMINI DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO, INSIEME AGLI APPARTENENTI DI POLIZIA DI STATO E POLIZIA PENITENZIARIA SCENDONO DI NUOVO IN PIAZZA MARTEDÌ 5 LUGLIO 2016, DALLE ORE 10 ALLE ORE 14 A MONTECITORIO
LE DONNE E GLI UOMINI DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO, INSIEME AGLI APPARTENENTI DI POLIZIA DI STATO E POLIZIA PENITENZIARIA SCENDONO DI NUOVO IN PIAZZA MARTEDÌ 5 LUGLIO 2016, DALLE ORE 10 ALLE ORE 14 A MONTECITORIO
LA FORESTALE PASSA AI CARABINIERI
CGIL: SOPPRESSIONE FORESTALE SCELTA SCELLERATA, PRONTI A SCIOPERO AGIREMO TUTTE LE STRADE POSSIBILI COMPRESA QUELLA LEGALE
REGIONE. LA CISL FP: "IL GOVERNO CROCETTA VUOLE CHIUDERE IL CORPO FORESTALE"
CARABINIERI E FORESTALE INSIEME. IL MINISTRO MARTINA PRESENTA LA RIORGANIZZAZIONE. "SARÀ LA POLIZIA AMBIENTALE PIÙ FORTE D'EUROPA"
"VOGLIAMO PASSARE ALLA POLIZIA NON AI CARABINIERI". "E' STATO RECAPITATO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E AL MINISTRO DELL'INTERNO IL PRIMO LOTTO DI UN MIGLIAIO DI DOMANDE DI SOTTOSCRITTE DAI FORESTALI
IL CORPO FORESTALE DOPO 193 ANNI DI STORIA VERRÀ SOPPRESSO, MA GIÀ DALLE PRIMISSIME ORE È NEI LUOGHI DEL TERREMOTO. LA PRESENZA DIFFUSA E CAPILLARE IN MONTAGNA E NELLE ZONE RURALI HA FATTO SI CHE IN APPENA UN’ORA I FORESTALI DI ZONA FOSSERO GIÀ TRA LE MACERIE
CARABINIERI E FORESTALE INSIEME. IL MINISTRO MARTINA PRESENTA LA RIORGANIZZAZIONE. "SARÀ LA POLIZIA AMBIENTALE PIÙ FORTE D'EUROPA"
"VOGLIAMO PASSARE ALLA POLIZIA NON AI CARABINIERI". "E' STATO RECAPITATO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E AL MINISTRO DELL'INTERNO IL PRIMO LOTTO DI UN MIGLIAIO DI DOMANDE DI SOTTOSCRITTE DAI FORESTALI
IL CORPO FORESTALE DOPO 193 ANNI DI STORIA VERRÀ SOPPRESSO, MA GIÀ DALLE PRIMISSIME ORE È NEI LUOGHI DEL TERREMOTO. LA PRESENZA DIFFUSA E CAPILLARE IN MONTAGNA E NELLE ZONE RURALI HA FATTO SI CHE IN APPENA UN’ORA I FORESTALI DI ZONA FOSSERO GIÀ TRA LE MACERIE
NO ALLA SOPPRESSIONE DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO

Non si cancellano con un tratto di penna 192 anni di storia del glorioso Corpo Forestale dello Stato
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Anche il nostro Blog ha aderito
27 agosto 2016
FESTA DELL'UNITÀ. ECCO IL PROGRAMMA D'APERTURA. CON BIANCO, CROCETTA E ORFINI
FESTA DELL'UNITA'
Ecco il programma d'apertura
Con Bianco, Crocetta e Orfini
Con Bianco, Crocetta e Orfini
di Fernando Massimo Adonia
CATANIA - Fumata
bianca, o quasi. Non è il programma al completo della festa nazionale
dell’Unità che si terrà a Catania da domani all’11 settembre, ma è pur
sempre uno strumento utile per affrontare la prima giornata della
kermesse democratica. Lo ha reso noto ufficialmente il
segretario provinciale etneo del Pd Enzo Napoli, mettendo fine al
toto-eventi che ha scandito l’intera settimana giornalistica. Quasi una
corsa contro il tempo per la prima volta al Sud della festa del giornale
fondato da Antonio Gramsci.
I cancelli alla Villa Bellini apriranno ufficialmente alle 18.30 con il dibattito di apertura, che si terra nel palco centrale, Benvenuti alla Festa, alla presenza del presidente nazionale del Pd Matteo Orfini, della vice segretaria nazionale del partito, nonché presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, del presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, del sindaco di Catania Enzo Bianco, del segretario regionale del Pd Fausto Raciti e di Enzo Napoli. Alle 20.30, ancora sul palco centrale, si svolgerà poi l'iniziativa Così sblocchiamo l'Italia, con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, ancora Debora Serracchiani e Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rfi. Modera Eugenio Occorsio. Al palco Sicilia, alle 19.30, l'europarlamentare Pd Michela Giuffrida, il presidente dell'Enac Vito Riggio e l'ad di Autostrade per l'Italia Giovanni Castellucci daranno vita al dibattito L'Italia riparte dal Sud, moderato dal giornalista in forza a La Sicilia Mario Barresi. A chiudere la serata sarà la voce eterna e suadente di Patty Pravo, il cui concerto è previsto per le 22.00.
27 Agosto 2016
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Da dopodomani la sfilata del Pd a Catania. Per i lavoratori forestali dei paesi limitrofi che parteciperanno, ricordategli che le promesse migliori sono quelle che si mantengono e che le chiacchiere stanno a zero
DUE INCENDI, DUE CEFALÙ, 17 ANNI E DUE POLITICHE DELLA RICOSTRUZIONE. DALL’INCENDIO DELLO SCORSO 16 GIUGNO, INVECE, SONO TRASCORSI 72 GIORNI. A CHE PUNTO È LA RICOSTRUZIONE? AD OGGI NON È ARRIVATA NESSUNA DICHIARAZIONE UFFICIALE
Due incendi, due Cefalù, 17 anni e due politiche della ricostruzione
27 Agosto 2016
GLI AIB DEL 3° DISTRETTO DI SANTO STEFANO QUISQUINQ (AG) SALVANO IL BOSCO
Ringrazio Giuseppe Cammarata
per le foto
Gli aib del 3° distretto di Santo Stefano Quisquina (Ag) salvano il bosco
Giorno 26 agosto la squadra del 3° distretto di Santo Stefano Quisquina, salvano il bosco nei pressi della diga Castello, nel comune di Bivona (Ag). Lo comunicano orgogliosamente e con grandissima soddisfazione i lavoratori forestali dell'antincendio.
Il blog si congratula con gli aib
IL PUNTO. CROCETTA PERSO NELLE SUE VACANZE. MA TANTO SILENZIO CI RINFRESCA. NEL FRATTEMPO PERO' I FORESTALI SONO ALLO STESSO PUNTO DI PRIMA
IL PUNTO
Crocetta perso nelle sue vacanze
Ma tanto silenzio ci rinfresca
PALERMO - Da due settimane ha interrotto le trasmissioni. Se si esclude, infatti, il messaggio di cordoglio per le popolazioni terremotate, da quattordici giorni il pesidente della Regione tace. In vacanza, anche lui. Un regalo ai siciliani, a pensarci bene.
Perché nel solito rovente agosto siciliano, ecco giungere almeno il rinfrescante silenzio di Rosario Crocetta, che ha allentato la morsa delle dichiarazioni roboanti, delle plateali crociate, delle accorate accuse. E a dire il vero, in questa estate in cui governo e Ars hanno pensato bene di andare in ferie lasciando in sospeso un po' di faccende (tutte quelle raccolte ad esempio nella cosiddetta 'manovra-bis'), mancano anche le turbolenze politiche, i mal di giunta che negli anni passati furono preludio a nuove cacciate, ennesimi rimpasti, “programmi da sottoscrivere con gli alleati”, le solite “svolte”, insomma, di una legislatura fatta di sbandate.
Ma quest'anno no. Per fortuna, verrebbe da dire. E non certo perché i risultati di questo nuovo governo politico abbiano risolto una porzione significativa di problemi (la Formazione è ancora ferma, i Forestali sono allo stesso punto di prima, le Province sono ancora commissariate, i precari siciliani ancora senza un futuro), ma perché, quantomeno, le cronache politiche sono state risparmiate dalle invettive e dalle trovate del presidente utili a nascondere l'evidente sfacelo amministrativo.
Ma Crocetta probabilmente è contento così. Le ultime dichiarazioni pubbliche sono datate 12 agosto: il presidente si affrettò a smentire l'aumento dei pedaggi autostradali raccontato da tutti i giornali. Poi, tanti saluti. In questi 14 giorni la Sicilia non ha avuto bisogno del suo presidente. E il presidente, forse, non ha avuto bisogno della Sicilia. È tutto a posto. Crocetta, tra un polverone e un altro, ha lasciato tutto in ordine, prima di chiudere a doppia mandata Palazzo d'Orleans e partire per le meritate ferie.
I suoi commissari, ad esempio, sono tutti lì. Tutti. Le famose Province “abolite” sono ancora gestite (e lo saranno per mesi, dopo la nuova, grottesca proroga dei commissariamenti) dai suoi fedelissimi. Piazzati ormai ovunque. Negli enti regionali come l'Esa (Calanna), nelle società partecipate come Sicilia e-servizi (Ingroia), Sas (prima il suo avvocato Lo Re, poi l'amministratore unico gelese Sergio Tufano ex revisore dei conti nelle scuole comunali di Gela ai tempi di Crocetta sindaco), Ast (Finocchiaro), Riscossione Sicilia (Fiumefreddo). Senza contare la nomina più importante: il rinnovo, cioè, del contratto del Segretario generale Patrizia Monterosso, esterna all'amministrazione e gravata da una condanna contabile milionaria.
È tutto in ordine, insomma. Crocetta ha assicurato la sopravvivenza del sempre più striminzito cerchio magico. E ha potuto quindi andare in vacanza. Lasciando una Regione puntellata di bandierine che torneranno utili tra un po'. Quando, magari, dovrà discutere col suo partito l'exit strategy buona a garantire un futuro al governatore in scadenza di mandato. E almeno in questo, Crocetta ha già dato da un po' un segnale positivo, facendo arrivare in giunta tanti big di partito. Gli stessi che condivideranno con lui successi e insuccessi di questa fine legislatura. È tutto in ordine quindi. E il silenzio del presidente è quello di chi è sazio alla fine di una abbuffata. Un silenzio rinfrescante, però, per tutti quelli che vivono al di fuori del suo cerchio magico.
26 Agosto 2016
TUTTI DIVISI ALLA FESTA DELL'UNITÀ. IL DOPPIO GIOCO DEL PD. UN PARTITO DI GOVERNO CHE LOTTA. E UN PARTITO DI LOTTA CHE GOVERNA
IL PUNTO
Tutti divisi alla festa dell'Unità. Il doppio gioco del Pd
Con Crocetta, ma contro Crocetta. Correnti in lotta e faide tra vecchi e nuovi. Tutte le contraddizioni del partito nella kermesse catanese.
di Accursio Sabella
PALERMO - La festa dell'Unità celebrerà le solite divisioni. Quello del Pd, e in particolare quello siciliano, che da anni, ormai, ama il doppio gioco. Un partito di governo che lotta. E un partito di lotta che governa. Tutto insieme, nella somma spesso stridente delle sue componenti, le aree o quelle che una volta si chiamavano “correnti”.
Alla festa dell'Unità che aprirà i battenti domani a Catania, il partito nazionale, che qualche problema di suo ce l'ha già, annuserà l'odore stantìo delle liti siciliane, avvertirà l'eco costante delle divisioni e delle contraddizioni di un partito che è fatto di tanti partiti.
Persino dentro un governo a guida Pd. Ma quale Pd? Fino a pochi giorni fa, il sottosegretario Davide Faraone ha ribadito: “Se in vista delle prossime regionali io dovessi sostenere Crocetta o qualcuno vicino a lui, sarei da Tso”. Da ricovero, insomma. E Faraone ha anche aggiunto: “Certamente, tra i candidati alla presidenza della Regione ci sarà uno dei nostri”. I nostri, cioè i renziani. Contro i loro, vale a dire tutti gli altri. Del Pd.
Eppure, eccole le contraddizioni. Di un partito in cui i più vicini al premier hanno censurato, e pesantemente, l'operato di Rosario Crocetta, ma hanno anche pervicacemente tenuto in giunta propri esponenti. E non ceerto in posizioni marginali: Alessandro Baccei è il vero “commissario” della Regione, Baldo Gucciardi guida il sempre appetitoso settore della Sanità siciliana, Vania Contrafatto gestisce la materia ampia e delicatissima dei rifiuti, dell'acqua, dell'eolico e dei prossimi termovalorizzatori. Tutti lì, diversi ma insieme. Divisi ma vicini.
A rendere sempre attuale la schizofrenia di un partito che rivendica le proprie “distanze interne” come il vero segnale di un dialogo assente, invece, all'interno delle altre forze politiche. Ma spesso, in questo senso, il Pd non è credibile. Non lo è, ad esempio, proprio nei rapporti tra le “correnti” e il governatore. All'inizio era stato il turno dei “cuperliani”: rimasti fuori dalla giunta per mesi hanno sparato “alzo zero” contro il governatore incapace, la giunta dei camerieri, il governo dei gabinettisti. Salvo poi accettare l'invito del governatore, entrare in quella giunta (ovviamente da chef) e riempire gli uffici di gabinetto con i propri fedelissimi.
Già, perché adesso Crocetta fa comodo a tutti. Alle aspirazioni storiche di Antonello Cracolici, a quelle di un gruppo che si è sentito estromesso proprio quando, finalmente, poteva entrare alla Regione dalla porta principale. Fa comodo anche all'area di Davide Faraone, tutto sommato: senza Crocetta sarebbe impossibile giocare “di sponda”, in vista delle prossime Regionali. E nelle pieghe delle storie personali, fa potenzialmente comodo agli assessori e a deputati che proveranno, in vista della difficile corsa alla riconferma, a sfruttare l'onda positiva, magari, dei concorsi nella Sanità, delle stabilizzazioni dei precari, delle nuove assunzioni nella Formazione professionale. Mentre qualcun altro, finché starà in giunta, eviterà un futuro complicato. Nel caso di Vania Contrafatto, ad esempio, un rientro nella magistratura, ma a molti chilometri di distanza dall'Isola, cioè da casa.
Così, tutti lì. Divisi ma stretti stretti. Nonostante le sferzate romane. Giunte al limite dell'insulto personale, proprio nel caso di Faraone e Crocetta. E gli interventi (leggasi impugnative o bocciature) del Consiglio dei ministri sulle leggi del governo. In qualche caso proprio nel settore nel quale i renziani “vantano” un proprio assessore: Vania Contrafatto, appunto. Messa in mezzo all'eterno tira e molla tra la Capitale e il capoluogo. Un braccio di ferro che a dire il vero si propaga un po' in tutti gli angoli di Sicilia. A Siracusa, ad esempio, dove non troppo tempo fa un “cuperliano” come Bruno Marziano annunciò una querela per voto di scambio contro Crocetta a causa dell'ingresso in giunta di un renziano come Gerratana. Alla fine in giunta è entrato proprio Marziano. E poi, ecco i paradossi di un candidato sindaco (sconfitto) a Enna che porta il nome di Mirello Crisafulli, costretto a presentarsi con un simbolo del Pd contraffatto, in una provincia che poi il Pd ha affidato a un commissario. Come quella di Messina, del resto, dove il potere di Francantonio Genovese è stato in parte frantumato dalle vicende giudiziarie, ma che in qualche modo ha deciso di ricomporsi altrove: in Forza Italia, in particolare. E anche lì, ecco il commissariamento. E che dire dellle faide catanesi, alimentate anche dalle new entry di giovani rampanti come Luca Sammartina e Valeria Sudano? O a Trapani, dove il partito, che sta subendo un po' dovunque scoppole dai grillini, deve gestire l'approdo di big che una volta furono del centrodestra come Paolo Ruggirello, mentre si profila una nuova guerra per la possibile candidatura dell'ex sindaco di Forza Italia Mimmo Fazio, anche col sostegno – si mormora – del Pd.
Provincia che vai, magagna che trovi, insomma. E ancora fresco è il pirandelliano caso delle “primarie di centrosinistra” per la scelta del candidato sindaco di Agrigento che portarono, di fatto, alla scelta di un esponente per anni vicino a Forza Italia come Silvio Alessi. Finite quelle primarie, con l'indicazione del patron dell'Akragas, il Pd fu costretto alla retromarcia e a disconoscere quelle stesse consultazioni.
Eccolo il doppio gioco del Pd. Diviso ovunque, e da sempre in bilico, nel precario equilibrio delle proprie correnti e – fenomeno più massiccio negli ultimi anni – in quello tra esponenti storici e recenti cambiacasacca. Differenze che si traducono nella contraddizione delle contraddizioni. Quelle di un partito di governo quando lotta e di lotta mentre governa. Ed è storia vecchia. Basti pensare alle liti in occasione della direzione del Pd tra quanti spingevano per l'ingresso “ufficiale” nella giunta di Lombardo (Cracolici, Lumia e Cardinale) e quanti si opponevano (l'allora segretario Lupo). Il resto, è storia recente. Una storia di divisioni da celebrare alla festa dell'Unità.
27 Agosto 2016
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Come risolvere il problema degli sprechi. Ecco la soluzione che propone Vittorio Sgarbi. Video
L'APPUNTAMENTO. SAN LORENZO MERCATO. ARRIVA LA MANNA DELLE MADONIE, REALIZZATA NEI TERRITORI DI POLLINA E CASTELBUONO, UNICI LUOGHI AL MONDO IN CUI ANCORA OGGI È VIVA L’ESTRAZIONE DELLA MANNA
L'APPUNTAMENTO
Sanlorenzo Mercato. Arriva la manna
Fiore all’occhiello della biodiversità siciliana, al centro anche di organizzazioni internazionali come Slow Food, che ne ha fatto un presidio tutelato, sabato 27 agosto alle 18.45 a Sanlorenzo Mercato la manna è protagonista di una golosa anteprima della sagra di Pollina del 28 agosto, in collaborazione con il Consorzio della Manna Madonita. Per l’occasione, uno speciale showcooking condotto dallo chef Giorgio Campo prevede la preparazione di una carbonara di tagliolini alla manna e un filetto di maialino in crosta di mandorle e manna che si potranno poi degustare gratuitamente. Si potrà assaggiare il prodotto naturale e si potranno provare i benefici di una maschera di bellezza alla manna.
Durante l’estate, i frassinicoltori incidono la corteccia dei tronchi per lasciar fuoriuscire una sostanza azzurrina e resinosa che, esposta al sole torrido, si rapprende formando stalattiti biancastre di manna.
La raccolta avviene con il mannaruòlu (per incidere), la rasula (per raschiare la manna che rimane nei solchi della corteccia) e una grande foglia di ficodindia (che raccoglie la parte colata a terra).
Le incisioni vengono effettuate da sapienti contadini nei mesi di luglio, agosto e settembre e il liquido che fuoriesce è violaceo ed amaro ma diventa dolce a contatto con l’aria e si rapprende velocemente formando un leggero strato cristallino biancastro. I frassini da manna vengono coltivati solo in alcune particolari zone della Sicilia, caratterizzate in estate da elevate temperature e da scarse escursioni termiche e da bassa umidità dell’aria: queste condizioni si realizzano nei territori di Pollina e Castelbuono, unici luoghi al mondo in cui ancora oggi è viva l’estrazione della manna.
Erano migliaia gli ettari di frassineti coltivati in tutta la Sicilia nord occidentale. Un patrimonio forestale ridotto oggi a 250 ettari nei paesi di Pollina e Castelbuono. Si tratta di terreni marginali e scoscesi che non si sono mai prestati a colture meccanizzate e redditizie. In passato i quantitativi medi prodotti erano di gran lunga superiori e rappresentavano la fonte di maggiore reddito per la famiglia contadina. Si è passati, nel corso degli anni, da circa 300 kg di prodotto pro-capite agli attuali 90 kg. La qualità migliore di questa produzione, “i cannoli”, viene normalmente venduta al libero mercato, dove riesce a spuntare prezzi fino a 100 - 120 € al kg
La manna viene prodotta seguendo le tecniche tradizionali, tramandate nelle famiglie contadine da padre in figlio. La tradizione, la qualità, la naturalità, la tipicità, la genuinità, oltre al benessere per l’organismo, scaturente dal suo consumo, rimangono le sue qualità più apprezzate fin dal 1500.
25 Agosto 2016
REFERENDUM D'OTTOBRE, COSA CAMBIA IN SICILIA. CON LA RIFORMA CIRCA VENTI MATERIE TORNANO ALLA COMPETENZA ESCLUSIVA DELLO STATO, TRA CUI L’AMBIENTE, POLITICHE PER L’OCCUPAZIONE, SICUREZZA SUL LAVORO ECC. PER ESSERE VALIDO NON C’È BISOGNO DI RAGGIUNGERE IL QUORUM
Referendum d'ottobre, cosa cambia in Sicilia
Col sì il Senato diverrà un organo rappresentativo delle autonomie regionali. La riforma trasforma l’assetto istituzionale del Paese
di Raffaella Pessina
PALERMO - In attesa che riaprano i battenti di Palazzo dei Normanni
per riprendere la normale attività parlamentare dopo le ferie estive,
la scena politica siciliana è occupata dal tema sul referendum per le
riforme costituzionali. A ottobre gli italiani infatti saranno chiamati a
votare un referendum costituzionale per approvare o respingere la
riforma della Costituzione, approvata in doppia lettura da Camera e
Senato e ora dovrà passare al vaglio dei cittadini. Il referendum
costituzionale è previsto dall’articolo 138 della Costituzione italiana e
deve essere indetto entro tre mesi dall’approvazione da parte del
Parlamento delle leggi di revisione costituzionale. Per essere valido
non c’è bisogno di raggiungere il quorum. A differenza del referendum
abrogativo, infatti, non è necessario che vada a votare il 50% più uno
degli aventi diritto.
Ecco cosa prevede la riforma che trasforma l’assetto istituzionale del paese. Superamento del bicameralismo perfetto. Attualmente, tutte le leggi, sia ordinarie sia costituzionali, devono essere approvate da entrambe le Camere. Anche la fiducia al Governo deve essere concessa sia dai deputati che dai senatori. Con il sì alla riforma, la Camera dei deputati diventa l’unico organo eletto dai cittadini a suffragio universale diretto e l’unica assemblea che dovrà approvare le leggi ordinarie e di bilancio e accordare la fiducia al Governo. Il Senato si trasforma un organo rappresentativo delle autonomie regionali (Senato delle regioni), composto da cento senatori (invece dei 315 attuali) che non saranno eletti direttamente dai cittadini. Infatti 95 di loro saranno scelti dai consigli regionali che nomineranno con metodo proporzionale 21 sindaci (uno per regione, escluso il Trentino-Alto Adige che ne nominerà due) e 74 consiglieri regionali (minimo due per regione, in proporzione alla popolazione e ai voti ottenuti dai partiti). Questi 95 senatori resteranno in carica per la durata del loro mandato di amministratori locali. A questi, si aggiungeranno cinque senatori nominati dal Presidente della Repubblica che rimarranno in carica sette anni, non più come oggi, a vita. Tale privilegio resta solo per gli ex Presidenti della Repubblica. I sei senatori a vita attuali però (Carlo Azeglio Ciampi, Giorgio Napolitano, Mario Monti, Carlo Rubbia, Renzo Piano ed Elena Cattaneo) resterebbero in carica e non saranno sostituiti. I senatori non sarebbero più pagati dal Senato, ma percepirebbero solo lo stipendio da amministratori.
La riforma prevede anche la elezione del Presidente della Repubblica da parte delle camere in seduta comune e dal 7mo scrutinio basterà la maggioranza dei tre quinti dei votanti (attualmente è necessario ottenere i due terzi dei voti dell’assemblea fino al terzo scrutinio; dal quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta dei componenti). Prevista l’abolizione del Consiglio nazionale per l’economia e il lavoro. Con la riforma circa venti materie tornano alla competenza esclusiva dello stato, tra cui l’ambiente, la gestione di porti e aeroporti, trasporti e navigazione, produzione e distribuzione dell’energia, politiche per l’occupazione, sicurezza sul lavoro, ordinamento delle professioni. I referendum abrogativi e le leggi d’iniziativa popolare cambiano sul quorum, che si riduce se aumenta il numero dei cittadini che lo propongono. Infine per proporre una legge d’iniziativa popolare non saranno più sufficienti 50mila firme, ma ne serviranno 150mila.
25 agosto 2016
26 agosto 2016
DA DOPODOMANI LA SFILATA DEL PD A CATANIA. PER I LAVORATORI FORESTALI DEI PAESI LIMITROFI CHE PARTECIPERANNO, RICORDATEGLI CHE LE PROMESSE MIGLIORI SONO QUELLE CHE SI MANTENGONO E CHE LE CHIACCHIERE STANNO A ZERO
Da dopodomani la sfilata del Pd a Catania. Per i lavoratori forestali dei paesi limitrofi che parteciperanno, ricordategli che le promesse migliori sono quelle che si mantengono e che le chiacchiere stanno a zero
di Michele Mogavero
Dal 28 agosto all'11 settembre appuntamento alla villa Bellini di Catania. La città di ospiterà la Festa de l'Unità del Partito Democratico, tanti sono i Deputati nazionali e regionali che sfileranno. Ma andiamo a vedere chi sono coloro che hanno promesso mare e monti ai lavoratori più anziani non stabilizzati. Il Blog ha scelto quelli che si sono spesi per il comparto forestale.
Alla kermesse anche il Premier Renzi, non è sicura invece la presenza del Presidente Rosario Crocetta. Non mancheranno gli Assessori Baldo Gucciardi e Antonello Cracolici. Il deputato alla Camera dei Deputati Giovanni Burtone, gli On.li regionali Giuseppe Digiacomo, Luca Sammartino, Alice Anselmo (Capogruppo) e forse il Sottosegretario Davide Faraone. Questi sono quelli che hanno preso letteralmente per i fondelli i lavoratori forestali. Hanno dato la propria disponibilità tanti altri big del Pd, tra cui Ministri e Parlamentari Europei. Non solo, avranno un posto in prima fila anche l'Udc e Ncd.
Interessante sarebbe la partecipazione dei lavoratori forestali per fargli notare che le promesse migliori sono quelle che si mantengono!
Per non stancarvi, abbiamo selezionato SOLAMENTE una falsa promessa per ogni Deputato del Pd che sarà presente alla festa de l'Unità di Catania
Andiamo in ordine:
Il Deputato Regionale Luca Sammartino, al 2° Congresso del Sifus si impeganva ad una soluzione del comparto (guarda il video). Falso, quindi bocciato!
Il Sifus nel febbraio 2013 presentava alla politica le proposte del movimento, tra gli invitati spiccava l'On. Burtone, Camera dei Deputati. Link. Bocciato!
Speravamo che l'On. Burtone, eletto alla Camera dei Deputati, oltre alla passerella si impegnasse anche a ripristinare un documento a noi tanto caro.
http://documenti.camera.it/_dati/leg14/lavori/bollet/200503/0309/HTML/1113/frame.htm
http://documenti.camera.it/_dati/leg14/lavori/stenografici/sed592/bi00r.htm
Il Capogruppo del Pd all'Ars, Alice Anselmo, alla presentazione del riordino del settore forestale, organizzata dai sindacati di Fai, Flai e Uila prometteva apertura, dialogo, vicinanza e dignità al settore (guarda il video). Falso, quindi bocciata!
Clicca e leggi per non dimenticare:
Il
Presidente Crocetta rassicura: i forestali io
li voglio aiutare, voglio che abbiano piu' lavoro. Falso, quindi bocciato!
On. Cracolici: "Basta clientelismo, in Sicilia servono vere riforme". Penso agli 80 milioni che servono per stabilizzare i forestali o aumentare il numero delle giornate lavorative e lo stipendio. Falso, quindi bocciato!
On. Raia: rispettare l’accordo del maggio 2009 e quindi far svolgere a tutti le 151 giornate. Falso, quindi bocciato!
On. Cracolici: "Basta clientelismo, in Sicilia servono vere riforme". Penso agli 80 milioni che servono per stabilizzare i forestali o aumentare il numero delle giornate lavorative e lo stipendio. Falso, quindi bocciato!
On. Raia: rispettare l’accordo del maggio 2009 e quindi far svolgere a tutti le 151 giornate. Falso, quindi bocciato!
Gruppo PD Ars: il nostro obiettivo è raggiungere i livelli previsti dall’accordo sindacale del 2009. Falso, quindi bocciato!
L'On. Faraone firmatario della mozione n.42 del 13.01.09. Attuazione integrale dell'accordo sindacale del 30 novembre 2005, per la tutela occupazionale e la stabilizzazione dei lavoratori del settore forestale. Falso, quindi bocciato!
Interpellanza dell'On. Gucciardi sul mancato rispetto del Protocollo d’Intesa del 14 maggio 2009. Al fine di trovare una soluzione nel rispetto del lavoro e della dignità di questi operai. Falso quindi bocciato!
Disegno di legge 1114. Falsi, quindi bocciati!
On. Giuseppe Di Giacomo, firmatario del Disegno di legge 289. Falso, quindi bocciati!
Intervista al Segretario del Pd siciliano, Fausto Raciti: "Non si può tifare perché Roma risolva tutto. Nel Pd nessuno finga di non essere al governo".
Esatto, bocciato lo stesso!
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