28 novembre 2015

I FORESTALI RITORNANO NEI CANTIERI


I forestali ritornano nei cantieri





Caltagirone. Il responsabile UILA per il Calatino Danilo Parasole ci aggiorna che finalmente è stata sbloccata definitivamente la vertenza dei lavoratori forestali siciliani: da oggi riavviati a lavoro 78isti, 101isti e 151isti.
La prossima settimana saranno avviati anche l'80% circa dei lavoratori dell'Antincendio passati sotto la direzione dell'Azienda.
La vertenza con lo sblocco della tanto agognata delibera CIPE sembrerebbe conclusa, i decreti per l'avvio al lavoro sono stati registrati e quindi i Direttori delle aziende comunicano che i lavoratori lavoreranno sino al 31/12/2015 senza interruzioni.
“Abbiamo chiesto per i distretti, dove non si finiranno le giornate, al fine di limitare al minimo il danno, che sia attuato l'orario prolungato dalle 7.00 alla 15.30 permettendo cosi di recuperare un giorno in più a settimana – ci informa Parasole – “Per questa settimana anche sabato 28 sarà lavorativo cosi da recuperare un giorno. Inoltre è stata pagata la mensilità di ottobre per i lavoratori a tempo indeterminato (OTI), per i lavoratori a tempo determinato entro una decina di giorni saranno fatti i mandati di pagamento utilizzando i 16milioni di euro impegnati nell'ultima variazione di bilancio”. 
Daniele Cultrona

27 Novembre 2015
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27 novembre 2015

SICILIA. LA GIUNTA RINVIA IL BILANCIO: A RISCHIO PIP E PRECARI. IL BILANCIO 2016, NELLA FORMULAZIONE ATTUALE, PREVEDE POCO O NULLA PER CATEGORIE COME I FORESTALI


Sicilia - La giunta rinvia il Bilancio: a rischio Pip e precari
La manovra di Baccei prevede tagli per circa 1,8 miliardi. Il governo regionale prende tempo e spera negli aiuti da Roma



II primo round in giunta sulla Finanziaria e il bilancio si è chiuso con un nulla di fatto. Il governo prende tempo, evita di approvare subito una manovra che prevede tagli mai visti alla Regione e spera che entro lunedì arrivi il paracadute statale. L'assessore Alessandro Baccei ha portato in giunta una manovra che contiene poco più di un miliardo e ottocento milioni di tagli. In attesa che da Roma arrivi un bonus di un miliardo e 400 milioni, sono stati svuotati tutti o quasi i capitoli che non servono a pagare mutui, stipendi dei regionali, pensioni e poco altro. «Salve, per ora, solo le spese obbligatorie» è la sintesi estrema dell'assessore. Il bilancio 2016, nella formulazione attuale, prevede poco o nulla per categorie come i forestali (costo annuale 300 milioni), precari degli enti locali (300 milioni), Pip di Palermo (30 milioni) e per il finanziamento di tutta la galassia degli enti regionali. Baccei precisa che si tratta di un pia no volutamente incompleto: «Lunedì si riunirà a Roma il tavolo Stato-Regione per il piano di trasferimenti che vale un miliardo e 400 milioni. Se arriverà l'intesa, cambierà tutto». Per questo motivo la giunta ha riaggiornato i propri lavori a martedì. Nell'attesa sono rimasti aperti alcuni temi: la giunta ha evitato di decidere - sempre nel caso di mancato accordo con Roma - se tagliare subito tutto o parte delle risorse su alcuni capitoli. È il caso del fondo per i Comuni, che potrebbe avere almeno una parte dei quasi 400 milioni annuali. E lo stesso vale per il fondo destinato ai precari. Il rinvio a martedì è stato chiesto da Antonello Cracolici e Giovanni Pistorio, punte di diamante di Pd e Udc in giunta. I principali alleati, dunque, provano a evitare l'effetto boomerang dell'approvazione di una manovra che seppure in evoluzione - scoraggerebbe l'opinione pubblica. E ciò malgrado da giorni il presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone, metta in evidenza tutta la propria preoccupazione per l'assenza perfino del bozzone di bilancio. La manovra presentata da Baccei non è tuttavia solo un'applicazione matematica dei tagli per coprire il buco. Ci sono anche una serie di riforme contenute in un allegato alla Finanziaria. È il piano da cui devono arrivare risparmi per circa 350 milioni. La norma principale è quella che punta all'acce rpamento o alla chiusura di enti regionali: prevista la cancellazione di 500 poltrone da dirigente o membro di consiglio di amministrazione. Fra i 185 enti da chiudere, gran parte delle Opere Pie, gli Istituti autonomi case popolari e una ventina di società partecipate. Intanto però, per fotografare il clima in cui la manovra sta prendendo forma, ieri è esplosa la protesta all'Istituto Vino e Olio. Giacomo Manzo e Gaetano Cassiba dell'Ugl segnalano che «i 68 dipendenti non percepiscono lo stipendio da due mesi». La protesta «nei prossimi giorni potrà creare disagi alle aziende e cantine e all'intero sistema viti-enologico siciliano». Il presidente Rosario Crocetta e l'assessore Alessandro Baccei

27 Novembre 2015







PALERMO. CHIARIMENTI CON L'ING. DI TRAPANI PER LE MODALITÀ DA TENER CONTO IN CASO DI PIOGGIA


Dalla pagina facebook
Fai-Cisl Castronovo 
Vitalino Gattuso


Palermo. Chiarimenti con l'Ing. Di Trapani per le modalità da tener conto in caso di pioggia


Fai Pa:Oggi abbiamo chiarito con L'ing. Di Trapani le modalità in caso di pioggia che dovranno tener conto gli A.T.F e i capi operai nelle valutazioni delle condizioni meteo sul posto. Fermo restando che la decisione spetta ai Direttori o al Dirigente nel valutare anche i rischi di viabilità. Abbiamo concordato c che domani sarà giornata lavorativa di 8 ore. Sperando che anche il tempo non se la prenda con i forestali vi informeremo urgentemente su eventuali novità. 
Fai-Cisl Castronovo 
Vitalino Gattuso







LA PRIMA GRANDE VERTENZA DEL NEO ASSESSORE AGRICOLTURA È QUELLA DEI 24MILA FORESTALI CHE DALL'OGGI AL DOMANI SI SONO VISTI ANNULLARE I CONTRATTI PER MANCANZA DI FONDI


SICILIA

Nuovo assessore all`Agricoltura



Cinque assessori in tre anni. Se non è un record, poco ci manca, A stabilirlo è stato il governatore della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, che con la nomina di Antonello Cracolici alla guida dell'assessorato all'agricoltura, ha restituito alla politica una poltrona in questi anni spesso occupata da tecnici. Cracolici succede a Sarà Barrasi, già dirigente generale, che era stata nominata dopo le polemiche dimissioni di Nino Caleca. 52 anni, palermitano, fino a qualche giorno fa capogruppo del Pd all'Assemblea regionale siciliana, Cracolici è un "politico di lungo corso". Da responsabile dei giovani del Poi in poi, ha scalato tutte le tappe della politica comunale e regionale. Adesso però dovrà dedicarsi a sbrogliare una matassa parecchio ingarbugliata. La prima grande vertenza è quella dei 24mila forestali che dall'oggi al domani si sono visti annullare i contratti per mancanza di fondi. Per risolvere il problema, è stato deciso che la Regione anticiperà le somme che tra qualche mese dovrebbero arrivare da Roma grazie a una delibera del Cipe. E per gli agricoltori? Dal neo assessore arrivano rassicurazioni sul dissesto idrogeologico e sulla viabilità secondaria («Saranno inserite nel Piano per il Sud preannunciato da Renzi») e in merito alla rapida approvazione del Psr da oltre 2,2 miliardi («Le procedure dovranno essere semplificate e velocizzate. Penso non più a bandi con procedure farraginose ma a più snelli bandi a sportello, con finestre che si aprano ogni tré mesi cosi da permettere alle aziende che hanno progetti completi e disponibilità certa di risorse economiche un iter veloce per ottenere il finanziamento»), Nulla, però, Cracolici ha detto sul Psr che sta per concludersi e che rischia di diventare una doppia débàcle: quella dell'amministrazione regionale e quella delle aziende che si sono avventurate nella realizzazione dei progetti Psr. Il termine ultimo per la rendicontazione da parte della Regione è il 31 dicembre. Per la Sicilia c'è il rischio disimpegno per tutte le somme che non potranno essere rendicontate. E per molte aziende agricole il rischio è quello di dovere restituire le anticipazioni. 
Angela Sciortino


27 Novembre 2015







FABRIZIO COLONNA, CONSIGLIO GENERALE FAI CISL MESSINA. FOCUS SU FORESTALI E DISSESTO IDROGEOLOGICO. VIDEO


Fabrizio Colonna, Consiglio Generale Fai Cisl Messina. Focus su forestali e dissesto idrogeologico 







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MESSINA, LA CISL DIFENDE I FORESTALI: IL TERRITORIO È DEVASTATO DA FRANE E ALLUVIONI, LORO SONO UNA RISORSA


Messina, la Cisl difende i forestali: il territorio è devastato da frane e alluvioni, loro sono una risorsa



Il sindacato di viale Europa definisce incredibile la situazione in cui versano i lavoratori del corpo, costretti a protestare per ottenere un diritto previsto dalla legge


fai cisl messina forestaliForestali, dissesto idrogeologico, condizione critica di tutto il territorio e precarietà del lavoro. Questi i temi al centro del Consiglio Generale della Fai Cisl di Messina che si è tenuto questa mattina presso la sede del sindacato in viale Europa alla presenza del segretario regionale Fabrizio Colonna, del segretario provinciale della Fai Calogero Cipriano e del segretario generale della Cisl Messina, Tonino Genovese.
In primo piano, naturalmente, la protesta dei forestali conclusa proprio nella giornata di ieri con l’annuncio dell’assessore regionale all’Agricoltura, Antonello Cracolici, del rientro in servizio dei lavoratori.
«Un rientro al lavoro che ha rischiato di non esserci per i forestali della provincia di Messina – ha detto Calogero Cipriano – perché proprio quando sembrava che tutto l’iter burocratico era completato, sono saltati fuori problemi per la provincia di Messina e altre piccole province. Siamo riusciti ad evitarlo, anche grazie alle proteste. Ma non è possibile prendere in giro le famiglie e la cittadinanza. Non è possibile che sui giochi politici sia la povera gente a combattere per un tozzo di pane».
fai cisl messina forestali
Non meno duro il segretario regionale della Fai Cisl, Fabrizio Colonna: «Bisogna protestare perché siamo in Sicilia – ha detto amaramente - Siamo governati da una classe politica disattenta, distante da territorio e priorità. Siamo costretti a protestare per avere quello che sancisce la legge. E che serve un territorio, devastato da alluvioni e frane. I forestali potrebbero essere benissimo impiegati per risolvere emergenze e per prevenire dissesto e problemi idrogeologici. Si chiama prevenzione. Se la Regione mettesse in fila le priorità e desse il giusto risalto alle nostre rivendicazioni farebbe un servizio a tutta la Sicilia. Ma forse siamo condannati ad avere una politica lontana e distante da territorio».
Di dissesto ha parlato il segretario generale della Cisl Messina, Tonino Genovese. «Siamo una provincia che crolla ogni giorno – ha sostenuto – frane e alluvioni sono diventate una consuetudine dei giorni di pioggia. La crisi idrica che ha vissuto la città ha messo ancora di più in evidenza come sia necessario intervenire sui boschi, sui monti e sulle colline che per anni sono state vandalizzate da cemento e menefreghismo. Serve un piano serio di riqualificazione del territorio, con l’impiego di professionalità che la Sicilia ha nei forestali. Servono investimenti per prevenire, altrimenti si rischia di dover spendere di più per arginare le emergenze. Bisogna – ha concluso Genovese – che la politica cambi la propria visione e che si veda i lavoratori forestali come una risorsa per il territorio e non come un peso per le casse della Regione».

27 Novembre 2015
http://www.strettoweb.com/2015/11/messina-la-cisl-difende-i-forestali-il-territorio-e-devastato-da-frane-e-alluvioni-loro-sono-una-risorsa/351190/






SCONGIURATA LA SOSPENSIONE DEI FORESTALI, MA IL FUTURO E SEMPRE INCERTO. INTERVISTA A MANUEL BONAFFINI. SEGRETARIO ORGANIZZATIVO DELL'UGL CALTANISSETTA


Scongiurata la sospensione dei Forestali, ma il futuro è sempre incerto. Intervista a Manuel Bonaffini Segretario Organizzativo dell'Ugl Caltanissetta










I FORESTALI DALLA RABBIA ALLA PROPOSTA. IL NOSTRO LAVORO UN ARGINE AL DISSESTO


Scelto da facebook


La Sicilia.it





LA PROTESTA DI OGGI A CEFALU' HA PORTATO I SUOI MERITATI FRUTTI. NON SOLO A CEFALU'. SE NON CI DISPERDIAMO SI VINCE!



Anche i lavoratori di San Mauro, Lascari, Scillato, Caltavuturo, Castelbuono si sono ribellati ed hanno ottenuto il completamento della giornata lavorativa di 8 ore.











CATANIA. SOLLECITAZIONI ALL'ASSESSORATO PER IL VERDE PUBBLICO, LE RICHIESTE DI CATALANO E DI BLASI. QUESTA E' LA DIMOSTRAZIONE CHE I COMUNI HANNO BISOGNO DEI LAVORATORI FORESTALI


SOLLECITAZIONI ALL'ASSESSORATO

Verde pubblico, le richieste
di Catalano e Di Blasi




Verde pubblico, le richieste di Catalano e Di Blasi

I due consiglieri, uno esponente del consiglio comunale e l'altro della seconda circoscrizione, denunciano assenza di aree a verde e cattiva cura di quelle esistenti.

di Melania Tanter
CATANIA - Il verde pubblico al centro delle lamentele, e delle richieste, provenienti dalle municipalità. Per la sua totale assenza, come denuncia il consigliere comunale Giuseppe Catalano, in riferimento al quartiere di San Giovanni Galermo, e per l'assenza di manutenzione, come fa notare il consigliere della seconda circoscrizione, Marco Di Blasi.
Il primo, in una lunga nota inviata alla stampa, sottolinea le particolarità del rione, chiedendo particolare attenzione all'amministrazione comunale. "I sangiovannesi vivono in una delle aree cittadine maggiormente colpite dal triste fenomeno delle discariche abusive dove non ci sono parchi giochi, impianti degni di questo nome ed è presente solo una bambinopoli in via Don Minzoni. Un conseguenza dovuta all’edilizia selvaggia che ha caratterizzato San Giovanni Galermo a partire dagli anni ’70 e che ha raggiunto il suo boom dieci anni dopo - spiega Catalano. Oggi, esclusa l’area attrezzata di via Don Minzoni, non c’è nemmeno un fazzoletto di terra dove poter fare una passeggiata, un giro in bici o giocare a pallone - continua. Il campetto di via Macello resta chiuso da anni e nessuno sa dire con certezza quando verrà riaperto.
Come ex presidente dell’allora V municipalità ed attuale consigliere comunale il sottoscritto Giuseppe Catalano chiede urgentemente all’amministrazione un intervento deciso per dotare questo territorio di un parco o di una struttura attrezzata per giovani e anziani. Richieste condivise dal collega Di Blasi, che denuncia la totale assenza di manutenzione delle aree a verde della seconda municipalità.


"Manutenzione verde pubblico a Catania inesistente. Programmazione interventi manutentivi verde pubblico anche - evidenzia rivolgendosi all'assessore al Verde Rosario D'Agata. "Da circa 2 anni segnalo la pulizia di quest'area ma anche di altre zone non ricevendo mai alcun riscontro - afferma. La invito ancora una volta a porre attenzione su questa problematica. In caso contrario - conclude - prenderò atto che l'amministrazione comunale non è' interessata a questa zona di Catania

26 Novembre 2015
http://catania.livesicilia.it/2015/11/26/verde-pubblico-le-richieste-di-catalano-e-di-blasi_361273/




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Plaia, rilancio e pianificazione del territorio. il piano è stato concepito nel rispetto dei vincoli di un territorio che presenta torrenti che verranno sottoposti a manutenzione anche grazie ai forestali e a un'attività di prevenzione del rischio idrogeologico

Playa, boschetto chiuso per calamità da novembre. D'Agata: «Non ci sono operai per ripristinarlo» Ma pewrchè i forestali devono rimanere a casa? 

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Verde pubblico degradato, le proposte di parte del pd. «Il comune deve garantire la fruizione dei parchi» ma in quale cassetto sono finite le belle proposte che riguardavano i lavoratori forestali?










LA REGIONE NEL BARATRO. SICILIA SENZA GOVERNO, SENZA LEGGI, SENZA SOLDI. A CHI DI QUESTI CHIEDEREMO IL CONTO?


LA REGIONE NEL BARATRO

Sicilia senza governo, senza leggi, senza soldi.
A chi di questi chiederemo il conto?




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Pochi giorni fa la giunta ha chiesto un prestito: in cassa non c'è più un euro nemmeno per le spese obbligatorie. E' uno dei segnali del disastro. L'Ars intanto non legifera per le liti tra partiti. La Sicilia è paralizzata. Di chi è la colpa? Di Crocetta, del Pd siciliano di Raciti o del governo romano rappresentato da Faraone?

PALERMO - Il governo non governa. Il Pd in Sicilia litiga e a Roma gioca a fare “il diverso”. Intanto, l'Isola è alla paralisi da mesi. Un immobilismo che rischia di trasformarsi in dramma, per migliaia di siciliani. Non c’è ancora un bilancio. E a dire il vero non c’è nemmeno una “commissione bilancio” nel pieno delle sue funzioni. L’ultimo assessore nominato è sempre il penultimo. Mentre non si riesce a discutere una legge, una sola, perché i deputati si stanno giocando a dadi le poltrone.
 
Non c'è più un euro in cassa

La Sicilia è alla canna del gas. E a metterlo nero su bianco è lo stesso governo regionale. Una settimana fa, infatti, la giunta ha deciso di chiedere al Cassiere regionale, cioè l'Unicredit, una “anticipazione di cassa”. Un prestito, in pratica. Per mettere una pezza su una falla enorme. La Regione infatti non ha più in cassa i soldi necessari per le spese obbligatorie. Cioè stipendi, utenze, funzionamento degli enti. Non solo. Le somme attualmente appostate nel Fondo di cassa, al 31 ottobre, non bastano nemmeno per la compartecipazione alla spesa dei Fondi europei. E lo scarto tra i soldi disponibili e quelli che servirebbero non è da poco. Mentre nel Fondo attualmente sono presenti 928 milioni, “le richieste di pagamento provenienti dai vari rami dell'Amministrazione regionale per le spese obbligatorie e per le spese comunitarie – si legge nella delibera di giunta dello scorso 20 novembre – ammontano in atto a circa 1,75 miliardi”. Il doppio. Mancano oltre ottocento milioni di euro in cassa. Così, ecco la necessità di chiedere un prestito. Che però potrà colmare solo una piccola parte di quel divario. La legge e la convenzione che disciplinano infatti i rapporti con l'Unicredit, consentiranno alla Regione di chiedere non più di 270 milioni. E il resto? Dall'assessorato all'Economia spiegano che una parte di quelle somme verrà colmata da trasferimenti statali che erano stati temporaneamente bloccati. Inoltre il reale ammontare di quelle spese obbligatorie sarebbe molto inferiore a causa del patto di stabilità. Per farla breve, però, la Regione è senza soldi.


Un governo che non governa

Un quadro deprimente, quello dei conti, che si aggiunge allo sfacelo di un governo giunto al quarantaduesimo assessore, a quello di un'Assemblea incapace di legiferare, di una maggioranza litigiosa che ha portato l'Isola alla paralisi. Così, dire che tutto sia imputabile a Rosario Crocetta adesso non basta più. La Sicilia allo sfascio, oggi, è in mano a tre “entità” incarnate nel governatore gelese, nel segretario del Pd Fausto Raciti, nel sottosegretario siciliano Davide Faraone. Di chi è la responsabilità di questo caos? O, rigirando la domanda, c’è uno tra i tre che può sentirsi immune dalla colpa?

È stato lo stesso governatore ad ammettere a Livesicilia: “Per formare la nuova giunta abbiamo dovuto discutere per 120 giorni. Credo sia sufficiente”. Lo è, eccome. Anche perché quella giunta è stata la quarta in tre anni. E ha consentito di sfondare il tetto dei quaranta assessori. Numeri mai visti prima. Ovviamente, la formazione del nuovo esecutivo è stata accompagnata dalla solita retorica: “Questa volta faremo le riforme. Non c’è più tempo da perdere. È la svolta”. Il mantra che ha fatto da sottofondo a questi tre anni di legislatura. Anni accompagnati dagli slogan sterili del presidente. Il fuoco della sua rivoluzione è stato subito spento da una incapacità amministrativa che non ha risparmiato un settore. E il risultato è sotto gli occhi di tutti. Mentre un colpo dopo l'altro, è stata fortemente scalfita persino la portata della svolta legalitaria e della rottura col passato. Concetti smentiti da chi, in questi anni, è stato tra i più stretti collaboratori, in giunta o attorno a essa, dello stesso Crocetta.

 
Il caos del Pd siciliano

Ma il governatore, alla fine, si è trovato in ottima compagnia. Perché i partiti che gli stanno accanto, e in particolare il più grande partito di maggioranza, hanno finito per fornire a Crocetta un alibi per il suo fallimento. Un insuccesso amministrativo che adesso necessariamente pesa anche sulle spalle del Partito democratico. E non da quindici giorni, da quando cioè alcuni deputati democratici hanno deciso di entrare nell'esecutivo, ma fin dall'inizio. Perché il Pd è sempre stato dentro il governo Crocetta. Anche sotto le mentite spoglie di tecnici fin troppo chiaramente riferibili alla politica. Un Pd che ha iniziato a litigare fin da subito, addirittura chiedendo – il segretario era ancora Giuseppe Lupo – agli assessori democratici di uscire dal governo. E ha proseguito dopo. Con faide continue. Che hanno portato prima un pezzo di partito fuori, poi di nuovo dentro il governo. Mentre i rimpasti si alternavano come se fosse un gioco. Un gioco di quote e correnti. Di bilancini e contrappesi. Gli stessi che hanno spinto dapprima il segretario del Pd a sconfessare l'ultimo governo di Crocetta, fresco di nomina, e poi l'intero partito ad arenarsi per la scelta del capogruppo. Trascinando nell'incapacità di decidere, tutta l'Assemblea regionale. Cioè la Sicilia. E così, se a Raciti non possono essere attribuite responsabilità personali, certamente molto si può dire sull'attività di un segretario che solo in parte e solo a momenti è riuscito a dare una unità a un partito che – è giusto precisarlo – sembra ingovernabile per natura.

 
Il “doppio gioco” del Pd nazionale

Anche perché oggi di partiti democratici ne esistono due. Uno in Sicilia, e uno a Roma. Rappresentato, quest'ultimo, dal sottosegretario Davide Faraone che in questi anni ha recitato il classico ruolo del politico di lotta e di governo. Tra ultimatum che diventavano penultimatum, e decaloghi a cui è seguito poco o nulla, l'area che fa capo al sottosegretario ha attaccato violentemente e a più riprese il governo Crocetta. Parlando apertamente di elezioni anticipate, di governo dalla scarsa credibilità, di Sicilia che non va al ritmo di Roma. Una delegittimazione, però, che fa a pugni con un dato di fatto: l'area che fa capo al sottosegretario non ha mai, nemmeno per un minuto, mollato le poltrone della giunta di Crocetta. Né tantomeno quelle degli uffici di gabinetto degli assessori. Una contraddizione palesata anche in altri casi. In occasione di altre critiche. Come quelle riguardanti, ad esempio, l'utilizzo da parte del governo siciliano delle somme per gli investimenti per coprire la spesa corrente. Peccato che proprio il governo nazionale, pochi mesi prima, avesse deciso di riprendersi centinaia di milioni di euro di ex Fondi Pac destinati proprio alle infrastrutture, per finanziare sgravi fiscali che interesseranno soprattutto le Regioni del Nord. Una forzatura per un governo nazionale che nei confronti dell'Isola è debitore di centinaia di milioni di euro. E che certamente non aiuta la Sicilia, alla quale tocca il peso di una partecipazione alla spesa pubblica enorme e sproporzionata, uno scarso riconoscimento delle prerogative dello Statuto, una compartecipazione alla spesa sanitaria abnorme e oggi ingiustificata. Roma, insomma, se non è nemica della Sicilia non è nemmeno amica. Ma in questo quadro, l'ultimo pallino di Faraone è quello di piazzare il nuovo capogruppo del Pd. Che sarà un deputato non eletto tra i democratici. Una origine condivisa dai tanti “nuovi renziani” imbarcati in occasione della Leopolda sicula voluta dal sottosegretario: ex seguaci di Cuffaro, Lombardo e Berlusconi. Una rottamazione che parla la lingua del trasformismo. E che potrebbe tornare utile, forse, in vista di una candidatura alle prossime elezioni dello stesso Faraone. Me nel frattempo, tra liti e ambizioni, incapacità e giochi di potere, la Sicilia, senza governo e senza soldi, sta morendo.

L'ON. FIGUCCIA: DOPO UNA SETTIMANA DI LOTTA FORESTALI A LAVORO. VIDEO


Dalla pagina facebook
dell'On. Figuccia




Dopo una settimana di lotta...Forestali a lavoro
Posted by Vincenzo Figuccia on Giovedì 26 novembre 2015




COMUNICATO STAMPA VINCIULLO: DOMANI SARANNO AVVIATI I LAVORATORI DELLA FORESTALE MA ANCORA NON SONO STATE SUPERATE TUTTE LE DIFFICOLTÀ.


Dalla pagina facebook
dell'On. Vinciullo











I LAVORATORI FORESTALI DI SIRACUSA RIPRENDERANNO LE LORO ATTIVITA' LAVORATIVE QUESTA MATTINA ALLE ORE 7:00


Ricevo e pubblico
dal Responsabile Prov.le 
Uila Uil Siracusa
Gianni Garfì




Gianni Garfì, Domenico Bellinvia, Giuseppe Linzitto









ENNA. SI RIPRENDE L'ATTIVITA' LAVORATIVA NEI CANTIERI FORESTALI. I DIRETTORI DI LAVORO PROVVEDERANNO AD ORGANIZZARE IN CONFORMITA' L'ATTIVITA' DEI CANTIERI


Dalla pagina facebook
Ugl-forestali E Agricoli Enna










DDL DI RIFORMA SULLA CACCIA, POTENZIALITÀ E CRITICITÀ. L’OBIETTIVO È IL MIGLIORAMENTO DELL’ATTUALE LEGGE REGIONALE N. 33/’97. TRA I PRINCIPALI ASPETTI CHE SONO AFFRONTATI NEL DISEGNO DI LEGGE, ANCHE I DEMANI FORESTALI


Ddl di riforma sulla caccia, potenzialità e criticità


L’obiettivo è il miglioramento dell’attuale legge regionale n. 33/’97


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Procede l’iter parlamentare del Ddl n. 773/14 di modifica della legge sulla caccia.
Il Ddl 773, presentato il 17 giugno 2014, si è posto l’ambizioso obiettivo di riformare e migliorare la legge regionale n. 33/97.
I deputati promotori hanno affrontato il non facile compito di procedere ad una revisione di una legge, sicuramente ormai datata, ma che disciplina una materia che dovrebbe essere regolamentata su basi strettamente scientifiche ma è spesso motivo di furiosi scontri causati da mere convinzioni  ideologiche che ne hanno sempre impedito una seria riforma.
In passato, più volte, si è stati costretti a modificare la 33/97, ma limitandosi a specifici articoli, al fine di migliorarli o comunque renderli conformi alla legge quadro nazionale, la legge 157 del 11 febbraio 1992.

Infatti, contrariamente a quanto affermato da molti, la Sicilia, pur essendo regione a statuto speciale, ha potestà legislativa esclusiva in materia di caccia, ma sempre all’interno degli spazi definiti dalla legislazione nazionale, appunto con la cosiddetta legge quadro, dal momento che lo Stato ha potestà legislativa esclusiva in materia di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema e può incidere sulla materia della caccia ove l’intervento dello Stato sia rivolto a garantire standard minimi ed uniformi di tutela della fauna (Corte Costituzionale 20 dicembre 2012 n.5368).

La III Commissione ha approvato il testo dopo aver apportato varie modifiche al testo originario che in diversi punti tendeva non a migliorare ma a complicare la situazione attuale.

I principali aspetti che sono affrontati nel disegno di Legge sono:
- la gestione degli ATC
- gli appostamenti fissi
- la caccia di selezione
- le deroghe
- i demani forestali
- i siti di Natura 2000
- il Piano Faunistico Regionale
Pur nei stringenti limiti della normativa nazionale, i deputati hanno cercato di migliorare la norma attuale. Purtroppo, rimangono in essere alcune criticità di grave impatto per il settore.
 
In particolare:
• l’eliminazione della possibilità, in sede di emanazione del calendario venatorio, di consentire un numero di giornate da 20 a 30 limitatamente ad alcuni ambiti per la sola selvaggina migratoria, comporterebbe un’eccessiva limitazione della mobilità dei cacciatori dediti alla migratoria, comportando una discriminazione di tale forma di caccia, creando quindi cacciatori di serie A e di serie B, con conseguenze eticamente inaccettabili ma, soprattutto dando vita ad un rischio che è quello di concentrare un eccessivo numero di cacciatori negli ambiti di residenza coincidenti con i maggiori capoluoghi di provincia quali Palermo, Catania, Messina, che presentano un’elevata densità di popolazione.
Tale decisione non ha scusanti. Anche la legge quadro nazionale 157/92 che vieta il cosiddetto nomadismo venatorio, cioè il vagare incontrollato nel territorio dell’intera regione, incoraggia la mobilità dei cacciatori in altri ambiti, al fine di avere una densità il più possibile omogenea tra i vari ambiti di caccia. Tale interpretazione è stata più volte confermata dal Tar a fronte dei vari ricorsi proposti, il più delle volte per motivi ideologici, da associazioni contrarie alla caccia.

Non a caso, anche l’ultimo ricorso proposto da Legambiente l’anno scorso su questo argomento è stato respinto dal Tar di Palermo sia in sede monocratica il 21 agosto 2014, sia in sede collegiale nella camera di consiglio del 11 settembre 2014.
• la previsione di una nuova tassa che si aggiunge a quelle già esistenti per “finanziare” i Comitati di Gestione degli Ambiti Territoriali di Caccia. Chiamarla “contributo economico” non cambia la natura del nuovo balzello che ricadrebbe sulle spalle di tutti i cacciatori. Un aumento della tassazione che creerebbe notevoli difficoltà a tutti coloro i quali nutrono la passione per la caccia e che si vedrebbero costretti a rinunciarvi a fronte di un ingente impegno di risorse finanziare.

• la mancata previsione di rigidi vincoli di utilizzo delle cospicue tasse versate dai cacciatori, anche in ottemperanza a quanto disposto dalla legge quadro nazionale che ne prevede l’utilizzo esclusivo, per evitare l’annoso problema tutto siciliano dell’assenza di risorse finanziarie per la gestione faunistica. Infatti, malgrado la Regione Sicilia incassi annualmente diversi milioni di euro dai cacciatori, questi milioni puntualmente e letteralmente svaniscono in quel grande calderone che è il bilancio della Regione Sicilia.

In effetti, quest’ultimo punto è il più critico dell’intera norma, perché si potrà anche riuscire a riformare e migliorare l’attuale legge, ma se non si costringerà l’amministrazione regionale ad operare, dandogli anche le risorse finanziarie necessarie, tutto risulterà inutile.
Siamo comunque fiduciosi che i deputati dell’ARS provvederanno ad eliminare queste criticità.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

26 Novembre 2015
http://www.qds.it/21070-ddl-di-riforma-sulla-caccia-potenzialita-e-criticita.htm







IL CORPO FORESTALE SPARISCE. MA IN SICILIA NO


IL CASO

Il corpo forestale sparisce.
Ma in Sicilia no



di Claudio Reale

In tutta Italia gli agenti confluiscono nelle altre forze dell'ordine. Ma nell'Isola e in altre quattro regioni il corpo è autonomo: accade così che le funzioni assegnate a carabinieri e vigili del fuoco siano diverse a pochi chilometri di distanza, da Messina a Reggio.


PALERMO – Il papocchio è servito. La soppressione del Corpo forestale, decisa dal governo Renzi per ridurre i costi, non si applica in Sicilia e in altre quattro regioni, dove gli agenti forestali hanno un inquadramento autonomo. Accade così che le funzioni adesso assegnate a carabinieri e vigili del fuoco siano diverse a pochi chilometri di distanza, da Messina a Reggio Calabria. Per affrontare il tema i dirigenti dei Corpi forestali autonomi – oltre a quello siciliano, Gaetano Gullo, i suoi omologhi di Val d'Aosta, Sardegna, Friuli-Venezia Giulia e Trentino Alto Adige – si incontreranno la settimana prossima. In Sicilia ci sono 1.250 agenti forestali, che dipendono dall'assessorato al Territorio e che si occupano di contrastare i reati ambientali: nel 2014 le infrazioni accertate sono state 2.766, per irregolarità che vanno dall'abbandono di rifiuti all'abusivismo edilizio e al bracconaggio. Gli agenti veri e propri sono 750, ai quali si aggiungono cinquecento dipendenti con funzioni amministrative. Mentre in tutto il resto del Paese i loro colleghi dovranno confluire nelle altre forze dell'ordine, per gli agenti siciliani, sostanzialmente, non cambia nulla. Cambia qualcosa, invece, per il coordinamento. Con un problema che per dire la verità è più pressante nelle altre regioni, che a differenza della Sicilia non sono circondate dal mare: per un'operazione sui boschi al confine fra il Veneto e il Trentino Alto Adige, ad esempio, i vigili del fuoco o i carabinieri dovranno passare il testimone ai colleghi della Forestale appena giunti al confine regionale. Problemi analoghi, anche se in misura minore, si potranno verificare per operazioni a cavallo dello Stretto di Messina. “Il nostro obiettivo – spiega Gullo – è rendere omogenee le competenze preservando le prerogative che ci sono state assegnate dallo Statuto”. Nonostante il papocchio.
http://livesicilia.it/2015/11/26/il-corpo-forestale-sparisce-ma-in-sicilia-no_689734/
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Non si cancellano con un tratto di penna 192 anni di storia del glorioso Corpo Forestale dello Stato

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26 novembre 2015

DOMANI SI TORNA AL LAVORO DALLE 7.30 ALLE 16


Dalla pagina facebook
del Responsabile Fai Cisl Castronovo
Vitalino Gattuso









PALERMO. DOMANI MATTINA SI RIPRENDE A LAVORARE SENZA INTERRUZIONI, LO HA COMUNICATO LA DOTT.SSA DI TRAPANI AI SEGRETARI PROVINCIALI DI FLAI, FAI E UILA


Ricevo e pubblico
dal  Segretario provinciale 
della Fai Cisl Palermo
Adolfo Scotti





Palermo. Domani mattina si riprende a lavorare senza interruzioni, lo ha comunicato la Dott.ssa Di Trapani ai Segretari provinciali di Flai, Fai  e Uila 





 

FINALMENTE.DOMANI I FORESTALI DI PALERMO RIPRENDONO A LAVORARE


Dalla pagina facebook
Flai-Cgil Pioppo Lavoratori Forestali


Finalmente.
Domani i forestali di Palermo riprendono a lavorare




Vi comunico che la Dott. Di Trapani ci ha comunicato in questo momento che domani mattina si riprende a lavorare senza interruzioni





MAURIZIO GROSSO SIFUS CONFAEL: DOMANI 27 NOVEMBRE A CATANIA SÌ RIPRENDE A LAVORARE, TRANNE L'80% DELL'ANTINCEDIO. CON QUALI SOLDI










UILA UIL SAN AMICHELE DI GANZARIA: DOMANI 78ISTI, 101ISTI E 151ISTI RIENTRANO A LAVORO. I 101ISTI ANTINCENDIO (80%) RIPRENDERANNO LA PROSSIMA SETTIMANA


Ricevo e pubblico
dal Responsabile Uila Uil S. Michele Di Ganzaria
Danilo Parasole



COMUNICAZIONE PER I LAVORATORI FORESTALI





Domani 78isti, 101isti e 151isti rientrano a lavoro.
I 101isti antincendio (80%) riprenderanno la prossima settimana.
Il Responsabile Uila Uil
Danilo Parasole

















FORESTALI. CRACOLICI: DOMANI LA GRAN PARTE DEI LAVORATORI RIPRENDE L’ATTIVITÀ LAVORATIVA


Forestali. Cracolici: domani riprende l’attività lavorativa 

Forestali. Cracolici: domani riprende l’attività lavorativa

“Sono stati effettuati gli ultimi passaggi burocratici fra il dipartimento Foreste e la ragioneria dell’assessorato all’Agricoltura: domani la gran parte dei lavoratori del comparto forestale riprenderà l’attività”. Lo dice Antonello Cracolici, assessore regionale 

26 Novembre 2015
http://www.pdars.it/primo-piano/item/1600-forestali-cracolici-domani-si-riprende-l%E2%80%99attivit%C3%A0-lavorativa