13 novembre 2022

INTERVISTA A GIANFRANCO MICCICHÈ. “MUSUMECI MI PRENDEVA IN GIRO… SCHIFANI? MI HA MANDATO A…” QUESTI ASSESSORATI NON HANNO PIÙ LOGICA, NON SERVONO PIÙ. DICEVO A LUCA SAMMARTINO, IL SUO ASSESSORATO ALL’AGRICOLTURA È UN ASSESSORATO CHE NON HA PIÙ SENSO DI ESISTERE, PERCHÉ È STRUMENTO DI GESTIONE CLIENTELARE. IN SICILIA NE VEDREMO DELLE BELLE


Dal sito livesicilia.it

Il leader forzista senza peli sulla lingua: "Se potessero, mi farebbero fuori fisicamente".

di Antonio Condorelli
SANT’AMBROGIO (Cefalù – PA) – La Sicilia da Musumeci a Schifani e la conta dei numeri che, all’Ars, rischiano di non tornare, anche questa volta, per la maggioranza. Il suo cellulare squilla incessantemente. Tutti continuano a chiamarlo “Presidente”, ma dalla rubrica sta eliminando decine di numeri di telefono. I primi giorni del governo Schifani a Palermo e quelli di Giorgia Meloni a Roma, segnano per Gianfranco Miccichè lo spartiacque tra passato e presente, tra ciò che è stato e ciò che sarà. Amici e nemici, maggioranza e opposizione. Destra e sinistra. L’ex presidente dell’Ars, dopo giorni infuocati, è passato alla fase di analisi. Da Nello Musumeci a Schifani, il futuro di Forza Italia, Berlusconi e un consiglio al nuovo presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. Naturalmente, un’analisi alla Miccichè. Senza peli sulla lingua.

Presidente, tiriamo le somme, partiamo dalla fine
“Le cose sono andate per come dovevano andare, quelli che cambiano molto sono i rapporti tra le persone e l’etica. Il concetto di etica che per me è stato molto importante, quello di educazione, è stato un punto molto fermo. Oggi siamo ai panini ca meusa, che se li vogliono mangiare e buttare, quella che è venuta meno è l’etica. In molti si sono comportanti come incivili, hanno tradito anni e anni di progetti”.

L’altro giorno all’Ars tutti la chiamavano “Presidente”!
“È una specie di ingiuria che ti rimane a vita. L’Ars mi lascia un ricordo straordinario, abbiamo fatto un lavoro di alto livello, dal punto di vista politico e dell’amministrazione. Con un fermento culturale mai raggiunto prima. La Fondazione Federico II ha trasformato Palazzo Reale in uno dei punti di riferimento della cultura, non solo siciliana. Si sono interessati a noi una serie di figure culturali mondiali di primo livello”.

Se tornasse indietro, rifarebbe tutto quello che ha fatto?
“La gente mi dice: chi te l’ha fatto fare a far cadere Musumeci? Musumeci si stava comportando in maniera becera, ma non sono stato io a causare tutto quello che è successo. Se da un lato tu hai Musumeci che ti dice una cosa e fa l’opposto mezz’ora dopo, che non considera nulla delle cose importanti che gli proponi… Questa è una Regione che ha bisogno di intelligenza e Miccichè porta quello che abbiamo fatto cinque anni in assemblea. Questo è il contributo che posso dare alla politica, fare la Palermo – Messina in due anni ed era ferma da trent’anni. la Catania – Siracusa… Miccichè è questo. Il problema vero è la gestione clientelare degli assessorati, capisco di non poter fare parte di questo mondo. Mi dispiace che qualcuno immagini che invece voglia fare il guastatore”.

Che differenza c’è tra Schifani e Musumeci?
“Secondo me Schifani se ti dice una cosa la fa e te lo dice in faccia. Schifani ha tradito il rapporto tra me e lui, ha dimenticato quello che è stato fatto per lui, è stato bravo da parlamentare, da presidente del Senato. È stato un’altra persona rispetto a quello che ho conosciuto. Lui sa quello che è avvenuto a Roma e qualcuno gli ha dato una mano. Nel momento in cui avrebbe avuto la possibilità di ricambiare, non l’ha fatto. Ma mi ha detto subito di andare a fanculo. Ha tradito, eticamente, il rapporto che c’era tra noi. Musumeci mi prendeva in giro ogni giorno”.

Adesso come si sente?
“Io sono un uomo nato per essere felice. Oggi sono contento perché vedo sempre i fatti positivi. Sto cercando di capire quanti numeri posso cancellare dalla mia rubrica telefonica. Devo sapere con chi ricominciare domani. Oggi c’è stato il censimento dell’etica, per cui a questo punto so benissimo quali sono le persone con cui si può costruire, anche a livello di vita. Io ho iniziato con Canale 5 quando abbiamo costruito tanto. Abbiamo imparato tanto, poi errori se ne fanno, anche nel calcio”

Ha detto che si tira fuori da questa maggioranza?
“Io non mi tiro fuori da niente, non mi ci hanno fatto entrare, non hanno voluto che io stessi con loro, cosa mi metto a fare adesso, l’incazzato? Non mi conoscono, il mio atteggiamento sarà molto sereno, andrò poco in aula, lavorerò molto”.

Cosa bisognerebbe fare subito?
“Questi assessorati veramente non hanno più logica, non servono più. Lo dicevo ieri a Luca Sammartino, il suo assessorato all’Agricoltura è un assessorato che non ha più senso di esistere, perché è strumento di gestione clientelare. Non è che oggi l’assessorato fa una legge, non è che decide di far prendere delle decisioni che possono cambiare la vita dell’agricoltore regionale. Manca la visione generale che può esserci solo se il comandante ha una visione”.

Il criterio degli assessori deputati, cosa ne pensa?
“So che hanno una maggioranza abbastanza risicata e la mossa di Cateno è stata più a favore di Galvagno che di Schifani. La maggioranza è risicata, con dodici assessori sono a meno dieci. Nella passata legislatura senza le opposizioni non si portava a casa niente e quindi la difficoltà del lavoro fatto dall’Assemblea è stata garantire le opposizioni per fare passare le leggi. Non c’è stata neanche una legge, in cinque anni, approvata con trentasei voti di maggioranza. Neanche una. Siccome trentasei è il minimo, significa che se io non avessi avuto un rapporto con l’opposizione, per garantire la maggioranza, non sarebbe stata approvata neanche una legge. Non mi è stato riconosciuto questo, da questi che sono abbastanza scadenti. Cordaro e Musumeci non capivano quello che facevo con Cracolici: garanzie di esistenza, diversamente non avrebbero fatto votare neanche una legge”.

Che messaggio manda a Schifani?
“Non vuole i miei consigli e non glieli do. Posso darli a Gaetano Galvagno, è molto intelligente, lo ha già dimostrato. Fa parte della corrente di La Russa e di quelli che mi hanno fatto fuori, ma con me ha mantenuto un rapporto umano ed etico. Il primo è il mantenimento del rapporto con le opposizioni, anche in questa legislatura la maggioranza non è in condizione di vincere una sola votazione”.

Su Forza Italia si apre la partita dei coordinamenti regionali, la faranno fuori?
“Fosse per loro mi farebbero fuori anche fisicamente. Ma a me non mi ammazza nessuno. Io adesso so di quali persone posso conservare il numero di telefono. Io oggi sto studiando il futuro e non c’è dubbio che io, da questo momento, lavorerò, in maniera silente, per quanto mi riguarda, al nuovo futuro della politica. Io non credo che questa sarà una fase politica che durerà ancora molto”.

In ballo c’è anche il futuro di Forza Italia e, tra vent’anni, il dopo Berlusconi!
“Non ti permetto di parlare del dopo Berlusconi, neanche fra quarant’anni! Lui è un gatto. Non credo che abbia alcuna intenzione di mollare e il dopo Berlusconi non esiste. Quando c’è stato Michelangelo, nessuno ha lavorato al dopo Michelangelo. Senza Berlusconi non esiste alcunché. Non può esistere la famiglia Miccichè senza Miccichè. Parliamo di cose non possibili. Oggi bisogna studiare la politica. La domanda da farsi è cosa succede dopo i risultati di Renzi e Calenda. Questo tipo di legge elettorale ha ancora un senso? Io sono stato uno dei primi sostenitori del maggioritario. Certamente non possiamo mantenere un Paese in cui un anno sì e uno no, bisogna inventare un Draghi”.

Cosa ne pensa della Meloni?
“Certamente è molto brava. Non sono sicuro che possa essere in questa situazione sufficiente, ma è certamente molto brava. Deve avere la forza di rappresentare l’Italia non rispetto al suo passato, ma a un futuro da inventare. Sul suo passato non farei più la difesa di Predappio. La Meloni può tranquillamente andare avanti se dimostrerà che, facendo incazzare qualche nostalgico, farà apparire un Paese proiettato al futuro”.

Lo sa che due giorni fa qualche fedelissimo di Musumeci, qualche insospettabile, ha invocato il suo nome?
“Lo so, quando una persone ti stringe la mano per un accordo e poi non mantiene la parola, lo so che è sbagliato. Il sistema che è stato utilizzato da Musumeci spero che non sia lo stesso della Meloni”.

Prossima mossa?
“In Sicilia ne vedremo delle belle”.

12 Novembre 2022





12 novembre 2022

L'UE: PIÙ BOSCHI PER ASSORBIRE LA CO2



Dal sito www.lasicilia.it

11 Novembre 2022
L'Unione Europea ha approvato una legge per espandere le foreste, le paludi e altri "pozzi" che assorbono CO2, una misura che potrebbe consentire di aumentare l'obiettivo europeo di riduzione delle emissioni nette di gas serra. Il provvedimento fissa il target di tonnellate di CO2 da eliminare attraverso l'uso di suolo, alberi e altre piante e biomassa, in 310 milioni entro il 2030. Se raggiunto, potrebbe portare la UE ad aumentare il suo obiettivo di riduzione delle emissioni nette di gas serra a quasi il 57% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, rispetto all'attuale 55%.

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DAL BILANCIO ALLE RIFORME. COME TIRARCI FUORI DAL PANTANO. I PIÙ LUNGIMIRANTI, POTREBBERO PORTARE NELLE COMMISSIONI DI MERITO LE PROPOSTE DI RIFORMA PIÙ URGENTI. PERSINO QUELLA DEI LAVORATORI FORESTALI, DI CUI SI PARLA DA TEMPO, È RIMASTA INCOMPIUTA. ANCHE SCHIFANI, HA DELINEATO I TERMINI DI UNA POSSIBILE RIFORMA. GIÀ, MA QUANDO?


Dal sito www.buttanissima.it

Con l'elezione di Galvagno alla presidenza dell'Ars, è ufficialmente iniziata l'era Schifani. I riti da "volemose bene" sono finiti. All'Ars e al governo spetta la ricostruzione

Paolo Mandarà 12 Novembre 2022

L’unico ad essere sfuggito alla recita del ‘primo giorno di scuola’ è stato Anthony Barbagallo, segretario del Pd. Che a un certo punto, nel corso della prima votazione, ha inveito contro il reggente dell’aula (Pippo Laccoto) per aver concesso all’on. Zitelli (Fratelli d’Italia) di strappare la scheda e ripetere le operazioni di voto. “Una cosa mai vista”, ha tuonato. Per il resto, quella di ieri, è stata una giornata senza sussulti, all’insegna del volemose bene. Persino Cateno De Luca, reduce da un ricovero in ospedale, ha riposto le pistole nella fondina. E ha contribuito, secondo voci di corridoio non confermate dal diretto interessato, l’elezione di Gaetano Galvagno sullo scranno più alto. “Speriamo di non perdere tempo”, aveva detto ai cronisti annunciando ‘scheda bianca’.

Il ritorno in Assemblea regionale è stato scandito da un clima bucolico, turbato soltanto dalle uscite di Gianfranco Micciché, al mattino presto, contro Renato Schifani; e dalla spaccatura all’interno delle opposizioni, che per altro non avevano mai sancito un coordinamento comune. Per il resto, siamo di fronte a una sgambata d’allenamento. Condita da interviste e selfie di rito per celebrare il presidente più giovane della storia, nel parlamento più antico di tutti. La luna di miele finirà, o forse è già finita. Da mercoledì, quando il nuovo governo Schifani presterà giuramento, e dato che saranno trascorsi quasi due mesi dall’esito elettorale, non ci sarà più tempo per distrarsi. E tutti coloro che finora hanno citato la solita ‘crisi energetica’ per riempire qualche cartella di giornale, adesso dovranno entrare in azione e provare, con credibilità e competenza, ad affrontare le numerose piaghe di questa Regione. Che può fare ben poco per ridurre le bollette a cittadini e imprese, ma dovrà dimostrare capace in mille altri settori.

Nel vademecum di ieri si citava la questione del Bilancio ammaccato. Sarà questa, in effetti, la prima incombenza di governo e parlamento. Riparare alle critiche (già) mosse dalla Corte dei Conti, che in seicento pagine di relazione ha appurato un miliardo di spesa irregolare. Come? Aspettando il giudizio di parifica, in programma il 3 dicembre prossimo. E poi, adoperandosi per scrivere una Legge di Bilancio e stabilità che provi a rattoppare – potrebbe diventare assai doloroso – i rilievi dei magistrati. Bisognerà gettarsi a capofitto molto prima, però, sui temi di natura finanziaria. Mentre gli uffici lavorano al rendiconto 2021, il governo dovrà presentare all’aula, entro fine anno, le variazioni di bilancio – sperando che non diventi la solita sagra dei contributi a pioggia – e l’autorizzazione all’esercizio provvisorio, in modo da non bloccare la spesa (che sarà in dodicesimi per tutto il periodo transitorio). Poi ci si potrà dedicare al resto.

Qualcuno, ad esempio, potrebbe buttare un occhio agli scandali senza verità, se vorrà davvero rendere un buon servizio al parlamento (oltre che all’opposizione). Qualcuno altro potrebbe inventarsi un modo per riqualificare i carrozzoni regionali, le cosiddette partecipate, che godono di uno status da ‘privilegiate’. O adoperarsi per il completamento e la definitiva chiusura delle procedure di liquidazione coatta delle società partecipate e degli enti in via di dismissione. Altri, i più lungimiranti, potrebbero portare nelle commissioni di merito – una volta che saranno costituite – le proposte di riforma più urgenti. Da trasferire a Sala d’Ercole l’anno prossimo, in modo da approvarle e dare un volto nuovo alla Sicilia. Almeno parzialmente.

Ne servono numerose. E sono tutte figlie dell’inconcludenza della scorsa legislatura. Persino quella dei lavoratori forestali, di cui si parla da tempo, è rimasta incompiuta. L’ex deputato del M5s, Giampiero Trizzino, assieme al già comandante del Corpo Forestale Michele Lonzi, aveva presentato un disegno di legge lo scorso giugno: si trattava di “una proposta legislativa di riforma dell’intero settore” perché “la Sicilia merita un Corpo forestale che sia capace di assolvere alle numerose funzioni previste dalla legge, che non si esauriscono solo alla lotta agli incendi boschivi, ma si estendono al contrasto allo smaltimento illecito dei rifiuti e all’immissione di inquinanti nell’ambiente naturale, al taglio abusivo degli alberi, al bracconaggio od ancora alla speculazione edilizia”. L’idea è rimasta nel cassetto. Anche Schifani, in campagna elettorale, ha delineato i termini di una possibile riforma per “accompagnare alla pensione una quota importante degli attuali 18.000 operai forestali con l’impiego, concordato con lo Stato, in tutto o in parte dei circa 100 milioni annui di disoccupazione agricola erogata ai lavoratori, impegnati in Sicilia”. L’obiettivo, inoltre, “è impiegare a tempo indeterminato la restante parte di operai, anche con l’impiego di fonti di finanziamento opportunamente indirizzate” e “riorganizzare il lavoro forestale, con l’inserimento di competenze legate alle attuali necessità di tutela ambientale – cambiamenti climatici, new green deal, risorse energetiche rinnovabili – e modernizzare i sistemi di gestione del lavoro forestale”. Già, ma quando?

Fra le altre incombenze che lo Stato aveva inserito nell’accordo di finanza pubblica sottoscritto fra l’ex premier Conte e Nello Musumeci a gennaio 2021 – quello che spalmava il disavanzo in dieci anni – c’era anche la riforma dei Consorzi di Bonifica. Il 15 gennaio scorso l’assessore Scilla esultava perché la terza commissione dell’Ars ha “approvato e trasmesso il disegno di legge di riforma dei Consorzi di bonifica. Dopo un lungo iter si è finalmente giunti a questo risultato, atteso da tempo da tutto il mondo agricolo siciliano”. Peccato che della proposta si perdano le tracce quasi subito. L’11 luglio fu Gianfranco Micciché, presidente dell’Assemblea, a dichiararla abortita: “La riforma sui Consorzi di Bonifica, approvata dalle commissioni competenti dell’Ars, così com’è scritta non risolve i problemi degli agricoltori e, per questo, non arriverà a Sala d’Ercole. Così com’è stato esitato, il progetto di riforma non piace ai rappresentanti di categoria, perché non risolve alcuni problemi fondamentali del settore”.

“Se non si supera il commissariamento dei Consorzi – disse Schifani in campagna elettorale – non risolviamo le questioni che stanno più a cuore agli agricoltori”. E ancora: “I consorzi di bonifica in Sicilia bisogna riformarli e metterli in condizione di operare o trovare strutture e soluzioni alternative. Non si può concepire che non arrivi acqua ai nostri campi, in una terra come la nostra con un’agricoltura a cui manca l’acqua, bene essenziale per coltivazioni e produzioni. Abbiamo un patrimonio che dobbiamo mettere a regime con l’acqua”.

Altro tema delicato: i rifiuti. La bocciatura, da parte dei franchi tiratori, dell’articolo 1 della proposta di riforma della governance, determinò (nel novembre ’19) l’ira di Musumeci, con annessa minaccia di non tornare più in aula finché non fosse abolito l’istituto del ‘voto segreto’. La riforma, quella riforma, non ha più visto la luce perché ritenuta una porcheria da maggioranza e opposizione. Nonostante decine e decine di sedute in commissione Ambiente per smussarla. Se ne riparlerà. Assieme, magari, alla questione termovalorizzatori. Con un bando per due impianti (uno in Sicilia orientale, l’altro in quella occidentale) rilanciato in tutti i modi da Musumeci, ma rimasto ingloriosamente a metà. Perché?

Come si dovrà necessariamente riparlare, alla luce della recente sentenza del tribunale di Palermo sull’illegittimità della nomina a capo dipartimento di un dirigente di “terza fascia”, di riforma della pubblica amministrazione. Nell’accordo di finanza del gennaio 2021, si accennava a un intervento legislativo corposo per “eliminare le distinzioni tra la prima e la seconda fascia dei dirigenti di ruolo, superare la terza fascia dirigenziale avente natura transitoria con l’inquadramento nell’istituenda unica fascia dirigenziale, agli esiti di una procedura selettiva per titoli ed esami (…) con espresso divieto a regime di inquadramenti automatici o per mezzo di concorsi riservati per l’accesso alla dirigenza”.  Nessuno, però, ha avuto il coraggio di proporre all’aula una legge all’altezza.

Si è chiacchierato a lungo, e inutilmente, anche di riforma del turismo. Mentre l’ultima tentazione, proveniente da più parti nel centrodestra, è la riforma delle ex province, che superi la Legge Delrio e lo scoglio di Palazzo Chigi e della Corte Costituzionale, e che consenta ai cittadini di esprimersi per ridare rappresentanza (e ossigeno) agli enti d’area vasta. Di lavoro da fare ce n’è a profusione. Stando alle prime impressioni, la volontà non manca. Maggioranza e opposizioni, ognuno nel rispetto del proprio ruolo, sono entrambe fondamentali. Se lo capiranno, qualcosa di buono potrà accadere.





DISCORSO D'INSEDIAMENTO DEL PRESIDENTE DELL'ARS, ON. GAETANO GALVAGNO: IN QUESTO PRECISO ISTANTE MENTRE NOI QUI CELEBRIAMO LA PRIMA SEDUTA DELLA XVIII LEGISLATURA PENSO ANCHE A CHI VIVE ANCORA NELLA PRECARIETÀ E HA IL DIRITTO DI POTERSI STABILIZZARE. IL BLOG: PENSERÀ ANCHE AI LAVORATORI FORESTALI VISTO CHE HA PRESENTATO UN DDL PER LA STABILIZZAZIONE?



Stralcio resoconto stenografico del 10 Novembre 2022

Le parole del presidente dell'Ars, Gaetano Galvagno:
"In questo preciso istante mentre noi qui celebriamo la prima seduta della XVIII Legislatura penso anche per chi vive ancora nella precarietà e ha il diritto di potersi stabilizzare". 

Ebbene, il Blog ha subito pensato al DDL sulla stabilizzazione che proprio l'On. Galvagno aveva presentato nel maggio del 2021.

Il discorso integrale in Pdf con i rispettivi video li potete trovare in questo link: www.ars.sicilia.it/agenda/sedute-aula/seduta-numero-1-del-10112022



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11 novembre 2022

C’È UNA DENUNCIA PER INCENDIO BOSCHIVO COLPOSO A SANT’ANGELO DI BROLO (ME)


Dal sito 98zero.com

Il rogo lo scorso mese di settembre sembra sia partito da un terreno privato

10 NOVEMBRE 2022 - ANTONIO PUGLISI
Una persona di Sant’Angelo di Brolo è stata denunciata dagli uomini del Corpo Forestale della locale caserma, agli ordini dell’ispettore Calogero Fabio, in quanto ritenuta responsabile di incendio boschivo colposo.

I fatti si riferiscono allo scorso mese di settembre quando le fiamme hanno danneggiato, a Sant’Angelo di Brolo, oltre due ettari di macchia mediterranea ed uliveto. Il rogo era stato spento con l’ausilio di un mezzo aereo.

Le indagini, svolte dal Corpo Forestale, hanno evidenziato l’origine colposa scaturita, con ogni probabilità, dall’imprudenza di qualcuno che, nel tentativo di bruciare sfalci, ramaglie e sterpaglie in un terreno di sua proprietà, non sia riuscito ad evitare il propagarsi delle fiamme.

L’incendio si era così esteso ai terreni circostanti che sono stati notevolmente danneggiati.

Fonte: 98zero.com




ARS, GALVAGNO: «SARÀ UNA LEGISLATURA DI FATTI, È UN INCARICO CHE FA TREMARE I POLSI». IL BLOG: NOI OPERAI FORESTALI ASPETTIAMO IL DISEGNO DI LEGGE SULLA STABILIZZAZIONE CHE LEI PERSONALMENTE HA PRESENTATO. SIG. PRESIDENTE, SOLO DI FATTI ABBIAMO BISOGNO, ALTRIMENTI SARANNO LE SOLITE CHIACCHIERE


Dal sito gds.it

di Davide Ferrara - 10 Novembre 2022
«Ringrazio i colleghi per avermi accordato la fiducia. Sono il più giovane presidente dell’Ars, mi auguro di essere degno di succedere a tutti quelli che mi hanno preceduti. Ringrazio l’onorevole Miccichè per l’esperienza che mi ha trasmesso quando sedevo accanto a lui da segretario. Poi un ricordo per l’onorevole Savona che ha diretto la commissione bilancio finché ne ha avuto le forze. Ringrazio anche Fava che ha diretto la commissione antimafia e l’ex presidente Nello Musumeci». Così si è espresso in aula il neoeletto presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, subito dopo la sua elezione. «L'incarico - ha poi proseguito - a cui sono stato chiamato mi impone responsabilità che sono direttamente proporzionali all'entità delle questioni che dovremo affrontare. Un incarico che fa tremare i polsi».

Poi ha aggiunto: «Stavolta non si avranno scuse di alcun genere, non ci sarà la possibilità di sottrarsi alle responsabilità. Abbiamo un governo regionale dello stesso colore del governo nazionale. Questa per tutti noi non potrà essere la legislatura delle passerelle e delle parole, ma quella delle risposte e dei fatti».

Sugli obiettivi ha commentato: «Quelli che verranno dovranno essere e saranno i 5 anni più importanti di sempre. Gli anni degli investimenti, del Pnrr, della ripresa economica e non possiamo assolutamente fallire. Spero che riusciremo sempre più a far valere la condizione di regione a Statuto speciale per potere capitalizzare quegli interventi necessari a farci raggiungere standard europei e non più essere fanalino di coda, diventando centrale nello scenario del Mediterraneo. Mi auguro che davanti a temi di riconosciuta rilevanza ciascuno riesca ad accantonare le proprie appartenenze e a guardare oltre nell'interesse di tutti».

Chi è Gaetano Galvagno

Originario di Paternò (Ct) e laureato in Economia, Galvagno nella precedente legislatura è stato deputato segretario, vicepresidente della commissione Bilancio all’Ars e componente dell’Antimafia. È stato tra i primi ad aderire al progetto di Giorgia Meloni e nelle liste di FdI è stato eletto poco più che trentenne all’Ars nel 2017. Uomo di territorio della destra giovanile, dopo gli anni del movimento universitario, Galvagno è diventato un punto di riferimento per le realtà catanese che lo ha premiato alle regionali del 25 settembre scorso con oltre 14 mila preferenze. È molto vicino al presidente del Senato, Ignazio La Russa.

Gli auguri di Renato Schifani

«Al nuovo presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, vanno le mie congratulazioni e felicitazioni nella convinzione che saprà gestire i lavori d’aula con equilibrio e imparzialità. Sono certo che lavoreremo insieme nell’esclusivo interesse della Sicilia e dei siciliani». Lo dice il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani. «La maggioranza - aggiunge - esce addirittura rafforzata, raccogliendo ulteriori voti rispetto a quelli di partenza».

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it



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10 novembre 2022

AUGURI AL NUOVO PRESIDENTE DELL'ARS, ON. GAETANO GALVAGNO. IL BLOG PERÒ LE RICORDA IL DDL (DEL SIFUS) N. 1009 DEL 21/05/2021 CHE PREVEDE LA STABILIZZAZIONE DI TUTTI. LO STESSO È STATO PRESENTATO DA LEI E PROPRIO LEI RISULTA ESSERE IL PRIMO FIRMATARIO. AUSPICHIAMO NEL PIÙ BREVE TEMPO POSSIBILE L'APPROVAZIONE


Auguri sinceri da parte del Blog per la carica parlamentare più prestigiosa.


Quì di seguito il DDL presentato lo scorso anno

Norme per il superamento del precariato del comparto agro-forestale e ambientale, acquisizione di nuove competenze. Modifiche ed integrazioni della legge regionale 6 aprile1996 n. 16 e ss.mm.ii

Onorevoli colleghi, 
l'ultima relazione dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) rileva come l'Italia sia uno dei Paesi più franosi d'Europa: solo in Sicilia sono circa 360 i comuni a rischio, tra questi emblematici i comuni di Giampilieri e Casteldaccia di cui si ricordano i drammatici eventi noti alle  cronache regionali e nazionali. L'area interessata dal dissesto idrogeologico  derivante da eventi franosi, su una superficie di circa 25.832 km2, investe complessivamente il 92,3 per cento del territorio regionale siciliano, percentuale  complessiva che tiene conto della pericolosità da frana elevata (P3) e molto  elevata (P4) e/o idraulica (P2). La popolazione esposta a maggiore rischio frane residente in aree a pericolosità elevata P3 e molto elevata P4 interessa circa 56.000 abitanti in Sicilia, vale a dire 23.070 famiglie, 2.534 unità locali di imprese, 458 Beni Culturali. Altrettanto allarmante è il dato che emerge sulla popolazione siciliana esposta a rischio alluvioni residente in aree a pericolosità media (P2) pari a 6.211 abitanti, ovvero 1.651 famiglie, 4.563 edifici, 619 unità locali di imprese. Al quadro disarmante sin qui esposto, si aggiunge il fenomeno incendiario boschivo tra le principali piaghe che interessano il territorio regionale  siciliano. Secondo i dati raccolti dal Corpo Forestale dello Stato ammonta a 39.203 il numero totale degli incendi avvenuti in Italia dal 2009 a maggio 2016. Circa il 16,6 per cento sono avvenuti in Sicilia seguita in ordine da Campania e Calabria rispettivamente con il 14,6 per cento e il 13,7 per cento. Gli ettari siciliani  ammontano al 19,5 per cento di cui il Piano AIB 2015 certifica la narrata dolosa per il 74 percento mentre un ulteriore 20 per cento ha cause dubbie. 

Il 22 giugno 2016 la Giunta Regionale Siciliana ha deliberato tre proposte aventi ad oggetto la dichiarazione dello stato di calamità naturale, la richiesta dello  stato di emergenza rivolta agli organi statali, e il coordinamento delle attività tra i componenti il Sistema regionale di Protezione Civile. Nella prima, due dati fra  tutti: 800 ettari di superficie agricola e boschiva andate in fumo nella sola Isola  di Pantelleria a fine maggio e 80 comuni interessati dalle  fiamme nel territorio delle Città Metropolitane di Palermo e Messina nei giorni 15, 16, 17 giugno 2016. Nell'ultima delibera citata invece si invitava il Dipartimento Regionale  della  Protezione Civile a predisporre un piano regionale per il rischio  incendi di interfaccia e boschivo con modelli di intervento e procedure afferenti attività di prevenzione, assistenza e soccorso. 

Tuttavia, gli interventi sino ad oggi adottati, necessitano di una maggiore attenzione da parte del legislatore atti a rafforzare la difesa del suolo,  puntando  al riassetto e al consolidamento idrogeologico del territorio oltre alla salvaguardia del patrimonio boschivo, forestale e ambientale, attraverso le risorse umane già nelle disponibilità della Regione Siciliana e apportando alcune modifiche, variazioni e soppressioni alla L.R. 16/1996 e ss.mm.ii. Riordino della legislazione in materia forestale e di tutela della vegetazione.

 All'articolo 1, comma 1, si introducono interventi  destinati alla bonifica idraulico-fluviale per  prevenire il cosiddetto effetto Bomba che determina le esondazioni  e  le  inondazioni, alla riforestazione utile a contrastare  il   processo   di desertificazione e di contenimento delle frane, l'erosione  del territorio dovuto al dissesto idrogeologico, rendere produttiva la commercializzazione  del  legname,  il  potenziamento  della vivaistica con l'inserimento di piante autoctone e mediterranee, oltre a quelle forestali ed arbustive. Al comma 2 del medesimo articolo, si ampliano le competenze della cabina di regia per interventi atti  a  superare le criticità delle vecchie e delle nuove competenze. 

All'articolo 2 si eliminano i contingenti che costituiscono le fasce occupazionali  per  permettere - come  previsto all'articolo 3 - il transito automatico dei  lavoratori nel contingente previsto alla lettera a) dell'art. 46 della L.R. 16/1996 comma 1, vale a dire: - 

Provincia di Agrigento: 1721 unità; 
- Provincia di Caltanissetta: 1365 unità; 
- Provincia di Catania: 2816 unità; 
- Provincia di Enna: 1845 unità; 
- Provincia di Messina: 2177 unità 
- Provincia di Palermo: 5356 unità; 
- Provincia di Ragusa: 1058 unità; 
Provincia di Trapani 1242 unità, compresi i lavoratori impiegati alla Riserva dello Zingaro.

Allo stato  attuale (dati aggiornati dall'Assessorato Regionale al Lavoro il 26 aprile  2021), infatti, i comparti sono così suddivisi: 

Lavoratori a tempo indeterminato: 1326 unità; 
Lavoratori a tempo determinato per 151 giornate: 5296; 
Lavoratori a tempo determinato per 101 giornate: 8857; 
Lavoratori a tempo determinato per 78 giornate: 3183; 

L'articolo 4 dispone il regime di economia diretta sulla gestione delle unità dei contingenti provinciali. Le risorse economiche della legge in oggetto, all'articolo 5, comma 1, si individuano nei capitoli predisposti  nel  bilancio regionale con una copertura pari a 130 milioni di euro e dai fondi FSC, PSR, POC, compresi quelli degli assi e nelle misure che finanziano gli interventi nei settori delle nuove competenze acquisite, per un importo non  inferiore a 450.000 migliaia di euro. Al comma 2 è disposta la costituzione di un team di esperti individuati dall'Assessorato Regionale all'Agricoltura e dall'Assessorato al Territorio e  Ambiente all'interno dei rispettivi dipartimenti senza oneri di spesa aggiuntivi. Al comma 3, è istituito un capitolo per le  entrate derivanti dalla fruizione delle  aree  demaniali aperte allacomunità e dalla vendita delle produzioni  boschive  varie, nonché  dalle entrate derivanti dagli obiettivi previsti dall'articolo 1, comma 1, della Legge Regionale 6 aprile  1996, n.16 e successive modifiche e integrazioni. 

Il 19 marzo 2012 veniva presentato un  Disegno di Legge di iniziativa popolare  promossa dal SIFUS che raccolse oltre 14.000 certificati elettorali, meglio  conosciuta come DDL 104/2013. Il presente Disegno di Legge supera le criticità  del precedente atto e riesce a contenere la copertura finanziaria grazie alla riduzione della platea dei lavoratori forestali dovuta a ragioni anagrafiche.

 L'articolo 6 riporta la norma finale.

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DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA PARLAMENTARE 

Art. 1 
Finalità 

 1. All'articolo 1, comma 1, della Legge Regionale 6 aprile 1996, n.16 e  successive modifiche e  integrazioni,  dopo  le parole anche a fini ricreativi è aggiunto il seguente periodo: La Regione Siciliana  attiva tutti gli interventi  necessari finalizzati alla bonifica idraulico-fluviale, al  fine di una maggiore tutela del territorio, regimentando e facilitando il deflusso dei corsi d'acqua. La Regione Siciliana, inoltre, si impegna a praticare una maggiore riforestazione  utile a contrastare processo di desertificazione; prevenire l'erosione del territorio dovuto al dissesto idrogeologico; rendere produttiva la commercializzazione del legname; contribuire al rispetto del protocollo di Kyoto, sanificando l'aria respirata. La Regione Siciliana dispone il potenziamento della  vivaistica con l'inserimento di piante autoctone e mediterranee oltre a quelle forestali ed arbustive, nonché  dell'estirpazione delle piante alloctone  che  determinano  pregiudizio  al  patrimonio vegetativo e forestale. 

2. All'articolo 1, comma 3, della Legge Regionale 14 aprile 2006, n.14, dopo le parole degli interventi, aggiungere il successivo periodo: La cabina di regia studia  il  piano  di intervento strategico (PIS) e rappresenta il quadro guida che, rilevate le criticità complessive ed analitiche relative agli obiettivi di cui all'articolo 1, individua soluzioni ed interventi per agire preventivamente per il loro materiale soddisfacimento. La cabina di regia esegue lo studio analitico del piano di intervento generale sia relativo alla logistica che alla copertura finanziaria  necessaria all'avviamento di tutto il personale in organico a tempo indeterminato. La cabina di regia si avvale delle strutture e degli strumenti degli uffici centrali e periferici del Dipartimento Regionale Sviluppo Rurale e Territorio e dell'Ispettorato Ripartimentale delle Foreste. 

Art. 2 
Contenimento della spesa e valorizzazione 
delle risorse umane nel settore forestale 

1. È abrogato il comma 8 dell'articolo 25 della Legge Regionale 9/2013. 

2. Nelle situazioni di carenza di personale, la Regione Siciliana procede all'ingaggio dei lavoratori che hanno avuto rapporti di lavoro con le ex Aziende  Foreste  Demaniali selezionati su criterio di anzianità anagrafica. Laddove il personale dovesse risultare insufficiente per il raggiungimento degli obiettivi  previsti dalla presente legge, la Regione Siciliana, con delibera di Giunta, procede a nuovi reclutamenti tra i lavoratori iscritti negli elenchi anagrafici   dei braccianti agricoli siciliani. 

3. La  Regione Siciliana attraverso l'intervento dei lavoratori forestali mette a reddito il patrimonio immobiliari costituito da: rifugi da  bivacco  e  sosta  temporanea,  unità abitative quali locazioni temporanee e permanenti, fabbricati storici e artistici per eventi e visite turistico-ambientali e naturalistiche guidate.

 Art. 3 
Regolarizzazione dei lavoratori 

1. Dopo l'articolo 46 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive  modifiche ed integrazioni, è inserito il seguente l'articolo 46 bis: Dall'entrata in  vigore della presente legge, tutti i lavoratori appartenenti ai contingenti transitano nel contingente previsto alla lettera  a) dell'art. 46 della L.R. 16/1996 comma 1. 

Art. 4 
Ulteriori disposizioni dei contingenti operai 

1. L'articolo 46, comma 1, della L.R. 16/1996 è sostituito dal seguente: Ferma  restando l'articolazione in distretti forestali di cui all'articolo 27, comma 2,  lettera a), della legge regionale 5 giugno 1989, n. 11, per le esigenze  connesse all'esecuzione dei lavori condotti in amministrazione diretta, l'Amministrazione  forestale si avvale dell'opera  di  un contingente di operai a tempo indeterminato  la  cui  gestione provinciale è in regime di economia diretta. 

Art. 5 
Risorse finanziarie 

1. Le risorse economiche della presente legge si  individuano nei capitoli  predisposti nel bilancio regionale con  una copertura pari a 130 milioni di euro e dai fondi FSC, PSR, POC, per un importo non inferiore a 450.000 migliaia di euro. 

2. Al fine di individuare i fondi extraregionali e pianificare i progetti attuativi e le strategie avanzate dalla cabina di regia, l'Assessore Regionale all'Agricoltura e l'Assessore Regionale al Territorio e Ambiente costituiscono un team di esperti tra i dirigenti e i funzionari dei rispettivi dipartimenti senza oneri aggiuntivi. 

3. La Regione Siciliana istituisce nel bilancio regionale  un capitolo per le entrate derivanti dalla  fruizione delle aree demaniali aperte alla comunità e dalla vendita delle produzioni boschive varie, nonché dalle entrate derivanti dagli  obiettivi previsti dall'articolo 1, comma 1, della Legge Regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive modifiche e integrazioni. 

Art. 6 
Norma finale 

1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana. 2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.

Galvagno Gaetano (Fratelli d'Italia).
• Figuccia Vincenzo (Lega Sicilia per Salvini Premier).
• Lo Giudice Danilo (UDC).
• Barbagallo Anthony Emanuele (PD XVII Legislatura).
• Fava Claudio (Misto).
• Ragusa Orazio (Lega Sicilia per Salvini Premier).
• Tamajo Edmondo (S.F. Italia Viva).
• Amata Elvira (Fratelli d'Italia).
• Cannata Rossana (Fratelli d'Italia).
• Dipasquale Emanuele (PD XVII Legislatura).





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CAMPANIA. COMUNITÀ MONTANA PARTENIO-VALLO LAURO, 171 GIORNATE DI LAVORO PER GLI OPERAI FORESTALI NEL 2022. SODDISFATTO PAGANO. IL BLOG: INVECE IN SICILIA CI RIMANGONO LE ILLUSIONI. VI RICORDATE QUEI DEPUTATI APPARTENENTI ALLA MAGGIORANZA CHE IN CAMPAGNA ELETTORALE SI IMPEGNAVANO A FAR AUMENTARE LE GIORNATE DI LAVORO? BLA BLA BLA!


Dal sito www.labtv.net

08 Novembre 2022
Si è svolto in mattinata presso la sede della Comunità Montana Partenio Vallo di Lauro, l’incontro sindacale per discutere sul prolungamento delle giornate lavorative anno 2022 agli operai forestali OTD in forza presso l’Ente Montano.

Presenti all’incontro: il Presidente dell’Ente Carmine DE FAZIO, l’ing. Dino Combatti e i responsabili dell’Ufficio Tecnico di Forestazione, per le OO.SS. i Segretari Provinciali di FAI-FLAI-UILA (Luigi Pagano, Carlo Ceccarelli, Antonio De Lillo), e le Rappresentanze Sindacali Aziendali.

Dopo un’ampia e approfondita discussione, il Presidente dell’Ente Montano ha comunicato alle OO.SS, che per l’annualità 2022, verranno garantite per il momento 171 giornate di lavoro per tutti gli operai forestali OTD compresi i 18 lavoratori OTD della provincia di Avellino.

Luigi Pagano – Segretario Generale Fai Cisl IrpiniaSannio, esprime soddisfazione per il risultato raggiunto reso possibile dall’impegno del sindacato e dalla disponibilità e sensibilità dimostrata dal Presidente De Fazio e dalla sua Giunta per l’impegno e l’attenzione che hanno dimostrato da subito nei confronti dei lavoratori forestali e delle loro famiglie.




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Nota del Blog
Colleghi, quelli che ho citato facevano parte della maggioranza, quindi di cosa stiamo parlando? Ma non sono soli, ce ne sono altri che sono stati nuovamente rieletti (mi viene in mente l'On. Sammartino, papabile Assessore all'Agricoltura). Ma statene certi che il Blog li continuerà stuzzicare con prove e video alla mano, senza guardare in faccia nessuno. Sempre con la massima educazione, con un pizzico di pepe e il rispetto dei ruoli. 

Nella vita, ma in questo caso in politica, bisogna essere coerenti, altrimenti si cambia mestiere, perchè non si possono prendere continuamente per i fondelli i lavoratori forestali. Ogni tanto guardatevi allo specchio e passatevi la mano sul cuore (questo riguarda tutti a prescindere dai colori politici). 

Buon lavoro e tanti auguri al presidente Schifani, ai 70 parlamentari e alla nuova Giunta che uscirà tra qualche giorno.




AL VIA MAPPATURA DEGLI INCENDI BOSCHIVI IN SICILIA



Dal sito www.teleoccidente.it

09 Novembre 2022
Mappare il fenomeno degli incendi boschivi in Sicilia e contrastarlo tramite la filosofia del Rewilding: da Palermo a Gela, da Menfi a Mazara del Vallo, dieci tra studiosi, appassionati ed esperti locali ed internazionali osserveranno da vicino, nel corso di una visita itinerante in regione, alcune delle più significative esperienze di lotta al fenomeno dei fuochi incontrollati nelle aree di interesse naturalistico.  L’obiettivo è quello di progettare pratiche volte a utilizzare i pascoli naturali, ripristinare abbondanti e diversificate popolazioni di fauna selvatica, creare dal basso paesaggi forestali più selvatici ed ecologici per rendere le aree del Mediterraneo maggiormente resilienti nei confronti degli incendi. Il workshop di cinque giorni (dal 16 al 20 novembre prossimi) interesserà, tra gli altri, l’area naturale protetta privata di Gela “Geloi wetland”, la riserva naturale del Bosco di Ficuzza e alcune realtà di aziende agricole che usano la pastorizia come pratica di prevenzione degli incendi.

Gli incendi in Sicilia sono spesso causati dall’intreccio tra tre fattori cruciali: interessi politici ed economici contrastanti, mancanza di paesaggi selvaggi equilibrati e bestiame mal gestito. Il progetto pilota Re-wildfires, finanziato dal Bosch Alumni Network (BAN) e dall’International Alumni Center (IAC) di Berlino, ha preso piede all’inizio del 2022 su iniziativa dei Coordinatori nazionali per l’Italia del network BAN e dietro la spinta entusiasta di Hanna Rasper, appassionata designer sociale tedesca da anni radicata a Palermo, la quale ha partecipato e vinto una selezione di idee sul tema. Preparato tramite diverse call e seminari da aprile in poi, il progetto vede il suo culmine nella cinque giorni siciliana che si concluderà il 19 novembre con un evento pubblico presso la sede di “Periferica” a Mazara del Vallo.

I partecipanti alla visita in Sicilia sono: Wouter Helmer (avvocato di Rewilding e co-fondatore di diverse organizzazioni per la conservazione della natura, tra cui Rewilding Europe), Georg Messerer (ecologo e guida della natura selvaggia), David Martín (scienziato ambientale con un forte interesse per la gestione degli incendi boschivi in collaborazione con la Fondazione Pau Costa), Salvatore Bondì (conservatore, ricercatore scientifico e permaculturista), Enrico Guzzo (conservatore specializzato in biodiversità aviaria), Marc Arcarons (capofila del progetto “Fire Flock” dedicato alla gestione del rischio incendio attraverso il pascolo presso la Fondazione Pau Costa) con la guida organizzativa dei rappresentanti italiani della Bosch Alumni Network (Giorgia Floro, Giuseppe Scandone e Giuseppe De Simone) con Hanna Rasper.

I soggetti finanziatori del progetto sono:

Bosch Alumni Network (BAN): Riunisce ex e attuali borsisti, beneficiari e membri del personale della Robert Bosch Stiftung e dei suoi partner. Mette in contatto i membri della rete con interessi comuni e background diversi per favorire lo scambio intersettoriale e le collaborazioni internazionali.

International Alumni Center Berlin (IAC): La iac Berlin è stata fondata dalla Robert Bosch Stiftung per supportare lo sviluppo di reti a impatto sociale. È un Do & Think tank, collabora con fondazioni, università, istituzioni pubbliche e organizzazioni senza scopo di lucro, sviluppa soluzioni pratiche per la progettazione di reti orientate all’impatto.





09 novembre 2022

PALERMO. OPERAI FORESTALI MANUTENZIONE, ACCREDITATI GLI STIPENDI DI SETTEMBRE



Palermo distretto 8. Accreditata questa mattina nei conti Unicredit la mensilità di settembre



SIFUS CONFALI CAMPANIA: NONAPPENA SI RISOLVERÀ IL PROBLEMA DEGLI STIPENDI TORNEREMO ALLA CARICA PER DIMOSTRARE IL SISTEMA CLIENTELARE CHE REGGE IN GRAN PARTE DELLE COMUNITÀ MONTANE E IL SILENZIO DI CGIL-CISL-UIL


Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale del Sifus Confali
Maurizio Grosso

Roma 9-11-2022  -  Le diffide/denunce del direttore dei lavori Ing. Vincenzo Principato contro la C.M. Tanagro Alto e Medio Sele sono la dimostrazione autentica di come gran parte delle C.M. anziché  realizzare le opere di manutenzione dei boschi, al fine di favorire il politico di turno, si occupano  di altro: pulizia delle strade, degli ospedali, dei cimiteri, ecc. Inoltre, ciò viene fatto in totale disprezzo dei diritti dei lavoratori: aumento di livello ai piu' servili,  segnaletica stradale da terzo mondo, dispositivi di sicurezza rumeni, kilometraggio agli impiegati invece che agli operai (c.m terminio), lavori a ditte e a professionisti esterni, e naturalmente, stipendi agli operai quando capita.
Mi spiegate come fa questo modo di agire delle comunita' montane a non cozzare con i finanziamenti extraregionali che obbligano le comunità medesime ad occuparsi esclusivamente di manutenzione del patrimonio boschivo?
Per queste ragioni gran parte dei progetti presentati dalle C.M.  ( 11 fermi  più 3  sbloccati), pur avendo la Regione Campania gia' da tempo disponibili i fondi,   sono sotto osservazione dell'autorità di gestione che chiede integrazione e aggiustamenti di documenti.
I soldi, pertanto, arriveranno alle comunita' e gli stipendi agli operai quando e se i progetti verranno aggiustati.
Da aggiungere che ci sono ancora 11 enti delegati che non hanno presentato i progetti e rischiano seriamente di non essere ammessi al finanziamento determinando grave danno agli operai.
Le comunità montane per il "sistema di potere clientelare" che hanno costruito attorno a loro, sono divenute nemici degli operai onesti ( di quelli venduti assolutamente no poiché fanno parte del sistema) e fa specie che cgil-cisl-uil  che si riempiono la bocca in tema di diritti nelle piazze non se ne siano accorti (sic) come dimostra la loro inconsistenza nel contrastarlo.
Fa ancora più specie come tanti lavoratori onesti guardano questo film dalla finestra, magari criticando i nostri errori ( ne facciamo tanti perché ci muoviamo nella pulude), per timore di perdere egoisticamente  qualche benefit o  livello a discapito dell'interesse collettivo.
Comunichiamo che, tuttavia, rimarremo in selenzio fino a quando verranno aggiustati tutti i progetti compresi quelli più o meno farlocchi  solo ed esclusivamente per amore delle risorse  anticipate dal Governo che servono a pagare gli stipendi di migliaia di padri e madri di famiglia.
Nonappena verranno recuperate tutte le risorse, il sifus si impegna fin da subito a riaprire la guerra contro le comunità/ carozzoni poiché non ci devono piu' essere centri clientelari ammazza diritti e sopratutto,  25 enti delegati incapaci che presentano 25 progetti extraregionali spendendo, tra l'altro, le risorse che basterebbero  per garantire il tempo indeterminato a tutti i forestali. Serve un solo  soggetto capace che presenta i progetti per tutto il comparto forestale campano o al massimo 5 soggetti tanti quanti sono le province.
Ma su questo aspetto ritorneremo nonapoena i forestali avranno la serenità di aver ricevuto gli stipendi in tasca.
I forestali onesti aderiscano  al sifus adesso per darci la forza di cambiare lo stato di cose presente.
Maurizio Grosso 
Segretario Generale SiFUS CONFALI




08 novembre 2022

FORESTE, ARMA CONTRO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Le foreste possono essere un’arma preziosa contro il cambiamento climatico in atto, ma la loro capacità di sequestrare e immagazzinare anidride carbonica dipende anche da come vengono gestite (Fonte: Gina Marano) - © ANSA

Le foreste possono essere un’arma preziosa contro il cambiamento climatico in atto, ma la loro capacità di sequestrare e immagazzinare anidride carbonica dipende anche da come vengono gestite (Fonte: Gina Marano) - © ANSA


Dal sito gds.it

07 Novembre 2022
Le foreste possono essere un’arma preziosa contro il cambiamento climatico in atto, ma la loro capacità di sequestrare e immagazzinare anidride carbonica dipende anche da come vengono gestite: lo affermano due studi guidati dall’Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isafom) di Perugia, che cercano di fare luce sul possibile futuro dei boschi europei.

L’obiettivo delle ricerche, pubblicate sulle riviste Science of the Total Environment e Agricultural and Forest Meteorology, è quello di stimolare il dibattito in corso sulle strategie di adattamento, mitigazione e decarbonizzazione basate sulle risorse forestali, in Italia come in Europa.

Ai lavori hanno partecipato, oltre a diversi enti di ricerca europei e americani, anche altri italiani, tra cui le Università di Bologna e della Tuscia, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), l’Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri del Cnr (Cnr-Iret), l’Istituto per la BioEconomia del Cnr (Cnr-Ibe) e la Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (Cmcc) di Viterbo.

Il primo studio, guidato da Riccardo Testolin e Daniela Dalmonech, analizza sei diversi scenari di gestione forestale, utilizzando come modello il sito sperimentale del bacino del Bonis in Calabria, una delle piantagioni artificiali di pino laricio più meridionali in Europa. La ricerca sottolinea il ruolo chiave, per la mitigazione degli impatti del cambiamento climatico, di una gestione attiva delle foreste rispetto all’abbandono o all’assenza di gestione.

Il secondo studio, guidato da Dalmonech e da Gina Marano (attualmente al Politecnico di Zurigo), valuta invece l’impatto dell’intensità e della frequenza del taglio degli alberi sulla capacità delle foreste di assorbire la CO2. “I risultati mostrano come una corretta gestione forestale porti a un miglioramento, sia in termini di sequestro che di stoccaggio del carbonio – commenta Marano – indipendentemente dallo scenario di clima considerato”.  

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it




L'AVVOCATO FASANO: PER LA CONVENZIONE SIGLATA CON IL SIFUS CONFALI SONO GIUNTE MOLTE CRITICHE DA PARTE DEI LAVORATORI FORESTALI. RISPONDO VOLENTIERI ALLE CRITICHE MOSSE



Ricevo e pubblico
dall'Avvocato Fasano

In seguito alla pubblicazione del post che ho reso pubblico ieri sulla pagina ufficiale dello studio legale, circa la convenzione siglata con il Sifus Confali, sono giunte molte critiche da parte dei lavoratori forestali. "In merito alla circostanza che ho sempre dichiarato, di non volermi unire con i sindacati perchè sono stati la rovina della vostra categoria". Questo è vero, io continuerò a non legarmi con determinate sigle sindacali. Ma con il Sifus, che è un sindacato costituito da lavoratori sindacali che remano nella medesima direzione, sicuramente ho stretto un patto di collaborazione volto per il raggiungimento di un obiettivo comune, ossia quello di applicare e far applicare una normativa comunitaria che molti non vogliono. Quindi, rispondo in questi termini alle critiche mosse, perchè si tratta di critiche sicuramente sterili. Io non mi sono unita con un sindacato in questo momento, io mi sono unita con lavoratori forestali che hanno lo stesso obiettivo nostro, cioè quello di far applicare una procedura d'infrazione comunitaria contro le amministrazioni che, attualmente vi stanno precarizzando senza una logica ragione, prevista per altro dalla normativa comunitaria. In questo momento, la regione siciliana non ha saputo dare una motivazione oggettiva alla precarizzazione eccessiva. Siccome per alcune procedure comunitarie serve anche una sigla sindacale, ho pensato che l'unico sindacato che potesse rappresentarvi fosse proprio il Sifus, che hanno i nostri stessi interessi. Quindi per me non è un sindacato, è un organizzazione di lavoratori che hanno a cuore lo stesso obiettivo.

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L'avvocato Fasano: siamo stati nominati, giusta convenzione 3 novembre 2022, legali del Sifus per la difesa dei lavoratori forestali di ogni regione italiana. A dicembre il reclamo contro l'art. 46 bis del CCNL Idraulico Forestale al Comitato Europeo per i Diritti Sociali di Bruxelles




IL SIFUS SI RIVOLGE ALLA MAGISTRATURA EUROPEA PER CONTESTARE IL CCNL CHE BLOCCA LA STABILIZZAZIONE DEI FORESTALI. A TAL PROPOSITO, IL BLOG RILANCIA E CONDIVIDE LE PAROLE DA PELLE D'OCA DEL SEGRETARIO DELLA CGIL, MAURIZIO LANDINI. RIASCOLTIAMOLE!!!



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08/10/2022. “Italia-Europa, ascoltate il lavoro” a Roma la manifestazione della Cgil

Il Segretario Generale della Cgil, Maurizio Landini: siamo noi che dobbiamo aprire vertenze, mobilitazioni, scioperi. La lotta dei lavoratori precari, che vengono assunti a tempo indeterminato, non lo possiamo lasciare ai lavoratori precari. Dobbiamo essere noi che precari non siamo, ad essere pronti a batterci e scioperare, per garantire loro un diritto. Questo è fare sindacato!


Rilanciamo e condividiamo ogni singola parola del Segretario della Cgil, Maurizio Landini









SIFUS-CONFALI: "CONTRO L'ART. 46 DEL CCNL IDRAULICO FORESTALE". L'ORGANIZZAZIONE SINDACALE PRESENTERÀ RECLAMO PRESSO IL COMITATO EUROPEO PER I DIRITTI SOCIALI DI BRUXELLES


Dal sito www.avellinotoday.it

07 Novembre 2022
Lo scorso anno, il 9 dicembre 2021, presso la sede della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome in Roma, è stato siglato il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per gli addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale e idraulico-agraria o, più semplicemente, il CCNL Forestali. L’accordo è stato firmato, per la parte datoriale, da Agci-Agrital, Amministrazioni Pubbliche, Confcooperative-Fedagripesca, Confcooperazione Italiana Comunità Forestali- Federforeste, Legacoop Agrolimentare e, per la parte sindacale, da Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil con un ritardo di dieci anni rispetto alla scadenza del precedente CCNL.
Un contratto che, dal 1° gennaio 2021 fino al 31 dicembre 2024, è stato sottoscritto sia da aziende private e cooperative che da amministrazioni pubbliche e in cui l’ambito di applicazione è stato esteso fino a ricomprendere anche le attività di arboricoltura da legno, di pratiche selvicolturali, della filiera bosco-legno-energia, della gestione forestale sostenibile e/o attiva e di programmazione forestale. 
Un elemento che se da un lato ha rappresentato una novità importante dall’altro però, come sottolinea il Sifus-Confali, presenta importanti preoccupazioni soprattutto nell’art.46 bis perchè fornisce “una formidabile giustificazione contro le ripetute infrazioni comunitarie a tutti i Governi Regionali che non intendono stabilizzare gli operai forestali dopo decenni di precariato”.
Per queste ragioni l’attività sindacale del SIFUS di concerto con l'avv. Angela Fasano (nota professionista che tutela e rappresenta i lavoratori forestali anche attraverso l’associazione forestali liberi Asforelli)  sta lavorando al fine di depositare per dicembre, presso il Comitato Europeo dei diritti sociali che risiede a Bruxelles, uno specifico reclamo che ha appunto per oggetto l'articolo 46 bis dell'ultimo CCNL idraulico forestale.
Le azioni del SIFUS e dell'avv. Fasano saranno prodotte, inoltre, anche attraverso un’azione collettiva presso i Tribunali per la disapplicazione dell'articolo in questione.
Al fine di snellire le procedure e ufficializzarle, le parti, nella giornata di giovedì 3 novembre c.a., hanno stipulato una convenzione di cui daranno conto in una prossima conferenza stampa.

© Riproduzione riservata






L'AVVOCATO FASANO: SIAMO STATI NOMINATI, GIUSTA CONVENZIONE 3 NOVEMBRE 2022, LEGALI DEL SIFUS PER LA DIFESA DEI LAVORATORI FORESTALI DI OGNI REGIONE ITALIANA. A DICEMBRE IL RECLAMO CONTRO L'ART. 46 BIS DEL CCNL IDRAULICO FORESTALE AL COMITATO EUROPEO PER I DIRITTI SOCIALI DI BRUXELLES


Dalla pagina Facebook
dell'Avvocato Fasano

Siamo stati nominati, giusta convenzione 3 novembre 2022, legali del SIFUS per la difesa dei lavoratori forestali di ogni Regione italiana.

Un grande passo avanti per la categoria che unisce le nostre competenze legali a quelle sindacali, per un’azione sinergica comune. 
Di seguito il comunicato: 
SIFUS CONFALI  - A DICEMBRE VERRA' DEPOSITATO IL RECLAMO CONTRO L'ART. 46 BIS DEL CCNL IDRAULICO FORESTALE  AL COMITATO EUROPEO PER I DIRITTI SOCIALI DI BRUXELLES.
Palermo 4-11-2022 -  L'art. 46 bis del CCNL idraulico forestale sottoscritto da cgil-cisl-uil, fornisce una formidabile giustificazione contro le ripetute infrazioni comunitarie  a tutti i Governi Regionali che non intendono stabilizzare gli operai forestali dopo decenni di precariato.
Per queste  ragioni il SIFUS e l'avv. Angela Fasano (professionista specializzata in  materia)  si stanno adoperando per depositate a Dicembre a Bruxell presso il Comitato Europeo dei Diritti Sociali uno specifico reclamo contro l'articolo 46 bis dell'ultimo CCNL idraulico forestale.
Il SIFUS e l'avv. Fasano promuoveranno inoltre, un azione collettiva nei Tribunali per la disapplicazione dell'art. 46 bis del CCNL.
Le parti, hanno stipulato una convenzione e terranno presto una conferenza stampa sull'argomento. 
*Nella foto a Palermo presso i locali dello studio Fasano: Giuseppe Fiore, Maurizio Grosso, Angela Fasano, Lino Masi e Fabrizio Colonna. 
L'addetto stampa Sifus Confali





IL SIFUS SI RIVOLGE ALLA MAGISTRATURA EUROPEA PER CONTESTARE IL CONTRATTO COLLETTIVO CHE BLOCCA LA STABILIZZAZIONE DEI FORESTALI


Dal sito www.inuovivespri.it

05 Novembre 2022
  • Il reclamo verrà presentato al Comitato Europeo per i Diritti Sociali tramite l’avvocato Angela Fasano, specialista della materia. Che succederà? 
  • La nostra intervista a Fiore dello scorso Aprile: possibile che stia avvenendo tutto questo? Possibile che si voglia tenere come precari a vita gli operai forestali della Sicilia?
Il reclamo verrà presentato al Comitato Europeo per i Diritti Sociali tramite l’avvocato Angela Fasano, specialista della materia. Che succederà? 
 
Il Contratto collettivo nazionale del comporto forestale finirà sui tavoli del Comitato Europeo per i Diritti Sociali. Si tratta del Contratto sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil che ha bloccato la stabilizzazione degli operai forestali. Di questo argomento ci siamo occupati lo scorso Aprile intervistando Giuseppe Fiore, segretario regionale del Sifus Confali operai forestali. “Con il nuovo Contratto di lavoro siglato dalle organizzazioni sindacali – questa la dichiarazione di Fiore rilasciata a I Nuovi Vespri lo scorso Aprile – dal Governo regionale e dalle Associazioni datoriali gli operai forestali della Sicilia non verranno mai stabilizzati, sono stati dichiarati precari a vita”. Ancora Fiore: “E’ successo che nel Dicembre dello scorso anno i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, l’assessore regionale all’Agricoltura, Tony Scilla, e le Associazioni datoriali hanno firmato un nuovo Contratto di lavoro che esclude la possibilità di stabilizzare i lavoratori forestali. In pratica, è scomparso l’obbligo della stabilizzazione per questi lavoratori”. Adesso il Sifus sta passando al contrattacco e, con l’avvocato Angela Fasano, specializzata su tale materia, sta depositando a Bruxelles, presso il Comitato Europeo dei Diritti Sociali uno specifico reclamo contro l’articolo 46 bis dell’ultimo CCNL idraulico forestale. Il sindacato Sifus e l’avvocato Fasano promuoveranno, inoltre, un azione collettiva nei Tribunali per la disapplicazione dell’art. 46 bis del CCNL.


La nostra intervista a Fiore dello scorso Aprile: possibile che stia avvenendo tutto questo? Possibile che si voglia tenere come precari a vita gli operai forestali della Sicilia?
 

Quanti sono oggi gli operai forestali in Sicilia? 

“I cosiddetti 78isti, ovvero coloro i quali svolgono 78 giornate lavorative in un anno, sono 2 mila 454. I 101isti – che svolgono 101 giornate lavorative in un anno – sono 8 mila 470. I 151isti – che svolgono 151 giornate lavorative in un anno, sono 5 mila 297. Poi ci sono i lavoratori forestali a tempo indeterminato, che sono mille  e 330. In totale, sono 17 mila 551 operai forestali”.

Quanti di questi operano nell’antincendio?

“Circa 6 mila e sono 151isti e 101isti”.

Quindi gli operai forestali stabilizzati ci sono? 

“Certo. Ma hanno creato un meccanismo per il quale man mano che andranno in pensione non potranno essere sostituiti”.

Quindi quando andranno in pensione tutti gli operai forestali con contratto a tempo indeterminato i lavoratori forestali saranno tutti stagionali”.

“Esattamente”.

Qual è la parte del Contratto che sancisce la precarizzazione a vita di questi lavoratori? 

“E’ il punto del contratto che abbiamo studiato con attenzione: l’articolo 4 bis del contratto nazionale di lavoro 2021-2024 dei lavoratori idraulico-forestali, allegato N”-

Scusi, ma cosa ci guadagnano gli operai forestali restando precari a vita? 

“Nulla hanno tutto da perdere. E perdono anche una parte della retribuzione”.

In che senso?

“Nel senso che, ogni anno, debbono presentare la domanda di disoccupazione, che ha un costo”.

A quanto ammonta questo costo? 

“Varia da circa 10 euro fino a 180 euro”.

Chi è che gestisce questi soldi? 

“I sindacati”.

Non voi, ovviamente.

“Assolutamente no, noi siamo contrari alla precarizzazione del lavoro. Noi siamo ci battiamo per la stabilizzazione di questo personale.

Infatti: per quello che sappiamo, voi del Sifus Confali state conducendo una battaglia politica, con l’appoggio di un gruppo di deputati regionali, per fare approvare dall’Assemblea regionale siciliana una riforma del settore forestale che punti alla stabilizzazione.

“Esatto. Conduciamo questa battaglia politica da quando siamo nati. Ora abbiamo scoperto che, con il nuovo Contratto di lavoro, hanno bloccato la stabilizzazione. Una vergogna”.

State avvertendo tutti i lavoratori del settore? 

“Ci stiamo provando. Sa, noi non abbiamo gli strumenti che hanno a disposizione Cgil, Cisl e Uil con la loro rete di patronati. Ma noi non molliamo”.

Di fatto il Sifus sta mantenendo gli impegni assunti: non sta mollando. Il fatto che si rivolgerà con un legale specializzato su tale materia alla magistratura europea ne è la dimostrazione. Altri particolari verranno illustrati nel corso di una conferenza stampa.